La Maddalena

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Tags : la maddalena, sardegna, italia

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La Maddalena

Panorama di La Maddalena

La Maddalena (in gallurese e corso A Madalèna, in sardo Sa Madalèna ) è un comune di 11.668 abitanti della provincia di Olbia-Tempio ed è costituito dall'arcipelago di sette isole principali (La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Santa Maria e Razzoli) e altri isolotti minori, la cittadina, risalente al settecento, sorge a sud dell'isola principale e si affaccia verso Palau.

Rinomate sono le spiagge e l'arcipelago, come la celebre spiaggia rosa situata a nord ovest dell'arcipelago nell'isola di Budelli, celebre per essere stata il set del film Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni.

L'arcipelago è noto anche per essere stato l'ultima dimora dell'Eroe dei Due Mondi Giuseppe Garibaldi che costruì, a Caprera la famosa "Casa bianca", oggi casa Museo aperta al pubblico e dove si può visitare la tomba dove riposa.

Il dialetto Maddalenino (Isulanu), simile al tipo Gallurese, essendo frutto di immigrazioni dalla Corsica sette-ottocentesche (e quindi relativamente recenti) è quello che maggiormente presenta affinità con i moderni dialetti del Còrso (in particolare con l'entroterra di Bonifacio e Porto Vecchio, mentre gli altri dialetti galluresi si presentano più affini alle varianti conservative del Sartenese e dell'Alta Rocca), anche se con alcune sfumature caratteristiche a causa delle contaminazioni genovesi, spezzine e ponzesi.

In particolare si distingue per l'innovazione nell'uso degli articoli ("u", "i", "a" come in còrso, per il gallurese e corso arcaico "lu", "li", "la"), il mantenimento del gruppo "qu" ("quistu" per "chistu", "quiddu" per "chiddu"), la conservazione della "v" non betacizzata ("avà" per "abà"), il mantenimento della pronuncia della -r- fino alla ipercorrezione ("portu" per "poltu", "durci" per "dulci") e l'impiego di un lessico aderente a quello odierno del corso meridionale ("acqua" per "ea", "nosciu" per "nostru", "zitèddu" per "stèddu", "nun" per "no"). Per queste caratteristiche potrebbe rientrare a pieno titolo tra i dialetti del sud della Corsica. L'intercomprensione reciproca tra còrso meridionale, maddalenino e gallurese è in ogni caso pressoché assoluta.

Nel 2009 ospiterà il summit del G8.

La piazzaforte militare ha rappresentato la principale risorsa economica per almeno un secolo ma oggi ha perso molta della sua importanza strategica considerato anche che la base statunitense di appoggio sommergibili presente sull'isola di Santo Stefano è stata dismessa definitivamente il 25 gennaio 2008.

Molto importante per l'economia maddalenina è stata per quasi due secoli la cava di granito situata presso cava francese, rinomata per la qualità del materiale, infatti le 'opere' realizzate dagli scalpellini maddalenini venivano richieste in tutto il mondo, una leggenda metropolitana (che non è stata mai accertata) vuole che la base in granito della Statua della Libertà sia fatta proprio di granito maddalenino.

Il turismo balneare e naturalistico grazie anche al parco marino transfrontaliero, rappresenta senz'altro il futuro di questo stupendo arcipelago. La pesca è tutt'oggi assai praticata.

Il 12 maggio 2007 sul suo territorio comunale si è svolta la prima tappa del Giro d'Italia 2007 con partenza dall'isola di Caprera e arrivo nel centro de La Maddalena. La tappa, in onore del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, una cronometro a squadre di 26 chilometri, è stata vinta dall'italiana Liquigas.

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In base ai dati del censimento 2001 nel Comune di La Maddalena sono stati rilevati 11.369 abitanti residenti, dei quali 10.689 abitanti (pari al 94%) nel centro urbano di La Maddalena. La restante popolazione sparsa ammonta a 680 unità.

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La Maddalena (Cézanne)

La Maddalena è un dipinto ad olio su tela di cm 165 x 124 realizzato tra il 1865 ed il 1868 dal pittore Paul Cézanne. È conservato al Musée d'Orsay di Parigi.

Il dipinto rappresenta Maria Maddalena mentre piange un corpo senza vita, probabilmente quello di Cristo.

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Provincia di Olbia-Tempio

Provincia di Olbia-Tempio-Stemma.png

Conta complessivamente 26 comuni con una popolazione di 153.339 abitanti (il 9,1% della popolazione sarda) e si estende per 3.397 km² (il 14,1% del territorio sardo).

La stemma utilizzato provvisoriamente negli atti non è conforme alle norme araldiche. Presenta disposti orizzontalmente lo stemma della città di Olbia, quello della Regione Sardegna (nella sua versione precedente, ormai in disuso) e quello della città di Tempio Pausania.

Il 20 dicembre 2007 il Consiglio Provinciale ha approvato il nuovo simbolo da inserire nel gonfalone dell'Ente, successivamente modificato il 3 aprile 2008 a seguito delle osservazioni giunte dall'Ufficio Araldica del Consiglio dei Ministri.

L'emblema proposto è racchiuso in uno scudo francese (o "sannitico") moderno e inquartato (diviso in quattro campi). Nel 1° campo (a sinistra in alto) campeggia il gallo nero, su campo argento. Nel 4° (in basso a destra) su smalto argento si staglia una torre medioevale con tre merli alla guelfa rappresentata di rosso su un dirupo. Il 2° e 3° campo riportano i colori del rosso e del blu, dall'originaria Provincia madre di Sassari. Il filetto orizzontale tra i campi superiori e quelli inferiori è invece costituito da un fascia diminuita ondata d'oro. Lo scudo è sormontato dalla corona con ornamenti esteriori provinciali. Il gonfalone ha il drappo di colore bianco e le parti metalliche in oro.

Con tutta evidenza la figura del gallo ricorda l’antico Giudicato di Gallura, la torre è un richiamo stilizzato a molte armi della nuova provincia e all’arme particolare di Olbia, mentre i colori rosso e azzurro riecheggiano gli emblemi dei capoluoghi nonché della Regione Autonoma della Sardegna (d’argento alla croce diminuita di rosso, accantonata da quattro teste di moro attorcigliate del primo).

Il territorio provinciale comprende la regione storica della Gallura (con eccezione dei comuni di Viddalba ed Erula, rimasti in Provincia di Sassari), inclusa la costa nord-orientale della Sardegna (tra cui la Costa Smeralda), l'Arcipelago della Maddalena. Sono inoltre comprese nella Provincia la parte settentrionale della regione storica del Montacuto, una piccola parte delle Baronie e il versante orientale del Lago del Coghinas.

In seguito alla legge regionale n. 9 del 2001 e successive integrazioni, è stata effettuata una nuova ripartizione del territorio della Regione Autonoma della Sardegna, che ha portato il numero delle province da quattro a otto. Le modifiche hanno assunto piena operatività a partire dal maggio 2005, quando si sono svolte le elezioni per rinnovare tutti i Consigli provinciali.

La formalizzazione della scelta dei capoluoghi definitivi, già annunciata per il mese di febbraio 2006 ma più volte rimandata per le divisioni in seno al consiglio provinciale, è stata assunta con Deliberazione Statutaria il 31 agosto 2006. Dalla seduta del 17 febbraio 2006 il Consiglio provinciale si era infatti trasversalmente diviso sul tema della scelta del capoluogo definitivo, con 12 consiglieri favorevoli alla conferma del modello del doppio capoluogo (Olbia e Tempio Pausania) e altri 12 per l'indicazione del capoluogo unico (Olbia). Di fatto la diatriba sul capoluogo ha in parte fino ad ora paralizzato l'attività della neonata provincia, sino alla scelta effettuata nel mese di agosto.

Il 31 agosto 2006, a seguito di un accordo, il Consiglio Provinciale ha approvato con 18 voti favorevoli (e quindi con maggioranza qualificata superiore ai 2/3 prevista dalla legge istitutiva) la modifica dello Statuto dell'Ente, che attribuisce la qualifica di capoluogo ai comuni di Olbia (sede legale, sede della Giunta provinciale e delle commissioni, sede condivisa della Presidenza, sede condivisa del Consiglio Provinciale) e di Tempio Pausania (sede condivisa del Consiglio Provinciale e sede condivisa della Presidenza dell'Ente). Gli organi della Provincia, per una loro maggiore funzionalità, efficienza ed economicità, opereranno con i propri organismi consiliari ed articolazioni, presso la sede legale dell'Ente, a Olbia. Il tutto, ferma restando, allo stato attuale, la distribuzione degli uffici già presenti nei due comuni e la ripartizione, eventuale, degli uffici di nuova istituzione.

La sede provvisoria degli uffici, in attesa della formalizzazione della scelta del capoluogo o dei capoluoghi da parte del Consiglio Provinciale, era stata istituita a Olbia (nella ex sede della Comunità Montana in via Alessandro Nanni 19) mentre a Tempio Pausania (nell'ex Convento degli Scolopi in piazza del Carmine 4, era stata allestita una sede (la sede definitiva sarà nel palazzo Pes-Villamarina), in attesa che il consiglio provinciale si pronunciasse in merito al capoluogo o ai capoluoghi. La prima riunione del Consiglio Provinciale si era tenuta a La Maddalena mentre le riunioni ordinarie della Giunta e del Consiglio si tengono a Olbia, dove ha sede anche la presidenza; il consiglio provinciale si è riunito il 6 giugno 2006, anche a Tempio, anche se ordinariamente si riunisce nella sede di via Nanni ad Olbia.

L'ipotesi del doppio capoluogo prevedeva un modello basato sulla pari visibilità tra Alta e Bassa Gallura, con la suddivisione degli organi provinciali tra Olbia e Tempio Pausania nonché razionale distribuzione dei nuovi uffici e degli assessorati provinciali tra i due centri, ipotesi tramontata con sede della giunta ad Olbia. Compito dei consiglieri era quello di trovare, la soluzione più equa al fine di distribuire i nuovi servizi sul territorio.

D'altro canto Olbia, motore economico della Gallura, rivendicava il concentramento della sede in virtù della sua maggiore dimensione demografica ed economica, al servizio di un maggior numero di cittadini in base al principio che gli uffici vanno dove c'è la popolazione, nonché del risarcimento di tanti servizi e uffici statali e regionali per anni storicamente insediati a Tempio, sede di tribunale e di altri uffici statali, i cui collegamenti stradali e pubblici presentano notevoli problematicità.

Il tutto ferme restando le dislocazioni degli uffici statali e regionali già presenti a Olbia (ASL, Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, comandi superiori delle forze dell'ordine, Capitaneria di porto) e Tempio (Tribunale, Casa Circondariale -attualmente inagibile per lavori di adeguamento-, Agenzia delle Entrate e del Territorio, INPS, Servizio Demanio e Patrimonio, ERSAT, Corpo Forestale) sui quali la Provincia non ha alcuna competenza. La sede del Sistema Turistico Locale (STL) "Gallura-Costa Smeralda" dovrebbe essere ad Arzachena (sede provvisoria a Olbia).

Secondo la Legge Regionale la decisione richiedeva i 2/3 dei voti dei consiglieri. La deliberazione definitiva della scelta dei capoluoghi e sugli organi e uffici da insediare nelle rispettive città era pertanto stata rimandata a data da definirsi. A seguito di una potenziale crisi della giunta, i rappresentanti della maggioranza sembravano comunque aver trovato un accordo di massima con la scelta di un'opzione che da un lato prevedeva il doppio capoluogo e dall'altro prevedeva che l'"equa distribuzione delle sedi" dei nuovi uffici provinciali, regionali e eventualmente statali tra le due città venisse effettuata tenendo conto della necessità di privilegiare Olbia al fine di riequilibrare la situazione che vede attualmente Tempio favorita nella distribuzione degli uffici regionali e statali.

L'accordo trovato dopo lunghe diatribe non risolve comunque totalmente i problemi della neonata provincia (da un lato crea l'inedito artificio delle sedi alternate per gli organi provinciali della Presidenza e del Consiglio e dall'altro in un risveglio a funzionalità/efficienza/economicità provvede alla concentrazione di organi e uffici nella sede di Olbia, senza offrire garanzie sull'insediamento di nuovi uffici operativi e sul ruolo effettivo della città di Tempio, alla quale pur attribuisce la qualifica di capoluogo), anche se si tratta di un primo passo verso il consolidamento dell'Ente. La Provincia di Olbia-Tempio era l'unica tra le quattro di nuova istituzione regionale a non aver ancora provveduto alla formalizzazione dei capoluoghi definitivi (anche le rimanenti tre avevano tutte optato per la formula del doppio capoluogo).

Per quanto concerne l'istituzione di uffici statali di rango provinciale, l'INPS (già presente con le agenzie di produzione di Olbia e Tempio) ha annunciato l'intenzione di inaugurare una sede provinciale, anche se tuttora la direzione provinciale resta a Sassari, e il Ministero degli Interni l'istituzione di una Questura a Olbia, l'ACI ha aperto ad Olbia uno sportello decentrato del Pubblico Registro Automobilistico (PRA) (anche al fine di consentire la distribuzione della quota di competenza dell'IPT e della percentuale provinciale dovuta sui premi delle assicurazioni Rc-auto). Altri organi già con sede a Sassari (Confcommercio, Ordine degli Architetti, Cassa Edile etc.) hanno assunto la doppia denominazione nelle more di una decisione sull'istituzione dei nuovi uffici locali. Non si hanno invece notizie per l'eventuale istituzione dell'Ufficio Territoriale del Governo (Prefettura) e della Motorizzazione civile, i quali rientrano nella discrezionalità dello Stato.

Il Dipartimento Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell'Economia, con Circolare Prot. 2006/189860 del dicembre 2006, hanno comunicato di aver definito la sigla di identificazione della Provincia in OT (acronimo di Olbia-Tempio), anche ai fini dell'immatricolazione automobilistica, confermando la sigla provvisoria già precedentemente assunta in diversi documenti e tabelle ufficiali emessi dallo Stato (Ministero degli Interni, Agenzia delle Dogane, CIPE etc.). Questo codice è stato formalmente approvato con DPR n. 89/2008 del 4 aprile 2008 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del n. 119 del 22 maggio 2008), con cui sono state definite le sigle per le nuove province della Sardegna, mentre la sigla postale OT è stata recepita nell'ambito della revisione generale dei CAP operativa dal 20 settembre 2006, pur mantenendo provvisoriamente invariati i codici postali sia dei capoluoghi che del territorio della nuova provincia.

Degli uffici regionali con rango provinciale, il Servizio Demanio e Patrimonio, la sede decentrata del servizio Enti Locali, il Servizio Agricoltura e Foreste e l'ERSAT hanno sede a Tempio, mentre la ASL ha sede a Olbia. Non è invece ancora stata definita la nuova sede dell'AREA (Azienda Regionale Edilizia Abitativa), del Servizio Tutela del Paesaggio, del Genio civile e del Centro Servizi Amministrativi (CSA) dell'Ufficio Scolastico Regionale (ex Provveditorato agli Studi).

Particolarità di questa provincia è che in Gallura si parla principalmente il gallurese, un dialetto essenzialmente còrso che si avvicina più particolarmente al dialetto oltramontano (Suttanacciu) parlato nella parte meridionale della Corsica (Sartene e Alta Rocca). La sua più antica documentazione letteraria risale ai primi decenni del Settecento ed è costituita da componimenti poetici, che fanno pensare alla formazione del dialetto in epoca senz'altro anteriore, causa la progressiva perdita del preesistente logudorese, dal quale deriva ancora oggi circa il 20% del lessico gallurese. Il gallurese è parlato a Tempio Pausania e in generale in quasi tutta la Gallura da Badesi a San Teodoro, fatta eccezione per Olbia, Luras, parte dell'agro di Golfo Aranci e di Budoni. In queste ultime località e nel resto della provincia ovvero Berchidda, Monti, Padru, Alà dei Sardi, Buddusò e Oschiri) si parla la lingua sarda nella sua variante logudorese settentrionale.

La base della prima forma di autonomia del territorio è stata costituita nel periodo medioevale dal Giudicato di Gallura con capitale a Civita (oggi Olbia) all'epoca comprendente oltre all'attuale Gallura e parte del Monte Acuto, la Baronie e parte del Nuorese. Con la disgregazione della struttura giudicale e dopo il periodo spagnolo, la Gallura viene frammentata e infeudata a diverse famiglie iberiche.

L'origine della Provincia risale al Regio Editto del 4 maggio 1807 con il quale, dopo l'annessione del Regno di Sardegna al Piemonte, l'isola è stata divisa in quindici Prefetture tra cui quella comprendente le regioni storico-geografiche della Gallura e dell'Anglona, con sede a Tempio. Nel 1821 Carlo Alberto riduce il numero delle province a dieci che diventano undici nel 1833 quando viene istituita la "Provincia Gallura" con capoluogo a Tempio, che con Editto del 27 giugno 1837 diviene anche sede di uno dei sette Tribunali di Prefettura dell'isola.

Ridenominata "Provincia di Tempio" era estesa 2138 km², comprendendo proprio i territori che ancor'oggi vengono definiti come regione storica della Gallura (dal Coghinas a San Teodoro) e - già soggetta alla vice-intendenza di Sassari - viene confermata anche con la riforma operata dopo la "fusione perfetta" della Sardegna al Piemonte, con la Legge n. 807 del 12 agosto 1848 in base alla quale (unitamente alle province di Sassari, Alghero e Ozieri) viene fatta rientrare nella "divisione" di Sassari. Con l'unità d'Italia e la Legge Rattazzi n.3702 del 23 ottobre 1859 la Sardegna viene suddivisa in sole due province (Cagliari e Sassari) declassando le disciolte province allo status di circondario, sede di sottoprefettura e il circondario di Tempio (con una superficie di 1979 km², 5 mandamenti e 9 comuni) viene compreso nella Provincia di Sassari. Nel 1927 sono stati soppressi i Circondari e le sottoprefetture.

Nella seconda metà del '900 si sono accentuate le rivendicazioni per l'autonomia di questo territorio dalla provincia di Sassari (la più estesa d'Italia), anche a seguito dell'enorme sviluppo turistico ed economico della costa gallurese e al conseguente maggior ruolo territoriale svolto dalla città Olbia, ma ogni istanza in tal senso si è sempre arenata di fronte alla difficoltà nella scelta del capoluogo tra Olbia (principale centro economico e maggiore città del nord-est della Sardegna) e Tempio Pausania (già sede di numerosi uffici statali e regionali, che è stato il centro più importante, culturalmente e storicamente, per lunghi anni, della Gallura). Tempio Pausania è rimasta nel corso degli anni sede di Tribunale ed altri uffici pubblici statali e regionali (comitato circoscrizionale di controllo) mentre la ASL ha insediato la sua sede a Olbia.

La soluzione è stata risolta alla fine degli anni novanta con la scelta di una soluzione che comportasse la doppia denominazione dell'ente proposto ed eventualmente il doppio capoluogo (Olbia-Tempio). Nel 2001 con legge regionale la Regione Autonoma della Sardegna (che ha ampie competenze esclusive in materia amministrativa) ha istituito insieme con tre altre province (Carbonia-Iglesias, Ogliastra e Medio Campidano) la provincia di Olbia-Tempio che è divenuta operativa nel maggio del 2005 staccandosi da quella di Sassari (e per parte minore da quella di Nuoro).

Al ballottaggio, il 23 maggio 2005, è stata eletta come prima presidente della provincia Anna Pietrina Murrighile (di Progetto Sardegna), presentatasi collegata con la lista Gallura unita (comprendente anche Socialisti Democratici Italiani, Italia dei valori e Rifondazione comunista), sostenuta dal centrosinistra (L'Unione) e dal Partito Sardo d'Azione. La Murrighile ha battuto con 38 757 voti (51,9%), Livio Fideli (Forza Italia), che invece ha ottenuto 35 936 voti (48,1%). I 24 consiglieri eletti sono: Forza Italia 5 (compreso il candidato presidente battuto), Democratici di sinistra 5, La Margherita 4, UDC 2, Alleanza Nazionale 2, Gallura unita 2, Popolari-Udeur 2, Riformatori Sardi 1, Partito sardo d'azione 1. Né il Movimento popolare di tutela ambientale e venatorio (4,4% al primo turno), né Fortza Paris (3,6%), né il Nuovo PSI (2,5%) hanno ottenuto consiglieri, come pure iRS (Independentia Repúbrica de Sardinnia), Sardigna Natzione e il PRI.

Con L.R. n° 10 del 13/10/2003 è stato assegnato a questa provincia anche il Comune di Badesi scorporandolo dalla Provincia di Sassari. Lo scorporo dalla Provincia di Sassari e dalla Provincia di Nuoro, è avvenuto con le elezioni del 8/9 e del 22/23 maggio 2005, con le quali la nuova provincia è diventata operativa.

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Domenico Millelire

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Domenico Millelire (La Maddalena, 1761 – La Maddalena, 14 agosto 1827) è stato un navigatore ed esploratore italiano, nonché prima medaglia d'oro al valor militare della Regia Marina Sarda.

Figlio di Pietro Millelire e Maria Ornano, fu il secondo di quattro fratelli tutti dediti alla Marina. Divenne celebre per la valorosa difesa dell'arcipelago della Maddalena dall'attacco, avvenuto il 23 febbraio del 1793 da parte della flotta della Repubblica Francese, nella quale figurava, col grado di luogotenente, il giovane e futuro Imperatore di Francia Napoleone Buonaparte.

Nell'ultimo decennio del Settecento la neo-repubblica francese, spinta da mire espansionistiche, preme sui confini del Regno di Sardegna. I soldati di Vittorio Amedeo III contrastano efficacemente l'armata francese ai piedi delle Alpi ma i transalpini cambiano strategia: mettono a punto un piano per invadere la Sardegna per fiaccare così la resistenza del Regno. Una flotta di 22 navi, ben equipaggiate e armate, salpa da Bonifacio alle 4.00 del mattino del 22 febbraio e già alle 9.00 una parte delle truppe da sbarco comandate dai luogotenenti Bonaparte e Quenza si impossessano dell'indifesa isola di Spargi. Sull'isola della Maddalena intanto la popolazione civile viene evacuata nell'entroterra di Palau e ci si prepara alla difesa nonostante la manifesta inferiorità di uomini e mezzi. Sull'isola madre i miliziani sono circa 500 di cui la metà volontari e mal equipaggiati mentre sulla costa gallurese ci sono circa 200 combattenti, principalmente pastori e artigiani galluresi. La flotta Sarda è composta di due mezze galere, la Beata Margherita e la S. Barbara, di 4 galeotte e di legni minori, l'isola di S.Stefano è armata di tre cannoni e presidiata da 25 uomini mentre in quella della Maddalena sono presenti le batterie S. Andrea e Cavaliere.

La fregata francese Fauvette nel frattempo si avvicina all'isola madre ricevendo il fuoco dei cannoni della batteria Balbiano e quello delle mezze galere e viene costretta a ripararsi nella rada di Mezzo schifo dove cala l'ancora. Nel pomeriggio, i francesi sbarcano, senza essere visti, sull'isola di S.Stefano, dove il luogotenente Bonaparte fa piazzare un mortaio d'assalto e alcuni cannoni che nella notte bersagliano senza sosta i forti maddalenini, la flotta all'ancora e lo stesso abitato della Maddalena. La situazione è grave e il nocchiere Millelire sa che La Maddalena non può resistere a lungo, prende il comando di una piccola lancia sulla quale è imbarcato il piu grosso cannone della "Balbiano", e lo trasporta a Punta Tegge nella parte ovest dell'isola per metterlo in batteria. Da qui, con una pioggia di palle riesce a danneggiare la fregata "Fauvette" e costringerla a riparare in un luogo più sicuro per gettare l'ancora nella cala di Villa Marina a S. Stefano. La vicina isola di Caprera non può più essere presidiata, gli uomini vengono richiamati per difendere il difendibile ma Millelire non si arrende e da Punta Tegge, dove si trova, concepisce un piano molto ardito: fa montare una batteria sul litorale della Sardegna per cannoneggiare le navi francesi ancorate nella Cala di Villa Marina. Si imbarca sul suo lancione, scortato dalla galeotta Sultana e con l'aiuto di Tommaso Zonza, altro eroico Maddalenino, approda nei pressi di Palau e, con l'aiuto di alcuni pastori piazza il cannone da dove apre il fuoco sulla flotta all'ancora, la quale subisce danni pesantissimi ed è costretta nuovamente alla fuga ma Millelire ne anticipa ancora le mosse: Fa spostare la batteria a Capo d'Orso, a sud di Palau e colpisce ancora i francesi in fuga provocando un ammutinamento nell'equipaggio il quale, in preda allo sconforto, chiede di navigare in gran fretta verso la Corsica. Il Generale Colonna-Cesari, Comandante della spedizione emana l'ordine di ritirata ma Buonaparte non ci sta e continua il fuoco sulla Maddalena che risponde, seppur a corto di munizioni. Il Nocchiere Millelire ora reimbarca il suo cannone sul lancione e insegue il convoglio nemico in una disordinata fuga, s'imbarca poi su di una scialuppa cannoniera e insegue, non ancora pago, la flotta francese fin quasi in Corsica.

La battaglia è vinta e i francesi sono costretti ad una fuga ingloriosa.

In seguito ad altre vittoriose battaglie ricevette anche la medaglia d'Argento al Valore Militare e la Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia e fu promosso prima a Sottotenente di Vascello, poi a Capitano delle Regie Truppe e, il 18 novembre 1815, a Comandante Centrale del Porto e Comandante della Piazza Marina di La Maddalena.

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Caprera

La tomba di Giuseppe Garibaldi

Coordinate: 41°12′N 9°28′E / 41.2, 9.467 L'isola di Caprera (in sardo Caprèra) fa parte dell'arcipelago della Maddalena appartenente al comune di La Maddalena nella costa nord-orientale della Sardegna. La cima più alta, Monte Teialone raggiunge i 212 metri s.l.m. e l'isola, con una superficie di 15,7 km² è la seconda per estensione dopo quella della Maddalena e collegata ad essa da un ponte. Assieme alle altre isole dell'arcipelago costituisce un parco protetto e sono pochi gli abitanti che vi risiedono, principalmente nella frazione di Stagnali.

L'Isola è anche sede di una importante scuola di vela: il Centro Velico Caprera.

Di natura granitica possiede numerosi boschi, principalmente pinete e meravigliosi litorali a rias con stupende cale sabbiose alternate da scarpate a picco sul mare. Il colore delle acque è di un verde cristallino intenso per merito delle forti correnti che puliscono il mare dalle particelle in sospensione e dai fondali di sabbia bianchissima che ne risaltano le tonalità.

L'isola è nota soprattutto per essere stata, per oltre vent'anni, l'ultima dimora di Giuseppe Garibaldi. Egli acquistò infatti, con l'eredità del fratello Felice, la metà settentrionale di Caprera fin dal 1856, vivendo inizialmente in una casupola. Qualche anno più tardi Garibaldi si fece costruire, nello stile delle fazendas sudamericane, la famosa "casa bianca", oggi museo; pochi anni dopo, una colletta dei figli e degli ammiratori gli permise di comprare anche l'altra metà dell'isola, fino a quel momento appartenuta ad un inglese bizzarro di nome Collins.

Nella grande tenuta, Garibaldi piantò molti alberi e cominciò a fare la vita del contadino, coltivando i campi ed allevando polli, ovini, cavalli (la sua celebre cavalla bianca, Marsala, è sepolta poco lontano dalla casa), e molti asini (il più recalcitrante dei quali fu chiamato, per spregio, Pio IX). Nella Casa Bianca, inoltre, Garibaldi visse con i figli avuti da Anita e quelli che ebbe da una domestica e dalla terza moglie Francesca Armosino. Nella stanza di Garibaldi, l'orologio e i calendari appesi a una parete segnano ancora la data e l'ora della morte dell'eroe: il 2 giugno del 1882 alle ore 18.21. Contravvenendo le sue ultime volontà, le sue spoglie vennero imbalsamate e sepolte in una tomba, in granito grezzo, appena dietro la casa.

A Caprera è rimasta la sua casa, le sue barche, i suoi oggetti diventati cimeli di un museo fra i più conosciuti e visitati d'Italia. La sua vita sull'isola e come egli la coltivava è descritta nel libro di memorie scritto da sua figlia Clelia intitolato Mio padre.

Il 12 maggio 2007 dall'isola di Caprera ha preso il via il 90° Giro d'Italia di ciclismo, dedicato all'eroe dei due mondi, nel bicententenario della sua nascita.

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Maddalena (Piero della Francesca)

La Maddalena è un'opera di Piero della Francesca, affrescata nel 1460, all'interno della Cattedrale di San Donato ad Arezzo, situata nei pressi della porta che conduce alla sagrestia. Qui la ricordava già Giorgio Vasari nella biografia che aveva dedicato a Piero. Oggi risulta seminascosta dal monumentale cenotafio del vescovo Tarlati, qui addossato nel 1783: questo non ci permette di comprendere se questo affresco fosse un unicum, oppure, facesse parte di un ciclo più ampio, andato distrutto dal monumento sepolcrale citato.

La figura della Maddalena si trova inserita in un'arcata decorata con motivi vegetali della navata sinistra della chiesa; il riferimento alla sua persona è dato dal fatto che con la mano sinistra tiene un vasetto di ungenti, che, secondo il Vangelo, servì per detergere i piedi di Gesù.

Tale dipinto rappresenta la fase matura dei lavori di Piero della Francesca, dove si riscontrano l'utilizzo di colori luminosi per ampie superfici, la ricercatezza - i capelli della Maddalena che ricadono sulle spalle sono dipinti ad uno ad uno - e l'utilizzo sempre più convinto della luce.

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Source : Wikipedia