Grosseto

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Tags : grosseto, toscana, italia, serie b, calcio, sport

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Grosseto

Panorama di Grosseto

Grosseto è un comune italiano di 79.961 abitanti situato in Toscana, capoluogo dell'omonima provincia e principale città della Maremma. È il capoluogo di provincia situato più a sud tra quelli della Toscana e, per superficie territoriale, risulta essere il più vasto comune della regione, nonché il terzo dell'Italia centrale e il nono dell'intero territorio nazionale. A livello demografico, la città contava appena 4.724 abitanti subito dopo l'Unità d'Italia, iniziando da allora una crescita esponenziale che ha portato al superamento della soglia delle 70.000 unità nel 1991.

Dal punto di vista urbanistico, la città è uno dei pochi capoluoghi di provincia (Ferrara, Bergamo, Lucca), il cui centro storico è rimasto completamente circondato da una cerchia muraria, nell'insieme integra, che ha mantenuto pressoché immutato il proprio aspetto nel corso dei secoli.

La città è posta a circa 12 km dal mare (dove si affacciano le frazioni comunali di Marina di Grosseto e Principina a Mare), al centro di una pianura alluvionale denominata Maremma grossetana, nel punto di confluenza della Valle dell'Ombrone. In passato, gran parte dell'area pianeggiante era occupata dal Lago Prile che si estendeva quasi fino alla parte occidentale della città. L'antico bacino lacustre costiero dalle caratteristiche palustri è quasi del tutto scomparso a seguito delle opere di canalizzazione rientranti nelle bonifiche settecentesche apportate dai Lorena, completate definitivamente tra gli '20 e '30 del secolo scorso dal governo fascista.

Nella parte nord-orientale del territorio comunale, presso la moderna frazione di Roselle che è sorta nei pressi dell'antica città etrusco-romana, si trova una sorgente termale di acqua sulfurea, della stessa natura e origine che contraddistingue le più rinomate Terme di Saturnia e le altre terme sparse tra il Monte Amiata, l'Area del Tufo e le Colline dell'Albegna e del Fiora.

Nella parte orientale e meridionale del territorio comunale scorre il fiume Ombrone, che con il suo corso prima costeggia la frazione comunale di Istia d'Ombrone e poi si avvicina in alcuni punti alla città con alcune sue anse che precedono la foce situata all'interno del Parco Naturale della Maremma, poco a sud di Principina a Mare.

La parte occidentale del territorio comunale è compresa nella Riserva naturale Diaccia Botrona, area palustre che si estende dove sorgeva l'antico Lago Prile, mentre l'area sud-occidentale rientra nel Parco naturale della Maremma, dove si estende l'area palustre della Trappola e si elevano le prime propaggini dei Monti dell'Uccellina a sud della foce dell'Ombrone.

Nel territorio comunale sono incluse anche le Formiche di Grosseto, nel cuore del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano; gli isolotti e l'intero tratto di mare che bagna il litorale grossetano rientrano anche nell'area marina protetta europea del Santuario dei Cetacei.

Il centro cittadino si trova ad un'altezza di circa 10 metri s.l.m., mentre il restante territorio comunale si estende ad altitudini comprese tra il livello del mare e i 417 metri del Poggio Lecci sui Monti dell'Uccellina, dove sorgono l'Abbazia di San Rabano e la Torre dell'Uccellina; altro rilievo degno di nota è il Poggio di Moscona (317 metri s.l.m.) che, con la sua caratteristica fortificazione, domina l'abitato di Roselle. Comunque, prendendo in esame soltanto le aree urbane e i centri abitati, l'altezza massima si registra a Montepescali con 222 metri s.l.m.

La città dista 145 kma da Firenze, 175 km da Roma, 150 km dallo scalo internazionale e intercontinentale dell'Aeroporto di Fiumicino; le città capoluogo di provincia più vicine a Grosseto sono Siena (71 km) e Livorno (133 km).

Il territorio comunale di Grosseto rientra in ben 4 distinte aree protette. In particolare, va segnalato che la parte nord-occidentale del territorio comunale è compresa nella Riserva naturale Diaccia Botrona (area umida di grande pregio naturalistico), la parte sud-occidentale rientra nel Parco naturale della Maremma (tra la foce dell'Ombrone, la linea di costa e i Monti dell'Uccellina), le Formiche di Grosseto che sono incluse sia nel Parco nazionale Arcipelago Toscano che nel Santuario dei Cetacei, area marina protetta a livello internazionale che comprende anche l'intero tratto litoraneo del comune di Grosseto, oltre alle acque antistanti.

Il clima della città di Grosseto è mitigato dalla vicinanza del mare e presenta estati calde ma costantemente ventilate dalla brezza marina di ponente ed inverni non particolarmente freddi. Secondo la classificazione climatica proposta da Thornthwaite basata sul cosiddetto Moisture Index, la città di Grosseto è contraddistinta da un clima subarido C1, mesotermico B'2, con eccedenza moderata invernale s (deficit idrico tra aprile e settembre di circa 300 mm) e concentrazione estiva dell'efficienza termica b'4, caratteristiche comuni a gran parte della fascia costiera della Maremma grossetana e laziale .

A livello fitoclimatico, l'intero territorio comunale di Grosseto è includibile nella sottozona calda del Lauretum del 2° tipo, che interessa analogamente l'intero tratto costiero e l'entroterra pianeggiante e di bassa collina di tutta la provincia.

Le temperature medie annue si attestano attorno ai 15 °C nelle aree pianeggianti, con valori medi attorno agli 8 °C in gennaio e prossimi ai 24 °C in luglio.

Le precipitazioni, piuttosto contenute e concentrate soprattutto nel periodo autunnale, sono generalmente di breve durata, talvolta a carattere temporalesco. Mediamente, oscillano attorno ai 600 mm annui (valori minori lungo la fascia costiera, maggiori nell'entroterra continentale e collinare), distribuite tra i 60 e i 70 giorni.

In base ai dati estrapolati dalle rilevazioni dell'eliofania in Italia, tra tutti i capoluoghi di provincia, Grosseto è una delle città che conta mediamente il maggior numero di giornate con cielo sereno nell'arco dell'anno. Risultano essere frequenti, specialmente durante la stagione primaverile ed estiva, ma talvolta anche in inverno, prolungati periodi di giornate soleggiate, soprattutto nell'area del territorio comunale che si affaccia sulla costa .

Le nevicate, eventi più unici che rari, si verificano in pianura solo in caso di un intenso e persistente raffreddamento al suolo, seguito da rapidissime discese di aria polare verso il Mediterraneo occidentale e l'Africa nord-occidentale, da dove si innescano venti di libeccio insolitamente gelidi che, caricandosi di umidità, sono in grado di portare precipitazioni nevose anche al livello del mare nell'area grossetana (storico evento accaduto nel 1956, nel 1985 e con notevole ma breve accumulo il 29 dicembre 1996).

La nebbia risulta un fenomeno rarissimo e di breve durata, mediamente si verifica 3-4 volte all'anno e soltanto nelle prime ore del mattino. La scarsità di tale fenomeno favorisce l'elevata eliofania.

Nel territorio comunale sono ubicate tre stazioni meteorologiche: la stazione meteorologica di Grosseto Aeroporto, ufficialmente riconosciuta dall'organizzazione meteorologica mondiale, la stazione meteorologica di Grosseto Centro e la stazione meteorologica di Alberese (queste ultime due non ancora contrassegnate da codice WMO e/o codice ICAO).

Nella tabella sottostante sono riportati i valori climatologici medi relativi al trentennio di riferimento climatico 1961-1990 , oltre ai valori estremi mensili di temperatura registrati dal 1951 in poi presso la stazione meteorologica di Grosseto Aeroporto del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Non è da escludersi, vista la non facile reperibilità dei dati antecedenti al 1950, che si siano verificate precedentemente temperature massime più elevate o minime più basse dei suddetti valori assoluti annuali e mensili.

L'area attorno alla città di Grosseto era già abitata in epoca preistorica, come testimoniano alcune tracce rinvenute nelle grotte del Parco naturale della Maremma, nei pressi della frazione comunale di Alberese. La stessa zona risultava abitata anche in epoche successive, come testimoniano alcuni resti di epoca etrusco-romana. Inoltre, proprio a partire dal VII secolo a.C. andò sviluppandosi l'antica Roselle, fondata dagli Etruschi, passata successivamente ai Romani e rimasta abitata fino al XII secolo, della quale si conserva un vasto sito archeologico che rientra nei confini comunali.

Le origini della città risalgono all'alto Medioevo, nonostante alcuni ritrovamenti più antichi ma molto sporadici che sono stati effettuati in alcuni punti dell'area urbana.

La città viene menzionata per la prima volta nell'agosto 803, quando l'antica chiesa di San Giorgio e molti suoi beni vennero dati in enfiteusi ad Ildebrando Aldobrandeschi, i cui successori furono conti della Maremma grossetana sino alla fine del XII secolo. Iniziò così il dominio degli Aldobrandeschi , con cui la città raggiunse la sua maggior potenza, grazie all'elevato grado di indipendenza che l'Impero concesse alla contea da loro amministrata.

Tra il 1137 e il 1138 la città e i suoi abitanti conobbero importanti momenti di gloria; prima venne respinto un violento assedio condotto dal duca Arrigo di Baviera, successivamente vi fu trasferita la sede vescovile, la cui cattedra aveva avuto fino a quel momento la sede nell'antica Roselle; nel 1151 la città prestò giuramento a Siena, con la quale stipulò anche importanti accordi per la dogana del sale.

L'inizio del Duecento vide la nascita del libero Comune. Nel 1204 venne redatto la Carta delle Libertà, uno statuto che regolava i rapporti tra i singoli cittadini e tra la cittadinanza e i conti Aldobrandeschi che vi governavano, pur con una certa sottomissione a Siena. Nel 1222, gli Aldobrandeschi concessero ai cittadini la facoltà di nominare un podestà, tre consiglieri e i consoli, atto che portò ad una disobbedienza civile verso il comune di Siena. Il successivo invio di tremila uomini da Siena e una serie di attività diplomatiche intraprese ristabilirono, nel settembre del 1244, fedeltà e obbedienza, pur rimanendo alla cittadinanza i privilegi che erano stati concessi dall'Impero alla contea aldobrandesca.

Nel 1224, l'imperatore Federico II visitò la città, favorendo in seguito l'arrivo e la permanenza in città di poeti, uomini della nobiltà da ogni parte d'Italia, grazie alla sua fama di personaggio colto e di mecenate. Proprio durante la permanenza a Grosseto, Federico II riuscì a smascherare la congiura di Capaccio ordita da Pandolfo di Pasanella.

Dopo la serena parentesi Umberto e Aldobrandino Aldobrandeschi, morto il padre Guglielmo, cercarono di riconquistare ai Senesi i domini perduti; gli eserciti senesi però, nel 1259, costrinsero alla resa la città e nominarono podestà un loro concittadino. Di nuovo libera dopo appena un anno, Grosseto combatté a fianco di Firenze nella battaglia di Montaperti; rioccupata, devastata, scomunicata da Clemente IV, recuperata la libertà, dichiarata la Repubblica con a capo Maria Scozia Tolomei, assediata da Ludovico il Bavaro e dall'antipapa Nicola V nel 1336, subì la definitiva sottomissione a Siena.

Tentativi di rivolta che portarono allo Statuto del 1421 , pestilenze, tra le quali quelle del 1430 e del 1527 (a cui seguì l'anno successivo una incursione del corsaro Barbarossa), caratterizzarono il periodo precedente al 1552 anno in cui i Grossetani cacciarono gli Spagnoli che presiedevano la città.

La definitiva caduta della Repubblica di Siena e la successiva pace di Cateau-Cambrésis determinarono il passaggio della città nel Granducato di Toscana. Proprio in questo periodo, i Medici ricostruirono una più ampia e fortificata cinta muraria, crearono l'Ufficio dei Fossi, ed iniziarono a costruire nuove strade. Tuttavia, la trascuratezza per le aree pianeggianti attorno alla città non risolse i problemi legati alla malaria.

Il passaggio di consegne nel Settecento dalla dinastia dei Medici a quella dei Lorena che divennero i nuovi granduchi di Toscana, fece sì che la città, il suo territorio e l'intera provincia fossero separati da Siena. Pietro Leopoldo concesse la podesteria, costituendo di fatto l'ente provinciale, con nuovi ordinamenti politici ed economici.

Dopo il Congresso di Vienna, Ferdinando III di Toscana fece riprendere le opere di bonifica della Maremma, grazie alla collaborazione dell'ingegnere Vittorio Fossombroni. Anche il successore Leopoldo II di Lorena continuò le opere di risanamento della pianura grossetana, stabilendo un ottimo rapporto reciproco con la cittadinanza, tanto che i Grossetani, il 1° maggio 1846, inaugurarono in Piazza delle Catene il Monumento a Canapone a lui dedicato. La politica divise in seguito i Grossetani dal granduca, Grosseto partecipò attivamente al Risorgimento, pur ricordando sempre positivamente nel corso del tempo la figura del granduca, anche dopo la sua definitiva partenza da Firenze che seguì l'Unità d'Italia.

Nel corso dei secoli, il capoluogo maremmano ha avuto diverse denominazioni, la più ricorrente delle quali era Grossetum; in altre circostanze la città viene menzionata anche coi nomi Crassetum e Rosetum.

In ogni caso, la città è sempre menzionata col nome Grossetum nelle bolle pontificie di Innocenzo II del 1138, di Celestino II del 1143 e di Clemente III del 1188; questa risulta essere, pertanto, la corretta denominazione originaria di Grosseto.

Inizialmente, lo stemma della città di Grosseto era costituito unicamente dal grifone, mitico animale alato che rievoca la cultura e le origini dei cittadini grossetani, riconducibili al popolo etrusco che, fin dal VII secolo a.C., si era insediato ed aveva abitato l'antica Roselle, città che ha costituito le vestigia del capoluogo maremmano.

In epoca medievale il grifone fu collocato sopra uno scudo rosso che rappresentava la vicinanza al partito ghibellino. Superato l'assedio del settembre 1328 quando, a seguito di quattro giorni di continua e intensa battaglia, vennero respinte le truppe di Ludovico il Bavaro, il grifone venne armato di una spada, a ricordo dello storico evento in cui la città passò agli onori delle cronache militari dell'epoca. Da allora, lo stemma comunale è pervenuto fino ai giorni nostri senza ulteriori modifiche.

Nonostante la superficie piuttosto contenuta del centro storico cittadino, vi sono conservati pregevoli monumenti che sintetizzano il passato e la storia della città nel corso dei secoli . Data la vastità del territorio comunale, vanno segnalati anche numerosi luoghi d'interesse e pregevoli monumenti, sia nelle singole frazioni che come entità isolate nella campagna.

Le Mura di Grosseto furono edificate a partire dal XII secolo, venendo più volte distrutte e ricostruite nel corso dei secoli successivi. Gran parte del loro aspetto attuale è stato conferito dagli interventi di riqualificazione effettuati tra il 1574 e il 1593, su progetto dell'architetto Baldassarre Lanci, che ricevette l'incarico direttamente dal granduca Francesco I de' Medici.

La cinta muraria difensiva si sviluppa lungo un perimetro esagonale, con angoli difesi da bastioni di forma poligonali, con posti di guardia collocati ai vertici più esterni dei baluardi. Sino al 1757 le mura di cinta erano circondate da un fossato esterno e da un argine in terra battuta.

Nel 1855 Leopoldo II fece demolire gran parte dei posti di guardia situati sui bastioni, ingentilendo l'aspetto dell'intero circuito murario che fu trasformato in passeggiata pubblica alberata e messo a disposizione della cittadinanza grossetana. Durante la seconda guerra mondiale, un bombardamento distrusse l'ultimo garitta rimasta, denominata casino delle palle, all'interno del quale si conservavano alcuni affreschi.

Recenti interventi di restauro hanno riportato l'intera cerchia muraria agli antichi splendori; si conservano tuttora gallerie di servizio, magazzini e ridotti. Ambienti e percorsi sono pavimentati con mattoni a spina di pesce.

Le Mura di Istia d'Ombrone furono costruite, in più fasi, durante il periodo medievale. La parte più antica (cinta muraria interna) delimitava l'area signorile situata nella zona sommitale del borgo che, gradualmente, andava espandendosi verso l'esterno. L'espansione verso la parte inferiore richiese, pertanto, la costruzione di una nuova cinta muraria, esterna, dove vennero aperte le due porte di accesso al borgo.

Le Mura di Batignano furono costruite in epoca medievale, a difesa dell'antico abitato. Di forma grossolanamente ellittica, le mura esterne furono costruite tra il Duecento e il Trecento, per proteggere la parte del borgo situata sul pianoro concentrico inferiore, a seguito di una precedente fase di espansione. Del XII secolo era, invece, la cinta muraria interna che racchiudeva l'area signorile sommitale.

Le Mura di Montepescali furono costruite in epoca medievale e parzialmente modificate nelle epoche successive. La cinta muraria si articola a forma ellittica racchiudendo interamente il borgo; le sue funzioni difensive sono testimoniate dalla presenza di alcune torri, addossate ad intervalli regolari lungo il perimetro esterno, e di un baluardo aggiunto in epoca cinquecentesca all'estremità meridionale.

Grosseto conta attualmente (marzo 2008) oltre 79.589 abitanti registrando ancora una buona fase di crescita, dopo essere stata per anni il capoluogo di provincia meno antropizzato della Regione; la città sembra espandersi secondo direttrici urbanistiche delineate dalla attenta programmazione territoriale, che si è definita nel tempo. Inoltre, va rilevata una espansione demografica costante, senza cioè conoscere pause o arretramenti, dal dopoguerra ad oggi, forse a segnare un incremento economico (agricoltura di qualità, turismo) con basi solide, non soggetto a situazioni di crisi o di regressione.

Analizzando il grafico sulla crescita della popolazione nel corso degli anni, appare evidente che Grosseto, al momento dell'Unità d'Italia, con i circa 4.700 abitanti risentiva ancora dell'effetto negativo causato dalla presenza della malaria che caratterizzava gran parte delle aree pianeggianti della Maremma.

All'inizio del Novecento, la popolazione era già raddoppiata, superando le 9.600 unità. Da allora, la crescita è proseguita in modo esponenziale, come è ravvisabile dall'andamento iperbolico all'interno del grafico, fino al 1981, grazie all'arrivo di numerosi immigrati, prima dall'Italia nord-orientale (Veneto in primis) grazie alla riforma agraria e nei decenni successivi anche da altre regioni, soprattutto dell'Italia meridionale.

Dal 1981 in poi la crescita demografica è proseguita, seppure in modo meno netto rispetto agli anni precedenti, iniziando ad assestarsi a partire dal 1991; nel 2001 viene rilevato un calo impercettibile, ma le statistiche demografiche degli ultimi anni dimostrano una ripresa della crescita.

Le chiese situate all'interno del territorio comunale di Grosseto appartengono alla Diocesi di Grosseto, che nel centro storico cittadino ha la propria cattedrale, il Duomo di San Lorenzo, oltre al Palazzo Vescovile, sede della curia diocesana.

Unico edificio religioso che costituisce un'eccezione, è l'Oratorio della Madonna della Pace ai Cerri Alti, situato all'estremità sud-orientale del territorio comunale, in prossimità dei confini amministrativi con Magliano in Toscana. La piccola cappella rurale, pur essendo ubicata nel comune di Grosseto, rientra all'interno del territorio parrocchiale della chiesa di Sant'Isidoro a Preselle, località del comune di Scansano, che risulta invece appartenere alla Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello, il cui vescovo ha la propria residenza all'interno di Palazzo Orsini a Pitigliano, dopo la definitiva dismissione del Palazzo Vescovile di Sovana avvenuta nel 1777: quest'ultima diocesi comprende tre cattedrali, quella originaria del Duomo di Sovana, il Duomo di Pitigliano e il Duomo di Orbetello.

La città di Grosseto e le aree rurali circostanti si caratterizzano per una serie di eventi folkloristici che, in larga parte, sono riconducibili a tradizioni popolari che si sono protratte nel tempo fino ai giorni nostri. Gran parte delle tradizioni deriva dai butteri e, più in generale, dalla vita agreste che, soprattutto nel passato, caratterizzava l'area grossetana.

La stagione in cui si svolge il maggior numero di eventi è sicuramente la primavera, stagione nella quale viene praticata la merca dei vitelli e la doma dei puledri selvatici. Tali eventi vengono rievocati da butteri e bestiai ad Alberese, nel pomeriggio del 1° maggio, durante la tradizionale festa paesana.

La medesima data vede svolgersi a Braccagni una delle più rinomate Maggiolate, durante la quale molti gruppi di Maggiolatori intonano canti di questua in ottava rima, a rievocazione di una tradizione contadina che era di augurio e buon auspicio per un'ottima annata agricola.

Nel periodo estivo si tengono molte manifestazioni dei butteri, sia in aziende agricole che durante alcune feste paesane (Rispescia in luglio e Alberese in agosto). Queste esibizioni tendono a rievocare scene di vita quotidiana, soprattutto del tempo libero, attraverso lo svolgimento di giochi, quali la gincana, la giostra del saracino e il torneo o rodeo della rosa.

La città di Grosseto vede il più grande festeggiamento in occasione del giorno in cui si festeggia il santo patrono, San Lorenzo. La sera del 9 agosto, che precede il giorno di festa, si tiene una suggestiva processione a cui partecipano anche i butteri e le più alte autorità cittadine. Durante la processione, la statua del santo viene trasportata su un carro trainato dai caratteristici buoi maremmani che compie un giro per le strade della città, fino ad arrivare alla Cattedrale per la solenne benedizione impartita dal vescovo.

Il mese di agosto è da segnalare anche per altri due eventi, la festa di San Rocco a Marina di Grosseto, che si svolge il 16 agosto con spettacolo pirotecnico conclusivo sul mare, e la rassegna di Festambiente, che si tiene a Rispescia affrontando tematiche riguardanti l'ambiente e la sua tutela, la sana alimentazione e i prodotti tipici locali.

A Grosseto vi è la sede del 4° Stormo dell'Aeronautica Militare, di un reggimento Savoia Cavalleria e del Centro Allevamento Quadrupedi dell'Esercito Italiano.

Di tutt'altra natura è la Comunità di Nomadelfia, fondata nel 1948 da Don Zeno Saltini nell'omonima località del comune di Grosseto.

L'Azienda USL 9 Grosseto garantisce la salute in città e in provincia, con un presidio ospedaliero urbano, l'Ospedale Misericordia, struttura sanitaria di riferimento non solo per la città ma anche per l'intera provincia e per altre aree della Toscana meridionale e del Lazio settentrionale.

La città di Grosseto è sede di scuole medie superiori di varia tipologia: licei, istituti tecnici commerciali, industriali, professionali, ecc. Tra questi, spicca l'Istituto Alberghiero, da sempre uno dei fiori all'occhiello a livello regionale.

Il Polo Universitario Grossetano è una sede distaccata dell'Università degli Studi di Siena, nelle cui sedi di Grosseto e Follonica sono tenuti alcuni corsi di laurea e master.

Entrmbi i tipi di schiacce (schiacciate) sono tipiche della città di Grosseto.

Il centro storico di Grosseto è completamente racchiuso entro una cinta muraria fortificata che, a livello urbanistico, lo isola quasi completamente rispetto al resto della città, fatta eccezione per l'area di Porta Nuova dove nel corso dell'Ottocento fu demolita la porta cittadina, riempito il terrapieno del fossato e abbattuto un piccolo tratto di cortina muraria.

L'attuale centro storico è il risultato della ricostruzione cinquecentesca delle mura, durante la quale assunsero un perimetro maggiore che allargò la superficie del centro storico cittadino rispetto al tessuto urbano medievale; tuttavia, la realizzazione delle Mura medicee comportò l'abbattimento di molti edifici di epoca medievale, tra cui anche alcuni complessi religiosi, che sorgevano al di fuori del preesistente centro cittadino lungo il perimetro dove poi è sorta l'attuale cinta muraria bastionata di forma esagonale.

Nonostante l'ampliamento di epoca rinascimentale, il centro storico di Grosseto risulta ancora oggi di dimensioni piuttosto raccolte e contenute che consentono di poterlo visitare facilmente, grazie anche alla pedonalizzazione totale di molte strade.

In passato, il centro storico di Grosseto fu suddiviso in tre terzieri, il Terzo di San Pietro nella parte settentrionale, il Terzo di Città nella parte centrale e il Terzo di San Giorgio nella parte meridionale: tali suddivisioni sono andate via via scomparendo nel corso del tempo.

L'area delimitata dalle mura è interamente pedonalizzata, con possibilità di accesso in determinate fasce orarie per il carico e scarico e per i residenti con apposito permesso.

L'area urbana della città di Grosseto si estende per pochi chilometri quadrati al di fuori della cinta muraria che racchiude il nucleo storico.

Durante l'Ottocento si sono sviluppati nuclei abitativi in senso centrifugo, dei quali sono ravvisabili i palazzi in stile liberty lungo la via che conduce alla stazione ferroviaria; nei primi decenni del secolo scorso furono costruite chiese monumentali a delimitare la nuova estensione dell'area urbana, alcune in stile neomedievale (Chiesa di San Giuseppe e Chiesa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo), altre in stile moderno-funzionalista (Basilica del Sacro Cuore di Gesù).

Negli ultimi decenni l'espansione è proseguita verso sud (avvicinandosi in alcuni punti all'argine della golena destra dell'Ombrone), verso est (fin quasi alle porte del moderno abitato di Roselle), verso nord (fino all'area industriale ed artigianale in prossimità dello svincolo della Variante Aurelia di Grosseto nord) e verso ovest (lambendo l'area aeroportuale).

Nonostante la recente espansione, il contesto urbano è inquadrabile all'interno di una più vasta area rurale che include le varie frazioni, le quali hanno mantenuto ancora oggi caratteri territoriali ed urbanistici ben distinti tra loro e rispetto al centro cittadino.

Dagli anni 90 in poi, sono state realizzate alcune piste ciclabili, per consentire i collegamenti suburbani ed extraurbani tra la città, alcune frazioni e il mare. I chilometri riservati alle biciclette sono in continua crescita, tanto che l'ultima pista ciclabile è stata terminata tra il 2007 e il 2008, nell'area del Parco naturale della Maremma. La rete ciclabile viene utilizzata prevalentemente durante la stagione estiva, quando ai residenti si aggiungono numerosi villeggianti.

Di seguito, è riportato l'elenco delle piste ciclabili che attraversano il territorio comunale di Grosseto.

L'economia è essenzialmente basata sul terziario legato all'attività turistica (particolarmente vivace sulla costa) e sull'agricoltura che, basandosi sulla ricerca di qualità dei prodotti, non presenta caratteri moderni.

Le colture maggiormente presenti sono cereali, girasoli, ortaggi e, nelle zone collinari, viti ed ulivi che assicurano risultati di ottima qualità: Olio delle colline maremmane e, tra i vini, Monteregio di Massa Marittima all'estremità nord-occidentale, Montecucco all'estremità nord-orientale lungo il confine con il comune di Campagnatico e Morellino di Scansano nelle aree orientali e meridionali del territorio comunale. Un altro prodotto di primo livello è sicuramente la carne maremmana che si ottiene dai bovini di razza autoctona allevati allo stato brado sotto lo sguardo attento dei butteri nelle estese praterie attorno alla città.

La città di Grosseto è sede della Mabro, noto marchio di abbigliamento sia a livello nazionale che internazionale, e della Gardenia, una delle principali catene di profumerie oramai diffusa in tutta Italia. Vi è anche lo stabilimento dell'industria di materie plastiche Eurovinil. Da non dimenticare la Vemar che da più di vent'anni è specializzata nella fabbricazione di prodotti in vetroresina, tra i quali anche i caschi da moto e da auto, indossati anche in MotoGP nella stagione 2008 da piloti come Andrea Dovizioso e Alex De Angelis.

La città di Grosseto può essere raggiunta da varie parti d'Italia, più o meno agevolmente, sia in treno che in automobile, anche se risulta essere una delle poche città e province italiane prive di reti autostradali.

In attesa della realizzazione del tratto Rosignano-Civitavecchia dell'A12, la città è collegata a Roma attraverso la Via Aurelia, a Livorno tramite la S.G.C. Variante Aurelia Grosseto-Rosignano Marittimo-Livorno che si ricongiunge all'Autostrada A12 per i collegamenti con l'Italia nord-occidentale, a Siena mediante la Strada Statale 223 di Paganico che si ricongiunge al Raccordo autostradale Siena-Firenze per i collegamenti con l'Italia settentrionale e costituisce il primo tratto della E78 Strada dei Due Mari Grosseto-Fano per i collegamenti con l'Italia nord-orientale e il versante adriatico. Di seguito è riportato l'elenco delle principali vie di comunicazione.

La città è attraversata dalla Ferrovia Pisa-Livorno-Roma che collega Genova alla capitale ed è punto di arrivo e partenza della linea secondaria a binario unico Grosseto-Monte Antico-Siena, da dove prosegue a nord per Empoli-Firenze e a est per Chiusi.

La linea ferroviaria per Siena presenta, poco oltre la stazione di Monte Antico, la diramazione per Asciano-Siena, chiusa al traffico ferroviario ordinario ma ancora utilizzata per suggestivi viaggi in littorine d'epoca con fermata nelle varie stazioni ed escursioni ai vicini borghi e castelli.

Nel territorio comunale vi sono 3 stazioni ferroviare, due che si trovano sia sulla linea tirrenica che su quella secondaria per Siena-Firenze e una che si trova sulla linea Grosseto-Roma; una quarta stazione, in località "Rispescia", è stata soppressa oramai da diversi anni.

Ecco l'elenco delle stazioni ferroviarie presenti nel comune di Grosseto.

La città presenta un moderno approdo turistico inaugurato nel 2004 nella località balneare di Marina di Grosseto, alla foce del Canale San Rocco.

Per il traffico passeggeri a medio raggio, il porto di riferimento è quello di Porto Santo Stefano (40 km circa), con traghetti soltanto per l'Isola del Giglio e Giannutri, mentre per spostamenti a più lungo raggio i porti più vicini sono Piombino (70 km circa), Civitavecchia (95 km circa) e Livorno (135 km circa).

Grosseto e la Maremma sono servite dall'Aeroporto "Baccarini", situato a metà strada tra il capoluogo e Marina di Grosseto. L'infrastruttura è un aeroporto militare di cui si servono anche voli civili charter e privati, soprattutto durante la stagione turistica.

Per quanto riguarda i voli di linea nazionali ed internazionali, gli scali di riferimento sono l'Aeroporto di Firenze e quello di Pisa, mentre Fiumicino lo è per i voli intercontinentali e per altre tratte europee; tutti e tre gli scali si trovano a circa 150 km dal capoluogo maremmano.

I trasporti pubblici urbani e suburbani all'interno del territorio comunale, così come in ambito provinciale, sono gestiti dalla Rama. Quasi tutte le autolinee hanno il capolinea in Piazza della Stazione e gli orari possono variare in alcune tratte tra il periodo invernale e quello estivo, così come tra giorni feriali e festivi.

Grosseto è da sempre una città di solide tradizioni sportive.

Lo sport principale di Grosseto è il baseball grazie alle imprese del Bbc Grosseto quattro volte campione d'Italia e vincitore di una Coppa Campioni e di una Coppa CEB, oltre a due coppe Italia. Le partite casalinghe della squadra vengono disputate sul diamante dello Stadio Roberto Jannella.

Al secondo posto, come sport più seguito, c'è il calcio con l'Unione Sportiva Grosseto che nel 2007-2008 ha disputato il suo primo campionato di serie B della sua storia, dopo aver vinto la Supercoppa di Lega Serie C1, primo trofeo del suo palmares. Le partite di calcio casalinghe della formazione biancorossa si svolgono allo Stadio Olimpico Comunale Carlo Zecchini. Anche nella stagione 2008/09 il Grosseto partecipa alla serie B.

Riveste una certa importanza anche il cricket, dove la formazione grossetana, il Maremma Cricket Club, in 22 anni di storia è riuscita a vincere una Coppa Italia. Le partite casalinghe vengono disputate al Massimo Falsetti Cricket Field.

I suddetti impianti sportivi si trovano nella parte sud-occidentale della città, nei pressi del vasto parco pubblico cittadino di Via Giotto.

L'ippica riveste una notevole importanza, con numerose gare nell'arco dell'anno che, nella stagione estiva, spesso si svolgono in notturna. L'impianto sportivo in cui si svolgono le varie gare di equitazione è l'Ippodromo del Casalone, situato nella parte sud della città, all'inizio della strada che conduce a Principina a Mare.

La città è anche uno dei principali centri italiani per l'atletica leggera: lo Stadio Olimpico Comunale Carlo Zecchini ha infatti ospitato i Campionati europei juniores 2001 e i Campionati mondiali juniores 2004.

Nel 2006 Grosseto è stata anche la sede dei campionati Mondiali Militari di Scherma; altri sport molto seguiti sono il basket, la boxe, il calcio a 5 e la pallavolo.

In passato, ottimi risultati anche nell'hockey su pista.

Per la parte superiore



Stazione di Grosseto

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La Stazione di Grosseto è uno scalo ferroviario di grandi dimensioni del capoluogo maremmano. La stazione ferroviaria è ubicata in piazza Marconi, in un'area semicentrale della città poco a nord rispetto al centro storico, dove si trova il capolinea di numerosi autobus urbani ed extraurbani della "Rama", l'azienda dei trasporti che serve l'intera provincia di Grosseto. La stazione è classificata da RFI nella categoria "Gold".

É composta da 5 binari adibiti alle fermate dei treni per la salita e la discesa dei passeggeri, si trova lungo la linea ferroviaria tirrenica a doppio binario che collega Roma a Pisa ed è punto di partenza e arrivo della linea ferroviaria secondaria a binario unico e priva di corrente elettrica per Siena e, proseguendo prima sulla Ferrovia Centrale Toscana e dopo sulla Pisa-Firenze, per Empoli e per Firenze.

Nella stazione fermano due Eurostarcity, uno in direzione Genova Piazza Principe e l'altro in direzione Roma Termini; numerosi Intercity per Torino Porta Nuova, Milano Centrale, Ventimiglia, Savona, Roma Termini, Napoli Centrale, Salerno; alcuni Espressi per l'Italia meridionale e la Sicilia e tutti i regionali in servizio lungo la linea tirrenica e la linea per Monte Antico-Siena. Mentre non ferma nessun Eurostar ETR. Secondo RFI, il flusso dei passeggeri nella stazione di Grosseto è all'incirca di 1.500.000 persone all'anno e l'impianto è presidiato con orario continuativo da un Ufficio di Polizia Ferroviaria. Dipone anche di un grande scalo merci.

Lungo la linea che collega Grosseto a Siena, poco a nord della stazione di Monte Antico è presente una biforcazione, con il tratto diretto a Buonconvento utilizzato da treni passeggeri e merci e il tratto diretto a San Giovanni d'Asso e Asciano usato soltanto per le gite in littorina d'epoca che prevedono fermate nelle varie stazioni ed escursioni a borghi e castelli medievali; le due diramazioni si riunificano poco prima di Siena per proseguire poi di nuovo lungo un tratto comune.

Il palazzo della stazione fu costruito nella prima metà del Novecento in stile razionalista.

Il complesso si articola longitudinalmente sul lato occidentale della piazza, ed è caratterizzato da una pianta a T e da più corpi di fabbrica che si addossano tra loro, sviluppandosi su due livelli. Il prospetto principale si caratterizza al pian terreno per la presenza di cinque portali architravati con arco tondo, protetti da una pensilina che sporge dalla cordonatura che separa i due livelli del fabbricato. Lateralmente, si aprono portali di forma rettangolare che conducono, da una parte al bar e dall'altra alla sala di attesa. Lungo tutto il livello rialzato si aprono una serie di finestre di forma rettangolare, mentre nella parte centrale del prospetto principale è da rilevare la presenza di un orologio di forma quadrata, inserito nel coronamento sommitale.

Nell'astistante piazza Marconi, da molti erroneamente indicata come piazza della stazione, è da segnalare la presenza della statua del buttero, realizzata negli anni 1950 dallo scultore Tolomeo Faccendi.

Per la parte superiore



Provincia di Grosseto

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La provincia di Grosseto è la provincia che occupa interamente l'estremità meridionale della Toscana e, per estensione territoriale, risulta essere la più vasta della regione; con poco meno di 221 mila abitanti , è una delle province italiane con la più bassa densità abitativa.

Confina a nord-ovest con la provincia di Livorno, lungo la fascia costiera, e con la provincia di Pisa, nell'area delle Colline Metallifere sud-occidentali; a nord e ad est il territorio è diviso dalla provincia di Siena prima dalle Colline Metallifere sud-orientali, poi da un tratto del fiume Ombrone e dalla parte terminale del suo affluente, il fiume Orcia, ed infine dal cono vulcanico del Monte Amiata; a sud-est il confine con la provincia di Viterbo (Lazio) è segnato lungo la fascia costiera dall'ultimo tratto del torrente Chiarone, mentre nelle zone interne il limite tra le due province risulta essere meno definibile.

Bagnata ad ovest dal Mar Tirreno, include anche le isole meridionali dell'Arcipelago Toscano: l'Isola del Giglio, quella di Giannutri e isolotti minori non abitati, tra cui le Formiche di Grosseto e la Formica di Burano.

La provincia di Grosseto amministra, attualmente, un totale di 28 comuni, compreso il capoluogo Grosseto. Il consiglio e la giunta hanno sede all'interno di Palazzo Aldobrandeschi, noto anche come Palazzo della Provincia.

Il territorio della provincia di Grosseto ebbe una propria autonomia amministrativa a partire dal 1766, nel Granducato di Toscana.

Il granduca Pietro Leopoldo di Lorena, all'epoca governatore della Toscana, istituì proprio in quell'anno, la Provincia Inferiore Senese nell'ambito delle riforme istituzionali e amministrative del granducato; successivamente, la Provincia Inferiore Senese venne denominata Compartimento Grossetano.

Il territorio del Compartimento Grossetano era inizialmente più vasto rispetto a quello amministrato dall'attuale provincia. Nel 1860 furono ceduti, infatti, alla provincia di Pisa i cinque comuni della Val di Cornia che erano stati inclusi nel 1834 sotto la giurisdizione grossetana e, che prima del 1815, appartenevano al Principato di Piombino. I suddetti comuni erano Piombino, Campiglia Marittima (comprendente allora anche l'attuale territorio comunale di San Vincenzo), Suvereto, Sassetta e Monteverdi Marittimo: i primi quattro passarono poi, nel 1925, alla provincia di Livorno, mentre il quinto è rimasto sempre in provincia di Pisa.

Nel 1970 una piccola porzione del territorio comunale di Piombino (LI) passò a quello di Follonica, entrando così a far parte della provincia di Grosseto.

Per quanto riguarda la sede del capoluogo provinciale, va segnalato che, pur essendo sempre stata la città di Grosseto, a causa dell'elevato rischio di malaria, fu emanato dai Lorena nel 1780 il Regolamento per l'Estatatura, che prevedeva durante l'estate il trasferimento di tutti gli uffici pubblici e amministrativi da Grosseto a Scansano: il provvedimento legislativo fu abolito soltanto nel 1897.

La provincia di Grosseto, che si estende su oltre 4.500 km², presenta una notevole varietà di caratteristiche che si diversificano da zona a zona, ognuna delle quali costituisce uno dei territori in cui è suddivisa la provincia.

Il territorio risulta essere prevalentemente collinare nelle aree interne, fatta eccezione per isolati rilievi montuosi nella zona delle Colline Metallifere nella parte settentrionale e per il cono vulcanico del Monte Amiata nella parte orientale della provincia.

In prossimità della fascia costiera si estende la pianura maremmana, interrotta sporadicamente da isolati promontori, che tende anche ad inoltrarsi nel retroterra, seguendo le basse vallate dei principali corsi d'acqua. La fascia costiera è caratterizzata anche da alcune aree umide, quali lagune e ambienti palustri.

I corsi d'acqua minori hanno regime prevalentemente torrentizio, mentre i canali di bonifica presentano andamenti poco definibili; più regolare risulta essere invece la portata dei fiumi principali. Da segnalare, infine, anche alcuni laghi di piccole dimensioni che si diversificano dai bacini lacustri costieri.

Tra le isole, quella del Giglio risulta essere quasi completamente collinare, sfiorando la quota di 500 metri nel punto più elevato, mentre Giannutri e tutti gli isolotti minori hanno superfici completamente rocciose, nonostante le loro quote massime siano di poco superiori al livello del mare (88 metri il punto più alto dell'Isola di Giannutri).

La provincia di Grosseto gode di un clima mediterraneo, soprattutto lungo la fascia costiera e sulle isole dell'Arcipelago .

Le temperature medie di gennaio variano tra i 3 °C dell'area sommitale dell'Amiata e i 9-10 °C della costa e delle isole; in luglio le differenze dei valori medi risultano minori con 21 °C sulla vetta del Monte Amiata e 24 °C lungo la fascia costiera e nelle pianure interne, dove però a causa delle caratteristische più continentali del clima è molto elevata l'escursione termica diurna .

Le precipitazioni, concentrate soprattutto nei mesi autunnali e nel periodo di transizione tra inverno e primavera, si aggirano mediamente attorno ai 500 mm annui (con valori localmente anche inferiori) sulle isole e nella zona dei Monti dell'Uccellina e dell'Argentario; lungo la restante fascia costiera e nelle pianure corrispondenti i valori sono inferiori ai 600 mm annui, mentre man mano che si procede verso l'interno i valori tendono ad aumentare fino a toccare e superare i 1000 mm annui nella zona del Monte Amiata e sui rilievi più elevati delle Colline Metallifere. Lungo la fascia costiera e nella relativa area pianeggiante sono molto frequenti prolungati episodi siccitosi che nel tempo stanno causando una vera e propria condizione di aridità . Tra questi, è da annoverare l'annata del 2003 quando, in alcune zone della fascia costiera, si sono registrati meno di 40 giorni con precipitazioni di almeno 1 mm. Lo stesso anno, nell'area dei Monti dell'Uccellina e del Parco Naturale della Maremma, si è verificata una sequenza di ben 125 giorni consecutivi senza pioggia dal 22 aprile al 25 agosto, quando si è avuto il passaggio nelle ore serali di un fronte temporalesco atlantico che ha interrotto il lunghissimo periodo siccitoso . L'area prossima alla fascia costiera è da annoverare tra le zone italiane a rischio desertificazione.

L'eliofania (durata del soleggiamento), grazie alle caratteristiche orografiche e microclimatiche, raggiunge sulle isole e lungo tutta la fascia costiera valori prossimi ai massimi assoluti dell'intero territorio nazionale italiano , presentando mediamente valori minimi nel mese di dicembre di circa 4 ore giornaliere e valori massimi nei mesi di giugno e luglio con oltre 11 ore giornaliere: il valore medio annuo supera le 7 ore al giorno .

Nelle tabelle sottostante sono riportati i valori medi delle stazioni meteorologiche di Grosseto Aeroporto e di Monte Argentario del servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare, rilevati nel trentennio (1961-1990): nel caso del Monte Argentario, i valori delle temperature registrati dalla stazione meteo ufficiale situata sulla vetta risultano notevolmente inferiori a quelli che si verificano nei centri abitati al livello del mare.

La diffusività atmosferica (capacità dei bassi strati dell'atmosfera di disperdere le sostanze inquinanti) è determinata da turbolenza atmosferica e intensità del vento, in interazione con le caratteristiche orografiche del territorio.

La provincia di Grosseto presenta quasi ovunque caratteristiche di medio-alta diffusività (condizioni favorevoli alla dispersione degli inquinanti), fatta eccezione per i comuni di Magliano in Toscana e Manciano, i cui territori sono sottoposti a bassa diffusività.

Nella tabella sottostante è riportata la classificazione dei comuni in base alla loro diffusività atmosferica.

La storia geologica della provincia di Grosseto è legata al corrugamento e al sollevamento della catena degli Appennini, abbracciando un lunghissimo periodo dal Paleozoico al Quaternario, attraverso la sovrapposizione di domini e zone.

Durante il Paleozoico, la traslazione di domini e zone determinò la formazione delle cosiddette unità paleozoiche.

Le unità liguri', costituite dall' unità ofiolitifera e dall' unità di Monteverdi-Lanciaia, hanno avuto origine da un bacino oceanico costituito da Ofioliti, rocce magmatiche a basso contenuto siliceo sovrastate da sedimenti.

Le unità austroalpine (Unità austroalpina interna e Unità austroalpina esterna) sono costituite da basamenti sialici, le cui coperture costitiscono la zona austroalpina interna a ovest (in continuità con quelle liguri) e la zona austroalpina esterna a est (in continuità col dominio toscano).

Le unità toscane (falda toscana e unità di Monticiano-Roccastrada) sono formate da basamenti sialici palezoici con coperture mesozoiche-terziarie, ripartite a loro volta in zona toscana interna, zona toscana intermedia e zona toscana esterna (falda toscana non metamorfica).

Nel Miocene che nel Pliocene, vi furono trasgressioni marine, con l'acqua che raggiunse aree mai sommerse precedentemente, e la conseguente formazione di bacini lacustri.

Il complesso epiligure miocenico, sviluppatosi nel periodo del Miocene medio e superiore, è costituito da sporadiche e isolate placche di arenaria che poggiano su argille e calcari.

Il complesso Neoautoctono, sviluppatosi tra il Messiniano e il Pliocene inferiore, è originato da depositi lacustri che sono andati a costituire locali affioramenti presso le depressioni neogeniche, che poggiano sulle unità liguri ed austroalpine. È all'origine della serie lignitifera, che ha contribuito allo sviluppo delle miniere di lignite e dei conglomerati con ciottoli rossi ematitici.

Il bacino lacustre Ombrone-Orcia, sviluppatosi lungo gli attuali fiumi Ombrone e Orcia tra il Miocene superiore e il Pliocene inferiore, costituisce una vasta depressione tra il Monte Amiata, la Dorsale di Montalcino, la Dorsale medio-toscana e i Monti dell'Uccellina, dove penetrò più volte l'acqua marina. È formato da un conglomerato sabbioso, da argille brune e marnose poggianti sulla Serie lignitifera, da un conglomerato arenaceo-marnoso, da argille alternate a sabbia e da calcari di acqua dolce .

Il bacino lacustre dell'Albegna, sviluppatosi lungo il corso dell'attuale fiume Albegna nella parte meridionale del territorio provinciale, è costituito da un basamento di argille marnose sovrastate da calcari e èsabie, le cui sedimenazioni sarebbero avvenute in un'unica fase durante il Pliocene inferiore.

Durante il Quaternario vi furono depositi di sabbie rosse nei dintorni di Grosseto e di travertino nei pressi di Massa Marittima e nella zona tra Montemerano e Saturnia. In questo periodo si formarono, nelle aree dei rispettivi bacini lacustri, la Valle dell'Ombrone, con il corso d'acqua principale e il sistema dei suoi affluenti, e la Valle dell'Albegna; risulta ancora incerta, invece, l'origine delle valli dei fiumi Pecora e Bruna nella parte nord-occidentale del territorio provinciale.

L'Area del Tufo e gran parte del territorio del Monte Amiata hanno avuto origine durante questa fase, a seguito di manifestazioni vulcaniche piroclastiche effusive, mentre una serie di intrusioni magmatiche subvulcaniche acide completava la formazione dell'Isola del Giglio e .

Le oscillazioni eustatiche hanno portato i livelli dei corsi d'acqua ai valori attuali; la storia geologica della provincia si completa con la formazione dei depositi alluvionali.

Dal punto di vista geofisico, il territorio della provincia di Grosseto è un'area pressoché asismica se si eccettua una lieve attività nelle zone interne che può raggiungere livelli moderati sulle Colline Metallifere, sull'Amiata (antico vulcano oramai spento) e nell'Area del Tufo. Le isole, la costa e la pianura maremmana sono caratterizzate da una sismicità irrilevante .

Fenomeni di vulcanesimo secondario si verificano in ordine sparso e si manifestano attraverso sorgenti termali, tra le quali vanno ricordate le celebri Terme di Saturnia, le Terme dell'Osa tra Talamone ed Albinia, le Terme di Petriolo nel comune di Civitella Paganico al confine tra le province di Grosseto e Siena lungo il corso del torrente Farma, le Terme di Bagnolo nei pressi di Monterotondo Marittimo sulle Colline Metallifere. Gran parte delle sorgenti termali sono di natura sulfurea e presentano temperature dell’acqua oltre i 30 °C.

Sulle Colline Metallifere, nei pressi di Monterotondo Marittimo, i soffioni boraciferi hanno permesso lo sviluppo di energia geotermica che, con il passare degli anni, è sempre più sfruttata per rendere i paesi della zona autosufficienti. Questi fluidi si trovano nella cosiddetta Area delle Biancane, caratterizzata da un paesaggio dai connotati biancastri con scarsissima vegetazione. I soffioni di Monterotondo Marittimo costituiscono la parte meridionale dell'insieme di risorse energetiche geotermiche che si sviluppano prevalentemente, più a nord, in provincia di Pisa attorno alla località di Larderello.

Sul Monte Amiata si trovano i vapori geotermici a Bagnore, nel comune di Santa Fiora, nei pressi dell'omonimo centro. Anche in questa zona è iniziata da tempo la produzione di energia geotermica che potrebbe essere implementata nel corso dei prossimi anni, nel rispetto dell'ambiente locale, con particolare riferimento alla portata delle sorgenti particolarmente ricche nell'area amiatina.

Il sottosuolo della provincia di Grosseto è ricco di numerose risorse minerarie.

Già in epoca etrusca venivano sfruttati i numerosi giacimenti presenti nell'area delle Colline Metallifere, dove spiccano, tra tutti, quelli di pirite di Niccioleta, Boccheggiano e Gavorrano, quelli di rame presso Roccatederighi, quelli di lignite presso Ribolla e quelli di rame, piombo, zinco e argento nei dintorni di Massa Marittima .

La zona del Monte Amiata e del Monte Labbro è estremamente ricca di giacimenti di cinabro , il minerale da cui si estraeva mercurio, in particolare presso Selvena e Santa Fiora sul versante grossetano e presso Abbadia San Salvatore sulla sponda senese. Queste miniere mercurifere sono oggi completamente abbandonate. Da oltre quaranta anni infatti il mercurio è stato sostituito in gran parte dei suoi utilizzi industriali e chimici.

Nell'area collinare interna sono da segnalare alcuni giacimenti di lignite nei pressi di Cana e Baccinello, di mercurio nei dintorni di Pereta e di antimonio sempre vicino Pereta e in vari punti del territorio di Manciano.

Alcuni giacimenti di pirite si trovano anche sul promontorio dell'Argentario e all'isola del Giglio. Inoltre, è da segnalare a sud dell'Argentario il lungo tratto di spiaggia tra Ansedonia e la foce del Chiarone: il sottosuolo di questa zona è estremamente ricco di minerali pesanti, tra i quali ossido di ferro, magnetite e pirosseni, che hanno contribuito a dare un colore grigio scuro e a tratti nero alla sabbia del litorale e della doppia fascia dunale retrostante .

Nella provincia di Grosseto esistono varie tipologie di ambienti naturali che si susseguono e si diversificano l'uno dall'altro. Dalla fascia costiera alla montagna, passando attraverso la pianura e la collina si incontrano vari ecosistemi che si contraddistinguono sia per la flora che per la fauna.

Lungo la fascia costiera predomina la macchia mediterranea che si diversifica in base alla tipologia di costa. Le coste alte sono caratterizzate nelle immediate vicinanze del mare dal limonium multiforme, dal finocchio di mare e dalla carota di mare; salendo lungo i promontori rocciosi si trovano il ginepro feniceo, il lentisco, il linterno e l'olivo selvatico, spesso associati a eriche, rosmarino e cisti . In alcune zone particolarmente aride e soleggiate si possono trovare anche le euforbie arboree e le palme nane, presenti soprattutto sui Monti dell'Uccellina nel Parco naturale della Maremma . Le coste basse e sabbiose presentano in vari tratti le dune litoranee, caratterizzate dalla presenza di euforbie, alcune specie di graminacee, ginepro coccolone e liane che proteggono parzialmente dai venti e dal sale marino gli spazi retrodunali dove possono svilupparsi elicrisi e gigli di mare. La vegetazione forestale della fascia costiera è caratterizzata da leccete, pinete, sugherete e boschi misti di sempreverdi e caducifoglie. Laddove si sono sviluppati incendi in tempi recenti possono ritrovarsi alcuni tratti caratterizzati dalla presenza di garighe che presentano spesso vegetazioni arbustive dove possono svilupparsi rosmarino, eriche, mirto e scornabecco: la gariga caratterizza diversi tratti del Monte Argentario e delle isole.

Le zone di pianura sono caratterizzate da aree palustri e corsi d'acqua dove si sviluppano diverse tipologie di vegetazione. Nelle vicinanze di laghi costieri e paludi si sviluppano in base alla salinità giuncheti o canneti che possono precedere rispettivamente prati cespugliati o boschi di olmi, frassini, fichi, bagolari e viti selvatiche frammisti a mirto e lentisco. Nelle vicinanze dei fiumi dove la siccità è meno sentita possono svilupparsi varie specie di salici, ontani neri, frassini, tigli e olmi, mentre nelle aree scarsamente soleggiate o esposte a nord possono esserci carpini bianchi e noccioli. Le aree pianeggianti e di medio-bassa collina sono caratterizzate dalla presenza di viti e ulivi che vengono mantenuti e coltivati dall'opera dell'uomo.

L'area collinare è ricoperta da sugherete alle basse quote molto esposte al sole. Salendo di quota, la vegetazione è caratterizzata da boschi di cerri, roverelle, castagni, carpini neri e bianchi, ornielli e sorbi frammisti ad arbusti spinosi quali il prugnolo, il biancospino, il pero selvatico e il ginepro e a liane come l'edera, la madreselva e la vitalba; frequenti sono il pungitopo e i ciclamini. Salendo ulteriormente di quota si ritrovano il loppo, il ciliegio selvatico, il faggio e il nocciolo frammisti a primule, anemoni e viole. In alta collina si trovano boschi di abeti bianchi, faggi e carpini bianchi, con cerri e frassini nelle zone più temperate, associati a ginestra, rovo e felce aquilina.

La montagna è caratterizzata da faggi, castagni, abeti bianchi e boschi di conifere; nella zona amiatina è piuttosto scarsa la vegetazione floreale a causa della natura vulcanica del terreno , anche se è da riferire la presenza di fioriture spontanee di orchidee e di narcisi, in aree comprese nei territori comunali di Arcidosso e Santa Fiora.

La fauna presenta una notevole varietà in base agli ambienti presi in considerazione.

Lungo la costa e sulle isole vi è una numerosa presenza di gabbiani, molto evidente sull'isola di Giannutri dove nidificano in gran numero. In alcune zone costiere si riscontra la presenza del falco pellegrino e del falco pescatore; è presente anche la beccaccia di mare tra la fauna delle aree costiere.

Gli ambienti palustri, lagunari e i laghi costieri sono l'habitat naturale per numerosi anfibi e per varie specie di uccelli tra i quali spiccano gli aironi, i fenicotteri nella Laguna di Orbetello, il falco di palude e l'albanella reale nella Diaccia Botrona.

La macchia mediterranea e i boschi sono popolati da vari animali selvatici tra cui cinghiali, daini, caprioli e volpi; sono presenti anche un buon numero di fagiani e, nella Pineta Granducale di Marina di Alberese, sono stati avvistati anche il cuculo da ciuffo e la ghiandaia marina, due specie ornitologiche estremamente rare. Tra i rettili vi sono numerosi serpenti, la maggior parte innocui come il biacco, ma tra essi è presente anche la vipera, presente ovunque ad eccezione delle isole: nell'ambito del Parco dell'Arcipelago Toscano le uniche isole dove si riscontra la presenza del serpente velenoso sono l'Isola d'Elba e l'Isola di Montecristo amministrate dalla Provincia di Livorno.

Nelle zone collinari interne e in montagna è stata riscontrata anche la presenza del lupo che è notevolmente cresciuto di numero negli ultimi tempi.

Tra gli insetti è da segnalare la grande presenza di zanzare nelle aree in prossimità di ambienti umidi che possono essere presenti, seppure in numero ridotto, anche nei mesi invernali, alcune delle quali agiscono durante le ore diurne con punture che possono divenire fastidiose. Sono presenti anche api, impiegate nella produzione di un ottimo miele, vespe e calabroni: questi ultimi pungono molto raramente ma quando accade possono causare gravi reazioni allergiche. Nei mesi primaverili ed estivi sono visibili varie specie di farfalle; nello stesso periodo dell'anno si possono incontrare anche varie specie di ragni, tra i quali anche le malmignatte, e zecche: queste ultime prediligono distese erbose frequentate da animali e, in caso di puntura, è consigliabile farsi estrarre l'insetto da personale medico per evitare pericolose infezioni .

La provincia di Grosseto, con il suo 47% di territorio incluso in aree protette di varia tipologia, risulta essere una delle province italiane maggiormente tutelate sotto il profilo ambientale e paesaggistico. Tra le aree protette spiccano un'area marina protetta europea, un parco nazionale, un parco regionale e una serie di riserve naturali e oasi faunistiche (statali, regionali o provinciali), la cui gestione è generalmente delegata alla provincia o direttamente ai singoli comuni interessati.

L'attuale provincia di Grosseto fu abitata fin dalla preistoria, come dimostrano i ritrovamenti effettuati in varie zone di numerosi reperti risalenti al periodo eneolitico e all'Età del Bronzo. Nei pressi di Pitigliano, sul luogo in cui sono venuti alla luce molti reperti, è in fase di allestimento un parco preistorico con la ricostruzione di un villaggio. Altri luoghi che hanno dato alla luce testimonianze preistoriche sono le aree collinari tra Roccalbegna, Semproniano, Saturnia, Manciano e Sovana e, in prossimità della fascia costiera, le grotte all'interno del Parco naturale della Maremma tra Alberese e la foce del fiume Ombrone.

Gli Etruschi costruirono numerose città che ebbero il periodo di massimo splendore intorno al VII secolo a.C., delle quali rimangono numerosi resti archeologici di elevato interesse, tra i quali spiccano le antiche città di Vetulonia, Roselle (con successive testimonianze di epoca romana), Statonia e Sovana, dove le Vie Cave collegavano le varie necropoli a quelle di Sorano e Pitigliano.

Altre città e necropoli etrusche si svilupparono presso Saturnia, a Marsiliana e nel territorio collinare tra Magliano in Toscana, Scansano e Civitella Paganico. Presso Ansedonia, gli Etruschi realizzarono un'imponente opera di ingegneria, denominata Tagliata Etrusca, per impedire l'insabbiamento di un vicino porto . Tra i più importanti reperti, è da segnalare il Disco di Magliano, rinvenuto presso l'omonima località ed attualmente conservato al Museo archeologico di Firenze, che è risultato fondamentale per la codifica dell'antica lingua etrusca.

I Romani si insediarono nei secoli successivi prevalentemente presso le preesistenti città etrusche. I reperti archeologici di maggiore interesse del periodo romano (fori, anfiteatri, ville e strade) sono venuti alla luce a Roselle, nei dintorni di Scansano, Magliano in Toscana e Pitigliano, a Saturnia e a Cosa, dove i Romani completarono l'opera ingegneristica della Tagliata Etrusca, avviata dai loro predecessori, che venne denominata anche Spacco della Regina .

Il Medioevo ebbe inizio con le invasioni barbariche, che causarono l'abbandono di alcuni importanti centri etrusco-romani a vantaggio di altri insediamenti situati in luoghi più protetti: in epoca longobarda fu completamente abbandonata anche la città di Statonia a vantaggio di Sovana. In questo periodo iniziò anche il lento declino di Roselle che venne definitivamente abbandonata dopo l'anno mille a vantaggio di Grosseto, dove fu eretta una possente cinta muraria difensiva. In questo contesto ebbe pertanto inizio il fenomeno dell'incastellamento che portò alla costruzione di numerosi castelli, borghi fortificati e centri abitati circondati da cinte murarie di difesa.

Gran parte delle località del territorio erano controllate da ricche e potenti famiglie tra le quali gli Aldobrandeschi (area del monte Amiata, vasti territori tra Montalto di Castro e il Lago di Bolsena nel Lazio, parte della Val d'Elsa e della Val d'Orcia in provincia di Siena, oltre alla parte meridionale della provincia di Livorno), gli Ardengheschi (Valle dell'Ombrone) e i Pannocchieschi (area delle Colline Metallifere).

I domini aldobrandeschi furono spartiti nel tardo Duecento nella Contea di Sovana e nella Contea di Santa Fiora, e successivamente concessi a due rami distinti della famiglia che, durante la battaglia di Montaperti, si schierarono in campi avversi rispettivamente con i Fiorentini e con i Senesi.

Nello stesso periodo gli Ottieri riuscirono ad andare a capo di un piccolo stato, la Contea degli Ottieri, che includeva 4 località ai limiti sud-orientali della provincia e riuscì a rimanere indipendente fino all'estinzione naturale della famiglia in epoca moderna.

Agli inizi del Trecento l'influenza di Siena iniziò a farsi sentire su vari alcuni centri dell'entroterra che passarono a famiglie nobili senesi quali i Buonsignori, i Piccolomini, i Tolomei e i Salimbeni o direttamente sotto il controllo della Repubblica. Mentre gli Orsini riuscirono ad ereditare Pitigliano, Sorano e, per un breve periodo, anche Sovana a seguito del matrimonio tra Romano Orsini e Anastasia Aldobrandeschi (1293) , gli Sforza editarono nel corso del Quattrocento la Contea di Santa Fiora, iniziando il loro dominio nella zona dell'Amiata, a seguito del matrimonio tra Bosio Sforza e Cecilia Aldobrandeschi (1439).

Tra il Trecento e il Quattrocento tutti gli altri centri, tra i quali anche Grosseto e i liberi Comuni di Massa Marittima e Castiglione della Pescaia, entrarono a far parte della Repubblica di Siena che fino al 1559, anno della sua caduta, dominò quasi tutto il territorio che corrisponde all'attuale provincia.

Dopo la caduta della Repubblica Senese Orbetello, Porto Ercole, Talamone, entrarono a far parte dello Stato dei Presidi sotto il controllo degli Spagnoli, mentre Buriano e Scarlino vennero inglobati nel Principato di Piombino controllato dagli Appiani: tutte queste località entrarono nel Granducato di Toscana soltanto nel 1815.

I centri della Contea degli Orsini entrarono nel Granducato di Toscana tra la seconda metà del Cinquecento e gli inizi del Seicento, mentre le località sforzesche della ex Contea di Santa Fiora vennero annesse nel corso del Seicento.

Nel Settecento la scomparsa della dinastia medicea portò i Lorena a capo del Granducato di Toscana e la quasi totalità dell'attuale territorio provinciale ne seguì le sorti. Nel 1766, Pietro Leopoldo divise il territorio che nei secoli precedenti costituiva la Repubblica di Siena in due province. Grosseto divenne da allora il centro principale della Provincia Inferiore Senese, che sarebbe poi divenuta l'attuale provincia di Grosseto. Grazie alle riforme leopoldine, la città e la provincia di Grosseto andarono incontro ad una decisa rinascita economica e culturale. I Lorena, oltre ad aver abolito la pena di morte il 30 novembre 1786, iniziarono anche le prime grandi opere di bonifica della pianura costiera (diretti da Leonardo Ximenes) che terminarono solo verso la metà del secolo scorso con l'eliminazione completa della malaria. Le riforme dei Lorena vennero interrotte con l'occupazione delle truppe francesi (1796) che si protrasse a più riprese fino al 1808, anno dell'annessione alla Francia napoleonica. Il Congresso di Vienna del 1815 sancì il ritorno del Granducato di Toscana nelle mani di Ferdinando III di Toscana, al quale succedette il figlio Leopoldo II a partire dal 1824.

Il granduca Leopoldo II governò fino al 1859, impegnandosi costantemente e in prima persona al completamento delle opere di bonifica, affidate all'ingegnere Vittorio Fossombroni. Il granduca, con le sue politiche di buon governo, riuscì a determinare un ammodernamento e un sensibile miglioramento delle condizioni socio-economiche dell'intero territorio, tanto da risultare l'uomo politico più apprezzato nella millenaria storia della provincia di Groseeto: Leopoldo II venne affettuosamente sopprannominato "Canapone" e onorato con un monumento scultoreo a lui dedicato, collocato in Piazza Dante a Grosseto.

Nel corso dell'Ottocento, con la graduale diminuzione del rischio della malaria, iniziò il fenomeno di ripopolamento della pianura che determinò l'inizio dell'espansione urbanistica di Grosseto verso gli attuali quartieri semicentrali.

Nel marzo 1860 il plebiscito che si svolse nel Granducato di Toscana sancì l'annessione allo stato sabaudo, entrando così a far parte del Regno d'Italia. Tuttavia, per alcuni anni vennero fermate le grandi opere di bonifica della Maremma, portate avanti fino poco tempo prima dal granduca Leopoldo II, che determinò, seppur temporaneamente, un nuovo calo demografico e una contemporanea recessione economica. Di conseguenza, tra la popolazione inziò a diffondersi un sentimento nostalgico verso le politiche di "buon governo" portate avanti fino a poco tempo prima dai Lorena; in quegli anni, la vita media della popolazione della Maremma scese addirittura a soli 24 anni.

In conseguenza, il brigantaggio si diffuse prevalentemente nelle campagne, nel corso della seconda metà del secolo, potendo far leva sul malcontento, sulle precarie condizioni economiche conseguenti alle politiche latifondiste e alla malaria che stava iniziando a diffondersi nuovamente. Tuttavia, questo fenomeno non riuscì mai a raggiungere le vaste proporzioni come stava accadendo nell'Italia meridionale, rimanendo piuttosto circoscritto sia in provincia di Grosseto che nell'Alto Lazio.

Di tutt'altra natura, ma inquadrabile negli episodi storici che seguirono l'Unità d'Italia, la sollevazione pacifica, inserita in un utopistico progetto religioso, posta in essere da David Lazzaretti, personaggio carismatico che visse nella seconda metà dell'Ottocento nell'area del Monte Amiata, dove predicava un rinnovamento delle strutture della Chiesa di Roma, sostenendo una Repubblica, regno di Dio che, pur nella totale pacificità di intenti e di azione, dovette apparire densa di pericoli per gli assetti costituiti dello Stato e della Chiesa, tanto da essere oggetto di una cruenta repressione nel 1878, anno in cui venne ucciso alla testa di una processione che scendeva dal Monte Labbro e che si accingeva ad entrare in Arcidosso.

Durante la Seconda Guerra Mondiale sono da ricordare i pesanti bombardamenti subiti dalla città di Grosseto il 26 aprile 1943, giorno di Pasquetta, che causarono molte vittime anche tra donne e bambini che si trovavano all'aperto nei giardini e nelle vie del centro; vari eccidi nazisti si verificarono in alcuni paesi dell'entroterra, il più grave dei quali avvenne a Niccioleta nei pressi di Massa Marittima tra il 13 e il 14 giugno 1943.

Nel dopoguerra, il completamento della riforma agraria iniziata nei primi decenni del secolo e la rapida ricostruzione dei luoghi bombardati contribuirono a implementare lo sviluppo dell'agricoltura e dell'allevamento (produzione di latte, formaggi, carni, olio e vino di elevata qualità). Al contrario, non si è mai verificato uno sviluppo industriale degno di nota, fatta eccezione per alcune realtà circoscritte, e ciò ha permesso un'ottima conservazione dell'ecosistema che si è mantenuto tra i più incontaminati dell'intero territorio nazionale italiano, favorendo così lo sviluppo di un settore terziario sempre più in crescita legato al turismo di qualità.

Il secolo scorso, inoltre, ha lasciato suggestive tracce artistiche integrate nella natura nel Giardino di Daniel Spoerri nei dintorni di Seggiano e nel Giardino dei Tarocchi presso Capalbio.

Data la vastità dell'attuale provincia e le vicende storiche dei vari centri, fin dal passato il territorio era raggruppato in varie diocesi, ognuna delle quali aveva la cattedrale e la residenza vescovile nel centro principale della zona. Le antiche chiese della provincia di Grosseto per tutto il primo millennio ebbero il proprio arcivescovo nella figura del papa di Roma che doveva confermare le elezioni dei nuovi vescovi e provvedere alla loro consacrazione.

In epoca paleocristiana vi erano due sedi vescovili, Roselle e Saturnia, ed altre diocesi che avevano possedimenti nel territorio grossetano, pur avendo la loro sede centrale al di fuori dei confini dell'attuale provincia.

Nel VI secolo l'invasione longobarda determinò vari sconvolgimenti che portarono ad un temporaneo trasferimento dei vescovi di Populonia sull'Isola d'Elba e alla distruzione della città di Saturnia che si oppose strenuamente alle truppe provenienti dalla città di Lucca. Nell'area del Fiora si verificarono migrazioni da Statonia a Sovana e da Vulci a Castro con il conseguente trasferimento delle sedi vescovili rispettivamente a Sovana e a Castro. Roselle e Chiusi mantennero il loro territorio pressoché intatto, tranne alcune aree che vennero perdute a vantaggio di Siena che inglobò la Valle dell'Ombrone a sud di Pari.

Inoltre, proprio in età longobarda, venne creato un itinerario di pellegrinaggi Lucca-Siena-Bolsena-Roma che entrò a far parte della Via Francigena. Il tracciato tuttavia lambiva la provincia di Grosseto sfiorando soltanto il territorio orientale di Castell'Azzara, pur attraversando aree all'interno delle diocesi che avevano influenza su varie zone della provincia.

Dopo l'anno mille la riforma canonicale voluta da Ildebrando di Sovana, divenuto papa Gregorio VII, diede un forte impulso alla costruzione di nuove cattedrali. Nello stesso periodo venne spostata la sede vescovile da Populonia a Massa Marittima a seguito di invasioni piratesche che sconvolsero la fascia costiera.

Nella prima metà del XII secolo vi fu anche il trasferimento della diocesi di Roselle a Grosseto e contemporaneamente ci fu un forte conflitto tra i vescovi di Sovana e Orvieto, dopo che gli Orvietani impedirono ai vescovi sovanesi di recarsi nell'antica cattedrale di Statonia che rappresentava la culla dell'intera diocesi. Successivamente, la nuova diocesi di Grosseto cedette la località di Prata a Volterra in cambio di Boccheggiano; Volterra cedette inoltre a Massa Marittima alcune chiese che si trovavano nelle vicinanze di quest'ultima città divenuta anch'essa nuova sede vescovile.

I confini delle diocesi rimasero quindi pressoché inalterati fino alla seconda metà del Settecento, quando Manciano e Capalbio passarono dalla diocesi di Castro a quella di Sovana in cambio dei centri di Onano e Proceno in territorio laziale; l'area amiatina passò invece da Chiusi a Siena.

Oltre ai cristiani, nel territorio provinciale si insediarono anche alcune comunità ebraiche delle quali però non si hanno notizie antecedenti al Quattrocento. Inizialmente le comunità ebraiche si insediarono a Grosseto, Campagnatico, Montemerano, Sovana e Pitigliano.

Nella seconda metà del Cinquecento, a seguito delle bolle pontificie di restrizione, le comunità ebraiche preferirono insediarsi nei piccoli Staterelli autonomi dove potevano integrarsi meglio con la popolazione locale e partecipare in modo integrato alla vita civile ed economica trovando accoglienza e protezione in cambio dell'esercizio di attività artigianali e commerciali. Le comunità ebraiche si rafforzarono così a Scarlino nell'ambito del Principato di Piombino, a Castell'Ottieri che all'epoca era controllato dai signori locali, a Scansano e Santa Fiora nella contea degli Sforza e a Pitigliano e Sorano nella Contea degli Orsini; anche Sovana mantenne fino a tutto il Seicento una comunità ebraica.

Quando le contee della parte meridionale della provincia di Grosseto passarono ai Medici e vennero inserite nel Granducato di Toscana, inizialmente gli ebrei furono costretti a chiudersi nei ghetti come avvenne nella prima metà del Seicento a Sorano e Pitigliano ma successivamente, quando i granduchi capirono l'importanza di queste comunità nella vita economica, vennero concessi loro alcuni privilegi.

Dalla seconda metà del Seicento in poi le comunità ebraiche di Scarlino iniziarono a spostarsi a Livorno, mentre quelle dei vari centri della Toscana meridionale e dello Stato della Chiesa iniziarono ad insediarsi a Pitigliano, dove l'integrazione fu molto forte, al punto che questa località venne chiamata la piccola Gerusalemme. In seguito ci furono spostamenti anche verso Sorano, Scansano, Montemerano e Manciano dove la comunità ebraica raggiunse diverse unità.

Tuttavia il legame di tutte queste comunità rimaneva molto forte con la Sinagoga di Pitigliano. La popolazione cristiana di Pitigliano difese la comunità ebraica e il ghetto dal tentativo di saccheggio condotto dagli Aretini alla fine del Settecento. Lo stesso accadde durante il secondo conflitto mondiale ma l'intervento dei Pitiglianesi non riuscì a fermare il sensibile calo demografico della comunità ebraica che già aveva avuto inizio alla fine dell'Ottocento.

Pitigliano conserva ancora oggi la sinagoga sorta alla fine del Cinquecento, i locali per il Bagno Rituale, la Macelleria Kasher, il Forno delle Azime e il Cimitero Ebraico al di là del torrente Meleta, le cui origini precedono quelle del tempio di alcuni decenni.

Anche Sorano ha mantenuto intatto il ghetto dove sorgevano la Sinagoga e il Forno delle Azime; un'altra sinagoga, trasformata oggi in negozio, è stata identificata lungo via Selvi e risalirebbe ad epoche precedenti all'istituzione del ghetto.

Santa Fiora conserva il quartiere ebraico lungo via Lunga e attorno all'attuale Piazza del Ghetto: sembra che la sinagoga sorgesse in un edificio all'inizio di via Lunga.

Tra le altre confessioni religiose, spicca la comunità tibetana di Merigar si è stabilita nell'area amiatina, nei pressi di Arcidosso, sulle pendici del Monte Labbro. Il tempio, inaugurato il 17 giugno 1981, è divenuto la sede del Buddhismo tibetano in Italia, visitato anche dal Dalai Lama nel 1990. La comunità di deve la sua denominazione alla Montagna di Fuoco (Merigar), per la natura vulcanica del sottosuolo.

Inoltre, dagli ultimi decenni del secolo scorso in poi, in numerosi centri della provincia si sono stabiliti numerosi fedeli di religione islamica provenienti da altre nazioni, ai quali devono aggiungersi tutti coloro che dal cristianesimo si sono convertiti all'Islam. La comunità islamica più numerosa è sicuramente quella di Grosseto che si riunisce per le preghiere del venerdì presso i locali del Centro Culturale Islamico.

La quasi totalità delle località della provincia hanno avuto origini e sviluppo in epoca medievale, quando erano completamente racchiusi da cinte murarie fortificate, talvolta costruite su preesistenti strutture di epoca etrusca, che generalmente si sviluppavano attorno ai luoghi del potere feudale, in molti centri identificabili con la relativa Rocca aldobrandesca; le stesse mura, in alcune località, sono state ulteriormente fortificate dal Cassero Senese, negli anni in cui, queste, entravano a far parte della Repubblica di Siena.

In alcuni casi, le originarie mura furono ulteriormente ampliate o riqualificate durante il periodo rinascimentale, riuscendo quindi a pervenire quasi intatte fino ai giorni nostri. In tutti gli altri centri storici, invece, nel corso dei secoli successivi le originarie cerchie murarie possono essere state parzialmente incorporate nelle pareti esterne di edifici abitativi, oppure in gran parte danneggiate o abbattute per l'espansione dei nuclei abitati.

Tra le più conosciute e imponenti, sono da annoverare le mura di Grosseto per l'aspetto fortificato che conferiscono al centro storico cittadino, mentre quelle di Capalbio e di Magliano in Toscana spiccano per la pregevolezza che le caratterizza. Le cinte murarie presenti nella provincia superano le cinquanta unità.

La quasi totalità dei centri storici dei comuni e delle frazioni della provincia di Grosseto sono di origini medievali e, talvolta, si sono sviluppati nei pressi di preesistenti insediamenti etruschi e romani. Tutte le località si caratterizzano, pertanto, per la presenza di palazzi e chiese, dove sono ravvisabili elementi stilistici romanici e gotici.

I centri più importanti si sono ulteriormente ampliati nelle epoche successive ed arricchiti anche di monumenti rinascimentali e/o barocchi. Nell'area tra Orbetello e l'Argentario è ben evidente l'influsso stilistico portato dagli Spagnoli.

Tra l'Ottocento e il Novecento si sono verificati restauri e ricostruzioni in stile neogotico (Palazzo Aldobrandeschi a Grosseto, Palazzo Comunale di Montieri), grazie all'intenso lavoro dell'architetto Lorenzo Porciatti e della sua scuola.

Durante il Medioevo il fenomeno dell'incastellamento ha favorito la costruzione e lo sviluppo di rocche e castelli nelle aree strategiche più isolate e in prossimità dei pincipali insediamenti, parallelamente alla nascita dei numerosi borghi medievali. Fra i più importanti castelli vanno ricordati, per le implicazioni storiche e istituzionali riferite alle varie epoche, Santa Fiora e Arcidosso, sedi della casata degli Aldobrandeschi e successivamente sedi organizzative locali della Repubblica di Siena e del Granducato di Toscana, nonché il Castel di Pietra, nel territorio comunale di Gavorrano, per la leggenda della Pia de' Tolomei, rievocata da Dante nella Divina Commedia.

Lungo la fascia costiera, furono erette fortificazioni e torri con funzioni difensive e di avvistamento, che potevano comunicare tra loro grazie all'emissione di segnali luminosi. Il sistema difensivo costiero si è sviluppato, a più riprese, tra il periodo medievale ed il Cinquecento inoltrato, quando la linea di costa era controllata a nord dal Principato di Piombino, nella parte intermedia e all'estremo sud dal Granducato di Toscana e nell'area tra Talamone e l'Argentario dallo Stato dei Presidi .

La provincia di Grosseto conta un gran numero di luoghi di culto, quasi tutti di origini medievali, tra i quali spiccano 5 cattedrali: il Duomo di Massa Marittima in stile romanico, il Duomo di Grosseto in stile romanico-gotico, il Duomo di Orbetello in stile gotico e con decorazioni barocche all'interno, il Duomo di Sovana in stile romanico con elementi preesistenti paleocristiani, il Duomo di Pitigliano in stile barocco ma col campanile che ricorda le origini medievali.

Nei centri minori vi sono chiese parrocchiali e pievi, prevalentemente in stile romanico o gotico; talvolta, pievi e cappelle rurali possono trovarsi isolate nelle campagne, soprattutto in prossimità di alcuni castelli.

Le abbazie, anch'esse di origini medievali, sorgono invece isolate dai centri abitati, essendosi sviluppate presso gli antichi luoghi monastici .

Il territorio della provincia di Grosseto è stato riconosciuto come primo distretto rurale d'Europa, a seguito del recepimento della normativa comunitaria attraverso il D.Lgs 228/01, grazie alla vocazione per l'agricoltura, all'elevata qualità dei prodotti e alla tutela e salvaguardia dell'immenso patrimonio ambientale e paesaggistico.

A livello artigianale prevale la logica della piccola-media impresa, anche a livello familiare, che risulta significativa nei principali centri urbani; la grande industria è presente soltanto nel distretto del Casone tra Follonica e Scarlino, dove prevale il polo chimico (Nuova Solmine, Tioxide).

Grosseto ospita la sede centrale di una nota catena di profumerie (La Gardenia), di una prestigiosa industria di abbigliamento (Mabro) e di una rinomata fabbrica di prodotti plastici (Eurovinil); per il resto le piccole e medie imprese della città si concentrano principalmente nel manifatturiero.

Tuttavia, lo stile country che avvolge tutto il territorio, ben rappresentato dai butteri con il loro modo di vestire, è stato oggetto di ispirazione per una rinomatissima azienda di abbigliamento di livello internazionale (Capalbio) che produce abiti costosi ed eleganti sulla base dei semplici ma raffinati elementi stilistici rurali maremmani.

L'approvvigionamento idrico è reso possibile dal più grande acquedotto della Toscana e da uno dei più estesi d'Italia, l'Acquedotto del Fiora, operante nell'Ato n. 6 Ombrone della regione Toscana.

Questa infrastruttura interregionale, sorta a partire dagli anni 30 del secolo scorso, convoglia l'acqua a tutto il territorio provinciale, dopo averla raccolta e raccordata dalle numerosi sorgenti presenti sul Monte Amiata, tra cui anche quella del fiume Fiora.

Per far fronte ai ricorrenti episodi di siccità estiva, sono stati realizzati numerosi invasi, sia nelle aree pianeggianti che in quelle collinari, mentre lungo la fascia costiera sono allo studio di fattibilità alcuni progetti per la realizzazione di impianti di dissalazione, che andrebbero ad aggiungersi a quello già esistente ed in funzione all'Isola del Giglio.

Nel territorio provinciale vanno segnalate le risorse geotermiche presenti nella zona delle Colline Metallifere presso Monterotondo Marittimo e a Santa Fiora nell'area del Monte Amiata.

Nel primo caso, la risorsa di energia geotermica è riuscita a rendere autosufficiente il consumo di riscaldamento nel comune di Monterotondo Marittimo, nel secondo caso, invece, l'obiettivo da raggiungere è quello di rendere completamente autonoma l'area dei comuni dell'Amiata, sia nel versante grossetano che in quello senese.

Nel gennaio 2007 c'è stata, inoltre, l'apertura del Parco eolico dei Poggi Alti, sulla vetta di una collina a nord-est di Scansano. Con dieci aerogeneratori da 2 megawatt ciascuno,ha l'obiettivo di rendere autosufficienti in futuro i vari comuni del territorio delle Colline dell'Albegna e del Fiora.

Nel giugno 2008 sono terminati i lavori di realizzazione del Parco fotovoltaico di Sticciano, nel comune di Roccastrada, con 137 inseguitori solari che consentiranno la produzione di 1 megawatt di energia elettrica, in grado di rendere autosufficienti oltre 500 nuclei familiari, con una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica di almeno 950 tonnellate.

La parte indifferenziata dei rifiuti domestici prodotti in provincia di Grosseto viene parzialmente smaltita dal Cogeneratore di Scarlino, impianto di incenerimento capace di produrre energia elettrica, situato nella zona industriale dell'omonimo comune, nella Piana del fiume Pecora (area settentrionale del territorio provinciale) .

La parte non smaltibile dei rifiuti viene messa a discarica, mentre i rifiuti speciali e quelli industriali vengono inviati fuori provincia per il loro smaltimento.

Da segnalare, infine, la presenza in varie località, tra cui Grosseto, di impianti di raccolta e depurazione dei liquami, affinché possa essere diminuito ulteriormente l'impatto di smaltimento.

La principale risorsa per la provincia è costituita dal turismo che, nella stagione estiva, fa decuplicare la popolazione presente .

Quello balneare, grazie alla bellezza dei luoghi e al clima favorevole durante tutto l'anno, risulta essere l'elemento trainante del settore. Numerose località della fascia costiera, oltre a costituire la seconda residenza, sono il luogo di adozione scelto da numerose autorevoli personalità in campo politico, industriale e culturale e da personaggi del mondo dello spettacolo, che hanno contribuito a diffondere l'immagine della Maremma nel mondo. Capalbio, Monte Argentario, Talamone, Castiglione della Pescaia e Punta Ala costituiscono i principali punti di riferimento per il turismo balneare di elite.

Il turismo culturale sta vivendo una fase di crescita, grazie alle numerose aree archeologiche (Cosa, Parco Archeologico del Tufo, Roselle, Vetulonia, ecc.) e ai caratteristici centri storici (Grosseto, Massa Marittima, Orbetello, Pitigliano, Sorano, Sovana, ecc.), dove si mischiano atmosfere medievali e rinascimentali.

Il turismo rurale, in forte e costante espansione, può contare su un elevatissimo numero di agriturismi, grazie alle numerose aree protette presenti che hanno mantenuto pressoché inalterati i paesaggi e gli habitat naturali (su tutti il Parco naturale della Maremma).

Infine, rivestono la loro importanza anche il turismo montano estivo ed invernale, che interessa la zona del Monte Amiata dove in inverno si può sciare, e quello termale, grazie alle rinomatissime Terme di Saturnia presso l'omonima località del comune di Manciano e alle emergenti Terme di Petriolo nel comune di Civitella Paganico; da alcuni anni sono state rilanciate anche le Terme di Sorano, presso l'antica Pieve di Santa Maria dell'Aquila. Le Terme dell'Osa (nei pressi di Talamone) e le Terme di Roselle (presso l'omonima località del comune di Grosseto) attendono, per vicende diverse, un rilancio e una migliore valorizzazione nel futuro prossimo.

Negli ultimi anni, si è incrementato notevolmente anche il turismo enogastronomico che può contare sulla carne bovina di razza maremmana, sulla cacciagione, sull'olio (l'Olivasta seggianese ha ottenuto nel 2005 il riconoscimento DOP) e, soprattutto sul vino. Nel territorio della provincia di Grosseto ritroviamo la denominazione Maremma Toscana IGT e, tra le DOC, il Morellino di Scansano, il Montecucco, il Monteregio di Massa Marittima, il Parrina, il Capalbio, il Sovana, il Bianco di Pitigliano e l'Ansonica Costa dell'Argentario. Tra i vitigni a bacca rossa il più diffuso risulta essere il Sangiovese, ma negli ultimi anni, grazie ad ingenti investimenti, vengono prodotti molti super tuscans grazie anche all'impiego di Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Alicante e Petit Verdot (quest'ultimo vitigno nell'area in prossimità della costa riesce a dare ogni anno ottimi risultati grazie all'intenso soleggiamento, alla costante ventilazione e alle temperature elevate durante la fase vegetativa). Tra i bianchi prevalgono su tutti il Trebbiano, il Vermentino e l'Ansonica nell'area dell'Argentario e all'isola del Giglio (quest'ultimo per maturare necessita le condizioni climatiche tipiche di questa zona con intenso soleggiamento, temperature elevate e precipitazioni scarse o assenti durante la fase vegetativa).

Nel campo alimentare, rivestono notevole importanza anche l'acquacoltura ad Orbetello e le industrie casearie sparse in tutto il territorio, tra le quali spiccano i caseifici di Sorano (famosissimo il Pecorino stravecchio), Manciano (ricotta) e dell'area amiatina, dove si affiancano all'altrettanto rinomata produzione di castagne e marroni che hanno ottenuto il riconoscimento DOP.

Da segnalare, infine, la ricchezza di tartufi di ottima qualità nelle pinete costiere (marzoli) e nell'area attorno a Castell'Azzara.

Di ottima qualità sono le già citate carni bovine di razza maremmana provenienti da capi allevati allo stato brado e, in generale, il pesce di acquacoltura di Orbetello (orate, branzini, ecc.), dove è rinomata anche la Bottarga di Muggine.

La cucina si caratterizza, pertanto, per piatti a base di carne e di pesce e per zuppe elaborate sfruttando i prodotti dell'agricoltura locale.

Quella di Grosseto è una delle poche province italiane a non essere attraversate da arterie autostradali.

Per raggiungere l'Italia settentrionale e il versante adriatico è necessario immettersi nella Strada Statale 223 di Paganico che conduce fino a Siena, da dove è possibile proseguire sia verso Firenze e le altre città del nord, sia verso Arezzo, Perugia e Fano: lungo la tratta tra Grosseto e Fano è in fase di realizzazione la cosiddetta Superstrada dei Due Mari.

Lungo l'asse tra Genova e Roma, i collegamenti stradali sono possibili grazie alla Via Aurelia che conduce fino al casello di Civitavecchia dell'Autostrada A12 procedendo verso sud, mentre andando verso nord si raggiunge la medesima autostrada al casello di Rosignano Marittimo attraverso la cosiddetta Variante Aurelia (a carreggiate separate e con due corsie per ogni senso di marcia): la A12 è incompleta proprio nel lungo tratto tra Civitavecchia e Rosignano Marittimo.

L'assenza di tratti autostradali ha diviso in due l'opinione pubblica locale e nazionale. Da un lato ci sono coloro che sono favorevoli al completamento autostradale del cosiddetto Corridoio tirrenico (progetto avanzato già a partire dalla metà del secolo scorso) che, secondo il loro punto di vista, permetterebbe un ulteriore sviluppo di tutto il territorio provinciale; dall'altro lato, l'idea di un'autostrada che attraverserebbe da nord a sud la Maremma è vista come un possibile scempio ambientale e paesaggistico (idea portata avanti anche da numerosi esponenti intellettuali).

Tra le vie di comunicazioni secondarie sono da segnalare anche la Strada Statale 74 Maremmana, che da Albinia arriva fino ad Orvieto attraverso Pitigliano e il Lago di Bolsena, e la Strada Statale 439 Sarzanese-Valdera, che da Massa Marittima giunge fino alla Versilia attraverso le Colline Metallifere, la Val d'Elsa e la Piana di Lucca.

La provincia di Grosseto è attraversata da nord a sud dalla Ferrovia Pisa-Livorno-Roma, tratto della linea che collega le città di Genova e Roma. La Stazione di Grosseto è posto di blocco della quasi totalità dei treni in transito, mentre nelle stazioni di Follonica e di Orbetello-Monte Argentario fermano tutti i convogli regionali ed interregionali, buona parte dei treni diretti e alcuni intercity; in tutte le altre stazioni ferroviarie fermano solo alcuni treni pendolari a carattere locale.

Dalla Stazione di Montepescali, una diramazione secondaria a binario unico senza cavi elettrici dà origine alla linea Grosseto-Siena che, a Monte Antico, prosegue nel suo tronco principale per Buonconvento, mentre si ramifica nel tratto dismesso Monte Antico-Asciano, usato per gite in littorine d'epoca: entrambi i percorsi si ricongiungono a pochi chilometri da Siena.

Da segnalare, infine, la Ferrovia Giuncarico-Ribolla (mineraria) e la linea mineraria dismessa tra Follonica e Massa Marittima.

La provincia di Grosseto, bagnata dal Mar Tirreno, ha come porto principale il Porto del Valle di Porto Santo Stefano, dove è possibile imbarcarsi nei traghetti per l'Isola del Giglio e Giannutri; quasi tutti gli altri approdi sono esclusivamente di tipo turistico.

L'unico scalo presente in provincia, dopo la trasformazione dello storico Idroscalo di Orbetello in parco cittadino, è l'Aeroporto "Corrado Baccarini" di Grosseto, infrastruttura militare dove possono atterrare anche voli civili, privati e charter.

I vari centri della provincia sono collegati al capoluogo grazie ad un servizio di autobus extraurbani dell'azienda Rama Mobilità.

Di seguito, è riportato l'elenco delle principali piste ciclabili presenti nella provincia di Grosseto.

L'assistenza sanitaria è garantita dall' Azienda USL 9 Grosseto, struttura pubblica facente capo al Servizio sanitario della Toscana, che opera nell'ambito territoriale dell'intera provincia di Grosseto.

Gli ospedali sono le strutture finalizzate all'organizzazione ed all'erogazione delle prestazioni specialistiche, i ricoveri ordinari e i day hospital medico-chirurgici. L'assistenza ospedaliera è garantita da 5 presidi ospedalieri presenti nel territorio, strutture dotate anche di Pronto Soccorso.

L'assistenza territoriale, suddivisa in 4 distretti, include vari tipi di servizi (prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione) erogati all'interno dell'intero territorio provinciale, senza la necessità di ricovero.

Data la vastità del territorio di competenza, nella maggior parte dei comuni è presente un servizio di poliambulatori. Inoltre, durante la stagione estiva, vengono allestiti punti di primo soccorso nelle varie località balneari e viene implementato il servizio di camera iperbarica presso l'Ospedale Misericordia di Grosseto rispetto ai restanti periodi dell'anno, visto il decuplicarsi della popolazione residente e il gran numero di sub che praticano la loro attività di immersione.

Un altro fondamentale servizio gestito dall'azienda sanitaria grossetana è l'elisoccorso, che permette di raggiungere in pochi minuti sia le isole dell'Arcipelago che ogni altra località isolata o impervia del territorio provinciale. L'Ospedale Misericordia di Grosseto è dotato di un'area attrezzata per il decollo e l'atterraggio dell'eliambulanza "Pegaso", fornita dalla Regione Toscana.

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