Guardia di Finanza

3.414241960194 (1306)
Inviato da amalia 26/02/2009 @ 00:51

Tags : guardia di finanza, ministero dell'economia e finanze, governo berlusconi iv, politica

ultime notizie
Affitti in nero, la Guardia di finanza chiede aiuto agli studenti - Il Sole 24 Ore
La Guardia di finanza raffina i controlli sugli affitti in nero agli studenti fuori sede. L'attenzione delle Fiamme gialle si concentra nelle Province dove sorgono i principali atenei. Ogni comando, che è libero di ricorrere a diversi strumenti,...
Livigno: Mottolino replica alla Guardia di Finanza - Vaol.it
1) Durante lo scorso inverno in località Passo Eira un ristoratore ben conosciuto e stimato nel settore è stato fermato dalla Guardia di Finanza per un normale controllo. Era diretto al ristorante Camanel di Livigno, da noi gestito, dove era prevista...
Software illegale: la Guardia di Finanza di Bologna contesta ... - Impresa City
Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bologna ha scoperto violazioni alla normativa riguardante il “diritto d'autore” da parte di alcune imprese e studi professionali di Bologna e provincia che lavorano nel campo della...
Riciclaggio di denaro "sporco" denuncia per dieci operatori ... - friulinews
Sono questi i risultati ottenuti dai controlli effettuati dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Udine, in seguito ai quali sono state denunciate complessivamente dieci persone. Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle si sono...
Notte bianca, marchi contraffatti in calo: la finanza sequestra ... - 4minuti Reggio
REGGIO EMILIA (25 maggio 2009) - Sono state circa centro le borse contraffatte sequestrate dalle pattuglie della Guardia di finanza reggiana durante la Notte bianca. Le fiamme gialle hanno infatti disposto una intensificazione dei controlli,...
Falsi d'autore: critico fa sequestrare 5mila opere del futurista Bot - il Giornale
Così è scattata una maxi-indagine della Guardia di Finanza tra il Veneto, l'Emilia Romagna e la Lombardia. Alla fine sono state sequestrate ben cinquemila opere contraffatte, tra dipinti e disegni, tutte riconducibili al movimento futurista (per un...
Torna da Santo Domingo con le scarpe 'ripiene' di cocaina - Il Resto del Carlino
Un argentano di 59 anni è stato arrestato dalla Guardia di Finanza. Trasportava quattro paia di calzature in cui erano nascosti cinque chili di droga purissima Ferrara, 23 maggio 2009. Un argentano di 59 anni, MS, è stato arrestato dalla Guardia di...
Firenze: al gdf scopre evasione fiscale in materia sociale - Agipress
Le attività di controllo della Guardia di Finanza si concretizzano nel controllo della veridicità di quanto indicato nelle dichiarazioni sostitutive uniche, su una platea di utenti preventivamente selezionati dallo stesso organo erogatore....
La Guardia di finanza sequestra 5. 000 quadri falsi - ANSA
(ANSA) - VENEZIA, 22 MAG - Cinquemila opere contraffatte, riconducibili al movimento 'futurista' sono state sequestrate dalla Guardia di finanza di Venezia.Tre persone denunciate: un noto esperto d'arte lombardo, un collezionista e un pittore...
Sequestrati 400 chili di frutti di mare - Manfredonia Net
In questi giorni gli uomini della della sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Manfredonia hanno sequestrato circa 400 chilogrammi di frutti di mare trasportati senza le prescritte documentazioni sanitarie o relative alla tracciabilità...

Comandante Generale della Guardia di Finanza

Il Comandante Generale della Guardia di Finanza è l'organo di vertice del Corpo, ne determina l'indirizzo strategico e cura i rapporti istituzionali rappresentandolo ufficialmente.

È custode della Bandiera di Guerra e delle tradizioni dell'Istituzione.

Nel 1906 la Guardia di Finanza, in ragione della propria struttura e dei compiti assegnati da apposita legge di riforma, fu riconosciuta, anche in tempo di pace, quale parte integrante delle forze militari dello Stato. Nel luglio 1907 la Guardia di Finanza ricevette quindi le "stellette", in riconoscimento dello status militare e, nel 1911, la "Bandiera di Combattimento" (ora Bandiera di Guerra). Nel 1919 venne istituito l'Ispettorato Generale della Guardia di Finanza e, quale Comandante Generale, fu preposto un Tenente Generale proveniente dalle file del Corpo. L'Ispettorato fu poi soppresso nel 1923, e tutte le funzioni di controllo e alta direzione furono assunte dal Comando Generale, contestualmente elevando il rango del Comandante a Generale di Corpo d'Armata.

Per la parte superiore



Guardia di Finanza

CoA Guardia di Finanza.svg

La Guardia di Finanza (GdF) è una speciale forza di polizia dello Stato italiano. È un Corpo militare dipendente direttamente dal Ministro dell'Economia e delle Finanze,svolge funzioni di polizia giudiziaria,pubblica sicurezza,polizia militare e polizia tributaria (vedi Decreto Legislativo 19 marzo 2001, n. 68). Data la sua "doppia identità" quale Forza di Polizia e Corpo militare dello Stato,il corpo ha la particolarità di essere parte integrante delle forze armate dello stato italiano, pur non essendo inquadrato nel Ministero della Difesa.

Come precedentemente accennato,oltre alle attribuzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, comuni alle altre forze di polizia (polizia di stato e carabinieri), la Guardia di Finanza possiede poteri speciali (esclusivi) di polizia tributaria.

La Guardia di Finanza ha il controllo delle frontiere terrestri ed assume ruolo prevalente nella difesa di quelle marittime.

Il "117" è un numero gratuito di pubblica utilità, operante 24 ore su 24, realizzato con lo scopo di instaurare un rapporto diretto tra la Guardia di Finanza e i cittadini.

Con il "117" si entra in contatto con le "sale operative" presenti in tutte le province del territorio nazionale, per chiedere l'intervento di una pattuglia ovvero per ottenere notizie e informazioni sui servizi del Corpo.

Il primo stemma araldico della Guardia di Finanza venne concesso dal decreto del presidente della Repubblica del 18 giugno 1949 e fu poi modificato per renderlo conforme a quelli previsti per l'Esercito con decreto del 6 agosto 1988.

Scudo sannitico, di campo di cielo, al grifone in profilo, posto a sinistra, seduto sugli arti posteriori, d'argento, poggiante la zampa anteriore destra sul forziere d'argento, grifone e forziere attraversanti sulla montagna al naturale, posta a destra e sul mare d'azzurro, fluttuoso d'argento, posto a sinistra, il tutto fondato sulla pianura partita d'oro e di verde; al capo diminuito d'oro. La montagna raffigurata è il Cimon della Pala, che sovrasta Passo Rolle (Trento).

Lo scudo è timbrato dalla corona turrita, d'oro, murata di nero, formata da un cerchio, rosso all'interno, con due cordonate a muro sui margini, sostenente otto torri (cinque visibili). Le torri hanno foggia rettangolare, munite di barbacane e di dieci merli alla guelfa (quattro dei quali angolari); sono munite di una porta e di una sola finestra e sono riunite da cortine di muro, ogni porzione della cortina finestrata di nero.

Il Corpo trova le sue origini dalla legione truppe leggere (1774), reparto di fanteria leggera dell'esercito sabaudo con compito accessorio del presidio delle frontiere, sciolto con la creazione delle repubbliche filonapoleoniche del nord Italia ricostituito sotto il nome di legione reale leggera e sciolto definitivamente nel 1821. Esso in realtà discende dai preposti doganali del Regno di Sardegna, organismo civile di matrice francese, che i regnanti transalpini mantennero dopo la caduta di Napoleone, e a cui era affidata la vigilanza per fini doganali dei posti di confine e della frontiera.

Dopo la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861, l'anno seguente la fusione degli organismi doganali dei disciolti Stati preunitari con i preposti doganali piemontesi determinò la nascita del Corpo delle Guardie doganali, da cui storicamente, può essere fatta risalire l'origine della odierna Guardia di Finanza. Nel 1881, con il cambio di dipendenza dalle dogane alle neo costituite intendenze di finanza, ne viene adeguata la denominazione in Corpo della Regia Guardia di Finanza, che risponde anche ad un progressivo aumento dei compiti d'istituto quale braccio armato dell'amministrazione finanziaria italiana.

Una serie di riforme progressive e successive volte a migliorarne l'organizzazione e l'efficienza ne accentua da un lato l'autonomia dalla direzione generale delle gabelle (nell'ambito del ministero delle finanze) e dall'altro gli aspetti militari, sino alla completa militarizzazione avvenuta nel 1907, sancita dall'estensione dell'uso delle stellette, distintive dei reparti combattenti, sovrapposte alle tradizionali fiamme gialle.

In tempo di pace il Corpo pur non avendo ancora lo stato giuridico militare, fu sottoposto alla giurisdizione militare e a un regime disciplinare in gran parte mutuato da quello vigente per l'esercito, il cui regolamento di disciplina militare viene esteso alla GdF con legge del 12 luglio 1908.

L'integrazione tra le forze armate dello Stato si completa con la concessione della bandiera di guerra con regio decreto 2 giugno 1911 e con la legge 24 dicembre 1914.

Nella prima guerra mondiale, l'improvvisazione con cui erano stati organizzati i reparti di combattimento del Corpo e l'errato impiego sul campo ne determina una deludente prova in servizio e, malgrado il valore individuale del personale, il prevalente arretramento in compiti di retrovia.

Gli anni venti segnano un periodo di profonda riorganizzazione per la Guardia di Finanza che viene ordinata secondo il modello territoriale dei Reali Carabinieri, con l'innovazione determinata dall'istituzione nel 1923 della polizia tributaria investigativa, quale contingente specializzato e componente di punta del Corpo, che segna il progressivo spostarsi del fulcro dell'attività di servizio dagli originari compiti di polizia daziaria e doganale alla sorveglianza della totalità degli aspetti tributari nazionali.

Contemporaneamente si costituisce, nell'ambito del Ministero, l'«Ufficio tecnico centrale per la Polizia Tributaria Investigativa», retto da un generale della Guardia di Finanza. La nozione giuridica di "Polizia Tributaria" è precisata dalla legge 7 gennaio 1929, n.4, che riordina organicamente la materia della repressione delle violazioni finanziarie.

L'immeritata fama di scarsa resa militare della grande guerra è in gran parte cancellata dalle prove di abnegazione del secondo conflitto mondiale, culminate con la liberazione di Milano e dalla tenace opera di contrasto al contrabbando, dapprima terrestre e poi via mare, nei due dopoguerra.

Ricostruzione post bellica, sviluppo economico, liberalizzazione degli scambi internazionali e i primi accenni di un processo di integrazione europea portano il sistema tributario italiano a un nuovo assetto. La riforma dell'imposizione fiscale ad opera del Ministro Vanoni e il ruolo ormai determinante assunto nel sistema dall'imposta generale sull'entrata rendono necessario un profondo mutamento del sistema di repressione dell'evasione fiscale. Il 2 maggio 1949, alla presenza dei ministri Vanoni, Pella e La Malfa, il comandante generale inaugura presso l'accademia del Corpo il primo corso per verificatori contabili, diretto dal professor Cosciani, al quale sono destinati ufficiali del Corpo e funzionari dell'amministrazione finanziaria.

Da tale momento la preparazione all'attività di polizia tributaria diviene il tema centrale dell'addestramento di formazione e di perfezionamento per gli ufficiali ed i sottufficiali. Segue un periodo di intenso ammodernamento. Nel giro di pochi anni, vengono radicalmente trasformati il naviglio, il parco automobilistico e l'organizzazione delle telecomunicazioni; viene istituito il servizio statistico, dotato di un centro meccanografico, e il servizio cinofili per l'allevamento e l'addestramento dei cani anticontrabbando. Negli stessi anni, viene stabilito l'impianto generale del Corpo basato sulla legge 23 aprile 1959, n.189 che ne fissa i compiti istituzionali, successivamente adeguati da specifici provvedimenti settoriali attributivi di determinate competenze.

Nel quadro di un più ampio processo di riorganizzazione dell'Amministrazione statale la struttura ordinativa è stata di recente revisionata (decreto del presidente della Repubblica 29 gennaio 1999, n.34) per conseguire obiettivi di maggiore efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa.

Il patrono della Guardia di Finanza è San Matteo apostolo ed evangelista, la cui festa liturgica cade il giorno 21 settembre. Il documento papale che attesta il riconosciuto patrocinio, reca la data del 10 aprile 1934 ed è firmato dal cardinale Eugenio Pacelli (futuro Papa Pio XII). Il Pontefice che accolse l'istanza avanzata dal Comandante Generale e sostenuta dall'Ordinario Militare del tempo era Pio XI. La sua memoria il 21 settembre è stabilita dal martirologio geronimiano (secolo VI). Il "Breve Pontificio" del 10 aprile 1934, nel dichiarare San Matteo Patrono della Guardia di Finanza auspica che tutti gli appartenenti al Corpo possano, sul suo esempio, unire l'esercizio fedele del dovere verso lo Stato con la fedele sequela di Cristo.

La vicenda umana di Matteo ha una sua notorietà, legata a quanto di lui si legge nell'omonima narrazione evangelica. Matteo, il pubblicano, detto anche Levi (Mc 2,14; Lc S,27) passò dal banco delle imposte alla sequela del Maestro che gli aveva detto: "Vieni e seguimi" (Mt 9,9).

Signore Iddio, che hai voluto distinta in molti popoli la umana famiglia, da Te creata e redenta, guarda benigno a noi, che abbiamo lasciato le nostre case per servire in armi l' Italia. Aiutaci,o Signore,affinché, forti della Tua fede, affrontiamo fatiche e pericoli in generosa fraternità di intenti e il nostro sereno sacrificio. Fa' che sentiamo ogni giorno, nella voce del dovere che ci guida, l'eco della Tua voce, fa' che le Fiamme Gialle d' Italia siano d' esempio a tutti i cittadini nella fedeltà ai Tuoi comandamenti e alla Tua Chiesa, nella osservanza delle patrie leggi nella consapevole disciplina verso le autorità costituite. Accogli nella Tua pace i caduti di tutte le guerre e dona il premio a coloro che hanno speso la vita nell' adempimento del dovere. E concedi a noi e alle nostre famiglie la Tua benedizione, la protezione di Maria Santissima e del nostro Patrono San Matteo. Amen.

L'inizio del nuovo millennio coincide con una revisione organizzativa,che lega la struttura territoriale della Guardia di Finanza a quella amministrativa dello Stato, segnando il definitivo distacco dall' arcaica visione del corpo come mera polizia tributaria, riaffermando sia i compiti di polizia economico-finanziaria, che altri preponderanti compiti tradizionali,tra cui la repressione del contrabbando, la lotta al traffico di sostanze stupefacenti, la repressione dei reati di criminalità organizzata, riciclaggio del denaro, la lotta al finanziamento al terrorismo internazionale e l'ordine pubblico.

Attualmente il Corpo ha una forza organica di più di 65.000 militari delle varie categorie (Ufficiali, Ispettori, Sovrintendenti, Appuntati e Finanzieri).

Tradizionalmente la Guardia di Finanza recluta i propri dipendenti in due contingenti, il cosiddetto ramo terra, che annovera la maggioranza dei finanzieri, compreso il Servizio Aereo della Guardia di Finanza, ed il ramo mare, che inquadra il personale specializzato prevalentemente impiegato nel Servizio Navale della Guardia di Finanza. Questa ripartizione, che si realizza in due percorsi professionali diversi, seppure paralleli, a partire dall'arruolamento, ha una giustificazione che risale al periodo della Guardia Doganale, in quanto il Corpo, allora privo di reparti di addestramento, reclutava personale che aveva già svolto il servizio militare ma era soggetto in caso di guerra a chiamata nelle Forze Armate, quindi per coloro che avevano svolto il servizio nell'Esercito, era previsto l'impiego a terra, per coloro che invece provenivano dalla Marina, ed avevano, quindi, formazione e dimestichezza marinare, era previsto il servizio nella vigilanza costiera o sui laghi.

Altra peculiarità del Corpo, molto più accentuata rispetto alle altre forze di polizia e derivante dal continuo adeguamento della struttura organizzativa ai molteplici compiti istituzionali, è la compresenza ad ogni livello di reparti cosiddetti ordinari e reparti specialistici, cioè di articolazioni che svolgono, con personale altamente selezionato sul campo e particolarmente addestrato, peculiari e specifici incarichi di alta specializzazione in ambiti di servizio particolari e di comandi che, nell'àmbito della loro circoscrizione di servizio (a livello regionale, provinciale, subprovinciale) hanno competenze generali in ogni settore di servizio della Guardia di Finanza; è il caso dei GICO (gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata), dei GOA (gruppo operativo antidroga) e dei reparti A.T.P.I. (Anti Terrorismo Pronto Impiego).

L'Associazione d'Arma di riferimento è l'Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia. Recentemente, la divisa d'ordinanza è passata dal colore grigio chiaro (con camicia grigia ancora più chiara) al colore grigio scuro (con camicia bianca). Il ritiro delle vecchie uniformi per le nuove è ancora in atto e alla data del 2009 è ancora possibile vedere in circolazione tanto le une quanto le altre.

Come supporto tecnico troviamo il Reparto Tecnico Logistico – Amministrativo per gli Istituti di Istruzione , con sede a Lido di ostia (Roma), retto da Colonnello.

Prima dell’entrata in vigore della predetta legge, l’attività di contrasto alla criminalità organizzata da parte del Corpo della Guardia di Finanza veniva svolta da sezioni nell’ambito dei Gruppi dei Nuclei Regionali di Polizia Tributaria; successivamente il Comando Generale istituì, nell’ambito dei predetti Nuclei, i Gruppi Investigativi sulla Criminalità Organizzata (G.I.C.O.). Tali articolazioni, tuttavia, rispondevano prevalentemente ad esigenze di carattere locale; la mancanza di collegamenti con altri Reparti del Corpo o con paritetici organismi di Polizia produceva, infatti, limitazioni allo sviluppo delle indagini nel delicato settore. Al fine di ovviare a tali inconvenienti fu istituito l’Ufficio di Collegamento delle Attività Investigative sulla Criminalità Organizzata (U.C.A.I.C.O.) con il compito di coordinare le attività info-investigative svolte dai G.I.C.O. e di organizzare l’attività operativa in concerto, quando necessario, con altre Forze di Polizia. In seguito alla circolare del luglio 1993, dall’U.C.A.I.C.O. si è passati allo S.C.I.C.O.

La sezione Antiriciclaggio venne assorbita dai vari nuclei regionali di Polizia Tributaria Investigativa (P.T.I.). Lo S.C.I.C.O. ha sede a Roma.

Fondato nel 1983, è una componente altamente specializzata della Guardia di Finanza, nonché la naturale evoluzione dei nuclei S.V.AT.P.I. (Scorta Valori Antiterrorismo Pronto Impiego), creati nel 1977 al fine di contrastare le azioni delle Brigate Rosse ai danni dei furgoni porta valori della Banca d' Italia. Gli S.V.AT.P.I. saranno in seguito impiegati quali nuclei scorta per diverse personalità di spicco, tra le quali l' allora Ministro delle Finanze (il quale, secondo confessioni giunte da un terrorista, sarebbe stato al centro di un piano di rapimento fallito proprio a causa della presenza degli operatori). L' odierno AT-P.I. è prevalentemente impiegato quale supporto ai reparti territoriali, nel corso di operazioni ad elevato rischio. Le compagnie che compongono il reparto possono inoltre essere dispiegate quali unità antisommossa in gravi situazioni di minaccia per l' ordine pubblico. Gli operatori dell' AT-P.I. che abbiano frequentato il corso di qualificazione denominato “scorte di sicurezza”, vengono inoltre impiegati nel servizio scorta per il Ministro dell' Economia e di altre personalità a rischio, oltre che a collaboratori di giustizia. Il reparto svolge inoltre servizio di tutela a beneficio di varie personalità del mondo politico-sindacale ed economico italiano.

La formazione specialistica dei Militari "Baschi Verdi" nasce presso il Centro Addestramento di Specializzazione di Orvieto a cui l'addestramento per tutti i servizi extratributari della Guardia di Finanza, con speciale riguardo alle attività caratterizzate da un particolare taglio operativo.

Dai dati statistici della Direzione centrale dei servizi antidroga, del Ministero dell'Interno, circa il 60% della droga sequestrata in Italia da tutte le forze di polizia, viene scoperto dalla Guardia di Finanza. In dettaglio circa il 77% del totale dei sequestri di eroina, il 69% di cocaina e il 54% di hashish e marijuana nel 2005.

Uguali risultati sono stati ottenuti nel 2006, con l'81% delle quantità sequestrate in Italia di eroina, il 67% di cocaina e il 61% di hashish e marijuana. I medesimi dati statistici evidenziano come in generale la maggior parte della droga venga sequestrata sul territorio e non negli spazi doganali, risultato evidente delle numerose indagini portate avanti dai militari del Corpo. Alcune di queste prendono avvio dai fermi effettuati negli ingressi dello Stato (porti, aeroporti, valichi) dove la Guardia di Finanza esegue specifici controlli finalizzati alla repressione del traffico di stupefacenti. Quotidianamente decine di chilogrammi di droga vengono scoperti nei principali aeroporti, porti, frontiere stradali e ferroviarie. Per contrastare i metodi di occultamento della droga: (doppifondi di valigia, ovuli ingeriti, statue ripiene, ...) il corpo si avvale anche del fiuto dei cani antidroga in servizio nella Guardia di Finanza. Attualmente i cani vengono addestrati nei Centri di allevamento ed addestramento cinofili della Guardia di Finanza di Intimiano (CO) e di Castiglione del Lago (PG).

Secondo le stesse statistiche, nel 2006 sono stati scoperti e segnalati 7 000 evasori totali, ossia completamente sconosciuti al fisco, per un imponibile evaso di 15,3 miliardi di euro, pari ad un capitale pro capite di 3 milioni di euro. L'evasione recuperata in questo modo remunerano i costi della struttura a carico dell'erario. Il ruolo del Corpo in questo ambito è la rilevazione e l'accertamento dell'evasione, per la definizione amministrativa delle violazioni sono competenti gli organi dell'agenzia delle entrate.

Il Corpo rappresenta un unicum nel panorama delle forze di polizia del mondo, infatti altri organismi che hanno condiviso nascita e sviluppo paralleli e similari, anche in relazione ai diversi assetti istituzionali ed alla diversa tradizione dei paesi di appartenenza, hanno assunto caratteri molto differenti.

Nato come componente di polizia dell’amministrazione doganale, secondo un modello di matrice francese (che subentrò all’inefficiente sistema combinato di affido ad agenti privati della riscossione dei dazi e a reparti militari del controllo delle frontiere in funzione anticontrabbando, tipico dello stato sabaudo) ha subìto una evoluzione del tutto peculiare, anche per la volontà governativa di privilegiare il potenziamento di una organizzazione preesistente alla creazione di nuovi organismi di controllo, mano a mano che si complicava il quadro del sistema tributario nazionale.

A ciò non fu estranea la tradizionale impostazione cavouriana di parziale coesistenza e contrapposizione degli organi istituzionali, necessaria in uno stato ancora debole quale quello italiano di recente unificazione, non solo al fine di salvaguardane l’integrità, suddividendo competenze ed attribuzioni in modo che ogni ufficio dovesse appoggiarsi ad un altro per completare il proprio lavoro, di cui non risultava quale unico depositario, ma anche di amalgamare, per quanto possibile, le diverse estrazioni e tradizioni culturali dei componenti le burocrazie degli stati preunitari.

Ancora oggi, si può osservare, nel campo delle funzioni di polizia economico finanziaria, una linea di faglia tra il ruolo di organo segnalatore proprio della Guardia di Finanza e quello di organo di definizione ed accertamento tipico delle varie branche del Ministero dell’Economia delle Finanze, che si occupano di riesaminare l’attività di servizio del Corpo e di decidere sussistenza quantità e qualità delle sanzioni da irrogare.

A differenza di quanto accaduto, ad esempio, in Francia, dove la guardia doganale rimase una branca specializzata dell’amministrazione omonima, fu deciso di dare un assetto autonomo ed unitario alla Guardia di finanza, che fu posta, e lo è ancora adesso, alle dipendenze dirette del capo del dicastero e non nell’ambito del ministero delle finanze stesso. Anche l’adozione di un inquadramento militare rispondeva all’esigenza di garantire l’indipendenza della compagine del Corpo dagli uffici a beneficio dei quali svolgeva l’attività ispettiva, aggiogando nel contempo i finanzieri ad un sistema disciplinare più pesante, che poteva assicurare una maggiore integrità morale dei componenti. Il carattere militare, inoltre, permetteva di conferire al Corpo quel carattere di guardia di frontiera ai confini di terra e di mare, che avvicinava l’istituzione ai modelli organizzativi degli stati del centro Europa, carattere affievolitosi solo negli ultimi anni, auspice anche il processo di unificazione europea, a favore di altri organismi quali le specialità polizia di frontiera della Polizia di Stato e guardia costiera, delle Capitanerie di Porto.

In sostanza l’opzione scelta, quella di concentrare, nel tempo, più funzioni ispettive nella Guardia di Finanza a scapito degli uffici ai quali è stata affidata la prosecuzione amministrativa degli atti, anziché dare vita a più organismi, aveva la ragione pratica di contenere le spese necessarie a dare vita a nuovi improvvisati complessi, spesso estranei alle tradizioni delle amministrazioni peninsulari, salvaguardando i risultati, affidati ad un organo già collaudato.

Ultimamente tale impostazione è stata in un certo qual modo persa di vista, anche in ragione della progressiva complicazione del quadro normativo di riferimento, e all’azione ispettiva del Corpo si è affiancata l’attività anche ispettiva di molteplici articolazioni investigative create in seno alle rinnovate autority ed agenzie dei dicasteri che beneficiavano dei servizi svolti dalla Guardia di Finanza.

Nel 2000 il Partito Radicale di Marco Pannella ed Emma Bonino raccolse e presento' alla Corte Costituzionale 16 milioni di firme per presentare un referendum su una ventina di quesiti, tra i quali uno recante la materia della smilitarizzazione della Guardia di Finanza.

La Corte Costituzionale, pero', respinse molte delle istanze dei Radicali, riducendo a 7 il numero di quesiti per il referendum, ed eliminando quello per la smilitarizzazione della Guardia di Finanza.

Per la parte superiore



Sezione aerea della Guardia di Finanza di Genova

NH-500 Guardia di Finanza.JPG

Voce principale: Servizio aereo della Guardia di Finanza.

La sezione aerea della Guardia di Finanza di Genova nasce nel 1957 all'idroscalo di Sampierdarena, da dove poco tempo dopo viene trasferita nell'aeroporto di Genova Sestri Ponente "Cristoforo Colombo" dove è attualmente ubicata.

E' un reparto di esecuzione del servizio della Guardia di Finanza e fa parte del Servizio Aereo della Guardia di Finanza.

I velivoli del reparto sono elicotteri Breda Nardi (Hughes) NH500, attualmente in versione MD da pattugliamento marittimo.

Impegnata nel contrasto all'abusivismo edilizio, nella lotta al lavoro "sommerso", nel settore ecologico contro le discariche abusive, contro lo sversamento nelle acque marine e fluviali di sostanze inquinanti, nella lotta al traffico e produzione di sostanze stupefacenti.

È retta da un Ufficiale Superiore, ha 3 articolazioni: Nucleo Operativo, Nucleo Efficienza e Squadra Comando.

Dipende dal Reparto Operativo Aero Navale R.O.A.N. di Genova. Attualmente e' comandata dal Tenente pilota Massimo Anedda, al suo attivo 2600 ore di volo.

Per la parte superiore



Banda musicale della Guardia di Finanza

La Banda del Corpo della Guardia di Finanza è la banda musicale della Guardia di Finanza. Appartiene ai Corpi Bandistici Militari.

Fondata nel 1926 da Giuseppe Manente, è un complesso stabile costituito da 102 elementi, provenienti da vari conservatori italiani e selezionati tramite concorsi a livello nazionale. Nel corso dei suoi 75 anni di attività la banda ha partecipato a un gran numero di concerti presso le principali località italiane ed europee.

Il repertorio del complesso spazia tra la musica antica e quella contemporanea, passando per la sinfonica alla lirica.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia