Lituania

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Inviato da maria 12/03/2009 @ 06:09

Tags : lituania, europa, esteri

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Lituania

Lituania - Bandiera

La Lituania, (in lituano: Lietuva), ufficialmente Repubblica di Lituania (in lituano Lietuvos Respublika) è uno Stato (65.200 km², 3.436.561 abitanti, capitale Vilnius) dell'Europa.

Confina a nord con la Lettonia, ad est con la Bielorussia, a sud con la Polonia e a sudovest con l'exclave russa di Kaliningrad, mentre ad ovest è bagnata dal Mar Baltico.

Dal 1° maggio 2004 è Stato membro dell'Unione europea.

Menzionata per la prima volta nel 1009, la Lituania crebbe fino a diventare una importante nazione nel Medioevo. Fu cristianizzata nel XIV secolo in seguito al matrimonio del granduca Jogaila e la regina Jadwiga di Polonia e la conseguente unione personale delle due corone. La Lituania fu un Granducato indipendente e multietnico che si estendeva per gran parte dell'Europa orientale. Spesso disaggregatasi in vari principati ebbe periodi di unificazione sotto Mindaugas (primo ed unico re di Lituania), Gediminus ed infine e definitivamente sotto Jogaila. Nel XIV secolo, si unì con la Polonia con un unico monarca. L'unione delle due corone si trasformò in confederazione con il trattato di Lublino nel 1569 assumendo il nome di Rzeczpospolita (La repubblica) e successivamente quello di Rzeczpospolita Oboiga Narodow (La repubblica dei due Popoli) formando così la Confederazione polacco-lituana. I due paesi rimasero uniti fino alla spartizione della Polonia nel 1795 quando la Lituania fu annessa all'Impero russo.

Con il trattato di Brest-Litovsk, nel febbraio 1918, in seguito alla Rivoluzione Russa, su pressioni tedesche si dichiarò indipendente. Il 4 aprile 1919 dopo la fine del conflitto si costituì in repubblica. Il nuovo stato rifiutò l'ipotesi di ristabilire l'unione con la Polonia e in seguito ci furono dispute territoriali in merito alla capitale Vilnius, che passò alla Polonia e alla città di Klaipėda che i nazisti ottennero nel 1938 in seguito ad un ultimatum. Nel 1926 salì al potere un regime dittatoriale. Nel 1940, durante la Seconda Guerra Mondiale, il paese, in base al patto Molotov-Ribbentrop del 1939, fu assegnato alla sfera tedesca ma dopo pochi mesi, in cambio di una maggior porzione del territorio della Polonia occupata dall'Unione Sovietica, la Lituania fu assegnata all'Unione Sovietica che occupò il paese, fondando la Repubblica socialista sovietica lituana.

Con l'avvento della glasnost l'11 marzo 1990 la RSS Lituana fu il primo stato sovietico a proclamarsi indipendente, alla proclamazione seguirono le truppe sovietiche che tentarono di reprimere la ribellione ma alla fine dovettero cedere. L'indipendenza lituana non venne ufficialmente riconosciuta sino al settembre 1991 (dopo il fallito colpo di stato di Mosca). L'ultimo battaglione russo ha lasciato il Paese nel 1993.

Il 29 marzo 2004 la Lituania è entrata a far parte della NATO.

La Lituania confina a ovest con il Mar Baltico, dove si trova la città di Klaipeda. Vi si trovano spiagge di sabbia fine, con dune. Verso est il paese diventa collinare, boschivo, ma con meno bosco della Lettonia e Estonia e più attività agricola.

Il fiume Nemunas (in tedesco Memel) nasce al confine sud con la Russia e dopo aver attraversato la parte meridionale del paese forma il confine con l'enclave russa di Kaliningrad, per gettarsi nella laguna di fronte all'istmo di Curlandia (Mar Baltico), anch'esso diviso politicamente tra la Lituania e la Russia.

La Lituania confina con la Polonia tra il lago di Vystitis e il luogo di cura Druskininkai.

L'84,6% della popolazione è di etnia lituana e parla lituano (una delle due lingue baltiche ancora esistenti) che è anche l'unica lingua ufficiale dello stato. Nonostante ciò, esistono numerose altre minoranze come quella russa (5,1%), quella polacca (6,3%) e quella bielorussa (1,1%), tutte parlanti le loro rispettive lingue. La Lituania è lo stato baltico con la minor presenza di popolazione di etnia russa, contrariamente a Estonia (25,8%) e Lettonia (29,6%).

I polacchi sono la minoranza più consistente e si concentrano nel sud-est (specialmente presso la regione di Vilnius). I russi si concentrano prevalentemente nelle città, in particolare a Vilnius, Klaipėda e Visaginas dove rappresentano rispettivamente il 14%, il 28% e il 52% della popolazione. In Lituania vivono anche circa 3.000 rom, specialmente nella capitale, a Kaunas e a Panevėžys.Tra le minoranze più interessanti si ritrovano anche i Caraimi, popolazione originaria della Crimea, ormai ridotta a poche centinaia di persone, che vive in caratteristiche case nella cittadina di Trakai, vicino all'omonimo lago.

Per quanto riguarda la lingua straniera, nella maggior parte delle scuole viene insegnato l'inglese come prima lingua straniera, ma è studiato anche tedesco e, talvolta, francese. Nelle aree dove si concentrano le minoranze russa e polacca, esistono scuole dove vengono insegnate i rispettivi idiomi come lingue madri.

Ufficialmente si dichiarano cattolici il 79% dei lituani, atei e agnostici il 15%, ortodossi il 4%, protestanti il 2%.

La Lituania è stata l'ultimo paese europeo ad essersi convertito al Cristianesimo nel 1387 e sono tuttora vive alcune tradizioni che risalgono al paganesimo. Per esempio, dopo aver festeggiato la vigilia di Natale il tavolo non va sparecchiato (fatta eccezione per i coltelli), per lasciare cibo agli spiriti dei parenti deceduti, e appena finita la cena si dovrebbero fare tre giri intorno al tavolo prima di posare il cucchiaio.

La Lituania è costituita da 10 contee (apskritys, singolare - apskritis), ognuna è chiamata con il nome del proprio capoluogo. Le contee sono a loro volta suddivise in 60 comuni. Questa suddivisione amministrativa fu introdotta nel 1994.

Le principali città sono: Vilnius, Klaipėda (ted. Memel), Kaunas, Panevėžys, Šiauliai ed Elektrėnai, gemellata con il comune italiano di Forlì.

Il capo di stato lituano è il presidente, che viene eletto direttamente con un mandato di cinque anni, è il responsabile delle politiche estere e della sicurezza. Il presidente, con l'approvazione del parlamento, nomina il primo ministro e il resto del governo, come anche numerose altre alte cariche pubbliche e i giudici di tutte le corti inclusa quella costituzionale (Konstitucinis Teismas).

Il parlamento unicamerale lituano (Seimas), ha 141 membri che vengono eletti con un mandato di quattro anni. Circa metà di essi vengono eletti in collegi elettorali (71), mentre l' altra metà (70) viene eletta a livello nazionale con un sistema proporzionale. Un partito deve ricevere almeno il 5% di voti nazionali per essere rappresentato nella Seimas.

Il paese ha una rete stradale sviluppata e svolge un importante ruolo come paese di transito tra l'Europa centrale e il Nordeuropa e tra l'enclave russa di Kaliningrad e la Russia, nonché tra la Bielorussia e i paesi scandinavi. Viene attraversata dall'autostrada E67 "Via Baltica" che collega Helsinki con Varsavia via Kaunas-Riga-Tallinn e dall'autostrada Vilnius-Kaunas-Klaipeda.

La rete ferroviaria è gestita dalla Lietuvos geležinkeliai, compagnia nazionale di proprietà dello Stato.

Nel periodo 2007-2013 è prevista la costruzione di una "ferrovia baltica". Per coprire le lunghe distanze le ferrovie rappresentano uno dei più importanti mezzi di trasporto in Lituania.

La rete ferroviaria permette il collegamento con i Paesi Baltici, la Russia e la Bielorussia. La principale linea di collegamento tra la Russia e l'enclave di Kaliningrad passa in territorio lituano. La lunghezza totale della linea è di 1905 km, la densità è di 29,2 km per 1000 km². Nel 1993, grazie all'adattamento alle normative comunitarie delle ferrovie lituane, al confine polacco presso la città di Sestokai è stato aperto uno snodo (le ferrovie lituane sono a scartamento largo "sovietico") e una linea ferroviaria diretta con le ferrovie polacche, quindi la Lituania ora conta 334 Km di ferrovia sul cosiddetto "Corridoio della Creta" (Varsavia-Mockava-Sestokai-Kaunas-Riga-Tallinn-Helsinki). Questo punto di transito sta acquistando importanza, anche grazie all'entrata di Polonia e Lituania nell'UE, rispetto alle rotte alternative che passano per la Bielorussia.

Le ferrovie lituane sono percorse da treni merci e passeggeri lettoni, estoni, russi, bielorussi e ucraini. La Lituania è collegata direttamente con la Russia, la Bielorussia, la Lettonia, la Polonia e la Germania.

La pubblicazione del primo libro in lingua lituana risale al 1547 quando Martynas Mažvydas scrisse e pubblicò nell'attuale Kaliningrad il suo Catechismo (Catechismus prasti žadei). Nei secoli seguenti la letteratura lituana è soprattutto di carattere religioso. Nel 1818 appaiono il poema Metai (Le stagioni) di Kristijonas Donelaitis e alcune liriche e poemi di Antanas Strazdas divenuti in seguito canti popolari. Nell'epoca della dominazione russa fu chiusa l'università di Vilnius e lo zar Alessandro II proibì la pubblicazione di opere in caratteri latini, ciò diede vita al fenomeno dei "portalibri" che importarono opere in lituano pubblicate nella vicina Prussia o negli Stati Uniti. Il principale poeta dell'epoca del risorgimento lituano fu Jonas Mačiulis, più noto come Maironis, vicino allo stesso movimento fu anche il poeta lituano-polacco Adam Mickiewicz aderente a gruppi irredentisti e autore di diverse opere dedicate alla causa lituana, sempre alla stessa corrente apparteneva Jonas Basanavičius. Contemporaneamente vi fu anche un movimento realista, l'esponente più noto fu Vincas Kudirka, l'autore dell'inno nazionale.

Nell'epoca dell'indipendenza gli autori lituani si avvicinarono alle tendenze dell'avanguardia europea, simbolismo, futurismo ed espressionismo. Il fulcro della vita culturale si spostò a Kaunas, dell'epoca sono il poeta e traduttore Jurgis Baltrušaitis che fu ambasciatore lituano a Mosca, il poeta Oskar Miłosz e il romanziere e drammaturgo Vincas Mickevičius autore di diversi drammi storici.

Nel secondo dopoguerra e con l'avvento del realismo socialista diversi scrittori e letterati emigrarono al fine di allontanarsi dagli argomenti dell'ortodossia sovietica. Destinazione principale furono gli Stati Uniti, e a Chicago venne costituita una società letteraria e diversi giornali. Tra gli esponenti più noti vi sono lo storico dell'arte Jurgis Baltrusaitis figlio dell'omonimo poeta, il semiologo Algirdas Greimas, il drammaturgo Jonas Grinius e il poeta Tomas Venclova.

Come anche gli altri stati baltici la Lituania ha una ricca tradizione di canti e musiche popolari la cui manifestazione più nota sono i dainos, canti popolari tradizionalmente cantati dalle donne e con argomenti diversi e che sono il fulcro dei numerosissimi festival di canti tradizionali che hanno luogo nel paese.

La Lituania, insieme agli altri paesi baltici è considerata la patria mondiale del canto corale, in quanto vi si trovano numerosissimi cori polifonici di altissima levatura tecnico artistica, ben tre cori, tutti provenienti da Vilnius si sono aggiudicati altrettanti piazzamenti nel gradino più alto del podio al Gran Premio Europeo di Canto Corale. Il compositore classico più noto è il pittore e compositore Mikalojus Konstantinas Čiurlionis (1875 - 1911), autore di oltre 200 opere musicali.

Lo sport nazionale lituano è normalmente considerato il Basket (krepšinis), che è popolare in Lituania tanto quanto nelle comunità lituane all'estero. Il Basket arrivò in Lituania attraverso le comunità lituano-americane negli Anni 30. Le squadre di basket lituane sono state medaglia di bronzo alle olimpiadi del 1992, 1996, e 2000.

Ottimo il rendimento dei lituani anche nel ciclismo, in particolar modo in quello femminile che negli ultimi anni ha prodotto campionesse di livello assoluto come Edita Pucinskaite, Diana Ziliute e la giovane Rasa Leleivyte.

La festività di Joninės (conosciuta anche come Rasos) è una festività nazionale tradizionale che si tiene il giorno del solstizio d'estate, ed ha origini pagane. Užgavėnės (Martedì Grasso) si festeggia il giorno prima del Mercoledì delle Ceneri, e ha lo scopo di sollecitare l'Inverno ad andarsene. Ci sono tradizioni nazionali anche per feste di origine cristiana come la Pasqua e il Natale.

La cucina lituana prevede l'uso dei prodotti offerti dal suo clima settentrionale, fresco e umido: vengono coltivati orzo, patate, segale, barbabietole, ortaggi e funghi, e i prodotti caseari sono una delle specialità del paese. Poiché condivide lo stesso clima e le stesse pratiche agricole dell'Europa orientale, la cucina lituana ha molto in comune con le cucine di questi paesi e con quella ebraica; tuttavia possiede proprie caratteristiche peculiari che hanno avuto origine da una grande varietà di influenze durante la lunga e difficile storia del paese.

A causa del lungo periodo di storia che hanno avuto in comune, lituani e polacchi condividono numerosi piatti e bevande. Per questo motivo, esistono versioni lituane e polacche simili di tortelli (pierogi o koldūnai), ciambelle (pączki o spurgos), e crêpes (blini o blynai). Anche le tradizioni tedesche hanno influenzato la cucina lituana, introducendo pietanze a base di maiale e patate, come lo sformato di patate (kugelis) e le salsicce di patate (vėdarai), così come la torta conosciuta come Šakotis. La più esotica di tutte le influenze è quella della cucina orientale (Karaite), e i piatti kibinai e čeburekai sono piuttosto popolari in Lituania. La Torta Napoleone fu introdotta durante il passaggio di Napoleone attraverso la Lituania nel XIX secolo.

L'occupazione sovietica ha sensibilmente danneggiato la cucina lituana. Come in qualsiasi altra zona dell'Unione Sovietica, comunque, alla popolazione era concesso di mantenere i propri piccoli orti, che erano, e sono tuttora, amorevolmente curati. Dopo il riottenimento dell'indipendenza nel 1990, la cucina tradizionale è diventata uno dei modi di celebrare l'identità lituana.

Gli cepelinai, un piatto a base di patate grattugiate e poi cotte, è il più famoso piatto nazionale; è popolare fra i lituani in tutto il mondo. Altri piatti nazionali includono il pane nero di segale e la zuppa fredda di barbabietole (borscht o šaltibarščiai). La cucina lituana è generalmente sconosciuta al di fuori delle comunità lituane; la maggior parte dei ristoranti lituani al di fuori della Lituania è presente in aeree con una consistente minoranza lituana.

I lituani sembrano essersi concentrati sulla qualità piuttosto che sulla quantità e sono fra le popolazioni più magre tra i paesi sviluppati del mondo.

La birra prodotta localmente, la vodka e il gira sono le bevande più popolari nel paese. La starka è parte del patrimonio culturale lituano, ma non viene più prodotta.

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Storia della Lituania

Jogaila/Ladislao II di Polonia

Le prime popolazioni ad insediarsi (10.000 - 9.000 aC) nell'area baltica provenivano dalle vicine regioni meridionali e occidentali, è controverso fra gli storici se furono gli antenati dei balti. Più frequentemente si presume che gli antenati dei balti raggiunsero l'area tra il 3.000 aC e il 2500 aC assimilando la popolazione indigena.

Nonostante i Balti fossero indo-europei e presumibilmente provenissero dall'Asia centrale è difficile accertarne con precisione la regione di origine. Colonizzarono un territorio di circa 860.000 km² che si estendava dalle rive del mar Baltico fino all'alto corso del Volga e del Dnjepr comprendendo i territori dell'attuale Lituania, della Lettonia, della Russia occidentale, Bielorussia, Polonia, fino ad ovest del fiume Oder e a sud-est della Finlandia.

Nel millennio successivo si formarono le diverse tribù baltiche: pruzzi, jatvingi, scalvi, curi, seloni, semgalli, galindi, latgalli, lettoni e lituani. Questi ultimi risiedevano nell'area compresa tra il corso dei fiumi Nemunas e Neris.

Il primo riferimento ad una nazione lituana (Litua) proviene dagli annali di Quedlinburg ed è datata 14 febbraio 1009 ad opera del monaco Bruno di Querfurt che vi perse la vita tentando di convertire la popolazione al cristianesimo.

Fu solo all'inizio del XIII secolo che l'Ordine Teutonico e l'ordine dei Cavalieri Portaspada iniziarono a stabilirsi nell'area, del 1236 è la crociata indetta dal Papa. In seguito alla crociata iniziò l'unificazione, non sempre pacifica, delle tribù lituane sotto la guida di Mindaugas, portando alla nascita di un primo stato lituano di cui la Chiesa cattolica negò il diritto ad esistere. Mindaugas firmò un trattato di pace e nel 1251 si convertì; fu poi incoronato re di Lituania il 6 luglio 1253. Il regno durò fino al 1263 quando Mindaugas fu ucciso da suo nipote Treniota e il paese ritornò al paganesimo.

A partire dal 1316, il granduca Gediminas aiutato dai coloni tedeschi iniziò la restaurazione del paese; nel 1323 Gediminas fondò la città di Vilnius e insieme al fratello Vytenis riunì diverse tribù in un solo stato. L'invasione dal parte dei Mongoli di vaste aree dell'Europa orientale e la distruzione del Rus' di Kiev fecero sì che diversi regnanti dell'area si unirono al Granducato della Lituania. In poco tempo, sotto il regno di Algirdas, figlio di Gediminas, il granducato ebbe il controllo di una vasta area comprendente gran parte del territorio dei Rus, l'attuale Bielorussia, l'Ucraina fino alle coste del mar Nero.

Nella seconda metà del XIV secolo si intensificarono le ostilità da parte dell'Ordine teutonico. Jogaila, figlio di Algirdas, fece alcune concessioni all'Ordine stilando un accordo segreto, suo zio Kestutis lo imprigionò e iniziò una guerra civile in seguito alla quale Kestutis fu catturato e condannato a morte.

Del 1385 è il trattato di Kreva, con il quale la Polonia e la Lituania si unirono. Jogaila sposò Jadwiga (Edvige, figlia di Luigi d'Angiò); l'anno successivo venne battezzato Ladislao e divenne re di Polonia. A Vytautas il Grande venne dato il governo della Lituania; Vytautas condusse numerose guerre contro i Moscoviti ed i Tartari espandendo territorialmente la Lituania.

La conversione della Lituania fece venire meno il motivo di ostilità da parte dell'Ordine Teutonico che però si oppose all'unione tra Polonia e Lituania. Nel 1409 iniziò pertanto una guerra contro l'unione, che terminò con la sconfitta dell'Ordine nella battaglia di Tannenberg (14 luglio 1410).

Tramite l'Unione di Lublino del 1569 la Polonia e la Lituania formarono un nuovo stato chiamato Repubblica delle Due Nazioni o più semplicemente Polonia-Lituania o Unione Polonia-Lituania (in polacco: Rzeczpospolita, in lituano: Abiejų Tautų Respublika).

Iniziò una progressiva "polonizzazione" del paese, l'influenza polacca divenne più forte e nel 1696 la lingua polacca divenne quella ufficiale. Nonostante l'unione il Granducato di Lituania continuò a esistere con esercito e tesoro proprio per oltre due secoli.

L'ultimo degli Jagelloni fu Sigismondo II Augusto, che morì senza eredi. Gli successe il nobile ungherese Stefan Batory che nel 1576 fu eletto re di Polonia e Granduca di Lituania. A lui si deve la fondazione dell'Accademia di Vilnius, affidata ai gesuiti e la fondazione dell'università.

La repubblica fu progressivamente indebolita da invasioni e svariati conflitti contro la Svezia e la Russia. Quando fu infine smembrata (1772-1795), la Lituania fu assegnata quasi interamente all'Impero russo, solo alcuni suoi territori furono integrati nel Regno di Prussia. Nel 1831, 1863 e 1905 scoppiarono nel paese rivolte contro il malgoverno zarista.

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Granducato di Lituania

Il castello di Trakai. Trakai fu uno dei principali centri del Granducato di Lituania

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Il Granducato di Lituania (in lituano: Lietuvos Didžioji Kunigaikštystė, in bielorusso: Вялі́кае Кня́ства Літо́ўскае (ВКЛ), in ucraino: Велике Князівство Литовське (ВКЛ), in polacco: Wielkie Księstwo Litewskie) fu uno stato dell'Europa orientale esistito tra i secoli XII e XVIII. Fu fondato dai lituani pagani del Baltico nella seconda metà del XII secolo, e si espanse subito oltre i confini dell'area iniziale dell'insediamento lituano, annettendo grandi porzioni del Rus' di Kiev. Copriva i territori dell'attuale Lituania, Bielorussia, Ucraina, Transnistria e parti della Polonia e della Russia, durante il periodo della massima estensione del XV secolo. Accettando l'Unione di Krewo del 1386, il Granducato di Lituania effettuò un'unione personale con il Regno di Polonia. Con l'Unione di Lublino del 1569, il Granducato si unì in una confederazione, la Confederazione Polacco-Lituana, nella quale il Granducato aveva un governo, esercito, leggi e moneta separati. Nel 1795 la Confederazione fu sciolta con la spartizione tra Russia Imperiale, Prussia e Austria.

Il Granducato di Lituania era uno stato Baltico che si espanse nel vuoto di potere lasciato dalla caduta dei mongoli. Diventò in seguito uno stato multinazionale, con differenze etniche e religiose. Le genti pagane baltiche, che in seguito si convertirono al cattolicesimo, chiamarono lituane le terre acquisite della Rutenia che nel XVIII secolo si separarono nelle nazioni bielorussa e ucraina ed erano ortodosse. In seguito, a causa delle politiche ducali nacque nelle terre rutene una Chiesa uniata, ora quasi estinta a causa delle persecuzioni imperiali russe del XVIII e XIX secolo. Tra le altre popolazioni, nel Granducato vivevano polacchi, ebrei, armeni, tedeschi ecc., che contribuivano alla vita politica e culturale. Il carattere multinazionale delo stato e la filosofia cosmopolita della sua elite dopo il XIV secolo fece scoppiare un dibattito sulla legalità della nazione della Lituania nel XIX e XX secolo. Questo dibattito coinvolse prevalentemente storici polacchi, russi, lituani e bielorussi e assunse un carattere sovranazionale; la questione raggiunse il suo picco durante le guerre per l'indipendenza dal 1917 al 1920, e contribuì a molte dispute locali, come ad esempio quella che riguardava la linea Curzon e la politica della Lituania centrale.

L'espansione del Granducato di Lituania nella moderna Rutenia Bianca nei secoli successivi rese la sua cultura simile a quella lituana. Entrambe le popolazioni, i predecessori degli attuali abitanti delle moderne Lituania e Bielorussia, chiamavano se stessi Lituani nelle loro lingue native (rispettivamente lietuviai in lituano e litviny in bielorusso). In quel tempo, Lituano aveva un doppio significato: il primo era 'abitante del Granducato di Lituania', mentre l'altro significava 'persona di lingua lituana'. Questi lituani vivevano nella regione della moderna Lituania, ma anche nella Prussia Orientale e in gran parte della moderna Bielorussia. Nella Prussia Orientale era usato per riferirsi principalmente alla minoranza lituana, mentre nelle terre slave del Granducato era più comune il primo uso. In Bielorussia, gli abitanti si consideravano lituani, mentre gli altri popoli come gli ucraini si definivano ruteni. Ad ogni modo, il numero dei nobili che si definivano lituani diminuì quando subentrò la cultura e la lingua polacca; la maggior parte della nobiltà del Granducato si considerò allora polacca. Dal XIX secolo, il termine lituano rimase associato solo alle persone di lingua lituana. I bielorussi, che ebbero un risveglio nazionale in quel periodo, iniziarono a considerarsi una nazione differente.

Il Granducato di Lituania iniziò la sua crescita durante il regno del Granduca Mindaugas (o Mindoŭh in bielorusso) iniziato nel 1238. Mindaugas fu battezzato nel 1252 e incoronato Re di Lituania nel 1253 (nel 1260 abbandonò il cristianesimo). La Lituania fu proclamata regno la prima volta. Il 12 settembre 1263, Mindaugas fu ucciso (con i suoi due giovani figli) e il periodo successivo fu caratterizzato da lotte tra di Duchi della Lituania, ma lo stato sopravvisse e si espande sia ad est che a sud, incorporando molte parti della Rutenia. L’espansione raggiunse il suo apogeo sotto i Gediminas (in bielorusso “Hiedzimin”), che crearono un forte governo centralizzato e crearono un impero che si estendeva dal Mar Nero al Mar Baltico. I Gediminas nel 1323 ristabilirono Vilnius come capitale permanente, al posto di Trakai. La facilità con cui la Lituania costruì il suo impero è da accreditare alle capacità tecniche e tattiche dei Granduchi, ma anche alla debolezza dei principati della Rutenia. La Lituania era nella posizione ideale per controllare gli Slavi dell’est. Mentre quasi tutti gli stati attorno furono sconfitti e saccheggiati dai Mongoli, la Lituania non fu mai raggiunta. L'espansione della Lituania fu quindi anche incoraggiata dallo scarso controllo dei Mongoli sui territori da loro conquistati (La Rutenia non fu mai incorporata direttamente nel Khanato dell'Orda d'Oro, bensì fu sempre uno stato vassallo in base ad un debole trattato d’indipendenza). Lo stato Lituano non fu creato solo in base alla forza militare, la sua esistenza dipese sia dalla diplomazia che dalle armi. Molte città furono annesse non perché sconfitte ma in base ad accordi che ne sancivano lo stato di vassalli della Lituania. Visto che molte di queste erano già suddite o del Khanato dell'Orda d'Oro o della Moscovia la loro scelta non fu di perdere l’indipendenza ma semplicemente quella di cambiare "padrone".

Questo esempio è visibile per la città di Novgorod che mai attaccata da armate lituane entrò nella sfera d'influenza della Lituania. Questo controllo fu anche facilitato da disordini interni alla città che voleva liberarsi dalla sottomissione alla Moscovia. Questo modello di costruzione della stato risultò però molto instabile. Il cambio della politica interna della città, la sottrasse dal controllo lituano, e questo capitò anche con altre città della Rutenia, oltre che con Novgorod.

La Lituania raggiunse l'apice con Vytautas il Grande (Vitaŭt, Vitovt, Witold), che regnò dal 1392 al 1430. Vytautas fu uno dei più famosi regnanti del Granducato di Lituania. Fu granduca dal 1401 al 1430, principe di Grodno dal 1370 al 1382 e Principe di Lutsk dal 1387 al 1389. Vytautas era figlio di Kęstutis, cugino di Jogaila, che diventò Re di Polonia come Ladislao II, e nonno di Vassili II di Russia. Nel 1410 Vytautas stesso comandò le forze del granducato nella Battaglia di Grunwald, che finì con una decisiva vittoria polacco-lituana. Vytautas riportò sviluppo economico nel paese e introdusse molte riforme: il Granducato divenne più centralizzato, e i principi locali con legami dinastici al trono furono rimpiazzati con governatori leali a Vytautas. I governatori erano ricchi proprietari terrieri, e formavano la base della nobiltà lituana. Durante il regno di Vytautas iniziarono a formarsi le famiglie Radziwill e Goštautas, che in seguito diventarno molto influenti nella politica.

La velocità di espansione della Moscovia mise subito questa regione in conflitto con la Lituania, infatti, dopo l'annessione di Novgorod nel 1478, la Moscovia era diventata indiscutibilmente la principale potenza dell'Europa nord-orientale. Tra il 1492 e il 1508, Ivan III di Russia si impadronì di una parte della Rutenia appartenente alla Lituania. La perdita della regione e le continue pressioni dovute all'espansione della Russia portarono nel Granducato la paura della dissoluzione dello stato della Lituania, che fu pertanto costretta a stringere una più forte alleanza con la Polonia, con la quale rimase unita nella Confederazione Polacco-Lituana, con l'Unione di Lublino del 1569. Il Granducato di Lituania mantenne molti diritti all'interno della confederazione (inclusi il governo separato, l'esercito e l'economia separati) fino alla Costituzione di Maggio della Polonia del 1791.

Le lingue ufficiali del Granducato di Lituania erano il ruteno (indicato anche come Vecchio Bielorusso dai bielorussi e come slavo del governo dai lituani), il latino e il polacco. Fino al 1697, la prima era usata nelle leggi scritte e per la corrispondenza con gli stati orientali; il latino era usato per trattare con gli stati occidentali e nel 1697 il polacco sostituì il ruteno come lingua ufficiale.

Anche se l'uso della lingua lituana nel governo dello stato dopo Vytautas e Jogaila (figli rispettivamente di Kęstutis e Algirdas) è contestabile, si sa che il Re di Polonia e Granduca di Lituania Alessandro I poteva capire e parlare il lituano. Dopo di lui non si hanno prove valide dell'uso della lingua. Inoltre, all'epoca non era presente il nazionalismo, e i nobili che migravano da un posto all'altro si adattavano alla nuova località, adottando la religione e la cultura locali. Quindi, quei nobili lituani che si mossero in aree slave, con le generazioni ne assunsero la cultura. Non esistono informazioni disponibili su quale lingua parlassero questi nobili nella vita quotidiana.

Alla nascita dello stato, i lituani etnici costituivano il 70% della popolazione. Con l'acquisizione di nuovi territori slavi, questa parte scese al 50% e più tardi al 30%. Altre etnie importanti erano gli ebrei e i tatari. Nel periodo del tardo Granducato, gli slavi costituivano la maggioranza, e le lingue slave erano usate per scrivere le leggi. Questo è il motivo per cui il tardo Granducato di Lituania viene spesso definito come una nazione slava, come Polonia, Russia ecc.

Nonostante la fondamentalmente pacifica acquisizione lituana di gran parte dei suoi possedimenti ruteni, il Granducato poteva fare affidamento sulla forza militare se necessario, ed era l'unica potenza dell'Europa Orientale che poteva contrastare efficacemente l'Orda d'Oro. Quando quest'ultima cercò di impedire l'espansione lituana venne spesso respinta. Nel 1333 e nel 1339 i lituani sconfissero grandi forze mongole che cercavano di strappare Smolensk alla sfera d'influenza lituana. Anche quando vittoriosi, i mongoli raramente ebbero il potere per fermare a lungo la Lituania. Ad esempio, una grossa vittoria nel 1399, ritardò solo brevemente il diffondersi del controllo lituano fino al Mar Nero. A causa dell'influenza lituana i mongoli non poterono esercitare il dominio militare sulla Russia nord-occidentale, e in parte per questa ragione Smolensk, Pskov, Novgorod, e Polacak furono alcune delle poche grandi città che non vennero mai depredate dai mongoli.

Dopo il battesimo nel 1252 e l'incoronazione nel 1253 di Re Mindaugas, la Lituania venne riconosciuta come uno stato cristiano fino al 1260, quando Mindaugas sostenne una rivolta nel Kurland e (secondo l'ordine teutonico) rinunciò alla cristianità. Fino al 1387, i nobili lituani professavano una loro religione, che era un credo pagano basato sulla deificazione dei fenomeni naturali. I lituani etnici erano molto devoti alla loro fede. I credi pagani dovevano essere profondamente radicati per sopravvivere alla forte pressione dei missionari e delle potenze straniere. Fino al XVII secolo restarono in vita rituali del vecchio credo, come nutrire le biscie o portare cibo sulle tombe degli antenati. I territori delle odierne Bielorussia e Ucraina, così come i duchi di queste regioni, comunque, erano fermamente cristiani ortodossi (cattolici greci dopo l'Unione di Brest). Anche se le credenze pagane in Lituania erano sufficientemente forti da sopravvivere a secoli di pressioni degli ordini militari e missionari, alla fine soccombettero. Nel 1387, la Lituania si convertì al cattolicesimo, mentre gran parte delle terre rutene rimasero ortodosse. Ci fu un tentativo di polarizzare gli ortodossi dopo l'Unione di Brest nel 1596, col quale i cattolici greci ortodossi riconobbero l'autorità papale e il catechismo cattolico, ma preservarono la liturgia ortodossa.

Una delle più vecchie università dell'Europa Orientale, l'Università di Vilnius, venne fondata da Stefan Batory, Re di Polonia e Granduca di Lituania, nel 1579. Grazie al lavoro dei gesuiti durante la controriforma, l'università si sviluppò ben presto in uno dei più importanti centri scientifici e culturali della regione, e come più importante centro scientifico del Granducato di Lituania.

Secondo alcuni storici (specialmente in Russia), uno degli effetti cruciali del dominio lituano furono le divisioni etniche tra gli abitanti dell'ex Rutenia Kievana. Da questo punto di vista, la creazione del Granducato di Lituania giocò un ruolo importante nella divisione degli slavi orientali. Dopo la conquista mongola della Rutenia, i mongoli tentarono di tenere uniti gli slavi orientali e riuscirono a conquistare gran parte delle terre rutene.

Le tribù prussiane (di origine baltica) stavano attaccando la Masovia, e questo fu il motivo per cui il Duca Corrado di Masovia invitò l'Ordine Teutonico a insediarsi vicino all'area occupata dai prussiani. I combattimenti tra prussiani e Cavalieri Teutonici diedero alle più distanti tribù lituane il tempo di unirsi. A causa dei forti nemici a sud e a nord, lo stato lituano di nuova formazione si concentrò soprattutto sugli sforzi militari e diplomatici di espansione ad est.

Il resto delle ex terre rutene (principati della Bielorussia) si unì al Granducato di Lituania fin dall'inizio, altre terre dell'Ucraina divennero vassalle della Lituania in seguito. La soggiogazione degli slavi orientali da parte di due potenze creò differenze sostanziali che persistono ancora oggi. Secondo questa affermazione, mentre sotto la Rutenia Kievana esistevano sostanziali differenze regionali, fu l'annessione lituana di gran parte della Rutenia meridionale e occidentale che portò alla divisione permanente tra ucraini, bielorussi e russi.

Questa asserzione è altamente controversa, poiché sulle stesse basi si può sostenere che la ragione della creazione di stati russi separati fu data dal fatto che la Moscovia rimase sotto il l'influenza politica e culturale mongola. Da questo punto di vista, la ragione delle divisioni tra gli abitanti della Rutenia fu l'influenza mongola sulla Moscovia, piuttosto che quella lituana su altre parti della Rutenia.

Oltre a ciò, le divisioni etniche e linguistiche tra gli abitanti della Rutenia non vennero iniziate dalle divisioni di quest'area tra mongoli e lituani, e sono più vecchie della creazione del Granducato di Lituania. Infine, fino al XX secolo, le frontiere etniche e linguistiche tra ucraini, bielorussi e russi non coincidevano con alcun confine politico.

A prescindere da quanto detto sopra, la Lituania fu un regno sotto Mindaugas I, che venne incoronato condizionatamente dall'autorità di papa Innocenzo IV nel 1253. Gediminas e Vytautas il Grande assunsero anch'essi il titolo di re, anche se non vennero incoronati. Un tentativo fallito di restarurare il regno venne fatto nel 1918 dal principe tedesco Urich.

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