Lamezia Terme

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Tags : lamezia terme, calabria, italia

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Lamezia Terme

Panorama di Lamezia Terme

Lamezia Terme (/laˈmɛʦːja ˈtɛrme/) o più comunemente Lamezia è una città calabrese in provincia di Catanzaro. Il comune conta 70.674 abitanti: è il terzo della Calabria. Rappresenta la maggiore città sulla costa tirrenica da Salerno allo Stretto di Messina, e con i suoi 160,24 km² rappresenta il comune più esteso della provincia ed uno dei primi della regione.

Nata nel 1968 dall'unione amministrativa dei comuni di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia, è oggi una città di rilevante importanza dal punto di vista, commerciale e agricolo, per la sua posizione centrale in Calabria e il suo territorio pianeggiante. Infatti è sede di un aeroporto internazionale, il più importante della regione e di uno snodo ferroviario, la Stazione di Lamezia Terme Centrale che è il più importante della provincia di Catanzaro. Vanta una vivace e rinomata coltivazione dell'olivo da cui si produce l'olio Lametia DOP e della vite da cui si ricavano i vini Lamezia.

La città prende il suo nome dal fiume Amato, un tempo chiamato Lamato (lat. Lamatus), che la attraversa nella sua parte più periferica. Questo nome fu originariamente dato solo al comune, ora divenuto quartiere della città, di S.Eufemia. Dopo l'unione amministrativa del 1968, si è scelto il nome di Lamezia per l'intera città, a cui è stato aggiunto terme, per via delle terme di Caronte che si trovano sul territorio e le cui proprietà benefiche erano note già al tempo dei romani.

La città è anche sede vescovile , una delle più antiche della Calabria chiamata, prima della nascita della nuova città, Diocesi di Nicastro (Diocesis Neocastrensis).

Il territorio comprende 8 km di costa, una parte della Piana di Sant'Eufemia e una parte collinare e montuosa che si estende fino al Monte Reventino che è la propagine orientale della Presila catanzarese. Il comune di Lamezia Terme ha sede sul bordo della pianura costiera detta piana di Sant'Eufemia (o piana di Lamezia Terme), posta al centro della costa tirrenica in Calabria e si affaccia sul golfo di Sant'Eufemia. Il centro del comune si trova indicativamente a metà strada fra la costa tirrenica e la Presila catanzarese ed è posizionato all'estremità occidentale dell'istmo di Catanzaro, il più stretto d'Italia, dove il Tirreno dista solo 28 km dallo Ionio.

La città, nonostante l'unione amministrativa del 1968, è ancora fisicamente divisa in più parti. Il più grosso agglomerato è il quartiere di Nicastro, che è quasi adiacente al quartiere di Sambiase, che a sua volta dista 7 km dal quartiere di Sant'Eufemia Lamezia, infine il territorio è costellato di frazioni, alcune delle quali piuttosto popolose.

La città della piana si trova in posizione centrale, a breve distanza dai capoluoghi di provincia della regione: 30 km da Catanzaro, 45 da km Vibo Valentia, 77 km da Cosenza, 116 km da Crotone e 145 km da Reggio Calabria. Una parte importante della città sorge nella Piana di Lamezia Terme, creata a seguito di bonifiche di varie aree paludose. Di aspetto misto con nucleo in pianura, il comune annovera anche una serie di piccole frazioni geografiche che hanno sede sulle colline e montagne adiacenti, oltre a 8 Km di costa situati nel cuore del golfo di Santa Eufemia, in corrispondenza dell'omonimo centro abitato.

Fra i principali corsi d'acqua del territorio troviamo il fiume Amato, che nei millenni ha formato la piana di Sant'Eufemia, e alcuni dei suoi affluenti: il torrente Cantagalli che attraversa Sambiase, il torrente Piazza e il canale delle Canne, che attraversano Nicastro, il torrente Bagni, famoso per le sue acque sulfuree e nella cui piana alluvionale giacciono le rovine dell'antica città greca di Terina e il torrente Zinnavo che segna il confine con il comune di Gizzeria.

Il clima di Lamezia Terme è, come per gran parte delle città mediterranee in generale, mite, con sbalzi contenuti fra inverno ed estate. Tuttavia, non manca qualche punta continentale, probabilmente favorita dalla relativa distanza dal mare della Stazione meteorologica di riferimento, situata presso l'aeroporto. I valori più bassi sono di pochi gradi sotto lo zero e si riscontrano in presenza di avvenzioni di aria fredda, provenienti da nord-est (Dicembre 1988, Febbraio 1992, Dicembre 2001, Febbraio 2008) e di fenomeni moderati di inversione termica. Per contro, i più elevati,prossimi o di poco superiori ai 40°, si verificano in presenza di ondate di calore di origine africana(Luglio 2005, Giugno 2007, Agosto 2007).

Lamezia Terme è formalmente un agglomerato abbastanza recente, il comune è stato fondato infatti il 4 gennaio 1968 come unione di tre centri abitati, che, prima di tale data, costituivano comuni a sé stanti (Nicastro, Sambiase, Sant'Eufemia Lamezia) e oggi sono considerati dei veri e propri quartieri.

La storia di Lamezia Terme comprende quindi la storia dei tre paesi da cui è sorta che hanno origini medievali, ma il territorio era abitato anche molti secoli prima che questi centri sorgessero. Esistono reperti archeologici che testimoniano la presenza nel suo territorio di comunità del periodo italico e del periodo magnogreco, tanto che la maggior parte degli studiosi ritiene che l'antica città greca di Terina si trovasse nel territorio di Lamezia Terme e precisamente nell'impluvio del torrente bagni nei pressi di Sant'Eufemia del Golfo.

Nel Medioevo nacquero i tre comuni componenti l'attuale Lamezia Terme che erano abbastanza diversi, ma di fatto complementari tra loro: Nicastro era prevalentemente basata sul commercio, Sambiase più vicina all'agricoltura, mentre Santa Eufemia era nata più recentemente da un gruppo di case intorno alla stazione ferroviaria principale, che costituivano dapprima la sede del consorzio di bonifica delle paludi e sulla base del vecchio centro di Sant'Eufemia del Golfo, sede feudale.

La fusione, proposta dal senatore Arturo Perugini e prima del suo genere in Italia, nacque dall'esigenza di creare un agglomerato urbano forte e capace di sfruttare al meglio le risorse messe a disposizione dal territorio comunale. Frutto di accese discussioni, le polemiche sulla fondazione della città odierna non si sono ancora del tutto sopite, e permangono tuttora residue rivalità fra i tre centri che la compongono.

Una leggenda legata a Lamezia Terme vuole che la ninfa Ligea sia stata sepolta nelle vicinanze della città greca di Terina e quindi nel territorio di Lamezia Terme o Gizzeria.

Alcuni storici del passato hanno sostenuto che Nicastro, il quartiere più popoloso di Lamezia Terme, sarebbe una delle città più antiche d'Italia essendo stata fondata da Askenaz, pronipote di Noè, quando dall'Armenia si spostò in Calabria e che fu abitata da Ausoni ed Enotri. La città è stata identificata anche con l'antica Numistro o Numistra, per questo motivo la via principale della città è stata chiamato Corso Numistrano. Altri hanno identificato Nicastro con Lissania, città fondata agli inizi dell'era cristiana. Gli storiografi contemporanei tendono a escludere queste ipotesi collocando la fondazione di Nicastro verso l'VIII secolo d.C..

La leggenda vuole che Nicastro sia l'antica Numistra fondata da Askenaz, pronipote di Noè, ma la storia di Nicastro ha inizio già in epoca bizantina, intorno all'VIII secolo, con la costruzione dell'avamposto militare Neo Castron (nuovo accampamento militare, secondo la denominazione Bizantina) da cui il quartiere odierno deriva il nome. In epoca Normanna, su una struttura preesistente, venne edificato il castello, a protezione della ricca piana. In epoca Sveva, vi soggiornò anche l'imperatore Federico II, e il castello venne anche utilizzato come prigione per il figlio ribelle di quest'ultimo, il principe Enrico, detto lo Sciancato. È stata la sede in passato di importanti attività commerciali ed il nodo culturale della attuale città.

Sambiase nasce intorno al X secolo intorno al monastero di San Biagio, santo dal cui nome deriva - per successive trasformazioni linguistiche - quello della città. Numerose nel corso degli anni le chiese costruite all'interno della città. Delle 13 originarie, però, ne restano in piedi soltanto 5, mentre le altre sono andate distrutte o trasformate - dai cittadini dell'epoca - in abitazioni o negozi commerciali.

Sant'Eufemia nasce nei pressi di Terina, storica città commerciale della Magna Grecia le cui rovine, sommerse da secoli di alluvioni causate dal torrente Bagni, sono attualmente oggetto di studio.

La città di Sant'Eufemia ha una storia antichissima, documentata dai tempi dei Normanni, ed è stata sede di un Baliaggio assegnato all'ordine dei Cavalieri Gerosolimitani, oggi noto come Sovrano Militare Ordine di Malta. L'ordine possedeva oltre al Baliaggio di Sant'Eufemia, anche i feudi limitrofi di Nocera e Izzaria (oggi Gizzeria).

In seguito al disastroso terremoto del 1638, che aveva visto la città come suo epicentro, un nuovo centro, quello di Sant'Eufemia del Golfo (oggi Sent'Eufemia Vetere), venne fondato in una zona collinare poco distante.

Con la fine del Baliaggio il territorio di Santa Eufemia entrò a far parte del comune di Gizzeria, il quartiere odierno fu costruito invece durante il periodo fascista, in seguito alla bonifica dell'intera zona, divenendo comune autonomo nel 1935 per poi fondersi con Nicastro e Sambiase nel comune di Lamezia Terme nel 1968.

Il Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose per due volte nel 1991 e nel 2002. Il 3 luglio del 1975 viene assassinato sotto casa, sul corso Giovanni Nicotera, Francesco Ferlaino, 61 anni, avvocato generale presso la Corte d'Appello di Catanzaro. Il 24 maggio 1991 vengono uccisi in un attentato i dipendenti comunali Pasquale Cristiano e Vincenzo Tramonte, impegnati nel loro servizio di netturbini. Il 4 gennaio del 1992 vengono assassinati in un agguato l' ispettore della polizia di Stato Salvatore Aversa e la moglie, Lucia Precenzano. L'1 marzo del 2002 viene ucciso in un agguato in località Calderaio l'avvocato Torquato Ciriaco. Nel 2005 viene eletto un sindaco del centro sinistra, il giorno dopo l'elezione la città subisce un'intimidazione di stampo mafioso nei confronti della struttura dove si riunisce il consiglio comunale: in pieno giorno ignoti hanno fatto esplodere una bomba incendiaria sulla porta dell'edificio comunale. Dopo alcuni giorni un'altra intimidazione ha luogo nei confronti dell'attuale sindaco, Gianni Speranza.

Il calabrese meridionale, come tutte le lingue, si è evoluto negli anni. Nato dal greco dei primi coloni calcidesi (sbarcati inizialmente a Reggio, poi in tutta la regione fondando nuove altre colonie, tra cui Terina), l'idioma ellenico fu parlato come in altre zone della regione fino all'età bizantina pur se arricchito dalla lingua latina.

Su di esso però si sono sviluppati un tipo di dialetto ed una parlata molto particolari, che presentano alcune analogie e similitudini con la lingua siciliana (definita infatti "Lingua Calabro-Sicula") e con quella napoletana. Sul dialetto della zona di Lamezia Terme sono tuttavia molto presenti, ancora, le influenze Arbëreshë degli antichi insiediamenti degli Albanesi di Calabria, giunti in Calabria durante il Medioevo. Una frazione di Lamezia Terme, Zangarona, era un importante centro arberesco, e proprio a ridosso della città sorge infatti Vena di Maida, il più meridionale dei centri arbereschi della regione.

Sul territorio di Lamezia Terme, nell'area ex-Sir doveva nascere la "Cittadella dell Fiction", ad opera della Bavaria Films. Dopo un incontro con il governatore Agazio Loiero la decisione ormai certa è stata revocata.

Ad oggi si sono esibiti a Lamezia,sia durante il "Giugno Lametino" sia durante il resto dell'anno, artisti come Gino Paoli, Zucchero, Giorgia, Simone Cristicchi, Fabrizio Moro, Gianna Nannini, Max Pezzali, Giovanni Allevi, Max Gazzè con Marina Rei e Paola Turci, Anna Tatangelo, Manuela Villa, Il Parto delle Nuvole Pesanti, I Nomandi, la Bandabardò e Caparezza.

A questa si aggiunge anche la "Stagione Musicale", con Musica da Camera, Lamezia Jazz e Grandi Eventi.

Verso la fine del XIX secolo si svilupparono industrie estrattive. Attualmente la città dispone di un'area industriale. Il commercio è una delle attività principali della citta.

La posizione centrale ha reso la città il nodo più importante per quasi tutti i tipi di trasporti all'interno della regione.

Per quanto riguarda la rete stradale, la rete periferica della città di Lamezia Terme funge da collegamento fra la Autostrada A3 (Salerno-Reggio Calabria) e il raccordo autostradale SS280 che porta fino a Catanzaro. La città è servita da una uscita autostradale(Lamezia Terme) e tre uscite sulla SS280: Lamezia Terme Sud, Lamezia Terme Est, Lamezia Terme Ovest. Quest'ultima,con lo snodo per l'aeroporto e il centro abitato di Sant'Eufemia Lamezia, rappresenta il termine tirrenico della ss280. Tale sistema viario è unico in Calabria ed ha reso comodo l'accesso alla rete viaria urbana, per quanto va ricordato che anni di continuo abusivismo e cattiva amministrazione, hanno reso i reali accessi al centro urbano molto pericolosi e scomodi. Via del Progresso, è il simbolo di una cattiva gestione, e di un'agressiva crescita del centro urbano, in maniera scomposta. Il sistema viario urbano è appena sufficiente a soddisfare la "domanda di mobilità" dell'utenza. Presenta eccellenze come l'area delimitata ad ovest da via Savutano, seguendo via Senatore Arturo Perugini e via Armando Scarpino, confina ad Est con via Del Progresso,dove si è realizzato un comodo raccordo tra i quartieri di Sambiase e Nicastro;e delle negatività come nei quartieri periferici dove si riavvisano fenomeni di abusivismo. Sempre da Lamezia passa un'altra arteria viaria importante per la regione Calabria, la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore che percorre tutta la costa tirrenica da Salerno a Reggio Calabria.

Per quel che concerne il trasporto su rotaia, la stazione di Lamezia Terme Centrale è il principale scalo merci ed uno dei più importanti scali passeggeri della regione.

Si trova sulla Ferrovia Tirrenica Meridionale e da qui si dirama la linea Lamezia Terme (Sambiase-Nicastro)-Catanzaro-Catanzaro Lido,dove avviene la connessione con la Linea Jonica.

Fornisce collegamenti verso la Sicilia sia in direzione Vibo, Gioia Tauro, Reggio Calabria sia in direzione Locri, Siderno, Melito Porto Salvo.

È collegata verso Nord con Paola-Cosenza, Battipaglia, Salerno, Napoli, Roma, Torino, Milano e verso est con le città di Catanzaro e Crotone.

Inoltre in questa stazione fermano tutti i convogli diretti verso le principali città italiane.

Lamezia dispone di altre stazione secondarie nei quartieri di Nicastro, Sambiase e San Pietro Lametino (zona industriale).

Lamezia Terme è sede inoltre del principale aeroporto calabrese, costruito nel giugno del 1976.

Attualmente lo scalo lametino, gestito da una impresa mista pubblico/privata (SACAL), funziona sia per voli nazionali che per voli internazionali, questi ultimi sia con collegamenti di linea sia organizzati dai tour operator con intenti turistici. È considerato uno degli scali italiani in più forte espansione. Il numero di passeggeri nel 2007 per l'aeroporto di Lamezia Terme è stato di 1.458.000, questo numero supera di più del doppio la somma dei passeggeri di tutti gli altri aeroporti calabresi; mentre i dati relativi al traffico merci dell'aeroporto di Lamezia Terme sono più di sei volte maggiori di quelli di Reggio Calabria. Accanto al sedime aeroportuale (collegata alla pista tramite un raccordo) sono ubicate le strutture del 2°Reggimento "Sirio" dell'AVES (Aviazione dell'Esercito Italiano) equipaggiato con elicotteri Agusta-Bell AB-212. Questo reggimento rappresenta la più importante e unica installazione militare dell'Aviazione dell'Esercito in tutto il sud Italia. Altamente operativo, prima in Albania e Kosovo, oggi i suoi uomini e mezzi sono operativi nella missione italiana in Libano.

Il comune di Lamezia inoltre fa parte della Regione Agraria n. 11 - Piana di Sant'Eufemia.

Lamezia Terme è sede dell' ospedale civile "Giovanni Paolo II".

La cucina di Lamezia Terme, creativa e ricca di sapori corposi, utilizza gli ottimi prodotti agroalimentari coltivati in loco; ortaggi, frutta e olio sono infatti tra le colture principali della zona. Molto utilizzato il pesce che viene cucinato al vapore o grigliato, e condito con deliziose salsine a base di verdure in agrodolce; particolarmente buoni i "surici", piccoli pesci di forma piatta, dalla carne soda e bianchissima, che si pescano con facilita' lungo la costa lametina, nei fondali bassi e sabbiosi, soprattutto nel mese di agosto. Da non perdere le anguille e le trote che, abbondanti nei fiumi della zona, vengono preparate secondo ricette tradizionali. Eccezionali e lavorati ancora secondo metodi artigianali i salumi e i latticini; piuttosto diffusa anche la produzione delle castagne, in particolare dei marroni, con i quali si preparano ottimi dolci. Di alta qualita' è il vino Lamezia, un pregiato rosso dal bouquet intenso e avvolgente, con un sapore corposo e vellutato. La gastronomia tradizionale è legata ad un mondo contadino ormai scomparso, che esprimeva la propria semplicità anche attraverso le abitudini culinarie. Si conservano ancora oggi le buone ricette di un tempo che riuscivano a trasformare i prodotti della terra in piatti semplici, ma dal gusto unico e inconfondibile. Il visitatore rimane affascinato dalla maestria e dalla naturalezza, con la quale le massaie preparano speciali primi piatti di pasta fresca rigorosamente lavorata in casa condita con innumerevoli varietà di sughi. Il più delle volte si tratta di sughi a base di carne di manzo, vitello, maiale, agnello, cotti con cura in un passato di pomodoro e condito con un ottimo olio d’oliva, il tutto è insaporito da un ottimo peperoncino piccante. Il pane alimento puro e genuino accompagna tutte le pietanze è lievitato naturalmente, cotto nel forno a legna e il più delle volte viene prodotto in casa, conservando le antiche tecniche lievitazione e lavorazione. Inoltre vi è la presenza di prodotti conservati sott'olio (pomodori e melanzane) e sott'aceto; fichi secchi imbottiti” i crucetti” . Tra i dolci caratteristici locali :la cuzzupa pasquale, la pignolata e le grispelle dolci.

Calcio La Vigor Lamezia Calcio venne fondata nel 1919. Nel 1987/88, 1989/90 e nel 1990/91 lotta per la promozione in Serie C1 fallendola per un soffio e finendo al 3° posto. Una difficile situazione economica la porta nell'estate 1994, dopo la caduta nel CND con un deludente e inaspettato penultimo posto, al fallimento. Rifondata come Comprensorio Vigor Lamezia, dopo aver acquistato il titolo del Real Catanzaro (in realtà un titolo sportivo proveniente sempre da Lamezia), tenta svariate volte di superare la categoria e anche nel 2004, quando è battuta dal Rende, ma viene ripescata in C2 come migliore seconda. Da quel momento milita in C2 con campionati di medio-alta classifica. Per la stagione 2006/2007 si è provveduto alla ricapitalizzazione delle quote sociali e alla costituzione di un nuovo capitale, allargando la base societaria a 15 soci.

Pallavolo A Lamezia il club più blasonato è certamente la "Pallavolo Lamezia". Nata nel 1984 dalla fusione tra la storica Volo Virtus di Arturo Pisani e la Vigor Salumificio Mena di Giampiero Scarpino e prima ancora di Corrado Guzzi. Queste due società negli anni sessanta e settanta venivano considerate pionieristiche ma in grado di ottenere prestigiosi risultati. La Volo Virtus per anni è stata tra le prime in Calabria e nel meridione. Nei tanti campionati giocati nella palestra all'aperto Maggiore Perri ha raggiunto la serie C dopo un combattutissimo spareggio con il Dopolavoro Ferroviario Paola. Nel 1978 la promozione in serie B con campionati giocati a Catanzaro e Amantea per carenza di un impianto omologabile a Lamezia. Dopo la fusione del 1984 e con la consegna del Palasport,la Pallavolo Lamezia ha conquistato la definitiva promozione in serie B nel 1987 e successivamente la promozione in serie A2, ottenendo grandi risultati nel settore giovanile e contribuendo in maniera definitiva alla crescita della pallavolo calabrese. A livello femminile la TE.CA. (ex Salumificio Mena degli anni '70) milita in B1 e serie C, mentre la Engeco (nata dalla fusione tra Volley Fer. Pi e Pallavolo Frassati) oggi milita in serie B2 e lotta per la serie B1. Numerose le scuole di pallavolo: a livello giovanile hanno lavorato ed ottenuto diversi risultati Arturo Pisani (Volo Virtus, molti anni anche con Ninì Colloca e Pallavolo Lamezia), Giampiero Scarpino (Vigor Mena, Pallavolo Lamezia e Pallavolo Oratorio Frassati), Giancarlo Grandinetti (Salumificio Mena ora Lamezia Volley), Massimiliano Malerba (Lamezia Volley), Francesco Savio, Salvatore Torchia e Matteo Tarzia(Pallavolo Lamezia). Ottimi risultati hanno raggiunto le squadre giovanili di Miami Lameia, Ottica In e Salumificio Mena femminile, allenate da Mimmo Notaro che con giocatori e giocatrici molto promettenti ha raggiunto obiettivi importanti quali promozioni o finali interregionali. Tanti i nomi di giocatori ora tecnici qualificati: tra i tanti Claudio Torchia, Tonino Chirumbolo, Rino Guzzo.

Pallamano L'Handball Lamezia Terme 95 nel 2006/2007 ha militato in B a livello maschile.

Pallauoto La Rari Nantes Lamezia che è costituita da una squadra under-15 e una under-21 Nuoto L'AS Nuoto Lamezia che vanta numerosi successi in tutta Italia e la Rari Nantes Lamezia.

Scherma Il Circolo Lametino Scherma, che guadagna numerosi successi e ha lanciato atleti eccellenti come Alessandra Lucchino.

Automobilismo La Cronoscalata del Reventino valevole per il CIVM e il Challenge Fia.

Lamezia Terme ha acquisito i territori dei comuni di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia, adesso i tre quartieri residenziali della città, insieme alle innumerevoli frazioni.

Da ricordare le ridenti frazioni di montagna (in precedenza appartenenti al comune di Sambiase): Acquadàuzano, Acquafredda, Mitoio, San Minà, Telara, Vallericciardo, Vonio.

Importante dal punto di vista storico sono anche le frazioni di Zangarona (zona Arberesche e quindi culturalmente scollegato dalla città, Bella, che aveva un numero di abitanti consistente e Sant'Eufemia del Golfo, antica sede del feudo dei Cavalieri di Malta, dal 1638 alla sua scomparsa all'inizio del 1800.

Lamezia Terme, come tutte le città, va visitata a piedi. Due buoni punti di partenza sono il Corso Numistrano partendo da Nicastro e Piazza Fiorentino partendo da Sambiase.

L'arredo urbano è stato rivisto qualche anno fa, costruendo fontane e rivestendo alcune vie centrali con pietre al posto dell'asfalto, con risultati gradevoli.

Di interesse turistico anche le terme di Caronte, già note agli antichi Romani, che le chiamavano Aquae Angae.

Per la parte superiore



Aeroporto di Lamezia Terme

Aeroporto lamezia insegna.jpg

L'aeroporto di Lamezia Terme (Lamezia International Airport) situato a 2 Km dalla città di Lamezia Terme, è il principale scalo calabrese dato che serve le province di Catanzaro, di Cosenza e parzialmente di Vibo Valentia.

Progettato nel 1966 e inaugurato nel 1976, lo scalo ha un bacino d'utenza di 1.266.811 persone (63,6% dei residenti in Calabria).

Attualmente l'aeroporto, gestito da un' impresa mista pubblico/privata, la Sacal S.p.A. (Società Aeroportuale Calabrese), funziona sia per voli nazionali che per voli internazionali, quest'ultimi organizzati principalmente da tour operator con intenti turistici. Il 27 dicembre 2007 sono stati appaltati i lavori di prolungamento della pista dagli attuali 2416m a 3000m. Nel novembre del 2008 è stato approvato il progetto di Engco per la costruzione di una nuova aerostazione. Il progetto prevede la completa sostituzione dell’attuale infrastruttura, insufficiente e tecnicamente inadeguata al cresciuto volume di traffico dello scalo.

L'aeroporto dispone di un terminal merci, sempre attivo e gestito dalla Sacal come handler merci, in grado di poter effettuare movimentazione di merci varie. Inoltre è dotato di un vasto magazzino per la temporanea custodia doganale, con doppio accessi air-side e land-side che agevolano le operazioni in ingresso ed in uscita delle merci soggette alle procedure di custodia temporanea.

Sono a buon punto inoltre i lavori per l'allestimento del P.I.F. (Posto d'Ispezione Frontaliero) che ha la finalità di sdoganamento diretto sullo scalo di prodotti di origine animale, destinati anche all'alimentazione umana e pertanto soggetti a visita ispettiva sanitaria.

Importanti risultano anche le attività dei corrieri espressi, tenendo conto dello stretto rapporto di sinergia esistente con Aeroporti di Roma S.p.A. (ADR S.p.A.) ed in particolare con lo scalo di Ciampino, che risulta essere tutt'oggi la base operativa del Centro Italia per le principali compagnie di Express Couriers.

Infine, la grande opportunità in termini di traffico è offerta principalmente dal potenziamento dell'intermodalità dell'aeroporto con il porto contenitori di Gioia Tauro, il maggiore del Mediterraneo per questo tipo di movimentazioni.

L'aeroporto di Lamezia ha una particolarità unica in Italia: la pista è orientata verso il mare, per cui il decollo e l'atterraggio degli aerei avviene in un verso di mattina e, col cambiamento della direzione del vento, nel verso opposto nel pomeriggio-sera.

Per la parte superiore



Diocesi di Lamezia Terme

CattedraleLamezia.jpg

La diocesi di Lamezia Terme (in latino: Dioecesis Neocastrensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Catanzaro-Squillace appartenente alla regione ecclesiastica Calabria. Nel 2004 contava 139.400 battezzati su 140.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Luigi Antonio Cantafora.

La diocesi comprende la città di Lamezia Terme. Rientrano sotto la sua giurisdizione i comuni di Amato, Conflenti, Cortale, Curinga, Decollatura, Falerna, Feroleto, Gizzeria, Jacurso, Maida, Marcellinara, Martirano, Martirano Lombardo, Miglierina, Motta Santa Lucia, Nocera Terinese, Pianopoli, Platania, San Mango d'Aquino, San Pietro a Maida, San Pietro Apostolo, Serrastretta, Soveria Mannelli, Tiriolo.

Il territorio si estende per 915 km² ed è suddiviso in 60 parrocchie.

Non è facile ricostruire la storia della Dioecesis Neocastrensis (diocesi di Nicastro) dei periodi precedenti il XVII secolo innanzitutto perché l'archivio diocesano fu completamente distrutto, assieme alla cattedrale, in occasione del terremoto del 1638. Il primo vescovo accertato storicamente è stato Enrico, insediato nel 1094, 38 anni dopo la conquista di Roberto il Guiscardo. Per il Moroni e l'Ughelli la diocesi di Nicastro sarebbe stata costituita alla fine dell'XI secolo, suffraganea dell'arcidiocesi di Reggio Calabria. Per l'abbé de Commanville, invece, Nicastro sarebbe stata eretta sede vescovile, sebbene di rito bizantino, già nell'VIII o nel IX secolo. Il padre Francesco Russo, in base alla presenza nella Diatiposi di Leone VI della diocesi di Nicastro, dove è elencata fra le suffraganee di Reggio, ne fa risalire l'origine alla fine del IX secolo. Nel XVIII secolo è stata ipotizzata l'esistenza, nel territorio lametino, di una antica diocesi, in una località detta Ad Turres tra Nicastro e Maida, esistente prima della fondazione di Nicastro e distrutta prima del IX secolo.. Qualunque sia stata la storia precedente, alla fine dell'XI secolo, all'epoca del primo vescovo Enrico, Amburga d'Altavilla, figlia di Drogone e sorella di Riccardo di Salerno, rifabbricò l'antica cattedrale di Nicastro, dedicata ai santi Pietro e Paolo, distrutta dai saraceni. Una nuova ricostruzione della cattedrale avverrà, ad opera del vescovo Giovan Tommaso Perrone, dopo il terremoto del 1638.

Per circa 700 anni non avvennero modifiche territoriali importanti. Alcuni problemi sono sorti spesso per motivi di carattere politico; per esempio, come riflesso della lotta fra papato e impero o fra potere civile o religioso, nel 1278 il vescovo Roberto fu deposto da Niccolò III perché ritenuto simoniaco, mentre il suo successore Tancredi fu scomunicato nel 1285 da Onorio IV per avere incoronato re di Sicilia Giacomo II d'Aragona.

In applicazione del concordato tra il Regno delle Due Sicilie e la Santa Sede, con la bolla De Utiliori del 5 luglio 1818, alla diocesi di Nicastro venne annessa in perpetuo la diocesi di Martirano. Quest'ultima diocesi, il cui territorio agli inizi del XIX secolo apparteneva alla provincia della Calabria Citeriore, comprendeva anche il territorio degli attuali comuni di Scigliano, Pedivigliano, Carpanzano, Panettieri, Bianchi e Colosimi (attualmente in provincia di Cosenza) e il territorio di Castagna, la località dove sorgeva la famosa Abbazia di Corazzo di cui era stato abate Gioacchino da Fiore.

Nel XIX secolo Il clero nicastrese partecipò attivamente alla vita politica. Nel 1821, dopo l'emanazione della bolla Ecclesiam a Jesu con la quale papa Pio VII condannava la Carboneria, ben cinquanta sacerdoti della Diocesi di Nicastro (su un totale di 316) dichiararono la loro iscrizione alla Carboneria. Furono tutti "assoluti" Numerosi religiosi parteciparono attivamente ai moti risorgimentali; si ricordano, fra i tanti, Ferdinando Bianchi, Raffaele Piccoli e Pietro Ardito. Il vescovo mons. Barberi fu uno dei pochi presuli a non essere mandati al confino, dal governo italiano, dopo l'annessione del 1860. La maggior parte del clero partecipò al plebiscito d'annessione e, nonostante il non expedit, prese parte alle varie elezioni politiche, che si tennero dal 1860 in poi.

Nel settembre 1986, in seguito alla revisione delle diocesi italiane secondo il criterio della provincialità civile, i comuni in provincia di Cosenza sono passati all'arcidiocesi di Cosenza, mentre il territorio di Castagna, dove sono presenti i resti dell'abbazia di Corazzo, compresa dal 1869 nel territorio comunale di Carlopoli, è passato all'arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. Analogamente, la parrocchia di Montesoro (frazione del comune di Filadelfia) è passata, come il capoluogo comunale, alla diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.

Il 30 settembre 1986 ha abbandonato la denominazione di diocesi di Nicastro, per assumere il nome attuale; tuttavia, la Curia vescovile, per rispetto alla storia, continua a chiamarsi Curia Vescovile di Nicastro, e non Curia Vescovile di Lamezia Terme.

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 140.000 persone contava 139.400 battezzati, corrispondenti al 99,6% del totale.

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Source : Wikipedia