Lana

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Inviato da gort 18/04/2009 @ 20:07

Tags : lana, trentino-alto adige, italia

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Lana

Scaglie di lana al microscopio

La lana è una fibra tessile naturale che si ottiene dal vello di ovini (pecore e di alcuni tipi di capre), conigli, camelidi (cammelli) e alcuni tipi di lama. Essa si ottiene attraverso l'operazione di tosatura, ovvero taglio del pelo, che per le pecore avviene in primavera. La lana che si viene ad ottenere viene definita lana vergine.

Un altro metodo per ricavare la lana è quello di recuperarla dopo la macellazione della pecora stessa. La lana che si ricava si chiama lana di concia.

L'industria inoltre riutilizza la lana ricavata dagli scarti di produzione; si parla in questo caso di lana rigenerata.

Esiste inoltre anche la lana refino, di origine britannica, dotata di notevole elasticità, calore e traspirabilità.

La lana, una volta lavata per ripulirla e sgrassarla, ha una tinta che va dall'avorio al bianco. La sua lucentezza è data dalla sezione circolare e dalle scaglie. Nell'analisi microscopica, si può notare che longitudinalmente la fibra si presenta con delle caratteristiche scagliette che ne ricoprono la superficie esterna, mentre la sua sezione è di tipo circolare.

La finezza (o diametro delle fibre) è l'elemento di maggiore rilievo per valutare la qualità di una lana e, come la lunghezza della fibra medesima, dipende dalla zona di prelievo del vello (fianchi, ventre, spalle ecc..).

Tra le proprietà tecnologiche vanno segnalate l'attitudine della lana alla tintura, la buona lavorabilità e la facilità di filatura. Per contro la lana non sopporta la stiratura e può infeltrire perdendo la sua morbidezza.

La lana è una fibra calda al tatto e dotata di alta termocoibenza. Quest'ultima caratteristica determina che gli indumenti tessuti con la lana risultino più spessi con un conseguente trattenimento di una maggiore quantità di aria.

Il calore provoca sulla fibra della lana la degradazione. Una prima degradazione che si manifesta con un impercettibile ingiallimento può cominciare attorno ai 70 °C; a 130 °C inizia la vera e propria decomposizione; a 170 °C si ha uno sviluppo di ammoniaca. Tuttavia la lana può rimanere esposta per brevi tempi senza soffrire degradazione anche a una temperatura di 200 °C: questa proprietà viene sfruttata dalle industrie per l'operazione di termofissaggio.

La lana è relativamente resistente alla fiamma e, bruciando, sviluppa un odore simile all'osso bruciato contemporaneamente alla formazione di piccoli grani neri che, se toccati, si polverizzano. La lana è dotata anche di termoplasticità.

Il tessuto di lana non solo isola dal freddo ma anche dal caldo; alcune popolazioni africane la usano di giorno per ripararsi dal caldo e la sera dal freddo.

La lana è una fibra che si tinge molto facilmente. Questo viene dato dal fatto che la lana presenta un carattere anfotero, cioè si comporta come una base in presenza di coloranti acidi, mentre si comporta come un acido in presenza di coloranti basici.

La trasformazione, che comprende filatura, tessitura e le altre operazioni collegate, è stata per secoli prerogativa europea, con Inghilterra e Italia in testa. Oggi la lavorazione della lana vede il rapido avanzare degli stati asiatici.

Dalla seconda metà del Novecento la sua produzione fu superata prima dal cotone e da altre fibre di origine vegetale, poi dalle fibre artificiali e sintetiche.

Il maggior produttore di lana a livello mondiale nel 1980 risultava essere l'Australia, seguita da: Nuova Zelanda, Repubbliche sovietiche, Cina, Argentina, Uruguay e Sudafrica.

Per la sua origine, la lana è usata tipicamente per il vestiario, ma ha soprattutto sbocchi sul mercato dei tessuti per arredamento e per le imbottiture (cuscini e materassi). Non viene impiegata nei tessuti tecnici ed industriali. Spesso però, la lana viene impiegata in mischia con altre fibre. La si può trovare con la seta, per capi di pregiata fattura, con cotone e lino, per la produzione di maglieria intima; con il poliestere, per indumenti estivi, con fibre acriliche per produrre filati di maglieria.

I capi d'abbigliamento costituiti di lana, dopo alcuni lavaggi, tendono a restringersi leggermente.

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Pietro Lana

Immagine:Pietro Lana.jpg

Pietro Lana (Milano, 10 ottobre 1888 – Milano, 1950) è stato un calciatore italiano dell'inizio del XX secolo, noto per aver realizzato il primo gol della storia della Nazionale Italiana di calcio, nel 1910.

Fu inizialmente fra i dissidenti del Milan che nel 1908 fondarono l'Inter, ma rientrò immediatamente nella società rossonera, con cui esordì in campionato proprio contro i "cugini" il 10 gennaio 1909.

Nel ruolo di mezz'ala sinistra si mise in luce militando nel Milan negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale, mostrando una buona tecnica nonostante il carattere vivace.

Il 15 maggio 1910 fu chiamato alla partita d'esordio della nazionale, una amichevole disputata tra l'Italia e la Francia e terminata con il punteggio di 6-2. Lana realizzò al 10° minuto del primo tempo il primo storico gol tricolore ed in quella partita mise a segno una tripletta. Giocò poi solamente un'altra partita in nazionale, sempre nel 1910, nella sconfitta per 6-1 contro l'Ungheria.

Era anche appassionato di alpinismo.

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Livinallongo del Col di Lana

Livinallongo del Col di Lana - Stemma

Livinallongo del Col di Lana (in ladino Fodom, in tedesco Buchenstein) è un comune di 1.443 abitanti della provincia di Belluno, parte del comprensorio della Ladinia. Si tratta di un comune sparso: non esiste una frazione definibile "capoluogo" e la sede comunale si trova nella frazione Pieve di Livinallongo.

Vi si sono svolti alcuni degli episodi più cruenti della prima guerra mondiale, tra cui i combattimenti per il possesso della cima del Col di Lana, infatti tra Arabba e Livinallongo, sono situati due forti: il Forte Ruaz e il Forte Corte.

La sua frazione Arabba è oggi uno dei centri turistici invernali di maggior pregio delle Dolomiti, e fa parte del comprensorio Dolomiti Superski.

Fu parte della Contea Principesca del Tirolo (Impero d'Austria) fino alla fine della prima Guerra Mondiale, dopodiché passò all'Italia e venne scorporato dall'ex Tirolo annesso per essere associato alla provincia di Belluno.

Nel suo territorio è presente la località geologica tipo della formazione di Livinallongo.

La denominazione del comune fino al 1933 era Livinallongo. La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1923 aggregazione del comune alla provincia di Belluno con distacco dalla provincia di Trento.

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Lodovico Lana

Pala d'Altare nella navata sinistra, opera di Lodovico Lana

Lodovico Lana (Codigoro, 1597 – 1646) è stato un pittore italiano, che realizzò una sintesi personale dei grandi pittori emiliani della sua epoca, come Guido Reni e Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino.

Era nato nel Ferrarese, sembra a Codigoro, da una famiglia proveniente da Brescia. La sua data di nascita si desume dall'atto di morte del 1646 in cui si afferma che aveva quarantanove anni e quindi va fissata al 1597.

La sua prima formazione artistica sembra sia dovuta allo Scarsellino e ad una breve permanenza a Bologna dove imperavano e tenevano scuola Guido Reni e Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino. Dell'attività ferrarese di Lodovico Lana non ci rimane che qualche indicazione: doveva già avere raggiunto una qualche notorietà se nel 1619 si trasferì a Modena. Questa dal 1598 era la capitale del ducato degli Estensi ai quali il papa Clemente VIII aveva sottratto Ferrara, basandosi su cavilli legali, scomunicando il duca Cesare e minacciando il ricorso alle armi.

Gli esordi a Modena del Lana furono un po' faticosi, per la presenza del francese Boulanger che stava affrescando il palazzo ducale di Sassuolo. Risulta da documenti d'archivio che nel 1627 il duca Alfonso III prestò al pittore Lana un ritratto dell'amatissima moglie Isabella di Savoia affinché ne facesse una copia: la duchessa era morta nel 1625 nel dare alla luce ll quattordicesimo figlio in 17 anni di matrimonio, lasciando il marito in una disperazione tale che abdicò poi in favore del figlio Francesco I e si fece frate.

Il Lana continuò per tutta la vita ad operare a Modena lavorando per Francesco I e per la sua corte, per nobili modenesi e confraternite religiose: chiese e ottenne nel 1633 dal Consiglio della Comunità.

Nel 1630 scoppiò a Modena una terribile pestilenza e il Consiglio della Comunità, su proposta del duca, che si era ritirato a Rivalta di Reggio con la famiglia, e del vescovo Alessandro Rangoni, fece voto di erigere una chiesa dedicata alla Madonna non appena cessato il flagello della peste. Affidò quindi al Lana la realizzazione di un gonfalone con l'immagine della Madonna da portare soltanto nelle processioni annuali o "in qualche altro urgente bisogno" e da conservare sempre in comune: il gonfalone, recentemente restaurato, è ancora custodito nella sala del vecchio Consiglio del palazzo comunale. A Lodovico Lana fu inoltre commissionata una pala d'altare dedicata alla Madonna che sarà il capolavoro del pittore. La pala, di dimensioni enormi al di fuori dell'usuale, è ancora oggi sistemata nella chiesa e rappresenta in basso scene della peste e in alto la Madonna detta della Ghiara, che si venera a Reggio nella chiesa a lei dedicata, evidentemente scelta perché Reggio miracolosamente era stata risparmiata dalla peste: la Madonna è in adorazione del proprio Bambino in una gloria di angeli, mentre più sotto sono raffigurati san Geminiano, patrono di Modena, san Sebastiano e san Rocco, tradizionali protettori dalla peste, e sant'Omobono, perché nel giorno della sua festa non si erano verificati morti per peste, e l'offerta su un vassoio della città di Modena ben distinguibile dalla presenza della Ghirlandina e delle torri del Palazzo Comunale . È un quadro complesso in cui i due piani, quello della peste e quello della Madonna e dei santi, sono ben divisi e la luce illumina intensamente le figure in primo piano ben evidenti mentre quelle in secondo piano sono solo accennate.

Nella chiesa del voto, oltre alla grande pala della peste, c'é un Cristo in croce con le tre Marie e san Giovanni Evangelista pure del Lana.

Oltre alle numerose tele a tema religioso, Lodovico Lana dipinse episodi mitologici e alcuni ritratti come quello di Fulvio Testi conservato alla Galleria Estense di Modena e quello di una dama della corte estense, forse la duchessa Maria Farnese moglie di Francesco I, che fa parte della collezione Malvezzi nel comune di Dozza. Un ritratto particolarmente interessante è quello del liutista Girolamo Valeriani. Il dipinto venne scelto per una mostra romana del 1911 sul ritratto italiano, attribuendolo al Caravaggio, ma la scritta con l'indicazione del duca di Modena permise allo studioso d'arte tedesco Herman Voss, che contestava questa attribuzione, di risalire a Lodovico Lana. Questo fatto contribuì a riprendere gli studi e le valutazioni dell'opera del Lana che, molto noto in vita, era stato poi dimenticato dai critica e storici d'arte.

Lodovico Lana fu anche un ottimo incisore e diverse sono le sue stampe che ci sono pervenute.

Nel 2003 il Comune di Modena, la Sovraintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di Modena e Reggio Emilia e la Banca Popolare dell'Emilia Romagna hanno promosso una mostra intitolata Lodovico Lana e la pittura emiliana del primo Seicento.

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Source : Wikipedia