Losanna

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Inviato da david 23/03/2009 @ 21:13

Tags : losanna, svizzera, europa, esteri

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Losanna

Panorama di Losanna

Losanna (Lausanne in francese, Losena in arpitano) è una città della Svizzera, capitale del Canton Vaud e dell'omonimo distretto.

Conta circa 120.000 abitanti (250.000 nell'hinterland) ed è la quarta città più grande della Svizzera, preceduta in ordine decrescente da Zurigo, Ginevra e Basilea e seguita da Berna. È situata sulla sponda settentrionale del Lago Lemano (Lac Léman in Francese), chiamato anche Lago di Ginevra.

La città di Losanna è collegata alla cittadina francese di Évian tramite un collegamento in battello.

I Romani costruirono un accampamento militare, chiamato Lousanna, sul sito di un insediamento celtico, nei pressi del lago dove oggi si trovano Vidy e Ouchy; sulla collina che lo sovrastava c'era un forte chiamato 'Lausodunon' o 'Lousodunon'.

Dopo la caduta dell'Impero Romano l'insicurezza costrinse gli abitanti a trasferire Losanna dove si trova oggi, in una località più semplice da difendere, a causa delle sue colline. La città fu in seguito governata dai Duchi di Savoia e dal Vescovo di Losanna. Poi fu soggetta a Berna dal 1536 al 1798 e molti dei suoi tesori culturali vennero rimossi per sempre, nonostante numerose richieste di Losanna per riaverle. Durante le Guerre Napoleoniche il suo status cambiò. Nel 1803 divenne capitale di un nuovo cantone, il Vaud, con il quale entrò nella Confederazione Elvetica. Tra gli anni cinquanta e gli anni settanta vi immigrarono numerosi italiani, spagnoli e portoghesi, stabilendosi principalmente nella zona industriale di Renens.

La città è tradizionalmente tranquilla ma verso la fine degli anni sessanta e nei primi anni settanta una serie di manifestazioni a carattere prevalentemente giovanile che hanno portato a scontri con la polizia fecero nascere il motto 'Lausanne bouge' (Losanna diventa animata).

Losanna si trova a 495 m s.l.m. (centro cittadino), nella parte centrale del canton Vaud, sui pendii e sulle valli della riva settentrionale del lago di Ginevra. Nella parte centrale della città scorrono i torrenti Louve e Flon. Il centro è disposto su tre colli: Cité, Le Bourg e Saint-Laurent.

La superficie di 41,4 km² di questo grande comune copre una parte del territorio centrale del Vaud, a nord del lago Lemano. Il territorio è costituito da una zona a forte pendenza nella parte meridionale, appena a ridosso del lago, ed è limitato ad W dal fiume Chamberonne e ad E dal fiume Vuachère. Dalla spiaggia lacustre, la città si innalza sino ai 500 m della zona centrale, e ancora più su fino al piano di La Blécherette (620 m), la foresta del Bosco di Sauvabellin (663 m) e la terrazza di Vennes (700 m).

Da questa parte principale della città, una stretta striscia di territorio sale verso NE fino a Montblesson, tra le valli di Flon Morand e Chandelar (nell'area di raccolta del Paudèze), e agli altopiani del Jorat. Qui si trova il passo di Chalet-à-Gobet (873 m), sulla strada Losanna-Moudon. Il punto più elevato del territorio di Losanna è costituito dalla sommità del Jorat, a 929 m. L'altopiano del Jorat costituisce uno spartiacque europeo, poiché le acque che cadono a N finiscono nel bacino del Reno, mentre quelle che cadono a S vanno nel Rodano. Nell parte più a N della città, si trovano le sorgenti del fiume Talent, che appartiene al bacino del Rodano.

Un importante monumento di Losanna è la cattedrale gotica di Notre-Dame, costruita tra il IX e il XIII secolo.

È inoltre presente un famoso (FR) vivario, con un'importante esposizione di rettili velenosi.

A Losanna hanno sede molte federazioni sportive, fra cui la Federazione Internazionale di Nuoto (FINA), che gestisce il nuoto di superficie, la pallanuoto, i tuffi in piscina e il nuoto sincronizzato femminile; la Federazione Aeronautica Internazionale (FAI), che gestisce tutti gli sport aerei, sia a motore che senza motore, e ratifica i record di astronautica; la Federazione Internazionale di Canoa (ICF), che gestisce la canoa e il kayak; la Federazione Internazionale delle Società di Canottaggio (FISA); la Federazione Internazionale di Ginnastica (FIG), che gestisce la ginnastica artistica, ritmica femminile, aerobica, acrobatica e al trampolino; l'Unione Internazionale di Pattinaggio (ISU), che gestisce il pattinaggio su ghiaccio artistico, veloce e sincronizzato; la Federazione Internazionale di Baseball ed altre ancora. Il 3 giugno 1996 la 16ª tappa del Giro d'Italia 1996 si è conclusa a Losanna con la vittoria del russo Alexander Gontchenkov.

Per la parte superiore



Svizzera

Svizzera - Bandiera

La Confederazione Svizzera (in tedesco Schweizerische Eidgenossenschaft, in francese Confédération suisse, in romancio Confederaziun svizra), comunemente abbreviata in Svizzera (in tedesco Schweiz, in francese Suisse, in romancio Svizra), anche conosciuta come Confederazione elvetica (in quanto traduzione della denominazione latina Confœderatio Helvetica), è uno Stato alpino dell'Europa centrale.

La Svizzera confina a nord con la Germania per 345,7 km, a est con il Liechtenstein per 41,1 km e con l'Austria per 165,1 km, a sud con l'Italia per 734,2 km e a ovest con la Francia per 571,8 km. La lunghezza totale dei confini nazionali è di 1857,9 km e lo stato non ha sbocchi al mare.

La Svizzera è il 190° membro delle Nazioni Unite ed ospita, a Ginevra, la sede internazionale della Croce Rossa.

La capitale federale della Svizzera è Berna che è anche la capitale dell'omonimo cantone.

Gli svizzeri quindi non formano una nazione nel senso di una comune appartenenza etnica, linguistica e religiosa. Il forte senso di appartenenza al Paese si fonda sul percorso storico comune, sulla condivisione dei miti nazionali e dei fondamenti istituzionali (federalismo, democrazia diretta, neutralità), sulla geografia (Alpi), sulle piccole dimensioni in mezzo ai giganti europei e in parte sull'orgoglio di rappresentare un caso particolare in Europa.

La Svizzera è stata una confederazione di cantoni solo fino al 1848. Da quell'anno, pur mantenendo il nome di confederazione, si è trasformata in una repubblica federale, suddivisa in 26 cantoni.

Con un reddito pro capite pari a 52.600 franchi svizzeri nel 2004 (33.000 Euro), la Svizzera è uno dei Paesi economicamente più prosperi al mondo. Tre quarti della forza lavoro sono attivi nel settore terziario.

La politica estera è contraddistinta dalla tradizionale neutralità. La Svizzera fa parte delle Nazioni Unite (dal 2002), dell'EFTA, del Consiglio d'Europa, dell'Organizzazione mondiale del commercio (dal 1959), ma non dell'Unione europea.

La Svizzera è l'unico paese con territori estesi sia a sud che a nord della catena alpina. Ne risulta una diversità elevata di climi e paesaggi su uno spazio ristretto.

La Svizzera è un territorio prevalentemente montuoso. La struttura geologica della Svizzera è il risultato della convergenza delle zolle continentali africana ed europea negli ultimi milioni di anni. La Svizzera occupa tre regioni morfologiche principali: il Giura, una catena montuosa calcarea, l'altopiano centrale (Mittelland) e le Alpi. A queste vanno aggiunte due piccole regioni: l'estremo meridionale della Svizzera, ossia il Mendrisiotto, che morfologicamente fa parte della pianura Padana, e Basilea, che giace nel bassopiano renano.

In Svizzera svettano complessivamente 74 cime oltre i 4000 metri, di cui 55 completamente nel territorio svizzero e 19 al confine con l'Italia. Le dodici cime più alte sono tutte nelle Alpi vallesane. Il punto più elevato è rappresentato dai 4.634 m s.l.m. sul livello del mare della Punta Dufour del massiccio del Monte Rosa, poco distante dall'Italia, mentre la montagna più alta interamente nel territorio della Confederazione è il Dom, di 4.545 m s.l.m., tra Zermatt e Saas Fee. Il monte svizzero (condiviso con l'Italia) più noto al mondo è probabilmente il Matterhorn, anche conosciuto come Cervino (4.478 m s.l.m.), a sud di Zermatt. Anche il gruppo composto da Eiger (3970 m s.l.m.), Mönch (4.107 m s.l.m.) e Jungfrau (4.158 m s.l.m.) nelle Alpi bernesi è uno dei panorami più fotografati.

I maggiori fiumi svizzeri, tra cui i grandi fiumi europei Reno e Rodano nascono dal massiccio del San Gottardo, che dà alla luce anche il Ticino che scorre verso sud, e la Reuss, che forma a nord il Lago dei Quattro Cantoni. Tutti i fiumi svizzeri confluiscono nel Reno o nel Rodano, tranne il Ticino, che sfocia nel Po, e l'Inn, che nasce dal Maloja e si getta nel Danubio. Le Alpi svizzere fungono quindi da spartiacque, generando corsi d'acqua che si dirigono verso l'Oceano Atlantico, il Mediterraneo occidentale, il Mediterraneo orientale e il Mar Nero.

Il corso d'acqua più lungo nel territorio svizzero è il Reno, lungo 375 km, seguito dal suo affluente Aar con 295 km e dal Rodano con 264 km.

A causa della sua struttura topografica e in eredità dalle ere glaciali, il territorio svizzero ospita circa 1.500 laghi, per la maggior parte laghetti di montagna.

Il lago con la maggior estensione in Svizzera è il Lemano (580,03 km², di cui il 60% in territorio svizzero), formato dal Rodano, su cui si specchiano Ginevra e Losanna. Con i suoi 536 km², il lago di Costanza, al confine con Austria e Germania e formato dal Reno, è solo leggermente meno esteso. A sud delle Alpi, il territorio Svizzero è bagnato da due laghi, il lago Maggiore (la parte in territorio svizzero è poco estesa (19,20 km²) in rapporto alla parte italiana), il cui emissario è il Ticino, e il lago di Lugano (o Ceresio) che si ramifica in territorio svizzero e italiano. Il lago Maggiore, (il cui pelo dell'acqua rappresenta il punto più basso della Svizzera: 193 m s.l.m.), prende il proprio nome erroneamente dal fatto che, anticamente, si credeva fosse il più grande tra i tre laghi presenti nella Regione Insubrica: in effetti il più esteso è il lago di Garda . I laghi più grandi completamente in territorio elvetico sono il lago di Neuchâtel (215,20 km²), il lago dei Quattro Cantoni (113,72 km²) e il lago di Zurigo (88,17 km²).

Fra i componenti della fauna stanziaria (tipica alpina) svizzera, si possono citare: il camoscio, lo stambecco, il cervo, la marmotta, lo scoiattolo, la gazza, il picchio, il corvo, il martin pescatore, il falco, il lupo, la volpe, il cinghiale, il riccio, la lepre, la salamandra, il tritone, la trota, il salmerino alpino, il cavedano, il luccio, la coturnice, l'ermellino, il capriolo, il gallo cedrone, il francolino di monte ed il fagiano di monte.

Le lingue parlate in Svizzera sono fondamentalmente quattro, ossia - in ordine per numero di locutori materni - il tedesco, il francese, l'italiano e il romancio. Le prime tre sono lingue "nazionali e ufficiali" a livello federale. Dal 1938 anche il romancio è "lingua nazionale" e dal 1999 è pure lingua ufficiale "nei rapporti con le persone di lingua romancia". Vale a dire che ogni documento ufficiale pubblicato in Svizzera deve essere disponibile in tedesco, francese e italiano, mentre se ne fornisce una versione in romancio solo su richiesta.

Il sistema scolastico è federalistico, quindi in ogni cantone l'insegnamento viene impartito nella propria lingua, mentre è obbligatorio lo studio di un'altra delle tre lingue nazionali. Quasi tutti i programmi scolastici prevedono anche l'insegnamento come lingua straniera dell'inglese. Ogni cittadino svizzero ha il diritto di potersi rivolgere alle istituzioni nazionali in una delle tre lingue ufficiali e di ricevere risposta in tale lingua. Ciò vale anche per i romanci. Questo plurilinguismo, però, non vale a livello dei cantoni e dei comuni, in cui ogni territorio decide indipendentemente sulle questioni linguistiche a livello locale.

Nel 2000 il tedesco era parlato dal 63,7% degli svizzeri (in 17 cantoni), il francese dal 20,4% (in 7 cantoni), l'italiano dal 6,5% (unica lingua ufficiale del Canton Ticino e una delle tre lingue ufficiali, assieme al tedesco e romancio, nel Canton Grigioni), e il romancio dallo 0,5%. Il 9,0% della popolazione parla una lingua non nazionale. Queste percentuali includono infatti le persone senza la cittadinanza elvetica che vivono in Svizzera (20,5% della popolazione nel 2005). Se si tiene conto solo di cittadini svizzeri la situazione (censimento 2000) è la seguente: germanofoni 72,5%, francofoni 21,0%, italofoni 4,3%, romanciofoni 0,6%, altri 1,6%.

Gli svizzeri germanofoni comunicano tra di loro usando esclusivamente il dialetto (svizzero tedesco) e non una variante differente di tedesco come ritengono molti. Questo fatto è dovuto essenzialmente alla volontà della gente di differenziarsi dai tedeschi nel periodo del nazismo (prima della Prima guerra mondiale anche in Svizzera si parlava correntemente tedesco) ed alla crescente diffusione dell'uso del dialetto anche nei mass-media elettronici e nella società dello spettacolo a partire dagli anni 1960. Grazie a quest'evoluzione, lo svizzero tedesco viene ora utilizzato automaticamente in quasi tutti i registri linguistici del parlato. Pertanto non si può definire un idioma unitario, ma cambia da cantone a cantone e persino da paese a paese. La lingua ufficiale della Confederazione è comunque il tedesco germanico, che rimane anche la lingua di insegnamento e quella usata nella comunicazione scritta.

Il 41,8% dei residenti svizzeri aderisce al cattolicesimo, il 35,3% alla Chiesa riformata svizzera (calvinista) e il 4,3% all'islam (sostanzialmente appartenenti a ceti immigrati). L' 11,1% della popolazione svizzera non professa alcun credo religioso. . Fra gli stranieri (circa il 20% della popolazione residente) il 44% è cattolico, il 5% protestante, il 17% cristiano ortodosso, il 18% islamico e il 2% non professa nessun credo. Il panorama religioso svizzero può essere visto in dettaglio sul sito dell'Amministrazione federale.

La Svizzera politicamente è una federazione di 26 stati. Tradizionalmente è sempre stata divisa in cantoni, termine tuttora ufficialmente e correntemente usato per indicare i vari stati, poiché la maggioranza di essi sono coestensivi con gli omonimi cantoni tradizionali (p.es. Repubblica e Cantone del Ticino, République et Canton de Neuchâtel); sei stati (Obvaldo e Nidvaldo, Basilea Città e Campagna, Appenzello Interno ed Esterno) sono però considerati in pratica mezzi cantoni, in quanto uniti a due a due formano tre cantoni tradizionali, che però in questo caso non hanno alcun titolo di ufficialità (rispettivamente Untervaldo, Basilea e Appenzello).

La bandiera venne istituita all'epoca del Sacro Romano Impero Germanico. Essa rappresenta la libertà e l'onore,mentre la croce rappresenta la fede cristiana. Il motivo per cui essa è quadrata è dovuto al fatto che inizialmente era solo una regione dell'Impero e come molte altre aveva forma quadrata.

Büsingen am Hochrhein e Campione d'Italia sono enclavi estere in Svizzera e sono territorio doganale svizzero, ma territorio amministrativo estero. Il comune tedesco di Büsingen confina a nord con il cantone di Sciaffusa e a sud con i cantoni di Zurigo e Turgovia. Campione d'Italia si trova all'interno del Canton Ticino, sul Ceresio.

La regione dell'attuale Svizzera fu occupata nell'antichità dalle genti celtiche degli Elvezi a nord delle Alpi, dei Leponti, degli Insubri a sud e dei Rezi a sud-est. La Rezia fu intensamente romanizzata durante l'Impero (corrisponde grossomodo all'attuale cantone dei Grigioni).

La storia della Svizzera ha inizio il 1° agosto del 1291, quando i rappresentanti delle comunità montane di Uri, Svitto e Untervaldo (detti Cantoni primitivi o Waldstätte) si riunirono sul prato del Grütli, sulle sponde del Lago dei Quattro Cantoni, e stipularono il giuramento di alleanza eterna che costituisce la nascita della Confederazione. Il Patto del Grütli (Patto Federale) costituiva una lega difensiva volta ad estromettere dalle valli gli Asburgo. A Morgarten (1315), Sempach (1386) e Näfels (1388) la fanteria confederata inflisse tre clamorose sconfitte agli Austriaci. Nel contempo nuovi cantoni aderivano alla confederazione: con l'adesione di Lucerna, Zurigo, Glarona, Zugo e Berna si costituisce la cosiddetta Confederazione degli otto cantoni.

Nel corso del XV secolo gli Svizzeri assoggettano i territori di Argovia e Turgovia e ottengono l'alleanza di Ginevra, Vallese, San Gallo, Appenzello e Grigioni. Nel XVI secolo Carlo il Temerario di Borgogna è sconfitto a Grandson e Morat. Adesione di Friburgo e Soletta. Nel 1501 aderisce Basilea. Intanto Uri, con l'aiuto di Untervaldo, passa a sud delle Alpi e conquista la valle settentrionale del fiume Ticino. Nel corso del secolo si diffonde in Svizzera la Riforma Protestante introdotta da Ulrico Zwingli a Zurigo e da Giovanni Calvino a Ginevra, che diviene la "capitale" del protestantesimo. Le guerre di religione che infuriano in tutta l'Europa non risparmiano il paese (lo stesso Zwingli muore sul campo di battaglia). Berna conquista il Canton Vaud e vi diffonde il Protestantesimo. I cantoni rurali rimangono generalmente cattolici, mentre i cantoni "cittadini" accolgono la Riforma. È nel villaggio di Glarona (capoluogo dell'omonimo cantone) che viene giustiziata l'ultima strega in Europa, Anna Goeldi - siamo nel 1782.

Nel 1648 con la Pace di Westfalia viene riconosciuta l'indipendenza della Svizzera dall'Impero (nello stesso trattato ottengono l'indipendenza anche i Paesi Bassi). Nel 1798 la Svizzera è invasa dalle truppe rivoluzionarie francesi e trasformata in una repubblica unitaria: la Repubblica Elvetica. Non ci sono più cantoni ma solo semplici unità amministrative, sul modello dei Départements francesi. Nel 1803 Napoleone fa tornare la Svizzera uno stato confederale tramite l'Atto di Mediazione. Da questo momento non ci sono più territori soggetti ad altri cantoni (i baliaggi); ogni cantone è messo sullo stesso piano degli altri. Nascono così i cantoni Argovia, Grigioni, San Gallo, Turgovia, Ticino, e Vaud. Finita l'era napoleonica, al Congresso di Vienna del 1815 vengono riconosciute internazionalmente le frontiere esterne della Svizzera e quelle interne tra cantoni. Le grandi potenze impongono al Paese la «neutralità armata permanente» per sottrarlo all'influenza francese. Ai 19 cantoni della Mediazione si aggiungono Neuchâtel, Vallese e Ginevra. Il Patto federale (1815-1848) restaura la confederazione di cantoni sovrani, che avevano perso la loro autonomia sotto il dominio napoleonico.

Nel 1845 i cantoni conservatori-cattolici costituiscono una propria lega (Sonderbund). La Guerra del Sonderbund è rapidamente vinta dai cantoni liberali. Nel 1848 entra in vigore una nuova costituzione: la Svizzera, da confederazione di stati, diventa uno stato federale. Nel 1979 Il Canton Giura si stacca da Berna e diventa il ventiseiesimo cantone. Nel 1971 in un referendum gli elettori maschi decidono che anche le donne hanno diritto al voto a livello federale. Nel 1984 Elisabeth Kopp del Partito radicale è la prima donna eletta ministro. A livello cantonale l'ultimo cantone a adeguarsi è Appenzello Interno, che introdurrà il suffragio femminile solo nel 1990, per decisione del Tribunale federale.

Nel 1986 in un plebiscito gli elettori rifiutano di entrare nelle Nazioni Unite. Nel 1992 rifiutano di partecipare all'area economica europea. In questa occasione il paese si divide tra la Romandia (Svizzera francese) favorevole a un'integrazione nell'Unione Europea e la Svizzera tedesca e italiana che vogliono mantenere la separazione culturale ed economica dagli "Europei". Si dice che la Svizzera tedesca tema la Germania e la Svizzera italiana tema l'Italia. Un accordo è invece raggiunto con le maggiori organizzazioni capitalistiche mondiali, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale.

Nel 1999 Ruth Dreifuss è la prima donna presidente. Dopo una nuova votazione popolare, questa volta con esito positivo, la Confederazione entra ufficialmente nelle Nazioni Unite il 10 settembre 2002.

Negli ultimi anni, la tradizionale reputazione della Svizzera come terra di virtù civile, pace e prosperità è particolarmente scossa da due eventi che segnano profondamente l'immaginario collettivo elvetico.

In seguito ad accuse da parte di organizzazioni ebraiche americane, secondo le quali, beni depositati da cittadini ebrei in banche svizzere, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale non sarebbero stati restituiti ai legittimi proprietari, si riaccende una vasta discussione interna sul ruolo della Svizzera nel conflitto (fino a quel momento piuttosto idealizzato in conformità al mito della neutralità elvetica) e sul suo rapporto con il regime nazista tedesco. Alcune colpe vengono ammesse, e due delle maggiori banche del paese patteggiano nel 1998 il pagamento di $1,25 miliardi alle suddette organizzazioni per essere distribuiti alle famiglie delle vittime dell'Olocausto.

A causa di errori di amministrazione e per la sfavorevole congiuntura internazionale, nel 2001 fallisce la compagnia aerea di bandiera Swissair, per decenni orgoglio e simbolo della nazione (era chiamata la "banca volante"). Il grounding del 2 ottobre 2001 è vissuto da tutta la popolazione come un trauma collettivo.

L'autunno 2001 è segnato inoltre da altre due sciagure che hanno scosso il paese: il 27 settembre un forsennato irrompe nel parlamento cantonale di Zugo e uccide buona parte dei parlamentari a colpi di fucile. Il 24 ottobre, nel tunnel autostradale del San Gottardo (17 Km) un incidente provoca 11 morti e la chiusura del tratto per alcuni mesi. Il traffico tra il Nord e il Sud dell'Europa resta paralizzato.

La base della Confederazione è nella Costituzione del 1848, la quale è stata modificata nel 1874 ed è rimasta inalterata fino alla votazione del 1999 (VediNuova Costituzione), quando il popolo adottò una magna charta totalmente rinnovata. Tra gli stati moderni, la Svizzera è il solo ad essere governato tramite Democrazia diretta. Il parlamento svizzero, inoltre, non è composto da politici professionisti. Le camere federali si riuniscono quattro volte all'anno per tre settimane. Questo permette ai parlamentari di lavorare tra una sessione e l'altra. Nonostante i problemi che comporta il sistema dei politici part-time, vi è una forte opposizione popolare ad una sua eventuale modifica, poiché è convinzione comune che nelle situazione attuale i parlamentari siano più vicini ai problemi dei cittadini elettori e che, facendo anch'essi parte del mondo del lavoro, possano portare la loro esperienza professionale all'interno delle discussioni parlamentari.

In generale la Svizzera affronta la politica europea, così come quella estera, con prudenza e pragmatismo. Dopo il fallimento di alcuni referendum su un'eventuale adesione (ma con margini molto ristretti: il primo di questi, sullo Spazio economico europeo nel 1992, venne respinto dal 50,3% dei votanti), la Svizzera, per evitare l'isolamento, ha dovuto scegliere una via bilaterale (basata cioè su accordi bilaterali) con l'Unione.

Nel 2000 un importante pacchetto di 7 accordi su, rispettivamente, libera circolazione delle persone, trasporto aereo, trasporti terrestri, agricoltura, ostacoli tecnici al commercio, appalti pubblici, ricerca, ha avuto l'avallo popolare. Questo pacchetto di 7 accordi è tenuto insieme dalla cosiddetta clausola ghigliottina: vale a dire, che se uno solo dei 7 accordi viene messo in discussione, cade l'intero pacchetto.

Nel giugno del 2005 la Svizzera ha aderito agli accordi di Schengen, negoziandone l'attuazione pratica in modo di mantenere controlli saltuari alle frontiere, e reclamando un eventuale diritto di rescissione. Il 25 settembre 2005, un altro referendum ha esteso l'accordo della libera circolazione delle persone ai 10 Paesi entrati nell'UE nel 2004 (il referendum riguardava solo questo accordo, in quanto gli altri 6 si erano già automaticamente estesi ai nuovi Paesi). Il 12 dicembre 2008 la Confederazione è entrata nell'area Schengen come 25° Paese, più nessun controllo alla frontiera per le persone, controlli ancora per le merci.

L'8 febbraio 2009 il popolo svizzero è stato chiamato a rispondere attraverso un referendum alla domanda se allargare l'accordo sulla libera circolazione delle persone anche alla Romania e alla Bulgaria e al rinnovo dello stesso accordo con gli altri stati Europei; il risultato è stato positivo con il 59,6% di preferenze.

Il 26 novembre 2006, sulla scia delle trattative bilaterali in corso, un ulteriore referendum ha permesso l'approvazione della Legge federale sulla cooperazione con i Paesi dell'Est: tale legge funge da base legale per il versamento di un miliardo di Franchi svizzeri (650 milioni di Euro), che avverrà a tappe nell'arco dei prossimi 10 anni, a sostegno dello sviluppo sociale ed economico dei 10 Paesi che hanno aderito all'UE nel 2004.

L'esercito svizzero, ufficialmente le forze armate svizzere, è composto dall'esercito e dalle forze aeree. Essendo senza sbocco al mare, la Svizzera non possiede una marina militare ma sui laghi frontalieri imbarcazioni militari vengono usate. La particolarità dell'esercito svizzero è il sistema di milizia. I soldati professionali costituiscono soltanto circa 5% del personale militare. L'altra parte è composta da cittadini tra 20 e 34 anni (in certi casi fino ai 50 anni). Agli Svizzeri viene proibito servire in eserciti stranieri, con l'eccezione della Guardia Svizzera Pontificia.

La struttura del sistema di milizia implicca per il soldato il mantenimento del suo equipaggiamento personale, incluso il ben noto coltellino militare e l'arma personale. Questo suscita dibattito da parte di alcune associazioni e partiti politici. L'obbligo di servizio riguarda tutti i cittadini svizzeri maschi; le donne possono anche servire volontariamente. In generale ricevono l'ordine di marcia verso i 19 anni per la coscrizione. Ogni anno 20,000 nuovi militari vengono allenati durante la scuola reclute per una durata da 18 a 21 settimane. La riforma "Esercito XXI" è stata adottata per votazione nel 2003, a sostituito il modello precedente "Esercito 95", riducendo il numero di effettivi da 400,000 a circa 210,000. Tra i quali 130,000 sono attivi e 80,000 sono di riserva.

Nella storia, per assicurare l'integrità e la neutralità della Svizzera, sono state dichiarate tre mobilizzazioni generali. La prima è avvenuta all'occasione della guerra franco-prussiana nel 1870. La seconda è stata decisa allo scoppio della prima guerra mondiale in agosto 1914. L'ultima mobilizzazione è stata dichiarata in risposta all'attaco della Polonia da parte della Germania in settembre 1939; Henri Guisan fu eletto Generale in Capo.

A causa della sua neutralità, la Svizzera non partecipa ai conflitti militari esteri, ma l'esercito può essere impiegato in missioni di pace. Dal 2000 il dipartimento militare gestisce anche il sistema di intercettazioni Onyx.

Essendo un paese molto piccolo e povero di risorse, la Svizzera ha dovuto basare la propria economia su di un'industria di precisione e poi più tardi sul settore dei servizi. Questo ha permesso al paese di creare un importante valore aggiunto.

Fino alla prima rivoluzione industriale, l’economia elvetica si basava quasi unicamente sull’agricoltura, come nella larghissima maggioranza degli altri stati europei. Tuttavia le novità in campo tessile provenienti dal Regno Unito trovarono terreno molto fertile, questo permise al paese di diventare uno degli Stati più industrializzati d’Europa. Successivamente nella prima metà dell’800, l’industria orologiera conobbe un grandissimo sviluppo, soprattutto nella Svizzera Romanda, diventando uno dei settori più importanti. L’800 vide nascere in terra elvetica anche molte banche, alcune delle quali oggi diventati dei colossi del mercato globale (UBS, dopo le varie fusioni e Credit Suisse), rinomate per la professionalità e la segretezza con cui trattano i loro clienti. A causa della mancanza di risorse sul proprio territorio la Svizzera non ha potuto sfruttare a pieno la seconda rivoluzione industriale, se non in campo farmaceutico, anche se con questa si lasciò definitivamente l’era agricola per aprire l’era industriale.

Oggi la Svizzera si basa soprattutto sul settore dei servizi ed è sede di molte multinazionali come le sopraccitate UBS e Credit Suisse, ma anche del colosso mondiale degli alimenti Nestlé e di molte grandi aziende farmaceutiche, ad esempio Novartis e Roche.

Inoltre la Confederazione è molto famosa e criticata per la sua pressione fiscale molto bassa in confronto a quella di molti altri paesi europei. Ultimamente è nato un contenzioso tra Unione Europea e Svizzera per le agevolazioni fiscali offerte a risiedenti stranieri, ree di sottrarre gettito fiscale a molti Stati dell’Unione.

Grazie al paesaggio alpino (es.: stazioni di risalita invernali) e alle molte attrazioni artistiche (es.: Zentrum Paul Klee) la Svizzera possiede anche un importante mercato turistico.

In Svizzera molti esercizi pubblici accettano l'Euro in forma di banconota, con eventuale resto in Franchi Svizzeri, alcuni esercizi pubblici accettano pure la moneta dell'Euro, in questi esercizi viene dato anche il resto direttamente in Euro.

La rete di trasporti in Svizzera è molto ben sviluppata: le ferrovie coprono in modo capillare tutto il territorio. Gli autopostali collegano innumerevoli stazioni alle località più discoste. Il tariffario è unificato tra treni, autobus, battelli, funivie, ecc. Da una biglietteria automatica delle Ferrovie Federali Svizzere è possibile selezionare la maggior parte delle destinazioni, anche se fanno capo ad altre imprese di trasporti. Un sistema d'orario cadenzato fu istituito già negli anni settanta-ottanta.

Dal 2005, oltre all'apertura della tratta ad alta velocità Mattstetten (Berna) - Rothrist (Argovia), tra Berna e Zurigo, un sistema di nodi in corrispondenza dei principali centri ha migliorato la connettività tra le regioni. La maggior parte dei treni di lunga percorrenza entrano in stazione nei 10 minuti precedenti o successivi l'ora in punto. È quindi possibile ripartire nei 10/15 minuti seguenti verso destinazioni regionali e locali. Sulle linee principali i treni transitano ogni mezz'ora. Attualmente è allo studio la cadenza di 15 minuti sulle linee principali (Ginevra-Losanna-Berna-Zurigo-San Gallo).

Nel 1998 è iniziata la costruzione della galleria ferroviaria più lunga del mondo (progetto AlpTransit Gottardo) che terminerà approssimativamente nel 2017. L'AlpTransit comprende anche la galleria di base del Lötschberg (linea Basilea-Milano via Berna-Sempione-Domodossola) che è stata aperta al traffico ferroviario nel giugno 2007 e sarà completamente operativa nel dicembre del 2007. Le NTFA (nuove trasversali ferroviarie alpine) sono un progetto molto dispendioso che è nato con l'intento di trasferire la maggior parte degli autocarri che attraversano il paese su rotaia e ridurre di conseguenza il traffico e l'inquinamento stradale.

Secondo le cifre pubblicate a fine 2006 dall'Ustra (Ufficio federale delle strade) sono attualmente in servizio 1758,2 Km di strade e semiautostrade, ciò che corrisponde circa al 93% della rete pianificata. I tratti ancora in costruzione per ordine di importanza sono: A9 tra Sierre e Briga, in Vallese; A4 circonvallazione Sud di Zurigo; A16 "Transgiurassiana" Tavannes (BE) - Delémont (JU) - confine francese presso Boncourt (JU); A5 circonvallazione di Biel/Bienne (BE).

Le basi giuridiche per l'esistenza della bandiera svizzera sul mare sono state create durante la Seconda guerra mondiale da una decisione del Consiglio federale del 9 aprile 1941. Benché gli impegni per costituire una marina mercantile risalgano già agli inizi dell'esistenza della Confederazione nel 1848, il 9 aprile 1941 è considerato come la data di nascita della flotta nazionale. Nel 1957 il diritto di emergenza del settore marittimo è stato sostituito dalla legge federale sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera.

Marina mercantile - Pur non disponendo di un accesso diretto al mare, la Svizzera possiede una flotta mercantile composta di 23 navi per una capacità totale di trasporto di un milione di tonnellate circa, costituendo così la più grande flotta navale degli Stati senza sbocco sul mare.

È celebre in tutto il mondo per la sua precisione. In quasi tutte le gare sportive la rilevazione cronometrica dei risultati è affidata ad una marca svizzera (Omega, Tissot, Rolex); famosa anche la Swatch che produce orologi di qualità anche per uso quotidiano.

Il cioccolato ha una storia molto lunga e complicata, che com'è ovvio inizia molto lontano dalla Svizzera. Con la grande migrazione dei Maya nell'America del sud, infatti, essi stabilirono le prime piantagioni di cacao. Nel 1504, durante il suo quarto viaggio, Colombo scoprì il chicco di cacao, ma inizialmente non se ne interessò. Il cacao rimase sconosciuto finché, nel 1528, Hernán Cortés non portò in Europa la pianta e gli utensili per la preparazione della bevanda degli indiani, che veniva chiamata Xocolatl, da cui deriva "cioccolata".

Durante il 1600 gli europei iniziarono ad interessarsi al "cioccolato" ed iniziarono a scrivere libri sull'argomento, ma solo dopo il 1615 si introdusse l'usanza di bere la cioccolata nelle corti. Nel 1569, infatti, papa Pio V aveva assaggiato la bevanda e la aveva trovata così sgradevole da vietare di berla. Soltanto nel 1662 anche la Chiesa iniziò ad accettarla.

Nel 1697 il sindaco di Zurigo, Heinrich Escher, fece una vacanza in Spagna, dove assaggiò il cioccolato e ne rimase estremamente colpito. Tuttavia la prima fabbrica di cioccolato in Svizzera venne aperta da Francois-Louis Cailler solo nel 1819. Il motivo per cui ora la Svizzera è conosciuta in tutto il mondo per il suo buonissimo cioccolato, sta nell'invenzione del primo cioccolato al latte da parte dello svizzero Daniel Peter, nel 1875.

È famoso in tutto il mondo il coltellino svizzero, che è un ferro tascabile nel quale sono racchiusi uno o più coltelli, giraviti vari, cucchiaio, forchetta, stuzzicadenti, forbici, ecc. È uno strumento multiuso utile per risolvere diversi problemi. Il coltellino in dotazione all'esercito però ha solo pochi accessori, ed è di color argenteo, mentre le versioni commerciali più recenti possono contenere dispositivi elettronici (memory stick, altimetro,...).

La ditta Novartis, colosso della produzione farmaceutica mondiale, è una multinazionale con sede a Basilea, risultato della fusione delle principali industrie chimiche basilesi.

L'istruzione obbligatoria è di 9 anni (per costituzione). Varia di cantone in cantone l'età d'inizio (ad esempio in Ticino si comincia solitamente a 6 anni) e la suddivisione (Ticino 5 anni di elementari e 4 anni di medie). In seguito ci sono varie scuole professionali o pre-universitarie. Le principali università/politecnici sono Zurigo, Losanna e Ginevra.

La Costituzione svizzera tutela la libertà di stampa.

La Festa Nazionale svizzera (detta "Natale della Patria") ricorre ogni 1° agosto. Essa ricorda la nascita della Confederazione avvenuta nei primi giorni d'agosto dell'anno 1291. Con la stipulazione del Patto confederale i primi tre cantoni (Uri, Svitto e Untervaldo, detti Cantoni primitivi) davano vita ad un'alleanza per contrastare le pressioni degli Asburgo d'Austria attraverso l'amministrazione dei balivi. La mattina di questo giorno si tiene la tradizionale festa sul praticello del Grütli (o Rütli). Vi partecipano il Presidente della Confederazione, oltre ad altre personalità di spicco, e l'avvenimento è trasmesso dalle televisioni nazionali. In serata viene anche trasmessa l'allocuzione del Presidente. La popolazione è solita festeggiare in maniera piuttosto sobria davanti ad un falò, esponendo le bandiere sui balconi o sparando fuochi artificiali. In questo giorno, alle 8 di sera, tutte le campane della Svizzera suonano a festa. Inoltre, la sera, un Comune svizzero scelto con rotazione delle regioni linguistiche ospita i festeggiamenti ufficiali, trasmessi a reti unificate. Una seconda festività comune a tutti gli svizzeri è il Digiuno Federale. Inizialmente celebrato solo nei cantoni protestanti, a partire dal 1643 anche i cantoni cattolici introducono prescrizioni riguardanti la preghiera e il digiuno. Nel 1796 la Dieta Federale dichiara l'8 settembre 1796 festa federale di preghiera. Infine, nel 1832 la Dieta Federale dispone che cattolici e protestanti in tutti i cantoni celebrino una giornata di preghiera, digiuno e ringraziamento la terza domenica di settembre.

La Svizzera ho dato i natali a uno dei più celebri architetti: Charles-Edouard Jeanneret, meglio noto con il nome di Le Corbusier (La Chaux-de-Fonds, 6 ottobre 1887 - Cap Martin, Francia, 27 agosto 1965). Il suo volto appare sulla banconota da 10 franchi.

Alberto Giacometti (Borgonovo di Stampa, 10 ottobre 1901 – Coira, 11 gennaio 1966), pittore e scultore, figlio di Giovanni pittore di paesaggi. A Parigi, fra le due guerre, si accostò al movimento cubista per arrivare al surrealismo, dopo la seconda guerra mondiale, ritorno a Parigi e influenzato dall'esistenzialismo sviluppò un personalissimo stile di figure molto allungate in bronzo composte da piccoli ammassi di materia stile che sviluppo anche in pittura e soprattutto in stampe litografiche.

La territorialità della lingua, nel contesto della confederazione elvetica, fa sì che l'italiano sia usato - come lingua di comunicazione e cultura - soltanto nella cosiddetta Svizzera Italiana: il Cantone Ticino e quattro valli (Mesolcina, Calanca, Bregaglia e Valposchiavo) del cantone Grigioni (che pratica altre due lingue: romancio e tedesco).

Anche il teatro italofono, dunque, è limitato a queste regioni (salvo rare eccezioni di gruppi amatoriali che lavorano in italiano a Ginevra, Friburgo o Zurigo). Nella regione italiana della Svizzera vi sono tracce teatrali almeno a partire dal Seicento (convento dei Gesuiti di Bellinzona, Convento dei Somaschi a Lugano), con realizzazioni anche di un certo rilievo (traduzioni inedite dal francese, in special modo di Molière e Corneille, ad opera dell'abate Gian Pietro Riva). Nell'Ottocento l'attività teatrale è specialmente incentrata sull'importazioni di spettacoli dall'Italia (e più raramente dal resto della Confederazione Elvetica): sorgono i teatri di Lugano, Bellinzona (un raffinato edificio architettonicamente affine alla Scala di Milano), Locarno e Chiasso.

La produzione autoctona tarda però a manifestarsi, se non nelle forme del teatro amatoriale e dialettale (senza testi scritti fino alla fine dell'Ottocento) e nelle manifestazioni folkloriche (come le "Sacre Rappresentazioni" - dette "Processioni storiche" - di Mendrisio, nel basso Ticino, tradizione tuttora esistente. Nel 1932 nasce la prima compagnia teatrale professionistica, ad opera di un'attrice ticinese nata a Londra, Maria Bazzi (rapido fallimento dell'iniziativa). Nel 1932, inoltre, nasce la Radio Svizzera Italiana (detta anche Radio Monteceneri) che formerà una prima generazione di attori e registi: si ricorda in particolare il lavoro, presso questo ente di Guido Calgari, Romano Calò, Giuseppe Galeati. Subentrano in seguito, come registi, Vittorio Ottino e Carlo Castelli. Grazie alla radio, gli attori iniziano anche a calcare i palcoscenici in modo professionista e nascono le compagnie indipendenti: Teatro Prisma (diretto dall'italiano Franco Passatore, 1956-59), Teatro La Cittadella (1961-66) e Teatro La Maschera (1984-93), compagnie dirette da Alberto Canetta (1924-87), uno dei più importanti uomini di teatro del dopoguerra, nella Svizzera di Lingua Italiana. Nel 1981 nasce il "Teatro della Svizzera Italiana", che promuove vaste tournée sul territorio cantonale e la cui esperienza si esaurisce nel 1987. Nel 1987 nasce inoltre il TASI (Teatri Associati della Svizzera Italiana) che raggruppa le nuove compagnie indipendenti, nate nel corso degli anni 70-80. Un ruolo notevole, in questo contesto, è svolto dalla Scuola e dal Teatro Dimitri, istallato a Verscio, da cui escono molti degli artisti attivi a partire dagli anni novanta. Nell'attuale scena, estremamente composita dal profilo sia organizzativo che stilistico (teatro di parola, teatro di marionette, teatro-danza, teatro-multimediale) si possono ricordare: il Teatro Pan, il Teatro Sunil (il cui regista Daniele Finzi Pasca lavora con il Cirque du Soleil in grandi realizzazioni internazionali), Luganoteatro, la Markus Zohner Theater Compagnie, il Teatro Paravento, il Teatro delle Radici, il Teatrodanza Margit Huber, ecc.

La svizzera è la patria dell'alphorn, lo strumento che è diventato il simbolo della Confederazione elvetica. Narra la leggenda che un giorno un pastorello incontrò tre strani personaggi. Il primo gli promise forza e potere, il secondo oro e belle donne, il terzo canti e l'arte di suonare il corno. Senza esitazione il pastorello scelse il piacere della musica, lasciando così in eredità al popolo svizzero i canti vocalizzati, detti yodel; lo strumento è il monumentale corno delle Alpi o alphorn che può avere varie dimensioni dai 2 fino ai 4 metri di lunghezza! Questo strano strumento è stato ricavato da un tronco cavo e ha accompagnato i pastori di tutto il mondo fin dalla preistoria. Alle origini questo strumento musicale aveva funzioni comunicative, grazie infatti al suo suono si riusciva a comunicare da valle a valle.

Dal 1855 sono considerati sport nazionali la lotta svizzera e il lancio della pietra (una specie di hornuss). Queste discipline venivano già disputate nel Basso Medioevo, e si svolgevano durante sagre, feste di tiro, feste di mezza estate, ... .

Solamente a partire dal 1850 questi sport si diffusero tra la popolazione, all'inizio erano giochi da pastore.

Oltre ai giochi nazionali in Svizzera lo sport più diffuso è l'hockey su ghiaccio, seguito dal calcio e dalla pallacanestro. Riscuote molto successo fra il pubblico anche il grande tennista Roger Federer, e verso la fine degli anni novanta e inizio del nuovo millenio anche la campionessa di tennis femminile Martina Hingis.

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Conferenza di Losanna (1932)

La conferenza di Losanna fu una riunione di rappresentanti di vari paesi per decidere delle condizioni economiche della Germania, su cui gravava la sconfitta della prima guerra mondiale. La conferenza durò dal 16 giugno al 9 luglio del 1932.

Riunitisi a Losanna a partire dal 16 giugno 1932, i rappresentanti dei governi interessati al problema delle riparazioni tedesche (Gran Bretagna, Francia, Italia e Germania), decisero su dei problemi che riguardavano la Germania che si era evitati di affrontare per più di dieci anni.

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Bonifacio di Losanna

Bonifacio di Losanna (Bruxelles, 5 giugno 1181 – Abbazia di La Cambre a Ixelles, 19 febbraio 1260) o Bonifacio di Bruxelles, venerato come santo dalla chiesa cattolica, fu un teologo del Brabante, che fu vescovo di Losanna per 8 anni (1231-1239). Si oppose fermamente all'imperatore Federico II, atteggiamento che gli causò un attentato da parte del suo stesso clero, dopo il quale si ritirò nell'abbazia benedettina di La Cambre presso Bruxelles, dove visse gli ultimi anni della sua vita..

Bonifacio Clutinc, nacque da genitori ferventi cristiani. Prima che nascesse, la madre, recandosi in chiesa, incontrò un vecchio dall'aspetto angelico che le predisse: "Il figlio che sta per nascervi diventerà illustre per la sua scienza e la sua dottrina, sarà amato da Dio e dagli angeli" e subito dopo scomparve. Già da ragazzo mostrò una grande propensione per gli studi, che compì brillantemente. Rimasto orfano in giovane età, prima studiò presso il collegio di santa Gudula a Bruxelles, poi all'università di Parigi, dove andò a 17 anni. Conseguì il diploma di maestro d'arte e la laurea in Teologia. Subito dopo fu ordinato sacerdote, gli venne dato il titolo di canonico del capitolo di santa Gudula e divenne professore di teologia presso la stessa Università di Parigi. Durante il carnevale del 1229 scoppiarono tumulti e risse fra gli studenti e i parigini. Vi fu una rivolta studentesca che durò a lungo causando morti e feriti e ciò causò un esodo di studenti e professori famosi verso università di provincia più tranquille, fra questi Giordano di Sassonia e lo stesso Bonifacio, che andò a insegnare presso la scuola cattedrale di Colonia attirato anche dalla fama di Alberto Magno che insegnava lì, vi restò dal 1229 al 1231.

La cattedra della diocesi di Losanna era ormai vacante da due anni, e per motivi di denaro i canonici non si accordavano sul nome del nuovo vescovo. Infine il papa Gregorio IX, cui era giunta la fama di grande cultura e di onestà di Bonifacio, decise di mandare lui come vescovo, che si insediò nel marzo 1231 e fu ben accolto dal capitolo dei canonici.

Bonifacio iniziò subito una campagna di moralizzazione del clero di Losanna, questo gli alienò le simpatie dei canonici, che possedevano molti beni e appartenevano alle famiglie nobili e influenti della città. D'altro canto il suo zelo pastorale nel far visita alle parrocchie, facendosi partecipe di tutti i bisogni materiali e spirituali dei fedeli, e la sua condotta di vita molto austera, gli guadagnarono la stima e la simpatia del popolo che iniziò ad amarlo.

Il suo carattere schietto e alieno dalla diplomazia gli causò parecchie noie quando fu mandato, in veste di legato pontificio, a Colonia per indagare sull'operato dell'arcivescovo di Colonia. A quel tempo si stava svolgendo un interminabile conflitto fra il Papa e l'imperatore Federico II. Bonifacio era apertamente schierato dalla parte del Papa e in più di un'occasione pronunciò frasi particolarmente dure nei confronti dell'imperatore e del clero corrotto che lo appoggiava.

Nel 1238 sfuggì ad un attentato organizzato contro di lui da alcuni membri del clero di Losanna che lui aveva attaccato per la loro condotta scandalosa.

Decise allora di andare a Roma dal papa, per dare le dimissioni dal suo incarico di vescovo di Losanna. Il papa che lo stimava moltissimo, accettò a malincuore le dimissioni e voleva offrirgli subito un'altra cattedra vescovile, ma Bonifacio rifiutò, preferendo dedicarsi alla vita claustrale. Ritornò quindi a Bruxelles nell'abbazia di La Cambre, dove risiedette per circa vent'anni fino alla morte.

Pur facendo vita monastica Bonifacio non vestì mai l'abito cistercense, e spesso collaborò con il vescovo Robert de Thorote nell'amministrazione della grande diocesi di Liegi. Fu spesso incaricato di risolvere delicati conflitti d'autorità ecclesiastica. La sua reputazione di saggezza, di giustizia e di santità lo precedettero e furono sempre la sua carta vincente nella risoluzione dei problemi che gli venivano sottoposti. Antichi documenti lo nominano anche come partecipante a dei sinodi, a consacrazione di chiese, ecc., in veste di vescovo onorario. Tuttavia in quegli anni potè realizzare il suo più grande desiderio che era quello di fare una vita di preghiera e di ascesi. Morì il 19 febbraio 1260 nella stessa abbazia.

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Source : Wikipedia