Luanda

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Inviato da maria 21/03/2009 @ 00:11

Tags : luanda, angola, africa, esteri

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Luanda

Luanda (Angola)

Luanda, già Loanda, è la capitale e la principale città dell'Angola, nonché capoluogo della provincia omonima. Situata sull'Oceano Atlantico, è anche il principale porto marittimo della nazione. Ha una popolazione di 2.524.459 di abitanti.

Luanda è divisa in due parti, la baixa (città vecchia) e la cidade alta (la parte nuova). La baixa è collocata vicino al porto ed è caratterizzata da vie strette e vecchi edifici coloniali. Gli abitanti di Luanda appartengono principalmente a gruppi etnici africani, tra cui le tribù Ovimbundu, Kimbundu e Bakongo. La lingua ufficiale e più utilizzata è il portoghese, anche se vengono parlate molte lingue indigene imparentate con il bantu. Esiste anche una piccola popolazione di origine europea.

Luanda venne fondata nel 1575 dall'esploratore portoghese Paulo Dias Novias, col nome di São Paulo de Luanda. Nel 1618 venne costruita la fortezza, Fortaleza Sao Pedro da Barra, e successivamente, nel 1634 ne venne costruita un'altra, Fortaleza de Sao Miguel. La città è stata il centro amministrativo dell'Angola fin dal 1627 (eccetto dal 1640 al 1648) e tra il 1550 e il 1850 circa, fu al centro di un grosso traffico di schiavi verso il Brasile.

Dopo l'indipendenza dell'Angola (1975), gran parte della consistente popolazione portoghese della città se ne andò, e venne sostituita da numerosi cubani, molti dei quali soldati. La città è sede di un arcivescovado cattolico, dell'Università dell'Angola e del Palazzo del Governatore.

L'industria comprende la produzione di cibi, bevande, tessile, cemento e altri materiali da costruzione, prodotti in plastica e in metallo, sigarette e scarpe. Il petrolio, estratto nelle vicinanze, viene raffinato in città, anche se questi impianti sono stati ripetutamente danneggiati durante la guerra civile. Luanda dispone di un eccellente porto naturale, e le esportazioni principali sono caffè, cotone, zucchero, diamanti, ferro e sale. Comunque, l'economia di Luanda continua ad essere gravemente danneggiata dai continui conflitti militari in Angola.

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Arcidiocesi di Luanda

Collocazione geografica della diocesi

L'arcidiocesi di Luanda (in latino: Archidiocesis Luandensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica. Nel 2007 contava 2.341.000 battezzati su 3.184.681 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Damião António Franklin.

L'arcidiocesi comprende la città di Luanda in Angola, dove si trova la cattedrale di San Salvatore.

Il territorio si estende su 1.074 km² ed è suddiviso in 34 parrocchie.

La diocesi di São Salvador da Congo / Congo in Angola fu eretta nel 1596 ricavandone il territorio dall'arcidiocesi di Tomé (oggi Diocesi di São Tomé e Príncipe).

Assunse varie denominazioni: dal 1609 São Paulo de Loanda / Congo in Angola; dal 1623 tornò ad essere chiamata São Salvador da Congo / Congo in Angola; dal 1628 ancora São Paulo de Loanda / Congo in Angola; dal 1716 São Paulo de Loanda / Congo in Angola / Santa Cruz de Reino de Angola.

Il 4 settembre 1940 ha ceduto porzioni del suo territorio a vantaggio dell'erezione delle diocesi di Nova Lisboa (oggi arcidiocesi di Huambo) e di Silva Porto (oggi diocesi di Kwito-Bié) e è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana e ha assunto il nome attuale.

Nel 1955, nel 1956, nel 1959, nel 1968 e nel 1969 ha ceduto porzioni del suo territorio a vantaggio dell'erezione rispettivamente delle diocesi di Malanje), di Cabinda e São Salvador (oggi diocesi di Uije), di Ngunza (oggi diocesi di Sumbe), di Cabinda e di Ndalatando.

Il papa in data 6 giugno 2007 ha eretto le diocesi di Caxito e di Viana, con territorio dismembrato dall'arcidiocesi di Luanda, rendendole suffraganee della medesima sede metropolitana .

Nel 2007 l'arcidiocesi su una popolazione di 3.184.681 persone contava 2.341.000 battezzati, corrispondenti al 73,5% del totale.

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Atlético Petróleos Luanda

L'Atlético Petróleos Luanda è una società di calcio angolana con sede nella capitale Luanda. È stata fondata nel 1980.

Nel suo palmarès può vantare la vittoria di 14 Girabola (la massima serie del campionato angolano), di 8 Coppe d'Angola e di 4 Supercoppe d'Angola.

I colori sociali sono il giallo e il blu. Gioca le partite casalinghe all'Estádio da Cidadela, impianto che può ospitare 35.000 spettatori.

Nelle file di questa squadra militano Jamba, Lamá, Akwá e Lebo Lebo. In precedenza vi hanno militato anche Delgado, João Ricardo, Manucho e Zé Kalanga.

Esiste anche una sezione di pallacanestro, il forte Atlético Petróleos Luanda Basquetebol.

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Angola

Angola - Bandiera

L'Angola è uno stato dell'Africa centrale. Il suo territorio si estende su 1.246.700 km² e conta 12.127.071 abitanti. La capitale è Luanda. Confina a nord con la Repubblica Democratica del Congo, a est con lo Zambia, a sud con la Namibia e a ovest si affaccia sull'oceano Atlantico. Fa parte del paese anche l'exclave di Cabinda situata al confine fra Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo. La lingua ufficiale è quella portoghese.

Il nome del paese deriva dal termine Ngola, attributo di rispetto dei sovrani Ndongo corrispondente all'italiano "Maestà". I portoghesi diedero questo nome ufficiale al paese nel XVI secolo proprio in onore di quei sovrani, loro fedeli alleati.

Le prime tracce di presenza umana in questa regione risalgono sicuramente alla preistoria. Non si conosce molto sulle popolazioni che in epoca primitiva abitavano sul territorio. In proposito vi sono varie teorie: fino a non molto tempo fa si pensava che popolazioni di lingua bantu provenienti da occidente si fossero insediate nella regione introducendo l'agricoltura e la lavorazione del ferro. Alcune prove sul DNA delle popolazioni Cabinda dell'Angola hanno invece dimostrato l'assoluta estraneità della popolazione indigena con le altre popolazioni limitrofe.

La venuta dei portoghesi in questo territorio è molto remota, specialmente sulla costa, già fiorente di traffici addirittura in epoca medievale. Nel 1483 si ha notizia di una prima penetrazione anche nell'entroterra. Inialmente vi furono ostilità con i numerosi regni neri presenti sul territorio, in particolare col regno del Congo, con quello di Ndongo e con quello di Benguela. Tuttavia già nel XVI secolo si addivenne a lunghi periodi di pace, intervallati da guerre occasionali, dovute spesso a scontri di carattere personale tra i vari sovrani e governatori. In particolare il Regno di Ndongo costituì un'alleanza abbastanza stabile con i portoghesi, intrattenendo con essi un fiorente commercio di schiavi, molti dei quali furono trasportati in Brasile. Nel frattempo i portoghesi avviarono la costruzione di numerosi e floridi insediamenti nella regione, conquistando via via autonomia dalla madrepatria.

Con l'avvento del XVII secolo, una nuova tribù si impose in parte del territorio angolano: la tribù degli Imbangala. Queste genti erano caratterizzate da un notevole ardimento bellico e da una forte intraprendenza, sicché in breve tempo sottomisero molte altre tribù dell'area, vendendo un'ingente quantità di schiavi ai portoghesi. Il Governatore Luis Mendes de Vasconcelos, apprezzandone assai lo spirito combattivo, ne arruolò buona parte nelle sue truppe. Si consolidò così il fenomeno del meticciamento sia propriamente detto (incroci tra razze), sia spirituale (fusione di costumi e tradizioni), che fu sempre caratteristico dell'impostazione coloniale portoghese, al contrario ad esempio di quella britannica. Intanto i portoghesi dovettero fronteggiare l'intraprendenza della regina ndongo Njinga Mbandi, con cui parzialmente nel 1624 e definitivamente nel 1639, furono firmati trattati di pace e cooperazione. Un altro problema che la colonia portoghese dovette presto affrontare fu il tentativo di penetrazione effettuato dagli olandesi della Compagnia delle Indie Occidentali. Tuttavia nella seconda metà del secolo i portoghesi, guidati dal condottiero Salvador Correia de Sa, riuscirono a scongiurare il pericolo.

Il XVIII e il XIX secolo coincisero con una vieppiù precisa organizzazione amministrativa e giuridica della colonia. Se continuarono sovente conflitti interni tra gli esponenti delle varie tribù, è anche vero che iniziò a delinearsi una più chiara struttura socio-politica del paese, con una sempre più marcata suddivisione dei compiti amministrativi e militari. L'attività economica più prospera rimase il commercio degli schiavi (pur abolito nel 1830), che si protrasse fino a tutto l'800, finché l'ormai consolidata rivoluzione industriale, permise alle potenze più avanzate di fare a meno di questa forza lavoro. I portoghesi aspirarono nella seconda metà dell'800 a riunire i loro dominii di Angola e Mozambico, ma l'azione di Cecil Rhodes impedì questo sogno coloniale. Il dominio portoghese nel XX secolo fu caratterizzato da grandi iniziative economiche e infrastrutturali, tra cui la costruzione di imponenti ferrovie. Furono altresì sviluppate estese piantagioni molto produttive, che contribuirono all'affermazione del Portogallo come potenza di un certo peso mondiale.

Dopo le guerre mondiali, il Portogallo, governato sin dagli anni '30 da Antonio de Oliveira Salazar, si oppose strenuamente al concetto di decolonizzazione. Secondo il pensiero politico di Salazar infatti, la decolonizzazione avrebbe creato semplici avamposti economico-politici per le potenze uscite vincitrici dalla seconda guerra mondiale: gli USA attraverso le multinazionali economiche, l'URSS attraverso le multinazionali politiche. Un graduale e costante processo di evoluzione politica con una partecipazione attiva delle popolazioni nere al sistema coloniale avrebbe invece permesso il vero sviluppo socio-economico dell'Africa. Tuttavia apparve sempre più oneroso il mantenimento delle colonie e verso la fine degli anni Cinquanta nacquero altresì vari movimenti indipendentisti più o meno collegati ad analoghi movimenti esteri, finanziati dalle due superpotenze. In particolare due movimenti si fecero strada: il Movimento Popolare per la Liberazione dell'Angola (MPLA), fondato nel 1956 e appoggiato dall'URSS, che addirittura organizzò scuole e università a Mosca per indottrinarne i capi; l'Unione Nazionale per l'Indipendenza Totale dell'Angola (UNITA), guidata da Jonas Savimbi, sostenuto invece dagli Stati Uniti. Il Fronte di Liberazione Nazionale dell'Angola (FNLA), inizialmente consistente, perse via via di importanza. La lotta armata tra le varie fazioni e il governo portoghese divenne infuocata negli anni '70. Nel 1974, in seguito al colpo di stato in Portogallo, cessarono le ostilità e venne instaurato un governo di coalizione fra i movimenti indipendentisti, che ebbe però breve durata. L'11 novembre 1975 il MPLA dichiarò l'indipendenza del paese, riconosciuta dal Portogallo.

Agostinho Neto, capo dell'MPLA, divenne il primo presidente del paese e tale rimase fino alla morte (1979), allorché gli successe José Eduardo dos Santos. Dal luglio 1975 il paese divenne teatro di una guerra civile nella quale erano in campo non solo contrasti etnici e interni ma forze straniere interessate alle risorse (petrolio) dell'Angola e alla sua posizione strategica. L'MPLA, movimento marxista-leninista che organizzò una dittatura monopartitica, appoggiato da Cuba e dall'Unione Sovietica, e l'UNITA, sostenuta da Stati Uniti e Sudafrica, ingaggiarono una lotta senza esclusione di colpi. Il conflitto, iniziato nel novembre del 1975 con l'invasione dell'Angola da parte del Sudafrica dell'apartheid, vide l'intervento di migliaia di soldati cubani Operaciòn Carlota, si protrasse per anni decimando la popolazione inerme. Si giunse infine alla firma di un accordo di pace, voluto dalle potenze straniere dopo la sconfitta del Sudafrica a Cuito Canavale e i cambiamenti nello scenario internazionale, siglato nel dicembre del 1988 a New York. Nel 1991 le truppe straniere si ritirarono. Nel 1992 si tennero le elezioni presidenziali che videro la vittoria del MPLA. José Eduardo dos Santos, che come detto era successo a Neto nel 1979 alla guida assoluta del paese e del partito, fu confermato nella carica. L'UNITA, guidato da Jonas Savimbi, non accettò l'esito elettorale e il paese entrò in una nuova fase di guerra civile. Il 20 novembre 1994 a Lusaka in Zambia nel contesto del cosiddetto protocollo Lusaka venne stipulato un secondo accordo di pace che prevedeva la reintegrazione dei ribelli nel governo nazionale e nelle forze armate. Nell'aprile 1997 venne creato un governo di unità nazionale dal quale l'UNITA venne però espulso in seguito alla ripresa delle azioni di guerriglia.

Cessando la guerra fredda e crollando l'Unione Sovietica, il presidente Dos Santos, al potere dal 1979, aveva nel frattempo ribaltato completamente la propria politica. Se in politica interna rimodernò le istituzioni, depurandole dal passato marxismo, in politica estera instaurò una solida alleanza con Stati Uniti, Gran Bretagna e Portogallo. In particolare sono da segnalare le prese di posizione costantemente favorevoli alle guerre intraprese dagli Stati Uniti in Afghanistan e Irak. L'UNITA si trovò spiazzata da questo nuovo atteggiamento e si ridusse così a un gruppo paramilitare allo sbando. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite votò sanzioni contro l'UNITA stessa (28 agosto 1997) e nel 1999 le unità militare angolane sferrarono un duro colpo ai ribelli riprendendo il controllo delle principali città della regione controllata dall'UNITA. Savimbi dichiarò allora un'ennesima lotta di guerriglia che dilaniò il paese provocando un milione e mezzo di morti e centinaia di migliaia di senzatetto. Le ostilità proseguirono fino alla morte di Savimbi (primavera 2002), allorché i ribelli deposero le armi dopo la garanzia di un'amnistia generale e dell'integrazione nelle forze armate ufficiali. Gli anni ininterrotti di guerra civile rendono più difficoltoso il percorso di sviluppo del paese; tra le varie difficoltà, è da citare quella delle migliaia di persone che hanno abbandonato i loro villaggi a causa dei conflitti. Recentemente, Dos Santos ha puntato su un legame sempre più stretto con la vecchia madrepatria Portoghese, suggellato dal sontuosissimo matrimonio celebrato nel 2004 a Luanda tra una figlia di Dos Santos, Tchizé, e il magnate portoghese Hugo Pego. L'Angola è membro dell'ONU, dell'Unione Africana, della Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese (CPLP), della Southern African Development Community (SADC) e dell'Organizzazione Mondiale del Commercio; è inoltre associato all'Unione Europea. L'8 novembre 2008 l'Angola si schiera a fianco delle truppe della Repubblica Democratica del Congo nei pressi di Goma, per far tornare la stabilità nell'Africa centrale, dilaniata dal Conflitto del Kivu.

Con un'area di 1.246.700 km², l'Angola è il ventitreesimo paese più esteso del mondo. È vasto approssimativamente come il Mali e circa quattro volte più esteso dell'Italia. Il paese possiede 1600 km di costa atlantica. La capitale, Luanda, sorge sulla costa nella parte nord occidentale del paese.

Il territorio angolano è caratterizzato da una fascia di altopiani, il più vasto dei quali è quello di Bié, che lo attraversa da nord a sud. L'altitudine media è compresa fra i 700 e i 1000 m s.l.m.; sul lato occidentale l'altopiano è delimitato da una dorsale montuosa che raggiunge l'altitudine massima con il Morro de Moco (2620 m). In direzione della costa la scarpata è brusca e digrada rapidamente verso la stretta fascia delle pianure costiere, larga dai 50 ai 100 km. Sul lato orientale, verso l'interno del continente, gli altipiani digradano dolcemente verso il bacino dello Zambesi. Il territorio è caratterizzato da vaste savane, ove si concentra gran parte della popolazione data la ricchezza di terreni fertili e le buone condizioni climatiche. Nella parte sudorientale vi è un'area arida in direzione del deserto del Kalahari; fanno eccezione le vallate dei fiumi Cuando, Cunene e Cubango sulle rive dei quali vi sono terreni coltivabili o sfruttabili per l'allevamento.

I fiumi principali sono il M'Bridge e il Cuanza, che si gettano nell'Oceano Atlantico; il Cuango e il Cassai, che tributano a nord al fiume Congo.

Grazie all'altitudine, il clima è tutto sommato temperato. Le temperature medie si aggirano sulla costa intorno a 16° C in inverno e a 21° C in estate. La piovosità non è ingente, ma ben distribuita (374mm annui per 31 giorni nella zona di Luanda).

La popolazione mantiene un tasso di crescita abbastanza elevato (1,9% nel 2001), anche perché l'AIDS è qui assai meno diffuso che in altri stati dell'area (2,6% nel 2001). La speranza di vita è però ancora bassa per via della guerra civile (46 anni nel 2000). L'analfabetismo si mantiene consistente e stabile da anni (circa 60%).

Il governo riconosce come religioni del paese il Cattolicesimo e l'Animismo. La religione più praticata è la Cristiana Cattolica (oltre il 50%). Maggiore è la percentuale di cattolici (in aumento in tutto il Paese) a Luanda dove sorge l'Arcidiocesi di Luanda. Seguono l'Animismo (30%) e le altre religioni Cristiane (circa 20%). Sono presenti altresì numerose sette di matrice brasiliana, che però sono illegali e perseguite dallo Stato. Altre sette sono considerate colpevoli di sevizie a sfondo sessuale su diversi minori.

Il potere esecutivo e legislativo spettano al presidente, che, di fatto, è il capo del partito MPLA. Il parlamento, che coadiuva il presidente nell'esercizio del potere legislativo, è unicamerale e conta 220 membri elettivi. I codici civili e commerciali sono stati modificati negli anni '90, sancendo il totale abbandono dell'originaria impostazione di origine marxista. È stato sancito il principio della proprietà privata dei beni e delle terre e il diritto di impresa; le consuetudini locali sono state fortemente incentivate.

L'Angola, pur essendo un paese povero, è comunque, grazie alle sue risorse, tra i paesi più sviluppati dell'Africa Centrale. Il PIL è tra i più elevati della zona e nel 2001 fu pari a 9472 dollari USA.

Anche a causa della lunga guerra civile, meno del 3% delle terre potenzialmente arabili sono attualmente coltivate. A parte le poco produttive colture di sussistenza, esistono alcune piantagioni fiorenti di caffé, che recentemente sono state vendute a privati, tornando ad essere produttive dopo periodi di lungo abbandono. Da segnalare anche la pesca, che frutta annualmente circa 250.000 t di pescato.

Le risorse minerarie principali sono i diamanti, il bitume, il sale marino, il gas naturale, i fosfati, il ferro e soprattutto il petrolio, che pesa ormai per il 50% sul PIL del paese e per il 90% sulle esportazioni. Le industrie presenti, ancora in via di sviluppo, sono costituite essenzialmente da raffinerie, cementifici, zuccherifici. Nel 2001 è stata inaugurata la nuova zona industriale di Luanda.

Il settore è ancora fortemente carente, ma ha buone prospettive. I principali rapporti economici si hanno oggi con Sudafrica, Portogallo e Stati Uniti.

L'ambiente è ricco di flora e fauna tipiche dell'Africa centrale. Fino ad oggi non è stato valorizzato a dovere, ma potrà costituire sicuramente una risorsa di grande interesse.

Da segnalare soprattutto la letteratura, che annovera numerosi valenti scrittori. Da non disdegnare altresì la produzione ebanistica e di utensileria, nonché la pittura.

L'8 ottobre del 2005 la nazionale di calcio dell'Angola si è qualificata ai Campionati mondiali di calcio di Germania 2006. Per la nazionale angolana è stata la prima partecipazione ad un campionato mondiale. La massima serie del calcio angolano è la Girabola.

La nazionale di pallacanestro dell'Angola è una delle migliori rappresentative africane, dall'edizione di Barcellona 1992 è una presenza fissa alle olimpiadi, ha partecipato a cinque edizioni dei mondiali e delle ultime nove edizioni dei campionati africani maschili di pallacanestro ne ha vinte otto, compresa l' ultima giocata in casa nel 2007.

Le tradizioni risultano dalla felice fusione, avvenuta sin dal '500, dei costumi portoghesi con quelli dei locali regni, specialmente del regno ndongo. Ne è risultato quello che oggi è noto come costume afroportoghese e che unisce la religiosità e la baldanza tipiche della latinità con la spiritualità e lo spirito combattivo tipico degli antichi regni dell'Africa centrale.

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Source : Wikipedia