Lecco

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Inviato da david 11/04/2009 @ 18:10

Tags : lecco, lombardia, italia

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Lecco

Lecco - Stemma

Lecco (Lècch in lecchese) è un comune di circa 47mila abitanti, capoluogo dell'omonima provincia lombarda, istituita nel 1992 dopo il distacco da quella di Como. La città è al centro di un'area metropolitana che conta circa centomila abitanti.

Lecco sorge su un deposito alluvionale, in una conca delimitata dalle Prealpi e dal lago di Como, nel punto in cui il Lario finisce e l'Adda riprende il suo corso. Il territorio cittadino è solcato da tre torrenti, il Gerenzone, il Caldone e il Bione. Le montagne che circondano la conca naturale dove si adagia l'abitato sono: a nord il Monte San Martino, a est il Monte due Mani, il Pizzo d'Erna e il monte Resegone, a sud il Magnodeno. A ovest, sulla riva destra dell'Adda si trova il Monte Barro. Sull'Adda nei pressi del ponte Azzone Visconti si trova la piccola Isola Viscontea.

Morfologicamente il territorio lecchese è il risultato dalle numerose glaciazioni che hanno colpito il pianeta, circostanza ben evidente nell'aspetto delle montagne circostanti, una su tutte la Grigna, che mostrano tutte le caratteristiche dell'escavazione glaciale.

Sono i luoghi, o quello che ne rimane, serviti da ispirazione ad Alessandro Manzoni e citati nell'opera I promessi sposi, spunto per un itinerario storico-letterario-turistico tra le poche parti vecchie della città, risparmiate dall'espansione urbanistica legata allo sviluppo industriale. Alcuni luoghi sono storici, come il convento di Pescarenico o il castello dell'Innominato, altri indicati dalla tradizione, come la presunta casa di Lucia Mondella o il tabernacolo dei Bravi.

A Lecco si parla una declinazione del dialetto Insubre (parlato nelle province di Lecco, Como, Varese, Sondrio, Monza e Brianza, Milano, Pavia, Lodi e nel Canton Ticino) appartenente al ceppo linguistico gallo-italiaco. Attualmente è poco usato se non dagli anziani.

A Lecco, oltre alla Chiesa cattolica, è presente la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova e la Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale.

Fanno parte del sistema anche la sezione separata d'archivio, la biblioteca specializzata e la fototeca.

Frazioni: Falghera, Malnago, Piani d'Erna, Pian dei Resinelli, Pradello, Versasio. Sono 14 i rioni storici della città (Centro, Castello, Rancio, Laorca, San Giovanni, Acquate, Olate, Bonacina, Germanedo, Belledo, Maggianico, Chiuso, Pescarenico, Caleotto), a cui nel corso del XX secolo si sono aggiunti nuove zone urbanizzate.

La storia economica di Lecco ha attraversato tre fasi ben distinte: quella Serica, quella Siderurgica e quella Edilizia.

Lo sport a Lecco è da sempre legato alle peculiarità del suo territorio: la montagna ed il lago.

Monumento ad Alessandro Manzoni.

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Storia di Lecco

Voce principale: Lecco.

La storia di Lecco è molto antica, recenti scavi dei Musei Civici di Lecco hanno portato alla scoperta di un villaggio della Cultura di Golasecca (Prima Età del Ferro) alla Rocca di Chiuso. L'orizonte cronologico va dal IX secolo a.C. al IV secolo d.C. Quindi l'isediamento dei Celti golasecchiani nella zona precede di oltre 4 secoli l'arrivo dei Celti La Tène da oltralpe e numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza della cultura di Golasecca e di La Tène nella zona (Olate di Lecco, Valsassina). Nel 2005 ai Piani d'Erna gli scavi dei Musei Civici di Lecco e della Università di Bergamo hanno portato alla luce il più antico sito di produzione metallurgica dell'intero arco alpino (II secolo a.C. - I secolo d.C.). I resti di forni fusori e di scorie di lavorazione comprovano che questa attività, che sarà poi per duemila anni tradizionale per Lecco, era allora già fiorente. Probabilmente celtico anche il toponimo Lecco che si collega a Lech o Loch e cioè lago, come ancora oggi in numerosi dialetti e toponimi di origine celtica (Irlanda, Scozia, Galles, Bretagna, Galizia). I ritrovamenti archeologici d'Età romana sono tanto scarsi e sporadici da far escludere l'esistenza, all'epoca, di un abitato di una certa consistenza. Questo tende ad escludere l'ipotesi paventata da alcuni storici che hanno individuato in Lecco la città romana fondata nel 95 a.C. da Licinio Crasso nell'area lariana. Anche la principale arteria militare proveniente da Aquileia, attraverso Bergamo, diretta a Como, non transitava da Lecco ma più a sud, sul ponte romano di Olginate. Il castrum del colle di Santo Stefano, individuato da Bognetti, e sul quale condusse i primi scavi archeologici il padre di Alessandro Manzoni, Pietro, risale al periodo Tardoantico -Altomedivale e faceva parte delle possenti fortificazioni del limes, poste a difesa di Mediolanum, che circondavano tutto il Lario Orientale da Monte Barro a Lavello.

Durante l'alto medioevo la zona dei dintorni di Lecco acquista una notevole importanza militare. Punto nodale di diverse vie che mettevano in comunicazione l'attuale Lombardia con i territori d'Oltralpe, la regione diviene teatro di scontri e decisive battaglie, come è dimostrato dall'improvvisa scomparsa dell'importante fortificazione dei Goti sul Monte Barro, dove gli scavi archeologici hanno messo in luce i resti di un castello del VI secolo, del quale sono stati riconosciuti un'area abitata ai Piani di Barra ed un sistema difensivo tra l'Eremo ed il versante sud-orientale del monte. Il sistema fortificato di Lecco (Castrum Leuci) diventa sede, con i Carolingi, di un importante Comitato affidato alla famiglia degli Attonidi. Nel 960 l'ultimo di questi conti fu privato del potere dall'imperatore Ottone I e Lecco fu sottoposto alla Signoria dell'Arcivescovo di Milano. La Signoria arcivescovile su tutte le terre orientali del Lario durerà per molti secoli. Per tutto il medioevo il nome di Lecco non indica un particolare centro abitato, ma comprende tutta la zona tra il lago e la Valsassina. Lecco era un abitato policentrico, in cui i vari rioni erano strettamente interdipendenti, ognuno con una specializzazione funzionale ed economica.

Nel 1117 scoppiò una lunga guerra, durata 10 anni, che vide contrapposti molti paesi dei laghi di Como e di Lugano contro Milano, di cui Lecco era alleata. I lecchesi presero parte allo scontro e nel 1125, con una flotta di 30 navi, assediarono Como e la incendiarono. I rapporti con Milano rimasero però sempre molto tesi finché si arrivò alle armi. Dopo alterne vicende si raggiunse la pace nel 1219 e, nel 1224, si ottenne il riconoscimento di alcuni diritti dei lecchesi. Nel tentativo di affrancarsi dal dominio milanese, durante la contrapposizione tra Milano e l'imperatore Federico II - nipote del Barbarossa - Lecco sostenne quest'ultimo, ma alla sua morte i milanesi attaccarono il castello che sorgeva sulla collina di S. Stefano e nel 1250 lo rasero al suolo. Successivamente Lecco rimase coinvolta nelle lotte tra le potenti famiglie milanesi dei Visconti e dei Torriani, questi ultimi proprietari dei territori valsassinesi. Le lotte portarono Matteo Visconti a distruggere il borgo dando ordine che non risorgesse mai più (1296). Nonostante la distruzione Lecco venne però ricostruita e successivamente riconquistata da Azzone Visconti. Questi fece edificare il ponte tuttora esistente che da lui ha preso il nome (conosciuto anche dai residenti col nome di "Ponte vecchio") e, considerando l'importanza strategica della zona posta al confine con il territorio di Venezia, ne fortificò il borgo. Per tutto il periodo la Comunità Generale di Lecco, che comprendeva tutto l'attuale territorio comunale si eresse a libero Comune con propri Statuti e un Consiglio Grande di 100 consiglieri ereditari.

Con la caduta del Ducato di Milano Lecco passò alla Spagna, e, sotto Carlo V, venne trasformata in una piazzaforte militare. In questo tormentato periodo si colloca la figura di Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino, signore di Musso, un capitano di ventura che dominò la scena lombarda dapprima con azioni piratesche e, successivamente, con una disinvolta e machiavellica condotta politica. Gian Giacomo Medici ottenne il dominio di Lecco, della Valsassina e di parte della Brianza; dominio che perse quando, momentaneamente, questi territori tornarono sotto Francesco Sforza duca di Milano. Il Medeghino passò quindi agli ordini di Carlo V, facendosi onore come condottiero dell'esercito imperiale. Di fatto in questo periodo il potere rimase nelle mani del Patriziato Milanese, secondo la tradizionale politica spagnola che mantenne l'autonomia dei vari Paesi dipendenti dalla Corona di Spagna. L'attività siderurgica continuò a fiorire, anche per l'azione di numerosi mercanti-imprenditori lecchesi, il principale dei quali fu Giacomo Maria Manzoni, il quadrisavolo del romanziere. . In questo periodo si soffrì, come in tutto il milanese, di pestilenze e carestie, che il Manzoni ha mirabilmente descritto nei "Promessi Sposi". Nel 1746 la Lombardia passò agli Asburgo e Maria Teresa d'Austria pose Lecco a capo delle Pievi di Bellano, Mandello, Varenna, Vedeseta e Valsassina.

Nel 1784 Giuseppe II del Sacro Romano Impero visita la città e decide la definitiva soppressione della cinta muraria. Con la discesa di Napoleone e la nascita nel 1797 della Repubblica Cisalpina, la Riviera di Lecco si trova a far parte del Dipartimento della Montagna (del quale Lecco è il capoluogo ). Nel 1799 un reparto dell'esercito austro - russo di Suvorov al comando del principe Pëtr Ivanovič Bagration si scontrano a Lecco con i francesi e li sconfiggono. La battaglia apre loro le porte di Milano che cade in loro possesso. L'anno successivo, con il ritorno di Napoleone si ha la Seconda Battaglia di Lecco che è vinta, questa volta, dai francesi. La città è incorporata prima nel Dipartimento del Lario e poi in quello del Serio. Nel 1814, dopo la definitiva sconfitta di Napoleone, l'esercito austriaco riprende possesso del territorio, sopprime ogni istituzione francese e suddivide definitivamente Lecco in tanti piccoli Comuni che verranno riaccorpati solo nel 1923, durante il Ventennio fascista. Il periodo del Regno Lombardo Veneto conobbe effetti positivi sulla storia di Lecco: in questi anni si collocano numerosi interventi di ammodernamento e sviluppo del territorio, come l'introduzione di una burocrazia efficiente, l' incremento del catasto, introdotto già da Giuseppe II, e lo sviluppo industriale che portarono ad un diffuso benessere; l'industria serica, tradizionale nell'area, venne meccanizzata con l'uso del vapore e crebbe impetuosamente la tradizionale lavorazione del ferro, dando vita a grandi Industrie meccaniche come la Badoni che domineranno il mercato italiano anche per tutto il XX secolo.

La prima meta del XIX secolo portò Lecco ad essere uno dei cuori pulsanti della cultura italiana: gli Scapigliati, famoso gruppo di letterati milanesi fecero di Maggianico uno dei loro luoghi di ritrovo preferiti. Il fermento culturale del periodo era associato anche al fermento politico, e Lecco ed i suoi abitanti ebbero un ruolo molto importante nel Risorgimento lombardo. Alla notizia dell'insurrezione milanese contro l'Austria – marzo 1848 – fu un prete, don Antonio Mascari, ad incitare alla ribellione dal pulpito. Subito si raccolsero denaro e volontari. Nella notte tra il 18 e il 19 marzo i cittadini assediarono il Commissariato e costrinsero il comandante a cedere le armi ma la rivolta non ebbe comunque successo. Nel'59, con la Seconda Guerra d'Indipendenza, Lecco e la Lombardia, furono unite al Regno di Sardegna, primo troncone del Regno d'Italia. Nel '59, tra l'altro, Lecco riebbe il titolo di città. Primo sindaco fu il notaio Francesco Cornelio. Nel 1923 i piccoli Comuni in cui gli austriaci avevano suddiviso Lecco vengono riaccorpati, nel 1928 anche il rione Maggianico è riunito alla città, mentre Malgrate e Pescate, di cui era prevista l'aggregazione, mantengono la loro autonomia. La città in seguito si sviluppò di pari passo con il paese, fu centro di aspre lotte sindacali per il miglioramento delle condizioni negli stabilimenti tessili e dovette pagare un enorme tributo di sangue nel corso delle due guerre mondiali, furono molti i caduti ricordati nei numerosi monumenti presenti in città. Tra il settembre del '43 e l'aprile del '45 Lecco si distinse nella resistenza ed è quindi tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito nel 1976 della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

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Provincia di Lecco

Lecco posizione.png

La provincia di Lecco (pruincia de Lecch in dialetto lecchese) è una provincia della Lombardia di circa 330 mila abitanti.

Confina a nord e a ovest con la provincia di Como, a sud con la provincia di Monza e Brianza, a est e a nord con la provincia di Sondrio e a est con la provincia di Bergamo.

Le prime tracce dell'uomo di quella che sarà la futura Provincia di Lecco sono i ritrovamenti della Valle del Curone tra i comuni di Montevecchia e Rovagnate, reperti che sembrano attribuibili all'uomo di Neanderthal e risalenti addirittura a 62.000 anni fa. La storia della Provincia di Lecco è piuttosto moderna. È nata soltanto nel 1992 dallo scorporo di numerosi comuni delle province di Como e Bergamo. Fino ad allora 84 dei 90 comuni erano situati appunto in territorio comasco. Sei (Calolziocorte, Vercurago, Monte Marenzo, Torre de' Busi, Erve e Carenno) si sono invece staccati dalla provincia bergamasca.

La provincia è una zona molto lacustre, è bagnata infatti dal Lago di Como e contiene nel territorio il Lago di Annone, di Garlate e di Olginate. A ovest i comuni di Rogeno, Bosisio Parini e Cesana Brianza si affacciano sul Lago di Pusiano. Anche i fiumi sono numerosi, i principali: il fiume Adda a Lecco, il fiume Lambro a Costa Masnaga, Rogeno e Nibionno. Altri fiumi minori sono la Bevera, affluente del Lambro , il Pioverna che scorre in Valsassina e il Varrone che scorre nella Val Varrone..

In tutta la Provincia vi sono ancora numerose zone boschive, soprattutto nella Valsassina dove troviamo numerose foreste ad aghifoglie e fiori anche rari come le genziane. Sul fiume Lambro la vegetazione è ridotta a foreste di latifoglie, pioppi, querce e numerosi fiori. Le montagne, a parte sulle pendici si presentano comunque piuttosto spoglie con esclusivamente estese zone di prati adatti al pascolo. La fauna è cambiata parecchio da quella di alcuni secoli prima, ad esempio il cinghiale che prima era numeroso ora si è piuttosto ridotto e lo si trova sul Cornizzolo o in Valsassina. Sono presenti caprioli, volpi, lepri, falchi e poiane, aironi.

La popolazione della Provincia di Lecco è in continua crescita, non per un comune saldo naturale tra nati e morti, ma per l'alta immigrazione da altri comuni o da altri stati. Basti pensare che nel 2001 la popolazione era di 311.000 abitanti ed è ora di 327.000, ben 16.000 abitanti in più. I comuni sono 90, e solo sei di essi superano i 10.000 abitanti. Alcuni Immigrati residenti a Lecco provengono da 92 diversi paesi del mondo che sono: Asia, Europa, Nord America, America Latina, Nord Africa, e Sud Africa. gli immigrati residenti nel comune di Lecco sono praticamente regolari con permesso di soggiorno; Gli stranieri residenti di più sono Albanesi, Marocchini, Rumeni, Senegalesi, Cinesi, Peruviani, e Tunisini. Le famiglie con almeno uno straniero sono 1,468.

Questa suddivisione ricalca una suddivisione storico-geografica preesistente, salvo per il caso del Casatese che molti ritengono parte integrante del Meratese.

Nella Provincia troviamo il Parco regionale della Valle del Lambro (Cesana Brianza, Bosisio Parini, Rogeno, Costa Masnaga, Nibionno), il Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, il Parco Regionale del Monte Barro (Galbiate), la Riserva Regionale del Lago di Sartirana e numerose zone che non essendo parchi, sono comunque posti ben tenuti e soprattutto ricchi di vegetazione e fauna. Tra le aree di interesse troviamo niente meno che il Lago di Como, che da Lecco dove prende l'omonima denominazione arriva a Colico, i vari laghi di Annone, Pusiano, Olginate, il piccolo lago di Sartirana (vedi Merate), il Monte Barro, le Grigne, la Valsassina e la zona collinare della Brianza (Cassago Brianza, Casatenovo, Monticello Brianza). Molto conosciuto è anche il fiume Adda che forma una specie di piccolo canyon nel Meratese, dove a Paderno d'Adda troviamo inoltre un ponte di ferro molto caratteristico.

Tra le strade principali della Provincia troviamo la SS36 Milano-Monza-Lecco del Lago di Como e dello Spluga, la SS342 Como-Bergamo. Altre strade sono la SP72, la SS639, la SS583, la SP51. La rete stradale, sebbene sprovvista di autostrade è ben sviluppata. La rete ferroviaria è di 86 chilometri: -(Sondrio)-Colico-Lecco km39 -Lecco-Calolziocorte-Osnago-(Milano) km²3 -Lecco-Cassago B.za-(Monza) km²1 -Molteno-Rogeno-Merone km3 Di questi solo 13km sono a doppio binario, i restanti sono a semplice binario. 62km sono inoltre elettrificati. Molti collegamenti in particolare con la Valtellina e con la Svizzera (Grigioni-St. Moritz-Spluga)vengono attuati in particolare mod grazie alla Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga. Lecco e la Provincia sono situate infatti in una posizione strategica, perché molte strade che passano nel territorio permettono di collegare i vari comuni a città come Bergamo, Como, Monza e Milano.

A Lecco troviamo un polo universitario (distretto distaccato del Politecnico di Milano). Troviamo numerose scuole secondarie (istruzione superiore).

Nella Provincia di Lecco troviamo tre ospedali pubblici: Il nuovo ospedale A.Manzoni nel capoluogo, l'ospedale Umberto I di Bellano, sul lago di Como e l'ospedale San Leopoldo Mandic di Merate. Sul territorio sono però presenti numerose cliniche private, centri Asl, centri di ricerca, ecc.

Tutti i settori, primario, secondario e terziario sono molto sviluppati. Il primo, come d'altronde in quasi tutte le province italiane ha pochi addetti. Vengono prodotti soprattutto frutta e verdura, ma anche grano, frumento sebbene in minor parte. Sulle sponde del lago non è difficile incontrare inoltre uliveti e vigneti. Le risorse minerarie non sono numerose, anche se in Brianza e in Valsassina troviamo di frequente delle cave. L'allevamento di animali lo troviamo in tutto il territorio (bovino, ovino, avicolo, equino). Zone industriali si trovano in quasi tutti i comuni. Nel passato la provincia era molto ricca di industrie tessili tanto che parte dell'economia provinciale era gestita da esse. Il terziario, tra l'altro in costante espansione è dovuto in particolare modo ai servizi quali le banche. Il turismo non è molto sviluppato, anche a causa di mancanza di adeguate strutture oltre che per via del fatto che i luoghi veramente turistici della zona sono solo Lecco e il Lago di Como.

Nel territorio sono presenti la comunità Montana della Valsassina, la comunità Montana del Lario Orientale, la comunità Montana della Valle San Martino.

Il dialetto lecchese è una variante del dialetto milanese, molto simile sia per la grammatica, che per la pronuncia e il vocabolario. Esso è parlato nel circondario di Lecco; in Brianza è più diffuso il brianzolo (dialetto lecchese-comasco-monzese).

La cucina tipica è costituita soprattutto da cibi come la salsiccia e la polenta (oncia o taragna, entrambe ricche di formaggio locale). Sul lago non mancano piatti a base di pesce, come il persico (risotto con pesce persico), gli agoni o il lavarello. Molto buone, ricche e sostanziose sono la cassoeula e la trippa (alla vigilia di Natale), tipiche del Lecchese e del Comasco. Sempre in riva al lago, visto il clima mite, è nota la produzione di un olio d'oliva molto particolare. Per quanto riguarda i dolci, da ricordare la torta meascia, il paradell (dolce tipo frittella ricoperta di zucchero), i caviadini (biscotti di pasta frolla e zucchero a grani) e gli scapinàsch, ravioli dal ripieno dolce (uvette, ecc.), entrambi tipici della Valsassina. Enologicamente parlando, merita un cenno dovuto il nustranell, un vino tipicamente nostrano prodotto privatamente da chi ha la fortuna di possedere una vigna.

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Calcio Lecco 1912

Associazione Calcio Lecco 1912 logo.png

Il Calcio Lecco 1912 è una società calcistica affiliata alla FIGC della città di Lecco. La sede della società è situata in prossimità dello stadio Rigamonti Ceppi e la squadra si allena al Centro Sportivo Bione, in città.

Nella sua storia ha disputato 3 campionati di Serie A e 11 campionati di Serie B, l'ultimo dei quali nella stagione 1972-73. Grazie ad un ripescaggio nella stagione 2007/08 disputa il campionato di Serie C1.

Esiste una storica rivalità tra i tifosi del Lecco e del Como, contro il quale si gioca il Derby del Lario, disputato l'ultima volta nella stagione 2000-01 in Serie C1 e vinto 1-0 dai blucelesti con gol di Alberto Bertolini.

Nata il 22 dicembre 1912 dalla creazione della sezione calcio della Canottieri Lecco con il nome di Scoietà Canottieri Lecco, la squadra assunse i colori blucelesti proprio da questa società. La sede era a Lecco in via F. Nullo, il numero di telefono era il 2-73. Nei primi anni il Lecco disputò amichevoli e tornei su scala regionale ed esordì in un campionato ufficiale nella stagione 1920-21.

Nel 1922 la squadra esordì nello stadio in cui giocano tuttora le loro partite casalinghe, il "Rigamonti Ceppi" allora chiamato "campo sportivo di via Cantarelli".

Nel 1931 la Canottieri decise di abbandonare il settore calcistico della società a causa degli elevati sforzi economici necessari e per evitare lo scioglimento della squadra fu creata l'Associazione Calcio Lecco, con primo presidente Gennaro Pensa.

Dopo una ventina d'anni in cui il Lecco disputò campionati ad un discreto livello, nel 1948 diventò presidente Mario Ceppi, che negli anni successivi preparò la società al grande salto di qualità verso il calcio che conta.

Tornata nel 1952-53 in Serie C, la squadra visse fino al 1960 un periodo di crescita inarrestabile, che culminò nella promozione in Serie B del 1956-57 e nella conquista della massima serie del 1959-60 sotto la guida dell'allenatore Angelo Piccioli.

Gli anni della Serie A (1960-61, 1961-62, 1966-67) videro il Lecco sfidarsi con le più grandi squadre d'Italia, riuscendo a regalare qualche grande soddisfazione negli scontri diretti al pubblico lecchese. Dopo la stagione d'esordio conclusasi positivamente, il Lecco tornò in serie B nel 1962, ma dopo 3 campionati cadetti di vertice (1962-63, 1963-64, 1964-65) riuscì a guadagnarsi il suo ultimo campionato di serie A nella stagione 1965-66, sempre con alla guida Angelo Piccioli. In quest'ultimo anno la squadra soffrì nelle retrovie, ma nell'ultima partita, già retrocessa, riuscì a strappare un 1-1 al Milan a San Siro.

Conclusi i fasti della Serie A, il vulcanico Presidentissimo Mario Ceppi lasciò la presidenza e dopo l'ultima stagione in Serie B del 1972-73 iniziò per il Lecco un lento declino. I blucelesti affondarono fino al campionato interregionale e, dopo molti cambi di proprietà, le soddisfazioni arrivarono solo a metà anni novanta.

Il Lecco della stagione 1996-97, di cui faceva parte il campione del mondo Oddo, agguantò la Serie C1 ai play-off dopo un'entusiasmante stagione.

I cinque anni che seguirono videro il Lecco soffrire ma anche disputare buone stagioni, come quella del 1997-98, con allenatore Adriano Cadregari. Nelle stagioni seguenti si salvò più volte ai play-out spedendo nell'inferno della C2 squadre del calibro di Padova Calcio e Unione Sportiva Cremonese, che fino a pochi anni prima erano in Serie A.

Nell'estate del 2002 la società fallì sommersa dai debiti accumulati dalla gestione del presidente del Torino Cimminelli e del suo successore Belardelli (per soli due mesi, giugno-luglio 2002). Quell'anno il Lecco militava nel campionato di C1 2001-02 sotto la guida di Roberto Donadoni, all'esordio come allenatore.

Durante l'estate la squadra fu rifondata con il nome di A.C. Città di Lecco dal sindaco di Lecco Lorenzo Bodega e fu iscritta al campionato di Eccellenza per la stagione successiva. Seguì una veloce risalita fino alla Serie C2 nel 2004-05, anno in cui l'allora presidente Gennaro Aprea riacquistò il titolo sportivo della squadra, restituendo alla città i simboli di un amore mai abbandonato.

Il 17 giugno 2007 il Lecco ritrovò la Serie C1, abbandonata 5 anni prima, pareggiando in casa la gara di ritorno della finale dei play-off con il Pergocrema, dopo aver vinto l'andata per 1-0. Seguì una stagione disastrosa, caratterizzata da numerose alternanze alla guida tecnica (ben tre allenatori soltanto nella preparazione estiva) e terminata il 25 maggio 2008 con una nuova retrocessione dopo lo spareggio nei play-out con la Paganese. Il 14 agosto 2008, in seguito alla non ammissione della Massese nel campionato di Prima Divisione (ex C1), il Lecco fu ripescato potendo così, anche per il campionato 2008/09 a disputare la Prima Divisione.

In 82 stagioni sportive disputate a partire dall'esordio a livello nazionale il 26 ottobre 1924, compresi 5 tornei fra Seconda Divisione e Cadetteria Mista Alta Italia (B), 1 torneo del Direttorio Divisioni Inferiori Nord (C) e 12 campionati di Serie C2. Viene esclusa l'annata 2002-03, nella quale il Lecco partecipò al massimo torneo del Comitato Regionale Lombardo, cui afferiva anche antecedentemente al 1924.

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Source : Wikipedia