Infrastrutture

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Inviato da maria 01/04/2009 @ 06:09

Tags : infrastrutture, economia

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Infrastrutture e Gestioni S.p.A.

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La IG - Infrastrutture e Gestioni S.p.A. è una società di gestione di servizi di ingegneria, con sede a Roma, controllata dalla holding del gruppo petrolifero francese Technip. È la società che gestisce in Italia la rete di oleodotti militari NATO-POL.

E' stata costituita nel dicembre 1999 come società autonoma scorporata della TPL – Tecnologie Progetti Lavori S.p.A., nata nel 1969, anch'essa appartenente al Gruppo Internazionale Technip.

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Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche

Il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC) è l'unità specializzata interna al Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni dedicata alla prevenzione e repressione dei crimini informatici diretti ai danni delle infrastrutture critiche nazionali. Anche se di fatto già operante dal 2005 come unità specializzata nel settore, costituita in seno al Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, il CNAIPIC è stato istituito formalmente con decreto del Capo della Polizia il 7 agosto del 2008, in ottemperanza al decreto del Ministro dell'Interno del 9 gennaio 2008.

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Infrastrutture critiche

Lo sviluppo, la sicurezza e la qualità della vita nei paesi industrializzati dipendono sempre più dal funzionamento, continuo e coordinato, di un insieme di infrastrutture che, per la loro importanza, sono definite Infrastrutture Critiche.

Con il termine infrastruttura critica si intende un sistema, una risorsa, un processo, un insieme, la cui distruzione, interruzione o anche parziale o momentanea indisponibilità ha l’effetto di indebolire in maniera significativa l'efficienza e il funzionamento normale di un Paese, ma anche la sicurezza e il sistema economico-finanziario e sociale, compresi gli apparati della Pubblica Amministrazione centrale e locale.

La rilevanza e la strategicità che queste infrastrutture hanno sulla nostra società si sono notevolmente accresciute nell’ultimo decennio con un costante aumento dei servizi da esse offerti.

Per ragioni di natura economica, sociale, politica e tecnologica queste infrastrutture sono diventate sempre più complesse e interdipendenti. Non solo la loro complessità tecnica è notevolmente aumentata, ma in molti campi si è passato da monopoli o situazione dominanti a mercati articolati con molti attori. Inoltre, si è formata una dipendenza e interdipendenza reciproca fra i diversi sistemi in funzione del crescente ricorso a tecnologie informatiche e delle comunicazioni.

Se ciò ha consentito di migliorare la qualità dei servizi erogati e contenerne i costi, ha tuttavia indotto in queste infrastrutture nuove e impreviste vulnerabilità. Infatti, guasti tecnici, disastri naturali ed eventi dolosi, se non addirittura terroristici, potrebbero avere degli effetti devastanti. Si tratta di reali pericoli per lo sviluppo ed il benessere sociale di un Paese che sembrano essere accresciuti dall’estremizzazione dei fenomeni climatici e dalla tormentata situazione socio-politica mondiale.

I Governi normalmente mettono a punto studi e progettano misure precauzionali per ridurre il rischio che le infrastrutture critiche vengano a mancare in caso di guerra, disastri naturali, scioperi, vandalismi o sabotaggi. Tale attività viene definita protezione delle infrastrutture critiche - CIP - Critical Infrastructure Protection. Attualmente i processi che sono alla base dei servizi e dei beni prodotti dalle infrastrutture critiche sono gestiti attraverso risorse informatiche, pertanto in questi casi si parla di infrastrutture critiche informatizzate. In tal caso si parlerà di protezione delle infrastrutture critiche informatizzate - CIIP - Critical Information Infrastructure Protection.

Gli Stati Uniti hanno cominciato nel 1996 a studiare questo problema. Gli eventi tragici degli scorsi anni (in particolare l'attacco terroristico dell'11 settembre 2001) hanno, ovviamente, accresciuto l’interesse per la tematica, e portato la problematica ai primissimi posti nell’agenda governativa con l’emanazione nel luglio del 2006 del NIPP (National Infrastructure Protection Plan). L’esempio degli Stati Uniti è stato seguito da altri Paesi fra cui, ad esempio, Gran Bretagna, Germania, Svezia, Canada e Olanda, che hanno elaborato specifiche azioni coerenti con le diverse realtà territoriali e infrastrutturali. Anche in Italia si stanno sviluppanndo una cultura e un'attenzione (tecnica, scientifica e accademica) qualificate per questi temi, per le loro vulnerabilità esistenti e, soprattutto, per prevenire le conseguenze della crscente interconnessione sulla normale vita del Sistema Paese. Tra queste anche l'AIIC, l'Associazione esperti Italiani Infrastrutture Critiche, che riunisce i maggiori esperti del settore.

L’Unione Europea è fortemente impegnata su questo tema, promuovendo a livello scientifico e tecnologico, attività di ricerca, ed a livello normativo e regolamentare con la proposizione del EPCIP (European Program on Critical Infrastructure Protection). L'8 dicembre 2008 il Consiglio dell'Unione Europea ha emanato la direttiva 2008/114/CE relativa all'individuazione e alla designazione delle infrastrutture critiche europee e alla valutazione della necessità di mogliorarne la protezione. Seppur relativa alle infrastrutture critiche europee, nonché parziale, in quanto focalizzata soltanto su quelle dei settori dell'energia e trasporti, il punto a) dell'art. 2 da una definizione di infrastruttura critica, per la quale intende "un elemento, un sistema o parte di questo ubicato negli Stati membri che è essenziale per il mantenimento delle funzioni vitali della società, della salute,della sicurezza e del benessere economico e sociale dei cittadini ed il cui danneggiamento o la cui distruzione avrebbe un impatto significativo in uno Stato membro a causa dell'impossibilità di mantenere tali funzioni".

In definitiva, per la difesa e protezione dell’infrastrutture critiche sono necessarie e attese delle azioni da parte governativa, da parte delle aziende che le gestiscono, ma soprattutto da parte dei singoli che agiscono all’interno di una cultura orientata alla sicurezza con una visione ampia sui sistemi oltre che sui componenti. Progettisti, Consulenti, Responsabili IT e Responsabili della sicurezza aziendale, ma anche esponenti del mondo accademico, sono gli esperti da cui dipende il funzionamento e la protezione di molte infrastrutture strategiche. Da loro deve venire lo sviluppo di nuovi approcci e metodologie per ridurre le vulnerabilità e fronteggiare le nuove minacce a cui questi complessi sistemi, sempre più indispensabili per il nostro vivere quotidiano e la sicurezza e prosperità di un Paese, sono soggetti.

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Elenco dei Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti della Repubblica Italiana

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Il presente elenco accorpa tutti i nomi dei titolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, già Ministero dei Lavori Pubblici e Ministero dei Trasporti.

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Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anche MIT, è il dicastero del Governo italiano che ha competenza sulle reti infrastrutturali (stradale, autostradale, ferroviaria, portuale, aeroportuale) a servizio dei mezzi di trasporto, e che esprime il piano generale dei trasporti e della logistica, nonché i piani di settore per i trasporti, compresi i piani urbani di mobilità.

Il Dicastero è attualmente retto dal ministro On. Altero Matteoli (PdL).

L'antesignano dell'attuale Ministero, per la componenente delle infrastrutture era il Ministero dei Lavori Pubblici, esistente già dal 1861 col Governo Cavour, il primo dell'Italia unita. Il Ministero dei Trasporti, nacque il 12 dicembre 1944, allorché il Governo Bonomi III divise l'allora Ministero delle Comunicazioni in due ministeri distinti Ministero dei Trasporti e Ministero delle Poste e Telecomunicazioni.

L'11 giugno 2001 il Governo Berlusconi II fu il primo della storia italiana a non avere uno specifico ministro dei Lavori Pubblici, poiché il dicastero era stato accorpato, insieme a quello dei Trasporti nel Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, creato ex novo, in seguito alla Riforma Bassanini del 1999, ed entrata in vigore proprio nel 2001. Con il Governo Prodi II nel 2006, il dicastero venne nuovamente scisso nei due ministeri Ministero dei Trasporti e Ministero delle Infrastrutture. Nel 2008, in virtù della finanziaria, legge n. 244/2007, si stabili di riaccorpare il Ministero. Il Governo Berlusconi IV attuò tale norma riunendo i due ministeri.

Il Ministero è stato riorganizzato per l'accorpamento appena avvenuto, a seguito del DPR 3 dicembre 2008, n. 212, recante Regolamento di riorganizzazione degli uffici di diretta collaborazione presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e DPR 3 dicembre 2008, n. 211 recante Regolamento di riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, entrambi in GURI n. 3 del 5 gennaio 2009.

Gli uffici del dicastero si strutturano in uffici di diretta collaborazione del ministro e uffici propri del dicastero.

Il Ministero esercita, altresì, le funzioni di vigilanza sulla Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e le funzioni di Organismo investigativo, secondo quanto previsto dagli articoli 4 e 18 del decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162.

Il Corpo della Guardia Costiera dispone di un organico complessivo di circa 11.000 persone tra ufficiali, sottufficiali e truppa.

L'elenco contiene in verità i nomi di tutti i titolari del dicastero dei Lavori Pubblici e dei Trasporti, a far data dal 1946, unificati in un unico elenco. Dal 2001, data di entrata in vigore l'accorpamento, in seguito alla Riforma Bassanini il nominativo è ovviamente uno. Da sottolineare che nel 2006, col Governo Prodi II, il dicastero venne diviso, per essere nuovamente riaccorpato nel 2008 col Governo Berlusconi IV.

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Source : Wikipedia