Html

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Inviato da murphy 10/04/2009 @ 18:07

Tags : html, programmazione, computer, high tech

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HTML

Un esempio di codice HTML con sintassi evidenziata. Questa funzione viene solitamente eseguita da un editor di pagine web o da alcuni browser, come ad esempio Mozilla Firefox.

L'HyperText Markup Language (HTML) (traduzione letterale: linguaggio di marcatura per ipertesti) è un linguaggio usato per descrivere la struttura dei documenti ipertestuali disponibili nel World Wide Web ossia su Internet. Tutti i siti web sono scritti in HTML, codice che viene letto ed elaborato dal browser, il quale genera la pagina che viene visualizzata sullo schermo del computer. L'HTML non è un linguaggio di programmazione, ma un linguaggio di markup, ossia descrive il contenuto, testuale e non, di una pagina web. Punto HTML (.html) o punto HTM (.htm) è anche l'estensione comune dei documenti HTML.

L'HTML è un linguaggio di pubblico dominio la cui sintassi è stabilita dal World Wide Web Consortium (W3C), e che è basato su un altro linguaggio avente scopi più generici, l'SGML.

È stato sviluppato alla fine degli anni '80 da Tim Berners-Lee al CERN di Ginevra. Verso il 1994 ha avuto una forte diffusione, in seguito ai primi utilizzi commerciali del web.

Nel corso degli anni, seguendo lo sviluppo di Internet, l'HTML ha subito molte revisioni, ampliamenti e miglioramenti, che sono stati indicati secondo la classica numerazione usata per descrivere le versioni dei software. Attualmente l'ultima versione disponibile è la versione 4.01, resa pubblica il 24 dicembre 1999. Dopo un periodo di sospensione, in cui il W3C si è focalizzato soprattutto sulle definizioni di XHTML (applicazione a HTML di regole e sintassi in stile XML) e dei fogli di stile (Cascading Style Sheet, CSS), nel 2007 è ricominciata l'attività di specifica con la definizione, ancora in corso, di HTML 5, attualmente allo stato di bozza (draft).

Un'ulteriore ed importante caratteristica di HTML è che esso è stato concepito per definire il contenuto logico e non l'aspetto finale del documento. I dispositivi che possono accedere ad un documento HTML sono molteplici e non sempre dotati di potenti capacità grafiche. Proprio per questo gli sviluppatori di HTML hanno optato per un linguaggio che descrivesse dal punto di vista logico, piuttosto che grafico il contenuto dei documenti. Questo significa che non esiste alcuna garanzia che uno stesso documento venga visualizzato in egual modo su due dispositivi. Se da una parte questo ha imposto in passato dei forti limiti agli sviluppatori di pagine Web, ha dall'altro garantito la massima diffusione di Internet ed evitato che essa diventasse un medium di élite.

Attualmente i documenti HTML sono in grado di incorporare molte tecnologie, che offrono la possibilità di aggiungere al documento ipertestuale controlli più sofisticati sulla resa grafica, interazioni dinamiche con l'utente, animazioni interattive e contenuti multimediali. Si tratta di linguaggi come CSS, JavaScript o Java, o di altre applicazioni multimediali di animazione vettoriale o di streaming audio o video.

Al giorno d'oggi molti designer delegano la scrittura del codice HTML ad applicazioni specifiche, come per esempio i cosiddetti editor WYSIWYG che permettono al designer di occuparsi dell'aspetto grafico finale della pagina mentre il codice vero e proprio viene generato automaticamente. Gli sviluppatori invece preferiscono utilizzare in modo diretto il codice HTML, in modo da avere un maggior controllo sul risultato finale e sulla pulizia del codice scritto, cosa che gli editor WYSIWYG odierni nonostante siano sempre più avanzati non possono sempre garantire.

I documenti HTML vengono immagazzinati di solito sui dischi rigidi di macchine costantemente collegate ad Internet. Su queste macchine vi è installato un software detto web server, che si occupa di produrre e inviare i documenti ai browser degli utenti che ne fanno richiesta usando per il trasferimento il protocollo HTTP.

Spesso il documento HTML viene generato del tutto o parzialmente tramite un codice eseguibile residente sul server Internet in grado di interagire con altre applicazioni presenti sul server stesso, come per esempio un database, e inviare poi al browser il risultato finale, realizzando le cosiddette pagine dinamiche con cui un utente può compiere operazioni interattive avanzate (per esempio, filtrare gli articoli all'interno di un catalogo on-line). È il caso dei documenti scritti in linguaggi come ASP, PHP o Perl.

Ogni documento ipertestuale scritto in HTML deve essere contenuto in un file, la cui estensione è tipicamente .htm o .html o .shtml nel caso dei documenti usati in accessi sicuri e criptati.

Il componente principale della sintassi di questo linguaggio è l'elemento, inteso come struttura di base a cui è delegata la funzione di formattare i dati o indicare al browser delle informazioni.

Ogni elemento è racchiuso all'interno di marcature dette tag, costituite da una sequenza di caratteri racchiusa tra due parentesi angolari, cioè i segni minore e maggiore (Esempio: <br>; il tag di questo esempio serve per indicare un ritorno a capo).

Quando il tag deve essere applicato a una sezione di testo o di codice, l'ambito di applicazione deve essere delimitato fra un tag di apertura ed uno di chiusura (chiusura esplicita), che coincide col tag di apertura preceduto da una barra (/) dopo la parentesi angolare aperta (Esempio: <b>testo testo testo</b>. In questo caso, il testo compreso tra questi due tag verrà visualizzato in grassetto dal browser).

Alcuni tag presentano un'applicazione puntuale, come per esempio il tag <img> che serve per inserire un'immagine in un determinato punto della pagina, e in quanto tali non richiedono il tag di chiusura; in questo caso si parla di tag a chiusura implicita. In XHTML, invece, la chiusura implicita è proibita e tutti i tag devono essere sempre chiusi esplicitamente tramite un tag di chiusura o, nel caso dei tag puntuali, usando il carattere '/' alla fine del tag stesso (per esempio <br />). Per questi tag, i browser sono in grado di accettare entrambe le modalità, per motivi di compatibilità.

Un documento HTML comincia con l'indicazione della definizione del tipo di documento (Document Type Definition o DTD), la quale segnala al browser l'URL delle specifiche HTML utilizzate per il documento, indicando quindi, implicitamente, quali elementi, attributi ed entità si possono utilizzare e a quale versione di HTML si fa riferimento. Di fatto, questa informazione serve al browser per identificare le regole di interpretazione e visualizzazione appropriate per lo specifico documento. Questa definizione deve pertanto precedere tutti i tag relativi al documento stesso.

Dopo il DTD, il documento HTML presenta una struttura ad albero annidato, composta da sezioni delimitate da tag opportuni che al loro interno contengono a loro volta sottosezioni più piccole, sempre delimitate da tag.

La struttura più esterna è quella che delimita l'intero documento, eccetto la DTD, ed è compresa tra i tag <html> e </html>.

Al di sotto di questa suddivisione generale, lo standard non prevede particolari obblighi per quanto riguarda l'ordine e il posizionamento delle ulteriori sottosezioni all'interno dell'header o del body, a parte l'indicazione del rispetto dei corretti annidamenti (le sottosezioni non si devono sovrapporre, ossia ogni sottosezione deve essere chiusa prima di iniziare la sottosezione successiva), lasciando così completa libertà allo sviluppatore o al progettista per quanto riguarda la strutturazione e l'organizzazione successive.

Tra quelli elencati sopra, il tag <a> è quello che gioca un ruolo chiave in quanto descrive un collegamento (o link) ad un altro documento ipertestuale e consente, con un click del mouse o con un'operazione da tastiera, di abbandonare la pagina o il sito che si sta visualizzando e caricare quella indicata dal link, realizzando così la funzione di navigazione tipica dell'uso di Internet.

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Lista di editor HTML

Gli editor di testo sono usati per produrre pagine in formato testo e, quindi, possono essere impiegati anche per sviluppare pagine web. A differenza dai programmi di videoscrittura in cui il software inserisce elementi di formattazione del testo che potrebbero interferire con l'analisi del linguaggio di programmazione, essi non apportano autonomamente modifiche al codice editato.

Sono un'evoluzione degli editor di testo ed includono strumenti aggiuntivi per la modifica del codice.

Benché i word processor, chiamati anche software di videoscrittura, non siano veri e propri editor HTML, essi sono capaci di importare ed esportare documenti nel formato HTML (a volte anche XML). Questi software offrono la semplicità d'uso di un programma di videoscrittura, simile agli editor WYSIWYG, ma con varie limitazioni.

WYSIWYG, è acronimo dell'inglese What You See Is What You Get (quello che vedi è quello che ottieni). Sono generatori di codice facili e veloci da usare. Per l'uso di alcuni di questi software non è richiesta la conoscenza del codice generato dal programma stesso. Spesso le pagine vengono generate in formati proprietari infine esportati in codice finito; le pagine esportate - di norma - non possono essere importate per modifiche ulteriori, ma le nuove pagine possono essere esportate dal file originario proprietario dopo che è stato modificato. Le dimensioni dei file esportati dagli editor WYSIWYG sono molto spesso maggiori rispetto a quelle di files editati "a mano" con un semplice editor testuale, perché nel codice vengono inseriti segmenti superflui di HTML, spesso si tratta di formattazione testuale, che interferisce con la validità dell'HTML stesso.

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Microsoft Compressed HTML Help

Microsoft Compressed HTML Help o CHM è un formato proprietario per file di aiuto in linea, sviluppato da Microsoft e rilasciato nel 1997 come successore di Microsoft WinHelp. È stato rilasciato per la prima volta con Windows 98 ed è ancora distribuito e supportato sulla piattaforma Windows XP.

I file HTML Help sono creati con appositi strumenti. Microsoft distribuisce l'HTML Help Workshop con le versioni supportate di Windows e lo rende disponibile gratuitamente per il download. Ci sono anche divers strumenti di terze parti.

Il formato .LIT per Microsoft Reader è fondamentalmente una modifica di HTML Help.

Nel 2002 Microsoft ha annunciato alcuni problemi di sicurezza correlati con il formato .CHM, e ha rilasciato alcune patch. Il formato CHM non sarà più sviluppato e verrà sostituito da Microsoft Assistance Markup Language in Windows Vista.

Un file CHM ha estensione ".chm". Consiste in un insieme di pagine scritte in un subset di HTML e con un indice di hyperlink. Il formato CHM è ottimizzato per la lettura, dato che i file sono pesantemente indicizzati. Tutti i file sono compressi con algoritmo LXZ. La maggior parte dei browser CHM possono visualizzare l'indice accanto al testo della pagina.

I file iniziano con i byte ITSF (in ASCII), sigla che sta per "Info-Tech Storge Format". Il formato è stato parzialmente decodificato con ingegneria inversa, e ci sono specifiche disponibili: e .

Ci sono diversi strumenti Open Source che possono leggere ed esplorare questi file (vedi, per esempio, xCHM, KchmViewer, GnoCHM o Chmox for OS X), ma non hanno tutte le funzioni dei tool ufficiali.

Questo formato è stato pensato solo per la realizzazione di file di aiuto, ma gli sono stati trovati anche alcuni utilizzi diversi. È molto comodo per mettere insieme pagine HTML in un unico archivio facilmente navigabile e per creare piccoli libri elettronici. Molte persone lo utilizzano per tenere insieme degli appunti, poiché è facile organizzarli gerarchicamente e permettere rapide ricerche. Esiste un'estensione di Mozilla Firefox per leggere i file CHM: .

Al posto di "extracted" bisogna mettere il nome della cartella in cui estrarre i files, e al posto di "filename.chm" bisogna mettere il nome del file originale.

Un altro utile set di strumenti per i file CHM sui sistemi non-Windows è CHM Tools Package. È disponibile come codice sorgente e include un programma, chmdump, che estrae file HTML dai CHM e li mette in una cartella.

È disponibile anche sotto Mac OS X tramite MacPorts.

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Canvas (elemento HTML)

Canvas è una estensione dell'HTML standard che permette il rendering dinamico di immagini bitmap gestibili attraverso un linguaggio di scripting. Fu inizialmente introdotta da Apple per uso all'interno del loro componente Mac OS X Webkit, per migliorare applicazioni come Dashboard widgets ed il browser Safari. Più tardi fu adottata dai browsers Gecko (Mozilla e Firefox) ed Opera, e standardizzati dal WHATWG su nuove specifiche proposte per le tecnologie della prossima generazione. Novell produce un XForms processor plugin per Internet Explorer, che supporta l'elemento canvas. Sviluppi indipendenti per supportare il canvas su Internet Explorer non richiedono plugins e sono basati esclusivamente su VML e JavaScript. Anche Google ha avviato un progetto per aggiungere le capacità del canvas ad Internet Explorer usando la stessa tecnica. Il Canvas consiste in una regione disegnabile, definita in codice HTML con gli attributi height and width. Il codice JavaScript può accedere all'area con un set completo di funzioni per il disegno, simili a quelle comuni ad altre API 2D, permettendo così la generazione dinamica di disegni. Alcuni usi possibili di Canvas includono i grafici, l'animazione e la composizione di immagini.

Al momento della sua introduzione, l'elemento canvas non fu accolto unanimemente dalla comunità che si occupa di definire gli standard del web. Alcuni deplorarono la decisione di Apple di creare un nuovo elemento proprietario invece di supportare lo standard SVG, che non era ancora stato del tutto recepito dal web. Altri criticarono la logica che stava alla base dell'elemento: la sua essenza procedurale e la mancanza di una controparte procedurale consentiva a canvas di "disegnare", ma gli elementi disegnati non erano identificabili con qualcosa di simile ad un DOM. Altri ancora mostrarono preoccupazione non tanto per l'estensione proprietaria in sè, ma per la sintassi che è stata proposta per l'utilizzo della stessa. Costoro, per esempio, ritengono indesiderabile l'impossibilità di calare l'elemento all'interno di un namespace.

Uno sviluppatore web, insoddisfatto dal livello del supporto del formato SVG in Safari, ha sviluppato un rasterizzatore in JavaScript, che ha chiamato SVG Tiny 1.2 to canvas, per dimostrare la mancata veridicità di affermazioni secondo le quali l'implementazione di canvas in Safari sarebbe stata molto più facile, rispetto ad una completa integrazione di SVG.

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Source : Wikipedia