Lago

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Inviato da david 24/03/2009 @ 20:13

Tags : lago, calabria, italia

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Lago

Lago sui Monti Metalliferi, Repubblica Ceca

Un lago è una grande massa per lo più d'acqua dolce raccolta nelle cavità terrestri. I laghi di grosse dimensioni sono alle volte chiamati "mari interni", mentre talvolta i piccoli mari sono chiamati laghi. Due esempi sono: il Grande Lago Salato ed il Mar Morto. Il lago più grande è il Mar Caspio ed il più profondo è il lago Baikal in Siberia.

In realtà ci sono differenti tipi di laghi: laghi di superficie (comunemente chiamati soltanto laghi), laghi sotterranei, laghi stagionali. Un esempio di lago sotterraneo è il lago Vostok che si trova sotto i ghiacci dell'Antartide; mentre un esempio di lago stagionale è il lago Eyre in Australia che è riempito quando le piogge stagionali sono abbondanti.

La Finlandia è conosciuta come la terra dei mille laghi, mentre il Minnesota è conosciuta come la terra dei diecimila laghi.

Sulla Luna sono presenti delle pianure basaltiche che per il loro colore più scuro si sono chiamati laghi, perché si era pensato in antichità che potessero essere dei bacini d'acqua.

Più del 60% dei laghi di superficie sono situati in Canada.

Il più grande lago artificiale è il Kielder Water in Gran Bretagna.

Il lago più profondo d'Europa è Hornindalsvatnet in Norvegia (contea di Sogn og Fjordane). Areale: 50.42 km² e profondità: 514 m.

Una classificazione dei laghi viene fatta in base al tipo di evento geologico responsabile alla loro formazione.

In regioni aride sottoposte ad intense piogge stagionali, viene utilizzato in geomorfologia il termine laghi effimeri per indicare depressioni poco profonde riempite dagli apporti meteorici durante la stagione piovosa e sottoposti a rapido essiccamento per l'intensa evaporazione durante la stagione arida. L'evaporazione delle acque meteoriche provoca la concentrazione e la deposizione progressiva dei sali(nell'ordine: carbonati, solfati e cloruri), dando origine depositi evaporitici in forma di croste superficiali e noduli.

A questi, per i laghi con sponde basse e clima adatto, si aggiunge l'interramento dovuto allo sviluppo di canneti ed altra vegetazione di riva. Un esempio di questo fenomeno è il Lago Trasimeno.

I laghi sono solitamente alimentati da fiumi (detti immissari) o da sorgenti o da ghiacciai. L'acqua defluisce naturalmente dai laghi tramite fiumi (detti emissari) ed evaporazione.

I laghi sono una grossa riserva di acqua dolce utilizzate dall'uomo per l'irrigazione dei campi, come fonte di acqua potabile ed in alcuni casi anche per produrre energia elettrica.

L'acqua nei laghi non è ferma, come spesso erroneamente si pensa: oltre alle correnti derivanti dalla presenza di immissari ed emissari (anche sotterranei), possono formarsi dei gorghi o delle onde dovute a varie cause, tra le quali l'azione del vento sulla superficie. Inoltre i laghi sono soggetti ad una serie di movimenti, detti sesse, veri e propri spostamenti periodici di acqua da una parte all'altra del bacino, osservabili come veri e propri dislivelli tra una parte e l'altra della costa. Nel Lago di Bolsena sono state registrate sesse anche di 50 cm.

Le proprietà termiche di un lago sono il fattore fisico più importante del determinare il ciclo annuale e giornaliero di un lago, queste influenzano le caratteristiche chimiche delle acque ed in ultima analisi l'ecologia degli organismi costituenti l'ecosistema lacustre.

La principale fonte di calore di un lago è la radiazione solare che cede calore venendo assorbita dall'acqua. L'acqua però ha una scarsa tendenza a cedere calore per diffusione molecolare, motivo per cui solo lo strato superficiale (nell'ordine di alcuni metri) risulta influenzato dalla temperatura esterna, e viene chiamato epilimnio. Nello strato immediatamente sottostante all'epilimnio la temperatura varia rapidamente con la profondità, esso viene chiamato metalimnio. Segue poi, se il lago è abbastanza profondo, uno strato in cui la temperatura si mantiene costante intorno ai 4 °C, questo strato è detto ipolimnio.

A differenza della maggior parte delle sostanze, la cui densità aumenta al diminuire della temperatura e quindi la densità della sostanza allo stato solido è maggiore della densità dello stato liquido, l'acqua ha un comportamento diverso: il massimo di densità si ha alla temperatura di 4 °C, tanto è vero che lo stato solido dell'acqua, ovvero il ghiaccio, galleggia. Per questo motivo l'acqua alla temperatura di 4° C essendo la più densa e pesante, si trova nello strato più profondo. Un tipico lago profondo della zona temperata in estate avrà nell'epilimnio una temperatura alta con acque poco dense, che galleggiano sullo strato ipolimnico più denso e freddo, separate da un sottile strato metalimnico. Questo profilo di densità, determinato dalla differente temperatura, impedisce alle acque dei vari strati di mescolarsi fra loro (stratificazione termica), limitando gli scambi di sostanze disciolte e particellate. In inverno, se la temperatura delle acque superficiali scende al disotto dei 4 °C, arrivando a formare del ghiaccio, si avrà una stratificazione termica inversa, con l'epilimnio più freddo, ma comunque più leggero per via dell'anomalia della curva di densità, che galleggia su un ipolimnio più caldo ma più pesante. Tra le due situazioni sopra descritte intercorrono tipicamente due fasi dette di piena circolazione (olomissi), in primavera ed in autunno, in cui tutta la colonna d'acqua si trova a 4 °C, e nelle quali scompare la stratificazione termica, in queste condizioni il vento puo' innescare un rimescolamento completo delle acque.

Nei laghi, oltre alla pesca, vengono praticate numerose attività sportive, tra le quali il canottaggio, vela e windsurf, gite in barca o in battello e le immersioni subacquee. Piuttosto diffusa la balneazione estiva, anche se i laghi rappresentano un pericolo mediamente più alto rispetto alle coste marittime, per diversi motivi: l'acqua è più fredda, possono essere presenti correnti o vortici inaspettati, sono spesso senza sorveglianza, non c'è un bagnino né alcun attrezzo di salvataggio.

Nota: il Lago di Maracaibo può essere considerato il lago più esteso del Sud America. Tuttavia giace sul livello del mare, in cui sfocia con un'apertura relativamente estesa, pertanto è meglio descritto come una baia-estuario, anche se è di acque dolci e salmastre.

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Lago di Bolsena

Lago di Bolsena (Italia)

Il lago di Bolsena è un lago dell'Italia centrale formatosi oltre 300.000 anni or sono in seguito al collasso calderico di alcuni vulcani appartenenti alla catena dei monti Vulsini.

Ha una forma ovale, tipica per la sua origine, ha due isole e un fiume emissario. Ha un'area totale di 113,5 km² (quinto in Italia), si trova a 305 m s.l.m., ha una profondità massima di 151 m e una profondità media di 81 m. È considerato il più grande lago d'origine vulcanica d'Europa.

Si trova interamente nel territorio della provincia di Viterbo e precisamente nella parte a Nord, detta Alta Tuscia. Per una parte considerevole è lambito dalla strada consolare Cassia, a pochi chilometri dal monte Amiata.

Numerosi sono gli insediamenti turistici, con particolare propensione per il turismo a contatto con la natura, prevalentemente nei campeggi, agriturismi e "bed and breakfast".

Le coste del lago sono generalmente basse e sabbiose (caratteristica la sabbia di colore nero, residuo degli antichi vulcani) in alcuni tratti anche paludose. Tuttavia la costa non è affatto monotona ma è interrotta spesso da piccole e basse penisole. I promontori veri e propri sono pochi e per la precisione: il Monte Bisenzio, che chiude a ovest i Monti Volsini, il Capo San Bernardino, la penisola di Capodimonte, la punta di Sant'Antonio. Lungo le coste si alternano rive placide e tranquille, ideale per rilassarsi e per pescare, a campi e orti, ricoperti di ulivi, vigne e ortaggi. Dove l'uomo è meno presente si trovano boschi isolati di querce, castagni, salici con estesi canneti che offrono rifugio per i nidi di molti uccelli lacustri. Agli alberi spesso vengono stese ad asciugare le grandi reti dei pescatori, accanto alle loro barche, le stesse da secoli, con remi asimmetrici e il posteriore che funge da timone e viene manovrato stando in piedi. Il turismo e gli insediamenti umani sono più concentrati lungo la costa orientale e meridionale dove sorgono i tre centri rivieraschi (Bolsena; Marta; Capodimonte). La costa settentrionale è la più bassa, mentre quella occidentale è la più selvaggia e solitaria. In questi anni il lago ha conosciuto un'allarmante innalzamento del suo livello che sta erodendo la spiaggia e spesso d'inverno, a causa delle forti piogge, giunge ad allagare i campi e i paesi sulle rive, causando notevoli danni. Soltanto nel 2006 il livello del lago si è avvicinato alle strade rivierasche sterrate, ritornando poi ai livelli consueti, va considerato che avendo un solo emissario, il fiume Marta, controllato da bocchette, per regolare il deflusso delle acque, il livello del lago può essere gestito senza creare danni alla costa. Per valutare i cambiamenti di livello del lago basta guardare le strutture storiche presenti nei paesi rivieraschi, come il lavatoio presso la spiaggia dei pescatori a Marta, oggi (giugno 2008) al livello di quando è stato costruito decine di anni fa. Un particolare del lago è la presenza delle "sesse", particolari variazioni del livello del lago, particolarmente imprevedibili e inspiegabili. Una sessa ha raggiunto nel 2000 un dislivello di circa 50 cm.

Il lago di Bolsena può vantare un ambiente naturale quasi completamente incontaminato ed è uno dei pochi grandi laghi italiani ad essere completamente balneabile. La pulizia delle sue acque (recita un detto dei pescatori che questo è "il lago che si beve!") ha garantito uno straordinario sviluppo di specie animali e vegetali, tra cui molte specie di alghe e piante subacquee quasi completamente scomparse in altri bacini.

L’abbondanza di pesci e la natura incontaminata hanno attirato specie di uccelli acquatici di tutti i tipi che sostano nel lago durante le migrazioni e sono una vera delizia per gli amanti del bird-watching. Sono stati avvistati morette, moriglioni, fistioni turchi, folaghe, svassi maggiori, tuffetti, svassi minori, garzette ed aironi cenerini, specie tipiche del Nord Europa. Tra gli uccelli che stabilmente risiedono qui, si ricordano i colombi, i gabbiani e una decina di cigni. Fra le specie che nidificano fra i canneti vi sono aironi di piccole dimensioni, il cannareccione e la cannaiola, due specie di passeri che formano dei nidi a coppa, intrecciando le canne, e per ultimo lo svasso maggiore che crea delle vere e proprie piattaforme galleggianti. I predatori più diffusi sono il cormorano e la strolaga, un uccello poco presente in Italia, giunto qui spontaneamente dalla Francia. Altri abitanti comuni delle rive del lago sono il rospo comune, la rana, la biscia d'acqua, il tritone, la testuggine europea. La vita della fauna del lago è minacciata dall'introduzione di specie diverse dall'habitat naturale, dovuto in prevalenza all'abbandono di animali esotici che hanno causato non pochi danni come il persico sole, il pesce gatto, la nutria. È presente, sempre per abbandoni, la tartaruga nordamericana Trachemys scripta .

Lunghe le rive si alterano ai canneti, rifugi ideali per moltissimi animali alla sabbia e a piccoli prati dove cresce l'erba morella, dalle tipiche bacche color rosso, il vilucchio bianco. Presso la località di Montesenano (Gradoli) è stata osservata la rarissima Baldellia ranuncoloides. A poca distanza dalla riva crescono il ranuncolo e il poligono anfiboe, la zannichella e la brasca delle lagune. In acque più profonde si sviluppa l'erba tinca e la ranocchia maggiore.

Il turismo invadente, l'abusivismo edilizio, la pesca selvaggia, i residui di fertilizzanti agricoli sono le vere minacce per l'equilibrio biologico del lago. Equilibrio delicatissimo se si pensa che il lago impiega ben 80 anni per ricambiare totalmente le sue acque. Recentemente è stato costruito un sistema di fognature centrale (il cosiddetto "anello") che raccoglie le acque nere dei comuni intorno al lago e le riversa in un collettore comune sul fiume Marta, tuttavia a causa dell'incuria delle amministrazioni locali si verificano spesso delle rotture, come quella recentissima dell'estate 2005, quando a causa di un guasto mai chiarito, le fognature del comune di Grotte di Castro si riversarono nel lago, causando un'invasione batterica ben cento volte superiore ai limiti previsti.

L'isola Bisentina è la maggiore del lago per superficie (17 ha) e può essere circumnavigata con le motobarche che partono dal vicino centro di Capodimonte. Conserva una natura quasi incontaminata con folti boschi di leccio, giardini all'italiana, panorami incantevoli e numerosi monumenti. Sono un esempio la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, con l'imponente cupola realizzata dal Vignola, osservabile anche dalla riva occidentale del lago, il convento Francescano e e la villa dell'isola. Sono presenti sull'isola sette cappelle, tra le quali vi sono la Rocchina (il cui nome deriva dal fatto che riproduce, in dimensioni ridotte, la Rocca sulla riva di Capodimonte), la chiesa di Santa Caterina, la cappella del Crocefisso con affreschi del '400. Si ricorda anche l'orribile Malta dei Papa, carcere a vita scavato nella terra destinato ai condannati per eresia dotato di un solo piccolo buco per la luce. Si possono trovare anche due statue, di cui una monumentale, di leone: una locata sulle scale che portano alla cima del monte Tabor, l'altra, la più grande, sulla lingua orientale dell'isola. Si possono ammirare inoltre bellissime insenature, la cima collinare del monte Tabor, sotto la quale si trova un'antica colombaia, gli strapiombi rocciosi sull'azzurro del lago ad Est ed infine la parte verdeggiante sul lato meridionale verso il paese di Capodimonte. Gli etruschi e i romani hanno lasciato solo poche tracce della loro permanenza sull'isola. Nel IX secolo vi si rifugiarono gli abitanti della vicina Bisenzio (che gli diede il nome) distrutta dai Saraceni. A metà 1200 divenne proprietà dei signori di Bisenzio che in seguito a controversie con gli isolani l'incendiarono abbandonandola. Nel 1261, Urbano IV riconquistò l'isola che nel 1333 fu nuovamente distrutta da Ludovico il Bavaro, accusato d'eresia e scomunicato dal Papa. Proprietà dei Farnese dal 1400 conobbe un periodo di gran prosperità, fu visitata da numerosi Papi e dai Farnese e fu inglobata nei territori del ducato di Castro. Tornata alla Chiesa, nell'Ottocento divenne proprietà privata della locale famiglia aristocratica dei Principi del Drago che abitavano nel castello di Bolsena. La proprietaria attuale è la principessa Angelica del Drago. Qui sarebbe sepolto, nella tomba di famiglia, Pier Luigi Farnese, signore di Parma e Piacenza, condottiero militare, dalla discussa fama.

Durante la II Guerra Mondiale, il leccio millenario vicino al ponte, cavo all’interno, fu usato dagli uomini della famiglia del Drago e dai loro servitori per sfuggire ai Tedeschi. Si narra che la piccola Angelica del Drago andasse a portare i viveri ai rifugiati.

L’Isola Bisentina è stata sede, nell’estate 2002, del C.E. “Stupisciti di essere unico” e, nell’estate 2003, del C.E. “Oltre il Sogno l’Avventura” dei Reparti Hurricane e Nightingale del gruppo scout AGESCI Roma 121.

Situata di fronte al centro abitato di Marta, da cui prende il nome, l'isola Martana avrebbe custodito le spoglie di Santa Cristina con l'intenzione di evitare che cadessero preda dei barbari. L'isola Martana è stata, inoltre, al centro della tragica vicenda storica di Amalasunta, regina dei Goti che prese il potere alla morte di Teodorico e, dopo essere stata portata con l'inganno sull'isola qui fu trucidata dal cugino Teodato. L'isola, disabitata, fu un tempo sede di un convento degli Agostiniani. Attualmente è proprietà privata e quindi non ne è possibile la visita.

Dal lago di Bolsena, in corrispondenza del centro abitato di Marta, il fiume emissario inizia il suo percorso verso il Mar Tirreno. Dopo aver attraversato Marta, Tuscania e Tarquinia, incontra il mare. Qui, in una zona bellissima compresa tra la foce del Fiume Marta e quella del Fiume Mignone, è stata istituita la Riserva Naturale di Popolamento Animale "Salina di Tarquinia".

Il lago nasce quando l’apparato vulcanico Vulsinio, che vantava ben sette crateri, in seguito ad una violenta esplosione lavica crolla su se stesso creando un enorme caldera che sarà a poco a poco ricoperta dalle acque del futuro lago. Tracce di questi antichi crateri sono rimasti lungo il fianco dell’isola Bisentina e nella conca di Latera.

Il lago iniziò ad essere popolato verso la fine del Neolitico quando lungo le sue rive sorsero diversi villaggi di palafitte. Fu poi abitato durante l’età del ferro e quella del bronzo ma i suoi insediamenti restarono fortemente condizionati dalle variazioni di livello delle acque, e conseguentemente dalla posizione della riva.

Sotto i Villanoviani sorsero i centri di Visentum (Bisenzio) e Volsinii (Bolsena) che raggiunsero un notevole grado di ricchezza e benessere, come dimostrano i numerosi reperti rinvenuti. Con gli Etruschi, il lago vive un periodo di grande splendore: secondo alcune ipotesi sulle sue rive, in una località incerta sorse il famoso “Fanum Voltumnae” un grandioso santuario dove si riunivano ogni anno le dodici città della Confederazione Etrusca. In questi anni si consuma lo scontro fra le due città su chi deve imporre il nome al lago. La spunterà Volsini.

I Romani giunsero qui nel 664 a.C., quando occuparono Volsinii e distrussero Visentum dopo un interminabile assedio. In seguito le due città vennero ricostruite e divennero dei municipi. Il lago è citato da Plinio nella sua Naturalis Historia e in età tardo-imperiale vive la drammatica vicenda di Santa Cristina, martire cristiana del III secolo che sarà proclamata successivamente patrona del lago.

I Longobardi e i Saraceni portarono le loro armi qui e saccheggiarono i principali centri urbani. Bolsena venne saccheggiata e un gruppo di abitanti porta le spoglie di santa Cristina sull'Isola Martana. Bisenzio viene distrutta e la sua sede vescovile è spostata a Castro. Sull’isola Martana, il re gotico Teodato, vi fece imprigionare e uccidere la cugina Amalasunta figlia di Teodorico. Il Medioevo fu per il lago un periodo di tristezza e di declino. A partire dal XII secolo, viene conteso tra i Comuni di Orvieto, Viterbo, la Chiesa e i potenti feudatari dei signori di Bisenzio. I paesi sulle rive vissero un periodo di costante declino e subirono frequenti saccheggi. Il grande poeta Francesco Petrarca, restò colpito dalla grave situazione e chiese a papa Clemente VI di intervenire. Clemente VI inviò il cardinale Egidio Albornoz che riuscì a riportare il lago sotto il controllo della Chiesa, ma lo scontento degli abitanti fu tale da scatenare violenti tumulti e ribellioni.

Il ritorno del Papa a Roma, gli permette di consolidare i suoi domini nell’area del lago. La città di Montefiascone conosce un grande sviluppo diventando rifugio di numerosi pontefici.

Nel 1537 papa Paolo III istituisce il ducato di Castro e lo affida al figlio Pier Luigi Farnese. Per il lago inizia un nuovo periodo di grandezza e splendore. Lungo le sue rive sorgono palazzi e residenze delle nobili famiglie romane e gli stessi Farnese non disdegnano di trasferirsi qui nei caldi mesi estivi. Nel 1649 con la caduta di Castro, il lago ritorna sotto il dominio della Chiesa.

Dopo l’Unità, le condizioni dei contadini e dei pescatori non migliorano e le nuove tasse imposte dai governi unitari, causano forti scontenti che sfociano nel grave fenomeno del brigantaggio. Il più celebre di tutti è senza dubbio Domenico Tiburzi, una figura destinata ad entrare nella leggenda mentre il rifugio preferito dai briganti è l’inestricabile Selva di San Magno. L’intervento dello Stato non si fa attendere e non mancano figure coraggiose come il maresciallo dei carabinieri Angelo Tordi che cade ucciso in un agguato presso la chiesa di San Magno in Gradoli. Il fenomeno del brigantaggio viene sconfitto agli inizi del Novecento e gli anni successivi sono contraddistinti da numerosi interventi pubblici come la sistemazione della Via Cassia, l’arrivo dell’acqua corrente e della energia elettrica. Il lago passerà sotto il regime fascista e durante la Seconda guerra mondiale offrirà rifugio a molti profughi provenienti dalla Toscana, da Orvieto, da Viterbo, da Roma. Negli anni successivi conoscerà una crisi economica e un lento ma costante declino demografico causa di abbandono dei campi e dei paesi. Oggi il lago è in una posizione confusa: da un lato la crisi continua, con una disoccupazione fra le più alte del Lazio, l'invecchiamento generale della popolazione, l'esodo forzato di molti giovani costretti a spostarsi per lavoro, dall'altro non mancano segnali incoraggianti. L'industria è completamente inesistente se non si considerano piccole imprese artigianali a livello famigliare e diverse cooperative agricole e per la lavorazione del pesce. L'economia quindi resta basata sull'agricoltura che può puntare su risorse tipiche di consolidata tradizione ma è bloccata dalla frammentazione eccessiva dei terreni e dall'abbandono dei campi. La grande risorsa per il futuro è il turismo, che pur vantando ottime attrattive è bloccato dalla carenza di collegamenti adeguati (la fermata ferroviaria e il casello autostradale più vicini si trovano entrambe a Orvieto, ben 21 chilometri di distanza). I turisti sono in prevalenza stranieri, soprattutto tedeschi, olandesi, francesi mentre gli italiani sono pochissimi in prevalenza umbri, toscani e romani.

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Lago di Corbara

Lago di Corbara (Italia)

Coordinate: 42°43′N 12°15′E / 42.72, 12.25 Il Lago di Corbara è un lago dell'Italia centrale, di origine artificiale, formatosi dalla costruzione negli anni sessanta del bacino idroelettrico omonimo sul fiume Tevere.

Fa parte, unitamente ai territori circostanti, del Parco fluviale del Tevere, area naturale protetta dell'Umbria.

Caratterizzato da rive frastagliate che si allungano dentro una profonda e stretta gola che si insinua fin quasi a Todi (Gola del Forello), è costeggiato sulla sponda sinistra dalla Strada Statale 448.

Nei pressi del lago, si trovano "Vissani", uno dei templi della gastronomia italiana e alcune delle più rinomate e prestigiose aziende vinicole dell'Umbria, riunite nel Consorzio di Tutela del Lago di Corbara DOC.

L'area del Lago di Corbara vanta numerose strutture ricettive quali agriturismi, case vacanza e country house, hotels, villaggi e camping attrezzati, bed & breakfast, appartamenti e residenze d'epoca.

Nel bacino sono praticate alcune attività sportive, in particolare la pesca ed il canottaggio. Quest'ultimo fa riferimento al Centro di Canottaggio della Corlago, in località Salviano.

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Lago Pergusa

Il Lago Pergusa

Il Lago di Pergusa è l'unico lago naturale ormai presente in Sicilia (dopo il prosciugamento di quello di Lentini), e si trova a pochi chilometri da Enna. È di modeste dimensioni ma di grande importanza geologica, faunistica e culturale e per questo vi è stata istituita la prima Riserva Naturale Speciale della Regione Siciliana, mentre l'Unione Europea ha promosso il lago a Sito d'Importanza Comunitaria (SIC).

Il lago, che si trova a Pergusa, frazione di Enna, da essa raggiungibile transitando da Enna Bassa, è di origine tettonica e la sua forma circolare, infatti, lo evidenzia chiaramente, mentre ha acque salmastre, nonostante si trovi al centro dell'isola a causa della mancanza di emissari. Infatti l'acqua che nei millenni ha raggiunto il lago ne è uscita solamente per evaporazione lasciandovi i sali che nel suo cammino aveva sciolto dal terreno.

Il lago è endoreico e non possedendo emissari o immissari, si alimenta di acque piovane e di falda. A causa di questo, negli ultimi tempi, sia per il clima sempre più torrido che per la pressione antropica, (e soprattutto i pozzi aperti nella zona) le sue condizioni erano peggiorate a tal punto che ne stavano provocando l'abbassamento del livello delle acque e l'interramento. Provvedimenti recenti stanno ottenendo una certa ripresa; Oggi, il lago è particolarmente vivo, con un'estensione di 1,8 km² (contro i 1,2 di prima del 2000) e una profondità massima di 3,50 m.

Il bacino afferente ha una superficie di circa 12 km² e si estende su altezze che vanno dai 911 metri sul livello del mare di Monte Carangiaro ai 667 metri della media del livello del lago. Le aste torrentizie di maggiore afferenza sono il Piano dei Mondelli ed il vallone Carangiaro oggi più conosciuto come vallone Amaradio. Il piccolo bacino è incastonato lungo lo spartiacque dei bacini del Simeto ad Est e del Salso o Imera meridionale ad Ovest.

Il lago di Pergusa è noto per il racconto mitologico del rapimento di Proserpina, figlia di Cerere, da parte di Plutone. Infatti si credeva che fosse una delle porte degli Inferi, forse per il colore rosso che assume alcune volte (come descritto in basso). Plutone meditò il rapimento vedendo la fanciulla passeggiare sulle rive del lago. La storia finisce con Proserpina che diventa sposa di Plutone ma con l'accordo per il quale sarebbe vissuta 6 mesi sulla terra accanto alla madre e sei mesi negli Inferi, accanto allo sposo.

Intorno al lago si sviluppa anche l'Autodromo di Pergusa creato nel 1961 che segue la forma quasi circolare del lago. È stato scenario di alcune gare di livello nazionale e internazionale come la Formula 3000 e la Festa della Ferrari cui hanno preso parte numerosi campioni internazionali tra cui Michael Schumacher.

A causa dell'incompatibilità con il parco si è progettato un nuovo circuito nel 1995, ma il progetto è stato abbandonato sempre per esigenze legate alla riserva naturale e viene ancora utilizzato il precedente circuito che ha subito diverse modifiche, e che nuovi lavori di adeguamento agli ultimi standard di sicurezza motoristici rilanceranno presto come protagonista di un fitto calendario di gare nazionali e internazionali (FIA).

Il lago è circondato da diversi hotel, agriturismi e bed and breakfast; la capacità ricettiva esclusivamente alberghiera della località è pari a circa 300 posti letto, vale a dire i tre quinti dei posti letto solo alberghieri disponibili a Enna.

Il Lago di Pergusa si riconferma rinomato vertice del turismo naturalistico e motoristico regionale, ma è altresì località di villeggiatura prediletta da migliaia di famiglie che possiedono villini o seconde case nei pressi del bacino.

Molto interessante è la fauna, soprattutto ornitologica, in ogni periodo dell'anno. Infatti il lago è al centro di una riserva naturale dal 1991 e dal 1995 è divenuto Riserva naturale speciale Lago di Pergusa. lo specchio d'acqua è un'area nevralgica per la corrente migratoria paleoartica degli uccelli.

Nei mesi primaverili si possono ammirare Garzette e Aironi cenerini, Nitticore e Mignattai.

Nel periodo invernale arrivano a svernare grossi gruppi di Anatidi tra cui l'Alzavola, il Mestolone e il Fischione, nonché altri uccelli acquatici quali il Moriglione e la Folaga.

Nelle zone fangose limitrofe alla riva si trovano spesso il Chiurlo maggiore, il Totano moro, la Pettegola, la Pavoncella e il Beccaccino.

Vi si trovano anche specie rare come il Falco di palude e la Moretta tabaccata ed è area di nidificazione della Coturnice sicula.

Oltre agli uccelli vi si trovano anche mammiferi (Istrice e Donnola), rettili (le tartarughe palustri) e anfibi (Bufo bufo e gli endemici Bufo siculus e Discoglossus pictus).

Sensazionali avvistamenti recenti hanno confermato la presenza rarissima a Pergusa di esemplari in via d'estinzione in Italia come l'Airone rosso, nell'ambito delle attività di birdwatching che hanno in questa riserva una delle oasi privilegiate a livello nazionale.

Con cicli di circa dieci undici anni, ma probabilmente più legati al livello delle acque ed alle loro condizioni di salinità e di portata organica, il lago assume un colore rosso sangue per alcuni organismi microscopici che in essi vivono.

Nel 2008 il lago è stato protagonista di una moria di pesci, in particolare la carpa, centinaia di pesci sono rimasti arenati sulle rive del lago. I risultati sugli esami compiuti dall'istituto Zooprofilattico di Palermo sulle carpe morte al lago di Pergusa parlano di lesioni interne causate dalle biotossine di un'alga. Tale fenomeno, probabilmente manifestatosi in altri momenti nella storia del lago, non è altro che uno squilibrio delle condizioni ecologiche del lago stesso a dimostrazione della grande fragilità dell'ambiente.

Attorno al lago si stende la "Selva Pergusina", gestita dall'Azienda demaniale delle Foreste, questa area boscata, costituita inizialmente su un demanio ex feudale di proprietà della famiglia Militello, venne boscata con la messa a dimora di specie alloctone e di conifere, alternate al solo scopo della creazione di una enorme scritta "DUX" in onore del Duce Benito Mussolini, che del lago Pergusa aveva voluto la bonifica e che nel 1936/37 ordinò la creazione dell'omonimo villaggio.

Oggi sotto le vecchie piante, già settantenni, crescono le querce sia caducifoglie, come le roverelle che sempreverdi come i lecci ed un corteggio floristico estremamente vario con alaterni, perastri, e altri componenti della flora della foresta sempreverde mediterranea.

Anche altre aree risparmaite dalla densa utilizzazione umana della conca, quali l'ex demanio Geracello di Zagaria, ultimamente acquisito dalla Provincia di Enna, presentano aspetti abbastanza complessi della flora originaria mentre attorno al lago si è mantenuta una serie di fasce concentriche di formazioni più o meno igrofile che vedono crescere la Cannuccia palustre, il Giunco, la Calistegia etc.

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Source : Wikipedia