Little Tony

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Inviato da gort 13/04/2009 @ 22:10

Tags : little tony, musica italiana, musica, cultura

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Little Tony

Little Tony ed Eleonora Brown in un'immagine tratta dal film del 1967 Cuore matto... matto da legare

Little Tony, nome d'arte di Antonio Ciacci (Tivoli, 9 febbraio 1941), è un cantante sammarinese, interprete di numerosi best e long seller come Cuore matto e 24mila baci, cantata in coppia con Celentano e classificatasi seconda al Festival di Sanremo del 1961.

Cittadino della repubblica del Titano – essendo nato da genitori entrambi sammarinesi originari di Chiesanuova – pur avendo quasi sempre vissuto in Italia ed essendo percepito come italiano dai più e tale essendo dal punto di vista etnico, linguistico e musicale, non ne ha mai richiesto la cittadinanza (probabilmente perché avrebbe dovuto ottemperare agli obblighi di leva militare).

Ha iniziato giovanissimo ad interessarsi di musica grazie ad una passione di famiglia che accomunava suo padre Novino, cantante e fisarmonicista, uno zio, Settembrino, chitarrista e i suoi due fratelli, anch'essi musicisti, Enrico, chitarrista, e Alberto, bassista.

Le sue prime pedane sono i ristoranti dei Castelli Romani a cui seguono i locali da ballo, le balere e teatri d'avanspettacolo. Nel 1958, durante uno spettacolo allo Smeraldo di Milano, viene notato da un impresario inglese, Jack Good, che lo convince a partire con i suoi fratelli per l'Inghilterra, dove nascono "Little Tony and his brothers". Gli spettacoli hanno tale successo da indurre Little Tony a rimanere in Inghilterra per diversi anni. È lì che si innamora del Rock'n'roll, una passione che durerà per tutta la vita.

Tra il 1958 e il 1960 incide un notevole numero di dischi singoli come Lucille, Johnny b.good, Shake rattle and roll. Alcune sue canzoni vengono scelte come colonne sonore di alcuni film come Blue monday, Il Gangster cerca moglie, Che tipo rock ed I teddy boys della canzone.

Rientrato in Italia, nel 1961 partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Adriano Celentano. Canta 24 mila baci classificandosi al secondo posto. Sempre nel '61 incide diverse canzoni per i film 5 marines per 100 ragazze, Rocco e le sue sorelle, Nerone '61, La bella americana e Pugni pupe e marinai. Il primo successo discografico è del 1962: Il ragazzo col ciuffo (anni dopo ripreso dai Persiana Jones) porta l'artista nei primi posti della classifica.

Nel '62 partecipa al Cantagiro con il brano So che mi ami ancora, che però non riscuote successo; va meglio l'anno dopo, in cui ottiene il secondo posto con Se insieme ad un altro ti vedrò, scritta da suo fratello Enrico, e incide con successo T'amo e t'amerò già presentata da Peppino Gagliardi; in questo periodo inizia anche la sua carriera di attore, in numerosi musicarelli.

L'anno dopo torna a Sanremo con Quando vedrai la mia ragazza ed ottiene un buon successo estivo con Non aspetto nessuno, portata al Cantagiro, e col retro La fine di agosto. Nel 1965 è semifinalista a Un disco per l'estate con Viene la notte, canzone composta da Gianni Meccia. Il vero trionfo arriva nel '66 quando porta al Cantagiro Riderà. La canzone non vincerà la manifestazione, ma venderà oltre un milione di copie.

L'anno dopo un altro boom: la sanremese Cuore matto (scritta da Totò Savio) arriva prima in classifica e rimane tra i primi posti per 12 settimane consecutive. Questo nuovo successo apre a Little Tony la strada per molti paesi, in Europa e in America del sud. Del '68 è la sua quarta partecipazione al Festival di Sanremo con Un uomo piange solo per amore. Nell'autunno dello stesso anno partecipa a Canzonissima dove lancia Lacrime e La donna di picche.

L'anno successivo inizia con un altro successo sanremese, Bada bambina. Tony fonda una propria etichetta, la "Little Records", con cui esce E diceva che amava me/Nostalgia e nel 1970 c'è il grande successo al Festival di Sanremo con "La spada nel cuore" conquistando un ottimo 5º posto finale, in coppia con Patty Pravo.

Il momento magico sembra però passato anche se gli anni '60 l'hanno proiettato definitivamente nella storia della canzone italiana. Nel 1974 è di nuovo a Sanremo con Cavalli bianchi e a Saint Vincent, semifinalista di Un disco per l'estate con Quando c'eri tu. Nel 1975 incide l'album Tony canta Elvis, in cui rende omaggio al suo maestro interpretandone vari classici. Negli anni successivi parteciperà (sempre con grande successo) essenzialmente a trasmissioni di revival riproponendo un personaggio che il pubblico non ha mai smesso di amare. Negli anni '80, insieme a Bobby Solo e Rosanna Fratello, forma il supergruppo I Robot (dalle loro iniziali) che riscuote un certo successo, presentandosi anche a Sanremo. Nel 2001 si esibisce al Concerto di Primavera tenutosi al Taj Mahal, casinò di Atlantic City, insieme a Mario Merola, Anna Calemme, Mino Reitano. Nel 2003 partecipa di nuovo al Festival con Non si cresce mai in coppia con Bobby Solo. Nel 2004 canta insieme a Gabry Ponte il brano Figli di Pitagora.

Viene colpito da un infarto (che supera brillantemente) il 23 aprile del 2006, durante un concerto tenutosi al "Contessa Banquet Hall" di Ottawa e organizzato per la comunità italo-canadese. Nel 2008 parteciperà di nuovo al Festival di Sanremo col brano Non finisce qui. È stato scelto da SMRTV per presiedere la giuria che ha nominato il rappresentante del Titano all'Eurofestival; successivamente manifesta il desiderio di partecipare nel 2009. Sensibile ai temi sociali e dell'infanzia, nel 2008 ha aderito - insieme ad altri volti noti del mondo dello spettacolo e dell'arte - alla campagna Giù le mani dai bambini, contro la somministrazione disinvolta di psicofarmaci ai minori.

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Adriano Celentano

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Adriano Celentano (Milano, 6 gennaio 1938) è un cantante, attore e conduttore televisivo italiano.

Molto spesso anche autore delle musiche delle sue canzoni (a volte co-autore di musica e testi, anche se li lasciò firmare ad altri), grazie alla sua carriera cinquantennale e ai suoi grandi successi, è considerato uno dei pilastri della musica italiana; grazie al suo carattere si è costruito attorno a lui un personaggio, a dir poco unico nel panorama televisivo italiano; per questo è diventato un emblema e un'icona della società italiana del secondo dopoguerra. Uno dei meriti maggiori che gli viene riconosciuto è quello di essere stato uno dei primi musicisti italiani a capire che qualcosa, nel mondo della musica (e del costume), stava cambiando. Erano gli anni in cui dall'America, sull'onda del boogie-woogie imperante dell'immediato dopoguerra, arrivava un nuovo tipo di musica, sfrenata e di grande appeal soprattutto per i giovani di allora: Celentano capisce che quella è la sua musica.

Adriano Celentano nasce a Milano il 6 gennaio 1938, al numero 14 di via Gluck. I suoi genitori sono pugliesi di Foggia, trasferitisi al nord per lavoro. A Milano Adriano trascorre l'infanzia e l'adolescenza, trasferendosi con la famiglia nel 1951 in via Correnti; anni dopo, da questo trasloco trarrà ispirazione per il testo della canzone Il ragazzo della via Gluck, come ha raccontato il nipote Gino Santercole.

Lasciata la scuola dell'obbligo, svolge diversi lavori, l'ultimo e il più amato è quello di orologiaio che tutt'ora nel tempo libero si diletta a proseguire.

Nello stesso periodo inizia ad interessarsi di musica, in particolare del rock'n'roll, che, come molti altri giovani italiani, inizia a conoscere nel 1955 con l'arrivo in Italia del film Blackboard Jungle, in italiano Il seme della violenza: nella colonna sonora c'è una canzone, intitolata Rock around the clock, cantata da un cantante sconosciuto in Italia, Bill Haley, accompagnato dal suo complesso, i Comets, e Celentano (come altri giovani) rimane folgorato, decidendo di voler anche lui diventare un cantante di rock'n'roll.

Forma di lì a poco un gruppo, i Rock Boys, costituito da quattro suoi amici: i tre fratelli Ratti alla batteria, al basso e alla chitarra (Franco, chitarrista, Marco, il bassista, diventerà in seguito un celebre contrabbassista jazz, oltre che musicista con Ivan Della Mea, mentre Giancarlo, il batterista, entrerà in seguito nel gruppo di Bruno De Filippi ed accompagnerà poi negli anni '70 Giorgio Gaber nei primi spettacoli del teatro canzone) e Ico Cerutti (torinese trasferito da poco a Milano con la famiglia) alla seconda chitarra, ed è con questa formazione che, dopo aver preparato alcuni brani di rock'n'roll americani (a cui Celentano, non sapendo l'inglese, cambia le parole), i Rock Boys debuttano nel 1956 all'Ancora, locale di Milano, per poi passare in breve tempo al Santa Tecla, molto più noto, ma continuando anche ad esibirsi in altri teatri di Milano.

In uno di questi, il teatro Smeraldo, alla fine del 1956, Celentano e i Rock Boys conoscono un complesso di rock'n'roll che arriva da Roma: sono un gruppo di fratelli guidati dal più giovane, il quindicenne Antonio Ciacci, ed uno di essi, il chitarrista Enrico, si mette in evidenza come il più dotato di tecnica musicale (anni dopo, Celentano ritroverà Antonio, diventato nel frattempo Little Tony).

Intanto si è aggiunto ai Rock Boys il pianista Enzo Jannacci proveniente dai Rocky Mountains (il gruppo che accompagna Tony Dallara), e che è stato presentato a Celentano da Pino Sacchetti, saxofonista amico di Jannacci che entra anch'esso nel gruppo. In questi primi spettacoli Celentano mischia alle canzoni intermezzi di cabaret (con l'imitazione di Jerry Lewis) e di ballo: lascia ai musicisti lo spazio per suonare, mentre lui balla in maniera dinoccolata e snodata.

Celentano conosce anche un ballerino, Alberto Longoni, che si esibisce con il nome d'arte di Torquato il Molleggiato (anni dopo diventerà famoso come Jack La Cayenne), e spesso lo porta con il gruppo durante le esibizioni: un giorno, annunciato in cartellone, Longoni non si presenta ad una serata perché bloccato dalla Polizia, e Celentano balla al suo posto, diventando lui Il Molleggiato.

Il coreografo e ballerino Bruno Dossena (che morirà tragicamente in un incidente stradale l'anno dopo) ha l'idea di organizzare un festival del rock and roll italiano a Milano (lo chiama "Primo Festival", evento che fu proseguito senza ballerini a Genova (1958), San Severino Marche (1959), Ancona (1960), Roma (1961), Verona (1962), Bologna (1963) e l'edizione fallimentare di Firenze del '64. Il primo festival si tiene il 18 maggio del 1957 al Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi, e vi partecipano molti gruppi, per lo più milanesi, tra i quali ricordiamo Ghigo Agosti e gli Arrabbiati, Tony Renis, Betty Curtis, Tony Dallara e i Rocky Mountains, Clem Sacco, Giorgio Gaber, Guidone e Little Tony and his brothers; ognuno di essi ha alcuni minuti a disposizione, per presentare tre o quattro canzoni (molto brevi, raramente raggiungono i due minuti di durata). Il festival, denominato Trofeo Oransoda, ha lo scopo di premiare i più grandi ballerini di rock and roll supportati da alcune orchestre e cantanti ospiti presenti alla manifestazione. Vince il trofeo il Dossena Rock Ballett capitanato dal ballerino triplice campione del mondo Bruno Dossena, gruppo acrobatico che fu accompagnato dalla Lambro Jazz Band che all'epoca spopolava all'Arethusa e altri noti locali dell'ambiente meneghino.

È lo stesso Dossena che, nei giorni precedenti, invita Celentano a partecipare con il suo gruppo. A proposito di questa esibizione, sono nate alcune leggende metropolitane, forse per la cattiva memoria di alcuni protagonisti, che vanno smentite: la prima è che, tra i Rock Boys ci fosse anche Luigi Tenco al sax, ma Tenco, in quel periodo, è ancora a Genova, dove suona nel Modern Jazz Group di Mario De Sanctis ( cfr.: Aldo Fegatelli Colonna - Luigi Tenco - edizioni Mondadori, Milano, 2002, pag. 29); solo nel 1958 Tenco si trasferirà a Milano, dove conoscerà Gaber e dove formerà I Cavalieri.

La seconda è che Gaber si fosse esibito suonando nel gruppo di Celentano (mentre invece si esibì con Enzo Jannacci ne il Duo Corsaro e per l'ultima volta alla chitarra con Ghigo Agosti; solo in seguito entrò nei Rock Boys). Inoltre, gli autori del testo di una delle canzoni cantate da Celentano, Ciao ti dirò, siano lo stesso Tenco e Gaber: anche questo non è possibile per i motivi scritti prima, ed inoltre lo stesso autore della musica, Gian Franco Reverberi, ha sempre affermato che il testo fosse di Giorgio Calabrese, che a sua volta ha polemizzato spesso su questo argomento con lo stesso Gaber ( cfr.: Enrico De Angelis - Luigi Tenco-Io sono uno - edizioni Baldini & Castoldi, Milano, 2002, pag. 246).

La terza è che Celentano si fosse aggiudicato il Festival del 1957, quando invece tale manifestazione, riportata sui manifesti dell'epoca come Trofeo Oransoda Rock and Roll, era una gara di ballo di rock and roll acrobatico, dove orchestre e primi urlatori erano esclusivamente ospiti di supporto a coppie di ballerini dilettanti, professionisti e gruppi acrobatici come la Nazionale Francese di ballo, che in finale perse il confronto con il vincitore Dossena Rock Ballet. A fine manifestazione ci fu la maratona finale in pista con tutti i ballerini concorrenti, dopodiché, il triplice campione del Mondo Bruno Dossena, consegnò il trofeo Oransoda nelle mani del suo gruppo acrobatico, costituito dai suoi migliori allievi, tra cui Giancarlo Gatti e Lilli Napoli, premiati nuovamente nel maggio 2008 al Memorial Bruno Dossena di Milano, evento che annualmente celebra la ricorrenza del festival 1957.

Tra il pubblico del festival, è presente il discografico Walter Guertler, che propone a Celentano un contratto discografico per una delle sue etichette, la Music, che infatti pubblicherà nella primavera del 1958 le prime incisioni di Celentano: tutte cover di brani di rock'n'roll americani, usciti su quattro 45 giri (e raccolti in due extended playing) di scarso successo, al punto da diventare delle vere e proprie rarità discografiche.

I giornali del giorno dopo parlarono del nuovo divo Celentano, con note di merito per il gruppo acrobatico Dossena Rock Ballet che sconfisse la Nazionale Francese. La Notte del 19 maggio 1957, nella cronaca riportò presunti incidenti avvenuti al Palaghiaccio, intitolava: "Palazzo del Ghiaccio devastato dal nuovo divo del rock'n'roll", mentre sul Corriere della Sera Giorgio Bocca scrisse un articolo molto duro contro la nuova moda giovanile importata dall'America. Poco prima del festival, vi era stata nei Rock Boys la defezione di Ico Cerutti, che aveva lasciato il gruppo per dedicarsi al jazz (entra infatti nell'orchestra di Franco Cerri con Renato Sellani, e ritornerà in contatto con Celentano anni dopo quando si dedicherà alla carriera di cantante), sostituito da Gino Santercole; subito dopo il festival Cerutti venne imitato da Giancarlo Ratti, anche lui passato al jazz, mentre un altro dei fratelli, il chitarrista, si ritira dalla musica; i due vengono sostituiti dal batterista Flavio Carraresi (fiorentino, anche lui di formazione jazz) e da Gaber, portato nel gruppo dall'amico Jannacci.

Ma il 1957 è un anno importante per Celentano anche per un altro motivo: conosce infatti Miki Del Prete, che negli anni diventerà uno dei suoi più preziosi collaboratori, nonché spesso autore di testi. Del Prete è pugliese come Celentano, figlio del calciatore del Bari Mario Del Prete, e si è trasferito in Lombardia quando il padre è stato ceduto al Como; amico di Dossena, è anche lui un ballerino di rock'n'roll, e l'amicizia tra Del Prete e Celentano nasce quando Miki riesce ad organizzare due settimane di ingaggio per il vincitore del Festival del Rock'n'Roll italiano nell'estate del 1957, una al Morgana di Sanremo ed una al Muretto di Alassio. Celentano e i Rock Boys cantano gratis, in cambio di due settimane di villeggiatura pagata, e da quel momento nasce l'amicizia tra i due tutt'ora reciproca.

Come abbiamo ricordato, nel 1958 la Music pubblica i primi 45 giri di Celentano: per il momento Guertler preferisce che il cantante incida cover di rock'n'roll americani (Rip it up, Jailhouse rock, Tutti frutti e Blueberry hill tra gli altri), tralasciando le sue composizioni in italiano: ma, visto il successo pressoché nullo di questi quattro 45 giri, Guertler decide di dirottare il cantante alla sua nuova etichetta, la Jolly, e di consentirgli di incidere anche brani in italiano: i primi (Buonasera signorina e La febbre dell'hoola hop) sono inseriti come lati B di brani ancora in inglese, ma finalmente nel gennaio del 1959 viene pubblicata Ciao ti dirò, la canzone con cui ha vinto il festival del rock'n'roll italiano (ormai due anni prima); da ricordare che a novembre del 1958 la canzone è già stata pubblicata dalla Dischi Ricordi nell'interpretazione di Giorgio Gaber, e che presto seguiranno altre incisioni da parte di Ricky Gianco, Guidone ed altri interpreti.

Il disco che però riscuote successo è il seguente, Il ribelle, che è anche il primo brano pubblicato scritto da Celentano (per la musica); successo replicato nell'estate da Il tuo bacio è come un rock, brano con cui il 13 luglio 1959 Celentano vince il Festival di Ancona e che vende, nella prima settimana, ben 300.000 copie (come riportano i dati di Musica e dischi di quell'anno).

In questo disco suona, per l'ultima volta, la chitarra ritmica Giorgio Gaber: infatti sia per la sua attività da solista che per quella in duo con Jannacci (i due hanno iniziato ad incidere insieme con lo pseudonimo I Due Corsari) Gaber dedide di abbandonare i Rock Boys, imitato sia dal batterista Carraresi che dai due fratelli Ratti (i tre si dedicheranno al jazz, ma Carraresi avrà anche una certa fortuna negli anni sessanta come cantante e, in seguito, come autore di sigle di cartoni animati giapponesi).

Celentano (che, comunque, in sala di registrazione spesso si affida ai musicisti della Jolly) deve quindi trovare un nuovo gruppo di accompagnamento per i concerti: ingaggia quindi un giovane batterista mantovano, Gianni Dall'Aglio (soprannominato Cocaina perché i genitori gestiscono una drogheria), che suona negli Original Quartet, e con Jannacci alle tastiere, suo nipote Gino Santercole alla chitarra e Domenico Pasquadibisceglie detto Dino al basso e Giorgio Benacchio (nei dischi dell'epoca a volte il cognome è scritto Bennacchio) alla seconda chitarra forma I Ribelli.

Il debutto con il nuovo gruppo avviene a metà settembre, al Festival dell'Avanti al parco Ravizza di Milano, dove viene proposto il nuovo singolo Teddy girl (il cui testo è di un altro personaggio fondamentale per la storia di Celentano, Luciano Beretta): il pubblico apprezza i nuovi musicisti, in particolar modo il batterista bambino (che anticipa di un decennio Michael Shrieve).

L'attività musicale ha però uno stop forzato di un mese: il 22 settembre infatti Celentano ha un incidente automobilistico, alle due di notte, dopo essersi esibito in un locale a Rivarolo Re: è in compagnia della fidanzata Milena Cantù, del fratello di lei Eugenio Cantù e di sua nipote Evelina Santercole quando, a Casalmaggiore, la macchina sbanda e finisce in un fossato; Celentano subisce una contusione toracica e una frattura di una costola, e i medici gli prescrivono un mese di riposo. Nello stesso anno si ha la prima collaborazione tra Celentano e Mina: la Tigre di Cremona incide infatti un 45 giri con la canzone Vorrei sapere perché, un rock'n'roll scritto per lei dal Molleggiato (con il testo della stessa coppia di Il tuo bacio è come un rock, cioè Piero Vivarelli e Lucio Fulci).

Infine, sempre nel 1959 Celentano gira il primo film di successo, I ragazzi del Juke-Box con la regia di Lucio Fulci (l'anno precedente ha fatto una prima apparizione in I frenetici): il titolo è quello della canzone sul retro di Il tuo bacio è come un rock, e tra gli interpreti di quello che è, a tutti gli effetti, un musicarello ante-litteram, sono da ricordare Fred Buscaglione, Betty Curtis e Tony Dallara.

Finalmente, alla fine di marzo del 1960, dopo due anni di contratto, Guertler decide di pubblicare il primo 33 giri di Celentano, intitolato Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra: il disco racchiude alcuni brani già pubblicati su 45 giri (come Il tuo bacio è come un rock), e gli unici due inediti, Personality e Il mondo gira, sono pubblicati su singolo contemporaneamente.

Dello stesso periodo è anche un disco inciso in coppia con la cantante Anita Traversi, contenente le canzoni Piccola e Ritorna lo shimmy. Il 1960 è anche l'anno della partecipazione al film La dolce vita di Federico Fellini, che chiede al Molleggiato di interpretare una sua canzone in una scena ambientata in un locale romano: Adriano, con i Campanino, canta Ready teddy, e la sua interpretazione viene apprezzata in modo particolare dal regista.

Il 30 novembre viene pubblicato Furore, il secondo album di Celentano, che contiene due inediti che non verranno stampati su 45 giri, se non quando l'artista abbandonerà la Jolly (Serafino campanaro, noto anche nell'interpretazione di Mina, e Hei Stella, inciso anche da I Due Corsari).

Poche settimane l'uscita del disco, Celentano deve partire per il servizio militare: il CAR lo effettua a Casale Monferrato, dopodiché viene mandato a Torino nella caserma Morelli di Popolo di corso Unione Sovietica, dove tra i suoi commilitoni c'è un giovane tastierista, Mariano Detto, con cui lega particolarmente (e che coinvolgerà, terminata la naja, nella sua attività musicale). A febbraio del 1961 Celentano deve partecipare al Festival di Sanremo, ma è militare: c'è bisogno di una dispensa speciale, che viene firmata dall'allora ministro della difesa, Giulio Andreotti.

Al festival Adriano ritrova il vecchio amico Little Tony, ed è in coppia con lui che presenta Ventiquattromila baci (canzone che, come Il tuo bacio è come un rock, è stata scritta da Pietro Vivarelli e Lucio Fulci su una musica di Celentano); Adriano scandalizza il pubblico voltandogli le spalle, e girandosi solo dopo il cambio di tempo dell'orchestra, ma la sua "Ventiquattromila baci" arriva seconda (vince Al di là, cantata da Luciano Tajoli e Betty Curtis), pur vendendo nelle settimane successive mezzo milione di copie.

Altro successo di quell'anno è Nata per me presentata a Canzonissima 1961 ove si classifica al secondo posto (dopo "Bambina bambina" di Tony Dallara), canzone con cui Celentano si allontana dal rock per accostarsi ad un filone più melodico. Nel frattempo, a maggio, ha vinto il premio La Stella d'Oro, che dovrebbe ritirare (insieme a Claudio Villa): ma proprio in quel periodo viene condannato a cinque giorni di prigione per "libera uscita arbitraria".

È questo il titolo di una canzone di Giorgio Gaber del 1968, dove il cantautore descrive, in maniera ironica, la fine ingloriosa (tra avvocati e citazioni in tribunale) dell'esperienza del Clan, una delle idee di Celentano che, passando poi dalla fase progettuale alla messa in pratica, si sono rivelate difficili da realizzare.

Il Clan Celentano nasce dall'esigenza di liberarsi dalle imposizioni che la Jolly fa al cantante, da un lato continuando a pubblicare 45 giri, a volte riciclando le stesse canzoni (nel 1962, ad esempio, stampano nuovamente 24000 baci con sul retro Il tuo bacio è come un rock) o impedendogli di usare i musicisti con cui suona abitualmente dal vivo nei dischi; confrontandosi con Ricky Gianco (che vive problemi analoghi alla Ricordi) e con altri amici come Memo Dittongo, Beretta e Del Prete, finalmente Celentano decide di creare una nuova etichetta discografica, che coinvolga i suoi amici musicisti e che scopra anche nuovi talenti, ispirandosi in una certa misura al Rat Pack di Frank Sinatra.

Il primo maggio 1962 viene pubblicata "Stai lontana da me" (musica di Bacharach, testo di Mogol), canzone con cui nasce ufficialmente il Clan Celentano, e con cui Celentano partecipa al Cantagiro; in questa manifestazione, pur in testa, si ritira a causa di un presunto incidente al piede e salta alcune tappe ma, nonostante ciò, vince ugualmente, e la vittoria contribuisce al successo del 45 giri (disco tris che contiene anche Sei rimasta sola e Amami baciami), che vende un milione e trecentomila copie.

Il Clan è molto più di una casa discografica: è una sorta di comune artistica in cui Celentano, che in quel periodo vende centinaia di migliaia di copie per ogni 45 giri, riunisce parenti (come il nipote Gino Santercole o la fidanzata dell'epoca Milena Cantù) e vecchi amici come Ricky Gianco, Miki Del Prete, Luciano Beretta, i Ribelli, Detto Mariano.

Contemporaneamente si dedica alla ricerca di nuovi talenti: ricontatta il vecchio amico e compagno nei Rock Boys, Ico Cerruti, che incide alcuni 45 giri, chiama il suo amico conosciuto durante il servizio militare, Detto Mariano, come arrangiatore ufficiale, e mette sotto contratto giovani sconosciuti come Don Backy, Pilade, Natale Massara, Ugolino; spesso questi artisti vengono fatti incidere con pseudonimi (Don Backy si chiama in realtà Aldo Caponi, Pilade è Lorenzo Pilat, Ugolino si chiama Guido Lamberti), e anche Gianco, finché incideva per la Ricordi, usava il suo vero cognome (Ricky Sanna).

La Jolly non accetta però la decisione di Celentano, e se da un lato lo denuncia per inadempienze contrattuali e rottura del contratto stesso (chiedendogli un risarcimento di 495 milioni di lire, poiché il contratto sarebbe scaduto il 30 aprile del 1962), da un altro continua a pubblicare su 45 giri canzoni che l'artista aveva registrato ma che erano rimaste inedite, facendo così concorrenza alle pubblicazioni del Clan: così, pochi giorni prima di Stai lontana da me viene pubblicato "Veleno" un 45 giri con etichetta Caramba (lo stesso nome che Celentano voleva dare alla sua casa discografica) seguito da Si è spento il sole, brano sullo stile di Frankie Laine che riscuote un buon successo, tra Pregherò e Il tangaccio la Jolly diffonde nei negozi A New Orleans, e stampa e distribuisce addirittura un LP con alcuni 45 giri e qualche inedito.

La causa con la Jolly terminerà solo nel marzo del 1965, con la vittoria del Molleggiato che verrà quindi assolto dall'accusa e non dovrà pagare alcuna penale. L'esperienza del Clan dura però appena sei anni, uccisa dagli atteggiamenti dispotici del leader, da infiniti problemi contrattuali e anche dalle ambizioni di successo personale dei singoli artisti: in alcuni casi come Ricky Gianco o i Ribelli il distacco è indolore, mentre in altri si accompagna a processi e sentenze, ed è questo il caso di Don Backy. Da questo momento il Clan di fatto (tranne pochissime eccezioni) si limita a distribuire i dischi di Celentano.

Anche durante il periodo del Clan i successi continuano: nel 1962 vince il Cantagiro con "Stai lontana da me", seguita dall'incisione di Pregherò (versione italiana di Stand by me di Ben E. King, ma stranamente firmata da Gianco e Don Backy): è il suo primo testo che affronta tematiche religiose, che presto diventeranno una consuetudine (nel giro di 3 anni incide Ciao ragazzi e Chi era lui).

Nello stesso anno, in ottobre, Celentano suona per una settimana intera all'Olympia di Parigi: si reca nella capitale francese con I Ribelli in treno, per la sua nota paura di volare (che nel 1964 gli farà rifiutare la proposta di un tour negli Stati Uniti fattagli da Frank Sinatra per lanciare un 45 giri con Il tangaccio e Sabato triste); torna nuovamente all'Olympia nel maggio dell'anno successivo.

Il 1963 è l'anno di Grazie, prego, scusi e di Sabato triste, il 1964 invece di Il problema più importante e il 1965 di Sono un simpatico, tutte canzoni diventate dei classici. Nel 1966, dopo cinque anni, Celentano decide di tornare al Festival di Sanremo: la canzone, Il ragazzo della via Gluck, presentata in coppia con Il Trio del Clan (composto da Pilade, Cerutti e Santercole), si classifica agli ultimi posti, non riuscendo a qualificarsi per la serata finale: avrà però un clamoroso successo di vendite, diventando (insieme ad Azzurro) la sua canzone per eccellenza, anche per il testo di Del Prete e Beretta, che racconta molti particolari dell'infanzia e dell'adolescenza di Celentano, ed affrontando per la prima volta il tema dell'ecologia e della speculazione edilizia, che da qui in avanti diventerà uno degli argomenti cardine del cantante.

Due curiosità: Celentano in realtà avrebbe dovuto partecipare al festival con un'altra canzone, Nessuno mi può giudicare, di cui registrò anche il provino (pubblicato solo recentemente nella raccolta "Il cuore la voce" del 2001): ma non convinto del risultato, optò per Il ragazzo della via Gluck; a questa canzone, qualche mese dopo, l'amico Giorgio Gaber diede una risposta, in una canzone il cui protagonista cercava una casa per andare ad abitare con la sua sposa e non la trovava, perché a causa del piano verde della città abbattono tutte le case per creare dei prati (è la spiritosa La risposta al ragazzo della via Gluck).

Il ragazzo della via Gluck suscitò l'interesse di Pier Paolo Pasolini che progettò di trarre un film dal racconto della canzone, per sviluppare l'aspetto della civiltà urbana che stava distruggendo la cultura contadina. Il regista e Celentano (che doveva recitare ovviamente da protagonista nel film) si incontrarono spesso; il progetto, però, non andò in porto.

Mondo in mi 7a, di pochi mesi successiva, continua questo filone a metà tra la protesta e la predica: scagliandosi contro i vari mali del secolo (tra cui un profetico, per i tempi, C'è persino corruzione dove c'è lo sport), Celentano ha qui l'idea di abbinare al testo di Mogol, Beretta e Del Prete una melodia basata su un giro armonico costituito da un solo accordo, appunto il mi 7a: l'effetto è senza dubbio particolare, e l'abilità di Detto Mariano nel creare l'arrangiamento fa di questa canzone un altro evergreen.

Nel frattempo è entrato nel Clan come autore (presentato da Roby Matano de I Campioni) un giovane avvocato astigiano, Paolo Conte: il suo debutto per Celentano si ha nel 1966 con la canzone inserita come retro di Il ragazzo della via Gluck, intitolata Chi era Lui (il testo di Mogol e Del Prete parla di Gesù), con le tipiche atmosfere pianistiche che in seguito identificheranno le canzoni di Conte.

L'avvocato scrive poi (in collaborazione con il maestro Michele Virano, suo concittadino) le musiche dei due successi degli anni successivi: il primo è La coppia più bella del mondo del 1967, dove il testo di Beretta e Del Prete elogia il matrimonio e la vita di coppia con gli ormai consueti toni predicatori (che si attirano le accuse di antidivorzismo), mentre la musica si trasforma da un'introduzione lenta ad un valzerone da balera.

Il secondo brano, del 1968, è Azzurro: qui la musica, non definibile (non è un rock, non è un lento, non è una ballata, non è un liscio) e senza dubbio originale, si abbina ad un testo che Vito Pallavicini pare aver scritto su misura per Celentano, in quanto racchiude tutte le sue tematiche (dall'amore all'ecologia alla religione) unite dalla cornice del celebre ritornello.

Una canzone che ha avuto un'infinità di versioni, tra cui forse la più strana è quella contenuta nel divertentissimo (e censuratissimo) film di Renzo Arbore del 1980, Il Pap'occhio, dove un fantomatico coro, la Premiata Fabbrica Il Pernacchio, la esegue a bocca chiusa con svariati pernacchi nei momenti più topici della melodia.

Il tono da predicatore ritorna in Tre passi avanti, Torno sui miei passi e, soprattutto, in Chi non lavora non fa l'amore (prima classificata al Festival di Sanremo 1970) che, pur portandolo costantemente in testa alle classifiche, lo rendono insopportabile a parte del pubblico dei giovanissimi (sono gli anni della contestazione giovanile) che lo bollano come reazionario e sorpassato (queste le accuse dei giornali giovanili di quel periodo, come Ciao amici o Big).

In particolare la canzone presentata al Festival viene vista come un inno al crumiraggio anche se, analizzando il testo della canzone, si può notare come il protagonista della canzone rivolgendosi al padrone gli faccia presente il disagio che si vive in famiglia a causa dei problemi salariali; ma le polemiche ebbero la meglio sulle analisi. Celentano però non se ne cura e ai successi in ambito musicale inizia ad affiancare quelli in ambito cinematografico.

Claudia Mori, nome d'arte di Claudia Moroni, attrice e cantante romana, incontra Celentano sul set di Uno strano tipo; e da quel momento i due formano una coppia ancor oggi indissolubile. Nel 1964 si sposano in gran segreto di notte, nella chiesa di San Francesco a Grosseto. Dal matrimonio nascono tre figli: Rosita nel 1965, Giacomo nel 1966, Rosalinda nel 1968. Nel 2006 Giacomo e sua moglie Katia danno alla luce Samuele, attualmente l'unico nipotino di Adriano.

Nella prima metà degli anni ottanta il matrimonio attraversa un periodo di crisi: per qualche anno i due vivono separati e si mormorano notizie di divorzio imminente. Nel 1985 i due si ritrovano proprio sul set di Joan Lui e la crisi sembra ormai acqua passata.

Dal 1991 Claudia Mori è amministratore delegato della casa discografica di famiglia, la Clan Celentano srl. Ricordiamo alcuni suoi successi discografici come: Non succederà più, Stringimi a te, La coppia più bella del mondo (duetti con il marito), Non guardarmi, Quello che ti dico, 30 donne del West, Buona sera dottore, Un'altra volta chiudi la porta, Che scherzo mi fai, Il principe.

Parteciperà in numerosi film del marito, ma dal 1994 si dedicherà completamente all'amministrazione del Clan, succedendo al fratello di Adriano, Alessandro Celentano.

In ambito musicale, i primi anni settanta vedono Adriano quasi costantemente in classifica con brani come Viola (che anni dopo verrà interpretata in duetto con Ivano Fossati) Sotto le lenzuola (ultima canzone con la quale partecipa al Festival di San Remo nel 1971), ed Er più, scritta da Carlo Rustichelli e contenuta nella colonna sonora dell'omonimo film.

Il 1972 è l'anno di un nuovo successo ecologista, Un albero di trenta piani, in cui Celentano attacca la speculazione edilizia e l'inquinamento, prendendosela in particolare, nel finale della canzone, con il grattacielo Pirelli di Milano (che ha, appunto, trenta piani); tradotta in spagnolo con il titolo ''Un arbòl de 30 pisos (sul retro vi è Ready teddy) ottiene molto successo anche sul mercato iberico e latinoamericano.

La canzone è contenuta in un LP, I mali del secolo, dove ogni traccia affronta un problema sociale (dalla droga alla crisi della famiglia); al disco collabora come corista Giuni Russo.

Ma è con Prisencolinensinainciusol, pubblicato il 3 novembre del 1972, uno stranissimo brano in lingua "celentanesca", cantato con suoni sconclusionati pseudo-inglesi che conquista un primato mondiale: la canzone, infatti (considerata da Celentano il primo rap italiano, il seme del rap, come ha definito la canzone in un rifacimento del 1994), entra in classifica negli Stati Uniti (al settantesimo posto) prima che in Italia , cosa più unica che rara per un cantante italiano.

Celentano motiva il testo della canzone sostenendo che «avendo appena inciso un album di canzoni che volevano dire qualcosa, avevo voglia di fare qualcosa che non volesse dire nulla». In Italia il successo non arriva subito, ci vorrà del tempo, quando la canzone diventerà sigla del programma radiofonico Gran Varietà riscontrerà un enorme successo anche in Italia. Prisencolinensinainciusol è stata reinterpretata dal Molleggiato in una puntata del programma Francamente me ne infischio in coppia con Manu Chao e Piero Pelù.

Nel 1973 Celentano annuncia la sua partecipazione al Festival di Sanremo, con il brano L'unica chance (canzone che anticipa di 30 anni i dibattiti sui cibi transgenici): ma all'ultimo momento il cantante accusa una gastrite (secondo la versione ufficiale), e dà forfait, ma nel telegramma che spedisce agli organizzatori aggiunge anche che forse a fargli venire la gastrite è stato il modo in cui sono stati trattati alcuni cantanti popolari esclusi dalla gara, e conclude il telegramma scusandosi se questo festival sarà più pallido del solito per la mancanza della sua presenza.

Il brano musicalmente è un rock-blues, ma riscuote meno successo di altri, al contrario del 45 giri del 1974, Bellissima che, come si deduce dal testo, è una canzone d'amore. Torna alle tematiche sociali nel 1976 con Svalutation, analisi della situazione italiana dell'epoca (sono gli anni dell'austerity e della nascita del terrorismo) a tempo di rock, con la chitarra di Santercole in evidenza; la canzone è stata reinterpretata dal Molleggiato in una puntata del programma Francamente me ne infischio in coppia con Piero Pelù.

Il 1977 è l'anno del ritorno di Celentano in tour, dopo sei anni dall'ultima serie di concerti, per sette date negli stadi (primo in Italia a usarli a tale scopo), di cui una, quella allo stadio Manuzzi di Cesena, viene registrata per un disco dal vivo che esce solo due anni dopo (Me, live!; tra i musicisti che lo accompagnano da ricordare Gianni Dall'Aglio alla batteria e Alberto Radius alle chitarre.

Dopo altri successi, Ti avrò nel 1978 e Soli nel 1979 (quest'ultima con la musica scritta da Toto Cutugno, l'inizio di successive collaborazioni), con l'occasione dell'uscita del disco dal vivo effettua nuovamente un tour negli stadi, a soli due anni di distanza dal precedente, in cui batte alcuni record di presenza (45.000 persone al Comunale di Torino, 65.000 al San Paolo di Napoli e 50.000 allo stadio di Rimini).

Alla fine del decennio però, come Mina, anche Celentano decide di chiudere con i concerti: fino al 1994 (anno del tour europeo) non effettuerà più tournée.

Nel 1982 pubblica un libro autobiografico con la collaborazione di Ludovica Ripa di Meana: "Il paradiso è un cavallo bianco che non suda mai". Celentano continua a incidere regolarmente pur essendo sempre più impegnato con il cinema (scala le vette di incassi con film come Bingo Bongo, Il bisbetico domato, Asso).

Incide due album-cover ("I miei americani..." e "I miei americani 2") in cui ripropone in versione italiana canzoni ultra famose americane come Susanna, Questo vecchio pazzo mondo (Eve of distruction), Il contadino (Hold on, I'm coming), Sei nel mio destino (You are my destiny) e tante altre. I due album riscuotono un discreto successo con circa mezzo milione di copie vendute a testa.

In tv Celentano si renderà protagonista per il suo "Fantastico 8 ", dando il suo tocco personale al programma-culto della Rai che si occupava della Lotteria. Il programma è accompagnato dall'album La pubblica ottusità. Tra una frecciata e l'altra e le famigerate "pause" (volute, o dovute a un'amnesia?) spazza via tutti i record di audience. Memorabile il suo monologo contro la caccia in cui si definisce "Figlio della foca" (nome di un futuro fans club ufficiale del cantante, ma chiuso tempo dopo) e nel quale invita gli spettatori a scrivere sulle schede referendarie quella frase, non sapendo che così le schede si sarebbero annullate.

Per questo motivo verrà processato e successivamente assolto.

Dal 1987 al 1990 Adriano non produce album. Nel 1992 è nelle sale quello che poi sarà il suo ultimo film (Jackpot) e che risulterà un flop memorabile, criticato persino dallo stesso Celentano (da notare come nel suo sito ufficiale, alla voce "filmografia" questo film non appaia).

Nel 1991 torna con un album intitolato "Il re degli ignoranti" insieme all'omonimo libro. L'album riscuote un ottimo successo con circa mezzo milione di copie vendute ma non è tra i più ricordati del cantante. All'interno dell'album alcune perle della sua discografia quali "Fuoco" e "La Terza Guerra Mondiale" Nello stesso anno conduce una serata su RaiUno, "Notte Rock", dove si sottopone alle domande del pubblico e di Enzo Biagi.

Nel 1992 è in tv con una sua trasmissione dopo 4 anni da Fantastico con Svalutation, andata in onda in due puntate su Rai 3 e condotta assieme a Bruno Gambarotta.

Nel 1994 torna con un album molto particolare: "Quel Punto". Il testo dell'omonima canzone è fortemente criticato per via del tema trattato (femminilità in pericolo a causa dei transessuali). L'album viene ritirato dal mercato per problemi di copyright dopo poche settimane per la presenza di una versione alternativa del brano "Uh..Uh.." L'album verrà immesso nuovamente sul mercato con la versione originale della canzone simile a quella pubblicata nel 1982.

Il 1994 è tuttavia anche l'anno del suo ritorno al "live": parte un tour italiano/europeo con tappa nelle più grandi capitali d'Europa, dove viene sempre registrato il tutto esaurito. L'ultima tappa è a Milano e viene trasmessa in diretta dalla Rai e seguita da quasi 8 milioni di spettatori. A tutt'oggi (2008) è il suo ultimo tour.

Nel 1996 produce l'album "Arrivano gli uomini" con tanto di videoclip mandato in onda su Rai Uno. L'album non supera le 150.000 copie vendute nonostante il battage pubblicitario.

Nel 1997 Celentano si esibisce davanti a Papa Giovanni Paolo II in occasione del concerto per il Meeting Eucaristico di Bologna, rispolverando per l'occasione anche dei suoi vecchi brani come: Pregherò, cover dell'americana Stand by me di Ben E. King, "Disse" e "Ciao ragazzi".

Nel 1998, mentre prepara il suo ritorno in tv, le sue sorti discografiche sempre più in calo cambiano radicalmente. Incide infatti un album con Mina, altra grande cantante e amica di sempre, che assieme a lui mosse i primi passi nel mondo della musica leggera: il disco ha un enorme successo con 1.600.000 copie vendute, spopolando nelle radio con i duetti Acqua e sale e con Che t'aggia di', canzone in dialetto pugliese accompagnata da un videoclip a cartoon (Adriano e Mina appaiono come paperi così come nella copertina dell'album) mandato in onda su RaiUno.

L'anno dopo, con Mogol e Gianni Bella, realizza l'altrettanto fortunato "Io non so parlar d'amore" (oltre 2.000.000 di copie) che è considerato da molti l'album della "rinascita" artistica di Adriano nel grande pubblico. L'album contiene canzoni come Gelosia, L'emozione non ha voce, L'arcobaleno scritta da Mogol e dedicata a Lucio Battisti e Senza amore del giovane Carlo Mazzoni che diventano ben presto veri tormentoni e trasportano questo album per tantissimo tempo ai vertici della hit parade italiana.

Adriano "rafforza" il successo con uno show su RaiUno in 4 puntate, "Francamente me ne infischio" affiancato da Francesca Neri. Tra gli autori del programma c'è anche il caro amico Miki Del Prete e tra gli ospiti apparsi in trasmissione ricordiamo: Teo Teocoli, Ligabue, Manu Chao, Compay Segundo, Jovanotti, Piero Pelù, Tom Jones, Joe Cocker, David Bowie (che definisce Adriano "un idiota"), Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Nada, Max Pezzali e tanti altri.

Lo show è spesso interrotto da filmati-shock preparati dallo stesso Adriano. Filmati che parlano di tematiche forti e anche "scomode", se vogliamo. Il programma verrà premiato con la Rosa d'Argento al prestigioso festival "La Rose d'Or de Montreux".

Gli ascolti sono altissimi, dopo quasi 8 anni da "Svalutation" (show televisivo su Rai Tre in onda per 2 puntate nel 1992), con punte di oltre 13.000.000 di spettatori (Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 280).

Da ricordare che nel 1997 Celentano e la Rai avevano trovato un accordo per mandare in onda uno show intitolato "Il conduttore" ma che poi si arenò per problemi contrattuali tra le due parti.

Nel 2000, con lo stesso team, pubblica "Esco di rado e parlo ancora meno", altro grande successo (1.800.000 copie) (Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 236).

L'album contiene una canzone scritta da Ivano Fossati dal titolo Io sono un uomo libero che sembra essere un manifesto per Celentano e un duetto con Nada nell'interpretazione di una struggente canzone dal titolo Il figlio del dolore scritta dallo stesso Adriano che narra la storia di uno stupro durante una guerra.

Il singolo di lancio è Per averti, grande successo radiofonico mentre la canzone Tir sarà la sigla di chiusura del contestatissimo show 125 milioni di caz..te, dell'anno seguente. Nel team degli autori è presente anche il caro amico Miky Del Prete e i monologhi di Celentano, che spaziano dalle critiche a Bruno Vespa, Maurizio Costanzo e Fabio Fazio alla legge del "silenzio-assenso" in merito alla donazione degli organi, destano grandissime polemiche.

Tra gli ospiti ricordiamo: Enzo Jannacci, Antonio Albanese, Giuliano Ferrara, Dario Fo, Giorgio Gaber (sua ultima apparizione televisiva), Giorgio Panariello, i Lunapop, Shaggy (con lo spassoso sketch su sedia a rotelle: Celentano è ingessato ad una gamba a causa di una caduta durante uno sketch con Dario Fo nelle puntate precedenti), Carmen Consoli, Giorgia, Marco Masini, Fiorello.

Nel 2002 è la volta di "Per sempre", il terzo album consecutivo elaborato con il team Mogol-Bella. I dati di vendita sfiorano il milione di copie. L'album non è accompagnato da nessuno show televisivo ma è traghettato per tutto l'anno da tre singoli (Confessa, Mi fa male e Per sempre) che restano in classifica per molto tempo.

Da notare la collaborazione con il prestigioso pianista Chick Corea che sfoggia la sua bravura nei brani "Per sempre" e "Radio Chick", ultima traccia dell'album che vuole essere uno spazio tutto per il pianista.

L'album contiene due chicche: una canzone "sociale" intitolata "I passi che facciamo" del giovane Gino De Crescenzo detto Pacifico e una ballata scritta da Francesco Guccini intitolata "Vite".

È uscito anche in versione cd+dvd nella quale si possono vedere i video di alcune canzoni dell'album più il live de "Il ragazzo della via Gluck" al concerto di Berlino del 1994.

Nel 2004 è la volta di "C'è sempre un motivo", album molto elaborato dove è presente un inedito di Fabrizio De André e un duetto in lingua creola con Cesaria Evora, esponente di spicco della musica di Capo Verde che ripropone "Il ragazzo della via Gluck" con testo e arrangiamenti tipicamente capoverdiani.

È un album particolare in cui Celentano si esibisce in canzoni molto diverse tra loro che toccano più generi musicali, dal melodico al rock per arrivare al jazz.

L'album torna nel 2005 in versione DualDisc (da un lato musica e dall'altro dvd, primo artista in Italia a usare questa tecnologia) con l'aggiunta di un singolo scritto da Paolo Conte, 37 anni dopo Azzurro, dal titolo: L'indiano, una canzone che non decolla in termini di successo ma che vuole essere un "manifesto" Celentanesco sulla libertà di parola e di pensiero, argomenti base del programma tv RockPolitik dello stesso anno e per la quale la canzone funge da sigla finale dello show.

Il 20 ottobre 2005 va in onda su RaiUno lo show televisivo Rockpolitik. Come d'abitudine, Celentano pretende dalla Rai "carta bianca" sui testi e sull'intero progetto, cosa che la tv pubblica non intende concedere. Dopo varie vicissitudini tirate avanti per un anno (tutto partì nel dicembre del 2004) e interventi legali, il programma prende il via dopo l'autosospensione provvisoria del direttore di rete Fabrizio Del Noce.

Lo show segna un grande successo in termini di share con una media del 46% nelle 4 puntate . Il picco massimo in termini di ascoltatori si è avuto con Roberto Benigni nella 2° puntata con oltre 16 milioni di persone, nell'esilarante sketch della "lettera a Silvio Berlusconi" che si rifà al più celebre sketch di Totò e Peppino nel film Totò, Peppino e la malafemmina. Altrettanto fortunato è stato l'inedito duetto con Eros Ramazzotti nell'interpretazione de Il ragazzo della via Gluck con quasi il 70% di share. Da ricordare anche altri ospiti illustri come Gérard Depardieu, Valentino Rossi, Franco Battiato, Riccardo Cocciante, Patti Smith, Luciano Ligabue e Loredana Bertè (che con Celentano canta "Impazzivo per te"), Eurythmics e Carlos Santana.

Il 20 novembre 2006 esce un libro omonimo scritto da Celentano e da Mariuccia Ciotta che racconta tutta la storia (e qualche retroscena) del programma.

Il 10 novembre 2006, Celentano lancia una raccolta (cofanetto in tre cd) che raccoglie 42 canzoni dal 1957 a oggi. Da notare la presenza di canzoni come "Miseria nera" e "L'unica chance" che non saranno tra le più famose del "molleggiato" ma che trattano temi di straordinaria attualità pur essendo tra le più vecchie del suo repertorio.

Nella raccolta è presente anche l'inedito duetto con Paul Anka nel rifacimento della canzone "Diana"...diventata ora "Oh Diana" con testo in italiano di Mogol e dello stesso Celentano. La raccolta riscontra subito un discreto successo di pubblico: il disco si piazza al terzo posto della classifica FIMI nella prima settimana per poi militare per quasi tre mesi nella top ten italiana.

Secondo la rivista Rolling Stone la raccolta ha venduto 500.000 copie.

Il 2 dicembre 2006 Adriano è ospitato su Rai Tre nel salottino di Fabio Fazio, Che tempo che fa per un'intervista, evento più unico che raro data la scarsa disponibilità del cantante per questo genere di cose. Anche questa volta è un gran successo di ascolti: la terza rete Rai totalizza 6.200.000 di contatti (come riportato nei dati Auditel, riportati nei quotidiani dei giorni successivi).

Il 23 novembre 2007 pubblica "Dormi amore, la situazione non è buona", un album che porta in copertina un ritratto di Adriano da boxeur disegnato da Wainer Vaccari. Come di consueto, ormai, il duo Mogol e Gianni Bella fa da padrone nel cd con 5 canzoni su 10 (più un Extra, una sorta di mix dell'album), ma le altre canzoni portano firme di Jovanotti, Neffa, Francesco Tricarico, Vincenzo Cerami e Carmen Consoli e un brano inedito di Domenico Modugno risalente al 1974, Ragazzo del sud. L'album è anticipato il 5 novembre dal singolo "Hai bucato la mia vita" che riscuote notevole successo nel mondo dei download, specie su iTunes. Tutti i quotidiani, stranamente unanimi, commentano positivamente questa nuova opera del Molleggiato. Il disco vince 4 dischi di platino vendendo 400.000 copie in un mese e mezzo, così come comunicato da Musica & Dischi, la rivista che si occupa da 50 anni di rilevazioni di mercato musicale. Il 2° singolo estratto dall'album, "Dormi amore", esce l'11 gennaio nelle radio. Il terzo singolo estratto, a maggio, è "Aria...non sei più tu", canzone usata anche per uno spot sulle reti Sky in vista dell' "Heart Day". Il quarto singolo estratto a fine maggio è "Fiori" per il quale Celentano ha realizzato anche un videoclip; un cartone animato 3D che racconta la storia di un alieno sceso sulla Terra, una Terra arida e in bianco e nero dove le uniche cose belle sono, appunto, i fiori. Il video non ha circolato in tv ma bensì nel web, 22.000 contatti sono stati raggiungi sul sito del Corriere della Sera dove era scaricabile gratuitamente.

Il 5 giugno 2008, allegato al Corriere della Sera, esce la versione libro-cd di "Dormi amore la situazione non è buona" dove è possibile trovare tutti i testi delle canzoni.

Il 26 novembre 2007 su Raiuno Celentano torna in diretta con uno spettacolo in prima serata dal titolo La situazione di mia sorella non è buona, dove per "sorella" il Molleggiato intende il pianeta Terra (citando San Francesco d'Assisi della poesia del Cantico delle Creature (1215); e dove realizza una sorta di film in diretta tv cantando dal vivo alcuni stralci delle nuove canzoni dell'album), a suo parere "la trasmissione più difficile da fare" della sua carriera. Il programma è stato visto da 9.200.000 telespettatori con il 33% di share. Per festeggiare i suoi settant'anni e i cinque decenni di attività, la Rai ha organizzato per sabato 5 gennaio 2008 uno speciale, in onda sulla rete ammiraglia, dal titolo "Buon Compleanno Adriano". La trasmissione, pur dedicata esclusivamente alla riproposizione di spezzoni di trasmissioni passate del "Molleggiato", ha fatto registrare il 28,65% di share.

Adriano riappare in pubblico sabato, 8 marzo 2008, per festeggiare il centenario dell'Inter, squadra di cui è notoriamente affezionato tifoso. Allo stadio "G. Meazza" di Milano, subito dopo il fischio finale della partita vinta dai nerazzurri sulla Reggina per 2-0, il "Molleggiato" entra in campo con tanto di chitarra in mano e sciarpa della "Beneamata" al collo, si esibisce cantando "Il ragazzo della via Gluck" modificata nell'ultima parte del testo con invettive politiche. Finita l'esibizione aspetta in ginocchio il presidente interista Massimo Moratti, e con quest'ultimo intona alcune strofe di "Sei rimasta sola". «Cantare con Celentano - ha sorriso Moratti - è come giocare con Pelè: fantastico». L'esibizione infiamma i tifosi interisti, ma anche tutti i fan di Celentano, tornato, così, ad esibirsi dal vivo dopo ben 14 anni. Il 24 ottobre 2008, il "profeta cantante" lancia sul web un nuovo singolo, dal titolo "Sognando Chernobyl", attraverso un video-clip della durata di circa 2 minuti e mezzo. In realtà, si tratta dell'anticipazione di una suite di oltre dieci minuti, in cui Adriano lancia un messaggio forte ai potenti del mondo contro quei fenomeni che distruggono il pianeta. Emblematico e "catastrofico" il ritornello della canzone: <<Tutti quanti insieme salteremo in aria bum>>. "Sognando Chernobyl", è il primo di due singoli inediti, presenti nel nuovo "best-of" di Celentano, in uscita il prossimo 28 novembre.ilbest intitolato L'ANIMALE contenete brani d'amore e brani contro.

A fine 2008 è uscito prima della Vigilia di Natale l'ultimo disco di Celentano: L'ANIMALE. La compilation è formata da due CD, uno con le canzoni d'amore e uno con quelle 'contro'. Gli incassi sono stati altissimi e una canzone, sognando Chernobil, è arrivata 7° nella classifica mondiale. Entrambi i CD contengono 14 tracce vecchie e nuove. Nel primo si trova l'inedito la cura, canzone di Battiato che Celentano ripropone cantata da lui. Ci sono vecchi classici come storia d'amore e pochi inediti. Il secondo invece ha più novità: si parte dalla canzone sognando Chernobil ad il ragazzo della via Gluck. C'è anche un curioso remix di prisencolinensinainciusol rivisitato e più moderno, ma con lo stesso ritmo e testo. I temi di questo CD rispecchiano sopratutto le città moderne, criticando i gas e i costruttori, come dice la vecchia traccia un albero di trenta piani e la nuova i want to know.

In questo elenco abbiamo elencato solamente le canzoni di cui Celentano è stato anche autore e che sono state interpretate da altri artisti (per questo motivo non sono inserite, ad esempio, le numerose incisioni di Azzurro).

La carriera cinematografica di Celentano comincia fin dagli inizi della sua attività musicale; nel 1959 è nel cast di I ragazzi del Juke-Box di Lucio Fulci e l'anno successivo fa una comparsata nel prestigioso film di Federico Fellini La dolce vita. La sua prima regia fu Super rapina a Milano del 1964, in cui troviamo quasi tutti i suoi amici del Clan; un film che narra di una banda di rapinatori che a seguito di un furto fuggono vestiti da frati con la quale poi si scontreranno. Partecipa ad altre produzioni da attore (principalmente film musicali) ma la sua carriera cinematografica non decollerà mai veramente prima del 1969; è in quest'anno che esce il film Serafino di Pietro Germi, in cui Celentano ha il ruolo del protagonista. Il film narra la storia di un ragazzo di campagna e dei suoi problemi con un'eredità e con l'ambientamento alla modernità, tematica sempre cara a Celentano fin dai suoi esordi come cantante; la critica non accoglie particolarmente bene il film, ma il pubblico premia la pellicola con un grande incasso, rendendolo uno dei maggiori successi italiani di quell'anno. A quel punto Celentano è lanciato anche come attore ma non prende parte ad un gran numero di produzioni e fino al 1978 girerà al massimo due film all'anno, in alcuni non ha il ruolo del protagonista. Durante questo periodo lavora con registi affermati del calibro di Dario Argento, a conferma della sua crescenta abilità di attore. Nel 1974 Celentano dirige, scrive, sceneggia, interpreta e produce Yuppi du; anche in questo caso la canzone che prende il titolo dal film, scritta dal solo Celentano, è un successo. Il 4 settembre 2008 al Festival del Cinema di Venezia viene proiettato in versione totalmente restaurata, nella Sala Grande alle ore 22.00, Yuppi du pellicola considerata "capolavoro" di Adriano Celentano. Il tema delle morti sul lavoro fa da cornice a questo film che nel 1975 già trattava l'argomento. Dal 5 settembre viene messo in commercio il DVD. Il film, prima di ora, non era mai stato pubblicato in nessun supporto ed era stato trasmesso in Tv solamente un paio di volte su Canale 5.

Nel 1978 è l'anno di svolta nella carriera da attore di Celentano, dà vita alla sua 3° regia: Geppo il folle è un musical in cui Celentano interpreta un cantante di successo mondiale che, pur non conoscendo l'inglese, ha un sogno: quello di incontrare Barbra Streisand. Ma soprattutto inizia la proficua collaborazione nel campo della commedia con la coppia di registi Castellano e Pipolo girando Zio Adolfo in arte Führer, che riscuote un buon successo commerciale. Con gli stessi registi Celentano girerà anche Mani di velluto in coppia con Eleonora Giorgi, ottenendo un successo di pubblico elevatissimo, che verrà ripetuto anche con Il bisbetico domato (1980, con Ornella Muti). Nel 1980 sospende momentaneamente la collaborazione girando il secondo episodio del film Qua la mano di Pasquale Festa Campanile, con cui aveva già collaborato più volte in precedenza, e La locandiera di Paolo Cavara al fianco della moglie Claudia Mori e di Paolo Villaggio. Nel 1981 riprende la collaborazione con Castellano e Pipolo girando Asso con Edwige Fenech e Innamorato pazzo nuovamente con la Muti, dominando la classifica degli incassi. Nel 1982 rincontra Eleonora Giorgi (oltre ad Enrico Montesano e ai giovani ma già affermati Diego Abatantuono e Carlo Verdone) sul set di Grand Hotel Excelsior. Tuttavia il sodalizio tra il cantante-attore e i due registi si inclina a causa del calo di consensi ottenuto con la pellicola successiva Segni particolari: bellissimo del 1983. Lo stesso anno Celentano gira nuovamente con Pasquale Festa Campanile il film Bingo Bongo ottenendo il suo ultimo grande successo commerciale.

I film successivi rimarranno poco impressi nella memoria dei fan e non otterranno mai un grande successo, girerà ancora Sing Sing e Lui è peggio di me, prima del suo film più discusso e sua ultima regia: Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì.

Celentano realizza il suo film da regista spendendo cifre folli (circa 20 miliardi di lire), e il film si rivela un quasi fallimento ai botteghini italiani (incasserà qualcosa come 7 miliardi di lire), seguito da una battaglia legale tra l'autore e i produttori.

Dopo lo sfruttamento arbitrario delle sale cinematografiche, Celentano rimontò il film portandolo alla durata di 125 min (originariamente erano 163). Verrà trasmesso anche in TV e distribuito in VHS.

In Germania e in Russia, invece, il film riscuote un notevole successo al punto che viene invitato a Mosca a ritirare un premio e a fare un concerto nella capitale russa.

Dopo la tremenda disfatta di Joan Lui Celentano girerà ancora (solo perché è costretto per contratto a farlo) Il burbero, l'ultima commedia della carriera firmata ancora una volta da Castellano e Pipolo e che riscontra un discreto successo.

Farà ritorno nelle sale nel 1992 per interpretare il film Jackpot, di cui è anche sceneggiatore. Adriano è costretto a recitare in presa diretta e in lingua inglese un film tra fantascienza ed ecologia e la critica accoglie molto male definendolo uno dei peggiori film del cinema italiano visti poi anche, i miseri incassi (105 milioni di lire incassati a Natale a fronte di una spesa per il film di 18 miliardi).

Sarà lo stesso Adriano ad ammettere che il film ha tanti difetti e che i critici, una volta tanto, hanno davvero ragione.

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Urlatori

Urlatori è il nome attribuito dalla stampa dell'epoca a una corrente canora che ha segnato una stagione musicale relativamente breve, in Italia, all'epoca del boom economico, ovvero fra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta. La cifra stilistica di questa sorta di tecnica interpretativa - favorita dal diffondersi dei primi juke-box - era data da una voce ad alto volume, espressa in maniera disadorna e priva degli abbellimenti tipici del canto "melodico".

Il termine era mutuato dal vocabolo di lingua inglese shouter (appunto, urlatore) che etichettava fin dalla fine degli anni quaranta star del rock statunitense come Howling Wolf (il Lupo solitario poi ricordato in American Graffiti) e Joe Turner, rispettivamente icone del nuovo sound nascente, che mescolava il boogie-woogie bianco alla durezza ritmica del blues di matrice nera, così come veniva praticato a Memphis o a Kansas City. I maggiori esponenti degli urlatori, prevalentemente collegati a etichette con sede a Milano, a quel tempo capitale del mercato discografico, furono cantanti all'epoca molto giovani, destinati - sia pure in misura diversa - a percorrere carriere di successo, come Tony Dallara, Joe Sentieri, Adriano Celentano (le cui movenze ricordavano da vicino quelle del più celebre Presley), Clem Sacco, Ricky Gianco, Giorgio Gaber, Gene Colonnello, Little Tony e, fra le voci femminili, Betty Curtis, Jenny Luna, Mina, Angela e Mara Pacini (alias Brunetta).

Una celebre polemica, creata e amplificata dalla stampa dell'epoca, contrapponeva gli urlatori agli interpreti della melodia all'italiana (Claudio Villa, Nilla Pizzi, Luciano Tajoli, Achille Togliani, Tonina Torrielli). Negli anni in cui prendeva campo anche in Italia la musica rock, diventata fenomeno di costume con Elvis Presley, Claudio Villa fu uno dei pochi a capire che l'unico modo per combattere l'offensiva dei cantanti della nuova ondata era quello di usarne gli stessi mezzi di propaganda: questa fu la funzione dei fan club del "reuccio" e dei suoi atteggiamenti provocatori che a lungo fecero notizia in quegli anni.

Il fenomeno degli urlatori e l'irruzione sul mercato italiano della musica americana (tra i dischi più venduti in Italia nel 1957 c'erano per la prima volta brani come Only You dei Platters e Rock Around The Clock di Bill Haley) corrispondeva a una rivoluzione del gusto e del mercato che coinvolgeva autori, arrangiatori, editori e cantanti: a partire dalla vittoria di Modugno al Festival di Sanremo 1958, si abbassa la fascia di età degi acquirenti di dischi e si assiste alla nascita di personaggi, quali Gianni Morandi e Rita Pavone, studiati a tavolino per i teen-agers. È a questo punto che gli urlatori lasciano il posto, con l'avvento della british invasion e il conseguente arrivo in Italia di gruppi pop la cui musica era ispirata a quella dei Beatles, ad artisti che sarebbero stati, di lì in avanti, etichettati come rocker o cantanti beat: ad esempio, Gianni Pettenati e Patty Pravo fra i solisti, e The Rokes, Equipe 84, Camaleonti, Dik Dik tra i gruppi.

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Totò Savio

Gaetano Savio , conosciuto come Toto o Totò, (Napoli, 18 novembre 1937 – Roma, 25 luglio 2004) è stato un compositore, arrangiatore e paroliere italiano, produttore discografico ed ex leader del gruppo degli Squallor..

Comincia a suonare la chitarra fin da bambino, iniziando ad esibirsi già a dodici anni in feste di matrimonio ed in altre occasioni, affinando notevolmente la tecnica, fino a ricevere nel 1955 la proposta da parte di Marino Marini di entrare nel suo complesso.

Comincia così, a diciassette anni, ad esibirsi in tutta Europa con il celebre quartetto; inoltre con Marini effettua le prime incisioni per la Durium.

Proprio durante un tour in Francia conosce Jacqueline Schweitzer, con cui si fidanza e che dopo poco tempo sposerà: Jacqueline, figura importantissima non solo nella vita del Mestro ma anche nella carriera artistica (cantante anch'essa, aveva debuttato giovanissima in un programma televisivo francese del sabato sera), sarà anche quella che, anni dopo, porterà avanti il ricordo e la memoria di Totò Savio.

A seguito del matrimonio decide di abbandonare il quartetto di Marini, e forma un suo complesso (con Enzo De Simone, poi sostituito da Angelo Mirabella alla batteria, Vincenzo Bozzaotra al contrabbasso e Claudio Mattone, poi sostituito da Luciano Sangiorgi al pianoforte), con cui firma un contratto con la Jolly, debuttando nel 1963 con il 45 giri Amico mio/Ti piace il madison (pubblicando con il nome Toto Savio).

Inizia quindi ad esibirsi con il nuovo complesso in tutta Italia; nel 1966 il gruppo cambia la denominazione in The Shamrocks, e passa poi alla Durium.

Nel 1967 Totò Savio scrive quello che diventa il suo primo grande successo, Cuore matto (su testo di Armando Ambrosino): la canzone viene presentata al Festival di Sanremo 1967 da Little Tony e da Mario Zelinotti e, pur non vincendo, diventa uno dei più grandi successi di quell'edizione del festival e, nel tempo, una delle canzoni più rappresentative del cantante sanmarinese.

Continuano i successi come autore, tra cui nel 1969 Addio felicità, addio amore per Caterina Valente (sigla televisiva della trasmissione Bentornata Caterina) e, l'anno successivo, Vent'anni per Massimo Ranieri (cantante che inciderà con successo molte canzoni scritte da Savio, tra cui la più nota è senza dubbio Erba di casa mia): quest'ultima vince nelo stesso anno l'edizione di Canzonissima.

Sempre nel 1970 vince Un disco per l'estate con Lady Barbara, incisa da Renato dei Profeti; tornerà a vincere la stessa manifestazione tre anni dopo con Perché ti amo, cantata dai Camaleonti.

Nel 1971, insieme a quattro amici colleghi (Daniele Pace, Giancarlo Bigazzi, Alfredo Cerruti ed Elio Gariboldi (che però abbandona il gruppo dopo il primo album) dà vita ad un gruppo fantasma, gli Squallor, pubblicando un 45 giri, 38 luglio/Raccontala giusta, Alfredo: il successo ottenuto (i due brani vengono trasmessi spesso da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni in Alto gradimento) fa sì che il progetto abbia un seguito, ed in breve tempo gli Squallor diventano un gruppo di culto nella scena demenziale della musica leggera italiana.

Negli Squallor Totò Savio è autore di molte musiche, interprete di alcune canzoni (tutte quelle cantate in napoletano e qualcuna in italiano) e produttore.

Nel corso degli anni '70, Totò Savio continua l'attività di compositore (collaborando spesso con Franco Califano e di arrangiatore, continuando anche l'attività di musicista in proprio: nel 1972 pubblica un album, Chitarrate 'e Napule, in cui suona tutti gli strumenti.

Si dedica inoltre anche alla scrittura di sigle televisive (ad esempio Ritratto di donna, sigla del telefilm Diagnosi, contenuta nelll'omonimo album) e formando un duo con la moglie (con il nome San Francisco).

Nel 1981 scrive una delle sue canzoni più note, Maledetta primavera che, presentata da Loretta Goggi al Festival di Sanremo 1981 si classifica al secondo posto, diventando però il 45 giri più venduto di quell'edizione.

L'anno dopo presenta al festival Una rosa blu, canzone che non ottiene un grande riscontro al momento dell'uscita ma che, nel corso degli anni, diventa invece uno dei brani più noti cantati da Michele Zarrillo (di cui Savio è, in quel periodo, produttore).

Nello stesso periodo dirige l'orchestra della Rai nel corso di moltissime trasmissioni televisive.

Nel 1990 gli viene diagnosticato un tumore alla gola: a seguito dell'operazione perde la voce e, nel disco pubblicato dagli Squallor nel 1994, Cambia mento, partecipa solo come musicista e compositore.

Gli ultimi anni della sua vita trascorrono tra malattie ed ospedali, a causa di una cirrosi epatica causata da una trasfusione di sangue infetto che degenera poi in un tumore al fegato; sempre assistito dalla moglie Jacqueline muore nel 2004.

Come ha scritto la signora Savio nel suo sito e come testimoniano tutti quelli che lo hanno conosciuto "Il Maestro Totò Savio era un rivoluzionario, perché era un uomo gentile, e come dice il libro Cuore, “la gentilezza è rivoluzionaria”.

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Rosanna Fratello

Rosanna Fratello (San Severo, 26 marzo 1950) è una cantante italiana.

Dopo aver firmato un contratto con la Ariston, Rosanna debutta al Festival di Sanremo 1969, sostituendo Anna Identici con Il treno (cantata, nella doppia versione, anche da Brenton Wood). Lo stesso anno partecipa prima a "Un disco per l'estate" con "Lacrime nel mare" e poi alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia con Non sono Maddalena (scritta da Giorgio Conte), aggiudicandosi la prestigiosa Gondola d'Argento.

Nel 1970 partecipa nuovamente a Sanremo con Ciao anni verdi, scritta da Adriano Celentano e presentata, nella doppia versione, anche dal complesso I Domodossola: la canzone viene esclusa dalla finale, ma la Fratello si guadagna il prezioso apprezzamento di Mina, che in quell'occasione era anche discografica dei I Domodossola).

Nello stesso anno prende parte al cast della trasmissione del sabato sera E noi qui, con Gino Bramieri, Giorgio Gaber e Ombretta Colli. Inoltre partecipa a "Un disco per l'estate" con "Una rosa e una candela", classificandosi al nono posto nella serata finale di Saint Vincent.

Nel 1971 è ancora a Sanremo con Amsterdam, che ottiene un certo successo in Spagna.

Mediterranea, indiscutibilmente bella e dotata di naturale espressività, la Fratello viene scelta dal regista Giuliano Montaldo per il ruolo di Rosa Sacco nel celeberrimo film Sacco e Vanzetti (1971), con Riccardo Cucciolla e Gian Maria Volontè: il film verrà premiato a Cannes e Rosanna riceve il Nastro d'Argento per la sua interpretazione.

Partecipa a Canzonissima 1971-'72 con Sono una donna, non sono una santa, il suo più grande successo, che giunge al vertice dell'hit-parade.

Nel corso del 1972 passa alla Ricordi pubblicando, tra gli altri, il singolo L'amore è un marinaio. Nell'edizione 1972-'73 di Canzonissima, accede ancora una volta alla finale con Figlio dell'amore, scritta da Fausto Leali.

Nel 1973, è ancora finalista con "Nuvole bianche" a "Un disco per l'estate", manifestazione che la vedrà in gara anche nel 1974 con "Caro amore mio" (semifinalista) e nel 1975 con "Povera cocca" (esclusa dalle finali di Saint Vincent).

Partecipa per tre volte consecutive al Festival di Sanremo, in quelle che saranno le edizioni più sfortunate circa il successo televisivo e la vendita discografica. Nel 1974 presenta Un po' di coraggio; nel 1975 lei e Angela Luce sono le uniche concorrenti professioniste che godono di una popolarità a livello nazionale: entrambe si classificano al secondo posto, ma il brano presentato da Rosanna (Va' speranza va'), non ottiene successo. Nel 1976 (dopo essere tornata alla Ariston), presenta Il mio primo rossetto, brano che la cantante non ha mai apprezzato particolarmente, e che pur non essendo arrivato in finale, si rivelerà un discreto successo commerciale.

Contemporaneamente si dedica al Folk incentrando la sua produzione a 33 giri su vecchi canti come Vitti 'na crozza, Ciuri ciuri, Calavrisella, Vola, vola, vola, e molti altri.

Con la nascita della figlia Guendalina (1978), la cantante dirada i propri impegni professionali, pur continuando ad esibirsi in Italia e all'estero.

Dopo il passaggio alla Baby Records (1977), Rosanna tenta la carta della disco music con Quando una donna tace è sempre un angelo (1978), scritta dai Fratelli La Bionda.

Nel 1981, la collaborazione col cantautore Cristiano Malgioglio le permette di risalire la china con Schiaffo, che ottiene un discreto successo.

Nel frattempo continua ad incidere altri singoli passando da un'etichetta all'altra: tra gli altri, Per un uomo che va (1980) Se t'amo t'amo (1982), La carovana (1984), M'innamoro sempre (1986), pubblicati rispettivamente da Balance Records, Durium, Panarecord e Ricordi.

Nel 1986 partecipa al programma televisivo Premiatissima (una delle prime "operazioni nostalgia") formando un trio con Little Tony e Bobby Solo: "I Robot" incideranno ben due album con la Five Records, ottenendo un certo successo. Nel 1987 Rosanna si classifica seconda, sempre a Premiatissima, con la sua interpretazione di Amore scusami, successo anni Sessanta di John Foster.

Nel 1990 torna a collaborare con Malgioglio per la raccolta Rosanna ieri, Rosanna domani (Carrere).

Nel 1994 partecipa al Festival di Sanremo con il brano Una vecchia canzone italiana, nella Squadra Italia. Pubblica l'album Stammi vicino, prodotto da Luigi Albertelli: ne esce il ritratto di un'interprete matura e raffinata che non rinuncia alla consueta sensualità.

Successivamente partecipa ad alcune trasmisioni televisive (Domenica in, Viva Napoli, ecc...), in veste di cantante e opinionista.

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David Nerattini

David Nerattini (Roma, 1969) è un musicista, giornalista e conduttore radiofonico italiano, conosciuto in ambito hip hop anche come Little Tony Negri.

Fin da metà degli anni '80 David ha a che fare con la musica, prima come parte della band 6 Suoi Ex, insieme a Riccardo Sinigallia, poi come mebro del collettivo La Comitiva, insieme a Ice One, Dj Stile, Francesco Zampaglione e allo stesso Riccardo Sinigallia.

Lavora come beatmaker per numerosi gruppi hip hop della zona romana, come Cor Veleno, Ghemon Scienz, Colle der Fomento, 2 Buoni Motivi e Flaminio Maphia, inoltre lavora anche con Chef Ragoo, Raf, Ustmamò, Matthew Marston e per Frankie Hi-Nrg.

Contemporaneamente porta avanti la sua attività di giornalista collaborando a molte riviste musicali, tra le quali Ciao 2001, Fare Musica, Musica Jazz, Dance Music Magazine, Aelle e Groove e nel 2003 fonda la rivista Superfly, insieme a Silvia Volpato.

In radio lavora come conduttore radiofonico e come ideatore di programmi per Radio2 Rai, Radio Città Futura e Radio Rock. Dal 2004 conduce Extrafly su RBMA Radio ed è parte della Red Bull Music Academy.

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Source : Wikipedia