Jean Reno

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Tags : jean reno, attori e attrici, cinema, cultura

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Jean Reno

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Jean Reno, nome d'arte di Juan Moreno y Herrera Jiménez (Casablanca, 30 luglio 1948), è un attore spagnolo naturalizzato francese.

Reno nacque Juan Moreno y Herrera Jiménez (anche scritto come Don Juan Moreno y Herrera Jimenez) a Casablanca, all'epoca francese, da genitori spagnoli, rifugiatisi in Nord Africa per sfuggire alla dittatura di Francisco Franco. Insieme a sua sorella minore, Marie-Therese, ha avuto un'educazione cattolica. Reno ritornò in Francia all'età di 12 anni. Sua madre morì quando lui era ancora adolescente. All'età di 17 anni divenne cittadino francese.

A causa della sua altezza (è alto 188 cm) e del suo aspetto imponente, all'inizio della sua carriera venne spesso scelto per interpretare la parte del "cattivo". Tuttavia, grazie al proprio talento, Reno riuscì a liberarsi di questo stereotipo ed ottenne di recitare anche in altri ruoli, dalla commedia romantica al thriller. La carriera di attore di Reno ebbe una svolta quando cominciò a lavorare per il regista Luc Besson. Recitò in tre film di grande successo: Le grand bleu (1988), Nikita (1990) e Leon (1994) e fu soprattutto quest'ultimo (in cui recitava al fianco di una giovanissima Natalie Portman) a dare all'attore la sua popolarità internazionale.

In seguito Jean Reno venne chiamato a recitare in importanti produzioni americane come French Kiss (1995) con Meg Ryan e Kevin Kline, Mission: Impossible (1996) con Tom Cruise, Ronin (1998) con Robert De Niro, e Godzilla (1998), per il quale Reno rinunciò al ruolo dell'agente Smith in Matrix. Nonostante i suoi impegni oltreoceano, Reno non ha mai rifiutato di partecipare anche a produzioni francesi - come I visitatori (1993) o I fiumi di porpora (2000). Nel 2006, ebbe un ruolo importante nel film La pantera rosa, ovvero quello di Gilbert Ponton, aiutante dell'Ispettore Clouseau, oltre che il ruolo del capitano Bezu Fache ne Il codice Da Vinci, diretto da Ron Howard. Ha anche collaborato ad altre produzioni europee, tra le quali La tigre e la neve, con Roberto Benigni, del 2005.

Jean Reno ha anche doppiato il personaggio di Mufasa nell'adattamento francese de Il re leone e il personaggio di Jaques Blanc (modellato sui suoi tratti somatici) nel videogioco per PlayStation 2 Onimusha 3 - Demon Siege.

Jane Reno si è sposato tre volte. La sua prima moglie è stata Geneviève, dalla quale ha avuto una figlia, Sandra (nata nel 1978), ed un figlio, Mickael (nato nell'1980). Sua seconda moglie è stata la modella Nathalie Dyszkiewicz, che gli ha dato un figlio, Tom (nato nel 1996), ed una figlia, Serena (nata nel 1998). Il 29 luglio 2006 l'attore ha sposato in Provenza la modella ed attrice trentacinquenne Zofia Borucka. Suo testimone di nozze è stato l'attuale presidente francese Nicolas Sarkozy, all'epoca ancora solo candidato.

Reno ha case a Parigi, in Malesia ed a Los Angeles.

Il 21 agosto 2008 Jean Reno ha subito un serio attacco cardiaco mentre si trovava in vacanza sull' isola di Martinica, ospite del cantante Johnny Halliday. L' attore è stato immediatamente soccorso e portato all' ospedale di Fort-au-France. Le sue condizioni sono comunque presto migliorate e solo dopo due giorni è stato dimesso.

Il presidente francese Jacques Chirac gli ha conferito il titolo di Cavaliere della Legione d'onore nel novembre del 1999.

Reno inoltre ha sostenuto con la propria immagine la campagna presidenziale del 2007 di Nicolas Sarkozy.

E' un grande fan di Elvis Presley.

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I visitatori (film 1993)

I visitatori è un film del 1993, diretto dal regista Jean-Marie Poiré, con Jean Reno e Christian Clavier. In Francia il film è stato visto al cinema da 13.664.000 spettatori.

Il film vanta un seguito del 1998: I visitatori 2: Ritorno al passato.

Nel 1123 nella Francia medievale di Luigi VI di Francia, detto "il Grosso", Goffredo Hamori di Malafesta, conte de Montmirail, d'Appremont e di Papincourt detto "l'Ardito" (Jean Reno), salva il re dall'attacco di soldati inglesi, ricevendo come ricompensa di sposare la figlia del duca di Puy, sua innamorata. Messosi in viaggio con i suoi cavalieri e con il suo fido scudiero Jean Cojon "il marpione" (Christian Clavier) incontra e fa prigioniera la strega di Malaconca. Nei pressi del castello di Montmirail, la strega riesce a versare una pozione nella borraccia del conte, che gli provoca allucinazioni: egli vede la sua promessa sposa monna Fremebonda (Valerie Lemercier) inseguita da un orso, che in realtà è il duca suo suocero, e convinto di salvarla, lo uccide con la balestra. Tentando di rimediare al grosso danno, il conte e Jean Cojon chiedono aiuto al mago Eusebius, che commette un grave errore: invece di rispedirli nel passato, li manda nella Francia moderna del 1992. Abbacinati e confusi da treni, aerei, macchine e autostrade, Goffredo si rifugia in una chiesetta, mentre Jean Cojon conosce una barbona. Il sacerdote chiama subito la contessa Beatrice di Montmirail, riconoscendo lo stemma sull'armatura del conte, ma credendolo un pazzo. Dopo una colluttazione con la polizia, Goffredo viene internato in un ricovero psichiatrico, per essere poi liberato qualche ora dopo dal marito di Beatrice, che è un dentista, convinto dalla moglie della parentela con lo strano personaggio. Beatrice è infatti convinta, anche grazie alle stupide frasi di Jean Cojon e della barbona, giunti a casa sua, che egli sia suo cugino Hubert de Montmirail, pilota di rally disperso nel Borneo da molti anni. Goffredo si rende conto degli enormi cambiamenti che la società francese ha affrontato e ammutolisce al pensiero che il suo castello è stato comprato e trasformato in albergo di lusso dal discendente di Jean Cojon, Giacinto-Maria Jeanco (sempre Christian Clavier), il cui rampollo è un giovane snob e viziato. Quando Beatrice nota l'anello di Goffredo, crede che egli l'abbia rubato al castello e subito porta lui e Jean Cojon a restituirlo. Ovviamente si tratta dello stesso anello ed il paradosso temporale causa una strana tempesta che terminerà con l'esplosione degli anelli, che si fonderanno in uno solo. Jeanco è irritato dalla presenza dei due "barboni" e dalle continue richieste che Jean Cojon sia suo fratello, e diventa isterico, mentre Beatrice è convinta che un soggiorno nel castello possa far riacquistare la memoria a suo cugino. Nel castello vi è un importante congresso finanziario e gli equivoci abbondano. Jean Cojon mostra alla barbona Ginette il suo nascondiglio segreto nella cappella del castello, dove ha conservato vari gioielli rubati nella sua epoca, tra cui quelli al defunto duca. Mentre Goffredo finge di cercare un tesoro con Beatrice, cerca di trovare il libro nero con la formula magica per tornare nella sua epoca: il libro è consumato dal tempo, ma Beatrice trova un messaggio con un numero di telefono. Il discendente del mago Eusebius è quindi contattato dai due, e prepara la formula magica per farli tornare nella sua epoca, tuttavia Beatrice ancora non crede ai racconti di Goffredo. Durante una cena di gala al castello, Goffredo obbliga Jean Cojon (ormai innamorato di Ginette) a salire in camera per bere la pozione, tra i disastri e lo stupore dei commensali (gendarmi, manager, Beatrice e il marito): Beatrice chiama Goffredo e, approfittando della distrazione, Jean Cojon cambia i suoi vestiti col discendente Jeanco, che Goffredo ha precedentemente addormentato con le pastiglie che gli avevano somministrato in manicomio. Beatrice non crede al racconto di Goffredo, ma cambia idea quando egli, davanti a lei, manda Jeanco (che loro credono Jean Cojon) nel passato. Lo scambio di saluti è intenso, così come le scuse di Beatrice e il dolore di dirle addio da parte di Goffredo, ma egli beve la pozione recitando la formula e sparisce in un lampo di luce, proprio mentre entrano nella camera il marito di Bea e i gendarmi. In quel momento esce dal camino Jean Cojon e la contessa, con grande sbalordimento, capisce chi è stato mandato nel passato. Appena giunto nel passato Goffredo uccide la strega e accoglie Fremedonda e il duca, mentre Jeanco si sveglia nel fango, circondato da rudi contadini: corre verso la nobile coppia a cavallo urlando e chiedendosi che cosa significa quella mascherata.

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Léon (film)

L'edificio che contiene l'appartamento di 'Leon' in Manhattan sulla 97ma strada, e dentro il negozio nel quale comprò i suoi due quarti di latte. Foto scattata nel febbraio 2005.

Léon è un film del 1994 diretto dal regista Luc Besson.

Il soggetto e la sceneggiatura sono sempre del regista, che tra le altre cose ha scelto Jean Reno dopo avergli fatto fare una parte in Nikita, dove l'attore recita una parte molto simile a questo spietato killer del nuovo film. Natalie Portman all'inizio del casting sembrava troppo giovane per la parte, ma Besson dopo averla vista recitare cambiò idea.

Léon (Jean Reno) è un sicario italoamericano ed appare all'inizio del film nel modo più spettacolare e terrificante, ovvero massacrando i guardiaspalle di un personaggio sgradito alla mafia italoamericana e convincendo questi a sparire dalla città. Quello che sembra un invincibile assassino abita in un palazzo degradato a Little Italy, New York. Là vive da solo assieme a una pianta che cura con amore, mentre i suoi vicini hanno problemi di altro tipo. Tra questi la famiglia di una ragazzina di nome Matilda (Natalie Portman), una dodicenne dal look smaliziato, che vive una difficile situazione familiare. Il padre è un poco di buono che vive di espedienti assieme alla compagna, che è una prostituta. Matilda ha un fratellino a cui vuole molto bene e una sorellastra più grande che non la sopporta.

A un certo punto arriva una visita a casa di Matilda: alcuni poliziotti della DEA (il dipartimento americano antidroga), comandata dal corrotto e psicotico Stanfield (Gary Oldman), rivogliono indietro una partita di droga che avevano affidato al padre della ragazza, ma che hanno ritrovato pura al 90% anziché al 100%. La differenza è del valore di migliaia di dollari. Nonostante la mediazione di uno dei poliziotti tra Stanfield e il padre di Matilda, che dice di non saperne nulla di questa storia, la situazione non si è sbloccata se non nel fatto che loro torneranno il giorno successivo a mezzodì.

Il babbo di Matilda sembra sottovalutare la situazione, ma il giorno dopo Stanfield ritorna davvero e senza bussare alla porta. A colpi di fucile il suo commando uccide la matrigna di Matilda nella vasca da bagno e la sorellastra sul corridoio. Poi arriva Stanfield, che si è impasticcato di droga e gasato con Beethoven, il suo autore preferito. Dice al malcapitato che il tempo è appena scaduto. Dopo qualche momento di tensione, mentre frugano nell'appartamento, il padre di Matilda tira fuori un fucile, spara a uno dei poliziotti in borghese, ma ne scaturisce un conflitto a fuoco in cui anche il fratellino di Matilda viene fatalmente ucciso, dopo che si era rifugiato sotto il letto. Anche il padre di Matilda viene ucciso da Stanfield che, furioso perché gli ha rovinato il vestito con una pallottola di striscio, lo bersaglia di pallottole fino a quando uno della squadra lo fa smettere.

Matilda, in quel momento, è fuori per fare la spesa. Lei già conosceva Leon perché lui le aveva dato un fazzoletto (l'aveva trovata sul pianerottolo, con il naso sanguinante dopo che il padre l'aveva colpita, e lei gli aveva chiesto: "La vita e' cosi dura solo quando si e' bambini?"... "No, è sempre così").

Nel rientrare in casa, trova la porta del suo appartamento aperta, gli uomini della DEA ancora alla ricerca della droga e il corpo senza vita del padre, ucciso sulla soglia di casa mentre cercava di scappare: con un grandissimo sangue freddo, finge di non essere diretta nel proprio appartamento, prosegue dritto e bussa alla porta di Léon. Piangendo sommessamente, Matilda gli chiede di aprirgli la porta. Léon non voleva entrare in questa storia, invece accetta e apre. I poliziotti di Stanfield, in ogni caso, non sapevano chi lei fosse e non la riconoscono come componente della famiglia, quando lei passa davanti alla sua porta, facendo finta di nulla.

Matilda viene tranquillizzata da Léon, che ha una psicologia ancora infantile, nonostante la sua vita, e che non sa nemmeno leggere. Matilda, a un certo punto, si fa coraggio e gli pone una domanda diretta ("Léon, ma tu precisamente che mestiere fai per vivere?"), e quindi scopre che quest'uomo è un killer professionista ("Io faccio le pulizie"). Lui è agli ordini di un boss mafioso, Tony (Danny Aiello), che fa il gestore di un ristorante come copertura alla sua attività ("Le banche le rapinano un giorno sì e uno no, mentre invece nessuno ci viene mai a rapinare il vecchio Tony", dice a Léon quando lui gli chiede che ne è dei suoi soldi, tenuti dal boss). Dopo che Léon risponde così, Matilda di rincalzo: "Sei un killer?". "Sì". E, inaspettatamente, lei continua: "Forte!". La notte, Léon prende la pistola e sta quasi per uccidere nel sonno Matilda, ma il suo desiderio di restare invisibile e insensibile alle vicende di altri non è abbastanza forte da farglielo fare, e questo è una svolta per tutta la storia. Inizia infatti il sodalizio di una delle coppie più insolite del cinema moderno.

Matilda vuole che Léon la vendichi e, per pagare i 5000 dollari del suo compenso per ciascun omicidio, lavorerà per lui. Léon le chiede: "Ma, se odiavi tanto i tuoi familiari, perché lo desideri?". Lei risponde che le hanno ucciso anche il fratellino, l'unica persona di cui le importava.

I due iniziano un viaggio lasciando l'appartamento e alloggiando in alberghi. Léon insegna a Matilda tutti i trucchi del killer, la fa allenare con i fucili, si divertono con le imitazioni, lei gli insegna a leggere, ecc.

A un certo punto, Matilda riesce a scoprire chi è l'assassino della sua famiglia, quando, tornata per cercare alcuni suoi oggetti, sente parlare Stanfield nel suo appartamento sotto sequestro. Allora va al suo ufficio armata fino ai denti e lascia un biglietto di addio a Léon, chiamandolo "amore mio". Léon si precipita alla sede della Polizia, entra e uccide due dei colleghi di Stanfield, che stavano interrogando la ragazzina dopo che il loro capo, con grande intuito, l'ha scoperta. L'avrebbe forse uccisa se non fossero arrivati i colleghi annunciandogli che Léon aveva appena ucciso uno di loro, colpito in un locale della mafia cinese.

Alla fine, dopo una visita a Tony, Stanfield riesce a farsi dire dov'è Léon, e gli tende un agguato. Ma la forza d'assalto messa in campo viene messa fuorigioco dall'astuzia di Matilda che, dopo esser stata catturata, fornisce agli incursori un'indicazione errata del codice dei "toc-toc" da eseguire alla porta, prima di entrare.

Léon, allertato dal codice sbagliato, si prepara e stermina due team di commando della polizia, poi prende un ostaggio e lo scambia con Matilda. Ma oramai sono circondati da parecchie decine di uomini armati di artiglieria pesante. Allora Léon fa scappare Matilda per un condotto dell'aria condizionata, appena prima che l'appartamento salti in aria per una granata da 60 mm, sparata dalla polizia dentro l'appartamento.

Léon sopravvive e si fa trovare, in quel caos, vestito come un incursore con tanto di maschera antigas. È ferito ma, riuscendo a sopravvivere all'attacco, viene portato fuori dai poliziotti, che lo credono uno di loro, anche se sembra sotto choc e parla poco. Ma Stanfield lo riconosce e ordina a tutti di uscire dall'edificio. Léon sta per uscire dal palazzo, in una delle scene madri del film, ma Stanfield lo ferisce mortalmente sparandogli alle spalle, con una pistola. Però Léon, prima di morire, parla con Stanfield: "Stanfield!". "A tua disposizione", risponde quello. "Questo te lo manda Matilda", gli dice Léon, mettendo in mano al poliziotto un oggetto. Stanfield lo guarda: è la sicura di una bomba a mano. Apre il corpetto a Léon e gliene trova addosso una mezza dozzina. Fa solo in tempo a dire "merda" e poi avviene l'esplosione, seguita in tutta la sua espansione dallo sguardo della telecamera.

Matilda si reca da Tony a chiedere un lavoro, ma lui le intima di tornare a scuola piuttosto, perché non ha lavori per ragazzine di 12 anni. Comunque le terrà i soldi di Léon che, prima di morire, aveva detto a Tony di riservare a Matilda. Lei torna al collegio che aveva in precedenza smesso di frequentare e racconta la sua storia all'esterrefatta direttrice ("La mia famiglia è stata uccisa dall'Antidroga, oggi è morto l'uomo più straordinario che abbia mai conosciuto e se lei non mi aiuta anche io morirò entro stasera"), e lei la riaccoglie nel suo istituto.

Matilda mette la piantina che apparteneva a Léon sotto un grande albero e le dice: "Penso che staremo bene qui, Léon". Il film finisce con la canzone Shape of My Heart di Sting e il ringraziamento alla città di New York.

Il film è estremamente ambiguo e sostanzialmente figlio, nella filmografia di Luc Besson, del grande successo di Nikita. Là Jean Reno faceva l'eliminatore, qui è il protagonista assoluto, ma ancora svolge una funzione simile, solo al servizio della mala invece che dei servizi segreti. La storia tra Matilda e Léon diventa una vera e propria vicenda di amore platonico, con lei più maliziosa di lui, la cui mente elementare stenta a capire i sentimenti della ragazzina, che a un certo punto gli confessa che si è innamorata di lui. Aiello sembra lì lì per reinventare il suo ruolo di Sal del film Fa' la cosa giusta, di Spike Lee.

Le vicende sono raccontate con taglio di film noir, ma anche con stile iperrealistico e fumettistico. La colonna sonora, simile a quella di Nikita, le scene salienti al rallentatore, la partecipazione della città americana più amata dal cinema e l'ambiguità del rapporto tra Matilda e Léon che, a tutti gli effetti, è un amore pedofilo ma platonico, hanno contribuito ad assicurare a questo film un grande successo negli anni '90 e un'influenza notevole su molti altri venuti dopo.

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Ronin (film)

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Ronin è un film del 1998 diretto da John Frankenheimer, con Robert De Niro e Jean Reno.

Il film è ambientato tra le città della costa Azzurra (tra Cannes e Nizza) e Parigi, dove un gruppo di cinque mercenari ha l'incarico di impossessarsi illegalmente di una misteriosa valigetta legata al polso di un uomo importante del crimine organizzato. Il contenuto della valigetta rimane misterioso, tanto da tentare uno dei cinque uomini a tradire il gruppo e venderla per conto suo; infatti la mafia russa e gli irlandesi (probabilmente dell'IRA) si contendono questo obiettivo senza esitare a sparare per ottenerla. La definizione di Ronin significa un samurai dell'età feudale giapponese 1185–1868 senza padrone, infatti questo appellativo veniva dato ai protettori di un nobile che veniva ucciso o assassinato. Ecco come il termine Ronin si addice a persone mercenarie indipendenti in cerca di incarichi.

Sam (Robert De Niro), è un ex agente della CIA che viene ingaggiato da un misterioso uomo sulla sedia a rotelle per raggiungere a Parigi gli altri mercenari in un luogo segreto dove vengono introdotti al piano per rubare la valigetta. Lì fa conoscenza degli altri con i quali si crea una sfiducia reciproca, però stringe una solida amicizia con Vincent (Jean Reno). A capo del gruppo c'è Deirdre (Natascha McElhone), che dà istruzioni sul piano da eseguire, e rappresenta gli irlandesi sotto la guida del boss Seamus O'Rourke (Jonathan Pryce), terrorista latitante. Ognuno di questi uomini è specializzato nel suo campo, dall'elettronica alle armi, dai computer alle auto. Nella prima fase della missione i mercenari devono comprare delle armi da un trafficante parigino. La vendita avviene sotto un ponte sulla riva della Senna, dove Sam, Vincent e gli altri vengono chiamati ad avvicinarsi sempre di più, ma la furbizia di Sam gli dice che qualcosa non va, ed infatti si tratta di una trappola dove hanno la meglio tenendosi i soldi e le armi. Vincent ringrazia Sam per avergli salvato la vita sconsigliandoli di non andare avanti sotto il ponte. I cinque uomini partono alla volta di Nizza per perfezionare il piano e iniziare l'assalto intrappolando il bersaglio in una zona abbastanza trafficata della città e rubare la valigetta. Tutto va bene fino a quando le forze speciali della polizia francese intervengono e Gregor (Stellan Skarsgård), nella confusione, sostituisce la valigetta con una identica fatta da lui la sera prima nell'albergo dove alloggiano. Sam, mentre ha sotto braccio la valigetta, si accorge della vernice fresca sulla mano e sulla giacca, tempestivamente capisce il trucco e la lancia via, Larry (Skipp Sudduth) viene ferito ad una gamba a causa dell'esplosione. Fortunatamente'un'auto coinvolta riesce a coprire loro la fuga.

Sam chiede aiuto ad un suo ex collega dei servizi segreti di rintracciare il cellulare di Gregor per riottenere la valigetta, la scena si sposta ad Arles, sempre in Francia, dove due uomini della mafia russa che lavorano per Mikhi sono incaricati di uccidere Gregor e prendere la valigetta. Sam e Vincent si trovano lì quando egli riconosce uno dei russi ed inizia una serie di sparatorie che porta al ferimento di Sam e alla loro ritirata senza niente in mano. Seamus O'Rourke uccide Larry in auto e, forzando Deirdre con sé, rapisce Gregor, ottenendo la valigetta e fuggendo a Parigi in un hotel fatiscente. Vincent porta Sam ferito da una sua vecchia conoscenza, Jean-Pierre (Michael Lonsdale), in una villa lontano da tutti nelle Alpi, il quale ha una grande passione per la cultura medioevale giapponese, e spiega a Sam, una volta guarito, il concetto di Ronin.

I due amici scoprono che Gregor aveva spedito a se stesso la valigetta ad una casella postale a Parigi. Sam e Vincent lo incontrano ed inizia un altro inseguimento nel centro della città tra i vari tunnel e incroci trafficati, fino ad un cantiere dove l'auto su cui viaggiano Seamus, Deirdre e Gregor si cappotta, ferendoli. Approfittando dell'occasione, Gregor scappa ancora una volta e va direttamente dal boss Mikhi durante una sera di esibizione della pattinatrice Natascha Kirilova, sua ragazza, per ottenere i soldi promessi. Contemporaneamente Sam e Vincent capiscono che la finta valigetta esplosiva non era altro che un contenitore per pattini da ghiaccio ed iniziano ad investigare con i pochi indizi che hanno. Gregor minaccia Mikhi, posizionando un suo cecchino negli spalti del palaghiaccio e minacciando di uccidere la ragazza se Mikhi non telefonerà entro dieci minuti ad affare concluso; Mikhi crede che sia un bluff, spara in testa a Gregor e di conseguenza la ragazza viene uccisa sul ghiaccio in diretta tv. Nel caos della folla Seamus recupera la valigetta, Deirdre è fuori in auto ad aspettare il suo collega, Sam si presenta di sorpresa e le confessa che lavora per la CIA e accomiatandosi le dice di scappare. Sam e Vincent scovano il terrorista irlandese che fugge e una serie di colpi di pistola vengono scambiati in una sequenza di suspance dove Vincent salva la vita a Sam, rimasto senza colpi, sdebitandosi.

Sam riesce a recuperare la valigetta e, ferito alla spalla, si ritrova il giorno dopo con Vincent allo stesso bar dove tutti si erano incontrati con la speranza che Deirdre possa tornare, ma non accade. I due amici si lasciano con la promessa di tenersi in contatto ed un giorno di rincontrarsi. Il contenuto della valigetta non viene rivelato, ma sulle scene finali del film le parole di un giornalista alla radio riguardo al processo di pace in Irlanda del Nord offrono un vago suggerimento riguardo alla sua natura e al motivo per cui Seamus O'Rourke fosse così determinato ad impossessarsene.

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I fiumi di porpora (film)

I fiumi di porpora è un film thriller del 2000 tratto dal romanzo omonimo di Jean-Christophe Grangé da lui adattato con il regista Mathieu Kassovitz. Del cast fanno parte Jean Reno, Vincent Cassel, Nadia Farès e, in due brevi cammei, Dominique Sanda e Jean-Pierre Cassel. Il film ha avuto un seguito nel 2004 con I fiumi di porpora 2 - Gli angeli dell'Apocalisse di Oliver Dahan.

Il poliziotto Pierre Niemans (Jean Reno) è inviato nella piccola cittadina di Guernon, nelle Alpi Francesi, per indagare su un assassinio brutale. La vittima è stata ritrovata in condizioni agghiaccianti con gli occhi strappati, le mani mozzate e in posizione fetale. Le investigazioni di Niemans lo portano dall'alpinista Fanny Ferreira (Nadia Farès), che ha scoperto il corpo. Nella città vicina di Sarzac, invece, il giovane ispettore Max Kerkerian (Vincent Cassel) scopre che un gruppo di teppisti ha profanato la tomba di una ragazzina morta a 10 anni nel 1982. Questa banda, per qualche strana ragione, sta cancellando il passato della piccola rubando dalla scuola del materiale prezioso per le indagini. Le strade dei due poliziotti si incrociano e questi non tardano a scoprire che i due casi, in apparenza tanto diversi, sono collegati, e uniscono le loro forze per risolverli. La verità è talmente lontana dalla realtà che sembra impossibile scoprirla...

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Jet Lag (film)

Jet Lag è un film commedia francese del 2002, diretto da Danièle Thompson, con Jean Reno e Juliette Binoche.

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Subway

Subway è un film del 1985 diretto da Luc Besson.

Dopo aver rubato alcuni documenti compromettenti, Fred (Christopher Lambert) si rifugia nella Metropolitana di Parigi. Mentre gli uomini del gangster a cui appartenevano i documenti gli danno la caccia, Fred inizia una relazione con la moglie del gangster, Héléna (Isabelle Adjani) che è annoiata della sua vita in una gabbia dorata. Fred decide di formare una banda musicale che si esibisce nella metropolitana, tra i cui componenti vi sono il Batterista (Jean Reno) e il Bassista (Éric Serra). La fine è aperta: non si sa cosa accadrà tra Fred e Héléna, né se egli morirà oppure no. Egli infatti usa i soldi di una rapina per pagare i suonatori della banda e durante il concerto i sicari del gangaster gli sparano - prima che Héléna possa avvertirlo del pericolo che sta correndo. Il film termina con Héléna inginocchiata accanto a Fred, che la guarda contento e canta mentre la banda suona sullo sfondo.

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Le Grand Bleu

Le Grand Bleu è un film del 1988 diretto da Luc Besson.

È stato il film di apertura del Festival di Cannes 1988 e un fenomenale successo di pubblico in Francia, dove dieci anni dopo è stata distribuita anche una versione estesa, ma in Italia è uscito solo nel 2002, presentato al Viareggio EuropaCinema e poi nelle sale dal 27 settembre 2002, bloccato per quattordici anni da una causa per diffamazione intentata da Enzo Maiorca, riconosciutosi nel caricaturale personaggio interpretato da Jean Reno.

Fin da bambini Enzo Molinari (Jean Reno) e Jacques Mayol (Jean-Marc Barr) condividono la passione per il mare ma in particolare per le immersioni subacque, ma durante una battuta di pesca il padre di Jacques muore trascinato in acqua, lui e il suo amico Enzo si perdono di vista e dopo tanti anni si rincontrano in occasione di una gara di sub a Taormina, e si sfidano a chi raggiungerà il punto più profondo del mare.

Jacques vince, stabilendo il record mondiale di profondità in immersione. Jacques ed Enzo si rincontrano poi ad una gara di immersioni in Grecia. Nel frattempo Jacques si è legato a Jo-anne, una ragazza americana, ed aspettano un figlio; il ricordo della morte del padre però lo tormenta ancora ed una notte decide di raggiungerlo...

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Source : Wikipedia