Lilian Thuram

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Tags : lilian thuram, calciatori, calcio, sport

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Lilian Thuram

Lilian Thuram (Pointe-à-Pitre, 1º gennaio 1972) è un ex calciatore francese che giocava come difensore centrale o terzino destro.

È il primatista di presenze con la Nazionale della Francia (142).

Esordisce a soli 19 anni nella massima divisione francese con la maglia del Monaco (1990/91). Militerà nella squadra del Principato di Monaco per sei stagioni nelle quali vince una Coppa di Francia nel 1991 ed è finalista di Coppa delle Coppe nel 1992.

Nella stagione 1996/1997 passa al Parma all'inizio dell'era Stefano Tanzi. Nella sua prima stagione in Italia conquista il secondo posto nel campionato italiano perso per soli due punti, ma che gli permette la partecipazione alla Champions League.

Nel 1998/1999 vince la Coppa Italia e la Coppa UEFA, mentre nella stagione successiva conquista la Supercoppa italiana. Nel 2001 raggiunge la finale di Coppa Italia prima di lasciare il club emiliano al termine della stagione.

Insieme all'altro difensore Fabio Cannavaro e al portiere Gianluigi Buffon formano in quegli anni una delle migliori difese d'europa.

Nel 2001/2002 viene acquistato dalla Juventus per 70 miliardi di lire e diventa subito un pilastro della difesa della squadra di Marcello Lippi, giocando sia da laterale destro che da centrale difensivo, ruolo che predilige e in cui riesce ad esprimersi al meglio di sè. Nella prima stagione coi bianconeri vince il campionato italiano ed è finalista di Coppa Italia, mentre la stagione successiva vince la Supercoppa italiana di calcio, lo Scudetto ed è finalista di Champions League persa poi contro il Milan.

Con l'arrivo di Fabio Capello alla Juventus, nella stagione 2004/2005, torna stabilmente al centro e ritrova al suo fianco Fabio Cannavaro, compagno ai tempi del Parma. In questa stagione vince il suo terzo campionato italiano poi revocato per illecito sportivo come il campionato conquistato l'anno successivo che non verrà assegnato. Il 21 luglio 2006 viene ceduto al Barcellona per 5 milioni di euro insieme a Gianluca Zambrotta a seguito della retrocessione d'ufficio della Juventus in Serie B per lo scandalo del calcio italiano del 2006.

Con il club spagnolo Thuram rimane due anni ma non gioca con continuità, dato che l'allenatore gli preferisce spesso Carles Puyol e Rafael Márquez.

Nel giugno 2008, quando era in procinto di trasferirsi al Paris Saint Germain, durante le visite mediche ha scoperto di avere una malformazione cardiaca, probabilmente la stessa che uccise il fratello anni prima su un campo da Basket. Dopo due mesi di riflessioni, il 1° agosto annuncia alla stampa il suo ritiro dall'attività agonistica, "su richiesta esplicita della famiglia" spiega.

Thuram con i bleus ha giocato 142 partite (record per la Nazionale francese) e ha segnato due gol, entrambi nella stessa importantissima partita, vale a dire la semifinale del campionato del mondo 1998, disputato in casa. La Francia ribaltò il risultato dell'incontro da 0-1 a 2-1 e si qualificò per la finale, dove poi, battendo il Brasile per 3-0, vinse la sua prima Coppa del Mondo e Thuram fu insignito del Pallone di bronzo come terzo miglior giocatore del torneo, essendo uno dei difensori più importanti della difesa della Nazionale francese.

Negli Europei 2000 la Francia vinse il titolo di campione d'Europa e anche Lilian Thuram fu uno dei protagonisti della competizione. La Francia battè in finale l'Italia per 2-1 ai tempi supplementari.E stato eletto miglior difensore.

In seguito agli Europei 2004 Lilian si diede l'addio alla nazionale, ma l'allenatore Raymond Domenech lo convinse a tornare ed il 17 agosto 2005, insieme a compagni della nazionale come Zinédine Zidane e Claude Makélélé, diede un contributo decisivo per qualificazione alla Coppa del Mondo 2006. Alla competizione mondiale Thuram al centro della difesa con William Gallas è stato il perno dell'intera difesa francese verso la finale. Thuram fece la sua 116a presenza per la Francia nella partita della fase a gironi contro la Corea del Sud a Lipsia il 18 giugno 2006. In quella partita ha eguagliato il record di Desailly come numero di presenze con la maglia della nazionale transalpinsa, e battè successivamente questo record nel 2-0 con cui la Francia conquistò il passaggio di turno contro il Togo a Colonia il 23 giugno 2006, raggiungendo la 117a presenza. nella semifinale vinta 1-0 contro il Portogallo, scese in campo anche nella finale dei Mondiali disputatasi il 9 luglio 2006 contro l'Italia (poi vittoriosa). Nella circostanza Thuram fu uno dei migliori della sua rappresentativa, sventando varie occasioni da gol italiane.

Due anni più tardi ha partecipato al campionato d’Europa 2008, dove è stato titolare per le prime due partite contro Romania (0-0) e Olanda (1-4). Nella gara contro i rumeni è diventato il primo giocatore presente in 15 partite della fase finale dell'Europeo. Dopo l'ultima partita, persa per 2-0 contro l'Italia il 17 giugno e in cui non è stato schierato, ha annunciato, insieme a Claude Makélélé, il suo ritiro dal calcio internazionale.

Nel 1998 Thuram si fece notare, oltre che per le sue prestazioni calcistiche, quando rispose per le rime a Jean-Marie Le Pen, che si lamentava dell'eccessiva presenza di calciatori di colore nelle fila della nazionale francese.

Durante i disordini parigini nel novembre 2005 Thuram ha preso posizione contro Nicolas Sarkozy, capo del partito politico conservatore UMP e futuro presidente della Repubblica francese. Thuram si è opposto agli attacchi contro i giovani dell'allora Ministro.

Il 6 settembre 2006, Thuram suscitò molte polemiche quando invitò 80 persone, espulse dal Ministro degli Interni francese Nicolas Sarkozy da un appartamento in cui hanno vissuto illegalmente, per la partita di calcio tra Francia e Italia. Egli è inoltre impegnato in campagne in favore della lingua catalana, ed a favore dell'indipendenza di Rossiglione dalla Francia.

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Riconoscimenti accessori al campionato mondiale di calcio

Al termine di ogni edizione del campionato mondiale di calcio vengono assegnati alcuni premi ai migliori calciatori e squadre a seconda di specifiche categorie.

Inoltre l'All-Star Team comprende i migliori giocatori del torneo e viene stilato dal 1994.

La Scarpa d'oro (Scarpa d'oro adidas per ragioni di sponsorizzazione, in inglese adidas Golden Shoe Award o anche Golden Boot, in francese Distinction Soulier d'Or adidas, in spagnolo Bota de oro de adidas, in tedesco Goldener Schuh von adidas) viene assegnata al miglior marcatore di ogni fase finale dei Mondiali.

Un gruppo tecnico di studio della FIFA ha deciso che in caso di parità venga preso in considerazione il numero di assist per determinare il vincitore. In caso di ulteriore pareggio si controlla il giocatore con il minor numero di minuti giocati e quindi con la migliore media realizzativa.

Il premio viene consegnato dall'edizione del 1982, mentre in precedenza il miglior marcatore del torneo poteva comunque fregiarsi del titolo di capocanoniere pur non ricevendo alcun premio materiale. Dall'edizione del 2006 vengono assegnate anche la Scarpa d'argento e la Scarpa di bronzo rispettivamente al secondo e al terzo classificato.

Il Pallone d'oro dei Mondiali (Pallone d'oro adidas per ragioni di sponsorizzazione, in inglese adidas Golden Ball, in francese Ballon d'Or adidas, in spagnolo Balón de oro de adidas, in tedesco Goldener Ball von adidas) viene assegnato al miglior giocatore di ogni edizione della Coppa del Mondo. Il comitato tecnico della FIFA stila una corta lista di candidati dove dei rappresentanti dei media voteranno il vincitore. Il secondo e terzo classficato in base al numero di voti ricevono rispettivamente il Pallone d'argento e il Pallone di bronzo.

Il premio viene assegnato dall'edizione del 1982.

Il Premio Yashin (propriamente Premio Jašin per il miglior portiere, in inglese Yashin Award for the Best Goalkeeper, in francese Prix Yashin du meilleur gardien de but, in spagnolo Premio Yashin para el mejor guardameta, in tedesco Yashin-Preis für den besten Torhüter) è attribuito al miglior portiere di ogni fase finale dei mondiali. Prende il nome da Lev Jašin, portiere della Nazionale sovietica. Il gruppo tecnico di studio della FIFA seleziona il miglior portiere in base alla sue prestazioni durante tutto il torneo. Il portiere che viene onorato di questo trofeo è inoltre eleggibile come miglior giocatore assoluto, come accaduto a Oliver Kahn che nel 2002 li vinse entrambi.

Questo premio è stato assegnato per la prima volta nel 1994.

Il Trofeo FIFA Fair Play (in inglese FIFA Fair Play Award, in francese Distinction Fair-play de la FIFA, in spagnolo Premio Fair Play de la FIFA, in tedesco FIFA-Fairplay-Preis) è basato sulla valutazione della condotta delle squadre dentro e fuori dal terreno di gioco da parte del Gruppo di Studio Tecnico FIFA. Solo le squadre che accedono al secondo turno posso ambire a questo riconoscimento. Ai vincitori vengono consegnati il trofeo FIFA Fair Play, un diploma, una medaglia per ogni giocatore e dirigente e un assegno di 50.000 $ da utilizzare per l'acquisto di equipaggiamento sportivo per lo sviluppo del settore giovanile.

Il premio viene assegnato dall'edizione del 1978.

Il Premio FIFA per la squadra più divertente (in inglese FIFA Award for the most entertaining team, in francese Distinction de l'équipe la plus attrayante de la FIFA, in spagnolo Premio FIFA para el equipo más entretenido, in tedesco FIFA-Auszeichnung für die unterhaltsamste Mannschaft) è un premio soggettivo che viene attribuito alla squadra che dimostra l'approccio più attivo e positivo alla partita e che riesce a divertire maggiormente il pubblico.

Il titolo viene assegnato dal 1994, dal 2002 tramite un sondaggio on-line.

Il premio Miglior giovane (Miglior giovane Gillette per ragioni di sponsorizzazione, in inglese Gillette Best Young Player, in francese Meilleur jeune Gillette, in spagnolo El Mejor Jugador Juvenil de Gillette, in tedesco Best Nachwuchssplieler von Gillette) viene assegnato al miglio giocatore della Coppa del Mondo che non superi l'età di 21 anni. L'elezione si tiene sul sito ufficiale della FIFA con l'ausilio del gruppo di studio tecnico del massimo ente calcistico.

La FIFA inoltre, in occasione della prima assegnazione del premio, ha organizzato un sondaggio tramite Internet per scegliere il migior giovane dei Mondiali fra il 1958 e il 2002, che fu vinto da Pelé.

Il premio Miglior giovane è stato assegnato per la prima volta nel 2006.

L'All-Star Team (MasterCard All-Star Team per motivi di sponsorizzazione) è una selezione dei migliori 23 giocatori, scelti dal gruppo di studio tecnico della FIFA tra quelli che hanno partecipato alla fase finale della Coppa del Mondo.

L'All-Star Team fu stilato per la prma volta alla fine della Coppa del Mondo 1994 e comprendeva 11 giocatori. Il numero dei calciatori fu aumentato a 16 nell'edizione del 1998 e nel 2006 venne portato agli attuali 23.

Otto calciatori sono stati inseriti per due volte nell'All-Star Team: Dunga (1994 e 1998); Roberto Carlos, Rivaldo e Ronaldo (1998 e 2002); Lilian Thuram e Zinédine Zidane (1998 e 2006); Michael Ballack e Miroslav Klose (2002 e 2006).

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Nazionale di calcio della Francia

Le nouveau logo FFF.png

La Nazionale di calcio francese (fr. Équipe de France de football) è la selezione calcistica rappresentativa della Francia posta sotto l'egida della Federazione calcistica francese.

Considerata una delle Nazionali più forti al mondo, ha vinto 1 Mondiale (1998), 2 Europei (1984 e 2000), 2 Confederations Cup (2001 e 2003) ed un'Olimpiade (1984). I giocatori della Francia sono soprannominati Bleus, galletti e transalpini.

I momenti di gloria della Francia ruotano intorno ai due fuoriclasse Michel Platini e Zinédine Zidane. In particolare il periodo più propizio per la selezione francese fu la fine degli anni Novanta, epoca in cui giocarono in Nazionale stelle della stessa generazione di quest'ultimo. La selezione francese del periodo sopraccitato, quasi sempre invariata, raggiunse le semifinali del Campionato europeo del 1996 e divenne campione del mondo nel Mondiale casalingo del 1998. Due anni dopo conquistò il titolo di campione d'Europa vincendo l'Europeo di Belgio-Olanda grazie al successo in finale contro l'Italia per 2-1 al golden gol. Nel 2001 si aggiudicò anche la Confederations Cup, vinta nuovamente 2 anni dopo (2003), diventando, così, con l'Argentina l'unica Nazionale al mondo che ha vinto tutte e quattro le competizioni di primo livello tra quelle riservate alle Nazionali calcistiche. Dopo due apparizioni deludenti al Campionato del mondo del 2002 e al Campionato europeo del 2004, nel 2006 tornò a disputare una finale di una competizione internazionale: nella partita conclusiva dei Mondiali di Germania sfidò ancora l'Italia, perdendo per 5-3 dopo i calci di rigore.

Fino agli anni Cinquanta la Nazionale francese non ottenne risultati notevoli. La prima partita dei bleus risale al 1904 contro il Belgio e terminò 3-3. La selezione partecipò a tutte e tre le edizioni della Coppa del mondo precedenti alla seconda guerra mondiale. Nel 1930 Lucien Laurent segnò il primo gol nella storia dei Mondiali, in una vittoria per 4-1 contro il Messico. Nel 1938 la Francia giunse ai quarti di finale del Mondiale disputato in casa.

Terminata la guerra, la situazione migliorò e nel campionato del mondo 1958 la Francia fu sconfitta soltanto in semifinale dal Brasile, dopo aver patito l'infortunio del difensore centrale Robert Jonquet e la tripletta di Pelè. In quel torneo i transalpini si piazzarono terzi, sconfiggendo la Germania per 6-3 nella finale per il terzo posto. L'attaccante Just Fontaine in 6 partite realizzò ben 13 gol, cifra che rappresenta ancora oggi un record per la fase finale di un Mondiale. In quel periodo l'ossatura della squadra era composta in gran parte da giocatori o ex giocatori del forte Stade de Reims come Raymond Kopa, Robert Jonquet, Roger Marche e Just Fontaine, cui si aggiungeva Roger Piantoni.

Il terzo posto ai Mondiali svedesi fu comunque un traguardo isolato, dato che nel ventennio seguente i galletti avrebbero collezionato soltanto eliminazioni al primo turno o addirittura mancate qualificazioni alla fase finale dei Mondiali e degli Europei. Nella prima edizione degli Europei la Francia giunse tra le prime quattro, ma nella fase finale a quattro squadre che si teneva in casa dovette fare a meno di Fontaine, autore di cinque reti tra ottavi e quarti che si erano svolti in partite di andata e ritorno, e perse così la semifinale contro la Jugoslavia per 5-4. Nella finale per il 3° e 4° posto fu superata dalla Cecoslovacchia per 2-0.

Negli anni Ottanta vi furono notevoli progressi, grazie a giocatori come Michel Platini, Dominique Rocheteau, Marius Trésor, Alain Giresse e Luis Fernandez. I bleus arrivarono quarti ai Mondiali del 1982 (con il CT Michel Hidalgo) e terzi ai Mondiali del 1986 sotto Henri Michel, venendo sconfitti in entrambe le occasioni in semifinale dalla Germania Ovest. Nel frattempo la Francia del CT Hidalgo vinse il suo primo titolo europeo nell'edizione del 1984 giocata in casa, battendo in finale la Spagna per 2-0.

Nel 1988 Michel Platini divenne il nuovo CT della Francia e dichiarò di voler puntare su Éric Cantona e Jean Pierre Papin come leader della squadra. I Bleus non riuscirono, tuttavia, a tener fede alle aspettative, mancando l'approdo al campionato d’Europa 1988, malgrado la Francia fosse campione d'Europa uscente. Nell'agosto 1988 Cantona offese l'allenatore in diretta televisiva e fu per questo sospeso dalla Nazionale per un anno. Fallita la qualificazione ai Mondiali 1990 (eliminata da Jugoslavia e Scozia), i bleus delusero al campionato d’Europa 1992 in Svezia, non riuscendo a vincere nessuna partita. Al posto del dimissionario Platini fu ingaggiato Gérard Houllier, deciso a rilanciare la squadra.

L'era Houiller, però, si rivelò fallimentare, chiudendosi con la mancata qualificazione alle fase finale del campionato del mondo 1994. Inserita in un girone comprendente anche la Svezia, la Francia, dopo aver sprecato un'occasione contro perdendo 3-2 in casa contro Israele, fu eliminata dopo l'ultima partita delle qualificazioni, battuta clamorosamente sempre a domicilio per 2-1 dalla Bulgaria, quando un pari sarebbe stato sufficiente per accedere ai Mondiali statunitensi. Fu curioso ciò che alcune testate giornalistiche francesi scrissero all'indomani della sconfitta con la Bulgaria che costò loro la qualificazione ai Mondiali del 1994: "Francia qualificata ai Mondiali del '98", alludendo in modo ironico alla certezza d'essere presenti ai Mondiali successivi (del 1998, appunto) poiché lo avrebbero ospitato in casa.

Nel dicembre 1993 Houiller fu rimpiazzato da Aimé Jacquet, assunto inizialmente in maniera provvisoria, poi in modo definitivo dopo una serie di confortanti vittorie in amichevole, tra cui quella contro l'Italia a Napoli nel febbraio 1994.

Jacquet iniziò a ricostruire la squadra in vista del campionato d’Europa 1996 da disputarsi in Inghilterra e nominò Cantona capitano. Il giocatore aveva ricominciato a giocare bene in Premier League, ma, dopo un calcio ad un tifoso del Crystal Palace nel gennaio 1995, fu squalificato per un anno da tutte le competizioni internazionali.

Dovendo sopperire all'assenza di Cantona, vero fulcro del centrocampo transalpino, il CT mise mano ad un'opera di radicale cambiamento della rosa. Escluse le storiche "bandiere" Cantona, Jean-Pierre Papin e David Ginola, modellò la formazione titolare attorno al giovane di talento Zinédine Zidane. Le scelte di Jacquet non furono sempre popolari, ma valsero alla Francia la qualificazione per il campionato d’Europa 1996. Nel torneo i blues raggiunsero le semifinali, dove furono sconfitti ai tiri di rigore dalla Repubblica Ceca. Si trattava del miglior risultato della Francia dal campionato del mondo 1986. Jacquet si disse soddisfatto di come la squadra si era comportata essendo priva di Cantona e dichiarò di voler proseguire il progetto iniziato con quei giocatori.

Nei quattro anni successivi la Francia fu artefice di grandi affermazioni internazionali in virtù dell'apporto di campioni come Zidane, Deschamps, Vieira, Henry, Desailly, Trezeguet, Blanc, Karembeu, Makélélé, Djorkaeff e Barthez.

I transalpini si presentarono ai Mondiali 1998 da padroni di casa. Dopo aver brillantemente superato la prima fase, i bleus batterono nell'ordine Paraguay (ottavi, con un golden gol di Blanc), Italia (quarti, solo dopo i rigori), Croazia (semifinale, 2-1 con doppietta di Thuram). Nella finale dello Stade de France del 12 luglio travolsero per 3-0 il Brasile campione del mondo uscente.

Due anni dopo la Francia di Roger Lemerre - che aveva sostituito Jacquet dopo la vittoria al Mondiale - vinse gli Europei di Belgio-Olanda. Superata la semifinale contro il Portogallo grazie ad un contestato rigore di Zidane all'ultimo minuto dei tempi supplementari, i Bleus prevalsero sull'Italia per 2-1 al golden gol nella finale di Rotterdam, realizzando in tal modo un'accoppiata Mondiale-Europeo riuscita prima solo alla Germania Ovest negli anni Settanta, sebbene a parti invertite (prima la vittoria nell'Europeo del 1972 e poi quella del Mondiale del 1974).

Anche ad Euro 2004 la Francia, guidata ora dall'allenatore Jacques Santini, era tra le maggiori candidate per la vittoria finale, ma fu sorprendentemente battuta ai quarti di finale per 1-0 dalla Grecia, la quale confermando l'ottima forma atletica, vinse successivamente e clamorosamente l'Europeo.

Dopo il doppio fallimento mondiale e continentale, la Francia del nuovo CT Raymond Domenech iniziò le qualificazioni per i Mondiali 2006 molto male, riuscendo a centrare ugualmente la qualificazione grazie al ritorno in squadra dei giocatori più esperti, che in precedenza avevano più volte annunciato il ritiro dalla Nazionale.

Ai Mondiali di Germania la Francia, sulle cui possibilità di ben figurare alla rassegna aleggiava un diffuso scetticismo, raggiunse invece la finale disputata contro l'Italia, venendo però sconfitta ai rigori. Prima della sconfitta nell'atto conclusivo la squadra transalpina aveva disputato una fase a gironi opaca, arrivando seconda nel Girone G vinto dalla Svizzera grazie a due pareggi contro gli elvetici e la Corea del Sud e conquistando la qualificazione soltanto dopo la vittoria nell'ultimo match contro il Togo. Agli ottavi di finale sconfisse poi la Spagna, favorita alla vigilia, per 3-1 (gol di Ribery, Vieira e Zidane), mentre ai quarti compì l'impresa di eliminare il mitico Brasile campione del mondo in carica (1-0 con gol di Henry). In semifinale superò il Portogallo per 1-0 (rete su rigore di Zidane), e guadagnò la finale di Berlino. Qui fu superata dall'Italia per 5-3 ai calci di rigore dopo l'1-1 dei tempi regolamentari e supplementari, con gol di Zidane su rigore e pareggio di Materazzi. Lo stesso Zidane fu espulso durante i supplementari a causa di una testata a Marco Materazzi dopo lo scambio di reciproche offese.

Nelle qualificazioni per il campionato d’Europa 2008 in Austria e Svizzera fece parte di un difficile girone comprendente Italia, Campione del mondo, Scozia e Ucraina, oltre a Georgia, Lituania e Isole Fær Øer. Nelle prime partite i francesi ottennero una vittoria per 3-1 contro l'Italia a Parigi il 6 settembre 2006, a quasi due mesi dalla finale dei Mondiali. Qualificatasi con una giornata di anticipo senza giocare, grazie alla vittoria dell'Italia (anch'essa qualificatasi) sul campo della Scozia per 2-1, la Francia ha centrato la sua settima qualificazione consecutiva alla fase finale di una grande competizione (fatto mai verificatosi nella storia di questa squadra) nonostante le due sorprendenti sconfitte per 1-0 contro la Scozia (andata a Glasgow, ritorno al Parco dei Principi di Parigi).

Dopo il mancato accesso alla fase finale del campionato del mondo 1994, la Francia si è qualificata per il campionato d'Europa 1996, 2000, 2004 e 2008 e per il campionati del mondo 1998, 2002 e 2006 (anche se nel 1998 non disputò le qualificazioni in quanto paese ospitante e nel 2002 si qualificò d'ufficio come Campione del mondo in carica).

Nella fase finale di Euro 2008, inserita nel girone C con Romania, Olanda ed Italia, la Francia di Domenech ha disatteso le aspettative, classificandosi ultima nel proprio raggruppamento (1 gol fatto, 6 subiti). Ha pareggiato per 0-0 contro i romeni all'esordio e nella seconda partita ha perso in malo modo contro l'Olanda per 4-1. Nella terza e ultima partita è stata sconfitta dall'Italia per 2-0, non qualificandosi alla seconda fase.

La deludente partecipazione a Euro 2008 ha aperto la strada a defezioni di giocatori chiave come Lilian Thuram e Claude Makélélé, i quali hanno annunciato il proprio ritiro dalla Nazionale. Domenech, invece, è stato confermato come commissario tecnico dalla federazione francese.

Il primo giocatore di colore selezionato per la Nazionale di calcio francese (Raoul Diagne) collezionò la sua prima presenza già nel 1931, fino a ottenerne 18 prima della seconda guerra mondiale.

Il primo giocatore di origine nordafricana ad essere convocato dalla Francia fu il marocchino Larbi Ben Barek, che detiene ancora oggi il record di longevità con la squadra francese: 15 anni e 10 mesi di militanza dal 1938 al 1954. Nel frattempo erano stati convocati molti giocatori provenienti da famiglie straniere che avevano trovato lavoro in Francia: italiani (Roger Piantoni, Michel Platini), spagnoli (Luis Fernandez), polacchi (Raymond Kopa), armeni (Youri Djorkaeff) e portoghesi (Robert Pirès).

Dagli anni Novanta la Nazionale francese è ritenuta un esempio di moderna convivenza pacifica tra etnie diverse per la sua capacità di incarnare l'ideale multiculturale della Francia. La squadra ha ottenuto successi a livello continentale e mondiale rimanendo etnicamente eterogenea e diversa per la provenienza dei singoli giocatori, alcuni dei quali originari dei dipartimenti di oltremare della Francia, e altri, invece, figli di immigrati dalle ex colonie francesi. Zinédine Zidane è di origini algerine, precisamente cabile (come anche Karim Benzema). Lilian Thuram, William Gallas, Sylvain Wiltord e Thierry Henry provengono dalle Antille (il primo viene dalla Guadalupa e il terzo ha genitori nati in Guadalupa e Martinica). Florent Malouda è nato nella Guyana Francese, mentre Patrick Vieira si trasferì in Francia dal Senegal.

Questa situazione ha creato la sollevazione delle frange più xenofobe della società e della politica francese e in particolar modo nel leader della destra nazionalista transalpina Jean-Marie Le Pen. Molti indicarono nella vittoria della squadra "Nera, Bianca e Beur" ai Mondiali del 1998 una risposta alle lamentele di Le Pen riguardo l'assenza di una sufficiente componente "francese" nella formazione. Nel 2002 la Nazionale, guidata da Marcel Desailly, nativo del Ghana, si appellò unanimemente e pubblicamente contro la candidatura presidenziale di Le Pen, invitando la gente francese a fare altrettanto e auspicando un ritorno di Jacques Chirac.

Nel 2004 una troupe televisiva colse il CT della Spagna Luis Aragonés mentre incitava José Antonio Reyes invitandolo a dimostrare di valere di più di Thierry Henry (suo compagno nell'Arsenal), cui l'allenatore iberico rivolgeva un gravissimo insulto razzista e volgare. Sulla vicenda l'UEFA condusse un'inchiesta, che terminò con una multa alla Federazione calcistica spagnola e l'impegno a punire severamente comportamenti simili in futuro. Dopo il fatto lo stesso Henry e l'azienda Nike iniziarono a promuovere una campagna internazionale per la sensibilizzazione contro il razzismo (Stand Up Speak Up).

Nel 2006 la Francia raggiunse nuovamente la finale della Coppa del mondo. Anche in questa circostanza Le Pen attirò su di sé un vespaio di polemiche per aver dichiarato che Domenech aveva convocato troppi calciatori di colore. La squadra, tramite Domenech e Thuram, decise di non replicare alle affermazioni di Le Pen, definite «idiozie».

I tentativi della Francia di integrare le sue minoranze e di porre definitivamente fine al suo passato coloniale tramite il modello di convivenza costituito dalla sua Nazionale hanno avuto esiti invidiabili. Tuttavia non sono mancati gli episodi di intolleranza: nel 2001 un'amichevole giocata a Parigi con l'Algeria (ex colonia) pochi giorni dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre fu sospesa nel secondo tempo per via di cori a favore di Osama bin Laden e di insulti a Zidane.

La Nazionale francese veste praticamente da sempre gli amati colori della propria bandiera, le Tricolour.

La divisa storica e tradizionale casalinga è composta da una maglia blu (da cui il soprannome Les Bleus), dei calzoncini bianchi e dei calzettoni rossi, che richiama senza alcun dubbio il vessillo nazionale. Col passare del tempo sono stati aggiunti dei dettagli bianco-rossi marchio indelebile delle divise storiche e attuali francesi, che rimarcano ancor più i colori nazionali. In special modo dal lungo periodo in cui è fornitrice ufficiale l'Adidas, subentrata ad un'unica breve parentesi della connazionale Le Coq Sportif, la divisa casalinga ha indossato da circa più di 20 anni divise blu con strisce adidas bianche e rosse e disegni a seconda della moda, sempre bianco-rossi. Una delle divise casalinghe più famose della Francia è stata quella con cui i transalpini hanno vinto il campionato d’Europa 1984: casacca blu con vistosa barra orizzontale rossa sul petto accompagnata da tre sottili righe bianche sull'addome (richiamo alle strisce Adidas). Questa composizione stilistico-cromatica è stata riproposta, in una forma più moderna, nella divisa del campionato del mondo 1998 che, curiosamente, ha portato di nuovo al trionfo, questa volta mondiale, i francesi. La barra rossa, senza strisce bianche, è stata riproposta anche per il campionato d’Europa 2000, anch'esso vinto dalla Francia, e per il campionato d’Europa 2004, meno fortunato per i galletti.

In trasferta la Francia ha sempre giocato con divise bianche con pantaloncini azzurri o in tenuta bianca monocromatica, a seconda della combinazione indossata dalla selezione di casa, da quasi sempre contornata da bordini e striscette rosso-blu, sempre richiamando quando e dove possibile il tricolore francese. Rimangono impresse le versioni invertite delle già citate maglie con le righe sul petto, e quella della finale con l'Italia del 2006 dove sul petto portava una sfumatura dal rosso al blu. Nel 2008 l'Adidas, non senza qualche critica, ha cambiato drasticamente la combinazione cromatica della divisa da trasferta, realizzandola rossa con bordini bianco-blu, e accompagnata da pantaloncini azzurri e calzettoni del medesimo colore. Nel 1978, ai mondiali, a causa di un disguido, la Francia giocò contro l'Ungheria con una insolita maglia a strisce verticali bianco-verdi: entrambe le squadre si erano presentate in maglia bianca. Furono usate le maglie prestate dalla locale squadra del Kimberley Football Club .

Il simbolo da sempre portato in petto dalla selezione transalpina è un galletto dorato su un'iscrizione F.F.F. (acronimo di Fédération Française de Football che negli europei viene sostituita dalla scriita France vs "nome squadra" e la data dell'incontro), accompagnato da una stella dal 1998 per il trionfo mondiale e riammodernato nel 2006. Lo stemma della federazione reca ugualmente un galletto, ma argenteo e con altri disegni. Il gallo, insieme alla Marianne, è uno dei simboli francesi, anche se è utilizzato di più nello sport, e richiama evidentemente alle popolazioni galliche, stanziate storicamente in Francia.

Dal 2011, sarà la Nike il fornitore tecnico dei galletti.

La nazionale francese è molto seguita ed amata dai proprio tifosi e cittadini, che si presentano spesso allo stadio in gran numero per sostenerla orgogliosi dei loro colori nazionali che non esitano a sfoggiare.

Ma, calcisticamente, la rivalità più sentita è soprattutto con gli italiani, specialmente nell'ultimo decennio, rivalità che tra l'altro trova radici ben profonde: con i cuginetti di Francia c'è da sempre un amore-odio contraddistinto dal rispetto e la stima reciproci ma accompagnato spesso da scherno e competizione, a livello economico-commerciale ma anche culturale. La rivalità calcistica coi transalpini è da sempre esistente, e le storie delle due nazionali sono spesso intrecciate. La prima partita della nazionale azzurra è stata disputata proprio contro i francesi, e nel corso del periodo precedente alla II guerra mondiale le due formazioni si sono affrontate più volte. Fino al 1978 la rivalità era più sentita dai francesi che dagli italiani, in quanto l'Italia ha superato nella maggior parte delle occasioni i rivali a volte anche con risultati clamorosi (un 9-4 ed un 7-0 negli anni '20) e nelle occasioni importanti è riuscita ad estromettere i cugini dalle olimpiadi del 1928, dai mondiali del 1938 (giocati in Francia) e da quelli del 1978, conseguendo grandi risultati.

Dopo una vittoria alle olimpiadi nel 1920 i francesi non riusciranno più ad imporsi sugli azzurri in nessuna occasione fino ad un'amichevole del 1982, 4 anni dopo quella storica vittoria i francesi riuscirono a ripetersi in una occasione ben più importante: gli ottavi di finale del mondiale del 1986. Da quel momento le cose cambiarono completamente: la Francia iniziò a vincere tutti i trofei a disposizione (gli Europei del 1984 e del 2000, la Confederations Cup per due anni di fila e il mondiale nel 1998), mentre l'Italia non riuscì più a vincere un solo trofeo fino al mondiale del 2006.

La rivalità è andata ad acutizzarsi a fine anni 1990, quando le due compagini si incontrarono ai quarti di finale nel campionato del mondo 1998 disputato proprio in Francia e vinto poi dai francesi, dove alla fine la spuntarono i bleus ai rigori. Ma fu due anni dopo, ad Euro 2000 che le due squadre si ritrovarono questa volta in finale e la Francia vinse con due guizzi nel finale dopo essere stata in svantaggio per gran parte della partita: durante le scene di festeggiamento a Parigi molti francesi si divertirono a sfottere gli italiani e l'Italia, acuendo di più la rivalità. Per un breve periodo le nazionali maggiori non si sono più affrontate, ma sono tornate a sfidarsi nella finale del campionato del mondo 2006, vinta questa volta ai rigori dagli azzurri, giocato anch'esso con notevoli scintille: Zinedine Zidane segnò un rigore scucchiaiando (gesto considerato provocatorio), mentre nei supplementari lo stesso calciatore, diede una testata violenta a Marco Materazzi in risposta ad alcuni suoi insulti ritenuti pesanti, venendo poi espulso. Inutile dire che in breve tempo Materazzi, divenne l'idolo di molti italiani e nemico pubblico francese, mentre Zidane viceversa. Dopo la finale susseguirono giornate incandescenti, con dichiarazioni al vetriolo dei parenti di Zidane e di personaggi di primo piano francesi nei confronti di Materazzi, reo di aver provocato il calciatore francese. Giusto il tempo di stemperare gli animi dopo la discussa finale, che l'Italia, volere del destino, ritrova la Francia sia nelle qualificazioni (ma il sorteggio è avvenuto a gennaio 2006, prima del Mondiale) che, a qualificazione ottenuta, nel girone di Euro 2008. Anche le due partite di qualificazione per l'Europeo vengono giocate in un clima incandescente. Soprattutto quella di ritorno a Milano, finita 0-0, viene preceduta dalle dichiarazioni gravi del CT francese Raymond Domenech rese a Le Parisien nelle quali sostiene: «Sono contento di giocare l'8 settembre Italia-Francia a Milano e non a Roma: senza pista d'atletica e con 80 mila persone così vicine sarà un ambiente eccezionale. È in questi casi che si vedono i grandi giocatori: la mia sola preoccupazione sarà l'arbitro, ma con gli italiani è un'abitudine». L'enorme gravità delle affermazioni ha eco immediata in Italia, con lo sdegno di gran parte della popolazione: la UEFA è costretta ad intervenire, squalificando Domenech e multandolo aspramente. Nonostante i tentativi di distensione dei giocatori italiani e francesi, soprattutto del capitano azzurro Fabio Cannavaro, la sera della partita a San Siro il pubblico fischia pesantemente la Marsigliese. Seguono immediate aspre polemiche sia in Francia che in Italia, con lettere ufficiali di scuse. A seguito di questi episodi la situazione si è un po' stemperata con successive dichiarazioni distensive di Domenech che ha dichiarato di tifare Italia in modo che la sua nazionale potesse qualificarsi con più tranquillità.

L'ennesima sfida tra le due nazionali si è giocata martedì 17 giugno, vinta dagli azzurri per 2-0, con la conseguente eliminazione della Francia dall'Euro 2008. Erano 30 anni (dai mondiali del 1978) che gli azzurri non battevano i bleus nei 120 minuti di gioco.

Prima del 1955 gli allenatori erano selezionati da un comitato.

I dati sono aggiornati al 17 giugno 2008. In grassetto sono riportati i vincitori dei Mondiali 1998. Con l'asterisco (*) i calciatori ancora in attività o con possibilità di scendere in campo con la nazionale.

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La Juventus F.C. e la Nazionale italiana di calcio

Sandro Pertini con Zoff, Causio e Bearzot, di rientro dal Campionato mondiale di calcio 1982, giocano una partita di Scopone scientifico in aereo.

Voce principale: Juventus Football Club.

Il legame tra la Juventus F.C. e la Nazionale italiana di calcio iniziò oltre ottanta anni fa, con la prima convocazione di un calciatore della squadra bianconera in Nazionale per disputare una gara amichevole in Svizzera nel 1920. Da allora, il contributo del club alla maglia azzurra è stato ininterrotto - caso unico nella penisola italica - rendendo la Juventus la società che ha contribuito maggiormente ai successi della Nazionale A, con il maggior numero di calciatori convocati principalmente durante le partecipazioni dell'Italia ai campionati mondiali, dalla seconda edizione, la prima disputata in territorio europeo. Tale apporto è stato maggiore durante gli anni trenta, settanta ed ottanta in concomitanza con periodi di grandi successi per la società torinese, il club che vanta a livello mondiale il maggior numero di giocatori che abbiano vinto - almeno una volta - il campionato del mondo, sia in assoluto con un totale di 24 calciatori che di uno stessa rappresentativa nazionale con 22.

La storia dei bianconeri in azzurro, cominciò nel 1920 con il primo giocatore della Juventus convocato alla Nazionale A: il portiere Giovanni Giacone, che indossò la maglia della Squadra Azzurra il 28 marzo a Berna in una gara amichevole contro la Svizzera. Giacone vestì la maglia della nazionale italiana in altre tre occasioni: in una partita amichevole contro l'Paesi Bassi il 13 maggio e nelle partite contro l'Egitto e contro la Francia durante i Giochi della VII Olimpiade ad Anversa (Belgio), insieme ai compagni Antonio Bruna, terzino, e Pio Ferraris, centrocampista.

Quattro anni dopo, tre juventini - Gianpiero Combi, Virginio Rosetta ed il citato Bruna - furono convocati nella selezione che partecipò ai Giochi olimpici di Parigi, ma gli azzurri giunsero ai quarti di finale per la seconda volta consecutiva. Combi fece parte del gruppo che conquistò la medaglia di bronzo ad Amsterdam, fermati solo dai campioni olimpici uscenti dell'Uruguay (3-2).

Sul finire degli anni venti, un totale di sei calciatori juventini (Combi, Cevenini III, Caligaris, Munerati, Orsi e Rosetta) fecero parte della Nazionale vincitrice della prima edizione della Coppa Internazionale di calcio, torneo precursore dell'attuale campionato europeo di calcio, dopo la storica vittoria a Budapest per 5 reti a 0 contro l'Ungheria l'11 maggio 1930 rendendo celebre il trio Combi-Rosetta-Caligaris.

Durante la prima metà degli anni trenta, altri tre calciatori che nel militavano nella Juventus (Luigi Bertolini, Renato Cesarini e Giovanni Ferrari) furono convocati dal commissario tecnico Vittorio Pozzo, alzando a nove il numero dei bianconeri in azzurro, insieme ai campioni prima citati, che parteciparono alla seconda edizione del torneo, qualificandosi seconda dietro solo al Wunderteam austriaco, capitanato dal centrocampista Matthias Šindelář.

Due anni dopo la Juventus pluricampione d'Italia rappresentò ancora una volta l'ossatura della Nazionale A con nove giocatori che fecero parte sul gruppo dei ventidue membri della Nazionale nel secondo campionato mondiale, la cossidetta Nazio-Juve composta dal capitano Gianpiero Combi - chiamato in extremis da Pozzo dopo che Carlo Ceresoli, il portiere titolare della nazionale durante la fase di preparazione al mondiale, si fratturò un braccio in una partita amichevole giocata sul campo della Fiorentina -, la mezz'ala Giovanni Ferrari, il centromediano Luis Monti - vicecampione mondiale nel 1930 con l'Argentina -, l'ala destra Raimundo Orsi - questi ultimi due oriundi della squadra nazionale di quegli anni - ed il mediano sinistro Luigi Bertolini tra i titolari anche nella gara finale contro la Cecoslovacchia di František Plánička, Oldřich Nejedlý e Antonín Puč.

I terzini Virginio Rosetta ed Umberto Caligaris - che lasciarono il posto da titolare ai giovani Eraldo Monzeglio e Luigi Allemandi dopo la gara di debutto contro gli Stati Uniti -, il mediano destro Mario Varglien I ed il centravanti Felice Borel II, furono inseriti tra le riserve durante il torneo.

L'anno successivo l'Italia, rafforzata con i bianconeri Borel II e Monti vinse la terza Coppa Antonin Švehla, battendo 1-0 a Budapest l'Ungheria dell'attacante György Sárosi il 20 ottobre 1933 (rete di Borel II al minuto 43), con ben nove juventini tra gli undici titolari e 5-2 la Svizzera del 3 dicembre 1933, quando furono otto i giocatori juventini tra i titolari.

Due anni dopo il titolo mondiale, l'Italia partecipò al torneo di calcio dei Giochi Olimpici di Berlino nel 1936 con i terzini juventini Foni e Rava tra i convocati, che costituirono una coppia difesiva di grande livello, parangonabile a quella composta da Rosetta e Caligaris, e conquistò la medaglia d'oro dopo aver vinto contro la nazionale austriaca per 2 reti a 1. Di quella nazionale Foni, Rava ed il cantrocampista Ugo Locatelli, furono parte anche della rappresentativa italiano che conquistò, due anni dopo, per la seconda volta nella sua storia il campionato mondiale disputato sul territorio francese. Rava e Foni, i terzini della Squadra Azzurra durante la Coppa del Mondo, furono eletti tra i migliori giocatori della competizione.

I campioni mondiali Luis Monti e Luigi Bertolini, due degli eroi di Highbury, insieme a Teobaldo Depetrini, fecero parte della Squadra Azzurra fino alla seconda meta degli anni 1940, nonostante i pochi incontri disputati della Nazionale fino alla Liberazione. In seguito Lucidio Sentimenti IV e Carlo Parola furono i più noti bianconeri convocati ai tempi del Grande Torino.

I successi della squadra bianconera durante gli anni 1950 portarono alla convocazione di ben undici dei suoi giocatori nei primi incontri della nazionala dopo la Tragedia di Superga, che furono anche i primi del secondo dopoguerra: Giampiero Boniperti, Ermes Muccinelli, Giacomo Mari ed il citato Parola, il portiere Giovanni Viola nel corso degli anni cinquanta. La crisi strutturale del paese in quell'epoca e le lotte intestine, privarono la squadra di maggiori risultati fino al decennio successivo. Giuseppe Corradi partecipò con la divisa azzurra ai Giochi olimpici di Helsinki nel 1952.

Durante gli anni sessanta altri bianconeri, quali Omar Sivori, Bruno Mora, Sandro Salvadore e Gianfranco Leoncini, fecero parte delle rose dell'Italia ai mondiali del 1962 e del 1966, rispettivamente. Due anni dopo, Salvatore - in qualità di capitano - insieme ad i compagni bianconeri Giancarlo Bercellino I ed Ernesto Castano vinsero l'Europeo disputato in Italia nel 1968. Altri due futuri pilastri della squadra torinese durante gli anni 1970, Pietro Anastasi e Dino Zoff, vinsero il torneo.

Dopo la deludente partecipazione degli azzurri al campionato mondiale di calcio 1974, le leggi della Federazione Italiana Giuoco Calcio vietarono l'impiego di calciatori stranieri nel campionato italiano. Così, Enzo Bearzot iniziò un nuovo ciclo di grandi risultati per la Nazionale basata - al pari di quella guidata da Vittorio Pozzo durante gli anni Trenta - sul gruppo dei giovani giocatori della grande Juventus guidata all'epoca da Giovanni Trapattoni, il cosiddetto Blocco-Juve, composto da Dino Zoff, Pietro Anastasi - entrambi campioni d'Europa nel 1968 -, Luciano Spinosi, Francesco Morini, Romeo Benetti, Antonello Cuccureddu, Gaetano Scirea, Antonio Cabrini, Claudio Gentile, Marco Tardelli, Franco Causio, Roberto Boninsegna, Giuseppe Furino, Roberto Bettega e Paolo Rossi (questi ultimi tre cresciuti anche nel vivaio juventino). Ben nove giocatori di tale gruppo (Zoff, Benetti, Cuccureddu, Scirea, Cabrini, Gentile, Tardelli, Causio e Bettega, che avevano vinto il campionato nazionale e la Coppa UEFA nella stagione precedente) furono tra i giocatori titolari al quarto posto finale raggiunto dalla Nazionale nella coppa del mondo di 1978 con un livello di gioco considerato il miglior del secondo dopoguerra.

Nel 1980 lo scandalo del calcio privò la Nazionale dei alcuni elementi di noto valore proprio alla vigilia del Campionato europeo di calcio 1980, manifestazione in cui la rappresentativa italiana arrivò quarta. Due anni dopo la Nazionale vinse il dodicesimo campionato mondiale con un organico composto da sei calciatori juventini del Blocco-Juve originale: tra i titolari (il capitano Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli e Rossi, pilastri anche nei successi del sodalizio piemontese durante la prima metà degli anni 1980). Rossi, già presente nel 1978 ma all’epoca nelle file del Lanerossi Vicenza, fu eletto miglior calciatore del torneo e, insieme a i suoi compagni Zoff e Gentile, incluso nel All-Star Team FIFA, vinse la classifica marcatori del torneo con 6 reti in 7 gare (Scarpa d'oro), ed in seguito il Pallone d'oro di tale anno. A essi si aggiunsero, nell’edizione 1978, Benetti, Causio (presente anche nel 1982 ma nel frattempo trasferito all'Udinese) e Bettega (indisponibile nel medesimo anno in quanto infortunatosi gravemente nel novembre 1981 al ginocchio in Coppa dei Campioni, a Torino contro l'Anderlecht).

La fine del ciclo di Enzo Bearzot nel 1986 con la Nazionale fu anche quella del periodo di dieci anni di Trapattoni alla Juventus, rappresentata nel nuovo ciclo azzurro da nuovi calciatori quali Stefano Tacconi e Luigi De Agostini.

Salvatore Schillaci, calciatore juventino ex membro della nazionale italiana U-21 insieme a Walter Zenga, Roberto Baggio e Gianluca Vialli, fu uno dei pilastri degli azzurri nel Campionato mondiale di calcio 1990, in cui vinse la classifica marcatori (6 reti in 7 gare) ed il trofeo al migliore giocatore del torneo, nonostante la delusione del quarto posto finale. Già all'inizio degli anni 1990 i bianconeri Dino e Roberto Baggio (eletto miglior calciatore europeo 1993), Pierluigi Casiraghi e Vialli erano parte delle spedizioni azzurre fino alla Coppa del Mondo di 1994, dove la nazionale italiana arrivò in finale.

Nella seconda metà degli anni 1990 la Juventus, allenata da Marcello Lippi, rappresentò l'asse portante della Squadra Azzurra con il supporto di calciatori del calibro di Angelo Peruzzi, Ciro Ferrara, Alessio Tacchinardi, Moreno Torricelli, Angelo Di Livio, Alessandro Del Piero, Antonio Conte e Fabrizio Ravanelli. Nella stagione 1996-97 furono convocati ben dieci calciatori del sodalizio piemontese, formando l'asse portante della Nazionale vicecampione d'Europa del 2000 giudata da Dino Zoff.

L'Italia di Lippi si proclamò vincitrice del 18mo campionato mondiale in Germania nel luglio del 2006, con cinque calciatori della Juventus allenata da Fabio Capello (Gianluigi Buffon, Gianluca Zambrotta, il capitano Fabio Cannavaro (Pallone d'oro del mondiale ed in seguito calciatore europeo di quell'anno), Mauro Camoranesi e Del Piero). In totale, otto calciatori titolari del club, di cui iniziarono la gara – i primi nominati insieme ai francesi Lilian Thuram, Patrick Vieira e David Trézéguet – giocarono la finale del 9 luglio a Berlino, un record. Buffon, Thuram, Cannavaro e Zambrotta furono inclusi tra i migliori 23 giocatori del torneo.

Qui di seguito è riportata la lista di tutti i calciatori italiani della Juventus convocati in nazionale maggiore (anche nota come Nazionale A) per incontri ufficiali dal 1920 ad oggi. Tale lista include 22 campioni del mondo (record), 3 campioni d'Europa, 2 campioni olimpici ed 11 vincitori della Coppa Internazionale di calcio (record) mentre militavano nel club della capitale sabauda.

Fonte: Nazionali in cifre: Convocati da una società. www.figc.it. URL consultato il 04-01-2009. Leggenda: Calciatori vincitori della coppa del mondo di calcio durante la loro militanza nella Juventus F.C. Calciatori vincitori del Campionato europeo di calcio durante la loro militanza nella Juventus F.C. Calciatori vincitori della medaglia d'oro del torneo olimpico di calcio durante la loro militanza nella Juventus F.C. Calciatori vincitori della Coppa Internazionale di calcio durante la loro militanza nella Juventus F.C. (*) Calciatori oriundi.

Dati aggiornati al 28 dicembre 2008.

Qui di seguito è riportata la lista di tutti i calciatori italiani della Juventus convocati in nazionale olimpica (o Nazionale Under 23).

Fonte: Nazionali in cifre: Convocati da una società. www.figc.it. URL consultato il 04-01-2009. Dati aggiornati al 28 dicembre 2008.

Qui di seguito è riportata la lista di tutti i calciatori italiani della Juventus convocati nelle nazionali giovanili per incontri ufficiali, suddivisi per fascia d'età. La società di Corso Galileo Ferraris ha fornito il maggior numero di convocati alle nazionali Under 21 ed Under 20, due delle formazioni che hanno costituito il laboratorio di prova ed il serbatoio di calciatori che in seguito sarebbero stati utilizzati per la Nazionale A. Inoltre, è uno dei club con il maggior numero di convocati in nazionale Under-19.

Qui di seguito sono riportati tutti i calciatori italiani della Juventus convocati nella nazionale Under 21 per incontri ufficiali. La società torinese vanta il primato di convocazioni in questa selezione.

Fonte: Nazionali in cifre: Convocati da una società. www.figc.it. URL consultato il 04-01-2009. Dati aggiornati al 28 dicembre 2008.

Qui di seguito sono riportati tutti i calciatori italiani della Juventus convocati nella nazionale Under 20 per incontri ufficiali. La società torinese vanta il primato di convocazioni in questa selezione.

Fonte: Nazionali in cifre: Convocati da una società. www.figc.it. URL consultato il 04-01-2009. Dati aggiornati al 28 dicembre 2008.

Qui di seguito sono riportati tutti i calciatori italiani della Juventus convocati nella nazionale Under 19 per incontri ufficiali.

Fonte: Nazionali in cifre: Convocati da una società. www.figc.it. URL consultato il 04-01-2009. Dati aggiornati al 28 dicembre 2008.

Qui di seguito sono riportati tutti i calciatori italiani della Juventus convocati nella nazionale Under 18 per incontri ufficiali.

Fonte: Nazionali in cifre: Convocati da una società. www.figc.it. URL consultato il 04-01-2009. Dati aggiornati al 28 dicembre 2008.

Qui di seguito sono riportati tutti i calciatori italiani della Juventus convocati nella nazionale Under 17 per incontri ufficiali.

Fonte: Nazionali in cifre: Convocati da una società. www.figc.it. URL consultato il 04-01-2009. Dati aggiornati al 28 dicembre 2008.

Qui di seguito sono riportati tutti i calciatori italiani della Juventus convocati nelle nazionali Under 16 e 15 per incontri ufficiali.

Ivan Mignano ha giocato per la nazionale Under 16 italiana.

Fonte: Nazionali in cifre: Convocati da una società. www.figc.it. URL consultato il 04-01-2009. Dati aggiornati al 28 dicembre 2008.

La Juventus ha anche contribuito alle nazionali di altri paesi. Zinédine Zidane ed il capitano Didier Deschamps militavano nel club torinese quando vinsero il Campionato mondiale di calcio 1998 con la Francia, alzando a 24 il numero totale dei giocatori della Juventus vincitori del principale manifestazione calcistica, più di qualsiasi altro club del pianeta. Tre giocatori bianconeri d'origine non italiana hanno vinto il campionato europeo: Luis Del Sol lo vinse nel 1964 con la Spagna e Michel Platini e Zidane lo vinsero rispettivamente nel 1984 e nel 2000 con la Francia. Inoltre, altri due calciatori hanno vinto la Coppa delle Confederazioni FIFA mentre militavano nella Juventus: Lilian Thuram (2003 con la Francia) ed Emerson (2005 con il Brasile).

Altri calciatori stranieri convocati nelle rispettive nazionali sono stati l'olandese Edgar Davids ed il francese Patrick Vieira, eletti nell'All-Star Team FIFA rispettivamente nel 1998 e nel 2006 mentre militavano nella formazione torinese.

Leggenda: Calciatori vincitori della coppa del mondo di calcio durante la loro militanza nella Juventus F.C. Calciatori vincitori del Campionato europeo di calcio durante la loro militanza nella Juventus F.C. FCC Calciatori vincitori della Coppa delle Confederazioni FIFA durante la loro militanza nella Juventus F.C.

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Source : Wikipedia