Grecia

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Inviato da amalia 31/03/2009 @ 11:07

Tags : grecia, europa, esteri, squadre nazionali europee, calcio, sport

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Grecia

Grecia - Bandiera

La Grecia (in greco: Ελλάδα, oppure Ελλάς, Hellas), nome ufficiale Repubblica Ellenica (in greco: Ελληνική Δημοκρατία, Ellinikì Dimokratía ), è uno stato dell'Europa meridionale, situato nell'estremo lembo sud della penisola balcanica. È considerata la culla della democrazia, del pensiero e della civiltà occidentale.

Confina a Nord con Albania, F.Y.R.O.M e Bulgaria, oltre che con la Turchia a nord-est.

La Grecia è entrata nell'UE nel 1981 (allora CEE), ha adottato l'Euro con gli altri Paesi nel 2001 e ha ospitato le Olimpiadi estive di Atene 2004.

Il nome originale della Grecia in lingua greca è Ελλάς = Ellás /e̞ˈlas/. Tale nome è reso in italiano con ‘Hellas’ seguendo le antiche convenzioni politoniche. Meno formalmente, ma più comunemente, è chiamata Ελλάδα = Elláda /e̞ˈlaða/. Nel mito antico, la dea Elle o la sua personificazione maschile, l'eroe eponimo Elleno era l'antenato delle tre stirpi elleniche.

Etimologicamente Sellas, "terra lunare", "spoglia di vegetazione" ma anche "dove si venera la luna" (Selene, appunto). La s cade lasciando come relitto un'aspirazione.

Il termine utilizzato nelle lingue europee (italiano: Grecia, albanese: Greqi, inglese: Greece, francese: Grèce, spagnolo: Grecia, portoghese: Grécia, tedesco: Griechenland, russo: Греция, serbo-croato: Grčka, ceco: Řecko...) è di origini controverse: compare per la prima volta in un frammento de "Il catalogo delle donne", comunemente attribuito ad Esiodo, in cui si menziona un eroe chiamato Γραικός Graikos (attraverso il latino Graecus), figlio di Zeus e Pandora; nel suo significato etnico il termine, secondo Aristotele, era un antico nome della tribù Achea dei Beozi a nord dell'Attica, detti graekoi. Nel periodo dell'impero romano il termine fu adottato per indicare tutte le popolazioni della stessa area culturale e linguistica, a causa dell'immigrazione massiccia dei pacifici Beozi a Roma, scribi ed eruditi che insegnarono il greco, che fu lingua franca per secoli ai giovani romani.

Nelle lingue mediorientali, invece, ( turco Yunanistan, arabo يونان, ebraico יוון, persiano antico Yaunâ) si utilizza la radice Ιωνία che sta per Ionia.

La Grecia è formata dalla parte finale della penisola balcanica e da 2000 isole situate nei mari Ionio ed Egeo.

La Grecia confina a Nord-Ovest con l'Albania, a Nord con la F.Y.R.O.M e la Bulgaria e a Nord-Est con la Turchia. La lunghezza totale dei confini terrestri è di 1.215,5 Km.

Le pricipali isole greche sono: Creta, Rodi, Dodecaneso, Eubea, Sporadi, e le Grandi Egee: Lemnos, Lesbo, Santorino, Kios e Samos.

Lo stato greco si affaccia in gran parte sul mare e non esiste parte del territorio nazionale che disti più di 137 Km dalla costa. La conformazione delle coste è piuttosto irregolare con numerose frastagliature, tra le quali spiccano i golfi di Corinto ed Egina, (divisi dall' Istmo di Corinto), Patrasso, Salonicco, Messenia, Laconia, Argolide, Cassandra, Hagiu òrus e diOrfani. La parte continentale della Grecia è formata da un insieme di penisole, quali la penisola Calcidica, dell'Attica e del Peloponneso. La costa ionica è bassa e paludosa. Quelle egee e meridionali, invece, sono alte e rocciose. In Grecia ci sono tanti monti alcuni sono:il monte Olimpo,il monte Taigeto,il Parnaso ecc... Come fiumi abbiamo:L'Aliàkmon e L'Akeloo.

Essendo il territorio greco prevalentemente montuoso, ovviamente le pianure sono scarse. La pianura più importante è composta dal bacino pianeggiante della Tessaglia, seguito da quello della Macedonia; le più piccole sono costiere.

Tessaglia: La Tessaglia (in Greco: Θεσσαλία, pron. Thessalía) è una delle 13 regioni amministrative della Grecia.(14.037 km², 731.000 ab.). Il suo capoluogo è Larissa.

La regione è delimitata ad ovest dalla catena montuosa del Pindo, a nord dal massiccio dell'Olimpo, e ad est dal Mare Egeo ove si prolunga nella penisola del Pelio.(14.037 km², 731.000 ab.). L'economia si basa sull'agricoltura (cotone, tabacco, agrumi, olive) e sull'estrazione di minerali (giacimenti di cromite).

Macedonia: La Macedonia è una regione della Grecia, che si estende per 34.231 km² ed ha 2.625.681 abitanti. Il suo nome ufficiale in lingua greca è Μακεδονία (trascritto Makedonia, in italiano "Macedonia").

A queste si aggiunge la regione autonoma del Monte Athos.

Salonicco, o in greco Θεσσαλονίκη (trascritto Thessaloniki e in italiano "Tessalonica") è la città capoluogo della Macedonia greca e della regione UE della Macedonia Centrale, equivalente alla periferia greca. Il simbolo di Salonicco è La Torre Bianca.

I fiumi più importanti sono: l'Achelòos, Aliakmonas, Peneiòs, Axios, Strymon, l'Arachthos, Alfeiòs, Evròtas, Marizza o Hebros, Penelos, Mestae.

Sulla base del censo del 2001, la Grecia ha una popolazione di 10.964.020 abitanti. Di questi, il 58,8% vive nelle aree urbane, mentre solo il 28,4% in quelle rurali. Ben 5 milioni di greci vivono nelle due maggiori città, Atene e Salonicco. Sebbene la popolazione continui a crescere, la Grecia affronta oggi un serio problema demografico: per la prima volta, nel 2002, il numero dei decessi ha superato quello delle nascite.

In seguito al Trattato di Losanna del 1923, le popolazioni musulmane nella regione della Tracia occidentale non furono oggetto del massiccio scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia previsto dall'accordo.

Musulmani di etnia turca, , musulmani bulgarofoni e rom musulmani furono fatti confluire nella cosiddetta minoranza musulmana di Grecia (greco: μουσουλμανική μειονότητα Ελλάδος musulmanikì mionòtita Ellàdos; turco: Yunanistan müslüman azınlığı; bulgaro: мюсюлманско малцинство на Гърция mjusjulmansko malcinstvo na Gǎrcija). In base al censimento del 1991, la "minoranza musulmana di Grecia" conta 97.604 persone, pari allo 0,95% della popolazione totale della Grecia, e al 28,88% della popolazione nella regione della Tracia. I Karamanlidi sono una popolazione di lingua turca ma di religione cristiano ortodossa.

La lingua ufficiale è il greco parlato dal 98,5% della popolazione. Nella Tracia orientale dove si trova la minoranza musulmana si parla a parte il greco anche il turco.Nelle zone di confine con la F.Y.R.O.M è presente un dialetto slavo.

La religione più diffusa è quella cristiana ortodossa ed i rapporti tra lo Stato e la Chiesa sono regolati dall'articolo 3 della Costituzione Greca dove detta fede viene definita "predominante" . A dichiararsi cristiani ortodossi è il 97,5% della popolazione greca . La Costituzione inoltre garantisce libertà di religione.

Sono inoltre presenti minoranze religiose storiche musulmane, ebraiche, cattoliche (sia di rito bizantino che di rito romano).

La storia dei greci inizia dal 2000 a.C., quando delle popolazioni del nord di stirpe indoeuropea, probabilmente dalla Russia meridionale (steppe del caucaso al di sopra del mar nero), scesero dal nord e occuparono tutta la Grecia. Le etnie più note erano gli ioni, gli eoli e gli achei. Questi ultimi erano i più famosi in Grecia, perché introdussero un nuovo tipo di combattimento militare: il combattimento a cavallo. Gli achei, detti anche micenei, divenuti potenti nel peloponneso, nel 1400 conquistarono l'isola di Creta, e da allora iniziò un periodo chiamato "prima colonizzazione greca", in cui i micenei colonizzarono l'asia minore e che culminò con la conquista della famosa città di Troia, presa probabilmente nel XII secolo a.c. (presumibilmente attorno al 1250 a.C.) Alla fine del secolo XII, per cause imprecisate, probabilmente grazie all'invasione dei popoli del mare o cataclismi naturali, i regni micenei (in primis le città-stato di Argo e Micene) vanno in rovina. L'unica di queste città che rivestirà anche successivamente una posizione di rilievo nella storia greca sarà Sparta. Da questo momento inizierà per i greci quel periodo chiamato "medioevo ellenico", che va dal XII al IX sec. a.C. e viene anche chiamato età oscura, per via della scarsità di fonti storiche certe (difatti non vi sono documenti scritti di questi secoli); si crede che gli achei avessero smesso di commerciare con popoli come egizi o fenici. Un ruolo molto importante svolgeva la poesia, che in quell'epoca aveva il dovere di trasmettere ai giovani i valori della società greca come: pubblica stima, gloria, onore, rispetto per gli uomini più anziani.

Alla fine del medioevo ellenico, i greci conquistarono territori esterni alla Grecia e fondarono colonie come Gela, Siracusa, Agrigento e in seguito anche Cirene, nella parte più settentrionale dell'Africa.

Tra il XIII e l'VIII secolo avvenne la discesa del popolo dei Dori. Questo popolo si situò nel territorio del Peloponneso e insieme agli Eoli e Ioni, governeranno la Grecia. Gli Achei andarono in rovina dopo molte sconfitte in guerra, e quei pochi che erano rimasti, vivevano nascosti chiamandosi Acaiai. Del popolo greco oggi noi abbiamo molte fonti, poiché all'epoca, qualcuno si preoccupò di scrivere della loro vita. Lo storico che ci racconta in maniera dettagliata della storia dei greci è Erodoto. Egli racconta della loro religione, dei suoi costumi e dell'arte. La religione dei greci, come ben sappiamo, era una religione politeista, poiché credevano in molti dei. Veneravano gli dei in base anche alla loro importanza. Ad esempio a Zeus, il capo degli dei, donavano più opere rispetto a tutti gli altri dei di meno importanza; tuttavia Apollo aveva in ogni modo una posizione di rilievo nel pantheon ellenico in quanto dio del sole e dei vaticinii (famosa era infatti la Pizia Delfica). A loro venivano fatti sacrifici e venivano costriuti templi in loro onore (vedi l'arte greca). Le città stato (poleis) sul suolo ellenico appartenevano alla stessa etnia, ma, essendo frazionate politicamente, avevano costumi più o meno differenti tra loro (appartenevano in ogni modo a tre diverse etnie) ed erano perrennemente in guerra tra loro, disfando e rifacendo continuamente le alleanze. Questo fenomeno, che prenderà il nome di particolarismo, impedirà la creazione di uno stato unitario di tutti i greci.

Sicuramente la città più influenete della popolazione dorica era Sparta, grazie al suo potere militare, città molto chiusa, tanto che quasi tutte le informazioni su di loro ci sono arrivate da fonti esterne, spesso ateniesi che, essendo i rivali mortali di Sparta, intrecciano sovente la realtà con propaganda ateniese, gettando discredito sugli spartani.

I bambini all'età di 7 anni venivano mandati nei "campi lavoro", dove venivano educati alla guerra, a non aver paura di affrontare il nemico e soprattutto venivano costretti ad uccidere. Il loro governo era basato sulla aristocrazia, e si dividevano in nobili e poveri. Mentre in grecia si stava instaurando un potere democratico, a Sparta invece si esaltava ancora di più il potere dei nobili, poiché i nobili potevano andare a combattere la guerra, mentre i contadini no. All'età di 20 anni, i fanciulli potevano ritornare a casa e dedicarsi completamente al corpo e alla guerra. A 60 anni, invece, erano liberi di non partecipare più alla vita militare. La fine di Sparta avvenne a causa della mancata dedizione all'agricoltura o all'artigianato. Era un popolo molto ricco, ma allo stesso tempo povero di artisti, pittori e filosofi. Secondo alcuni la fine di Sparta si ebbe a causa di un terribile terremoto che portò alla distruzione della città. Non si hanno fonti sicure sulla vita che svolgevano quotidianamente gli spartani, proprio perché nessuno scriveva, e quindi non si hanno fonti certe sulla nascita e caduta di Sparta. Si sa solamente che era posta nella zone del Peloponneso, a sud della Grecia, e che fu dominata dai Dori nel 10 sec a.c.

Amministrativamente la Grecia è suddivisa in 13 perifereies (περιφέρειες) di cui nove sulla terraferma e 4 consistenti in gruppi di isole, più 1 regione autonoma (Monte Athos). Le perifereies sono a loro volta divise in 51 prefetture chiamate singolarmente nomos; in greco νομοί, νομός)).

La regione autonoma del Monte Athos (agio Oros - montagna sacra), è una nazione monastica sotto la sovranità greca. I nomoi sono suddivisi a loro volta in 147 eparchies (eparchia singolare), che contengono 1.033 comuni e Comunità: 900 comuni urbani demoi) e 133 Comunità rurali (koinotetes). Prima del 1999, la struttura di enti amministrativi territoriali della Grecia era caratterizzata da 5.775 autorità locali: 457 demoi e 5.318 koinotetes, suddivisi in 12.817 località (oikosmoi).

Elenco delle città greche che superano i 100.000 abitanti.

Salonicco è una città con quasi 1.400.000 abitanti al Nord del paese. Prese il suo nome da Kassandros (cognato di Alessandro Magno e suo successore) in onore della sorella di Alessandro Thessaloniki.

La Grecia è una repubblica parlamentare in base al referendum del 8 dicembre 1974. La costituzione del 11 giugno 1975; emendata nel Marzo 1986 e nella primavera del 2001 include specifiche garanzie delle libertà civili.

Il presidente della Repubblica è scelto da una maggioranza qualificata del Parlamento per un mandato di cinque anni rinnovabili una seconda volta, ed è formalmente il capo di stato. Tuttavia, è il primo ministro con il suo governo che svolge il ruolo centrale nel processo politico, mentre il presidente svolge funzioni governative molto limitate,oltre che le funzioni cerimoniali e di rappresentanza.

I greci eleggono i 300 membri del Parlamento monocamerale del paese ( Vouli ton Ellinon ) con suffragio universale e scrutinio elettorale segreto dai maggiorenni di 18 anni d'ambo i sessi; per un massimo di quattro anni, ma le elezioni possono accadere a intervalli più frequenti. La Grecia usa un complesso sistema elettorale a rappresentanza proporzionale rinforzato che prevede uno sbarramento al 3%, che svantaggia i partiti minori specialmente il secondo partito alle elezioni e si accerta che il partito che vince nel voto nazionale avrà una forte maggioranza nel parlamento. Un partito deve ricevere 3% del voto nazionale totale per guadagnare il diritto alla rappresentanza parlamentare.

Le politiche parlamentari greche muniscono il principio del "dedilomeni", "della riservatezza dichiarata" del Parlamento al primo ministro e della sua gestione. Ciò significa che il presidente della Repubblica è limitato nella nomina del primo ministro a una persona che sarà approvata dalla maggioranza dei membri del parlamento (cioè 151 voti). Con l'attuale sistema elettorale, è il capo del partito che ha vinto l'elezioni parlamentari, a essere nominato primo ministro. Una amministrazione può, in qualunque momento, chiedere "un voto di riservatezza"; per contro, un certo numero di membri di parlamento può chiedere quello che è un voto di "rimprovero". Entrambi sono casi rari con i risultati solitamente prevedibili, poiché votare fuori della linea di partito accade molto raramente.

Il Presidente della repubblica è il comandante in capo delle forze armate e presiede il consiglio di difesa (In greco,Συμβούλιο Άμυνας) (ΣΑΜ). L'autorità civile per le forze armate greche è il Ministero della difesa nazionale,(in greco,Υπουργός Εθνικής Άμυνας) (Υ.ΕΘ.Α.). Attualmente in Grecia vige il servizio militare obbligatorio universale per i maschi di 18 anni; tuttavia, è probabile che presto questo sistema sarà cambiato . Le donne possono servire nelle forze armate greche, ma non possono essere coscritte.

Il servizio segreto Nazionale Ellenico (EYP) (greco: Ethniki Ypiresia Pliroforion, Εθνικη Υπηρεσια Πληροφοριων, ΕΥΠ) è il servizio segreto nazionale greco. Le relative sedi sono situate ad Atene.

La bandiera greca riporta i colori bianco,simbolo di purezza e l'azzurro,simbolo di eternità. Fu scelta da patrioti e fu adottata nel 1832 dal re Ottone I, re di Baviera. la croce indica il simbolo cristiano e le nove strisce rappresentano le nove sillabe del motto nazionale: "Έλευθερία ή Θάνατος", "Libertà o Morte".Secondo un motto popolare la bandiera sarebbe blu come il mare e bianca come la schiuma delle onde sottolineando cosi la prevalente attività marittima che la Grecia ha sempre avuto fin dalla storia antica.

Le questioni prominenti nella politica estera della Grecia comprendono il problema di Cipro, il confine delle acque territoriali Greco-Turche nel mare Egeo, la disputa sul nome della F.Y.R.O.M.

L'economia della Grecia è a sviluppo medio-alto, paragonabile a quello di altri Stati del Sud Europa (Italia, Spagna, Portogallo). Il Paese ha conosciuto una certa espansione economica, sin dalla seconda metà del XX secolo.

L'agricoltura in Grecia è praticata dal 7% della popolazione attiva.Le classiche coltivazioni greche sono la vite,l'olivo, il cotone,il tabacco,i cereali e la barbabietola da zucchero.

La pesca è un settore piuttosto marginale, quasi ovunque limitato all'autoconsumo, mentre gli allevamenti sono soprattutto quelli di ovini e caprini.

L'industria in Grecia e'praticata dal 23% della popolazione attiva.I settori piu' importanti sono i comparti agroalimentari,conciarii e di tessile ma anche i settori metallurgici e petrolchimici. I poli industriali sono Atene e Salonnico ma anche la regione della tessaglia.

L'economia della Grecia si basa prevalentemente sul turismo, una delle maggiori fonti di entrata della città e della nazione ed una delle risorse più promettenti poiché crea sviluppo non sono nella capitale ma anche nelle aree periferiche del paese, come le isole. Sono ovunque in crescita le attività legate al turismo, sia nelle forme familiari che in quelle delle grandi infrastrutture gestite dai tour operator. Importanti sono anche le attività portuali.

Atene è sede di numerose multinazionali greche e straniere che operano nell'area dell'Europa Sud-orientale. In particolare, si calcola che gli investimenti esclusivamente greci in questa zona ammontino a circa 14 miliardi di euro.

La borsa valori locale ha sede a Psiris.

Età Moderna e Contemporanea.

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Nazionale di calcio della Grecia

Formazione della Grecia campione d'Europa 2004

La Nazionale di calcio greca (greco: Ελληνική Ποδοσφαιρική Ομοσπονδία) è la rappresentativa calcistica della Grecia ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica ellenica. Ha vinto il campionato d’Europa 2004.

La prima partecipazione della Grecia ad un torneo di primo piano risale agli Europei 1980, dove la squadra esce al primo turno classificandosi ultima nel proprio girone, dopo aver perso con l'Olanda (1-0), la Cecoslovacchia (3-1) e pareggiato l'ultima gara con la Germania Ovest (0-0) (futura vincitrice del torneo). Dopo tale partecipazione si verifica una lunga assenza dal palcoscenico internazionale di rilievo, che viene interrotto con la qualificazione ai Mondiali di USA 1994. Il bilancio, in quell'occasione, è disastroso, con tre sconfitte in altrettante gare disputate, zero gol segnati e 10 subiti (4-0 da Argentina e Bulgaria, 2-0 dalla Nigeria).

La prima partita importante vinta a livello di manifestazioni tra Nazionali di calcio è stato il primo match dell'Europeo 2004 (12 giugno 2004, Grecia-Portogallo 2-1). La Grecia ha poi proseguito il suo cammino nella competizione eliminando con due 1-0 consecutivi prima i campioni in carica della Francia nei quarti di finale e poi la favorita Repubblica Ceca in semifinale. Nella finale di Lisbona la Grecia ha incontrato nuovamente il Portogallo padrone di casa, battuto anche questa volta (1-0). Il successo all'Europeo portoghese è andato così ad una Nazionale che alla vigilia del torneo era quotata dai bookmaker da 80-1 a 150-1 come vincitrice finale.

Il trionfo greco a Euro 2004 ha fatto balzare la Grecia dal 35° al 14° posto del Ranking mondiale FIFA (luglio 2004). Questo salto è il miglior progresso mai registrato da una nazionale nel Ranking in un solo mese e nella parte alta della graduatoria. Infatti, pur essendoci stati progressi più notevoli da un mese all'altro, questi sono venuti in parti ben più basse della classifica.

Il trionfo della nazionale ellenica a Euro 2004 è il miglior risultato sportivo mai raggiunto dal paese nella sua storia. Oltre a comparire sui francobolli locali, i giocatori della Grecia hanno ricevuto medaglie da Costis Stephanopoulos, Presidente della Grecia, e da Christodoulos, Patriarca di Atene, nonché un'estasiata ovazione del pubblico che si era radunato per accogliere trionfalmente la nazionale e acclamarla per tutta la durata del tragitto che porta dall'aeroporto di Atene allo Stadio Panathinaiko, dove l'intero establishment politico e religioso della nazione era in attesa della squadra.

I vincitori di Euro 2004 sono stati selezionati per il titolo di Squadra Mondiale dell'Anno ai Laureus World Sports Awards del 2005.

Dopo la vittoria all'Europeo 2004 la Grecia era la favorita nell'equilibrato gruppo europeo di qualificazione ai Mondiali 2006. Ciononostante, dopo una dura battaglia con Ucraina, Turchia e Danimarca, terminò amaramente la sua avventura in quarta posizione, non riuscendo così a guadagnarsi un posto tra le trentadue finaliste di Germania 2006.

Nei sorteggi per i gironi di qualificazione a Euro 2008 la Grecia poté beneficiare del ranking più alto tra i paesi europei in quanto Campione d'Europa in carica. Grazie a questa posizione di vantaggio, la Nazionale ellenica fu inserita nel Gruppo di Turchia, Norvegia, Bosnia Erzegovina, Ungheria, Moldova e Malta. Si trattava dell'unico gruppo di qualificazione a Euro 2008 dove non figuravano squadre qualificate a Germania 2006.

Il 3 luglio 2006 la FIFA sospese tutte le associazioni collegate alla Federcalcio ellenica, inclusa la Nazionale, dal calcio internazionale con effetto immediato, accusando la Federazione di non essere sufficientemente indipendente in materia decisionale dal governo greco.

Successivamente tale sospensione è stata poi annullata e la Nazionale greca ha intrapreso regolarmente il suo cammino per le qualificazioni ad Euro 2008, alla cui fase finale si è qualificata matematicamente il 17 ottobre 2007. La Nazionale di Rehhagel ha vinto il proprio girone conquistando 31 punti su 36 disponibili, risultando la migliore selezione europea nella fase di qualificazione.

Nella fase finale della rassegna continentale, tuttavia, la Grecia non ha ripetuto il brillante cammino di quattro anni prima: in tre partite ha rimediato altrettante sconfitte (contro Svezia, Russia e Spagna) ed è stata eliminata.

Ecco tutte le partite che hanno portato la Grecia a diventare campione d'Europa.

Storicamente la Grecia ha giocato in divise completamente blu con bordini o rifiniture bianche. Dal 2004, probabilmente per onorare l'inattesa vittoria agli Europei conseguita in maglia bianca nella finale, la nazionale ha invertito i colori, giocando in casa con maglia bianca e bordi azzurri e in trasferta coi colori invertiti. Il fornitore tecnico dal 2004 è Adidas, che ha sostituito Le Coq Sportif.

Sul petto i calciatori non portano lo stemma della federazione calcistica greca, ma una bandiera greca stilizzata e capovolta verso il basso e con la croce greca non nel cantone ma che prende tutto il "capo". La composizione è inserita in un riquadro azzurro che reca anche la parola, in caratteri greci, ΕΛΛΑΣ ("Hellas") che significa ovviamente "Grecia".

La Grecia non ha giocato sempre in uno stadio fisso, anche se per gran parte della sua storia le proprie partite casalinghe le ha disputate allo Stadio Karaiskákis del Pireo, impianto locale della squadra Olympiacos. Talvolta è stato sostituito dallo Stadio Kaftanzoglio di Salonicco. L'impianto del Pireo è stato utilizzato sia nelle qualificazioni ai mondiali del 2006 nonché in alcune di Euro 2008: a causa però di violenti scontri avvenuti nello stadio, le restanti partite sono state disputate nello Stadio Pankritio e poi allo Stadio Olimpico di Atene. Per le qualificazioni ad Euro 2004, invece, dato che gli stadi erano in ristrutturazione, si scelse lo Stadio Apostolos Nikolaidis, sede del Panathinaikos.

L'Olimpico di Atene ha già ospitato varie partite della nazionale nell'arco della storia passata della squadra ed ospita anche le partite dell'AEK Atene. L'impianto, da sempre polifunzionale in quanto utilizzato anche per eventi olimpici e riguardanti altri sport, è stato costruito nel 1980 e ristrutturato nel 2004 per la XXVIII Olimpiade affidata proprio alla capitale greca.

Lo stadio ha ricevuto il riconoscimento delle 5 stelle UEFA, che viene assegnato agli stadi con elevati livelli di strutture, spaziando dal numero di spettatori alle possibilità che offrono, i quali sono gli unici che possono ospitare le finali di UEFA Champions League: l'impianto ne ha ospitate già ben due. Lo stadio ha 71.000 posti circa.

La Nazionale greca gioca le sue partite più accese contro i vicini della Nazionale turca. Grecia e Turchia sono finite nello stesso girone di qualificazione ad Euro 2008 e, nonostante la Grecia abbia sofferto un pesante 4-1 casalingo, ha finito la sua corsa in testa al girone seguita proprio dai rivali, che è riuscita a battere per 1-0 ad Istanbul. Entrambe le squadre si sono qualificate.

Molto sentite sono anche le partite con i vicini albanesi e macedoni, decisamente inferiori a livello tecnico.

Lista dei convocati per l'amichevole contro il Portogallo del 26 marzo 2008.

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Campagna italiana di Grecia

Zone di occupazione italo-tedesche della Grecia.

La Campagna italiana di Grecia si riferisce agli scontri tra l'Italia fascista e la Grecia, iniziati il 28 ottobre 1940 con l'invasione della Grecia, con partenza dalle basi italiane in Albania, e terminati il 6 aprile 1941, con il decisivo supporto dell'intervento tedesco con l'Operazione Marita.

La Grecia, pur se governata da un regime nazionalista guidato dal Primo Ministro Metaxas, ideologicamente molto vicino al nazionalsocialismo, era un paese tradizionamente e storicamente amico della Gran Bretagna.

La decisione di attaccare la Grecia, fu presa a livello politico da Mussolini, sia per controbilanciare il peso sempre maggiore assunto dalla Germania nazista di Hitler nel Patto d'Acciaio, e quindi ridare un certo prestigio al regime fascista, dopo l'ininfluente contributo dato dall'esercito italiano nella sconfitta della Francia (si veda Battaglia delle Alpi Occidentali); sia perché, secondo i comandi militari, conquistare una base come la Grecia e le sue isole, avrebbe contribuito a rafforzare notevolmente la presenza italiana nel mare Egeo nonche sul mediterraneo orientale, inoltre la costruzione di aeroporti e il possesso del porto di Salonicco nel nord della Grecia avrebbero aumentato notevolmente la potenza offensiva dell'Italia in Egitto.

Il 15 ottobre 1940, a Palazzo Venezia, a Roma, si svolge una riunione segreta, in cui sono presenti Mussolini, Ciano, Badoglio, Soddu, Iacomoni, Roatta, Visconti Prasca, in cui viene deciso l'attacco alla Grecia: viene quindi preparato un ultimatum per la Grecia, che l'ambasciatore italiano ad Atene, Emanuele Grazzi dovrà consegnare alle ore 3,00 del 28 ottobre, tre ore prima dell'inizio dell'offensiva. Nel documento riferendosi alla neutralità della Grecia nei confronti dell'Italia, si intima al governo greco di consentire alle forze italiane di occupare, a garanzia di questa neutralità e per la durata del conflitto con la Gran Bretagna, alcuni punti strategici in territorio greco. Viene però specificato che "se le truppe italiane dovessero incontrare resistenza, tali resistenze saranno piegate con le armi e il governo greco si assumerebbe la responsabilità delle conseguenze".

Il 28 ottobre, Hitler si precipitò in Italia per evitare che si aprissero fronti di guerra secondari, ma proprio questa volta non seppe imporre il suo punto di vista a Mussolini, che gli promise invece una rapida vittoria. Come stabilito, quindi, Emanuele Grazzi consegnò a Metaxas l'ultimatum, concedendogli tre ore di tempo per accettare le richieste italiane. Tre ore dopo le truppe di stanza in Albania varcarono il confine con la Grecia.

Il piano di invasione della Grecia era stato preparato dallo Stato Maggiore italiano fin dal 1939, e prevedeva, nella prima fase, un'offensiva dall'Albania per la conquista dell'Epiro procedendo lungo le valli del Vojussa e del Thyamis per la presa di Metzovo e Drisko per impedire alla truppe greche in Tessaglia e in Macedonia di congiungersi a quelle dell'Epiro; e una seconda fase destinata alla conquista di Atene per poi procedere all'occupazione di tutto il territorio. Le forze italiane in Albania contavano di 87.000 uomini: 75.000 lungo il confine greco e 12.000 (divisione "Arezzo" agli ordini del generale Feroni) lungo quello jugoslavo.

Nonostante le pessime situazioni ambientali, le forze italiane riuscirono ad avanzare velocemente, ma l'esercito greco già quasi totalmente mobilitato (il governo greco aveva infatti cominciato a portare le divisioni del suo esercito ad organico di guerra da alcuni mesi) aspettava ed era pronto a respingere l'attacco.

Rinforzati con l'appoggio aereo della RAF, tra l'8 e il 10 novembre i greci riuscirono a respingere ed isolare la Divisione "Julia". Compito della divisione alpina Julia era quello di raggiungere l'importante passo di Metzovo, situato sulla catena dei monti del Pindo che divide in due verticalmente la Grecia del centro nord: il passo di Metzovo permetteva la comunicazione dell'armata greca della regione macedone con quella litorale dell'Epiro e distava circa quaranta chilometri dal confine albanese e i reparti della divisione avrebbero dovuto raggiungerlo il più velocemente possibile costeggiando la catena del Pindo. Per raggiungere il più presto possibile l'obbiettivo il generale Girotti - l'allora comandante della divisione - diede disposizione affinché ogni alpino trasportasse un colpo per l'obice da 75/13 nel suo zaino; l'obice doveva essere trasportato a spalla smontato dagli artiglieri a turno per mille chilometri, il tutto per eliminare le lente colonne dei muli. In seguito le forze greche avanzarono verso Coriza, in Albania, che raggiunsero il 22 novembre.

Il 9 novembre, visto il precipitare della situazione, Visconti Prasca venne sostituito dal Generale Ubaldo Soddu, il quale malgrado le pressioni di Mussolini non riuscì ad intraprendere nessuna operazione offensiva ma solo a riorganizzare la debole linea difensiva italiana. Incalzati dalle forze greche, nonostante una tenace resistenza, in particolare degli Alpini della "Brigata Alpina Julia" nella valle di Vojussa, le truppe italiane continuarono ad indietreggiare, spinte verso l'Adriatico. Nonostante i rinforzi giunti dall'Italia, che portarono il totale delle truppe a 162.000 uomini nel dicembre del 1940, la situazione si fece sempre più disperata, con i greci che puntavano ormai a scacciare le truppe italiane dall'Albania. Alla fine di dicembre, anche a causa delle condizioni climatiche il fronte albanese si stabilizzò: Soddu venne richiamato e il Generale Ugo Cavallero assunse il comando delle truppe italiane in Albania.

Verso la fine del gennaio 1941, Cavallero ordinò un'offensiva con l'obiettivo di riconquistare Klisura, che però non ebbe successo, e che anzi costrinse a indietreggiare, con i greci che ritornarono all'offensiva, puntando su Tepelenë.

Sulla campagna di Grecia si evita di parlare delle forze albanesi che erano state coinvolte nel conflitto: alcuni battaglioni scaglionati nelle divisioni "Venezia e Giulia". Un battaglione della milizia mercenaria albanese fu sacrificato, e sterminato dai greci avanzanti, dal comando italiano per proteggere la ritirata italiana. Benché non appartenesse all'esercito effettivo albanese, il comando albanese rappresentato dal colonello Prenk Pervizi protestò vivamente per questo impiego degli albanesi come "carne da cannone". Il comando italiano decise che il battaglione effettivo albanese "Tomorri" avrebbe difeso la loro ritirata, come il primo. Il colonello Pervizi insieme al maggiore Spiro Moisiu e gli altri ufficiali convennero di ritirarsi dal fronte appena fosse cominciata l'offensiva greca e la ritirata delle truppe italiane, con l'ordine di non metter a repentaglio la vita di un sol soldato, insediandosi in posizioni sicure. Infatti il battaglione si ritirò senza alcuna perdita (un solo ferito). L'esercito italiano subì una disfatta memorabile che il maresciallo Badoglio avrebbe addebitato al "tradimento dell'esercito albanese". In realtà il disastro fu conseguenza di uno scacco politico in quanto pochi giorni prima dell'attacco italiano il primo ministro greco Metaxas scoprì che alcuni alti ufficiali dell'esercito, nonché funzionari del governo, erano stati corrotti dal ministro degli esteri italiano, conte Ciano, affinché l'esercito ellenico non esercitasse una seria resistenza all'avanzata italiana. Fu così che le personalità corrotte furono sostituite in tempo ed arrestate. Questo fatto spiega anche perché l'attacco fu iniziato con un numero esiguo di unità da parte italiana. Fatto sta comunque che le truppe albanesi furono tolte subito dal fronte. Il comando italiano volle portare davanti al tribunale militare il maggiore Moisiu. Il colonello Pervizi, che godeva di grande influenza e reputazione sia nell'esercito che nel popolo si oppose: "Quel tribunale doveva coinvolgere tutto il comando albanese compreso lui". Gli italiani non intrapresero niente, temendo disordini. Il colonello col suo staff di ufficiali e una parte delle truppe fu isolato nelle montagne di Puka (Nord d'Albania). Il maggiore Moisiu col suo battaglione fu trasferito à Laç (Albania centrale).

La situazione rimase tale - con l'esercito greco padrone di un terzo dell'Albania rinforzato dalle truppe britanniche del Commonwealth (circa 56.600 uomini) - fino a marzo, quando Hitler decise di intervenire a sostegno di Mussolini. Dopo che i tedeschi imposero alla Bulgaria e alla Jugoslavia l'adesione al Patto Tripartito, il popolo iugoslavo si ribellò al governo rovesciando il principe Paolo. Questo costrinse l'Oberkommando der Wehrmacht (OKW) a rivedere i piani tedeschi di invasione della Grecia ampliandoli in vista di un attacco improvvisato contro Belgrado. Il 6 aprile 1941 la Wehrmacht lanciò l'Operazione 25 (l'invasione della Jugoslavia) e dichiarò guerra alla Grecia (Operazione Marita).

Nei primi giorni di aprile, nonostante un'ulteriore avanzata greca nella zona di Tepelena, le forze italiane continuarono a difendersi strenuamente, e il 14 aprile passarono al contrattacco: venne ripresa Coriza, avanzando poi nella val Deisnizza, per occupare infine, il 18 aprile, Argirocastro. Il 21 aprile, dopo una serie di discussioni tra gli alti comandi militari italiani e tedeschi, venne firmato, a Larissa dal Generale Papagos, l'atto di resa dell'esercito greco.

Ad Atene venne instaurato un governo militare greco, sottoposto comunque al controllo della Germania nazista e dell'Italia fascista, guidato dal Generale Tsolakoglu.

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Grecia (Costa Rica)

Grecia (Costa Rica)

Grecia è una città della Costa Rica capoluogo dell'omonimo cantone. La popolazione è pari a 17.297 abitanti.

Attrattive turistiche nei pressi di Grecia sono il Rifugio Naturale Bosque Alegre formato da un insieme di piccole lagune, ad otto km dal vulcano Poás, il Parco Los chorros, la laguna di origine vulcanica Río Cuarto.

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Grecia romana

Con l'espressione di Grecia romana si indica quel periodo della storia greca che va dalla distruzione di Corinto nel 146 a.C. alla definitiva divisione delle due parti dell'Impero (quella occidentale e quella orientale) avvenuta alla morte di Teodosio I (395). Molti storici tuttavia propongono datazioni diverse fra cui il 330, anno in cui Costantinopoli divenne una delle capitali dell'impero romano o il 565, anno della morte del grande Giustiniano, ultimo imperatore di madrelingua latina (e romano di sentimenti e formazione) a salire sul trono imperiale.

La Grecia divenne un protettorato romano nel 146 a.C., mentre le isole dell'Egeo entrarono a farvi parte nel 133 a.C.. La città di Atene si ribellò nell'88 a.C. e tutta la penisola greca fu allora devastata dal generale romano Lucio Cornelio Silla. Anche la guerra civile tra Cesare e Pompeo e quella tra Ottaviano e Antonio attraversarono e devastarono la Grecia, che venne poi riorganizzata nel 27 a.C. proprio da Ottaviano, che la trasformò nella provincia dell'Achea).

La Grecia fu una delle province chiave dell'Impero romano. La civiltà romana ricevette un forte impulso dalla cultura greca e la lingua greca continuò a servire da lingua franca in Oriente. Roma dal canto suo portò in Grecia il proprio diritto, le proprie istituzioni politiche e la propria tecnologia sia civile (ponti, strade, anfiteatri ecc.) che militare. Molti intellettuali greci si recarono a Roma (Polibio, Dionigi di Alicarnasso, Elio Aristide, Plutarco ) e ne celebrarono le glorie. Numerosi imperatori romani, fra cui il grande Adriano) abbellirono Atene ed altre città greche, e un gran numero di patrizi amarono soggiornare in Grecia attratti dal suo prestigioso passato e da una vita culturale che si mantenne sempre viva durante tutta l'età imperiale. Un certo numero di autori latini, fra cui Seneca ed Apuleio, furono influenzati dalla letteratura greca e, da parte loro, alcuni storici e letterati di cultura e lingua elleniche preferirono esprimersi in latino per far conoscere all'Occidente il proprio pensiero : Ammiano Marcellino e Claudiano in primo luogo. La pax romana permise alla Grecia di continuare a prosperare economicamente e socialmente fino alla vigilia delle invasioni barbariche. La diffusione del cristianesimo avvenne con una relativa precocità in Grecia e nell'Oriente ellenizzato ( soprattutto in Asia Minore).Ricordiamo che san Paolo predicò a Corinto e ad Atene e che il primo importante filosofo cristiano, Origene, seppur egiziano di nascita, era di etnia e di lingua greche.

Nei secoli II e III, la Grecia venne suddivisa tra le province di Achea, Macedonia e Mesia. All'epoca della riforma tetrarchica dell'imperatore Diocleziano (tardo III secolo), la Mesia divenne una diocesi, governata da Galerio. In età costantiniana, l' Hellas faceva parte delle prefetture di Macedonia e Tracia, mentre Teodosio I divise la prefettura di Macedonia nelle province di Creta, Achea, Tessaglia, Epiro vecchio, Epiro nuovo e Macedonia. Le isole egee formarono la provincia di Insulae, nella prefettura Asiana.

Già sottoposta ad una serie di invasioni ed incursioni barbariche nel corso del III secolo, la Grecia visse, a partire dall'ascesa al trono di Diocleziano e fino all'epoca dell'Imperatore Valente, un'epoca relativamente tranquilla. L'invasione gota della Tracia, che culminò con la memorabile sconfitta di Adrianopoli (378) sembrò rimettere tutto in discussione. Teodosio I riuscì tuttavia ad arginare la marea barbara che rischiava di travolgere la Grecia e tutto il mondo romano. I suoi successori, Arcadio, primo imperatore della parte orientale dell'Impero e Flavio Onorio, di quella occidentale, non furono però all'altezza della situazione. Il ciambellano di Arcadio, Eutropio, permise al re Alarico dei visigoti di stanziarsi in Grecia, da dove venne però cacciato dal generale Stilicone (tutore di Flavio Onorio), attorno al 397. Nominato magister militum dell'Illirico, Alarico, alla guida del suo popolo, invase successivamente l'Italia, saccheggiando Roma nel 410.

Sebbene rimase all'interno della Impero romano d'Oriente, la Grecia perse importanza e si impoverì, al punto che molte sua città furono ignorate e andarono in rovina. La penisola ellenica rimase tuttavia una delle roccaforti della cristianità.

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Source : Wikipedia