Kimi Räikkönen

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Inviato da nono 07/03/2009 @ 04:07

Tags : kimi räikkönen, piloti, formula 1, motori, sport

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Kimi Räikkönen

Kimi nel 2002 a Taiwan

Kimi Matias Räikkönen (ˈki.mi ˈmɑ.ti.ɑs ˈræik.kø.nen) (Espoo, 17 ottobre 1979) è un pilota automobilistico finlandese. Attualmente in forza alla Ferrari in Formula 1, con la quale si è laureato campione del mondo nel 2007.

Soprannominato Iceman ("uomo di ghiaccio", in inglese) sia per le origini nordiche che, in particolare, per il suo carattere freddo e per il suo modo di essere molto introverso. Ad otto anni Räikkönen mosse i primi passi nel kart. Nel 1999 approdò nel campionato britannico di Formula Renault, con il team Manor. Il titolo gli fu possibile conquistarlo l'anno successivo, con risultati eccezionali. Iceman lo conquistò grazie a 7 vittorie su 10 gare, arrivò sul podio in ogni gara ed ottenne 7 pole e 6 giri veloci. Nello stesso anno, gareggiò anche nella Formula Renault dove ottenne 2 vittorie, 2 poles e 2 giri veloci. Su 23 gare alle quali aveva partecipato fino a quel momento in monoposto, Kimi aveva avuto successo in oltre il 50%, ottenendo 13 vittorie, fatto che attirò l'attenzione di Peter Sauber dell'omonima scudera di Formula 1. Quest'ultimo lo invitò ad una sessione di test sulla pista del Mugello, questa volta attirando anche l'attenzione del plurititolato Michael Schumacher, lì per un test con la Ferrari. I tempi sul giro furono eccellenti, tanto che Sauber decise di ingaggiarlo per il Campionato di Formula 1 dell'anno successivo, il 2001, nonostante le sole 23 gare in monoposto disputate fino ad allora dal giovane finlandese, nessuna delle quali in formule propedeutiche alla Formula 1 quali la formula 3 o formula 3000.

Il debutto in Formula 1 avviene nel Gran Premio di Australia, con una superlicenza provvisoria valida per le prime sei gare, al volante di una Sauber-Petronas, giungendo al 6° posto e guadagnando il primo punto mondiale. Singolare un episodio: pare che Kimi si sia addormentato in macchina pochi minuti prima della partenza, dimostrando di non patire per nulla la tensione del debutto in Formula 1. Dopo la corsa la federazione sportiva concesse definitivamente la superlicenza. Alla fine della sua prima stagione Räikkönen racimolò 9 punti complessivi, posizionandosi al 10° posto nella classifica finale del campionato del mondo, giungendo spesso davanti al suo compagno di squadra Nick Heidfeld, 7° a fine stagione. Il finlandese fu vittima di un brutto incidente in Giappone a Suzuka insieme alla Jordan di Alesi ma fortunatamente ne uscì senza danni. Data la sua ottima stagione come debuttante, Ron Dennis lo scelse per sostituire in McLaren il posto lasciato vuoto dal 2 volte campione del mondo Mika Hakkinen, suo connazionale.

Nel 2002 passò alla McLaren-Mercedes, che versò la somma di cinquanta milioni di euro per averlo in squadra insieme a David Coulthard. Al debutto, colse il primo podio della carriera giungendo 3° nel Gran Premio di Australia ed ottenendo il giro più veloce. Nel Gran Premio di Francia a Magny-Cours sfiorò la prima vittoria, ma, a pochi giri dalla fine, scivolò su una macchia d'olio non segnalata lasciata dalla Toyota di McNish alla curva Adelaide e venne sorpassato da Michael Schumacher, terminando la gara in seconda posizione.

Il finlandese diede buone prove anche sotto il diluvio a Silverstone, dove fu l'unico tra i piloti con gomme Michelin capace di reggere il ritmo dei piloti Ferrari con le più performanti Bridgestone mentre in Belgio, sulla pista di Spa-Francorchamps, riuscì a qualificarsi in prima fila, dietro al solo Schumacher, pur trovando nel suo giro veloce lungo il rettilineo del Kemmel una coltre di fumo che impediva ogni visuale, dovuta alla rottura del propulsore di un avversario.

Il finnico, nonostante le buone prestazione in estate, alla fine della stagione accumulò solo 24 punti che gli valsero il 6° posto finale. Per tutta la stagione si dimostrò molto più veloce del compagno di squadra David Coulthard, ma fu spesso colpito da guasti meccanici tanto da contare ben 11 ritiri.

Il 2003 per Räikkönen fu positivo: pur disponendo della vettura dell'anno precedente seppur modificata, (la MP4/18 non gareggiò mai) si ritrovò leader all'interno del suo team e in lotta fino all'ultima gara per il mondiale. Dopo un terzo posto iniziale ottenuto nel Gran Premio d'Australia, in Malesia arrivò la prima vittoria in carriera. Nel Gran Premio del Brasile venne dato per vincitore ma giorni successivi la vittoria fu assegnata a Giancarlo Fisichella per un errore dei commissari. La stagione continuò con buoni risultati e grazie ai numerosi podi conquistati, Räikkönen riuscì a lottare per il titolo mondiale fino all'ultimo gran premio, contro il ferrarista Michael Schumacher e il pilota della Williams Juan Pablo Montoya. Alla fine si classificò 2° con 91 punti complessivi, solamente due in meno del campione tedesco e davanti al colombiano.

La stagione 2004 fu meno fortunata, costellata da numerosi ritiri per guasti meccanici, vista anche la scarsa competitività della vettura. dopo poche gare il finlandese venne inoltre a conoscenza che per l'anno successivo avrebbe avuto un nuovo compagno di squadra: il colombiano Juan Pablo Montoya, proveniente dalla Williams (strategia commerciale che il team riproporrà anche l'anno successivo con l'ingaggio di Fernando Alonso). A metà stagione il team fornì una vettura profondamente modificata e i risultati iniziarono a migliorare: a Silverstone ottenne la pole e insidiò Michael Schumacher fino all'ultimo giro, analogamente in Germania, due settimane più tardi, fu costretto al ritiro mentre duellava con il tedesco al comando e nel Gran Premio del Belgio a Spa-Francorchamps riuscì a vincere dopo aver compiuto vari sorpassi anche ai danni di Michael Schumacher che, giungendo secondo a traguardo, si aggiudicò il settimo e ultimo mondiale.

Dopo un inizio difficile, nel 2005 Räikkönen dimostrò di poter lottare per il mondiale con il rivale Fernando Alonso. Il finlandese, nonostante un forte ritardo dalla vetta del mondiale dopo le prime quattro gare, riuscì a ridurre il distacco con due vittorie consecutive in Spagna e Monaco, ed altre quattro in Canada, Ungheria, Turchia e Belgio. Nel Gran Premio d'Europa fu però vittima di un cedimento alla sospensione quando era in testa all'ultimo giro. Il finlandese fu spesso colpito da rotture al propulsore ed è stato spesso costretto a rimontare. La stagione si concluse poi con una vittoria in Giappone: partito 17°, Räikkönen rimontò una decina di posizioni. Nella seconda parte di gara superò anche Fernando Alonso e Michael Schumacher e all'ultimo giro Giancarlo Fisichella. I problemi di affidabilità della McLaren, oltre che un inizio di stagione difficile in cui perse terreno in classifica nei confronti dei rivali, vanificò gli sforzi consegnando il titolo ad Alonso e alla Renault. In questa stagione su 19 gare ha ottenuto ben 10 giri veloci in gara, record assoluto detenuto a pari merito con Michael Schumacher.

Nel 2006 la mancanza di affidabilità e di competitività della sua McLaren-Mercedes lo esclusero subito dalla lotta per il titolo mondiale e non riuscì a vincere nessun Gran Premio, conquistando ugualmente 65 punti, 3 pole position e terminando al quinto posto alle spalle dei piloti Ferrari e Renault. Sfiorò la vittoria solo in Ungheria dove però fu costretto al ritiro per un incidente con il doppiato Vitantonio Liuzzi e a Montecarlo dove si ritiro ancora per guai tecnici, quando fu l'unico pilota in pista a tenere il ritmo di Alonso.

A Monza, quando il tedesco ufficializzò il suo ritiro la Ferrari confermò l'ingaggio di Räikkönen come successore e il finlandese concluse la gara secondo, proprio dietro a Michael Schumacher.

Il debutto al volante della Ferrari F2007, la nuova macchina della Scuderia Ferrari che ha utilizzato nel corso del mondiale di Formula 1 del 2007, avvenne il 30 gennaio 2007 a Valencia. Räikkönen si dichiarò ambizioso di voler gareggiare ad armi pari con l'altro pilota della Ferrari, ovvero Felipe Massa.

Iniziò la stagione vincendo il Gran Premio d'Australia dove ottenne pole position e giro più veloce (solo Fangio e Mansell erano riusciti a fare altrettanto al debutto con una Ferrari). Le due gare successive gli fanno conquistare due terzi posti, il primo in Malesia, dove il motore era stato limitato nei giri a causa di una piccola perdita d'acqua sul finire del Gp d' Australia, ed uno in Bahrein, dove però ha un po' deluso e ha sofferto il passaggio alle gomme Bridgestone. Nel GP di Spagna, invece, fu costretto al ritiro a causa di un problema elettronico, che lo ha privato di un sicuro posto sul podio. A Monaco iniziò male il week-end, a causa di un errore nella seconda qualifica, che lo costrinse a partire sedicesimo dopo aver danneggiato irrimediabilmente la sospensione anteriore. In gara rimontò fino all'ottavo posto, guadagnando un punto iridato, grazie ad una buona partenza e ad un ottimo lavoro del box Ferrari. Dopo un'infelice doppia trasferta in Canada dove non andò oltre il 5° posto e Stati Uniti dove fu 4°, ritornò alla vittoria nel Gp di Francia a Magny-Cours partendo in griglia dalla 3ª piazza dietro Massa ed Hamilton. In partenza superò l'inglese della McLaren e al 46° giro il compagno Felipe Massa grazie alla tattica dei pit-stop. Nella gara successiva, in Gran Bretagna, centrò un'altra vittoria realizzando anche il giro più veloce, anche in questo caso grazie alla sosta ai box posticipata rispetto agli avversari. Nel bagnato Gran Premio d'Europa al Nurburgring, dopo aver conquistato la pole position, a metà gara fu costretto al ritiro per un problema idraulico sulla sua Ferrari. Va meglio nel Gran Premio d'Ungheria dove giunse secondo subito dietro a Lewis Hamilton, ottenendo il giro più veloce all'ultima tornata. Anche in Turchia arrivò 2° dietro a Felipe Massa ottenendo il giro più veloce. A Monza, dove risentiva di un brutto incidente avvenuto il sabato mattina, arrivò terzo dietro le McLaren subendo un umiliante sorpasso da Hamilton. Nonostante il titolo sembrasse ormai fuori dalla portata del finlandese, la Ferrari decise che visto il miglior piazzamento di Räikkönen, in classifica, in confronto a Massa, di puntare su Kimi per gli ultimi disperati attacchi ad Hamilton e Alonso. In Belgio, dopo aver ottenuto la pole position, torna sul gradino più alto del podio, portando insieme a Felipe Massa alla Ferrari il quindicesimo titolo costruttori. Per Räikkönen si tratta della terza vittoria consecutiva sulla mitica pista di Spa-Francorchamps. A Fuji, in una gara sotto la pioggia, si ritrovò nelle ultime posizioni a causa di un'errata scelta delle gomme ma rimonta fino al terzo posto. Con 17 punti da recuperare ad Hamilton su 20 disponibili, il mondiale sembrava ormai chiuso. In Cina domina il weekend, parte alle spalle di Hamilton e,quando comincia a piovere, supera l' inglese e approfittando del successivo ritiro di Hamilton, portandosi a 7 punti dall'inglese e a 4 da Alonso ad una gara dal termine. Questo trionfo lo porta di diritto nella storia della Ferrari, visto che grazie al successo di Kimi, la "Rossa" ottiene il suo 200° trionfo in F1. Il 21 ottobre 2007 a Interlagos è necessario salire sul gradino più alto del podio con Massa, e sperare in una difficoltà di Hamilton per conquistare il titolo. Kimi Räikkönen alla partenza dal terzo posto brucia l'inglese e si porta alle spalle dell'altro ferrarista Massa partito in Pole Position. Nel frattempo Alonso si porta in terza posizione superando il suo giovane compagno di squadra che, complice l'inesperienza e la troppa foga, nel tentativo di riprendersi la terza posizione si rende autore di un fuori pista che lo fa scivolare indietro; come se non bastasse dopo pochi minuti un inaspettato e non chiaro problema al cambio lo fa piombare in ultima posizione: è l'inizio della clamorosa disfatta. Hamilton conclude settimo, ne approfitta Räikkönen che, beneficiando anche del secondo posto di Massa che relega Alonso in terza posizione, si laurea per la prima volta nella sua carriera Campione del Mondo di Formula 1 con 110 punti iridati, uno in più dei sui diretti avversari della McLaren (Hamilton 2° e Alonso 3°), completando una fantastica rimonta di addirittura 26 punti.

Nelle ore successive al termine della gara viene aperta un'inchiesta dalla FIA sulle Williams di Rosberg, quarto in gara, e Nakajima e sulle BMW Sauber di Heidfeld e Kubica, rispettivamente sesto e quinto, per le temperature fuori norma della benzina. L'inchiesta comunque non porterà alla squalifica dei piloti coinvolti, pertanto il titolo di Räikkönen viene confermato.

Il team McLaren-Mercedes decide comunque di presentare ricorso contro la decisione presa dai commissari di cui sopra. Inizialmente pare incline ad un ricorso marcatamente teso alla retrocessione o squalifica delle vetture sopramenzionate,permettendo in tal modo la vittoria nel mondiale al britannico Lewis Hamilton. In seguito ai pareri dissenzienti in seno alla scuderia,in particolar modo dei suoi due piloti declina l'intenzione iniziale in favore di un approccio "soft" indirizzato solo a far "luce" sulle procedure decisionali adottate di commissari nella specifica occasione. L'udienza viene fissata per il 15 di novembre presso la Corte d'Appello internazionale FIA, ma il tribunale d'appello, a seguito di essa, giudicherà "inammissibile" il ricorso presentato dal team McLaren-Mercedes e il titolo è così definitivamente confermato al pilota scandinavo che è cosi il terzo campione del mondo finlandese dopo Mika Hakkinen e Rosberg, e il terzo pilota a vincere un mondiale al primo anno in Ferrari (c'erano in precedenza riusciti Juan Manuel Fangio e Jody Scheckter).

La stagione 2008 non inizia sotto i migliori auspici per il finlandese alla prima gara in Australia sul circuito dell' Albert Park: partito sedicesimo a causa di un problema alla pressione della benzina, commette alcuni errori e si ritira a 4 giri dal traguardo; verrà poi riammesso in classifica per via di una squalifica inflitta a Rubens Barrichello.

Si riscatta immediatamente in Malesia sul tracciato di Kuala Lumpur, vincendo la gara autorevolmente, superando con una sosta ai box ritardata il compagno di squadra Felipe Massa. Sul circuito di Sakhir in Bahrein, taglia il traguardo secondo dietro al suo compagno di squadra e davanti a Robert Kubica: dopo aver compiuto un grande sorpasso dall' esterno ai danni del polacco nei primi giri, resta dietro al compagno garantendosi però la testa del mondiale con 4 punti sul tedesco Nick Heidfeld. La trasferta nel deserto, conclusasi con una doppietta, riporterà alle Rosse ottime speranze con le McLaren Mercedes in affanno nelle retrovie.

Rientro del circus di Bernie Ecclestone in Europa per il Gran Premio di Spagna sul circuito del Montmelò: inizio trionfale per il finladese che si aggiudica la pole position strappandola per pochi centesimi di secondo al beniamino asturiano casalingo Fernando Alonso, quest'anno in affanno per via della sua monoposto Renault poco competitiva. Si aggiudica la gara restando in testa dall'inizio alla fine, rafforzando la sua posizione di leader nella classifica piloti. Una caratteristica tecnica molto curiosa è stata apportata alla Ferrari F 2008 in questa gara: un "buco" sito nella parte superiore dell'alettone anteriore che ha il compito di migliorare i flussi aerodinamici e garantire più stabilità in inserimento e in uscita di curva.

Una settimana dopo, nella trasferta in Turchia sul circuito dell' Istambul Park, il ferrarista ottiene la quarta posizione in qualifica dietro al suo compagno di squadra e alle frecce d'argento di Heikki Kovalainen e Lewis Hamilton. L'epilogo vedrà il finladese al terzo posto anticipato da Hamilton e dal suo compagno di squadra Felipe Massa. Rimane dunque saldamente in testa al mondiale, con 35 punti rispetto ai 28 dell'inglese della McLaren Mercedes, così come la sua scuderia a 63 punti rispetto ai 44 della tedesca Bmw.

Due settimane più tardi l'appuntamento sul tracciato cittadino del Principato di Monaco. L'anno precedente la scuderia di Maranello aveva accusato su questo tracciato un pesante svantaggio derivante dal passo troppo lungo della vettura. Quest'anno l'esito delle qualifiche (pole per il compagno di squadra Massa e secondo posto per il finlandese) sorride alla Ferrari che, riproponendo soluzioni aerodinamiche già testate come il "buco" sul musetto, si piazza davanti alle rivali principali: le due McLaren Mercedes di Hamilton prima e del connazionale Kovalainen poi. Tutto ciò non accadeva, sul circuito monegasco, dal 1979. Epilogo a dir poco disastroso per lui: una partenza mediocre fa sì che Hamilton lo sopraggiunga già alla prima curva. L'asfalto bagnato, un assetto forse poco perfomante, una penalizzazione e vari errori fra i quali un tamponamento sul finire di gara nei confronti di Adrian Sutil, fanno il resto. Non raggiunge nemmeno la zona punti (non accadeva da 12 Gran Premi consecutivi) e ciò gli fa perdere la testa del mondiale sulla quale sale il britannico delle Frecce d'argento. Unica magra consolazione della gara, la realizzazione del giro più veloce.

Trasferimento del circus della Formula 1 in Canada sul celebre circuito Gilles Villeneuve, l'unica trasferta americana dopo l'estromissione dal calendario del celebre tracciato di Indianapolis. Il finlandese afferma pubblicamente di voler dimenticare la pessima trasferta monegasca e le prove libere nella prima ora sul circuito di Montréal regalano a Kimi il miglior tempo assoluto; ciò non si ripete nella seconda quando è Lewis Hamilton a piazzarsi al primo posto pur non ripetendo il giro record di Räikkönen. Vi saranno inoltre aspre polemiche per via delle condizioni precarie dell'asfalto del circuito, usato solo una volta all'anno proprio dalla Formula 1. Nelle qualifiche ufficiali si piazzerà in seconda fila. La gara, iniziata senza significative variazioni di piazzamenti, prosegue nel segno dell'ottima prestazione del finlandese che, dopo alcuni giri sottotono, si porta vicino alla conquista della seconda piazza ai danni del polacco Kubica; tuttavia la gara cambia volto quando in gara entra la Safety Car a causa di un incidente. In questo frangente, dopo un giro dietro alla vettura di sicurezza, tutti i piloti di testa rientrano nei box per il rifornimento; gli uomini Ferrari sono più rapidi rispetto a quelli della McLaren e ciò permette a Kimi di superare Hamilton. Il finlandese si ferma ripettando la semaforica rossa affiancato a Kubica ma il pilota britannico urta il ferrarista mettendo fuori gioco sia Räikkönen che sé stesso. Dopo la gara, complice la tanto inedita quanto inattesa doppietta BMW, il pilota della scuderia italiana viene sopravvanzato in classifica iridata sia dal vincitore, Robert Kubica, sia dal compagno di squadra Felipe Massa.

Quattordici giorni dopo, sul circuito di Magny-Cours nella campagna francese, conquista la sua seconda pole position stagionale, la duecentesima nella storia del Cavallino Rampante. Sul circuito, duramente criticato dal presidente della Formula 1 Bernie Ecclestone già nella precedente stagione, non si correrà nel 2009 per via dei disagi connessi al mancato sviluppo della zona. Tuttavia, il direttore del circuito vuole investire in una sostanziale modernizzazione dello stesso per potersi avvicinare agli standard avveniristici dei circuiti orientali e garantire di anno in anno minori disagi alle scuderie partecipanti. In gara Räikkönen parte bene dalla pole e resta al comando fino a metà gara quando perde uno scarico ed è costretto a rallentare e consegnare la testa della corsa e la vittoria finale a Massa, mentre lui dovrà accontentarsi di un sofferto ma meritato 2° posto.

In Gran Bretagna, sul circuito di Silverstone, il finlandese non riesce ad andare oltre il quarto posto. Un Gran Premio a dir poco roccambolesco che segnerà fin dalla partenza la sua evoluzione. Strategie errate, condizioni meteo variabili ed avversari nettamente al di sopra della Ferrari hanno fatto il resto. Il compagno di squadra Felipe Massa arriva addirittura tredicesimo, l'ultimo dei piloti rimasti in gara. Sul podio finiranno Lewis Hamilton, Nick Heidfeld e l'ex pilota Ferrari Rubens Barrichello.

Arrivo della Formula 1 all' Hockenheimring Baden-Württemberg in Germania sito nell'omonima città. Sul tracciato, in disuso da 3 anni, il finlandese, nelle consuete prove libere del venerdì, fa registrare il terzo tempo alle spalle del compagno di squadra e di Lewis Hamilton: attualmente i tre piloti sono i leader della classifica mondiale. Il sabato, durante le qualifiche ufficiali, non riesce ad andare oltre il sesto posto: presumibilmente il discreto risultato è stato influenzato da un quantitativo di carburante superiore rispetto alla concorrenza. Il suo compagno di squadra conquista la seconda piazza alle spalle dell'inglese delle Frecce d'argento Hamilton. Il giorno seguente, quello della gara, non riesce a mantenere il passo dei migliori: nemmeno l'entrata in pista della safety-car, per un incidente alla Toyota di Timo Glock, ribalterà la situazione. Arriverà sesto, così come la posizione guadagnata il sabato nelle qualifiche. Poco esaltante anche il suo compagno di squadra Felipe Massa arrivato comunque terzo alle spalle di un eccellente Lewis Hamilton e Nelson Piquet Jr.. In evidente recupero le McLaren Mercedes che riducono la distanza dalla Ferrari nel Campionato Mondiale Costruttori (86 punti contro 105) e pongono il "pupillo" della casa di Stoccarda al primo posto in quello piloti.

Dopo aver espresso tutto il suo rammarico per le deludenti prestazioni delle due monoposto del Cavallino il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, ha esortato il team a lavorare per il Gran Premio successivo all' Hungaroring di Budapest. Il finlandese ha già testato la sua vettura ed ha affermato, soddisfatto del lavoro eseguito, che non si ripeteranno gli errori fatti in passato. Nel weekend del GP di Ungheria, Kimi si mette leggermente in mostra nella prima sessione di prove del venerdì dove ottiene il secondo tempo dietro al compagno di squadra, ma nelle prove restanti e nelle qualifiche non otterrà grandi risultati tant'è che la domenica in gara partirà sesto. Il giorno della gara stessa, Kimi parte male e viene scavalcato da Alonso al via e arrancherà dietro lo spagnolo per gran parte della gara anche se, nonostante questo, grazie al "gioco" dei Pit Stop riuscirà a ottenere un inaspettato terzo posto finale.

A Valencia, sul nuovo circuito cittadino in occasione del Gran Premio d'Europa, ottiene il miglior tempo nella seconda sessione di prove del venerdì ma il resto del weekend non sarà positivo: in qualifica ottiene solo un quarto posto. In gara, dopo una prova molto modesta dove, fra l'altro, travolge il meccanico addetto alla pompa di benzina durante il Pit Stop, Pietro Timpini, è costretto a ritirarsi per la rottura del motore.

Con un nuovo propulsore, la Rossa di Maranello del finlandese arriva in Belgio sul Circuito di Spa-Francorchamps. Nelle prove libere del venerdì ottiene il secondo posto assoluto alle spalle del suo compagno di squadra: un risultato non del tutto positivo dato che, a 5 gare dalla conclusione del mondiale, è prorpio Felipe Massa a trovarsi in vantaggio rispetto a lui e ciò potrebbe indurre la squadra a puntare tutto sul brasiliano per la vincita del titolo iridato. Tuttavia, Kimi giunge nel tracciato belga con la certezza di avere in tasca la vittoria delle ultime 3 edizioni del Gran Premio e consapevole che, se raggiungesse la quarta, eguaglierebbe il record di Jim Clark e di Ayrton Senna. Nonostante questa certezza, le qualifiche del sabato non sorridono a Raikkonen: infatti riesce ad ottenere solo il quarto tempo in griglia ma consapevole, secondo quanto rilasciato nelle interviste, di avere una buona messa a punto. La domenica, partenza eccellente del finlandese che conduce autorevolmente la gara fino a 4 giri dalla fine: infatti, arrivati a tale termine, la pioggia annunciata sin dall'inizio arriva. Il vantaggio del ferrarista si riduce al minimo ed un duello serrato con Lewis Hamilton mette fuori combattimento Kimi. Al traguardo arriveranno, nell'ordine, l'inglese della McLaren Mercedes, il compagno di squadra Felipe Massa e Nick Heidfeld della Bmw fermatosi al terz'ultimo giro per il cambio gomme e risalito dalla settima alla terza posizione. A premiazione terminata la FIA si riunisce per analizzare la condotta di gara di Lewis Hamilton e di Timo Glock. Ne esce che entrambi i piloti vengono penalizzati di 25 secondi per via di alcune vicissitudini verificatesi durante le battute finali: ciò fa scalare il britannico dal primo all'ultimo gradino del podio. Questo significa anche un numero minore di punti guadagnati. Tale sentenza non può far altro che allietare la pessima giornata del finlandese che in ottica campionato si trova in condizioni di sottrarre meno punti agli avversari.

Sette giorni più tardi, Kimi Raikkonen giunge in Italia all' Autodromo Nazionale di Monza, Gran Premio di casa per la Scuderia Ferrari. Prove libere nel segno di un vero e proprio diluvio nella prima ora e di cielo moderatamente sereno nella seconda. Proprio in quest'ultima il finnico fa registrare la migliore prestazione assoluta: complice sarà anche la felicità per esser stato confermato alla guida della monoposto di Maranello sino al 2010. Il giorno successivo le condizioni meteorologiche non migliorano e, per la prima volta nella sua carriera, non riesce ad accedere alla cosidetta Q3 così come Lewis Hamilton. La pole position andrà alla scuderia cugina della Ferrari, la Toro Rosso, con Sebastian Vettel. Massa riesce a limitare i danni piazzandosi al sesto posto. Un assetto completamente errato e una strategia abbastanza positiva fanno in modo che Kimi rimanga in ombra per 3/4 di gara; solo quando l'asfalto comincia ad asciugarsi riesce a segnare il miglior tempo e guadagnare una mesta nona posizione. Vince Sebastian Vettel che, con la sua Toro Rosso, tinge ugualmente con colori italiani questo Gran Premio.

A quattro gare dal termine del mondiale 2008, la Formula 1 giunge sul circuito cittadino di Singapore, entrato in calendario proprio quest'anno. Questa è una gara dalla valenza storica per due ragioni: è la prima volta che le monoposto della massima serie corrono di notte e perché questa novità festeggia il traguardo degli 800 Gran Premi. Kimi, nelle prove libere del venerdì, non ottiene ottimi tempi complice anche le condizioni meteo sfavorevoli. Il finnico è comunque soddisfatto e motivato a scalare la classifica: impresa ardua dato il consistente divario con i concorrenti. Sabato qualifiche con le Ferrari sempre veloci in tutte e tre le sessioni. Conclude terzo alle spalle di Felipe Massa e Lewis Hamilton. La gara si svolge sotto i migliori auspici sia per lui che per Massa. Un incidente di Nelson Piqet Jr. fa entrare la safety-car ed è l'inizio della decandenza. L'epilogo si avrà con l'inicdente dello stesso Kimi a 3 giri dal termine quando ricopriva la quinta posizione. Torna alla vittoria Fernando Alonso con Nico Rosberg e Lewis Hamilton al seguito. L'unica mesta consolazione è il giro record della gara che va ad eguagliare il record di Michael Schumacher: 10 giri veloci assoluti, in diversi Gran Premi, nel corso di un campionato.

Nella gara successiva in Giappone, sul circuito del Fuji Speedway, si classifica terzo dietro Alonso e Kubica, ma nonostante il piazzamento vede sfumare matematicamente la possibilità di confermarsi campione del mondo avendo accumulato uno svantaggio di 21 punti a due gare dalla fine.

A Shanghai, sette giorni dopo, ottiene la seconda posizione in griglia accanto a Lewis Hamilton che potrebbe laurearsi campione del mondo. Kimi dovrà cercare di aiutare il suo compagno di squadra, anch'egli in lotta per il titolo iridato. La gara si evolve con pochi sconvolgimenti: sul podio andranno, nell'ordine, Lewis Hamilton che aumenta di due lunghezze il distacco in classifica piloti da Felipe Massa, giunto secondo. Il finnico conclude la gara in terza posizione. La Casa di Maranello vede sempre più vicino il titolo costruttori mentre più in bilico è l'assegnazione dell'iride piloti.

Nell'ultima gara della stagione in Brasile si decide l'assegnazione dei due titoli. In pole partirà Massa con a fianco un inatteso Jarno Trulli e il compagno di squadra Kimi Raikkonen. Il vincitore sarà proprio il brasiliano con alle spalle Fernando Alonso, terzo Kimi Raikkonen. Questo risultato porta a Maranello il 16° titolo costruttori nella sua storia. Il titolo iridato passa all'inglese delle Frecce d'argento Lewis Hamilton che diventa anche il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1.

In seguito alla stagione 2008 Kimi fu molto criticato per l'esito del campionato al di sotto delle aspettative. Raikkonen come suo solito non ha mai dato troppo peso a quello che gli viene detto e visto che non parla molto non si conoscono i veri motivi di questa crisi. L'unica dichiarazione che ha lasciato alle interviste è l'ammissione di aver corso il finale di stagione senza le giuste motivazioni e che indende rifarsi nel 2009. Bernie Ecclestone ha accusato Raikkonen di non amare la formula 1, l'ex pilota Ferrari Eddie Irvine ha detto che Kimi farebbe meglio a ritirarsi e molti giornali sostengono che presto Alonso lo avrebbe sostituito. Iceman non ha mai risposto a nessuna di queste critiche. Lui ritiene che arrabbiarsi e continuare a parlare non cambia la situazione (come ha detto in un'intervista dopo l'incidente con Hamilton in Canada) e preferisce guardare avanti. In pochi hanno dato sostegno a Kimi in questo periodo, tra i quali troviamo Mika Hakkinen, suo connazionale.

N.B. Le gare in grassetto indicano una pole position mentre quelle in corsivo indicano il giro più veloce in gara.

La sua famiglia comprende il padre Matti, la madre Paula, e il fratello Rami che corre nei rally ed occasionalmente in competizioni con auto "a ruote scoperte" nella sola Finlandia . Ufficialmente risiede a Wollerau in Svizzera con la moglie Jenni Dahlman, sposata il 31 luglio 2004, ma ora possiede una casa anche a Dubai. Jenni è una modella e nel 2001 è stata eletta "Miss Scandinavia". E' stato più volte indicato, nel periodo in cui correva per la McLaren-Mercedes, come un consumatore accanito di alcolici e per questo spesso ripreso e pungolato dai tabloid d'Oltremanica. Queste voci si sono totalmente spente da quando è giunto alla Scuderia Ferrari.

Per la parte superiore



Formula 1 stagione 2005

Piloti in discussione prima del GP USA

Il campionato mondiale di Formula 1 del 2005 si è disputato tra il 6 marzo (Melbourne in Australia) e il 16 ottobre (Shanghai, Cina) per quella che è la più lunga stagione della storia: 19 gare tra cui la novità del Gran Premio di Turchia.

Dopo un 2004 largamente dominato dalla Ferrari, l'intervallo tra le due stagioni è stato dominato da aspre battaglie politiche riguardanti il rinnovo eventuale del Patto della Concordia che regola il campionato. L'associazione dei costruttori GPWC che vorrebbe organizzare un campionato alternativo rispetto alla gestione FOM di Bernie Ecclestone ha continuato nei suoi progetti, fino al momento in cui la Ferrari ha lasciato l'organizzazione e ha firmato autonomamente il rinnovo. Ciò non ha però interrotto i progetti della GPWC e quindi si è creata una frattura nell'ambiente per la quale al momento non si vede soluzione. Nel frattempo Ecclestone è impegnato in battaglie legali con le banche azioniste che discutono la sua gestione del gruppo Formula 1.

Le squadre sono le stesse 10 dell'anno precedente, ma alcune hanno cambiato proprietà: la Ford ha ceduto la Jaguar alla società Red Bull, e la fabbrica di motori Cosworth a investitori americani; la Jordan è stata venduta al gruppo Midland ma per la stagione corrente continuerà col vecchio nome.

Per la prima volta negli ultimi anni alcuni dei sedili dei top team cambiano pilota: la Williams ha perso sia Montoya, approdato alla McLaren al posto di Coulthard, che Ralf Schumacher, ingaggiato dalla Toyota insieme a Trulli che aveva lasciato la Renault nelle ultime gare del 2004. Da segnalare il ritorno di Jacques Villeneuve con la Sauber. "Solo" Michael Schumacher resta al volante della Ferrari.

Spinti dalla doppia preoccupazione di ridurre i costi di gestione e di limitare la velocità delle vetture, la Federazione ha imposto una serie di modifiche alle vetture, ma i risultati pratici verso questi obiettivi sembrano deludenti.

A partire da quest'anno, il set di pneumatici usato dalle vetture dovrà durare per l'intero Gran Premio più entrambe le sessioni di qualifica: si parla quindi di quasi 350 Km contro i meno di 100 che un set doveva reggere nel 2004. Lo scopo è ovviamente quello di ridurre le prestazioni delle vetture. Uno pneumatico potrà essere cambiato se danneggiato, e regole particolari si applicano in caso di pioggia.

Mentre nel 2004 un motore doveva durare per l'intera durata del weekend di un Gran Premio, si passa ora a motori che debbono durare due Gran Premi consecutivi. In caso di rottura o di sostituzione, il pilota viene penalizzato nel Gran Premio in corso o in quello successivo con una perdita di dieci posizioni sulla griglia di partenza.

Ulteriori cambiamenti ai regolamenti aerodinamici sono stati introdotti per ridurre le prestazioni delle vetture, anche se sembra che le squadre abbiano rapidamente recuperato la velocità perduta.

La modifica più sostanziale è un ulteriore cambiamento al formato delle prove di qualificazione che è poi stato cambiato ulteriormente durante il corso della stagione. Inizialmente si sono svolte due sessioni di giro singolo al sabato pomeriggio e alla domenica mattina, entrambe conteggiate per la definizione della griglia di partenza utilizzando la somma dei due tempi. Mentre nella prima sessione le vetture potevano girare con poco carburante, nella seconda devono avere a bordo il carburante necessario per il Gran Premio, così come già succedeva l'anno precedente; la somma dei tempi non era invece mai stata utilizzata nella storia della F1. Questo formato è stato giudicato troppo complicato da stampa e pubblico, e così a partire dal Gran Premio d'Europa (settima gara della stagione) si è tornati a un giro singolo da svolgersi il sabato pomeriggio, con a bordo il carburante e l'assetto per la gara.

Le modifiche 2005 sono anche spiegate sul sito formula1.com, con estratti dal regolamento tecnico F.I.A.

Le seguenti squadre e piloti disputarono la stagione 2005 del Campionato Mondiale di Formula 1.

La prima gara della stagione si apre con grandi polemiche che seguono le lotte politiche di inizio 2005. La Minardi chiede una deroga per poter correre con la vettura dell'anno precedente in quanto il nuovo regolamento tecnico è stato approvato troppo tardi per i suoi limitati mezzi tecnici: mentre inizialmente sembra che la deroga possa venire concessa, successivamente la FIA si oppone. Il proprietario della Minardi Paul Stoddart si rivolge alla magistratura ottenendo una ingiunzione che gli consenta di partecipare, ma successivamente ritorna sui suoi passi e accetta di ritirare l'ingiunzione e di fare rapide modifiche alle sue vetture.La prima sessione di prove di qualifica è stata movimentata dalla pioggia con alcuni piloti che non hanno fatto il tempo o hanno accumulato un pesante ritardo, e quindi il nuovo formato di qualifica esordisce limitando moltissimo l'interesse per la seconda sessione in cui diversi piloti rinunciano a partecipare. In prima fila due italiani, Fisichella su Renault e Trulli su Toyota.In una gara impostata sul passo Fisichella non ha problemi ad aggiudicarsi la vittoria, mentre sul podio si uniscono Barrichello su Ferrari e Alonso pure su Renault che recuperano molte posizioni da metà schieramento. Trulli per problemi alle gomme è costretto al ritiro, così come Michael Schumacher dopo un incidente con Nick Heidfeld. Bene invece Barrichello che è secondo, mentre è da segnalare l'ottimo esordio della Red Bull Racing, che conquista 7 punti.

La Gara di Sepang ha confermato i valori visti in Australia, con le Renault in evidenza e le Ferrari in grave difficoltà. Questa volta è Alonso a portare la Renault alla pole-position e alla vittoria, mentre Fisichella esce di scena dopo una collisione con Webber lottando per la terza posizione. Il secondo posto è appannaggio di Jarno Trulli che così come nella gara precedente parte dalla prima fila, ma in questa occasione riesce a mantenere la sua posizione fino all'arrivo cogliendo il miglior risultato nella storia della Toyota. Podio insperato per Nick Heidfeld, malissimo le Ferrari: Rubens Barrichello si ritira, Michael Schumacher arriva 7°. Ancora a punti invece le 2 Red Bull Racing.

Nella gara del Bahrain, la Ferrari decide di anticipare l'esordio della nuova vettura F2005 per ovviare alla mancanza di risultati delle prime due gare e in effetti Michael Schumacher ottiene il 2° posto in griglia dietro il solito Alonso su Renault e davanti a un confermato Trulli su Toyota.

I primi giri della gara mostrano infatti una lotta tra Alonso e Schumacher, ma quest'ultimo si deve ritirare al 13° giro per noie meccaniche. La gara quindi procede abbastanza tranquillamente in testa, dove Alonso porta la superiorità della Renault alla terza vittoria in tre gare. Dietro di lui di nuovo le Toyota come in Malaysia (Trulli 2°, Ralf Schumacher 4°), ma anche le molto progredite McLaren con Räikkönen 3° e 5° De la Rosa che sostituiva l'infortunato Montoya, questi ultimi dopo lotte molto serrate nelle posizioni intermedie. Dopo un weekend molto difficile, la seconda Ferrari di Barrichello giunge solo 9° a dimostrazione delle immaturità della nuova vettura, mentre ritiri meccanici fermano sia Fisichella che entrambe le BAR.

A Imola l'avvio della stagione europea vede il ritorno ai massimi livelli delle due scuderie che più avevano deluso nei primi Gran Premi, ovvero la Ferrari e la BAR, oltre ovviamente alla confermata Renault. Ma per la BAR la gioia dei primi punti dura poco, infatti a causa di un sistema non regolamentare nel serbatoio le vetture vengono squalificate dopo la corsa.

Nelle qualifiche è Kimi Räikkönen sulla McLaren a conquistare la pole-position davanti a Fernando Alonso sulla Renault e a Jenson Button sulla BAR, mentre la Ferrari di Michael Schumacher è solo 14ª a causa di un errore durante le prove.

In corsa, Räikkönen scatta al comando ma deve ritirarsi per un guasto tecnico dopo pochi giri, così come Rubens Barrichello con la Ferrari. Alonso sembra a quel punto destinato a un'altra vittoria solitaria con Button alle sue spalle, ma dalle retrovie Michael Schumacher riesce a recuperare posizioni con una serie di giri velocissimi prima e dopo il primo pit-stop che lo portano fino in terza posizione. Dopo molta fatica, Schumacher supera Button subito prima del secondo pit-stop e all'uscita dei box è solo pochi secondi dietro Alonso che raggiunge ma non riesce a superare nei 12 giri che mancano al termine della corsa che vede arrivare i due a 2 decimi di secondo di distacco. Si tratta quindi della terza vittoria consecutiva per Alonso e la quarta della Renault su quattro gare dell'anno.

Button è terzo sul traguardo e il suo compagno Takuma Sato 5°, ma dopo la gara la BAR verrà trattenuta per molte ore dai commissari per le verifiche tecniche, al termine delle quali la vettura viene giudicata regolare. Contro questa decisione la FIA presenta appello, e il 5 maggio la squadra verrà squalificata per avere corso sottopeso.

Il 3° posto diventa quindi appannaggio di Alexander Wurz con la McLaren al ritorno in gara dopo più di 4 anni per sostituire l'ancora infortunato Juan Pablo Montoya, mentre esordisce con un punto mondiale l'italiano Vitantonio Liuzzi sulla Red Bull. Dopo la gara Ralf Schumacher è stato inoltre penalizzato di 25 secondi e privato dell'8° posto (sarebbe diventato il 6° dopo le squalifiche) a causa di una manovra pericolosa dei box durante un pit-stop; la Toyota ha rinunciato all'appello, va a punti così Vitantonio Liuzzi, al suo debutto in F1 con la Red Bull.

Dopo la gara era rimasta pendente la regolarità della BAR di Button (e per analogia anche quella di Sato) che dopo l'arrivo era conforme al peso minimo di 600 Kg con a bordo la benzina rimasta, ma sotto il limite una volta che tutti i liquidi erano stati rimossi; i commissari di gara avevano convalidato la regolarità della vettura dopo una lunga discussione, ma è stata la FIA a presentare appello contro questa decisione.

Il Tribunale d'appello della FIA si è riunito il 4 maggio a Parigi, e il 5 maggio ha dichiarato che effettivamente la scuderia ha violato il regolamento tecnico e per questo motivo è stata squalificata dal Gran Premio di San Marino, esclusa dai due successivi (Spagna e Monaco) oltre a una ulteriore squalifica di sei mesi sospesa con la condizionale. La Federazione aveva chiesto l'esclusione da tutto il campionato 2005.

Durante l'appello si è visto come la BAR avesse due serbatoi addizionali all'interno della struttura principale del serbatoio, utilizzati per garantire un'alta pressione di iniezione del carburante nel motore; alle verifiche tecniche la vettura era effettivamente al di sopra del peso minimo anche a vuoto, ma questo includendo i circa 6 Kg di carburante rimasti nel serbatoio addizionale che non erano stati svuotati durante la verifica. La squadra ha sostenuto che quel minimo di carburante nel serbatoio addizionale era essenziale per il funzionamento stesso del motore e che la procedura di drenaggio si applicava solo al serbatoio principale.

Stranamente, il delegato tecnico della Federazione Jo Bauer aveva già visionato il dispositivo della BAR durante il Gran Premio della Malesia e lo aveva trovato regolare, ma il vero motivo della squalifica dovrebbe riguardare l'uso di questo carburante extra come zavorra in modo da poter correre in certi momenti della gara sotto i 600 Kg di peso, cosa vietata dal regolamento. Inoltre, la Federazione ha accusato la squadra di non avere collaborato adeguatamente durante le verifiche tecniche, sconfessando quindi il lavoro dei commissari del Gran Premio di San Marino che avevano accettato la vettura come regolare.

Esaurito l'iter giudiziario sportivo, c'era la possibilità che la BAR ricorresse alla giustizia civile aprendo un forte contenzioso con la Federazione, ma questa opzione è stata poi abbandonata.

A Barcellona, circuito dove le vetture provano spesso prima e durante la stagione delle gare, la McLaren rompe il predominio delle Renault e consegue la prima vittoria dell'anno con Kimi Räikkönen che parte dalla pole-position e vince in scioltezza senza mai cedere il comando. Il leader del campionato e idolo locale Fernando Alonso è 2° e consolida la sua posizione nella classifica mondiale, davanti alle due Toyota mentre Michael Schumacher sulla Ferrari ha per ben due volte forato i propri pneumatici Bridgestone costringendolo al ritiro.

Nel primo Gran Premio di Monaco dopo la morte del Principe Ranieri III si evidenzia la ritrovata superiorità delle McLaren, con Kimi Räikkönen che di nuovo parte in pole-position e conduce la gara dall'inizio alla fine.

La gara è stata molto più combattuta di quello che solitamente si vede a Montecarlo, anche a causa dell'ingresso della safety car dopo circa un terzo della corsa, in seguito a un testacoda occorso alla Minardi di Christijan Albers che aveva generato un "ingorgo" nella stretta sede stradale non altrimenti risolvibile. In questa situazione di safety car alcuni piloti riescono a fare rifornimento e altri no, ma se a prima vista ciò sembra avvantaggiare Fernando Alonso nella rimonta su Räikkönen, in realtà il pilota della Renault patisce il traffico in pista mentre Räikkönen può ricostruire il vantaggio perduto e rifornire a sua volta senza perdere la posizione. Inoltre, l'eccesso di carburante a bordo della vettura di Alonso conduce a un'eccessiva usura degli pneumatici della Renault verso la fine della gara.

Della crisi di Alonso si avvantaggiano le Williams che conquistano il 2° e 3° posto, miglior risultato della stagione. La seconda McLaren di Juan Pablo Montoya è 5ª dopo essere partita dall'ultima posizione a causa di una punizione inferta al pilota, che aveva causato un incidente durante le prove libere. Completano la zona punti Ralf Schumacher su Toyota e, nell'ordine, le Ferrari di Michael Schumacher e Barrichello.

A partire da questa gara viene di nuovo cambiato il formato delle prove di qualifica, ritornando a un giro singolo il sabato in assetto da gara: in questo modo conquista la sua prima pole-position Nick Heidfeld su Williams che però ha meno carburante a bordo avendo una tattica di gara su tre soste. Secondo è Kimi Räikkönen su McLaren, ma con due sole soste previste, solo sesto Fernando Alonso su Renault.

In ogni caso alla partenza prende subito la testa Räikkönen davanti ad Heidfeld, Jarno Trulli, David Coulthard e Alonso, dopo che alla prima curva diverse vetture tra cui Juan Pablo Montoya e le due Ferrari perdono molto tempo in un incidente innescato da Mark Webber con l'altra Williams che si deve ritirare. Trulli verrà poi penalizzato con un drive-through perché prima della partenza i suoi meccanici si sono attardati sulla griglia, ugualmente Coulthard subirà una penalità per eccesso di velocità nella corsia box dopo essere stato brevemente in testa grazie al gioco dei rifornimenti. Mentre nelle posizioni centrali la gara è molto combattuta, Räikkönen prende un buon vantaggio e imposta la sua gara scambiandosi il comando con Heidfeld e Alonso durante i pit-stop, quest'ultimo risalendo al secondo posto grazie alla differente strategia. Dopo la sequenza dei rifornimenti la competizione per la vittoria è ristretta a Räikkönen e Alonso, e la dura lotta a distanza conduce entrambi i piloti a errori, comprese escursioni fuori pista.

Negli ultimi giri risulta evidente che la McLaren di Räikkönen ha uno pneumatico Michelin anteriore estremamente deformato probabilmente a causa di questi errori e della mescola più tenera di quella scelta dalla Renault, ma nonostante le fortissime vibrazioni il finlandese decide di non fermarsi ai box e di tentare di arrivare al traguardo, mentre Alonso recupera a vista d'occhio. Proprio all'inizio dell'ultimo giro sulla McLaren però cede di schianto la sospensione anteriore e così Räikkönen esce di pista lasciando la vittoria alla Renault. Secondo è Heidfeld, terzo Rubens Barrichello su Ferrari che ha risalito il gruppo grazie a una tattica a tre soste, quarto Coulthard.

Nella prima gara della doppia trasferta nordamericana la prima fila dello schieramento viene occupata da due vetture che non hanno brillato nei Gran Premi precedenti, seconda è la Ferrari di Michael Schumacher e addirittura in pole-position la BAR di Jenson Button che ritorna alla ribalta dopo la squalifica seguita al Gran Premio di San Marino. Sia Button che Schumacher hanno però disputato le qualifiche in assetto da gara a tre soste, quindi con meno carburante delle Renault dietro di loro che partivano per due soste.

Alla partenza però Button viene superato da entrambe le Renault di Giancarlo Fisichella e Fernando Alonso, così come Schumacher che cede anche alle McLaren di Juan Pablo Montoya e Kimi Räikkönen. Dopo il primo pit-stop la gara sembra incardinata su una lotta tra le due Renault e le due McLaren, ma prima Fisichella si deve ritirare per problemi idraulici e poco dopo Alonso danneggia una sospensione toccando uno dei muri del circuito. Mentre Montoya sembra poter restare saldamente al comando, al 47° giro Button in terza posizione va a muro subito prima del traguardo (dove c'è il famoso slogan Bienvenue au Québec) in una posizione che richiede l'uscita della safety-car.

Durante la procedura di uscita, la gran parte dei piloti riesce a fare l'ultimo di rifornimento ma essendo il box della McLaren occupato da Räikkönen, Montoya deve aspettare un giro cosicché si trova a uscire dai box dopo il proprio pit-stop proprio mentre sfila il serpentone delle vetture guidate dalla safety-car e il semaforo della corsia box è rosso. Il pilota colombiano riparte in seconda posizione ma per questa infrazione viene prontamente squalificato.

Negli ultimi giri si ritira mentre era terzo anche Jarno Trulli con la Toyota e dietro Raikkönen le Ferrari trovano una inaspettata doppietta sul podio dopo un deludente prima metà di stagione.

Il Gran Premio degli Stati Uniti è stato forse il più strano della cinquantennale storia della F1: in seguito a un incidente occorso nelle prove del venerdì alla Toyota di Ralf Schumacher a causa del cedimento di uno pneumatico, incidente che ha costretto il pilota tedesco a non prendere parte alla gara, sono nati dubbi sul fatto che le gomme Michelin potessero terminare la gara. Preoccupata che si trattasse di un difetto di costruzione, la Michelin ha chiesto ai suoi team di non partecipare alla gara e comunque di modificare le regolazioni delle vetture. Ciò nonostante, al sabato Jarno Trulli sull'altra Toyota ha conquistato la prima pole-position della storia della squadra giapponese ma prima della partenza si è venuto a creare un vero e proprio scontro tra i team con le Michelin da una parte e la FIA dall'altra.

Le squadre Michelin hanno quindi dichiarato che non avrebbero preso il via con le gomme usate durante le prove in quanto c'era la quasi certezza che non avrebbero retto alle sollecitazioni indotte dalla curva numero 13, ovvero una delle poche sopraelevate tratte dal circuito ovale dello speedway che ospita la 500 Miglia di Indianapolis: le soluzioni proposte erano di utilizzare un nuovo tipo di gomme fatte arrivare apposta dalla fabbrica in Francia, che in un secondo tempo sono state definite "non sicure" dalla stessa Michelin, oppure di modificare il tracciato con una chicane in modo da ridurre la velocità di ingresso sulla curva 13. La FIA non ha accettato nessuna delle due proposte per non togliere validità al Gran Premio. Le 14 vetture gommate Michelin si sono quindi schierate in griglia, ma dopo il giro di formazione sono rientrate ai box senza partire. Il fatto che le vetture gommate Michelin abbiano compiuto il giro di formazione, non deve essere interpretato come un modo per dare comunque validità al Gran Premio, infatti l'articolo 17 del Regolamento Sportivo della F1 recita che "un Evento può essere cancellato se meno di 12 vetture sono disponibili per esso", e l'Evento inizia con le verifiche tecniche del Giovedì, a cui si sono presentate tutte le scuderie. La corsa è stata quindi disputata solo dalle tre scuderie gommate dalla Bridgestone, le due Ferrari, le due Jordan e le due Minardi.

La vittoria è così andata come largamente prevedibile a Michael Schumacher davanti a Rubens Barrichello, ma le Rosse hanno rischiato un incidente quando il tedesco, all'uscita dai box, ha quasi sfiorato il brasiliano; sarà l'unica vittoria del Cavallino in questa deludente stagione. Chiude il podio la Jordan di Tiago Monteiro, terzo, forse l'unico che ha avuto qualcosa da festeggiare in questo contestatissimo gran premio (infatti alla premiazione esulta, mentre i piloti Ferrari abbandonano dopo gli inni), poi quarto Narain Karthikeyan, che porta a casa i primi punti di un pilota indiano in F1, e le due Minardi di Albers e Friesacher: solo sei vetture classificate a punti.Schumacher vinse tagliando il traguardo con due giri di vantaggio su tutti.

La Michelin ha dovuto risarcire la quasi totalità dei biglietti venduti.

Dopo l'imprevedibile gara di Indianapolis e i suoi effetti, il ritorno in Europa ha riportato a una sorta di normalità l'ambiente della F1 insieme a valori tecnici visti nelle gare precedenti. La vittoria è andata a Fernando Alonso sulla Renault che ha dominato la gara così come aveva fatto più volte all'inizio di stagione, qualificandosi in pole-position per poi costruire già nella prima parte di gara un ampio margine di vantaggio. Dietro di lui Kimi Räikkönen su McLaren che invece ha dovuto risalire il gruppo dal 13° posto in quanto penalizzato di dieci posizioni sulla griglia di partenza avendo cambiato il suo motore rotto al venerdì.

Dietro di loro la Ferrari di Michael Schumacher tornata (forse tardivamente) a buoni livelli di competitività sia in gara che in prova probabilmente anche grazie agli pneumatici Bridgestone che hanno recuperato dopo i problemi sofferti dai rivali Michelin negli Stati Uniti, e Jenson Button che ha colto i primi punti dell'anno per la BAR. La McLaren di Juan Pablo Montoya si è ritirata per un guasto all'impianto idraulico quando era terzo, mentre la seconda Renault di Giancarlo Fisichella è stata penalizzata da problemi durante entrambi i pit-stop.

In una gara con ben 19 vetture al traguardo su 20 partite (unico ritiro quello di Karthikeyan), si è visto con chiarezza lo stato della competitività a metà stagione: la lotta per la vittoria è stata ristretta alle Renault e alle McLaren, ma ancora una volta la lotta tra il capoclassifica Fernando Alonso su Renault e l'inseguitore Kimi Räikkönen su McLaren non è potuta andare in scena a causa di una rottura al motore Mercedes del pilota finlandese che è stato così penalizzato di dieci posizioni sulla griglia di partenza.

Alonso è partito dalla pole-position ma la vittoria, la prima da quando corre per la McLaren, è andata a Juan Pablo Montoya, scattato prontamente in testa dalla seconda fila che hai poi controllato il resto della gara attraverso le diverse strategie di pit-stop quando Alonso sperava di riuscire a superarlo. Räikkönen è invece risalito sino al terzo posto, complice anche un errore ai box per Giancarlo Fisichella sulla seconda Renault.

Jenson Button, partito in prima fila con la BAR, ha preso un quinto posto che conferma un ritorno a prestazioni accettabili, davanti alle Ferrari e alle Toyota.

In una giornata che sembrava destinata a una vittoria trionfale, Kimi Räikkönen e la McLaren lasciano probabilmente le speranze di vittoria nel campionato a causa dell'ennesimo ritiro per motivi tecnici mentre erano in testa dopo essere partiti dalla pole position. Come sempre, questo ha favorito la vittoria di Fernando Alonso su Renault, secondo per la gran parte della gara a breve distanza da Räikkönen. Juan Pablo Montoya con la seconda McLaren è arrivato 2° dopo essere partito dall'ultima posizione in griglia, a causa di un errore all'ultima curva del giro di qualificazione mentre stava probabilmente conquistando la prima fila.

Dietro di loro Jenson Button con la BAR, mentre Giancarlo Fisichella con la seconda Renault è arrivato 4° dopo essere rimasto a lungo bloccato nelle retrovie a causa di una partenza non felice e del coinvolgimento in un contatto durante il primo giro che aveva danneggiato i suoi freni posteriori.

Una gara che sulla carta doveva essere favorevole alle Renault si risolve invece nella prima vera sconfitta dell'anno per la squadra anglo-francese, mai competitiva tra prove e gara mentre le McLaren si trovano a proprio agio. Chi invece ritorna ai vertici è la Ferrari di Michael Schumacher (ma quasi fuori dalla lotta per il titolo piloti) che grazie anche a un ridotto carico di benzina indice di una strategia a tre soste conquista finalmente la prima pole position della stagione.

Data la tortuosità del circuito che rende estremamente difficili i sorpassi, la gara è stata tutta giocata in chiave tattica, a partire dalle scelte di Kimi Räikkönen con la McLaren che, costretto ad essere il primo partente nelle prove di qualificazione sceglie un carico di benzina ridottissimo che gli consente di qualificarsi quarto. Alla partenza Schumacher riesce a mantenere la testa seguito da Juan Pablo Montoya e Räikkönen con le McLaren; dietro di loro invece Fernando Alonso danneggia l'ala anteriore della sua Renault durante un contatto e in pratica continua solo per onore di firma (giungerà 11° e doppiato).

Schumacher continua in testa con Räikkönen a breve distanza, entrambi seguendo una strategia a tre soste, con Montoya invece su due soste che li sopravanza entrambi a metà gara, prima di ritirarsi a causa di un guasto al cambio. Al secondo dei tre pit stop programmati Räikkönen supera Schumacher e da quel punto deve solo controllare il resto della gara per andare a vincere davanti alla Ferrari e alle due Toyota. Finalmente qualche punto anche per Takuma Sato e per le Williams in difficoltà da diverse gare.

La gara di Monza segna in pratica la fine della battaglia per il campionato piloti: pur essendo la McLaren la vettura di gran lunga più veloce, Kimi Räikkönen viene di nuovo penalizzato dalla scarsa affidabilità e non riesce a cogliere il massimo risultato in una pista a lui favorevole. Un guasto al motore Mercedes durante le prove libere ha fatto sì infatti che ne fosse necessaria la sostituzione causando una penalizzazione di dieci posizioni in griglia, e la pole position conquistata in pista si è trasformata in un 11° posto alla partenza.

La possibile rimonta del pilota finlandese, partito con una tattica ad una sola sosta a differenza delle due soste standard, viene resa vana dal traffico incontrato durante i primi giri e soprattutto da un problema ad uno pneumatico che lo costringe ad una sosta aggiuntiva per la sostituzione.

La vittoria va quindi al compagno di squadra Juan Pablo Montoya partito dalla pole che ha guidato la gara per tutta la sua durata ma che negli ultimi giri ha dovuto combattere con uno pneumatico difettoso non dissimile da quello di Räikkönen. Ma il vero vincitore è Fernando Alonso su Renault che con il 2° posto mette una serissima ipoteca sul titolo.

Dietro di loro la seconda Renault di Giancarlo Fisichella, Räikkönen, e le solide Toyota grazie a una corsa regolare. Disastro per le Ferrari entrambe fuori dai punti, mentre coglie un inaspettato 7° posto Antonio Pizzonia che sostituiva Nick Heidfeld sulla Williams.

Al mattino la pioggia allaga la pista e quindi si comincia con gomme intermedie. Le McLaren di Juan Pablo Montoya e Kimi Räikkönen scattano bene davanti a Jarno Trulli, Fernando Alonso e Michael Schumacher.

Momento culminante è il decimo giro: Giancarlo Fisichella entra forse troppo veloce alla Eau Rouge e in uscita perde il controllo della sua Renault: botto violento sulle barriere ma per fortuna nessun guaio fisico. Entra la Safety car e tutti ne approfittano per il rifornimento.

Qualcuno come Mark Webber e lo stesso Schumacher ha provato le gomme da asciutto, ma la scelta si rivela errata. Il tedesco rientra subito dopo per cambiare di nuovo gli pneumatici, ma dopo la ripartenza al 13° giro la sua gara la chiude Takuma Sato, tamponandolo.

Chi ha tratto giovamento dall'incidente di Fisichella è Ralf Schumacher, che essendosi fermato un giro prima si ritrova in seconda posizione, dietro alla McLaren di Montoya. Ma al 24° giro il tedesco inspiegabilmente prova le gomme da asciutto. Inspiegabilmente perché in quel momento del Gran Premio i piloti girano sull'1'57", non certo tempi da asciutto. Come risultato la sua Toyota va fuoripista appena uscita dai box.

Nel finale Montoya e Räikkönen si "scambiano" la posizione dopo i rispettivi pit-stop, Alonso controlla tutto senza forzare, contento del suo terzo posto, che diventa il secondo a quattro tornate dalla fine quando, Montoya e Antonio Pizzonia si toccano finendo fuori. Completa il podio la BAR di Jenson Button, davanti alla Williams di Mark Webber e alla Ferrari di Rubens Barrichello. Amaro ritiro causa incidente per Jarno Trulli.

La gara brasiliana consacra Fernando Alonso come il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1, in una corsa che ha ripetuto il copione di molte delle gare recenti. La McLaren si è confermata la vettura più veloce della griglia, riuscendo per la prima volta nella stagione a realizzare una "doppietta", ma ad Alonso bastava un podio per conquistare il titolo, e così è stato.

Lo stesso Alonso parte in pole position anche grazie a un carico minore di benzina e a un errore di Kimi Räikkönen durante le prove. In ogni caso è Juan Pablo Montoya sulla McLaren che dalla seconda posizione prende il comando nei primi giri, seguito da Räikkönen e che riesce a mantenere un po' di vantaggio sul compagno di squadra per tutta la gara cedendo la prima posizione solo per i due pit stop. La pista è umida per un temporale notturno, e cade anche un po' di pioggerellina poco dopo la metà della corsa ma la pista non si trasforma in bagnata e le posizioni restano consolidate fino alla fine della gara. Nelle posizioni successive, una buona ma tardiva prestazione della Ferrari con Michael Schumacher 4° e Rubens Barrichello 6° ad affiancare Giancarlo Fisichella 5° con la seconda Renault.

La gara viene fortemente condizionata da uno scroscio di pioggia caduto proprio durante le prove di qualificazione, cosicché alcuni dei maggiori protagonisti (Fernando Alonso su Renault, Kimi Räikkönen e Juan Pablo Montoya su McLaren) si ritrovano a partire dal fondo della griglia. La pole position viene conquistata da Ralf Schumacher su Toyota, mentre evita la pioggia e conquista il 3° posto l'altra Renault di Giancarlo Fisichella.

Dopo la partenza va subito fuori gara Montoya per un contatto con Jacques Villeneuve, e alla ripartenza dopo la safety car Ralf Schumacher si trova in testa davanti a Fisichella ma è su una strategia a tre soste e così scivola via via indietro con l'avanzare della gara (terminerà 8°), mentre Fisichella mantiene il comando. L'interesse si sposta alla rimonta di Alonso e Räikkönen che risalgono lo schieramento grazie a vetture superiori pur venendo molto spesso "bloccati" da concorrenti difficili da superare; in particolare entrambi i due principali contendenti del mondiale 2005 si trovano a dover superare (anche più di una volta) l'esperto campione uscente Michael Schumacher e Klien.Proprio su quest'ultimo Alonso effettua dapprima un sorpasso alla curva Triangle nella quale taglia la chicane.Dai Box i commissari comunicano al muretto Renault di far sopravvanzare Klien ( purtroppo a fine gara i giudichi chiederanno scusa per l'errore , visto che a termini di regolamento la manovara di Alonso fu considerata corretta). Nel frattempo Jarno Trulli viene messo fuori gara da Takuma Sato in seguito all'ennesima manovra poco ponderata che porterà all'esclusione del pilota giapponese dall'ordine d'arrivo.

Le differenti strategie riguardo i rifornimenti portano a vari cambi di posizione da cui emergono Räikkönen dietro a Fisichella e davanti a Mark Webber su Williams, Alonso e a Jenson Button su BAR. Alonso riesce a superare Webber per il 3° posto mentre la rimonta di Räikkönen si conclude con un aggressivo sorpasso al penultimo giro su Fisichella che lo riporta sul gradino più alto del podio dopo essere partito 17°.

La Renault diventa campione del mondo costruttori grazie alla vittoria di Alonso nel GP della Cina. Una vittoria ottenuta davanti a Kimi Räikkönen e alla McLaren. Terzo posto per la Toyota di Ralf Schumacher. Nella gara decisiva per la vittoria nei costruttori il team di Flavio Briatore ha rischiato assetto e configurazione per tirare fuori velocità e prestazioni. Alla fine la casa francese ottiene la prima fila con due piloti e la gara di Shanghai è gestita alla perfezione e senza rotture. L'unico ostacolo per Alonso è stato l'ingresso della Safety car in un paio di occasioni: prima per un detrito in pista che ha frenato Montoya (poi costretto al ritiro), poi per un incidente alla Jordan di Karthikeyan (ci sono voluti 6 giri per rimuovere la vettura, i cinesi mancano ancora di un po' di organizzazione). Sfortunato Giancarlo Fisichella, quarto perché penalizzato con un drive through per aver rallentato Raikkonen all'ingresso dell'ultimo pit-stop. A punti anche Klien, Massa, Webber e Button. Finale inglorioso per la Ferrari, in particolare per Michael Schumacher. Già nel giro di ricognizione, Schumi è stato protagonista di un incidente con l'olandese della Minardi, Christijan Albers, ed è poi stato costretto ad usare la vettura di riserva. In gara, è uscito per un banale testacoda a metà gara (in regime di safety car) girandosi da solo e ritirandosi per la sesta volta nella stagione. Non meglio è andata a Rubens Barrichello che ha chiuso in dodicesima posizione. Finisce così la peggiore stagione dal 1996 per la Rossa di Maranello: 1 sola vittoria ottenuto nel GP farsa di Indy.

Note that bold indicates pole position, and italics indicate fastest lap.

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Formula 1 stagione 2006

Kimi Raikkonen al volante della McLaren MP4-21 in una sessione di test a Valencia.

La stagione 2006 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 57° ad assegnare il Campionato Piloti e la 48° ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 12 marzo e terminata il 22 ottobre, dopo 18 gare, una in meno rispetto alla stagione precedente. Per il secondo anno i due titoli sono andati rispettivamente a Fernando Alonso e alla Renault.

Per Spagna e Francia si tratta della prima conquista di due titoli consecutivi in questa categoria: prima dell'avvento del pilota asturiano, infatti, nessuno spagnolo si era aggiudicato il titolo piloti, nonostante una grandissima tradizione (i primi spagnoli a gareggiare in F1 furono, nei primi anni '50, Juan Jover e Paco Godia). Prima dell'avvento della Renault di Flavio Briatore le scuderie transalpine non si aggiudicavano il titolo a loro riservato da ben 36 anni, sin dai tempi della Matra nel 1969.

Il calendario inizialmente prevedeva le stesse 19 gare come nel 2005, con il Gran Premio del Belgio da disputarsi per il 17 settembre. La FIA l’8 febbraio annunciò che la Royal Automobile Club Belgique (RACB) era stata costretta a cancellare la gara per lavori di rifacimento sul tracciato di Spa-Francorchamps. Il sindaco di Rio de Janeiro in Brasile, ha dapprima offerto il suo circuito cittadino come possibile sostituzione, ma la FIA rispose che il Gran Premio del Belgio non poteva essere rimpiazzato. La gara ha continuato a ricevere un grande supporto da piloti e dal presidente della FIA Max Mosley e il Gran Premio ha fatto il suo rientro in calendario nel 2007.

Il 2006 è stata anche l’ultima stagione ad avere due fornitori degli pneumatici: la giapponese Bridgestone e la francese Michelin. Nel Dicembre 2005, la FIA annunciò l’entrata in scena a partire dalla stagione 2007 del fornitore unico degli pneumatici. Cinque giorni dopo, la Michelin annunciò l’abbandono della Formula 1 alla fine della stagione 2006, poiché non voleva essere l’unica fornitrice.

Alla fine del 2005, quattro scuderie chiudono i battenti: la Minardi, la Sauber, la BAR e la Jordan. La prima venne acquisita dalla Red Bull Racing diventando un team di giovani talenti. Nonostante una mobilitazione dei vecchi fans, il team prese il nome Scuderia Toro Rosso – Toro Rosso è la traduzione letterale in italiano di Red Bull – mentre la Sauber venne acquisita dalla BMW attraverso la suddivisione della compagine tedesca con la squadra della Williams. Le azioni della BAR sono state acquistate dalla Honda, già fornitrice di motori nel corso degli anni, e cambia il proprio nome all’inizio della stagione in Honda Racing F1 Team.

La BMW, che ha acquistato l’80% delle azioni lasciando a Peter Sauber il 20%, ha optato per far rimanere almeno il nome della Sauber rinominando la squadra BMW Sauber. La Jordan invece venne acquisita dal gruppo della Midland e nel 2004 cambiò il nome in MF1 Racing per un 2005 che fu anno di transizione.

Il 2006 vede anche l’ingresso di un nuovo team giapponese, la Super Aguri F1, fondata da un ex-pilota di F1, Aguri Suzuki, entrata soltanto all’ultimo momento. La Super Aguri notificò alla FIA il 1 novembre 2005 (prima del termine ultimo da regolamento fissato dall’organismo sportivo per il 15 novembre) la sua intenzione di iscriversi, ma la lista ufficiale degli iscritti della FIA stabilì di non approvare l’entrata della nuova squadra . Naturalmente, il team ricevette il consenso per competere da parte delle altre squadre e pagò i 48 milioni di dollari richiesti. La partecipazione della squadra venne confermata dalla FIA il 26 gennaio 2006.

Tra le stagioni 2005 e 2006 la proprietà della Formula 1 ha significativi cambiamenti. Prima del Novembre 2005 la SLEC Holdings, detentrice della Formula One Group viene venduta da Ecclestone a un gruppo d’affari, con la mediazione della Speed Investments, composto tra gli altri dalla Bayerische Landesbank, il JP Morgan Chase e la Lehman Brothers. Il 25 novembre, la CVC Capital Partners annuncia il controllo acquisito sulle azioni detenute da Ecclestone (il 25% della SLEC) e porta al 48% il possesso delle azioni della Bayerische Landesbank, prese tramite la Speed Investments. Il 30 marzo, la CVC acquista le rimanenti azioni e più avanti la Commissione Europea di Controllo annuncia la sua approvazione per questa operazione finanziaria, a condizione ulteriore che la CVC prenda il controllo della spagnola Dorna Sports, promotrice della MotoGP. Già due giorni prima, il 28 marzo, la CVC annuncia con un comunicato stampa il completamento della transazione, diventando di fatto il gestore dei diritti finanziari e commerciali della Formula 1. . Ecclestone reinvestirà il capitale rimasto dentro una sua nuova compagnia, la Alpha Prema. Di fatto passerà come socio di minoranza, ma continuerà ancora ad occuparsi dell’aspetto organizzativo della massima serie, oltre naturalmente a rimanere il proprietario della Formula One Management, il gestore e diffusore dei diritti televisivi.

Un’altra vittoria di Ecclestone riguarda la controversia con l’associazione di squadre interne alla stessa F1, la Grand Prix Manufacturers Association e la sua minaccia, avvenuta nei primi mesi del 2005, di creare un campionato alternativo alla serie (la Grand Prix World Championship). Il 27 marzo 2006 le cinque squadre accettano le modifiche per la stagione 2008, riducendo fortemente le pretese per la disputa del nuovo campionato di “opposizione”. Il 14 maggio, i membri della GPMA confermano la sottoscrizione di un “Memorandum of Understanding” (Memorandum di Intesa), il primo passo per la firma del nuovo Patto della Concordia scadente alla fine del 2007. Cinque giorni dopo, la Alpha Prema di Bernie Ecclestone e la CVC Capital Partners siglano il Memorandum con la Grand Prix Manufacturers Association dove si stabilisce che i cinque team "ribelli" continueranno a partecipare in Formula 1 almeno fino al termine della stagione 2012.

Nel calendario ufficiale della Formula 1 del 2006 il Gran Premio d’Australia viene spostato di qualche settimana a causa della coincidenza con un altro grande evento sportivo, i Giochi del Commonwealth. Per la prima volta, il Bahrein ospita il primo Gran Premio, il Brasile l’ultimo, Giappone e Cina si scambiano le loro date originali.

La Renault e Fernando Alonso consolidano ancora i precedenti titoli vinti del campionato costruttori e piloti. Il campione del mondo spagnolo conquista sei gare (incluse quattro vittorie consecutive) nella gara inaugurale in Bahrein, e quindi in Australia, Spagna, Monaco, Gran Bretagna e Canada. Il compagno di squadra, Giancarlo Fisichella vince la terza gara della sua carriera in Malesia. Si fa notare Nico Rosberg – figlio del Campione del Mondo 1982 Keke Rosberg e vincitore del primo campionato di GP2 nel 2005 – che nel Gran Premio del Bahrein diventa il pilota più giovane (20 anni, 258 giorni) a far segnare il giro più veloce, oltretutto nella gara di esordio.

Dopo la disastrosa stagione 2005 e il lento avvio in quella 2006 Michael Schumacher vince due gare consecutive a Imola e al Nürburgring. Durante il giro finale della sessione di qualifiche al Gran Premio di Montecarlo, la Ferrari di Schumacher si fermò nel punto di curva a 180° detta La Rascasse, con conseguente esposizione della bandiera gialla, significante che gli altri piloti non potevano girare alla massima velocità. Dopo la fine delle qualifiche ci furono reclami immediati delle altre squadre sostenendo che tale fermata era stata decisa deliberatamente dallo stesso Schumacher per avere la sicurezza di partire in gara dalla pole position. L’ultimo giro veloce di Alonso era probabilmente più rapido e in grado di battere il tempo più veloce di Schumacher già al secondo settore, quando aveva registrato un distacco di oltre due decimi più veloce. Il suo tempo finale fu più lento soltanto di 0.024 millesimi di secondo rispetto al pilota tedesco. Nonostante le insistenze di Schumacher nel dichiarare un semplice blocco meccanico nell’angolo della curva, l’inchiesta ufficiale dei commissari stabiliva: "Siamo stati lasciati senza alternative ma possiamo concludere che il pilota ha deliberatamente fermato la macchina lungo il circuito." La penalità arrivò istantanea, i tempi di qualifica ottenuti da Schumacher furono cancellati e la sua partenza fu dalla 22° e ultima posizione in griglia. Ha infine optato di partire dalla pit lane e terminò la gara in 5° posizione.

Nel Gran Premio di Gran Bretagna, Alonso diventa il primo pilota spagnolo e quello più giovane (24 anni, 10 mesi, 13 giorni) a conquistare l’Hat Trick, perdendo per un solo giro il Grand Chelem. Schumacher vince il Gran Premio degli Stati Uniti (la sua quarta vittoria consecutiva a Indianapolis e la quinta in carriera) e il Gran Premio di Francia. Ha vinto inoltre quello di Germania a Hockenheim, con Alonso terminato in quinta posizione.

Jenson Button dopo sei anni di carriera e 113 gare disputate conquista la prima vittoria in Formula 1 nel Gran Premio di Ungheria. Alonso ha problemi meccanici che lo costringono al ritiro quando era in testa alla gara, mentre Michael Schumacher si ritira anch’esso dopo una collisione con Nick Heidfeld, e alla fine viene classificato in 8° posizione (dapprima era classificato alla 9° susseguente al ritiro avvenuto a tre giri dal termine e dunque avendo percorso oltre il 90% della distanza totale di gara) a causa della squalifica di Robert Kubica, alla sua prima corsa. Il pilota polacco era terminato in 7° posizione con la BMW Sauber.

Felipe Massa vince il Gran Premio successivo, quello della Turchia, così per la seconda gara consecutiva, la F1 vede due piloti alla loro prima vittoria. Fernando Alonso estende il suo vantaggio su Michael Schumacher di due punti dopo essere arrivato dietro al pilota tedesco, classificato in seconda posizione, solo per un decimo di secondo.

Il distacco di Schumacher sul leader Alonso si riduce soltanto a due punti dopo la vittoria ottenuta nel Gran Premio d’Italia, quando Alonso è costretto ancora al ritiro per rottura del motore negli ultimi istanti della gara. Malgrado un quarto posto per il compagno di squadra di Alonso, Giancarlo Fisichella, e lo scoppio di uno pneumatico che causerà a Massa la mancata conquista di punti validi, la gara vede sopravanzare la Ferrari sulla Renault in classifica costruttori per la prima volta nel 2006. Il pilota polacco Robert Kubica porta la BMW Sauber al suo primo podio e soltanto alla terza corsa disputata in carriera, ma i risultati della gara sono stati largamente oscurati dall’annuncio fatto da Schumacher durante la conferenza stampa ufficiale del dopo gara, del suo ritiro al termine della stagione. In seguito ha dichiarato che avrebbe intenzione di occupare una posizione strategica nella squadra Ferrari per il 2007, non specificando quale. Più avanti sarà nominato consulente di Jean Todt.

Tre settimane più tardi, con la vittoria in Cina, davanti ad Alonso, Schumacher arriva a pari punti con lo spagnolo in testa al campionato e, secondo regolamento, il pilota tedesco passa in testa per le 7 gare vinte contro le 6 di Alonso. Massa non termina la gara, e la Renault passa di nuovo in testa alla classifica dei costruttori grazie al terzo posto di Fisichella.

La settimana seguente, nel Gran Premio del Giappone, Felipe Massa guadagna la pole position dietro a Michael Schumacher in seconda and Fernando Alonso in quinta. Schumacher si porta facilmente in testa e distanzia almeno di cinque secondi gli avversari, e continua anche dopo la seconda tornata dei pit stop. Il motore di Schumacher si rompe a 17 giri dal termine, costringendolo al ritiro e lasciando ad Alonso la vittoria dietro Massa.

Nella gara finale, il Gran Premio del Brasile, ancora Massa parte dalla pole position. Un dramma sportivo durante la fase di qualifiche tocca a Michael Schumacher, causato da una rottura misteriosa, che lo obbliga a non correre la terza sessione decisiva e a partire dalla decima posizione, mentre Alonso – al quale basta un piazzamento a punti – parte dalla quinta. Durante la gara, Schumacher è inoltre perseguitato dalla cattiva sorte, soffrendo di una foratura dopo pochi giri avuta attraverso un contatto estermporaneo con Fisichella. Dopo un’estenuante rimonta finisce in quarta posizione, mentre il compagno di squadra Massa diventa il primo brasiliano a vincere il Gran Premio casalingo dai tempi di Ayrton Senna, che lo vinse nel 1993. Con la seconda posizione, Alonso si assicura la vittoria del suo secondo campionato e diventa il pilota più giovane a vincere due titoli mondiali consecutivi, incrementando la sua personale lista dei record. La sesta posizione di Fisichella su Renault, assicura alla marca francese il secondo titolo costruttori. Kimi Räikkönen termina in quinta posizione sulla McLaren: la casa britannica non riesce a vincere nessun Gran Premio durante una stagione e tale evento non accadeva da dieci anni (e precisamente dal 1996). Per la prima volta dopo 50 anni (dal 1956) tutte le scuderie britanniche falliscono la vittoria in almeno una gara.

Cambiamenti significativi al Regolamento di Formula 1 sono stati introdotti per il 2006. Nel tentativo di porre un freno ai livelli del motore aumentati in anni recenti, la potenza massima di spinta del motore è stata ridotta da 3.0 a 2.4 litri e i numeri dei cilindri da 10 a 8. Con simili velocità del motore, il cambiamento pone l’aspettativa di tagliare il picco di potenza attorno ai 200 cavalli, che identificherebbe la perdita dai tre ai cinque secondi di media su molti circuiti. (La Scuderia Toro Rosso continuò ad usare un motore a 10 cilindri e a 3 litri con un limitatore di giro per evitare maggiori spese ingegneristiche alle vetture nel breve periodo). La prova iniziale ha indicato che i nuovi motori erano almeno di sei secondi più lenti rispetto alla controparte V10, ma durante la prima parte della stagione è diventato evidente che, malgrado la diminuzione dell’alimentazione, i tempi sul giro non erano molto lontani da quelli registrati nel 2005; su alcuni circuiti, i giri veloci fatti registrare quest’anno erano realmente più veloci di quelli segnati l’anno scorso, con i motori V10.

Alcuni fornitori di motore hanno indicato che presto i loro piccoli V8 potrebbero raggiungere oltre i 19.000 giri al minuto, che era normale amministrazione per i V10. La Cosworth, famoso costruttore di motori con sede a Northampton, ha avuto un record invidiabile di successi con i motori V8. Ha sostenuto inoltre di avere scritto la storia trasformandosi nella prima casa manufatturiera ad avere battuto il record di 20.000 giri al minuto nel dicembre 2005.

A lungo termine, la FIA intende introdurre grandi restrizioni sui test e l’elettronica standard, gomme e freni per ridurre i costi e consentire di nuovo l’entrata in gioco di nuovi team privati nella Formula. Una nuova regola per il 2008 proposta è stata quella di innalzare a 22 il numero di squadre entranti, ma siccome per quella stagione gareggeranno soltanto 12 scuderie, 10 di questi pretendenti dovranno giocoforza rimanere fuori.

La regola del cambio degli pneumatici ritorna nella Formula 1 per il 2006. Ogni pilota ha un set limitato di 14 set di gomme per l’intero weekend di gara. Questo consiste di sette set di pneumatici da asciutto, quattro set di pneumatici intermedi e tre set di pneumatici da pioggia. Il pensiero comune a molti osservatori è quello che riducendo la potenza del motore si sfalsi tutto il guadagno nelle prestazioni.

Per la stagione 2006 è stato introdotto un nuovo sistema di qualifiche consistente in tre sessioni di lunghezza variabile. In una prima sessione di 15 minuti, le sei vetture più lente vengono eliminate subito e posizionate sulla griglia di partenza nelle posizioni 17–22. Dopo cinque minuti di pausa, un'altra sessione di 15 minuti si svolge tra le vetture rimaste, e ancora le sei più lente vengono eliminate e posizionate in griglia come 11–16. Queste 12 vetture eliminate vengono piazzate nel parco chiuso, ma possono vedere la quantità del carburante rimasto e decidere di fare rifornimento del carburante utilizzato nelle qualifiche.

Durante l’ultima pausa di cinque minuti, le restanti 10 vetture sono obbligate a dichiarare alla FIA la quantità del carburante rimasta. Una sessione finale di 15 minuti decide le prime dieci posizioni in griglia. Alle scuderie è permesso fare diversi giri nel tempo loro concesso, per far scendere di livello il combustibile e migliorare i loro tempi mentre il peso della vettura scende. Nelle intenzioni rappresenta un miglioramento dello spettacolo per l’audience televisiva perché i team devono studiare diverse strategie per far andare a pieni giri la vettura facendo scendere il più possibile il livello del serbatoio. Al termine della terza sessione, le 10 vetture vengono piazzate nel parco chiuso e chiamate dai commissari per le consuete operazioni di peso e in più per essere rifornite della quantità di carburante utilizzato nell’ultima sessione. La durata della terza sessione in principio era di 20 minuti: a partire dal Gran Premio di Francia la durata venne ridotta a 15 minuti rendendo le durate delle tre sessioni alla medesima lunghezza e premiando inoltre l’abilità del pilota facendolo completare un giro valido una volta oltrepassata la bandiera a scacchi, sia nella terza sia naturalmente nelle prime due tranche di qualifiche.

Una scappatoia è stata rilevata dalla FIA, in quanto le squadre potrebbero dichiarare inizialmente un grande carico di benzina ma compiere poi uno o diversi giri a velocità lenta usando una grande quantità di carburante tale da alleggerire il peso della vettura e permettergli di percorrere un solo giro secco facendo magari segnare il tempo più veloce. La FIA decise di contare soltanto i tempi che rientrino entro il 110% del miglior tempo realizzato in qualifica – nel caso di giri iniziati dalla pitlane che prevedono un rientro immediato alla stessa è consentito non più del 120% del tempo migliore – per permettere il rifornimento alle squadre con la stessa quantità di carburante utilizzata in quei giri.

Solo una sessione di prove libere si tiene al sabato, per un'ora, e si conclude non prima di due ore dallo svolgimento delle qualifiche ufficiali – solitamente si svolge tra le 11.00 e le 12.00 – rimpiazzando il vecchio sistema di due sessioni separate di 45 minuti ciascuno. Il Venerdì rimane invariato, con due sessioni di un'ora ciascuno, iniziati a tre ore di distanza l’uno dall’altro, la prima alle 11.00 e la seconda alle 14.00. I piloti titolari sono sempre obbligati a partecipare ad almeno una delle sessioni libere, pena l’esclusione dalle prove ufficiali del sabato. I cinque team con il piazzamento peggiore nella classifica hanno la facoltà di far entrare in pista un terzo pilota, come negli anni precedenti.

Il sistema del “Tuned Mass Damper” è stato usato da molte squadre, in particolar modo dalla Renault, durante l’ultima parte della stagione 2005 e in quella del 2006. Tali dispositivi, composti da un peso oscillante tra i 9 e i 15 kg, sono fissati a una molla e posizionati all’interno del musetto, e risultano particolarmente efficaci sulle curve e in tutte quelle situazioni necessarie a preservare un consumo eccessivo degli pneumatici a stretto contatto con il tipo di asfalto, che in sua assenza naturalmente si degraderebbero assai velocemente. Dopo il Gran Premio di Francia del 2006 la FIA annunciò che il sistema sarebbe stato dichiarato fuorilegge. Questa decisione ha avuto un effetto particolarmente significativo sulla Renault, poiché la squadra aveva costruito efficacemente le sue vetture sfruttando al meglio tali dispositivi da lungo tempo e, dal Gran Premio del Brasile del 2005, con la configurazione mantenuta per la prima parte della stagione successiva.

A seguito della decisione presa dalla Corte d’Appello e della minaccia della FIA di squalificare quei team che hanno utilizzato sino a quel momento il Mass Damper, tale sistema viene ufficialmente vietato prima del Gran Premio di Turchia del 2006. Flavio Briatore, che aveva per precauzione fatto smontare tali dispositivi prima dello svolgimento del Gran Premio tedesco, non rinuncia a battersi perché esso venga considerato legale, chiamando inoltre in causa la McLaren sostenendo che essa aveva sporto di nascosto reclamo alla FIA contro quel dispositivo. La McLaren, immediatamente e con decisione, ha negato tale circostanza.

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Formula 1 stagione 2007

Il podio del Gran Premio del Bahrain 2007. Da sinistra a destra: Lewis Hamilton, Felipe Massa, Kimi Räikkönen e Luca Baldisseri.

La stagione 2007 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 58ª ad assegnare il Campionato Piloti, vinto da Kimi Räikkönen, e la 50ª ad assegnare il Campionato Costruttori, vinto dalla Scuderia Ferrari. È iniziata il 18 marzo ed è terminata il 21 ottobre, dopo 17 gare, una in meno rispetto alla stagione precedente. Questa stagione ha segnato la fine del vecchio Patto della Concordia e l'inizio della fornitura monogomma della Bridgestone (per il momento fino al 2010), a causa degli eventi successi nel 2005 ad Indianapolis. È stata soprattutto segnata dalla Spy-story tra Ferrari e McLaren e dalle numerose polemiche nate da alcune situazioni ambigue durante i Gran Premi.

A livello agonistico, quello del 2007 ha visto il ritiro, dopo 15 anni, di Michael Schumacher, sostituito alla Ferrari da Kimi Räikkönen, mentre il campione del mondo in carica, Fernando Alonso, è stato ingaggiato dalla McLaren. Con l’uscita di scena di Jacques Villeneuve e Juan Pablo Montoya, si sono registrati alcuni ritorni, tra i quali quelli di Alexander Wurz e Anthony Davidson, ed hanno esordito il britannico Lewis Hamilton, trionfatore della seconda edizione del campionato GP2, il finlandese Heikki Kovalainen e il tedesco Adrian Sutil. La presenza italiana è stata confermata con i tre piloti Giancarlo Fisichella, Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi.

Il calendario del campionato si ridusse di una gara e, dalle 18 prove del 2006, si passò a 17. Per la prima volta dalla stagione 1975, tutte le gare si disputarono in nazioni diverse. Il 29 agosto 2006 la FIA aveva pubblicato un calendario provvisorio dove il Gran Premio di San Marino e il Gran Premio d'Europa erano stati esclusi, mentre il Gran Premio del Belgio era stato riammesso.

Il 14 marzo 2006 venne annunciato ufficialmente lo spostamento del Gran Premio del Giappone dal Circuito di Suzuka al ricostruito Circuito del Fuji, rispettivamente di proprietà della Honda e della Toyota; un circuito dove la F1 non gareggiava dalla stagione 1977.

Il governo italiano, visto l'obbligo di ristrutturazione dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, aveva inizialmente siglato un contratto per la disputa del Gran Premio di San Marino, e il 7 settembre 2006 la gara era stata provvisoriamente inclusa per il 29 aprile come diciottesima prova mondiale. Tuttavia i termini del contratto dipendevano in larga misura dall'abilità dei tecnici nel completare entro il mese di marzo 2007 le modifiche richieste, ma i lavori non terminarono abbastanza velocemente. Così, con la pubblicazione del calendario ufficiale, avvenuta il 18 ottobre 2006 la FIA annunciò ufficialmente che il Gran Premio di San Marino per il 2007 non si sarebbe disputato.

A livello politico e organizzativo, questa stagione segnò la conclusione del Patto della Concordia – siglato originariamente nel 1997 e giunto al terzo rinnovo – fra gli attuali costruttori di Formula 1 e Bernie Ecclestone. In particolare, Mercedes-Benz, BMW, Renault e Honda – da maggio 2005 riuniti collettivamente sotto l’egida del GPMA, Grand Prix Manufacturers Association – si trovarono spesso in disaccordo con la FIA e lo stesso Ecclestone, per motivi finanziari e tecnici. Nel febbraio del 2005 avevano minacciato di boicottare la Formula 1 dalla stagione 2008 in avanti proclamando un nuovo campionato mondiale, il GPWC o Grand Prix World Championship, prima di ritornare sui loro passi e firmare un "Memorandum of Understanding" durante il Gran Premio di Spagna 2006.

L'8 gennaio 2007 la FIA annunciò la creazione di un comitato per garantire gli interessi dei costruttori denominato "Formula One Manufacturers' Advisory Commission" (FOMAC), con presidente Burkhard Göschel e composto da BMW, DaimlerChrysler (Mercedes), Ferrari, Honda, Renault e Toyota. La vecchia GPMA si dissolse con l'abbandono della Renault, avvenuto nel febbraio del 2007.

Poco prima dell'inizio del campionato, il 29 gennaio 2007, scoppiarono alcune polemiche riguardanti la Toro Rosso, in quanto Frank Williams minacciava azioni legali qualora la scuderia con sede a Faenza si fosse presentata alla prima gara mondiale con un clone della Red Bull RB3, monoposto realizzata da Adrian Newey. Secondo Williams, tale decisione avrebbe violato il Patto della Concordia, il quale vietava ad una squadra la vendita di telai ad altri team concorrenti. La Spyker preannunciò immediato ricorso, esteso alla vigilia di inizio stagione anche alla Super Aguri in quanto tale vettura risultava essere molto somigliante a quella della Honda nella passata stagione. Il reclamo presentato fu, però, respinto dalla FIA. La Red Bull Racing valutò seriamente se intentare un'azione legale alla scuderia olandese, ma alla fine la vicenda si concluse con un nulla di fatto, perché era inutile, secondo Red Bull, creare scompensi giudiziari tre giorni prima del Gran Premio inaugurale.

I test pre-stagionali iniziarono nel novembre 2006 sul Circuito di Catalogna, con dieci squadre su undici che parteciparono alle prove. Le assenze più rimarchevoli vennero da Fernando Alonso e Kimi Räikkönen, che erano ancora sotto contratto rispettivamente con Renault e McLaren. Jenson Button era anch’egli assente per i postumi di una frattura al collo dopo un incidente sul kart in preparazione ai test di novembre. Lewis Hamilton fece la sua prima apparizione su una McLaren.

Il ritorno all’unica fornitura di pneumatici, per alcuni osservatori, fu la ragione per cui la Ferrari si presentò più in fretta ai test più recenti ottenendo tempi lusinghieri, anche se la casa nipponica sostenne che lo pneumatico del 2007 si presentava con una costruzione completamente nuova minimizzando qualsiasi beneficio per le scuderie che nel 2006 erano gommate Bridgestone (Ferrari, Toyota, Williams, Midland/Spyker e Super Aguri).

Nei primi tre giorni di test i tempi più veloci furono di Massa e Badoer, ma l’interesse era sul fatto che il due volte campione del mondo Mika Häkkinen prendesse parte ai test con una McLaren, anche se fece registrare parziali elevati. I tempi sul giro vennero poi migliorati da Ralf Schumacher e Jarno Trulli nel quarto giorno.

Le sessioni di test ripresero il 6 dicembre sul Circuito di Jerez de la Frontera, alle quali presero parte quasi tutte le scuderie. Inizialmente, le due Ferrari di Massa e Badoer ottennero i parziali più veloci, con la McLaren di Lewis Hamilton a segnare il terzo tempo. Successivamente l'inglese migliorò la sua posizione il giorno seguente facendo lui stesso segnare il tempo più veloce, staccando di un secondo la Renault di Giancarlo Fisichella.

Le due scuderie giapponesi Honda e Toyota fecero segnare i tempi più rapidi nei due giorni successivi dei test. Heikki Kovalainen e Pedro de la Rosa furono i più veloci nel quarto e quinto giorno dei test. Soltanto nell’ultimo giorno dei test Fernando Alonso fece il suo debutto ufficiale con la McLaren, dopo un accordo raggiunto con il manager Flavio Briatore; con questo però, lo spagnolo non chiuse il suo contratto con la Renault (che terminava al 31 dicembre).

Nel gennaio del 2007 si ritornò ancora sul Circuito di Catalogna per una nuova sessione di test, e nella metà di febbraio si passò sul Circuito del Bahrein.

Le seguenti scuderie e piloti hanno preso parte al campionato; i numeri ufficiali dei piloti sono stati assegnati dalla lista di iscrizione FIA del 4 dicembre 2006. Tutti i dettagli sulle squadre sono ripresi dal sito ufficiale della Formula 1 ad eccezione di quelli segnati in nota. Tutti i motori di Formula 1 erano conformi alle specifiche introdotte nel 2006: V8 di 2.4 litri.

Dopo cinque anni passati in Renault, Fernando Alonso, campione del Mondo nel 2005 e nel 2006, passò alla McLaren, affiancato dal campione di GP2 Lewis Hamilton, mentre Pedro de la Rosa tornò nel ruolo di terzo pilota insieme a Gary Paffett, collaudatore di riserva, che nel 2007 corse nel DTM con la Mercedes della scuderia Persson.

Perso l'asturiano, la Renault promosse Giancarlo Fisichella a prima guida e al suo fianco chiamò il finlandese Heikki Kovalainen, vice campione di GP2. I collaudatori erano, invece, i brasiliani Nelson Piquet jr., figlio di Nelson, che ben aveva figurato nella stagione 2006 della GP2, e Ricardo Zonta, che gareggiava contemporaneamente nel campionato brasiliano delle Stock Cars.

Lo spostamento di Alonso alla McLaren era stato reso possibile anche dal passaggio di Kimi Räikkönen alla Ferrari, dopo il ritiro del sette volte campione del mondo Michael Schumacher. La scuderia italiana confermò anche Felipe Massa e, come collaudatori, Luca Badoer e Marc Gené, così come la Honda che mantenne la coppia Jenson Button-Rubens Barrichello come prime guide e ingaggiò l'austriaco Christian Klien e i britannici James Rossiter (per le prime tre gare) e Mike Conway nel ruolo di collaudatori. Quest'ultimo gareggiò contemporaneamente nella GP2 per la Super Nova Racing.

Anche la BMW Sauber confermò il tedesco Nick Heidfeld e il polacco Robert Kubica come prime guide. Nel ruolo di collaudatori rimase il tedesco Sebastian Vettel e venne ingaggiato Timo Glock, che continuò comunque a gareggiare nella GP2 nel team iSport International.

La Toyota optò anch'essa per il mantenimento di Ralf Schumacher e Jarno Trulli come prime guide, ma decise di assumere come collaudatori il francese Franck Montagny, proveniente dalla Super Aguri, e due piloti giapponesi, Kohei Hirate e Kamui Kobayashi.

Alcuni movimenti nel mercato piloti si ebbero in Williams, che rimpiazzò l'australiano Mark Webber con l'austriaco Alexander Wurz, già collaudatore e riserva nel 2007. Wurz non gareggiava in Formula 1 dalla stagione 2000, salvo un Gran Premio corso nel 2005 in sostituzione di Montoya. Per il resto la scuderia confermò Nico Rosberg e il terzo pilota indiano Narain Karthikeyan, ingaggiando come secondo collaudatore il giapponese Kazuki Nakajima.

Mark Webber, sostituito nella scuderia inglese, passò alla Red Bull Racing, incontrando come prima guida David Coulthard, nella scuderia dal 2005, e sostituendo Christian Klien. Il collaudatore olandese Robert Doornbos, dapprima confermato per i test di febbraio 2007 sul Circuito di Manama nel Bahrein, annunciò il passaggio alla serie americana Champ Car nel Minardi Team USA. Venne ingaggiato come collaudatore il tedesco Michael Ammermuller, che gareggiava contemporaneamente nella GP2 per il team ART Grand Prix.

La Super Aguri confermò Takuma Sato e ingaggiò Anthony Davidson in rimpiazzo di Sakon Yamamoto che, retrocesso nel ruolo di collaudatore, prese parte al campionato GP2 per il team BCN Competicion. Altri acquisti si registrarono nella scuderia olandese Spyker, motorizzata Ferrari, che oltre a confermare il connazionale Christijan Albers, assunse il tedesco Adrian Sutil come secondo pilota al posto del portoghese Tiago Monteiro, passato a al campionato World Touring Car Championship (WTCC). Come collaudatori vennero ingaggiati il malese Mohamed Fairuz Fauzy, che gareggiava anche nella World Series by Renault per il team Cram Competition, lo spagnolo Adrian Valles e il tedesco Markus Winkelhock. In un primo momento era stato messo sotto contratto anche l'olandese Giedo van der Garde, ma poco dopo l'accordo venne annullato a causa di un contenzioso sulla firma del contratto da parte della Super Aguri. Van Der Garde corse in seguito nella World Series by Renault nella squadra Victory Engineering.

Infine la scuderia satellite della Red Bull, la Toro Rosso, confermò poco prima dell'inizio della stagione l'italiano Vitantonio Liuzzi e lo statunitense Scott Speed. Per il ruolo di terzi pilota, invece, non vi furono ingaggi.

Il 9 settembre 2006 la MF1 Racing venne venduta ufficialmente a un consorzio arabo-olandese capeggiato dal magnate di internet e costruttore di vetture sportive Michiel Mol, con il telaio fornito dalla Spyker Cars. Il team venne ribattezzato ufficialmente Spyker. La scuderia Midland terminò comunque la stagione in accordo alle regole del Patto della Concordia, con il nome provvisorio di Spiker MF1 Team. Il 24 ottobre, la casa olandese annunciò il cambio di nome da Spyker MF1 Team a Spyker F1 dalla stagione 2007 in avanti, soggetta come tutti i team agli accordi sottoscritti nel Patto. Il 30 settembre 2006 ci fu l'annuncio ufficiale che il fornitore di motori della neonata scuderia sarebbe stata la Ferrari, e nel marzo dell'anno successivo si ebbe l'ingresso del nuovo sponsor, la compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti Etihad Airways.

Altri cambiamenti nella fornitura dei motori toccarono il team Williams, che passò dai Cosworth ai Toyota con un contratto di tre anni, e la Scuderia Toro Rosso, che usufruì, invece, dei motori Ferrari. I nuovi propulsori causarono, comunque, alcune difficoltà di adattamento alla vettura del team di Faenza, facendo slittare la presentazione della STR2 di alcuni giorni.

Per quanto riguarda i cambiamenti interni ai team, alla Ferrari, Jean Todt diventò amministratore delegato e fu sostituito da Luca Baldisseri, mentre il direttore tecnico Ross Brawn si prese un anno di pausa dopo 10 stagioni nel team italiano. In seguito rese ufficiale il suo definitivo addio alla scuderia, nonostante avesse espresso il desiderio di lavorare ancora nella squadra per il futuro. Al contempo la casa di Maranello cambiò anche il proprio sponsor, passando da Vodafone, divenuta sponsor primario della McLaren-Mercedes, ad Alice, siglando quindi un contratto con Telecom Italia.

Riguardo agli altri sponsor, la Mild Seven non rinnovò il suo contratto con la Renault alla conclusione del 2006, a causa delle leggi europee vigenti in materia di tabacco. Il 16 ottobre, la scuderia francese confermò il nuovo accordo di sponsorizzazione con la compagnia bancaria olandese ING, che divenne il suo sponsor principale. Pochi giorni dopo, anche la Williams F1 annunciò il suo nuovo sponsor primario: la AT&T.

Intanto la Lucky Strike, di proprietà della British American Tobacco, e le sue 555 filiali cessarono ogni sponsorizzazione con la squadra Honda che lasciò anche altri sponsor primari. Con l'annuncio, avvenuto il 26 febbraio a Londra, che la Honda avrebbe corso la stagione con la nuova carrozzeria chiamata "Earth Livery" sulla nuova vettura era la prima volta dalla stagione 1968 che una squadra scegliesse la libertà dagli sponsor per un'intera annata. In precedenza, il 25 gennaio, la Honda aveva presentato una vettura con livrea interna provvisoria in Spagna, al circuito di Catalogna. Questa scelta era in parte dovuta all'insuccesso avuto dalla Honda nell'ingaggiare uno sponsor fisso.

Nel Circuito di Catalogna, sede del Gran Premio di Spagna, fu inserita una nuova chicane nel rettilineo antistante l'Europcar e la New Holland. Queste modifiche vennero fatte per rallentare le vetture prima del rettilineo principale, nella speranza di fornire più occasioni di sorpasso.

Altre modifiche interessarono il Circuito di Spa-Francorchamps, sede del Gran Premio del Belgio, che subì cambiamenti sostanziali nella chicane del Bus Stop e con la nuova zona dei box e del parco chiuso, totalmente riprogettata.

Per ciò che riguarda i Gran Premi, a stagione già iniziata, il 14 aprile 2007, venne annunciata l'assenza in calendario del Gran Premio di Germania, dopo più di mezzo secolo di svolgimento ininterrotto dal 1955, anno della tragedia della 24 Ore di Le Mans, con l'eccezione del 1960, quando si corse una prova di Formula 2 sulla pista "Sudschleife" del Nürburgring, a causa di un mancato accordo tra le proprietà dei due circuiti tedeschi sui diritti del nome della corsa. In questo caso, il Nürburgring controllava i diritti del nome "Gran Premio d'Europa" e Hockenheim controllava i diritti del nome "Gran Premio di Germania". L'evento che si disputò al Nürburgring come decima prova del campionato mondiale ebbe la dizione di "Grosser Preis von Europa" confermata anche dal sito ufficiale del circuito del Nürburgring.

Per la prima volta, la Formula One Management diffuse prove e gare in widescreen anamorfico e ad alta definizione per i televisori 16:9. Ma solo l'emittente televisiva britannica ITV, le tedesche RTL e Premiere, la TF1 francese e le spagnole Telecinco e TV3 vennero considerate idonee a trasmettere tale servizio in questa stagione. Anche la Rai, il 13 marzo, annunciò che avrebbe trasmesso, come negli anni passati, sia le qualifiche del sabato che la gara.

Intanto, l'interesse di Sky Italia (già detentrice dei diritti per l'A1 Grand Prix) sulla massima categoria, divenuto sempre più pressante dopo l'annuncio del ritorno delle riprese in alta definizione su schermo anamorfico si concretizzò il 21 maggio 2007 l'emittente di Rupert Murdoch annunciò l'acquisizione dei diritti televisivi dal Gran Premio di Monaco e per le stagioni 2008 e 2009.

La novità più importante del 2007 era rappresentata dal congelamento dei motori nei progetti e nelle caratteristiche, avvenuto al termine del 2006. Originariamente il modello sarebbe dovuto rimanere quello del propulsore presentato da ciascuna squadra al Gran Premio del Giappone 2006, e su di esso vennero consentite solo modifiche di rifinitura allo scopo di portare il regime massimo di rotazione del V8 a 19.000 giri (la Cosworth sosteneva di poter raggiungere con i suoi propulsori un regime di 20.000 giri). Ciò significava che se qualcuno avesse commesso qualche errore nel progetto, avrebbe dovuto portarselo dietro per due anni.

Dopo la firma del “Memorandum of Understanding” e il tacito rinnovo del “Patto della Concordia”, che stabiliva i criteri della gestione finanziaria fino a tutto il 2012, nacque un nuovo organismo decisionale, la “Formula One Commission” che in stretta sinergia con la FIA, il World Motor Sporting Council e l’Assemblea Generale come primo atto ufficiale aveva espresso l’intenzione di allungare almeno di altri due anni tale blocco degli sviluppi al progetto sui motori, e quindi nelle previsioni fino al 2010 quando sarà previsto un ritorno al turbo, alimentato stavolta a diesel.

Nella versione definitiva le norme erano state rese piuttosto elastiche. Al 15 dicembre 2006 le squadre avevano presentato alla FIA una lista di componenti da sostituire rispetto alla versione omologata alla fine dell’anno, in maniera da garantire l’affidabilità. Dopodiché la realizzazione materiale del motore poteva avvenire soltanto entro marzo del 2007, due mesi dopo la presentazione ufficiale delle nuove vetture. Da quel momento furono consentite, previa approvazione della FIA, altre modifiche per cause di forza maggiore, quali il fallimento di un fornitore o l’uscita di produzione di un componente, oppure per diminuire i costi di produzione. Per il 2007 rimase confermata la regola del motore che deve durare due gare, con l’unica differenza che nelle tre sessioni libere del venerdì e del sabato mattina venne consentito il cambio dei propulsori.

Con questa decisione la Federazione cercò di compensare l’introduzione automatica di un tetto (circa 30.000 km) ai test privati, svolti sotto la supervisione diretta della Federazione e in periodi prestabiliti, nonché la sparizione della presenza di un terzo pilota collaudatore nelle prove libere del venerdì, rimanendo naturalmente a disposizione soltanto per le sessioni di test. Perciò, quei team piazzati dalla quinta all’undicesima posizione non furono più tenuti a schierare le terze guide, così come facevano già le prime quattro classificate.

La seconda novità importante del 2007 riguardò la fornitura unica degli pneumatici ad opera della Bridgestone, che rifornirà le scuderie di Formula 1 in esclusiva fino al 2010. Rispetto al 2006 gli pneumatici mantennero le consuete quattro scanalature, ma divennero più dure e scivolose. Ciascun pilota poteva scegliere durante la gara due tipi di pneumatici da asciutto, ma veniva obbligato a utilizzare almeno in una sezione della gara (ad esempio tra il primo e il secondo pit stop, e così via) anche un set del tipo di pneumatici scartato in precedenza.

Per visualizzare le differenze tra i due diversi set degli pneumatici, nella prima gara stagionale si utilizzò il sistema di un pallino rosso posto sulla fiancata della gomma, però tale sistema risultava pressoché invisibile a spettatori e commissari con la vettura in movimento: a partire dalla seconda gara, il Gran Premio della Malesia, si utilizzò il sistema della striscia bianca che percorreva una scanalatura del pneumatico.

In ogni caso gli pneumatici vennero forniti in ragione della revisione del Regolamento Sportivo, che assegnò un totale di 14 set di pneumatici tra asciutto, intermedio e bagnato; potevano essere utilizzati quattro set soltanto al venerdì, e 10 set per il resto del weekend.

Una terza novità per il 2007 arrivò nelle procedure di gara: infatti, oltre alle consuete segnalazioni con le bandiere da parte dei commissari di pista, le vetture furono dotate di segnali interni nella cabina di guida, di colore rosso, blu e giallo. Lo scopo era quello di fornire maggiori e tempestive informazioni a quei piloti che non avevano avuto il tempo – o non avevano voluto vedere – i segnali delle condizioni sulla pista. Le luci dovevano essere a Led ciascuna con un diametro minimo di 5mm e posizionate nella visuale ottimale per il pilota.

Per dare alle squadre di soccorso una indicazione immediata della severità dell’incidente ogni vettura venne munita di una luce di emergenza direttamente connessa con un registratore di dati della FIA. La luce doveva accendersi verso l’alto e mettersi nella parte superiore della cella di sopravvivenza a non più di 150mm tra la linea centrale della vettura e la parte anteriore di apertura della cabina di guida e vicino all’interruttore neutro che era azionato praticamente dal commissario della pista.

Il rollbar dei piloti con numero di gara inferiore di una stessa squadra venne colorato di arancione/rosso, anziché di nero, mentre il rollbar delle vetture dei piloti con numero di gara maggiore divenne di colore giallo; tutto questo per agevolare sia commissari che spettatori che poterono distinguere i diversi piloti di uno stesso team con maggiore facilità.

Le due sessioni di prove libere del venerdì furono aumentate nella durata, e passarono da 60 minuti a 90 minuti. Ogni scuderia poteva utilizzare due vetture, che venivano utilizzate dai due piloti titolari o, in sostituzione, del terzo pilota che, a differenza del 2006, era autorizzato a partecipare liberamente soltanto alla prima sessione di prove libere del venerdì. Se fosse stato schierato dalla seconda sessione del venerdì avrebbe dovuto partecipare anche a qualifiche ufficiali e gara.

Nessuna vettura fu autorizzata ad entrare nella pit lane, che venne chiusa durante il periodo di uscita della Safety car. Ciò impedì ai piloti di entrare pressoché tutti insieme per rifornire e cambiare gli pneumatici immediatamente prima dell’entrata in pista della vettura di sicurezza. In più, tutte le vetture doppiate che si trovavano dietro al pilota in testa alla gara, subito dopo l'uscita in pista della vettura di sicurezza furono autorizzate, in accordo con i commissari di gara a sorpassarla con velocità ridotta per riposizionarsi alla fine dello schieramento – naturalmente mantenendo le posizioni originarie tra di loro – in funzione di evitare qualsiasi confusione o malinteso.

La stagione iniziò con il Gran Premio d'Australia il 16 marzo; fu la prima gara, dal Gran Premio di Spagna 1986, in cui i motori non vennero forniti dalla Cosworth, e fu anche la prima ad essere ripresa dalla Formula One Management in widescreen anamorfico e in alta definizione per i televisori 16:9. Le qualifiche videro il confronto tra Kimi Räikkönen e Fernando Alonso, ma fu il finlandese della Ferrari a conquistare la pole position; si confermò anche in gara, dominandola dal primo all'ultimo giro, mentre il rivale spagnolo venne costretto a subire gli attacchi dell'esordiente compagno di squadra, che dopo un sorpasso alla prima curva rimase davanti al compagno di squadra per parecchi giri.

Alla fine, grazie ad un'azzardata strategia di rifornimento, Alonso sorpassò nuovamente Hamilton e i due conclusero la gara rispettivamente al secondo e al terzo posto. A punti andarono inoltre Nick Heidfeld (4°), Giancarlo Fisichella (5°), Felipe Massa (6°), Nico Rosberg (7°) e Ralf Schumacher (8°). La gara fu inoltre caratterizzata dalla rimonta di Massa che, partito dalla 16° posizione per la rottura del cambio, alla fine giunse al traguardo 6°. Il polacco Robert Kubica, dopo aver condotto la sua gara davanti al compagno di squadra Heidfeld, venne costretto al ritiro per la rottura del cambio. Si ritirarono anche i due debuttanti Heikki Kovalainen e Adrian Sutil, così come Christijan Albers e Scott Speed. David Coulthard e Alexander Wurz furono protagonisti di un pericoloso incidente a nove giri dalla conclusione. Un altro fatto rimarchevole riguardò la Super Aguri, che nonostante le polemiche della vigilia provocate dalla casa madre Honda e dalla Spyker (che sostenevano la notevole somiglianza della vettura del 2007 con quella Honda del 2006) disputò, per i mezzi a disposizione, discrete qualifiche e una gara di medio livello con Sato e Davidson che conclusero rispettivamente al 12° e 16° posto.

La McLaren cercò il riscatto nella seconda prova, il Gran Premio della Malesia. Nelle qualifiche i protagonisti furono di nuovo i piloti della Ferrari e della McLaren: le rosse si piazzarono in prima e terza posizione rispettivamente con Felipe Massa e Kimi Räikkönen, mentre Alonso ed Hamilton giunsero nell'ordine secondo e quarto. La gara venne caratterizzata sulla solitaria fuga di Alonso, che staccò pesantemente sia il compagno di squarda che Massa; quest' ultimo, dopo qualche tentativo di sorpasso, uscì fuori pista e rientrò solo quinto, lasciando strada a Räikkönen. La gara si concluse quindi con la vittoria di Alonso seguito da Hamilton, poi Räikkönen. Seguirono Heidfeld, Massa, Fisichella, Trulli e Kovalainen. La sorpresa di inizio stagione fu Hamilton, che in due gare conquistò due podi. Durante la gara si ritirarono quattro piloti: Nico Rosberg, Adrian Sutil, David Coulthard e Christijan Albers; da rimarcare l'inizio stentato della Renault, non competitiva come l'anno precedente. Dopo la difficile stagione precedente, fu ottimo invece il rendimento della BMW Sauber, apparente terza forza del campionato.

Nel terzo evento stagionale la Ferrari si dimostrò molto competitiva sin dalle qualifiche: Felipe Massa riscattò il fine settimana malese ottenendo la pole position nel Gran Premio del Bahrein. Oltre a vincere la gara, il brasiliano percorse anche il giro veloce, completando un hat trick (pole, vittoria e giro veloce). In seconda posizione si piazzò Lewis Hamilton, che diventò il miglior debuttante di sempre nella categoria, terminando sul podio nelle prime tre gare della carriera. Terzo arrivò Kimi Räikkönen, quarto Nick Heidfeld davanti ad Alonso. Kubica ottenne i primi punti della stagione arrivando 6° al traguardo, mentre gli italiani Jarno Trulli e Giancarlo Fisichella chiusero la zona punti rispettivamente in 7° e 8° posizione. I ritiri furono sei; spiccò il nome di David Coulthard, autore di una prima parte di stagione avara di risultati con tre ritiri di seguito. Per quanto riguarda la classifica piloti, si verificò una situazione che non succedeva dalla stagione inaugurale: dopo la terza prova in testa c'erano tre piloti, tutti con 22 punti: Fernando Alonso, Kimi Räikkönen e Lewis Hamilton. Nel 1950 c'erano Nino Farina, Juan Manuel Fangio e Johnnie Parsons con 9 punti. Nella classifica costruttori la McLaren sopravanzò la Ferrari di cinque lunghezze, portandosi a 44. Dopo questa gara il campionato si prese una pausa di un mese, all'interno del quale si sarebbe dovuto svolgere il Gran Premio di San Marino, compensato da una sezione di test ufficiali in Spagna. Dopodiché, iniziò la cosiddetta stagione europea (definita così perché tutti i Gran Premi si svolgono in Europa, e anche perché costituiscono la maggior parte della stagione stessa).

Dopo l'inizio della stagione favorevole alla McLaren, il Gran Premio di Spagna vide il successo di Felipe Massa, pilota Ferrari. In qualifica guadagnò la pole position, mentre dietro di lui ci sono Alonso, Räikkönen ed Hamilton. La gara fu combattuta: Hamilton, portatosi subito in seconda posizione, riuscì a mantenere un distacco minimo da Massa se non negli ultimi giri. Alonso, alla prima curva, uscì di pista andando sull'erba e cedendo il passo al compagno di squadra, mentre Räikkönen, finito in fondo al gruppo, si ritirò al nono giro per problemi di elettronica. La gara si concluse quindi con la vittoria di Felipe Massa, davanti ad Hamilton e Alonso. Dietro a loro ci sono Kubica, Coulthard, Rosberg, Kovalainen e un inatteso Takuma Sato, che con il suo ottavo posto regalò il primo punto iridato alla scuderia Super Aguri. Dopo questa gara, costellata da ben otto ritiri, Hamilton andò in testa alla classifica piloti con 30 punti, cosa che mai nessun esordiente alla prima stagione era riuscito da fare.

Al termine di questo Gran Premio, la Super Aguri annunciò di aver assunto come collaudatore James Rossiter.

Il quinto appuntamento stagionale si svolse a Montecarlo. L'inizio del weekend fu sfavorevole alla Ferrari: Räikkönen, a causa della rottura di una sospensione durante la prima sessione causata da un urto contro un muretto, non partecipò alla seconda parte delle qualifiche del sabato, e ciò gli costò la 16° posizione in griglia, un fattore altamente penalizzante in un circuito cittadino stretto come Montecarlo. Massa invece fece segnare il terzo tempo. Dall'altra parte, la McLaren occupò la prima fila, con Alonso davanti ad Hamilton. Durante la gara, a causa della conformazione della pista, non ci furono sorpassi, ma dopo questa si parlò di un presunto ordine dato da Ron Dennis di congelare le posizioni delle due McLaren dominatrici della gara, violando un articolo del regolamento sugli "ordini di scuderia" vietati dopo il contestatissimo Gran Premio d'Austria del 2002, nel quale Barrichello ricevette l'ordine di far passare Michael Schumacher per fargli vincere la gara. La Federazione aprì un'inchiesta, Bernie Ecclestone addirittura minaccia l'esclusione della McLaren dal mondiale, ma il 30 maggio questa si concluse con un nulla di fatto: l'azione della McLaren fu ritenuta regolare. Nell'ordine di arrivo, dopo i due piloti della scuderia inglese, vi erano Massa, Fisichella (4°), Kubica (5°), Heidfeld (6°), Wurz (7°) e Räikkönen, penalizzato dalla posizione in griglia. La lotta per il titolo vedeva Alonso ed Hamilton appaiati in testa a 38 punti, con Massa che seguiva a 33; Räikkönen era invece attestato a quota 23 punti.

Dopo cinque gare in cui l'ordine d'arrivo della gara era stato spesso uguale all'ordine di partenza, senza tanti sorpassi, la gara in Canada vide molti sorpassi e duelli, causati anche della inadeguatezza delle vie di fuga del circuito di Montreal che obbligarono la Safety Car a effettuare ben quattro uscite.

Lewis Hamilton ottenne la sua prima affermazione aggiunta alla prima pole position in carriera, iniziando una fuga solitaria in testa alla classifica. Secondo fu Nick Heidfeld su BMW, terzo Alexander Wurz sulla Williams: per la prima volta una vettura che non fosse una Ferrari o una McLaren riuscì a conquistare il podio. Heikki Kovalainen si piazzò in quarta posizione dopo essersi schiantato contro un muretto, cambiato motore durante le qualifiche e retrocesso di dieci posizioni in griglia, mentre Takuma Sato nel finale passò sia Ralf Schumacher che un Fernando Alonso in difficoltà portando altri tre punti alla Super Aguri. La gara venne inoltre segnata dalla squalifica di Giancarlo Fisichella e Felipe Massa, usciti dalla pitlane quando il semaforo era ancora rosso e in regime di Safety Car, ma soprattutto da una serie di incidenti tra i quali quello più grave toccò a Robert Kubica. Per fortuna il pilota polacco non riportò serie conseguenze: in un primo momento si temette la frattura alla gamba e diverse contusioni, ma in seguito fu appurato che Kubica aveva riportato un leggero trauma cranico, unito alla distorsione di una caviglia. Jarno Trulli ebbe problemi alle sospensioni e colpì anche lui un muretto mentre Jenson Button si ritirò subito per il mancato inserimento durante la partenza della prima marcia. Dopo questo GP cambiò radicalmente la situazione di classifica con Hamilton che salì a quota 48 punti, ritrovandosi solo in testa e staccando il compagno di squadra Alonso di ben 8 lunghezze. Più lontani i ferraristi con Massa sempre bloccato a 33 e Räikkönen a 27.

La settimana dopo fu la volta del Gran Premio degli Stati Uniti, nello storico circuito di Indianapolis, dove Hamilton non aveva mai corso; sorprese tutti ottenendo per la seconda volta consecutiva pole e vittoria. Questa volta, però, non fu facile come in Canada poiché dovette contenere un ritrovato Alonso che per tutta la durata del Gran Premio lo incalzò e tentò per due volte il sorpasso, ma senza risultato. Le Ferrari arrivarono subito dietro con Massa che precedette Räikkönen. A punti anche Kovalainen, Jarno Trulli e Mark Webber, seguiti dall'esordiente Sebastian Vettel, ottavo, che sostituì l'infortunato Kubica. Con questo risultato Vettel diventò il più giovane pilota ad ottenere punti in un mondiale di Formula 1. Dopo questo Gran Premio la McLaren dominava entrambe le classifiche (Piloti e Costruttori), con Hamilton davanti a Massa di ben 19 punti.

Passate due settimane si arrivò a disputare il Gran Premio di Francia.

Per questo appuntamento mondiale la Ferrari aveva portato nuove innovazioni tecniche, in particolare a carattere aerodinamico, con l'installazione di due pinne ai lati dell'abitacolo e un allargamento della parte interna dell'air scoop allo scopo di aumentare la potenza del motore. Altra importante novità era rappresentata da cerchioni totalmente nuovi negli pneumatici posteriori, i quali sembravano fornire vantaggi di alcuni decimi sul giro nei confronti dei rivali McLaren; così la Ferrari riuscì a tornare in pole position con Felipe Massa, seguito da Hamilton e da Kimi Räikkönen. Al via del GP, il finlandese della Ferrari passò l'inglese della McLaren e si portò secondo, superando poi Massa durante la seconda sosta ai box. Hamilton limitò i danni arrivando terzo mentre il suo compagno Alonso chiuse la gara solo settimo a causa di un problema in prova e di una strategia non adatta alla sua posizione di partenza. Dietro ai primi tre giunsero Kubica, Heidfeld, Fisichella, Alonso e Button con la poco competitiva Honda. Da segnalare, inoltre, che per la prima volta nella stagione vinse un pilota partito dalla seconda fila.

La classifica piloti non venne però rivoluzionata, con Hamilton sempre in testa con 14 punti di vantaggio su Alonso e 17 su Massa, con Räikkönen che accorciò le distanze a 22.

Al GP di Gran Bretagna la Ferrari si riconfermò più veloce, ma la pole position venne conquistata da Lewis Hamilton, beniamino dei tifosi di casa. La sua McLaren era però più leggera delle altre a causa del minor carico di carburante. La domenica, alla partenza Massa rimase fermo e fu costretto a partire dall'ultimo posto. Alla seconda partenza Hamilton scattò in testa, seguito da Räikkönen e Alonso. Intanto nelle retrovie Massa iniziò una lunga rimonta, che lo portò al quinto posto al traguardo. Dopo il primo pit stop Alonso passò in testa, seguito da Räikkönen, mentre Hamilton era terzo, più staccato. Fu dopo la secondo sosta che il finlandese prese il comando per non lasciarlo più fino alla fine, seguito dalla due McLaren. In quarta posizione il team crescente del campionato: Kubica su BMW, che riuscì ad arginare negli ultimi giri gli attacchi del ferrarista Massa. Poi Heidfeld e i piloti Renault Fisichella e Kovalainen.

Anche dopo questo Gran Premio non ci furono variazioni:Hamilton perse altri due punti nei confronti di Alonso, ora a 12 punti e quattro nei confronti di Räikkönen, che però aveva ben 18 punti di distacco, con Massa in ritardo di 21 lunghezze.

In queste settimane scoppiò anche lo scandalo Spy-story che vide protagonisti il meccanico Ferrari Nigel Stepney e il capo progettista McLaren Mike Coughlan. La FIA decise, quindi, di convocare un consiglio speciale il 26 luglio per indagare sulle responsabilità del team inglese e sulle eventuali penalizzazioni. Lo stesso giorno arrivò la sentenza: McLaren Mercedes assolta poiché non esistevano prove del fatto che la scuderia tedesca avesse utilizzato le oltre 780 pagine sottratte alla Ferrari per trarne vantaggi durante il mondiale di Formula 1.

Nel mezzo di questo scandalo si arrivò al Gran Premio d'Europa, nel Nürburgring. Al sabato, durante le qualifiche, Hamilton, a causa della rottura di una sospensione, ebbe un terribile incidente alla curva "S Schumacher" dal quale uscì fortunatamente incolume. Le prove continuarono e la pole position fu conquistata da Räikkönen, seguito da Alonso e Massa. La gara iniziò sotto un cielo minaccioso e già nel corso del primo giro si scatenò un diluvio che costrinse tutti i piloti al cambio gomme. A beneficiare di questa situazione fu il debuttante della Spyker Markus Winkelhock che, essendo partito con pneumatici da bagnato, si ritrovò in testa. Pochi giri dopo venne esposta la bandiera rossa a causa della pista impraticabile. Prima della sospensione però sette vetture una dietro l'altra rimasero vittime dell'aquaplaning ed uscirono di pista alla curva "Castrol" finendo tutte nello stesso punto. Pure il leader del mondiale Hamilton incappò nell'errore, ma con l'aiuto di una gru riuscì a ripartire, anche se con un giro di ritardo. Dopo mezz'ora avvenne la ripartenza dietro la Safety Car. Alonso provò subito a superare Massa, ma dovette desistere poiché la sua traiettoria era intralciata dall'ancora leader di gara Winckelhock. La leadership del pilota Spyker terminò qui:la scarsa competitività della sua vettura non gli permise di tenere il passo e venne superato da molti piloti, finendo nelle retrovie. Anche Räikkönen fu costretto al ritiro da un guasto tecnico, mentre occupava la terza posizione. A dieci giri dal termine, poi, ricominciò a piovere. Negli ultimi giri avvenne il duello tra Alonso e Massa; il brasiliano venne toccato dallo spagnolo, che infine riuscì a sorpassarlo tagliando per primo il traguardo. Dopo la gara, gli stessi Alonso e Massa furono protagonisti di un diverbio piuttosto acceso sull'accaduto in pista. Da segnalare anche la gara di Mark Webber su Red Bull che terminò al terzo posto, nonostante negli ultimi giri venisse pressato da Wurz, e la rimonta di Hamilton sino al 9° posto con continui sorpassi. In quinta posizione arrivò David Coulthard, a seguire Kubica, Heidfeld e Kovalainen. Dopo questo GP Hamilton rimase in testa al mondiale, ma il suo vantaggio nei confronti di Alonso si ridusse a solo 2 punti, mentre Massa recuperò otto punti e si portò a -13. Restò invece invariato il distacco di Räikkönen.

Anche in questo Gran Premio avvennero degli episodi poco corretti: durante le qualifiche, in McLaren, accadde un fatto che influì sul risultato finale della gara: Hamilton, infatti, non lasciò passare Alonso come precedentemente stabilito e lo spagnolo si vendicò bloccandolo ai box e non lasciandogli effettuare il suo ultimo giro, anche se alla fine la pole position rimase sua. La scuderia tentò di far passare inosservato l'accaduto, ma a mezzanotte arrivò la sentenza: Alonso fu retrocesso in sesta posizione sulla griglia e al Team di Woking non vennero assegnati punti costruttori. Da segnalare anche l'uscita di scena di Massa eliminato nella seconda sessione a causa di un errore del team, e il quarto posto di Nico Rosberg. Il giorno dopo Hamilton vinse la gara precedendo Räikkönen, che lo aveva tallonato per tutta la durata della corsa. Alonso rimontò sino al quarto posto, fermato da Heidfeld, mentre Massa, partito 14º, terminò solamente in 13ª posizione. I punti restanti vennero conquistati da Kubica, Ralf Schumacher, Rosberg e Kovalainen. In classifica piloti tornò ad aumentare il margine di Hamilton nei confronti di tutti i piloti. Alonso si ritrovò a 8 punti di distacco, Räikkönen a 22 e Massa a 23.

Dopo la pausa estiva di tre settimane fu il momento del GP di Turchia. Durante le qualifiche Felipe Massa conquistò la pole seguito da Hamilton, Räikkönen ed Alonso. Al via le Ferrari passarono a condurre la gara, mentre Alonso arretrò dietro alle due BMW, che superò nuovamente grazie ai pit stop dopo essere stato 23 giri dietro Heidfeld. La gara proseguì regolare con il tempo record di Räikkönen, che riuscì a marcare un giro più rapido della pole di Massa, sino al 42° giro, quando la gomma sinistra di Hamilton si afflosciò e si srotolò alla curva prima dell'entrata ai box. L'anglo-caraibico riuscì comunque a rientrare ed a limitare i danni con un 5° posto. La vittoria andò a Massa davanti a Räikkönen, Alonso ed Heidfeld. Dietro Hamilton in zona punti c'erano Kovalainen, Rosberg e Kubica.

Vi era quindi grande equilibrio tra i piloti Ferrari e McLaren, capaci di ottenere fin qui 3 vittorie a testa. Nonostante ciò i distacchi nel mondiale si mantenevano ancora ben definiti, con Hamilton che aveva 6 punti di vantaggio su Alonso, 17 su Massa e 18 su Räikkönen.

Per la successiva tappa del "circus", ci si spostò a Monza, in Italia, tempio della velocità ma soprattutto della Ferrari e dei suoi tifosi. Le McLaren, veloci fin dal venerdì, occuparono la prima fila dello schieramento, seguite poi da Massa, Heidfeld e Räikkönen, autore di uno brutto incidente. Ma dopo le qualifiche Ron Dennis e altri tecnici McLaren ricevettero un avviso di garanzia dalla Procura della Repubblica di Modena. I capi d'accusa erano: spionaggio industriale e rivelazione di segreti industriali..

In gara, al via, Alonso indovinò una buona partenza, mentre Hamilton venne passato da Massa (salvo poi recuperare la posizione tagliando la prima chicane a ruote bloccate, anche se per regolamento il britannico avrebbe dovuto restituire la posizione a Massa), mentre Räikkönen passò Heidfeld. Al terzo giro l'alettone anteriore della Red Bull di David Coulthard si sfaldò sotto la pressione esercitata dall'aria nella prima curva lunga dopo il traguardo, la vettura perse il controllo e finì contro le file di gomme sfasciando pure un cartello pubblicitario. Sequenza che ricordò molti tragici incidenti, ma il pilota scozzese uscì illeso senza problemi. Entrò la Safety car però che cancellò il vantaggio che avevano ottenuto in quattro giri le McLaren sulle rosse. Alla ripartenza Alonso si dovette guardare ancora una volta dal suo compagno di squadra Hamilton che lo insidiò per un intero giro. Al nono giro, poi, Massa, che occupava terza piazza, si ritirò per un guasto al motore. Le due McLaren avevano prestabilito due stop, ma Räikkönen solo uno, perciò dopo la seconda sosta dell'inglese il finlandese riuscì a superare Hamilton.

Quattro giri dopo, però, Hamilton sfruttò l'accelerazione del rettilineo di partenza, si accodò al finlandese e pareva ancora troppo distante per tentare di sorpassarlo, invece lo passò a ruote bloccate alla chicane, sbandando leggermente e facendo frenare bruscamente la Ferrari di Räikkönen. Vinse infine Alonso, seguito dal compagno di squadra. La McLaren centrò quindi una doppietta, risultato mai visto prima a Monza e prima vittoria del pilota spagnolo sul circuito italiano. Terzo Räikkönen. Ma l'attenzione della F1, dopo la vittoria argentata in casa Ferrari, si spostò, il giovedì seguente, nei tribunali. Infatti era in corso l'ultimo capitolo della Spy story. La Mclaren, dopo un processo lungo ed estenuante, venne ritenuta colpevole e multata di 100 milioni di dollari. Inoltre alla casa anglo-tedesca furono azzerati i punti nel campionato costruttori, ma preservarono quelli ottenuti nel campionato piloti. Con questo Gran Premio Alonso recuperò altri due punti portandosi a -4, mentre Räikkönen aveva un distacco di 18 punti. Massa era ancor più lontano, infatti il suo svantaggio ammontava a 23 lunghezze.

La lotta per il titolo mondiale riprese in Belgio. La Ferrari, già dalle prove libere del venerdì, si dimostrò nettamente più veloce della McLaren. Durante le qualifiche del sabato Räikkönen dominò già dal primo turno, ottenendo alla fine la pole position, seguito dal compagno di squadra Massa. Dietro di loro c'erano le McLaren di Alonso ed Hamilton. Alla partenza Räikkönen riuscì a fare la prima curva senza problemi, mentre Hamilton attaccò con veemenza il suo compagno di squadra, facendo anche una piccola escursione fuori pista. Räikkönen, velocissimo ad ogni giro, non venne insidiato nemmeno da Massa che, seppur facendo qualche tentativo, non riuscì a tenere l'andatura del finlandese. E la vittoria fu sua, seguito dal brasiliano e da Alonso, che rosicchiò altri punti preziosi a Lewis Hamilton, soltanto quarto al traguardo. Dietro di loro giunsero Heidfeld, Rosberg, Webber e Trulli. Con questo risultato Alonso ridusse a 2 punti il suo svantaggio nei confronti del compagno di squadra, mentre Räikkönen era staccato di 13 lunghezze. Più lontano Massa a -20. Disputò un buon GP anche Adrian Sutil, che con una Spyker finalmente più competitiva raggiunse la 14° posizione al traguardo, dopo aver tenuto per oltre 20 giri una posizione a punti durante la gara, rendendosi anche protagonista di un sorpasso a danno di Heikki Kovalainen.

Dopo due settimane di sosta era previsto in calendario il Gran Premio del Giappone. Il weekend si caratterizzò per le difficili condizioni climatiche, in particolar modo per la pioggia battente. La pole position venne conquistata da Lewis Hamilton, che strappò per pochissimi centesimi la prima posizione ad Alonso. Per garantire ai piloti una maggiore sicurezza la FIA decise di far scattare le vetture dietro la Safety Car e di far montare a tutti i team le gomme da bagnato estremo. La Ferrari, però, fu l'unica scuderia ad aver montato gli pneumatici intermedi, violando così un'imposizione della Federazione, poco precedente all'inizio del Gran premio. La casa di Maranello ricevette solo durante la gara questa comunicazione, e dovette correre ai ripari, facendo pit-stop per il cambio pneumatici e rabbocco di carburante. La safety car lasciò il via libera dopo circa 19 giri, e la gara vera ebbe inizio. Le Ferrari risero nel fondo del gruppo fra la quindicesima e la diciassettesima posizione. Massa fu coinvolto in un incidente con Wurz: il pilota della Williams finì fuori gioco mentre il ferrarista poté riprendere.

La pioggia incessante aumentò d'intensità rendendo le condizioni di guida davvero proibitive. Grazie alle soste ai box le Ferrari guadagnarono quattro posizioni mentre le McLaren di Alonso (quarto) ed Hamilton (primo) le persero. Beneficiarono quindi della situazione la Toro Rosso con Vettel secondo, che andò poi a guidare la gara, e Mark Webber, su Red Bull, terzo. Proprio in questi frangenti la pioggia battente diede inizio ad una serie di testacoda in pista anche gravi: dapprima Sutil su Spyker, poi scivolò Alonso alla prima curva; Hamilton, tornato primo grazie alle soste ai box, ebbe un incidente senza conseguenze con Kubica. Simile incidente subì Alonso un giro dopo, toccandosi con Vettel: testacoda e qualche danno vicino alla posteriore destra. Le Ferrari intanto erano tornate in zona punti grazie alle altrui soste ai box e grazie a due sorpassi di Räikkönen, che si posizionò sesto, e Massa, ottavo dietro Alonso. Ma lo spagnolo, dopo il terzo testacoda, perse il controllo della vettura e sbatté violentemente contro il muro distruggendo la parte posteriore della sua monoposto e fermandosi proprio in mezzo alla traiettoria delle vetture: per il pilota solo un grande spavento.

Entrò quindi nuovamente in pista la Safety Car. Proprio con la vettura di sicurezza sul circuito si consumò l'ennesimo giallo della stagione riguardante Hamilton: Webber e Vettel, rispettivamente secondo e terzo, si tamponarono per motivi che le telecamere del circuito non riuscirono a chiarire con precisione. Fu solo in seguito alla gara che si poté capire la causa del tamponamento, grazie ad un video amatoriale messo su YouTube per mano d'uno spettatore che godeva di un'ottima vista sull'accaduto. Il risultato fu che l'inglese, forzando ad accelerare e rallentare in regime di Safety Car, aveva provocato il tamponamento fra la RedBull e la ToroRosso. Alla ripartenza sempre con pista bagnata Hamilton guidò la gara seguito dalla Renault di Heikki Kovalainen e dall'altra RedBull rimasta di Coulthard. Dietro di loro seguirono Massa e Räikkönen. Proprio i ferraristi nel finale di gara riuscirono a guadagnare posizioni con il sorpasso di Räikkönen ai danni di Coulthard, mentre Massa dovette tornare ai box per la terza volta a rifornire. Nel frattempo il finlandese avviò un'aspra e difficile lotta col connazionale Kovalainen per la seconda piazza del podio, ma non riuscì all'ultimo giro a restargli davanti pur avendolo superato. Massa, scivolato in settima posizione, allo stesso tempo ingaggiò una lotta con la BMW di Robert Kubica per la sesta posizione spuntandola dopo una serie di sorpassi e controsorpassi con contatti ed uscite.

Hamilton poté così ipotecare seriamente il mondiale avendo ben 10 punti di vantaggio sul compagno di squadra e 17 sul finlandese della Ferrari. In settimana, poi, venne affrontata la questione del contatto fra Webber e Vettel durante la Safety Car, risolta poi col richiamo a giudizio della FIA del britannico e con la sua assoluzione.

Sette giorni dopo segue il Gran Premio di Cina. Hamilton conquistò la pole position precedendo Kimi Räikkönen e Felipe Massa, solo quarto Fernando Alonso, seguito da David Coulthard. Per la gara era nuovamente prevista pioggia ed infatti tutti partirono con gli pneumatici intermedi, ad eccezione delle Spyker costrette poi a fermarsi. Al via Hamilton scattò in testa, seguito dalle rosse e da Alonso. La pioggia andava e veniva e per questo motivo tutte le scuderie decisero di non effettuare il cambio pneumatici lasciando che le intermedie si consumassero. A metà gara le cose iniziarono a cambiare: Hamilton, fin da quel momento leader, cominciò a risentire pesantemente dell'usura dei suoi pneumatici, venne raggiunto da Räikkönen e dopo aver resistito ai suoi attacchi fu costretto a cedere la prima posizione. Dietro anche Massa tentò d'insidiare Alonso che era appena uscito dai box, ma dopo qualche curva lo spagnolo acquisì un buon vantaggio. Poco dopo la ruota posteriore destra dell'inglese, a causa dell'eccessivo degrado, iniziò a sfaldarsi facendo sbandare la vettura. Hamilton fu così costretto a rientrare ai box, ma proprio imboccando la corsia d'entrata commise un errore finendo sulla ghiaia; stavolta non c'era nessuna gru in grado di rimetterlo in corsa come al Nürburgring e i commissari, inoltre, non riuscirono a liberare la vettura insabbiata. L'inglese fu costretto così al ritiro. Le attenzioni si spostarono poi sul duello tra Nick Heidfeld su BMW e la Toro Rosso di Liuzzi, sesto. Il compagno tedesco di Vitantonio, Sebastian Vettel sull'altra ToroRosso giunse inaspettatamente quarto: la scuderia andò in visibilio. Alla BMW ennesima delusione per il polacco Kubica che dovette ritirarsi per un problema al motore mentre era in testa. Jenson Button, con la sua Honda, ottenne la quinta posizione dopo un intero campionato molto deludente. La gara terminò con la vittoria di Kimi Räikkönen con un vantaggio di otto secondi su Alonso, terzo Massa.

Il finlandese si portò così a cinque vittorie contro le quattro dei due piloti McLaren e si rimise in gioco per il mondiale, portandosi a -7 da Hamilton quando mancava una sola gara, così come Alonso, portatosi ad appena quattro punti di distanza dall'inglese.

Il titolo di campione del mondo quindi rimase incerto fino all'ultima gara del campionato, a San Paolo. Era la prima volta dal 1986 che tre piloti si contendevano il mondiale all'ultimo Gran Premio: Hamilton, con 4 e 7 punti di vantaggio su Alonso e Räikkönen, poteva laurearsi campione con una gara regolare. Alla partenza le Ferrari presero subito il largo, con Räikkönen che passò Hamilton e si portò alle spalle del compagno di squadra. Lo stesso Hamilton, nel tentativo di chiudere Alonso, durante il primo giro sbagliò una curva e perse posizioni. Tornato in pista al sesto posto il britannico cominciò a guadagnare posizioni, ma, dopo qualche giro, l'inglese ebbe un problema al cambio, dovuto ad un guasto alla centralina elettronica primaria, che lo fece arretrare in fondo al gruppo, concludendo infine al settimo posto. Intanto, durante il secondo pit-stop, Räikkönen riuscì a sorpassare Massa e a conquistò la vittoria davanti al compagno di scuderia e ad Alonso terzo. In questo modo, Räikkönen poté vincere il campionato con 110 punti contro i 109 punti di Hamilton ed Alonso.

Dopo la gara, l'ordine di arrivo finale venne ufficializzato con diverse ore di ritardo a causa di irregolarità rilevate nella temperatura della benzina delle vetture BMW e Williams (la benzina non può avere una temperatura inferiore di più di 10 gradi rispetto alla temperatura atmosferica "ufficiale", in quanto il carburante più freddo ha un rendimento migliore). Se i piloti di tali vetture fossero stati penalizzati dai giudici, Hamilton avrebbe vinto il campionato "a tavolino". La McLaren decise di presentare ricorso contro la decisione dei giudici. Lo stesso team inglese, nel 1997 era stato escluso dal Gran Premio del Belgio per un fatto analogo (benzina regolamentare ma differente dal campione depositato alla FIA).

Il 16 e il 17 novembre il ricorso McLaren venne discusso dal Consiglio Mondiale: dopo due giorni consecutivi di dibattimento fu dichiarato non valido confermando il titolo a Räikkönen e chiudendo definitivamente la stagione. Seguiranno polemiche, poiché in molti ritengono che il presidente della FIA Max Mosley abbia deliberatamente scelto di non applicare il regolamento (che avrebbe imposto la squalifica di Bmw e Williams) per non consegnare il titolo piloti alla McLaren, pesantemente penalizzata e multata. In realtà, le due macchine non vennero squalificate per via di un errore di comunicazione sulle temperature tra direzione gara ed i box dei team coinvolti. Il campionato costruttori si chiuse con la vittoria della Ferrari con 204 punti davanti alla BMW con 101 punti. La McLaren, virtualmente seconda con 203 punti (se non ci fosse stata la penalità al Gran Premio d'Ungheria sarebbero stati 218), rimase invece a zero a causa della squalifica per spionaggio ai danni della Ferrari.

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Source : Wikipedia