Golden State Warriors

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Inviato da nono 09/03/2009 @ 09:10

Tags : golden state warriors, nba, basket, sport

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Golden State Warriors

Golden State Warriors logo.png

I Golden State Warriors sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nella NBA (National Basketball Association), il campionato professionistico degli Stati Uniti d'America. La loro sede è Oakland. Proprietario della franchigia è Chris Cohan.

I Warriors furono fondati a Filadelfia, Pennsylvania nel 1946 come Philadelphia Warriors, membri originali della Basketball Association of America.

Guidati da Joe Fulks, vinsero il titolo nella stagione inaugurale della lega nel 1946-47, sconfiggendo i Chicago Stags, quattro gare a uno. La BAA diventò la National Basketball Association nel 1949.

I Warriors vinsero il loro unico altro titolo come squadra di Filadelfia nella stagione 1955-56, sconfiggendo i Fort Wayne Pistons quattro gare a uno. Le stelle di questa era della squadra furono Paul Arizin e Neil Johnston. Nel 1959, la squadra firmò la scelta dei draft Wilt Chamberlain. Conosciuto come "Wilt the Stilt," Chamberlain diventò ben presto la stella principale della lega e cambiò per sempre lo stile di gioco della pallacanestro. Il 2 marzo 1962, in una partita casalinga dei Warrior, Chamberlain segnò 100 punti contro i New York Knickerbockers, record di tutti i tempi per una singola gara.

Nel 1962, Franklin Mieuli comprò le parti di maggioranza della squadra e la rilocò nella San Francisco Bay Area, rinominandola San Francisco Warriors. I Warriors vinsero il titolo della Western Division nella stagione 1963-64, perdendo le Finali NBA contro i Boston Celtics, quattro gare a una.

Nel 1965, i Warriors scelsero ai draft Rick Barry al primo giro. Barry fu nominato NBA Rookie of the Year, e condusse i Warriors alle NBA Finals nella stagione 1966-67, dove perse (4-2) contro la squadra che rimpiazzò i Warriors a Filadelfia, i 76ers. Barry lasciò la franchigia nella stagione 1967-68, arrivando agli Oakland Oaks della lega rivale American Basketball Association. Dopo alcune stagioni nella ABA, Barry ritornò ai Warriors nel 1972.

La stagione 1970-71 fu l'ultima come San Francisco Warriors. La franchigia cambiò il suo nome in Golden State Warriors per la stagione 1971-72, giocando gran parte delle partite casalinghe ad Oakland.

I Warriors vinsero il loro unico titolo sulla West Coast nel 1974-75. In quello che molti considerano il più grande upset nella storia della NBA, I Warriors sconfissero i favoriti Washington Bullets. Quella squadra era allenata dall'ex Warrior Al Attles, e guidata sul campo da Rick Barry, Jamaal Wilkes e Phil Smith. Era così poca la fede nelle chance della squadra nei playoffs che la Coliseum Arena fu prenotata per ospitare altri eventi durante le date degli NBA Playoffs. Come risultato, i Warriors non giocarono la loro serie per il titolo ad Oakland; ma al Cow Palace a Daly City.

I decenni successivi non furono costellati di grandi successi, con alcune altalenanti e brevi apparizioni ai playoffs. Negli anni '90 la squadra fu guidata da giocatori come Chris Mullin, Tim Hardaway, Mitch Richmond, sotto la guida del coach Don Nelson, che portò la squadra a disputare i suoi ultimi playoffs nel 1994.

Negli anni a venire molti furono i buoni giocatori passati per Oakland, quali Gilbert Arenas, Antawn Jamison.

Fino all'inizio di un nuovo ciclo nel 2005 con l'aggiunta al roster, formato già da buoni giocatori come Jason Richardson, di Baron Davis.

Nella stagione 2006-07, con il ritorno sulla panchina di Don Nelson, la squadra raggiunge i playoffs dopo tredici anni di assenza, e fa subito storia battendo la testa di serie n°1 dell'intera lega, i Dallas Mavericks, quattro gare a due. Ma al secondo turno l'accoppiamento con gli Utah Jazz, nelle semifinali della Western Conference, si rivela molto insidioso, e i Warriors vengono eliminati in cinque gare.

Nel Draft del 2007 scelgono come 18a scelta assoluta Marco Belinelli, ex Fortitudo Bologna e quarto italiano in NBA dopo Andrea Bargnani, Vincenzo Esposito e Stefano Rusconi. Inoltre acquisiscono i diritti sulla 8a scelta assoluta Brandan Wright, talentuosa ala di North Carolina, cedendo agli Charlotte Bobcats la guardia Jason Richardson.

La stagione 2007-08 ha però visto i Warriors rimanere fuori dai playoff per un soffio. Nonostante un record di tutto rispetto (48-34), i Warriors sono arrivati dietro a Denver (50-32) e questo ha dato il via ad una serie di arrivi e partenze che rischiano di rivoluzionare ancora una volta il roster dei "guerrieri". Il più rappresentativo giocatore del club, Baron Davis, ha sfruttato la sua posizione di free-agent e si è trasferito ai L.A. Clippers, lo stesso ha fatto Pietrus, accasandosi ai Magic. Gli Warriors hanno perciò messo sotto contratto Corey Maggette (in arrivo proprio dai Clippers) e sono comunque riusciti a trattenere Monta Ellis e Andris Biedrins, gli astri nascenti della franchigia.

I Golden State Warriors hanno vinto per 162-158 la gara contro i Denver Nuggets il 2 novembre 1990: si tratta della partita conclusasi ai tempi regolamentari con il maggior numero di canestri segnati in NBA.

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NBA Playoffs 1975

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Gli NBA Playoffs 1975 si conclusero con la vittoria dei Golden State Warriors (campioni della Western conference) che sconfissero i campioni della Eastern Conference, i Washington Bullets.

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Oracle Arena

L'interno della Oracle Arena prima di una partita contro i Jazz nei Playoff 2007

La Oracle Arena, precedentemente conosciuta come Oakland Coliseum Arena, Oakland Arena, The Arena In Oakland, e The New Arena è un'arena indoor situata a Oakland, California. Fu originariamente costruita come Oakland-Alameda County Coliseum Arena nel 1966.

L'unica squadra che gioca attualmente in questa'arena sono i Golden State Warriors di NBA, ma in passato altre squadre hanno giocato qui, tra le quali i California Golden Seals di NHL tra il '67 e il '76.

Il 20 ottobre 2006 i Golden State Warriors e la Oracle Corporation annunciarono un accordo di 10 anni in cui l'Oakland Arena sarebbe stata conosciuta come The Oracle.

Il 13 maggio, 2007, 20.679 fans assistettero alla sconfitta dei Warriors contro gli Utah Jazz per 115-101 in Gara4 delle Semifinali della Western Conference. Oltre al record di presenze per una partita dei Warriors alla Oracle Arena, l'evento segnò anche il record di presenze per un match di basket nello stato della California.

Il record è già stato battuto però in due occasioni: il 14 dicembre, 2007 con 20.705 presenze nella partita contro i Los Angeles Lakers e il 20 febbraio, 2008, con 20.711 presenze per il match contro i Boston Celtics.

Altri eventi significativi che si sono tenuti qui sono l'NBA All Star Game del 2000 e la WCW SuperBrawl 1999, oltre a numerosi concerti.

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Andrea Bargnani

Andrea Bargnani con la maglia della nazionale

Andrea Bargnani (Roma, 26 ottobre 1985) è un cestista italiano.

Alto 213 cm per 113,4 kg di peso, gioca come ala grande, ma è in grado di ricoprire anche i ruoli di centro e di ala piccola. È soprannominato il Mago.

Attualmente gioca nella NBA con i Toronto Raptors, che lo hanno selezionato come prima scelta assoluta nel Draft NBA 2006.

È stato testimonial per la copertina della versione italiana dei videogiochi NBA Live 08 e NBA Live 09.

Proveniente da un famiglia di sportivi (la nonna Mirella era negli anni '50 campionessa regionale di lancio del disco) già all'età di cinque anni muove a Roma i primi passi con la palla a spicchi, spinto dalla madre Luisella, già giocatrice di basket a livello amatoriale, e soprattutto dallo zio Massimo Balducci eccellente giocatore prima della Perugina Jeans e poi della Stella Azzurra di Roma.

A sei anni si trasferisce a Trezzano Rosa con i genitori ed il fratello ed inizia a mettersi in luce a livello nazionale. Nel 1997, torna a Roma, dove milita nel Basket Roma allenato da Roberto Castellano, ex-capitano del BancoRoma ed in seguito disputa un ottimo campionato di serie B2 prima dell'approdo in A nel 2003 con la Benetton Treviso, squadra con cui nella stagione 2005-06 vince lo scudetto e il premio di miglior giovane del campionato italiano.

Nel 2006, ormai consacrato a livello internazionale, si aggiudica il trofeo Rising Star Trophy come miglior giocatore under 22 dell'Eurolega.

Il 28 giugno 2006 al Draft NBA viene chiamato dai Toronto Raptors come prima scelta assoluta, diventando il primo giocatore italiano ad essere chiamato al primo giro, il primo europeo nella storia ad essere selezionato come numero uno, e il secondo (dopo Yao Ming) non formatosi cestisticamente negli Stati Uniti. Per le sue doti fisiche e di gioco è paragonato a Dirk Nowitzki, stella tedesca dei Dallas Mavericks.

Il 25 luglio 2006 viene premiato dal sindaco di Roma Walter Veltroni con la "Lupa in bronzo" e nominato ambasciatore di Roma nel mondo.

Nei Raptors sceglie la maglia numero 7 anziché la numero 11 come negli anni trascorsi a Treviso. Come egli stesso ha dichiarato, ha deciso di lasciare il numero 11 a T.J. Ford, mentre il 7 era sia il numero con cui esordì nel basket, sia quello portato dallo zio Massimo Balducci.

Esordisce in NBA il 1° novembre 2006, alla Continental Airlines Arena di East Rutherford contro i New Jersey Nets, entrando a metà del primo quarto in sostituzione di Chris Bosh. La partita termina con la vittoria dei Nets per 102 a 92; in 8 minuti di gioco Bargnani segna 2 punti (1/2 da 2 punti, 0/1 da 3), 2 rimbalzi, 2 stoppate, 1 palla persa, 3 falli.

L'inizio di stagione dei Raptors è pessimo (2 vittorie e 8 sconfitte nelle prime dieci gare), e anche Bargnani ne fa le spese mostrando evidenti problemi di adattamento. Tuttavia il suo rendimento migliora: nella difficile trasferta di Salt Lake City contro gli Utah Jazz colleziona 15 punti, 3 rimbalzi, 2 stoppate e una palla recuperata, e ad Orlando contro i Magic raggiunge il career high di 23 punti, battendo così il record di Vincenzo Esposito (18, contro i New York Knicks) per il maggior numero di punti realizzati in una partita NBA da un italiano.

Inoltre, il 17 dicembre mette a segno la sua prima doppia-doppia contro i Golden State Warriors con 18 punti, 10 rimbalzi e 6 stoppate.

Nel gennaio 2007 viene eletto matricola del mese della Eastern Conference; nello stesso mese viene anche selezionato per la partita tra i rookie (giocatori al primo anno nella NBA) e i sophomore (giocatori al secondo anno) nell'ambito dell'All Star Game 2007 a Las Vegas, in cui realizza 12 punti nella sconfitta 114-155. Nel mese di febbraio 2007 si aggiudica per la seconda volta consecutiva il premio di migliore matricola della Eastern Conference, andando così ad eguagliare tra i Raptors prestazioni di rookie come Charlie Villanueva e Vince Carter.

Il 21 marzo viene improvvisamente operato per un'appendicite, e l'intervento lo tiene fuori dal parquet per circa un mese. Rientra il 19 aprile contro i Philadelphia 76ers nell'ultima partita prima dei playoff, in cui totalizza 17 punti e 5 rimbalzi. In totale conclude la regular season con una media di 25,1 minuti giocati, 11,6 punti e 3,9 rimbalzi a partita, raggiungendo anche il secondo posto nella classifica di miglior matricola dell'anno, dopo Brandon Roy.

Durante i playoff Bargnani totalizza una media di 30,2 minuti giocati, 11 punti, 4 rimbalzi e 1 assist a partita, insufficienti però a consentire il passaggio del turno ai Raptors, che vengono battuti nella serie dai New Jersey Nets per 4-2. Viene inoltre nominato nel miglior quintetto Rookie dell'anno assieme al compagno di squadra Jorge Garbajosa. Nella stagione 2007-2008 gioca spesso nel quintetto titolare della squadra, prevalentemente in posizione di centro. Nella prima partita, contro i Philadelphia 76ers, esordisce con 20 punti e 5 rimbalzi in 22 minuti di gioco e si conferma alla seconda gara contro i New Jersey Nets con 21 punti e 6 rimbalzi. Il 30 novembre 2007 contro Cleveland migliora il suo career high mettendo a referto 26 punti, 6 rimbalzi, 3 assist, 1 recupero e 1 stoppata in 40 minuti di gioco.

Sfortunatamente l'inizio della sua stagione da sophomore (ovvero il suo secondo anno di NBA) è stato condizionato prima dalle scelte di coach Sam Mitchell, con il quale ha avuto sempre un rapporto difficile, e dopo da un infortunio al ginocchio (ipertensione) che lo ha tenuto fuori per alcune partite impedendogli di trovare la forma ideale.

Come l'anno precedente, viene convocato per la sfida tra i sophomore e i rookie dell'All-Star Game di New Orleans nella quale segna 8 punti in 17 minuti di gioco.

Il 1º febbraio 2008 migliora ancora il suo record di punti in una partita, segnando 28 punti contro i Los Angeles Lakers. Il 29 febbraio è protagonista di una bella prestazione contro gli Indiana Pacers, con 27 punti e 9 rimbalzi in 40 minuti di gioco e il 7 marzo segna 27 punti contro i Washington Wizards giocando da ala forte causa l'assenza di Chris Bosh.

All'inizio della stagione 2008-2009 Bargnani viene nuovamente escluso dal quintetto di partenza dei Raptors, a causa dell'ingaggio di Jermaine O'Neal, centro di grande esperienza. Successivamente tuttavia, dopo le prime otto gare, durante le quali il minutaggio di Bargnani cala sensibilmente, anche per colpa delle prestazioni altalenanti, Bargnani torna nello starting five di Toronto, questa volta però nel ruolo di ala piccola, giocando accanto a Bosh e O'Neal. Il 21 novembre migliora il suo career high di punti, mettendone a segno 29 contro i New Jersey Nets, che uniti ai 10 rimbalzi catturati gli valgono la prima "doppia doppia" stagionale. Il 14 gennaio 2009 in casa contro i Chicago Bulls migliora ulteriormente il suo "career high" con 31 punti, che insieme ai 10 rimbalzi catturati gli vale anche la doppia doppia. In seguito ad un infortunio di O'Neal diventa il centro titolare, ruolo che mantiene dopo la cessione di quest'ultimo e l'arrivo di Shawn Marion.

Debutta in nazionale nell'estate 2007, in occasione di alcune partite di preparazione all'Europeo di settembre in Spagna, campionato in cui non gioca particolarmente bene; pur totalizzando una media di 12,7 punti e 5 rimbalzi a partita, il suo contributo non basta a portare l'Italia ai quarti di finale.

In nazionale indossa la maglia numero 10, poiché il 7 spetta per anzianità a Matteo Soragna, suo ex compagno di squadra a Treviso e suo grande amico.

Nel 2008 rinuncia alla chiamata in nazionale in seguito a pressioni dei Toronto Raptors. Il suo team ritiene infatti che per Bargnani sia più importante lavorare per migliorare individualmente che partecipare alle attività della nazionale italiana.

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Joe Smith

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Joseph Leynard "Joe" Smith (Norfolk, 26 giugno 1975) è un cestista statunitense che gioca come ala grande per i Cleveland Cavaliers.

Smith ha frequentato la Maury High School e ha giocato nella University of Maryland. È stato prima scelta assoluta dei Golden State Warriors nel contestato Draft NBA 1995, prima di giocatori come Antonio McDyess, Rasheed Wallace e Jerry Stackhouse.

Smith è stato inserito nel primo quintetto dei migliori Rookie nella stagione 1995-96. In carriera ha giocato 2 anni a San Francisco, poi ha giocato per Philadelphia 76ers, Minnesota Timberwolves, Denver Nuggets, Milwaukee Bucks, Detroit Pistons e Chicago Bulls. A metà stagione 2007-08 è passato ai Cleveland Cavaliers, in cerca di un lungo con punti e esperienza in vista dei play-off, persi però al secondo turno contro i Boston Celtics, poi campioni NBA. Nell'estate 2008 è stato ceduto agli Oklahoma City Thunder in uno scambio che comprendeva tre squadre. Il 1° marzo 2009 ha chiesto e ottenuto di essere tagliato dai Thunder, accordandosi alcuni giorni dopo con i Cavaliers per tornare a giocare a Cleveland, in vista dei playoff.

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Don Nelson

Donald Arvid "Don" Nelson (Muskegon, 15 maggio 1940) è un ex cestista, allenatore di pallacanestro e dirigente sportivo statunitense, attualmente coach dei Golden State Warriors, nella NBA.

È stato nominato allenatore dei Golden State Warriors il 30 agosto 2006, per il suo secondo incarico con la franchigia. Nelson aveva, alla fine della stagione 2004-05, mentre allenava i Dallas Mavericks, un record di carriera di 1190-880 (57,5%) nella stagione regolare e 70-85 (45,2%) nei playoff. Alla fine della stagione 2007, allenando Golden State, il suo record totale è 1216-914.

Ha anche allenato i Milwaukee Bucks, per otto stagioni i Warriors dal 1988 al 1995, una breve avventura con i New York Knicks, e i Dallas Mavericks. Un innovatore, Nelson è ritenuto, tra le altre cose, l'inventore del concetto di point forward, una tattica che è usata ad oggi da diverse squadre a diversi livelli.

Nelson fu scelto ai draft dai Chicago Zephyrs al terzo giro del Draft NBA del 1962, come diciassettesima chiamata assoluta. Giocò con gli Zephyrs una sola stagione, e fu venduto ai Los Angeles Lakers nel 1963. Dopo due anni con i Lakers, venne ingaggiato dai Boston Celtics.

Nel 1966 vinse il suo primo titolo con i Celtics. Altri quattro campionati vennero, sempre con Boston, negli anni 1968, 1969, 1974, e 1976. Il suo numero 19 fu ritirato sul tetto del Boston Garden nel 1978, e ancora oggi al TD Banknorth Garden.

Il 29 dicembre 2001, Don Nelson diventò il terzo allenatore nella storia della NBA a vincere 1000 partite, dietro Lenny Wilkens e Pat Riley. Nelson vinse la sua 1200esima gara in carriera il 9 dicembre 2006, raggiungendo Wilkens come l'unico allenatore a raggiungere questo traguardo.

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Source : Wikipedia