Kabul

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Inviato da nono 03/03/2009 @ 04:15

Tags : kabul, afghanistan, asia, esteri

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Il vento di Kabul

Il vento di Kabul è un libro scritto da Tiziana Ferrario, giornalista Rai, la cui prima edizione è stata ufficialmente presentata il 13 giugno 2006 presso la Sala Mappamondo del Palazzo Venezia a Roma, alla presenza di Emma Bonino e Alberto Cairo, delegato della Croce Rossa Internazionale.

Un anno dopo, per le edizioni tascabili della Baldini Castoldi Dalai, è uscita una versione aggiornata, con l'aggiunta di un nuovo capitolo, riferito all'anno 2007.

Il vento di Kabul è un viaggio nell'Afghanistan del dopo talebani; un viaggio per capire perché la pace e la stabilità siano ancora così lontane nella terra che ha ospitato Osama Bin Laden e i campi di addestramento di Al Quaeda. Nel suo lavoro, la Ferrario, racconta le grandi sfide che si devono superare, prima di poter dire che la democrazia sia veramente arrivata in Afghanistan, un Paese che viene descritto totalmente dipendente dagli aiuti internazionali e prigioniero di una corruzione dilagante, un Paese che, nonostante gli sforzi degli Occidentali, rimane il maggiore produttore al mondo di oppio, con uno Stato in balìa dei signori della guerra, e una giustizia e una libertà di stampa a dir poco, approssimative.

Tiziana Ferrario racconta tutto questo partendo dalla vita degli afghani, uomini e donne, che ha incontrato nei suoi numerosi viaggi in quella terra come inviata del Tg1; una riflessione su un Paese nel quale l'Italia si sta impegnando molto, ma del quale si parla troppo poco e, se lo si fa, è solo a causa di eventi tragici che attirano l'attenzione dell'opinione pubblica.

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Radio Kabul

Radio Kabul è l'emittente radiofonica ufficiale dell'Afghanistan. Il nome Radio Kabul è stato dato a diverse incarnazioni della radio di stato afgana, fin da quando i primi trasmettitori vennero installati a Kabul negli anni '20.

Nel 1925, una trasmittente sovietica da 200 watt, operante in AM a 833 kHz, venne fatta installare nel Palazzo Reale di Kabul dal Re Amanullah Khan. Questa trasmittente venne distrutta nel 1929 durante una sollevazione contro il Re. La trasmittente venne rimpiazzata nel 1931 dal nuovo Re Mohammed Nadir Shah, e venne aggiornata nel 1940, quando un nuovo trasmettitore da 20 kilowatt, operante a 600 kHz, venne installato al suo posto. Questa viene generalmente considerata la nascita ufficiale di Radio Kabul. I programmi venivano trasmessi in pashto, dari, indù, inglese, e francese.

Lungo tutta la storia moderna dell'Afghanistan, la radio è stata controllata (e ribattezzata) dal partito in quel momento al potere. Quando Re Mohammed Zahir Shah cercò di rafforzare il suo obiettivo di un'unità pan-afgana, il nome della stazione venne cambiato (1953) in Afghan Broadcasting System, e ancora nel 1960 in Radio Afghanistan. Durante i periodi di relativa pace degli anni '60 e '70, Radio Kabul ospitò un'intera generazione di artisti afgani tradizionali e moderni, come Ustad Mohammad Hussain Sarahang, Ustad Farida Mahwash, e Ustad Mohammad Hashem Cheshti. Questi maestri musicisti erano riveriti non solo in Afghanistan, ma anche in Pakistan, in India, e nell'intero Medio Oriente.

Nel 1979, quando il Re venne rovesciato in un colpo di stato, il cambio di governo venne annunciato dal nuovo leader tramite questa stazione. Dopo l'installazione di un governo fantoccio da parte dei sovietici nel 1979, Radio Kabul era controllata da questi e veniva usata per ritrasmettere la propaganda filo-sovietica.

Durante la guerra civile che seguì al ritiro dell'Unione Sovietica nel 1990, la stazione radio venne danneggiata diverse volte durante i combattimenti, cambiando di mano quando le differenti fazioni ottenevano il controllo della città. Nel 1996, quando i Talebani presero il controllo di Kabul, il nome della stazione venne cambiato in Shariat Ghagh, che significa Voce della Sharia. Con il consolidarsi del potere dei Talebani in tutta la nazione, la stazione radio venne usata per incitare i sostenitori dei Talebani e per trasmettere i nuovi editti dei mullah.

I Talebani bandirono la musica dalla nuova stazione e ordinarono la distruzione degli archivi della radio, che contenevano insostituibili nastri della musica e dei programmi politici di Radio Kabul degli ultimi quarant'anni. I nastri si pensavano persi per sempre, ma nel 2002 la BBC riportò che, miracolosamente, gli archivi erano sopravvissuti non solo ai Talebani, ma anche alla completa distruzione del palazzo che ospitava Radio Kabul, da parte delle bombe statunitensi durante l'invasione statunitense dell'Afghanistan del novembre 2001.

Dopo la cacciata dei Talebani, Radio Kabul ha ripreso i suoi programmi musicali e politici.

Radio Kabul è il titolo di una canzone dei CCCP Fedeli alla linea.

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Kabul (provincia)

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Kabul è una provincia dell'Afghanistan di 3.314.000 abitanti, che ha come capoluogo Kabul. Confina con le province di Parvan e di Kapisa a nord, di Laghman e di Nangarhar a est, di Lowgar a sud e di Vardak a ovest.

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Afghanistan

Afghanistan - Bandiera

L'Afghanistan è uno stato (647.500 km², 31.889.923 abitanti stimati al luglio 2007, capitale Kabul) dell'Asia centrale.

Confina ad ovest con l'Iran, a sud e a est con il Pakistan, a nord con il Turkmenistan, l'Uzbekistan e il Tagikistan e con la Cina nella regione più a est della nazione (corridoio del Vacan).

Tra la caduta dei Talebani in seguito all'invasione statunitense e la riunione del gran consiglio per la stesura della nuova costituzione, l'Afghanistan veniva indicato dall'Occidente come Stato provvisorio islamico dell'Afghanistan. Con la sua nuova costituzione il paese viene ora ufficialmente chiamato Repubblica Islamica dell'Afghanistan. L'attuale presidente è Hamid Karzai, in carica dal dicembre 2004.

Le lingue ufficiali del paese sono il persiano (Dari) e il Pashtu.

Privo di sbocchi al mare e prevalentemente montuoso (per l'80% è a un'altitudine compresa tra i 600 e i 3000 m), il territorio è dominato dall'Hindukush, che taglia in due il paese: verso nord-est il sistema si salda con i massicci del Pamir e del Karakoram, mentre a sud-est si congiunge con i monti Sulaiman, in cui si aprono i passi di Khyber e Bolan, vie d'accesso all'India e importanti «porte storiche» dell'Asia.

L'Hindukush prosegue a ovest con il massiccio del Koh-i-Baba e la catena del Paropamiso, collegata ai rilievi marginali dell'Iran; più a sud, si apre a ventaglio in una serie di catene parallele che digradano verso l'altopiano desertico del Rigestan e la depressione salina del Sistan.

Nell'estremità settentrionale del paese si estende una limitata area pianeggiante - la regione storica della Battriana o Turkestan afghano - lambita dall'Amudar'ja.

La maggior parte dei fiumi (Helmand, Hari, Morghab) ha origine dalle catene centrali e defluisce nei bacini desertici meridionali, con la sola eccezione del Kabul, tributario dell'Indo.

L'Afghanistan è caratterizzato da un inverno rigido e un'estate torrida. Durante l'inverno la temperatura può scendere fino a -15°, ed è questo anche il periodo più piovoso dell'anno. L'estate è caratterizzata da un clima molto caldo e secco, meno in altitudine dove le sere sono fresche. I mesi migliori per il viaggio sono aprile, maggio ed ottobre.

La forte aridità che caratterizza questa regione è causata da un clima di tipo continentale, con frequenti venti secchi e forti escursioni termiche, sia diurne sia stagionali. A Kabul le temperature oscillano tra -1 (media di gennaio) e 23 °C (luglio), con appena una trentina di giorni di pioggia annui. Il paesaggio, arido e brullo, è dominato dalla steppa, sfruttata come pascolo; le ridotte aree forestali sono limitate ai versanti meridionali delle catene lungo il confine pakistano, che beneficiano dell'influsso monsonico.

La popolazione Afgana (31.889.923 abitanti, mediamente giovani).

La religione principale dell'Afghanistan è quella musulmana a maggioranza sunnita. Sono presenti minoranze di osservanza sciita nel centro del paese e, a ovest, a ridosso del confine con l'Iran. Nel Paese la libertà religiosa è repressa. L’ordinamento prevede, infatti, la pena di morte per apostasia.

Le principali lingue, persiano e pashto, parlate nel paese si collegano a due distinte tradizioni letterarie di cui senza dubbio la più vasta e prestigiosa è quella che si innesta nella letteratura persiana. Quest'ultima è fenomeno internazionale che storicamente oltrepassò i confini delle aree iraniche sia a ovest, in direzione dell'area turco-ottomana, sia a est, verso l'India dei Moghul. L'area afghana ha prodotto dal medioevo a oggi innumerevoli poeti e scrittori di lingua persiana tra cui spiccano in particolare tre autori mistici considerati vere e proprie glorie nazionali (benché rivendicati con altrettanto ardore dall'Iran), ovvero: Ansari di Herat m. 1088, grande mistico e santo sufi, Sana'i di Ghazna m. 1151 autore di poemi mistici e, infine, Rumi di Balkh m. 1273, considerato in tutto il mondo persofono il maggiore poeta mistico dell' intera ecumene musulmana. La letteratura in pashtu, pur quantitativamente notevole e in grande crescita nell'ultimo secolo, ha sempre avuto un significato e una importanza essenzialmente locali, risentendo l'influenza sia della letteratura persiana che delle contigue letterature dell' India. Da ricordare infine che le altre lingue parlate da piccole minoranze (uzbeko, turkmeno, baluchi) si collegano a distinte letterature che hanno tuttavia i loro centri principali oltre confine. Entrambe le letterature principali, dalla seconda metà dell' 800, si sono mostrate sensibili ai generi (romanzo, teatro), ai movimenti e agli stilemi importati dall'Europa. A partire dalle note vicende belliche che, dagli anni '70 del Novecento in poi, hanno visto l'Afghanistan preda di guerre civili e invasioni straniere, si è pure sviluppata una ampia letteratura della diaspora, ove emergono scrittori e scrittrici (per tutti si può ricordare l'ormai celeberrimo Khaled Hosseini tradotto in ogni lingua del globo) che si esprimono sempre più spesso in lingue europee toccando i temi delicati della guerra, dell'emigrazione, della differenza, delle relazioni intertribali e interreligiose.

L'Afghanistan, spesso chiamato il "crocevia dell'Asia centrale", si trova in un punto di connessione davvero unico, nel quale numerose civiltà eurasiatiche hanno interagito e spesso combattuto e che fu un importante teatro delle prime attività della storia. Attraverso le epoche, la regione oggi nota come Afghanistan è stata invasa da numerose potenze, tra cui gli Indoariani, i Medi, i Persiani, i Greci, i Maurya, l'Impero Kushan, gli Unni Bianchi, i Sasanidi, gli Arabi, i Mongoli, i Turchi, i Britannici, i Sovietici e più recentemente gli Stati Uniti. Raramente però queste potenze sono riuscite a esercitare il completo controllo della regione. In altre occasioni, entità statali originarie dell'Afghanistan hanno invaso le regioni circostanti creando dei propri imperi.

Si pensa che tra il 2000 e il 1200 a.C. ondate di Arii che parlavano lingue indoeuropee abbiano dilagato nell'odierno Afghanistan, creando una nazione che prese il nome di Aryānām Xšaθra, o "Terra degli Arii". Si ipotizza che lo Zoroastrismo abbia avuto probabilmente origine in Afghanistan, tra il 1800 e l'800 a.C. Le antiche lingue dell'Iran orientale, come l'avestano, potrebbero essere state usate in Afghanistan all'incirca nello stesso periodo dell'ascesa dello Zoroastrismo. Nella zona orientale, la civiltà vedica indoariana potrebbe aver avuto una certa importanza, anche se questo deve essere ancora dimostrato definitivamente. Nella prima metà del VI secolo a.C. l'Impero Persiano soppiantò i Medi e incorporò l'Ariana all'interno dei propri confini.

Intorno al 330 a.C. Alessandro Magno invase la regione. Dopo la breve occupazione macedone, gli stati ellenistici dei Seleucidi e della Battriana controllarono l'area, mentre i Maurya provenienti dall'India si annetterono per un certo periodo la parte sudorientale e introdussero il Buddhismo nella regione, che in seguito tornò sotto il dominio battriano.

Durante il I secolo d.C. i Kushan Tocari occuparono la regione. In seguito, l'Ariana cadde in mano a diverse tribù eurasiatiche - tra cui i Parti, gli Sciti e gli Unni, senza dimenticare i Sasanidi persiani e alcuni governanti locali come gli Shahi indù di Kabul - fino al VII secolo, quando gli eserciti degli Arabi musulmani invasero la regione.

Il califfato arabo inizialmente si annetté nel 652 alcune parti dell'Afghanistan occidentale e in seguito, tra il 706 e il 709, conquistò quasi tutto il resto del paese, amministrando la regione con il nome di Khorasan. Con il passare del tempo gran parte della popolazione si convertì all'Islam. L'Afghanistan diventò il centro di importanti imperi, come quello ghaznavide (962-1151), fondato da un governante turco originario di Ghazni chiamato Yamin ul-Dawlah Mahmud. Il suo posto fu preso dall'Impero Ghurida (1151-1219), fondato da un altro governante locale, stavolta di estrazione tagika, Muhammad Ghori, i cui domini costituirono in India la base del Sultanato di Delhi.

Nel 1219 la regione fu invasa dai Mongoli di Gengis Khan, che devastarono il paese.Fu esteso ulteriormente dopo l'invasione di Tamerlano, un governante dell'Asia centrale. L'uzbeko Babur, discendente sia di Tamerlano che di Gengis Khan, nel 1504 fondò l'Impero Moghul, con capitale Kabul. Più tardi i Safavidi persiani sfidarono il potere dei Moghul e nella prima metà del XVII secolo si impadronirono della regione.

Lo stato-nazione afgano, così com'è oggi venne ad esistere nel 1747, sotto l'Impero Durrani, fondato da Ahmad Shah, pochi anni prima che il Regno Unito ottenesse il controllo dell'India. Nel 1823, alla caduta dell'Impero Durrani, lo stato afgano prese il nome di Emirato dell'Afghanistan, per diventare Regno dell'Afghanistan nel 1919.

I governanti storici dell'Afghanistan appartenevano alla tribù Abdali degli afgani etnici, il cui nome venne cambiato in Durrani all'ascesa di Ahmad Shah.

Il primo trattato fra inglesi e afgani fu quello stipulato nel 1809 da Shuja Shah, che temeva un'invasione dell'India da parte di russi e francesi, allora alleati, attraverso il suo territorio. Da questa data iniziano le intromissioni europee nel paese, prima quelle dell'Impero britannico e poi, in risposta e competizione, quelle dell'Impero russofino a quando il primo re, Amanullah, ascese al trono nel 1919.

Quando l'impero russo raggiunse i confini settentrionali dell'Afganistan (1873), la scena era pronta per la seconda guerra anglo-afgana (1878-1880), che fu vinta dai britannici. Alla sua morte naturale nel 1901 fu succeduto dal primogenito Habib-ullah, che delimitò il confine con l'Iran (1904) e mantenne il paese neutrale durante la Prima guerra mondiale.

Asceso al potere nel 1919, Amanullah dichiarò la piena indipendenza e scatenò la terza guerra anglo-afgana (1919-1921), che portò al riconoscimento della piena indipendenza dell'Emirato (già con il Trattato di Rawalpindi del 1919)), con il nuovo titolo di Regno. negli affari interni Amanullah fu un grande modernizzatore; un ruolo importante lo ebbe il suocero e ministro degli esterni Mahmud Tarzi, di formazione poeta e giornalista.

Fin dal 1900, undici governanti sono stati deposti con mezzi non democratici: 1919 (assassinio), 1929 (abdicazione), 1929 (esecuzione), 1933 (assassinio), 1973 (deposizione), 1978 (esecuzione), 1979 (esecuzione), 1987 (rimozione), 1992 (rovesciamento), 1996 (rovesciamento) e 2001 (rovesciamento).

L'ultimo periodo di stabilità dell'Afghanistan si colloca tra il 1933 e il 1973, quando la nazione era sotto il governo di Re Zahir Shah, che nel 1964 concesse una costituzione democratica, con organi elettivi e separazione dei poteri.

Nel luglio 1973, però, il cognato di Zahir Sardar Mohammed Daoud, già primo ministro dal 1953 al 1963 e notoriamente filo-sovietico, lanciò un colpo di stato incruento a seguito del quale il re (che il quel momento si trovava in Italia) fu cacciato e venne proclamata la repubblica. Daoud e tutta la sua famiglia vennero assassinati nel 1978, quando il Partito Democratico Popolare dell'Afghanistan (comunista), prese il potere con un colpo di stato (27 aprile). All'interno del partito si aprì subito un forte contrasto tra la fazione Khalq (la più radicale) e quella Parcham (che aveva appoggiato il colpo di stato di Daoud). In una prima fase fu la prima fazione a prevalere con il leader Hafizullah Amin e Nur Mohammed Taraki.

Il 24 dicembre 1979 l'Unione Sovietica intervenne militarmente contro il governo di Amin, considerato vicino agli USA, e rimise al potere la fazione Parcham, guidata prima da Babrak Karmal e poi da Mohammad Najibullah (vedi:Invasione sovietica dell'Afghanistan). Contrastata da una montante pressione internazionale e con perdite di circa 15.052 soldati sovietici, per mano dell'opposizione dei mujaheddin addestrati da Stati Uniti, Pakistan, e da altri governi stranieri, l'URSS si ritirò dieci anni dopo, nel 1989 e il governo filo-comunista di Kabul cadde nel 1992.

Ciononostante, i combattimenti proseguirono, questa volta tra le differenti fazioni dei mujaheddin. Questo diede vita ad una spartizione del controllo della nazione tra i signori della guerra, come l'uzbeko Abdul Rashid Dostum, il tagiko Ahmed Shah Massud e il pashtu Gulbuddin Hekmatyar, con corruzione generalizzata. La più seria di queste lotte avvenne nel 1994, quando 40.000 persone rimasero uccise negli scontri tra fazioni nell'area urbana di Kabul e la città fu distrutta dal tiro delle artiglierie.

Da questa situazione, e dal fatto che l'etnia Pashtun non aveva più il monopolio del potere, dopo averlo sempre tenuto (anche in epoca comunista), all'inizio del 1994 sorsero nel sud i Talebani ("studenti" del Corano). Appoggiati dal Pakistan come alleato strategico (in particolare la Inter-Services Intelligence) e dall'Arabia Saudita come alleato ideologico e finanziario, guidati dal Mullah Mohammed Omar, i Talebani si svilupparono come forza politico/religiosa e alla fine presero Kabul e il potere nel settembre 1996, pur continuando a governare da Kandahar, dove Omar si era fatto acclamare Amir al-Mu'minin il 4 aprile 1996.

Successivamente furono in grado di conquistare il 90% della nazione, ad eccezione delle roccaforti dell'Alleanza del Nord nel nord-est del paese, che resistette fino al 2001. I Talebani cercarono di imporre l'applicazione della Sharia islamica secondo un'interpretazione eccezionalmente stretta, jihadista e anti-sciita (gli Hazara sono sciiti), aliena dalle altre etnie afgane. Nell'agosto 1998 perpetrarono massacri a Mazar-i Sharif, abitata da Tagiki, Uzbeki e Hazara. Nel marzo 2001, in oltre un mese di bombardamenti e opere di demolizione, i Talebani distrussero con esplosivi e razzi i due Buddha di Bamiyan, III-V sec. (Afghanistan, Bamian Valley), opere d'arte attualmente Patrimoni mondiali dell'umanità dell'UNESCO. La statua più grande era alta 53 metri ed era la più grande immagine di Buddha del mondo anticamente decorata con oro e pietre preziose; sopravvissute a più di 1800 anni di invasioni. L'alleanza Pakistan-Talebani fu a lungo sospettata di dare rifugio e assistenza a organizzazioni terroriste islamiche (in particolare ad Al-Qaeda, di Osama bin Laden, che non a caso fissò la sua sede stabile in Afghanistan a partire dal 1996) nei rispettivi territori, identificati di conseguenza con l'epicentro del terrorismo islamico internazionale.

Il 7 ottobre 2001 subisce l'intervento militare degli Stati Uniti e dei loro alleati, in reazione agli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 e motivato dalla guerra al terrorismo (e più specificamente dall'intento di catturare Osama bin Laden, di cui i Talebani avevano rifiutato l'estradizione). Mentre i paesi occidentali muovono operazioni aeree (Operazione Enduring Freedom), sul terreno combatte l'Alleanza del nord, che il 9 novembre libera la prima città, Mazar-i Sharif, mentre Kabul e Jalalabad vengono abbandonate dai talebani il 12 e 13 novembre. Ai primi di dicembre anche Kandahar cade: il regime talebano è rovesciato.

Alla fine del 2001, i principali capi dell'opposizione afghana e della diaspora si incontrarono a Bonn e concordarono un piano per la formulazione di una nuova struttura di governo che portò alla nomina di Hamid Karzai a presidente dell'Autorità afgana nel dicembre 2001. Dopo una Loya Jirga nazionale nel 2002, Karzai venne eletto presidente.

Come conseguenza della storia estremamente tormentata e soprattutto recente, il paese si trova a tutt'oggi in una situazione di profondissima crisi economica e sociale, oltre a subire direttamente le conseguenze dei recenti conflitti (per esempio a causa del problema delle mine antiuomo sovietiche che rendono ancora pericolose vaste aree della nazione).

Come nel vicino Iraq, anche in Afghanistan il conflitto in atto continua a provocare danni e vittime senza che si riesca a favorire un minimo processo di pace. Il governo ha un ben limitato campo d'azione (Kabul e dintorni), e i talebani stanno rischiando di riacquistare influenza nel paese.

Nel 2006 il conflitto ha provocato oltre 4mila morti (è stato l'anno con più vittime dal 2001). La missione Isaf, della Nato e altri paesi (per un totale di 37 stati), al gennaio 2007 conta su 32.500 soldati (tra di essi ne rientrano alcuni inglobati dalla missione degli Stati Uniti Enduring Freedom, che conta comunque ancora su circa 10mila soldati americani). Per quanto riguarda la missione ISAF, i contributi sono così suddivisi: 11.800 soldati americani, 6.000 britannici, 2.700 tedeschi, 2.500 canadesi, 2.000 italiani, 2.000 olandesi e 975 francesi.

Il 4 gennaio 2008 il ministro afghano del Commercio e dell'Industria, Amin Farhang, ha dichiarato che nel paese mancano 400.000 tonnellate di grano e presto potrebbe mancare l'olio, lo zucchero e la farina. Le cause della carenza sono l'ondata di violenze in Pakistan e l'aumento dei prezzi dei cereali. Il ministro afghano si è rivolto nel suo appello alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale.

Le province sono a loro volta suddivise in distretti. Esistono diversi distretti omonimi tra le varie province.

L'Afghanistan è un mosaico di gruppi etnici e culture e un crocevia tra Oriente/Occidente. Una terra antica che è stata spesso saccheggiata ed è stata anche un punto utile del commercio, l'Afghanistan ha visto numerosi invasori andare e venire; tra questi Arii, Persiani, Greci, Mongoli, Arabi, Turchi e Americani. L'Afghanistan nella sua forma attuale si formò in seguito alle guerre anglo-afghane, che si conclusero nel 1919 con la completa indipendenza del paese dalle ingerenze esterne. La storia recente della nazione lo ha visto devastato dall'invasione sovietica, seguita dall'ascesa e dalla caduta dei talebani e dall'intervento della NATO nel 2001.

Come risultato di questi drammatici avvenimenti, l'Afghanistan è in una fase di ricostruzione in cui tenta di riconciliare la devastazione provocata da un costante stato di guerra con un nuovo governo che cerca di unificare e ricostruire il paese. L'Afghanistan deve affrontare numerosi problemi: dall'economia devastata al ritorno di milioni di profughi, dal continuo imperversare dei signori della guerra, al traffico di droga. Tutto mentre il nuovo governo sta lottando con le forze politiche che stanno cercando di definire che tipo di nazione diventerà l'Afghanistan del 21° secolo.

Storicamente la politica in Afghanistan è stata fatta di lotte intestine, sanguinosi colpi di stato e instabili trasferimenti di potere.Il paese è stato governato nell'ultimo secolo da quasi tutti i sistemi di governo conosciuti: monarchia, repubblica, teocrazia e stato comunista.

Attualmente l'Afghanistan è guidato dal presidente Hamid Karzai, che fu eletto nell'ottobre 2004. Prima dell'elezione, Karzai ha governato il paese dopo essere stato scelto dai delegati della Conferenza di Bonn del 2001 per guidare un governo provvisorio dopo la caduta dei talebani. Mentre i suoi sostenitori hanno lodato gli sforzi di Karzai per promuovere la riconciliazione nazionale e la crescita economica, i critici lo accusano di aver fallito nel tenere sotto controllo i signori della guerra, di non essere riuscito a debellare la corruzione e il crescente traffico di droga, e di non aver accelerato la costruzione.

Il parlamento attuale è stato eletto nel 2005. Sorprendentemente, il 28 per cento dei delegati eletti sono donne, il 3 per cento in più della quota minima del 25 per cento garantita dalla costituzione. Paradossalmente questo ha fatto dell'Afghanistan, che sotto i talebani era conosciuto per l'oppressione delle donne, uno dei paesi guida sul piano della rappresentanza femminile. La Corte Suprema dell'Afghanistan è attualmente guidata dal presidente Faisal Ahmad Shinwari. Dominata dalle figure di alcuni fondamentalisti islamici, la corte ha prodotto numerose norme discutibili, come la messa al bando della televisione via cavo, il tentativo di impedire la presentazione di un candidato alle elezioni presidenziali del 2004 per aver messo in discussione la legge sulla poligamia, e la limitazione dei diritti delle donne. La Corte ha anche travalicato la propria autorità costituzionale, emanando norme su argomenti che non erano ancora stati portati di fronte a essa. Anche se in molti credevano che Karzai avrebbe fatto della riforma della Corte Suprema una priorità della sua amministrazione, a tutt'oggi non vi ha ancora messo mano.

L'economia afghana, una tra le più povere del pianeta, risente del regime talebano, ed è stata profondamente sconvolta dall'inizio della guerra. la produzione di oppio ,illegale in altri paesi ma legalizzata per necessità quì, è fra le più famose del mondo e, da sola, fornisce quasi un terzo del prodotto interno lordo dell'intero paese.

Le strade che transitano a Salang e a Tang-e Gharu hanno avuto un ruolo strategico nei recenti conflitti, l'uso estensivo da parte di veicoli militari ha lasciato le strade in cattive condizioni, diversi ponti bombardati non sono stati ricostruiti, di frequente le strade vengono chiuse a causa dei conflitti nell'area con grave danno al transito di beni, attrezzature di emergenza e materiali per la ricostruzione destinati all'intero paese.

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Elezioni in Afghanistan

Mappa dell'Afghanistan

L'Afghanistan è uno stato dell'Asia centrale. La capitale è Kabul. La religione ufficiale è l'islam (sunnita e sciita). Le lingue principali sono Lingua dari e Lingua pashtu, altre lingue importanti sono l'hazaragi e l'uzbeco. La popolazione è di circa 29 milioni di abitanti (2004) su 652.225 km².

Il protettorato britannico dell'Afghanistan è diventato indipendente nel 1919. Lo stato è attualmente in una fase di transizione dopo la caduta del regime dei "talebani" ed ha un governo provvisorio. La divisione amministrativa consiste in 32 province.

Dopo il collasso del regime dei talebani, in seguito all'attacco terroristico a New York e Washington DC ed al conseguente intervento statunitense in Afghanistan, si è tenuta il 2 dicembre 2001 una conferenza tra i principali signori della guerra e capi tribali, a Petersberg, in Germania, che ha nominato Hamid Karzai capo di governo ad interim. Una Loya Jirgah ha confermato Karzai capo di governo provvisorio nel giugno del 2002, incaricando lo stesso governo di organizzare elezioni entro due anni.

Dalla presa di Kabul da parte degli integralisti talebani nel 1996, il parlamento afgano non esiste più. Il nome del parlamento era Shura-e Ahl-e Hal-a-Aqad (Consiglio per la Liberazione e la Conciliazione). Dopo la sconfitta dei talebani è stata convocata nel giugno 2002 la Loya Jirgah (Grande Assemblea), assemblea straordinaria di personalità del paese e capi tribali, che ha confermato Karzai a capo del Governo, incaricando lo stesso governo di organizzare elezioni presidenziali e parlamentari entro due anni. Dopo le elezioni presidenziali del 9 ottobre 2004 che hanno confermato Karzai alla presidenza, le elezioni parlamentari sono state ulteriormente rinviate.

Finalmente, dopo oltre tre anni dalla Loya Jirgah, si sono tenute il 18 settembre 2005 in Afghanistan le elezioni parlamentari della Camera del Popolo (Wolesi Jirga) e quelle dei consigli provinciali. Il ritardo delle elezioni rispetto al calendario prefissato è stato dovuto a difficoltà logistiche e finanziarie, oltre che ai problemi legati alla insicurezza nel territorio. Continuano infatti gli scontri con la guerriglia dei talebani e il predominio di bande armate al servizio dei "signori della guerra" e dei trafficanti di oppio nelle province. Del resto, diversi candidati sono stati uccisi prima delle elezioni. I risultati finali sono stati annunciati il 12 novembre 2005, ma sono di difficile valutazione. Infatti, tutti i candidati concorrevano formalmente come indipendenti senza appartenenza partitica, anche se in realtà potevano appartenere a un partito o fiancheggiarlo (ma ciò non sempre era percepibile dalla gran massa degli elettori).

Dei 249 seggi, 10 erano riservati alla minoranza dei nomadi Kuchi e 68, il 25 % alle donne. Le donne elette sono però state alla fine il 28 %, oltre la quota minima prefissata. Questo fatto è stato considerato molto positivo dagli osservatori internazionali, sia perché la rappresentanza femminile è considerata meno propensa all'uso delle armi per risolvere i conflitti, sia perché il regime dei talebani, al potere a Kabul fino al 2001, aveva relegato le donne afgane in una condizione di netta inferiorità rispetto agli uomini.

Comunque, sembra che i "signori della guerra" e i loro seguaci abbiano la maggioranza in parlamento e nei consigli provinciali. La situazione non è però molto chiara perché sono stati eletti anche molti personaggi poco rappresentativi a causa della particolare legge elettorale. I parlamentari (e i consiglieri provinciali) vengono infatti eletti in collegi provinciali, in ognuno dei quali vengono scelti un certo numero di deputati, in rapporto alla popolazione. Il voto è singolo e non trasferibile, e vengono eletti i candidati con più preferenze. Di conseguenza i più votati ottengono percentuali considerevoli, ma un solo seggio ciascuno, mentre gli ultimi dell'elenco degli eletti hanno un numero di voti relativamente basso, ma ottengono in ogni caso un seggio. Troviamo quindi in parlamento persone che nel loro collegio hanno avuto oltre il 10 % accanto ad altri che hanno raggiunto sì e no l'1 %, quindi scarsamente rappresentativi delle scelte dell'elettorato. Questo sistema elettorale è stato appoggiato tra gli altri proprio dal presidente Karzai, il quale intendeva in questo modo limitare il potere dei "signori della guerra", che con altri sistemi elettorali avrebbero dominato ancor di più il parlamento.

I candidati per i consigli provinciali sono stati 3025, mentre quelli per la Camera del Popolo erano 2707 (328 donne). Per distinguere i diversi candidati indipendenti, visto anche l'analfabetismo di buona parte della popolazione, è stato assegnato loro un simbolo, oggetti come palle, automobili o fiori.

L'affluenza è stata stimata intorno al 50%, una partecipazione ancora abbastanza buona per un paese nelle condizioni dell'Afghanistan, ma considerevolmente più bassa rispetto alle elezioni presidenziali dell'anno prima, superiore al 75%. La partecipazione al voto è stata un po' più alta nelle aree abitate da turkmeni, uzbechi e tagichi, generalmente sopra il 60%, e più bassa nelle regioni abitate dai pashtun, in particolare quella sud-orientale dove sono più forti i guerriglieri talebani, ma anche a Kabul, dove è stata solo del 34%. Quest'ultimo dato è stato letto da alcuni come un segnale di sfiducia nei confronti del presidente Karzai, visto che l'autorità del governo viene esercitata soprattutto nella capitale (tanto che Karzai è soprannominato "sindaco" di Kabul).

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Source : Wikipedia