Los Angeles Clippers

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Inviato da maria 27/02/2009 @ 03:37

Tags : los angeles clippers, nba, basket, sport

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Los Angeles Clippers

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I Los Angeles Clippers sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nella NBA (National Basketball Association), il campionato professionistico degli Stati Uniti d'America.

I Buffalo Braves giocarono la loro prima stagione NBA nel 1970. I Braves, nelle loro otto stagioni a Buffalo, giocarono le loro partite interne al Buffalo Memorial Auditorium, condividendo l'arena con un'altra nuova franchigia, i Buffalo Sabres della NHL, che pure debuttarono nel 1970. Nel 1974-75 Bob McAdoo fu nominato NBA Most Valuable Player Award, segnando 34.5 punti, 14.1 rimbalzi e 2.12 stoppate per partita. I Braves disputarono i playoffs nel 1974-75 e ancora durante la stagione 1975-76, che fu l'ultima disputata a Buffalo.

Si spostarono a San Diego (California) per la stagione 1977-78, e divennero i San Diego Clippers. Da allora non hanno mai avuto buone prestazioni, anche se il loro pubblico è sempre abbastanza numeroso.

Nel 1984, i Clippers si spostarono a Los Angeles, giocando alla "LA Sports Arena", mentre i Lakers, che godevano di una migliore reputazione, continuarono a giocare al "Forum" di Inglewood.

Comunque, nel 1999, Clippers e Lakers iniziarono a giocare entrambi allo "Staples Center". Questo fu in qualche modo un bene, ma i Clippers non andarono bene nella loro prima stagione allo Staples Center, specialmente se paragonati ai Lakers, che vinsero il campionato.

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Los Angeles Lakers

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I Los Angeles Lakers sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nella NBA (National Basketball Association), il campionato professionistico degli Stati Uniti d'America. I Lakers disputano le loro partite casalinghe allo Staples Center che dividono con i rivali Los Angeles Clippers e con la squadra femminile Los Angeles Sparks. I Lakers vinsero cinque campionati prima di trasferirsi a Los Angeles nella stagione 1960-1961. Negli anni ’60 i giallo-viola persero tutte le otto finali disputate nonostante potessero contare sull’apporto di giocatori del calibro di Elgin Baylor e Jerry West. Nel 1972 vinsero il loro sesto titolo sotto la guida del coach Bill Sharman. La popolarità della squadra esplose definitivamente negli anni ’80 quando vinse cinque campionati nell’arco di nove anni grazie ai futuri Hall of Famers Magic Johnson, Kareem Abdul-Jabbar, James Worthy e al coach Pat Riley, uno dei più titolati allenatori nella NBA di tutti i tempi. Due di questi cinque titoli furono ottenuti contro i loro acerrimi rivali, i Boston Celtics. Successivamente con l’aiuto di Shaquille O'Neal, Kobe Bryant e Phil Jackson i Lakers disputarono cinque delle nove finali NBA degli anni 2000, vincendone tre consecutivamente (tra il 2000 e il 2002) e perdendo le altre due nel 2004 e nel 2008 senza O’Neal.

I Lakers detengono il record, al termine della stagione 2007-2008, del più alto numero di partite vinte (2.905), la percentuale di vittorie più alta (il 61,5%), il più alto numero di finali disputate (29) ed il secondo più alto numero di campionati NBA vinti (14) subito dietro i Boston Celtics (17).

Detengono anche il record di vittorie consecutive per uno sport professionistico americano(record anche NBA) pari a 33 stabilito tra il 5 novembre 1971 e il 7 gennaio 1972.

14 Hall of Famers hanno giocato per i Los Angeles Lakers, mentre 4 Hall of Famers (John Kundla, Bill Sharman, Pat Riley e Phil Jackson) hanno allenato la squadra. 4 giocatori dei Lakers (Kareem Abdul-Jabbar, Magic Johnson, Shaquille O'Neal e Kobe Bryant) hanno vinto il premio come Miglior Giocatore della Stagione regolare (MVP).

La storia dei Lakers comincia nel 1946 quando Ben Berger e Maurizio Chalfen comprarono i Detroit Gems dalla NBL per 15.000 dollari. La squadra fu trasferita a Minneapolis nel 1947. Potendo contare già su una squadra solida con Jim Pollard ed il playmaker Herm Schaefer, l'unico innesto di spessore fu il centro George Mikan considerato tra i pionieri del basket americano. Con quest’ultimo a guidare la squadra i Lakers vinsero, al loro primo anno, la propria Division con un record di 43-17. Nel campionato BAA del 1949 i Lakers continuarono il loro dominio battendo i Washington Capitols 3-1. La stagione seguente, la squadra migliorò il proprio record portandolo a 44-24 vincendo la Western Division. Nei playoff si sbarazzarono facilmente in tre partite degli Indianapolis Olympians, ma furono sconfitti dai Rochester Royals il turno successivo. L squadra detiene il record per la partita con il minor punteggio nella storia dell'NBA assieme ai Fort Wayne Pistons. Il 22 novembre 1950, i Lakers erano in vantaggio fino all'ultimo quarto, quando i Pistons si portarono in testa e vinsero per 19 a 18. Questo avvenne in un periodo in cui non erano ancora state introdotte regole che velocizzassero il gioco, come ad esempio la regola dei 24 secondi. Nella stagione 1951-1952 i Lakers vinsero 40 partite terminando al secondo posto nella propria Division. In finale, contro i New Tork Knicks, i giallo-viola si imposero dopo sette partite molto combattute. Con un record di 48-22 i Lakers nella stagione 1952-1953 andarono nuovamente alle finali NBA battendo prima i Fort Wayne Pistons nella finale di Conference e poi i Knicks per il titolo. Sebbene la stella dei Lakers, George Milkan, patì un problema al ginocchio per l'intera stagione 1953-1954 egli riuscì a segnare 18 punti di media a partita grazie anche all’aiuto del rookie Clyde Lovellette. La squadra vinse, così, il terzo titolo consecutivo battendo i Syracuse Nationals in sette gare. In seguito al ritiro di Milkan al termine della stagione 1954, la squadra riuscì comunque a vincere 40 partite. Nonostante la vittoria contro i Royals al primo turno dei playoff, la squadra fu sconfitta dai Fort Wayne Pistons il turno successivo. Negli ultimi cinque anni della decade i Lakers non riuscirono più a vincere almeno il 50% delle partite e non tornarono più a disputare le finali.

Al loro ultimo anno a Minneapolis i Lakers stabilirono un record negativo di 25-50 ottenendo così il diritto per la seconda chiamata al draft. Il team selezionò Jerry West proveniente dalla West Virginia University. Durante l’offseason del 1960 la squadra diventò la più importante della costa occidentale quando Bob Short decise di spostarsi a Los Angeles. Nonostante la squadra potesse contare sui futuri Hall of Famers Elgin Baylor, Jerry West e Gail Goodrich le speranze di vittoria fallirono miseramente nei loro primi cinque anni a Los Angeles tant'è che la squadra perse 4 finali NBA contro i Boston Celtics. Dopo aver giocato per sette stagioni al Los Angeles Memorial Sports Arena la squadra si spostò in un nuovo palazzetto, il Forum. In quella stagione, 1968, i Lakers furono nuovamente sconfitti alle finali dai Celtics. Il 9 luglio 1968 fu acquistato Wilt Chamberlein dai Philadelphia 76ers. per Darrell Imhoff, Archie Clark e Jerry Chambers. I Lakers e i Celtics si incontrarono di nuovo alle finali con i lacustri che avevano il vantaggio delle prima partita in casa. Tuttavia non poterono nulla contro gli storici rivali e capitolarono dopo sette gare. I Boston ottennero così il loro undicesimo titolo in tredici anni. Jerry West fu nominato primo MVP delle finali NBA ed è l’unico giocatore attualmente ad aver vinto il premio nonostante avesse perso le finali. Nel 1970 la squadra tornò a disputare le finali e per la prima volta gli avversari non furono i Celtics. I New York Knicks furono battuti 4-3. La stagione seguente i Lakers persero contro i Milwaukee Bucks guidati dal futuro Laker Lew Alcindor (ora conosciuto come Kareem Abdul-Jabbar) alle finali della Western Conference.

La stagione 1971-1972 portò forti cambiamenti. Il proprietario della franchigia Jack Kent Cooke prese come allenatore Bill Sherman, mentre Elgin Baylor annunciò il ritiro all’inizio della stagione dopo aver appreso di avere un problema alle gambe. La squadra, tuttavia, riuscì a vincere 14 partite di fila a Novembre e 16 partite di fila a Dicembre. A Gennaio seguirono altre tre vittorie consecutive prima di arrestare a 33 vittorie consecutive la straordinaria striscia record contro i Milwaukee Bucks. Quell’anno i Lakers vinsero 69 partite stabilendo il nuovo record NBA rimasto tale fino a quando i Chicago Bulls vinsero 72 partite nella stagione 1995-1996. Chamberlein ottenne la media personale più bassa di punti a partita (14,8), ma guidò la classifica dei rimbalzi con una media di 19,2 a partita. Jerry West fu il miglior uomo assist della stagione con 9,7 assist e una media di 25 punti a partita. Alla fine della season Bill Sherman fu nominato coach dell’anno. Alle finali i Lakers sconfissero i New York Knicks ottenendo, così, il loro primo titolo a Los Angeles (sesto complessivo). Durante la stagione 1972-1973 i Lakers non riuscirono a migliorare il record di vittorie dell’anno precedente, ma vinsero comunque la propria Division con 60 vittorie. Wilt Chamberlein vinse di nuovo il titolo come miglior rimbalzista. La squadra trionfò contro i Chicago Bulls dopo sette partite durante le semifinali di Conference, ma fu sconfitta dai Golden State Warriors nelle finali della Western Division. Nel 1973 i Lakers incontrarono nuovamente i Knicks in finale, ma stavolta furono battuti nettamente in cinque partite. L’anno successivo Wilt Chamberlein si ritirò dopo 15 anni di carriera NBA. La stagione 1973-1974 proseguì con i problemi alle gambe per Jerry West che giocò solo 31 partite. Gail Goodrich guidò la squadra a vincere la Pacific Division con un record di 47-35. Ai playoff i Lakers furono sconfitti dai Milwakee Bucks alle semifinali di Conference. La stagione seguente iniziò con il ritiro di Jerry West dopo 14 anni di carriera NBA.

Dopo aver saltato i playoff nella stagione 1974-1975 i Lakers acquistarono Kareem Abdul-Jabbar, il giocatore più forte del campionato a quei tempi. Abdul-Jabbar vinse il premio di MVP nella stagione 1975-1976 guidando la classifica nei rimbalzi, nelle stoppate e nei minuti giocati. Alla fine della stagione la squadra non riuscì comunque a qualificarsi per i playoff con un record negativo di 40-42. Jerry West sostituì Bill Sherman alla guida della squadra e al termine della stagione 1976-1977 i Lakers ottennero il record di 53-29. Sconfissero i Golden State Warriors in sette gare, ma furono battuti alle finali di Conference dai Portland. Durante l’offseason i Lakers presero Jaamal Wilkes dai Golden State e draftarono Norm Nixon. Nei primi due minuti della prima gara della stagione 1977-1978 contro i Milwaukee Bucks, Abdul-Jabbar prese a pugni Kent Benson per un gomito troppo alto e si ruppe la mano. La squadra vinse 45 partite senza Abdul-Jabbar nei due mesi successivi. Durante la stagione 1978-1979 il team ottenne un record di 47-35 ma fu battuto dai SuperSonics alle semifinali.

Durante il draft del 1979 i Lakers selezionarono Earvin "Magic" Johnson dal Michigan State. I Lakers vinsero 60 partite nell’anno del rookie Johnson. Sconfissero in gara sei dei playoffs nel 1980 i Philadelphia grazie ad una prestazione da MVP del rookie Johnson che giocò a causa di un infortunio ad Abdul-Jabbar. Finì la partita con 42 punti, 15 rimbalzi e 7 assist e permise ai Lakers di vincere il settimo titolo (il secondo a Los Angeles). L’anno dopo la squadra terminò al secondo posto dietro i Phoenix Suns nella Pacific Division con un record di 54-28 nonostante l’infortunio a Magic Johnson. Ma gli Houston Rockets, guidati da Moses Malone, stopparono i Lakers al primo turno dei playoff. Il proprietario Jerry Buss licenziò Paul Westhead come allenatore capo dopo che i Lakers iniziarono la stagione 1981-1982 con un record di 7-4. Buss promosse da allenatore in seconda ad allenatore capo Pat Riley il 19 novembre e la squadra vinse 17 delle sue 20 partite successive. I Lakers vinsero il titolo della Pacific Division battendo i Phoenix Suns e i San Antonio Spurs. La squadra proseguì la propria striscia vincente ai playoffs vincendo nove partite di fila ed aggiudicandosi il titolo di campione con un record di 12-2. Nel draft del 1982 i Lakers scelsero James Worthy dal Nord Carolina. Vinsero la Pacific Division con un record di 58-24, avanzando alle finali NBA del 1983 dopo aver battuto Portland e San Antonio nei primi due rounds. I Sixers, tuttavia, vinsero il campionato con quattro vittorie consecutive. Con la stagione 1984-1985, l’era “Showtime” dei Lakers, la più spettacolare e vincente era di una squadra NBA, era all’apice del successo. La squadra vinse per la quarta volta consecutiva la Pacific Division. In finale i Lakers persero gara 1 contro i Celtics col punteggio di 148-114 in quello che oggi è ricordato come il “Giorno del Memorabile Massacro”. Tuttavia i giallo viola riuscirono a resistare e a battere i Celtics in gara sei al Boston Garden laureandosi campioni per la nona volta. Nella stagione 1985-1986 nelle prime 27 partite i Lakers ottennero ben 24 vittorie e conclusero la season con 62 vittorie vincendo il loro quinto titolo consecutivo della Pacific Division. Comunque gli Houston Rockets sconfissero i Lakers nella finale della Western Conference in cinque partite. L’anno successivo i Lakers ottennero ben 65 vittorie, la seconda miglior prestazione di sempre della franchigia. I Lakers sconfissero i Celtics conquistando il titolo dopo quattro gare al Boston Garden con un tiro di Magic a due secondi dalla fine. Johnson vinse il suo primo MVP della stagione regolare. Nella stagione 1987-1988 i Lakers vinsero il loro settimo consecutivo titolo della pacific Division e sconfissero in finale i Detroit Pistons. James Worthy fu nominato MVP delle finali. Nella stagione 1988-1989 la squadra vinse 57 partite arrivando facilmente in finale. Anche questa volta gli avversari furono i Detroit Pistons che riuscirono ad avere la meglio con un netto 4-0 grazie anche agli infortuni di Bryan Scott e Magic Johnson.

Il 28 giugno 1989 Kareem Abdul-Jabbar dopo 20 anni di carriera professionistica annunciò il ritiro. Nel 1991 la squadra disputò un’altra finale, ma fu sconfitta dai Chicago Bulls di Michael Jordan in cinque partite. Il 7 novembre 1991 Magic Johnson annunciò di essere risultato positivo ad un test dell’HIV e che si sarebbe ritirato immediatamente. Nella prima stagione senza Magic i lakers vinsero solo 43 partite. Durante la stagione 1993-1994 il team si aggiudicò appena 33 partite non qualificandosi per i playoffs per la quarta volta nella propria storia. Nel 1996 i Lakers acquistarono Shaquille O'Neal e il rookie Kobe Bryant dagli Charlotte Hornets per Vlade Divac. Usarono la loro 24esima scelta del draft per selezionare Dereck Fisher. Durante la stagione fu scambiato Cedric Ceballos con i Phoenix Suns per Robert Horry. O’Neal guidò la squadra ad un record di 56-26, il loro miglior risultato dal 1991 saltando 31 partite per un infortunio. I Lakers sconfissero i Portland Trail Blazers al primo turno dei playoffs nel 1997. O’Neal realizzò in gara 1 contro Portland ben 46 punti realizzando la migliore prestazione di un Laker ai playoff dopo i 53 punti di Jerry West contro i Celtics nel 1969. Al turno successivo i Lakers furono sconfitti 4-1. La stagione 1997-1998 cominciò come mai era successo con un record positivo di 11-0. Per tutta la stagione i giallo viola lottarono contro i Seattle Supersonics per la testa della pacific Division. Negli ultimi due mesi della stagione i Lakers vinsero 22 delle 25 partite restanti aggiudicandosi la Division. Al primo turno dei play off i Lakers sconfissero Portland 3-1. Nel turno successivo afforntarono i Supersonics che nonostante la vittoria in gara 1 non poterono nulla contro i Lakers che si aggiudicarono le successive quattro partite. Furono battuti dagli Utah Jazz alle finali di Conference per 4-0.

I Lakers all'inizio del nuovo millennio dominarono la scena del basket statunitense vincendo tre titoli NBA consecutivi (2000, 2001, 2002); in tutti e tre i casi il centro Shaquille O'Neal vinse il titolo di miglior giocatore delle finali. In questo fantastico triennio, i Lakers fecero probabilmente la cavalcata più travolgente nel 2001: dal primo turno dei playoff alle finali persero infatti una sola partita (per di più all'overtime) contro gli altri finalisti, i Philadelphia 76ers. Nel 2003 i Lakers giocarono ancora una volta con i favori del pronostico, ma furono sconfitti in semifinale di conference dai futuri vincitori di quella stagione, i San Antonio Spurs.

Desiderosi di riconquistare subito il titolo, prima dell'inizio della stagione 2004 i Los Angeles Lakers acquistarono due giocatori Hall of Famers accomunati dal non aver ancora vinto un titolo Nba: il regista Gary Payton e l'ala grande Karl Malone. Durante i play-off i Lakers sconfissero in semifinale di conference i San Antonio Spurs, e in finale di conference la squadra che aveva dominato la stagione regolare, i Minnesota Timberwolves dell'Mvp stagionale Kevin Garnett; si presentarono così alle finali contro i Detroit Pistons per una sfida che gran parte dei media riteneva solo una formalità. I Pistons, invece, dominarono le finali vincendole per 4 gare a 1. Il rapporto non idillaco fra le due stelle della squadra, Shaquille O'Neal e Kobe Bryant, unito ad una generale sottovalutazione del valore della squadra di Detroit (che, anche successivamente, si dimostrò invece uno dei migliori team della lega) permisero l'allora clamoroso upset.

Il coach dei Lakers, Phil Jackson, si ritirò al termine di quella stagione; la dirigenza lacustre, considerati i dissapori tra le due star della squadra, scelse di puntare su Kobe Bryant e di cedere O'Neal. L'anno successivo la stagione dei Lakers fu fallimentare: la squadra non si qualificò per i play-off, alla mancata chimica di squadra si aggiunsero problemi come l'infortunio di Bryant e l'abbandono a metà stagione del coach Rudy Tomjanovich.

Al termine della stagione, la dirigenza convinse Phil Jackson a tornare alla guida dei Lakers. Il coach riuscì a portare la squadra nuovamente ai play-off, dove perse al primo turno contro i Phoenix Suns. Sempre al primo turno contro Phoenix si fermò anche la stagione successiva dei Lakers.

Nell'estate 2007 Bryant si lamentò pubblicamente della dirigenza della squadra, colpevole di non aver comprato rinforzi, e chiese di essere ceduto. Malgrado le numerose voci di un suo trasferimento imminente, la cessione di Bryant non si concretizzò. I Lakers sembravano destinati ad un'altra annata mediocre, ma l'esplosione del giovane centro Andrew Bynum permise alla squadra di ritornare tra le prime posizioni della Western Conference. Proprio in concomitanza con il raggiungimento della primo posto della conference ad oltre quattro anni di distanza dall'ultima volta, Bynum s'infortunò alla caviglia, costringendo così il team a fare a meno di lui per oltre un mese. Condizionato o meno da tale infortunio, il general manager dei Lakers Mitch Kupchak decise di agire sul mercato: il 1 febbraio 2008, a pochi giorni dalla chiusura del mercato Nba, riuscì ad acquistare, approfittando della cattiva stagione dei Memphis Grizzlies, il leader della squadra del Tennessee, l'ala-centro Pau Gasol. L'acquisto si è rivelato azzeccato, infatti, a due giornate dal termine (prima dei playoff) i Lakers hanno conquistato il loro primo titolo division dal 2004 e pochi giorni dopo, il 16 aprile battendo i Sacramento Kings si sono assicurati anche la testa della Western Conference.

Negli attuali playoff hanno battuto i Denver Nuggets di Carmelo Anthony e Allen Iverson conquistando il diritto di disputare le semifinali della Western Conference. Inoltre sono gli unici ad aver eliminato la squadra avversaria con uno sweep (senza perdere alcuna partita). Al secondo turno dei playoff riescono a battere, anche se con una certa difficoltà, gli Utah Jazz, vincendo l'ultima partita fuori casa. I Lakers nella finale di conference hanno affrontato e sconfitto i temibili Spurs (campioni per 3 volte in 5 anni) i detentori del titolo. LA ha sconfitto gli Spurs, che sembrano aver perso il cinismo di sempre, per 4-1, riuscendo a vincere una fondamentale partita in casa dei texani. I Lakers tornano così in finale dopo 4 anni, assaporando la possibilità di incontrare gli antichi rivali di Boston, la squadra con il miglior record di tutta la stagione NBA 2007-2008: sarà la decima sfida Celtics-Lakers in finale, la prima dopo ben 21 anni, che perderanno per 4-2.

Tra il 5 novembre 1971 e il 7 gennaio 1972 i Los Angeles Lakers vinsero 33 partite consecutive in NBA, stabilendo il record della categoria.

Il nome Los Angeles Lakers (letteralmente "Los Angeles Lacustri") deriva dalla fondazione della franchigia, quando era insediata a Minneapolis. Questa città infatti è situata nel Minnesota, stato soprannominato spesso "Terra dei 10.000 laghi". Con lo spostamento a Los Angeles hanno mantenuto il loro nome, nonostante la nuova città e la California non abbiano particolari laghi.

I Lakers giocano in tenuta color oro con bordi viola e bianchi. In trasferta la loro divisa è viola con bordi gialli e bianchi. Nei giorni festivi o in altre occasioni non è raro vederli in bianco con bordi giallo-viola. Hanno effettuato soltanto un cambio di stile nella loro storia, peraltro neanche molto appariscente.

Il loro logo è piuttosto semplice, una scritta stampatello color viola bordata di bianco su un pallone color oro. Esistono anche altre forme più semplificate, come la sola "L" nello stesso stile.

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Chicago Bulls

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I Chicago Bulls sono una delle trenta franchige della NBA (National Basketball Association), il campionato professionistico di pallacanestro degli Stati Uniti d'America.

I Chicago Bulls sono la terza squadra NBA a Chicago, dopo i Chicago Packers/Zephyrs (ora chiamati Washington Wizards) e i Chicago Stags (1946-1950). La squadra ha iniziato a giocare nella stagione 1966-67, facendo subito il miglior record come nuova squadra nella storia dell'NBA e qualificandosi per i playoff. Durante le sue prime due stagioni, i Bulls giocarono la maggior parte delle loro partite casalinghe all'International Amphitheatre, prima di trasferirsi al Chicago Stadium. Nel corso degli anni successivi i Bulls riuscirono ad organizzarsi e a diventare una squadra competitiva, senza però raggiungere mai la vetta. Durante gli anni '70, i Bulls erano conosciuti come una squadra dura e con una mentalità difensiva, costruita attorno al forte difensore Jerry Sloan, alle ali Bob Love e Chet Walker, alla guardia tiratrice Norm Van Lier e al centro Tom Boerwinkle. Tuttavia la squadra vinse solamente un titolo della division e non arrivò mai alle Finals.

Dalla fine degli anni '70 e i primi anni '80, la squadra toccò il fondo della classifica. Nel 1976 i Bulls acquistarono Artis Gilmore il quale si ritrovò a guidare una squadra che aveva nel suo quintetto giocatori come Reggie Theus, le ali David Greenwood e Orlando Woolridge. Dopo che Gilmore fu scambiato per il centro dei San Antonio Spurs Dave Corzine, i Bulls impiegarono una tattica votata all'attacco il cui perno ruotava attorno a Theus, che presto incluse anche le due guardie Quentin Daly e Ennis Whatley. Tuttavia, gli scarsi risultati portarono i Bulls a cambiare rotta, svincolando Theus nella stagione 1983-84.

Nell'estate del 1984 la fortuna della squadra cambiò quando i Bulls ricevettero la terza scelta all'NBA Draft dopo gli Houston Rockets e Portland Trail Blazers. Dopo che i Rockets scelsero Hakeem Olajuwon e i Blazers presero Sam Bowie, i Bulls afferrarono la guardia tiratrice Michael Jordan, proveniente dalla University of North Carolina Chapel Hill.

La squadra, con il suo nuovo proprietario Jerry Reinsdorf e il General Manager Jerry Krause, decise di ricostruire la squadra attorno a Jordan. Jordan stabilì i record del proprio team, durante il suo anno da rookie, come miglior realizzatore (terzo in tutta la lega) e come numero di palle rubate (quarto in tutta la lega); inoltre trascinò i Bulls ai playoff, prestazione che gli valse il riconoscimento di miglior rookie dell'anno (Rookie of the year) e l'inserimento nel secondo miglior quintetto dell'NBA (All-NBA second team).

Nel dopo stagione la squadra acquistò la guardia tiratrice John Paxson e prese al draft l'ala grande Charles Oakley. Con Jordan e il centro Dave Corzine, essi fornirono la maggior parte dell'attacco dei Bulls nei successivi due anni. Dopo la rottura del piede di Jordan all'inizio della stagione, la squadra comprò la leggenda NBA George Gervin per aiutare l'attacco dei Bulls, cosa che riuscì al giocatore, divenendo il secondo miglior realizzatore della squadra. Jordan tornò per i playoff e prese in mano i Bulls, che si erano qualificati come ottavi, contro i fortissimi Boston Celtics guidati da Larry Bird. Benché i Bulls furono eliminati, Jordan realizzò un nuovo record, segnando ben 63 punti in gara 2, portando Bird a chiamarlo "Dio travestito da Michael Jordan".

Nella stagione 1986-87 Jordan continuò il suo assalto al libro dei record, primeggiando la classifica con 37.1 punti per partita ed essendo il primo giocatore dei Bulls ad essere chiamato nella prima squadra NBA. Nonostante ciò i Bulls furono nuovamente eliminati dai Celtics nei playoff. Nel 1987-88 Krause scelse il centro Olden Polynice, ottava scelta al draft e l'ala grande Horace Grant, decima scelta al draft, per poi mandare Polynice a Seattle per avere in cambio la quinta scelta, l'ala piccola Scottie Pippen. Con Paxson e Jordan dietro, Brad Sellers e Oakley come ali tiratrici, il forte centro Corzine e i rookie Pippen e Grant in panchina pronti ad entrare, i Bulls fecero una grande stagione, vincendo 50 partite e passando alle semifinali della Eastern Conference, dove furono battuti dai futuri campioni della Eastern Conference Detroit Pistons in cinque partite. Nonostante ciò, Jordan fu nominato NBA Most Valuable Player, il primo dei suoi successivi cinque riconoscimenti.

La stagione 1988-89 fu molto intensa sul piano dei trasferimenti. L'ala grande Charles Oakley, che ha dominato le classifiche come miglior rimbalzista negli anni '87 e '88, fu ceduto ai New York Knicks in cambio del centro Bill Cartwright e la scelta del draft fu usata per il centro Will Perdue. Il nuovo quintetto base formato da Paxson, Jordan, Pippen, Grant, e Cartwright ci mise del tempo per trovare il giusto feeling, portando così ai Bulls un numero minore di vittorie rispetto all'anno precedente, ma portando i Bulls fino alle finali della Eastern Conference, dove furono sconfitti dai futuri campioni NBA dei Detroit Pistons.

Nel 1989-90, Jordan fu ancora il primo nella classifica dei migliori marcatori per il quarto anno consecutivo e fece coppia con Scottie Pippen nella prima squadra dell'NBA. Ci fu anche un cambio in panchina, Doug Collins venne rimpiazzato dal suo secondo Phil Jackson, uno specialista dell'attacco a triangolo. Inoltre i Bulls presero i rookie Stacey King e B.J. Armstrong nel draft del 1989. Con questi giocatori in più e il quintetto iniziale degli anni precedenti, i Bulls arrivarono ancora alle finali di Conference e portarono i Pistons a gara 7 prima di essere eliminati per il terzo anno consecutivo.

Dalla stagione 1990-91, i Bulls finirono le scuse e partirono caricati l'anno con una missione da compiere. Conclusero la stagione con un bottino di 61 vittorie e volarono dritti ai playoff, dove riuscirono a sconfiggere i Pistons nella finale di Conference e vinsero le finali in cinque partite contro i Lakers guidati da Magic Johnson. Michael Jordan vinse il titolo di MVP sia per la stagione regolare che per i playoff.

I Bulls vinsero il loro secondo titolo consecutivo nella stagione 1991-92 dopo aver battuto un altro record, qualificandosi ai playoff con ben 67 vittorie. Essi prevalsero sui Portland Trail Blazers e il loro giocatore chiave Clyde Drexler in sei partite. Jordan vinse ancora una volta il titolo di MVP sia per la stagione regolare che per i playoff, il tutto per il sesto anno consecutivo.

Nella stagione 1992-93 i Bulls fecero ciò che nessuna squadra faceva dai tempi dei leggendari Celtics degli anni '60 conquistando il three-peat battendo l'MVP della regular season Charles Barkley e i Phoenix Suns, con lo storico tiro di John Paxson che diede ai Bulls la vittoria per 99-98 in gara 6 a Phoenix. Jordan fu premiato ancora una volta come MVP delle finali dopo aver segnato il nuovo record di maggior punti per partita realizzati nelle Finals. Inoltre eguagliò il record di Wilt Chamberlain vincendo per sette volte consecutive il titolo di miglior realizzatore.

Durante l'estate, Jordan annunciò il suo ritiro dal mondo del basket, solo nei mesi successivi alla notizia dell'omicidio del padre. I Bulls vennero guidati da Scottie Pippen, il quale si era stabilito come uno dei migliori giocatori della lega. Pippen ricevette un grosso aiuto da Horace Grant e B.J. Armstrong, i quali lo aiutarono ad essere nominato tra i possibili MVP della stagione. I tre erano supportati da Cartwright, Perdue, la guardia tiratrice Pete Myers, e il rookie croato Toni Kukoč. Malgrado la buona stagione compiuta dai Bulls con 55 partite vinte, essi furono sconfitti in sette partite dai Knicks al secondo round, dopo un fallo contestato chiamato dall'arbitro Hue Hollins in gara 5 di questa serie.

Nel 1994 i Bulls persero Horace Grant e Bill Cartwright, ma presero la forte guardia tiratrice Ron Harper. I Bulls misero in mostra Armstrong e Harper nelle retrovie, Pippen e Kukoc come ali tiratrici e Perdue come centro. In panchina Chicago aveva inoltre Steve Kerr, Myers, i centri Luc Longley e Bill Wennington. Tuttavia i Bulls non stavano avendo una buona stagione quando il 17 marzo 1995 ricevettero la miglior notizia possibile: Michael Jordan stava ritornando dal suo ritiro. Egli tornò presto il migliore tra i giocatori della lega, segnando 55 punti contro i Knicks già alla sua quinta partita dopo il ritorno, e guidò i Bulls alla loro quinta qualificazione ai playoff, dove batterono gli Charlotte Hornets. Tuttavia Jordan era ancora un po' arrugginito e i Bulls non erano abbastanza forti per battere i futuri campioni della Eastern Conference, gli Orlando Magic che nel loro quintetto avevano giocatori come Horace Grant, Penny Hardaway e Shaquille O'Neal. Quando Jordan ritornò ai Bulls, inizialmente aveva il n° 45 (il quale era il suo numero quando giocava per i Birmingham Barons, una squadra di una lega secondaria legata ai Chicago White Sox). Questo perché dopo il suo ritiro dall'NBA, il suo numero era stato ritirato. Tuttavia Jordan, nel corso della serie di playoff contro Orlando, tornò a a giocare con il suo numero 23 ma venne anche multato.

A fine stagione i Bulls perdettero B.J. Armstrong, ma Krause fece un grandissimo affare dando Will Perdue ai San Antonio Spurs per il rimbalzista offensivo Dennis Rodman, il quale aveva vinto nei quattro anni precedenti il titolo di miglior rimbalzista. Con il quintetto formato da Harper, Jordan, Pippen, Rodman e Longley, con la miglior panchina dell'intera lega formata da Kerr, Kukoc, Wennington e la guardia Randy Brown, i Bulls ebbero un grandissimo balzo in avanti in un solo anno passando da un record di 47 vinte - 35 perse a 72 vinte - 10 perse, il quale rimane ancora oggi il miglior record dell'NBA per una stagione di 82 partite. Jordan vinse il suo ottavo titolo di miglior realizzatore, e Rodman il suo quinto titolo consecutivo come miglior rimbalzista, mentre Kerr guidava la classifica come miglior tiratore da tre punti. Jordan conquistò così la tripla corona, vincendo il titolo di MVP per la regular season, per l'All Star Game e per la finale. Krause vinse il titolo come miglior esecutivo, Jackson venne premiato come miglior allenatore dell'anno, infine Jordan, Pippen e Rodman vennero inseriti nella squadra dei migliori difensori. I Bulls trionfarono battendono i Seattle SuperSonics e le loro stelle Gary Payton e Shawn Kemp.

La stagione 1996-97 fu eccellente come quella precedente, i Bulls segnarono il secondo record di tutta l'NBA vincendo 69 partite e perdendone solamente 13, vincendo il loro quinto titolo battendo John Stockton, Karl Malone e gli Utah Jazz. Jordan guadagnò il suo secondo titolo consecutivo e il nono in totale come miglior realizzatore, mentre Rodman veniva premiato per la sesta volta consecutiva miglior rimbalzista.

I Bulls riuscirono anche a ripetersi vincendo il loro secondo three-peat, chiudendo la regular season con 62 vittorie e vincendo le finali del 1998. Jordan conquistò il suo terzo titolo consecutivo e decimo in totale sempre come miglior realizzatore della lega, oltre alla sua seconda tripla corona. Rodman vinse il suo settimo titolo consecutivo di miglior rimbalzista. I Bulls sconfissero per il secondo anno consecutivo i Jazz. In gara 6, ultima gara della serie finale, Jordan chiuse la partita con un fantastico tiro in sospensione a cinque secondi dalla fine della partita - il suo ultimo tiro per i Chicago Bulls.

L'estate del 1998 portò all'era vincente dei Bulls una brusca fine. Krause capì che i Bulls erano una squadra ormai troppo vecchia per competere. Egli decise che l'unica scelta era di ricostruire totalmente la squadra per resistere al declino. Il suo piano era di vendere tutti i giocatori per avere in cambio le prime scelte al draft, pulendo così il salary cap, per fare spazio così a delle giovani promesse ancora senza contratto, il tutto nel giro di due anni. Dopo il primo veto imposto dal proprietario Jerry Reinsdorf, Krause cedette Scottie Pippen agli Houston Rockets. Krause non rinnovò il contratto di Phil Jackson dopo il secondo ritiro di Micheal Jordan. Egli declinò l'offerta di Dennis Rodman di rinnovo del contratto, scambiando inoltre Luc Longley e Steve Kerr per delle scelte al draft. I Bulls ingaggiarono un nuovo allenatore con nessuna esperienza professionale nel mondo dell'NBA, Tim Floyd, che aveva fatto un buon lavoro alla Iowa State University. Con un nuovo quintetto composto dalla guardia Randy Brown, la guardia tiratrice Ron Harper, il nuovo acquisto Brent Barry come ala piccola, l'ala grande Toni Kukoc e il centro Bill Wennington, la squadra iniziò la stagione 1998-99. Kukoc tentò di trainare la squadra con un grande apporto come realizzatore, rimbalzista e assist man, ma i risultati non furono dei migliori, i Bulls vinsero solo 13 delle 50 partite della regular season.

Dopo la triste fine dell'anno precedente, a Chicago arrivò un po' di luce: la squadra vinse la draft lottery e il team scelse l'ala grande Elton Brand. I Bulls persero Harper, Brown, Wennington e Barry, ma Brand e il collega rookie Ron Artest presero le redini della squadra, specialmente dopo che Kukoc si infortunò gravemente. Brand segnò un grandissimo record per la storia dei Bulls dai tempi di Artis Gilmore: egli fu primo nella classifica dei rookie per punti segnati, rimbalzi, stoppate, percentuale di canestri segnati e minuti, mentre Artest guidava la classifica dei rookie per palle rubate. Per i suoi sforzi Brand fu nominato Rookie of the Year insieme a Steve Francis degli Houston Rockets e fu inserito nella prima squadra dei rookie; Artest fu invece inserito nella seconda squadra dei rookie dell'NBA. Tutto ciò però non servì a Chicago che chiuse la stagione con un record di 17 vinte e 65 perse, secondo peggior record della lega.

Dopo un'estate dove i Bulls vennero snobbati da tutti i maggiori e minori free agents come Tim Duncan, Grant Hill, Tracy McGrady, Eddie Jones e perfino Tim Thomas, Krause mise sotto contratto il centro free agent Brad Miller e la guardia tiratrice Ron Mercer, al draft invece la scelta dei Bulls cadde sull'ala grande Marcus Fizer e sulla guardia Jamal Crawford. Brand guidò ancora i Bulls, ma i nuovi acquisti fallirono e non riuscirono a dare un maggior impatto a Chicago che concluse la stagione con il record di 15-67.

Krause scioccò i fan dei Chicago Bulls al draft del 2001 quando cedette Brand ai Los Angeles Clippers per la seconda scelta assoluta al draft, Tyson Chandler. Krause scelse Eddy Curry come quarta scelta. Da entrambi i due nuovi giocatori, appena usciti dal college, non ci si aspettava un grande contributo alla squadra, ma venivano visti come potenziali scambi. La squadra si dimenava così senza un vero leader. Così a metà stagione i Bulls cedettero i propri tre migliori realizzatori per l'esperta guardia degli Indiana Pacers Jalen Rose. Ci fu anche un cambio alla guida della squadra, Floyd fu allontanato e al suo posto arrivò il vice-allenatore Bill Cartwright. I Bulls migliorarono il proprio record passando da 15 a 21 vittorie, ma ciò li portò solamente a lottare per l'ultima posizione in classifica.

Per la stagione 2002-03, i Bulls giocarono con molto più ottimismo. La squadra prese il fenomeno dei college Jay Willams come seconda scelta al draft. Rose e Williams fecero subito gruppo con Crawford, Fizer, il nuovo acquisto Donyell Marshall, Curry, Chandler e la guardia Trenton Hassell, formando così un giovane nucleo che migliorò a 30 vinte - 52 perse il record della squadra guidata per il primo anno da Bill Cartwright. Curry si classificò primo per la percentuale di canestri segnati, diventando così il primo giocatore dei Bulls dopo il ritiro definitivo di Jordan ad essere primo in questa categoria.

Durante l'estate del 2003, il general manager Jerry Krause si ritirò e il giocatore e annunciatore John Paxson fu scelto come suo successore. Jay Williams, si infortunò gravemente dopo un incidente stradale. Il suo contratto fu così sciolto dai Bulls nel febbraio 2004. Paxson scelse la guardia tiratrice Kirk Hinrich come settima scelta al draft e mise sotto contratto il veterano Scottie Pippen.

Tuttavia la stagione 2003-04 fu un grosso disappunto, Eddy Curry peggiorò sul piano del gioco e dell'impegno, Tyson Chandler su colpito da un infortunio alla schiena che lo costrinse a perdere più di trenta partite, l'abilità di Pippen di influenzare il gioco fu peggiorata dai problemi al ginocchio, problemi che lo spinsero al ritiro. Bill Cartwright fu così licenziato a dicembre, al suo posto venne preso l'allenatore dei Suns Scott Skiles. Uno scambio con i Toronto Raptors portò a Chicago Antonio Davis e Jerome Williams in cambio di Rose e Marshall, giocatori nei quali fu visto un maggior apporto alla strategia offensiva di squadra. Dopo aver lottato per tutto il campionato, i Bulls conclusero la stagione con 23 partite vinte e 59 perse, il secondo peggior record della lega. A Crawford e Fizer non vennero prolungati i contratti. Hinrich diventò invece l'idolo della folla, con la sua determinazione e le sue capacità atletiche. Egli venne anche inserito nella prima squadra dei rookie NBA.

Prima dell'inizio della stagione del 2004, Paxson diede la propria scelta al draft del 2005 in cambio di una scelta aggiuntiva al draft dell'anno in corso. Egli usò questa scelta per prendere dall'Università del Connecticut la guardia Ben Gordon e dalla Duke University l'ala piccola Luol Deng al primo turno; al secondo turno Paxson invece prese la guardia tiratrice Chris Duhon. Paxson mise sotto contratto anche il free agent e ala piccola Andrés Nocioni, il quale aveva recentemente vinto l'oro ai Giochi olimpici con l'Argentina. Dopo un non incoraggiante record iniziale di 0-9, dal dicembre del 2004 i Bulls iniziarono a dare i primi segni di miglioramento, grazie anche alle ottime prestazione dei quattro rookie oltre che Hinrich, Chandler e Curry. I Bulls riuscirono finalmente ad avere un record positivo (numero di vittorie maggiore del numero di sconfitte) alla 39ma partita della stagione, vincendo contro gli Atlanta Hawks. Fu la prima volta che i Bulls ebbero un record positivo dal novembre del 2002. I Bulls finirono la regular season con il terzo miglior record della Eastern Conference e riuscirono così a qualificarsi per i playoff dopo l'ultima qualificazione del 1998. Sfortunatemente Deng e Curry si infortunarono a fine stagione, ciò lasciò i Bulls senza una significativa spinta offensiva. Inoltre i Bulls incontrarono al primo turno dei playoff i Washington Wizards, la squadra dove Jordan giocò quando tornò dal suo secondo ritiro dal mondo dell'NBA. Tuttavia nonostante l'elettrificante partenza dei Bulls che vinsero le prime due partite, gli infortuni si fecero sentire per Chicago che perse le quattro partite successive e quindi la possibilità di passare il turno. Ben Gordon diventò il primo rookie a vincere il titolo di sesto uomo (titolo che viene dato a un giocatore che può essere molto influente sull'esito della partita una volta uscito dalla panchina) e il primo giocatore di Chicago a prendere questo premio dal lontano 1996 quando fu Toni Kukoc a vincerlo. A fine stagione, i Bulls rinnovarono il contratto a Tyson Chandler e inoltre misero sotto contratto le ali grandi Darius Songaila e Malik Allen. Tuttavia Eddy Curry, anche lui un free agent, ha dovuto affrontare dei seri problemi di cuore. Dopo il suo rifiuto a sottoporsi al test del DNA, fu ceduto insieme ad Antonio Davis ai New York Knicks in cambio di Michael Sweetney, Tim Thomas, la scelta dei Knicks al draft e altri giocatori che vennero semplicemente scambiati tra le società per far quadrare il salary-cap. Basti dire che Curry ha continuato a giocare ai Knicks ma senza entusiasmare come fece appena scelto dopo il draft del 2001. I Bulls hanno goduto di un impulso alla fine della stagione 2005-06, vincendo nove delle dieci partite giocate in aprile conquistando così la seconda qualificazione di seguito ai playoff, classificandosi settimi nella Eastern Conference e affrontando i Miami Heat al primo turno.

La stagione NBA 2006/07 si è rivelata per i Bulls decisiva nella riconferma della loro rinascita. Dopo un inizio non esaltante, infatti, la squadra di Chicago ha portato avanti una serie di vittorie strepitosa, durante il trimestre novembre-dicembre-gennaio, in seguito alla quale la squadra è riuscita a portarsi al secondo posto nella Central Division, pur senza mai intaccare lo strapotere dei Detroit Pistons. Uno dei grandi protagonisti di questa fase è stato sicuramente il neo acquisto Ben Wallace. La serie positiva ha consentito ai Bulls di ottenere già a fine marzo l'accesso ai play-off, ai quali sono giunti in 5^ posizione, pur risultando statisticamente la terza squadra della Eastern Conference. Ai play-off l'accoppiamento è avvenuto con i Miami Heat, lo stesso dell'anno scorso. I valori in campo però sono cambiati radicalmente, e questo lo hanno confermato le prime quattro partite della serie, vinte tutte dai Bulls, l'ultima delle quali in grande scioltezza, il che ha permesso ai Bulls di eliminare subito, al primo turno, i campioni in carica di Miami. Adesso la squadra si trova ad affrontare i Detroit Pistons, i quali si sono qualificati eliminando egregiamente gli Orlando Magic per 4-0. Le prime tre partite della serie sono state vinte dai Pistons, con gran facilità in particolar modo nei primi due incontri. In molti davano già per spacciati i Bulls, ma la squadra ha saputo reagire bene, con orgoglio e con onore, centrando due vittorie consecutive. In Gara 6 i Bulls non riescono a tenere testa ai vice campioni in carica della Eastern Conference e perdono la serie 4-2, uscendo comunque dal torneo a testa alta. Il draft svoltosi a giugno 2007 a New York ha visto i Bulls scegliere come prima elemento Joakim Noah, uno dei protagonisti del back to back dei Florida Gators vincitori dei campionati NCAA 2006 e 2007. Insieme a lui sono entrati nel roster di Chicago anche Aaron Gray e JamesOn Curry.

La stagione NBA 2007/08, purtroppo, non è stata fortunata come la precedente per i "Tori" di Chiago, i quali non sono riusciti nemmeno a qualificarsi per i Play-Off, chiudendo al penultimo posto nella Central Division con 33 vittorie e ben 49 sconfitte. In molti, ritengono che il mancato successo sia stato dovuto alla prematura e poco ponderata cessione di Ben Wallace a febbraio 2008.

Nota: Jackson e Krause non hanno un numero che possa essere ritirato, non essendo stati giocatori; delle bandiere attaccate al soffitto del palazzetto rendono loro un tributo.

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Chris Kaman

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Christopher Zane "Chris" Kaman (Wyoming, 28 aprile 1982) è un cestista statunitense di origine tedesca.

È un giocatore NBA che milita nella franchigia dei Los Angeles Clippers dove ricopre il ruolo di centro. È alto 213 cm e pesa 120 kg.

Dopo aver frequentato la Central Michigan University dal 2000 al 2003, si dichiarò eleggibile per il Draft NBA, dove venne scelto come sesta scelta assoluta dai Los Angeles Clippers che, pertanto, sono ad oggi l'unica squadra del campionato professionistico americano nella quale abbia militato.

Nel suo anno da rookie ha trovato subito parecchio spazio giocando tutte le 82 partite della stagione regolare (di cui 61 nel quintetto di partenza) con una media di 22,5 minuti e totalizzando 6,1 punti, 5,6 rimbalzi e 0,89 stoppate di media.

Tra le matricole della stagione NBA 2003-04 è risultato essere il secondo per stoppate (0,89 di media), terzo per percentuale di tiro dal campo (46% di media) e quarto per rimbalzi a partita (5,6 di media). Questo buon rendimento gli ha procurato la convocazione per la partita del NBA Rookie Challenge 2004 nell’ambito dell’NBA All Star Weekend 2004 svoltosi a Los Angeles.

Nel suo secondo anno Kaman ha giocato 63 partite (di cui 50 in quintetto-base) migliorando tutte le sue medie statistiche totalizzando 9,1 punti, 6,7 rimbalzi e 1,38 stoppate per un utilizzo medio di 25,9 minuti. Nonostante i miglioramenti di Kaman, i Los Angeles Clippers hanno fallito l’accesso ai play-off per l'ottavo anno di fila.

Nella stagione 2005-06 Kaman ha giocato 78 partite (tutte in quintetto) facendo registrare ulteriori progressi: 11,9 punti, 9,6 rimbalzi e 1,38 stoppate per 32,8 minuti di media a partita. Di particolare rilievo la statistica della media-rimbalzi che lo ha portato ad essere il nono giocatore in assoluto dell'NBA in questa specialità del gioco. Ma, cosa più importante, Kaman ha contribuito all'ottima stagione della sua squadra che, chiudendo con un record vittorie-sconfitte di 47-35, è approdata ai play-off, cosa che non accadeva dal 1997.

Nella stagione 2006-07 tutte le statistiche di Kaman sono calate, anche probabilmente a causa di un infortunio sofferto durante la preparazione estiva. Ha giocato 75 partite per 10,1 punti, 7,8 rimbalzi, 1,5 stoppate per 29 minuti di media a partita. Nonostante le grandi speranze dei tifosi nella squadra e in Kaman per l'importante stagione precedente, i Los Angeles Clippers hanno fallito l’accesso ai play-off. Nonostante ciò la franchigia ha dimostrato la sua fiducia in Kaman facendogli firmare un nuovo contratto del valore di 50 milioni di dollari complessivi.

La stagione 2007-08, nonostante sia stata negativa per i Clippers falcidiati dagli infortuni, è stata quella della consacrazione per Kaman che ha dimostrato di essere uno dei centri più forti della NBA: infatti ha chiuso l'annata con 15,7 punti, 12,7 rimbalzi e 2,8 stoppate di media a partita per un utilizzo medio di 37,2 minuti. Pertanto Kaman è risultato essere il terzo rimbalzista e il terzo stoppatore di tutta la lega.

È ambidestro, il suo numero di maglia è il 35 ed ha una doppia cittadinanza: oltre a quella americana, possiede anche il passaporto tedesco. Perciò ha giocato per la nazionale tedesca al torneo di qualificazione per le Olimpiadi di Pechino 2008 ad atene dal 14 al 20 luglio 2008. La nazionale tedesca ha chiuso il torneo al terzo posto ottenenedo il diritto alla partecipazione alle prossime Olimpiadi di Pechino. Nel gennaio 2008 Kaman rivelò di essere stato affetto dalla Sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

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Marcus Camby

Marcus D. Camby (Hartford, 22 marzo 1974) è un cestista statunitense, che gioca come centro nei Los Angeles Clippers, squadra della NBA.

Nella stagione 2006-07 ha vinto il premio di Difensore dell'anno, grazie alle sue stoppate. Nella stagione 1995-96, grazie ad un campionato strepitoso, vince il premio di Giocatore dell'Anno, con la maglia di UMass. Nel 1996 viene chiamato con il numero 2 dai Toronto Raptors nel Draft NBA. Resterà nella franchigia canadese fino al 1998, quando viene ceduto ai New York Knicks di Patrick Ewing, coi quali giocherà anche la finale del 1999. Nel 2002 va ai Denver Nuggets. Con la maglia dei Nuggets, nonostante i continui infortuni, ha avuto nel 2006-07 la miglior stagione della carriera, culminata con la vittoria del Premio NBA difensore dell'anno. Nell'estate 2008 viene ceduto ai Los Angeles Clippers in cambio di una seconda scelta futura al draft.

Marcus Camby è un'ala adattata a centro. Infatti ai tempi dei Knicks giocava a fianco di Ewing anziché al suo posto (anche se nelle NBA Finals del 1999, con Ewing infortunato, ha giocato appunto da centro). Non è dotato di movimenti spalle a canestro, né di tiro da fuori. La sua unica arma offensiva sono i tap-in sugli errori dei compagni e un tiro in sospensione da breve distanza. Se come attaccante appare limitato è apprezzatissimo come difensore. Camby è uno specialista dei rimbalzi, che cattura grazie al suo grande dinamismo e non con i tagliafuori. Altra specialità dell'ex pivot dei Nuggets sono le stoppate, che distribuisce in quantità grazie a tempismo e a braccia lunghissime. Dopo lo scambio di mercato che lo ha portato ai Los Angeles Clippers, Camby inizialmente torna ad agire da ala forte, a fianco del centro Chris Kaman. Il successivo arrivo a Los Angeles dell'ala Zach Randolph e l'infortunio a Kaman lo riportano nuovamente al ruolo di centro titolare.

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Source : Wikipedia