Indonesia

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Tags : indonesia, asia, esteri

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Indonesia

Indonesia - Bandiera

L'Indonesia è uno Stato del sud-est asiatico. Composto da 17.508 isole, è il più grande Stato-arcipelago del mondo. Con una popolazione di 222 milioni di persone nel 2006, è il quarto paese più popoloso della Terra e il paese più popoloso a maggioranza musulmana, ma non si fa riferimento all’Islam nella costituzione indonesiana. L'Indonesia è una repubblica, con una propria legislatura eletta e con un presidente. La capitale nazionale è la città di Giacarta. Le frontiere terrestri del paese sono con Malesia nell'isola del Borneo, con Papua Nuova Guinea nell'isola di Nuova Guinea, e con Timor Est nell'isola di Timor. Altri paesi vicini includono Singapore, Filippine, Australia, e il territorio indiano delle Isole Andamane e Nicobare.

L'interesse commerciale verso la regione dell'arcipelago indonesiano risale almeno dal VII secolo, quando il Regno Srivijaya già commerciava con la Cina e l'India. I sovrani locali adottarono gradualmente dall’India il modello culturale, religioso e politico fin dai primi secoli dopo Cristo, con la fioritura di regni indù e buddhisti. La storia indonesiana è stata influenzata dalle potenze straniere, interessate alle grandi risorse naturali che poteva offrire questa terra. L’Islam fu introdotto dai mercanti stranieri e le potenze europee combatterono l'un l'altra al fine di monopolizzare il commercio delle isole della Sonda e delle Molucche durante l'Età delle Scoperte. Dopo tre secoli e mezzo di colonialismo olandese, l’Indonesia si assicurò la propria indipendenza dopo la Seconda Guerra Mondiale. La storia recente dell’arcipelago si è sin da subito dimostrata turbolente, con sfide poste da calamità naturali, dal problema del separatismo, dal processo di democratizzazione, e dai periodi di rapido mutamento economico.

Attraverso le sue numerose isole, l’Indonesia si compone di svariati gruppi etnici, linguistici, religiosi. Quello giavanese è il gruppo etnico più numeroso e dominante. Come stato unitario e nazione, l'Indonesia ha sviluppato un’identità condivisa basata su una lingua nazionale, una diversità etnica, un pluralismo religioso all'interno di una popolazione a maggioranza musulmana, e una storia di colonialismo e ribellione ad esso. L’inno nazionale indonesiano è emblematico in questo senso: Bhinneka tunggal ika ("Unità nella diversità", letteralmente “Molti, ma uno"). Tuttavia le tensioni settarie e il separatismo hanno portato a scontri violenti che hanno talvolta compromesso la stabilità politica ed economica.

Nonostante la sua vasta popolazione e regioni densamente popolate, l'Indonesia possiede ancora vaste aree disabitate e selvagge, che supportano una delle maggiori biodiversità del pianeta. Grandi sono le risorse naturali, in parte non ancora sviluppate, ma la povertà, all’inizio del secolo XXI, è ancora una realtà su vastissime fasce della popolazione.

Il termine Indonesia deriva dal latino Indus, dal quale "India", e dalla parola greca nesos, che significa "isola". Il nome risale al XVIII secolo, in un periodo di gran lunga anteriori alla formazione dello stato indipendente. Nel 1850, George Earl, un etnologo inglese, propose i termini Indunesiani e, la sua preferenza, Malayunesiani per indicare gli abitanti dell'"arcipelago indiano o malese". Nella stessa pubblicazioni, uno studente di Earl, James Richardson Logan, utilizzò Indonesia come sinonimo di Arcipelago indiano. Tuttavia, il mondo accademico olandese era riluttante ad utilizzare questo termine. Invece utilizzava parole quali Arcipelago Malese (Maleische Archipel), Indie Orientali olandesi (Nederlandsch Oost Indië), e popolarmente Indië, l'Est (de Oost) e anche Insulindia.

Dal 1900 Indonesia divenne il nome più comune in ambienti accademici al di fuori dei Paesi Bassi, e gruppi nazionalisti indonesiani lo adottarono come espressione politica. Adolf Bastian, dell'Università di Berlino, rese popolare il nome attraverso il suo libro Indonesien oder die Inseln des Malayischen Archipels, 1884–1894. Il primo studioso indonesiano ad utilizzare il nome fu Suwardi Suryaningrat (Ki Hajar Dewantara), quando istituì un ufficio stampa nei Paesi Bassi con il nome Indonesisch Pers-bureau nel 1913.

Sotto l'influenza dell'Induismo e del Buddhismo, numerosi regni si formarono sulle isole di Sumatra e Giava dal VII al XIV secolo. L'arrivo di mercanti arabi, provenienti dal Gujarat (India), portò alla diffusione dell'Islam, che divenne la religione predominante.

A partire dal 1602, gli olandesi si stabilirono lentamente nell'attuale Indonesia, sfruttando il frazionamento in piccoli regni, in breve le Indie Orientali Olandesi divennero uno dei possedimenti coloniali più ricchi del mondo, grazie al commercio delle spezie.

I Paesi Bassi governarono l'Indonesia fino alla seconda guerra mondiale, prima come colonia fino allora sotto il controllo della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, poi, dal XVII secolo direttamente alle dipendenze del governo olandese.

Fra le due guerre mondiali si sviluppò un movimento di indipendenza indonesiano, che aveva come capi studenti e giovani professionisti, molti dei quali vennero imprigionati per le loro attività politiche.

Durante il secondo conflitto mondiale, con i Paesi Bassi occupati dalla Germania, il Giappone invase la colonia e organizzò un comitato provvisorio con a capo il leader indipendentista Sukarno, Mohammad Hatta e Kyai. Nel marzo del 1945, il Giappone organizzò un comitato indonesiano per l'indipendenza, il 17 agosto Sukarno proclamò l'indipendenza e, il 17 dicembre 1949, dopo 4 anni di guerra e trattative la regina Giuliana d'Olanda riconobbe l'indipendenza della colonia, il primo presidente fu Sukarno, e Mohammad Hatta il suo vice.

Negli anni sessanta ci furono scontri armati con la Malesia e gravi difficoltà economiche. Nel 1962 l'Indonesia si annesse la Nuova Guinea occidentale, che era rimasta sino ad allora colonia olandese, assegnandole il nome di Irian Jaya. Nel 1967 salì al potere il generale Suharto, che purgò le forze armate e il parlamento di tutti gli elementi filo-Sukarno e comunisti, sciolse i sindacati e ridusse la libertà di stampa.

Nei 32 anni al potere Suharto incoraggiò gli investimenti esteri che produssero una crescita economica del paese, ma si arricchì anche personalmente e favorì i familiari anche grazie a una diffusa corruzione. Nel 1998, dopo grandi proteste popolari ed a causa di una crisi finanziaria, fu costretto alle dimissioni.

Fra il 1998 e il 2001, l'Indonesia ha avuto tre presidenti: Jusuf Habibie, Abdurrahman Wahid e Megawati Sukarnoputri. Nel 2004 le elezioni furono vinte da Susilo Bambang Yudhoyono.

Nel 2002, dopo 24 anni di occupazione indonesiana e 3 di amministrazione ONU, Timor Est diventa indipendente. Anche altre regioni rivendicano l'indipendenza, in particolare Aceh (nord di Sumatra) e Papua, la sezione indonesiana dell'isola di Nuova Guinea.

Il 12 ottobre 2002, nell'isola di Bali, un attentato suicida contro dei locali turistici, frequentati, principalmente, da turisti occidentali, provoca la morte di 202 persone.

Il potere legislativo è esercitato dal Majelis Permusyawaratan Rakyat (MPR) o 'Assemblea Consultiva del Popolo', che consiste del Dewan Perwakilan Rakyat (DPR) o Consiglio Rappresentativo del Popolo, eletto con un mandato di 5 anni, e dal Dewan Perwakilan Daerah (DPD) o Consiglio Rappresentativo Regionale. In seguito alle elezioni del 2004, il MPR diventerà un parlamento bicamerale, con l’istituzione del DPD come seconda camera.

Il potere esecutivo è esercitato dal presidente e dai suoi consiglieri. Dal 2004 il presidente viene eletto dal popolo, il mandato dura 5 anni.

L’Indonesia è costituita da 17.508 isole, circa 6000 delle quali abitate. Esse sono disseminate su entrambi i lati dell’equatore. Le cinque isole maggiori sono Giava, Sumatra, Kalimantan (la parte indonesiana del Borneo), Nuova Guinea (in comune con Papua Nuova Guinea) e Sulawesi. L’Indonesia presenta frontiere terrestri con Malaysia sull’isola del Borneo, Papua Nuova Guinea sull'isola di Nuova Guinea, Timor Est sull'isola di Timor. Indonesia è prossima ai confini di Singapore, Malaysia, Filippine a nord e Australia a sud. La capitale, Giakarta, è situata sull’isola di Giava ed è la più grande città dello Stato, la seguono Surabaya, Bandung, Medan e Semarang.

Con una superficie di 1.919.440 km² , l'Indonesia è il sedicesimo paese del mondo per estensione. La sua densità media è di 134 persone per chilometro quadrato, 79a nel mondo, anche se sull’isola di Giava, la più popolosa dell’arcipelago, si toccano le 940 persone per chilometro quadrato. Con 4.884 metri sul livello del mare, Puncak Jaya sull’isola di Nuova Guinea è la più alta montagna del paese (e dell'intero continente dell'Oceania a cui l'isola geograficamente appartiene), e il lago Toba a Sumatra è il lago più grande con una superficie di 1.145 chilometri quadrati. I fiumi più lunghi sono nel Kalimantan (parte indonesiana dell’isola del Borneo), e comprendono il Mahakam, il Barito e il Kapuas.

L’Indonesia è posizionata sul bordo di importanti faglie tettoniche, quali la placca pacifica, eurasiatica e australiana che rende regione altamente soggette a fenomeni quali vulcanesimo e terremoti. L’Indonesia possiede almeno 150 vulcani attivi, compreso il Krakatoa e il Tambora, entrambi famosi per la loro devastanti eruzioni nel XIX secolo. L'eruzione del supervulcano Toba, circa 70.000 anni fa, fu una delle più grandi eruzioni mai verificatesi, e una catastrofe globale. Fra le calamità che hanno colpito il paese nei primi anni del XXI secolo si segnala lo tsunami del 2004 che uccise, secondo le stime, 167.736 persone solo nell’isola di Sumatra, e il terremoto di Yogyakarta nel 2006. Tuttavia la cenere vulcanica è un importante contributo per l'elevata fertilità di moltissimi terreni, ed ha storicamente sostenuto l'alta densità della popolazione di regioni quali quella di Giava e Bali.

Situata lungo l'equatore, l'Indonesia ha un clima tropicale, con due distinte stagioni dei monsoni, una umida e l’altra secca. Le precipitazioni medie annue nelle pianure variano dai 1.780 ai 3.175 millimetri, e nelle regioni montuose può arrivare fino ai 6.100 millimetri. Le zone più piovose sono le aree montane di Sumatra, Giava occidentale, Kalimantan, Sulawesi e Nuova Guinea. L’umidità si mantiene generalmente elevata, in media circa l'80%. Le temperature variano poco durante tutto l'anno, la temperatura media giornaliera a Giacarta è tra i 26 e i 30° C.

Il prodotto interno lordo indonesiano nel 2007 è stato di 408 miliardi di dollari americani (1.038 miliardi di $ a parità di potere d'acquisto). Nel 2007 secondo le stime nominali il PIL pro capite è stato di 1.812 $, e il PIL pro capite a PPP è stato di 4.616 $. Il settore dei servizi garantisce la percentuale più elevata della ricchezza del paese, contribuendo al 45,3% del PIL (2005). Segue l’industria (40,7%) e l'agricoltura (14,0%). Tuttavia l'agricoltura occupa la parte preponderante della forza lavoro rispetto agli altri settori, rappresentando il 44,3% dei 95 milioni di lavoratori di cui dispone l’Indonesia. Il settore dei servizi occupa il 36,9% delle persone impiegate e l’industria il 18,8%. Le principali industrie includono quella petrolifera e del gas naturale, dei prodotti tessili, dell’abbigliamento, e il settore minerario. I principali prodotti agricoli sono olio di palma, riso, tè, caffè, spezie, e gomma.

I principali mercati di sbocco delle esportazioni indonesiane (2005) sono il Giappone (22,3%), Stati Uniti (13,9%), Cina (9,1%) e Singapore (8,9%). I principali paesi da cui provengono le importazioni indonesiane sono nell’ordine Giappone (18,0%), Cina (16,1%), e Singapore (12,8%). Nel 2005 l'Indonesia ha registrato un surplus commerciale (saldo tra esportazioni e importazioni) con esportazioni per 83,64 miliardi di $ e importazione per 62,02 miliardi di miliardi di $. Il paese ha grandi ricchezze naturali, che vanno dal petrolio greggio, gas naturale, stagno, rame e oro. I principali prodotti d’importazione includono macchinari e attrezzature, prodotti chimici, combustibili e prodotti alimentari.

Durante gli anni ’60 l'economia peggiorò drasticamente a causa dell’instabilità politica e di scelte che si rilevarono inadeguate, provocando grave povertà e fame. Dopo la caduta del Presidente Sukarno nella metà degli anni ‘60, le nuove amministrazioni meglio governarono la politica economica, riducendo rapidamente l'inflazione, stabilizzando la moneta, riprogrammando il debito estero, e attirando gli aiuti e gli investimenti internazionali. L'Indonesia, unico membro dell’OPEC fra i paesi del Sud-Est asiatico, durante la crisi petrolifera degli anni ’70, giovò dell’aumento del prezzo del petrolio, i cui proventi dalle esportazioni contribuirono agli alti tassi di crescita economica. Ulteriori riforme in campo economico verso la fine degli anni ’80, attirarono nuovi investimenti esteri, in particolare nel settore manifatturiero orientato all’esportazione. Dal 1989 al 1997 l'economia indonesiana crebbe ad un ritmo medio di oltre il 7% annuo.

L'Indonesia fu però il paese più colpito dalla crisi finanziaria asiatica del 1997-1998. Nei confronti del dollaro statunitense, la rupia indonesiana si deprezzò fortemente, passando da circa 2.000 rupie per un dollaro, a 18.000 Rupie per un dollaro, e l'economia in recessione si ridusse del 13,7%. In seguito la rupia indonesiana si stabilizzò a circa 10.000 per dollaro, e ci fu una lenta ma significativa ripresa economica. L'instabilità politica dal 1998, la lentezza delle riforme economiche e la corruzione a vari, segnarono però una natura frammentaria del recupero. La crescita del PIL, tuttavia, superò il 5% sia nel 2004 che nel 2005, con ulteriori previsioni di aumento. Questo tasso di crescita non fu sufficiente a limitare significativamente il tasso di disoccupazione, e nemmeno la crescita dei salari ne trasse beneficio, bensì l’aumento del prezzo dei carburanti e dei prodotti alimentari peggiorarono i livelli di povertà.

Nel 2006 si stimava che il 17,8% della popolazione vivesse al di sotto della soglia di povertà, che il 49,0% della popolazione vivesse con meno di 2 dollari al giorno , e il tasso di disoccupazione fosse al 9,75%.

La popolazione nazionale secondo il censimento del 2000 ammontava a 206 milioni di abitanti, ma l’Ufficio centrale di statistica indonesiano stimava già la popolazione a 222 milioni di abitanti nel 2006. 130 milioni di persone vivono solo sull'isola di Giava, l’isola più popolata del pianeta. Nonostante un programma di pianificazione della popolazione abbastanza efficace e in vigore dal 1960, la popolazione è destinato ad aumentare a circa 315 milioni entro il 2035, sulla base della stima attuale del tasso di crescita annuo del 1,25%.

Principalmente gli indonesiani sono discendenti dalle popolazioni dalla lingua austronesiana provenienti da Taiwan; l'altro grande raggruppamento è quello melanesiano, prevalentemente nell'Indonesia orientale. Ci sono circa 300 gruppi etnici distinti nativi dell’Indonesia, e 742 differenti lingue e dialetti. La lingua principale è il giavanese, parlata dal 42% della popolazione, ed è la lingua politicamente e culturalmente dominante. Gli altri gruppi non giavanesi sono sundanese, malay e madurese.

Esiste un senso di appartenenza alla nazione indonesiana nonostante li forti identità regionali. La società vive prevalentemente in maniera armoniosa, sebbene le inevitabili tensioni sociali, religiose ed etniche abbiano talvolta innescato terribili violenze. Gli indonesiani cinesi sono un’influente minoranza etnica comprendente meno del 5% della popolazione dell’Indonesia. Gran parte delle ricchezze del paese sono in mano cinese, e ciò ha contribuito ad un notevole risentimento, e alla violenza anti-cinese.

La lingua nazionale ufficiale è l’indonesiano, ed è universalmente insegnata nelle scuole, ed è parlata da quasi tutta la popolazione. È la lingua degli affari, della politica, dei media nazionali, dell'istruzione, e del mondo accademico. Fu originariamente una lingua franca per la maggior parte della regione, tra cui l’odierna Malaysia, ed è quindi strettamente imparentata con il malese. L’indonesiano fu promosso inizialmente dai nazionalisti negli anni ’20 del secolo XX, e dichiarata lingua ufficiale con l’indipendenza nel 1945. La maggior parte degli indonesiani parla almeno una delle diverse centinaia di lingue locali (bahasa daerah), spesso come prima lingua. Di queste il giavanese è la più parlata, essendo la lingua del principale gruppo etnico. D'altra parte Papua possiede più di 500 lingue e dialetti indigeni in una regione che conta appena 2,7 milioni di persone. Gran parte della popolazione anziana conosce ad un certo livello anche l’olandese.

Anche se la libertà religiosa è prevista dalla costituzione indonesiana, il governo riconosce ufficialmente solo sei religioni: l'Islam, il protestantesimo, il cattolicesimo romano, l'induismo, il buddhismo e il confucianesimo. Anche se non è uno Stato islamico, l'Indonesia è il più popoloso paese a maggioranza musulmana del mondo, con quasi l’86,1% della popolazione di fede musulmana secondo il censimento del 2000. L’8,7% della popolazione è cristiana, il 3% indù, e 1,8% buddhista o altro.

La maggior parte degli indù sono balinesi, e la maggior parte dei buddhisti sono di etnia cinese. Sebbene rappresentino oramai solo delle religioni minoritarie, l'induismo e il buddhismo hanno dato un’importante influenza nella cultura indonesiana. L'Islam venne adottato per la prima volta nel nord dell’isola di Sumatra nel XIII secolo, attraverso l'influenza dei commerci, e divenne la religione dominante del paese nel XVI secolo. La Chiesa cattolica venne introdotta dai colonizzatori e dai missionari portoghesi, e il protestantesimo durante il periodo coloniale olandese (calvinismo e chiesa luterana). Una grande percentuale di cittadini indonesiani pratica una forma meno ortodossa della loro religione, che si basa sui costumi e credenze locali.

L’estensione geografica, il clima tropicale, il fatto di essere un arcipelago e la variegata orografia, fanno sì che l’Indonesia sostenga il secondo più alto livello di biodiversità del pianeta dopo il Brasile. La sua flora e la sua fauna sono una miscela di specie asiatiche e australasiatiche. Anticamente collegate al continente asiatico, le isole della Sonda (Sumatra, Giava, Borneo, e Bali) supportano prevalentemente specie di origine asiatica. Mammiferi di grandi dimensioni, come tigre, rinoceronte, orangutan, elefante, e leopardo, una volta erano abbondanti, ma il numero è andato drasticamente diminuendo.

Le foreste coprono circa il 60% del paese. A Sumatra e Kalimantan, la flora è composta prevalentemente da specie asiatiche. Purtroppo le foreste di Giava, più piccola, ma estremamente popolata, sono state in gran parte rimosse per lasciare spazio alle attività umane. Sulawesi, Nusa Tenggara e Maluku, a lungo separate dalla massa continentale hanno sviluppato una propria unicità biologica. Papua, a lungo parte dell’Australia, mantiene ancora uno stretto legame della sua flora e fauna con questa parte del pianeta, tra cui oltre 600 specie di uccelli.

L’Indonesia è seconda solo all’Australia nel suo grado di endemismo, con il 26% delle 1.531 specie di uccelli presenti e il 39% delle sue 515 specie di mammiferi. Le coste che si estendono su 80.000 km, e i mari tropicali contribuiscono ulteriormente all’alto livello della biodiversità. Gli ecosistemi sono i più diversi, e vanno dal mare, agli ecosistemi costieri, comprese le spiagge, dune di sabbia, estuari, foreste di mangrovie, barriere coralline, praterie, distese fangose costiere.

Il naturalista britannico, Alfred Russel Wallace, ha descritto una linea di demarcazione tra la distribuzione delle specie asiatiche e australiane in Indonesia. Conosciuta come la linea di Wallace, passa tra Kalimantan e Sulawesi, e al largo dello Stretto di Lombok, tra Bali e Lombok. Ad ovest della linea la flora e la fauna sono prevalentemente asiatiche; a est di Lombok, prevalentemente australiane. Nel 1869 con il libro, L'Arcipelago Malese, Wallace descrisse numerose specie uniche dell’area che ora portano il suffisso Wallacea.

La forte presenza umana e la rapida industrializzazione presentano però gravi problemi ambientali, che è spesso una priorità più bassa a causa degli elevati livelli di povertà. I problemi riguardano la deforestazione su larga scala (in gran parte illegale) e i conseguenti incendi che portano nuvole di smog oltre i confini nazionali (Malesia e Singapore); l’eccessivo sfruttamento delle risorse marine; problemi ambientali connessi con la rapida urbanizzazione e sviluppo economico, tra cui inquinamento atmosferico, congestione del traffico, la gestione dei rifiuti, l’affidabilità dei servizi idrici. La distruzione degli habitat minaccia la sopravvivenza delle popolazioni indigene e delle specie endemiche, tra cui 140 specie di mammiferi identificati dalla World Conservation Union (IUCN), come minacciate, e 15 identificate come a rischio di estinzione, compreso l’orango di Sumatra.

L’Indonesia possiede circa 300 gruppi etnici, ciascuno con proprie peculiarità culturali sviluppate nel corso dei secoli, e influenzate dal contatto con il mondo indiano, arabo, cinese, malese ed europeo. Le danze tradizionali giavanesi e balinesi, ad esempio, contengono aspetti della cultura e della mitologia indù, così come i wayang kulit. Tessuti quali batik, ikat e songket vengono creati in tutto il paese con stili che variano da regione a regione. In campo architettonico le maggiori influenze sono quelle della tradizione indiana, sebbene siano state molto importanti anche quelle cinesi, arabe ed europee. Gli sport più popolari sono badminton e calcio; la Liga Indonesia è la principale serie calcistica per club. Uno sport tradizionale è invece il sepak takraw. Alcune regioni storicamente soggette a guerre tribali, la lotta è tenuta in buon conto, come ad esempio il caci a Flores, e il pasola a Sumba. Fra le arti marziali indonesiana vi è il Pencak Silat, che prevede il combattimento a strettissimo contatto (il sistema prevede l'utilizzo di mani, avanbracci, gomiti, ginoccia, oltre ad armi da taglio e da impatto); tipico il sarong, una fascia con la quale si cinge la vita del praticante. Gli sport sono generalmente di tipo maschile e spesso associati con il gioco d'azzardo.

Anche la cucina indonesiana varia a seconda dell’area geografica e subisce influenze cinesi, europee, mediorientali e indiane. Il riso è l'alimento base e viene servito con pietanze a base di carne e verdure. Altri ingredienti fondamentali sono spezie (in particolare il chili), latte di cocco, pesce e pollo.

La musica tradizionale comprende gamelan e keroncong. Il dangdut è un genere popolare di musica pop contemporanea che richiama l'influenza della musica folk araba, indiana, malese. L'industria cinematografica nazionale raggiunse l'apice negli anni ‘80 e dominò il cinema in Indonesia prima di diminuire in maniera significativa nei primi anni ’90, ma tra il 2000 e il 2005 il numero di film indonesiani prodotti ogni anno è andato costantemente aumentando.

La più antica fonte scritta in Indonesia è una serie di iscrizioni in sanscrito risalenti al V secolo d.C. Le principali figure indonesiane nella moderna letteratura comprendono: Multatuli, autore olandese che criticò il trattamento degli indonesiani sotto la dominazione coloniale olandese; Muhammad Yamin e Hamka, che furono influenzarono scrittori e politici del periodo precedente all’indipendenza; e Pramoedya Ananta Toer, il più famoso romanziere. Molti popoli indonesiani hanno radicate tradizioni orali, che aiutano a definire e preservare la loro identità culturale. La libertà di stampa è aumentata notevolmente dopo la caduta del presidente Suharto, che durante il proprio governo teneva sotto controllo i media nazionali, e limitando i mass media stranieri. Il mercato della televisione comprende dieci reti commerciali nazionali e provinciali in concorrenza con la rete pubblica TVRI. In Indonesia si sono segnalati 20 milioni di utenti internet nel 2007. L’accesso alla rete è quindi limitato a una minoranza della popolazione, circa l’8,5%.

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Uno Indonesia

Uno indonesia è il primo greatest hits del gruppo vocale dei Neri per caso, pubblicato nel 2001.

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Garuda Indonesia

Un Boeing 747-400 della Garuda Indonesia nel 1985.

Garuda Indonesia, il cui nome esteso è PT (Perseo) Perusahaan Penerbang Garuda Indonesia, è una compagnia aerea indonesiana designata GA in codice IATA e GIA per l'ICAO ha come callsign INDONESIA. Prende il nome dal uccello mitico Garuda, che, nella tradizione vedica, trasporta la divinità indù Vishnu. Aeroporto principale della compagnia è l'Aeroporto Internazionale Soekarno-Hatta di Giakarta, mentre come hub Garuda Indonesia utilizza gli aeroporti di Ngurah Rai (Bali), Juanda (Surabaya), Polonia (Medan), Sepinggan (Balikpapan).

Garuda Indonesia è di proprietà esclusiva del governo indonesiano e nel gennaio 2005 contava più di seimila lavoratori. Skytrax ha assegnato un rating di tre stelle alla compagnia nel 2006.

Dall'11 settembre 2007 è inclusa nella "lista nera" (blacklist) UE delle compagnie che non rispettano gli standard minimi di sicurezza e perciò le è impedito di effettuare voli in Europa.

Garuda Indonesia ha origini nel periodo della guerra d'indipendenza indonesiana, per l'affrancamento dal dominio olandese nei tardi anni quaranta, quando Garuda effettuava trasporti speciali con un DC-3. La data di fondazione della compagnia è generalmente individuata nel 26 gennaio 1949, quando la compagnia era nota come Garuda Indonesian Airways ed effettuava voli su un DC-3 soprannominato Seulawah (monatgna dorata in lingua acehnese) acquistato per 120.000 dollari di Malaya, forniti dai più importanti notabili di Acehè opportuno segnalare da dove è tratto l'importo.... Durante la rivoluzione indonesiana la compagnia operava principalmente trasportando i leader indonesiani per missioni diplomatiche.

Il governo di Burma aiutò notevolmente la compagnia aerea nel suo periodo iniziale. A seguito della fusione con KLM il 31 marzo 1950 la compagnia ricompensò il governo di Burma con un DC-3. Nel 1953 la Garuda contava 46 aeroplani, nonostante poi nel 1955 la flotta dei Catalina fu ritirata dal servizia. Nel 1956 la Garuda effettuò il primo volo alla volta della Mecca per un pellegrinaggio.

Negli anni sessanta la compagnia attraversò una fase di espansione: nel 1960 disponeva di otto Convair CV-240, otto Convair CV-340 e tre Convair CV-440. Negli anni successivi furono acquistati tre Convair CV-990 e tre Lockheed L-188 Electra e fu aperta una rotta verso l'aeroporto internazionale Kai Tek a Hong Kong. Dopo aver privilegiato le rotte nazionali e nella regione, il 28 settembre 1963, furono iniziati i primi voli verso l'Europa con rotte per Amsterdam e Francoforte. Nel 1965 furono introdotte nuove tratte verso Roma e Parigi via Bombay e Il Cairo su aerei Convair 990. In quell'anno cominciarono anche voli alla volta della Cina verso Canton e Phnom Penh. Sempre nel 1965 Garuda entrò nell'era dei motori a getto con l'acquisto di un Douglas DC-8 che collegava l'indonesia all'aeroporto Schiphol di Amsterdam.

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Ordinariato militare in Indonesia

L'Ordinariato militare in Indonesia è un ordinariato militare della Chiesa cattolica per l'Indonesia. È attualmente retto dall'arcivescovo Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo.

L'ordinariato militare per l'Indonesia è stato eretto il 25 dicembre 1949.

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Nazionale di calcio dell'Indonesia

Garuda Pancasila, Coat Arms of Indonesia.svg

La Nazionale di calcio indonesiana è la rappresentativa calcistica dell'Indonesia. Venne fondata nel 1930 e affiliata alla Fifa nel 1952; il suo palmares riporta solo due vittorie dei Giochi del Sud-Est Asiatico.

Alle qualificazioni asiatiche dei Mondiali Germania 2006 si è piazzata al terzo posto del girone 8 con 7 punti a pari del Turkmenistan. Non è potuta accedere all'ultima fase di qualificazione per la differenza reti (-4, contro il -2 del Turkmenistan).

L'unico risultato di rilievo è la partecipazione ai Mondiali Francia 1938, ma l'Indonesia (che partecipava col nome di Indie Olandesi) venne eliminata dall' Ungheria agli ottavi di finale 6-0.

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Bali

La posizione di Bali in Indonesia (in verde)

Bali è un'isola dell'Indonesia, con una superficie di 5.561 km² e una popolazione di 3.151.000 abitanti (2005). Fa parte dell'arcipelago delle Isole della Sonda minori ed è separata dall'isola di Giava dallo stretto di Bali. Amministrativamente è una provincia dell'Indonesia, con capoluogo Denpasar, ed è l'unica a maggioranza induista. Bali è la più importante meta turistica indonesiana.

La presenza umana nell'isola risale alla preistoria. Alcuni reperti risalenti al 3000 a.C., ritrovati nei dintorni del villaggio di Cekik nella parte ovest dell'isola, testimoniano l'insediamento di popolazioni migrate in tempi preistorici dal continente asiatico. Le prime tracce storiche identificate nell'isola sono cocci con iscrizioni braminiche, databili intorno al I secolo a.C., che testimoniano l'arrivo di popolazioni indù nell'isola.

Tra i più antichi documenti scritti ritrovati a Bali vi è la "carta di Blanjoung", redatta in sanscrito e risalente al 913 d.C., che menziona il sovrano Sri Kesari Warmadewa e il luogo «Walidwipa».

Un'iscrizione del 1041 incisa su di una pietra ritrovata a Giava (detta "Pietra di Calcutta" in quanto conservata al Museo Indiano di Calcutta) riporta la genealogia del re Airlangga, figlio del principe balinese Udayana.

In questo lungo periodo di tempo venne sviluppato il sistema di irrigazione subak per la coltivazione del riso. Risalgono a questo periodo, inoltre, alcune tradizioni religiose e culturali che esistono tuttora.

Nel 1343 l'Impero Majapahit, che era insediato nella parte orientale di Giava, fondò una colonia a Bali. L'isola venne nuovamente menzionata su testi giavanesi tra il 1059 e il 1205 nel Nagarakertagama, poema epico scritto nel 1365 sotto il regno del re Hayam Wuruk dell'Impero Majapahit (1350-1389).

All'inizio del XVI secolo, con il declino dell'impero e la successiva occupazione di Giava da parte delle truppe del re musulmano di Demak, vi fu un esodo di artisti, religiosi ed intellettuali verso la colonia balinese.

Dopo che una nave portoghese aveva sostato presso la costa di Bukit nel 1585, l'esploratore olandese Cornelis de Houtman sbarcò nel 1597 stabilendo il primo contatto con l'occidente.

Gli europei non riuscirono però a stabilire una loro presenza come avevano fatto in molte altre isole dell'arcipelago.

Negli anni 1620-1630, il principe Blambangan, di fronte alla minaccia del sultano Agung di Mataram, chiese aiuto alla Compagnia Olandese delle Indie Orientali, ma gli venne rifiutato. Blambangan si rivolse quindi al Dewa Agung (re) di Gelgel di Bali, e le forze balinesi sconfissero il sultano Agung nel 1635.

Bali non partecipò direttamente ai traffici commerciali che animavano l'arcipelago, ma divenne esportatrice di cotone, riso, bestiame e selvaggina. La fondazione di Batavia (l'odierna Jakarta) da parte della compagnia olandese nel 1619 e l'apertura del mercato degli schiavi fu un'occasione per i principi balinesi di vendere i loro prigionieri di guerra, fatto che acuì i conflitti interni tra i principati locali.

Dopo il 1660, Ki Gusti Ngurah Panji Sakti fondò il regno di Buleleng nel settentrione dell'isola. La dinastia di Gelgel estese il suo dominio sul regno di Klungkung, i cui re, che conservavano il titolo di Dewa Agung, vennero considerati la linea più nobile di Bali. Nella zona orientale, il regno di Karangasem a partire dal 1680 intraprese la conquista dell'isola di Lombok, affrontando gli eserciti di Gowa e di Sumbawa.

Buleleng conquistò Blambangan nel 1697. Intorno al 1700, il regno di Mengwi dominava il sud di Bali. Mengwi tolse Blambangan a Buleleng diventando il re più potente dell'isola. Per tre volte (nel 1714, 1726 e 1729), dei re balinesi sferrarono delle offensive verso la parte occidentale di Giava per poter visitare i territori dell'Impero Majapahit di cui si sentivano i discendenti.

I re di Mengwi spesero molte risorse per mantenere la sovranità su Blambangan, ma quei regnanti si convertirono all'islam nel 1770 e si allearono con la compagnia olandese. Interessati a ridurre l'influenza balinese su Giava, gli olandesi fecero scomparire l'ultimo stato induista.

Alla fine del XVIII secolo, nessun regno balinese era in grado di dominare l'insieme delle isole come aveva fatto Gelgel prima del 1650.

Gli olandesi non si interessarono a Bali fino all'inizio del XIX secolo. In quel periodo, l'economia dell'isola era basata essenzialmente sul commercio degli schiavi e l'aristocrazia balinese ne vendeva oltre 2.000 ogni anno, in cambio di armi e oppio di cui vi era un grande consumo.

Si dovette attendere il 1840 perché gli olandesi, approfittando delle rivalità tra i regni balinesi, riuscissero con un'operazione congiunta navale e terrestre ad occupare prima la regione di Sanur e poi Denpasar. Gli eserciti balinesi, inferiori sia per numero che per armamenti, lanciarono un definitivo attacco suicida (puputan) che si stima sia costato oltre 4.000 vittime. Il dominio olandese dell'isola, comunque, esercitò sempre un'influenza lieve, consentendo che permanesse il controllo locale sulla religione e la cultura.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Bali venne occupata dai Giapponesi. Durante tale occupazione, l'ufficiale balinese Gusti Ngurah Rai organizzò un esercito di liberazione. A seguito della resa del Giappone dell'agosto 1945, i Paesi Bassi ripristinarono in Indonesia, e quindi anche a Bali, il governo coloniale esistente prima della guerra. I ribelli balinesi si opposero utilizzando le armi abbandonate dai giapponesi. Il 20 novembre 1946 il colonnello ventinovenne Gusti Ngurah Rai scagliò le forze ribelli nella Battaglia di Marga, contro le truppe olandesi. L'esercito balinese venne completamente annientato e terminò così ogni ulteriore resistenza. Nello stesso anno gli olandesi, rispondendo alla creazione della Repubblica di Indonesia capeggiata da Sukarno e Hatta, proclamarono la Repubblica dell'Est Indonesia e Bali divenne uno dei 13 distretti del nuovo stato.

Il 29 dicembre 1949 i Paesi Bassi riconobbero l'indipendenza della Repubblica degli Stati Uniti di Indonesia e nel 1956 Bali rinunciò all'unione con i Paesi Bassi divenendo ufficialmente una provincia dell'Indonesia.

Nel 1963 l'eruzione del monte Agung provocò la morte di migliaia di persone, ingenerando una crisi economica che costrinse molti abitanti a trasferirsi in altre zone dell'Indonesia.

Nel 1965, in seguito ad un fallito colpo di stato a Giacarta contro il governo nazionale, in tutte le regioni indonesiane, tra cui a Bali, si verificarono uccisioni di simpatizzanti e (a volte presunti) membri del PKI, il Partito Comunista di Indonesia. Benché non esistano riscontri ufficiali, si reputa che le squadre della morte, appoggiate dal generale Soeharto, uccisero oltre 100.000 balinesi.

Il 12 ottobre 2002, un attacco terroristico compiuto con un'auto bomba in un locale di Kuta ha ucciso 202 persone, prevalentemente turisti stranieri. Il 1 ottobre 2005 un secondo doppio attacco terroristico contro turisti avvenuto sia nei pressi della Baia di Jimbaran che nel centro di Kuta ha causato decine di vittime.

Bali si trova circa 8° a sud dell'equatore. L'isola, di forma romboidale, misura approssimativamente 153 km da est a ovest e 112 km da nord a sud. Ad ovest è divisa dall'isola di Giava da un canale largo circa 2 miglia nautiche, mentre ad est è separata dall'isola di Lombok dallo Stretto di Lombok, attraverso il quale passa la Linea di Wallace, il confine tra le regioni biologiche dell'Asia e dell'Oceania. La costa orientale ed il centro sono montagnose, mentre verso sud il terreno forma una piana alluvionale, solcata da fiumi che disseccano durante la stagione secca e esondano nel periodo delle piogge. Il rilievo più elevato è il Monte Agung (3.142 m s.l.m.), che si trova presso la costa orientale ed è un vulcano attivo la cui ultima eruzione risale al marzo 1963. Anche il Monte Batur (1.717 m s.l.m.), al centro dell'isola, è un vulcano attivo: si ritiene che un'eruzione di quest'ultimo avvenuta circa 30.000 anni fa sia stata la più violenta e catastrofica eruzione avvenuta sulla terra.

Le strade principali dell'isola percorrono la costa o la tagliano da nord a sud, seguendo le creste delle catene montuose. Non sono presenti ferrovie.

Fino agli anni '70, l'economia dell'isola era prevalentemente basata sull'agricoltura. In seguito Bali ha conosciuto uno sviluppo turistico, proveniente in prevalenza dall'Australia e dall'Europa, che ha fatto sì che il turismo sia diventato la risorsa economica preminente, anche se i due attentati del 2002 e del 2005 hanno provocato un sensibile calo delle presenze. Nonostante questo, la maggioranza della popolazione lavora nel settore agricolo, che produce principalmente riso ma anche frutta e verdura, cacao, caffè, té, caucciù, tabacco e spezie, ed anche la pesca è un'attività importante. Infine, Bali è famosa per il suo artigianato: l'intaglio della pietra e del legno, la lavorazione dell'argento e la produzione di stoffe, tra cui il famoso batik. Il turismo è concentrato prevalentemente nella pianura meridionale, dove sorgono le località di Kuta, Sanur, Jimbaran, Seminyak e il nuovo insediamento di Nusa Dua. Vicino a Jimbaran, sull'istmo che collega la parte più meridionale dell'isola, sorge l'aeroporto internazionale Ngurah Rai.

Secondo le statistiche ufficiali (nelle quali non sono compresi gli immigrati da altre zone dell'Indonesia) il 92% della popolazione aderisce all'Induismo Balinese, combinazione di credenze locali e influenza dell'induismo del sud est asiatico. Altre religioni presenti sono l'Islam (5,7%), il Cristianesimo (1,4%) e il Buddismo (0,6%).

L'indonesiano e il balinese sono le lingue parlate universalmente dalla popolazione, insieme all'inglese che è la prima lingua straniera conosciuta. Oltre a queste lingue, esistono anche numerosi dialetti indigeni, diversificati anche all'interno di comunità ristrette a causa della tradizionale suddivisione in caste e in clan della popolazione, che va tuttavia perdendo importanza.

Bali è famosa per la sua cultura artistica e pittura, scultura e intaglio del legno sono attività artistiche molto sviluppate. La musica tradizionale balinese, il gamelan, così come le danze tradizionali quali il legong, il barong e il kecak, godono anch'esse di grande seguito nella popolazione.

Seguendo la tradizione induista, i balinesi cremano i loro morti. Questa circostanza è l'occasione di una celebrazione che diviene in tutto e per tutto una festa popolare, con una processione all'interno della città, musica di gamelan, offerte di varia natura depositate sul catafalco del defunto, in un'atmosfera gioiosa.

La vita dell'isola è scandita anche da innumerevoli altre cerimonie che, seguendo solitamente il calendario balinese di 210 giorni, sembrano imprevedibili agli occhi dei turisti occidentali. Celebrazioni e feste vengono svolte per innumerevoli dei e negli anniversari di ognuno degli oltre 20.000 templi dell'isola.

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Source : Wikipedia