Guinea

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Inviato da amalia 28/03/2009 @ 12:07

Tags : guinea, africa, esteri

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Guinea

Guinea - Bandiera

La Repubblica di Guinea (République de Guinée), nota anche informalmente come Guinea Conakry, è uno Stato dell'Africa Occidentale. Confina con Guinea-Bissau e Senegal a nord, Mali a nord e nord-est, Costa d'Avorio a sud-est, Liberia a sud, e Sierra Leone ad ovest. Il suo territorio racchiude la sorgente dei fiumi Niger, Senegal, e Gambia.

Dominato da vari regni africani, il paese divenne uno dei punti nevralgici della tratta degli schiavi, che lo spopolò. Divenuta colonia francese nel 1890, la Guinea ha raggiunto l'indipendenza per consultazione referendaria nel 1958; da allora fino al 1984 è stato retto dittatorialmente da Ahmed Sékou Tourè. Dopo questi la situazione politica si è fatta fosca: dal 1984 il regime non-democratico è proseguito con la presidenza di Lansana Contè, terminata il 23 dicembre 2008 con la morte del capo di stato dopo una grave malattia. La mattina del 23 dicembre l'esercito guineiano attua un colpo di stato militare sospendendo ogni attività politica e sindacale e sciogliendo l'Assemblea Nazionale. Dotata di notevoli risorse minerarie, la Guinea affida al loro sfruttamento lo sviluppo della propria economia, che conta non solo sull'attività mineraria ma anche su quella agricola.

Il nome Guinea (geograficamente assegnato a gran parte della costa occidentale dell'Africa, a sud del Deserto del Sahara e a nord del Golfo di Guinea) è di origine berbera ed è traducibile in "terra dei neri".

L'odierna Guinea prima di essere colonizzata fu parte di diversi imperi africani, il primo di questi fu l'Impero del Ghana, che conquistò questo territorio nel 900. Seguì il regno dei Soussou nei secoli dodicesimo e tredicesimo. Ancora dopo l'Impero del Mali prese il controllo della regione dopo la battaglia di Kirina nel 1235, ma aspri conflitti interni portarono alla sua dissoluzione nel 1610 circa. Subentrò l'Impero Shongai, uno stato molto più forte e solido dei precedenti, ma destinato anch'esso al declino a causa di scontri interni. Seguì un periodo di generale confusione, l'Impero Shongai aveva lasciato un grande vuoto.

Il XVIII secolo fu molto importante per la Guinea, perché segnò l'inizio della diffusione dell'Islam e l'arrivo, nella regione del Futa Gialòn, dei Fula, gruppo etnico che è attualmente il più diffuso del paese. Quando i portoghesi arrivarono, trovarono il territorio diviso in varie signorie vassalle dei regni sudanesi.

Dunque i portoghesi furono i primi a giungere in Guinea, avviando contatti con gli indigeni fin dal XV secolo. In seguito la Guinea fu al centro della tratta degli schiavi, che causò una drastica riduzione della sua popolazione: per fermare tale commercio la Francia decise di stipulare patti con i capi locali. Nel 1890 divenne una colonia francese: proprio i francesi fondarono la capitale Conakry, sull'isola Tombo. In realtà i francesi erano penetrati nel territorio già in precedenza, ottenendo nel 1880 il protettorato sulla regione del Futa Gialòn. Nel 1895 la Guinea fu incorporata nell'Africa occidentale francese.

In seguito al referendum promosso da Charles De Gaulle, la Guinea votò per la sua piena indipendenza il 28 settembre 1958. Il paese divenne ufficialmente indipendente il 2 ottobre dello stesso anno: il periodo coloniale si era quindi concluso.

Primo Capo di Stato fu Ahmed Sékou Tourè, leader del Partito Democratico della Guinea, che alle elezioni territoriali del 1957 aveva ottenuto 56 seggi su 60. Orientato su politiche socialiste, il paese riuscì comunque a ricevere un notevole flusso di capitale dai paesi capitalisti. Sotto Tourè la Guinea ebbe un sistema politico chiuso e monopartitico, sordo a questioni come diritti umani e libertà d'espressione: entrambe le cose vennero ripetutamente e abitualmente calpestate. Tourè fu un presidente tanto forte da essere considerato un dittatore; estese il suo controllo anche ai media.

L'economia fu condotta verso un controllo statale pressoché completo, attuato con nazionalizzazioni di massa. L'opposizione politica ricevette una durissima repressione e le riforme economiche di quegli non portarono a progressi economici particolari. Tourè, sostenuto per il suo nazionalismo etnico, si scontrò per la sua politica repressiva con la sua stessa etnia, i Malinkè. Ossessionato da possibili complotti alle sue spalle, Tourè, divenuto un vero e proprio dittatore, fece imprigionare gli oppositori presunti o effettivi in veri e propri gulag. Questa situazione portò molti cittadini ad emigrare verso i paesi vicini.

Tourè morì il 26 marzo 1984. Fu sostituito momentaneamente dal Primo Ministro Louis Lansana Beavogui, rovesciato il 3 aprile da una giunta militare guidata da Lansana Contè e Diarra Traorè. I due divennero rispettivamente presidente e primo ministro. Contè denunciò subito gli abusi di Tourè e il suo scarso rispetto dei diritti umani, liberando 250 prigionieri politici e invitando 200.000 emigrati a tornare nel paese. Inoltre si adoperò per cancellare molte delle misure politiche ed economiche introdotte dal dittatore, ma la povertà non diminuì esponenzialmente e non si avvertirono segni forti di un ritorno alla democrazia. Nel 1985 Traorè tentò di rovesciarlo con un colpo di stato, ma questa azione fallì e Traorè stesso venne giustiziato. Nel 1992 Contè annunciò il ritorno del potere nelle mai dei civili con delle elezioni presidenziali nel 1993 e delle elezioni parlamentari nel 1995, nelle quali la formazione del presidente, il Partito dell'unità e del progresso, conquistò 71 seggi su 114.

Nonostante questi apparenti esercizi di democrazia, il controllo di Contè sul paese si fece sempre più saldo e andò consolidandosi negli anni. Parallelamente le proteste si intensificarono, culminando nell'assalto al palazzo presidenziale nel febbraio del 1996: vista l'emergenza Contè fu costretto a prendere il controllo dell'esercito e a dare un segnale di democratizzazione, nominando dopo tanto tempo un primo ministro, Sydia Tourè, che rappresentasse una divisione del potere. La situazione interna non parve cambiare e la riconferma del presidente nel 1998 rese il clima interno ancora più pericoloso. Nel settembre 2001 fu arrestato il principale membro dell'opposizione, Alpha Condè. Condè, catturato e processato, fu condannato a cinque anni di reclusione ma dopo non molto rilasciato, anche se trascorse un periodo di esilio in Francia. Intanto il presidente promosse sempre nel 2001 un referendum, per allungare il termine del mandato presidenziale: il referendum fu vinto con il 98,4% dei votanti a favore. Venne confermato per la terza volta nel 2003 con il 95,3% dei voti. Nel gennaio 2005 è sfuggito ad un probabile attentato alla sua vita, durante una sua rara apparizione pubblica a Conakry. Nel frattempo la corruzione ha raggiunto livelli altissimi, e la situazione economica non mostra grandi miglioramenti.

Nel gennaio 2007 è cominciato un periodo di protesta genrale a livello nazionale, che ha portato migliaia di guineani in piazza a protestare contro il presidente e il suo ormai lunghissimo mandato. Le proteste si sono fermate il 27 gennaio, dopo forti scontri tra manifestanti e polizia, che hanno causato circa 90 morti e 300 feriti. Sull'orlo d una guerra civile e in crisi politica, la Guinea vede ormai sempre più prossima la possibilità di un radicale cambiamento politico. Il contestato presidente Lansana Conté ha nominato nel febbraio 2007 come nuovo primo ministro Eugene Camara, suo stretto collaboratore. Tale decisione è stata avversata duramente dall'opposizione. Il 1 marzo 2007 è diventato primo ministro Lansana Kouyatè, molto più gradito del predecessore: la sua nomina è stata approvata dagli oppositori del presidente.

Le proteste terminarono proprio grazie alla nomina di Kouyatè, poiché come imprescindibile condizione per la fine delle contestazioni vi era la scelta di un primo ministro che venisse approvato dalla popolazione. Nonostante questo, Contè stesso ha detto che la nomina di Kouyatè non è derivata da pressioni ed ha affermato di esser soddisfatto dell'operato del primo ministro. Come accennato prima, si temette la guerra civile: Stati Uniti e Unione Europea espressero la loro preoccupazione per i fatti di quei giorni e l'Unità di Crisi Internazionale ha chiarito che un eventuale conflitto civile guineano avrebbe compromesso la stabilità dei paesi confinanti: proprio a riguardo di questo Lansana Contè ha incontrato il 20 febbraio il presidente della Liberia Ellen Johnson-Sirleaf e il presidente del Sierra Leone Ahmad Tejan Kabbah.

Il 23 dicembre 2008, a 74 anni, Conté è morto al termine di una grave malattia.

La mattina del 23 dicembre l'esercito guineiano attua un colpo di stato militare sospendendo ogni attività politica e sindacale e sciogliendo l'Assemblea Nazionale e sospendendo la costituzione.

Il 24 dicembre il Capitano Moussa Dadis Camara, in precedenza responsabile dei carburanti per le forze armate, si è posto alla guida dello Stato dell'Africa occidentale, annunciando le elezioni per il 2010.

La Guinea si estende su un'area di 245.857 chilometri quadrati, poco più grande di quella del Regno Unito. Il paese si trova nella regione dell'Africa occidentale, poco più a sud della fascia del Sahel. Confina con la Guinea Bissau per 386 km, il Mali per 858 km e il Senegal per 330 km a nord, Mali e Costa d'Avorio per 610 km a est, e Sierra Leone per 652 km e Liberia per 563 km a sud; affaccia a ovest sul golfo di Guinea. Geograficamente ricca di diversità, la Guinea risulta molto varia sotto il profilo geografico.

Il paese è diviso in quattro regioni principali: la Bassa Guinea, una stretta striscia costiera; la Guinea Centrale, una regione interna pastorale, caratterizzata da forti escursioni termiche; l'Alta Guinea si trova a nord, copre anche alcune aree di Sierra leone, Costa d'Avorio e Liberia e l'ambiente è quello della savana; e la Guinea delle foreste, che è appunto una zona con un grande patrimonio forestale e nella quale abbondano le piogge: anche per questo è la parte più popolata del paese e ha addirittura problemi di sovrappopolamento. In questa regione ripararono molti rifugiati scappati in seguito alle guerre civili in Sierra Leone, Liberia e Costa d'Avorio. Nella Guinea centrale vi è la regione del Futa Gialòn, abitata più che altro dall'etnia Fula. Tale regione, ricca di acque e situata ad un'altitudine di circa 900 metri, è la più importante del paese.

Il paese ha 320 km di coste, presso le quali sono molto diffuse le mangrovie. Le acque interne non mancano: ben ventidue fiumi della regione africana occidentale nascono in Guinea, e tra questi i fiumi Niger, Senegal e Gambia. Le montagne sono concentrate soprattutto nell'interno, il punto più elevato del paese è il Monte Nimba, alto 1.752 metri.

La Guinea, poco a nord dell'equatore, ha ovviamente un clima tropicale nelle zone costiere e anche in buona parte di quelle interne. La stagione delle piogge dura da aprile a novembre, e presenta temperature abbastanza alte ed elevata umidità. Al contrario, da novembre a marzo si ha una stagione secca, dannosa per lo sviluppo della vegetazione. Nonostante questo, piove in media 11 mesi su 12; all'estremo nord-est la stagione secca ha però una durata superiore: le zone settentrionali, essendo vicine alla fascia del Sahel, sono minacciate dalla siccità. Ma oltre questa, diversi sono i problemi ambientali: soprattutto nelle vicinanze della regione del Sahel avanza la desertificazione, e anche la deforestazione grava sul territorio. Infine, il suolo è danneggiato da inquinamento ed erosione.

Notevoli le risorse del sottosuolo: anzitutto bauxite, ma anche ferro e diamanti.

La popolazione guineana conta 9.947.814 abitanti (luglio 2007). Il tasso annuo di crescita demografica è stato del 2.62% nel 2007, con un tasso di natalità del 41% e di mortalità del 15%. La mortalità infantile è altissima, miete 90 vittime ogni 1.000 nati vivi. Questo dato è in lento miglioramento, ma riflette una situazione sanitaria veramente critica. Breve l'aspettativa di vita: 50 anni per le donne e 48 per gli uomini.

La popolazione è in continua crescita ed è in gran parte rurale: a parte Conakry le città non sono molto abitate. La densità è di 38 abitanti per chilometro quadrato, bassa ma irregolare: gli abitanti del paese si concentrano specialmente nella regione delle foreste, dove sono affluiti molti rifugiati dalla Sierra Leone, dalla Costa d'Avorio e dalla Liberia durante le guerre civili in questi paesi. E sono proprio i rifugiati a variare ulteriormente la composizione etnica, linguistica e religiosa della Guinea. L'istruzione deve fare molti passi avanti: al 2005 l'analfabetismo tocca il 59% dei guineani. La situazione sanitaria sembra però migliorata dall'Iniziativa di Bamako, nel 1987, che ha portato un miglioramento dei principali indicatori sanitari. Ma un grave problema è rappresentato dall'Aids, alla cui diffusione concorre anche la poligamia.

Nella Guinea la popolazione comprende 24 gruppi etnici. I più diffusi sono i Fula, che formano il 40% della poplazione e abitano soprattutto nella regione montuosa del Futa Gialòn. Il secondo gruppo è quello dei Mandinka, noto anche come Mandinko: costituiscono il 30% degli abitanti del territorio.

Abitano soprattutto nella parte centro-orientale, nelle regioni di Kankan e Faranah. I terzi per numero di individui sono i Soussou, la cui lingua è il Susu, formano il 20% della popolazione. Sono concentrati quasi tutti a Conakry e nella regione di Kindia. Altri gruppi si spartiscono il restante 10%.

La lingua ufficiale è il francese, ma sono largamente diffuse le lingue locali, appartenenti alle diverse etnie che abitano il territorio: Fula, Maninka, Susu e Wolof sono tra gli idiomi locali i più parlati. Modesta la diffusione dell'arabo, favorita però dal forte seguito che ha l'Islam in Guinea. Il Susu, parlato a Conakry e nelle zone costiere, non è una lingua franca ma la sua diffusione è comunque notevole tra la popolazione.

In seguito alla colonizzazione e alla diffusione dell'Islam, i culti precoloniali africani hanno subito un ridimensionamento molto deciso, ma sono comunque praticati da una percentuale abbastanza consistente degli abitanti. La componente cristiana è divisa tra varie confessioni, ma in maggioranza si tratta di cattolici romani. Di gran lunga più praticata è la religione musulmana, che contribuisce a differenziare ulteriormente lingue e tradizioni locali; potrebbe rappresentare un fattore di unità tra varie etnie.

Circa tre quarti dei guineani abita in zone rurali, le città sono in genere poco abitate. La capitale Conakry, con una popolazione di circa 2 milioni di abitanti, costituisce un'eccezione. Altre notabili città sono Kankan, Labè e Kindia. Conakry ospita il Museo Nazionale di Guinea e ha un certo numero di attrattive che la rendono la più grande città del paese. Gli altri centri spesso si sviluppano intorno ad attività economiche di punta, come quella estrattiva. Nzérékoré, a sud, è la più importante città della parte forestale della Guinea, e nel 1996 aveva più di 100.000 abitanti.

La Guinea è una repubblica presidenziale. Attualmente, il Capo di Stato è Lansana Contè, in carica dal 1984, e il Capo di Governo Lansana Kouyatè, dall'1 marzo 2007. Il presidente ricopre anche il ruolo di capo delle forze armate. Il potere esecutivo è in mano al presidente e ai membri del suo gabinetto, nominato da lui in persona. mentre l'Assemblea Nazionale detiene il potere legislativo. L'Assemblea Nazionale ha 114 membri eletti ogni quattro anni. La formazione politica governativa, il Partito dell'unità e del progresso, è quella dominante. Esistono partiti d'opposizione, ma non hanno serie possibilità di andare al governo.

Le spese militari assorbono l'1,7% del PIL nel 2007, meno rispetto al 2,9% dell'anno precedente. Dal 1997 il presidente Contè si occupa in prima persona delle forze armate, che si trovano sotto il controllo del Ministero della Difesa. Questa decisione gli parve opportuna dopo che nel febbraio del 1996 una massa di suoi contestatori aveva assaltato il palazzo presidenziale: una gestione diretta delle forze armate gli avrebbe permesso di dare maggiore stabilità al suo governo.

Sotto la presidenza di Tourè, che si potrebbe definire una dittatura, il partito dominante fu ovviamente quello del presidente, il Partito democratico della Guinea. In questo periodo, fatto di abusi e violazioni dei diritti umani, molte furono le restrizioni per i mezzi di informazione e particolarmente chiusi risultarono i sistemi economico e politico: nel primo lo stato fu messo al centro di ogni attività, il secondo fu caratterizzato da un rigido monopartitismo. Il regime si dimostrò abbastanza debole nel mantenere il controllo del potere; morto Tourè, il panorama politico mutò radicalmente. Quello stesso anno, il 1984, con un colpo di stato Lansana Contè prese la guida del paese insieme a Diarra Traorè, suo aiutante nel golpe. Contè deplorò le violenze e le scorrettezze del suo predecessore, promettendo una nuova costituzione e la formazione di un sistema politico democratico e liberale, oltre che aperto a chiunque.

Ma la situazione interna non parve cambiare: la costituzione non fu sostituita e il monopartitismo restò, ma questa volta con il partito di Contè, Partito dell'unità e del progresso. Nel 1985 Traorè tentò di rovesciarlo, il tentativo fallì ma espresse apertamente il malcontento popolare, sempre crescente. Sebbene non ci fosse il terribile scenario di Tourè e venissero anzi registrati seri miglioramenti per i diritti umani, non si parlò di democrazia se on nei primi anni novanta, quando furono finalmente concesse delle elezioni. Queste ultime non furono altro che plebisciti per Contè, spesso contestati o boicottati dall'opposizione. Nel 1989 venne finalmente data una nuova costituzione al paese, che aprì al multipartitismo e segnò la fine, una volta per tutte, del regime. Ma ciò è relativo: da una parte i partiti di opposizione esistono e sono permessi, ma dall'altro Contè è ancora presidente e non si nutre alcuna speranza per un passaggio di poteri, se non ad un suo fidato. Questo è avvalorato dal fatto che il presidente ha affermato di essere sopra tutti.

Nonostante questo il potere dello stesso Contè è instabile: nel 1996 l'assalto di una folla di rivoltosi ala palazzo presidenziale lo ha costretto a mettersi a capo dell'apparato militare, attività che svolge ancora, segno di una continua attesa di altre rivolte: che si sono verificate. La mobilitazione generale del gennaio 2007 ha messo in seria crisi non solo il sistema politico interno, ma anche e soprattutto la stabilità dell'intera regione.

Le politiche socialiste di Tourè lo avvicinarono al modello sovietico prima, a quello cinese poi. Nonostante la nazionalizzazione generale dell'economia la Guinea riuscì però ad attirare investimenti, e quindi flussi di capitali, dai paesi capitalisti, con i quali i rapporti non furono mai apertamente ostili. Dopo la presa di potere di Contè l'apertura ai paesi occidentali è stata molto più netta: Tourè aveva avuto con essi delle relazioni sempre ambigue ed altalenanti. Nel 1975 furono ristabilite normali relazioni diplomatiche con l'ex madrepatria francese e con la Germania.

Molto più complicate sono state nel tempo le relazioni della Guinea con i paesi vicini. Tourè nei primi anni sessanta inaugurò una politica di collaborazione con i paesi africani, ma quest'opera fu vanificata dalle tensioni avute con il Ghana nel 1966: quell'anno un colpo di stato rovesciò il presidente Nkrumah, che trovò rifugio in Guinea. Proprio questo causò tra i due paesi non poche tensioni. La Guinea entrò in uno stato di isolamento a livello regionale, al quale il dittatore tentò di porre rimedio inserendo il paese nell'Organizzazione per la valorizzazione del Senegal. La Guinea ha continuato i suoi programmi di cooperazione regionale, costituendo con Ghana e Mali l'Unione degli Stati Africani e aderì alla Carta dell'organizzazione dell'unità africana. Nel 1978 furono riallacciati normali rapporti con Senegal e Costa d'Avorio. Dal 1990 il paese ha offerto asilo a circa 700.000 rifugiati scappati dalla Liberia, dalla Sierra Leone e dalla Guinea Bissau, in fuga dalle guerre civili di questi paesi.

La Guinea fa parte dell'ONU, dell'Unione Africana ed è associata all'Unione Europea.

Le condizioni economiche della Guinea sono molto precarie: nel 2006 il 47% dei guineani viveva sotto la soglia di povertà. Il paese fa parte della lista dei Paesi Meno Sviluppati, stilata dalle Nazioni Unite. L'Indice di Sviluppo Umano, pari a 0,456, è uno dei più bassi del mondo ma ha fatto registrare un discreto incremento. Per il suo sviluppo economico il paese cerca di contare sulle proprie riserve di bauxite e tenta di migliorare l'agricoltura: le grandi potenzialità per migliorare il settore agricolo sono date da condizioni geografiche favorevoli, ma un ostacolo serio è rappresentato dalle infrastrutture generalmente carenti. L'inflazione ha raggiunto il 29% ed è in fase di aumento: nel 2003 era appena del 6%; non si hanno dati certi riguardo la disoccupazione.

L'economia guineana è stata caratterizzata negli ultimi anni da tassi di crescita ridotti: nel 2005 e nel 2006 ilPIL è cresciuto rispettivamente dell'1% e del 2%, ma le previsioni per il 2007 sono del 3,7%, segnando così un lieve rialzo. Il debito estero risulta abbastanza oneroso, ma dal 2006 è cominciato un piano di risanamento che ha portato in quello stesso anno ad una sua diminuzione. Dagli anni novanta il governo ha deciso di ridurre il peso dello stato sull'economia, prima quasi interamente statalizzata, specialmente per le attività commerciali; molte le misure per incrementare gli investimenti esteri, attratti soprattutto per la porzione mineraria dell'economia. Tuttavia questi sforzi sono stati a volte resi vani da corruzione ed inefficienza, nati anche da una situazione sociale poco incoraggiante: sia il sistema sanitario che quello della pubblica istruzione si dimostrano spesso carenti. E proprio questo è segno di una maturità economica che non è mai arrivata nel settore dei servizi.

L'agricoltura impiega oltre il 70% della popolazione attiva e contribuisce alla formazione di un quarto del prodotto interno lordo. I porgrami di sviluppo del governo agiscono soprattutto in questo apparato economico, ancora oggi basilare per la crescita dell'economia. La superficie coltivata è molto limitata, corrisponde ], manioca, patate e altro, la maggiore produzione è quella di riso. Altre coltivazioni sono riservate alle esportazioni, come caffè, ananas, agrumi, arachidi e palme da olio. Ma il settore primario si basa anche sull'allevamento, praticato in massima parte nella Guinea centrale, regione pastorale interno. Il patrimonio zootecnico è costituito soprattutto da ovini, caprini e volatili. La pesca, finalizzata ovviamente alla vivacizzazione del commercio, è in via di sviluppo, anche se la strada da fare per sensibili miglioramenti è ancora lunga. Godendo di un notevole patrimonio forestale, sono disponibili considerevoli risorse di legname, utilizzato perlopiù come combustibile.

Il settore secondario racimola pochi addetti ma contribuisce per il 38,2% alla formazione del PIL. La produzione industriale è in lenta crescita. Lo sviluppo di questo settore è molto mediocre, perché soffre della mancanza di manodopera adeguatamente qualificata, molte aziende sono gestite da capitali stranieri misti. Gli stabilimenti presenti nel paese sono dediti alla lavorazione dei prodotti agricoli e del legname. Il sottosuolo dispone di buone risorse, specialmente bauxite, ferro, diamanti, uranio; l'estrazione dell'oro è di fatto cessata, petrolio e carbone sono totalmente assenti. La Guinea è il secondo produttore mondiale di bauxite, dopo l'Australia: i più importanti giacimenti si trovano a Bokè e Kindia. ma anche l'estrazione del ferro è ben sviluppata, nella penisola di Kaloum, nella regione di Bokè, è presente un giacimento che è tra i più grandi del pianeta. Nonostante queste potenzialità, l'arretratezza economica impedisce di poterle sfruttare appieno; dopo l'agricoltura, proprio l'industria, più nello specifico quella estrattiva, è stata al centro di grandi sforzi per lo sviluppo. Visti i molti fiumi interni, la Guinea sfrutta il proprio potenziale idroelettrico per quanto riguarda l'energia.

Il terziario è irrilevante per numero di individui impiegati e per importanza economica, ma in realtà forma oltre il 36% della ricchezza nazionale; nel terziario, come spesso accade nei paesi in via di sviluppo, la mancanza di addetti è compensata da una produttività maggiore che in settori che assorbono una parte maggiore di popolazione attiva. Bauxite e diamanti dominano le esportazioni, che consistono anche nei prodotti agricoli da esportazione già citati (caffè, arachidi etc.); le importazioni consistono in beni strumentali, alimentari e materie prime. Dopo anni di lieve passivo, attualmente la bilancia commerciale è in leggero attivo.

La valuta è il franco guineano.

La rete di trasporti è insufficiente. Metropolitane e servizio tranviario sono assenti, ma in compenso la Guinea dispone di 1.086 km di ferrovie, non tutte connesse fra loro. La rete locale si collega con quelle di Liberia, Senegal e Costa d'Avorio. La linea di collegamento con la Liberia ha un cambio di scartamento di 1.000 mm, ma ne è stato proposto uno di 1.435 mm.Treni e ferrovie possono avere uno sviluppo maggiore grazie all'esigenza di trasporti per attività economiche come quella mineraria; la rete che collegava Conakry a Bamako (capitale del Mali) è stata abbandonata. Al 2006, i trasporti interni avvengono soprattutto per automobile. La rete stradale è di 30.500 km, dei quali solo poco più di 5.000 asfaltati. Il trasporto aereo non è interno ma solo internazionale; nella Guinea ci sono 15 aeroporti, Conakry possiede un aeroporto internazionale, a Gbessia. Le idrovie sono composte da 1.295 km di acque navigabili, i porti principali sono Conakry e Kamsar.

Come molti paesi dell'Africa occidentale, la Guinea ha tradizioni molto ricche in molti ambiti culturali, come letteratura.

Le notevoli influenze arabe non hanno impedito all'etnia Fula, la maggiore del paese, di sviluppare una propria tradizione poetica, che si può dire molto ricca: temi principali, la morale e la religione; l'etnia Mandingo si distingue per i suoi cantastorie, che raccontano le vicende guineane in forma leggendaria. Il primo scrittore guineano è stato uno schiavo vissuto in Spagna, Juan Latino, che nel XVI secolo compose opere in latino. Varia anche la tradizione narrativa, che ha potuto contare, prima dell'indipendenza, sull'autore Keita Fodeba. Fodeba, attore noto nel paese, ha rappresentato con opere teatrali le leggende della sua terra.

Dopo l'indipendenza il panorama letterario mutò, poiché molti autori preferirono alla dittatura di Ahmed Sékou Tourè l'esilio. Lo stesso Tourè fu un autore di saggi, e molte delle opere composte in Guinea sotto di lui furono caratterizzate da una propaganda ideologica sempre presente; gli esuli mostrarono nei loro scritti un certo impegno politico, denunciando apertamente le feroci dittature che opprimevano l'Africa. Tra questi si sono distinti Alioune Fantourè e William Sassine: il primo ha denunciato con Il cerchio dei tropici, del 1972, la lotta interna per il potere, il secondo con San signor Baly del 1973 mette in risalto gli affanni degli uomini che vivono in società che li annientano. Numerosi i saggisti, come l'etnologo I. A. Sow e lo storico I. Kakè. Forme di letteratura più moderne e vivaci hanno sostituito, solo in parte e gradualmente, quella tradizionale. Attualmente, gli autori più popolari sono quelli tornati dall'esilio dopo la fine di Ahmed Tourè.

Lo sport più popolare è il calcio: benché la nazionale non sia mai riuscita ad accedere alle fasi finali dei Mondiali, ha partecipato a ben otto finali della Coppa d'Africa ed è arrivata ai quarti di finale alle edizioni del 2004 e del 2006. L'attuale allenatore della nazionale è Quique Setien, ex giocatore spagnolo, proveniente dalla Cantabria, che ha giocato in vari club del suo paese come Casablanca, Atletico Madrid e Racing Santander.

Ma non è diffuso solo il calcio: presso Conakry è molto popolare il nuoto, e nel Futa Gialòn è praticabile l'escursionismo, per via della natura montagnosa della regione.

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Guinea Equatoriale

Guinea Equatoriale - Bandiera

La Repubblica della Guinea Equatoriale (in spagnolo República de Guinea Ecuatorial) è uno Stato dell'Africa Centrale. Confina con il Camerun a Nord, Gabon a Est e Sud, e Golfo di Guinea a Ovest. La sua capitale è Malabo, situata sull'Isola di Bioko (Isla de Bioko).

Le lingue ufficiali sono spagnolo, francese e portoghese. La Guinea Equatoriale è uno dei più piccoli paesi dell'Africa continentale in termini di superficie e di popolazione: l'estensione del territorio è di 28.051 chilometri quadrati, e conta solo 523.051 abitanti (anche se si stima che dall'indipendenza quasi 1 milione di persone abbia lasciato il paese).

Colonia spagnola dal 1778, è indipendente dal 1968. Dal 1972 al 1979 il paese fu retto dittatorialmente da Francisco Macìas Nguema, il cui terribile regime portò al tracollo sociale e politico interno, con violenze ed abusi sistematici. Suo nipote Teodoro Obiang Nguema Mbasogo lo destituì con un colpo di stato, prendendone il posto: da allora Obiang governa il paese con il ruolo di presidente; nonostante ci siano delle elezioni e la Guinea Equatoriale sia una Repubblica, il suo processo di democratizzazione dopo la dittatura di Nguema da anni sembra fare sempre più passi indietro. La scoperta, nel 1995, di consistenti riserve di petrolio ha completamente cambiato l'assetto economico dello stato, portando a considerevoli possibilità di sviluppo minate da non trascurabili diseguaglianze.

I primi abitanti della regione che corrisponde all'odierna Guinea Equatoriale furono probabilmente i pigmei, oggi diffusi solo in alcune zone isolate nei dintorni del Rio Muni settentrionale. I primi europei a sbarcare nella regione dell'odierna Guinea Equatoriale furono i portoghesi, nel 1471; fu il navigatore Fernando Poo a scoprire e battezzare l'"Isla de Bioko". Nel 1778, l'isola fu ceduta agli spagnoli, insieme ad Annobón. Dal 1827 al 1844, con il benestare della Spagna, gli inglesi amministrarono l'isola, tenendovi anche una importante stazione navale. Nel 1844 l'isola tornò agli spagnoli, che nel frattempo avevano esteso il loro controllo anche all'entroterra (la regione nota come Rio Muni). Bioko e Rio Muni furono unificate da un punto di vista amministrativo nel 1904, e in seguito presero il nome di Guinea Spagnola. Nel 1958 le due regioni vennero nuovamente separate, diventando due province indipendenti.

Nel 1964, le due province di Bioko e Rio Muni ottennero un governo autonomo, e quattro anni dopo si unirono a formare la repubblica indipendente della Guinea Equatoriale, pur mantenendo fino al 1973 un assetto federale.

Dalle prime elezioni uscì presidente della neonata repubblica Francisco Macías Nguema, che prese il potere in modo dittatoriale nel 1972, proclamandosi presidente a vita. La dittatura di Macías spinse alla fuga oltre 100.000 profughi, equivalenti ad un terzo della popolazione di allora. Nguema fu rimpiazzato nel 1979 dal trentasettenne nipote Obiang Nguema Mbasogo, che lo aveva destituito con un colpo di stato.Macìas Nguema fu condannato a morte per genocidio con un processo sommario, e giustiziato poche settimane dopo. Obiang Nguema ereditò un paese disastrato, e tentò di migliorarne le condizioni, riuscendovi in parte. Aprendo ai paesi occidentali, il nuovo Capo di Stato riuscì anche ad ottenere aiuti internazionali che si dimostrarono molto importanti, inoltre instaurò buoni rapporti con la Spagna. Nel 1987, il nuovo presidente fondò il Partito Democratico, l'unico dichiarato legale nelle successive elezioni (1988).

Sebbene la costituzione del 1991 abbia formalmente introdotto il multipartitismo, le successive elezioni del 1993, del 1996 e del 1999 sono state boicottate dalla maggioranza dei partiti e degli aventi diritto al voto: anche alle consultazioni del 2002 Obiang Nguema si è candidato senza avversari. Il presidente ha assunto col tempo derive autoritarie, se non dittatoriali. Il 1996 è stato l'anno della svolta: furono scoperte enormi riserve di petrolio, e da allora il contesto economico e sociale è profondamente cambiato, generando tensioni economiche e politiche. Nel 1997 Severo Moto Nsà famoso esponente dell'opposizione viene liberato, egli guiderà il "Partido del Progreso de Guinea Ecuatorial" (PPGE) in esilio da Madrid. Nel 1998 è morto in carcere a causa di inadeguate cure mediche Martin Puye storico leader del "Movimiento para la Autodeterminación de la Isla de Bioko"(MAIB). La scomparsa di Puye ha fatto morire la speranza dei molti Bubi che ancora credevano in una democratizzazione del paese. Nel 2004 mercenari europei e sudafricani hanno tentato di destituire Obiang Nguema con un colpo di stato, che è fallito. Questo tentato golpe ha attirato l'attenzione dei media per il coinvolgimento di Sir Mark Thatcher, figlio di Margaret Thatcher, che avrebbe finanziato l'operazione. Questo tentativo di rimuovere Mbasogo ha forse ricevuto il tacito sostegno di alcuni governi occidentali e di alcune multinazionali. Per questo tantato golpe nel luglio 2008 è stato condannato a 34 anni di carcere il mercenario Simon Mann, accusato di aver finanziato e diretto personalmente l'operazione. Mark Thatcher è invece riuscito ad evitare il carcere. Mann ha indicato come principale organizzatore del fallito colpo di stato porprio Thatcher, accusando di aver ricoperto un ruolo simile anche altre persone.

Nonostante gli indubbi miglioramenti negli ultimi venti anni, la situazione dela Guinea Equatoriale rimane ancora oggi precaria, con molti problemi da risolvere: tra questi, corruzione e diseguaglianza.

La zona continentale, fatta eccezione per una stretta pianura costiera, è montuosa. È attraversata da vari corsi d'acqua, il più importante dei quali è il rio Benito che, scendendo da est, la divide in due parti. La regione continentale più importante è senza dubbio quella di Mbini, nota come Rio Muni, che si estende per oltre 26.000 chilometri quadrati. La sua popolazione è di 300.000 abitanti e presenta dei centri molto importanti, come Evinayong ed Ebebiyìn. La parte continentale è molto ricca di foreste, che occupano oltre il 58% del territorio nazionale (2.200.000 ettari di cui 400.000 sfruttati per la selvicoltura). Il manto forestale, patrimonio ambientale importante perché protegge la biodiversità della regione, è in pericolo. La deforestazione è in aumento, anche a causa dell'incremento delle produzioni agricole.

La zona insulare include le isole Bioko (dove è situata la capitale), Pagalu, Corisco, Elobey Grande e Elobey Chico. Si tratta di isole vulcaniche, che appartengono alla dorsale sommersa che comprende anche le isole di São Tomé e Príncipe. Il clima è tropicale con una temperatura media annuale di circa 25 °C e precipitazioni che non superano i 2.005 mm.

Il clima è fortemente condizionato dalla vicinanza all'equatore: le temperature sono elevate e costanti, le piogge abbondanti (1500 mm/anno nel centro in aumento nelle zone costiere) e l'umidità relativa elevata (80-85%). La regione continentale è caratterizzata da un clima tipicamente equatoriale con due stagioni secche (la seca da luglio a metà settembre e la sequilla da dicembre a metà febbraio). La regione insulare presenta una stagione delle piogge più marcata e prolungata (luglio-fine ottobre e marzo-fine aprile).

Secondo l'ultimo censimento del 2004, la Guinea Equatoriale conta 523.051 abitanti, e ha una densità di 18,6 abitanti per chilometro quadrato. L'attività petrolifera ha favorito la concentrazione degli abitanti a Malabo, la capitale dello stato.

Da questi dati è facile evincere che la popolazione è molto giovane, ma questo è dovuto anche ad un'aspettativa di vita tra le più basse al mondo: 48 anni per gli uomini e 51 per le donne. Purtroppo, l'aspettativa di vita è in diminuzione, poiché non molto tempo prima si attestava a 50 anni per gli uomini e 55 per le donne. Da questi dati si può evincere che la situazione sanitaria nel paese è difficile.

Un censimento ufficiale del governo della Guinea Equatoriale, svolto nel 2002, riportò una popolazione pari a 1.014.999 abitanti, cioè oltre il doppio rispetto ai dati di 10 anni prima. Secondo molti osservatori internazionali, in particolare il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e l'ONU, riportano dati di gran lunga inferiori, nell'ordine dei 500.000 abitanti. Secondo l'opposizione al governo il censimento sarebbe stato intenzionalmente manipolato in vista delle elezioni del dicembre dello stesso anno, in modo da poter permettere al presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo la rielezione per mezzo di brogli elettorali, confermati da tutti gli osservatori internazionali.

E' di origini bantu la maggioranza della popolazione. L'etnia più diffusa è senz'altro quella dei Fang. Provenienti dalla terraferma, i Fang si spostarono verso l'isola di Bioko, sottomettendo le preesistenti genti bantu. Oggi costituiscono circa l'80% della popolazione e sono a loro volta divisi in 67 clans. Altra etnia importante è quella dei Bubi, bantu che costituiscono il 15% degli abitanti e sono tradizionalmente rivali dei Fang che abitano la regione del Rio Muni; i Bubi sono originari dell'isola di Bioko.

Altr tribù vivono sulle coste e insieme formano quasi il 5% degli abitanti: si tratta di tribù Ndowe, Bujeba, Balengue e, a Bioko, Benga. Sono presenti ancora degli europei, principalmente spagnoli e portoghesi discendenti dagli antichi colonizzatori, che si sono quasi completamente mescolati con etnie africane. Ci sono anche cercatori di fortuna tedeschi, francesi e inglesi. In tutto gli europei sono 25.000. Cresce col tempo il numero di immigrati, provenienti perlopiù da Camerun, Nigeria e Gabon. Non mancano arrivi dall'Asia da altri paesi africani: solitamente questi immigrati lavorano nelle piantagioni di caffè o cacao; non raramente arrivano anche da Liberia, Angola e Mozambico. Gran parte della minoranza asiatica viene dalla Cina; dopo l'indipendenza raggiunta nel1968, i colonizzatori fuggirono verso la Spagna, così fecero anche migliaia di equatorial guineani, alcuni di essi andarono in Camerun, Gabon e Nigeria per via della dittatura di Francisco Macìas Nguema. Alcune comunità di questi emigrati vivono ancora oggi in Brasile, Stati Uniti, vari paesi latinoamericani, Portogallo e Francia.

La costituzione dello stato stabilisce che la lingua ufficiale è lo spagnolo, ma che le lingue indigene sono parte integrante della cultura del paese. Effettivamente, la grande maggioranza della popolazione parla lo spagnolo come lingua, specialmente la parte che vive a Malabo. Lo spagnolo è lingua ufficiale dal 1844, ma attualmente lo è anche il francese. Nel luglio 2007, il presidente Nguema ha annunciato la decisione del suo governo di rendere il portoghese terza lingua ufficiale. Questa scelta è stata presa per poter entrare, a tutti gli effetti, a far parte della Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese, organizzazione della quale la Guinea Equatoriale è osservatore fin dalla sua fondazione, nel 1996. Aderire alla Comunità è importante per questioni come l'accesso a programmi di cooperazione economica e sociale e la libera circolazione dei cittadini nei paesi membri. Questi ultimi stanno valutando un'eventuale ingresso della Guinea Equatoriale, che avrebbe in teoria anche buoni presupposti culturali: un creolo portoghese è parlato con buona frequenza in alcuni territori, che hanno inoltre affinità culturali abbastanza strette con Sao Tomè e Principe e col Portogallo.

Gran parte della popolazione è cristiana, ma spesso pratica ancora antichi culti tradizionali; gli animisti costituiscono ancora oggi una minoranza molto consistente.

La Guinea Equatoriale è divisa in 7 province, a loro volta suddivise in un totale di 18 distretti e 30 municipi.

Attuale forma di governo è la repubblica. L'attuale costituzione in vigore, approvata nel 1991 e modificata nel 1995, ha messo formalmente fine alla dittatura aprendo al multipartitismo. Il Presidente, eletto ogni sette anni a suffragio universale, ricopre il ruolo di Capo di Stato, e nomina il Primo Ministro, che è invece il Capo di Governo; quest'ultimo deve anche essere membro della Camera dei Rappresentanti, che conta 80 membri eletti ogni cinque anni. Attuale Primo Ministro è Ricardo Mangue Obama Nfubea, il Presidente è Teodoro Obiang Nguema Mbasogo. Nfubea è in carica dal 14 agosto 2006, Obiang riveste il ruolo di Capo di Stato dal 1979, anno in cui rovesciò il regime dello zio Francisco Macìas Nguema. Il Primo Ministro non ricopre ruoli riguardanti affari esteri, difesa e sicurezza, dei quali si occupa Mbasogo. Il sistema giuridico risente dell'influenza della legge civile spagnola.

Il tasso di alfabetizzazione, in aumento, è dell'84.2%: pochi anni prima era inferiore all'80%.

Organizzazioni letterarie e culturali sono diffuse, la loro fondazione spesso è stata possibile anche grazie al supporto economico spagnolo. È presente una sola università, fondata nel 1995, l'Universidad Nacional de Guinea Ecuatorial, con un campus a Malabo ed una facoltà di medicina a Bata, nella parte continentale. Tale facoltà è spesso aiutata e sostenuta dal governo di Cuba, lo staff è formato specialmente da esperti cubani.

L'esercito ha il maggior numero di componenti, circa 1.400; le forze aeree contnao invece solo 120 individui. La Polizia Nazionale include anche una Gendarmeria, una nuova branza delle forze armate del paese; l'addestramento e la preparazione dei gendarmi sono supportati dalla Francia. Per lo sviluppo delle forze armate, infatti, è importante soprattutto l'aiuto estero: dal 1984 al 1992 tutti i soldati della Guinea Equatoriale sono andati negli Stati Uniti per la loro preparazione. In generale si può dire che le forze armate nazionali siano poco equipaggiate e approssimativamente addestrate, eppure hanno avuto un ruolo importante nella storia: Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, l'attuale presidente, rovesciò lo spietato Francisco Macìas Nguema, suo zio, con l'intervento dell'esercito: lo stesso Mbasogo era allora un generale. Sempre l'esercito ha tentato di rovesciarlo, cospirando quindi con l'opposizione, in due occasioni: nel 1981 e nel 1983. Le spese militari sono diminuite moltissimo negli ultimi anni: nel 2000 il 6,5% del PIL era impiegato per la Difesa, mentre nel 2006 appena lo 0,1% del PIL è stato assorbito per questa voce di spesa.

Attualmente Mbasogo controlla l'intero apparato militare e si occupa personalmente di questioni riguardanti la sicureza e la difesa.

Successivamente alle prime elezioni, tenutesi nel Settembre 1968 e in forma multipartitica, il 12 ottobre dello stesso anno il paese divenne indipendente dalla Spagna. Fu insediato come presidente Francisco Macìas Nguema, democraticamente eletto. Nguema nel 1972 si dichiarò presidente a vita, e instaurò una feroce dittatura che lo fece considerare uno dei leader più corrotti e cleptocratici che l'Africa post-coloniale abbia mai conosciuto. Il dittatore fu rovesciato nel 1979 con un colpo di stato organizzato da suo nipote, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo. Quest'ultimo, prese le leve del potere, si occupò di concentrarlo il più possibile nelle proprie mani, processo completato nel 1982, quando la costituzione, in seguito ad una revisione, concesse al presidente estesi poteri politici, come sciogliere la Camera dei rappresentanti o nominare e destituire membri del gabinetto. Mbasogo controlla anche l'apparato militare del paese, sotto tutti i punti di vista. Per rafforzare il suo controllo sulla vita politica interna, Obiang ha fondato il Partito Democratico della Guinea Equatoriale (PDGE), dichiarandolo l'unico legale: introdusse così il multipartitismo, e con questo sistema si andò alle urne per le elezioni del 1988. Alle presidenziali del 1990 Mbasogo si presentò senza sfidanti, ottenendo una scontatissima vittoria. Poiché il presidente ha continuato su questa linea poco democratica, l'opposizione e buona parte della popolazione ha boicottato tutte le elezioni seguenti, fino al 1999. Nel Dicembre 2002 i quattro principali partiti dell'opposizione abbandonarono le elezioni presidenziali, che Mbasogo vinse in modo giudicato fraudolento dalla stampa occidentale.

La corruzione è abbastanza diffusa e, sebbene sia un leader poco democratico, Mbasogo viene non a torto giudicato molto meglio del sanguinario zio, che con le sue spaventose persecuzioni ridusse la popolazione circa di un quarto, lasciando, alla sua caduta, uno stato in condizioni economiche cattive, che in seguito sono migliorate. I problemi però sono ancora tanti e gravi: buona parte delle ricchezze derivanti dal petrolio finiscono nelle mani del Presidente o della sua famiglia, mentre una buona porzione degli abitanti vive con meno di un dollaro al giorno. Trasporti pubblici ed elettricità mancano, la disponibilità di acqua potabile è limitata.

Mbasogo è considerato uno dei più brutali e feroci capi politici del mondo, non di rado viene definito un dittatore. Viene inoltre paragonato a Idi Amin Dada, despota ugandese. Se Nguema aveva assunto titoli quasi divini, Mbasogo, per egocentrismo e culto della personalità, non si è dimostrato poi molto da meno. Un articolo della BBC del Luglio 2003 fece notare come un programma radiofonico dell'etnia Fang quasi divinizzasse il Presidente; lo stesso articolo osservò che nel paese non esistono giornali che escono quotidianamente. I media sono sottoposti a forti restrizioni e pesanti censure, e spesso sono sotto il controllo del figlio di Mbasogo, Teodorin. Lo stesso Teodorin si troverebbe, secondo un profilo politico del paese dato dalla BBC nel Marzo 2004, al centro di frequenti tensioni, che spesso dominano la scena politica interna. Al centro di tali tensioni ci sarebbe il petrolio, la cui produzione è in costante aumento.

È in vigore la pena di morte, utilizzata come forma legale di punizione e non con frequenza sporadica. La festa nazionale cade il giorno dell'indipendenza, il 12 ottobre.

Colonia spagnola fino al 1968, il paese divenne indipendente ed elesse presidente Francisco Macìas Nguema. Questi non molto dopo si fece dittatore e come mosse di politica estera adottò per prima cosa la cancellazione dei segni del passato coloniale: perfino i cognomi europei, cancellati dall'anagrafe, non vennero risparmiati. Di intellettualità dubbia (Nguema, affermatosi convinto marxista, lodò pubblicamente Adolf Hitler), il regime intrattenne rapporti stretti con Unione Sovietica e Cuba, chiudendo all'occidente e dispregiando la madrepatria. Difficili da gestire i rapporti con i paesi vicini: il Camerun non nascose le sue mire annessionistiche, il Gabon aggredì militarmente il paese nel 1972 per conquistare la parte continentale. Caduto Nguema, il suo successore, il nipote Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, aprì all'occidente cambiando nettamente strategia nei rapporti esteri della Guinea Equatoriale.

Con un PIL a parità di potere d'acquisto di 20.322 dollari pro capite nel 2006, la Guinea Equatoriale ha il reddito più alto di tutta l'Africa. La crescita economica, che si attesta sempre nel 2006 al 18,6%, è la più alta del mondo dopo quella dell'Azerbaigian e la prima del continente africano. La bilancia commerciale è in forte attivo, con le esportazioni che superano ampiamente le importazioni; l'inflazione è relativamente bassa.

Ma nonostante questo quadro apparentemente roseo, la situazione del paese è ancora oggi difficilissima, perché le ricchezze derivanti dal settore petrolifero sono distribuite in modo molto poco equo, e tendono a concentrarsi su una porzione poco estesa della popolazione totale. Il sistema sanitario è in condizioni mediocri. La bassa qualità della vita si riflette nell'Indice di Sviluppo Umano, che è dello 0,653: questo valore è di livello medio ma è in discesa. Ma i dati economici sono molto più felici di quelli sociali: solo pochi progressi sono stati fatti per il miglioramento delle condizioni di vita, e una parte consistente degli abitanti vive in povertà.

La scoperta di vasti giacimenti di petrolio, il più importante dei quali si trova a poche miglia dalla baia di Malabo, ha cambiato totalmente l'economia del Paese, a partire dal 1994. Nel 2004, la Guinea Equatoriale è il terzo produttore dell'Africa sub-sahariana, dopo la Nigeria e l'Angola, con oltre 360.000 barili estratti al giorno. Pur mantenendosi ad alti livelli, il prodotto interno lordo si è stabilizzato in quote più contenute, dando impulso ad una serie di attività correlate, non ultima quella del turismo, assente fino al 2004, a causa dell'inospitalità del clima e l'assenza di strutture ricettive. Il settore del legname e la sua lavorazione è totalmente concentrato nella parte continentale del Paese, dove è abbondante la produzione di OKUME, quasi esclusivamente in mano a Teodorin Nguema, figlio del Presidente Teodoro Obiang Nguema e Ministro delle Foreste, che sfrutta il territorio con soci coreani. Le infrastrutture, generalmente vecchie e in condizioni precarie, hanno bisogno di cambiamenti strutturali. L'unica impresa forestale dell'isola di Bioko, gestita da italiani (SIGESA), ha interrotto la sua attività nel 1999. Purtroppo il Paese ed i suoi 523.000 abitanti non godono del boom minerario, i cui benefici sono convogliati sulla famiglia del Presidente.

L'agricoltura impiega quasi il 50% della forza-lavoro totale del paese anche se la superficie arabile è limitata al 5%. La coltivazione del cacao, fiorente fino all'avvento di Francisco Macias, primo presidente del Paese al momento dell'indipendenza del 1968, è ridotta ad un decimo della sua precedente importanza, dovuto alla cacciata degli spagnoli, invisi al presidente, e a quella dei braccianti nigeriani. La qualità del prodotto veniva considerata la migliore del mondo. Oggi, il settore è regolato da un paio di esportatori spagnoli che lasciano margini irrisori ai coltivatori. Il cacao costituisce una dei principali prodotti dell'agricoltura di esportazione. Nel 1969 la produzione si attestava su 30.000 tonnellate/anno; dieci anni dopo era ridotta a 7000 tonnellate/anno. Trascurabile è oggi la produzione di caffè che fino alla fine degli anni 1980 era il secondo prodotto di esportazione della Guinea Equatoriale. Il settore primario poggia anche su altre coltivazioni, come banane, palme da olio e da cocco, manioca e patate dolci.

La valuta nazionale è il franco CFA.

I trasporti sono generalmente poco sviluppati, e le vie di comunicazione in cattivo stato. In un paese, come la Guinea Equatoriale, ad alta crescita economica e con considerevoli prospettive di sviluppo, un ostacolo al miglioramento delle infrastrutture è proprio costituito dai trasporti, per i quali non sono state destinate le dovute risorse.

Le ferrovie e le metropolitane sono assenti; la rete stradale, di 2.703 chilometri, è estesa ma in pessimo stato. Ancora peggiore è la situazione del trasporto pubblico, che è di fatto assente in quasi tutto il paese, e solo a Malabo ci sono compagnie che gestiscono il trasporto mediante autobus. Vista la generale mancanza di elettricità nel paese, è normale che anche filobus e tram siano assenti.

Migliori le condizioni del trasporto aereo: nella Guinea Equatoriale ci sono 4 aeroporti, compreso quello internazionale di Malabo.

Abanga in dialetto bubi, i primordiali abitanti dell'isola di Bioco, indica una pianta, l'IROKO, qui particolarmente abbondante e cara ai locali in quanto oggetto di culti antichi e riti propiziatori. La stessa pianta è anche chiamata MORENA per il colore scuro del suo interno.

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Geografia della Guinea

Topografia della Guinea

Voce principale: Guinea.

La Guinea è uno stato situato lungo la costa atlantica dell'Africa occidentale. Ha una superficie di 245.857 km ² e confina con Guinea-Bissau a nord-ovest, Senegal a nord, Mali a nord-est, Costa d'Avorio a sud-est, Liberia e Sierra Leone a sud. A ovest si affaccia sull’Oceano Atlantico e possiede una linea di costa che si estende per 320 km.

Il paese è diviso in quattro regioni geografiche: una stretta cintura costiera (Bassa Guinea); gli altipiani di Fouta Djallon (Media Guinea); la savana settentrionale (Alta Guinea), e una regione a sud est caratterizzata da foreste pluviali (Forest Guinea). Il punto di massima elevazione viene raggiunto sulla vetta del Monte Nimba, al confine con Costa d'Avorio, e Liberia.

Sono molti i fiumi dell’Africa occidentale che hanno le loro sorgenti in Guinea. I principali di questi sono il fiume Niger, il Gambia e il Senegal.

La regione costiera della Guinea e la maggior parte delle regioni interne hanno un clima tropicale, con una stagione delle piogge che dura da aprile a novembre. La temperatura è relativamente elevata e uniforme, con tassi di umidità elevata. Le temperature medie massime sono nell’ordine dei 29° C., quelle medie minime intorno ai 23° C. Le precipitazioni medie si attestano sui 4.300 millimetri di pioggia annui. L’Alta Guinea ha una durata più breve della stagione delle piogge e una maggiore escursione termica giornaliera.

Area comparativa: la Gran Bretagna.

Morfologia: il territorio è generalmente piatto lungo la pianura costiera, collinare a montuoso all’interno.

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Source : Wikipedia