Haiti

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Inviato da amalia 26/03/2009 @ 11:07

Tags : haiti, america centrale, esteri

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Haiti

Haiti - Bandiera

Haiti è una nazione dell'America situata nel Mar dei Caraibi. Un tempo colonia francese, è stata - dopo gli Stati Uniti - una delle prime nazioni delle Americhe a dichiarare la propria indipendenza. Il territorio haitiano copre la parte occidentale dell'isola di Hispaniola e confina a est con la Repubblica Dominicana. Haiti è il paese più povero delle Americhe.

L'indipendenza dalla Francia è stata dichiarata il 1 gennaio 1804. Venne riconosciuta nel 1825 dalla Francia e nel 1863 dagli Stati Uniti. Dall'inizio del 2004 Haiti è al centro di una rivolta popolare che ha causato disordini e violenza ed ha portato il 29 febbraio alla partenza dall'isola del dimissionario presidente Jean-Bertrand Aristide. Il governo è stato retto ad interim dal presidente della Corte di cassazione, Boniface Alexandre, fino alle elezioni presidenziali tenutesi il 7 febbraio 2006 da cui, pur tra molte proteste ed accuse di broglio da parte dei suoi avversari, è uscito eletto Réné Préval.

L'isola, colpita nell'estate 2004 anche dall'uragano Jeanne, vive in uno stato di emergenza umanitaria. Attualmente è in corso una missione internazionale di aiuto sotto l'egida dell'ONU, che vede la presenza di un contingente guidato dal Brasile.

L'isola di Hispaniola, di cui Haiti occupa la porzione più occidentale, era in origine abitata dagli indigeni taino e arauachi. Il 5 dicembre del 1492, la Santa Maria, comandata da Cristoforo Colombo, sbarcò dove oggi sorge Môle Saint-Nicolas: l'intera isola fu da subito rivendicata a favore della Spagna.

La riduzione in schiavitù e le conseguenti condizioni di vita molto precarie portarono ad una drammatica diminuzione della popolazione indigena nel quarto di secolo successivo alla scoperta dell'isola. Per sopperire alla carenza di manodopera, gli spagnoli cominciarono a deportare schiavi africani, impiegati soprattutto nella ricerca dell'oro. L'interesse spagnolo verso Hispaniola, comunque, diminuì notevolmente a partire dagli inizi del Sedicesimo secolo, quando immense riserve di oro e argento furono scoperte in Messico e in Perù.

Nel 1606, il sovrano spagnolo ordinò a tutti i coloni di spostarsi nei pressi della capitale di Hispaniola, Santo Domingo: ciò al fine di proteggere la popolazione dell'isola dagli attacchi dei pirati. Ciò, tuttavia, permise ai pirati inglesi, olandesi e francesi di stabilirsi lungo le coste settentrionali e occidentali, ora abbandonate: particolarmente famosa divenne la Fratellanza della Costa, composta da bucanieri e schiavi fuggiti, maroons. In particolare, i francesi cominciarono a colonizzare l'isola nel 1625, ma fu solo nel 1664 che la Francia rivendicò il suo dominio sulla porzione occidentale di Hispaniola. Nel 1697, con il Trattato di Ryswick, la Spagna cedette ufficialmente la porzione più occidentale di Hispaniola alla Francia: la nuova colonia fu ribattezzata Côte française de Saint-Domingue.

Mentre la parte spagnola dell'isola (corrispondente alla porzione centrale ed orientale) era scarsamente considerata dalla Corona spagnola, la sezione francese conobbe un periodo di prosperità economica che la rese la più ricca delle colonie dell'emisfero occidentale: ciò grazie, soprattutto, alle notevoli esportazioni di zucchero e cacao. La popolazione della colonia era composta da 3 diversi gruppi etnici: gli europei (circa 32.000 nel 1790) che detenevano il controllo politico ed economico, la gens de couleur (28.000 individui liberi e di sangue misto, di cui la metà mulatti, definibili come classe sociale di status inferiore) e, infine, gli schiavi africani (ben 500.000). Gran parte degli schiavi risultava essere nata in Africa e non ad Haiti: le brutali condizioni di vita, spesso, impedivano la naturale crescita della popolazione. . Infine, vi erano quelli che, con un termine inglese, sono noti come maroons: ex-schiavi che, sfuggiti ai loro padroni, vivevano nelle terre più elevate, completamente estranei al resto della colonia.

Sull'onda della Rivoluzione Francese, la gens de couleur cominciò a fare pressione sul governo coloniale per ottenere maggiori diritti. Nell'ottobre 1790, 350 di essi si ribellarono al governo mentre, il 15 maggio 1791, l'Assemblea Nazionale francese concesse i diritti politici a tutti i mulatti e i neri nati liberi (senza, tuttavia, mutare lo status di coloro che erano ancora schiavi). Il 22 agosto del 1791, gli schiavi della zona di Cap-Français (ora Cap-Haïtien) si ribellarono ai loro padroni. La ribellione degli schiavi si diffuse rapidamente sotto il comando di Toussaint L'Ouverture. Egli si alleò quindi con la gens de couleur e maroons, i cui diritti erano ora stati revocati dal governo francese, spaventato dalle rivolte. .

Le forze di Toussaint ebbero la meglio sull'esercito coloniale francese: i due schieramenti, tuttavia, si unirono nel 1794, in seguito all'emanazione di un decreto con cui il governo rivoluzionario francese abolì la schiavitù. Sotto la guida di Toussaint, il nuovo esercito di Saint-Domingue sconfisse le truppe di invasione britanniche e spagnole. La cooperazione tra i due schieramenti ebbe però termine nel 1802, quando Napoleone Bonaparte spedì un nuovo esercito al fine di riottenere il controllo dell'isola: l'esercito inviato da Napoleone, infatti, era malvisto dagli isolani, che temevano la reintroduzione della schiavitù. Inizialmente, le forze inviate dal Bonaparte ebbero la meglio sugli isolani, costringendo Touissant alla tregua. Tradito e catturato, Toussaint morì poi in una prigione francese. Ciò non fece altro che riaccendere gli animi dei ribelli: Jean-Jacques Dessalines e Henri Christophe, a capo di altri schieramenti in lotta, decisero di interrompere la tregua e riprendere a combattere. Nel frattempo, le truppe napoleoniche furono bloccate da una epidemia di febbre gialla scoppiata sull'isola.

Il 18 novembre 1803 l'esercito di Dessalines sbaragliò i francesi nella Battaglia di Vertières. Il 1 gennaio 1804 l'ormai ex colonia dichiarò la sua indipendenza, divenendo così il secondo paese, dopo gli Stati Uniti, del continente americano a dichiararsi indipendente: Dessalines ne divenne il primo presidente. Saint-Domingue venne dunque ribattezzata Haiti in ossequio alla popolazione degli arauachi, i quali chiamavano l'isola Ayiti.

La neonata repubblica supportò la causa abolizionista nelle colonie americane ovunque fosse possibile. Il governo haitiano, infatti, aiutò Simon Bolivar, offrendogli rifugio e appoggiando la sua causa indipendentista a condizione che liberasse poi gli schiavi dell'America Latina. Le potenze coloniali reagirono isolando Haiti attraverso una sorta di cordone sanitario che doveva servire ad evitare il propagarsi delle rivolte degli schiavi. Alcuni storici, infatti, ritengono che la "rivoluzione" haitiana abbia ispirato molte rivolte di schiavi nei Caraibi e negli Stati Uniti. La Chiesa cattolica ritirò i suoi sacerdoti da Haiti e non vi inviò altri religiosi sino al 1860. La Francia stessa si rifiutò di riconoscere l'indipendenza della sua colonia fino a che quest'ultima non pagò 150 milioni di franchi per compensare le perdite dei proprietari terrieri francesi in seguito alla successiva rivoluzione del 1833. Il pagamento di questa indennità mise però in difficoltà il governo haitiano, rappresentando un duro colpo per l'economia isolana.

Nel 1806 Dessalines fu assassinato durante una lotta di potere con i suoi rivali politici. Haiti venne divisa in due stati: a sud una repubblica fondata dal Alexandre Pétion, a nord un regno sotto il dominio di Henri Christophe. Quest'ultimo fece costruire per se stesso otto palazzi, tra cui la sua roccaforte di Sans Souci e l'imponente Citadelle Laferrière, la più grande fortezza dell'emisfero occidentale.

Nell'agosto del 1820, Christophe rimase parzialmente paralizzato a causa di alcuni attacchi ischemici. Una nuova ribellione scoppiò a seguito della diffusione della notizia della sua infermità: il 2 ottobre 1820 la guarnigione militare presso Saint Marc si ammutinò, mentre i generali di Christophe cominciarono a tramare contro il loro capo. Gli uomini rimastigli fedeli condussero Christophe nella Cittadella: qui egli chiese di essere lavato, di venire vestito con l'uniforme militare e di essere lasciato solo sulla sua sedia preferita. Poco dopo, il monarca haitiano si suicidò.

Con la morte di Christophe la nazione venne riunificata con il nome di Repubblica di Haiti, sotto la guida di Jean-Pierre Boyer, successore di Petion. Boyer invase poi la colonia spagnola di Santo Domingo, riunificando così l'isola di Hispaniola: Santo Domingo rimase sotto il dominio haitiano fino al 1844, quando ottenne l'indipendenza con il nome di Repubblica Dominicana.

Nel corso del XIX secolo, il paese fu guidato da una serie di presidenti, la maggioranza dei quali rimase in carica solo per un breve periodo. Nel frattempo, l'economia finiva col venire sempre di più controllata dalle potenze straniere (la Germania in particolare). Preoccupati dall'influenza tedesca e dall'impiccagione del presidente Guillaume Sam per mano della folla inferocita, gli Stati Uniti decisero di intervenire occupando Haiti nel 1915. Gli statunitensi imposero una costituzione (scritta dal futuro presidente americano Franklin Delano Roosevelt) e introdussero il vecchio sistema delle corvée, applicato a tutta la popolazione (mentre, in passato, esso gravava solo sulla maggioranza nera). L'occupazione ebbe effetti durevoli nel tempo: per volere degli statunitensi vennero costruiti ospedali, scuole e strade e fu lanciata una campagna che cancellò la febbre gialla dall'isola. L'occupazione tuttavia determinò un forte processo di centralizzazione del potere politico ed economico dalle province alla capitale: ne derivò la distruzione del tessuto socio-economico delle campagne, con un conseguente esodo verso la capitale. Posti di fronte a questa situazione, alcuni ribelli, detti Cacos, diedero vita ad una lunga guerriglia, condotta da Charlemagne Péralte prima e da Dominique Batraviolle poi. Il governo haitiano controllato dagli Stati Uniti reagì creando una Guardia Nazionale, divenuta nei decenni successivi l'Armée d'Haiti, la quale finì però col macchiarsi di molte atrocità perpetrate ai danni della popolazione civile. L'occupazione statunitense terminò nel 1934.

Gli U.S.A. lasciarono Haiti nelle mani della minoranza mulatta. Tuttavia, nel 1946, Dumarsais Estimé divenne il primo presidente di colore a partire dal 1915, vale a dire da quando l'occupazione statunitense ebbe inizio. I suoi sforzi di riforma non fecero altro che aumentare lo stato di caos in cui versava il paese e, quando nel 1950 tentò di prolungare il suo mandato oltre la durata legale, si verificò un colpo di stato, con la successiva creazione di un Consiglio Militare di Governo guidato da Paul Magloire.

Nel 1957, il dottor François Duvalier ("Papa Doc") giunse al potere in seguito alle prime elezioni a suffragio universale tenute ad Haiti (molti, però, ritengono che l'esito del voto fu manipolato dall'esercito). Nel 1964, Duvalier si autodichiarò presidente a vita: per anni egli mantenne il controllo sulla popolazione attraverso la sua polizia segreta, i Volontari per la Sicurezza Nazionale, soprannominati Tonton Macoutes ("gli uomini spettro"), dal nome di una figura della tradizione locale. Tale organizzazione fu più volte criticata a livello internazionale per i metodi violenti con cui venivano trattati gli avversari politici, veri o presunti tali. Alla sua morte (1971) Duvalier padre fu succeduto dal figlio diciannovenne Jean-Claude Duvalier (soprannominato "Baby Doc") in qualità di nuovo presidente a vita. Il regime di Duvalier figlio divenne noto per la sua corruzione e fu deposto nel 1986, aprendo così un nuovo periodo di agitazioni.

La fine del regime di Duvalier figlio cominciò grazie ad un movimento popolare, promosso dalla chiesa locale e rafforzato dalla visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1983 il quale, prima di salire sull'aereo, pronunciò un discorso dai toni accesi che concluse con un'esclamazione molto decisa ("Le cose devono cambiare qui!"). Nel 1984, rivolte contro il governo si diffusero in tutta la nazione, mentre la Conferenza dei Vescovi di Haiti varò un programma di alfabetizzazione volto a preparare il popolo haitiano ad una più consapevole partecipazione al processo elettorale.

Nel 1991, il leader carismatico Jean-Bertrand Aristide venne eletto presidente ma fu deposto da un colpo di stato dopo poco tempo. Seguirono tre anni segnati dal brutale controllo di una giunta militare. Nel 1994, l'intervento statunitense riportò Aristide al potere: uno dei suoi primi atti fu lo scioglimento dell'esercito, decisione che incontrò un forte favore presso il popolo.

Nel 1996 Aristide fu succeduto dal suo alleato nonché ex-primo ministro René Préval. È da segnalare che, mentre Aristide fu il primo presidente democraticamente eletto nella storia haitiana, Préval fu invece il primo a portare a compimento il suo mandato senza interruzione e, soprattutto, il primo a lasciare di sua volontà il suo incarico una volta scaduto il termine. I loro predecessori, infatti, morirono durante il mandato, oppure vennero assassinati, deposti, imposti da una potenza straniera o, ancora, portati a prolungare il loro incarico oltre la durata legale del mandato.

Aristide tornò al potere nel 2001, dopo un voto che fu boicottato da molti suoi rivali, i quali accusarono il suo partito (Fanmi Lavalas) di aver falsato i voti di una precedente elezione del senato. Aristide negò le imputazioni e a sua volta accusò i suoi avversari di essere sottomessi all'influenza americana e di aver tramato alle sue spalle.

Nel febbraio del 2004 il governo di Aristide fu deposto da un gruppo di ribelli armati, guidati da bande urbane precedentemente al servizio del partito presidenziale e da ex-soldati. Quando Aristide lasciò il paese, molti membri del suo governò cercarono rifugio all'estero o preferirono nascondersi, mentre, ancora una volta, gli Stati Uniti intervenivano facendo sbarcare i marines a Port-au-Prince. Dopo la fuga di Aristide, Boniface Alexandre, giudice capo della Corte Suprema, fu nominato presidente da un consiglio, con l'appoggio di Stati Uniti, Canada e Francia.

Le nuove elezioni del febbraio 2006 hanno portato René Préval ad essere rieletto presidente.

Haiti è il paese meno sviluppato dell'emisfero occidentale ed uno dei più poveri al mondo. Gli indicatori economici e sociali mostrano come Haiti, a partire dagli anni '80, abbia accumulato il divario rispetto ad altri paesi in via di sviluppo con livelli di reddito molto bassi. Attualmente, Haiti occupa la 153esima posizione su 177 paesi classificati in base all'Indice di sviluppo umano. Circa l'80% della popolazione vive in una condizione di povertà degradante, posizionando così il paese al penultimo posto nel mondo nella relativa classifica.

Quasi il 70% degli haitiani è impiegato nel settore agricolo, rappresentato per lo più da una forma di agricoltura di sussistenza praticata su piccola scala. Il paese ha conosciuto nello scorso decennio una piccola crescita dei posti di lavoro, mentre, attualmente, si assiste ad un aumento dell'economia sommersa.

Durante le amministrazioni Aristide (secondo periodo) e Alexandre-Latortue, le difficoltà riscontrate nel raggiungere accordi con i finanziatori internazionali hanno negato ad Haiti gli aiuti di cui il paese aveva fortemente bisogno. Altro ostacolo allo sviluppo economico è rappresentato dalla dilagante violenza che, negli ultimi 20 anni, ha tormentato la vita politica e sociale di Haiti. Sebbene vi fosse una situazione di relativa stabilità sotto i governi del Fanmi Lavalas, ciò non è bastato per convincere gli investitori stranieri ad impiegare il loro capitale nel paese.

Di conseguenza, Haiti negli ultimi 20 anni ha conosciuto periodi di ristrettezze economiche, di consistenti deficit della bilancia commerciale e cicli caratterizzati da elevati livelli di inflazione. Gli studi hanno inoltre dimostrato che il flusso di riserve dall'estero, almeno per gli ultimi cinque anni, è rappresentato soprattutto dalle rimesse della consistente comunità haitiana espatriata e dalle tasse sulle telefonate dall'estero.

I dipartimenti sono ulteriormente suddivisi in 41 arrondissement e 133 comuni, rappresentanti, rispettivamente, il secondo e il terzo livello di suddivisione amministrativa del territorio.

Haiti rivendica la vicina isola di Navassa (Navasse, in francese), attualmente occupata dagli Stati Uniti. Le rivendicazioni haitiane si basano su un accordo del 1697 tra Francia e Spagna, in base al quale alla prima veniva riconosciuto il possesso della porzione occidentale dell'isola di Hispaniola (territorio corrispondente all'attuale stato haitiano) più alcune isole circostanti, tra le quali Navassa. Dal canto loro, gli Stati Uniti fondano le proprie rivendicazioni sul Guano Islands Act del 1856.

Malgrado una densità molto elevata (293 ab./km²), la distribuzione della popolazione è fortemente disomogenea: gran parte degli haitiani, infatti, vive nelle città, nelle pianure costiere e nelle valli. Circa il 95% degli abitanti è di origine africana. Il resto della popolazione è formato da mulatti e da sparuti gruppi di europei e levantini (vale a dire libanesi e siriani).

Sebbene i Taino, l'originaria popolazione indigena di Haiti, siano stati completamente sterminati, è possibile che alcuni haitiani abbiano ancora nel loro sangue qualche traccia di queste prime popolazioni: ciò sarebbe dovuto a possibili incroci fra i Taino e gli spagnoli prima e fra gli individui nati da queste relazioni e gli schiavi africani poi.

Il cattolicesimo è la religione di stato, professata dalla maggioranza della popolazione. Si stima, tuttavia, che il 20% degli haitiani sia protestante (varie denominazioni fra cui: l'Assemblea di Dio, la Convenzione Battista di Haiti, gli avventisti, la Chiesa di Dio, la Chiesa del Nazareno, gli episcopali, la Missione Evangelica Battista del Sud di Haiti).

Molti haitiani praticano, spesso congiuntamente alla religione cristiana, il vodoun (meglio noto come voodoo), derivante dalla commistione tra le religioni tradizionali africane e il cattolicesimo.

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Federazione cestistica di Haiti

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La Federazione cestistica di Haiti è l'ente che controlla e organizza la pallacanestro in Haiti.

La federazione controlla inoltre la nazionale di pallacanestro di Haiti. Ha sede a Port-au-Prince e l'attuale presidente è Joachim Guy.

E' affiliata alla FIBA dal 1970 e organizza il campionato di pallacanestro di Haiti.

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Elezioni ad Haiti

Questo articolo fornisce informazioni sulle elezioni ad Haiti.

Haiti (francese: République d'Haïti - creolo-francese: Repiblik Dayti) divenne indipendente dalla Francia nel 1804. Lo stato è una repubblica presidenziale in transizione verso istituzioni democratiche con l’aiuto di una missione dell’ONU, la MINUSTAH. La divisione amministrativa consiste in 9 dipartimenti.

Per informazioni più dettagliate sulla geografia si veda l’articolo apposito su Haiti.

Le elezioni ad Haiti del 2006 si sono svolte per rimpiazzare il governo ad interim del primo ministro Gerard Latortue, in carica dal 2004, quando il paese veniva occupato da bande armate di oppositori al presidente eletto, Jean-Bertrand Aristide, che su pressioni internazionali abbandonava il paese. Successivamente giungeva un contingente ONU per disarmare le bande (sia degli oppositori che pro-Aristide) e veniva formato il governo di transizione. Le elezioni sono state rinviate quattro volte dall’ottobre del 2005, per problemi logistici e soprattutto per l’insicurezza diffusa, visto che il contingente delle Nazioni Unite riusciva solo in minima parte nel suo intento di disarmare le bande armate. Finalmente il primo turno delle elezioni presidenziali e legislative si è tenuto il 7 febbraio 2006 .

Secondo le prime statistiche ufficiali, René Préval della coalizione Lespwa era in netto vantaggio nelle elezioni presidenziali, con il 48,8% dei voti, meno però del 50% necessario per essere eletti al primo turno. Ma il 16 febbraio, dopo giorni di proteste dei sostenitori di Preval e incontri tra il consiglio elettorale ed il governo ad interim, si è trovato un accordo sul fatto che Preval fosse il vincitore delle elezioni, con una percentuale dichiarata del 51,1% dei voti, evitando un secondo turno ed il permanere della situazione di disordini diffusi causati dalle bande armate nel paese . Peraltro, molti di questi gruppi armati si sono dichiarati disposti a deporre le armi se Preval fosse stato dichiarato vincitore delle elezioni.

Il processo elettorale ha avuto molte controversie, compreso il tentativo di boicottaggio da parte di uno dei maggiori partiti politici, che hanno portato ad un incremento delle violenze; inoltre un candidato è stato dichiarato in eleggibile, nonostante una decisione della Corte Suprema.

Le elezioni hanno avuto luogo grazie anche all’appoggio della MINUSTAH, una forza multinazionale dell’ONU che ha occupato il paese dalla fuga all’estero del presidente Jean-Bertrand Aristide.

Il giorno delle elezioni, a causa di problemi di organizzazione, una scarsità di personale addetto alle elezioni, scomparsa di schede e lunghe code ai seggi, l’orario di chiusura del voto è stato prorogato di almeno due ore.

Ci sono state molte ragioni per le quali le elezioni haitiane sono state più volte rinviate. A causa di scarsità di fondi, gli ufficiali elettorali non sono riusciti a registrare i votanti entro il termine di agosto 2005. Inoltre ci sono stati ripetuti disordini in molte località di Haiti, particolarmente nelle bidonville di Port-au-Prince dove ci sono state numerose rivolte contro il governo ad interim e dove le forze ONU e soprattutto la Polizia Nazionale Haitiana sono state a loro volta accusate di brutalità e omicidi. Si è anche discusso sul numero dei seggi, circa 800-900, basso se confrontato con le diverse migliaia collocate per le precedenti elezioni.

Il 25 gennaio 2006, le autorità che sovrintendevano alle elezioni hanno annunciato che non ci sarebbero stati seggi a Cité Soleil, un povero quartiere ghetto con una popolazione stimata fra le tre e le seimila persone, la maggior parte dei quali sostenitori di Aristide e del suo partito, il Fanmi Lavalas; gli elettori registrati a Cité Soleil dovevano lasciare il loro quartiere per votare.

Fonte: Conseil Électoral Provisoire (Consiglio Elettorale Provvisorio, CEP), dati aggiornati alle 7,43 del 20 febbraio 2006. . La decisione del CEP risente dell’accordo con il governo ad interim di non tener conto delle schede bianche nella percentuale dei candidati (per permettere a René Préval di superare la soglia del 50% dei voti al primo turno.

Il primo turno delle elezioni legislative è coinciso con le elezioni presidenziali. Il secondo turno delle elezioni legislative era stato fissato per il 19 marzo 2006, ma il governo ad interim del presidente Boniface Alexandre ha announciato il 16 marzo che sarebbero state spostate al 21 aprile.

Riassunto delle elezioni del 7 febbraio e del 21 aprile 2006 ad Haiti per il Senato.

Riassunto delle elezioni del 7 febbraio e del 21 aprile 2006 ad Haiti per la Camera dei Deputati.

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Sans Souci, Haiti

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Il palazzo di Sans-Souci fu la residenza reale di Henri Christophe, l'autoproclamato sovrano della parte settentrionale di Haiti agli inizi del XIX secolo. La costruzione del palazzo iniziò nel 1810 e terminò nel 1813; esso è ubicato nella città di Milot, nel Dipartimento del Nord.

Nei pressi del palazzo si trova la Citadelle Laferrière, fatta costruire da Christophe nello stesso periodo al fine di respingere un eventuale assalto da parte delle truppe francesi (che all'epoca non avevano ancora riconosciuto l'indipendenza di Haiti dal loro impero coloniale).

Colpito da un ictus, il sovrano si suicidò nel palazzo l'8 ottobre 1820. Il suo corpo venne sepolto in uno dei cortili interni della Citadelle Laferrière. Dieci giorni dopo, il 18 ottobre, all'interno del palazzo venne colpito a morte per mezzo di una baionetta anche il suo probabile successore, il figlio Jacques-Victor Henry.

Nel 1842 un terremoto distrusse gran parte del palazzo e della vicina città di Cap-Haïtien; il palazzo non fu mai ricostruito.

Le rovine del palazzo di Sans-Souci sono state inserite nel 1982 nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

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Bandiera di Haiti

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La bandiera di Haiti è stata adottata il 25 febbraio 1986. È composta da due bande orizzontali di uguali dimensioni: blu quella superiore e rossa quella inferiore. Al centro della bandiera è presente un quadrato bianco con lo stemma haitiano. La bandiera civile è priva dello stemma.

Si dice che la bandiera sia stata creata durante la rivoluzione della nazione contro i francesi. I ribelli rimossero la banda bianca dal tricolore francese, e lo usarono come loro bandiera.

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Source : Wikipedia