Lettonia

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Tags : lettonia, europa, esteri

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Lettonia

Lettonia dal satellite

La Repubblica di Lettonia (in lettone Latvijas Republika) è uno Stato (64.589 km², 2.286.700 abitanti ad agosto 2006, capitale Riga) situato nell'Europa nord-orientale; confina a nord con l'Estonia (267 km), a est con la Russia (217 km), a sud-est con la Bielorussia (141 km) e a sud con la Lituania (453 km), ed è bagnata ad ovest dal Mar Baltico.

La Lettonia è una repubblica parlamentare; l'attuale primo ministro è Ivars Godmanis, mentre l'attuale presidente della repubblica è Valdis Zatlers, che ha sostituito nella carica Vaira Vīķe-Freiberga dopo l'elezione da parte del Saeima il 31 maggio 2007.

La lingua ufficiale è il lettone. Dal 1° maggio 2004 è uno degli Stati membri dell'Unione europea.

È compresa fra i 55°40' e i 58°05' latitudine Nord e i 20°58' e 28°14' longitudine Est, e si affaccia sulla parte orientale del mar Baltico tra l'Estonia e la Lituania.

La Lettonia è costituita da quattro regioni tradizionali: Curlandia (Kurzeme), Livonia (Vidzeme), Semigallia (Zemgale) e Latgallia (Latgale).

La Lettonia è molto boscosa (40% della superficie), con numerosi laghi di origine glaciale, (più di 3000), torbiere e zone paludose. Il paese è bagnato dal Mar Baltico, la lunga costa (531 Km) è prevalentemente sabbiosa e non possiede isole. L'elemento caratterizzante del litorale lettone è il Golfo di Riga (o Baia di Riga, in Lettone Rīgas Jūras līcis, in Estone Liivi Laht). L'area occupata dal golfo di Riga è di 18.000 km² e la profondità massima è di 54 m.

Il territorio è formato da pianure interrotte da colline che non superano i 300 m. d'altezza. Il punto più elevato del Paese è il Gaizina kalns, che raggiunge i 311 m. d'altezza.

La lingua ufficiale della Repubblica di Lettonia è il lettone. La lingua lettone, come il lituano e l'estinto antico prussiano, appartiene al gruppo baltico della famiglia delle lingue indoeuropee .

La lingua latgalliana è diffusa nella Latgallia (Latgale) (la maggior parte dei linguisti considerano il latgalliano un dialetto della lingua lettone).

Il russo è di gran lunga la lingua di minoranza più diffusa, parlata o capita almeno da una buona parte di popolazione non russa.

La popolazione è principalmente di religione cristiana. Il più grande gruppo è quello Luterano (556.000, secondo i dati del 2003), con più piccole percentuali di cattolici (430.405) (vedi chiesa cattolica in Lettonia) e di ortodossi orientali (350.000).

Inoltre in Lettonia c'è una comunità ebrea (9883 dati del 2005) che è principalmente quel che rimane del periodo sovietico. La comunità ebrea lettone è stata annientata durante la seconda guerra mondiale (secondo l'ultimo censimento ufficiale nel 1935 era formata da 93.479 ebrei, circa il 6,4% della popolazione totale).

Un'altra religione è il Dievturi (il Godkeepers), che ha radici storiche basate sulla mitologia del periodo pre-Cristiano.

Terra anticamente abitata da popoli nomadi dediti alla pesca e alla caccia, il territorio fu colonizzato dai livoni, popolo di ceppo ugrofinnico, ai quali si aggiunsero i lettoni, una popolazione indoeuropea. L'Ordine Teutonico iniziò la conversione delle popolazioni locali al cristianesimo agli inizi del XIII secolo.

Protagonista dell'evangelizzazione della Lettonia fu Alberto di Buxhövden, che fondò l'attuale capitale Riga insediando la sede vescovile e sottomettendo il popolo dei livoni con la collaborazione dei cavalieri dell'Ordine Teutonico.

Nel 1207 la Livonia fu riconosciuta come feudo dell'impero e spartita tra la città di Riga, il vescovato e l'Ordine Teutonico. Nel 1237 l'intera regione passò totalmente sotto l'autorità dei Cavalieri, rimanendo parte dell'impero fino al 1561, quando il regno di Polonia congiunse le province di Latgallia e Livonia a Nord del fiume Daugava, mentre le province di Curlandia e Semigallia, furono unite nel Ducato di Curlandia, stato indipendente sotto la sfera d'influenza della Polonia.

La Svezia nel 1621 conquistò Riga e la provincia di Livonia, perdendole nel 1721, durante le Guerre del Nord, finendo così nella sfera d'influenza dell'Impero russo, che la sottopose a un intenso processo di russificazione. Nel 1795, con la terza spartizione della Polonia, la Russia di Caterina II si assicurò il controllo dell'intero territorio dell'attuale Lettonia. Il territorio della Lettonia, durante la Prima guerra mondiale, venne occupato dalla Germania. Il 18 novembre 1918, poco dopo la resa della Germania fu proclamata l'indipendenza che fu riconosciuta dalla Russia bolscevica l'11 agosto 1920.

Il 23 agosto 1939 la Germania nazista e l'URSS, firmarono il patto Molotov-Ribbentrop e la Lettonia fu inserita nella sfera di influenza sovietica. Nell'agosto del 1940 il paese venne occupato dall'Armata rossa e la Lettonia, come gli altri Stati baltici, divenne una delle repubbliche dell'Urss (Repubblica socialista sovietica lettone). La Germania durante l'operazione Barbarossa invase l'URSS e occupò la Lettonia nel 1941.

Alla fine della Seconda guerra mondiale l'Unione Sovietica riconquistò la Lettonia, che venne sottoposta alle purghe del regime staliniano nel quinquennio successivo al conflitto. Dichiarazione d'indipendenza il 4 maggio 1990, il 21 agosto 1991 il paese riconquista la propria indipendenza dall'Unione Sovietica.

Il 20 settembre 2003 il 66,9% dei lettoni in un referendum approvò l'adesione all'Unione Europea.

Il 29 marzo 2004 è entrata a far parte anche della NATO.

La Lettonia è una Repubblica parlamentare.

Il parlamento unicamerale (Saeima) è formato da 100 deputati eletti ogni 4 anni con sistema elettorale proporzionale con soglia di sbarramento del 5%.

Il Presidente della repubblica di Lettonia viene eletto dal Parlamento ogni 4 anni, emendato da un mandato triennale il 4 dicembre 1997. Il presidente viene eletto con ballottagio segreto con una maggioranza di voti non inferiore al cinquanta più uno dei membri del Saeima. Il Presidente è il rappresentante della Lettonia nelle relazioni internazionali, nomina i rappresentanti diplomatici della Lettonia, e riceve anche i rappresentanti diplomatici degli altri stati; ratifica le decisioni del Saeima riguardo alla stipula di accordi internazionali. Ha il potere di concedere la grazia ai criminali dopo che la sentenza della corte abbia prodotto i suoi effetti legali; è il Comandante in capo dell forze armate della Lettonia. In tempo di guerra il Presidente assume la carica di Comandante supremo delle forze armate. In base alle decisioni del Saeima, spetta al Presidente dichiarare guerra.

La residenza ufficiale del Presidente della Lettonia è situata nel Castello di Riga.

Il Primo ministro è nominato dal presidente della repubblica in base al risultato delle elezioni parlamentari. Il Primo ministro in seguito sceglie il Consiglio dei Ministri che deve essere approvato dal Parlamento tramite un voto di fiducia. Le elezioni parlamentari si tengono il primo sabato di ottobre.

In Lettonia le elezioni dei consigli comunali, che sono costituiti da 7 a 60 membri a seconda delle dimensioni della municipalità, sono eletti tramite la rappresentanza proporzionale per un mandato di quattro anni.

La Lettonia il 12 giugno 1995 firma l'Accordo di Associazione, il quale entra in vigore solo il 1° febbraio 1998. Il 10 dicembre 1999 vengono aperti i negoziati di adesione. Circa tre anni dopo, il 13 dicembre 2002, durante il Consiglio europeo, i negoziati di adesione vengono chiusi e finalmente, il 14 aprile 2003, il Consiglio Europeo approva l'adesione della Lettonia dall'Unione Europea. 16 aprile 2003 firma il Trattato di adesione; il 17 dicembre 2003 Deposita presso il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica italiana i propri strumenti di ratifica del Trattato di adesione. Il 1° maggio 2004, entrato in vigore il Trattato, la Lettonia diventa membro dell'Unione Europea. Infine, il 21 dicembre 2007 la Lettonia entra nello spazio Schengen.

La Lettonia è suddivisa amministrativamente in 26 distretti detti apriņķis (plurale - apriņķi) oppure rajons (plurale - rajoni). Sette città sono a statuto speciale dette lielpilsētas (al singolare) e al plurale lielpilsēta.

Vi è poi la Regione di Abrene, o Abrene, annessa dalla Russia durante la Seconda guerra mondiale e tutt'ora rivendicata dalla Lettonia.

La capitale è Riga (753.000 ab.);le altre principali città sono: Daugavpils (112.000 ab.), Liepaja (84.000 ab), Jelgava, Jürmala, Ventspils e Rezekne. Le città portano lo stesso nome delle regioni.

Nel 1992 nel paese vi erano 176 ospedali e 130 letti ogni 10.000 abitanti. La maggior parte degli ospedali sono concentrati nelle aree urbane. Vi erano 41 medici per 10.000 abitanti ma scarsità di personale infermieristico e ausiliario.

Il settore economico prevalente è l'industria meccanica e dei mezzi di trasporto. Ha importanza pure il settore della pesca, la costruzione di mobili e tessile. Importanti partner commerciali sono i paesi baltici.

La rete dei trasporti è ben sviluppata. Accanto la strada e la ferrovia ha importanza pure la navigazione sul Baltico. Porti importanti si trovano a Riga, Ventspils e Liepaja.

La Lettonia ha riformato il sistema della pubblica istruzione nel 1989 prevedendo un primo ciclo obbligatorio della durata di nove anni seguita da un secondo ciclo di tre anni oppure da una formazione professionale della durata variabile da uno a sei anni. Molta attenzione è rivolta allo studio della musica, soprattutto della musica corale.

Animali selvatici frequenti sono i cervi, caprioli e volpi. Vi sono pure alci, castori, lupi e rare renne. Le coste sono popolate dalle foche. Le cicogne bianche raggiungono le 6500 coppie, sei volte tanto rispetto a tutta l'Europa occidentale. Esiste anche un mini parco nazionale, dove tutte queste specie in estinzione vengono preservate.

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Storia della Lettonia

Bandiera della Lettonia Sovietica.

I proto-Baltici furono gli antenati dei popoli Lettoni che vissero sulla costa orientale del Mar Baltico dal III millennio avanti Cristo.

All’inizio di questa era, il territorio conosciuto oggi come Lettonia divenne famoso come crocevia di commerci. La famosa "strada dai Vichinghi ai Greci" menzionata in antiche cronache, che si estendeva dalla Scandinavia attraverso il territorio lettone attraverso il fiume Daugava fino all’antica Rus' di Kiev e l’Impero Bizantino.

Gli antichi Baltici partecipavano attivamente alla rete del commercio. In tutta Europa, le coste lettoni erano conosciute come luoghi pieni d’ambra. Per tutto il Medioevo, l’ambra era in diversi luoghi considerata più preziosa dell’oro, l’ambra lettone era conosciuta già ai tempi dei Romani e prima ancora dai Greci.

Nel X secolo d.C., gli antichi Baltici cominciarono a formare dei piccoli regni tribali. Gradualmente, si svilupparono quattro culture tribali baltiche: i Curlandi, i Latgalli, i Selonici ed i Semigalli.

La tribù maggiore era quella dei Latgalli, che era anche la più avanzata dal punto di vista dello sviluppo socio-politico. Nel XII e XII secolo, i Curlandi diedero vita ad una massiccia campagna di invasioni nel territorio circostante il loro insediamento, depredando e massacrando i popoli vicini.

Sulla costa occidentale del Mar Baltico, vennero conosciuti come Vichinghi Baltici, mentre i Selonici ed i Semigalli divennero prosperi contadini che vivevano in pace gli uni con gli altri.

A causa della sua posizione strategica, il territorio lettone è sempre stato invaso dalle nazioni maggiori che premevano ai suoi confini, e questa perenne situazione ha influito per sempre sulla vita e sul destino del paese e dei suoi abitanti.

Alla fine del XII secolo, la Lettonia era spesso visitata dai commercianti europei occidentali, che compivano i loro viaggi d’affari navigando sul fiume Daugava, che arrivava fino in Russia. Il passaggio al XIII secolo vide l’arrivo dei primi commercianti tedeschi, cui seguirono ben presto i primi preti cattolici accorsi per convertire i popoli baltici, tuttora pagani, e quelli ugro-finnici, appena giunti in quelle zone.

Tuttavia, i Baltici resistettero alla conversione, ed in virtù di ciò, il Papa decise di inviare una Crociata per risolvere la questione. Tale crociata, e quelle successive, furono poi chiamata, per distinguerle dalle altre che avvennero in Medio Oriente, Crociate del Nord.

Intanto, i tedeschi fondarono Riga nel 1201, e gradualmente divenne la maggiore e più bella città che si affacciasse sul Mar Baltico. Ma l’arrivo dei Cavalieri Teutonici pose fine al periodo delle quattro grandi tribù lettoni.

Nel XIII secolo, la Confederazione della Livonia si sviluppò sotto il protettorato tedesco includendo anche la Lettonia e l’Estonia. Nel 1282, Riga e successivamente Cēsis, Limbaži, Koknese and Valmiera entrarono a far parte dell’Organizzazione Mercantile della Germania Settentrionale, meglio conosciuta come Lega Anseatica. Da questo momento, Riga divenne un importante punto di riferimento per il commercio tra Est ed Ovest, pur agganciandosi definitivamente all’Europa Occidentale.

La fine del XV secolo fu un periodo di grandi cambiamenti per gli abitanti della Lettonia, che risultarono poi decisivi per la riforma ed il definitivo tracollo della loro nazione. Dopo la Prima Guerra del Nord (1558-83), l’odierno territorio lettone era parte integrante dell’Unione Polacco-Lituana. La fede luterana fu accettata nelle regioni di Kurzeme, Zemgale e Vidzeme, mentre quella cattolica restò nella regione di Latgallia, e così sono rimaste fino ai giorni nostri.

Nel XVII secolo, il Ducato di Curlandia, precedentemente parte della Lettonia, conobbe un periodo di boom economico: fondò due colonie – un’isola nell’estuario del fiume Gambia (in Africa) e l’isola di Tobago (nel Mar dei Caraibi). Ancora oggi, l’onomastica di quei luoghi rivela tale colonizzazione.

Nel 1621, durante la Guerra dei Trent'Anni (1600-48), Riga fu conquistata dalla Svezia e divenne la più florida e progredita città svedese. Durante questo periodo, Vidzeme fu conosciuta come il “Cestino del Pane Svedese”, poiché forniva, più di tutte le altre città svedesi, le riserve di grano della nazione. Il resto della Lettonia restò sotto controllo polacco, fino alla seconda spartizione di quel regno, avvenuta nel 1793, quando i territori lettoni divennero russi.

La nascita della nazione lettone avvenne sul finire del XVII secolo, quando le varie popolazioni (Curlandi, Latgalli, Selonici, Semigalli ed infine i Livoni (di origine ugro-finnica, e che nella loro lingua si chiamavano lībieši o līvi), si dedicarono finalmente a dare una cultura unificata alla loro nazione – i Lettoni (latvieši), che parlavano una lingua comune chiamata “lingua lettone” (latviešu valoda).

Nel XIX secolo, il primo Risveglio Nazionale Lettone cominciò a diffondersi nelle menti degli intellettuali lettoni, nell’arco di un risveglio nazionalistico che attraversò tutta l’Europa di quegli anni. Questa corrente fu supportata prima dai "Giovani Lettoni" (jaunlatvieši) tra il 1850 ed il 1880. Ma questo portò anche ad un primo motivo di contrasto con i Germani Baltici.

Con l’impoverimento delle aree rurali e la crescita dell’urbanizzazione, nacque un movimento di sinistra chiamato Nuova Corrente (jaunā strāva), guidato da Rainis e da Pēteris Stučka, redattori del giornale Dienas Lapa; questo movimento fu subito influenzato dal Marxismo e portò alla nascita del Partito Social-Democratico del Lavoro.

La Lettonia del XX secolo attraversò anche una fase di forte scontento popolare che sfociò nella Rivoluzione del 1905.

L’idea di una Lettonia indipendente cominciò a concretizzarsi agli inizi del 1900, e fu aiutata anche dall’esito della Prima guerra mondiale; il territorio lettone fu direttamente coinvolto nella guerra tra Russia e Germania. Il reparto di Fucilieri lettoni (latviešu strēlnieki) è rimasto famosa per il coraggio ed il valore con cui combatterono i tedeschi. Durante la Guerra civile russa (1917-22), i lettoni combatterono divisi nei due eserciti, ma il grosso dei fucilieri lettoni confluì nei Fucilieri Lettoni Rossi (Latviešu sarkanie strēlnieki), schierati assieme ai Bolscevichi. Nell’autunno del 1919, la divisione rossa lettone partecipò in alcune grandi battaglie contro l’Armata Bianca guidata dal generale russo Anton Denikin ed alla fine della guerra ottennero il più grande riconoscimento militare dell’epoca, la Bandiera Rossa d'Onore di Vtsik.

La Lettonia, comunque, era stata unita nel Ducato Baltico Unito, uno degli stati creati dal trattato di pace con l’Impero Russo del 1917, ma durò solo un anno, perché con la sconfitta tedesca, tutti gli stati satelliti creati in territorio russo furono smantellati. Con la firma dei trattati di pace del 1918, dunque, nasce finalmente, la Lettonia indipendente, tanto che ancora oggi la festa per l’indipendenza è proprio lo stesso giorno dei trattati di pace, ossia il 18 novembre. La prima grande potenza che riconobbe l’indipendenza e l’esistenza stessa della Lettonia fu la Repubblica Socialista Sovietica Federata il 20 agosto del 1920, che si impegnava a rispettare la sovranità lettone e ne riconosceva i confini.

Sei mesi dopo, la Lettonia fu riconosciuta anche dagli altri paesi della comunità internazionale (26 gennaio 1926) ed il 22 settembre di quello stesso anno la Lettonia fu ammessa nella Lega delle Nazioni.

La crisi economica che colpì tutto il mondo non risparmiò la giovane nazione baltica, già messa a dura prova dall’inesperienza democratica, ed il 15 maggio 1934, il Primo Ministro Kārlis Ulmanis, uno dei padri dell’indipendenza lettone, attuò un colpo di stato senza spargimenti di sangue, chiudendo sia il Parlamento (in lettone, Saeima) che tutti i partiti politici.

Queste misure drastiche si dimostrarono però efficaci, e sorprendentemente la Lettonia riuscì a raggiungere uno standard di vita elevatissimo per l’epoca. Fu proprio questo a permettere al Primo Ministro Kārlis Ulmanis di esercitare un potere incontrastato senza che nessuno sentisse il desiderio di ribellarsi.

Il 23 agosto del 1939, ad una settimana esatta dallo scoppio della Seconda guerra mondiale, l’Unione Sovietica e la Germania nazista firmarono il Patto Molotov-Ribbentrop che garantiva alla prima libertà d’azione sui paesi baltici (Lettonia, Estonia, Lituania e Finlandia) oltre alla parte orientale della Polonia, mentre ai tedeschi garantiva il non-intervento russo nel conflitto imminente. La prospettiva lettone di una invasione russa si fece dunque sempre più forte e così i tre paesi baltici interessati, firmarono un accordo di reciproco aiuto in caso di invasione.

Ma mentre i tedeschi entravano a Parigi (10 maggio 1940), il ministro degli esteri sovietico Molotov accusò i paesi baltici di cospirare contro l’Unione Sovietica. Il 16 giugno del 1940, l’U.R.S.S. lanciò un ultimatum ai governi di Lettonia, Lituania ed Estonia, chiedendo lo stazionamento di truppe dell’Armata Rossa nel proprio territorio. La Lettonia si preparò a resistere, ma i Sovietici il giorno prima avevano già occupato prontamente la Lituania; consapevoli che il proprio esercito si trovava al confine orientale, mentre ora i russi premevano da nord, la Lettonia dovette accettare le condizioni dell’ultimatum. I Sovietici entrarono il giorno successivo (17 giugno). Un mese dopo si tennero i plebisciti per le annessioni, che furono confermate. Il 5 luglio del 1940, la Lettonia diventava provincia sovietica.

Nella primavera del 1941 cominciarono le prime deportazioni sovietiche di dissidenti. Il generale Ivan Serov, già Compagno Commissario della Pubblica Sicurezza dell’Unione Sovietica, firmò il cosiddetto Ordine No. 001223 "Riguardante la Procedura per la cattura e la deportazione di elementi anti-sovietici dal Lituania, Lettonia ed Estonia." Nella notte tra il 13 ed il 14 giugno 1941, 15.424 persone furono catturate (tra cui 1.771 Ebrei e 742 lettoni di etnia russa) e deportate nei Gulag in Siberia; alla fine del primo anno di governo russo, si superarono le 35.000 deportazioni nella sola Lettonia, 131.500 se si contano quelle in Lituania ed Estonia. L’invasione nazista, iniziata una settimana dopo, pose un freno a queste misure.

Le truppe naziste entrarono a Riga il primo di luglio del 1941; dopo l’instaurazione dell’autorità tedesca, iniziarono i nuovi massacri, stavolta in pieno territorio lettone: Ebrei e Rom furono uccisi in massicce quantità, soprattutto a Rumbula. Questi massacri videro la partecipazione anche di diversi collaborazionisti lettoni, che formarono addirittura un’unità vera e propria, la tristemente famosa Arajs Commando, che da sola si rese responsabile della morte di oltre 26.000 Ebrei, e di oltre 2.000 membri dei partiti di sinistra. Alla fine del 1941, la popolazione ebraica lettone era completamente scomparsa dal territorio.

Nonostante la repressione totale nazista, anche in Lettonia nacque la Resistenza, divisa in due schieramenti: il Comitato Centrale Lettone, che sperava in una nuova indipendenza sia dai tedeschi che dai russi, e dal Movimento Partigiano Lettone (латвийский штаб партизанского движения), che sosteneva invece l’unione con l’U.R.S.S..

Tra il 1943 ed il 1944, fu formata la Legione Lettone delle S.S. Combattenti, composta da volontari nazionali intenzionati a combattere al fianco della Germania Nazista contro l’Armata Rossa. Nel 1944, quando i Russi ormai erano rilanciati nella loro Grande Guerra Patriottica, come sarebbe stata ricordata, tutto lasciava intendere il loro ritorno in Lettonia, che puntualmente avvenne. Anzi, si capì subito che i Russi avevano sì liberato la provincia, ma non vi avevano rinunciato. La Lettonia così, tornò ad essere provincia sovietica anche dopo la guerra.

Le purghe del dopoguerra ripresero dove si erano interrotte: altri 120.000 lettoni furono deportati nei Gulag siberiani, altri 130.000 emigrarono in Occidente per sfuggire alla cattura, ed il 25 marzo del 1949 altri 43.000 furono deportati ancora una volta in Siberia.

Tutte le libertà delle minoranze furono represse, e fu ufficialmente imposto il bilinguismo, limitando le solo lingue riconosciuto al russo ed al lettone.

L’economia lettone fu obbligata a farsi sovietica, e tutte le riforme degli anni ’20 e ’30 furono abolite. Le comunità rurali dovettero cedere alla collettivizzazione.

Ciononostante, visto che molte infrastrutture lettoni erano rimaste in buone condizioni, e che da lì provenivano molti specialisti, il governo di Mosca decise la creazione di molte industrie manifatturiere nella provincia lettone: raffinerie, industrie di macchinari e stabilimenti elettrotecnici furono aperti un po' ovunque nel territorio baltico. Questo spinse molti lavoratori russi in cerca di lavoro a trasferirsi in quella provincia, provocando un’alterazione nel rapporto tra lettoni e russi in territorio lettone. Oggi, la popolazione della Lettonia è composta al 60% da lettoni veri e propri (2.375.000), mentre il restante 40% è formato da diverse etnie, tra le quali quella russa è la più numerosa.

Le prime aperture sovietiche alla liberalizzazione dei mercati, nella seconda metà degli anni ’80, portò in Lettonia alla nascita di diverse organizzazioni socio-politiche: Tautas Fronte (Fronte Popolare Lettone), Latvijas Nacionālās Neatkarības Kustība (Movimento per l'Indipendenza Nazionale) ed il Pilsoņu Kongress (Congresso dei Cittadini Lettoni). La caratteristica comune di questi gruppi è che tutti chiedevano l’indipendenza dall’Unione Sovietica.

Il 23 agosto del 1989 correva il 50° anniversario della firma del patto Molotov-Ribbentrop ed i popoli dei tre paesi baltici coinvolti (Lettonia, Estonia e Lituania) formarono una catena umana di 600 chilometri, che univa le tre capitali: Tallinn, Riga e Vilnius. Fu un gesto che colpì l’opinione pubblica mondiale, che si rese conto del desiderio indipendentista dei tre paesi.

Ottenuta l’indipendenza, la Lettonia entrò subito nelle Nazioni Unite. Nel 1992 aderì al Fondo Monetario Internazionale e nel 1994 divenne membro esterno della N.A.T.O., avvicinandosi definitivamente verso l’Unione Europea. La Lettonia fu anche il primo paese baltico ad entrare nell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Alla fine del 1999, l’Unione Europea riunita ad Helsinki, in Finlandia formalizzò la richiesta di ingresso della Lettonia. Nel settembre 2003 il popolo lettone chiamato alle urne votò l’ingresso nell’UE: il 72,5% dei lettoni andò a votare, ed il 67% di essi si dichiarò favorevole. Il 2 aprile 2004 entrò definitivamente nella NATO ed il 1º maggio, finalmente, nell’Unione Europea, completando così il suo inserimento tra le grandi democrazie occidentali.

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Presidenti della Repubblica della Lettonia

Coat of Arms of Latvia.svg

Questo è un elenco dei Presidenti della Repubblica della Lettonia dal 1922 ad oggi nei periodi in cui è stata uno stato indipendente.

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Coppa di Lettonia

La Coppa di Lettonia (let. Latvijas kauss) è la seconda competizione calcistica della Lettonia per importanza dopo la Virslīga, la massima serie del campionato nazionale. Organizzata dalla Federazione calcistica lettone (LFF), è riservata alle squadre professionistiche lettoni che prendono parte alla Virsliga e alle divisioni minori. La prima edizione del torneo si svolse nel 1910.

Tra il 1914 e il 1936 la Coppa non è stata disputata.

La Lettonia viene inglobata nell'Unione Sovietica.

La Lettonia torna uno stato indipendente.

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Regioni della Lettonia

Da un punto di vista storico e culturale (ma non amministrativo) la Lettonia è suddivisa in regioni.

Una quinta regione è la Selonia (Sēlija o Augšzeme), spesso considerata parte della Semgallia, comprende le parti estreme dell'area della Semgallia com'era nel 1939, corrisponde agli attuali territori dei distretti di Aizkraukle, Daugavpils e Jēkabpils situati a sud del Daugava. La regione tradizionale della Selonia comprende anche una parte di territorio compreso nel nord-est della Lituania.

In taluni casi la Curlandia e la Semgallia vengono considerate come una regione unica, ciò riflette la suddivisione politica della Lettonia nel periodo compreso fra il 1629 e il 1917, quando le due regioni erano unite dapprima nel Ducato di Curlandia e in seguito come provincia della Russia imperiale, Livonia e Latgallia nello stesso periodo erano invece entità separate. Considerando le regioni sotto questa prospettiva esistono tre sole regioni, Curlandia (che comprende Semgallia e Selonia), Livonia e Latgallia, la suddivisione in tre regioni non è più utilizzata anche se le tre stelle presenti sia nello stemma della Livonia sia nel monumento alla libertà di Riga vi fanno ancora riferimento.

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Source : Wikipedia