Hmong

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Inviato da murphy 16/04/2009 @ 18:11

Tags : hmong, laos, asia, esteri

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Hmong

La millenaria cultura degli Hmong neri è oggi in Vietnam quasi scomparsa per favorire il turismo occidentale

Gli Hmong, anche conosciuti come Miao (in pinyin: Miáo; In vietnamita: Mèo o H'Mông; in tailandese: แม้ว (Maew) o ม้ง (Mong); in birmano: Mun lu-myo), sono un gruppo etnico asiatico che parla la lingua di Hmong e che vive nelle regioni montagnose della Cina del sud (in particolare Guizhou) e nelle regioni dell'Asia sud-orientale (Vietnam, Laos, Myanmar e la Thailandia del Nord).

Gli Hmong formano il quinto più grande dei 56 gruppi etnici riconosciuti ufficialmente dalla Repubblica popolare cinese, così come uno dei 54 gruppi etnici del Vietnam.

I due termini, Miao e Hmong (o H'mong nel Vietnam), sono entrambi attualmente usati per riferirsi a questa popolazione autoctona della Cina. Vivono pricipalmente in Cina del sud, nelle province di Guizhou, di Hunan, di Yunnan, di Sichuan, di Guangxi e di Hubei. Secondo il censimento del 2000, il numero di Miao in Cina si attesta circa sui 9.6 milioni. Fuori della Cina vivono in Thailandia, nel Laos (dove sono conosciuti come Lao Soung), nel Vietnam e in Myanmar (a causa delle migrazioni che cominciarono nel XVIII secolo) ed anche negli Stati Uniti, nella Guiana francese, in Francia ed in Australia come conseguenza delle recenti migrazioni dopo la guerra del Vietnam e quella dell’Indocina fra il 1949 e il 1975. Complessivamente ci sono circa 8 milioni di persone che parlano lingue dei Miao. Questo ceppo linguistico, che consiste di 3 lingue e di 30-40 dialetti a volte assai simili, appartiene, insieme alla lingua di Bunu, al ramo Miao del ceppo Hmong-Mien (Miao-Yao). I linguisti occidentali trattano il problema della terminologia in un senso non uniforme. I primi linguisti si sono basati sul nome con varie trascrizioni: Miao, Miao-tse, Miao-tsze, Meau, Meo, Mo, Miao-tseu ecc., ma dopo aver studiato gli Hmong del Laos alcuni linguisti ed etnologi contemporanei hanno adottato un'altra terminologia.

Soltanto il quarto gruppo usa il termine Hmong. Inoltre, soltanto questi (e alcuni Hmu) hanno esponenti che vivono fuori della Cina. Gli Hmong non cinesi sostengono che il termine Hmong è usato non solo per l'indicazione del loro gruppo di dialetto, ma anche per gli altri gruppi che vivono in Cina. Sostengono anche che la parola “Miao” è un termine dispregiativo che non dovrebbe essere usato affatto. Invece il termine Hmong dovrebbe essere usato per indicare tutti i gruppi della loro etnia. Sono stati gli invasori cinesi ad aver dato ai Hmong l’appellativo di Miao, che più successivamente divenne Meo e Man. Il secondo termine significa letteralmente “il barbaro del sud”. Inoltre la parola "miao" è stata trasformata dai vietnamiti, dai Lao, dai Thailandesi in Meo. Comunque molte persone che parlano lingue Hmong o il cinese considerano indubbiamente il termine Miao come “barbaro” e questo dimostra, effettivamente, che quella parola ha questo significato oggettivo. Inoltre i Laotiani, i tailandesi e i vietnamiti, in pratica usano quella parola ormai solo in senso dispregiativo. Se pronunciato erroneamente in tailandese o in cantonese la parola significa “gatto„ (come si può rilevare dall'origine onomatopoeica del vocabolo). Inoltre, la traduzione vietnamita letterale per Mèo è "gatto". Ciò forse spiega il rancore forte contro il termine "miao" fra i gruppi di Hmong in Asia Sud-Orientale.

In Cina, tuttavia, la situazione è differente per due motivi principali. I gruppi di Miao si sono assegnati un nome diverso e soltanto un piccola parte di popolazione usa ancora la parola "Hmong". Alcuni Hmong negli anni '50 hanno protestato contro la classificazione ufficiale delle minoranze del governo cinese che aveva loro affibiato quel nome e avevano chiesto che fosse cambiato. I gruppi di Miao della Cina non espressero, comunque, alcuna preoccupazione al riguardo. Uno dei motivi è puramente pratico: è impossible introdurre la parola "hmong" in Cina poiché questa sillaba non esiste nella lingua cinese.

Gli Hmong scrivono il loro nome con il termine "Hmoob". Il termine Hmong è stato proposto per indicare tutti gruppi che parlano dialetti Hmong in Cina e per i Miao al di fuori del territorio cinese. Molte persone restano ancora confuse per via di questo dualismo tra i due termini e spesso non vedono connessioni tra i Miao e gli Hmong.

Molte migliaia di Miao hanno lasciato le loro case per trasferirsi in grandi città come Canton e Beijing. Ci sono anche 2 milioni di Miao in Vietnam, Laos, Myanmar,Taiwan, Cambogia e in altri continenti. 174,000 Miao vivono in Thailandia.

Gli Hmong hanno un'origine che va molto indietro nel tempo, forse fino all'età del ghiaccio. Le prime tracce di cultura Hmong possono essere trovate grazie alle storie da loro tramandate oralmente e ai rituali funebri.

Nelle tradizioni orali, la leggenda racconta che i primi Hmong provennero da un luogo estremamente freddo, laddove v'era il buio per sei mesi e la luce per gli altri sei. Da questo posto, essi arrivarono poi in Cina durante una spedizione di caccia. A quel tempo gli Hmong credevano che il loro territorio fosse tutto il mondo conosciuto di allora e oltre le steppe di confine non vi era nulla. Un giorno un cacciatore e il suo cane si impegnarono in battute di caccia per molti giorni disprezzando il pericolo e le bufere di neve che rendevano loro difficoltoso il viaggio. Fu così che il cacciatore attraversò tutta la Siberia e si trovò nel cuore dell'odierna Cina, dando vita alla stirpe degli Hmong.

Una seconda ipotesi che descrive il luogo di provenienza viene dai loro rituali funebri. In questi rituali, il morto ritorna indietro dai suoi antenati. Essi credono, infatti, che gli antenati abbiano lasciato questo mondo e siano ritornati alla loro terra di origine che è, ancora una volta, un luogo estremamente freddo. Le condizioni descritte in questo rituale funebre portano a pensare che le terre di origine degli Hmongs siano zone di alta latitudine, come per esempio la Siberia, il nord della Mongolia e gli angoli più a nord del territorio cinese. Sicuramente, le evidenze genetiche e linguistiche suggeriscono che i gruppi etnici che nei secoli scorsi sono vissuti ad est e a sud-est dell'Asia trovino le loro tracce ancestrali nelle steppe siberiane. Anche il Tibet può essere considerato uno dei luoghi di origine della stirpe Hmong; comunque, siccome sembra ormai certo che questi luoghi fossero zone fredde con neve e ghiaccio (e molto probabilmente erano ancora più fredde durante l'ultima età del ghiaccio), le zone dell'Asia troppo a sud non sembarano portare a tracce concrete anche perché nelle varie leggende Hmong il sole sorgeva per sei mesi all'anno mentre per gli altri sei vi era il buio. Caratteristica tipica delle terre a nord della Siberia.

In Cina, il primo regno Hmong fu chiamato Jiuli e i re ebbero il titolo di Chiyou. Questa parola significa padre-nonno, e il suo tiotlo equivale a quello dell'imperatore. Gli antenati del Chiyou erano le genti del popoli Liangzhu. Giuli aveva il potere su 9 tribù e su 81 clan.

Secondo la leggenda cinese, il popolo sotto il regno dei Chiyou fu sconfitto a Zhuolu (Chinese: 涿鹿 pinyin: Zhuōlù, una ex-prefettura nelle province di Hebei e Liaoning) dagli eserciti uniti di Huang Di (Chinese: 黃帝 pinyin: Huángdì) e di Yandi, condottieri della tribù Huaxia (Chinese: 華夏 pinyin: Huáxià) che volevano il controllo della valle di Huang He. La battaglia, avvenuta nel 2500 a.C., fu combattuta in una fitta nebbia e si racconta che gli Huaxa ebbero la meglio grazie all'uso della bussola magnetica.

Dopo essere stati sconfitti, la tribù originale si divise un due sottogruppi, i Miao e i Li. I Miao continuarono a muoversi verso sud-ovest e i Li verso sud-est, proprio come la stirpe Huaxia (ora conosciuta con il nome di Han) si muoveva verso le regioni meridionali. Durante il corso della storia cinese, ai Hmong fu poi affibiato il ruolo di "barbari" dagli Han, tecnologicamente e culturalmente molto più avanzati. Significative mescolanze tra le due razze avvennero durante la Dinastia Zhou (1112 a.C - 256 a.C.).

Inoltre, dopo l'era Jiuli, il popolo Hmong si divise ancora in tre sotto-gruppi. Si è detto che il Chiyou abbia avuto tre figli, e dopo la caduta di Jiuli, il primo di essi guidò la gente a sud, il secondo a nord, mentre il più giovane rimase a Zhoulu e assimilò la cultura Huaxia. Il gruppo che migrò a sud creò la nazione di San-Miao. Per queste continue divisioni in sotto-gruppi, molti Miao, soprattutto quelli all'estremo est della Cina, credono che i Chiyou siano i loro antenati. Anche i coreani considerano i Chiyou come i loro antenati. Comunque, dopo che recenti unficazioni etniche del governo cinese, I chiyou sono ora considerati come uno delle principali stirpi tra gli antenati dei cinesi, così come gli antenati degli Han, gli Huangdi e gli Yandi.

Il termine "Miao" fu usato per la prima volta dagli Han nelle epoche antecedenti la dinastia Qin (III secolo a.C.) per designare tutti i gruppi non Han del sud. Spesso era usato anche in combianzione con i termini "nanmiao", "miaomin", "youmiao" and "sanmiao". A quel tempo il popolo viveva nella valle del fiume Yangtze ma in seguito furono costretti dagli Han a muoversi verso sud ad altitudini più elevate. Le seguenti massicce migrazioni di Cinesi in queste zone, facilitarono poi l'assimilazione dei Miao nella cultura cinese Han.

All'inizio della dinastia Tang, i Miao cessarono di essere un gruppo distinto dai cinesi eccetto nella provincia di Yunnan dove si potevano trovare ancora sei comunità di Miao (denominate zhao). Quello più a sud, chiamato Meng-she-zhao (蒙舍詔 Méngshězhào) o Nan-zhao (南詔 ; pinyin: Nánzhào) riuscì nell'intento di unire tutte le sei zhao e a fondare uno stato indipendente durante i primi anni dell'XVIII secolo d.C. Il tiotlo di capo di Stato era Nan-zhao Wang (南詔王; pinyin: Nánzhàowáng), che significa letteralmente il re di Nanzhao. I pericoli dervianti dai rapporti non proprio amichevoli con le popolazione di Tubo (oggi Tibet), incoraggiarono la dinastia cinese ad intrattenere relazioni sociali con entrambe le regioni. Sotto la dinastia Tang, fu anche sviluppato un distretto militare, (Jiannan Jie-Du (劍南節度; pinyin: Jiànnán Jiédǔ), in quella che oggi è la provincia di Sichuan, per delimitare il confine con lo stato di Nanzhao.

Durante i primi pacifici anni dell XVIII secolo, Nanzhao pagava regolarmente i tributi ai cinesi Han. Quando il regno Tang cominciò a disgregarsi, il distretto militare di confine acquisì maggiore indipendenza e cominciò a chiedere ulteriori tributi a Nanzhao per sviluppare un esercito capace di fronteggiare la dinastia. In questo clima teso, molti distretti militari cominciarono a minacciare il popolo di Nanzhao. Una delle richieste più estreme, poi rigettata, fu la richiesta della concessione di una notte d'amore con la regina, l'unica moglie del re Nanzhao. Questo portò ad una ribellione degli stessi Nanzhao durante il periodo "Tianbao" (742 - 756) dell'imperatore Xuanzong della dinastia Tang. Prima di attaccare le legioni dei vari distretti, il re Nanzhao ordinò che le ragioni della ribellione fossero inscritte nella pietra. Questo monumento fu poi eretto a mo' di menhir ed oggi è ancora possibile vederlo. La Dinastia Tang avrebbe potuto facilmente sconfiggere le truppe di Nanzhao ma le lotte di potere tra gli stessi generali dei vari distretti consentirono ai Nanzhao di arrivare fin nel cuore del territorio Han, almeno fino a Chengdu, una località che raccoglieva i quartieri generali di tutti i distretti. Questo fu dovuto, in parte, anche all'incompetenza dei capi-distretto. Il più famoso di questi fu Yang Guozhong, fratello di Lady Yang, una delle amanti dell'imperatore. Sebbene la ribellione fu poi totalmente schiacciata, la dinastia perse risorse preziose che avrebbero potuto utilizzare per rendere più sicuri i confini a nord dove in seguito avvenne un'altra ribellione ben più grave: quella degli Anshi.

Durante gli ultimi anni della Dinastia Tang, lo stato di Nanzhao ottenne un ruolo molto più importante nei rapporti con i Tang. Questo portò i popoli del Tibet ad allearsi con Nanzhao per isolare il nemico. In questo periodo, dunque, lo stato di Nanzhao divenne molto potente, una delle maggiori forze nel sud-est dell'Asia. Al culmine del loro potere, le regioni a nord del Vietnam, il Laos, la Thailandia, Burma, Guangxi e l'intera provincia di Yunnan erano sotto il controllo di Nanzhao. Chengdu e Hanoi furono saccheggiate due volte. Dopo la caduta di Hanoi nel IX secolo, i Cinesi non riuscirono più a riconquistare la città fino all'avvento della Dinastia Ming nel XV secolo. La Dinastia Tang continuò così ad incrementare il numero di milizie e di distretti per confinare Nanzhao. Questo portò ad ulteriori rivolte che furono la rovina per la dinastia.

Durante l'influenza della Dinastia Tang, Nanzhao adottò la cultura cinese e allo stesso tempo fu coinvolta da continue lotte interne tra i vari clan. Uno di questi, il clan Duan, ebbe la meglio in una rivolta e fondò il Regno di Dali che rimase in piedi fino alla successiva sottomissione da parte dei Mongoli. Durante le dinastie Tang e Song (960-1279) fu usato il termine "Namman", che stava ad indicare tutti i popoli non cinesi del sud. Comunque il termine Miao comparve proprio in questo periodo nel libro Fan Chuo dell'862 d.C. che descriveva le tribù del sud.

Durante le Dinastie Ming e Qing (1368 - 1911) venivano usati sia il termine "Miao", sia il termine "Man". Il secondo più solitamente indicava il popolo Yao. Le Dinastie Yan, Ming e Qing non riuscirono mai ad assimilare del tutto le popolazioni aborigne del sud. Per questo fu eretta un lungo muro (la Grande Muraglia) al confine a sud per proteggersi e per dividere i cinesi dai "barbari" del sud. Politicamente e militarmente, comunque, gli Hmong continaurono ad essere una pietra miliare all'interno dell'impero cinese. Una prova di questo risiede nelle cariche di potere che venivano periodicamente assegnate ad esponenti Hmong dall'impero cinese, incarichi spesso di prestigio, per facilitare unaeventuale assimilazione alla cultura della dinastia e porre fine ai continui scontri e alle numerose rivolte locali. Durante le dinastie Ming e Qing fu creata una struttura di governo, detta kaitong, nelle zone dell'Indocina. Gli Hmong usarono questo tipo di governo fino all'avvento dei francesi nel XX secolo. Questo dimostra quanto i cinesi si siano impegnati, nel corso dei secoli, per assimilare a loro la cultura Hmong.

Nel 1960, molti abitanti del Laos furono reclutati dalla CIA statunitense in un piano generale di difesa del Laos contro gli attachi dell'esercito Nord-Vietnamita. A seguito di questo, un numero pressoché simile di Hmong fu reclutato dal partito comunista Pathet Lao per combattere la CIA e il governo reale del Laos.

Il generale Vang Pao fu l'uomo laotiano assoldato dalla CIA per guidare la Military Region II (MR2) contro le incursioni dell'esercito vietnamita. I quartieri generali di Vang Pao si trovavano a Long Cheng, conosciuta anche come Lima Site 20 Alternate (LS 20A). Al culmine delle sue attività, Long Cheng divenne la seconda città più grande del Laos, con una popolazione stimata di circa 300,000 persone, di cui 200,000 Hmong. Long Cheng fu una micronazione all'interno dello stesso Laos, con le sue banche, l'aeroporto, le scuole, i drappelli militari, gli uffici e molti altri servizi sociali di chiaro stampo occidentale. Prima della fine della Secret War, Long Cheng non si trovò più sotto il controllo del generale Vang Pao.

Durante gli anni '90, le Nazioni Unite, con il supporto dell'amministrazione di Bill Clinton, cominciarono a forzare il ritorno di molti rifugiati Hmong nel Laos. La decisione fu molto controversa, perché molti Hmong dichiaravano di essere perseguitati dal governo Laotiano. A questo ritorno forzato si opposero i Conservatori americani e molti attivisti per i diritti umani. Nel 1995 in un articolo del National Review, Michael Johns etichettò la decisione di far ritornare i veterani Hmong nel Laos come un "raggiro politico" . La pressione sull'amministarzione Clinton affinché questa riconsiderasse la politica del rimpiatro degli Hmong, portò infine ad una netta vittoria di questi ultimi che si videro riconosciuta la possibilità di trasferirsi in altri paesi, con molti di loro che scelsero proprio gli Stati Uniti.

Una porzione significativa di Hmong oggi segue ancora lo stile di vita dei vietnamiti nord-occidentali. Per facilitare il turismo di massa in queste regioni, negli anni '90, molti Hmong furono introdotti allo stile di vita occidentale e i tradizionali abiti degli Hmong stanno via via scomparendo.

Oggi vivono negli Stati Uniti circa 270,000 Hmong, la maggioranza dei quali in California, Minnesota, Wisconsin, e North Carolina. Le città di Fresno, Minneapolis, Madison e Milwaukee, in particolare, hanno un'alta concentrazione di Hmong. Il censimento statunitense del 2000 rivela che solo il 40% degli Hmong sopra i 24 anni ha il diploma di scuola superiore, questo perché molti di loro arrivano negli USA già adulti. Ciò è dovuto al fatto che in Laos la maggioranza degli Hmong sono semplici agricoltori e non hanno accesso alle scuole nazionali. Sebbene gli Hmong siano la minoranza etnica asiatica più povera degli Stati Uniti, una seconda generazione nata negli USA si sta portando agli stessi livelli delle altre minoranze etniche per quanto riguarda l'istruzione. Inoltre non sono pochi gli Hmong professionisti.

Inoltre, anche se molte famiglie parlano ancora la lingua originale Hmong, molti giovani americani di questa etnia si stanno rapidamente ambientando agli usi e costumi statunitensi. Anche a causa di questo, molti Hmong si sono riuniti in associazioni con lo scopo di preservare la lingua e la cultura Hmong.

Per la parte superiore



Guerra civile laotiana

Guerra Civile Laotiana (1962-1975), conosciuta anche come Guerra Segreta, era un termine usato per descrivere il fronte laotiano della Guerra del Vietnam.

La Guerra Segreta è generalmente considerata uno dei particolari più importanti e complessi di quella guerra, con gli Stati Uniti e il Nord Vietnam che combattevano direttamente e per deleghe per l'influenza militare e politica in una regione del Laos che era considerata fondamentale per l'esito della Guerra del Vietnam e per il futuro dell'Asia Sudorientale.

Dopo che la Conferenza di Ginevra del 1954 stabilì la neutralità laotiana, le forze nord vietnamite continuarono a operare nel Laos sudorientale. Il Nord Vietnam creò il Sentiero di Ho Chi Minh sul territorio laotiano e supportò una gruppo comunista ribelle indigeno, il Pathet Lao. Il sentiero di Ho Chi Minh era stato pensato per permettere alle truppe nord vietnamite di infiltrarsi nella Repubblica del Vietnam e di aiutare il Fronte di Liberazione Nazionale.

Per far naufragare queste operazioni senza un coinvolgimento militare diretto, la Central Intelligence Agency (CIA) statunitense rispose addestrando un esercito di circa 30.000 Laotiani, per lo più membri della tribù locale Hmong, insieme a Mien e Khmer, guidati dal generale Vang Pao, un leader militare hmong. Questo esercito, aiutato dalla linea aerea di proprietà della CIA Air America, dalla Thailandia e dalla Forza Aerea Reale Laotiana, combatté l'Esercito Popolare del Vietnam (EPVN), il Fronte di Liberazione Nazionale e i loro alleati del Pathet Lao portandoli a una fase di stallo, aiutando così molto gli interessi statunitensi in Vietnam. Ci furono ripetuti tentativi dal 1954 in avanti di portare i nord vietnamiti fuori dal Laos, ma in sprezzo a ogni accordo, Hanoi non aveva alcuna intenzione di abbandonare il paese o i suoi alleati. Al di là dell'immediata necessità militare, la Repubblica Democratica del Vietnam (RDV) vedeva il Laos come un fratello minore bisognoso di una guida. Nel 1968 il Nord Vietnam lanciò un vasto attacco contro l'Esercito Reale Laotiano. Le armi pesanti dell'attacco dell'EPVN non potevano essere sconfitte dall'esercito nazionale e in effetti non ci fu partita per diversi anni.

Nonostante l'esistenza del conflitto in Laos fosse di tanto in tanto citata negli Stati Uniti, i dettagli erano per lo più irreperibili a causa delle ufficiali smentite da parte del governo che la guerra anche solo esistesse. Le smentite erano viste come necessarie considerando che gli Stati Uniti avevano firmato accordi che sottolineavano la neutralità del Laos. Il coinvolgimento statunitense sembrava indispensabile perché l'RDV aveva effettivamente conquistato una grande parte del paese e stava ugualmente offuscando il suo ruolo in Laos. Nonostante queste smentite, comunque, la Guerra Civile era in realtà la più grande "covert operation" (operazione clandestina) statunitense prima della Guerra afghano-sovietica, con aree del Laos controllate dal Nord Vietnam soggette ad anni di intensi bombardamenti aerei americani, che costituivano la più grande campagna di bombardamenti statunitense dai tempi della II Guerra Mondiale.

Nel maggio del 1964 la Air Force 99 statunitense iniziò missioni di ricognizione aerea sulla striscia di terra del Laos per ottenere informazioni chiave sui movimenti di uomini e materiali verso il Sud Vietnam lungo il sentiero di Ho Chi Minh. A questo punto il passaggio sul sentiero era stato allargato a strade per camion, con piccoli sentieri per persone in bici e a piedi. Il Sentiero era diventato la più grande strada usata dal Nord Vietnam per infiltrarsi nel Sud Vietnam.

Nella primavera del 1964 il Pathet Lao e le truppe dell'EPVN guidarono le forze laotiane dalla Pianura di Jars al Laos settentrionale. Il 9 giugno il Presidente Lyndon B. Johnson ordinò un raid di F-100 contro il nemico in ritirata per l'abbattimento di un altro aereo statunitense. Le attività nella Pianura di Jars ampliate nel dicembre 1964, furono chiamate Operazione Barrell Roll ed era sotto il controllo dell'ambasciatore statunitense in Laos che approvava tutti i bersagli prima che venissero attaccati.

Gli Stati Uniti iniziarono l'Operazione Steel Tiger sulla striscia di terra laotiana e sulla zona demilitarizzata vietnamita il 3 aprile 1965 per individuare e distruggere forze nemiche e materiali che si muovevano di notte verso il Sud Vietnam. Comunque, poiché le circostanze lo resero un problema molto complesso in relazione alla neutralità del Laos, l'approvazione dei bersagli doveva venire da Washington. Inoltre gli ambasciatori statunitensi in Sud Vietnam, Laos e Thailandia erano coinvolti nel controllo di queste operazioni aeree statunitensi.

Più tardi nel 1965 i comunisti incrementarono notevolmente la loro infiltrazione attraverso il Sentiero di Ho Chi Minh. Si decise di concentrare la forza aerea su un piccolo segmento del Sentiero molto vicino al Sud Vietnam e ampiamente usato dal nemico. Come risultato, l'Operazione Tiger Hound iniziò nel dicembre 1965, utilizzando aerei della Air Force, della US Navy, della US Marines, della Forza Aerea Vietnamita e della Forza Aerea Reale Laotiana. L'11 dicembre furono richiesti bombardamenti pesanti di B-52 per questa operazione tattica, il loro primo uso sul Laos.

Le operazioni Steel Tiger continuarono per la lunghezza della striscia di terra nel 1966, con speciale enfasi sull'area della Tiger Hound. Poiché la maggior parte del traffico di camion dei comunisti era di notte, la Air Force sviluppò e iniziò a usare equipaggiamento speciale per individuare il traffico notturno.

A luglio le forze del Governo Reale Laotiano conquistarono Nam Bac. Tre Reggimenti di fanteria, un battaglione indipendente di fanteria e un battaglione di artiglieria prese Nam Bac e stabilì un linea difensiva a nord fi Luang Prabang.

Sulla Pianura di Jars l'avanzata del Pathet Lao rallentava gradualmente a causa della ditruzione delle sue strutture da parte delle forze aeree, e in seguito le truppe laotiane contrattaccavano. Per l'agosto del 1966, erano avanzati per 80 km nel confine della RDV. Il Nord Vietnam mandò quindi migliaia delle proprie truppe regolari in battaglia e ancora una volta i Laotiani furono costretti alla ritirata.

I comunisti continuarono la loro lenta avanzata attraverso la Pianura di Jars nel 1967. Le vittorie laotiane erano poche e distanti l'una dall'altra e alla fine dell'anno la situazione era diventata critica, anche con il supporto aereo che veniva fornito dalla Forza Aerea Reale Laotiana, piccolo com'era.

A dicembre il Pathet Lao e l'EPVN lanciarono un'offensiva. La 316^ Divisione di Fanteria fu inviata in Laos per cooperare con il Pathet Lao.

Aerei degli Stati Uniti, della Forza Aerea Reale Laotiana e della Forza Aerea Vietnamita continuarono i loro attacchi sul traffico attraverso il Sentiero di Ho Chi Minh. Durante il 1967 vennero effettuati in quest'area ben 1.718 voli di bombardieri B-52, quasi il triplo del loro record del 1966. I bersagli principali erano camion che dovevano venire scoperti e distrutti uno a uno. Questo sembrava essere irrazionale pensando a tanti Americani partecipare a queste missioni di combattimento poiché questi camion sarebbero potuti essere distrutti in massa prima, durante, o dopo il loro scarico dai cargo che li avevano trasportati nel Nord Vietnam, se fosse stato permesso il bombardamento di Haiphong.

Il 12 gennaio il Pathet Lao e l'EPVN diedero inizio all'offensiva. La regione di Nam Bac, casa di 10.000 persone, fu liberata.

Nel 1968 i comunisti avanzarono lentamente attraverso il Laos settentrionale, sconfiggendo le forze laotiane più e più volte, e prendendo infine la base statunitense Lima Site 85. Questo successo fu raggiunto nonostante l'assistenza e consulenza militare statunitensi. In novembre gli Stati Uniti lanciarono una campagna aerea contro il Sentiero di Ho Chi Minh poiché il Nord Vietnam stava mandando in Sud Vietnam più truppe e scorte che mai attraverso questo percorso. Questa nuova operazione, denominata Operazione Commando Hunt, continuò fino al 1972.

Il 23 marzo 1969 l'Esercito Laotiano lanciò un grande attacco (Campagna Cu Kiet) contro i comunisti nelle aree della Pianura di Jars e di Xiwn Khoang, aiutata dalle proprie unità aere e dalla Forza Aerea statunitense. A giugno il nemico lanciò un attacco di propria iniziativa e guadagnò terreno, ma ad agosto le forze laotiane attaccarono di nuovo e riconquistarono quanto avevano perso. In tutte queste operazioni la Forza Aerea statunitense condusse centinaia di missioni Barrel Roll, comunque, molte furono annullate a causa del brutto tempo.

Le forze del Pathet Lao erano aiutate dal 174° Reggimento Volontario Vietnamita dell'EPVN. A settembre il 174° dovette indietreggiare per riorganizzarsi. A metà settembre lanciarono un contrattacco e riconquistarono la Pianura di Jars. Le forze che partecipavano alla campagna includevano le 312^ e 316^ Divisioni di Fanteria, l'866° Reggimento di Fanteria, il 16° Reggimento di Artiglieria, una compagnia di carri, sei battaglioni di soldati del genio e ingegneri, un battaglione della locale Provincia di Nghe Ahn e dieci battaglioni del Pathet Lao.

L'11 febbraio si aprì l'offensiva (Campagna 139). Il 20, fu assicurato il controllo della Pianura di Jars. Le forze del Governo Reale Laotiano (GRL) si ritirarono a Mong Xui. Il 25 febbraio il GRL abbandonò la città di Xieng Khoang. Xam Thong cadde il 18 marzo e Long Thien era minacciata. Il 25 aprile la campagna si concluse. Dopo la fine della campagna, la "316^ Divisione, l'866° Reggimento e un gran numero di unità speciali ricevettero l'ordine di stare dietro per lavorare con i nostri amici laotiani".

All'inizio del 1970 truppe fresche del Nord Vietnam avanzarono attraverso il Laos settentrionale. La Forza Aerea chiamò dei B-52 e, il 17 febbraio, furono usati per bombardare obiettivi nel Laos settentrionale. L'avanzata nemica fu arrestata dai rifornimenti laotiani, e per il resto dell'anno divenne una campagna militare "altalena".

Il 1 maggio elementi di unità sudvietnamite e dell'EPVN (28° e 24° reggimento) si incontrarono con "volontari" e con il Pathet Lao per conquistare Attopeu.

Benché i movimenti dei comunisti attraverso il Sentiero di Ho Chi Minh crescessero durante l'anno, lo sforzo bellico statunitense fu ridotto perché le autorità di Washington, credendo che gli obiettivi statunitensi nel sudest asiatico stessero per essere raggiunti, imposero limiti di budget. Questo ridusse il numero di missioni di combattimento che la Forza Aerea statunitense poté condurre.

A causa di significativi accumuli di risorse logistiche dall'EPVN nella striscia di terra laotiana, il Sud Vietnam lanciò l'Operazione Lam Son 719, un colpo militare, l'8 febbraio 1971. I suoi obiettivi erano di entrare in Laos e tagliare il Sentiero di Ho Chi Minh per impedire un'offensiva nord vietnamita già pianificata. Il supporto aereo statunitense fu massiccio poiché nessuna unità terrestre americana poteva partecipare all'operazione. Il 25 febbraio l'EPVN lanciò un contrattacco e vedendo la dura opposizione, la forza sud vietnamita si ritirò dal Laos dopo aver perso all'incirca la metà dei propri uomini.

Il 18 dicembre le forze dell'EPVN e del Pathet Lao lanciarono una controffensiva (Campagna Z) per riconquistare la Pianura. Le forze volontarie includevano la 312^ e la 316^ Divisione, il 335° e l'866° Reggimento di Fantiera e sei battaglioni di artiglieria e di carri armati.

Durante la stagione asciutta del 1971-1972, le forze del Pathet Lao e dell'EPVN scavarono postazioni difensive e combatterono per il controllo permanente della Pianura di Jars. Le unità partecipanti includevano la 316^ Divisione di Fanteria, l'866°, il 335° e l'88° Reggimento e nove battaglioni speciali sotto il comando del Colonnello Le Linh. Parteciparono anche sette battaglioni del Pathet Lao.

Il 21 maggio forze reali laotiane tentarono di conquistare la Pianura. La battaglia durò 170 giorni (fino al 15 novembre 1972). I comunisti sostennero di avere uccisi 1.200 soldati e di averne catturati 80.

Quando l'EPVN lanciò l'Offensiva Nguyen Hue (conosciuta in Occidente come Offensiva Orientale) nel Sud Vietnam il 30 marzo, fu richiesto massiccio supporto aereo statunitense nel Sud Vietnam e i raid in Laos raggiunsero il punto minimo dal 1965.

Nel Laos settentrionale i comunisti raggiunsero ulteriori conquiste durante l'anno, ma non riuscirono a sopraffare le forze governative. In novembre il Pathet Lao acconsentì a incontrare rappresentanti del Governo Laotiano per discutere un cessate il fuoco.

Gli Stati Uniti uscirono dal Laos nel 1973 come fissato negli accordi di pace di Parigi. Il Nord Vietnam non fu obbligato a rimuovere le proprie forze in virtù del trattato.

Il governo nazionale fu costretto ad accettare il Pathet Lao nel governo. Nel 1975, le forze vietnamite e del Pathet Lao iniziarono ad attaccare le roccaforti del governo. Fu infine mediato un accordo che diede potere al Pathet Lao per salvare il governo dalla distruzione totale.

Una volta al potere, il Pathet Lao tagliò i legami economici con tutti i vicini (inclusa la Cina) con l'eccezione del Nord Vietnam e firmò un trattato di amicizia con Hanoi. Il trattato permetteva ai Vietnamiti di posizionare soldati in Laos e di avere consulenti nel governo e nell'economia. Per molti anni successivi effettivamente in Laos governò il Vietnam.

Dopo la ritirata americana dal Vietnam (1973) la guerra era ampiamente considerata un disastro geopolitico. La disastrosa operazione in Laos veniva a mala pena menzionata, in quanto le persone cercavano di lasciarsi il Vietnam alle spalle. Con l'aiuto dei cittadini le truppe americane furono in grado di tornare a casa da "Nam". Gli oltre 30.000 Hmong che avevano aiutato gli Americani non furono così fortunati. Considerati un gruppo di "traditori" dal loro governo come dai Viet Cong comunisti, i soldati dell'ex-Regno Laotiano e i loro discendenti iniziarono a essere sterminati. Furono costretti a scomparire nelle montagne poiché i loro capi, Vang Pao e gli Stati Uniti li lasciarono soli. La comunità internazionale ha fatto poco niente per aiutare le famiglie di quelli che avevano aiutato gli Americani durante la Guerra del Vietnam. L'Unione Europea pubblicò il 31 gennaio 2007 una Dichiarazione dopo che 153 profughi Hmong tenuti prigionieri in Thailandia erano stati individuati per la deportazione forzata in Laos.

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Pseudoryx nghetinhensis

Pseudoryx nghetinhensis.PNG

Il saola (Pseudoryx nghetinhensis«») o bue Vu Qang, uno dei mammiferi più rari del mondo, è un bovide che abita in una regione molto ristretta tra la Riserva Naturale di Vu Qang e il Laos, presso il confine con il Vietnam. Il nome "saola" significa "dalle corna affusolate". Il nome scientifico nghetinhensis si riferisce alle due province vietnamite di Nghe An e Ha Tinh, mentre Pseudoryx allude alla somiglianza con l'orice. I nativi Hmong chiamano il saola saht-supahp, espressione che nella lingua laotiana significa "l'animale discreto", con riferimento al modo in cui la saola si muove nella foresta.

Il saola divenne noto alla comunità scientifica occidentale solo nel 1992, a seguito del ritrovamento in Vietnam di alcune paia di corna appartenenti ad un animale sin lì sconosciuto. L'analisi cromosomica ha permesso di stabilire che il saola appartiene ad un nuovo genere di ruminanti, imparentato con la mucca, il kudu, l'eland e l'anoa. Resta comunque da stabilire se si tratti di antilopi, capre o bovini. Non si conosce neppure quante siano le specie esistenti appartenenti a questo genere (finora se ne sono classificate 11).

Alcuni esemplari si possono osservare allo zoo "Generale Cheng" presso Lak Xao (in Laos).

Il saola si trova unicamente in una ristretta area tra Laos e Vietnam, nella riserva di Vu Qang.

Il saola è alto circa 85 cm al garrese e pesa 90 kg. Il mantello è marrone scuro, con una striscia bianca che corre lungo il dorso. Le zampe sono di colore scuro con macchie bianche in prossimità degli zoccoli. Altre strisce bianche verticali si trovano sulle guance, sopra gli occhi, sul naso e sul mento. Ogni esemplare ha un paio di corna, leggermente curve all'indietro , che raggiungono il mezzo metro di lunghezza.

Stando a quanto riferito dalle popolazioni locali, i saola si muovono in piccoli gruppi di 2-3 esemplari.

I saola si nutrono di piccole piante frondose (soprattutto le foglie di fico) e di arbusti nei pressi dei fiumi.

La specie è minacciata dal degrado delle foreste della regione e dalla caccia praticata dalle popolazioni locali, che apprezzano molto la carne di saola.

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Yao (popolo)

Gli Yao (o Dao, 瑶族, Pinyin: Yáo Zú; Vietnamita: người Dao) sono un gruppo etnico che raccoglie varie minoranze cinesi e vietnamite.

Formano uno dei 56 gruppi etnici riconosciuti ufficialmente dalla Repubblica popolare cinese e uno dei 54 gruppi riconosciuti dal governo vietnamita.

Vivono nelle zone di montagna a sud-ovest della Cina, al confine con il Vietnam. Nell'ultimo censimento, ne sono stati dichiarati 2.637.421 in Cina ed approssimativamente 470.000 nel Vietnam.

Oltre che in Cina, le popolazioni Yao vivono anche nel Vietnam del Nord (dove sono denominati Dao), nel Laos del Nord e in Myanmar. Ci sono circa 60.000 Yao in Tailandia del Nord, dove sono una delle sei tribù principali del paese. Ci sono inoltre molti Yao che vivono negli Stati Uniti, pricipalmente rifugiati dagli altopiani del Laos che parlano la lingua di Iu Mien. Gli Iu Mien non si denominano "Yao". Non tutto il "Yao" è Iu Mien.

Un gruppo di 61.000 persone sull'isola di Hainan parla la lingua Kim Mun degli Yao, ma questo sono ufficialmente riconosciuti come Miao (Hmong) dal governo cinese. 139.000 persone che parlano lingue Kim Mun, inoltre, vivono in altre zone della Cina (Yunnan e Guangxi) e 174.500 nel nord del Laos e nel Vietnam.

I Bunu chiamano essi stessi Nuox, Buod Nuox, Dungb nuox o, secondo il loro nome ufficiale, Yaof zuf.

Soltanto 258.000 delle 439.000 persone categorizzate come Bunu nel censimento 1982 parlano la lingua Bunu; 100.000 parlano Zhuang e 181.000 parlano il cinese e il Bouyei.

Gli Yao praticano una religione basata sul Taoismo cinese medioevale, anche se molti si sono convertiti al Buddismo ed qualcuno al cristianesimo.

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Guyana francese

Guyana francese - Stemma

Il Dipartimento d'oltremare della Guyana francese (o anche Guayana francese, il quale nome però è utilizzato più per descrivere il massiccio montuoso vicino che il Paese) (in francese: Guyane o Guyane française) è una Regione e nello stesso tempo un Dipartimento (provincia) della Francia nell'America meridionale. La Guyana Francese ha Caienna (in francese: Cayenne) come capoluogo.

In origine abitata da varie tribù amerindie, la Guyana Francese venne colonizzata dai francesi a partire dal XVII secolo. Dal 1852 al 1951 ospitò la famosa colonia penale dell'Isola del Diavolo.

Sul finire del XIX secolo si ebbe una disputa territoriale su una vasta regione di confine con il Brasile: dopo la creazione in tale area di uno stato indipendente filo-francese (Counani, il quale ebbe però breve vita) e alcuni scontri tra i coloni, la contesa fu risolta principalmente a favore del Brasile grazie all'arbitrato del governo svizzero.

Nel 1946 la Guyana Francese divenne un dipartimento d'oltremare della Francia. Negli anni '70 la regione accolse diversi rifugiati di etnia Hmong, in fuga dall'ex-colonia francese del Laos. Tra gli anni '70 e '80 cominciò a svilupparsi un movimento autonomista, che portò ad alcune manifestazioni violente nel 1996, 1997 e 2000.

La Guyana Francese ha una popolazione di 209.000 abitanti (stima del gennaio 2007). In base al censimento del 1999, solo il 54,4% degli abitanti era nato nella regione. Dei restanti, l'11,8% era nato nella Francia metropolitana, il 5,2% nelle Antille francesi (Guadalupa e Martinica), il 28,6% in altri Stati (principalmente Brasile, Suriname e Haiti).

La composizione etnica del Paese risulta estremamente eterogenea, come lo è, del resto, anche nei vicini Suriname e Guyana. Il gruppo etnico più numeroso è quello creolo (composto dai discendenti degli schiavi africani, mescolatisi in parte con i coloni francesi). Tuttavia, le stime circa la sua consistenza numerica variano a seconda del fatto che si includa o meno la folta comunità haitiana. Si ritiene che, comprendendo anche gli haitiani, i creoli siano il 60-70% del totale (mentre, escludendo gli haitiani, la quota scende al 30-50%). Vi è poi una comunità europea (composta principalmente da francesi) che costituisce il 14% della popolazione. La comunità asiatica si compone invece di due diversi gruppi: gli Hmong del Laos (1,5%) e i cinesi (3,2%, principalmente originari di Hong Kong e della provincia di Zhejiang).

Nell'interno del Paese vivono invece gli amerindi (3-4% della popolazion totale), divisi in varie tribù: aruachi, caribi, emerillon, galibi (ora noti come kaliña), palikur, wayampi e wayana. Ad essi si aggiungono poi i maroon, discendenti da schiavi africani fuggiti dalle piantagioni e rifugiatisi lungo le rive del fiume Maroni. I maroon hanno conservato uno stile di vita molto simile a quello dei loro antenati e sono divisi in vari gruppi: paramacca, aucan (entrambi diffusi anche nel vicino Suriname) e boni.

La Guyana Francese è ampiamente dipendente dagli aiuti economici della madrepatria.

I settori più sviluppati sono la pesca, che produce i tre quarti delle esportazioni, e in misura minore l'allevamento e l'attività estrattiva d'oro.

Caso peculiare è il Centre Spatial Guyanais di Kourou, usato per gran parte dei lanci spaziali dell'ESA, che produce da solo un quarto del PIL del dipartimento e impiega oltre l'1% della sua forza lavoro.

Nella Guyana Francese viene prodotto un prelibato tipo di pepe: il pepe di Caienna.

La Guyana Francese ospita il Centre Spatial Guyanais da cui partono i razzi Ariane dell'ESA.

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Source : Wikipedia