Jarno Trulli

3.359890109889 (728)
Inviato da gort 29/03/2009 @ 21:12

Tags : jarno trulli, piloti, formula 1, motori, sport

ultime notizie
F1: Trulli, la Toyota e' lenta - ANSA
(ANSA) - MONACO, 23 MAG - Dalla pole position in Bahrain all'ultima fila di domani a Montecarlo: Jarno Trulli non sa spiegarsi quello che e' accaduto. 'Siamo lenti, poco performanti - ha detto il pilota della Toyota alla fine delle prove - non ci siamo...
Combatti la sclerosi Vinci 2 pomeriggi con Trulli - La Gazzetta dello Sport
La formula è quella delle aste benefiche: da oggi e fino al 1° giugno su ebay è possibile aggiudicarsi due pomeriggi da trascorrere con il pilota abruzzese della Toyota Jarno Trulli. In alternativa, il team San Carlo Honda Gresini di Alex De Angelis e...
Sfilata di star col Fair Play Team - TGCOM
Gli incassi della serata, infatti, andranno a sostegno dell'Aism, l'Associazione Italiana Sclerosi Multipla in occasione della Settimana Nazionale, e di Abruzzo nel Cuore, il comitato del pilota della Toyota F1, Jarno Trulli, a sostegno della sua...
Jarno Trulli visita Onna e regala gadget agli sfollati - Il Tempo
L'AQUILA Piccoli e grandi fan contenti della visita del pilota di Formula 1, Jarno Trulli, ieri nell'Aquilano per portare solidarietà ai terremotati. «Essendo abruzzese ho pensato subito di fare qualcosa di piccolo per le persone colpite dal sisma,...
I CAPOLAVORI DELL'AGROALIMENTARE D'ITALIA - WineNews
Un vero e proprio “risotto da Formula Uno”, protagonista ai box Ferrari nelle pause relax tra una gara el'altra, e al quale non ha potuto rinunciare neppure il pilota della Toyota Jarno Trulli sorpreso ad assaggiare il risotto di Cascina Veneria ai box...
Pagelle del GP di Montecarlo - F1grandprix.it
Jarno Trulli: 5 - Di miracoli, ahimé, non se ne vedono piu' tanti. E Jarno non sfugge a questa cinica ergola del nuovo millennio. Arrivato con una Toyota ai limiti dell'impresentabile, l'abruzzese e' protagonista di una qualifica disastrosa a cui fa...
Riscatto Ferrari: 3° Raikkonen, 4° Massa - Il Messaggero
Solo dodicesimo, ad un giro di distacco, il campione del mondo della McLaren, Lewis Hamilton, su McLaren davanti all'altro pilota italiano su Toyota, Jarno Trulli. Button sempre più solo. Con questo successo, Button allunga in vetta alla classifica...
Jarno Trulli in visita nell'Abruzzo devastato dal terremoto - Motori.it
Prosegue la raccolta fondi su www.abruzzonecuore.org L'aveva promesso alla vigilia del GP di Cina, Jarno Trulli, il pilota pescarese della Toyota F1: "Non sono ancora tornato indietro perché non ho avuto ancora il tempo fra viaggio e lavoro,...
Trulli, 300mila euro per l'Abruzzo - Corriere dello Sport.it
MONTECARLO, 20 maggio - Jarno Trulli si è gettato anima e corpo nel progetto di raccogliere più soldi possibile per il suo Abruzzo terremotato. Proprio oggi a Montecarlo ha presentato l'iniziativa assunta con Paolo Ligresti e altre realtà...
Jarno Trulli A L'AQUILA PER L'ABRUZZO - Quattroruote
Jarno Trulli ha compiuto una visita in Abruzzo per testimoniare la propria vicinanza alle popolazioni colpite dal terremoto. Il pilota pescarese, che sta raccogliendo fondi per gli aiuti, si è recato prima a Onna, dove sono morti nel sisma 39 dei 250...

Jarno Trulli

Jarno Trulli nel 1999 alla guida della sua Prost Grand Prix.

Jarno Trulli (Pescara, 13 luglio 1974) è un pilota automobilistico italiano. Il nome Jarno lo si deve ai genitori Enzo e Franca che lo battezzarono così in omaggio al motociclista finlandese Jarno Saarinen.

Campione di Formula 3 tedesca nel 1996, dal 1997 gareggia in Formula 1, nella quale ha colto una vittoria, al Gran Premio di Monaco e un sesto posto nel campionato piloti come miglior risultato. Attualmente l'abruzzese corre per il team Toyota F1 e detiene due record: quelli del maggior numero di Gran Premi disputati prima di ottenere una pole position e un giro veloce.

Trulli entrò in contatto con il mondo dei motori fin dall'età di nove anni, quando cominciò a guidare kart. L'abruzzese ottenne vari successi sia nelle categorie italiane, con la conquista di tre titoli consecutivi, dal 1988 al 1990 nella classe 100, che internazionali con la vittoria del mondiale nel 1991.

Nel 1995 fece il suo esordio nella F3 tedesca, guidando per il team KMS e cogliendo due vittorie nelle dodici gare del campionato. Terminò poi al quarto posto nella classifica piloti e secondo al Gran Premio di Macao. Il 1996 vide invece il dominio del pilota italiano che si aggiudicò il titolo di categoria con 206 punti e venne messo sotto contratto dalla Benetton di Flavio Briatore nel ruolo di collaudatore.

Per 1997 l'abruzzese aveva, comunque, accordi iniziali disputare il campionato di Formula 3000 in Giappone, ma si accasò, poi, alla Minardi, con la quale debuttò in F1. Corse per la scuderia faentina le prime sette gare, sino all'infortunio di Olivier Panis, avvenuto al Gran Premio del Canada. Trulli sostenne quindi un test con la Prost, che lo vide opposto ad Emmanuel Collard, in ballottaggio con lui per il posto di pilota titolare, e lo vinse facendo registrare un tempo inferiore a quello del suo rivale di due o tre decimi. Con la vettura francese (in quell'anno al debutto) il pilota pescarese seppe mettersi in luce ottenendo ottime prestazioni, non sempre però finalizzate da punti. Ad Hockenheim ottenne i primi punti iridati con un quarto posto, nelle altre gare si limitò a fare esperienza. Ma la corsa che lanciò Trulli nei grandi fu il Gran Premio d'Austria, quando, scattato dalla terza posizione, comandò autorevolmente il Gran Premio per 37 giri, sino a che il motore non cedette. Dopodiché Panis tornò al suo posto e l'abruzzese dovette farsi da parte negli ultimi tre gp della stagione, avendo però in tasca la riconferma per l'anno successivo.

Nel 1998 e 1999 corse, quindi, per la Prost ma furono due annate molto deludenti, a causa soprattutto della scarsa affidabilità del mezzo meccanico: l'unico exploit fu il secondo posto conquistato al Gran Premio d'Europa, sul circuito del Nurburgring, al termine di una gara rocambolesca segnata dalla pioggia. Al termine di quel campionato Trulli divorziò dalla Prost e passò alla Jordan.

Il passaggio alla Jordan non diede a Trulli i risultati sperati: l'abruzzese, infatti, non andò oltre sei punti conquistati. Dopo un ritiro al Gran Premio d'Australia conquistò un quarto posto in Brasile. Seguì un sesto posto in Gran Bretagna e alcuni modesti risultati fino al Gran Premio di Monaco, nel quale il pilota italiano mise la sua vettura in prima fila, al fianco del ferrarista Michael Schumacher. Durante la gara riuscì a mantenere la seconda posizione fino a quando non fu costretto al ritiro per un guasto. Nelle due gare seguenti Trulli giunse due volte sesto, me nelle restanti gare ebbe risultati deludenti sia per la scarsa competitività delle vetture che per un errore di Jenson Button, che al Gran Premio del Belgio lo eliminò mentre i due combattevano per la terza piazza. L'abruzzese finì la stagione decimo dietro al compagno di squadra Frentzen a quota sei punti.

Leggermente migliore fu il 2001. Dopo un inizio stagione con due gare deludenti Trulli riuscì a conquistare tre piazzamenti a punti consecutivi, che lo portarono al sesto posto in classifica piloti, ma una seconda parte di stagione caratterizzata da frequenti ritiri non gli permise di andare oltre un quinto posto al Gran Premio d'Europa e ad un quarto negli Stati Uniti. Il pesarese concluse la stagione con dodici punti a pari merito con Jacques Villeneuve e Nick Heidfeld.

Nel 2002 avvenne il passaggio alla Renault, team con il quale gareggiò per tre anni con risultati in crescendo. La prima stagione fu comunque abbastanza difficile: la vettura non si rivelò sempre affidabile e l'italiano fu spesso costretto al ritiro (9 volte in 17 gare). Nonostante ciò riuscì a ottenere anche qualche buon risultato giungendo due volte quarto, una volta quinto e agguantando un sesto posto. A fine stagione Trulli fu ottavo dietro al suo compagno di squadra Jenson Button, con otto punti conquistati.

Nel 2003 una maggiore competitività della vettura gli permise di ottenere discreti risultati: concluse a punti le prime tre gare e, dopo un tredicesimo posto ed un ritiro, giunse ancora nella zona punti per due volte. Fu in seguito costretto all'abbandono della competizione nei tre Gran Premi per guasti e rotture, ma a tornare sul podio al Gran Premio di Germania classificandosi terzo. Trulli terminò la stagione all'ottavo posto con 33 punti ottenuti.

Nel 2004 i risultati migliorarono ancora. Trulli concluse infatti i primi sette Gran Premi a punti, conquistando un podio in Spagna e la sua prima vittoria a Monaco, interrompendo dopo lungo tempo una striscia vincente di Schumacher e ritrovandosi al quarto posto in classifica davanti al compagno di squadra Alonso. A metà stagione 2004 nacquero tensioni fra Trulli e Flavio Briatore (manager della squadra francese) per questioni contrattuali e che furono all'origine del divorzio anticipato fra il pilota abruzzese e la squadra. Briatore prese poi come pretesto il sorpasso subito dal pilota italiano da Barrichello all'ultima curva dell'ultimo giro al Gran Premio di Francia. L'abruzzese corse così le ultime due gare con la Toyota, squadra con cui aveva già firmato un contratto per il 2005.

Dal 2005, Jarno Trulli fu, quindi, pilota del team Toyota. Fu lui a regalare i primi podi al team nipponico, grazie ai due secondi posti conquistati in Malesia e in Bahrain e al terzo in Spagna. Ottenne inoltre una pole position, al Gran Premio degli USA, inutile in quanto fu costretto, al pari di tutti gli altri piloti che allora montavano gomme Michelin, a rientrare ai box dopo il giro di ricognizione causa problemi di tenuta che avevano reso pericolosa, per i gommati francesi, il curvone sopraelevato. Alla gara parteciparono solo sei automobili, appartenenti a tre scuderie: Ferrari, Jordan e Minardi, con gomme Bridgestone. Essa fu poi vinta da Michael Schumacher, seguito da Barrichello. Trulli guadagnò però due punti, conseguenza del suo teorico settimo posto, dopo i sei piloti giunti al traguardo, proprio in virtù della pole. In generale, il pilota abruzzese fu protagonista di un'ottima prima parte di campionato, mentre nella seconda scontò un calo prestazionale della Toyota, non in grado di contrastare i progressi degli avversari.

Più tribolata, invece, la stagione successiva, avara di soddisfazioni e contrassegnata solo da qualche modesto piazzamento. Dopo otto Gran Premi senza punti Trulli riuscì a conquistare un sesto posto in Canada, seguito da una quarta piazza negli States. Dopo un ritiro al Gran Premio di Francia l'abruzzese tornò a punti in Germania con un settimo posto, replicato anche a Monza. Trulli conquistò anche un sesto posto in Giappone concludendo la stagione al dodicesimo posto con quindici punti.

Il 2007 fu, per il pilota italiano, ancora peggiore dell'anno precedente, a causa della scarsa competitività della vettura. L'inizio stagione vide, però, Trulli conquistare due settimi posti in Malesia e Bahrain. I tre Gran Premi videro l'italiano costretto a due ritiri e a un quindicesimo posto. Solamente al Gran Premio degli Stati Uniti il pilota della Toyota riuscì a concludere a punti, con un sesto posto, dopo essere partito ottavo; risultato che Trulli definì pari, come importanza, ad una vittoria per il mezzo a disposizione. Due settimane, in Francia l'italiano replicò il risultato in qualifica, ma la sua gara finì dopo pochi metri a causa di un incidente con Kovalainen. A fine gara, Trulli ammise, comunque, il suo errore. La seconda parte di stagione, invece, vide il pilota continuamente fuori dalla zona punti. Solo all'ultima gara, in Brasile, Trulli riuscì a conquistare un punto, giungendo ottavo.

A fine stagione si parlò di una sostituzione dell'italiano con Kovalainen per il 2008, ma il tutto si è poi rilevato infondato con il passaggio del finlandese alla McLaren.

Più incoraggiante sembra l'inizio della stagione 2008, anche se il Gran Premio inaugurale si è concluso con un ritiro, seguito però da un quarto posto in Malesia e da una sesta piazza in Bahrein. Nel Gran Premio di Spagna, Trulli è stato penalizzato da un errore dei tecnici Toyota, che l'hanno richiamato ai box negli ultimi giri, confondendolo con il compagno di squadra Timo Glock, che aveva danneggiato la vettura; nonostante ciò, Trulli ha guadagnato il punto dell'ottavo posto, perdendo però due posizioni. Nei due Gran Premi successivi, l'abruzzese non è riuscito a mettersi in evidenza, concludendo in entrambe le occasioni fuori dalla zona punti. Torna a punti in Canada grazie ad un ottimo sesto posto, frutto di una assai intelligente strategia, partito infatti dalla quattordicesima posizione il pilota francavillese decide di realizzare una sola sosta, al contrario della maggior parte delle autovetture che optano per le due, nello stesso gran premio va per la prima volta a punti anche il compagno Timo Glock, che termina la gara quarto.

L'ottimo momento di Jarno continua anche nel GP di Francia, dove riesce ad arrivare terzo dietro alle due imprendibili Ferrari, e nel GP di Gran Bretagna dove chiude con un buon settimo posto.

La stagione 2009 sembrava avere un avvio positivo: Trulli conquista infatti il terzo posto nell'inaugurale Gran Premio d'Australia, dopo essere stato retrocesso in fondo alla griglia di partenza per un'irregolarità della sua Toyota. Invece, al termine della gara, l'abruzzese viene penalizzato di 25 secondi per aver superato Lewis Hamilton in regime di safety car, venendo così retrocesso alla 13° posizione.

N.B. Le gare in grassetto indicano una pole position mentre quelle in corsivo il giro più veloce in gara.

Per la parte superiore



Formula 1 stagione 2007

Jarno Trulli guida la Toyota nel Gran Premio della Malesia.

La stagione 2007 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 58ª ad assegnare il Campionato Piloti, vinto da Kimi Räikkönen, e la 50ª ad assegnare il Campionato Costruttori, vinto dalla Scuderia Ferrari. È iniziata il 18 marzo ed è terminata il 21 ottobre, dopo 17 gare, una in meno rispetto alla stagione precedente. Questa stagione ha segnato la fine del vecchio Patto della Concordia e l'inizio della fornitura monogomma della Bridgestone (per il momento fino al 2010), a causa degli eventi successi nel 2005 ad Indianapolis. È stata soprattutto segnata dalla Spy-story tra Ferrari e McLaren e dalle numerose polemiche nate da alcune situazioni ambigue durante i Gran Premi.

A livello agonistico, il campionato del 2007 ha visto il ritiro, dopo 15 anni, di Michael Schumacher, sostituito alla Ferrari da Kimi Räikkönen, mentre il campione del mondo in carica, Fernando Alonso, è stato ingaggiato dalla McLaren. Con l’uscita di scena di Jacques Villeneuve e Juan Pablo Montoya, si sono registrati alcuni ritorni, tra i quali quelli di Alexander Wurz e Anthony Davidson, ed hanno esordito il britannico Lewis Hamilton, trionfatore della seconda edizione del campionato GP2, il finlandese Heikki Kovalainen e il tedesco Adrian Sutil. La presenza italiana è stata confermata con i tre piloti Giancarlo Fisichella, Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi.

Il calendario del campionato si ridusse di una gara e, dalle 18 prove del 2006, si passò a 17. Per la prima volta dalla stagione 1975, tutte le gare si disputarono in nazioni diverse. Il 29 agosto 2006 la FIA aveva pubblicato un calendario provvisorio dove il Gran Premio di San Marino e il Gran Premio d'Europa erano stati esclusi, mentre il Gran Premio del Belgio era stato riammesso.

Il 14 marzo 2006 venne annunciato ufficialmente lo spostamento del Gran Premio del Giappone dal Circuito di Suzuka al ricostruito Circuito del Fuji, rispettivamente di proprietà della Honda e della Toyota; un circuito dove la F1 non gareggiava dalla stagione 1977.

Il governo italiano, visto l'obbligo di ristrutturazione dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, aveva inizialmente siglato un contratto per la disputa del Gran Premio di San Marino, e il 7 settembre 2006 la gara era stata provvisoriamente inclusa per il 29 aprile come diciottesima prova mondiale. Tuttavia i termini del contratto dipendevano in larga misura dall'abilità dei tecnici nel completare entro il mese di marzo 2007 le modifiche richieste, ma i lavori non terminarono abbastanza velocemente. Così, con la pubblicazione del calendario ufficiale, avvenuta il 18 ottobre 2006 la FIA annunciò ufficialmente che il Gran Premio di San Marino per il 2007 non si sarebbe disputato.

A livello politico e organizzativo, questa stagione segnò la conclusione del Patto della Concordia – siglato originariamente nel 1997 e giunto al terzo rinnovo – fra gli attuali costruttori di Formula 1 e Bernie Ecclestone. In particolare, Mercedes-Benz, BMW, Renault e Honda – da maggio 2005 riuniti collettivamente sotto l’egida del GPMA, Grand Prix Manufacturers Association – si trovarono spesso in disaccordo con la FIA e lo stesso Ecclestone, per motivi finanziari e tecnici. Nel febbraio del 2005 avevano minacciato di boicottare la Formula 1 dalla stagione 2008 in avanti proclamando un nuovo campionato mondiale, il GPWC o Grand Prix World Championship, prima di ritornare sui loro passi e firmare un "Memorandum of Understanding" durante il Gran Premio di Spagna 2006.

L'8 gennaio 2007 la FIA annunciò la creazione di un comitato per garantire gli interessi dei costruttori denominato "Formula One Manufacturers' Advisory Commission" (FOMAC), con presidente Burkhard Göschel e composto da BMW, DaimlerChrysler (Mercedes), Ferrari, Honda, Renault e Toyota. La vecchia GPMA si dissolse con l'abbandono della Renault, avvenuto nel febbraio del 2007.

Poco prima dell'inizio del campionato, il 29 gennaio 2007, scoppiarono alcune polemiche riguardanti la Toro Rosso, in quanto Frank Williams minacciava azioni legali qualora la scuderia con sede a Faenza si fosse presentata alla prima gara mondiale con un clone della Red Bull RB3, monoposto realizzata da Adrian Newey. Secondo Williams, tale decisione avrebbe violato il Patto della Concordia, il quale vietava ad una squadra la vendita di telai ad altri team concorrenti. La Spyker preannunciò immediato ricorso, esteso alla vigilia di inizio stagione anche alla Super Aguri in quanto tale vettura risultava essere molto somigliante a quella della Honda nella passata stagione. Il reclamo presentato fu, però, respinto dalla FIA. La Red Bull Racing valutò seriamente se intentare un'azione legale alla scuderia olandese ma, alla fine, la vicenda si concluse con un nulla di fatto, perché era inutile, secondo Red Bull, creare scompensi giudiziari tre giorni prima del Gran Premio inaugurale.

I test pre-stagionali iniziarono nel novembre 2006 sul Circuito di Catalogna, con dieci squadre su undici che parteciparono alle prove. Le assenze più rimarchevoli vennero da Fernando Alonso e Kimi Räikkönen, che erano ancora sotto contratto rispettivamente con Renault e McLaren. Anche Jenson Button non vi partecipò per i postumi di una frattura al collo dopo un incidente sul kart in preparazione ai test di novembre. Lewis Hamilton fece la sua prima apparizione su una McLaren.

Il cambio del regolamento, per alcuni osservatori e il passaggio al fornitore unico di gomme, fu la ragione per cui la Ferrari si presentò più in fretta ai primi test ottenendo tempi lusinghieri, anche se la casa nipponica sostenne che lo pneumatico del 2007 si presentava con una costruzione completamente nuova minimizzando qualsiasi beneficio per le scuderie che nel 2006 erano gommate Bridgestone (Ferrari, Toyota, Williams, Midland/Spyker e Super Aguri).

Nei primi tre giorni di test i tempi più veloci furono di Massa e Badoer, ma l’interesse era sul fatto che il due volte campione del mondo Mika Häkkinen prendesse parte ai test con una McLaren, anche se fece registrare parziali elevati. I tempi sul giro vennero poi migliorati da Ralf Schumacher e Jarno Trulli nel quarto giorno.

Le sessioni di test ripresero il 6 dicembre sul Circuito di Jerez de la Frontera, alle quali presero parte quasi tutte le scuderie. Inizialmente, le due Ferrari di Massa e Badoer ottennero i parziali più veloci, con la McLaren di Lewis Hamilton a segnare il terzo tempo. L'inglese migliorò la sua posizione il giorno seguente, facendo segnare il tempo più veloce con un secondo di margine sulla Renault di Giancarlo Fisichella.

Le due scuderie giapponesi Honda e Toyota fecero segnare i tempi migliori nei due giorni successivi. Heikki Kovalainen e Pedro de la Rosa furono i più veloci nel quarto e quinto giorno dei test. Soltanto nell’ultimo giorno Fernando Alonso fece il suo debutto ufficiale con la McLaren, dopo un accordo raggiunto con il manager Flavio Briatore; con questo però, lo spagnolo non rescisse il suo contratto con la Renault (che lo vincolava fino 31 dicembre).

Nel gennaio del 2007 si ritornò ancora sul Circuito di Catalogna per una nuova sessione di test, e nella metà di febbraio si passò sul Circuito del Bahrein.

Le seguenti scuderie e piloti hanno preso parte al campionato; i numeri ufficiali dei piloti sono stati assegnati dalla lista di iscrizione FIA del 4 dicembre 2006. Tutti i dettagli sulle squadre sono ripresi dal sito ufficiale della Formula 1 ad eccezione di quelli segnati in nota. Tutti i motori di Formula 1 erano conformi alle specifiche introdotte nel 2006: V8 di 2.4 litri.

Dopo cinque anni passati in Renault, Fernando Alonso, campione del Mondo nel 2005 e nel 2006, passò alla McLaren, affiancato dal campione di GP2 Lewis Hamilton, mentre Pedro de la Rosa tornò nel ruolo di terzo pilota insieme a Gary Paffett, collaudatore di riserva, che nel 2007 corse nel DTM con la Mercedes della scuderia Persson.

Perso l'asturiano, la Renault promosse Giancarlo Fisichella a prima guida e al suo fianco chiamò il finlandese Heikki Kovalainen, vice campione di GP2. Come collaudatori vennero presi i brasiliani Nelson Piquet jr., figlio di Nelson, che ben aveva figurato nella stagione 2006 della GP2, e Ricardo Zonta, che parallelamente prese parte al campionato brasiliano delle Stock Cars.

Lo spostamento di Alonso alla McLaren fu reso possibile anche dal passaggio di Kimi Räikkönen alla Ferrari, dopo il ritiro del sette volte campione del mondo Michael Schumacher. La scuderia italiana confermò anche Felipe Massa e, come collaudatori, Luca Badoer e Marc Gené, così come la Honda mantenne la coppia Jenson Button-Rubens Barrichello come prime guide e ingaggiò l'austriaco Christian Klien e i britannici James Rossiter (per le prime tre gare) e Mike Conway nel ruolo di collaudatori. Quest'ultimo gareggiò contemporaneamente nella GP2 per la Super Nova Racing.

Anche la BMW Sauber confermò il tedesco Nick Heidfeld e il polacco Robert Kubica come prime guide. Nel ruolo di collaudatori rimase il tedesco Sebastian Vettel con l'ausilio di Timo Glock, che continuò comunque a gareggiare nella GP2 nel team iSport International.

La Toyota optò anch'essa per il mantenimento di Ralf Schumacher e Jarno Trulli come prime guide, ma decise di assumere come collaudatori il francese Franck Montagny, proveniente dalla Super Aguri, e due piloti giapponesi, Kohei Hirate e Kamui Kobayashi.

Alcuni movimenti nel mercato piloti si ebbero in Williams, che rimpiazzò l'australiano Mark Webber con l'austriaco Alexander Wurz, già collaudatore e riserva nel 2007. Wurz non gareggiava in Formula 1 dalla stagione 2000, salvo un Gran Premio corso nel 2005 in sostituzione di Montoya. Per il resto la scuderia confermò Nico Rosberg e il terzo pilota indiano Narain Karthikeyan, ingaggiando come secondo collaudatore il giapponese Kazuki Nakajima.

Mark Webber, sostituito nella scuderia inglese, passò alla Red Bull Racing, incontrando come prima guida David Coulthard, nella scuderia dal 2005, e sostituendo Christian Klien. Il collaudatore olandese Robert Doornbos, dapprima confermato per i test di febbraio 2007 sul Circuito di Manama nel Bahrein, annunciò il passaggio alla serie americana Champ Car nel Minardi Team USA. Venne ingaggiato come collaudatore il tedesco Michael Ammermuller, che svolse anche il ruolo di pilota titolare in GP2 per il team ART Grand Prix.

La Super Aguri confermò Takuma Sato e ingaggiò Anthony Davidson rimpiazzando di Sakon Yamamoto che, retrocesso al ruolo di collaudatore, prese parte al campionato GP2 per il team BCN Competicion. Altri acquisti si registrarono nella scuderia olandese Spyker, motorizzata Ferrari, che oltre a confermare il connazionale Christijan Albers, assunse il tedesco Adrian Sutil come secondo pilota al posto del portoghese Tiago Monteiro, passato al campionato World Touring Car Championship (WTCC). Come collaudatori vennero ingaggiati il malese Mohamed Fairuz Fauzy, che partecipava anche alla World Series by Renault per il team Cram Competition, lo spagnolo Adrian Valles e il tedesco Markus Winkelhock. In un primo momento era stato messo sotto contratto anche l'olandese Giedo van der Garde, ma poco dopo l'accordo venne annullato a causa di un contenzioso sulla firma del contratto da parte della Super Aguri. Van Der Garde corse in seguito nella World Series by Renault nella squadra Victory Engineering.

Infine la scuderia satellite della Red Bull, la Toro Rosso, confermò poco prima dell'inizio della stagione l'italiano Vitantonio Liuzzi e lo statunitense Scott Speed. Per il ruolo di terzo pilota, invece, non vi furono ingaggi.

Il 9 settembre 2006 la MF1 Racing venne venduta ufficialmente a un consorzio arabo-olandese capeggiato dal magnate di internet e costruttore di vetture sportive Michiel Mol, con il telaio fornito dalla Spyker Cars. Il team venne ribattezzato ufficialmente Spyker. La scuderia Midland terminò comunque la stagione in accordo alle regole del Patto della Concordia, con il nome provvisorio di Spiker MF1 Team. Il 24 ottobre, la casa olandese annunciò il cambio di nome da Spyker MF1 Team a Spyker F1 dalla stagione 2007 in avanti, soggetta come tutti i team agli accordi sottoscritti nel Patto. Il 30 settembre 2006 ci fu l'annuncio ufficiale che il fornitore di motori della neonata scuderia sarebbe stata la Ferrari, e nel marzo dell'anno successivo si ebbe l'ingresso del nuovo sponsor, la compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti Etihad Airways.

Altri cambiamenti nella fornitura dei motori toccarono il team Williams, che passò dai Cosworth ai Toyota con un contratto di tre anni, e la Scuderia Toro Rosso, che usufruì, invece, dei motori Ferrari. I nuovi propulsori causarono, comunque, alcune difficoltà di adattamento alla vettura del team di Faenza, facendo slittare la presentazione della STR2 di alcuni giorni.

Per quanto riguarda i cambiamenti interni ai team, alla Ferrari, Jean Todt diventò amministratore delegato e fu sostituito da Luca Baldisseri, mentre il direttore tecnico Ross Brawn si prese un anno di pausa dopo 10 stagioni nel team italiano. In seguito rese ufficiale il suo definitivo addio alla scuderia, nonostante avesse espresso il desiderio di lavorare ancora nella squadra per il futuro. Al contempo la casa di Maranello cambiò anche il proprio sponsor, passando da Vodafone, divenuta sponsor primario della McLaren-Mercedes, ad Alice, siglando quindi un contratto con Telecom Italia.

Riguardo agli altri sponsor, la Mild Seven non rinnovò il suo contratto con la Renault alla conclusione del 2006, a causa delle leggi europee vigenti in materia di tabacco. Il 16 ottobre, la scuderia francese confermò il nuovo accordo di sponsorizzazione con la compagnia bancaria olandese ING, che divenne il suo sponsor principale. Pochi giorni dopo, anche la Williams F1 annunciò il suo nuovo sponsor primario: la AT&T.

Intanto la Lucky Strike, di proprietà della British American Tobacco, e le sue 555 filiali cessarono ogni sponsorizzazione con la squadra Honda che lasciò anche altri sponsor primari. Con l'annuncio, avvenuto il 26 febbraio a Londra, che la Honda avrebbe corso la stagione con la nuova carrozzeria chiamata "Earth Livery" sulla nuova vettura era la prima volta dalla stagione 1968 che una squadra scegliesse la libertà dagli sponsor per un'intera annata. In precedenza, il 25 gennaio, la Honda aveva presentato una vettura con livrea interna provvisoria in Spagna, al circuito di Catalogna. Questa scelta era in parte dovuta all'insuccesso avuto dalla Honda nell'ingaggiare uno sponsor fisso.

Nel Circuito di Catalogna, sede del Gran Premio di Spagna, fu inserita una nuova chicane nel rettilineo antistante l'Europcar e la New Holland. Queste modifiche vennero fatte per rallentare le vetture prima del rettilineo principale, nella speranza di fornire più occasioni di sorpasso.

Altre modifiche interessarono il Circuito di Spa-Francorchamps, sede del Gran Premio del Belgio, che subì cambiamenti sostanziali nella chicane del Bus Stop e con la nuova zona dei box e del parco chiuso, totalmente riprogettata.

Per ciò che riguarda i Gran Premi, a stagione già iniziata, il 14 aprile 2007, venne annunciata l'assenza in calendario del Gran Premio di Germania, dopo più di mezzo secolo di svolgimento ininterrotto dal 1955, anno della tragedia della 24 Ore di Le Mans, con l'eccezione del 1960, quando si corse una prova di Formula 2 sulla pista "Sudschleife" del Nürburgring, a causa di un mancato accordo tra le proprietà dei due circuiti tedeschi sui diritti del nome della corsa. In questo caso, il Nürburgring controllava i diritti del nome "Gran Premio d'Europa" e Hockenheim controllava i diritti del nome "Gran Premio di Germania". L'evento che si disputò al Nürburgring come decima prova del campionato mondiale ebbe la dizione di "Grosser Preis von Europa" confermata anche dal sito ufficiale del circuito del Nürburgring.

Per la prima volta, la Formula One Management diffuse prove e gare in widescreen anamorfico e ad alta definizione per i televisori 16:9. Ma solo l'emittente televisiva britannica ITV, le tedesche RTL e Premiere, la TF1 francese e le spagnole Telecinco e TV3 vennero considerate idonee a trasmettere tale servizio in questa stagione. Anche la Rai, il 13 marzo, annunciò che avrebbe trasmesso, come negli anni passati, sia le qualifiche del sabato che la gara.

Intanto, l'interesse di Sky Italia (già detentrice dei diritti per l'A1 Grand Prix) sulla massima categoria, divenuto sempre più pressante dopo l'annuncio del ritorno delle riprese in alta definizione su schermo anamorfico si concretizzò il 21 maggio 2007 l'emittente di Rupert Murdoch annunciò l'acquisizione dei diritti televisivi dal Gran Premio di Monaco e per le stagioni 2008 e 2009.

La novità più importante del 2007 era rappresentata dal congelamento dei motori nei progetti e nelle caratteristiche, avvenuto al termine del 2006. Originariamente il modello sarebbe dovuto rimanere quello del propulsore presentato da ciascuna squadra al Gran Premio del Giappone 2006; su di esso vennero quindi autorizzate solo modifiche di rifinitura allo scopo di portare il regime massimo di rotazione del V8 a 19.000 giri (la Cosworth sosteneva di poter raggiungere con i suoi propulsori un regime di 20.000 giri). Ciò significava che se qualcuno avesse commesso qualche errore nel progetto, avrebbe dovuto portarselo dietro per due anni.

Dopo la firma del “Memorandum of Understanding” e il tacito rinnovo del “Patto della Concordia”, che stabiliva i criteri della gestione finanziaria fino a tutto il 2012, nacque un nuovo organismo decisionale, la “Formula One Commission” che in stretta sinergia con la FIA, il World Motor Sporting Council e l’Assemblea Generale come primo atto ufficiale aveva espresso l’intenzione di allungare almeno di altri due anni tale blocco degli sviluppi al progetto sui motori, e quindi nelle previsioni fino al 2010 quando sarà previsto un ritorno al turbo, alimentato stavolta a diesel.

Nella versione definitiva le norme erano state rese piuttosto elastiche. Al 15 dicembre 2006 le squadre avevano presentato alla FIA una lista di componenti da sostituire rispetto alla versione omologata alla fine dell’anno, in maniera da garantire l’affidabilità. Dopodiché la realizzazione materiale del motore poteva avvenire soltanto entro marzo del 2007, due mesi dopo la presentazione ufficiale delle nuove vetture. Da quel momento furono consentite, previa approvazione della FIA, altre modifiche per cause di forza maggiore, quali il fallimento di un fornitore o l’uscita di produzione di un componente, oppure per diminuire i costi di produzione. Per il 2007 rimase confermata la regola del motore che deve durare due gare, con l’unica differenza che nelle tre sessioni libere del venerdì e del sabato mattina venne consentito il cambio dei propulsori.

Con questa decisione la FIA cercò di compensare l’introduzione automatica di un tetto (circa 30.000 km) ai test privati, svolti sotto la supervisione diretta della Federazione e in periodi prestabiliti, nonché la sparizione della presenza di un terzo pilota collaudatore nelle prove libere del venerdì, rimanendo naturalmente a disposizione soltanto per le sessioni di test. Perciò, quei team piazzati dalla quinta all’undicesima posizione non furono più tenuti a schierare le terze guide, così come facevano già le prime quattro classificate.

La seconda novità importante del 2007 riguardò la fornitura unica degli pneumatici ad opera della Bridgestone, che rifornirà le scuderie di Formula 1 in esclusiva fino al 2010. Rispetto al 2006 gli pneumatici mantennero le consuete quattro scanalature, ma divennero più dure e scivolose. Ciascun pilota poteva scegliere durante la gara due tipi di pneumatici da asciutto, ma veniva obbligato a utilizzare almeno in una sezione della gara (ad esempio tra il primo e il secondo pit stop, e così via) anche un set del tipo di pneumatici scartato in precedenza.

Per visualizzare le differenze tra i due diversi set degli pneumatici, nella prima gara stagionale si utilizzò il sistema di un pallino rosso posto sulla fiancata della gomma, però tale sistema risultava pressoché invisibile a spettatori e commissari con la vettura in movimento: a partire dalla seconda gara, il Gran Premio della Malesia, si utilizzò il sistema della striscia bianca che percorreva una scanalatura dello pneumatico.

In ogni caso le gomme vennero fornite in ragione della revisione del Regolamento Sportivo, che assegnò un totale di 14 set di pneumatici tra asciutto, intermedio e bagnato; potevano essere utilizzati quattro set soltanto al venerdì, e 10 set per il resto del weekend.

Una terza novità per il 2007 arrivò nelle procedure di gara: infatti, oltre alle consuete segnalazioni con le bandiere da parte dei commissari di pista, le vetture furono dotate di segnali interni nella cabina di guida, di colore rosso, blu e giallo. Lo scopo era quello di fornire maggiori e tempestive informazioni a quei piloti che non avevano avuto il tempo – o non avevano voluto vedere – i segnali delle condizioni sulla pista. Le luci dovevano essere a Led ciascuna con un diametro minimo di 5mm e posizionate nella visuale ottimale per il pilota.

Per dare alle squadre di soccorso una indicazione immediata della severità dell’incidente ogni vettura venne munita di una luce di emergenza direttamente connessa con un registratore di dati della FIA. La luce doveva accendersi verso l’alto e mettersi nella parte superiore della cella di sopravvivenza a non più di 150mm tra la linea centrale della vettura e la parte anteriore di apertura della cabina di guida e vicino all’interruttore neutro che era azionato praticamente dal commissario della pista.

Il rollbar dei piloti con numero di gara inferiore di una stessa squadra venne colorato di arancione/rosso, anziché di nero, mentre il rollbar delle vetture dei piloti con numero di gara maggiore divenne di colore giallo; tutto questo per agevolare sia commissari che spettatori che poterono distinguere i diversi piloti di uno stesso team con maggiore facilità.

Le due sessioni di prove libere del venerdì furono aumentate nella durata, e passarono da 60 minuti a 90 minuti. Ogni scuderia poteva schierare due vetture, che venivano utilizzate dai due piloti titolari o, in sostituzione, del terzo pilota che, a differenza del 2006, era autorizzato a partecipare liberamente soltanto alla prima sessione di prove libere del venerdì. Se avesse preso parte a qualsiasi sessione dopo a partire dalla seconda del venerdì avrebbe dovuto partecipare anche a qualifiche ufficiali e gara.

La pit lane venne chiusa durante il periodo di uscita della Safety car e ciò impedì ai piloti di entrare pressoché tutti insieme ai box per rifornire e cambiare gli pneumatici immediatamente prima dell’entrata in pista della vettura di sicurezza. In più, tutte le vetture doppiate che si trovavano dietro al pilota in testa alla gara, subito dopo l'uscita in pista della vettura di sicurezza furono autorizzate, in accordo con i commissari di gara, a sorpassarla con velocità ridotta per riposizionarsi alla fine dello schieramento – naturalmente mantenendo le posizioni originarie tra di loro – in funzione di evitare qualsiasi confusione o malinteso.

La stagione iniziò con il Gran Premio d'Australia il 16 marzo; fu la prima gara, dal Gran Premio di Spagna 1986, in cui i motori non vennero forniti dalla Cosworth, e fu anche la prima ad essere ripresa dalla Formula One Management in widescreen anamorfico e in alta definizione per i televisori 16:9. Le qualifiche videro il confronto tra Kimi Räikkönen e Fernando Alonso, ma fu il finlandese della Ferrari a conquistare la pole position; si confermò anche in gara, dominandola dal primo all'ultimo giro, mentre il rivale spagnolo venne costretto a subire gli attacchi dell'esordiente compagno di squadra che, dopo un sorpasso alla prima curva, rimase davanti al compagno di squadra per parecchi giri.

Alla fine, grazie ad un'azzardata strategia di rifornimento, Alonso sorpassò nuovamente Hamilton e i due conclusero la gara rispettivamente al secondo e al terzo posto. A punti andarono inoltre Nick Heidfeld (4°), Giancarlo Fisichella (5°), Felipe Massa (6°), Nico Rosberg (7°) e Ralf Schumacher (8°). La gara fu inoltre caratterizzata dalla rimonta di Massa che, partito dalla 16° posizione per la rottura del cambio, alla fine giunse al traguardo 6°. Il polacco Robert Kubica, dopo aver condotto la sua gara davanti al compagno di squadra Heidfeld, venne costretto al ritiro per la rottura del cambio. Si ritirarono anche i due debuttanti Heikki Kovalainen e Adrian Sutil, così come Christijan Albers e Scott Speed. David Coulthard e Alexander Wurz furono protagonisti di un pericoloso incidente a nove giri dalla conclusione. Un altro fatto rimarchevole riguardò la Super Aguri che, nonostante le polemiche della vigilia provocate dalla casa madre Honda e dalla Spyker (che sostenevano la notevole somiglianza della vettura del 2007 con quella Honda del 2006), disputò, per i mezzi a disposizione, discrete qualifiche e una gara di medio livello con Sato e Davidson che conclusero rispettivamente al 12° e 16° posto.

Il secondo appuntamento mondiale era rappresentato dal Gran Premio della Malesia. Nelle qualifiche i protagonisti furono di nuovo i piloti della Ferrari e della McLaren: le vetture della casa di Maranello si piazzarono in prima e terza posizione, rispettivamente con Felipe Massa e Kimi Räikkönen, mentre Alonso ed Hamilton giunsero nell'ordine secondo e quarto.

La gara venne caratterizzata dalla solitaria fuga di Alonso, che staccò pesantemente sia il compagno di squadra che Massa; quest'ultimo, dopo qualche tentativo di sorpasso, uscì fuori pista e rientrò solo quinto, lasciando strada a Räikkönen. La gara si concluse quindi con la vittoria del pilota spagnolo seguito da Hamilton e al finlandese della Ferrari. Seguirono Heidfeld, Massa, Fisichella, Trulli e Kovalainen. La sorpresa di inizio stagione fu Hamilton, che in due gare conquistò due podi. Durante la gara si ritirarono quattro piloti: Nico Rosberg, Adrian Sutil, David Coulthard e Christijan Albers; da rimarcare l'inizio stentato della Renault, non competitiva come l'anno precedente. Dopo la difficile stagione precedente, fu ottimo invece il rendimento della BMW Sauber, apparente terza forza del campionato.

Nel terzo evento stagionale la Ferrari si dimostrò molto competitiva sin dalle qualifiche: Felipe Massa ottenne la pole position nel Gran Premio del Bahrein. Oltre a vincere la gara, il brasiliano percorse anche il giro veloce, completando un hat trick (pole, vittoria e giro veloce). In seconda posizione si piazzò Lewis Hamilton, che divenne il miglior debuttante di sempre nella categoria, terminando sul podio nelle prime tre gare della carriera. Terzo arrivò Kimi Räikkönen, quarto Nick Heidfeld davanti ad Alonso. Kubica ottenne i primi punti della stagione arrivando 6° al traguardo, mentre gli italiani Jarno Trulli e Giancarlo Fisichella chiusero la zona punti rispettivamente in 7° e 8° posizione. I ritiri furono sei, tra cui David Coulthard, autore del terzo ritiro consecutivo. Per quanto riguarda la classifica piloti, si verificò una situazione che non succedeva dalla stagione inaugurale: dopo la terza prova in testa si trovavano tre piloti, tutti con 22 punti: Fernando Alonso, Kimi Räikkönen e Lewis Hamilton. Nel 1950 c'erano Nino Farina, Juan Manuel Fangio e Johnnie Parsons con 9 punti. Nella classifica costruttori la McLaren sopravanzò la Ferrari di cinque lunghezze, portandosi a 44. Dopo questa gara il campionato si prese una pausa di un mese, all'interno del quale si sarebbe dovuto svolgere il Gran Premio di San Marino, compensato da una sezione di test ufficiali in Spagna. Dopodiché, iniziò la cosiddetta stagione europea (definita così perché tutti i Gran Premi si svolgono in Europa, e anche perché costituiscono la maggior parte della stagione stessa).

Il Gran Premio di Spagna vide il secondo successo di Felipe Massa, pilota Ferrari. In qualifica guadagnò la pole position, mentre dietro di lui si trovavano Alonso, Räikkönen ed Hamilton. Quest'ultimo, portatosi subito in seconda posizione, riuscì a mantenere un distacco minimo da Massa, se non negli ultimi giri. Alonso, alla prima curva, uscì di pista andando sull'erba e cedette il passo al compagno di squadra, mentre Räikkönen, finito in fondo al gruppo, si ritirò al nono giro per problemi di elettronica. La gara si concluse quindi con la vittoria di Felipe Massa, davanti ad Hamilton e Alonso. Dietro a loro vi erano Kubica, Coulthard, Rosberg, Kovalainen e Takuma Sato, che, con il suo ottavo posto, regalò il primo punto iridato alla scuderia Super Aguri. Dopo questa gara, costellata da ben otto ritiri, Hamilton andò in testa alla classifica piloti con 30 punti, cosa che mai nessun esordiente alla prima stagione era riuscito da fare.

Al termine di questo Gran Premio, la Super Aguri annunciò di aver assunto come collaudatore James Rossiter.

Il quinto appuntamento stagionale si svolse a Montecarlo. Räikkönen, a causa della rottura di una sospensione durante la prima sessione causata da un urto contro un muretto, non partecipò alla seconda parte delle qualifiche del sabato, e ciò gli costò la 16° posizione in griglia, un fattore altamente penalizzante in un circuito cittadino stretto come Montecarlo. Massa invece fece segnare il terzo tempo. Dall'altra parte, la McLaren occupò la prima fila, con Alonso davanti ad Hamilton. Durante la gara, a causa della conformazione della pista, non ci furono sorpassi, ma dopo questa si parlò di un presunto ordine dato da Ron Dennis di congelare le posizioni delle due McLaren dominatrici della gara, violando un articolo del regolamento sugli "ordini di scuderia" vietati dopo il contestatissimo Gran Premio d'Austria del 2002, nel quale Barrichello ricevette l'ordine di far passare Michael Schumacher per fargli vincere la gara. La Federazione aprì un'inchiesta, Bernie Ecclestone addirittura minaccia l'esclusione della McLaren dal mondiale, ma il 30 maggio questa si concluse con un nulla di fatto: l'azione della McLaren fu ritenuta regolare. Nell'ordine di arrivo, dopo i due piloti della scuderia inglese, vi erano Massa, Fisichella (4°), Kubica (5°), Heidfeld (6°), Wurz (7°) e Räikkönen, penalizzato dalla posizione in griglia. La lotta per il titolo vedeva Alonso ed Hamilton appaiati in testa a 38 punti, con Massa che seguiva a 33; Räikkönen era invece attestato a quota 23 punti.

Dopo cinque gare in cui l'ordine d'arrivo della gara era stato spesso uguale all'ordine di partenza, la gara in Canada vide molti sorpassi e duelli, causati anche della inadeguatezza delle vie di fuga del circuito di Montreal che obbligarono la Safety Car a effettuare ben quattro uscite.

Lewis Hamilton ottenne la sua prima affermazione aggiunta alla prima pole position in carriera, incrementando il suo vantaggio in testa alla classifica. Secondo fu Nick Heidfeld su BMW, terzo Alexander Wurz sulla Williams: per la prima volta una vettura che non fosse né una Ferrari, né una McLaren riuscì a conquistare il podio. Heikki Kovalainen si piazzò in quarta posizione, malgrado un incidente durante le prove e un cambio di motore nelle qualifiche, che lo fece retrocedere di dieci posizioni in griglia di partenza, mentre Takuma Sato nel finale superò sia Ralf Schumacher che Fernando Alonso, in difficoltà, portando altri tre punti alla Super Aguri. La gara venne inoltre segnata dalla squalifica di Giancarlo Fisichella e Felipe Massa, usciti dalla pitlane quando il semaforo era ancora rosso e in regime di Safety Car, ma soprattutto da una serie di incidenti tra i quali quello più grave toccò a Robert Kubica. Per fortuna il pilota polacco non riportò serie conseguenze: in un primo momento si temette la frattura alla gamba e diverse contusioni, ma in seguito fu appurato che Kubica aveva riportato un leggero trauma cranico, unito alla distorsione di una caviglia. Jarno Trulli ebbe problemi alle sospensioni e colpì anche lui un muretto mentre Jenson Button si ritirò subito per il mancato inserimento durante la partenza della prima marcia. Dopo questo GP cambiò radicalmente la situazione di classifica con Hamilton che salì a quota 48 punti, ritrovandosi solo in testa e staccando il compagno di squadra Alonso di ben 8 lunghezze. Più lontani i ferraristi con Massa sempre bloccato a 33 e Räikkönen a 27.

La settimana dopo si disputò il Gran Premio degli Stati Uniti, nello storico circuito di Indianapolis, dove Hamilton non aveva mai corso; l'inglese ottenne per la seconda volta consecutiva pole e vittoria. Questa volta, però, dovette contenere Alonso che per tutta la durata del Gran Premio lo incalzò e tentò per due volte il sorpasso, ma senza risultato. Le Ferrari arrivarono subito dietro con Massa che precedette Räikkönen. A punti anche Kovalainen, Jarno Trulli e Mark Webber, seguiti dall'esordiente Sebastian Vettel, ottavo, che sostituì l'infortunato Kubica. Con questo risultato Vettel diventò il più giovane pilota ad ottenere punti in un mondiale di Formula 1. Dopo questo Gran Premio la McLaren dominava entrambe le classifiche (Piloti e Costruttori), con Hamilton davanti a Massa di ben 19 punti.

Passate due settimane si arrivò a disputare il Gran Premio di Francia.

Per questo appuntamento mondiale la Ferrari aveva portato nuove innovazioni tecniche, in particolare a carattere aerodinamico, con l'installazione di due pinne ai lati dell'abitacolo e un allargamento della parte interna dell'air scoop allo scopo di aumentare la potenza del motore. Altra importante novità era rappresentata da cerchioni totalmente nuovi negli pneumatici posteriori, i quali sembravano fornire vantaggi di alcuni decimi sul giro nei confronti dei rivali McLaren; così la Ferrari riuscì a tornare in pole position con Felipe Massa, seguito da Hamilton e da Kimi Räikkönen. Al via del GP, il finlandese della Ferrari passò l'inglese della McLaren e si portò secondo, superando poi Massa durante la seconda sosta ai box. Hamilton limitò i danni arrivando terzo mentre il suo compagno Alonso chiuse la gara solo settimo a causa di un problema in prova e di una strategia non adatta alla sua posizione di partenza. Dietro ai primi tre giunsero Kubica, Heidfeld, Fisichella, Alonso e Button con la poco competitiva Honda. Da segnalare, inoltre, che per la prima volta nella stagione vinse un pilota partito dalla seconda fila.

La classifica piloti non venne però rivoluzionata, con Hamilton sempre in testa con 14 punti di vantaggio su Alonso e 17 su Massa, con Räikkönen che accorciò le distanze a 22.

Al GP di Gran Bretagna la Ferrari si riconfermò più veloce, ma la pole position venne conquistata da Lewis Hamilton, beniamino dei tifosi di casa. La sua McLaren era però più leggera delle altre vetture a causa del minor carico di carburante. La domenica, alla partenza Massa rimase fermo e fu costretto a partire dall'ultimo posto. Al secondo via Hamilton scattò in testa, seguito da Räikkönen e Alonso. Intanto nelle retrovie Massa iniziò una lunga rimonta, che lo portò al quinto posto al traguardo. Dopo il primo pit stop Alonso passò in testa, seguito da Räikkönen, mentre Hamilton era terzo, più distanziato. Fu dopo la secondo sosta che il finlandese prese il comando per non lasciarlo più fino alla fine, seguito dalla due McLaren. In quarta posizione il team crescente del campionato: Kubica su BMW, che riuscì ad arginare negli ultimi giri gli attacchi del ferrarista Massa. Poi Heidfeld e i piloti Renault Fisichella e Kovalainen.

Anche dopo questo Gran Premio non ci furono variazioni:Hamilton perse altri due punti nei confronti di Alonso, ora a 12 punti e quattro nei confronti di Räikkönen, che però aveva ben 18 punti di distacco, con Massa in ritardo di 21 lunghezze.

In queste settimane scoppiò anche lo scandalo Spy-story che vide protagonisti il meccanico Ferrari Nigel Stepney e il capo progettista McLaren Mike Coughlan. La FIA, quindi, convocò un consiglio speciale il 26 luglio per indagare sulle responsabilità del team inglese e decidere sulle eventuali penalizzazioni da attuare. Lo stesso giorno arrivò la sentenza: la McLaren Mercedes venne assolta poiché non esistevano prove del fatto che la scuderia tedesca avesse utilizzato le oltre 780 pagine sottratte alla Ferrari per trarre vantaggi durante il mondiale di Formula 1.

Nel mezzo di questo scandalo si arrivò al Gran Premio d'Europa, nel Nürburgring. Al sabato, durante le qualifiche, Hamilton, a causa della rottura di una sospensione, ebbe un terribile incidente alla curva "S Schumacher" dal quale uscì fortunatamente incolume. Le prove continuarono e la pole position fu conquistata da Räikkönen, seguito da Alonso e Massa. La gara fu caratterizzata, già nel corso del primo giro e per le prime tornate, un violento acquazzone che costrinse tutti i piloti al cambio gomme. A beneficiare di questa situazione fu il debuttante della Spyker Markus Winkelhock che, essendo partito con pneumatici da bagnato, si ritrovò in testa. Pochi giri dopo venne esposta la bandiera rossa a causa della pista impraticabile. Prima della sospensione, però, sette vetture una dietro l'altra rimasero vittime dell'aquaplaning ed uscirono di pista alla curva "Castrol" finendo tutte nello stesso punto. Pure il leader del mondiale Hamilton incappò nell'errore, ma con l'aiuto di una gru riuscì a ripartire, anche se con un giro di ritardo. Dopo mezz'ora avvenne la ripartenza dietro la Safety Car. Alonso provò subito a superare Massa, ma dovette desistere poiché la sua traiettoria era intralciata dall'ancora leader di gara Winckelhock. La leadership del pilota Spyker terminò qui: la scarsa competitività della sua vettura non gli permise di tenere il passo e venne superato da molti piloti, finendo nelle retrovie. Anche Räikkönen fu costretto al ritiro da un guasto tecnico, mentre occupava la terza posizione. A dieci giri dal termine, poi, ricominciò a piovere. Negli ultimi giri avvenne il duello tra Alonso e Massa; il brasiliano venne toccato dallo spagnolo, che infine riuscì a sorpassarlo tagliando per primo il traguardo. Dopo la gara, gli stessi Alonso e Massa furono protagonisti di un diverbio piuttosto acceso sull'accaduto in pista. Da segnalare anche la gara di Mark Webber su Red Bull che terminò al terzo posto, nonostante negli ultimi giri venisse pressato da Wurz, e la rimonta di Hamilton sino al 9° posto con continui sorpassi. In quinta posizione arrivò David Coulthard, a seguire Kubica, Heidfeld e Kovalainen. Dopo questo GP Hamilton rimase in testa al mondiale, ma il suo vantaggio nei confronti di Alonso si ridusse a solo 2 punti, mentre Massa recuperò otto punti e si portò a -13. Restò invece invariato il distacco di Räikkönen.

Anche in questo Gran Premio le decisioni prese dalla FIA influirono sul risultato finale della gara: durante le qualifiche, infatti, Hamilton non lasciò passare Alonso come precedentemente stabilito e lo spagnolo si vendicò bloccandolo ai box e non lasciandogli effettuare il suo ultimo giro, anche se alla fine la pole position rimase sua. La scuderia tentò di far passare inosservato l'accaduto, ma a mezzanotte arrivò la sentenza: Alonso fu retrocesso in sesta posizione sulla griglia e al Team di Woking non vennero assegnati punti costruttori. Da segnalare anche l'uscita di scena di Massa eliminato nella seconda sessione a causa di un errore del team, e il quarto posto di Nico Rosberg. Il giorno dopo Hamilton vinse la gara precedendo Räikkönen, che lo aveva mantenuto per tutta la durata della corsa un distacco minimo dall'inglese, pur senza riuscire a sopravanzarlo. Alonso rimontò sino al quarto posto, fermato da Heidfeld, mentre Massa, partito 14º, terminò solamente in 13ª posizione. I punti restanti vennero conquistati da Kubica, Ralf Schumacher, Rosberg e Kovalainen. In classifica piloti tornò ad aumentare il margine di Hamilton nei confronti di tutti i piloti. Alonso si ritrovò a 8 punti di distacco, Räikkönen a 22 e Massa a 23.

Dopo la pausa estiva di tre settimane fu il momento del GP di Turchia. Durante le qualifiche Felipe Massa conquistò la pole seguito da Hamilton, Räikkönen ed Alonso. Al via le Ferrari passarono a condurre la gara, mentre Alonso arretrò dietro alle due BMW, che superò nuovamente grazie ai pit stop dopo essere stato 23 giri dietro Heidfeld. La gara proseguì regolare con il tempo record di Räikkönen, che riuscì a marcare un giro più rapido della pole di Massa, sino al 42° giro, quando la gomma sinistra di Hamilton, a causa di una foratura, si srotolò alla curva prima dell'entrata ai box. L'anglo-caraibico riuscì comunque a sostituire lo pneumatico e terminò il Gran Premio con un 5° posto. La vittoria andò a Massa davanti a Räikkönen, Alonso ed Heidfeld. Dietro Hamilton in zona punti giunsero Kovalainen, Rosberg e Kubica.

Vi era quindi grande equilibrio tra i piloti Ferrari e McLaren, capaci di ottenere fin qui 3 vittorie a testa. Nonostante ciò i distacchi nel mondiale si mantenevano ancora ben definiti, con Hamilton che aveva 6 punti di vantaggio su Alonso, 17 su Massa e 18 su Räikkönen.

Il successivo appuntamento mondiale fu quello di Monza, in Italia. Le McLaren, veloci fin dal venerdì, occuparono la prima fila dello schieramento, seguite poi da Massa, Heidfeld e Räikkönen, autore di uno brutto incidente durante le prove libere. Ma, dopo le qualifiche, Ron Dennis e altri tecnici McLaren ricevettero un avviso di garanzia dalla Procura della Repubblica di Modena, per i fatti legati alla Spy Story. I capi d'accusa erano: spionaggio industriale e rivelazione di segreti industriali.

In gara, al via, Alonso indovinò una buona partenza, mentre Hamilton venne passato da Massa (salvo poi recuperare la posizione tagliando la prima chicane a ruote bloccate, anche se per regolamento il britannico avrebbe dovuto restituire la posizione a Massa), mentre Räikkönen passò Heidfeld. Al terzo giro l'alettone anteriore della Red Bull di David Coulthard si sfaldò sotto la pressione esercitata dall'aria nella prima curva lunga dopo il traguardo; il pilota perse il controllo e finì contro le file di gomme sfasciando pure un cartello pubblicitario. Lo scozzese uscì comunque illeso dall'incidente. Entrò quindi la Safety car, che cancellò il vantaggio che avevano ottenuto in quattro giri le McLaren sulle Ferrari. Alla ripartenza Alonso si dovette difendere ancora una volta dal suo compagno di squadra Hamilton, che insidiò la prima posizione per un intero giro. Al nono passaggio, poi, Massa, che occupava terza piazza, si ritirò per un guasto al motore. Successivamente Räikkönen, che aveva deciso di fare una sola sosta, riuscì a passare Hamilton e a portarsi secondo.

Quattro giri dopo, però, l'inglese sfruttò l'accelerazione del rettilineo di partenza, si accodò al finlandese e, nonostante sembrasse ancora troppo distante per tentare un sorpasso, riuscì a sopravanzare Räikkönen, entrando a ruote bloccate alla chicane. Vinse infine Alonso, seguito dal compagno di squadra. La McLaren centrò quindi una doppietta, risultato mai visto prima a Monza e prima vittoria del pilota spagnolo sul circuito italiano. Terzo Räikkönen. Ma l'attenzione della F1 si spostò, il giovedì seguente, nei tribunali, in quanto vi sarebbe stata l'ultima udienza relativa alla Spy story. La Mclaren venne ritenuta colpevole e multata di 100 milioni di dollari. Inoltre alla casa anglo-tedesca furono azzerati i punti nel campionato costruttori, ma preservarono quelli ottenuti nel campionato piloti. Con questo Gran Premio Alonso recuperò altri due punti portandosi a -4, mentre Räikkönen aveva un distacco di 18 punti. Massa era ancor più lontano, infatti il suo svantaggio ammontava a 23 lunghezze.

La lotta per il titolo mondiale riprese in Belgio. La Ferrari, già dalle prove libere del venerdì, si dimostrò nettamente più veloce della McLaren. Durante le qualifiche del sabato Räikkönen dominò già dal primo turno, ottenendo alla fine la pole position, seguito dal compagno di squadra Massa. Dietro di loro c'erano le McLaren di Alonso ed Hamilton. Alla partenza Räikkönen riuscì a fare la prima curva senza problemi, mentre Hamilton attaccò con veemenza il suo compagno di squadra, facendo anche una piccola escursione fuori pista. Räikkönen, velocissimo ad ogni giro, non venne insidiato nemmeno da Massa che, seppur facendo qualche tentativo, non riuscì a tenere l'andatura del finlandese. I piloti Ferrari occuparono, quindi, le prime due posizioni, seguiti da Alonso, che si avvicinò ulteriormente in classifica a Lewis Hamilton, soltanto quarto al traguardo. Dietro di loro giunsero Heidfeld, Rosberg, Webber e Trulli. Con questo risultato Alonso ridusse a 2 punti il suo svantaggio nei confronti del compagno di squadra, mentre Räikkönen era staccato di 13 lunghezze. Più lontano Massa a -20. Disputò un buon Gran Premio anche Adrian Sutil, che, con una Spyker finalmente più competitiva, raggiunse la 14° posizione al traguardo, dopo aver tenuto per oltre 20 giri una posizione a punti durante la gara, rendendosi anche protagonista di un sorpasso a danno di Heikki Kovalainen.

Dopo due settimane di sosta era previsto in calendario il Gran Premio del Giappone. Il weekend si caratterizzò per le difficili condizioni climatiche, in particolar modo per la pioggia battente. La pole position venne conquistata da Lewis Hamilton, che strappò per pochissimi centesimi la prima posizione ad Alonso. Per garantire ai piloti una maggiore sicurezza la FIA decise di far scattare le vetture dietro la Safety Car e di far montare a tutti i team le gomme da bagnato estremo. La Ferrari, però, fu l'unica scuderia a montare gli pneumatici intermedi, violando così un'imposizione della Federazione, poco precedente all'inizio del Gran premio. La casa di Maranello ricevette solo durante la gara questa comunicazione e dovette correre ai ripari, facendo pit-stop per il cambio pneumatici e rabbocco di carburante. La safety car rientro ai box dopo circa 19 giri, e la gara vera ebbe inizio. Le Ferrari si trovavano nel fondo del gruppo, in quindicesima e diciassettesima posizione. Massa fu coinvolto in un incidente con Wurz: il pilota della Williams finì fuori gioco mentre il ferrarista poté riprendere.

La pioggia incessante aumentò d'intensità rendendo le condizioni di guida davvero proibitive. Grazie alle soste ai box le Ferrari guadagnarono quattro posizioni mentre le McLaren di Alonso (quarto) ed Hamilton (primo) le persero. Beneficiarono quindi della situazione la Toro Rosso con Vettel secondo, che andò poi a guidare la gara, e Mark Webber, su Red Bull, terzo. Proprio in questi frangenti la pioggia battente causò l'inizio di una serie di testacoda in pista, alcuni anche gravi: dapprima Sutil su Spyker, poi Alonso alla prima curva, e, infine, Hamilton, tornato primo grazie alle soste ai box, ebbe un incidente senza conseguenze con Kubica. Simile incidente subì Alonso un giro dopo, toccandosi con Vettel: testacoda e qualche danno vicino alla posteriore destra. Le Ferrari, intanto, erano tornate in zona punti grazie alle altrui soste ai box e grazie a due sorpassi di Räikkönen, che si posizionò sesto, mentre Massa, si trovava ottavo dietro Alonso. Intanto lo spagnolo, dopo il terzo testacoda, perse il controllo della vettura e sbatté violentemente contro il muro, distruggendo la parte posteriore della sua monoposto e fermandosi proprio in mezzo alla traiettoria percorsa dai piloti. Alonso uscì comunque illeso.

Entrò quindi nuovamente in pista la Safety Car. Proprio con la vettura di sicurezza sul circuito si consumò l'ennesimo giallo della stagione riguardante Hamilton: Webber e Vettel, rispettivamente secondo e terzo, si tamponarono per motivi che le telecamere del circuito non riuscirono a chiarire con precisione. Fu solo in seguito alla gara che si poté capire la causa dell'incidente, grazie ad un video amatoriale messo su YouTube per mano d'uno spettatore che godeva di un'ottima vista sull'accaduto. Il risultato fu che l'inglese, forzando ad accelerare e rallentare in regime di Safety Car, aveva provocato il tamponamento fra la RedBull e la ToroRosso. Alla ripartenza sempre con pista bagnata Hamilton guidò la gara seguito dalla Renault di Heikki Kovalainen e dall'altra RedBull rimasta di Coulthard. Dietro di loro seguirono Massa e Räikkönen. Proprio i ferraristi nel finale di gara riuscirono a guadagnare posizioni con il sorpasso di Räikkönen ai danni di Coulthard, mentre Massa dovette tornare ai box per la terza volta a rifornire. Nel frattempo il finlandese avviò un'aspra e difficile lotta col connazionale Kovalainen per la seconda piazza del podio, ma non riuscì all'ultimo giro a restargli davanti pur avendolo superato. Massa, scivolato settimo, allo stesso tempo ingaggiò una lotta con la BMW di Robert Kubica per la sesta posizione spuntandola dopo una serie di sorpassi e controsorpassi con contatti ed uscite.

Hamilton poté così ipotecare seriamente il mondiale avendo ben 10 punti di vantaggio sul compagno di squadra e 17 sul finlandese della Ferrari. In settimana, poi, venne affrontata la questione del contatto fra Webber e Vettel durante la Safety Car, risolta poi col richiamo a giudizio della FIA del britannico e con la sua assoluzione.

Sette giorni dopo seguì il Gran Premio di Cina. Hamilton conquistò la pole position, precedendo Kimi Räikkönen e Felipe Massa; solo quarto Fernando Alonso, seguito da David Coulthard. Per la gara era nuovamente prevista pioggia ed infatti tutti partirono con gli pneumatici intermedi, ad eccezione delle Spyker costrette poi a fermarsi. Al via Hamilton scattò in testa, seguito dalle Ferrari e da Alonso. Siccome la pioggia non era costante tutte le scuderie decisero di non effettuare il cambio pneumatici, lasciando che le intermedie si consumassero. A metà gara le cose iniziarono a cambiare: Hamilton, fin da quel momento leader, cominciò a risentire pesantemente dell'usura dei suoi pneumatici e venne raggiunto da Räikkönen. Dopo aver resistito per alcuni giri ai tentativi di sorpasso del finlandese fu costretto a cedere la prima posizione. Dietro anche Massa tentò d'insidiare Alonso, che era appena uscito dai box, ma dopo qualche curva lo spagnolo acquisì un buon vantaggio. Poco dopo la ruota posteriore destra dell'inglese, a causa dell'eccessivo degrado, iniziò a sfaldarsi facendo sbandare la vettura. Hamilton fu così costretto a rientrare ai box, ma proprio imboccando la corsia d'entrata commise un errore finendo sulla ghiaia; stavolta non c'era nessuna gru in grado di rimetterlo in corsa come al Nürburgring e i commissari, inoltre, non riuscirono a liberare la vettura insabbiata. L'inglese fu costretto così al ritiro. Le attenzioni si spostarono poi sul duello tra Nick Heidfeld su BMW e la Toro Rosso di Liuzzi, sesto. Il compagno tedesco dell'italiano, Sebastian Vettel, sull'altra ToroRosso, giunse inaspettatamente quarto. Alla BMW ennesima delusione per il polacco Kubica che dovette ritirarsi per un problema al motore mentre era in testa. Jenson Button, con la sua Honda, ottenne la quinta posizione dopo un intero campionato molto deludente. La gara terminò con la vittoria di Kimi Räikkönen con un vantaggio di otto secondi su Alonso, terzo Massa.

Il finlandese si portò così a cinque vittorie contro le quattro dei due piloti McLaren e si rimise in gioco per il mondiale, portandosi a -7 da Hamilton quando mancava una sola gara, così come Alonso, portatosi ad appena quattro punti di distanza dall'inglese.

Il titolo di campione del mondo quindi rimase incerto fino all'ultima gara del campionato, a San Paolo. Era la prima volta dal 1986 che tre piloti si contendevano il mondiale all'ultimo Gran Premio: Hamilton, con 4 e 7 punti di vantaggio su Alonso e Räikkönen, poteva laurearsi campione con una gara regolare. Alla partenza le Ferrari presero subito il largo, con Räikkönen che passò Hamilton e si portò alle spalle del compagno di squadra. Lo stesso Hamilton, nel tentativo di chiudere Alonso, durante il primo giro sbagliò una curva e perse posizioni. Tornato in pista al sesto posto il britannico cominciò a guadagnare posizioni, ma, dopo qualche giro, l'inglese ebbe un problema al cambio, che lo fece arretrare in fondo al gruppo, concludendo infine al settimo posto. Intanto, durante il secondo pit-stop, Räikkönen riuscì a sorpassare Massa e a conquistò la vittoria davanti al compagno di scuderia e ad Alonso terzo. In questo modo, Räikkönen poté vincere il campionato con 110 punti contro i 109 punti di Hamilton ed Alonso.

Dopo la gara, l'ordine di arrivo finale venne ufficializzato con diverse ore di ritardo a causa di irregolarità rilevate nella temperatura della benzina delle vetture BMW e Williams (la benzina non può avere una temperatura inferiore di più di 10 gradi rispetto alla temperatura atmosferica "ufficiale", in quanto il carburante più freddo ha un rendimento migliore). Se i piloti di tali vetture fossero stati penalizzati dai giudici, Hamilton avrebbe vinto il campionato "a tavolino". La McLaren decise di presentare ricorso contro la decisione dei giudici. Lo stesso team inglese, nel 1997 era stato escluso dal Gran Premio del Belgio per un fatto analogo (benzina regolamentare ma differente dal campione depositato alla FIA).

Il 16 e il 17 novembre il ricorso McLaren venne discusso dal Consiglio Mondiale: dopo due giorni consecutivi di dibattimento fu dichiarato non valido confermando il titolo a Räikkönen e chiudendo definitivamente la stagione. Seguiranno polemiche, poiché in molti ritengono che il presidente della FIA Max Mosley abbia deliberatamente scelto di non applicare il regolamento (che avrebbe imposto la squalifica di Bmw e Williams) per non consegnare il titolo piloti alla McLaren, pesantemente penalizzata e multata. In realtà, le due macchine non vennero squalificate per via di un errore di comunicazione sulle temperature tra direzione gara ed i box dei team coinvolti.

Il campionato costruttori si chiuse con la vittoria della Ferrari con 204 punti davanti alla BMW con 101 punti. La McLaren, virtualmente seconda con 203 punti (se non ci fosse stata la penalità al Gran Premio d'Ungheria sarebbero stati 218), rimase invece a zero a causa della squalifica per spionaggio ai danni della Ferrari.

Per la parte superiore



Formula 1 stagione 2005

Piloti in discussione prima del GP USA

Il campionato mondiale di Formula 1 del 2005 si è disputato tra il 6 marzo (Melbourne in Australia) e il 16 ottobre (Shanghai, Cina) per quella che è la più lunga stagione della storia: 19 gare tra cui la novità del Gran Premio di Turchia.

Dopo un 2004 largamente dominato dalla Ferrari, l'intervallo tra le due stagioni fu caratterizzato da aspre battaglie politiche riguardanti il rinnovo eventuale del Patto della Concordia, che regola il campionato. L'associazione dei costruttori GPWC, che avrebbe voluto organizzare un campionato alternativo rispetto alla gestione FOM di Bernie Ecclestone, continuò nei suoi progetti, fino al momento in cui la Ferrari lasciò l'organizzazione e firmò autonomamente il rinnovo. Ciò non interruppe i progetti della GPWC e quindi si creò una frattura nell'ambiente.

Nel frattempo Ecclestone era impegnato in battaglie legali con le banche azioniste che discutevano la sua gestione del gruppo Formula 1.

Contemporaneamente, spinta dalla doppia preoccupazione di ridurre i costi di gestione e di limitare la velocità delle vetture, la Federazione ha impose una serie di modifiche alle vetture, ma i risultati pratici verso questi obiettivi si rivelarono deludenti.

Per ciò che concerne i test, la prima sessione si svolse a fine novembre, dal 24 al 26, sul Circuito di Catalogna. Ne seguì una a inizio dicembre, dall'1 al 4, svoltasi a Jerez de la Frontera. I parziali migliori vennero fatti registrare da Felipe Massa su Sauber il primo giorno, seguito da Trulli e le due McLaren.

I test ripresero dal 10 al 15 gennaio, sempre a Jerez, con impegnate Toyota, Renault, McLaren, Williams, Ferrari e Red Bull.

Nelle prime tre giornate di prove i parziali migliori vennero ottenuti da Mark Webber e Nick Heidfeld, mentre il giovedì i tempi più veloci furono fatti registrare dai piloti McLaren e da Zonta. Alla quinta giornata, poi, Alexander Wurz fece registrare il miglior tempo definitivo.

I test ripresero il 18 gennaio a Barcellona. A questa sessione parteciparono tutte le scuderie che avevano preso parte ai test di Jerez, ad eccezione di McLaren e Renault, che provarono a Valencia, insieme a Sauber e BAR. Sul circuito di Catalogna il più veloce fu Michael Schumacher, mentre Wurz fece registrare i tempi più rapidi sul tracciato valenzano.

Le seguenti squadre e piloti disputarono la stagione 2005 del Campionato Mondiale di Formula 1.

Le squadre erano le stesse 10 dell'anno precedente, ma alcune cambiarono proprietà: la Ford cedette la Jaguar alla società Red Bull, e la fabbrica di motori Cosworth a investitori americani; la Jordan fu venduta al gruppo Midland ma per la stagione continuò col vecchio nome. Infine la BMW acquistò il 49% della Williams.

A partire da quest'anno, il set di pneumatici usato dalle vetture dovrà durare per l'intero Gran Premio più entrambe le sessioni di qualifica: si parla quindi di quasi 350 Km contro i meno di 100 che un set doveva reggere nel 2004. Lo scopo è ovviamente quello di ridurre le prestazioni delle vetture. Uno pneumatico potrà essere cambiato se danneggiato, e regole particolari si applicano in caso di pioggia.

Mentre nel 2004 un motore doveva durare per l'intera durata del weekend di un Gran Premio, si passa ora a motori che debbono durare due Gran Premi consecutivi. In caso di rottura o di sostituzione, il pilota viene penalizzato nel Gran Premio in corso o in quello successivo con una perdita di dieci posizioni sulla griglia di partenza.

Ulteriori cambiamenti ai regolamenti aerodinamici sono stati introdotti per ridurre le prestazioni delle vetture, anche se sembra che le squadre abbiano rapidamente recuperato la velocità perduta.

La modifica più sostanziale è un ulteriore cambiamento al formato delle prove di qualificazione che è poi stato cambiato ulteriormente durante il corso della stagione. Inizialmente si sono svolte due sessioni di giro singolo al sabato pomeriggio e alla domenica mattina, entrambe conteggiate per la definizione della griglia di partenza utilizzando la somma dei due tempi. Mentre nella prima sessione le vetture potevano girare con poco carburante, nella seconda devono avere a bordo il carburante necessario per il Gran Premio, così come già succedeva l'anno precedente; la somma dei tempi non era invece mai stata utilizzata nella storia della F1. Questo formato è stato giudicato troppo complicato da stampa e pubblico, e così a partire dal Gran Premio d'Europa (settima gara della stagione) si è tornati a un giro singolo da svolgersi il sabato pomeriggio, con a bordo il carburante e l'assetto per la gara.

Le modifiche 2005 sono anche spiegate sul sito formula1.com, con estratti dal regolamento tecnico F.I.A.

La prima gara della stagione si apre con grandi polemiche che seguono le lotte politiche di inizio 2005. La Minardi chiede una deroga per poter correre con la vettura dell'anno precedente in quanto il nuovo regolamento tecnico è stato approvato troppo tardi per i suoi limitati mezzi tecnici: mentre inizialmente sembra che la deroga possa venire concessa, successivamente la FIA si oppone. Il proprietario della Minardi Paul Stoddart si rivolge alla magistratura ottenendo una ingiunzione che gli consenta di partecipare, ma successivamente ritorna sui suoi passi e accetta di ritirare l'ingiunzione e di fare rapide modifiche alle sue vetture.La prima sessione di prove di qualifica è stata movimentata dalla pioggia con alcuni piloti che non hanno fatto il tempo o hanno accumulato un pesante ritardo, e quindi il nuovo formato di qualifica esordisce limitando moltissimo l'interesse per la seconda sessione in cui diversi piloti rinunciano a partecipare. In prima fila due italiani, Fisichella su Renault e Trulli su Toyota.In una gara impostata sul passo Fisichella non ha problemi ad aggiudicarsi la vittoria, mentre sul podio si uniscono Barrichello su Ferrari e Alonso pure su Renault che recuperano molte posizioni da metà schieramento. Trulli per problemi alle gomme è costretto al ritiro, così come Michael Schumacher dopo un incidente con Nick Heidfeld. Bene invece Barrichello che è secondo, mentre è da segnalare l'ottimo esordio della Red Bull Racing, che conquista 7 punti.

La Gara di Sepang ha confermato i valori visti in Australia, con le Renault in evidenza e le Ferrari in grave difficoltà. Questa volta è Alonso a portare la Renault alla pole-position e alla vittoria, mentre Fisichella esce di scena dopo una collisione con Webber lottando per la terza posizione. Il secondo posto è appannaggio di Jarno Trulli che così come nella gara precedente parte dalla prima fila, ma in questa occasione riesce a mantenere la sua posizione fino all'arrivo cogliendo il miglior risultato nella storia della Toyota. Podio insperato per Nick Heidfeld, malissimo le Ferrari: Rubens Barrichello si ritira, Michael Schumacher arriva 7°. Ancora a punti invece le 2 Red Bull Racing.

Nella gara del Bahrain, la Ferrari decide di anticipare l'esordio della nuova vettura F2005 per ovviare alla mancanza di risultati delle prime due gare e in effetti Michael Schumacher ottiene il 2° posto in griglia dietro il solito Alonso su Renault e davanti a un confermato Trulli su Toyota.

I primi giri della gara mostrano infatti una lotta tra Alonso e Schumacher, ma quest'ultimo si deve ritirare al 13° giro per noie meccaniche. La gara quindi procede abbastanza tranquillamente in testa, dove Alonso porta la superiorità della Renault alla terza vittoria in tre gare. Dietro di lui di nuovo le Toyota come in Malaysia (Trulli 2°, Ralf Schumacher 4°), ma anche le molto progredite McLaren con Räikkönen 3° e 5° De la Rosa che sostituiva l'infortunato Montoya, questi ultimi dopo lotte molto serrate nelle posizioni intermedie. Dopo un weekend molto difficile, la seconda Ferrari di Barrichello giunge solo 9° a dimostrazione delle immaturità della nuova vettura, mentre ritiri meccanici fermano sia Fisichella che entrambe le BAR.

A Imola l'avvio della stagione europea vede il ritorno ai massimi livelli delle due scuderie che più avevano deluso nei primi Gran Premi, ovvero la Ferrari e la BAR, oltre ovviamente alla confermata Renault. Ma per la BAR la gioia dei primi punti dura poco, infatti a causa di un sistema non regolamentare nel serbatoio le vetture vengono squalificate dopo la corsa.

Nelle qualifiche è Kimi Räikkönen sulla McLaren a conquistare la pole-position davanti a Fernando Alonso sulla Renault e a Jenson Button sulla BAR, mentre la Ferrari di Michael Schumacher è solo 14ª a causa di un errore durante le prove.

In corsa, Räikkönen scatta al comando ma deve ritirarsi per un guasto tecnico dopo pochi giri, così come Rubens Barrichello con la Ferrari. Alonso sembra a quel punto destinato a un'altra vittoria solitaria con Button alle sue spalle, ma dalle retrovie Michael Schumacher riesce a recuperare posizioni con una serie di giri velocissimi prima e dopo il primo pit-stop che lo portano fino in terza posizione. Dopo molta fatica, Schumacher supera Button subito prima del secondo pit-stop e all'uscita dei box è solo pochi secondi dietro Alonso che raggiunge ma non riesce a superare nei 12 giri che mancano al termine della corsa che vede arrivare i due a 2 decimi di secondo di distacco. Si tratta quindi della terza vittoria consecutiva per Alonso e la quarta della Renault su quattro gare dell'anno.

Button è terzo sul traguardo e il suo compagno Takuma Sato 5°, ma dopo la gara la BAR verrà trattenuta per molte ore dai commissari per le verifiche tecniche, al termine delle quali la vettura viene giudicata regolare. Contro questa decisione la FIA presenta appello, e il 5 maggio la squadra verrà squalificata per avere corso sottopeso.

Il 3° posto diventa quindi appannaggio di Alexander Wurz con la McLaren al ritorno in gara dopo più di 4 anni per sostituire l'ancora infortunato Juan Pablo Montoya, mentre esordisce con un punto mondiale l'italiano Vitantonio Liuzzi sulla Red Bull. Dopo la gara Ralf Schumacher è stato inoltre penalizzato di 25 secondi e privato dell'8° posto (sarebbe diventato il 6° dopo le squalifiche) a causa di una manovra pericolosa dei box durante un pit-stop; la Toyota ha rinunciato all'appello, va a punti così Vitantonio Liuzzi, al suo debutto in F1 con la Red Bull.

Dopo la gara era rimasta pendente la regolarità della BAR di Button (e per analogia anche quella di Sato) che dopo l'arrivo era conforme al peso minimo di 600 Kg con a bordo la benzina rimasta, ma sotto il limite una volta che tutti i liquidi erano stati rimossi; i commissari di gara avevano convalidato la regolarità della vettura dopo una lunga discussione, ma è stata la FIA a presentare appello contro questa decisione.

Il Tribunale d'appello della FIA si è riunito il 4 maggio a Parigi, e il 5 maggio ha dichiarato che effettivamente la scuderia ha violato il regolamento tecnico e per questo motivo è stata squalificata dal Gran Premio di San Marino, esclusa dai due successivi (Spagna e Monaco) oltre a una ulteriore squalifica di sei mesi sospesa con la condizionale. La Federazione aveva chiesto l'esclusione da tutto il campionato 2005.

Durante l'appello si è visto come la BAR avesse due serbatoi addizionali all'interno della struttura principale del serbatoio, utilizzati per garantire un'alta pressione di iniezione del carburante nel motore; alle verifiche tecniche la vettura era effettivamente al di sopra del peso minimo anche a vuoto, ma questo includendo i circa 6 Kg di carburante rimasti nel serbatoio addizionale che non erano stati svuotati durante la verifica. La squadra ha sostenuto che quel minimo di carburante nel serbatoio addizionale era essenziale per il funzionamento stesso del motore e che la procedura di drenaggio si applicava solo al serbatoio principale.

Stranamente, il delegato tecnico della Federazione Jo Bauer aveva già visionato il dispositivo della BAR durante il Gran Premio della Malesia e lo aveva trovato regolare, ma il vero motivo della squalifica dovrebbe riguardare l'uso di questo carburante extra come zavorra in modo da poter correre in certi momenti della gara sotto i 600 Kg di peso, cosa vietata dal regolamento. Inoltre, la Federazione ha accusato la squadra di non avere collaborato adeguatamente durante le verifiche tecniche, sconfessando quindi il lavoro dei commissari del Gran Premio di San Marino che avevano accettato la vettura come regolare.

Esaurito l'iter giudiziario sportivo, c'era la possibilità che la BAR ricorresse alla giustizia civile aprendo un forte contenzioso con la Federazione, ma questa opzione è stata poi abbandonata.

A Barcellona, circuito dove le vetture provano spesso prima e durante la stagione delle gare, la McLaren rompe il predominio delle Renault e consegue la prima vittoria dell'anno con Kimi Räikkönen che parte dalla pole-position e vince in scioltezza senza mai cedere il comando. Il leader del campionato e idolo locale Fernando Alonso è 2° e consolida la sua posizione nella classifica mondiale, davanti alle due Toyota mentre Michael Schumacher sulla Ferrari ha per ben due volte forato i propri pneumatici Bridgestone costringendolo al ritiro.

Nel primo Gran Premio di Monaco dopo la morte del Principe Ranieri III si evidenzia la ritrovata superiorità delle McLaren, con Kimi Räikkönen che di nuovo parte in pole-position e conduce la gara dall'inizio alla fine.

La gara è stata molto più combattuta di quello che solitamente si vede a Montecarlo, anche a causa dell'ingresso della safety car dopo circa un terzo della corsa, in seguito a un testacoda occorso alla Minardi di Christijan Albers che aveva generato un "ingorgo" nella stretta sede stradale non altrimenti risolvibile. In questa situazione di safety car alcuni piloti riescono a fare rifornimento e altri no, ma se a prima vista ciò sembra avvantaggiare Fernando Alonso nella rimonta su Räikkönen, in realtà il pilota della Renault patisce il traffico in pista mentre Räikkönen può ricostruire il vantaggio perduto e rifornire a sua volta senza perdere la posizione. Inoltre, l'eccesso di carburante a bordo della vettura di Alonso conduce a un'eccessiva usura degli pneumatici della Renault verso la fine della gara.

Della crisi di Alonso si avvantaggiano le Williams che conquistano il 2° e 3° posto, miglior risultato della stagione. La seconda McLaren di Juan Pablo Montoya è 5ª dopo essere partita dall'ultima posizione a causa di una punizione inferta al pilota, che aveva causato un incidente durante le prove libere. Completano la zona punti Ralf Schumacher su Toyota e, nell'ordine, le Ferrari di Michael Schumacher e Barrichello.

A partire da questa gara viene di nuovo cambiato il formato delle prove di qualifica, ritornando a un giro singolo il sabato in assetto da gara: in questo modo conquista la sua prima pole-position Nick Heidfeld su Williams che però ha meno carburante a bordo avendo una tattica di gara su tre soste. Secondo è Kimi Räikkönen su McLaren, ma con due sole soste previste, solo sesto Fernando Alonso su Renault.

In ogni caso alla partenza prende subito la testa Räikkönen davanti ad Heidfeld, Jarno Trulli, David Coulthard e Alonso, dopo che alla prima curva diverse vetture tra cui Juan Pablo Montoya e le due Ferrari perdono molto tempo in un incidente innescato da Mark Webber con l'altra Williams che si deve ritirare. Trulli verrà poi penalizzato con un drive-through perché prima della partenza i suoi meccanici si sono attardati sulla griglia, ugualmente Coulthard subirà una penalità per eccesso di velocità nella corsia box dopo essere stato brevemente in testa grazie al gioco dei rifornimenti. Mentre nelle posizioni centrali la gara è molto combattuta, Räikkönen prende un buon vantaggio e imposta la sua gara scambiandosi il comando con Heidfeld e Alonso durante i pit-stop, quest'ultimo risalendo al secondo posto grazie alla differente strategia. Dopo la sequenza dei rifornimenti la competizione per la vittoria è ristretta a Räikkönen e Alonso, e la dura lotta a distanza conduce entrambi i piloti a errori, comprese escursioni fuori pista.

Negli ultimi giri risulta evidente che la McLaren di Räikkönen ha uno pneumatico Michelin anteriore estremamente deformato probabilmente a causa di questi errori e della mescola più tenera di quella scelta dalla Renault, ma nonostante le fortissime vibrazioni il finlandese decide di non fermarsi ai box e di tentare di arrivare al traguardo, mentre Alonso recupera a vista d'occhio. Proprio all'inizio dell'ultimo giro sulla McLaren però cede di schianto la sospensione anteriore e così Räikkönen esce di pista lasciando la vittoria alla Renault. Secondo è Heidfeld, terzo Rubens Barrichello su Ferrari che ha risalito il gruppo grazie a una tattica a tre soste, quarto Coulthard.

Nella prima gara della doppia trasferta nordamericana la prima fila dello schieramento viene occupata da due vetture che non hanno brillato nei Gran Premi precedenti, seconda è la Ferrari di Michael Schumacher e addirittura in pole-position la BAR di Jenson Button che ritorna alla ribalta dopo la squalifica seguita al Gran Premio di San Marino. Sia Button che Schumacher hanno però disputato le qualifiche in assetto da gara a tre soste, quindi con meno carburante delle Renault dietro di loro che partivano per due soste.

Alla partenza però Button viene superato da entrambe le Renault di Giancarlo Fisichella e Fernando Alonso, così come Schumacher che cede anche alle McLaren di Juan Pablo Montoya e Kimi Räikkönen. Dopo il primo pit-stop la gara sembra incardinata su una lotta tra le due Renault e le due McLaren, ma prima Fisichella si deve ritirare per problemi idraulici e poco dopo Alonso danneggia una sospensione toccando uno dei muri del circuito. Mentre Montoya sembra poter restare saldamente al comando, al 47° giro Button in terza posizione va a muro subito prima del traguardo (dove c'è il famoso slogan Bienvenue au Québec) in una posizione che richiede l'uscita della safety-car.

Durante la procedura di uscita, la gran parte dei piloti riesce a fare l'ultimo di rifornimento ma essendo il box della McLaren occupato da Räikkönen, Montoya deve aspettare un giro cosicché si trova a uscire dai box dopo il proprio pit-stop proprio mentre sfila il serpentone delle vetture guidate dalla safety-car e il semaforo della corsia box è rosso. Il pilota colombiano riparte in seconda posizione ma per questa infrazione viene prontamente squalificato.

Negli ultimi giri si ritira mentre era terzo anche Jarno Trulli con la Toyota e dietro Raikkönen le Ferrari trovano una inaspettata doppietta sul podio dopo un deludente prima metà di stagione.

Il Gran Premio degli Stati Uniti è stato forse il più strano della cinquantennale storia della F1: in seguito a un incidente occorso nelle prove del venerdì alla Toyota di Ralf Schumacher a causa del cedimento di uno pneumatico, incidente che ha costretto il pilota tedesco a non prendere parte alla gara, sono nati dubbi sul fatto che le gomme Michelin potessero terminare la gara. Preoccupata che si trattasse di un difetto di costruzione, la Michelin ha chiesto ai suoi team di non partecipare alla gara e comunque di modificare le regolazioni delle vetture. Ciò nonostante, al sabato Jarno Trulli sull'altra Toyota ha conquistato la prima pole-position della storia della squadra giapponese ma prima della partenza si è venuto a creare un vero e proprio scontro tra i team con le Michelin da una parte e la FIA dall'altra.

Le squadre Michelin hanno quindi dichiarato che non avrebbero preso il via con le gomme usate durante le prove in quanto c'era la quasi certezza che non avrebbero retto alle sollecitazioni indotte dalla curva numero 13, ovvero una delle poche sopraelevate tratte dal circuito ovale dello speedway che ospita la 500 Miglia di Indianapolis: le soluzioni proposte erano di utilizzare un nuovo tipo di gomme fatte arrivare apposta dalla fabbrica in Francia, che in un secondo tempo sono state definite "non sicure" dalla stessa Michelin, oppure di modificare il tracciato con una chicane in modo da ridurre la velocità di ingresso sulla curva 13. La FIA non ha accettato nessuna delle due proposte per non togliere validità al Gran Premio. Le 14 vetture gommate Michelin si sono quindi schierate in griglia, ma dopo il giro di formazione sono rientrate ai box senza partire. Il fatto che le vetture gommate Michelin abbiano compiuto il giro di formazione, non deve essere interpretato come un modo per dare comunque validità al Gran Premio, infatti l'articolo 17 del Regolamento Sportivo della F1 recita che "un Evento può essere cancellato se meno di 12 vetture sono disponibili per esso", e l'Evento inizia con le verifiche tecniche del Giovedì, a cui si sono presentate tutte le scuderie. La corsa è stata quindi disputata solo dalle tre scuderie gommate dalla Bridgestone, le due Ferrari, le due Jordan e le due Minardi.

La vittoria è così andata come largamente prevedibile a Michael Schumacher davanti a Rubens Barrichello, ma le Rosse hanno rischiato un incidente quando il tedesco, all'uscita dai box, ha quasi sfiorato il brasiliano; sarà l'unica vittoria del Cavallino in questa deludente stagione. Chiude il podio la Jordan di Tiago Monteiro, terzo, forse l'unico che ha avuto qualcosa da festeggiare in questo contestatissimo gran premio (infatti alla premiazione esulta, mentre i piloti Ferrari abbandonano dopo gli inni), poi quarto Narain Karthikeyan, che porta a casa i primi punti di un pilota indiano in F1, e le due Minardi di Albers e Friesacher: solo sei vetture classificate a punti.Schumacher vinse tagliando il traguardo con due giri di vantaggio su tutti.

La Michelin ha dovuto, poi, risarcire la quasi totalità dei biglietti venduti.

Dopo l'imprevedibile gara di Indianapolis e i suoi effetti, il ritorno in Europa ha riportato a una sorta di normalità l'ambiente della F1 insieme a valori tecnici visti nelle gare precedenti. La vittoria è andata a Fernando Alonso sulla Renault che ha dominato la gara così come aveva fatto più volte all'inizio di stagione, qualificandosi in pole-position per poi costruire già nella prima parte di gara un ampio margine di vantaggio. Dietro di lui Kimi Räikkönen su McLaren che invece ha dovuto risalire il gruppo dal 13° posto in quanto penalizzato di dieci posizioni sulla griglia di partenza avendo cambiato il suo motore rotto al venerdì.

Dietro di loro la Ferrari di Michael Schumacher tornata (forse tardivamente) a buoni livelli di competitività sia in gara che in prova probabilmente anche grazie agli pneumatici Bridgestone che hanno recuperato dopo i problemi sofferti dai rivali Michelin negli Stati Uniti, e Jenson Button che ha colto i primi punti dell'anno per la BAR. La McLaren di Juan Pablo Montoya si è ritirata per un guasto all'impianto idraulico quando era terzo, mentre la seconda Renault di Giancarlo Fisichella è stata penalizzata da problemi durante entrambi i pit-stop.

In una gara con ben 19 vetture al traguardo su 20 partite (unico ritiro quello di Karthikeyan), si è visto con chiarezza lo stato della competitività a metà stagione: la lotta per la vittoria è stata ristretta alle Renault e alle McLaren, ma ancora una volta la lotta tra il capoclassifica Fernando Alonso su Renault e l'inseguitore Kimi Räikkönen su McLaren non è potuta andare in scena a causa di una rottura al motore Mercedes del pilota finlandese che è stato così penalizzato di dieci posizioni sulla griglia di partenza.

Alonso è partito dalla pole-position ma la vittoria, la prima da quando corre per la McLaren, è andata a Juan Pablo Montoya, scattato prontamente in testa dalla seconda fila che hai poi controllato il resto della gara attraverso le diverse strategie di pit-stop quando Alonso sperava di riuscire a superarlo. Räikkönen è invece risalito sino al terzo posto, complice anche un errore ai box per Giancarlo Fisichella sulla seconda Renault.

Jenson Button, partito in prima fila con la BAR, ha preso un quinto posto che conferma un ritorno a prestazioni accettabili, davanti alle Ferrari e alle Toyota.

In una giornata che sembrava destinata a una vittoria trionfale, Kimi Räikkönen e la McLaren lasciano probabilmente le speranze di vittoria nel campionato a causa dell'ennesimo ritiro per motivi tecnici mentre erano in testa dopo essere partiti dalla pole position. Come sempre, questo ha favorito la vittoria di Fernando Alonso su Renault, secondo per la gran parte della gara a breve distanza da Räikkönen. Juan Pablo Montoya con la seconda McLaren è arrivato 2° dopo essere partito dall'ultima posizione in griglia, a causa di un errore all'ultima curva del giro di qualificazione mentre stava probabilmente conquistando la prima fila.

Dietro di loro Jenson Button con la BAR, mentre Giancarlo Fisichella con la seconda Renault è arrivato 4° dopo essere rimasto a lungo bloccato nelle retrovie a causa di una partenza non felice e del coinvolgimento in un contatto durante il primo giro che aveva danneggiato i suoi freni posteriori.

Una gara che sulla carta doveva essere favorevole alle Renault si risolve invece nella prima vera sconfitta dell'anno per la squadra anglo-francese, mai competitiva tra prove e gara mentre le McLaren si trovano a proprio agio. Chi invece ritorna ai vertici è la Ferrari di Michael Schumacher (ma quasi fuori dalla lotta per il titolo piloti) che grazie anche a un ridotto carico di benzina indice di una strategia a tre soste conquista finalmente la prima pole position della stagione.

Data la tortuosità del circuito che rende estremamente difficili i sorpassi, la gara è stata tutta giocata in chiave tattica, a partire dalle scelte di Kimi Räikkönen con la McLaren che, costretto ad essere il primo partente nelle prove di qualificazione sceglie un carico di benzina ridottissimo che gli consente di qualificarsi quarto. Alla partenza Schumacher riesce a mantenere la testa seguito da Juan Pablo Montoya e Räikkönen con le McLaren; dietro di loro invece Fernando Alonso danneggia l'ala anteriore della sua Renault durante un contatto e in pratica continua solo per onore di firma (giungerà 11° e doppiato).

Schumacher continua in testa con Räikkönen a breve distanza, entrambi seguendo una strategia a tre soste, con Montoya invece su due soste che li sopravanza entrambi a metà gara, prima di ritirarsi a causa di un guasto al cambio. Al secondo dei tre pit stop programmati Räikkönen supera Schumacher e da quel punto deve solo controllare il resto della gara per andare a vincere davanti alla Ferrari e alle due Toyota. Finalmente qualche punto anche per Takuma Sato e per le Williams in difficoltà da diverse gare.

La gara di Monza segna in pratica la fine della battaglia per il campionato piloti: pur essendo la McLaren la vettura di gran lunga più veloce, Kimi Räikkönen viene di nuovo penalizzato dalla scarsa affidabilità e non riesce a cogliere il massimo risultato in una pista a lui favorevole. Un guasto al motore Mercedes durante le prove libere ha fatto sì infatti che ne fosse necessaria la sostituzione causando una penalizzazione di dieci posizioni in griglia, e la pole position conquistata in pista si è trasformata in un 11° posto alla partenza.

La possibile rimonta del pilota finlandese, partito con una tattica ad una sola sosta a differenza delle due soste standard, viene resa vana dal traffico incontrato durante i primi giri e soprattutto da un problema ad uno pneumatico che lo costringe ad una sosta aggiuntiva per la sostituzione.

La vittoria va quindi al compagno di squadra Juan Pablo Montoya partito dalla pole che ha guidato la gara per tutta la sua durata ma che negli ultimi giri ha dovuto combattere con uno pneumatico difettoso non dissimile da quello di Räikkönen. Ma il vero vincitore è Fernando Alonso su Renault che con il 2° posto mette una serissima ipoteca sul titolo.

Dietro di loro la seconda Renault di Giancarlo Fisichella, Räikkönen, e le solide Toyota grazie a una corsa regolare. Disastro per le Ferrari entrambe fuori dai punti, mentre coglie un inaspettato 7° posto Antonio Pizzonia che sostituiva Nick Heidfeld sulla Williams.

Al mattino la pioggia allaga la pista e quindi si comincia con gomme intermedie. Le McLaren di Juan Pablo Montoya e Kimi Räikkönen scattano bene davanti a Jarno Trulli, Fernando Alonso e Michael Schumacher.

Momento culminante è il decimo giro: Giancarlo Fisichella entra forse troppo veloce alla Eau Rouge e in uscita perde il controllo della sua Renault: botto violento sulle barriere ma per fortuna nessun guaio fisico. Entra la Safety car e tutti ne approfittano per il rifornimento.

Qualcuno come Mark Webber e lo stesso Schumacher ha provato le gomme da asciutto, ma la scelta si rivela errata. Il tedesco rientra subito dopo per cambiare di nuovo gli pneumatici, ma dopo la ripartenza al 13° giro la sua gara la chiude Takuma Sato, tamponandolo.

Chi ha tratto giovamento dall'incidente di Fisichella è Ralf Schumacher, che essendosi fermato un giro prima si ritrova in seconda posizione, dietro alla McLaren di Montoya. Ma al 24° giro il tedesco inspiegabilmente prova le gomme da asciutto. Inspiegabilmente perché in quel momento del Gran Premio i piloti girano sull'1'57", non certo tempi da asciutto. Come risultato la sua Toyota va fuoripista appena uscita dai box.

Nel finale Montoya e Räikkönen si "scambiano" la posizione dopo i rispettivi pit-stop, Alonso controlla tutto senza forzare, contento del suo terzo posto, che diventa il secondo a quattro tornate dalla fine quando, Montoya e Antonio Pizzonia si toccano finendo fuori. Completa il podio la BAR di Jenson Button, davanti alla Williams di Mark Webber e alla Ferrari di Rubens Barrichello. Amaro ritiro causa incidente per Jarno Trulli.

La gara brasiliana consacra Fernando Alonso come il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1, in una corsa che ha ripetuto il copione di molte delle gare recenti. La McLaren si è confermata la vettura più veloce della griglia, riuscendo per la prima volta nella stagione a realizzare una "doppietta", ma ad Alonso bastava un podio per conquistare il titolo, e così è stato.

Lo stesso Alonso parte in pole position anche grazie a un carico minore di benzina e a un errore di Kimi Räikkönen durante le prove. In ogni caso è Juan Pablo Montoya sulla McLaren che dalla seconda posizione prende il comando nei primi giri, seguito da Räikkönen e che riesce a mantenere un po' di vantaggio sul compagno di squadra per tutta la gara cedendo la prima posizione solo per i due pit stop. La pista è umida per un temporale notturno, e cade anche un po' di pioggerellina poco dopo la metà della corsa ma la pista non si trasforma in bagnata e le posizioni restano consolidate fino alla fine della gara. Nelle posizioni successive, una buona ma tardiva prestazione della Ferrari con Michael Schumacher 4° e Rubens Barrichello 6° ad affiancare Giancarlo Fisichella 5° con la seconda Renault.

La gara viene fortemente condizionata da uno scroscio di pioggia caduto proprio durante le prove di qualificazione, cosicché alcuni dei maggiori protagonisti (Fernando Alonso su Renault, Kimi Räikkönen e Juan Pablo Montoya su McLaren) si ritrovano a partire dal fondo della griglia. La pole position viene conquistata da Ralf Schumacher su Toyota, mentre evita la pioggia e conquista il 3° posto l'altra Renault di Giancarlo Fisichella.

Dopo la partenza va subito fuori gara Montoya per un contatto con Jacques Villeneuve, e alla ripartenza dopo la safety car Ralf Schumacher si trova in testa davanti a Fisichella ma è su una strategia a tre soste e così scivola via via indietro con l'avanzare della gara (terminerà 8°), mentre Fisichella mantiene il comando. L'interesse si sposta alla rimonta di Alonso e Räikkönen che risalgono lo schieramento grazie a vetture superiori pur venendo molto spesso "bloccati" da concorrenti difficili da superare; in particolare entrambi i due principali contendenti del mondiale 2005 si trovano a dover superare (anche più di una volta) l'esperto campione uscente Michael Schumacher e Klien.Proprio su quest'ultimo Alonso effettua dapprima un sorpasso alla curva Triangle nella quale taglia la chicane.Dai Box i commissari comunicano al muretto Renault di far sopravvanzare Klien ( purtroppo a fine gara i giudichi chiederanno scusa per l'errore , visto che a termini di regolamento la manovara di Alonso fu considerata corretta). Nel frattempo Jarno Trulli viene messo fuori gara da Takuma Sato in seguito all'ennesima manovra poco ponderata che porterà all'esclusione del pilota giapponese dall'ordine d'arrivo.

Le differenti strategie riguardo i rifornimenti portano a vari cambi di posizione da cui emergono Räikkönen dietro a Fisichella e davanti a Mark Webber su Williams, Alonso e a Jenson Button su BAR. Alonso riesce a superare Webber per il 3° posto mentre la rimonta di Räikkönen si conclude con un aggressivo sorpasso al penultimo giro su Fisichella che lo riporta sul gradino più alto del podio dopo essere partito 17°.

La Renault diventa campione del mondo costruttori grazie alla vittoria di Alonso nel GP della Cina. Una vittoria ottenuta davanti a Kimi Räikkönen e alla McLaren. Terzo posto per la Toyota di Ralf Schumacher. Nella gara decisiva per la vittoria nei costruttori il team di Flavio Briatore ha rischiato assetto e configurazione per tirare fuori velocità e prestazioni. Alla fine la casa francese ottiene la prima fila con due piloti e la gara di Shanghai è gestita alla perfezione e senza rotture. L'unico ostacolo per Alonso è stato l'ingresso della Safety car in un paio di occasioni: prima per un detrito in pista che ha frenato Montoya (poi costretto al ritiro), poi per un incidente alla Jordan di Karthikeyan (ci sono voluti 6 giri per rimuovere la vettura, i cinesi mancano ancora di un po' di organizzazione). Sfortunato Giancarlo Fisichella, quarto perché penalizzato con un drive through per aver rallentato Raikkonen all'ingresso dell'ultimo pit-stop. A punti anche Klien, Massa, Webber e Button. Finale inglorioso per la Ferrari, in particolare per Michael Schumacher. Già nel giro di ricognizione, Schumi è stato protagonista di un incidente con l'olandese della Minardi, Christijan Albers, ed è poi stato costretto ad usare la vettura di riserva. In gara, è uscito per un banale testacoda a metà gara (in regime di safety car) girandosi da solo e ritirandosi per la sesta volta nella stagione. Non meglio è andata a Rubens Barrichello che ha chiuso in dodicesima posizione. Finisce così la peggiore stagione dal 1996 per la Rossa di Maranello: 1 sola vittoria ottenuto nel GP farsa di Indy.

Per la parte superiore



Formula 1 stagione 2004

Cristiano da Matta ha disputato in Germania la sua ultima corsa in Formula 1 venendo poi sostituito da Ricardo Zonta

La stagione automobilistica di Formula 1 2004 segna il decennale della morte di uno dei suoi più grandi protagonisti di sempre, il pilota brasiliano Ayrton Senna. Reduce dai successi delle ultime stagioni, la Ferrari resta la scuderia da battere anche se diversi sono i team che aspirano a vincere il titolo mondiale: Williams e McLaren su tutte, cui potrebbe aggiungersi - secondo gli osservatori di questo sport - la sorpresa Renault.

Questa pagina si propone di seguire passo per passo le vicende del Campionato mondiale di Formula 1 2004.

Nelle seguenti sezioni sono riportati brevi resoconti delle gare in cui è articolato il campionato di automobilismo, con link ai circuiti nei quali esse si svolgono. In coda di pagina viene riportata - aggiornata con il succedersi dei Gran Premi disputati - la classifica piloti e quella dei costruttori.

Le Ferrari hanno superato egregiamente la prova del caldo. Dopo la pole delle prove cronometrate, Schumacher ha anche ottenuto la vittoria nel Gran Premio della Malesia, seconda prova di questa lunga stagione, e proprio nel giorno del compleanno del grande Ayrton Senna (avrebbe compiuto 44 anni). Gli altri brasiliani in gara hanno tutti fatto una prova un po' così: bene Massa che, al ritorno in Formula 1 dopo un anno da collaudatore Ferrari, con la Sauber ha ottenuto un buon 8.o posto.

Per contro Rubens Barrichello ha invece condotto una gara abbastanza anonima: partito bene, ha però ceduto nei primi giri la seconda e poi la terza posizione ai danni di Montoya e Räikkönen (tradito dal motore subito dopo il terzo pit-stop) a causa delle poche gocce di pioggia che stavano cadendo all'inizio della gara. Gocce che hanno dato un po' fastidio anche a Schumacher che si è visto Montoya recuperare in fretta lo svantaggio preso nei primi giri.

Rubens, comunque, nel corso della gara, dopo essere stato sopravvanzato anche da Button e Trulli, che hanno animato le prime fasi della gara con uno splendido duello, tenuto vivo fino al secondo cambio gomme, ha sfruttato la scelta di gomme più dura per portarsi, alla fine, al quarto posto, anche grazie al problema avuto da Räikkönen con la sua McLaren.

La gara, comunque, ha offerto una serie di emozioni, soprattutto graze a Montoya che, quando i suoi pneumatici glielo permettevano, riusciva ad avvicinarsi al campione del mondo, salvo poi dover di nuovo cedere strada al tedesco: una dimostrazione che le Bridgestone e le Ferrari non temono più il caldo e fanno dell'affidabilità un pacchetto vincente che potrebbe fare la differenza molto più delle prestazioni.

Infatti anche la Williams ha avuto problemi di motore sulla vettura di Ralf, costretto al ritiro. Stessa cosa anche per le BAR sulla vettura di Sato, mentre il suo compagno di scuderia ha concluso con il suo primo podio in carriera: un ottimo risultato per una scuderia che promette di migliorare nel corso della stagione.

Nonostante l'affidabilità dimostrata, una mezza delusione sono risultate le Renault, che oltre a dare spettacolo nella prima parte di gara poco di più hanno fatto: da apprezzare, comunque, il gran recupero di Alonso che, partito dall'ultimo posto, ha concluso al settimo, anche grazie alla poca benzina con cui partiva.

Il Gran Premio, alla fine, ha dato alcuni responsi importanti: ancora da cercare l'affidabilità completa per Williams, McLaren e BAR, con quest'ultima che dimostra di avere un buon motore, molto probabilmente migliore del Mercedes, mentre ancora molto da imparare per la Renault, che forse ha vissuto una giornata storta, ma che dovrà lottare soprattutto con le ultime due scuderie citate per cercare di ottenere il terzo posto nella classifica costruttori.

Il terzo Gran Premio del 2004 conferma lo strapotere Ferrari, almeno nel principio di stagione, con due macchine ai primi posti dopo una gara condotta sempre in testa. Completa il podio, per la seconda gara di seguito, il britannico Button, su una sempre più sorprendente BAR (5° il suo compagnio di scuderia Sato). Tre soli i ritirati, tutti per guasti al motore: i piloti di una McLaren in piena crisi Kimi Räikkönen (al 7° giro e con un motore fresco) e David Coulthard (al 50°), e infine Zsolt Baumgartner su Minardi (43° giro).

La gara, svolta su un circuito inedito per tutti, è stata appassionante nelle retrovie, soprattutto grazie alle caratteristiche del tracciato e agli errori dei piloti, che hanno favorito i sorpassi e i recuperi di quelli più veloci che partivano dietro (come Alonso, prima bloccato da un buon Webber, quindi tenuto a bada da un discreto Sato) o che si sono trovati attardati per errori e problemi vari (come Ralf Schumacher e lo stesso Sato, arrivati a toccarsi in un tentativo di sorpasso da parte del tedesco ai danni del giapponese).

Nella classifica costruttori, intanto, la Renault ha rimpiazzato al secondo posto la Williams, vittima di una rottura al cambio sulla vettura di Montoya, che ha animato un po' un finale scontato, con le posizioni congelate e le distanze consolidate. Il colombiano, comunque, aveva fatto ben poco per impensierire le rosse in fuga e il terzo posto gli è, alla fine, sfuggito solo per una carente affidabilità della Williams nei confronti delle scuderie emergenti.

E quattro. Quasi dieci anni dopo il mortale incidente all'indimenticato Ayrton Senna, Michael Schumacher torna a Imola e, alla guida della sua Ferrari, mette a segno un poker di vittorie con il quarto successo consecutivo su quattro gran premi finora disputati. Con il rischio - lamentano in molti - che il campionato mondiale di Formula 1 possa dirsi già concluso - sebbene si sia ancora alle prime gare - a causa dello strapotere della casa di Maranello.

Le prove si erano concluse con la pole position di uno strepitoso Jenson Button e di un'ottima BAR-Honda; il britannico, poi, partito benissimo, aveva preso alcuni secondi di vantaggio sfruttando il difficile inizio di Schumacher. Le emozioni, infatti, si sono concentrate proprio nei primissimi metri del Gran Premio, quando Montoya porta un attacco deciso al campione del mondo, che però riesce a difendersi bene e a recuperare, giro dopo giro, il ritardo accumulato da Button. Il sorpasso, inevitabile, avviene ai box, quando il ferrarista resta in pista alcuni giri in più rispetto agli altri, realizzando anche il nuovo record sul giro in gara (quello in prova è di Button). Il resto della gara è monotono, tranne per il finale quando Alonso, sfruttando una vettura più leggera e degli pneumatici freschi, prima supera Ralf Schumacher, quindi si avvicina pericolosamente a Montoya.

Alla fine buone notizie un po' per tutti: alla Williams, per la ritrovata affidabilità dopo i problemi del GP precedente, a Räikkönen per la tenuta del motore Mercedes sulla sua McLaren, alla Renault per la grinta di Alonso e di Trulli, quest'ultimo in grado di tenere dietro Barrichello nonostante noie al motore. Va bene anche alla Ferrari e a Schumacher per le due consolidate leadership nelle due classifiche iridate.

È uno Schumi che non sembra disposto a fermarsi ma, piuttosto, pronto a calare una propria personalissima scala reale fatta di cinque-vittorie-cinque consecutive. Con la vittoria in (relativa) scioltezza sul circuito barcellonese, messo alla corda alla partenza dal solo, coraggiosissimo Trulli, il pilota tedesco della Ferrari si conferma più che mai l'attuale numero uno assoluto dell'automobilismo di Formula 1. La forza della casa di Maranello è confermata dal secondo posto di Rubens Barrichello, mentre a completare il trionfo italiano sale sul podio anche Jarno Trulli.

Dopo 5 gare, il monopolio di Michael Schumacher è finalmente interrotto dalla vittoria di un'altra vettura: la Renault di Jarno Trulli. Ancora una grande partenza dell' abruzzese caratterizza l'inizio del Gran Premio di Monaco del 2004. Con lui anche Alonso compie uno splendido avvio, ottenendo subito il secondo posto. I problemi, però, sono sempre all'ordine del giorno. Prima Panis non riesce a partire, costringendo a rinnovare per la seconda volta le procedure di partenza, quindi la rottura della BAR-Honda di Takuma Sato causa la tremenda collisione tra Fisichella e Coulthard che porta al primo ingresso di giornata della safety car. Il secondo ingresso, infatti, è causato da un altro pauroso incidente, questa volta causato da un azzardato doppiaggio di Alonso ai danni di Ralf Schumacher e causa indiretta dell'uscita del fratello Michael, tamponato anche lui all'uscita dal tunnel da Montoya mentre si procedeva dietro la macchina dei commissari di pista.

Chi è riuscito ad evitare tutti questi inconvenienti, alla fine, è riuscito a giungere al traguardo, e tra questi il vittorioso Trulli, che riporta un anno dopo un italiano sul podio più alto di un Gran Premio, oltre al britannico Jenson Button, che nel finale ha provato a mettere pressione all'abruzzese. Terzo un anonimo Barrichello, che, comunque, aveva problemi di guidabilità sulla sua Ferrari. Quindi gli altri superstiti, tutti doppiati.

Circuito di Nürburgring, Germania - 30 maggio.

Il re è tornato sul podio più alto. Nella settima gara del mondiale, Michael Schumacher è tornato alla vittoria, seguito dal fido Rubens Barrichello, completando una doppietta Ferrari dedicata al recentemente scomparso Umberto Agnelli. Nessuna festa, infatti, sul podio, con il solo Jenson Button terzo al traguardo a stappare la bottiglia di champagne.

La gara vede partire subito davanti a tutti il ferrarista campione del mondo, attaccato subito da Trulli e Sato (che si è poi ritirato per la rottura del motore Honda), che però non parte con perfettamente e costringe l'abruzzese a cedere alcune posizioni. L'azzardata manovra del pilota nipponico consente a Kimi Räikkönen e Fernando Alonso di balzare ai due posti immediatamente successivi dietro la lepre Schumacher, che grazie anche alla grande partenza del finlandese che fa da tappo al resto del gruppo, riesce a guadagnare quasi due secondi al giro.

Dopo i primi cambi, il tedesco è di nuovo in testa e vi resterà fino alla fine, nonostante la buona prova di Barrichello, partito più pesante, come anche Coulthard, che ha poi rotto il motore al pari del compagno di squadra Räikkönen, e di Giancarlo Fisichella, sesto alla fine con la Sauber.

Gara molto tattica con grande attesa per le soste di rifornimento, ma che comunque ha riservato sorprese ed emozioni. Subito al via Jarno Trulli viene fermato nel suo attacco ai piloti in prima fila dalla rottura della trasmissione, che sarà anche la causa del ritiro, al quarantaquattresimo giro, del compagno Alonso: doppio ritiro per la Renault come non era mai accaduto finora in questa stagione. Alla prima curva, poi, Klien tocca Coulthard e il compagno Webber: gara finita per l'australiano.

Nel frattempo provano ad andare via, con scarso successo, Ralf Schumacher e Jenson Button, ma i più carichi Alonso e Michael Schumacher tengono bene il ritmo. Quest'ultimo, spesso, riesce a farsi vedere anche dietro agli specchietti di Montoya, senza però riuscire ad attaccarlo. La manovra di sorpasso, unica nella gara, riesce al compagno del Ferrarista, Barrichello, che sorpassa, dopo una decina di giri di studio, la prima guida McLaren, Kimi Räikkönen.

Il resto della gara è un'attesa dei pit stop, con i due della Ferrari che, grazie ad una tattica da due soste, riescono a recuperare terreno. Purtroppo la lotta per la vittoria tra Barrichello e Schumi non solo impedisce al brasiliano di vincere, ma anche di trovarsi terzo al traguardo, anche se parte di questo risultato è da ascrivere alle difficoltà in frenata che ha trovato il pilota di San Paolo.

Le ultime emozioni, infine, le regalano la rottura del motore sulla BAR di Sato, un terribile incidente accorso al giovane Felipe Massa, per fortuna senza conseguenze e i timidi tentativi di sorpasso di Montoya ai danni di Button.

Grande paura al decimo giro per un tremendo incidente accorso a Ralf Schumacher, il pilota della Williams, che resta incastrato tra le lamiere della sua vettura, dopo che questa ha sbattuto contro i muri di protezione all'inizio del curvone finale, quando uno dei suoi pneumatici ha forato. L'apprensione è durata un paio di giri, giusto il tempo di vedere Ralf in grado di muoversi e agitare le braccia.

La gara, comunque, selettiva come poche, è iniziata sin da subito con un problema sulla monoposto di Montoya: a causa delle non abbastanza rapide operazioni di sgombero da parte del team, il pilota colombiano si è visto esposta la bandiera nera ad appena quindici giri dalla conclusione.

Subito dopo il via, poi, mentre Michael Schumacher proteggeva il compagno Barrichello partito in pole position dagli attacchi di Sato, nelle retrovie un incredibile incidente costringeva all'ingresso la safety-car, alla cui uscita avviene il sorpasso chiave di tutto il gran premio: Schumacher, dietro il brasiliano, ne prende la scia e conquista la prima posizione. Le due Ferrari, a quel punto, iniziano a prendere il via, per poi ritrovare il loro vantaggio annullato a causa dell'urto di Ralf (preceduto dallo scoppio di uno pneumatico sulla Renault di Alonso).

A quel punto, mentre Barrichello, sfruttava il maggior carico di benzina fatto sulla sua vettura per recuperare posizioni arrivando al primo posto, nelle retrovie uno scatenato Sato iniziava a dare spettacolo, offrendo ripetuti sorpassi ai danni dei piloti che lo precedevano: tra le sue illustri vittime Olivier Panis e Jarno Trulli, fino a quel momento terzo in classifica. Alcuni giri prima, infine, Rubens, in uscita dai box, si ritrova subito dietro al suo capitano, ma lo attacca nel tratto lento, offrendo per un paio di giri uno splendido spettacolo rosso ai tifosi giunti al prestigioso circuito di Indianapolis.

Alla fine gli incidenti hanno ridotto a sole otto vetture quelle giunte al traguardo e a nove quelle comunque classificate (il nostro Fisichella, sempre per un problema alle gomme, è stato costretto al ritiro a otto giri dal termine).

L'impresa di Michael Schumacher e della Ferrari rimanda a quanto il pilota e la scuderia fecero nel 1998 sul circuito di Budapest per il Gran Premio d'Ungheria di quell'anno: furono, infatti, i primi a vincere una gara fermandosi per tre volte ai box. Questa volta, sul circuito francese, anche grazie al breve tempo che si perde nella corsia box, il tedesco e la Ferrari sono stati i primi a vincere una gara fermandosi per ben quattro volte al pit stop, ovvero una volta in più degli avversari, ottenendo alla fine comunque la vittoria con un vantaggio abbastanza consistente sugli avversari.

L'avversario più importante, comunque, è stato lo spagnolo della Renault, Fernando Alonso, unico tra tutti a riuscire a tenere il ritmo di gara del campione del mondo, almeno fino a quando la sua vettura non è stata costretta, per scelta tecnica, ad imbarcare una grande quantità di benzina.

Nel frattempo, nelle retrovie, faceva una gran gara Rubens Barrichello che, partito da centro classifica per problemi durante le prove libere, è stato l'unico ad effettuare sorpassi in pista: con gli ultimi due, ai danni di Button e Trulli (quest'ultimo addirittura all'ultima curva) il brasiliano è riuscito a conquistare il terzo posto finale.

Da notare il naufragio Williams, che sostituiva Ralf Schumacher con il collaudatore Marc Gené, e i primi segnali di ripresa della McLaren, che finalmente vede entrambe le sue vetture al traguardo senza problemi.

Con ancora negli occhi la gara francese, ci si aspetta che il Gran Premio di Gran Bretagna riservi molte sorprese. E le prime già le da la griglia di partenza, con il finlandese Kimi Räikkönen che scatta, dopo un anno, davanti a tutti.

La sua partenza è eccezionale, aiutata soprattutto dalle gomme Michelin, e riesce a guadagnare ben 3 secondi e mezzo al primo giro, per poi arrivare ad un massimo di 4,5 circa. Dopo poco meno di otto giri, però, Rubens Barrichello, scattato per secondo, inizia a recuperare terreno, ma la sua rincorsa viene fermata dal pit stop. Quando poi anche Jenson Button, che in partenza aveva resistito splendidamente ad un attacco di Michael Schumacher, va ai box per il rifornimento e il cambio gomme, la strada per il tedesco della Ferrari si fa nettamente in discesa: il campione del mondo, infatti, con una serie di giri veloci (intorno al minuto e 18 secondi) ed aiutato anche dal traffico incontrato da Räikkönen al rientro, prende la testa della corsa, per non mollarla più, nemmeno dopo l'ingresso della safety car.

La macchina di sicurezza è stata, infatti, costretta ad entrare in pista a causa di un pauroso incidente incorso a Jarno Trulli, probabilmente per un incidente meccanico. Per fortuna il pilota abruzzese è uscito indenne dall'abitacolo, unica struttura a rimanere intera dopo il terribile volo.

Dal punto di vista spettacolare, comunque, a parte questo incidente, si sono visti pochi sorpassi: uno di Räikkönen ai danni di Sato e un paio di Montoya all'inizio della gara, con vetture abbastanza scariche, e di Alonso, quando ancora la poca benzina a bordo sopperiva alla mancanza di velocità di punta accusata dalla sua Renault. Bella gara anche quella di Fisichella che su una Sauber rinnovata nell'aerodinamica e nel motore (giunta finalmente la nuova evoluzione del propulsore Ferrari, da tempo in uso sulle rosse ufficiali) è riuscito ad ottenere un ottimo sesto posto alle spalle del colombiano Montoya.

È stata una gara spettacolare con moltissimi sorpassi, molti purtroppo persi dalla regia tedesca proprio a causa dell'intensità delle lotte presenti in pista. Mentre Michael Schumacher andava via al resto del gruppo (l'unico che sembrava essere in grado di tenere testa al campione del mondo era Kimi Räikkönen, appiedato al tredicesimo giro a causa della rottura dell'alettone posteriore proprio sul rettilineo d'arrivo e fortunatamente uscito illeso dal terribile incidente), dietro gli altri piloti si davano battaglia fin dal primo giro. Tanto che al primo attacco, Rubens Barrichello tocca David Coulthard e perde l'alettone anteriore ed è così costretto a tornare ai box e ricominciare ultimo. Il suo recupero (all'inizio dell'ultimo giro era nono) viene vanificato da problemi agli pneumatici e concluderà 12.mo e, per la prima volta in questa stagione, senza punti.

La lotta per il podio, quindi, scomparso Räikkönen, è per il secondo posto e vede grandi protagonisti Jenson Button, che partiva 13.mo, penalizzato per il cambio del motore, e Fernando Alonso: una prima sfida si era consumata a favore dello spagnolo alla fine del secondo pit stop, molto ritardato per l'inglese, che, sfruttando le sue gomme più fresche, ha cercato di superare il più leggero avversario su una Renault più lenta come velocità di punta. Questa prima battaglia ha in parte ricordato le grandi sfide del passato, con i piloti che, ruota a ruota, cercano di superarsi uno con l'altro: sfida fatta di frenate al limite e di ruote messe quasi oltre il bordo del circuito.

Dopo questa prima difesa, il duello si ripete alla fine del Gran Premio, dopo il terzo e ultimo cambio gomme: ancora una volta Button e la BAR escono incollati agli scarichi della Renault di Alonso e solo grazie ad un piccolo inconveniente sulla vettura dello spagnolo e alla sua abilità nel costringere l'avversario su una traiettoria più esterna, il britannico riesce a superare il diretto avversario, probabilmente in futuro suo sfidante per la conquista del titolo mondiale.

Detta della grande gara di Button e Alonso, per contro ci sono l'anonima gara delle Williams, che non riescono mai ad essere competitive, e quella stranamente senza molta grinta di Sato.

La gara inizia con un attimo di suspence per una breve indecisione di Barrichello sulla linea di partenza, che però parte subito regolarmente, con ogni probabililtà grazie al sistema di partenza manuale.

Nessun motivo di grande interesse nella gara, se non i record che giro dopo giro le Ferrari mettono a segno sulla pista ungherese.

La McLaren di Kimi Räikkönen si ferma al 13° giro per un problema all'impiano elettrico.

Sfortunata la gara per Jarno Trulli, che al 44° giro ha visto cedere il motore della sua Renault, poco dopo aver effettuato la terza sosta ai box.

Con la vittoria odierna - la dodicesima nella stagione - di Michael Schumacher ed il secondo posto ottenuto da Rubens Barrichello, la Ferrari si è aggiudicata anticipatamente il titolo costruttori 2004, inoltre il titolo piloti è matematicamente in casa Ferrari, dal momento che l'unico che può teoricamente, con le gare rimaste, sopravanzare il tedesco è il compagno di squadra.

La griglia di partenza vedeva in pole Jarno Trulli e, sempre in prima fila, Michael Schumacher, in seconda fila Fernando Alonso e David Coulthard. Al via, lo scatto fulmineo delle due Renault, seguite da Coulthard, permetteva alle tre vetture di lasciare indietro il ferrarista. Alcuni incidenti durante il primo giro richiedevano l'impiego della safety car; alla ripartenza il più veloce riscaldamento delle gomme Michelin rispetto alle Bridgestone condiziona il rendimento della Ferrari, che viene sorpassata da Räikkönen e Montoya. All'altro pilota, Barrichello, va ancora peggio: viene tamponato da Mark Webber e deve rientrare due volte ai box durante i quattro giri con la safety car. Proprio Barrichello sarà autore di una rimonta clamorosa.

Altri incidenti provocano ancora l'intervento della safety car, quando Button e Baumgartner hanno un incidente e ancora per l'urto tra Coulthard e Klien.

Con i punti guadagnati grazie al secondo posto, Michael Schumacher si è matematicamente assicurato il suo settimo titolo mondiale piloti, il quinto consecutivo.

Rubens Barrichello, "secondo" pilota Ferrari, parte in pole position e rimane in testa dall'inizio alla fine della gara, dominando su tutti e dimostrando di poter tenere testa a Kimi Räikkönen che lo ha tallonato per la gran parte della gara, prima di essere a sua volta scavalcato in occasione dell'ultimo pit stop da Jenson Button.

L'altro pilota della Ferrari, Michael Schumacher, già laureatosi Campione del Mondo, vede sfumare anche in gara la possibilità di una strepitosa rimonta nella quale certamente sperava: partito dai box è finito in testacoda, ha avuto un contatto con Klien all'undicesimo giro, e poco dopo ha anche bucato. Solo dodicesimo al traguardo.

Un Gran Premio veloce, che ha visto il debutto della nuova pista cinese, difficile ma avvincente con le possibilità di sorpasso. Bello lo sprint in partenza di Alonso, interessante la gara di Giancarlo Fisichella.

Gara piatta solo per la Renault, la cui scelta di sostituire Jarno Trulli con Jacques Villeneuve non ha pagato, aumenta infatti il distacco nella Classifica Costruttori dalla BAR Honda, che nel precedente Gran Premio aveva già sorpassato la casa francese.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia