Intesa Sanpaolo

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Tags : intesa sanpaolo, banche e assicurazioni, economia

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... trovare un bancomat del gruppo Intesa Sanpaolo, un benzinaio come un ufficio postale, etc; all'interno di Viaggi Relax, è invece possibile ricercare hotel, ristoranti, pub e pizzerie oltre alla fermata della metropolitana più vicina....

Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo è un istituto bancario italiano attivo dal 2 gennaio 2007, nato dalla fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI e ha sede legale a Torino e sede secondaria a Milano.

La fusione tra le due banche, annunciata ad agosto 2006, si è poi concretizzata nel dicembre dello stesso anno. È la prima banca italiana per capitalizzazione, la seconda nell'area Euro con 22,7 miliardi di euro.

La nuova società bancaria ha adottato il modello di governance dualistico, sistema di derivazione germanica, introdotto con la Riforma del diritto societario del 2003, che vede la compresenza di un Consiglio di sorveglianza (che esercita molti poteri tradizionalmente riservati all'assemblea) e di un Consiglio di gestione. In Italia, è la prima applicazione di questo modello in società di grandi dimensioni.

La banca svolge un ruolo importante nel sostegno alla cultura, all'arte e all'economia. Per poter servire meglio le diverse zone del paese si è data una particolare organizzazione definita banca dei territori. In questo contesto risulta importante la sua presenza nel Mezzogiorno di Italia con più di 1000 sportelli e la presenza della sua partecipata il Banco di Napoli. Il suo sostegno all'economia del Sud trova anche un supporto nell'attività promossa, insieme alla Compagnia di San Paolo e all'Istituto Banco di Napoli - Fondazione, di studi e ricerche per il territorio meridionale affidato all'Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno con sede a Napoli.

Nel 2007, a seguito della fusione tra Sanpaolo IMI e Banca Intesa, per motivi antitrust Intesa Sanpaolo è stata costretta a cedere il controllo delle banche al dettaglio Cariparma e Banca Popolare FriulAdria (654 sportelli in tutto) che sono state cedute al Crédit Agricole, già azionista di Intesa Sanpaolo (con il 18%) fin dal 1990 (Banco Ambrosiano).

Sempre a seguito della fusione tra Sanpaolo e Intesa, Banca Intesa ha sciolto la joint-venture con Crédit Agricole Caam Sgr (Credit Agricole Asset Management Sgr) riacquistando il 65% di Nextra Investment Management, ceduto ai francesi nel dicembre 2005.

La banca è azionista in Telco, la holding che da ottobre 2007 possiede la maggioranza relativa di Telecom Italia. Nel 2008 si è perfezionata l'opa nei confronti della Cassa di Risparmio di Firenze, che successivamente è stata delistata.

Inoltre il Gruppo controlla direttamente diverse banche straniere, specialmente nell'area dell'Europa Centro Orientale e del bacino Mediterraneo, che garantiscono una rete di più di 1.900 filiali e circa 8,3 milioni di clienti gestiti dalle banche estere del gruppo, operanti in 13 paesi nel retail e commercial banking. La forza del gruppo in queste aree sta nel controllo di una rete bancaria fortemente radicata localmente, con molte banche che detengono un'importante quota di mercato.

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Banco di Napoli

Banco di Napoli S.p.A. è una Banca italiana.

Con la fusione avvenuta nel dicembre 2006 tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI la società è entrata a far parte del gruppo Intesa Sanpaolo ed ha ripreso successivamente il vecchio nome di Banco di Napoli.

Denominazione: Banco di Napoli S.p.A.

Il Banco di Napoli è una delle più importanti e più antiche banche storiche italiane, in quanto le sue origini risalgono ai cosiddetti banchi pubblici dei luoghi pii, sorti a Napoli tra il XVI e il XVII secolo, in particolare ad un Monte di Pietà fondato nel 1539 per concedere prestiti su pegno senza interessi, il quale nel 1584 aprì una cassa di depositi, riconosciuta da un bando del viceré di Napoli nello stesso anno.

Altri sette istituti simili vennero successivamente fondati in Napoli tra il 1587 ed il 1640. Dopo circa due secoli di attività indipendente tra di loro, un decreto di Ferdinando IV di Borbone porta all'unificazione degli otto istituti esistenti in un'unica struttura che viene denominata Banco Nazionale di Napoli.

Seguendo i cambiamenti politici che hanno caratterizzato il XIX secolo a Napoli e nell'Italia meridionale, anche il Banco di Napoli muta denominazione e struttura. Nel tempo sono cambiate anche le sedi della banca che, dall'originaria sede del Monte di Pietà sita in via S. Biagio dei librai in pieno Centro storico di Napoli, a partire dal secolo XIX trova la sua finale collocazione nel nuovo Palazzo del Banco di Napoli in via Toledo.

Passando dal regno dei Borbone a quello di matrice napoleonica, il re di Napoli Gioacchino Murat tenta di trasformare il Banco in una società per azioni analoga alla Banca di Francia e crea il Banco delle Due Sicilie, destinato ad avere le stesse funzioni attraverso la Cassa di Corte e la Cassa dei Privati.

Nuovi cambiamenti avvengono nel 1861 con l'Unità d'Italia, mutamenti che segnano da un lato la nascita della denominazione Banco di Napoli e dall'altro l'espansione dell'istituto, con la creazione di una Cassa di risparmio, successivamente incorporata, e con l'apertura delle prime filiali fuori dall'area meridionale, in particolare a Firenze (1867), Roma (1871) e Milano (1872). Risale inoltre a questo periodo la creazione di una sezione di Credito Agrario, che ebbe primaria importanza nel finanziare lo sviluppo dell'agricoltura nell'Italia meridionale e la sua specializzazione nelle colture viticole ed agrumicole.

Un'altra svolta storica per l'istituto avviene nel 1901, quando viene avviata la prima attività all'estero: un ufficio a New York per agevolare le rimesse degli emigranti, trasformato in agenzia a tutti gli effetti nel 1909.

Dopo essere stato per molti anni anche istituto di emissione, il 6 maggio 1926, a seguito del passaggio della funzione alla Banca d'Italia, assume la qualifica di Istituto di credito di diritto pubblico e anche un maggior ruolo nello sviluppo del Mezzogiorno; in particolare dopo la crisi del 1929 assume un ruolo importante nel salvataggio delle diverse banche locali nel Sud italia. Nel 1931, primo fra le banche italiane, si dota di un Ufficio Studi per seguire l'economia del proprio territorio creando anche una propria rivista, la Rassegna economica, ancora in essere e oggi gestita dall'Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, che ha ereditato il patrimonio informativo e di competenze del vecchio Ufficio studi. Lo status di Istituto di diritto pubblico sarà mantenuto fino al 1991 quando, in osservanza della cosiddetta Legge Amato, viene trasformato in Società per azioni dando origine anche all'Istituto Banco di Napoli - Fondazione, a cui viene trasferito l'importante archivio storico che va dal XV secolo ad oggi.

Negli ultimi anni del XX secolo e nei primi anni del XXI, il Banco di Napoli ha attraversato una fase difficile, con sofferenze pesanti e conseguenti difficoltà finanziarie dovute principalmente alla commistione dei vertici con i poteri politici dell'epoca. A seguito all'azzeramento del Capitale Sociale, la Banca è stata acquistata per una cifra irrisoria (60 miliardi di Lire, circa 30 milioni di Euro) da parte della cordata composta dalla BNL Banca Nazionale del Lavoro e dall'INA Istituto Nazionale delle Assicurazioni. Dopo circa due anni di gestione ulteriormente penalizzante e dai risultati operativi estremamente deludenti, la cordata BNL/INA ha ceduto la Banca al gruppo Sanpaolo IMI, che ha acquistato la proprietà della Banca per una cifra vicina ai 6.000 miliari di Lire, mutandone la denominazione in Sanpaolo Banco di Napoli S.p.A. e dotandola di un Capitale Sociale di 800.000.000 di Euro. Nel contempo la Bad Bank, istituita per il recupero dei crediti in sofferenza, ha provveduto a rientrare di circa il 94% delle esposizioni che appena 6 anni prima avevano decretato la fine di uno dei più antichi e prestigiosi Istituti di Credito italiani. A seguito delle ultime operazioni societarie di fusione del Gruppo Sanpaolo IMI nel gruppo INTESA, avvenute nel 2006, al Sanpaolo Banco di Napoli è stato demandato il compito di presidiare le quattro regioni meridionali della Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Dall'8 giugno 2007, a seguito di una delibera dell'Assemblea dei soci, la Banca ha nuovamente assunto la denominazione di Banco di Napoli S.p.A.

L'integrazione del Banco di Napoli nel gruppo Sanpaolo IMI portò l'istituto a restringere il proprio territorio operativo: tutte le filiali dell'Italia settentrionale e centrale, che andavano a sovrapporsi con la struttura esistente della capogruppo, furono soppresse o trasferite a quest'ultima. Per contro, le filiali Sanpaolo IMI del Mezzogiorno vennero trasferite all'allora Sanpaolo Banco di Napoli. Per quanto riguarda l'Abruzzo, il Molise e il basso Lazio, aree a forte radicamento del Banco di Napoli dal momento che in epoca pre-unitaria facevano parte del Regno delle Due Sicilie, si scelse di far gestire i relativi sportelli alla capogruppo. L'attuale Banco di Napoli opera pertanto solamente in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, con una rete che comprende 687 filiali e un organico complessivo di circa 5.750 dipendenti.

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Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno

L'Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (SRM) nasce nel 2003 a Napoli in Italia con l'obiettivo di realizzare studi e ricerche volte a favorire lo sviluppo del Mezzogiorno.L'Associazione ha assorbito l'Ufficio Studi del Banco di Napoli costituito nel 1931, ereditando il suo patrimonio informativo e le sue competenze sull'economia del Mezzogiorno.

SRM è una Istituzione riconosciuta di diritto privato e opera nel campo della ricerca economica, suoi soci fondatori sono quattro banche del Gruppo Intesa Sanpaolo e due fondazioni ex-bancarie Compagnia di Sanpaolo e Istituto Banco di Napoli - Fondazione. Le ricerche svolte riguardano con riferimento al Mezzogiorno le infrastrutture, la finanza locale, le politiche di sviluppo, la struttura e la dinamica delle imprese e il settore del nonprofit, della solidarietà e del capitale umano e sociale. L'Istituzione collabora in rete per progetti di ricerca con altri importanti Istituzioni pubbliche e private come CNEL, ISAE, IRPET Toscana, IRES Piemonte, IRER Lombardia, Istituto Affari Internazionali (IAI), Fondazione Curella di Palermo, Osservatorio Banche Imprese di Bari. L'Associazione pubblica tre riviste: la Rassegna economica, Dossier Unione Europea e Focus sull'economia delle regioni meridionali. Le ricerche e le pubblicazioni di SRM hanno ricevuto importanti riconoscimenti pubblici e privati e sono stati oggetto di particolare menzione da parte della Presidenza della Repubblica Italiana. Gli studi effettuati riguardano il sistema dei porti, la logistica, le reti di trasporto, le risorse idriche, il turismo, l'innovazione, il volontariato, il capitale sociale. L'Associazione aderisce ad importanti comunità scientifiche come la Società Italiana di Economia Pubblica (SIEP), la Società Italiana di Economia dei Trasporti e della Logistica (SIET), gli Amici dell'Accademia dei Lincei e la Associazione per studi e ricerche Manlio Rossi Doria.

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Giovanni Bazoli

Giovanni Bazoli (Brescia, 18 dicembre 1932) è un banchiere italiano.

Attualmente è presidente del Consiglio di sorveglianza della banca Intesa Sanpaolo e presidente della finanziaria Mittel.

Discendente da un'importante famiglia bresciana, impegnata in politica fin dall'inizio del XX secolo (il nonno Luigi Bazoli fu tra i fondatori del Partito Popolare nel 1919, il padre fu deputato all'assemblea costituente). È stato docente di Diritto amministrativo e Diritto pubblico dell'Economia all'Università Cattolica di Milano. Amministratore del Banco San Paolo di Brescia nel 1982, fu chiamato dall'allora ministro del Tesoro Nino Andreatta per contribuire al salvataggio del Banco Ambrosiano, travolto dallo scandalo Calvi.

Divenne presidente del Nuovo Banco Ambrosiano, che continuò l'attività bancaria del Banco Ambrosiano. Diresse la cessione della Rizzoli-Corriere della Sera, il gruppo editoriale che Angelo Rizzoli aveva ceduto a Roberto Calvi. Fu egli stesso beneficiario della transazione in quanto presidente della Mittel, una delle società che parteciparono all'acquisto del gruppo.

Integrò il Nuovo Banco con la Banca Cattolica del Veneto, formando il Banco Ambrosiano Veneto. Nel 1990 fece entrare nell'azionariato del Banco il gruppo francese Crédit Agricole, respingendo i tentativi di Gemina di assumere un ruolo guida nella banca.

Nel 1997 dall'unione dell'Ambroveneto con Cariplo, nacque Banca Intesa, di cui Bazoli divenne presidente. Negli anni successivi, Banca Intesa si fuse con la Banca Commerciale Italiana (1999) e con il Sanpaolo di Torino, originando così l'attuale gruppo Intesa Sanpaolo.

Bazoli è noto anche per la sua passione per gli studi biblici e per la simpatia politica nei confronti del centrosinistra. Secondo voci giornalistiche, Bazoli avrebbe declinato un'offerta di candidarsi alla guida della coalizione dell'Ulivo alle elezioni politiche del 2001, ruolo poi rivestito da Francesco Rutelli.

Ha sposato la sorella dell'uomo politico Sandro Fontana.

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TLX (mercato)

TLX (Mercato Regolamentato) ed EuroTLX (Multilateral Trading Facility – MTF) sono i due mercati che costituiscono il principale mercato obbligazionario in Europa orientato alle esigenze degli investitori retail non professionali.

I soci UniCredit S.p.A. e Banca IMI S.p.A (Gruppo Intesa Sanpaolo), detengono entrambi il 50% del capitale sociale.

Sui due mercati sono negoziati circa 3.000 strumenti rientranti nelle seguenti tipologie: obbligazioni (bancarie, strutturate, corporate, mercati emergenti, sovereign e supranational), titoli di stato italiani, europei ed americani, azioni europee ed americane, DR di Blue Chip Internazionali, certificates, covered bond. Gli strumenti sono negoziati con un elevato grado di trasparenza sui prezzi e sulle informazioni pre e post-trading, nel rispetto dei valori aziendali: liquidità, trasparenza ed investor education.

Nel 2008 sono state 1.350 le ammissioni di nuovi strumenti finanziari sui mercati TLX. I contratti eseguiti sono stati pari a quasi 2,4 milioni, per un controvalore complessivo superiore agli 82 miliardi di euro.

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Crazy Live Music

Il Crazy Live Music è una serie di dieci concerti gratuiti che tra il 18 e il 27 gennaio 2007 hanno animato Piazza Vittorio Veneto a Torino durante i Giochi Universitari.

Durante i dieci giorni di concerti si sono alternati sul palco gli Africa Unite, Le Vibrazioni, Mi Casa es Sonica (evento organizzato da Casasonica con Max Casacci, Sikitikis e Postal_m@rket), Caparezza, Giuliano Palma & the Bluebeaters, Gotan Project, Goran Bregović e la Wedding and Funeral Band, Motel Connection, Omar Pedrini e Gianluca Grignani e infine Frankie Hi-NRG MC.

Al termine dei concerti la possibilità di continuare a divertirsi è stata offerta a Casa Universiade, nei locali dei Murazzi e di Piazza Vittorio Veneto.

Le serate del Crazy Live Music sono state organizzate con la collaborazione di Intesa Sanpaolo e FIAT.

La direzione artistica dell’evento è stata curata da Hiroshima Mon Amour e Multiplay.

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Source : Wikipedia