Iron Maiden

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Inviato da maria 05/04/2009 @ 00:10

Tags : iron maiden, hard rock, musica, cultura

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Iron Maiden

Gli Iron Maiden durante un concerto. Da sinistra: Steve Harris, Dave Murray, Janick Gers, Adrian Smith.

Da sinistra: Steve Harris, Dave Murray, Janick Gers, Adrian Smith.

Gli Iron Maiden sono un gruppo heavy metal britannico, formatosi a Londra nel 1975 per iniziativa del bassista Steve Harris. Sono considerati uno dei gruppi più importanti ed influenti del genere e, assieme ad artisti come Saxon, Def Leppard e Venom, fanno parte della New Wave of British Heavy Metal, corrente al cui sviluppo hanno fortemente contribuito.

Si sono esibiti come headliner in molti festival musicali, tra cui il Rock in Rio, l'Ozzfest, il Monsters of Rock, il Download Festival, il Reading Festival, l'Heineken Jammin' Festival e nel 2008 si sono esibiti a Bologna al Gods of Metal e al Wacken Open Air.

Gli Iron Maiden nascono nel 1975 a Leyton, un quartiere situato ad est di Londra, per opera del bassista Steve Harris, che aveva già militato in band come Gypsy's Kiss e Smiler. Harris prende l'ispirazione per il nome del gruppo guardando il film L'uomo dalla maschera di ferro, in cui compariva lo strumento di tortura detto vergine di Norimberga o "vergine di ferro" (in inglese iron maiden).

La prima formazione del gruppo fu costituita da Harris al basso, Dave Sullivan e Terry Rance alle chitarre, Paul Day alla voce e Ron "Rebel" Matthews alla batteria. Il loro primo concerto si tenne nel 1975 al Cart and Horses, un pub di Stratford; in quella occasione venne suonato per la prima volta dal vivo il brano Iron Maiden. Verso la fine dell'anno Sullivan venne sostituito da Dave Murray proveniente dagli Evil Ways, un gruppo della scuola di Hackney in cui suonava anche Adrian Smith (Murray ed il fondatore della band saranno gli unici membri fissi nell'intero arco della carriera del gruppo).

Pur presentando uno stile musicale che si ispira, in parte, al punk, gli Iron Maiden si proposero fin da subito come alternativi a gruppi come Sex Pistols e Clash, che allora dominavano le classifiche musicali. Nel clima musicale dell'epoca, dominato dal british punk, ebbero inizialmente non poche difficoltà a trovare spazio; la loro grande occasione per farsi conoscere venne dal Ruskin Arms, uno dei pochi locali londinesi che proponeva musica dal vivo hard rock e heavy metal. Oltre alla musica, la band cura molto anche la propria scenografia, in quanto i loro concerti sono spesso accompagnati da effetti pirotecnici (in genere prodotti dagli stessi membri del gruppo). In questo periodo, fece una delle prime comparse "Edward the Head", una creatura dalle sembianze mostruose, in seguito conosciuta come "Eddie", che sarebbe diventata la loro mascotte ufficiale.

Dopo numerosi cambi di formazione, il gruppo trovò una certa stabilità con l'ingresso del cantante Paul Di'Anno e di Doug Sampson alla batteria nel dicembre del 1978 (quest'ultimo aveva già suonato con Harris negli Smiler). Questa formazione diede vita al primo demo degli Iron Maiden, intitolato The Soundhouse Tapes. La prima tiratura di 5.000 copie del prodotto viene venduta per corrispondenza e va a ruba nel giro di poco tempo e venne presentato a Neal Kay, famoso dj heavy metal britannico. Kay, inizialmente, sembrò snobbare il lavoro della band senza averlo nemmeno ascoltato ma, infine, decise di portarsi la loro audiocassetta a casa. Ascoltandola, Kay rimase stupefatto dalle potenzialità della giovane band, e così decise di trasmettere il demo nella sua radio.

Il brano Prowler comparve nelle chart del giornale Sounds, dalle cui pagine il giornalista Geoff Barton conierà, tra i primi, il termine New Wave of British Heavy Metal. Nel luglio 1979 una di queste copie finisce nelle mani del manager Rod Smallwood (famoso talent scout dei Judas Priest) che, ben impressionato, fa suonare gli Iron Maiden prima come spalla dei Motörhead il 3 settembre e poi come headliners al Marquee Club di Londra il 19 ottobre. A questo concerto è presente anche Brian Shepard, il direttore della EMI.

In breve tempo il gruppo ingaggia un secondo chitarrista, Tony Parsons, e incide due nuovi brani, Sanctuary e Wrathchild per la compilation Metal for Muthas, pubblicata il 15 febbraio 1980 dall'etichetta Sanctuary Records. Dopo questa pubblicazione, Sampson abbandona la band per motivi di salute e viene prontamente sostituito da Gary Edwards (che compare solo nel brano Burning Ambition, b-side di Running Free). Successivamente Harris recluta anche Dennis Stratton come secondo chitarrista dopo il rifiuto di Adrian Smith (poiché la sua band, gli Urchin, in quel momento riscuoteva un buon successo) e Stratton porta con sè il nuovo batterista Clive Burr. L'8 febbraio esce il singolo Running Free, il quale raggiunge il 34° posto nelle classifiche britanniche e porta la band a suonare alla trasmissione Top of the Pops della BBC.

Con la nuova formazione viene pubblicato, il 14 aprile 1980, l'omonimo album d'esordio del gruppo, Iron Maiden, che consegue un ragguardevole successo raggiungendo la posizione #4 delle classifiche britanniche, grazie a brani come Prowler, Running Free, Phantom of the Opera ed Iron Maiden.

Gli Iron Maiden partono dunque per il loro primo tour ufficiale, che entusiasma molto le folle, stupefatte dalle loro prestazioni sia musicali che sceniche. Si esibiscono come gruppo spalla dei Judas Priest nel loro British Steel Tour e in seguito, nel resto dell'Europa, fanno da supporto alla tournée di Unmasked dei KISS. Per la prima volta suonano anche in Italia, con tappe a Roma il 29 agosto e a Milano il 2 settembre.

Nel mese di giugno esce il singolo Sanctuary, non incluso nell'edizione europea dell'album; il disco suscita non poche polemiche per la copertina raffigurante Eddie che brandisce un coltello sulle spoglie di Margaret Thatcher (allora primo ministro inglese). L'illustrazione venne censurata, coprendo gli occhi della Thatcher con una linea nera.

Dopo il tour, Stratton lascia il gruppo per divergenze musicali con gli altri membri (fonderà in seguito i Lionheart). Nella band entra così Adrian Smith, amico d'infanzia di Dave Murray e già chitarrista degli Urchin. L'8 novembre esce il singolo Women in Uniform (cover degli australiani Sky-Hooks) sulla cui copertina compare nuovamente la Thatcher, questa volta armata di mitra e nascosta dietro ad un muro in attesa di vendicarsi di Eddie che passeggia ignaro a braccetto con due prostitute.

Rinnovato l'organico, gli Iron Maiden iniziano le registrazioni per il secondo album, pubblicato nel 1981 con il titolo Killers. Il disco evidenzia una notevole maturazione nella tecnica. La produzione, altro elemento di qualità del disco per il notevole miglioramento delle registrazioni in studio,, è affidata a Martin Birch, già produttore di altri gruppi come Deep Purple e Rainbow. L'album, sebbene ritenuto valido dalla critica, grazie anche a canzoni come la title track, Wrathchild e Murders In The Rue Morgue, non riesce però a replicare il successo dell'esordio, posizionandosi al 12° posto nelle classifiche del Regno Unito.

Il quintetto inizia così un nuovo tour mondiale, in cui è headliner in Europa e Giappone, ed apre concerti anche negli Stati Uniti. Dai concerti nipponici venne estratto anche un EP, intitolato Maiden Japan e viene anche ripresa per la prima volta una loro esibizione dal vivo (Live at the Rainbow). In quel periodo, il carattere eccessivamente "ribelle" di Paul Di'Anno e il suo abuso di alcol e droghe iniziarono creare problemi nell'attività del gruppo, soprattutto in sede live, con il risultato di mettere a repentaglio la riuscita dell'intero tour della band. Per via dei suoi eccessi, la band decise di licenziarlo, anche se Di'Anno sostenne di essersene andato di sua volontà. Dopo la sua partenza, Paul Di'Anno formerà prima i Lonewolf (rinominati poi come Di'Anno, dove suonerà anche il futuro chitarrista degli Iron Maiden Janick Gers) e in seguito i Gogmagog, i Battlezone ed infine i Killers, oltre a cantare con i Praying Mantis.

Allontanato Di'Anno, gli Iron Maiden si mettono al lavoro per trovare un nuovo cantante. Nel 1981 il gruppo, al Reading Festival, assiste all'esibizione di una band di nome Samson che sta riscuotendo un gran successo ed un'ottima partecipazione di pubblico grazie anche al lavoro svolto dal vocalist Bruce Dickinson, all'epoca soprannominato Bruce Bruce o Air Raid Siren ("sirena d'attacco aereo"). Gli Iron Maiden decidono allora di ingaggiare proprio questo cantante che, a poche settimane di distanza dal festival, entra definitivamente nel gruppo.

La band entra in studio di registrazione nel 1982, e dopo pochi mesi esce il terzo album, The Number of the Beast, preceduto dal primo singolo Run to the Hills. Il disco presenta elementi sonori rinnovati rispetto ai due precedenti album ed è caratterizzato da un sound nuovo ed arricchito, ancora più vario dei precedenti, grazie alle notevoli capacità vocali di Bruce. Questo album è a tutt'oggi ritenuto tra i più importanti tra quelli prodotti in ambito metal e tra i più influenti per le future leve di questo genere. Nel disco sono presenti alcune delle canzoni più importanti della band, come Children of the Damned, 22 Acacia Avenue, Hallowed Be Thy Name, Run to the Hills e la title track The Number of the Beast; la ricchezza stilistica proposta viene ripagata con l'ascesa dell'album al primo posto nelle classifiche nazionali britanniche.

Il gruppo non fa molto caso alle polemiche e dà il via al tour The Beast on the Road, in cui gli Iron Maiden ricoprono il ruolo di headliner per quasi tutte le tappe, tranne che negli Stati Uniti dove in alcune date aprono ai Rainbow, ad Ozzy Osbourne e ai 38 Special. Tuttavia il 29 giugno, al loro primo concerto da headliner, a New York si registra il tutto esaurito e durante lo show compaiono nuove scenografie che ruotano attorno ad un gigantesco pupazzo di Eddie. Anche grazie a Dickinson e Smallwood, che contribuiscono alla stabilità del gruppo, il gruppo si presenta ancora più dinamico e scatenato, con esibizioni live caratterizzate da una più accesa teatralità.

Terminata la tournée, la band si prende un periodo di riposo alle Bahamas dove registra il nuovo album, intitolato Piece of Mind (1983), subito seguito dal World Piece Tour. Il disco vede l'entrata in scena del nuovo batterista Nicko McBrain, ex collaboratore di Pat Travers e Trust, inserito nella band dopo la defezione di Clive Burr, uscito per problemi di stress e salute.

Musicalmente l'album presenta nuove influenze sonore, mutuate dalla scuola progressive rock, risultando meno massiccio dei precedenti grazie all'inserimento di brani più melodici e strutturalmente più complessi e ricercati . Gran parte di queste novità sono dovute proprio allo stile più tecnico e raffinato di McBrain, a differenza di quello di Burr che era più diretto ed incisivo. Un ulteriore aiuto venne da Dickinson che, grazie alla sua laurea in storia e letteratura, compose testi molto colti (ad esempio Revelations e Flight of Icarus). L'album viene molto apprezzato, e il brano The Trooper diviene una delle canzoni distintive degli Iron Maiden.

Sempre alle Bahamas, il quintetto registra nel 1984 il suo quinto album, intitolato Powerslave. Il disco riscuote anch'esso un enorme successo, centrando la seconda posizione delle classifiche nazionali e ripresenta sonorità più dure, conservando allo stesso tempo i tratti progressive inseriti nel precedente Piece of Mind. A caratterizzare principalmente questo prodotto è l'ispirazione del gruppo verso la civiltà egizia, con frequenti riferimenti nei testi dei brani alla cultura e alle credenze di questo popolo antico. I due singoli Aces High e 2 Minutes to Midnight, assieme alla title track e alla traccia conclusiva The Rime of the Ancient Mariner, ispirata all'omonimo poemetto di Coleridge, diventano presto classici del gruppo e verranno suonate dal vivo in numerosi concerti. Il brano Flash of the Blade fa parte, tra l'altro, della colonna sonora di Phenomena, un film di Dario Argento.

Il loro successivo tour mondiale, il World Slavery Tour, il più lungo mai sostenuto dalla band, durata complessiva tredici mesi, per un totale di 360 concerti. Alle date del tour si aggiunsero anche la partecipazione, come headliners, al festival Rock in Rio (dove suonano di fronte ad un pubblico stimato tra i 250.000 e i 350.000 spettatori), e durante le quattro serate di sold out alla Long Beach Arena viene registrato il Live After Death (1985), considerato dalla stampa di settore uno dei più grandi dischi dal vivo nella storia del genere.

Dopo un lungo periodo di riposo, durante il quale ciascuno dei componenti la band si dedica alle rispettive famiglie, la band torna in studio di registrazione e nel 1986 fa uscire l'album Somewhere in Time, disco che evidenzia un'evoluzione musicale per il gruppo. La moda del periodo, infatti, che prevede un largo utilizzo di suoni sintetizzati e di cui fanno largo uso anche importanti artisti heavy metal come Ozzy Osbourne, Judas Priest e KISS, contagia anche gli Iron Maiden che affiancano per la prima volta tali suoni alle chitarre ed al basso, mantenendo comunque uno stile sempre duro e gli stilemi progressive adottati nelle loro ultime produzioni.

Importante risulta il contributo di Adrian Smith, che partecipa in maniera evidente alla composizione dei testi e delle musiche (ad esempio, il pezzo Wasted Years, caratterizzato dal celebre riff iniziale, è stato scritto dal chitarrista). Fra i pezzi più famosi dell'album ci sono la già citata Wasted Years, Heaven Can Wait e il secondo singolo Stranger in a Strange Land. Le vendite del disco si dimostrano molto buone e consentono il raggiungimento del terzo posto nelle classifiche nazionali, ma le critiche verso questa svolta non tardano ad arrivare. Ciò nonostante, la tournée che segue l'uscita del disco, battezzata Somewhere on Tour, registra il "tutto esaurito" in molte nazioni e presenta esibizioni sempre più eclatanti, dominate da effetti speciali, luci e fuochi d'artificio.

Dopo due anni di concerti, gli Iron Maiden tornano in studio e nel 1988 lanciano sul mercato Seventh Son Of A Seventh Son. Nel disco sono ancora una volta avvertibili i sintetizzatori, accompagnati però da un notevole inasprimento dello stile del gruppo, e la voce di Dickinson è più dura e tagliente. Anche questo disco suscita polemiche per gli espliciti riferimenti a Satana, tant'è che alcuni detrattori considerano gli Iron Maiden seguaci dell'occultista Aleister Crowley, figura peraltro ritenuta affascinante da Bruce Dickinson, tanto che il cantante dedicherà proprio a questo misterioso personaggio il film Chemical Wedding, uscito recentemente nelle sale inglesi. I linciaggi che il gruppo subisce non impediscono comunque al disco di diventare uno strepitoso successo, piazzandosi al 1° posto delle classifiche britanniche, trainato da singoli acclamati dal pubblico come Infinite Dreams, Can I Play with Madness, The Evil That Men Do e The Clairvoyant, proposti per la prima volta dal vivo nel Seventh Tour of a Seventh Tour.

Dopo un periodo in cui il gruppo sembra aver trovato solidità nell'organico, Adrian Smith annuncia la sua uscita dalla band per intraprendere una nuova carriera solista: nel 1989 pubblicherà il disco Silver and Gold, sotto il nome di ASAP (Adrian Smith Audio Project). Al suo posto viene ingaggiato Janick Gers, in precedenza nel gruppo del vocalist dei Deep Purple, Ian Gillan.

Con la nuova formazione, gli Iron Maiden incidono un altro album nel 1990, intitolato No Prayer for the Dying. Il disco segna l'abbandono del sound sintetizzato, con un ritorno allo stile più ruvido degli esordi. Nonostante il numero di vendite sufficiente, il gruppo è accusato da critici e fans di aver perso di spessore, vena creativa e tecnica rispetto alle uscite precedenti. Tuttavia il singolo Bring Your Daughter...To the Slaughter è il primo, nella storia degli Iron Maiden, a classificarsi al 1° posto nelle classifiche britanniche rimanendo in tale posizione per 2 settimane. Assieme a questa canzone, sono ben accolti dal pubblico anche il brano di apertura Tailgunner, la title track e l'altro singolo Holy Smoke. Il tour dell'album in questione, No Prayer On The Road, è caratterizzato da scenografie volutamente più povere rispetto allo sfarzo dei tour precedenti.

L'album seguente, intitolato Fear of the Dark, esce nel 1992. Anche questa pubblicazione riceve qualche critica per le stesse ragioni di No Prayer for the Dying, ma si rivela comunque più valida della precedente in termini di popolarità e di vendite, raggiungendo il 2° posto nelle charts inglesi, grazie anche alla famosa traccia omonima, punto fisso della band in sede live. Anche pezzi come Be Quick Or Be Dead, Afraid to Shoot Strangers e la ballad Wasting Love riscontrarono buoni consensi da parte del pubblico, anche se posti in secondo piano rispetto ad altri più noti della loro carriera.

Il Fear of the Dark Tour vede gli Iron Maiden approdare anche al Monsters Of Rock del 1992, tenutosi al Castello di Donington insieme a Slayer, W.A.S.P., Skid Row ed altre band. Dalla data di Donington viene anche tratto un album dal vivo, denominato Live at Donington. Un altro tour, chiamato A Real Live Tour, viene allestito per il 1993. Da questa serie di concerti vengono tratti altri due lavori live, A Real Live One ed A Real Dead One, recentemente riuniti in un doppio album dal titolo A Real Live Dead One.

Alla fine del Real Live Tour, Dickinson annuncia di voler lasciare la band. La fonte di questa decisione è da ricercare nell'insieme di numerosi fattori: i dissidi con Harris, la sua carriera ostacolata dal tempo trascorso con gli Iron Maiden e, non da ultimo, la voglia del cantante di cimentarsi in qualcosa di diverso (Bruce iniziò una propria carriera già nel 1990). La sua uscita lasciò impietriti numerosi fans, rimasti affascinati dalla sua voce e dalla sua presenza scenica che tanto avevano contribuito alla notorietà del gruppo.

La band si rimette così in cerca di un cantante. Le audizioni puntano, per volere di Harris, a scartare immediatamente i cantanti non inglesi (si dirà che l'ex Helloween, Michael Kiske, non venne preso dal gruppo perché tedesco), e fra i cantanti bocciati è annoverato, tra gli altri, lo scozzese Doogie White, che oggi canta per Yngwie Malmsteen. Alla fine il prescelto è Blaze Bayley, giovane voce dei Wolfsbane, dalla voce profondamente diversa da quella di Bruce Dickinson, per tonalità molto più basse e meno incisive.

A tre anni da Fear of the Dark, gli Iron Maiden pubblicano nel 1995 il loro decimo album intitolato The X Factor, seguito a settembre dalla partenza della nuova tournée, The X Factour. Il disco segna una nuova grande svolta nel sound, che diviene molto più cupo ed intimista. Cause principali di questo cambio sono il sacrificio, deciso dalla produzione, di parte della potenza delle chitarre (per la prima volta da Killers non è più Martin Birch a produrre l'album), la voce di Blaze e i problemi familiari di Harris (morte del padre e separazione dalla moglie). Lo stesso incipit dell'album presenta già un punto di rottura rispetto al passato; al posto di un' "opener" veloce e diretta, viene scelta come prima traccia la cupa Sign of the Cross, ispirata al romanzo di Umberto Eco Il nome della rosa e le altre composizioni dell'album tendono ad allontanarsi dai canoni del metal. Anche se il disco raggiunge l'ottava posizione delle classifiche nazionali, tanti fans non gradiscono questa svolta musicale e contestano la scelta fatta dalla band.

Nel 1996 esce intanto la raccolta Best of the Beast, stampata anche nella versione limitata con un doppio CD che contiene anche un singolo inedito, Virus, composto con Bayley. Nel 1998 esce un nuovo album, intitolato Virtual XI. Il sound di questo prodotto si discosta leggermente dal precedente e subisce critiche ancora più pesanti di quelle lanciate contro The X Factor. Il disco venne contestato perché ritenuto ripetitivo, monotono e privo della potenza che aveva caratterizzato gli album del gruppo con Di'Anno e Dickinson. Alla sua uscita Virtual XI si piazzò al 16° posto in Gran Bretagna, il più basso livello di classifica raggiunto dagli Iron Maiden nella propria nazione, e scende di livello nel giro di poco tempo. Nonostante le forti contestazioni, alcuni pezzi come Futureal e The Clansman vengono proposti in alcuni concerti e lo saranno anche negli anni successivi alla pubblicazione di Virtual XI.

Il tour di supporto a quest'album, così come il precedente, evidenzia un diverso stile sonoro per via della timbrica di Bayley che conferisce nuovo tocco ai vecchi pezzi cantati da Dickinson, con l'intenzione di non infangare la pesante eredità del suo illustre predecessore. Al ritorno dal tour, Bayley esce dagli Iron Maiden, per cause mai rese ufficiali. Il cantante indica la Sanctuary Records come responsabile della rottura del suo sodalizio artistico con la band. Il cantante disse che le cause furono le pressioni esercitate dalla Sanctuary, assieme al management del gruppo, su Harris per mandarlo via. Nonostante qualche tensione avuta in passato con gli altri componenti, Bayley ha dichiarato di essere in buoni rapporti con gli Iron Maiden e ha definito Harris una persona onesta.

Dopo la sua defezione, iniziano a circolare alcuni voci circa un possibile ritorno di Bruce Dickinson, caratterizzate da un susseguirsi di smentite e conferme. Nel 1999, dopo circa un anno, i media annunciano il ritorno di Dickinson nel gruppo e l'aggiunta inaspettata di Adrian Smith, che nel frattempo aveva collaborato al progetto solista dello stesso Dickinson. Con il ritorno dello storico vocalist e di Smith, gli Iron Maiden divengono così un sestetto composto da tre chitarre.

Il ritorno di Smith e Dickinson permette di recuperare l'attenzione dei fans delusi dall'era Bayley. Per questo motivo la band , intendendo celebrare il ritorno alla vecchia formazione, dà il via ad un tour (insolitamente breve) di riconciliazione col pubblico, The Ed Hunter Tour, durante il quale i sei si ritrovano a suonare brani di vecchia data come Aces High, Phantom of the Opera, Powerslave e Wasted Years, scelte personalmente dai fan mediante una votazione.

Dopo il tour, il gruppo scrive e registra in breve tempo l'album Brave New World, che esce nel maggio del 2000. Questo lavoro riprende la sottile vena "progressive" andata persa dopo Seventh Son of a Seventh Son. Il tour che segue l'uscita dell'album, il Brave New World Tour, è un trionfo, culminato nella fantastica performance al Rock in Rio di Rio de Janeiro davanti a più di 250.000 persone. Il concerto viene immortalato nel live intitolato, appunto, Rock in Rio, uscito sia in doppio CD che in doppio DVD. Terminata la tournèe la band si concede una pausa per poi ripartire per un nuovo tour, il Give Me Ed... Till I'm Dead, che propone ancora una scaletta incentrata sul passato della band, anche con lo scopo di celebrare il doppio DVD di recente uscita.

Nel 2003 viene pubblicato un nuovo album, Dance of Death che si presenta con un sound più elaborato del precedente, carico di venature rock & roll. I pezzi mantengono comunque una certa varietà, come rilevabile dalla stessa title-track Dance of Death, una "danza della morte" che, nei suoi 8 minuti di durata, sfoggia passaggi piuttosto arditi e cambi di tempo serrati che non venivano più proposti dal gruppo sin dagli anni degli esordi. Da segnalare inoltre la presenza della prima vera e propria ballad acustica del gruppo, Journeyman, eseguita interamente con strumenti acustici e sinfonici. Un'ultima particolarità di questo disco è anche riscontrabile in Face in the Sand, il primo pezzo in cui Nicko McBrain suona con il doppio pedale, elemento mai usato nella musica del gruppo diversamente dalla maggioranza dei gruppi metal. Nonostante il disappunto di alcuni fans per questo nuovo corso del gruppo, le cifre di vendita mostrano un alto indice di gradimento nei confronti delle ultime uscite discografiche degli Iron Maiden. L'estate del 2003 viene funestata dall'arresto di Nicko McBrain, che aveva intenzionalmente investito un uomo con la sua auto per una colluttazione prima di un concerto al "Jones Beach Theater" di New York, ma il suo rilascio su cauzione permette al gruppo di proseguire con l'organizzazione della tournée imminente.

Il Dance Of Death World Tour si dimostra superiore, in termini di successo, del precedente e in molte tappe fu registrato il tutto esaurito. Dal concerto tenuto alla Westfallenhalle Arena di Dortmund, Germania, il 24 novembre 2003, viene anche tratto un altro live (doppio CD e doppio DVD), chiamato Death on the Road, uscito nell'agosto 2005. Un altro concerto della tournèe che riscuote un grandioso successo è quello che si tiene nel South Wisconsin insieme ad altri gruppi heavy metal come i Moulin Rouge e gli W.A.S.P.. Il tour tocca anche l'Italia con le due date di Milano (27 ottobre) e Firenze (28 ottobre).

Verso la fine del 2004 esce anche un DVD, The Early Days, che presenta la storia del gruppo vissuta negli anni dei primi quattro album; di supporto a questa uscita, nel 2005 parte l'Eddie Rips Up The World Tour, durante il quale gli Iron Maiden si esibiscono su grandi palcoscenici, riprendendo le scenografie dei tour degli esordi e suonando pezzi tratti dal primo disco Iron Maiden al più recente Piece of Mind.

Nel 2004 inaugurano il "Clive Aid", un particolare concerto i cui incassi sono devoluti al loro ex batterista Clive Burr (affetto da sclerosi multipla) e alle associazioni per la ricerca sulla malattia. Lo spettacolo replicherà anche nel 2005, nel 2006 e nel 2007, con la partecipazione di altri artisti famosi come Ian Paice, Tony Iommi, Girlschool, Sex Pistols, Paul Di'Anno, Tygers of Pan Tang e molti altri.

Nel 2005 è la volta di Numbers from the Beast, disco composto da covers dei brani più celebri degli Iron Maiden eseguite da artisti di band differenti; all'iniziativa aderisce anche l'ex cantante Paul Di'Anno che incide con la sua band una cover di Wrathchild.

Nel 2005, per festeggiare i 25 anni dal primo album e i 30 dalla loro formazione, ripropongono il singolo Run to the Hills, contenente anche alcuni pezzi suonati nel concerto alla Brixton Academy del 2002 (anche in questo caso il ricavato è devoluto in beneficenza a Clive Burr e alle associazioni per la ricerca sulla sclerosi multipla).

Il 19 agosto dello stesso anno, sono ammessi nel Guitar Center's Hollywood Rockfame dove, in una cerimonia pubblica, lasciano le proprie impronte accanto a quelle di altre note celebrità come Eric Clapton, Lou Reed, gli Aerosmith, i Van Halen, Carlos Santana ed altri grandi della musica, entrando di fatto nella storia del genere e lasciando un segno indelebile nella carriera del gruppo. Sempre nel 2005, sono destinatari, per il loro 25 anni di carriera , dell'album tributo Numbers from the Beast: An All Star Salute to Iron Maiden pubblicato in loro onore e inciso da vari artisti.

Nell'agosto del 2006 esce, preceduto dal singolo The Reincarnation of Benjamin Breeg, un nuovo album, intitolato A Matter of Life and Death, quattordicesima fatica del gruppo in studio. Il disco riprende le sonorità della canzone Paschendale dell'album precedente, affiancate da un sempre più marcato elemento progressive, che si riflette anche nella durata considerevole di molti brani, fra cui Brighter than a Thousand Suns e For the Greater Good of God. L'album riscuote immediatamente un largo successo (ad esempio in Finlandia il disco viene accolto con enorme entusiasmo, mentre in Italia, in una sola settimana di vendite, raggiunge il primo posto in classifica).

La band rimane molto soddisfatta dell'album, a tal punto che decide di riproporlo interamente durante i concerti successivi alla pubblicazione, assieme ad altri 5 pezzi storici, ovvero The Evil That Man Do, Fear of The Dark, 2 Minutes to Midnight, Hallowed Be Thy Name e Iron Maiden. Nonostante alcuni malumori, il tour si rivela un enorme successo e registra svariati "tutto esaurito".

Tornano in Italia, in occasione del tour per celebrare i 25 anni dall'uscita di The Number of the Beast, chiamato A Matter of the Beast. In questo tour i Maiden suonarono, tra gli altri, 5 brani tratti dall'ultimo album e 5 tratti da The Number of the Beast. I due concerti si svolgono a Venezia, il 14 giugno 2007 all'Heineken Jammin' Festival e a Roma il 20 giugno 2007 per un "headliner stadium show" allo Stadio Olimpico affiancati da altri gruppi come i Motörhead, i Machine Head, i Mastodon, i Sadist e la figlia di Steve Harris, Lauren.

Il 31 dicembre 2007 gli Iron Maiden hanno innaugurato il loro speciale aereo per i tour, un Boeing 757 bianco marchiato con il logo della band e l'immagine della loro mascotte Eddie risalente all'era Powerslave dipinta sulla coda. L'8 gennaio il 757 è stato battezzato "Ed Force One" a seguito di un sondaggio sul loro sito ufficiale.

Il 10 maggio 2008 è uscito il loro Best Of, Somewhere Back in Time (Best of '80-'89), che comprende brani tratti dagli album sin dal lontano Iron Maiden fino al più recente Seventh Son of a Seventh Son. Il Best Of è disponibile digitalmente, scaricabile da Internet, in versione CD e in versione doppio LP picture disc. Durante il tour estivo il cantante Bruce Dickinson ha dichiarato l'intenzione di entrare in studio in ottobre per le registrazioni del nuovo album verosimilmente atteso per il 2009. Il gruppo pubblicherà ad aprile un lungometraggio titolato: Iron Maiden: Flight 666 - The Movie. Il film documenta il Somewhere Back in Time World Tour del 2008 e comprenderà, oltre ad immagini dei concerti e del backstage, delle riprese effettuate in giro per il globo a bordo del famoso Ed Force One (il 757 customizzato con le grafiche della band) tra 23 date sold-out in 13 differenti stati. Il film è stato girato in alta definizione con audio 5.1 e verrà presentato ufficialmente il 21 aprile in diversi cinema sparsi per il mondo.

Gli Iron Maiden sono considerati una delle colonne portanti dell'heavy metal, genere in cui hanno giocato il ruolo di ispiratori contribuendo alla nascita di alcuni suoi sottogeneri. Il gruppo (ma del resto tutta la N.W.O.B.H.M.) ebbe grande influenza su speed e thrash metal ed è inoltre accreditato tra i più influenti per il power metal ed il melodic death metal. I Metallica furono notevolmente influenzati dal gruppo di Steve Harris, tant'è che Lars Ulrich, in un'intervista concessa nel novembre 1987, disse: «Loro, più di ogni altra band, sono responsabili di aver aperto le porte all'heavy metal negli anni '80. Sono stati una grande ispirazione per gruppi come noi.

Gli Slayer, durante i loro esordi, suonavano cover degli Iron Maiden (oltre a quelle dei Judas Priest) in vari locali della California e Tom Araya citò il gruppo britannico una grande influenza per il disco d'esordio del suo gruppo, Show No Mercy. Björn Gelotte (In Flames) disse sugli Iron Maiden: «Credo che abbiano influenzato la nostra epoca. Credo che abbiano avuto un enorme impatto su tutti gli aspiranti cantautori.» Alexi Laiho disse che il gruppo britannico influì su certe armonie e certi assoli di chitarra dei Children of Bodom. Per tributare la band, i Dream Theater hanno suonato più volte dal vivo l'intera tracklist dell'album The Number of the Beast.

Altri gruppi come Gamma Ray, Angra, Running Wild, Arch Enemy, Dismember, Fates Warning, Trivium, Soilwork e Unearth considerano gli Iron Maiden un importante influsso musicale.

Gli Iron Maiden sono, tra gli artisti heavy metal, uno dei gruppi che vanta il maggior successo commerciale, avendo venduto circa 150 milioni di copie di cui piu di 70 negli ultimi 6 anni . Nel 2002 sono stati anche premiati con l'Ivor Novello Award, per i loro successi internazionali.

Si sono piazzati al #24 della classifica VH1 dei 100 migliori artisti hard rock e, secondo il programma VH1 Classic: Top 20 Metal Bands, sono anche il quarto gruppo heavy metal per importanza. Le canzoni Run to the Hills e The Number of the Beast sono state inserite nella lista delle 40 migliori canzoni heavy metal di tutti i tempi secondo VH1.

Edward The Head, poi abbreviato in Eddie T. H. è la mascotte degli Iron Maiden creata da Derek Riggs. Nato come semplice maschera kabuki, che doveva servire da "ornamento" del palco su cui si sarebbe esibita la band, ha finito ben presto per ingigantirsi seguendo il progressivo ingrandimento dei palchi su cui il gruppo si esibiva, fino alla nascita del cosiddetto "walking Eddie", ovvero una mastodontica versione tridimensionale e semovente del pupazzo, accompagnata da sempre più elaborate scenografie.

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Iron Maiden (gruppo musicale anni '60)

Gli Iron Maiden furono un gruppo hard rock che si formò nel 1966 con Barry Skeels, Steve Drewett, Chris Rose e Alan Hooker nella città di Basildon nell'Essex, presso Londra prendendo nome dalla Vergine di Ferro (Iron Maiden in inglese), strumento di tortura medievale.

Gli Iron Maiden suonavano pezzi dei Rolling Stones e anche pezzi blues anche con il nome di "Growth". Nel 1967 uscirono dal gruppo tutti i componenti tranne Drewett e Skeels. Con solo Drewett e Skeels che suonarono blues con il nome di "Stevenson's Blues Department" nei pub e nei club dell'Essex e di Londra. Supportarono molte band tra cui i Jethro Tull (che coincidenza ispirarono i più famosi Iron Maiden), Fleetwood Mac, The Groundhogs e i King Crimson.

Nel 1967 si aggiunsero al gruppo Trev Thoms alla chitarra e Paul Reynolds alla batteria e nacquero i Bum. Scritturati dall'etichetta Gemini nel 1968 realizzarono il singolo con il nome di Bum God of Darkness/Ballad of Martha Kent, e dopo il tour australiano, nel 1969 ripresero il nome di Iron Maiden e nel 1970, uscì dal gruppo il batterista Paul Reynolds sostituito da Steve Chapman, registrarono il singolo Falling/Ned Kelly , che uscì nel 1970, registrarono l'album Maiden Voyage lo stesso anno, con sonorità e testi molto vicine ai Black Sabbath, gruppo con cui fecero alcune date quando si chiamava ancora Polka Tulk e faceva cover blues e dei Beatles. Quindi gli Iron Maiden si possono definire insieme ai Black Sabbath i fondatori del doom metal. Nel 1970, l'etichetta chiuse e Maiden Voyage non venne pubblicato e la band poco dopo si sciolse. Con i nastri duplicati di Skeels ben ventotto anni dopo nel 1998 venne pubblicato l'album Maiden Voyage.

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Rock in Rio (Iron Maiden)

Rock in Rio è un doppio album dal vivo del gruppo heavy metal britannico Iron Maiden. Fu inciso nel 2001 al festival Rock in Rio svoltosi a Rio de Janeiro, e pubblicato nel 2002. È il loro quinto album live, contenente pezzi classici quali "Iron Maiden" e "Run to the Hills", pezzi tratti dall'album Brave New World come "The Wickerman" e "Brave New World", e anche alcuni tratti dal loro periodo con Blaze Bayley, "Sign of the Cross" e "The Clansman". Questo è anche il primo album live in cui si possono ascoltare tutti e tre i chitarristi insieme.

In termini di qualità sonora e performance individuali, molti fan considerano Rock in Rio la migliore registrazione live della Band.

Rock in Rio è il primo album dal vivo pubblicato dagli Iron Maiden dopo il ritorno in formazione di Bruce Dickinson e Adrian Smith ed è anche il primo registrato in un unico concerto dai tempi di Live at Donington del 1992. L'intro, presa dal film Il Primo Cavaliere con Richard Gere e Sean Connery, porta ad una trascinante versione di The Wicker Man aperta da Smith, primo a salire sul palco. Le successive Ghost of the Navigator e Brave New World, benché suonate bene, tendono a rilassare un po' il clima ma quando Dickinson annuncia Wrathchild la folla esplode nuovamente. La prima serie di "classici" prosegue con 2 Minutes to Midnight, aperta da Janick Gers, interrotta da Blood Brothers e continuata da Sign of the Cross dove Dickinson fa dimenticare completamente la versione in studio di Blaze Bayley e Smith migliora di molto la resa generale del brano. Il concerto prosegue con The Mercenary, ostinatamente inserita dai Maiden nonostante non abbia riscosso apprezzamenti in Brave New World, dopodiché nuovamente il pubblico di Rio esplode quando viene eseguita The Trooper. Il secondo disco si apre con Dream of Mirrors, che non lascia molto il segno, e prosegue con una versione da antologia di The Clansman, cantata a squarciagola dal pubblico, con ancora una volta Dickinson che non fa rimpiangere Bayley. La parte finale del concerto è tutta dedicata ai classici iniziando da The Evil That Men Do e proseguendo con Fear of the Dark (eseguita più lentamente della versione in studio), Iron Maiden e The Number of the Beast. Hallowed Be Thy Name entusiasma la folla e Sanctuary la fa cantare a metà brano prima degli assoli finali. Si chiude con l'applauditissimo bis eseguito con Run to the Hills. In generale una prova molto convincente degli Iron Maiden che lascia scontenti solo per la mancata esecuzione di tanti altri classici della band.

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Rock in Rio (Iron Maiden DVD)

Rock in Rio è un doppio DVD della band heavy metal Iron Maiden. Pubblicato il 10 giugno 2002 dalla EMI, il video mostra nel primo disco l'esibizione live del gruppo al festival musicale Rock in Rio tenutosi a Rio de Janeiro, mentre nel secondo varie interviste alla band e un breve documentario. Il concerto contenuto nel primo disco è forse il più bello mai registrato dai Maiden, contiene tracce del disco Brave New World di cui ne fa una celebrazione, e tracce più classiche della band, quali 'Wrathchild', '2 Minutes To Midnight', 'The Trooper', l'omonima 'Iron Maiden'ed altre.

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Source : Wikipedia