Hockey su ghiaccio

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Tags : hockey su ghiaccio, sport invernali, sport

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Hockey su ghiaccio

Hockey su ghiaccio: Svezia - Lettonia, Maggio 2005

L'hockey su ghiaccio (chiamato anche disco su ghiaccio), dal francese, bastone ricurvo, è uno sport praticato su pattini da ghiaccio su una pista ghiacciata. Nasce in Canada e venne sviluppato a partire da diversi sport di squadra fra il 1840 e il 1870 quando le truppe britanniche giocavano sulla neve o sul ghiaccio il tipico gioco scozzese Shinty, chiamandolo Shinney.

Dal 1855 furono introdotti i bastoni e la prima vera partita di hockey ebbe luogo il 3 marzo 1875 a Montreal, fra docenti e studenti della McGill University.

Risale al 1894, invece, la prima partita di Hockey su ghiaccio svolta in Europa a Parigi.

Nel 1879 furono elaborate le prime regole valide con alcune eccezione ancora oggi.

La prima partecipazione alle Olimpiadi è del 1954.

Un altro precursore europeo dell'hockey è il Bandy, che ancora oggi viene praticato in alcuni paesi, soprattutto dell'Europa del Nord e dell'Est. La parola hockey deriva dal francese antico e significa "bastone ricurvo (del pastore)".

Nell'hockey su ghiaccio bisogna spingere con dei bastoni nella porta avversaria il puck (o disco), un disco piatto di gomma dura. Si tratta di un gioco generalmente molto fisico: con i cosiddetti Bodycheck (cioè "cariche") è possibile spostare lateralmente l'avversario per conquistare il puck.

Dall'hockey su ghiaccio si sono sviluppati una serie di sport oggi indipendenti: fra tutti, lo sledge hockey, una versione che rende l'hockey su ghiaccio praticabile anche per i diversamente abili, e che oggi è presente nel programma delle Paralimpiadi invernali. Ancora, esistono diverse specialità di "hockey estivo", come l'hockey in-line o lo streethockey. Entrambi hanno un loro campionato mondiale organizzato o patrocinato dall'IIHF, la International Ice Hockey Federation.

Poiché serve il ghiaccio, questo sport viene giocato perlopiù nei paesi freddi. Note sono soprattutto le squadre pluri-campioni del mondo come il Canada, la Russia e gli USA, della Repubblica Ceca, della Slovacchia, così come quelle dei paesi scandinavi (in particolare Svezia e Finlandia).

Un grande seguito lo ha in Svizzera, dov'è uno degli sport più amati: nel paese elvetico, la somma degli spettatori di hockey su ghiaccio di una stagione supera di gran lunga la cifra di spettatori di calcio nello stesso lasso di tempo.

Anche in Italia la diffusione segue un criterio geografico: sono le regioni del nord quelle dove questo sport è più diffuso: in particolare in Trentino-Alto Adige, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e - in misura minore - Piemonte e Valle d'Aosta. L'Alto Adige (provincia autonoma di Bolzano) è la regione in Italia dove l'hockey è più diffuso e popolare. Ha un numero di squadre professionistiche e amatoriali non comparabile a nessun'altra regione.

La menzione più antica viene dalla Danimarca, nell'anno 1134. I pattini erano verosimilmente in osso. Nel XVI secolo venne sviluppato in Olanda uno sport che assomiglia molto all'odierno hockey, noto fino al XIX secolo col nome di Bandy.

Un significato storico ebbero spesso le partite fra l'allora Unione Sovietica e gli USA o il Canada nel periodo della Guerra fredda, come espressione della guerra fra i due sistemi. Così anche la partita tra la nazionale statunitense e quella sovietica alle Olimpiadi invernali del 1980 divenne una sorta di show-down delle due potenze. Gli Stati Uniti riuscirono a superare l'Unione Sovietica - all'epoca considerata superiore: quella partita passerà alla storia sotto il nome di Miracle on Ice. In Unione Sovietica, dopo che fino agli anni '50 sul ghiaccio si era giocato soprattutto a Bandy, l'hockey su ghiaccio si sviluppò con grande velocità. Così al team sovietico riuscì fin dalla sua prima partecipazione ai mondiali nel 1954, così come alla prima partecipazione ai Giochi olimpici, a vincere la medaglia d'oro. L'URSS riuscì con la sua squadra a raggiungere una perfezione tale da rendere la vita difficile anche agli "scopritori" dell'hockey, il Canada.

In seguito ci furono match memorabili fra Urss e Cecoslovacchia. Anche qui - soprattutto dopo la Primavera di Praga del 1968 - fu portato nello sport un significato e una contrapposizione politici. Dopo la dissoluzione dell'URSS, alcuni dei migliori giocatori finirono nelle squadre statunitensi o canadesi della National Hockey League (NHL). L'NHL rappresenta il più illustre campionato, con molti dei migliori giocatori d'Europa e di altre parti del mondo. Nell'annuale All-star game NHL si può notare come molti giocatori europei oggi siano considerati fra i migliori della lega.

Il regolamento ufficiale viene preparato dalla Federazione internazionale IIHF, che organizza pure i tornei internazionali. La versione attuale sarà valida fino al 2006. Il regolamento è diviso in sei parti: Campo da gioco, Squadre, giocatori e loro equipaggiamento, Arbitri e loro obblighi, Regole del gioco, Penalità e Regole particolari.

In NHL si diverge parzialmente dal regolamento ufficiale IIHF. C'è un proprio Regolamento, pure diviso in sei sezioni, che differiscono in parte per il contenuto.

Il campo da gioco, detto più correttamente "pista", è una superficie ghiacciata rettangolare, con una lunghezza compresa fra 56 e 61 metri, ed una larghezza tra i 26 e i 30 m. Tutt'attorno alla pista c'è una balaustra sopra la quale - a protezione del pubblico - c'è una protezione in plexiglas; dietro le porte si trova una rete di protezione supplementare. Le porte sono alte 122 cm e larghe 183 cm, i montanti sono colorati in rosso. Attorno alla porta è segnata un'area di porta semicircolare.La pista è attraversata nel senso della larghezza da 5 linee; due linee blu larghe 30 cm lo dividono in 3 zone di uguale grandezza: zona d'attacco, zona neutra e zona di difesa. La zona neutrale è divisa a metà da una linea rossa larga 30 centimetri: la linea di metà campo. Al centro di questa - e della pista - il punto di ingaggio, al centro del cerchio di ingaggio. In totale ci sono cinque cerchi di ingaggio, tutti con un raggio di 4,5 m: oltre al già citato al centro del campo, due in ognuna delle zone difensive.La quarta e la quinta linea sono le linee di porta (rosse, larghezza 5 centimetri) che attraversano tutto il campo. Fuori della balaustra, all'altezza della zona neutra sul lato lungo del campo, si trovano sullo stesso lato del campo, le panchine; di fronte, i cronometristi e la panca puniti.A differenza di molti altri sport, la pista prosegue anche dietro le porte.In NHL la pista è larga solo 26 m e lunga 56 m ed ha una divisione delle zone leggermente diversa. Così il gioco in nordamerica è normalmente più rapido e aggressivo.

Una Squadra è composta di massimo 22 giocatori, 20 di movimento e 2 portieri. Durante una partita possono esserci sul ghiaccio 6 giocatori contemporaneamente. La regola prevede che siano 5 giocatori di movimento e un portiere, ma in situazioni particolari, il portiere può essere sostituito da un sesto giocatore di movimento.

Normalmente si parla di linee - cioè attaccanti e difensori giocano sempre con gli stessi partner. Una squadra ottimale ha due portieri, quattro linee difensive (4 x 2 = 8) e quattro offensive (4 x 3 = 12). A disposizione di norma ci sono anche un terzo portiere e due ulteriori difensori.

In una squadra ci devono essere un capitano e due assistenti. Come segno di riconoscimento portano sul petto rispettivamente una "C" o una "A" maiuscole. Fino agli anni 50 i giocatori dell'Unione Sovietica portavano in alternativa una "K" per il capitano. Ciò sarebbe possibile ancora oggi, ma questa possibilità viene utilizzata solo raramente.Il capitano è l'unico a poter chiedere spiegazioni sulle decisioni degli arbitri.I cambi dei giocatori di movimento sono possibili non soltanto durante le interruzioni di gioco, ma possono anche essere "volanti". Normalmente le squadre hanno bisogno di 45 - 120 secondi per effettuare i cambi.

Fino al 1930 circa c'era anche un sesto giocatore di movimento nella posizione "Rover".

L'arbitro è uno degli ufficiali di gara. Si distingue tra ufficiali di gara ed ufficiali off-ice. Gli ufficiali di gara sono l'arbitro (Referee) e due guardalinee (Linesman). Indossano pantaloni neri ed una maglia a strisce verticali bianco-nera. Il primo arbitro porta come segno di riconoscimento una fascia rossa ad entrambe le braccia. L'arbitro ha il controllo generale sul gioco, sui giocatori e sugli ufficiali (312). I guardalinee hanno il controllo sui falli di linea (fuorigioco e liberazione vietata; vedi regole), sono incaricati degli ingaggi ed assistono l'arbitro (313).Arbitro e guardalinee hanno nell'hockey su ghiaccio un'importanza ragguardevole, maggiore che - ad esempio - nel calcio.

Fra gli ufficiali off-ice si contano - a fianco dello speaker e del cronometrista, un giudice per il punteggio (eventualmente con degli assistenti), un giudice addetto al video-replay, che può essere chiamato in causa per mostrare le immagini delle azioni al capo-arbitro in caso di decisioni contestate, due assistenti alla panca puniti e due giudici di porta, che siedono immediatamente dietro le porte e segnalano al pubblico il gol con l'accensione di una luce rossa in caso di segnatura, mentre accendono una luce verde nel caso la rete sia da annullare. Nel campionato tedesco DEL i giudici di porta sono utilizzati soltanto durante le partite delle eliminatorie. Nel campionato svizzero vengono utilizzate speciali telecamere per definire validi o meno i gol dubbi; in pratica si tratta di una moviola in pista.

Un incontro di hockey su ghiaccio dura normalmente 60 minuti (tre tempi - chiamati anche drittel - da 20 minuti). Poiché ogni interruzione di gioco comporta lo stop al cronometro (si parla di minuti effettivi di gioco), una partita dura in realtà molto più a lungo (un tempo dura solitamente tra i 30 e i 40 minuti). Gli intervalli fra un tempo e l'altro durano 15 minuti.

Si può portarsi avanti il puck con il pattino, ma non è consentito segnare in questo modo. Vietato è anche giocare il puck col bastone alto (ossia col bastone al di sopra della spalla) - ma è consentito bloccarlo con la mano. I passaggi con la mano e le reti segnate con la mano non sono consentite.

Con l'avvento della cosiddetta "tolleranza-zero", introdotta in tutti i principali campionati del mondo prima delle Olimpiadi invernali del 2006, il gioco è divenuto più tecnico. Questa nuova regola, in realtà, non è altro che l'applicazione molto più rigida delle regole preesistenti. In sostanza ostruzioni, trattenute, colpi di bastone e agganci sono sanzionati in modo più puntuale, così da migliorare la fluidità del gioco, e favorire i gesti tecnici.

Ostruzione (interference); sgambetto (tripping); bastone alto (high-sticking); aggancio con bastone (hooking); ritardo del gioco (delay of game); equipaggiamento irregolare; gioco senza casco; colpo col bastone (slashing); carica irregolare (charging); carica da dietro (checking from behind); gomitata (elbowing); troppi giocatori sul ghiaccio (too many men on ice); condotta antisportiva; eccessiva durezza; contatto irregolare; proteste; spostamento volontario della porta; trattenuta (holding) cross check (check con uso del bastone).

Ogni penalità è indicata da un particolare gesto dell'arbitro. La durata della penalità è a discrezione dell'arbitro (ma all'interno di determinati limiti). Quando l'arbitro riscontra un'irregolarità da punire, alza un braccio. Fischierà poi nel momento in cui la squadra contro cui la penalità sarà comminata, entrerà in possesso del disco.

La durata della penalità minore è di 2 minuti. La penalità maggiore ne dura 5. Solitamente viene comminata insieme alla penalità da 20 minuti. La penalità disciplinare dura 10 minuti. Quest'ultima può essere anche della durata di un tempo, 20 minuti. La penalità massima è la penalità partita (di norma 5 minuti + 20 + espulsione definitiva). Tra le penalità si conta anche il rigore.

Le penalità da 2, 5 e 10 minuti, vengono scontate dal giocatore in panca puniti. La sua squadra gioca in 4 contro 5. Per le penalità maggiori, la questione è un po' diversa: il giocatore si accomoda in panchina, e la sua squadra gioca con l'uomo in meno per un massimo di 5 minuti. Per il resto del tempo di penalità (o per il resto del match, in caso di penalità partita), il giocatore non può scendere sul ghiaccio, ma il suo posto viene preso da un compagno, e le squadre tornano in parità numerica.

L'unico giocatore che non siede mai in panca puniti è il portiere. In caso di una piccola penalità o della prima penalità disciplinare, lui resta in campo, e la penalità è scontata da un suo compagno di squadra che si trovava sul ghiaccio al momento della penalità, scelto dal capitano. In caso di una penalità maggiore o di una seconda penalità disciplinare, il portiere è immediatamente espulso ed escluso per il resto della partita.

Un giocatore che nel corso dello stesso campionato o torneo incorre in due penalità da 20 minuti, viene automaticamente squalificato per il turno successivo. Una penalità partita comporta anche una squalifica per la partita successiva, ma - a seconda di quanto accaduto - può essere aumentata di più giornate.

Se contro entrambe le squadre nello stesso momento viene comminato lo stesso numero di penalità, i giocatori di entrambe le squadre devono trascorrere il tempo sulla panca puniti, ma le due squadre giocano con lo stesso numero di giocatori in campo di quando la penalità è stata fischiata. Eccezione: se le due squadre erano entrambe con tutti e 5 i giocatori sul ghiaccio, continueranno la partita in 4 contro 4. Sul ghiaccio non possono esserci meno di tre giocatori di movimento. Qualora una penalità costringa una squadra ad averne di meno sul ghiaccio, il giocatore che ha subito la penalità deve egualmente sedersi immediatamente in panca puniti, ma viene sostituito da un compagno. La sua penalità però comincia soltanto quando uno dei suoi compagni che stanno scontando una penalità da prima di lui può rientrare in campo.

Il campionato maggiore in Germania prende dalla stagione 1994/95 il nome di Deutsche Eishockey-Liga (DEL), che porta comunque ancora il vecchio nome di 1. Bundesliga. In Austria il massimo campionato prende il nome di Österreichische Eishockey-Liga, mentre in Svizzera di Nationalliga A - Lega nazionale A. In Italia, a seconda degli anni si è chiamato Serie A1 o semplicemente Serie A.

A differenza che in altri sport, in buona parte dei campionati di hockey su ghiaccio (quello italiano è escluso) non esiste il pareggio, per evitare partite troppo tattiche. Se al termine di una partita il risultato è ancora di parità, viene giocato un tempo supplementare, che termina immediatamente con il gol di una delle due squadre (col meccanismo della sudden death). Nella DEL, il supplementare viene giocato soltanto ai play off. Se al termine del supplementare persiste la parità, la partita viene decisa ai rigori.

Di norma vengono assegnati 3 punti alla squadra vincitrice nel tempo regolamentare, 2 alla squadra vincitrice dopo il supplementare o i rigori, 1 alla squadra sconfitta ai supplementari o rigori e - dove possibile - alle squadre che pareggiano. Questa regola non viene seguita in Svizzera, dove alla squadra vincitrice vengono comunque assegnati due punti.

Dalla stagione 2005/06, anche in Italia la vittoria dà 2 punti.

I campionati vengono decisi quasi ovunque attraverso il meccanismo dei play-off, per il quale si qualificano le migliori del girone. Di norma, la migliore squadra della stagione regolare affronta al primo turno la peggiore delle qualificate, la seconda la penultima e così via. Le vincenti passano al turno successivo, fino alla finale.

Gli incontri avvengono su serie di partite, chi ne vince - a seconda del regolamento - per primo 4 (al meglio delle 7), 3 (al meglio delle 5) o più raramente 2 (al meglio delle 3), si aggiudica il passaggio del turno.

Per le squadre nazionali esistono tutta una serie di tornei internazionali. Secondo la graduatoria ufficiale della IIHF, il torneo per nazionali più importante è il torneo olimpico, che è nel programma dei Giochi Olimpici invenali dal 1924.

Dal 1920 hanno luogo i campionati mondiali ufficiali IIHF, che hanno una grande importanza soprattutto per le compagini europee.

Poiché la NHL nordamericana per i mondiali maschili normalmente non ferma la propria stagione, e finora soltanto due volte ha previsto una pausa per le olimpiadi (Nagano 1998 e Salt Lake City 2002), i risultati di Canada e Stati Uniti in questi tornei sono stati relativamente scarsi. Soprattutto ai campionati del mondo si rimprovera di non schierare i migliori giocatori del mondo e perciò di non poter eleggere un vero campione del mondo. Da ciò il fatto che fino al 1976 potevano prendere parte ai mondiali soltanto giocatori dilettanti, ed il Canada per lungo tempo inviava ai mondiali la squadra campione del campionato dilettantistico. Per questo per anni il campione NHL vantava il titolo di "World Champion".

Altro importante torneo è la World Cup of Hockey, organizzata congiuntamente da NHL e IIHF nel 1996 e nel 2004. Si gioca prima dell'inizio della stagione NHL, per cui le nazionali possono schierare davvero i migliori giocatori, ed ha grande importanza per le nazioni nordamericane (che infatti si sono aggiudicate entrambe le edizioni: 1996 agli USA, 2004 al Canada).

Ci sono però anche tornei internazionali per società: il più antico e ricco di tradizione, anche se non uffiaciale, è senza dubbio la Coppa Spengler, competizione ad inviti giocata ogni anno dal 1923 a Davos in Svizzera. La squadra più titolata sono i padroni di casa dell'HC Davos.

Vi sono poi i tornei europei per squadre di club, organizzati direttamente dalla federazione internazionale: Champions Hockey League (dal 2008, quando la competizione ha sostituito la European Champions Cup, che a sua volta nel 2004 aveva sostituito la European Hockey League, erede della Coppa dei campioni) e Continental Cup (che ha sostituito dal 1997 la Federation Cup). Dal 2008, la vincitrice del massimo torneo europeo affronta una compagine NHL nella Victoria Cup.

Un altro torneo, che caratterizzò gli anni '90 (dal 1992 al 1999), fu l'Alpenliga, cui prendevano parte squadre di Italia, Austria e Slovenia.

Numerose giocatrici e giocatori hanno raggiunto una fama mondiale e sono stati inseriti nelle Hockey Hall of Fame nazionali ed internazionali. Tra i più famosi di loro si possono indicare i canadesi Wayne Gretzky ("The Great One"), Mario Lemieux ("The Magnificient One") e Patrick Roy come i cechi Jaromír Jágr e Dominik Hasek, lo svedese Peter Forsberg e i russi Valeri Kharlamov, Vladislav Tretjak e Vjacheslav Fetisov. Tra le giocatrici degne di nota sono le canadesi Manon Rheaume e Hayley Wickenheiser.

I Campionati mondiali di hockey su ghiaccio 2009 si disputeranno alla PostFinance Arena di Berna e alla Kolping-Arena di Kloten in Svizzera.

Per la parte superiore



Hockey su ghiaccio ai XVI Giochi olimpici invernali

Il torneo di hockey su ghiaccio dei XVI Giochi olimpici invernali di Albertville (Francia) si svolse dall'8 al 23 febbraio 1992. Vi presero parte 12 squadre nazionali: la Francia padrone di casa, le otto squadre del gruppo A e le prime due del gruppo B dei mondiali di hockey del 1991 e la vincente di un incontro di qualificasione tra la quarta arrivata nel gruppo B (la Francia, terza, venne ammessa in quanto paese ospite) e la vincitrice del grupo C.

Il torneo olimpico vide l'adozione di alcune innovazioni. Per la prima volta fu possibile impiegare giocatori professionisti senza limitazioni. Anche lo svolgimento del torneo venne modifichato, scomparve il girone finale, al suo posto le prime quattro classificate dei due gironi eliminatori vennero promosse ai quarti di finale e diedero vita a un torneo ad eliminazione diretta. Le squadre eliminate nei gironi eliminatori si affrontarono per le posizioni dal dodicesimo al nono posto, mentre quelle eliminate nei quarti si affrontarono per le posizioni dall'ottavo al quinto.

Il torneo olimpico fu influenzato anche dagli eventi politici del periodo. Si ebbe così la partecipazione di una squadra il cui stato non esisteva più. All'inizio del 1991 l'Unione Sovietica si era disintegrata in 15 stati. Prima se ne andarono gli Stati baltici, quindi in autunno le restanti 12 repubbliche dell'URSS si distaccarono per poi riunirsi in una federazione denominata Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). Poiché i nuovi stati non poterono mettere insieme così rapidamente delle proprie squadre, la prevista squadra sovietica partecipò alle Olimpiadi sotto il nome di Squadra Unificata. Ciò avvenne anche nell'hockey su ghiaccio.

Proprio la squadra ex-sovietica vinse la prima finale dell'hockey su ghiaccio alle Olimpiadi (fino ad allora si erano disputati dei gironi finali, e nell'unico altro caso di una finale, nel 1920, l'hockey era sport dimostrativo) sconfiggendo il Canada per 3 a 1. Per l'"Unione Sovietica" si trattava dell'ottava vittoria, mentre per il Canada era la prima medaglia olimpica dal 1968.

Per la parte superiore



Campionato italiano di hockey su ghiaccio

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Il campionato italiano di hockey su ghiaccio viene organizzato dalla Federazione italiana sport del ghiaccio.

Come spesso accade per gli sport minori, il campionato italiano ha cambiato più volte la propria formula ed il numero di squadre partecipanti.

Dopo la riforma dei campionati nel 2005, la massima serie è la Serie A (in passato è stata chiamata anche Serie A1); la seconda serie è invece la Serie A2.

Con la stagione 2008-09 la Serie A vede iscritte 8 squadre, la A2 9 (erano 8 e 10 nel 2005-06, 9 e 9 nel 2006-07, 9 e 8 nel2007-08), ma obiettivo dichiarato della federazione e della Lega Hockey è una massima serie a 12 squadre ed una seconda con 10.

A livello nazionale, al di sotto della serie A2 c'è ancora la serie C - Under 26 (CU26), campionato ideato per dare spinta al movimento giovanile: non possono infatti essere schierati giocatori che abbiano più di 26 anni. Dal 2008-09 la serie CU26 prevede due divisioni.

I comitati regionali organizzano poi un torneo denominato Serie C Interregionale, suddiviso in C1 e C2 fino alla stagione 2006-07, diviso in gironi geografici (Nord-Ovest, Lombardia e Nord-Est) da quella successiva.

Infine la federazione riconosce anche alcune leghe amatoriali organizzate in provincia di Bolzano.

L'hockey su ghiaccio italiano nasce a Milano, dopo l'apertura del palazzo del ghiaccio nel 1924, che fu l'anno delle Olimpiadi di Chamonix. In realtà già prima della prima guerra mondiale alcuni incontri si erano svolti a Torino, ma è solo con la nascita di una struttura ad hoc ed in seguito all'interesse che lo sport aveva suscitato alle prime olimpiadi invernali, a cui l'hockey aveva partecipato dopo l'apparizione a quelle estive del 1920, che l'hockey su ghiaccio comincia a diffondersi.

Nel corso degli anni '30 il dominio dell'HC Milano prosegue, ma il movimento hockeystico cresce: nel 1929-30 le squadre iscritte sono 7, finché nel 1934-35 nasce anche la serie B. Due società intanto cominciano ad insidiare i rossoblu: il Cortina e un'altra squadra milanese, i Diavoli Rossoneri. La prima toglierà il titolo all' HC Milano nel 1932, mentre l'altra ne vincerà due (1934-35 e 1935-36) e due Coppa Spengler (1934 e 1935).

Il fascismo colpirà anche l'hockey ghiaccio: in tempi di autarchia linguistica, ad alcune società viene imposto il cambio del nome. Così l'HC Milano diventa Associazione Disco Ghiaccio Milano (nome con cui vince il campionato 1936-37), il GSD Cortina Hockey diviene Sportivi Ghiaccio Cortina.

La federazione - per promuovere l'hockey - decide di imporre la fusione delle due compagini milanesi: è il 1937 quando nasce l'Associazione Milanese Disco Ghiaccio Milano, che vincerà facilmente i due campionati disputati prima dell'inizio della guerra.

Nel secondo dopoguerra tornano a separarsi le due squadre milanesi e l'hockey riparte da dove era rimasto: il dominio dei rossoblu (che dal 1951, per un accordo con l'Inter, diventano Hockey Club Milano Inter), con i soli Diavoli a contrastarli (nelle nove stagioni tra il 1947 e il 1955 vincono rispettivamente 7 e 2 scudetti).

Subito dopo la guerra l'hockey aveva lasciato la FISI per far nascere la Federazione Italiana Hockey Ghiaccio, che già nel 1952 viene però sostituita dalla FISG.

Il dominio milanese è destinato a terminare: per problemi finanziari le due compagini sono costrette a fondersi per non scomparire (1957), ma il declino è solo rallentato: dopo altri due scudetti, la piazza milanese scompare sostanzialmente per alcuni decenni.

Complici anche le olimpiadi, il nuovo dominatore è lo Sportivi Ghiaccio Cortina, che tra la fine degli anni '50 e la metà degli anni '70 lascia agli avversari solo le briciole: 14 scudetti in 19 stagioni. Le uniche due squadre in grado di contrastarla sono l'Hockey Club Bolzano e l'Hockey Club Gardena, che dopo il declino degli ampezzani si divideranno la scena fino alla fine degli anni '80, con i gardenesi vincitori di tre titoli (1976, 1980 e 1981) e i biancorossi di 8 (tre consecutivi tra il 1977 e il 1979, quattro tra il 1982 e il 1985 e poi nel 1988). A completare il dominio altoatesino, vince uno scudetto anche l'HC Merano (1986).

A cavallo fra anni '80 e '90 si rifà viva la scuola lombarda, dapprima coi due titoli dei Mastini Varese poi con il ritorno di due squadre milanesi al vertice. Si tratta dell'HC Milano Saima e dell'HC Devils Milano, che ripropongono - anche nei nomi e nei colori sociali - i fasti dei derby di 40 anni prima. La vittoria del Saima nel 1991 riporta uno scudetto a Milano dopo 31 anni, ed a quello seguiranno i tre dei Devils (uno dei quali come Milan Hockey).

È il periodo d'oro dell'hockey italiano: il campionato è uno dei migliori in Europa, e si vedono sulle piste campioni NHL come Jari Kurri (coi Devils) e Jaromir Jagr (a Bolzano). Le squadre nostrane ben figurano anche nelle coppe europee, con le milanesi che raggiungono (il Saima nel 1991, i Devils nel 1992) le finali di Coppa Campioni, la vittoria di squadre italiane nelle prime quattro edizioni dell'Alpenliga (Saima, Alleghe e due volte il Bolzano) e Varese che si aggiudica l'unica vittoria tricolore in una competizione continentale, la Federation Cup (1996).

Nella seconda metà degli anni '90 torna sugli scudi il Bolzano, con 5 scudetti in 6 stagioni, tra il 1995 e il 2000: con 16 scudetti è la squadra più titolata, assieme al Cortina che la raggiungerà nel 2007.

Molte protagoniste degli anni '90 scompaiono nel periodo di crisi successivo, e molte altre si ridimensionano. Dopo la vittoria dell'Asiago nel 2001, l'unica squadra ad elevarsi sopra la media è quella dei Milano Vipers, eredi del Saima, che si aggiudica cinque campionati consecutivi (dal 2002 al 2006), oltre a tre coppe Italia e due supercoppe, ben figurando anche a livello europeo (miglior risultato, un secondo posto in Continental Cup nel 2002).

Il 16 novembre 2006 nasce la Lega Italiana Hockey Ghiaccio, che - sul modello di quella calcistica - riunisce le squadre di Serie A e di Serie A2. Primo presidente è Alvise di Canossa, presidente dell'HCJ Milano Vipers.

La stagione 2007-08 vede il ritorno alla gloria del Bolzano, che vince il proprio 17° scudetto. Ma le sorprese non sono finite: il 12 giugno 2008 i Vipers chiudono i battenti e il presidente di Canossa lascia la neonata LIHG. L'ex presidente della lega spiegava in un comunicato ufficiale le motivazioni della decisione: di Canossa denunciava infatti i limiti del movimento hockeistico italiano e soprattutto il fatto di aver sprecato l'occasione olimpica di Torino 2006 per dare «una nuova strada e una nuova visione della presenza di questo meraviglioso Sport su scala nazionale».

Da notare come la città più titolata risulti essere Milano (32 scudetti), con un gran numero di squadre differenti.

¹ Associazione Milanese Disco Ghiaccio Milano, Milan - Inter H.C. e Diavoli Hockey Club Milano sono società nate dalla fusione fra H.C. Milano e H.C. Diavoli Rossoneri Milano. ² Nel 1935 all'HC Milano fu imposto di cambiare il nome in Associazione Disco su Ghiaccio Milano e al GSD Cortina Hockey in Associazione Sportiva Ghiaccio Cortina. Nel dopoguerra, l'HC Milano riprenderà il proprio nome, il Cortina lo cambierà nell'attuale Sportivi Ghiaccio Cortina. ³ Dopo l'ingresso in società (1950) di esponenti dell'Internazionale Football Club, l'H.C. Milano cambia denominazione in H.C. Milano Inter, nome che manterrà fino alla fusione con i Diavoli Rossoneri Milano (1956). 4 L'A.C. Milan Hockey è la denominazione che ha preso l'H.C. Devils Milano nella stagione 1993/94.

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Hockey su ghiaccio alla XXIII Universiade invernale

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Voce principale: XXIII Universiade invernale.

Di seguito riportiamo tutti i risultati del torneo di Hockey su ghiaccio disputatosi durante la XXIII Universiade invernale di Torino 2007.

Come ultima squadra classificata nel gruppo A da sei squadre, la Gran Bretagna si classifica come ultima (undicesima) del torneo. Le quinte classificate si scontrano per non e decimo posto, le quarte per settimo e ottavo, le terze per quinto e sesto; le prime due di ogni girone partecipano a scontri incrociati nelle semifinali.

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Source : Wikipedia