Hu Jintao

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Inviato da murphy 03/03/2009 @ 19:13

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Hu Jintao

Hu Jintao during a defense meeting held at the Pentagon, May 2002, cropped.jpg

Hu Jintao (cinese tradizionale: 胡錦濤,cinese semplificato: 胡锦涛, pinyin: Hú Jǐntāo), (Jangyan, 2 dicembre 1942) è un politico cinese. È il quarto ed attuale presidente della Repubblica Popolare Cinese, nonché Segretario Generale del Partito Comunista Cinese e capo delle forze armate del paese.

I suoi antenati erano originari di Jixi della provincia di Anhui ove risiedettero finché suo nonno non si trasferì a Jiangyan. Hú si dimostrò uno studente talentuoso, eccellendo in materie quali il canto e la danza. È stato un attivista del Lega della Gioventù Comunista, considerata l'ala riformista del partito, della quale divenne il maggior esponente.

Si unì al Partito Comunista Cinese prima della Rivoluzione culturale cinese, quand'era ancora studente all'Università Tsinghua di Pechino. Si laureò con lode in Ingegneria idraulica nel 1964. Dopo la laurea, Hú divenne assistente universitario, ove lavorò dal 1965 al 1968. Durante la rivoluzione culturale cinese del 1966, il padre fu torturato e morì a Jiangyan.

Nel 1966 la Rivoluzione culturale orchestrata da Mao Zedong esplodeva nelle sue manifestazioni virulente. Fra le innumerevoli vittime minori, stritolate dalla campagna contro i "borghesi", vi fu un certo Hu Jingzi della cittadina di Taizhou, in provincia di Jiansu. Colpevole solo di possedere un piccolo negozio di té, fu espropriato della sua modesta impresa e costretto a diventare un impiegato dello Stato. Per aver osato criticare qualche estremista locale, Hu Jingzhi fu poi accusato di peculato, trascinato in piazza per subire uno dei famigerati processi pubblici delle Guardie rosse e infine incarcerato. Venne liberato solo dopo la fine della Rivoluzione culturale, nel 1978. Morì subito dopo per gli stenti patiti in prigione. Aveva solo 50 anni. Hu Jingzhi era il padre dell'attuale presidente della Cina.

Hu Jintao aveva iniziato a fare carriera nei primi gradini della gerarchia comunista quando la notizia della morte del padre lo raggiunse nella regione del Qinghai (il Far West della Cina, in senso letterale), dove era stato mandato a dirigere il partito locale. Si precipitò a Taizhou per ottenere dai suoi compagni la riabilitazione ufficiale del padre.

Un aneddoto narra che Deng Pufang, figlio maggiore di Deng Xiaoping ed anch'esso studente all'Università Tsinghua, fu perseguitato durante la rivoluzione culturale. Catturato e rinchiuso, si accorse che la sua cella era piena di materiale radioattivo e capendo che se fosse rimasto rinchiuso in quel posto sarebbe morto, tentò la fuga saltando da una finestra. A causa della caduta rimase però paralizzato ed impossibilitato a muoversi. Hú, vide la scena e portò Deng Pufang ad un vicino ospedale ove poterono salvargli la vita (anche se rimase comunque paralizzato). Questa notizia colpì molto Deng Xiaoping, che successivamente si prodigò per far avere a Hú una promozione.

Sostenuto sia da Qiao Shi che da Hu Yaobang, appena quarantaduenne fu nominato segretario del partito della provincia di Guizhou, e lo rimase fino al 1988, quando fu mandato a ricoprire la stessa carica nella Regione Autonoma del Tibet, in cui dall'anno precedente erano iniziate le manifestazioni indipendentiste. Da subito impose il pugno di ferro in quella zona, seguendo le indicazioni del governo centrale che chiedeva di stroncare ogni protesta; il 5 e 6 marzo 1989 la polizia fece fuoco sui dimostranti tibetani e dal 7 marzo venne istituita la legge marziale.

Da parte della leadership cinese e di Deng Xiaoping venne molto apprezzata, la decisione di Hú d'inviare da Lhasa un telegramma al Comitato Centrale del Partito ove esprimeva il suo incondizionato appoggio all'intervento armato contro i manifestanti di piazza Tien An Men.

Nel gennaio del 1989 morì il Panchen Lama, da molti considerato la seconda autorità spirituale del buddismo tibetano dopo il Dalai Lama. Quella morte scatenò due mesi di disordini in Tibet. Hu, che aveva appena assunto il comando della regione e la frequentava poco, non era certo preparato a capire gli umori della popolazione. La sua reazione fu durissima: legge marziale e repressione poliziesca.

La repressione tibetana intanto continuava e Hu accusava il Dalai Lama di "favorire l'insorgere di idee indipendentiste all'interno dell'opinione pubblica, con il sostegno delle forze reazionarie internazionali". La sua linea intransigente gli valse la fiducia dell'"ala dura" del Partito e, mentre Zhao Ziyang e Hu Yaobang continuavano a perdere prestigio, accusati di "debolezza", nell'ottobre 1990 Hú Jǐntāo fu nominato Primo Segretario del Distretto Militare del Partito Comunista in Tibet.

Nel 1992 fu richiamato a Pechino da Deng Xiaoping ed eletto membro del Politburo, massimo organo decisionale cinese. La sua carriera politica continuò, nel 1999 divenne vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese, il 15 novembre 2002 viene eletto Segretario Generale del Partito Comunista Cinese ed infine, il 15 marzo 2003 divenne Presidente della Repubblica Popolare Cinese.

Una delle maggiori crisi che ha dovuto affrontare Hu durante il suo mandato è legata allo scoppio dell'epidemia di SARS nel 2003. A seguito di forti critiche alla Cina da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per aver inizialmente cercato di nasconderla e per aver risposto poi con debolezza e lentezza alla crisi, Hu e Wen hanno deciso di prendere le misure necessarie per aumentare la sicurezza e il monitoraggio della situazione, segnalando i casi alle organizzazioni internazionali della salute.

Molti osservatori internazionali parlano di Hu come di un politico molto liberale, rispetto ai suoi predecessori. Ha introdotto infatti molte novità nella politica interna, mirando a eliminare (almeno in parte) gli enormi privilegi della classe dirigente cinese. Nonostante alcune aperture però, rispetto alla politica estera non sembra ancora molto disponibile a concedere aperture. Ad esempio, con la dichiarazione del 17 maggio ha espresso chiaramente la sua volontà di non rinunciare all'obiettivo di considerare l'unificazione della Cina con Taiwan come uno dei più importanti del suo mandato, a costo di utilizzare anche la forza se Taiwan si dichiarasse indipendente.

Il Plenum del partito nell'ottobre del 2004 rilancia il modello socialista e Hu, assunti pieni poteri, dichiara che: "La democrazia liberista occidentale non è fatta per la Cina" e che: "I fatti hanno provato che il socialismo con caratteristiche cinesi è la strada corretta per condurre il paese verso la prosperità e assicurare il benessere ai cittadini".

Per la parte superiore



Storia della Cina

Ying Zheng primo imperatore della Cina

Questo articolo tratta la storia della Cina dal Paleolitico ai giorni nostri.

Più di un milione di anni fa, probabilmente la Cina era abitata dall' Homo erectus, gli scavi a Yuanmou (元謀) e più tardi a Lantian (藍田) lo dimostrano. Forse però la specie più famosa di Homo erectus ritrovata in Cina è quella del cosiddetto Uomo di Pechino (北京人) ritrovato nel 1923. L' Homo sapiens potrebbe aver raggiunto la Cina circa 65.000 anni fa dall'Africa.

Risalenti al Paleolitico Medio e Superiore sono i siti trovati nella regione dell’Ordos, nella Cina settentrionale, comprendenti focolari, grandi quantità di pietra lavorata e di ossa di fossili animali – mammuth, rinoceronti, bufali, gazzelle e frammenti di uova di struzzo. Nella Caverna Superiore di Zhoukoudian si sono trovati resti di tre scheletri umani che sono stati datati intorno al 16.922 a.C.

Testimonianze di un'antica agricoltura cinese basata sulle risaie sono state datate al 6.000 a.C., e associate alla cultura di Peiligang (裴李崗文化) della contea di Xinzheng (新鄭縣), Henan (河南省).

Con l'agricoltura aumentò la popolazione, l'abilità nell'immagazzinare le risorse e comparvero le prime figure di amministratori ed artigiani. Nel tardo Neolitico, la valle del Fiume Giallo (Huáng Hé 黃河) divenne il centro della cultura di Yangshao, sviluppatasi fra il 5000 e il 3000 a.C. Fra gli insediamenti di questo periodo, il più significativo dal punto di vista archeologico è quello ritrovato a Banpo (半坡), Xi'an (西安).

In una fase più tarda del Neolitico, fra il 3000 e il 2000 a.C., si diffuse la cultura di Longshan, basata nel basso e medio Fiume Giallo. Durante il periodo della cultura Lóngshān iniziò la costruzione di città, con mura di terra compattata e fossati. Il sito di Taosi è il più grande insediamento fortificato della cultura di Longshan. Gli artigiani di questa cultura conoscevano l'uso del tornio e produssero vasellame di fattura molto pregiata. La coltura del riso era già diffusa, e veniva già praticata la coltura del baco e la produzione di seta.

La storia primitiva della Cina è complicata da studiare per via della mancanza di una lingua scritta e per l'inaffidabilità dei primi documenti nel descrivere fatti accaduti in tempi molto più antichi. In un certo senso un problema può essere rappresentato dalla confusione che in antichità si era creata nel popolo tra fatti e leggende riguardo alle proprie origini. Siti archeologici come quelli di Sanxingdui (三星堆) ed Erlitou (二里頭) mostrano prove di una civiltà dell'età del bronzo in Cina. Comunque, la prima esauriente trattazione sulla storia della Cina, le Memorie di uno storico (史記) di Sima Qian (司馬遷), un rinomato storiografo del II secolo a.C., comincia circa 1300 anni prima, con un racconto dei Tre Augusti e Cinque Imperatori (三皇五帝). Questi governanti erano re semi-mitici ed esempi morali, e uno di loro, l'Imperatore Giallo (黃帝), è definito come l'antenato di tutti i cinesi.

Sima Qian riferisce che il successivo sistema di governo per ereditarietà venne stabilito solo nel periodo successivo, quello della Dinastia Xia (夏朝), e questo modello venne portato avanti nelle successive dinastie Shang e Zhou (周朝). È da questo periodo delle tre dinastie (cinese: 三代; pinyin: sāndài) che si riesce a delineare con chiarezza la storia della Cina.

La dinastia Xia (cinese: 夏; Pinyin: xià). 2100-1800 a.C.. È la prima dinastia ereditaria cinese, sviluppatasi quando sul territorio appaiono le prime forme statali all’interno di una società fortemente stratificata e in cui l’agricoltura, la tecnica, l'artigianato, l’arte vedono un forte impulso. Regnò su una vasta area tagliata dal Fiume Azzurro comprendente le attuali regioni dell’Henan e Shandong a est, Shanxi a ovest, l’Hubei a nord, l’Hebei a sud. A lungo oggetto della tradizione orale, la reale esistenza e storicità di questa dinastia fu a lungo messa in dubbio, e fu ipotizzato fosse solo stata creata dal mito. A fine degli anni cinquanta gli importanti ritrovamenti archeologici nel sito di Erlitou (città di Yanshi, nello Henan) chiarificarono di molto le cose. Durante la dinastia vide la luce una propria cultura collocabile tra la cultura di Longshan e quella Shang antica. Il primo sovrano fu Yǔ, ricordato soprattutto per le grandi opere di regolazione delle acque e i sovrani furono in tutto 17. L’esistenza di una organizzazione statale sembra dimostrata delle fondamenta di enormi palazzi a Erlitou. Tali opere non sarebbero state possibili senza mezzi coercitivi e l’utilizzo di abbondante manodopera. La società era fortemente gerarchizzata e questo è riscontrabile nella differenza delle tombe e delle abitazioni. Economicamente la cultura Xia era basata sull’agricoltura. Erano prodotti attrezzi agricoli, vasellame in terracotta e in bronzo; venivano praticati i sacrifici umani. Non sono note le cause della fine della dinastia e della cultura Xia.

La dinastia Shang (商朝) o Dinastia Yīn (殷代) (ca. 1600 a.C - ca. 1027 a.C.) è la seconda dinastia cinese, ma solo la prima di cui si abbiano conferme storiche, che regnò sulla parte nordorientale della Cina, nella valle del Fiume Giallo. La dinastia Shang seguì la semi-mitica dinastia Xià e precedette la dinastia Zhōu.

La dinastia Shang sarebbe stata fondata da un comandante che si ribellò all'ultimo sovrano della dinastia Xià. La civiltà Shang era basata sull'agricoltura, e praticava la caccia e l'allevamento di animali. Aveva anche sviluppato un complesso sistema di scrittura, nonché tecniche di fusione del bronzo e di produzione di vasellame molto avanzate.

Le Memorie di uno storico di Sima Qian affermano che la capitale della dinastia Shang cambiò sei volte. L'ultimo e il più importante trasferimento fu quello nella città di Yin, nel 1350 a.C., che segnò l'età d'oro della dinastia. La denominazione di dinastia Yin è divantato un popolare sinonimo di dinastia Shang.

A quanto risulta dalle ultime scoperte archeologiche cinesi, la dinastia Shang fu costituita nel 1766 a.C. quando Cheng Tang rovesciò l'ultimo sovrano della Dinastia Xia, ristabilendo la pace e istituendo un governo più umano. Durante questo periodo dinastico la città più importante fu Yin che divenne capitale e centro sociale-economico della Cina settentrionale.

La forma di governo era teocratica con a capo una successione di re le cui principali funzioni erano forse rituali più che politiche. Il trono, ereditario, venne trasmesso di padre in figlio per trenta generazioni e i nomi dei sovrani vennero registrati da Sima Qian.

Alla dinastia Shang successe la dinastia Zhou (1122-256 a.C.).

Alla fine del II millennio a.C., la dinastia Zhou cominciò ad affermarsi nella valle del Fiume Giallo, sconfiggendo la dinastia Shang. Originariamente, era un popolo che viveva nella regione ad ovest del regno degli Shang, e il sovrano dei Zhou, il re Wu, era stato nominato protettore occidentale dal re Shang. Sconfitti gli Shang nella battaglia di Muye, il re Wu invocò il mandato divino per legittimare la sua presa di potere, concetto che fu fondamentale per legittimare il regno di tutte le dinastie seguenti. Durante la dinastia Zhou maturò la filosofia cinese, con personalità come Confucio e Laozi, fondatori del confucianesimo e del taoismo, che influenzarono il pensiero cinese fino ai giorni nostri.

Il "Periodo delle primavere e degli autunni" (春秋時代) fu un periodo della storia cinese dal 770 a.C. al 454 a.C.. Prende il nome dalle cronache di quel tempo, gli Annali delle primavere e degli autunni, tradizionalmente attribuiti a Confucio, che narrano gli avvenimenti dello stato di Lu dal 770 a.C. al 481 a.C. In realtà il periodo delle "Primavere e degli Autunni" (Chunqiu) termina nel 454 a.C., anno in cui il principato di Jin si divide in tre stati indipendenti (Han, Wei, Zhao). In questo periodo i capi militari locali al servizio della dinastia Zhou ingaggiarono una guerra interna allo scopo di affermare la propria egemonia. Inoltre la situazione si aggravò ulteriormente con l'invasione di alcune popolazioni straniere provenienti da nord-ovest, tra cui i barbari del Quanrong che costrinse gli Zhou a spostare la capitale più a est, da Hao a Luoyang. Ebbe così inizio la seconda era della dinastia Zhou: la dinastia Zhou orientale.

Emersero 7 stati principali, in perenne lotta tra loro: Han, Zhao, Wei, Yan, Qin, Qi, Chu; i prìncipi di quegli stati (wang) detenevano tutto il potere ma continuarono solo formalmente a servire la dinastia dominante. Fu questo un periodo molto ricco per sviluppo della filosofia cinese; sorsero infatti, in risposta ai profondi cambiamenti del mondo politico, le cosiddette Cento Scuole di Pensiero,così come alcuni fra i più influenti movimenti (il confucianesimo, il taoismo, il legismo e il moismo).

Con Stati combattenti o Regni combattenti (cinese: 战国; pinyin: Zhànguó) si indica il periodo storico cinese che va dal 453 a.C. al 221 a.C.

Il periodo degli stati combattenti vide numerosi stati - Han, Wei, Zhao, Qi, Qin, Yan e Chu - combattersi la supremazia nell'antica Cina. Ad imporsi fu lo stato di Qin, che per raggiungere questo scopo ricorse ad ogni mezzo, dallo scontro militare alla manovra diplomatica, dall'inganno all'assassinio degli avversari. La fase conclusiva del processo di unificazione ebbe inizio con l'ascesa al trono di Qin del re Ying Zheng nel 246 a.C., sovrano dalle rare capacità organizzative e dall'eccezionale senso strategico, che conquistò nell'ordine: Han (230 a.C.), Wei (225 a.C.), Chu (223 a.C.), Zhao e Yan (222 a.C.) e Qi nel 221 a.C. unificando così la Cina e dando inizio alla dinastia Qin. Yin Zheng si rinominò Qin Shihuangdi, nome che si richiamava agli antichi sovrani mitici.

Il Periodo dei regni combattenti vide il fiorire della lavorazione del ferro, che sostituì il bronzo nelle armi. La sfera d'influenza della cultura cinese si allargò ad aree come lo Shu (l'attuale Sichuan) e lo Yue (l'odierno Zhejiang). Le scuole filosofiche più importanti, come il confucianesimo, il taoismo e il moismo subirono varie elaborazioni e se ne aggiunsero altre, come il legismo formulato da Han Feizi, dando vita alle Cento scuole di pensiero.

Nel 246 a.C. Ying Zheng divenne re dello stato di Qin e ben presto, grazie alle sue grandi doti strategiche, a un forte esercito e spesso ricorrendo all'inganno e all'assassinio degli avversari, sconfisse gli altri 6 regni che occupavano il territorio cinese: Zhao, Han, Wei, Yan, Qi e Chu. Con la sconfitta di Qi, nel 221 a.C. Ying Zheng realizzò infine l'unificazione della Cina e assunse il titolo di Qin Shi Huangdi (Primo Imperatore della Dinastia Qin). Questo atto fu una sfida alla tradizione perché fino ad allora i termini Huang e Di erano stati utilizzati esclusivamente per indicare i grandi imperatori della più remota antichità, che avevano dato origine alla civiltà. Ying Zheng si poneva così sul loro stesso piano, sottolineando il fatto che non aveva bisogno della tradizione per legittimare il proprio potere. Si accinse quindi a realizzare una serie di riforme, sotto il consiglio del primo ministro legista Li Si, che avrebbero lasciato un'impronta indelebile nella storia cinese. L'antica aristocrazia venne esautorata, le famiglie nobili furono costrette a trasferirsi nella capitale Xianyang, l'intero territorio venne diviso in distretti raccolti in governatorati, tutte le unità di misura vennero unificate così come la moneta e la scrittura. Per favorire la comunicazione tra le diverse regioni venne imposto un unico scartamento assiale per i carri e fu costruita un'ampia rete stradale per un totale di circa 6.000 km. Shi Huang Di produsse un rinforzamento delle difese settentrionali del paese innalzate per proteggere il paese dalla incursioni dei cosiddetti barbari Hsiungnu. L'opera, secondo lo storico cinese Sima Qian, venne affidata al generale Meng Tian e al suo esercito di 300.000 uomini. L'obiettivo imperiale doveva essere quello di collegare i vari pezzi di muraglia già esistenti ottenendo, come risultato, la Grande muraglia. Affinché nessuno potesse dubitare della sua autorità invocando la tradizione, accolse la proposta di Li Si e nel 213 a.C. decretò che tutti i testi antichi fossero bruciati per cancellare il ricordo del passato, fatta eccezione per quelli di argomento scientifico e tecnico.

I fattori che determinarono la caduta della dinastia furono numerosi, innanzitutto la frenesia con cui Shi Huang Di aveva attuato la sua politica e la spietatezza dei metodi punitivi da lui adottati, come il principio della responsabilità collettiva (se una persona commette un reato, tutto il suo clan d'appartenenza ne sarà colpevole). Migliaia di contadini erano stati costretti ad abbandonare i campi per andare a combattere o per partecipare ai lavori di costruzione della Muraglia, delle strade, dei canali e dei palazzi imperiali. Le realtà locali furono sconvolte anche a causa dell'unificazione della moneta e del sistema di scrittura.

La dinastia non sopravvisse alla morte del suo primo imperatore nel 210 a.C., il governo non fu in grado di gestire la situazione e l'azione della corte fu pressoché paralizzata da intrighi a corte e lotte per il potere. A seguito di un complotto attuato dal primo ministro Li Si e dall'eunuco Zhao Gao, l'erede al trono fu costretto a suicidarsi. Zhao Gao si sbarazzò anche di Li Si, che fu imprigionato e messo a morte. Al trono fu posto Er HuangDi (Secondo Imperatore), secondogenito di Shi HuangDi, che venne anch'egli presto ucciso. Il potere passò a Zi Ying, nipote del primo Imperatore, il quale non osò assumere il titolo di Terzo Imperatore. Mentre il governo era dilaniato da lotte intestine, nel 209 a.C. scoppiò una grande rivolta popolare che si espanse per tutto l'Impero. Le forze principali dei ribelli erano comandate da Xiang Yu, che nel 206 ottenne la resa di Qin, mise a sacco la capitale e fece uccidere l'Imperatore Zi Ying, e da Liu Bang, che trasferì la capitale a Chang'An e, nel 206 a.C., si proclamò Imperatore della nuova dinastia Han, assumendo in seguito il nome di GaoZu.

La dinastia Han (caratteri non semplificati: 漢朝, caratteri semplificati: 汉朝, pinyin: Hàncháo) governò la Cina dal 202 a.C. al 220 d.C. Fu preceduta dalla Dinastia Qin e seguita dal periodo dei Tre Regni. La dinastia Han diede in seguito anche il suo nome alla popolazione etnica cinese per differenziarsi dalle numerose altre minoranze etniche presenti in Cina.

La dinastia fondata dalla famiglia Liu (刘), regnò sulla Cina per quattro secoli diffondendo la sua influenza sul Vietnam, l'Asia Centrale, la Mongolia e la Corea. Durante la dominazione Han, Il Confucianesimo divenne la filosofia ufficiale di stato, l'agricoltura e il commercio prosperarono, tanto che la popolazione raggiunse i 50 milioni di abitanti, di cui tre milioni abitavano la capitale Chang'an长安, di fatto la più grande metropoli del suo tempo.

La dinastia Han si divide in due periodi: il primo detto Dinastia degli Han Anteriori (Qian Han 前漢) o anche Dinastia Han Occidentali (Xi Han 西漢) fiorì dal 206 a.C. - al 9 a.C. ed ebbe come capitale Chang'an. Il secondo periodo è definita Dinastia degli Han Posteriori (Hou Han 後漢) o anche Dinastia Han Orientali (Dong Han 東漢) dal 25 d.C. - al 220 d.C. con capitale Luoyang, più a est rispetto a Chang'an, di cui il nome dinastico. Attualmente si predilige la distinzione tra orientali-occidentali per evitare confusione con la meno nota dinastia degli Han Posteriori del periodo delle Cinque Dinastie e dieci Regni, sebbene gli storici cinesi, come Sima Guang, abbiano utilizzato l'altra distinzione.

Durante la dinastia Han si ebbero grandi progressi intellettuali, letterari, artistici e scientifici. Fu perfezionata la scoperta della Carta tanto da poterla utilizzare quale supporto per la Scrittura e soppiantare così il precedente sistema su Seta o su piccole liste di Bambù. Durante questa dinastia visse il più famoso storico cinese, Sima Qian司馬遷 (145 a.C. -87? d.C.), il cui Shiji史記 o Memorie Storiche fornisce tavole genealogiche, biografie e cronache dai tempi dei sovrani leggendari fino ai tempi dell'imperatore Wudi 漢武帝(141 a.C.- 87 a.C.).

La forza militare della dinastia Han permise all'impero di espandersi a occidente nella pianura desertica del Tarim, dove erano situate le città-stato e i principati dei Tocari, Saci e Sogdiani nella provincia del Xinjiang-Uigur attualmente di etnia prevalentemente uigura. In questo modo la Via della seta veniva resa sicura fino al Pamir, ai confini con la Battriana nell'odierno Afghanistan. Anche il Vietnam settentrionale e la Corea furono invasi dagli eserciti Han. In questo periodo si sviluppa il sistema di tributi in base al quale stati periferici indipendenti o semi-indipendenti pagano una sorta di omaggio formale di sottomissione alla Cina, inviano doni e stabiliscono sistemi di commercio regolato, in cambio della pace e del riconoscimento alla legittimità al governo locale. Anche l'invio di principesse cinesi servì a mantenere l'equilibrio diplomatico con i vicini, soprattutto con le tribù e le confederazioni nomadi del nord, in particolare con i Xiongnu e i Wusun.

Il periodo dei Tre Regni (Cinese semplificato: 三国; Cinese tradizionale: 三國; Pinyin Sānguó) è un periodo della storia della Cina. In senso strettamente accademico si riferisce al periodo tra la fondazione del Regno Wei nel 220 e la conquista del Regno Wu da parte della Dinastia Jin nel 280. Comunque, molti storici cinesi fanno risalire l'inizio di questo periodo all'insurrezione dei Turbanti Gialli nel 184.

Nell'anno 263, le truppe del Regno Wei conquistavano lo stato di Shu, cosicché i tre regni divennero due. Nel 265, Sima Yan, della prestigiosa famiglia Sima, discendente di Sima Qian, sconfisse l'imperatore Wei, togliendo così il potere alla famiglia Cao, e instaurando la dinastía Jin. Nell'anno 280, i Jin conquistarono il regno di Wu, di modo che riuscirono a riunificare sotto la nuova dinastia l'antico impero Han.

Comunque non durò molto tempo. La corte Jin in Luoyang fu sempre più minacciata dai popoli nomadi del nord che avevano formato vari stati ed avevano una grande tradizione militare difatti riuscirono a conquistare le capitali della dinastia Jin; Luoyang nel 311, e Chang'an nel 316. Così lo stato Jin scomparì dal nord della Cina, che rimase diviso in ben sedici regni. La conquista del nord da parte dei popoli nomadi o seminomadi provocò un importante esodo della popolazione verso il sud. La corte Jin si ricostituì nella città di Jiankang, molto più a meridione, vicino alla attuale Nanjing, dove continuarono a governare fino al 420. Gli storici cinesi hanno così dato il nome di "periodo dei Sedici regni" all'epoca compresa fra il 304 e il 439, durante la quale il nord della Cina attraversò una fase di frammentazione politica e di caos. Questi sedici regni inoltre erano retti da popoli di etnia non cinese.

Sarà un altro popolo di etnia non cinese, i tuoba, coloro che riuscirono ad unificare il nord della Cina sconfiggendo tutti questi piccoli stati e proclamando la dinastia Wei del Nord nel 440. Con il settentrione unificato, la Cina rimase divisa in due stati: quello nordico, nel quale si succederanno le cosiddette dinastie settentrionali: Wei del Nord, Wei del Est, Wei del Ovest, Qi del Nord y Zhou del Nord; e un altro al sud, nel quale, essendo sconfitto l'ultimo imperatore Jin nel 420, si succederanno quattro dinastie nella corte di Jiankang: i Song, Qi, Liang e Chen.

Dopo la fine della dinastia Tang, con la fondazione della dinastia Liang nel nord della Cina, inizia una fase di instabilità in cui, in un breve periodo, si succederanno cinque dinastie nel settentrione della Cina (dinastia Liang Posteriore, dinastia Tang Posteriore, dinastia Jin Posteriore, dinastia Han Posteriore e dinastia Zhou Posteriore), frattanto, nel sud apparirono dieci regni indipendenti. Questa epoca, dal 907 al 960, gli storici cinesi la conoscono come il "periodo delle Cinque Dinastie e Dieci Regni", o semplicemente "delle Cinque Dinastie".

Con Rivoluzione e Repubblica Cinese si intende il periodo compreso tra il 1911 (rivolta di Wuchang) ed il 1949 (proclamazione della Repubblica popolare cinese).

Nel 1950 furono introdotte una serie di riforme, fra cui quella agraria (ripartizione delle terre) e fu divulgata anche nelle campagne quella sul matrimonio (divorzio e libertà della donna) introdotta negli anni '30 dal Guomindang. Circa 5.000 missionari cristiani furono espulsi e nel periodo di terrore della riforma agraria (1950-1952) furono sterminati milioni di contadini e proprietari terrieri.

Nelle campagne dei Tre contro (Sanfan) e Cinque contro (Wufan) l’obiettivo fu costituito dalla “corruzione” degli industriali e dei capitalisti cinesi, cosa che costituì un pretesto per la nazionalizzazione di numerose imprese.

Il primo piano quinquennale (1953-1957, attuato a partire dal 1955) denotò una forte impronta sovietica nel privilegiare l’industria pesante a scapito della tradizionale risorsa economica cinese, l’agricoltura.

Nel 1956 col discorso Sui dieci grandi rapporti, Mao Zedong volle esporre la nuova visione socialista dei rapporti sociali, lanciando contemporaneamente la campagna dei Cento fiori. Quest’ultimo movimento era aperto agli intellettuali, che furono incoraggiati a partecipare al dibattito sull’evoluzione dello stato socialista; ben presto però questi iniziarono a criticare aspramente il governo, per cui si rese necessaria una campagna correttiva denominata Campagna contro la destra in cui mezzo milione di funzionari e intellettuali furono destituiti o mandati ai lavori forzati.

Pur essendo stato predisposto un secondo piano quinquennale, esso perse importanza di fronte al grande balzo in avanti (1958-1960), nel quale si avvertì un significativo distacco dalla linea dell’Unione Sovietica: venne avviata la collettivizzazione delle terre ed incoraggiato ogni sforzo per la produzione di materiali industriali come l’acciaio. Il Grande balzo in avanti ebbe esiti fallimentari, causando una carestia nella quale si stima siano morte decine di milioni di persone.

Nel 1959, in seguito alla repressione della rivolta di Lhasa, il Dalai Lama fuggì in esilio in India, ove costituì il Governo tibetano in esilio. Quello stesso anno il maresciallo Peng Dehuai criticò Mao Zedong definendo il Grande Balzo “espressione di un fanatismo piccolo borghese”, e venne destituito immediatamente dopo. Come reazione la destra del Partito, nella persona del sindaco di Pechino Peng Zhen e del suo vice, lo scrittore Wu Han, iniziarono a diffondere ed a rappresentare il dramma teatrale La destituzione di Hai Rui. Questo si rifaceva all’episodio storico dell’ingiusta destituzione dell’integerrimo funzionario imperiale Hai Rui, celandosi dietro la figura di costui quella dello stesso Peng Dehuai.

Nel 1962 vi fu la breve guerra Cino-Indiana, che si concluse a favore della Cina.

Negli anni successivi si assistette ad una radicalizzazione della lotta tra la destra e la sinistra del partito, quest’ultima sotto la guida di Mao Zedong e Lin Biao, che si proponevano una maggiore politicizzazione della società. Fu creato a questo scopo il movimento di educazione socialista, che trovò però scarso consenso; la destra cercò infatti di delimitare questo movimento in ambito puramente intellettuale e culturale (tesi di febbraio), ed ebbe così inizio la rivoluzione culturale (1965-1969). La sinistra istituì un “gruppo per la rivoluzione culturale”, presieduto da Chen Boda e guidato dalla cosiddetta “banda dei quattro”, e volle coinvolgere gli studenti delle scuole secondarie, i quali furono invitati a lasciare gli studi per organizzare ovunque delle sedute di indottrinamento politico e di distruzione della “vecchia cultura”, culminando in episodi di fanatismo quali la Comune di Shanghai. Il movimento, oltrepassando le intenzioni degli ideatori ebbe l’effetto di minare seriamente le basi dell’organizzazione statale, e per estinguerlo si dovette ricorrere alla forza militare.

Nel 1971 morì Lin Biao in un incidente aereo. Nello stesso anno il segretario di stato americano Henry Kissinger visitò segretamente la Cina, che pochi mesi dopo venne ammessa all’ONU occupando il posto di Taiwan. Nel 1972 seguì la visita del presidente americano Nixon.

Nel 1973 iniziò un nuovo contrasto tra la sinistra e la destra del partito, prima sotto l’insegna della campagna contro Confucio (ove per Confucio si intendeva attaccare Zhou Enlai), che suscitò come risposta da parte di quest’ultimo la critica a Lin Biao, critica a Confucio. Nello stesso periodo Deng Xiaoping ricomparve sulla scena pubblica.

Nel 1975 Zhou Enlai avanzò il piano delle quattro modernizzazioni (industria, agricoltura, difesa, scienza).

L’8 gennaio 1976 moriva Zhou Enlai, e il 9 settembre scomparve anche Mao Zedong. Ad ottobre venne arrestata la “banda dei quattro” mediante un’azione di polizia. Nell’aprile era stato designato Hua Guofeng come primo ministro, un funzionario che si schierò con l’ala radicale estromettendo il “moderato” Deng Xiaoping, la cui linea trionfò a partire da un paio d’anni dopo.

Nei primi anni ’80 iniziarono le riforme economiche che portarono al ritorno di una limitata proprietà agricola, alla liberalizzazione di alcuni settori del mercato ed all’istituzione delle “zone economiche speciali”, sottratte alla legislazione economica nazionale ed aperte agli investimenti stranieri ed infine alla revisione del sistema abitativo urbano. Nel 1984 furono abolite le comuni popolari.

Nel 1986 la corrente riformista guidata da Hu Yaobang lanciò il movimento del doppio cento richiamandosi a quello dei cento fiori (1956), secondo cui si proponeva una maggiore separazione tra le funzioni del Partito e quelle dello Stato. Seguirono manifestazioni studentesche di sostegno a Hu Yaobang. Quest’ultimo morì il 15 aprile 1989, e nelle commemorazioni gli studenti invocarono la democrazia. Gli organi di stampa replicarono che si trattava solo di pochi gruppi di “controrivoluzionari”, allora gli studenti iniziarono le manifestazioni che continuarono con gli scioperi della fame e gli applausi a Gorbachëv, in quel momento in visita ufficiale in Cina e considerato il campione delle riforme in Unione Sovietica. Le proteste culminarono nelle giornate del 16 e 17 maggio 1989 presso piazza Tiananmen a Pechino, quando l’esercito disperse i manifestanti sparando sulla folla. Probabilmente l’ordine di aprire il fuoco arrivò dalla stessa dirigenza, preoccupata che il movimento democratico potesse pregiudicare le riforme economiche.

Negli anni ’90 l’economia cinese, con la nuova formula economia socialista di mercato (1992) ha registrato una crescita significativa ed a tratti eccessiva, tanto da rendersi necessarie talvolta manovre di freno alla stessa.

Deng Xiaoping si ritirò dalla vita politica attiva nel 1992 e morì il 19 febbraio 1997. Nel luglio 1997 Hong Kong ritornò alla Cina, e la seguì Macao nel 1999.

Nel novembre 2002 Hu Jintao successe a Jiang Zemin alla segreteria generale del Partito Comunista Cinese.

Nel 2003 Hu Jintao fu designato presidente della Repubblica popolare cinese.

Nel 2007 il parlamento cinese ha votato una legge che consente la proprietà privata ai suoi cittadini. Un passo storico per una nazione ufficialmente comunista.

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Ferrovia del Qingzang

Percorso della Ferrovia del Qingzang

La linea ferroviaria Pechino-Lhasa, nota anche col nome di Linea del Qinghai-Tibet, Treno del Cielo o Tibet Express (cinese semplificato: 青藏铁路; cinese tradizionale: 青藏鐵路; pinyin: Qīngzàng Tiělù; tibetano: mtsho bod lcags lam མཚོ་བོད་ལྕགས་ལམ།) è una linea ferroviaria che collega Xining, capitale della provincia cinese del Qinghai, con Lhasa, capitale del Tibet. In tutto la linea serve 44 stazioni e può essere percorsa da otto treni contemporaneamente.

La tratta finale della ferrovia, da Golmud a Lhasa è stata inaugurata il 1° luglio 2006.

L'idea della ferrovia nacque da Mao Zedong, che intraprese alla fine degli anni cinquanta la costruzione del "Treno dei Cieli", ma che, a causa dei costi e dei problemi tecnici derivanti dal suolo impervio delle montagne himalayane, dovette abbandonare l'impresa limitandosi al tratto tra Xining e Golmud (815 km), concluso nel 1984, e il collegamento di Xining con Pechino. La Ferrovia del Tibet è la prima e unica ferrovia che collega il Tibet alle altre città cinesi. La seconda tratta, quella più ostica, di 1.140 km è stata cominciata nel 2001 e terminata nel 2006.

Essa è attraversata da treni speciali, con carrozze pressurizzate come negli aeroplani e dotate inoltre di bombole d'ossigeno e protezione contro i raggi UV, dato che l'80% della ferrovia è collocato a un'altitudine di oltre 4.000 m sul livello del mare.

La Golmud-Lhasa, infatti, è la strada ferrata più alta del mondo, poiché raggiunge il livello record di 5.072 m sul livello del mare (presso il Passo di Tanggula, sede della più alta stazione al mondo), superando anche il record di altitudine, pari a 4.800 m, della ferrovia andina Lima-Huancayo, ora non più in funzione. I binari collegano le due città secondo un percorso lungo 4.200 km, che garantiscono il record per la maggiore distanza coperta da una singola tratta: nonostante la Transiberiana con i suoi 9.200 km sia complessivamente più lunga, non ha tratte superiori ai 2.000 km. Lunghi tratti della colossale opera sono adagiati su permafrost, ovvero ghiacciai permanenti, con temperature di decine di gradi sottozero. Sono stati scavati 7 trafori (tra cui il Tunnel Fenghuoshan, la galleria posta alla maggiore altezza al mondo, un tunnel di 1.338 metri a 4.905 metri di altezza) e ben 286 ponti per consentire l'attraversamento delle brulle, ostili e incontaminate montagne tibetane.

Entro 5 anni la linea si addentrerà ulteriormente nel Tetto del Mondo. Sono utilizzati 361 vagoni di cui 61 destinati ai turisti, con ampie vetrate panoramiche. Si tratta di speciali treni diesel, che coprono l'intera tratta in circa 47 ore ad una velocità massima compresa tra i 100 e i 120 km/h.

Questa parte del percorso è oggi caratterizzata dall'avere l'80% del percorso a quota superiore ai 4000 metri, per una distanza complessiva di 960 km di ferrovia in alta quota. La tratta comprende anche 160 km su 675 ponti, necessari per sorpassare i numerosi fiumi e torrenti che provengono dai monti.

Oltre il 50% della tratta non poggia su normale massicciata, ma direttamente sul terreno che data la temperatura minima invernale di 45° sotto lo zero è permanentemente ghiacciato (permafrost). Questa scelta, effettuata per limitare i costi di impianto e la necessità di infrastrutture, ha però creato altri problemi, dato che d'estate lo strato superiore del permafrost si ammorbidisce, compromettendo la stabilità dei binari. Per questo le rotaie sono state leggermente sopraelevate e sono stati posti nel terreno tubi dove nei periodi meno freddi viene fatto circolare azoto liquido. Inoltre si è dovuto intervenire su parte dei terrapieni in permafrost applicando specchi metallici riflettenti o pietre (per diminuire l'assorbimento di radiazioni luminose) e inserendo tubi in calcestruzzo in grado di favorire l'evacuazione del calore.

Queste soluzioni si sono rivelate molto costose, e non pienamente efficaci, tanto che sono già in studio alcune significative modifiche per fronteggiare il previsto aumento di temperatura globale dei prossimi decenni. Inoltre, i tunnel di sottopassaggio costruiti sotto la linea per favorire le migrazioni di animali si sono dimostrati inefficaci, e non sono rare soste di diverse ore per consentire il passaggio di mandrie di antilopi tibetane. La presenza della ferrovia è vista come una minaccia per questa specie in via di estinzione, dato che si prevede porti un aumento della caccia e che stia emergendo un cambiamento nelle abitudini migratorie delle comunità di esemplari rimasti.

L'intera tratta si trova su zona fortemente sismica, specie nella zona del Kunlun, per cui è controllata da una rete di centraline in grado di bloccare il transito in caso di scosse.

Secondo le fonti ufficiali la costruzione della linea non ha causato alcun incidente sul lavoro, né con vittime né con feriti.

Il presidente cinese Hu Jintao ha presentato l'opera come un trionfo, che avrebbe consolidato l'"unità nazionale" (un rimando alla questione della Grande rivoluzione culturale e all'invasione del Tibet).

Molti esperti, oltre che ambientalisti, hanno criticato l'opera, poiché si prevede porterà in futuro ad un incremento della urbanizzazione nella città di Lhasa, che da un decennio si sta trasformando in una vera e propria metropoli posta però in un ecosistema complessivamente molto fragile. Questo ha anche complesse implicazioni politiche, in quanto si prevede che la facilità di accesso alla città in espansione offerta agli emigranti di Shanghai, Pechino e Canton trasformerà rapidamente la popolazione tibetana in una semplice minoranza etnica, suggellando di fatto l'inclusione del Tibet nei confini della Repubblica Cinese .

Inizialmente l'amministrazione cinese aveva previsto di utilizzare treni riadattati alle condizioni estreme, ma la rarefazione dell'aria in alta quota avrebbe seriamente compromesso l'efficienza dei motori diesel, e l'elettrificazione della linea era una impresa impensabile per l'estensione dell'opera. Date le condizioni estreme di esercizio, quindi, ogni convoglio ha alla testa tre potenti motrici speciali accoppiate, e solo 17 carrozze al traino. Per la nuova linea sono stati quindi commissionati dieci locomotori speciali costruiti dalla General Electric in Pennsylvania, negli USA, che possono raggiungere i 120 km/h sulla linea ma che vengono limitati per ragioni di sicurezza a 100 km/h sulle tratte su permafrost.

La società aeronautica canadese Bombardier ha poi fornito 361 carrozze pressurizzate e climatizzate, con vetri ad alta protezione contro i raggi ultravioletti: poiché comunque la pressurizzazione non è sufficiente a mantenere condizioni ottimali per tutto il viaggio, sono ammessi a bordo solo passeggeri con un certificato di buona salute e viene fornita ad ogni passeggero una riserva di ossigeno. Ciononostante, nei primi mesi di servizio si sono verificati diversi malori tra i passeggeri.

Tutta la parte inferiore del convoglio è carenata, per limitare i danni provocati da infiltrazioni di sabbia e neve.

Le prime corse del servizio non sono state esenti da problemi.

Il prezzo per il quarto finale della tratta, i 1.200 km di nuova costruzione, costa da 50 a 100 euro, a seconda del tipo di servizio desiderato.

Il costo totale solo dell'ultima tratta sarebbe stato di 4,2 miliardi di dollari, anche se le cifre ufficiali parlano solo di "più di 3 miliardi".

È in programma, stando a fonti della stampa statale, l'introduzione di due collegamenti pensati appositamente per il traffico turistico, con l'uso di treni panoramici di lusso. L'offerta cinese (che dovrebbe includere il viaggio più i divertimenti a bordo) dovrebbe costare intorno ai 1000 dollari al giorno, mentre l'equivalente tibetano (più prettamente turistico, con visite in luoghi d'interesse) dovrebbe costare circa 12.000 dollari per l'intero viaggio . Si prevede che la transtibetana trasporterà in Tibet un milione di turisti l'anno, giacché in 48 ore collega Lhasa con Pechino.

Oltre al trasporto passeggeri la nuova linea è un'arteria privilegiata per il traffico commerciale. Secondo fonti cinesi abbatterebbe del 75% il costo del trasporto delle merci da e verso il Tibet.

Il governo sta inoltre studiando la possibilità di estendere ulteriormente la linea, verso il Nepal e l'India.

Già dalla fase di progettazione, questa ferrovia aveva mosso le critiche di coloro che non vedono di buon occhio la presenza cinese in Tibet. Infatti il collegamento con il resto della Cina porterebbe a un incremento della colonizzazione in corso degli Han, la cui proporzione rispetto ai tibetani è inesorabilmente in crescita; inoltre, dopo lo scoppio delle proteste anticinesi a Lhasa e la conseguente repressione dell'esercito nel marzo 2008, secondo fonti militari ora il treno è diventata l'"opzione principale" per il trasporto di truppe in Tibet. L'opera contribuisce così a portare avanti il disegno di cinesizzazione forzata del Tibet, iniziato con la Rivoluzione culturale.

Le critiche riguardano anche il costo dell'opera (3.680.000.000 USD solo per la tratta appena inaugurata) che supererebbero gli investimenti effettuati nella provincia nel campo della salute e dell'istruzione negli ultimi 50 anni.

Contraria è anche la posizione degli ambientalisti, in quanto la strada ferrata è di ostacolo allo spostamento degli animali, in particolare dell'antilope tibetana, e aumenterà l'afflusso di cacciatori interessati alle sue pelli.

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Falun Dafa

Il Falun, simbolo della Falun Dafa o Falun Gong. Il carattere al centro è il simbolo chiamato «wan» (svastica), che è stato usato in molte culture, per migliaia di anni, per indicare la buona fortuna. L'emblema del Falun è stato anche descritto dal Maestro Li Hongzhi nel libro Zhuan Falun:  «La Ruota della Legge della Scuola di Buddha, lo Yin e lo Yang della Scuola Taoista, e tutto quello che concerne il mondo delle Dieci Direzioni, sono tutti riflessi nel  Falun – la Ruota della Legge».  «La configurazione del Falun è l'Universo in miniatura, contiene ogni forma di esistenza ed un suo processo di evoluzione in ciascuno degli spazi. Per questo, io dico che è un mondo».

La Falun Dafa (cinese tradizionale: 法輪大法; cinese semplificato: 法轮大法, letteralmente Pratica della Ruota della Legge ), o anche Falun Gong (cinese tradizionale: 法輪功; cinese semplificato: 法 轮功, letteralmente, Il Qigong della Ruota della Legge), è un movimento spirituale cinese fondato da Li Hongzhi nel 1992. Questo movimento è osteggiato e censurato dal governo Cinese.

La Falun Dafa, conosciuta anche come Falun Gong, riprende un'antica forma di Qigong, che risale all'antica tradizione Cinese è una pratica per purificare corpo e mente attraverso cinque esercizi, di cui quattro con movimenti lenti ed armoniosi ed un quinto di meditazione. In solo otto anni dalla sua introduzione al pubblico, la Falun Dafa si è sviluppata ed è diventata la forma più popolare di Qigong nella storia della Cina . Il motivo principale di questo fenomeno è che la Falun Dafa si differenzia dalle altre pratiche di Qigong in quanto non enfatizza solo la pratica fisica, ma soprattutto la coltivazione del carattere morale di una persona nella vita quotidiana, in accordo con gli elevati principi universali di Verità, Benevolenza e Tolleranza, insegnati dal Maestro Li Hongzhi, fondatore e unico maestro della Falun Dafa. Da quando è stata introdotta in Cina al grande pubblico nel 1992 dal maestro Li, il Falun Dafa ha attratto decine di milioni di persone in più di 60 paesi. Le più grandi città e università negli Stati Uniti, Canada, Australia e Europa di lingua inglese hanno gruppi di pratica della Falun Dafa(citazione necessaria) I praticanti provengono da diversi ceti sociali e culturali, in quanto la Falun Dafa trascende tutte le frontiere culturali, sociali, economiche e nazionali. Fin dalle fasi iniziali, Li Hongzhi ha insistito sul fatto che la pratica doveva essere pubblica, libera e gratuita. Viene diffusa dai praticanti in modo particolare con il passaparola.

Gli insegnamenti sono articolati in due libri: Falun Gong, Il Qigong della Ruota della Legge Zhuan Falun, Girare la Ruota della Legge .

Secondo i praticanti i benefici della pratica della Falun Dafa sarebbero numerosi: dal miglioramento della salute(per quanto non ci sia nessuna prova scientifica a suffragio di ciò), alla scoperta di nuova energia e al raggiungimento della saggezza e dell'illuminazione spirituale. Attraverso la combinazione dello studio dei libri e l'esecuzione degli esercizi, i praticanti cercano di migliorarsi, mettendo in pratica nella vita quotidiana i principi di Verità, Benevolenza, Tolleranza.

Il Falun Gong ha punti di pratica in tutto il mondo. È difficile stimare il numero dei praticanti con certezza, per il fatto che non ci sono iscrizioni, né tesseramenti dei praticanti. Li Hongzhi parlava di 100 milioni di discepoli, prima dell'inizio della persecuzione; il PCC li stimava tra i 60 e gli 80 milioni; dopo l'inizio della persecuzione ridusse la sua stima a 2 o 3 milioni, altri stimavano il numero dei discepoli del Falun Gong a circa 40 milioni. Il New York Times ha parlato in due articoli entrambi pubblicati il 27 aprile 1999 di almeno 70 milioni. Secondo questi articoli, questa cifra era stata stimata dall'Amministrazione dello Sport dello Stato Cinese.

Nel Falun Gong non esiste nessuna iscrizione formale o un'organizzazione: il numero reale dei praticanti in tutto il mondo non è noto proprio per la mancanza di iscrizioni o tesseramenti.

Il movimento afferma di non avere un'organizzazione gerarchica, ma solamente dei praticanti, di norma più attivi, che assicurano un minimo di coordinamento con gli altri gruppi e danno assistenza a chi vuole praticare; essi agiscono su base volontaria per assicurare la continuità dei luoghi di pratica.

Il libro Zhuan Falun afferma che non esistono capi, ma solamente un Maestro (un insegnante: Li Hongzhi, o ShiFu, Insegnante-Padre, parola difficilmente traducibile in italiano) e dei discepoli (studenti).

Non c'è che un solo Maestro nella Dafa. Anche se uno ha iniziato a praticare da molto tempo, rimane pur sempre un discepolo "Zhuan Falun".

Le autorità cinesi presentano il Falun Gong come un'organizzazione avente responsabili e sistema gerarchico.

Secondo Li Hongzhi, il Falun Gong è un sistema di coltivazione avanzato della "Scuola di Budda", che in passato era stato trasmesso a dei discepoli prescelti e impartito come un metodo di coltivazione intensivo che richiedeva ai praticanti una "Xinxing" (natura-mente) estremamente elevata o una "grande qualità innata".

Invitato dalle organizzazioni di Qigong di ogni regione, durante il periodo che va dal 1992 alla fine del 1994, Li Hongzhi ha viaggiato in quasi tutte le principali città cinesi per insegnare la pratica. Nell'ultima parte di quel periodo c'erano 4 o 5 mila persone che partecipavano ad ogni seminario. Queste dimensioni non si erano mai viste fino ad allora. Dal 1995, ricevendo inviti da altri paesi, ha introdotto la pratica in altri paesi asiatici e occidentali. Da allora in poi il Falun Gong è stato diffuso su basi volontarie dai praticanti stessi.

Quando i praticanti hanno cominciato a diffondere il sistema, Li Hongzhi ha stabilito che la diffusione del Falun Gong non potesse mai essere fatta per interesse personale o per soldi; i praticanti non devono accettare nessun compenso, donazione o regalo in cambio della loro diffusione volontaria della pratica. L'insistenza di Li Hongzhi nel volere che la pratica fosse offerta gratuitamente causò una frattura con la Società di Ricerca del Qigong Cinese, l'organizzazione amministrativa statale sotto la cui egida la Falun Dafa venne inizialmente diffusa, e Li Hongzhi si ritirò da quella organizzazione.

Principalmente richiede ai praticanti di comportarsi onestamente, e di non rispondere quando si è offesi. Si raccomanda ai praticanti di non andare mai agli estremi e di dedicare la massima attenzione al miglioramento della Xinxing (natura del cuore e della mente). Al lettore (nella misura in cui si considera un praticante) è consigliato di mettere in pratica quello che ha compreso e di avere rispetto per la comprensione degli altri. I benefici della pratica della Falun Dafa sono numerosi, partono dal miglioramento della salute, schiariscono la mente e donano una nuova comprensione su quanto accade attorno a noi. La Falun Dafa è differente dagli altri sistemi di Qigong, in quanto va oltre l'inseguimento del benessere fisico, e mira al raggiungimento della saggezza e dell'illuminazione spirituale. Al centro della pratica ci sono i principi supremi dell'universo: Verità, Compassione, e Tolleranza. Attraverso la combinazione dello studio dei libri e l'esecuzione degli esercizi, i praticanti cercano di diventare persone migliori, mettendo in pratica questi principi nella vita quotidiana. Si può asserire che questa pratica crea armonia tra il corpo e lo spirito.Le critiche che vengono mosse al movimento sono il fatto di avere menzionato l'esistenza di extraterrestri e delle capacità soprannaturali.

Nel 1992 Li Hongzhi presenta al grande pubblico la Falun Dafa. Per 7 anni le autorità cinesi rimangono indifferenti riguardo al movimento e nel 1995 Li Hongzhi comincia a diffondere il movimento all'estero. Comincia dalla Francia, dove tiene una serie di nove conferenze all'ambasciata Cinese a Parigi.

Il 25 aprile 1999, in seguito ad arresti di praticanti del Falun Gong avvenuti a Tianjin, circa diecimila praticanti del Falun Gong organizzano una manifestazione davanti alla sede del governo cinese (Zhongnanhai). Una delegazione viene ricevuta dal Premier Zhu Rongji che dà ampie garanzie ai delegati. La manifestazione si scioglie e tutti tornano alle loro abitazioni.

Il 20 luglio 1999 Jiang Zemin afferma che il movimento rappresenta una minaccia alla stabilità sociale e politica della Cina, lancia una campagna di repressione su grande scala, e istituisce l'Ufficio 610.

Nell'ottobre 1999 una legge legalizza la repressione(manca la citazione) e rende illegali tutte le organizzazioni definite eretiche. La legge è retroattiva e in questo modo tutti i praticanti si sentono minacciati.

Il 23 gennaio 2001 cinque pseudo-praticanti del Falun Gong si sono auto-immolati con il fuoco nella piazza Tiananmen. Tra queste una bambina di 12 anni, Liu Siyang che muore due mesi dopo per le ferite riportate. Fa in tempo a denunciare le manipolazioni che Li avrebbe fatto nei confronti della madre(che muore lo stesso giorno del rogo). Il movimento sostiene che è stata una messa in scena da parte del regime cinese e ci sono numerose prove a sostegno di ciò.

Le pratiche di Qigong sono state proibite e represse, essendo considerate feudali e superstiziose durante la Rivoluzione Culturale. È in un contesto di allentamento delle regole economiche, subito dopo le prime riforme liberali dette "della porta aperta" e con le prime apparizioni del fenomeno della disoccupazione che il Qigong comparve nuovamente in Cina. Le autorità cinesi lo trovarono un buon metodo per proporre la cultura cinese e parteciparono alla sua promozione attraverso la "Fiera della salute" all'inizio degli anni novanta.

Una scuola si stacca nettamente dalle altre per la sua gratuità e per la sua popolarità. Nello spazio di sette anni,secondo le stime ufficiali delle autorità dell'epoca, contava circa 80 milioni di praticanti, provenienti da tutti gli strati sociali.

Inizialmente entusiaste, le autorità cinesi iniziarono a preoccuparsi dell'ampiezza del fenomeno, il numero dei praticanti era quasi il doppio di quello degli iscritti al Partito Comunista Cinese e continuava a crescere velocemente.

Dal 1996, iniziarono gli incidenti di molestia nei confronti dei praticanti ed il governo fa vietare i libri del Falun Gong che inizialmente erano stati pubblicati da enti governativi e fanno la loro apparizione sui media i primi articoli critici contro il Falun Gong.

Il 23 aprile 1999, in seguito alla pubblicazione di un articolo che metteva in guardia contro i presunti pericoli del Falun Gong nella piccola università di Tianjin, alcuni praticanti si recarono sul posto per spiegare il loro punto di vista, molti di loro furono più tardi arrestati.

Il 25 aprile 1999 ha avuto luogo una grande manifestazione nei pressi del Quartiere di Zhongnanhai a Beijing. Tra i 10 e i 15.000 praticanti del Falun Gong si riunirono davanti alla sede del governo centrale.

Secondo i membri del Falun Gong questo assembramento è stato spontaneo, in seguito agli arresti di Tianjin. Erano andati a presentare un appello, alla sede del governo. Una delegazione venne ricevuta dal primo ministro Zhu Rongji il quale li rassicurò circa la libertà di pratica e il rilascio degli arrestati. Soddisfatti i praticanti, ordinatamente sciolsero la manifestazione e tornarono alle loro case.

Questa manifestazione segnò una svolta nel cambiamento della politica del PCC nei confronti del Falun Gong, perché considerato la più grande organizzazione in grado di sfuggire al suo controllo.

Jiang Zemin, che concentrava nelle sue mani le cariche di Segretario del PCC; Presidente della Repubblica Popolare Della Cina e capo dell'esercito, il 20 luglio 1999, iniziò la repressione a livello nazionale del Falun Gong, riferendosi alla pratica come a un "culto malvagio" che diffonde superstizioni per ingannare la gente. Jiang, condannò il gruppo attraverso i media controllati dallo stato, prendendo una posizione che il Governo Cinese promuove tutt'oggi.

Quante siano le vittime non è possibile determinarlo con precisione, vista l'impossibilità di fare investigazioni accurate nei campi di detenzione. Le morti di 3209 persone delle carceri sono secondo i sostenitori stati uccisi dalle guardie carcerarie - clearharmony.net, casi di morte . Le autorità cinesi sostengono che queste morti sono frutto dei suicidi o del rifiuto di cure mediche e di cibo da parte degli adepti di Li.

Il PCC afferma che la pratica ha spostato il suo obiettivo dalla coltivazione spirituale al movimento politico, basando questa affermazione sull'esistenza di numerosi siti web di sostegno al Falun Gong. Gli insegnamenti del Falun Gong proibiscono qualunque attività politica e i praticanti affermano di non essere interessati al potere.

In Cina, il PCC ha bloccato l'accesso a certi siti Internet, e bruciato libri e materiali del Falun Gong. In più, alcuni "filtri per junk mail" sono indirizzati a e-mail non sollecitate relative al movimento spirituale del Falun Gong e ad altri dissidenti.

L'allora presidente Jiang Zemin, istituì l'Ufficio 610, la cui organizzazione e lo status extra-costituzionale sono simili al Comitato Centrale della rivoluzione culturale, oppure alla Gestapo nazista, il suo compito principale è quello di sradicare il Falun Gong.

Due canadesi, l'avvocato David Matas ed il politico David Kilgour, accusano il Governo di Beijing di espianto di organi ai membri del Falun Gong contro la loro volontà. Loro stimano che 41.500 espianti di organo provengano da fonti non giustificate tra il 2000 e 2005. Queste sono le loro conclusioni: "Siamo giunti alla conclusione che il governo cinese e le sue agenzie nel mondo, in particolare gli ospedali ma anche i centri di detenzione e le "corti popolari", sin dal 1999 hanno ucciso innumerevoli praticanti del Falun Gong imprigionati. I loro organi vitali, inclusi il cuore, reni, fegato e cornee, sono stati asportati contro la loro volontà per poi essere venduti. Le nostre conclusioni non derivano da singole prove, ma dall'insieme delle prove raccolte. Ogni pezzo di prova che abbiamo considerato è, da sola, verificabile e, nella maggior parte dei casi, incontestabile. Messe insieme compongono un quadro raccapricciante. È la loro combinazione che ci ha convinto".

Durante il Festival del capodanno cinese, il 23 gennaio 2001, cinque persone si sono auto-immolate con il fuoco nella piazza Tiananmen.

La campagna di critiche da parte del governo, cominciata nel 1999, è stata considerata, dalla maggior parte degli osservatori, in buona parte inefficace fino al gennaio 2001 quando alcuni pseudo-praticanti del Falun Gong, fra cui una ragazzina di 12 anni Liu Siying, si erano cosparsi di benzina e dati fuoco sulla Piazza Tiananmen. I filmati dell'episodio furono ampiamente diffusi dalla televisione di stato cinese e dalla Cnn, come pure le interviste con Siying, che era rimasta orribilmente ustionata e che morirà due mesi dopo a seguito delle stesse, mentre la madre, Liu Chunling, non era sopravvissuta alle ustioni.

I praticanti del Falun Gong, negarono con assoluta fermezza che le persone che si erano date fuoco potessero essere state dei veri praticanti, poiché il suicidio è contro i principi del Falun Gong.

I praticanti del Falun Gong hanno citato in giudizio l'ex capo dello stato Jiang Zemin per genocidio, tortura e crimini contro l'umanità, in più di una dozzina di paesi, inclusi gli Stati Uniti, Canada, Spagna e Australia, senza alcun successo. Molti avvocati in molti paesi, hanno chiamato alla giustizia anche altri personaggi chiave, come Luo Gan, Zhou Yongkang, Liu Jing, Zeng Qinghong e Li Lanqing. Anche molti ex ed attuali capi governativi di livello provinciale e comunale, i capi dei dipartimenti di polizia e i direttori del'Ufficio 6-10 sono stati denunciati alla giustizia. Alcuni di loro: l'ex segretario del PCC della provincia di Hebei e attuale Ministro dell'Industria dell'Informazione, Wang Xudong; l'ex governatore del Liaoning e attuale Ministro del Commercio, Bo Xilai; l'ex segretario del PCC di Pechino, Jia Qinglin; il segretario del PCC della provincia di Anhui, Wang Taihua; l'ex vice-segretario del PCC della provincia di Liaoning e attuale sindaco di Dalian, Xia Deren; l'ex sindaco di Beijing e attuale segretario del PCC di Beijing, Liu Qi; il vice-commissario di polizia della provincia di Hubei Zhao Zhifei.

La persecuzione del Falun Gong è denunciata da Amnesty International, Human Rights Watch, Freedom House, la Commissione Diritti Umani dell'ONU, Reporters sans frontière, Nessuno tocchi Caino, l'MRAP e anche dalla Fondazione Laogai, da governi come Usa, Canada, la stessa UE ecc.

Il 20 marzo 2007, la signora Zhang Lianying, moglie di Niu Jinping, che aveva incontrato McMillan-Scott, è stata pestata fino ad essere ridotta in stato di coma mentre era detenuta presso il Campo di Lavoro Femminile di Pechino.(MANCA LA FONTE) Zhang ha avuto bisogno di un intervento d'emergenza a causa di una vasta emorragia cerebrale. Ha poi ripreso conoscenza, ma la polizia l'ha ammanettata al letto dell'ospedale e rimane dunque sotto la minaccia di subire ulteriori torture e abusi.

L' 8 febbraio 2007 il signor Cao Dong, è stato condannato a 5 anni di carcere. Il signor Cao era stato arrestato a Pechino dagli Agenti della Sicurezza di Stato il 21 maggio 2006, al termine dell'incontro con McMillan-Scott. Cao, è rimasto detenuto per più di quattro mesi prima che gli ufficiali emanassero un ordine d'arresto ufficiale nei suoi confronti. Le richieste di informazioni inoltrate da McMillan-Scott al governo cinese con la richiesta di un immediato rilascio di Cao sono sempre rimasti senza risposta.

Ultimamente, il noto avvocato Gao Zhisheng è stato privato della possibilità di esercitare il proprio lavoro e il suo Studio legale di Pechino è stato chiuso in seguito alla sua decisione di accettare la difesa di alcuni praticanti del Falun Gong, di alcuni cristiani e dei contadini privati delle loro terre. In tre lettere aperte inviata al Presidente Hu Jintao e al Premier Wen Jiabao, ha denunciato la persecuzione nei confronti dei praticanti del Falun Gong. Per questo e stato minacciato, perseguitato ed arrestato.

Il giornale Le Monde raccontò dello sciopero della fame collettivo indetto a sostegno dell'avvocato Gao e a favore dei diritti umani in Cina. Il giornale The Epoch Times (Da Ji Yuan) affermò che lo sciopero della fame aveva avuto un consenso mondiale.

La resistenza dei praticanti del Falun Gong è pacifica, e impega mezzi di comunicazione moderni con lo scopo di affermare lo slogan: Falun Dafa è Bene. Con la sua forte resistenza, il Falun Gong espone chiaramente tutte le insufficienze e le ingiustizie commesse dal Partito Comunista Cinese.

I praticanti del Falun Gong sono facilmente identificabili dai colori del loro abbigliamento, le T-shirt gialle; le giacche a vento azzurre; le sciarpe azzurre o gialle con le scritte Falun Dafa dovrebbero essere state viste da tutti o quasi gli abitanti di questo nostro popoloso pianeta.

Nelle piazze, nei pressi delle sedi diplomatiche cinesi, davanti ai palazzi governativi di ogni angolo del pianeta ritroviamo i praticanti che distribuiscono materiale informativo e praticano i cinque esercizi. Espongono i loro striscioni bilingue contenenti i messaggi che vogliono comunicare.

Jiang Zemin, individuato come il responsabile principale della persecuzione al Falun Gong, ogni volta che affrontava un viaggio all'estero, doveva fare i conti con la pacifica protesta dei praticanti. Era ossessionato dal colore giallo e da quello azzurro degli indumenti del Falun Gong. New York, La Valletta, Berlino, Parigi, Reikjiavick, Houston ecc. queste sono alcune delle tappe dove migliaia di praticanti si sono concentrati per manifestare il loro dissenso.

In tutto il mondo un giornale in lingua cinese, tradotto anche in molte altre lingue occidentali, The Epoch Times, è accusato di avere una linea editoriale molto vicina al Falun Gong, principalmente perché ha sostenuto molte delle sue campagne sulla repressione e sulle torture, ma in parte anche perché ha pubblicato articoli negativi che suggeriscono il declino del PCC. Nel novembre 1994 ha pubblicato i "Nove Commentari sul Partito Comunista Cinese" dove sono esposti tutti i crimini del PCC. Molti intellettuali cinesi dopo aver letto i Nove Commentari hanno rassegnato pubblicamente le dimissioni dal PCC, aprendo la strada a un grande esodo che continua tuttora.

Anche NTD-TV.en, una company libera "no-profit", fondata da praticanti della Dafa in USA, ha l'obiettivo di dare una corretta informazione ai cinesi espatriati, ma anche a coloro che vivono in Cina. Questa TV che trasmette in lingua cinese è seguita quotidianamente da milioni di persone in Nord e Sud America, Europa, Asia, Cina inclusa e Oceania. È possibile ricevere il segnale attraverso i satelliti; con il semplice ausilio di una parabola e di un decodificatore si può aggirare il blocco dell'informazione imposto dal PCC e accedere ad una informazione alternativa.

Naturalmente il governo cinese non ha gradito l'interferenza di una voce libera, che di fatto, mina il monopolio dell'informazione di regime. Nel 2005 esercitò fortissime pressioni sulla concessionaria del satellite: Eutelsat, una società di diritto privato con sede in Francia; NTD-TV ha rischiato allora di essere oscurata. Attraverso una campagna congiunta dei praticanti, soprattutto di Europa, Usa e Canada che esercitarono un'azione capillare di informazione, convinsero il Parlamento UE, il Parlamento Canadese e il Congresso USA ad opporsi. Il contratto di concessione, fu finalmente rinnovato e NTD-TV a potuto continuare le trasmissioni. Nella notte del 16 giugno 2008, sei settimane prima delle Olimpiadi di Pekino, le trasmissioni di NTDTV sul satellite di Eutelsat W5 verso l’Asia, sono state interrotte bruscamente. Eutelsat, nella sua dichiarazione del 17 giugno ha affermato che il suo satellite W5 “ha avuto un’anomalia: “Per ragioni tecniche, e in via precauzionale,Eutelsat ha perciò ridotto un piccolo numero dei trasponder operanti sul satellite”. Il 10 luglio 2008 Reporters Without Borders (RSF) ha reso nota la registrazione telefonica tra un rappresentante di Eutelsat a Pechino e una persona che tale rappresentante credeva essere un ufficiale del Dipartimento della Propaganda cinese. RSF ha dichiarato:"La conversazione dimostra, che è stata una decisione premeditata e motivata politicamente”. Durante la sessione plenaria del Parlamento Europeo, nel mese di gennaio 2009, una dichiarazione scritta (86/2008) per il ripristino delle trasmissioni di NTDTV in Cina tramite Eutelsat è stata adottata e sostenuta da 477 deputati.

Il Pcc accusa i praticanti per alcuni episodi che si sono verificati in Cina in cui dei network televisivi controllati dallo stato sono stati invasi da materiale promozionale e articoli del Falun Gong relativi alla repressione . In base ai WOIPFG reports, dopo questi episodi di intrusione nei network, sono stati arrestati otto praticanti del Falun Gong, in particolare dopo un episodio di intrusione in Changchun, incluso Liu Chengjun, che si ritiene sia stato torturato a morte dopo 21 mesi di carcere nella prigione di jilin.

Questo semplice slogan dei manifestanti: Falun Dafa Hao! (La Falun Dafa ed i suoi praticanti sono il bene, non sono cattivi come sostiene il governo. Sono gli oppressori che sono cattivi) è stato sentito spesso dai poliziotti di guardia a Piazza Tiananmen, i praticanti lo gridavano prima di essere arrestati, questo grido è diventato lo slogan del Falun Gong; "Falun Dafa Hao", anche i praticanti occidentali hanno imparato a pronunciarlo correttamente.

Questa lotta per assicurarsi la legittimità morale, fornisce ai praticanti del Falun Gong, diventati oppositori il giorno in cui la pratica è stata vietata, una potente motivazione.

I praticanti del Falun Gong in Cina si recavano regolarmente alla piazza Tiananmen, malgrado il rischio d'essere arrestati, per dispiegare i loro striscioni e per distribuire dei volantini informativi sulla persecuzione o per gridare con forza lo slogan "Falun Dafa Hao" (Falun Dafa è bene). Gli agenti presenti in forze sulla Piazza Tiananmen, reagiscono con prontezza, arrestando violentemente i pacifici manifestanti. Questo fenomeno è diminuito d'intensità con il passare del tempo, perché la piazza, un simbolo, è presidiata da ingenti forze di polizia proprio per prevenire queste pacifiche forme di dissenso.

Nel marzo 2002, le trasmissioni di alcuni canali televisivi via cavo nella città di Changchun sono state interrotte e sono apparsi degli slogans pro-Falun Gong e delle informazioni sulla persecuzione. Le autorità cinesi hanno reagito con arresti di massa.

La rete Internet permette di diffondere notizie sulla repressione in Cina e sulle attività all'estero del Falun Gong, rompendo l'isolamento dei praticanti che vivono nella Cina Continentale. Il programma di messaggeria istantanea: Tencent QQ è utilizzato per contattare direttamente persone in Cina.

Nonostante le forze di sicurezza compiano enormi sforzi per controllare la rete, con l'aiuto non disinteressato dei grandi providers americani (Yahoo, Google ecc) e società leaders nella produzione di modem (Cisco) oppure software (Windows) i praticanti hanno preso le loro contromisure per mantenere i siti del Falun Gong accessibili ai cinesi.

Il giornale Da Ji Yuan (The Epoch Times), pubblicato in cinese e molte altre lingue, è un giornale senza scopo di lucro che viene distribuito gratuitamente, i cui costi di produzione sono coperti dalla pubblicità.

Sebbene la redazione sia composta in gran parte da praticanti del Falun Gong che prestano la loro opera su base volontaria non va confuso con il Falun Gong. È un normale organo di stampa che si occupa di informare correttamente i propri lettori, dedicando una particolare attenzione alla violazione dei diritti umani. Questo giornale ha pubblicato nel novembre 2005 un'edizione speciale intitolata "I Nove Commentari sul Partito Comunista Cinese". Poco dopo ha pubblicato una pagina sul sito web, sulla quale i membri del PCC possono dichiarare le loro dimissioni dal Partito.

Il Partito Comunista Cinese accusa il movimento di avere una struttura gerarchica e di avere un culto di venerazione per Li Hongzhi. Afferma che il Falun Gong incita i praticanti a rifiutare le cure mediche e a praticare il suicidio rituale. Considera le affermazioni nel libro Zhuan Falun come aberrazioni pericolose che vanno contro la scienza.

Le critiche mosse nei confronti del Falun Gong rimproverano delle credenze superstiziose, affermano che si tratta di bricolage, accusando Li Hongzhi di aver ammassato una fortuna e di incoraggiare i suoi studenti a venerarlo, queste le critiche che provengono da informazioni originate dalle autorità cinesi.

Alcuni criticano il libro Zhuan Falun dicendo che sia oscuro, incomprensibile.

Alla domanda sulla possibilità dei praticanti di levitare, dà una risposta affermativa e cita il caso di David Copperfield che avrebbe pure lui questa capacità.

Alle domande del giornalista sul caos attuale, lui afferma della presenza fin dall'inizio del XX°secolo di esseri extraterrestri venuti da altri pianeti, che sono responsabili di certe invenzioni come i computer e gli aerei. Dichiara che gli extraterrestri vogliono controllare il corpo umano e contribuiscono a distogliere la persone dalla spiritualità tradizionale. Dichiara che il governo americano è informato della loro presenza e ne ha scoperti alcuni. Queste idee che qualcuno potrebbe definire come oscurantiste, assomigliano alle teorie del complotto diffuse principalmente negli Stati Uniti, particolarmente nei libri di David Icke.

Una serie di capacità sarebbero accessibili, secondo Li Hongzhi, con la pratica del Falun Gong. Quindi sarebbe possibile sviluppare poteri soprannaturali con lo studio e la pratica.

Alcune critiche al Falun Gong sono correlate al disinteresse verso i medicinali. Se non vieta specificatamente l'uso delle medicine, gli scritti del movimento sembrano indicare che la pratica ha un effetto terapeutico sufficiente e se qualcuno pratica veramente il Falun Gong non avrà più bisogno di medicinali.

Si considera che la vera causa delle malattie sia karmica. Li Hongzhi non dice che non ci siano virus e batteri alle spalle delle malattie, ma professa che non si trattino delle cause interiori. Si pensa che il karma abbia un'esistenza materiale in dimensioni più elevate (più microcosmiche) e si dice che sia collegato a cattivi comportamenti precedenti come pure alle emozioni negative e agli attaccamenti come: gelosia, bramosia, collera e odio; tutte quelle cose insomma che non sono in accordo con Verità, Compassione e Tolleranza, la cosiddetta "caratteristica dell'universo". Quindi, secondo Li Hongzhi, solo liberandosi da questi attaccamenti e sopportando delle avversità si può eliminare il karma e rimuovere la radice delle malattie.

Il governo cinese stima che il Falun Gong sia responsabile della morte di almeno 1600 persone essendo state incitate a non prendere medicine e praticare il suicidio in carcere.

Per la parte superiore



Deng Xiaoping

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Deng Xiaoping, in cinese tradizionale: 鄧小平; in cinese semplificato: 邓小平; pinyin: Dèng Xiǎopíng; in trascrizione Wade-Giles: Teng Hsiao-p'ing (Guang'an, 22 agosto 1904 – Pechino, 19 febbraio 1997), è stato segretario generale del Partito Comunista Cinese (PCC) dal 1956 al 1966 e ha diretto de facto la Cina dal 1976 al 1993.

È stato anche il pioniere della riforma economica cinese e il teorico del "socialismo con caratteristiche cinesi" o socialismo di mercato cinese, ideologia che mira a giustificare la transizione tra il maoismo collettivista a teorie economiche più liberali. È artefice dell'apertura politica tra la Repubblica Popolare Cinese e gli Stati Uniti, che permise al colosso asiatico di essere risconosciuto come stato sovrano all'interno dell'ONU.

Deng fu il cuore della seconda generazione dei leader del PCC. Sotto il suo controllo la Cina divenne una delle economie dalla più rapida crescita, senza che il partito perdesse il controllo del paese.

Dopo aver studiato in Francia e in Russia, dove scoprì Marxismo e Leninismo, nel 1927 tornò in Cina. Due anni dopo guidò la sommossa della provincia di Guangxi contro il governo del Kuomintang. Ben presto la rivolta fallì e Deng si spostò nell'Area Soviet Centrale nella provincia di Jiangxi. Fu un veterano della Lunga Marcia, durante la quale Deng servì come Segretario Generale del Consiglio Centrale del Partito Comunista. Da commissario politico sotto Liu Bocheng, organizzò importanti campagne militari durante la guerra con il Giappone e durante la Guerra Civile contro il Kuomintang.

Nel tardo Novembre 1949, Deng guidò l'assalto finale alle forze del Kuomintang sotto il comando diretto di Chiang Kai-shek, nella sua terra d'origine: Sichuan. La città di Chongqing cadde nelle mani dell'Esercito di Liberazione Popolare il 1 dicembre e Deng ne fu immediatamente incaricato sindaco e commissario politico (Chiang Kai-shek, che aveva trasferito il suo quartier generale a Chongqing a metà novembre, fuggì nella capitale della provincia: Chengdu. Questa, che rappresenta l'ultima città mantenuta dal Kuomintang nella terraferma cinese, cadde il 10 dicembre, lo stesso giorno nel quale Chiang scappò a Taiwan). Quando la Repubblica Popolare Cinese venne fondata nel 1949, Deng fu inviato a supervisionare i problemi nella Regione Sudoccidentale e lo fece in qualità di Primo Segretario. Ebbe un ruolo importante nel gestire i rapporti con i leader tibetani.

Essendo un sostenitore di Mao Zedong, Deng fu incaricato da Mao di ricoprire importanti posizioni nel nuovo governo, incluso il ruolo di Segretario Generale del Partito Comunista, subito dopo la formazione della Repubblica Popolare Cinese.

Dopo aver appoggiato ufficialmente Mao nella sua Campagna Anti-Conservatrice del 1957, Deng divenne Segretario Generale del Partito Comunista Cinese e dirigeva gli affari quotidiani del paese assieme al Presidente Liu Shaoqi. Al crescere del disincanto nei confronti del grande balzo in avanti di Mao, Deng e Liu guadagnarono influenza all'interno del PCC. Essi attuarono delle riforme economiche che rinforzarono il loro prestigio tra le file del partito e tra la popolazione. Deng e Liu premettero per una linea politica più concreta, in opposizione alle idee radicali di Mao.

Mao si rese conto che il prestigio ottenuto da Deng e Liu tramite questi sforzi poteva comportare la sua riduzione a mera figura-simbolo. Per questo, oltre ad altri motivi, Mao lanciò la Rivoluzione Culturale nel 1966, durante la quale Deng perse consensi e fu costretto a ritirarsi da tutte le sue cariche. Fu mandato nella regione dello Xinjian, nella provincia rurale di Jianxi a lavorare come un lavoratore regolare. Mentre si trovava lì Deng impiegò il suo tempo libero scrivendo.

Quando il Premier Zhou Enlai si ammalò di cancro, Deng venne scelto da Zhou come suo successore e Zhou riuscì a convincere Mao a riportare Deng Xiaoping in politica nel 1974 come Primo Vice Premier, a svolgere gli affari quotidiani. Tuttavia la Rivoluzione Culturale non era ancora finita e un gruppo politico radicale, conosciuto come la Banda dei quattro, concorreva per il potere all'interno del Partito Comunista. La Banda vide in Deng il suo grande avversario da battere per conseguire i propri piani. Dopo la morte di Zhou nel Febbraio 1976, Deng perse il solido appoggio del partito e dopo aver tenuto il suo elogio ufficiale ai funerali di stato di Zhou, fu ancora una volta vittima dell'epurazione. Deng fu costretto a lasciare tutte le funzioni alla Banda dei quattro.

Deng, minuto e sulla via della vecchiaia, gradualmente emerse come leader de-facto della più popolosa nazione del mondo nei primi anni successivi alla morte di Mao nel 1976. Faceva parte anche lui di quella manciata di contadini rivoluzionari che aveva condotto la Cina, un gruppo che include Mao Zedong e i fondatori delle dinastie Han e Ming.

Mobilitando attentamente i suoi sostenitori all'interno del PCC, Deng riuscì ad imporsi e a sconfiggere strategicamente il successore (divenuto premier) designato da Mao, Hua Guofeng, il quale lo aveva precedentemente graziato, e successivamente allontanò lo stesso Hua dalle alte cariche del governo nel 1980-1981.

In contrasto con la precedente linea politica di riforme, Deng permise a Hua, che era ancora vivo, di conservare l'appartenenza al Consiglio Centrale del PCC fino al novembre del 2002, per ritirarsi poi silenziosamente, e consentì di creare un precedente: perdere una lotta per la leadership non significava venire danneggiati fisicamente.

In seguito Deng ripudiò la Rivoluzione Culturale e lanciò la “Primavera di Beijing”, la quale permise una critica aperta degli eccessi che ebbero luogo e delle sofferenze vissute in quel periodo. Nel frattempo, egli si rese fautore dell'abolizione del sistema delle classi. Con questo sistema, il PCC aveva limitato le opportunuità di occupazione ai cinesi ritenuti di essere associati con il proprietario terriero di classe pre-rivoluzionario; la sua rimozione pertanto consentì, in maniera efficace, che i capitalisti cinesi diventassero membri del Partito Comunista.

Deng vinse progressivamente tutti i suoi oppositori politici. Grazie all'incoraggiamento dato alla critica della Rivoluzione Culturale, venne meno l'appoggio di coloro che dovevano la loro posizione politica proprio a quell'evento, mentre si andava rafforzando la posizione di coloro che come lui erano stati epurati durante quel periodo. Deng riceveva inoltre grande supporto dalla popolazione.

Man mano che Deng consolidava il suo controllo sul PCC, Hua fu sostituito da Zhao Ziyang come premier nel 1980 e da Hu Yaobang come capo del partito nel 1981. Deng rimase la cellula con la maggiore influenza, sebbene dopo il 1987 il suo solo incarico ufficiale fu solo quello di capo della Commissione Centrale Militare del Partito Comunista.

Originariamente, il Presidente era concepito come una figura-simbolo a capo dello stato, mentre con l'attuale situazione il potere rimane nelle mani del Premier e del Presidente del partito, incarichi che erano stati entrambi concepiti per essere tenuti da persone diverse, in modo da prevenire un culto della personalità (come accadde nel caso di Mao); il partito sviluppava la linea politica da seguire, mentre lo stato si occupava di eseguirla. Deng non ottenne mai nessuna di queste alte posizioni, pur essendo stato colui che, almeno fino ai primi anni novanta, aveva, di fatto, guidato il paese.

Sotto la direzione di Deng, le relazioni con l'Occidente migliorarono notevolmente. Deng viaggiò all'estero ed ebbe una serie di incontri amichevoli con i leader occidentali. Andò negli Stati Uniti nel 1979 per incontrare il Presidente Carter alla Casa Bianca poco dopo che essi ebbero interrotto le relazioni diplomatiche con la Repubblica di Cina per stabilirle con la Repubblica Popolare Cinese. Anche le relazioni Sino-Giapponesi migliorarono significativamente. Deng usò il Giappone come esempio di un rapido sviluppo di una potenza economica che rappresenta un ottimo modello per la futura direzione economica della Cina.

Un altro successo fu l'accordo firmato da Gran Bretagna e Cina il 19 dicembre 1984 (La Dichiarazione Congiunta Sino-Britannica) in base al quale Hong Kong sarebbe stata consegnata alla Repubblica Popolare Cinese nel 1997. Allo scadere dei 99 anni di affitto dei Nuovi Territori, Deng concordò che la Repubblica Popolare Cinese non avrebbe interferito con il sistema capitalista di Hong Kong per i successivi 50 anni. Un accordo simile fu firmato con il Portogallo per la restituzione della colonia di Macao. Nominato “Un paese, due sistemi”, questo approccio è stato propagandato negli ultimi anni dalla Repubblica Popolare Cinese come un potenziale modello strutturale con il quale Taiwan potrebbe essere riunita alla Terraferma.

Deng, tuttavia, fece poco per migliorare le relazioni con l'Unione Sovietica, continuando ad aderire alla linea Maoista dell'era della Divisione Sino-Sovietica, che considerava l'Unione Sovietica una superpotenza tanto egemonica quanto lo erano gli Stati Uniti, ma persino più minacciosa nei confronti della Cina a causa della sua vicinanza geografica.

Una cosa che Hu Jintao fece dopo essere salito al potere fu quella di rilasciare al pubblico molte informazioni formalmente segrete, inclusi i tentativi di assassinio nei confronti di Deng. Secondo le limitate informazioni rilasciate, ci furono sette attentati alla vita di Deng tra gli anni Sessanta gli anni Ottanta e la maggior parte dei casi rimane tuttora irrisolta.

1. Il 21 dicembre 1969, Deng Xiaoping fu esiliato in una scuola di fanteria abbandonata in un luogo chiamato Wangcheng Hill nella regione dello Xinjian, nella provincia di Jiangxi a causa degli arresti domiciliari impostigli dalla Commissione Centrale Esecutiva del Partito Comunista Cinese, ordine #1. Nella mattina del 23 dicembre 1969, una banda armata fece un'incursione e colpì il complesso a suon di colpi di mitragliatrice. Tuttavia, la milizia aveva scambiato la residenza delle guardie con quella di Deng e molti degli attentatori vennero uccisi quando le guardie risposero al fuoco. Dell'incidente fu in seguito incolpato Lin Biao ma, nei nei primi anni Ottanta, si decise che Lin Bao non era implicato. Il caso rimane irrisolto.

2. Il 21 febbraio 1973, un aereo Ilyushin Il-14 fu mandato da Pechino a Jiangxi per riportare Deng Xiaoping a Pechino affinché riprendesse il suo lavoro ma, nello stesso giorno, un ordine urgente da Pechino istruì Deng di prendere il treno al posto dell'aereo, con la protezione ulteriore di una squadra guidata personalmente dal capo del distretto militare locale. Fu riferito che questo cambio di programma venne diretto da Zhou Enlai per proteggere Deng: l'aereo che egli avrebbe dovuto prendere esplose sopra la provincia di Anhui durante il viaggio di ritorno. Questo caso non fu mai risolto.

3. Nel Settembre 1975, Deng Xiaoping, Jiang Qing, e Hua Guofeng si recarono nella provincia dello Shanxi e una sera, mentre Deng stava facendo la sua passeggiata quotidiana, qualcuno nell'ombra aprì il fuoco su Deng e lo mancò. Le guardie risposero al fuoco ma mancarono a loro volta il bersaglio e l'assassino non venne mai preso. Il caso rimane irrisolto.

4. Nell'Aprile 1976, Deng Xiaoping fu nuovamente rimosso dal suo incarico ed esiliato in un centro militare di accoglienza a Yuquan Mountain, nella periferia di Pechino, ancora una volta sotto arresti domiciliari. La sera stessa in cui Deng era arrivato, l'edificio numero 5 dove Deng alloggiava prese fuoco e indagini successive rivelarono che il fuoco aveva avuto origine nel primo piano, lo stesso nel quale si trovava Deng e si fermò proprio dopo che ogni stanza del primo piano fu bruciata. Le dichiarazioni ufficiali affermarono che si era trattato di un corto circuito, ma era ovvio che era stato invece un tentativo di assassinio. Le guardie assegnategli da Ye Jianying gli ordinarono di andare da qualche altra parte a studiare il lavoro di Mao e in questo modo non si trovava nell'edificio quando esso prese fuoco. Dopo l'incidente, fu immediatamente riportato in città. Il caso rimane irrisolto.

5. A seguito del tentativo di assassinio avvenuto tre mesi prima in Aprile, se ne verificò un altro. Nel Luglio 1976, Deng fu istruito di andare a Chengde, provincia di Hebei per sfuggire al caldo estivo. Deng si rifiutò di andare affermando che aveva bisogno di andare all'ospedale per la sua visita fisica annuale. Quando la macchina giapponese incaricata di andarlo a prendere ritornò al ministero della difesa, si scoprì che l'asse anteriore era prossimo alla rottura e nessuno sarebbe sopravvissuto all'eventuale incidente. Il caso è tuttora aperto.

6. Nel Marzo 1980, Deng Xiaoping si recò ad una ispezione delle truppe nella regione militare di Jinan. Quando Deng rientrò alla sala conferenze dall'esterno, una delle guardie locali gridò:”Abbasso il capitalista Deng Xiaoping! Difendete il pensiero rivoluzionario del presidente Mao! Vendetta per il vice-presidente Jiang Quing!” e allo stesso tempo aprì il fuoco su Deng. Grazie alla pronta reazione delle guardie del corpo di Deng, egli non riportò ferite e l'assassino fu rapidamente immobilizzato. Si scoprì che l'assassino era un fervente maoista e sembrò che avesse agito da solo. Tuttavia, molti erano convinti che ci fosse qualcuno dietro.

7. Nel Febbraio 1988, Deng Xiaoping, Chen Yun e Yang Shangkun andarono a Shangai per il Capodanno cinese e riesedevano al “Western Suburb Hotel”. Quattro uomini che si dicevano appartenti al “gruppo di combattimento maoista” riuscirono ad eludere la sicurezza e ebbero uno scontro a fuoco con le guardie, che si concluse con l'uccisione di tre dei quattro uomini e l'arresto dell'ultimo. Addosso a questi maoisti furono trovate mappe della residenza di Deng, pistole con il silenziatore, esplosivi e bombe incendiarie. Ancora una volta sono in pochi a credere alla versione ufficiale secondo la quale i maoisti avrebbero agito da soli.

La finalità delle riforme di Deng era riassunta nel programma delle Quattro Modernizzazioni: agricoltura, industria, scienza e tecnologia, apparato militare. La strategia da usare per conseguire l'obiettivo di una nazione moderna, industriale era l'economia socialista di mercato.

A differenza di Hua Guofeng, Deng credeva che nessuna linea di condotta dovesse essere respinta semplicemente per il fatto di non essere aderente a quella tenuta da Mao, e diversamente dai leader più conservatori come Chen Yun, Deng non presentava obiezioni a determinate politiche economiche per la sola ragione che esse erano simili a quelle attuate nelle nazioni capitaliste.

Sebbene Deng avesse fornito la base teoretica e il supporto politico per consentire che avesse luogo una riforma economica, poche delle riforme economiche che Deng introdusse, originarono da lui stesso. Tipicamente una riforma veniva introdotta dai capi locali, spesso in violazione delle direttive del governo centrale. Se riuscivano ed erano promettenti, tali riforme venivano poi adottate da aree man mano più ampie e infine introdotte a livello nazionale. Molte altre riforme furono influenzate dalle esperienze delle “Quattro Tigri” asiatiche.

Questo è in netto contrasto con il modello della perestroika intrapreso da Mikhail Gorbachev nel quale la maggior parte delle riforme partirono da Gorbachev stesso. L'approccio ascendente delle riforme di Deng, in opposizione con quello discendente della perestroika, fu probabilmente un fattore chiave del successo del primo dei due.

Le riforme di Deng, infine, includevano l'introduzione di una gestione pianificata e centralizzata della macro-economia in mano a funzionari tecnicamente competenti, abbandonando il modello di economia collettivista di Mao. Tuttavia, a differenza del modello sovietico, la gestione risultava essere indiretta tramite i meccanismi del mercato.

Deng sostenne l'eredità di Mao per quanto riguarda la misura in cui si sforzò di porre in risalto il ruolo di primaria importanza della produzione agricola e incoraggiò una significativa decentralizzazione della gestione delle decisioni nei gruppi dall'economia rurale e nei singoli nuclei familiari di contadini. A livello locale, per motivare la forza lavoro, dovevano essere impiegati incentivi concreti, piuttosto che appelli politici, incluso il permesso ai contadini di guadagnare entrate extra grazie alla vendita dei prodotti dei propri terreni sul mercato.

Nella generale spinta volta ad ottenere una posizione di mercato, alle municipalità locali e alle province fu consentito di investire nelle industrie che esse consideravano più redditizie, questo spronò l'investimento nelle industrie leggere. Così, le riforme di Deng fecero sì che la strategia di sviluppo della Cina si spostasse verso l'industria leggera e la crescita guidata delle esportazioni.

La produzione industriale leggera fu vitale per lo sviluppo di un paese che veniva da un basso capitale di base. Con un breve periodo di gestazione, bassi requisiti di capitale e alti guadagni derivanti dalle esportazioni con l'estero, i profitti generati dall'industria leggera poterono essere reinvestiti in una produzione più avanzata tecnologicamente e in ulteriori importanti spese ed investimenti.

Tuttavia, in netto contrasto con le riforme simili ma non di così notevole successo attuate in Yugoslavia e in Ungheria, tali investimenti non furono mandati dal governo. Il capitale investito nell'industria pesante in gran parte proveniva dal sistema bancario e la maggior parte di esso veniva dai depositi dei consumatori. Uno dei primi punti delle riforme di Deng prevedeva di far sì che non si verificasse una ripartizione dei profitti, se non tramite la tassazione o il sistema bancario; pertanto, la ripartizione nelle industrie di proprietà dello stato avveniva in modo indiretto, rendendole così più o meno indipendenti dall'interferenza del governo. In breve, le riforme di Deng furono la scintilla che mise in moto una rivoluzione industriale in Cina.

Queste riforme rappresentarono un cambio di tendenza rispetto alle linee di condotta maoiste di un'economia autosufficiente. La Cina decise di accelerare il processo di modernizzazione aumentando il volume di commerci con l'estero, specialmente tramite l'acquisto di macchinari dal Giappone e dall'Occidente. Con una tale crescita guidata delle esportazioni, la Cina riuscì a portare avanti le Quattro Modernizzazioni, grazie a consistenti fondi stranieri, al mercato, a tecnologie innovative e ad esperienze manageriali, che accelerarono il suo sviluppo economico.

Deng attirò compagnie straniere in una serie di Zone Economiche Speciali, dove erano incoraggiati gli investimenti stranieri e la liberalizzazione del mercato.

Le riforme si concentrarono anche sul miglioramento della produttività. Vennero introdotti nuovi concreti incentivi e sistemi di bonus. I mercati rurali, che vendevano i prodotti nazionali dei contadini e i prodotti in eccedenza delle comuni, conobbero una rinascita. Non solo i mercati rurali incrementarono la produzione agricola ma stimolarono anche lo sviluppo industriale. Con contadini in grado di vendere i loro raccolti agricoli in eccedenza sul libero mercato, i consumi domestici aumentarono e stimolarono l'industrializzazione, creando anche un supporto politico per più difficili riforme economiche.

Ci sono molti parallelismi tra il socialismo di mercato di Deng, soprattutto nei primi stadi, e la Nuova Politica Economica di Lenin così come con la politica economica di Bukharin, in entrambe le quali era previsto un ruolo per l'impresa privata e mercati basati sul commercio e sulla determinazione dei prezzi di vendita piuttosto che su una pianificazione centrale.

Un aneddoto interessante riguarda il primo incontro tra Deng e Armand Hammer: Deng premette su questo industriale americano che investiva nell'Unione Sovietica, per ottenere più informazioni possibili sul NEP.

Deng ebbe un ruolo cruciale nella repressione delle proteste di Piazza Tianamen del 1989.

La violenza con la quale venne trattata la protesta comportò una condanna internazionale della Repubblica Popolare Cinese. Deng Xiaoping, assieme ad altri che avevano tenuto una linea dura, come Li Peng, vennero incolpati dell'evento. La critica accusò Deng di reprimere ogni forma di libertà politica che potesse minare la condotta delle sue riforme economiche. L'implicazione di Deng nell'accaduto provò che egli possedeva ancora solidi poteri dittatoriali, che non esitava ad usare. Deng e i governi successivi continuano a giustificare la soppressione delle proteste come una misura necessaria per la stabilità sociale e per un efficace progresso economico.

Ufficialmente Deng decise di lasciare le sue alte cariche nel momento in cui si dimise dalla posizione di Capo della Commissione Centrale Militare nel 1989; si ritirò dalla scena politica nel 1992. La Cina, tuttavia, era ancora nell'era di Deng Xiaoping. Egli continuò ad essere largamente considerato il “capo supremo” del paese, si credeva che avesse ancora il controllo del paese operando dal retroscena. Hu Jintao, successore scelto da Deng, era il leader della quarta generazione del PCC. Deng fu ufficialemente identificato come “L'architetto delle riforme economiche e della modernizzazione socialista della Cina”. Nel Partito Comunista era ritenuto un esempio per i membri che si rifiutavano di ritirarsi in tarda età.

Nella primavera del 1992, Deng andò in visita nel sud della Cina, nelle città di Canton, Shenzhen, Zhuhai e Shanghai, tenendo diversi discorsi. Sottolineò l'importanza della costruzione economica della Cina, e criticò coloro i quali erano contrari alle riforme e all'apertura. Dichiarò che gli elementi “a sinistra” della società cinese erano molto più pericolosi di quelli “a destra”. Sostenne che le riforme economiche rappresentavano una linea guida immutabile per la Cina e che esse erano essenziali per il futuro sviluppo del paese. Le sue visite nei territori meridionali vennero seguite con attenzione dai mass media cinesi e furono tenute in seria considerazione dai funzionari locali. Molte persone riconobbero in questa visita un nuovo successo di Deng, che compensava così gli errori della soppressione di Piazza Tianamen.

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Source : Wikipedia