Lotus

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Inviato da amalia 03/04/2009 @ 14:09

Tags : lotus, autoveicoli, economia

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Lotus 1-2-3

Lotus 1-2-3 è un foglio elettronico sviluppato da Lotus (ora acquisita da IBM) e fu uno dei primi programmi di questo tipo che riscosse un grande successo commerciale.

Dopo essere stato inizialmente programmato da uno studente dell'Harvard Business School che lo cedette alla Lotus, la prima versione vide la luce il 26 gennaio 1983, lo stesso anno di uscita anche del suo più importante concorrente, VisiCalc della VisiCorp.

In ambiente MS-DOS fu per anni il punto di riferimento vista la sua facilità di programmazione (grazie alle macro ed ai comandi complessi inseribili con un solo tasto); poté vantare la presenza dei primi aiuti contestuali e la disponibilità di programmi aggiuntivi, anche di terze parti, per la stampa di grafici.

Forse per non avere appoggiato da subito il fenomeno Windows, preferendo l'appoggio al concorrente IBM OS/2, questo programma perse man mano quote di mercato, nonostante i suoi indubbi pregi.

Negli ultimi anni Microsoft Excel lo ha praticamente soppiantato, soprattutto in seguito alla vittoria commerciale della suite (insieme di prodotti per l'ufficio) Microsoft Office a scapito di Lotus Smartsuite. Oggi non è più acquistabile separatamente ma è disponibile solo all'interno di Lotus Smartsuite.

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Lotus 49

Una Lotus 49 con la livrea della stagione 1969, guidata da Graham Hill.

La Lotus 49 è una monoposto ideata da Colin Chapman e Maurice Philippe per poter gareggiare nel campionato mondiale di Formula Uno del 1967. È stata progettata per alloggiare il motore Ford Cosworth DFV], lo stesso che avrebbe equipaggiato poi moltissime altre monoposto nel corso degli anni settanta ed è inoltre la prima monoposto in cui il propulsore funge anche da membro strutturale.

Jim Clark l’ha portata alla vittoria nella prima gara della stagione 1967 e con la stessa Lotus 49 ottenne anche l’ultima vittoria della sua carriera nella stagione 1968. Graham Hill andò poi a vincere il titolo piloti di quell’anno e la 49 continuò a gareggiare fino al 1970.

Dopo un primo anno di difficoltà per il Team Lotus per via della regola dei 3000 cc, Colin Chapman si mise a studiare un nuovo design che risultò semplice, ma allo stesso tempo di una spanna sopra la concorrenza: prendendo l’ispirazione dalla Lotus 43 e dalla Lotus 38 Indycar, la 49 fu la prima vettura di Formula1 a essere spinta dal celebre motore Ford Cosworth DFV, dopo che Chapman chiese a Ford di costruire una piattaforma per F1.

La Lotus 49 presentava infatti un design riuscito ed avanzato nella Formula 1, principalmente grazie alla particolare configurazione del motore e del telaio . Il motore appositamente progettato diventa membro strutturale capace di sostenere il resto della scocca (soluzione tentata anche col motore H16 nella Lotus 43 e nella BRM P83), da un lato e le sospensioni e il cambio dall’altro. Da allora praticamente tutte le auto di Formula 1 sono state costruite seguendo questo principio.

La Lotus 49 è stata una sorta di banco di prova per le novità successivamente introdotte nel mondo delle auto da corsa. Ad esempio la Lotus è stata il primo team ad utilizzare alettoni dal profilo alare, che si notavano già da metà della stagione 1968. Originariamente queste ali erano fissate direttamente alle sospensioni e da lì estendevano in larghezza e altezza per essere aerodinamicamente efficaci. Tuttavia, dopo alcune rotture che causarono incidenti quasi fatali, le grandi ali furono vietate e il Team Lotus costretto ad ancorare gli alettoni direttamente al telaio delle auto.

Nel testare la Lotus 49 Graham Hill dichiarò che rispondeva bene ed era facile da guidare, ma che trovava difficili da gestire gli improvvisi scatti di potenza del V8 Ford. Nonostante ciò Jim Clark riuscì a vincere la prima gara del campionato a Zandvoort per il Gran Premio d'Olanda e altre tre gare con facilità, ma presto l’inaffidabilità del propulsore DFV spense le sue speranze di vittoria del titolo 1967. Graham Hill ebbe problemi alla sua prima gara e Jim Clark venne tradito dalle candele d’accensione a Spa-Francorchamps al Gran Premio del Belgio. I due sfortunati piloti dovettero sperimentare ancora dei guasti al Gran Premio di Francia a Le Mans, nel Bugatti Circuit perdendo la sfida con Jack Brabham. Ancora Jim Clark esaurì il carburante a Monza nel Gran Premio d’Italia. Ciononostante appariva chiaro ed evidente a tutti che la nuova macchina della Lotus poteva essere molto competitiva e le prime prove positive arrivarono non appena la Cosworth apportò delle migliorie al propulsore. Jim Clark vinse infatti la prima gara della stagione 1968 in Sudafrica e le Tasman Series in Australia, ma perse tragicamente la vita poco tempo dopo ad Hockenheim in una gara di Formula 2. Graham Hill lo sostituì come team leader e vinse il suo secondo titolo, dopo essersi assicurato altre tre vittorie, inclusa la sua quarta vittoria in carriera a Monaco.

La Lotus 49 doveva essere sostituita dalla Lotus 63 nel corso del 1969, ma dacché quest’ultima si rivelò malriuscita e inaffidabile, la Lotus 49 continuò a gareggiare al suo posto in attesa di un altro nuovo modello. In totale la Lotus 49 ottenne 12 vittorie e 2 campionati del mondo piloti e costruttori fino al 1970, anno in cui fu sostituita dalla Lotus 72.

Nel 1967, anno della sua presentazione, la Lotus 49 esibiva la livrea classica della Lotus: verde British con striscia gialla centrale. Nei 16 mesi successivi la si poteva osservare fregiarsi di sponsor e dei nomi dei piloti sopra lo schema base. Ma nel 1968, a Monaco, la Lotus 49 apparve con una nuova tinta composta da rosso, bianco panna e oro, i colori delle sigarette Gold Leaf: era il segno che il business pubblicitario stava cominciando ad assumere sempre più importanza in questo sport.

Una Lotus 49 “virtuale” può essere guidata in Grand Prix Legends, un simulatore di guida per PC, scaricando la 'Mod 69' gratuita. La monoposto è selezionabile anche in TOCA Race Driver 3 e c’è un’auto che presenta somiglianze con la 49 in The Golden Age of Racing.

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Lotus Seven

Lotus Super Seven

La Seven è un'autovettura sportiva costruita dalla casa automobilistica Lotus.

Il vulcanico patron della piccola factory inglese, Colin Chapman, concepì l'idea di produrre un'autovettura sportiva più economica delle raffinate barchette Eleven. La vettura doveva offrire la massima sportività, puntando sulla leggerezza e sull'essenzialità; una sorta di "motocicletta a quattro ruote" da vendere in scatola di montaggio (per evitare la tassa d'acquisto).

Partendo dal telaio tubolare in alluminio della Eleven, venne realizzata una roadster con ruote scoperte (o meglio coperte da piccoli parafanghi di stampo motociclistico), priva di tettuccio e con carrozzeria costituita da pannelli d'alluminio, tranne il musetto bombato, completamente piani (per ridurre i costi). Con la sola eccezione delle raffinate sospensioni anteriori (a ruote indipendenti con doppi bracci triangolari), la meccanica era assemblata con pezzi di grande serie: cambio (manuale a 4 rapporti) BMC, freni (tutti a tamburo) Ford e ponte posteriore (ad assale rigido con balestre longitudinali) proveniente dalla Nash Metropolitan (allora assemblata anche in Inghilterra dalla BMC).

Il motore poteva, infine, essere scelto tra il 4 cilindri in linea con albero a camme laterale Ford 100E di 1172cc da 36cv, il BMC A series (sempre a 4 cilindri in linea e distribuzione monoalbero laterale) di 948cc da 39cv ed il raffinato bialbero Coventry Climax FWA di 1098cc da 75cv.

La commercializzazione delle Seven, sia in versione assemblata che in kit di montaggio, iniziò nel 1957. La variante con motore Coventry Climax, era denominata Super Seven. Grazie al peso estremamente ridotto (406 kg), la Seven era agile e divertente persino col fiacco motore Ford, mentre la Super Seven, grazie al rapporto di 5,3 kg/cv, era un'autentica sportiva.

Nel 1960 venne lanciata la versione S2. All'esterno cambiarono solo i parafanghi (più avvolgenti) e, al pari del musetto, in vetroresina, mentre a livello tecnico le novità maggiori riguardano i motori. Cancellato il costoso (e scorbutico nella messa a punto) Coventry Climax FWA, vennero resi disponibili nuovi motori Ford.

Sulla Seven potevano essere montati il 105E di 997cc da 39cv o il 116E di 1498cc da 66cv, mentre per Super Seven erano disponibili le versioni elaborate dalla Cosworth del 109E (1340cc, 85cv) e del 116E (1498cc, 95cv). Sulle versioni più potenti erano montati freni anteriori a disco.

Nel 1968 venne lanciata la S3 (che è la versione ancora oggi prodotta da vari costruttori), con retrotreno (sempre a ponte rigido) e motore (1601cc da 86cv) della Ford Escort Mexico. Nel 1969 la Super Seven adottò il nuovo 4 cilindri in linea bialbero Lotus di 1558cc da 115cv.

Nonostante la vettura avesse ancora una nutrita schiera di appassionati, Colin Chapman non la riteneva più degna di portare il marchio Lotus, che nel frattempo aveva vinto 3 Campionati del Mondo di Formula 1. La Seven, oltretutto, non era neppure un'auto profittevole per la Casa (che anzi perdeva 100 sterline per ogni S3 prodotta). Tuttavia, grazie alla determinazione dell'amministratore delegato Mike Warner, venne messa in cantiere un'ulteriore evoluzione del modello. L'obiettivo era quello di rendere profittevole la roadster Lotus, riducendo i costi e innalzando la produzione ad almeno 2000 unità all'anno.

Le modifiche a telaio e carrozzeria furono sostanziali. La carrozzeria divenne completamente in vetroresina (e più larga e lunga), il telaio venne opportunamente rinforzato, i parafanghi anteriori vennero allungati fino all'abitacolo, la coda (più squadrata e massiccia e con parafanghi integrati) venne completamente ridisegnata, mentre l'abitacolo guadagnò spazio.

Per la prima volta la Seven aveva un vero e proprio parabrezza e poteva essere equipaggiata con un tetto rigido (asportabile) in vetroresina . La S4 (che conservava i motori della S3), tuttavia, non riscosse il successo sperato: troppo spartana per la clientela delle spyder tradizionali e troppo "civile" per i puristi. La produzione, iniziata nel 1970, cessò all'inizio del 1973, dopo appena 664 esemplari.

Quando la produzione della Lotus Seven cessò la Caterham Cars, distributore ufficiale del modello sin dal 1967, acquisì (giugno 1973) i diritti di produzione del modello da Chapman. I primi quaranta esemplari vennero assemblati, nel corso del 1973, con avanzi di magazzino, ed erano giocoforza delle S4, ma a partire dal 1974, la piccola casa inglese tornò a produrre solo la rimpianta S3, ancora oggi in listino. Nel corso degli anni le Caterham Seven e Super Seven hanno adottato diversi motori (Ford, Ford-Cosworth, Opel, MG Rover) e varie migliorie tecniche (cambi a 6 marce, sospensioni riviste, freni potenziati).

Altre società hanno costruito e venduto autovetture analoghe in tutto o in parte, quali la olandese Donkervoort con il modello S7, prodotto dal 1978 al 1984, e S8 prodotto dal 1985 al 1989, e la giapponese Mitsuoka Zero-1.

Divenne molto famosa perché utilizzata dal protagonista del telefilm Il prigioniero dove il protagonista, interpretato dall'attore Patrick McGoohan, guidava una Lotus 7 modello S2 gialla e nera con targa "KAR 120 C".

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Lotus Europa

Lotus Europa S 2006

L’auto era costruita secondo la filosofia minimalista del fondatore della Lotus, Colin Chapman, adottando la stessa soluzione della Lotus Elan, quella del "backbone chassis", ovvero un telaio costituito da un elemento portante centrale in acciaio scatolato che sostiene il motore e le sospensioni e che contiene al suo interno la trasmissione. La carrozzeria era costituita da pannelli in fibra di vetro incollati al telaio. L'Europa è stata la prima auto non da competizione con motore centrale ad essere stata prodotta in serie e si basava su di un prototipo costruito per Henry Ford II, il quale voleva un'auto che potesse correre a Le Mans agli inizi degli anni '60. L'Europa è stata progetttata e realizzata per essere l'incarnazione della filosofia di Chapman sul design delle automobili: "Semplificare, quindi aggiungere leggerezza". Le sospensioni erano tutte a bracci indipendenti, col telaio posteriore a forma di Y, molto simile a quello delle auto di Formula 1 di quell'epoca. A parte che per gli sportelli, il cofano e il bagagliaio, il corpo della vettura era tutto un'unica unità in fibra di vetro. L'estrema mangevolezza dell'Europa portò i critici dell'auto del tempo a descriverla come la vettura da strada più vicina ad una formula 1.

Il progetto ebbe origine nel 1963 coi disegni di Ron Hickman, direttore della Lotus Engineering (era anche uno dei creatori della Lotus Elan), per una proposta sul progetto della Ford GT40. Ma quel contratto se lo aggiudicherà la Lola dato che Colin Chapman voleva che l'auto portasse il nome Lotus ed Henry Ford II insisteva sul fatto che avrebbe dovuto contenere il nome Ford. Chapman scelse di utilizzare il design aerodinamico di Hickman (con un coefficiente aerodinamico ancora notevole, al giorno d'oggi, di Cd 0.29) come base per il modello di produzione dell'Europa. Originariamente doveva essere realizzata per sostituire la Lotus 7.

L'Europa Series 1 o S1 (anche conosciuta come Lotus Type 46) fu messa in vendita in Europa il 20 dicembre del 1966. Le prime furono consegnate in Francia nel Febbraio del 1967, vendute col nome di Lotus Europe. Per l'S1 si scelse di adottare il motore Renault 16 1470 cc e un cambio a quattro rapporti. Il motore era una versione modificata da 82 hp (61 kW) (contro i 52 hp (39 kW) della versione normale). Si scelse di ruotare il motore e il cambio di 180° per montarli in posizione longitudinale. L' S1 pesava 686 kg e aveva una velocità massima di 180 km/h. Fuori dal comune era poi per i pneumatici dell'epoca, che con quest'auto si riuscissero a raggiungere 0.9 g (8 m/s²) di accelerazione laterale.

Se si includono le versioni S1A e S1B (che presentavano alcuni cambiamenti tipici della versione S2 ), furono costruite 644 Europa S1.

Durante il 1966, mentre laType 46 (S1) era ancora in vendita, il Team Lotus faceva correre in competizioni laType 47, un'Europa modificata per la pista, con un motore DOHC da 165 hp (123 kW) 1594 cc Lotus/Ford/Cosworth, che utilizzava un blocco Cosworth e un cambio Hewland FT 200 a 5 rapporti. La Type 47 viene ricordata orgoglisamente per aver conquistato il primo e secondo posto (guidata da John Miles e Jackie Oliver rispettivamente) nella prima gara a Brands Hatch il 26 dicembre di quell'anno. Si calcola che 55 Type 47 furono costruite tra il 1966 e il 1970. Altri due prototipi da gara, basati sull'Europa e denominati Type 62, furono costruiti nel 1969. Si dovette però attendere per avere un'Europa stradale con un motore DOHC fino alla Type 74 del 1971.

L'Europa S2, o Type 54, fu introdotta nell'Aprile del 1968. Aveva lo stesso motore Renault della Type 46, mo offriva alcune migliorie, come alzacristalli elettrici, sedili completamente regolabili, e una plancia di comando in legno lavorato. Su richiesta delle industrie assicuratrici, Lotus dovette cambiare le giunzioni del telaio dal collante a resina ai più tradizionali bulloni. Un piccolo numero di Type 54 furono modificate per essere "federalizzate", ovvero renderle adatte per l'esportazione negli USA.

Nel 1969, nacque la Type 65 o S2 Federal con ulteriori cambiamenti a telaio, scocca e motore per obbedire agli standard statunitensi. Tra gli altri aggiornamenti, la cilindrata del motore Renault fu incrementata a 1565 cc dai precedenti 1470 cc. La velocità massima era di 187 km/h. Ne vennero prodotte 3,615.

Nel 1971 la Type 74 Europa Twin Cam fu presentata al pubblico, con un motore 115 hp (78 kW) 1558 cc "big valve" Lotus-Ford Twin Cam, un nuovo cambio Renault a 4 rapporti (Type 352) ed una nuova scocca per migliorare la visibilità posteriore. Mike Kimberley fu scelto come capo ingegnere del progetto Europa TC. 1,580 auto furono vendute come Europa Twin Cam prima che la Lotus passasse ad un motore da 126 hp (94 kW) aspirato con carburatori Dellorto/Weber e aggiunse il cambio Renault a 5 rapporti (Type 365), chiamando la nuova versione Europa Special. Questa vettura pesava 740 kg (1631 lb) e aveva una velocità massima di 198 km/h. Furono costruite un totale di 3,130 Europa Special. Per onorare le vittorie degli anni 1972 and 1973 in Formula 1 furono realizzate alcune Europa commemorative ed anche una John Player Special.

L'Europa (più precisamente, un modello modificato) è ancora in produzione oggi, non sotto il marchio Lotus, bensì da Banks/Europa Engineering, che produce auto che mantengono l'aspetto e la filosofia dell'Europa originale. I motori vanno dai 1.6 della Vauxhall, agli Alfa Romeo V6. Il design dell'Europa è ancora validissimo e queste vetture sono capaci di velocità superiori a 275 km/h.

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Source : Wikipedia