Lamborghini

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Inviato da murphy 05/03/2009 @ 15:09

Tags : lamborghini, auto moto, tempo libero, autoveicoli, economia

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Lamborghini Espada

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La Espada è un'autovettura prodotta dalla Lamborghini tra il 1968 ed il 1978.

Il successo raccolto dall'avveniristico prototipo Marzal, realizzato da Bertone sul telaio 400 GT, indusse la Lamborghini a pensare alla produzione in serie di una versione "industrializzabile".

Partendo dal pianale della 400 GT, allungato nel passo di 15 cm, la Casa di Sant'Agata Bolognese realizzò una coupé 2+2 di notevole personalità. Bertone, riuscì a "civilizzare" la futuribile linea della Marzal, garantendo al contempo sportività, originalità e abitabilità per 4 persone. Grazie all'originale padiglione fastback col lunotto posteriore diviso in due parti la vettura, nonostante lo scarso sviluppo in altezza, disponeva di 4 posti singoli. La meccanica, allungamento a parte, rimaneva quella della 400 GT, compreso il motore V12 di 3929cc, solo lievemente potenziato (325cv). Anche le finiture erano d'alto livello (la pelle rivestiva integralmente l'abitacolo, inclusa la plancia).

L'Espada ottenne subito un grande successo. Nel 1971 arrivò la seconda serie dell'Espada, a cambiare furono soprattutto gli interni (plancia e strumentazione), mentre all'esterno l'unica novità era rappresentata dall'eliminazione delle barrette nere a protezione della parte verticale del lunotto. Il motore ottenne anche 25cv in più (350 in totale). Nel 1974 venne lanciata la terza serie della Espada. Le novità erano limitate alle luci posteriori (più grandi) e ad alcuni dettagli della finitura. In alternativa al cambio manuale a 5 marce si poteva ottenere un automatico a 3 di produzione Chrysler.

La Bertone proponeva anche l'allestimento Vip con frigobar e televisore Brionvega Algol (collocato tra i sedili anteriori). La versione per il mercato USA aveva due grandi paraurti in gomma nera e motore depotenziato in ossequio alla nuova normativa locale. L'Espada uscì di listino nel 1978 e non venne sostituita da alcun modello in base all'orientamento della proprietà del periodo (Georges-Henri Rossetti) che era quello di "confinare" il marchio Lamborghini al settore delle sportive estreme a 2 posti (come la celebre Countach).

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Lamborghini Silhouette

La Silhouette è un'autovettura sportiva prodotta dalla Lamborghini in 55 esemplari tra il 1976 e il 1979.

La Silhouette era un'evoluzione della Urraco, disegnata da Carrozzeria Bertone 9 anni prima. Rispetto alla progenitrice la differenza principale riguardava la trasformazione della vettura da coupé a targa, con la conseguente eliminazione della panchetta posteriore. Per il resto il restyling riguardava i paraurti (di plastica nera e più pronunciati), i parafanghi (notevolmente allargati), le luci di coda, la porzione posteriore del padiglione (rivestito di una sovrastruttura in plastica nera) e gli interni (totalmente ridisegnati).

Dal punto di vista tecnico, a parte un generalizzato affinamento, non c'erano novità rispetto alla Urraco P 300, da cui mutuava anche il V8 di 2996cc da 265CV.

Presentata al Salone dell'automobile di Ginevra del 1976, la Silhouette fu la prima vettura scoperta prodotta in serie dalla Casa. Venne rimpiazzata nel 1982 dall'ulteriore evoluzione Jalpa. Ne furono costruite solamente 55.

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Lamborghini Jalpa

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La Jalpa era una autovettura sportiva prodotta dalla Lamborghini dal 1981 al 1988. Può essere considerata uno sviluppo della precedente Silhouette. La Jalpa, però, ottenne un successo commerciale migliore della vettura che la precedette totalizzando 416 esemplari costruiti. Il nome della vettura, come per altre vetture della ditta, è quello di una famosa razza di tori da combattimento, in sintonia con la passione di Ferruccio Lamborghini per la corrida.

Il concetto base che guido alla realizzazione della Jalpa fu quello di creare una Lamborghini più morbida e meno costosa della Countach. Su questa vettura venne quindi utilizzato il motore V-8 da 3.496 cc montato trasversalmente, la cui potenza era di 255 cv (168 kW), e non il più potente V-12 della Countach. La carrozzeria era stata disegnata da Bertone e veniva realizzata dalla Silver Car di Torino.

La velocità ufficiale della vettura era di 234 km/h anche se furono rilevate velocità maggiori di questa, mentre il suo peso, completo di tutti i liquidi, era di 1.507 kg. In confronto alla Countach la Jalpa era più semplice da gestire nel traffico cittadino a bassa velocità e dava al guidatore una visibilità migliore del mondo esterno. Di notte però erano presenti diversi riflessi che potevano distrarre.

Le prime Jalpa avevano le parti in plastica, i paraurti, le prese d'aria e la copertura del motore, di colore nero, mentre le luci posteriori erano rettangolari come sulla Silhouette. Nel 1984 le plastiche divennero del colore della carrozzeria e le luci posteriori furono sostituite con altre di forma rotonda. Nel 1988 le vendite calarono e la Chrysler Corporation, che aveva acquisito la proprietà della Lamborghini, decise di interromperne la produzione.

La Jalpa appare nel film Rocky IV guidata da Rocky Balboa (Sylvester Stallone).

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Lamborghini 350/400 GT

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La 350/400 GT è la prima autovettura prodotta dalla Lamborghini. È stata costruita tra il 1964 ed il 1968 in 416 esemplari.

All'inizio degli anni sessanta, Ferruccio Lamborghini, titolare dell'omonima fabbrica di macchinari agricoli, aveva "osato" sottoporre a Enzo Ferrari alcune critiche sul cambio e sul differenziale della sua Ferrari 250 GT, alle quali il "patron" della Casa di Maranello aveva seccamente risposto: "Che vuol saperne di macchine lei che guida trattori". Per reazione a questa risposta il focoso Ferruccio decise d'affiancare alla produzione di trattori quella di automobili gran turismo, in grado di far concorrenza alle Ferrari. Dato che l'obiettivo di Lamborghini era quello di costruire "Un'automobile perfetta anche se non particolarmente rivoluzionaria", si circondò di tecnici d'alto valore, come Giotto Bizzarrini (ex Ferrari). Proprio Bizzarrini progettò un nuovo motore V12 con 2 alberi a camme in testa per bancata di 3,5 litri da 360cv ed un nuovo telaio tubolare con sospensioni a 4 ruote indipendenti.

Dopo la presentazione del prototipo 350 GTV, disegnato da Franco Scaglione (1961), e l'abbandono di Bizzarrini (che lasciò la Lamborghini per fondare un proprio Marchio), la pur giovane Casa di Sant'Agata Bolognese venne rifondata, con l'ingaggio di Gianpaolo Stanzani (motori) e Giampaolo Dallara (telai).

La 350 GTV venne resa meno estrema dalla carrozzeria Touring (cui venne affidato lo sviluppo), ridisegnando il frontale (che aveva suscitato parecchie critiche), la coda (parzialmente) e gli interni. L'originale impostazione del padiglione data da Franco Scaglione, tuttavia, non venne stravolta. Anche il motore, sempre V12 di 3484cc, venne addolcito (320cv), attraverso l'adozione di alberi a camme dal profilo meno "spinto", della lubrificazione tradizionale (anziché a carter secco) e di 6 carburatori Weber più piccoli.

Il quadro tecnico era compilato dai 4 freni a disco e dal cambio manuale a 5 rapporti. Raffinati (interni in pelle, volante in legno) e comodi anche gli interni. Dell'assemblaggio della nuova coupé Lamborghini 350 GT, lanciata al Salone dell'Automobile di Ginevra (marzo 1964), s'occupava la Touring di Milano, adottando la celebre struttura Superleggera. Nel 1965 venne presentata anche la versione 2+2, dotata di padiglione rialzato e allungato.

L'anno successivo la 350 GT cedette il posto alla sua evoluzione 400 GT. Ne sono stati costruiti 120 esemplari.

Nel 1966, per ridestare interesse nel modello, la casa del toro decise d'intervenire, in verità in maniera assai leggera, sulla 350 GT. La principali novità estetiche erano date dagli inediti doppi fari anteriori circolari (al posto di quelli ovoidali), dall'eliminazione dei rostri ai paraurti e dalla mascherina rivista. Dal punto di vista tecnico la maggior differenza rispetto alla serie precedente, che, tra l'altro giustificava il cambio di nome in 400 GT, era data dall'incremento di cilindrata del V12 a 3929cc. La potenza rimaneva invariata (320cv), ma era ottenuta ad un regime inferiore di 500 giri al minuto.

Degne di nota anche l'adozione di sincronizzatori Porsche per il cambio e le novità agli interni (plancia, pannelli porta, sedili).

La 400 GT era offerta sia in versione 2 posti che 2+2. Il pubblico preferì di gran lunga la seconda: 273 esemplari prodotti fino al 1968 contro 23.

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Source : Wikipedia