Grandi opere

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Inviato da nono 01/05/2009 @ 04:15

Tags : grandi opere, temi e dibattiti, politica

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Bergonzio Botta

Bergonzio Botta (1454 – Milano, 10 gennaio 1504) fu tesoriere generale del Ducato di Milano.

Membro della famiglia Botta in Branduzzo, figlio di Giovanni, signore di Monferradello dal 1479, di Fortunago, di Torre d'Isola dal 1490, di Stefanago e di Rocca Susella dal 1496, di Sale dal 8 maggio 1500, patrizio milanese, patrizio di Pavia, dal 1489 è stato tesoriere generale ed Amministratore Generale delle Entrate del Ducato di Milano.

La passione per l'arte ma anche per la tecnologia e l'idraulica lo portarono a realizzare grandi opere all'epoca di Ludovico il Moro della cui corte era un personaggio di spicco.

A lui si deve la realizzazione delle rogge Bergonza e Bergonzina e le derivazioni idrauliche dalle colline dell'Oltrepò fino a Branduzzo e Calcababbio (Lungavilla) realizzate nel 1490. Nella realizzazione delle tre derivazioni del Po pare ebbe l'aiuto di Leonardo da Vinci con il quale Bergonzio Botta fu a stretto contatto. Nel 1493 l'opera fu visitata da Carlo VIII accompagnato da Ludovico il Moro.

Come riconoscimento venne assegnato a il possesso di migliaia di ettari di terreni, alla sua morte i possessori dei terreni che avevano subito danneggiamenti a causa del nuovo corso del Po aprirono dei contenziosi che vennero però risolti dalla moglie Daria e dai figli.

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Meno (fiume)

Panorama di Meno (fiume)

Il Meno (in tedesco Main) con una lunghezza di 524 km è il più grande affluente destro del Reno, al quale si congiunge presso Magonza; il suo corso di stende interamente in Germania, unico importante fiume tedesco a scorrere da est ad ovest.

Il nome è di epoca celtica (Moin o Mogin), i Romani nel I secolo lo latinizzarono in Moenus. In questa forma viene citato da Plinio il vecchio nella sua Naturalis Historia, e da Tacito nella sua opera Germania. L'etimologia del nome si riconduce alla parola acqua nelle lingue celtiche: esistono nomi simili in Irlanda (Maoin) e in Gran Bretagna (Meon) e si ritrova come termine per definire l'acqua in alcune lingue europee come il lettone maina e il lituano maiva.

Nasce presso Kulmbach, in Baviera, dall'unione di due corsi d'acqua minori, il Meno bianco (Weißer Main), proveniente dalle alture del Fichtelgebirge e lungo 41 km, ed il Meno rosso (Roter Main), lungo 50 km e proveniente dal Giura francone.

Durante il suo corso il fiume attraversa i land di Baviera e Assia bagnando Francoforte e altre città (Burgkunstadt, Lichtenfels, Staffelstein, Hallstadt, Zeil, Hassfurt, Schweinfurt, Volkach, Kitzingen, Marktbreit, Ochsenfurt, Würzburg, Karlstadt, Gemünden, Lohr, Marktheidenfeld, Wertheim, Miltenberg, Obernburg, Aschaffenburg, Seligenstadt, Hanau, Offenbach, Hattersheim, Flörsheim, Rüsselsheim).

Il fiume, molto sinuoso, è navigabile per 396 km anche grazie a grandi opere come il Canale Reno-Meno-Danubio.

Per la sua lunghezza muta di nome quattro volte nei dialetti delle terre attraversate: Maa in Oberfranken (Alta Franconia), Mee in Unterfranken (Bassa Franconia), Mää ad Aschaffenburg e di nuovo Maa a Francoforte.

La valle del Meno è famosa per i suoi vini, che vengono imbottigliati in particolari bottiglie chiamate Bocksbeutel in tedesco.

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Raffaele Morese

Raffaele Morese (Milano, 1942), è un sindacalista ed esponente politico italiano.

Laureato in economia e commercio all'Università Cattolica di Milano. Nel 1966 è responsabile dell'Ufficio Studi e Marketing della Rinascente S.p.A., nel 1967 entra all’Ufficio Studi della CISL. Nel 1969 avvia al sua attività sindacale come operatore nella Fim-Cisl nazionale, di cui diviene segretario nazionale nel 1975, ricoprendo la responsabilità di vari settori (elettromeccanica, informatica, siderurgia, e infine auto e trasporti) e assumendo il coordinamento delle politiche sindacali. Nel 1983 succede a Franco Bentivogli come segretario generale della Fim-Cisl e nel 1989 passa alla segreteria nazionale della confederazione, di cui diviene segretario generale aggiunto, in coppia con Sergio D'Antoni segretario generale.

Nel 1998 si conclude la sua esperienza sindacale e si apre una fase di impegno politico nelle file del centro-sinistra. Dal 1998 al 2001 è Sottosegretario con delega al Ministero del Lavoro. Dal 2002 è presidente di Trambus, la società per azioni del Comune di Roma che gestisce la maggior parte del trasporto pubblico di Roma.

Dal 2004 è presidente di Confservizi, la confederazione nazionale che rappresenta le aziende e gli enti che gestiscono i Servizi Pubblici Locali.

Morese è inoltre Consigliere del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL) nella IV Consiliatura, e nel 2005 viene nominato presidente della Commissione per le grandi opere e le reti infrastrutturali, per le politiche energetiche e i servizi di rete.

Dal 1996 è Presidente di Intersos, la più grande ONG italiana per l’intervento umanitario nelle situazioni di guerra, di calamità naturali, di epidemie. Ha inoltre collaborato con numerosi quotidiani e settimanali, quali Sette giorni, Mondo Operaio, Il Popolo, Il Nuovo e L’Europa, ed è autore di diverse pubblicazioni sul mondo del lavoro, come Lavorare meno, lavorare tutti, Le Frontiere della partecipazione, Contare fino a uno e Ridistribuire il lavoro.

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Éditions Leméac

Leméac è una casa editrice fondata a Montréal nel 1957 da Gérard Leméac. La casa editrice è principalmente consacrata al romanzo, al teatro contemporaneo, ai saggi e alle biografie di personaggi che hanno segnato il settore culturale del Québec, pubblicando tutta l'opera di Marcel Dube, uno dei padri del teatro quebecchese e il famoso e prolifico drammaturgo e romanziere Michel Tremblay. Nel suo catalogo si trovano le grandi opere di autori come Jean Ethier Blais, Jacques Poulin, Elise Turcotte, Lise Gauvin, Ying Chen, Jean-François Chassay e Hubert Aquin. L'accademico Antonine Maillet è stato pubblicato da Leméac a partire dal 1971, anno di uscita di La Sagouine-Pièce pour une femme seule.

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Forte di Bramafam

Il Forte Bramafam è una fortificazione che si trova in Val di Susa, vicino a Bardonecchia (Provincia di Torino).

Il Forte Bramafam, eretto sul costone omonimo al margine sud orientale della conca di Bardonecchia, per estensione ed armamento può essere considerata la più grande opera fortificata di fine Ottocento delle Alpi Cozie. La fortificazione venne costruita tra il 1874 e il 1889, è una delle più grandi opere fortificate della fine del XIX secolo delle Alpi Cozie. È stato costruito per difendere la linea ferroviaria Torino-Modane e il traforo ferroviario del Frejus inaugurati in quegli anni. Il Forte che contava più di 200 unità controllava il paese di Bardonecchia e le valli della Rho e del Frèjus per controllare il traforo da probabili attacchi francesi.

Fra il 1883 e il 1889 assunse l'aspetto di un vero e proprio forte dotato di diversi tipi di artiglieria. Nel 1892 una relazione del Deuxième Bureau - il servizio di spionaggio francese - segnalava come il forte poteva definirsi ormai completo e che presto sarebbe stato dotato di artiglieria in cupola. Il Bramafam adottò infatti le prime installazioni corazzate impiegate dalle fortificazioni italiane. Si trattava di affusti corazzati, prodotti dalla casa tedesca Gruson di Marburg, armati con un cannone calibro 120 mm. L'opera disponeva anche di quattro torrette a scomparsa Gruson per cannone a tiro rapido da 57 mm: si trattava di una torretta metallica che normalmente aderiva con la superficie superiore al piano della copertura. Con un meccanismo a contrappeso la si poteva sollevare, far uscire la volata del pezzo, sparare e quindi farla tornare nella posizione iniziale. Una di queste torrette è stata recentemente rifatta e rimessa in sito a cura dell’Associazione che gestisce la fortezza.

Disarmato parzialmente nel corso della Prima guerra mondiale, il forte fu adibito a campo di prigionia per gli austriaci che lavoravano in zona alla manutenzione delle strade militari e della Galleria del Fréjus. Negli anni Trenta l'opera venne integrata con la costruzione di due moderni centri di resistenza in caverna del Vallo Alpino. Nonostante fosse superata per concezioni tecniche, fu costantemente presidiata ed armata. Il 21 giugno 1940, nel corso dell'offensiva italiana contro la Francia, il forte fu bersagliato dai tiri dell'artiglieria nemica e dalle bombe lasciate cadere da sette aerei francesi: i danni si limitarono però soltanto ad alcune strutture esterne.

Nel settembre del 1943 venne occupato da un piccolo presidio tedesco che, per timore di colpi di mano dei partigiani, minò accuratamente tutta l'area circostante. Fu abbandonato dagli ultimi Tedeschi in ritirata solo la mattina del 27 aprile 1945. Cessate le ostilità, in ottemperanza alle clausole del Trattato di Pace, l'opera venne dismessa dall'Esercito e abbandonata al proprio destino.

Il forte è ora gestito dall'Associazione per gli Studi di Storia e Architettura militare di Torino che ne cura, con rilevanti interventi di ripristino, il recupero funzionale per farlo diventare sede di mostre e di manifestazioni. Attualmente sono stati recuperati oltre 6000 metri quadri. Gli allestimenti museali sono stati realizzati nella Caserma Ufficiali, Caserma Truppa, l'area dell'atrio e del corpo di guardia, la caponiera e l'accesso ad una torretta da 57 mm.

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Letteratura di spionaggio

La letteratura di spionaggio (o, secondo un'espressione inglese diffusa anche in Italia, la spy story) è una forma di fiction incentrata sul tema dello spionaggio internazionale. È un genere estremamente popolare che si è imposto anche nel cinema, nella televisione, e in altri media. Nel senso più ampio, questo genere include opere anche molto diverse fra loro, che possono avere di volta in volta elementi di contatto con il giallo, il thriller, il poliziesco, il noir, la letteratura d'azione e persino la fantapolitica e la fantascienza.

Tradizionalmente, la critica letteraria stenta a riconoscere la letteratura di spionaggio come genere letterario "nobile" (con l'eccezione di grandi opere come quelle di Ian Fleming), mentre il genere gode di una grande popolarità presso il pubblico (e ancora oggi appartiene, per esempio, alla rosa dei generi più sfruttati nelle produzioni cinematografiche hollywoodiane).

Fra i precursori della letteratura di spionaggio si possono citare opere come Kim di Rudyard Kipling (1901) e La Primula Rossa di Emma Orczy. Nei primi decenni del XX secolo, nel periodo che precedette la Prima Guerra Mondiale, vennero creati i primi servizi segreti, fornendo spunti per lavori come The Riddle of the Sands di Robert Erskine Childers (1903).

Lo scrittore di spionaggio più letto al mondo è William Le Queux, la cui prosa semplice ha relegato le sue opere nelle librerie dell'usato, ma è stato l'autore che ha venduto di più in Gran Bretagna negli anni precedenti la Prima guerra mondiale. Il secondo autore in termini di vendite è E. Phillips Oppenheim. Insieme essi produssero centinaia di libri tra 1900 e1914, ma le storie erano convenzionali e furono giudicate di scarso merito letterario.

I romanzi di spionaggi più cruenti del periodo tra le due guerre riguardavano le battaglie tra bolscevichi.

La forza e la versatilità della forma divennero evidenti nel periodo tra le due guerre e fiorirono durante la II Guerra mondiale. Per la prima volta apparirono romanzi scritti da ufficiali dei servizi segreti in pensione, come W. Somerset Maugham, che in Ashenden descrisse accuratamente lo spionaggio durante la I Guerra mondiale. Compton Mackenzie, un altro ex agente dei servizi segreti, scrisse la prima spy story satirica di successo.

Eric Ambler scrisse di gente comune incastrata da storie di spionaggio, come in Epitaffio per una spia (1938), La maschera di Dimitrios (Una bara per Dimitrios negli Stati Uniti) (1939), e Viaggio nella paura (1940). Ambler fu degno di nota (e scioccante per alcuni) per aver portato una prospettiva di sinistra a un genere che aveva sempre rispecchiato un atteggiamento di destra.

Nel 1939 in Gran Bretagna (negli U.S.A. nel 1941) fu pubblicato Al di sopra di ogni sospetto, il primo giallo della scrittrice di Glasgow, Helen MacInnes, dando inizio a una carriera di successo lunga 45 anni, durante i quali i critici mostrarono di apprezzarla per le sue storie ricche di suspense, dalla trama intricata, stimolanti e colte, ambientate nella contemporaneità. Al di sopra di ogni sospetto divenne un film popolare. Alcuni altri titoli famosi comprendono Assignment in Britanny (1942), Decision at Delphi (1961), e Ride a Pale Horse (1984).

Nel 1940, lo scrittore britannico Manning Coles lanciò sul mercato Un brindisi con l'assassino, il primo dei suoi acclamati romanzi con protagonista Thomas Elphinstone Hambledon.

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Letteratura polacca

Ritratto di Adam Asnyk

L'ingresso dei polacchi nella storia europea coincide con la loro conversione al cristianesimo. I primi scritti polacchi sono di natura ecclesiastica e comprende agiografie, annali, cronache, scritte nella maggior parte in polacco: un esempio è l'inno religioso Madre di Dio. L'evolversi della cultura latina, sviluppò in Polonia una rigorosa letteratura umanistica, un esempio è il celebre Historia Polacca di Jan Dlugos, oppure lo spirito patriottico e religioso di A.Krzycki, J.Dantyszek e K.Janicky. La nascita della stampa incoraggiò le grandi opere letterarie scritte nella lingua madre: M.Rej fu il primo a elogiare la lingua polacca come lingua letterata evoluta, mentre J.Gòrnicki, conferì alla prosa polacca un alto grado di duttilità. L'autore più maturo in ambito europeo, fu il poeta J.Kochanowski, che in Lamentazioni portò la lirica polacca a grandi livelli.

La letteratura del Seicento risentì delle vicende belliche in Polonia, essa è contrassegnata da una decadenza e dalla prevalenza di forme e contenuti barocchi. L'animo bellico e religioso dei polacchi si rileva nell'opera di W.Potocki, la cui Salmodia Polacca è contraddistinta da spirito patriottico. Durante la prima metà del Settecento, la letteratura fu vittima di oscuramento culturale, la sua rinascita avvenne nell'epoca dei lumi, e la nuova cultura europea venne diffusa da diversi periodici(Monito in primis). La poesia divenne nuovamente il centro ideale del sentimento nazionale e I.Krasicki, prosatore e poeta, si cimentò in diversi generi letterari.

All'inizio del XX secolo, attorno al movimento "Mloda Polska", si susseguirono diverse personalità letterarie: Stanisław Przybyszewski romanziere e saggista, Stanisław Wyspiański poeta e drammaturgo, Jan Kasprowicz poeta di umanità profonda; e ancora Stefan Żeromski, Władysław Reymont e Wacław Sieroszewski. Nata la la Repubblica di Polonia indipendente, l'impegno culturale della "Mloda Polska", venne continuata dai skamandriti, sensibili all' influsso del futurismo italiano e del simbolismo russo, i maggiori esponenti sono: Julian Tuwim, Leopold Staff, vanno inoltre ricordati Stanisław Ignacy Witkiewicz narratore eclettico e bizzarro e il narratore burlesco Bruno Schulz. Nell'immediato dopoguerra, dopo l'occupazione nazista, vennero distrutte biblioteche e archivi e deportati molti intellettuali polacchi, la Polonia passò a un regime socialista, la letteratura polacca fu caratterizzata da tendenze realistiche e didattiche, i temi trattati erano quelli dell'attualità immediata, e dello sviluppo dalla nuova società socialista. Dopo il 1956, tra gli scrittori polacchi si manifestarono atteggiamenti critici, ed esigenze di autonomia dell'espressione artistica. L'evidente frattura tra rappresentati del regime e intellettuali si placa verso gli anni Settanta fino al dialogo a partire degli anni Ottanta e alle libere elezioni del 1991.

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Ballo Excelsior

Ballo Excelsior è un balletto mimico di Luigi Manzotti sulla musica di Romualdo Marenco, la cui prima avvenne al Teatro alla Scala di Milano l'11 gennaio 1881.

Realizzato secondo la formula del "ballo grande italiano" e denominato "azione coreografica, storica, allegorica in 6 parti e 11 quadri", lo spettacolo è basato sull'idea, dominante nella società di fine Ottocento, del trionfo della scienza. Alla allegoria della vittoria di Luce e Civiltà contro Oscurantismo, nemico del Progresso seguono quadri che esaltano le grandi opere e invenzioni di quel periodo: il battello a vapore inventato da Dioniso Papin, il piroscafo, la pila di Alessandro Volta, il telegrafo, la lampadina di Thomas Edison, il canale di Suez, il traforo del Moncenisio (detto così erroneamente poiché il traforo passa sotto il Monte Frejus. L'errore di denominazione è dovuto al fatto che il traforo sostituiva la via molto più lunga e impervia, del passaggio sul Colle del Moncenisio). Durante il dispiegarsi dei grandi successi della Scienza, continua tuttavia la lotta fra Luce e il Genio delle Tenebre, che si risolve con Civiltà che alfine libera lo Schiavo dalle sue catene e irrinunciabili caroselli finali.

In scena il dispiego di mezzi è imponente: composto da undici quadri, ricco di effetti speciali, si avvale di un corpo di ballo costituito da quattrocentocinquanta elementi. Il Corriere della Sera scrive: È il paradiso, il trionfo dell'umanità incivilita, una festa del pensiero, ricco e splendido. Lo spettacolo è molto patriottico, tanto che pure la sala è piena di lampadine e bandiere tricolori, si vuole esaltare l'avvento di un mondo in cui regnano modernità e pace. L'incasso è straordinario per l'epoca: 6000 £, e lo spettacolo resta in cartellone per 103 serate consecutive.

Dopo Milano lo spettacolo delizia le platee di tutto il mondo: nel 1895 è all'Esposizione Universale di Parigi. Nel 1913 viene trasformato in un film per la regia di Luca Comerio, mentre una ricostruzione filmata sonora è tuttora visibile nell'episodio omonimo del film Altri tempi diretto nel 1952 da Alessandro Blasetti. Un'altra ricostruzione del balletto conclude lo sceneggiato Cuore di Luigi Comencini (1984).

Sulle scene lo spettacolo permane fino allo scoppio della prima guerra mondiale, ma dal 1967 viene realizzata una nuova versione - ridotta nell'organico e modificata per essere modernizzata - nata in origine per il Maggio Fiorentino con la regia di Filippo Crivelli, la coreografia di Ugo Dall'Ara, le scene e i costumi di Gianni Coltellacci e le musiche di Fiorenzo Carpi.

Sul finire del secolo è stato riproposto a Roma prima dall'Accademia Nazionale di Danza (estate 1997, con Fethon Miozzi e Fabio Grossi nei ruoli principali) e poi dal Teatro della Tosse (giugno 1999 al Teatro Eliseo).

Nel 2000 alla Scala di Milano è stato allestito per festeggiare l'arrivo del nuovo millennio con Roberto Bolle, Massimo Murru e Isabel Seabra e presentato poco dopo in tournée all'Opéra Garnier di Parigi.

Una versione per marionette realizzata dalla Compagnia Colla nel 1895 viene tuttora rappresentato dal Teatro dei Piccoli di Vittorio Podrecca e dei Fratelli Colla di Milano, in cui viene usata copia delle scene dello spettacolo originale.

Testa, Alberto,I Grandi Balletti, Repertorio di Quattro Secoli del Teatro di Danza, Roma, Gremese, 1991.

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Source : Wikipedia