Iniezione letale

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Tags : iniezione letale, pena di morte, giustizia, società

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Iniezione letale

In arancione e marrone gli stati degli Stati Uniti d'America che fanno uso di questo sistema

L'iniezione letale è uno strumento utilizzato per l'esecuzione delle condanne a morte usato in vari stati moderni (tra cui gli Stati Uniti d'America) per eseguire la condanna capitale inflitta dal giudice al condannato. Venne introdotta per la prima volta negli stati statunitensi dell'Oklahoma e del Texas, e proprio in quest'ultimo avvenne la prima esecuzione, datata 1982.

Dal 1996 l'iniezione letale è entrata anche nella costituzione della Repubblica Popolare Cinese e nel 1998 si è avuta la prima condanna eseguita in tal maniera: in questi due anni alcuni ricercatori cinesi hanno studiato il metodo più efficace per eseguirla ed oggi molte delle condanne capitali sentenziate in Cina avvengono con questo sistema.

Tale metodo viene adottato anche dal Guatemala e da Taiwan.

La procedura ed il metodo di esecuzione assomigliano alla tecnica per realizzare un'anestesia generale: al condannato viene inflitta un'iniezione per via endovenosa contenente una dose letale di pentothal (un barbiturico molto potente) misto ad un agente chimico paralizzante. Al termine della procedura, il cuore può continuare a battere per un periodo che può variare dai 6 ai 15 minuti, dato che il condannato viene dapprima messo in uno stato di incoscienza e poi viene ucciso lentamente per paralisi respiratoria e successivamente per paralisi cardiaca.

Nel Texas viene invece usato un mix formato da tre componenti diversi: un barbiturico che rende il prigioniero incosciente, una sostanza che rilassa i muscoli (derivato del curaro) e paralizza il diaframma (in modo tale da impedire ai polmoni ogni movimento) e un'altra che provoca l'arresto cardiaco (cloruro di potassio).

Alcuni esperti sostengono che l'iniezione letale è "la più umana tra le condanne a morte", considerando che il periodo di sofferenza del condannato viene ridotto al minimo. Spesso però non tutto va per il meglio: l'introduzione prolungata di droga per via endovenosa nei confronti del prigioniero può comportare la necessità di andare alla ricerca di una vena più profonda per via chirurgica; inoltre se il prigioniero entra in stato di shock e tende ad agitarsi il veleno può toccare un'arteria o una parte di tessuto muscolare e provocare dolore.

Altre complicazioni possono sorgere se le componenti letali non sono ben dosate o non si combinano tra loro nel tempo previsto: in questo caso la miscela si può inspessire, ed in tal caso ostruisce le vene e rallenta il processo, causando un dolore immane al condannato. Anche l'anestetico deve compiere il proprio "lavoro" in fretta, altrimenti il prigioniero corre il rischio di essere cosciente mentre soffoca o mentre i suoi polmoni si paralizzano.

Una particolare attenzione è rivolta a coloro che devono eseguire l'iniezione letale. Chi potrebbe sopportare il peso di aver ucciso qualcuno nonostante gli sia conferita questa competenza dall'ordinamento giuridico? Gli Stati Uniti d'America hanno risolto in modo molto pratico la questione. Durante il procedimento di esecuzione della pena vengono scelte tre persone competenti della materia che sceglieranno una delle tre siringhe tra le quali ve ne sarà solo una con il contenuto letale. L'esecutore non potrà quindi sapere se la sua iniezione è stata quella letale, risolvendo così in maniera pratica un problema che riguarda la più intima parte della coscienza umana.

Per la parte superiore



Pena di morte nella Repubblica Popolare Cinese

La Repubblica Popolare Cinese è uno dei paesi in cui è applicata la pena di morte come sanzione ordinariamente prevista dal locale codice penale.

Secondo molti osservatori, sebbene in mancanza di dati oggettivi, la Cina sarebbe il paese col maggior numero assoluto di esecuzioni capitali, seguita dall'Iran come dato numerico assoluto, mentre sarebbe seconda solo a Singapore come numero di esecuzioni in percentuale sulla popolazione.

Una piena conoscenza del fenomeno, è stato sostenuto, sarebbe impossibile sia a causa del forte controllo governativo sull'informazione, sia a causa della strutturazione non centralizzata (almeno a questi fini) del sistema giudiziario nazionale, essendo le pene capitali irrogate autonomamente da tribunali la cui giurisdizione sarebbe paragonabile per estensione e per abitanti ad una media regione italiana. La maggior parte delle informazioni in argomento derivano da studi di organizzazioni non governative come Amnesty International o Nessuno tocchi Caino. I dati numerici sono tuttavia assai differenti a seconda delle varie ricostruzioni.

Il codice penale cinese prevede un numero elevato di reati la cui sanzione prevista sia la pena capitale. In totale, secondo alcune ricostruzioni, vi sarebbero circa una settantina di fattispecie criminali così sanzionate; il codice penale del 1997 ha elencato almeno 68 reati capitali (ci sono delle discrepanze, certi dicono che ce ne sono una settantina, altri 80; questa differenza è dovuta alla censura che c'è in Cina su questo argomento) rispetto ai 28 di quello del 1979. Nel 1995 c'era stata comunque una riforma che aveva elevato a circa 74 (anche qui discrepanze, certi dicono fossero 68) i reati che prevedevano la pena di morte, tra cui diffusione della superstizione, contraffazione e speculazione.

Oltre ad una nutrita serie di reati violenti che comprendono le lesioni personali, il sequestro di persona, lo schiavismo, la rapina e l'omicidio (anche quello colposo), vi si notano fattispecie che riflettono le peculiarità culturali di quel paese; in campo di reati sociali, ad esempio, sono così puniti il gioco d'azzardo e la bigamia.

Numerosi reati economici e tributari sono puniti con la pena di morte; fra questi la frode fiscale, il contrabbando, la falsa fatturazione, i reati contro il patrimonio dello stato (compresi impossessamento di beni archeologici, corruzione, concussione) e lo spaccio di banconote false.

Quanto ai reati a sfondo sessuale, oltre allo stupro soggiacciono alla medesima previsione anche il lenocinio e lo sfruttamento della prostituzione, ma anche la diffusione di materiale pornografico.

Questi dati sono ovviamente incompleti, perché in Cina la pena di morte è un segreto di Stato e i tribunali pubblicano solo le sentenze che non provocano tante opposizioni da parte di organizzazioni internazionali. Il numero di esecuzioni riferito da Chen Zhonglin (delegato del Congresso Nazionale del Popolo nel marzo 2004) è di circa 10.000 all'anno e dal 1998 al 2001, durante la campagna "colpire duro" erano state giustiziate 60.000 persone, ovvero 15.000 all'anno, e si presume che quelle non rese note siano per reati "modesti" o politici (pornografia, governo di gioco d'azzardo, ecc..). Successivamente sono trapelate altre notizie: il 27 febbraio 2006 viene riferito che avvengono 8.000 esecuzioni all'anno; il 15 marzo 2007 Liu Jiachen, ex parlamentare, dice che il numero di condanne a morte nel 2006 in Cina è il più basso degli ultimi 10 anni; il 7 giugno 2007 John Kamm, presidente della fondazione Dui Hua annuncia che le esecuzioni negli ultimi anni sono diminuite del 40% circa (probabilmente dal 2001, quando Pechino è stata decisa sede delle Olimpiadi) per un totale di circa 7.500 all'anno (evitando, di conseguenza, l'uccisione di 25.000 persone), mentre rispetto a 10 anni prima sono diminuite addirittura del 50% (erano dunque 15.000 all'anno); il giorno seguente il presidente della Corte suprema del popolo cinese rende noto che le esecuzioni nei primi 5 mesi dell'anno sono state inferiori del 10% rispetto agli stessi del 2006; il 28 marzo 2008 la fondazione Dui Hua riferisce che le persone giustiziate nel 2007 sono state circa 6.000, ovvero il 25/30% in meno rispetto al 2006.

Riguardo alle modalità esecutive, ne esistono due: la fucilazione, che è la più applicata, e l'iniezione letale. La fucilazione è spesso collettiva, nel senso che più condannati vengono fucilati contemporaneamente.

L'iniezione letale è stata introdotta nel codice penale del 1997 perché considerata più umana e meno brutale della fucilazione. Oggi il numero delle esecuzioni tramite iniezione letale sta quasi per eguagliare quello delle fucilazioni. Alcuni resoconti giornalistici hanno segnalato che vi sarebbe una camera della morte allestita su un furgone appositamente attrezzato di produzione italiana (Iveco), che viaggiando nel territorio nazionale consentirebbe di eseguire le condanne usando una struttura mobile, con notevole risparmio di costi (particolare riportato dal programma Report di Rai Tre).

In passato vi erano - secondo Wang JanCheng, docente di giurisprudenza presso l'Università di Pechino - 5 modalità di esecuzioni capitali, alcuni dei quali assai crudeli, come l'asportazione della pelle o lo squartamento (il corpo veniva legato a quattro cavalli fatti partire improvvisamente in diverse direzioni).

Il codice penale tuttora vigente in Cina non è del tutto conosciuto e la versione data contrasta con la realtà (per esempio c'è scritto che solo i casi di furto di armi, di denaro da istituzioni finanziarie e di tesori nazionali comportano la pena di morte, ma il 28 settembre 1998 c'è stata un'esecuzione per furto di 60 yuan (7,2 $); dice che per causare morte tramite incidente di traffico da una pena massima dell'ergastolo, mentre nel 1998 c'è stata una condanna a morte per questo; la bigamia porta alla morte, mentre lì viene messa come pena massima 2 anni di carcere; dice che solo la lesione seria è punibile con la morte, invece nel 1998 2 esecuzioni per lesione minore; dice che solo lo stupro di minori di 14 anni o di donne in pubblico è punibile con la morte, mentre nel 2000 c'è stata una condanna a morte per stupro di una ragazzina di 16 anni; la fonte di questo codice è penale è questa).

Amnesty ha riferito che ci sono discrepanze sul numero di reati capitali in Cina, ma la maggior parte delle fonti parla di 68 reati capitali in 45 articoli. Inoltre da allora sono stati aggiunti altri reati punibili con la morte. Il 15 luglio 1987 la Corte Suprema del Popolo ha stabilito essere reato capitale la caccia o l'uccisione di specie protette. Nel luglio 1990 Lin Zhu, vicepresidente della Corte Suprema del Popolo ha annunciato che il lenocinio e altri reati legati alla protituzione e la produzione, il traffico o l'esposizione di materiale pornografico sono punibili con la morte (dopo che nel 1989 per questi reati era stato messo l'ergastolo).

Queste decisioni rimasero valide anche con la riforma del 1997, anche se ufficialmente da quell'anno non si sono registrate condanne a morte o esecuzioni per pornografia: il 24 febbraio 1995 una persona è stata condannata a morte con sospensione e un'altra giustiziata per organizzazione di circoli pornografici. Oltretutto, l'oscenità grave è diventato reato capitale.

Nel 2001 la rivelazione di segreti di stato tramite internet e la pirateria informatica sono diventati punibili con la morte.

Nel 2003 la diffusione di SARS o l'uscita di quarantena se si è infetti da questo virus e la produzione o la vendita di sostanze tossiche sono diventati reati capitali.

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Pena di morte negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti sono uno dei 76 stati del mondo in cui a oggi è prevista l'applicazione della pena capitale, mentre in 120 altri stati tale pena è stata abolita (fonte: Amnesty International, 2005).

Non in tutti gli stati della federazione americana si applica la pena di morte: in alcuni è stata abolita, oppure la sua esecuzione è stata sospesa. La pena di morte è comunque prevista per reati federali e militari, anche per cittadini di Stati dell'Unione in cui la pena di morte non è prevista per reati non federali.

Quelli che non applicano la pena di morte sono i seguenti: Alaska, Hawaii, Iowa, Maine, Massachusetts, Michigan, Minnesota, Dakota del Nord, Rhode Island, Vermont, Virginia Occidentale, Wisconsin, New Jersey e Nuovo Messico, a cui va aggiunto il Distretto di Columbia; inoltre in Nebraska e New York la pena di morte è stata dichiarata incostituzionale (ma nel primo stato i condannati a morte restano tali) ; nell'Illinois è in corso dal 2003 una moratoria; in un altro stato, il New Hampshire, da tempo non si eseguono condanne; sono quindi 18 gli stati che di fatto non applicano la pena capitale. La Corte Suprema è stata più volte chiamata a pronunciarsi sulle modalità di esecuzione e sulla costituzionalità federale e nei singoli stati della pena capitale (la Costituzione proibisce pene crudeli e disumane, ma la pena di morte, con le modalità attuali, in precedenti pronunce, non fu considerata tale).

Il 1º Marzo 2005 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito a maggioranza (5 voti contro 4) l’incostituzionalità della pena di morte nei confronti dei minorenni all’epoca del reato. Tale storica sentenza ha avuto effetto immediato su 70 detenuti, la cui condanna a morte è stata convertita in ergastolo. Nella motivazione della sentenza la pena capitale su minori viene descritta come «una crudeltà sproporzionata nei confronti di persone immature, una crudeltà contraria ai principi della Costituzione».

Presso l'opinione pubblica americana il dibattito sulla pena di morte è tuttora molto acceso.

Negli USA il 65% della popolazione si dichiara favorevole alla pena di morte per chi ha commesso un omicidio.

La posizione contraria può contare invece su movimenti di opinione minoritari che chiedono - negli USA e soprattutto nei paesi europei, la maggior parte dei quali ha già eliminato dal proprio ordinamento giuridico la pena di morte - l'abolizione o almeno la sospensione ("moratoria") della pena capitale; questi movimenti criticano in modo particolarmente forte le esecuzioni di minorenni e di malati di mente e le discriminazioni razziali nell'applicarla.

Il Presidente George H. W. Bush indicò come metodo di esecuzione ufficiale l'iniezione letale, pur lasciando liberi gli Stati di adoperare altri sistemi.

L'iniezione letale consiste in tre veleni iniettati per via endovenosa nel seguente ordine: Tiopental sodico (Pentothal Sodium®), un sedativo somministrato in dose letale; Pancuronio bromuro (Pavulon®), un rilassante muscolare atto a paralizzare il diaframma e far cessare l'attività polmonare; Cloruro di potassio, per bloccare il battito cardiaco. Il condannato è dichiarato morto di solito dopo 7 minuti, ma ci sono stati anche casi di agonie durate oltre 10 minuti. Gli oppositori della pena di morte sostengono che il condannato è cosciente mentre il secondo veleno provoca il soffocamento.

L'iniezione letale è adottata come metodo per giustiziare dal 1 gennaio 1974, quando la pena di morte fu reintrodotta, dopo essere stata sospesa dal 26 giugno 1972 dalla Corte Suprema per l'ipotesi di essere una pena anticostituzionale (VIII emendamento). Dal 1819 al 1923 il metodo usato era l'impiccagione, dal 1899 al 1964 invece, in alcuni stati, fu utilizzata la sedia elettrica. Talvolta, viene anche eseguita la fucilazione.

Dal 1976 il Texas è lo stato in cui è stato eseguito il maggior numero di esecuzioni capitali. Sempre nel 1976 la Corte Suprema aveva decretato una moratoria delle esecuzioni per dieci anni, ma non appena finì il periodo le esecuzioni ricominciarono.

Nel 2002 la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionale l'esecuzione dei malati di mente. Contrarie alla Costituzione sono state anche ritenute le sentenze di morte emesse da giudici singoli e non dalla giuria popolare. Per questo motivo nel giugno 2002 sono state annullate oltre 150 condanne a morte in almeno cinque stati.

Nel gennaio 2003 il governatore dello stato dell'Illinois, George Ryan, ha commutato in ergastolo le condanne a morte di 167 persone e ha liberato quattro detenuti, convinto della loro innocenza. Anche il suo successore ha portato avanti la moratoria. Nel 2002 le esecuzioni sono state 71, riconfermando gli USA al quarto posto come numero di condanne a morte eseguite.

L'esecuzione capitale avvenuta il 20 giugno 2006 in Texas ha avuto fasi drammatiche: il condannato a morte Lamont Reese ha lottato fisicamente fino all'ultimo momento per non farsi trascinare nella camera della morte del carcere di Huntsville. "Mi state assassinando", urlava il condannato. Anche la madre di Reese, presente, ha cominciato a prendere a calci il vetro divisiorio, costringendo i boia a portarla via.

Sempre nel 2006, esattamente il 29 agosto, il governatore del South Dakota ha rinviato l'esecuzione tramite iniezione letale di un uomo di 24 anni, Elijah Page, in quanto la legge prevede l’uso di due farmaci, mentre i funzionari del carcere intendono aggiungere un terzo farmaco; quest'ultima è stata eseguita l'11 luglio 2007 alle 22.00 (ora locale del South Dakota) presso il penitenziario di Stato in Sioux Falls. Nel South Dakota, Elijah Page è la prima persona giustiziata da quando la pena di morte è stata reintrodotta, mentre è la quindicesima persona giustiziata dal 1877 in quanto l'ultima condanna a morte è stata eseguita sessant'anni fa tramite sedia elettrica l'8 aprile 1947 a George Sitts.

Nel novembre 2006 un condannato è morto dopo circa 40 minuti (invece dei 7 previsti) tra atroci sofferenze, questo ha sollevato ulteriori dubbi e perplessità sull'uso della pena capitale al punto che due stati hanno sospeso temporaneamente la pena di morte in attesa di una decisione definitiva.

Nel maggio 2007 l'esecuzione nello Stato americano dell’Ohio di Christopher Newton è durata oltre un'ora. Il boia non è riuscito a trovare la vena soprattutto per le caratteristiche del corpo del condannato (molto obeso).

Il 25 settembre 2007 è stata eseguita quella che avrebbe potuto essere l'ultima condanna a morte negli Stati Uniti d'America: Michael Wayne Richard è stato ucciso in Texas tramite iniezione letale. La sua è stata la 42esima esecuzione nel 2007, la 1.099esima dalla reintroduzione della pena di morte nel 1976.

Dopo il pronunciamento del 18 aprile 2008 della Corte Suprema , affermante che l'iniezione letale non è crudele, sono riprese le esecuzioni.

Dopo una sospensione de facto di circa sette mesi delle condanne a morte in tutta la nazione, il 6 maggio 2008 alle 19.00 ora locale (l'1.00 Italiana), lo Stato della Georgia ha eseguito la prima condanna a morte tramite iniezione letale, di William Earl Lynd, accusato di omicidio della sua fidanzata.

Il 22 maggio lo stato del Mississippi ha messo a morte per iniezione letale nel carcere di Parchman, Earl Wesley Berry, condannato per omicidio. Si tratta della seconda esecuzione negli Usa da quando la Corte Suprema ha espresso la sua valutazione sulla costituzionalità della iniezione letale. Berry aveva cercato inutilmente di ottenere un rinvio dell'ultima ora da parte dei giudici di Washington. Era stato condannato per aver rapito nel 1987 una donna all'uscita di chiesa, picchiandola poi a morte.

Dal 25 settembre 2007 al 6 maggio 2008 c'è stata una moratoria di fatto delle esecuzioni capitali: in quel periodo, tutte le pene che avrebbero dovuto essere eseguite in seguito sono state bloccate dalla Corte Suprema, dalle corti d'appello federale o dal Presidente degli Stati Uniti.

Molti di questi detenuti sono stati giustiziati dopo la sentenza della Corte Suprema.

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Danny Rolling

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Foto segnaletica di Danny Rolling.

Daniel Harold Rolling (Shreveport, 26 maggio 1954 – Starke, 25 ottobre 2006) è stato un criminale e serial killer statunitense.

Chiamato the Gainesville Ripper (lo squartatore di Gainesville), ha confessato l'omicidio e la mutilazione di cinque studenti della cittadina della Florida, nell'agosto 1990, le violenze sessuali su alcune delle sue vittime, un triplo omicidio a Shreveport nel 1989 e il tentato omicidio del padre nel maggio 1990. Rolling avrebbe ucciso otto persone, anche se si crede che ce ne siano altre.

È stato condannato a morte come serial killer.

Danny Rolling era figlio di James e Claudia Rolling. Suo padre, un poliziotto, commetteva abusi ai danni di Danny e di sua madre, e, in seguito, di suo fratello, Kevin. Claudia cercò di lasciare il marito più volte, ma non ci riuscì mai.

Subì varie incarcerazioni da adolescente e negli anni immediatamente successivi, per una serie di rapine commesse in Georgia, ed ebbe problemi ad integrarsi nella società e mantenere un lavoro stabile. Iniziò a lavorare come cameriere ad un ristorante della catena Pancho's nella sua città natale di Shreveport. Nel 1990 cercò di uccidere suo padre durante un litigio.

In seguito si trasferì in Florida, dove iniziò la sua carriera di ladro e rapinatore, che culminò nell'uccisione di cinque persone a Gainesville. La sua firma consisteva nel disporre i corpi in modo tale da evidenziare la carneficina, disponendo vari specchi e decapitando o mettendo in posa le sue vittime.

Nonostante i pochi indizi a disposizione delle autorità, nel novembre 1991 Rolling fu accusato di vari omicidi, e il procuratore della Contea di Alachua, Rod Smith, guidò l'accusa. Rolling si dichiarò colpevole davanti alla corte, quasi quattro anni dopo gli omicidi. In seguito fu incarcerato e condannato alla pena di morte per ciascun omicidio.

Un'altra persona, Edward Humphrey, proveniente da Indiatlantic in Florida, fu inizialmente sospettato degli omicidi di Gainesville; le autorità lo considerarono estraneo ai fatti dopo l'arresto di Rolling. Anche un altro uomo, Brandon Curry, fu inizialmente sospettato.

In seguito, Rolling confessò in una lettera l'omicidio di William T. Grissom (55 anni), sua figlia Julie (24 anni) e suo nipote Sean (8 anni), compiuto mentre questi si preparavano a cenare il 4 novembre 1989 a casa loro, a Shreveport. La polizia di Shreveport aveva messo in guardia quella di Gainesville per le similitudini nella scena del delitto. Gli organi di sicurezza della città della Louisiana non chiesero mai l'estradizione, pensando che Grissom sarebbe stato giustiziato con maggior facilità in Florida, piuttosto che in Louisiana.

Rolling fu giustiziato tramite iniezione letale il 25 ottobre 2006 e dichiarato morto alle 18.13 (ora locale), dopo che la Corte Suprema ebbe rifiutato il suo ultimo tentativo di far sospendere la sentenza. Pare che egli non abbia mostrato rimorsi e che abbia rifiutato ogni commento o richiesta di scuse ai parenti delle sue vittime, molti dei quali erano presenti all'esecuzione come testimoni. Decise di cantare una canzone scritta da lui stesso. Il suo ultimo pasto consistette in coda d'aragosta, butterfly shrimp, baked potato, cheesecake alla fragola e tè freddo. Poco prima dell'esecuzione, confessò anche gli omicidi della famiglia Grissom.

La scrittrice Sondra London incontrò Rolling in carcere, mentre stava lavorando con Gerard John Schaefer ed altri serial killer.

Rolling e gli omicidi di Gainesville sono il soggetto del libro Beyound Murder di John Philpin e John Donnelly.

Rolling fu ritratto in un episodio del programma televisivo statunitense ""Body of Evidence: From the Case Files of Dayle Hinman". Durante il processo, il network che trasmise il programma, Court TV, fece un'intervista con sua madre.

Anche il film Scream si ispira in parte alla storia di Rolling.

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Fucilazione

Il 3 maggio 1808 di Francisco Goya

La fucilazione è un tipo di esecuzione capitale effettuata con un fucile o una mitragliatrice. Un uomo, o un gruppo di uomini spara addosso al condannato provocandone la morte. La fucilazione è stata introdotta perché considerata un metodo più "umano" della decapitazione. In epoca recente è stata spesso sostituita dall'iniezione letale.

Malgrado i fucili dall'aspetto moderno fossero stati utilizzati fin dal XVII secolo, la fucilazione non è stata usata fino al tardo XVIII secolo.

La fucilazione venne sperimentata per la prima volta durante la guerra d'indipendenza americana e fu applicata soprattutto nei confronti di prigionieri e di disertori.

La fucilazione durante il XIX secolo ebbe una diffusione mondiale, arrivando anche in Asia e in America del sud. Fu tuttavia nel XX secolo che questo metodo di esecuzione ebbe più successo e divenne il più utilizzato al mondo. Negli eserciti la fucilazione rimase l'unico metodo di esecuzione e venne applicato soprattutto nella prima e nella seconda guerra mondiale. Durante quest'ultima, secondo stime non certe ci sono state 30.000 esecuzioni nella Wehrmacht (di cui 15.000 senza processo nel 1945). Oggi la fucilazione sta venendo progressivemente sostituita dall'iniezione letale. Nella Repubblica Popolare Cinese le esecuzioni tramite iniezione letale sono cresciute di parecchio da quando è stata introdotta nel 1997, anche se l'esecuzione da arma da fuoco rimane il metodo di gran lunga più utilizzato. Invece in altri stati che conservano la pena di morte l'iniezione letale è diventata molto più usata della fucilazione. Si prevede che tra non molti anni l'esecuzione tramite fucile venga del tutto abbandonata.

La fucilazione era la pena più grave comminata dai Codici Militari Italiani (art. 8-29 Codice Penale Esercito - art. 7-31 Codice Penale Marina) e rappresentava l'unico modo contemplato dalla nostra vecchia legislazione militare per infliggere la pena di morte. Si distingue in fucilazione al petto e fucilazione alla schiena.

La prima era comminata per reati gravissimi ma non disonoranti. Veniva compiuta da un drappello di dodici soldati e di un caporale, scelti per anzianità fra tutte le compagnie presenti alla Sede del Corpo al quale apparteneva il condannato. Per l'esecuzione, l'ufficiale più elevato in grado schierava le truppe e fatte presentare le armi, leggeva la sentenza. Faceva avanzare il condannato, che poteva essere assistito da un ministro del culto e, dopo averlo fatto sedere, gli faceva bendare gli occhi. Se il condannato lo chiedeva poteva essere lasciato in piedi e senza benda. Poi il plotone d'esecuzione compiva la sua missione.

La fucilazione alla schiena era infamante e veniva comminata per i reati che denotavano l'estrema ignominia. Prima della fucilazione nella schiena, si compiva la degradazione. Poi si passava all'esecuzione: il condannato veniva fatto sedere, bendato, con le spalle rivolte al plotone di esecuzione; il plotone stesso, se già presente sul posto prima del condannato era schierato di spalle, in modo che condannato e plotone non si guardassero mai in faccia; dopo dietro-front del plotone veniva eseguita la sentenza.

In caso di commutazione di pena, la differenza fra le due era notevole: la fucilazione al petto veniva commutata in reclusione militare, quella alla schiena in lavori forzati a vita.

In Italia, l'ultima fucilazione fu eseguita il 4 marzo 1947, in seguito alla strage di Villarbasse. La Costituzione italiana, approvata il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948, abolì definitivamente la pena di morte per tutti i reati comuni e militari commessi in tempo di pace. La misura venne attuata con il decreto legislativo 22/48 del 22 gennaio 1948 (Disposizioni di coordinamento in conseguenza dell'abolizione della pena di morte). La pena di morte rimase nel codice penale militare di guerra fino alla promulgazione della legge 589/94 del 13 ottobre 1994 (in Gazzetta Ufficiale 25 ottobre 1994 n. 250), che l'abolì sostituendola con la massima pena prevista dal codice penale.

Esistono 2 diversi metodi di fucilazione: l'esecuzione da plotone d'esecuzione e l'esecuzione da arma da fuoco. La fucilazione con il plotone d'esecuzione prevede che un gruppo di uomini spari addosso al condannato contemporaneamente. Questo viene fatto per aumentare la probabilità di una morte rapida. Il metodo del plotone d'esecuzione viene utilizzato in quasi tutti gli stati che prevedono la fucilazione. Anche se si trattava di una persona condannata per reati gravissimi, l'omicidio a sangue freddo di un uomo inerme è comunque un'azione sconvolgente. Per questo, era prassi che un fucile venisse caricato a salve all'insaputa degli esecutori, sollevando quindi i soldati dalla spaventosa certezza di aver commesso un omicidio.

L'esecuzione da arma da fuoco viene usata praticamente solo nella Repubblica Popolare Cinese. In questo secondo metodo di fucilazione un soldato o un gruppetto di 2 o 3 soldati si mettono dietro al condannato e gli sparano da pochi centimetri di distanza, a volte con l'arma attaccata al corpo della vittima (invece nel primo metodo i soldati stanno ad alcuni metri dal condannato). Anche il proiettile usato è diverso: quello del plotone d'esecuzione tende a perforare mentre quello dell'arma da fuoco tende a creare una ferita più larga. In entrambi i casi in genere il condannato muore immediatamente. Poiché la Repubblica Popolare Cinese è il paese che conta di gran lunga il maggior numero di esecuzioni, statisticamente sono più numerose le persone giustiziate con l'arma da fuoco che quelle con il plotone d'esecuzione.

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Source : Wikipedia