Jürgen Klinsmann

3.3889602053922 (779)
Inviato da amalia 02/03/2009 @ 09:37

Tags : jürgen klinsmann, allenatori, calcio, sport

ultime notizie
Bayern, Hoeness risponde a Klinsmann - ANSA
''Avevamo deciso che i panni sporchi sarebbero stati lavati in famiglia - ha dichiarato Hoeness - e credo che Jurgen avrebbe fatto meglio a stare zitto. E' stato l'allenatore con maggior potere nella storia del club. Abbiamo soddisfatto tutte le sue...
Toni scagiona Klinsmann - Sportal
Luca Toni in un'intervista al quotidiano tedesco "Tz", dice addio al titolo ("Non prendiamoci in giro, è quasi impossibile, il Wolfsburg lo merita"), e non addossa tutte le colpe del fallimento della stagione all'ex tecnico Jurgen Klinsmann: "Non è...
Calcio/ Bundesliga, l'Hoffenheim pensa a Juergen Klinsmann - Wall Street Italia
(Apcom) - E' Juergen Klinsmann il principale candidato per la panchina dell'Hoffenheim. Ralf Rangnick, il tecnico della matricola della Bundesliga, rivelazione della prima parte di stagione, è sul piede di partenza dopo il pessimo rendimento della...
Calcio - Dopo Klinsmann, salta anche Rensing - SportEconomy
Il Bayer Monaco, nonostante l'ottimo piazzamento in classifica, poche settimane fa, ha deciso di esonerare Jurgen Klinsmann. Al suo posto Heynckes, che è riuscito a vincere in casa contro il borussia M'Gladbach. Scommetti sul campionato tedesco con...
CALCIO: VAN GAAL NUOVO ALLENATORE DEL BAYERN MONACO - Asca
Il tecnico olandese, che con il club bavarese ha firmato un contratto biennale, prende il posto di Jurgen Klinsmann e guidera' la squadra a partire dal primo giugno. ''Siamo felici di aber ingaggiato un tecnico con una grande esperienza come Louis Van...
Aria di rivoluzione in Bundesliga - Sportitalia
Terminata l'esperienza con Jurgen Klinsmann, che con molta probabilità il prossimo anno allenerà la rivelazione Hoffenerihm, il Bayern Monaco ha deciso di affidare a Jupp Heynckes il compito di traghettare la squadra per queste ultime giornate di...
In Olanda sicuri: Il Bayern pronto per tornare a Gaal...leggiare! - Goal.com
Dopo l'addio di Jurgen Klinsmann, il Germania si è aperto il toto-allenatore per quanto riguarda la prossima stagione. Molti i nomi accostati alla panchina bavarese, il più costante quello di Roberto Mancini. Oggi però, il quotidiano olandese Algemeen...
Calcio - Valzer in casa Bayern Monaco - SportEconomy
Dopo Jurgen Klinsmann, il prossimo a lasciare il club potrebbe essere Franck Ribery. Scommetti sulla Bundesliga con bwin.it. Il francese nelle ultime ore, visti i tanti cambiamenti che potrebbero colpire il club, vorrebbe lasciare la squadra....
Il passato è oggi: 17/05/1989 - Datasport
... partenopeo Ciro Ferrara che, oltre a siglare l'importante rete del 2-1 (su assist di testa di Maradona) in conclusione di primo tempo, riesce anche a contenere il pericoloso attaccante tedesco Jurgen Klinsmann, futuro centravanti dell`Inter....
Calcio/ Klinsmann: Cacciato dal Bayern per coprire colpe di altri - Virgilio
Convinto che se fosse rimasto lui sulla panchina "il Bayern Monaco avrebbe vinto la Bundesliga", Juergen Klinsmann si è scagliato contro la dirigenza de club che tre settimane fa ha deciso per il suo esonero. "Mi hanno accollato la responsabilità di...

Jürgen Klinsmann

Jürgen Klinsmann (Confed-Cup 2005).JPG

Jürgen Klinsmann (Göppingen, 30 luglio 1964) è un ex calciatore e allenatore di calcio tedesco.

Fra i migliori centravanti tedeschi di tutti i tempi, ha mosso i primi passi della sua carriera nelle file dei Stuttgarter Kickers, con i quali ha disputato tre campionati di seconda divisione tedesca fra il 1981 e il 1984, segnando ben 19 reti nell'ultima stagione.

Proprio in quest'anno esordì in Bundesliga tra le file dello Stoccarda, dimostrandosi fin dal primo anno un eccellente centravanti, dalla potenza non comune e con un ottimo fiuto del gol. Vinse il titolo di capocannoniere tedesco nel 1987/1988 con 19 reti e il 12 dicembre 1987 cominciò la sua lunga avventura con la nazionale.

Lasciata la Germania nel 1989, approda all'Inter dove già giocano i suoi connazionali Lothar Matthäus e Andreas Brehme, con i quali formerà un favoloso trio in nerazzurro per tre stagioni. A Roma vince il campionato del mondo 1990 con la sua nazionale e la Coppa UEFA 1990-1991 con l'Inter.

Si trasferisce quindi in Francia al Monaco e, dopo buoni anni nel Principato, si trasferisce in Inghilterra al Tottenham, con il quale segna 20 reti.

Nel 1995 torna in Germania al Bayern München, con il quale vince nuovamente la Coppa UEFA e il campionato l'anno successivo. Nel 1996 è capitano della Germania campione d'Europa per la terza volta: è lui ad alzare il trofeo a Wembley.

Chiamato nuovamente in Italia, tenta l'avventura alla Sampdoria, che durerà però pochi mesi, fino a dicembre, quando tornerà in Inghilterra, a chiudere la carriera negli Spurs, dimostrandosi ancora una volta un grandissimo cannoniere.

Si ritira dal calcio giocato dopo i mondiali del 1998, nel quale segna 3 reti, salvo una breve parentesi negli Stati Uniti, dove indossa per 8 partite la maglia degli Orange County Blue Star nella stagione 2003/2004.

Inserito da Pelé all'interno del FIFA 100, la speciale classifica che include i più forti calciatori della storia, dal 2004 egli è stato l'allenatore della nazionale di calcio tedesca, con cui ha raggiunto il terzo posto nei mondiali in Germania nel 2006.

L'11 gennaio 2008 è stato annunciato come nuovo tecnico del Bayern München dal sito ufficiale del club, a partire dalla stagione 2008/2009.

Per la parte superiore



Football Club Internazionale Milano

Inter logo centenario.svg

Il Football Club Internazionale Milano, meglio conosciuta come Inter, è una società calcistica di Milano, militante in Serie A. Fu fondata il 9 marzo 1908 da 43 soci dissidenti del Milan, club insieme al quale rappresenta il capoluogo lombardo nel calcio. È contraddistinta dalla classica maglietta a strisce verticali nere e azzurre e si allena nei campi del centro sportivo "Angelo Moratti" (meglio noto come La Pinetina) di Appiano Gentile, nei pressi di Como.

Attualmente è la squadra Campione d'Italia, in forza del successo finale conseguito nel campionato di Serie A 2007-2008, titolo che difende dal 2006 avendolo conseguito - e da allora mai perso - in quell'anno. L'Inter è stata la prima compagine italiana a vincere la Coppa Intercontinentale nel settembre 1964, battendo gli argentini dell'Independiente nello spareggio di Madrid. E' inoltre la sola squadra italiana ad aver vinto scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale nello stesso anno, il 1965. Ad oggi è l'unica squadra del campionato italiano a non avere mai subito retrocessioni di categoria e ad aver sempre militato nel campionato di Serie A dalla sua istituzione, avvenuta nel 1929-30. Le maggiori rivali nazionali dell'Inter sono Milan e Juventus, con le quali forma l'asse storico del calcio italiano. Invece in campo internazionale è da segnalare una particolare rivalità sportiva nei confronti del Real Madrid e del Valencia. Ad ora nel suo palmarès vanta 16 scudetti, 5 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali e 3 Coppe UEFA. È la terza squadra italiana più titolata dopo Juventus e Milan sia a livello nazionale che internazionale.

Al momento l'Inter è la seconda squadra d'Italia per numero di tifosi (14%), dietro la Juventus, come risulta da un sondaggio effettuato dalla società demoscopica Demos, commissionato dal quotidiano La Repubblica e pubblicato il 30 agosto 2008. Il fatturato della società nella stagione 2006-2007 è arrivato a 195,4 milioni di €.

Il Football Club Internazionale Milano nasce al ristorante "L'Orologio" la sera del 9 marzo 1908 da una costola di 43 dissidenti del presistente Milan Football and Cricket Club, il quale, in seguito al divieto di far giocare calciatori stranieri, aveva deciso di non partecipare a nessun torneo nazionale. Il nome scelto per la nuova squadra vuole simboleggiare la volontà cardine della società: dare la possibilità a giocatori non italiani di vestire questa maglia. Tuttora l'Inter si contraddistingue ogni anno per avere in rosa una folta rappresentanza straniera.

L'Inter vince il suo primo scudetto nel 1910, cui seguono delle stagioni fiacche; lo scoppio della Prima guerra mondiale interrompe ogni attività sportiva, che viene ripresa nel 1920, anno che vede l'Inter prevalere per la seconda volta. Nella stagione 1921/1922 l'Inter retrocede, ma grazie al Compromesso Colombo partecipa allo spareggio salvezza con la Libertas Firenze, vincendo 3-0 in casa e pareggiando 1-1 in trasferta, restando a pieno titolo in serie A.

Con l'arrivo del "Ventennio" l'Inter, simboleggiata in questo periodo dall'estro di Giuseppe Meazza, si trova costretta ad adeguarsi alle ragioni di partito: al PNF non piace il nome della società, troppo poco italiano e soprattutto drammaticamente uguale al nome della Terza Internazionale Comunista. Così nel 1928 l'Inter si fonde con l'Unione Sportiva Milanese e assume la denominazione di Società Sportiva Ambrosiana, poi mutata in Ambrosiana-Inter, che manterrà fino al 1945. Con questo nome vincerà tre scudetti (1930, 1938 e 1940) e la sua prima Coppa Italia, nel 1939.

Dopo la guerra ci sono vari anni a corrente alternata, come un secondo posto nel 1948/49, la stagione della tragedia di Superga, dietro al Grande Torino, per poi arrivare alle due affermazioni consecutive del 1952/53 e del 1953/54 sotto la guida di Alfredo Foni. Grandi calciatori di questo periodo sono Benito Lorenzi, Lennart Skoglund e István Nyers.

Nel 1955 arriva alla presidenza Angelo Moratti. Dopo alcuni anni di assestamento, durante i quali Antonio Valentin Angelillo stabilisce il record di segnature per tornei a 18 squadre (ben 33 reti nel 1958/59), arriva all'Inter dal Barcellona il mago Helenio Herrera: nasce la Grande Inter di Giacinto Facchetti, Luis Suarez e Sandro Mazzola, figlio del grande Valentino. Questa vincerà tre scudetti in quattro anni (perdendo il quarto allo spareggio contro il Bologna), tra cui quello della stella nel 1965/66, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.

Nel 1968, alla fine del ciclo, se ne vanno sia Moratti che Herrera. La presidenza passa a Ivanoe Fraizzoli, che tornerà a vincere lo scudetto nel 1970/71, con Giovanni Invernizzi in panchina e con Boninsegna capocannoniere. Nel 1978 l'Inter vince di nuovo dopo 39 anni la Coppa Italia, trionfo ripetuto nel 1982, e nel 1980 il suo dodicesimo scudetto: Bordon, Altobelli, Beccalossi e Oriali le bandiere dell'epoca.

Nel 1984 diventa presidente Ernesto Pellegrini, che compra campioni come Karl Heinz Rummenigge e Vincenzo Scifo e porta a Milano l'allenatore Giovanni Trapattoni. Nel 1989 arriva un nuovo scudetto, con una squadra che firma il record di punti per il campionato a 18 squadre (58), e l'anno dopo la prima Supercoppa italiana. Nell'Inter dei record militano, tra gli altri, lo zio Giuseppe Bergomi, Aldo Serena, Nicola Berti, Lothar Matthäus. Il tedesco Jurgen Klinsmann arriverà invece l'anno dopo, dando, con Matthäus e Brehme, una matrice teutonica all'Inter di quegli anni.

Gli anni novanta portano gloria all'Inter solo in campo europeo: infatti, mentre in campionato la squadra generalmente stenta, dall'Europa arrivano tre coppe UEFA su quattro finali, di cui due contro le squadre della capitale, la Roma nel 1991 e la Lazio nel 1998.

Intanto, nel 1995, i Moratti tornano alla guida della società, che viene acquistata da Massimo, figlio di Angelo. I risultati però non sono all'altezza degli investimenti del presidente, spesso maggiori rispetto a quelli delle altre squadre: nonostante la presenza di campioni di assoluto valore come Ronaldo, Christian Vieri e Roberto Baggio, la squadra non arriva mai oltre il secondo posto, raggiunto solo nel 1997/98 e nel 2002/03, ma subisce sconfitte umilianti come un derby con il Milan perso 6-0.

La delusione più grande arriva nel 2001/02: in panchina c'è Héctor Cúper e il sogno, dopo un campionato condotto quasi interamente in testa, si interrompe all'ultima giornata, il 5 maggio, quando l'Inter perde 4-2 con la Lazio e si fa superare dalla Juventus e dalla Roma; in campo internazionale l'Inter torna a riaffacciarsi con regolarità in Champions League, raggiungendo le semifinali di Champions League, dove viene eliminata in uno storico derby europeo coi "cugini" del Milan solo per le reti segnate in trasferta (0-0; 1-1).

Torna finalmente ad una vittoria nella stagione 2004/05, con Roberto Mancini in panchina: in campionato l'Inter giunge terza, ma vince la quarta Coppa Italia contro la Roma e, pochi mesi dopo, la seconda Supercoppa italiana vincendo 0-1 a Torino contro la Juventus; perde invece nei quarti di Champions League di nuovo contro il Milan: all'andata Shevchenko e Stam siglano il 2-0 finale, mentre al ritorno una serie di petardi e fumogeni lanciati contro Dida dopo il gol dell'1-0 segnato ancora da Shevchenko, costano lo 0-3 a tavolino.

Nella stagione successiva finisce terza, ma a seguito del terremoto dovuto allo scandalo Calciopoli viene dichiarata comunque campione d'Italia d'ufficio da una commissione di tre saggi (composta da Gerhard Aigner, ex segretario generale dell'UEFA; Massimo Coccia, avvocato ed esperto di diritto sportivo; Roberto Pardolesi, Ordinario di diritto privato comparato), creata ad hoc dal Commissario Straordinario della FIGC, l'Avv. Guido Rossi, per dirimere la questione dopo la non assegnazione del titolo alla Juventus; inoltre vince di nuovo la Coppa Italia, in finale ancora contro la Roma.

La stagione 2006/07, che vede l'Inter come la principale candidata alla vittoria dopo le penalizzazioni inflitte a Juventus e Milan, si apre con la vittoria della Supercoppa Italiana e giunge al suo culmine il 22 aprile 2007, con la conquista del 15° scudetto con 5 giornate d'anticipo, un record per i campionati di Serie A che assegnano tre punti a vittoria, al termine di una stagione caratterizzata dal dominio incontrastato dei nerazzurri in campionato, che stabiliscono anche il nuovo record di vittorie consecutive 17, superando il primato di 11 vittorie appartenente alla Roma e ottenuto la stagione precedente. Non può però festeggiare il secondo double consecutivo, poiché la Roma si aggiudica la Coppa Italia ai danni dei nerazzurri e la successiva Supercoppa italiana, battendo l'Inter nel suo stadio. La stagione del centenario si conclude comunque con un nuovo scudetto, il terzo di fila, questa volta giunto all'ultima giornata, respingendo la rimonta sempre della Roma, avversaria unica di questi anni. Al termine della stagione Mancini viene esonerato e al suo posto viene chiamato il tecnico portoghese José Mourinho.

Il 28 agosto 2008 l'Inter vince la Supercoppa, di nuovo giocata contro la Roma, ai rigori, per il primo trofeo conquistato dalla nuova Inter del tecnico lusitano alla sua prima gara ufficiale sulla panchina nerazzurra.

L'antico campo dell'Ambrosiana-Inter è l'ancora esistente Arena Civica.

Attualmente l'Inter gioca le partite casalinghe nello Stadio Giuseppe Meazza, noto anche come San Siro, dal nome del quartiere di Milano in cui sorge.

La costruzione dello stadio iniziò nel dicembre 1925 per volere di Piero Pirelli, allora presidente rossonero, e il nuovo impianto fu ufficialmente inaugurato il 19 settembre dell'anno seguente con una partita tra Inter e Milan (terminata con il risultato favorevole di 6-3 per i nerazzurri). Dal 1935 è di proprietà del Comune di Milano e nel 1980 fu intitolato a Giuseppe Meazza, ex-calciatore storico dell'Inter nonché della Nazionale italiana.

L'impianto viene usato dal 1948 insieme al Milan. Ha una capienza di 80.074 posti e viene classificato dalla UEFA tra gli stadi élite.

In 93 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale il 7 novembre 1909, inclusi 16 campionati di Prima Categoria Nazionale e Prima Divisione e Divisione Nazionale (A). Sono escluse le stagioni 1908-09 e 1912-13, nelle quali l'Inter non superò le eliminatorie regionali.

Nel 1982 il Campione del Mondo Fulvio Collovati (Mondiali 1982) passa dal Milan all'Inter.

Nel 2006 il Campione del Mondo Fabio Grosso (Mondiali 2006) passa dal Palermo all'Inter.

Nel 1982 il Vice-campione del Mondo Hansi Muller (Mondiali 1982) passa dallo Stoccarda all'Inter.

Nel 1994 il Vice-campione del Mondo Gianluca Pagliuca (Mondiali 1994) passa dalla Sampdoria all'Inter.

Nel 2006 il Vice-campione del Mondo Patrick Vieira (Mondiali 2006) passa dalla Juventus all'Inter.

Nel 1936 la medaglia d'oro alle Olimpiadi Annibale Frossi (Olimpiadi 1936) passa dall' Aquila all'Ambrosiana.

Nel 1936 la medaglia d'oro alle Olimpiadi Ugo Locatelli (Olimpiadi 1936) passa dall' Atalanta all'Ambrosiana.

Nel 1996 la medaglia d'oro alle Olimpiadi Nwankwo Kanu (Olimpiadi 1996) passa dall' Ajax all'Inter.

Nel 2008 la medaglia d'argento alle Olimpiadi Victor Obinna (Olimpiadi 2008) passa dal Chievo all'Inter.

Lothar Matthäus vinse il Pallone d'oro durante la sua militanza con la maglia nerazzurra, nel 1990. Anche Ronaldo conquistò il Pallone d'oro 1997 indossando la maglia dell'Inter, ma dopo aver militato nella stagione precedente nel Barcellona. Lo stesso Ronaldo, che con l'Inter era stato eletto per due volte FIFA World Player of the Year, vinse poi il premio nel 2002, anno in cui giocò sia nell'Inter che nel Real Madrid. Altri campioni che hanno vinto l'ambito riconoscimento europeo con altre squadre avevano, in passato, vestito la maglia dell'Inter: Luis Suárez, Karl Heinz Rummenigge, Matthias Sammer, Roberto Baggio, Luis Figo e Fabio Cannavaro. Tra questi, Matthäus si è aggiudicato anche il FIFA World Player Of The Year con la maglia interista (1991), oltre a Baggio, Ronaldo, Figo e Cannavaro, eletti anch'essi migliori giocatori al mondo secondo la FIFA e già militanti nella squadra nerazzurra.

Negli 11 bilanci dal 1995/1996 al 2005/2006, l'Inter ha accumulato 661 milioni di perdite nette e ha ricevuto dai soci 476,6 milioni, di cui circa 400 milioni di euro versati dal presidente Massimo Moratti. Il bilancio 2006/2007 si è chiuso con una perdita di 206 milioni di euro ed il presidente Massimo Moratti ha effettuato un versamento di 105 milioni di euro a copertura parziale delle perdite. Il bilancio 2007/2008 si è chiuso con una perdita di 148 milioni di euro ed il presidente Massimo Moratti ha dovuto versare ulteriori 68 milioni di euro. Un versamento di altri 85 milioni di euro è previsto per il 2009.

Complessivamente i 13 anni di gestione Moratti hanno generato una perdita di circa 1 miliardo di euro, di cui circa 570 milioni di euro coperti dal presidente Massimo Moratti mentre 418 milioni sono i debiti a fine bilancio 2007/2008.

A gennaio 2008 l'Inter, insieme al Milan, è stata prosciolta dall'indagine sui presunti falsi in bilancio per le plusvalenze relative al periodo 2003 - 2004. La decisione è stata presa dal Gup per le indagini preliminari di Milano in quanto "il fatto non costituisce più reato", in seguito alla modifica della legge sul falso in bilancio. Mentre il processo penale non è andato avanti in quanto "il fatto non costituisce più reato", il processo sportivo si è chiuso con una sanzione di 90 mila euro a carico di Inter e Milan, di 60 mila euro all'AD del Milan Adriano Galliani e di 10 mila euro al direttore tecnico dell'Inter Gabriele Oriali. Tutti gli imputati del processo sportivo hanno chiesto il patteggiamento ai sensi dell’art. 23 del Codice di Giustizia Sportiva. .

L'Inter era già stata condannata dalla Commissione disciplinare al pagamento di 2 miliardi di lire nel 2001 per il cosiddetto scandalo passaporti. In tale circostanza il dirigente dell'Inter Gabriele Oriali era stato condannato ad un anno di squalifica mentre l'amministratore delegato Rinaldo Ghelfi era stato assolto, scongiurando in tal modo la responsabilità diretta dell'Inter e quindi le penalizzazioni in classifica. I fatti fanno riferimento al calciatore Alvaro Recoba, al quale Gabriele Oriali aveva fornito, con la complicità di un'organizzazione criminale internazionale, una patente falsa fatta rubare alla Motorizzazione Civile di Latina, al fine di farlo passare come cittadino comunitario, aggirando le norme sul tesseramento di cittadini extracomunitari. Anche nel processo penale Oriali fu condannato a 6 mesi di reclusione con la condizionale per i reati di ricettazione e concorso in falso.

L'ideatore dell'emblema interista è il grafico e pittore futurista Giorgio Muggiani, socio fondatore del club nonché segretario della società. Egli, proprio mentre la secessione dal Milan diventa realtà, elabora un moderno logo in cui, su campo dorato, sono intrecciate le lettere bianche FCIM (Football Club Internazionale Milano), delimitato da un cerchio nero e uno azzurro, colori che simboleggiano la notte ed il cielo; il nerazzurro a bande verticali diviene la tinta delle divise ufficiali della società.

Maglia e colori sociali cambiano però nell'estate del 1928 insieme al nome ("Associazione Sportiva Ambrosiana"). La divisa ufficiale diviene bianca rossocrociata (colori di Milano) e segnata dal Fascio littorio. Dal Campionato successivo e fino all'estate 1932 si ritorna alle fasce verticali nerazzurre, affiancate però ai colori della U.S. Milanese con cui l'Inter si è fusa: inizialmente si sceglie un emblema circolare a scacchi bianconeri, poi, per far spazio allo scudetto vinto, dalle maglie tali scacchi vengono spostati sul colletto.

A proposito di divise ufficiali, nella Coppa UEFA del 1998 e nelle Champions League del 2005 e del 2006 è stata adottata la terza divisa ufficiale quale prima maglia. Scelta nel 1998 per motivi di sponsor (le fasce orizzontali così colorate ricordano gli pneumatici prodotti dalla Pirelli), la sua riadozione è dovuta a motivi scaramantici legati alla vittoria in Coppa UEFA.

Per la stagione 2007-08, l'anno del centenario per la società nerazzurra, la seconda maglia riprende la divisa storica della Società Sportiva Ambrosiana: lo scudo crociato rosso su sfondo bianco (simbolo di Milano) e al centro lo scudetto al posto del Fascio littorio. La maglia è stata presentata al pubblico durante la festa per il quindicesimo scudetto dell'Inter, indossata da tutti i giocatori e dagli ospiti invitati in campo. Nella prima versione di questa maglia erano presenti due errori sulla toppa celebrativa applicata sul fianco sinistro: era riportata come data di nascita della società l'8 marzo 1908, anziché il 9 marzo, ed era presente un errore ortografico, "100 anni nerazzuro" con una sola erre. Ora questa versione è stata ritirata dal mercato e potrebbe diventare un pezzo da collezione.

Per la stagione 2008-09, la seconda maglia è interamente bianca, con lo sponsor Pirelli e i pantaloncini color caffè. Invece la prima maglietta ha lo sponsor Pirelli oro, ed è uguale a quella della stagione 2007-08, ma le strisce sono più larghe, e le strisce blu sono più chiare, inoltre ha il colletto a v interamente blu . I pantaloncini abbinati alla prima maglia sono di colore nero.

L'Inter, su proposta di Massimo Moratti, ha ritirato la maglia numero 3 in seguito alla morte del Presidente ed ex giocatore Giacinto Facchetti, avvenuta il 4 settembre 2006. Il 3 era infatti il numero che l'aveva designato durante la carriera. L'ultimo possessore del 3 è stato Nicolas Burdisso, che ha in seguito preso la maglia numero 16.

Nella stagione 2005/06 per ragioni commerciali il logo dello sponsor Pirelli è stato sostituito in alcune partite da altre diciture, come "Pirelli Gomme" in cinese e "Pirellifilm.com". La particolare dicitura in cinese è stata poi riproposta nella stagione 2006/07.

Per un breve periodo, durante gli anni venti, l'Inter fu una società polisportiva, con squadre iscritte ai campionati nazionali di calcio, basket e rugby a 15: nel 1928, con la fusione con l'Unione Sportiva Milanese che avrebbe dato vita all'Ambrosiana, oltre alle maglie con la croce arrivò anche la sezione di rugby, che venne anch'essa battezzata Ambrosiana Milano. Nel 1929 e nel 1930 la squadra vinse i primi due campionati nazionali; nello stesso 1930 però la società polisportiva venne disciolta e l'Ambrosiana Rugby cambiò nome in Amatori Rugby Milano, divenendo autonoma. Conservò però l'intera struttura societaria e il parco giocatori, oltre che i diritti e i titoli sportivi, tra cui i 2 scudetti vinti.

Inoltre, un'Internazionale di basket partecipò alle primissime edizioni del campionato di basket, vincendo l'edizione del 1923.

Nel 1950 l'Inter tornò una polisportiva cooptando nelle sue fila il più glorioso club italiano di hockey su ghiaccio, l'Hockey Club Milano, che divenne l'H.C. Milano-Inter. Divenne campione d'Italia nel 1950, 1951, 1952 e 1954 e vinse la Coppa Spengler, il più antico torneo europeo per squadre di club, nel 1953 e 1954, prima di sparire nel 1956 per problemi economici e fondersi con l'altra squadra di Milano, i Diavoli Rossoneri.

Il concetto di tifoseria organizzata allo stadio è stato introdotto a Milano da Helenio Herrera negli anni Sessanta.

La Curva Nord dello stadio di San Siro è il settore dello stadio dove la tifoseria interista si schiera durante le partite casalinghe; i sostenitori dell'Inter sono divisi in vari gruppi ultras, tra cui: Boys San 1969, Bulldogs 1988, Brianza Alcoolica 1985. Le tifoserie gemellate sono quelle di Lazio, Varese (per la rivalità con i tifosi comaschi gemellati col Milan) e Valencia CF; possiamo ricordare gemellaggi oggi sciolti con Fiorentina nel 1988 per l'acquisto di Berti, Bari, Cagliari nel 1997 dopo l'episodio dello sputo di Pancaro a Pagliuca, Sampdoria nel 1991 dopo una partita che in pratica assegnò il tricolore ai genovesi, Verona Hellas. Altre inimicizie accese sono soprattutto con le tifoserie dell'Atalanta, Juventus, Milan, Napoli e Roma.

Le presenze allo stadio arrivano all'apice, arrivando sempre intorno all'esaurimento dei posti, quando ci sono le sentitissime sfide con le rivali storiche: il "Derby di Milano" contro il Milan e il "Derby d'Italia" contro la Juventus.

Politicamente, i gruppi di tifo organizzato dell'Inter sono schierati su posizioni di destra o estrema destra.

Un rapporto della polizia del 2005 li ha identificati tra i gruppi più propensi alla violenza. Di recente sono stati protagonisti di alcuni episodi di grave teppismo, come il lancio di un motorino di un tifoso avversario dalla parte superiore a quella inferiore del secondo anello dello stadio di San Siro nel corso della partita Inter-Atalanta (6 maggio 2001), il lancio di un fumogeno sul portiere del Milan Dida durante il derby Inter-Milan, quarti di finale di ritorno della Champions League (12 aprile 2005), che è costato alla squadra la sconfitta a tavolino e quattro turni a porte chiuse, e gli insulti razzisti al giocatore ivoriano del Messina Zoro in Messina-Inter del 25 novembre 2005, che sono costati l'inibizione per quasi due anni dagli stadi a quattro tifosi, identificati tramite le immagini televisive, e ai napoletani in Inter-Napoli del 6 ottobre 2007, per i quali l'Inter è stata anche costretta dal giudice di pace di Napoli a risarcire 1500 euro a un tifoso napoletano per "danni esistenziali".

C'è solo l'Inter è dedicata a Peppino Prisco e i proventi ricavanti dalla vendita del disco sono stati devoluti a sostegno dell'attività di Emergency.

Risalente al marzo 1984 è invece un vecchio inno, chiamato Cuore Nerazzurro, composto dallo storico gruppo musicale dei Camaleonti.

Pazza Inter è invece una canzone cantata dai giocatori stessi, registrata il 22 agosto 2003 negli studi del network radiofonico RTL 102.5, che fa parte di Inter Compilation, progetto discografico pubblicato dall'etichetta DinDonDan e distribuito da Sony Music Italia a partire dal 26 settembre 2003, contenente brani dedicati al mondo del pallone. La realizzazione di Pazza Inter è stata curata da Paolo Barillari e Dino Stewart (testo), Goffredo Orlandi (musica), Luca Vittori (digital editing), e sulle sue note è stato registrato un video che mostra i calciatori durante la registrazione e in varie scene di una giornata-tipo al centro sportivo della Pinetina. Pazza Inter ha ormai sostituito l'inno negli usi tipici, come la trasmissione allo stadio prima delle partite casalinghe.

Nel maggio 2007 è stata registrata una nuova versione di Pazza Inter, sempre cantata dai calciatori dell'Inter, per celebrare la vittoria dello scudetto.

Durante la gestione di Massimo Moratti, la società dell'Inter si è distinta per l'impegno in numerosi progetti benefici e il sostegno a associazioni quali Emergency, Fondazione I Bindun, Fundación Pupi.

Il 20 febbraio 1996 nasce il progetto Inter Campus, da un'idea del dirigente dell'Inter Massimo Moretti, inizialmente limitato alla sola Italia. Si tratta di un collegamento fra la società Inter e società calcistiche giovanili minori, cui la prima fornisce attrezzature e competenze tecniche, non finalizzato necessariamente all'approdo dei giovani calciatori all'Inter, ma allo scopo di promuovere la cultura dello sport anche in realtà periferiche.

Un anno dopo nasce InterCampus Estero: lo stesso concetto viene esportato in numerosi Paesi del mondo, specialmente in zone di guerra o con maggiori difficoltà economiche, a partire dalle favelas di Rio de Janeiro. Oggi InterCampus Estero è presente in 16 Paesi in 4 continenti diversi (Bosnia, Bulgaria, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Camerun, Cina, Iran, Israele e Palestina, Libano, Argentina, Brasile, Colombia, Cuba, Messico). In questo caso, però, l'attenzione è posta, più che sulla preparazione calcistica dei ragazzini, sull'aspetto sociale e umanitario. A dieci anni dalla nascita il progetto InterCampus coinvolgeva circa 20.000 ragazzini dagli 8 ai 13 anni in Italia e nel mondo, con una squadra di 500 tra allenatori-educatori e volontari.

La prima decade di vita del progetto è culminata con un film documentario diretto da Gabriele Salvatores, tifoso interista, al Festival internazionale del film di Locarno del 2008.

Un'altra iniziativa è il gemellaggio, istituito nel 1998, fra l'Inter e il gruppo teatrale e culturale milanese Comuna Baires, che organizza periodicamente incontri con i giocatori, serate culturali sui loro paesi d'origine, dibattiti, spettacoli.

Dal 2004 l'Inter, anche attraverso l'azione di alcuni dei suoi giocatori sudamericani, come il capitano Javier Zanetti, ha un rapporto di solidarietà molto stretto con l'esercito indipendentista zapatista nel Chiapas del subcomandante Marcos. Il subcomandante, che è anche scrittore, ha citato la squadra dell'Inter in un suo racconto e, nel maggio 2005, ha scritto al presidente Moratti per proporgli una partita amichevole con una selezione dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

Per la parte superiore



Joachim Löw

Joachim Löw durante i Mondiali 2006

Joachim Löw (Schönau im Schwarzwald, 3 febbraio 1960) è un allenatore di calcio ed ex calciatore tedesco, di ruolo attaccante. Attuale commissario tecnico della Nazionale tedesca.

Nel 1978 Löw iniziò la sua carriera di calciatore con il Friburgo, squadra di Seconda divisione. Nel 1980 Löw fu acquistato dallo Stoccarda che militava nella massima serie ma ebbe delle difficoltà di ambientamento e giocò solo quattro partite senza segnare alcun gol.

Nella stagione 1981-1982 Löw giocò con l'Eintracht Francoforte (24 partite e 5 gol), ma ritornò al Friburgo l'anno seguente. Nella stagione 1982-1983 segnò 8 reti in 34 partite e nel 1983-1984 17 in 31 presenze in Zweite Bundesliga. L'anno seguente ritornò in Bundesliga, passando al Karlsruhe, ma ancora una volta non riuscì ad emergere, realizzando solo un gol in 24 partite. Così la stagione seguente tornò nuovamente al Friburgo dove resto per 4 anni nei quali disputò un totale di 116 matches e realizzò 38 reti.

Löw concluse la sua carriera agonistica in Svizzera, dove giocò con lo Sciaffusa (1989-1992), il Winterthur (1992-1994) e il Frauenfeld, dove fu giocatore-allenatore.

Löw ha collezionato 4 presenze con la Nazionale tedesca occidentale Under-21.

Löw iniziò allenando le giovanili del Winterthur nel 1994, prima ancora di ritirarsi come giocatore, per poi diventare giocatore-allenatore del Frauenfeld nella stagione 1994/95.

Nel 1995 divenne vice di Rolf Fringer allo Stoccarda e l'anno seguente, quando Fringer ebbe l'opportunità di diventare CT della Svizzera, ne prese il posto. Con quello che fu definito il Triangolo magico composto dagli attaccanti Balakov, Élber e Bobic lo Stoccarda disputò un'ottima stagione e vinse la Coppa di Germania. La stagione seguente, invece, la squadra raggiunse la finale di Coppa delle Coppe perdendola 1-0 contro il Chelsea e chiuse al 4° posto in Bundesliga.

Löw lasciò lo Stoccarda nel 1998 per passare al Fenerbahçe. Nell'ottobre del 1999 firmò per il Karlsruhe, ma non riuscì ad evitare la retrocessione della squadra in Terza divisione e fu così esonerato. Dal dicembre 2000 al marzo 2001 Löw ritornò in Turchia come allenatore dell'Adanaspor, ma fu ancora esonerato a seguito di risultati negativi.

Nell'ottobre 2001 Löw divenne allenatore del Tirol Innsbruck, conducendolo alla vittoria del campionato austriaco nel 2002. Lo stesso anno, tuttavia, il club dovette dichiarare la bancarotta e scomparve, così Löw rimase ancora senza panchina.

Nel 2003 fu chiamato dall'Austria Vienna, che guidò fino al marzo del 2004, quando fu designato da Jürgen Klinsmann come suo vice nella Nazionale tedesca a partire dal 1° agosto.

La Nazionale guidata da Klinsmann raggiunse la semifinale della Confederations Cup 2005, persa contro il Brasile (3-2), per poi guadagnare il terzo posto dopo aver battuto il Messico per 4-3 dopo i supplementari. Anche ai Mondiali 2006 la Germania raggiunse la semifinale, perdendo anche in questa occcasione dopo i supplemenari (0-2), questa volta contro i futuri Campioni del Mondo dell'Italia. Alla fine si classificò terza battendo il Portogallo 3-1.

Il 12 luglio 2006 Klinsmann, nonostante il buon risultato ottenuto ai Campionato mondiale giocato in casa e il consenso ottenuto, decise di non rinnovare l'accordo e così Löw fu nominato nuovo commissario tecnico della Germania firmando un contratto biennale.

La prima partita con il nuovo incarico fu l'amichevole con la Svezia il 16 agosto 2006 a Gelsenkirchen, conclusasi 3-0 con due reti di Klose e una di Schneider. Ottenendo il successo contro l'Irlanda e San Marino Löw iniziò nel migliore dei modi le qualificazioni a Euro 2008. Il 7 ottobre 2006 la Nazionale di Löw vinse per 2-0 contro la Georgia all'Ostseestadion di Rostock, ottenedo la 4a vittoria consecutiva, che rappresenta il migliore avvio di sempre per un commissario tecnico con la Nazionale tedesca. La striscia di vittorie fu allungata nella partita seguente, vinta per 4-1 contro la Slovacchia a Bratislava l'11 ottobre (il gol segnato dagli slovacchi fu il primo incassato dopo 418 minuti), ma si interruppe nella successiva quando, il 15 novembre, la Germania non riuscì ad andare oltre un deludente 1-1 contro Cipro. Alla fine delle qualificazioni per l'Europeo 2008 la Germania si piazzò al secondo posto del proprio girone, qualificandosì così per la fase finale alle spalle della Repubblica Ceca. Guida fino alla finale la nazionale tedesca all'Europeo di Austria&Svizzera. In finale i tedeschi sono battuti 1 - 0 dalla Spagna.

Per la parte superiore



Oliver Kahn

Oliver Kahn durante la Confederations’ Cup 2005

Oliver Rolf Kahn (Karlsruhe, 15 giugno 1969) è un ex calciatore tedesco che ricopriva il ruolo di portiere.

Debuttò nel 1975, a soli sei anni, nelle giovanili del Karlsruher.

Fu tra i giocatori che parteciparono ai Mondiali con la Germania nel 1994, ma non scese mai in campo. Esordì in nazionale nel giugno 1995 contro la Svizzera.

Nel 1994 fu acquistato dal Bayern Monaco, di cui è stato titolare e capitano fino alla stagione 2007/2008. Con questa squadra Kahn ha vinto: 7 titoli di Bundesliga, una Coppa UEFA, una Coppa Intercontinentale ed una Champions League, oltre alla nomina di miglior portiere del mondo nel 1999 e nel 2001.

Durante la stagione 2002-2003 ha stabilito il record di imbattibilità in Bundesliga, mantenendo inviolata la propria porta per 737 minuti.

Ha partecipato anche ai Mondiali 2002 come capitano della nazionale tedesca. Ha subito un solo gol prima della finale e due contro il Brasile a Yokohama e al termine della competizione è stato eletto "Miglior giocatore del Mondiale". In seguito a questa sua straordinaria performance, la stampa tedesca lo soprannominò "Titan Kahn" e "King Kahn", anche per risollevargli il morale; infatti il portiere teutonico, dopo la gara di Yokohama, si colpevolizzò per il primo gol subito e questa sua delusione lo accompagnò per i tre anni successivi, come testimoniano le sue varie incertezze sul campo. Dal 2005 ha poi ripreso il suo ottimo livello di portiere, anche se in alcuni casi il peso dei suoi anni cominciava a farsi sentire.

Al campionato del mondo 2006 ha giocato, come secondo di Jens Lehmann, solo la finale per il 3° e 4° posto contro il Portogallo, vinta per 3-1, subendo un gol da Nuno Gomes.

Il 17 maggio 2008 ha disputato la sua ultima partita con il Bayern Monaco contro l'Herta Berlino vincendo 4 a 1, in quest'occasione ha alzato il ventunesimo Meisterschale (l'ottavo personale) per il Bayern Monaco.

Sono da ritenersi senza fondamento le voci che affermano che Kahn abbia deciso di lasciare la squadra dopo aver appreso la notizia che Jürgen Klinsmann sarebbe divenuto, nella stagione 2008-2009, il nuovo ct del Bayern Monaco, in quanto la sua decisione di ritirarsi dal calcio giocato era stata presa da lui ben prima che l'informazione tedesca cominciò ad avanzare l'ipotesi di un cambio di allenatore.

Il 2 settembre 2008 si è congedato dal calcio giocato disputando una partita amichevole contro la nazionale tedesca presso l'Allianz Arena di Monaco. Per l'occasione ha indossato una maglia particolare: su di essa, c'erano i nomi e i cognomi dei suoi più grandi fans (il numero massimo consentito era di 5500 nominativi) che hanno pagato, per questo, 149€. L'incasso è stato devoluto in beneficienza all'associazione Ein Herz für Kinder.

È sposato con Verena Kerth ed ha due figli: Katharina Maria e David.

Per la parte superiore



Frank Mill

Frank Mill (Essen, 23 luglio 1958) è un ex calciatore tedesco. Prolifico attaccante, in carriera ha segnato 123 gol in Bundesliga e si è laureato campione del mondo a Italia '90 con la nazionale tedesca. Ha inoltre vinto un bronzo olimpico a Seul '88.

Mill iniziò a giocare a sei anni nelle giovanili dell' Eintracht Essen, prima di passare nel 1972 al Rot-Weiss Essen. Nel 1976 firmò il suo primo contratto da professionista, sempre con il Rot-Weiss. I suoi tre gol in 19 presenze non bastarono ad impedire la retrocessione in 2. Bundesliga Nord, dove giocò per le successive quattro stagioni confermandosi come uno dei più promettenti attaccanti tedeschi. La stagione della sua consacrazione fu quella del 1980-81, quando segnò 40 gol in 38 partite laureandosi capocannoniere e convincendo il manager Jupp Heynckes a puntare su di lui per l'attacco del Borussia Mönchengladbach.

A Mönchengladbach confermò le sue doti di goleador con 14 gol nella prima stagione, che gli valsero anche la chiamata in nazionale da parte del c.t. Jupp Derwall per l'amichevole a Rio de Janeiro contro il Brasile. Un brutto infortunio però bloccò la sua ascesa e gli impedì di essere convocato per il campionato del mondo 1982, e lo tenne fuori anche per buona parte della stagione successiva. Nel 1983-84 tornò in piena forma e con 19 gol portò i bianconeri a sfiorare il titolo, perso all'ultima giornata per via della differenza reti. Nel 1984 fece parte della rappresentativa tedesca alle Olimpiadi di Los Angeles, e l'anno successivo fu ceduto al Borussia Dortmund per 1.3 milioni di marchi).

L'arrivo di Mill fu salutare per il Dortmund che nel 1986 ottenne un quarto posto e la qualificazione alla Coppa UEFA, dopo un periodo di scarsi risultati. Grazie ai suoi gol Mill si guadagnò la fascia di capitano, diventando un idolo del pubblico del Westfalenstadion. Nel 1988 prese parte agli Europei e alle olimpiadi di Seul con la nazionale tedesca, dove vinse una medaglia di bronzo. Il numero dei gol a stagione di Mill iniziò a diminuire, ma questo non impedì a Franz Beckenbauer di convocarlo per i mondiali di Italia '90 come quarto attaccante, dietro a Rudi Völler, Jürgen Klinsmann e Karlheinz Riedle.

Con il passare degli anni Mill si era trasformato da goleador implacabile a uomo assist, ma nonostante il suo nuovo ruolo si ritrovò sempre più ai margini del Borussia Dortmund. Nel 1991 con l'arrivo di Ottmar Hitzfeld, perse definitivamente il posto da titolare in favore di Stephane Chapuisat e Flemming Povlsen. Nel 1994 accettò l'offerta del Fortuna Düsseldorf in Zweite Bundesliga. Giocò per altre due stagioni, nella prima contribuendo con cinque gol all'immediata risalita in Bundesliga, mentre nella seconda fu meno incisivo con soli due gol in 28 presenze.

Dopo il ritiro il Fortuna Düsseldorf gli offrì un ruolo da manager, che Mill fu in seguito costretto ad abbandonare per gli scarsi risultati ottenuti.

Per la parte superiore



Fußball-Club Bayern München

FC Bayern Munich.png

Il Fußball-Club Bayern München e.V. (Club Calcistico Bavarese Monaco), noto in Italia come Bayern Monaco o Bayern, è una società polisportiva tedesca avente sede a Monaco di Baviera, celebre per la sua sezione calcistica, che milita nella Bundesliga ed è la compagine più titolata di Germania, nonché una tra le più vittoriose d'Europa e del mondo. Insieme con Ajax e Juventus è l'unica squadra che ha vinto le tre principali coppe europee.

Il palmarès del Bayern contiene 2 Coppe Intercontinentali, 4 Coppe dei Campioni-Champions League, 1 Coppa UEFA, 1 Coppa delle Coppe, 21 titoli nazionali e 14 Coppe di Germania. Il club bavarese è inoltre il terzo club al mondo per numero di soci, dopo il Benfica e il Barcellona.

Il Bayern Monaco fu fondato nel 1900 da alcuni membri del MTV 1879 München. Il club giocò la sua prima partita nella Regional Bayern Liga. Il primo successo è targato 1926, con la vittoria del Campionato della Germania meridionale. Il primo titolo nazionale fu vinto nel 1932. L'avvento della dittatura di Hitler provocò una spaccatura nel club in quanto il presidente e l'allenatore erano ebrei e per questo furono deportati.

Dopo la guerra il Bayern si iscrisse alla Oberliga Süd e vinse la Coppa di Germania per la prima volta. Il club finì in bancarotta nel 1950. La società riuscì comunque a trovare i fondi per continuare. Nella prima stagione nella Bundesliga si piazzò a buon livello e riuscì a vincere la Coppa di Germania e a qualificarsi per la finale della Coppa delle Coppe che vinse. Nel 1967 il club tesserò un nuovo coach, Branko Zebec, che rese la squadra più offensiva e disciplinata portandola al successo nella Bundesliga e nella coppa. Nel 1970 giunse un nuovo allenatore, Udo Lattek, che portò la squadra alla vittoria nel campionato, ripetendosi nei 2 anni seguenti.

Guidato da Franz Beckenbauer e con altri giocatori come Sepp Maier, Gerd Müller, Uli Hoeness e Paul Breitner, il Bayern vinse la Coppa dei Campioni tre volte consecutive nella metà degli anni '70. Il Bayern sconfisse prima l'Atlético de Madrid dopo una ripetizione nell'edizione del 1974, poi sconfisse il Leeds United per 2-0 al Parco dei Principi di Parigi nell'edizione del 1975 e infine il St. Étienne all' Hampden Park di Glasgow nell'edizione del 1976. Il Bayern vinse anche la Coppa Intercontinentale nel 1976 contro il Cruzeiro. La squadra non avrebbe poi vinto più la Coppa dei Campioni per 25 anni.

Negli anni '80 il club fu attanagliato da problemi finanziari, ma riuscì a vincere la Bundesliga nel 1980 e nel 1981, la Coppa di Germania nel 1984. Successivamente vinse 5 campionati in 6 stagioni. Nel 1990 vinse il campionato, si ripeté nel 1994. Nel 1996 alla guida di Franz Beckenbauer la società vinse la Coppa UEFA, battendo il Bordeaux.

Dal 1998 al 2004 il Bayern fu allenato da Ottmar Hitzfeld, già Campione d'Europa nel 1997 con il Borussia Dortmund. Nel 1998-1999 la squadra vinse la Bundesliga, ma perse la Champions League in finale contro il Manchester United in modo clamoroso, subendo due gol nei minuti di recupero. Nel 1999-2000 vinse il campionato e la Coppa di Germania e nel 2001 la Bundesliga e la Champions League, battendo i detentori del Real Madrid in semifinale e il Valencia dopo i tiri di rigore nella finale di San Siro, laureandosi campione d'Europa per la quarta volta nella sua storia. Persa la Supercoppa europea contro il Liverpool in estate, il Bayern vinse poi la sua seconda Intercontinentale contro il Boca Juniors a Tokyo, in dicembre. Nel 2004 vinse la coppa nazionale.

Nel medesimo anno il posto di Hitzfeld fu preso da Felix Magath, che portò la squadra alla vittoria del titolo nazionale e della DFB Pokal nel 2005 e nel 2006. Il 31 gennaio 2007, dopo una prima parte di campionato al di sotto delle attese, Magath è stato esonerato e sostituito dal rientrante Ottmar Hitzfeld. Con il nuovo allenatore la squadra ha migliorato parzialmente il proprio rendimento, giungendo sino ai quarti di finale della Champions League, ma non andando oltre il quarto posto finale in Bundesliga, con conseguente esclusione dalla UEFA Champions League.

Nell'estate seguente la dirigenza del club ha concluso alcuni importanti acquisti, tra cui quelli di Luca Toni, Franck Ribéry e Miroslav Klose. Dopo aver preso atto della volontà di Hitzfeld di lasciare la panchina alla fine della stagione, l'11 gennaio 2008 il sito web ufficiale del club ha annunciato che il nuovo tecnico sarà Jürgen Klinsmann a partire da luglio 2008. Intanto la stagione del Bayern, assente dalla Champions League dopo molti di partecipazioni consecutive, è stata caratterizzata da un dominio netto in campionato, vinto con tre giornate di anticipo pareggiando 0-0 in casa del Wolfsburg, e dal buon percorso in Coppa UEFA, dove, però, l'obiettivo di disputare la finale è fallito contro lo Zenit San Pietroburgo. Dopo l'1-1 dell'andata, la partita di ritorno allo Stadio Petrovskij è stata vinta dai russi con il punteggio di 4-0, peggiore sconfitta di sempre per il Bayern nelle coppe europee. Alcune settimane prima i bavaresi si erano aggiudicati la Coppa di Germania, sconfiggendo in finale il Borussia Dortmund dopo i tempi supplementari. Pochi giorni dopo il club ha vinto il 21° titolo di Bundesliga, nella partita che ha segnato il ritiro di Oliver Kahn e il commiato a Ottmar Hitzfeld.

Dal 1925 il Bayern gioca nel Grünwalder Stadion con il Monaco 1860. Durante la II guerra mondiale lo stadio fu distrutto dai bombardamenti e ricostruito totalmente nel 1948 e il primo match fu disputato nel 1961 contro il 1. FC Nürnberg. Lo stadio aveva la sola capienza di 44000 persone e perciò fu ricostruito per i giochi olimpici del 1972. Il nuovo impianto fu rinominato Olympiastadion. Fu inaugurato nel match della stagione 1971-72. Esso possedeva una capacità di 79,000 persone. Nel 2002 il Bayern e il Monaco 1860 costruirono un nuovo stadio, la modernissima Allianz Arena, edificata nella parte nord della città. L'edificio iniziò ad essere usato dalla stagione 2005-06, possedendo una capacità di 69,900 persone. È una costruzione ultratecnologica, capace di illuminarsi all'esterno con i colori della squadra casalinga. Il primo goal segnato nell'impianto fu opera di Owen Hargreaves.

Tre giocatori del Bayern Monaco sono stati nominati Giocatore europeo dell'anno: Gerd Müller (1970), Franz Beckenbauer (1972 e 1976) e Karl-Heinz Rummenigge (1980 e 1981). Molti giocatori sono stati nominati Giocatori Tedeschi dell'anno. In ben 12 stagioni un giocatore del Bayern è stato capocannoniere della Bundesliga.

Il Bayern è uno dei tre club professionistici del capoluogo bavarese. Il principale rivale cittadino è il Monaco 1860, attualmente in seconda divisione. La rivalità ha però perso importanza negli ultimi anni. L'altra società è l'Unterhaching, che ha sede in un paese vicino Monaco. Questa squadra ha partecipato ad alcuni campionati di prima divisione ma ha quasi sempre militato in seconda divisione.

Il Bayern è comunque considerato senza ombra di dubbio il maggior club della città e della nazione. Vanta fan in tutto il mondo e molti supporters tedeschi sono disposti ad affrontare 200 km regolarmente per sostenere il club nelle sue partite casalinghe.

I principali rivali per la conquista del titolo nazionale della squadra sono Stoccarda, Hamburger SV, Werder Bremen, Borussia Dortmund, Bayer Leverkusen e Schalke 04.

La società ha un importante organizzazione interna, una delle più efficienti del pianeta. Il Bayern è una società posseduta da soli privati. Il 90% è del FC Bayern München AG e il restante 10% è di proprietà dell'Adidas, maggiore sponsor del club. Gli altri sponsor sono la Deutsche Telekom, l'Audi, la Siemens, la Lufthansa e la Coca-Cola.

Il Presidente è Franz Beckenbauer. Il capo della AG è Karl-Heinz Rummenigge, precedente giocatore del club. Molti poteri all'interno della società ha anche il general manager Uli Hoeness, anch'egli membro dell' AG.

Welche Münchner Fußballmannschaft kennt man auf der ganzen Welt ? Wie heißt dieser Club, der hierzulande die Rekorde hält ? Wer hat schon gewonnen, was es jemals zu gewinnen gab? wer bringt seit Jahrzehnten unsre Bundesliga voll auf Trab ?

FC Bayern, Stern des Südens, du wirst niemals untergehen, weil wir in guten wie in schlechten Zeiten zu einander stehen.

Wo wird lauschend angegriffen, wo wird täglich spioniert ? Wo ist Presse, wo ist Rummel, wo wird immer diskutiert ? Wer spielt in jedem Stadion vor ausverkauftem Haus ? Wer hält den großen Druck der Gegner stets aufs Neue aus?

FC Bayern, Stern des Südens, du wirst niemals untergehen, weil wir in guten wie in schlechten Zeiten zu einander stehen.

Ob Bundesliga, im Pokal oder Champions League ja gibt es denn was Schöneres, als einen Bayern-Sieg ? Hier ist Leben, hier ist Liebe, hier ist Freude und auch Leid. Bayern München, Deutschlands Bester, bis in alle Ewigkeit!

FC Bayern, Stern des Südens, du wirst niemals untergehen, weil wir in guten wie in schlechten Zeiten zu einander stehen.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia