Giorgio Panariello

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Tags : giorgio panariello, comici, arti dello spettacolo, cultura

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Giorgio Panariello

Giorgio Panariello

Giorgio Panariello (Firenze, 30 settembre 1960) è un attore, regista, comico e showman italiano.

Di origini toscane, si diploma alla scuola alberghiera di Marina di Massa in toscana. Suo compagno di scuola è il futuro disc-jockey radiofonico e presentatore televisivo Carlo Conti. Insieme a lui compie un lungo tirocinio nelle radio private e locali della Toscana come imitatore. Ottiene subito notevoli successi in campo regionale imitando, fra gli altri, il cantante Renato Zero.

In una gioiosa Versilia sul finire degli anni Settanta, vive facendo svariati lavori, tra cui il cameriere in diversi locali tra i quali La Capannina del Cinquale, frequenta diverse persone e crea un primo sodalizio con altri versiliesi che si affacciano nel mondo del cabaret tra cui Franco Ginesi, Rino Rivieri, Adolfo Drago, Mario Bertoncini, Ennio Bongiorni e Umberto Mosti. Con questi crea un primo sgangherato sodalizio che trae il nome dallo scooter Lambretta "I Lambrettomani", con tutta la precarietà dei debuttanti approda a Firenze dove incontra proprio ad un'esibizione del gruppo presso L'Aloha di Fiesole, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni. Dapprima il Conti viene schernito dal gruppo molto goliardico, e inviato con una fasulla lettera di raccomandazione alla scuola teatrale di Vittorio Gassman, poi nasce l'amicizia.

Cavallo di battaglia è l'imitazione/travestimento di Renato Zero, imitato bene al punto che in coppia con Drago nel ruolo dell'autista, crea uno vero spettacolo itinerante nelle notti Viareggine. Inizia ad esibirsi da solo con maggiore frequenza nelle discoteche Toscane, fino ad approdare in trasmissioni per il lancio di nuovi talenti, Stasera mi butto. Nello stesso momento inizia un tirocinio teatrale con due spettacoli nei quali inizia a proporre personaggi tipicamente toscani che lo renderanno famoso; dallo scolaro Simone (più attento alle mode del momento che allo studio) dall'ubriaco Merigo a Mario il bagnino.

Insieme all'inseparabile Carlo Conti appare ancora sul piccolo schermo nel 1994, nella trasmissione Vernice fresca (in origine su Teleregione Toscana, successivamente su Videomusic) iniziando a ottenere consensi. L'anno successivo la coppia riscuote un successo oltre ogni previsione con Aria fresca, trasmessa sempre su Videomusic e dopo poche puntate trasferita a furor di popolo su Telemontecarlo grazie a picchi di ascolti mai raggiunti prima.

Il duo Panariello-Conti riesce così ad approdare sulla Rai ed insieme sono protagonisti dei programmi Su le mani nell'estate 1996 e Va ora in onda nell'estate 1997.

Alcuni atteggiamenti e frasi dei personaggi del comico (Simone Power Rangers e Si vede il marsupio? su tutte) entrano nel linguaggio comune e diventano dei veri e propri tormentoni.

Entrato nella scuderia dei nuovi comici italiani degli anni Novanta, insieme ad Antonio Albanese, Aldo, Giovanni e Giacomo, Leonardo Pieraccioni ed altri, sotto l'egida del produttore Vittorio Cecchi Gori debutta al cinema nel 1996 nel ruolo insolitamente drammatico di un maresciallo di una cittadina toscana negli anni Trenta in trepida attesa del Duce nel film Albergo Roma, diretto da Ugo Chiti e tratto dalla sua commedia teatrale Allegretto... per bene ma non troppo. Al cinema, dove appare poi in un ruolo brillante nella commedia di Umberto Marino Finalmente soli! preferisce il palcoscenico, iniziando a fare tutto esaurito in Boati di silenzio (1997) proposto anche in videocassetta.

Si cimenta anche come regista, dirigendo se stesso in due pellicole: nel 1999, Bagnomaria, gustosa antologia dei suoi personaggi, e l'anno seguente Al momento giusto, dove interpreta un cronista che si trova per caso impegnato in uno scoop clamoroso: il crollo della Torre di Pisa. Nel 2005 torna sul grande schermo nel film girato da Pieraccioni Ti amo in tutte le lingue del mondo, uno dei campioni d'incasso nel Natale di quell'anno. Nel 2007 interpreta Notte prima degli esami - Oggi di Fausto Brizzi e SMS - Sotto mentite spoglie di Vincenzo Salemme, con il quale torna a lavorare l'anno successivo in No problem.

Nel 2001 ottiene una consacrazione con Torno Sabato, trasmissione televisiva del sabato sera che avrà tre edizioni e nella quale si propone come show-man completo in duetti, canori e comici, con personaggi famosi; tra cui quelli con il suo grande amico Renato Zero, soprattutto nell'esecuzione del brano L'istrione, già cavallo di battaglia di Charles Aznavour.

Fra gli ospiti di rilievo Sofia Loren (simpatica gag rievocativa dell'Oscar a Benigni, in cui il famoso "Roberto" viene sostituito con "Giorgio"), Luciano Pavarotti (che presenta in anteprima la canzone dedicata alla figlia Alice "Ti Adoro"), Vasco Rossi, Adriano Celentano, Andrea Bocelli, Eros Ramazzotti, Raffaella Carrà, Gianni Morandi e Claudio Baglioni in duetto.

Si aggiudica tre Oscar della televisione e un Telegatto come personaggio televisivo dell'anno, mentre appare anche in uno spot nelle vesti dello stralunato allenatore di calcio Balleri accanto a calciatori di fama mondiale come il brasiliano Ronaldo.

Sul palcoscenico, sempre dal 2001, inizia una collaborazione fruttuosa col regista Giampiero Solari e con il cantante Paolo Belli, già componente del complesso Ladri di biciclette; nella primavera del 2003 interpreta con larghissimo consenso di pubblico e critica il suo primo ruolo serio, di monsieur Jordain, ne Il borghese gentiluomo di Molière. Nel 2007 torna con lo spettacolo Faccio del mio meglio.

Ancora in televisione, dopo essere comparso come ospite d'onore del Festival di Sanremo, nel marzo 2004 affronta la sua prima tournée americana, a New York, che si risolve in un trionfo.

Nel 2005 interpreta la fiction Matilde con Sabrina Ferilli, viene contattato da Neri Parenti per un possibile ritorno al cinema nel remake di Amici miei e viene scelto come direttore artistico e conduttore (insieme a Ilary Blasi e Victoria Cabello) del Festival di Sanremo del 2006.

Nel settembre 2008 è uscito il suo primo libro "Non ti lascerò mai solo", che narra la storia di un uomo che riesce a cambiare vite e a scoprire i veri valori della vita grazie all'aiuto di un piccolo cane.

L'anno dopo approda a SKY, dove terrà uno show su SKY Uno.

Nato con il primo spettacolo teatrale "Quaderni a quadretti", è un bambino molto vivace, sempre pronto a creare zizzanie in famiglia sparlando in continuazione di tutto e di tutti. Nonostante frequenti la scuola non lo si può definire uno studente modello: tra tutti i suoi passatempi basta citare la frequente scrittura di letterine e pensierini a Babbo Natale (dove si premura di fargli sapere come è stato bravo e tranquillo durante l'anno, presentando poi una abnorme lista di regali), è pazzamente innamorato di una sua compagna di classe (Giulia) e trascorre gran parte del suo tempo con il nonno, al quale gliene combina di tutti i colori.

Inoltre adora i videogames e i cartoni animati, primo fra tutti i Power Rangers, con i quali si identifica in maniera totalizzante, urlando il suo motto "Simone Power Rangers" tenendo costantemente le braccia alzate.

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Va ora in onda

Va ora in onda è un programma televisivo comico di intrattenimento e satira, andato in onda dal 19 giugno al 11 settembre 1997 in prima serata su Raiuno.

Ideato da Carlo Conti, Giorgio Panariello e Giancarlo Nicotra e diretto da Paolo Beldì, sulla scia di Su le mani (in onda nell'estate precedente con un formato molto simile), il programma era trasmesso in diretta ogni giovedì sera per 13 puntate, vale a dire per l'intera estate 1997.

La conduzione era affidata a Carlo Conti ed a Luana Colussi, spessissimo interrotti dagli interventi comici di Giorgio Panariello, nelle vesti di numerosi personaggi come la Signora Italia, il Pierre, Mario il bagnino e Simone Power Ranger.

Altri comici che intervenivano all'interno del programma erano Vito ed il duo Toti e Tata.

Nella trasmissione vi era pure un angolo degli "Abbattistamenti", infatti nello studio era collocato un busto di marmo raffigurante Cesare Battisti a cui era però stata messa una parrucca nera al fine di assomigliare a Lucio Battisti e in alcune occasioni i conduttori lanciavano dei servizi con riprese da varie parti d'Italia dove sembrava essere stato avvistato il cantante Lucio Battisti, ritiratosi dalla vita pubblica ormai da anni.

Il programma era abitualmente preceduto da una gag in cui le varie annunciatrici Rai si confondevano nell'introdurre il programma a causa del titolo, finendo quindi per ripetere numerose volte "Va ora in onda... Va ora in onda".

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Leonardo Pieraccioni

Leonardo Pieraccioni (Firenze, 17 febbraio 1965) è un attore, regista e scrittore italiano. La sua verve pirotecnica e la sua comicità tipicamente toscana lo hanno reso famoso e popolare in tutta Italia.

Giovanissimo forma il trio comico "Fratelli d'Italia" con gli amici Giorgio Panariello e Carlo Conti e con quest'ultimo conduce in una rete televisiva locale il varietà Succo d'arancia. Ha debuttato nella televisione nazionale alla fine degli anni Ottanta partecipando a DeeJay Television e poi a Fantastico con Raffaella Carrà e Johnny Dorelli.

Dopo una dura e lunga gavetta nel cabaret, fece la sua prima apparizione a teatro con lo spettacolo comico Leonardo Pieraccioni Show (1990). L'anno successivo Alessandro Benvenuti lo volle nel suo film Zitti e mosca, che fu la prima esperienza cinematografica di Leonardo.

I successi di Villaggio vacanze Pieraccioni e Fratelli d'Italia, ottimi esempi di spettacoli comici a teatro, convinsero Pieraccioni a provare la carta di regista cinematografico: esordì nel grande schermo con I laureati, che fu campione d'incassi nel 1995: la pellicola costò 2 miliardi di lire e ne incassò 15. Oltre allo stesso Pieraccioni, si distinse come attore Massimo Ceccherini, amico e spesso collaboratore di Leonardo. Nella colonna sonora si distingue il brano degli Audio2 "Alle venti".

In seguito scrisse, diresse e interpretò Il ciclone (in cui prestò la voce anche il grande Mario Monicelli) nel 1996 e Fuochi d'artificio nel 1997. Questi due film risultavano piacevoli e divertenti grazie a una comicità garbata ma assolutamente coinvolgente.

Dopo due pellicole di discreto successo come Il pesce innamorato (1999) e Il principe e il pirata (2001), che però non riuscirono a ripetere gli eccezionali numeri dei due precedenti film, tornò alla ribalta nel 2003 con Il paradiso all'improvviso nel quale, pur senza stravolgere completamente il suo stile, lo unisce alla spiritosaggine sgrammaticata di Anna Maria Barbera, in arte Sconsolata.

Nel 2005 ha diretto ed interpretato Ti amo in tutte le lingue del mondo, dove Giorgio Panariello interpreta suo fratello e Massimo Ceccherini un frate, e nel 2007 Una moglie bellissima coinvolgendo ancora una volta Massimo Ceccherini e arruolando nel cast Laura Torrisi, ex concorrente del Grande Fratello alla sua prima prova d'attrice, e Gabriel Garko. Dopo pochi mesi, alcune riviste lo paparazzano assieme alla Torrisi: in poco tempo i due annunciano il loro fidanzamento.

I film di Pieraccioni escono sempre nel periodo natalizio, rinnovando ogni due anni la sfida al botteghino con i cine-panettoni diretti da Neri Parenti ed interpretati da Christian De Sica.

Pieraccioni dal 1998 è anche autore di racconti: le sue storie sono caratterizzate da un umorismo spesso amaro e da una comicità intrisa a malinconia, pessimismo e tristezza. Ha raccolto i suoi manoscritti nei libri Trent'anni, alta, mora (1998), Tre mucche in cucina (2002) e A un passo dal cuore (2003).

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Luca Calvani

Luca Calvani (Prato, 7 agosto 1974) è un attore e conduttore televisivo italiano.

Dopo aver conseguito il diploma di perito tessile all' istituto Buzzi di Prato, si trasferisce a New York, dove lavora in un'azienda tessile. Negli Stati Uniti inizia a studiare recitazione, partecipando a vari corsi ed in seguito frequentando l' Actor's Studio; in Italia frequenta l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico. Ha lavorato come modello e come attore di fotoromanzi, teatro, cinema e televisione. Ha un fratello più giovane, Marco Calvani, anche lui attore e autore di spettacoli teatrali, tra cui Olio e Le mani forti.

Nel 2000 debutta sia sul piccolo schermo, come protagonista di puntata in un episodio della serie tv di Canale 5, Distretto di polizia, che nel cinema, partecipando al film Al momento giusto di Giorgio Panariello e Gaia Gorrini. Nel 2001 ha un piccolo ruolo nel pluripremiato film Le fate ignoranti del regista turco Ferzan Ozpetek. Sempre nello stesso anno compare in un episodio della famosa serie statunitense, trasmessa anche in Italia, Sex and the City e in due puntate della nota soap opera Così gira il mondo.

Nel 2004 partecipa alla famosa sit-com Quarto piano scala a destra, regia di Michele Truglia, in onda su Rai Educational. Nel 2005 appare in due episodi della serie in onda su Canale 5, Carabinieri 4, regia di Raffaele Mertes. L'anno seguente interpreta il ruolo di Rocco Casciano nella sit-com trasmessa da Rai Uno, Cotti e mangiati, regia di Franco Bertini, e ha un piccolo ruolo nella miniserie tv La freccia nera, diretta da Fabrizio Costa e trasmessa da Canale 5. Inoltre nella stagione televisiva 2004-2005 partecipa al noto programma di canale 5, Uomini e donne, condotto da Maria De Filippi, e nel 2006 vince, raggiungendo il suo massimo successo, la quarta edizione del reality show di Rai Due, L'isola dei famosi, svoltasi a Cayo Cochinos (Honduras).

La sua attività teatrale, sia in Italia che negli Stati Uniti, comprende: Mystiries, Carosello, Roman Nights, 10 By Dorothy Parker ed infine The exonerated, regia di Tiziana Bergamaschi, una serie di monologhi-testimonianza dal braccio della morte.

Al cinema ha recitato anche in Absolutely Fabulous (2001) di Gabriel Aghion, Il diario di Matilde Manzoni (2002) di Lino Capolicchio, Il ronzio delle mosche, diretto da Dario D'Ambrosi, e Parallel Passage, regia di Mandi Riggi, entrambi del 2003, Freezerburn (2005), regia di Melissa Balin, e in Sguardi controversi (2006) di Corrado Veneziano.

Nel 2007 interpreta il ruolo del regista Sergio Keller nella soap-opera Un posto al sole, in onda su Rai Tre. Nello stesso anno gira la miniserie Il commissario Manara, regia di Davide Marengo, in onda nel 2009 su Rai Uno, e successivamente il film The International, regia di Tom Tykwer, nelle sale nel 2009.

Nel 2008 per Rai Uno gira Tutti pazzi per amore, regia di Riccardo Milani, in onda dal dicembre 2008 fino alla primavera 2009, mentre negli Stati Uniti per la Disney è tra i co-protagonisti di When in Rome, una commedia romantica per regia di Mark Steven Johnson, con Danny De Vito e Anjelica Huston. Inoltre è nel cast del film The Good Guy, regia di Julio DePietro, nelle sale, come il precedente, nel 2009. Sabato 13 dicembre 2008 debutta su Rai Uno come conduttore di Effetto Sabato.

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Annalisa Minetti

Il Presidente Ciampi saluta Annalisa Minetti, 2002

Annalisa Minetti (Rho, 27 dicembre 1976) è una cantante italiana.

All'inizio degli anni '90 si diploma in ragioneria. Poi, fonda un duo, col quale si esibisce come artista di pianobar in Lombardia. Con i Perro Negro nel 1995, con la canzone Metti un lento, prova la partecipazione alla sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo, ma viene eliminata nella selezione autunnale chiamata Sanremo Giovani. Il complesso si scioglie dopo il tentativo sanremese. Nel 1996 scopre di essere ammalata di retinite pigmentosa e degenerazione maculare, malattie che la porteranno ad una graduale cecità, fino a farle vedere solo luci ed ombre di giorno e nulla di notte. Nel luglio dello stesso anno posa per un fotoromanzo pubblicato dal periodico francese "Nous Deux", di cui lo scenografo è Carlo Pedrocchi. Riprende, poi, l'attività di cantante di pianobar quando viene notata da un talent scout alla ricerca di volti nuovi per Miss Lombardia ove vince e viene lanciata per Miss Italia. Partecipa quindi al concorso di Miss Italia nel 1997 ottenendo qualche stralcio polemico in quanto il fatto di essere parzialmente non vedente fu subito ripreso dai giornali, dandole una certa notorietà prima della finale. Nonostante fosse molto favorita non riuscì comunque a vincere, arrivando 7ª. Si rifà, comunque, nel 1998, quando debutta come solista al Festival di Sanremo vincendo la categoria Nuove Proposte con il brano Senza Te O Con Te. Il regolamento di quell'anno prevedeva che i primi tre classificati della sezione giovani gareggiassero anche nella categoria Big, e, a sorpresa, riuscì ad imporsi anche tra i Big, precedendo Antonella Ruggiero. Una curiosità: nel brano è presente un esplicito riferimento all'affermata collega Laura Pausini. Successivamente sembra che la Minetti si sia risentita del fatto che la RAI non avrebbe partecipato all'Eurofestival (la cantante era invece interessata a prendervi parte).

Nel 2000 debutta come attrice al musical "Beatrice & Isidoro" nei panni di Beatrice. Nel dicembre dello stesso anno partecipa al "Giubileo per disabili" in diretta sulla Rai dal Vaticano.

Nel 2002 sposa il calciatore napoletano Gennaro Esposito.

Nel 2003 si diploma come insegnante di spinning e step, indi diventa insegnante di queste due discipline nelle palestre di Valdisangro in Abruzzo e Fasano in Puglia.

Nel 2004, Annalisa partecipa al format televisivo Music Farm condotto da Amadeus, perdendo la sfida che l'avrebbe fatta accedere alla finale, in favore di Riccardo Fogli.

Nel 2005 non sarebbe stata accettata in gara al Festival di Sanremo per ragioni artistiche, tuttavia Toto Cutugno le propone di duettare con lui a Sanremo nella canzone Come noi nessuno al mondo. Tale proposta viene accettata dal direttore artistico. Tale canzone si classifica 1ª nella sezione Classic e 2ª nella classifica generale.

Nel 2006 alla vigilia del Festival di Sanremo, dichiara di avere subito una discriminazione dal conduttore Giorgio Panariello e dal direttore artistico Gianmarco Mazzi: a suo dire, non l'hanno voluta in gara perché essendo non vedente, e dovendo dunque essere accompagnata sul palco, avrebbe rallentato lo spettacolo. Panariello e Mazzi hanno smentito indignati, sostenendo di averla esclusa soltanto per ragioni artistiche. Scrive a tale proposito la canzone Fammi fuori, una canzone contro l'ignoranza e i pregiudizi della gente sui portatori di handicap e, indirettamente, contro Panariello e Mazzi.

Nel luglio 2007 duetta in un concerto con Claudio Baglioni, il suo idolo. Nell'ultimo trimestre dello stesso anno, ancora in attesa del suo primogenito, posa per alcune foto insieme ad altre sue colleghe più o meno famose come lei e, come lei, in dolce attesa, che saranno pubblicate in 2 calendari i cui proventi andranno in beneficienza.

Il 3 gennaio 2008 nasce Fabio, il suo primogenito. Il 28 febbraio, dopo l'ennesima bocciatura al Festival di Sanremo (ben 5 le canzoni invitate alla commissione), è nuovamente invitata al Teatro Ariston da Toto Cutugno in occasione della serata dei duetti.

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Renato Zero

Renato Zero

Renato Zero, pseudonimo di Renato Fiacchini (Roma, 30 settembre 1950), è un cantautore italiano.

Renato Fiacchini nasce a Roma il 30 settembre del 1950. Rischia di morire appena nato, ma viene salvato da una trasfusione di sangue (il suo è un gruppo piuttosto raro, lo 0 Rh negativo - titolo anche di una sua canzone dall'LP Erozero del 1979). Il donatore è un frate. Figlio di Ada, un'infermiera, e di Domenico, un poliziotto di origine marchigiana, Renato vive la sua adolescenza nella borgata della Montagnola (esperienza che gli ispirerà la canzone "Periferia", anch'essa dall'album Erozero). Frequenta le scuole fino alla terza media, dopodiché si dedica completamente alle sue vere passioni: la musica, la danza, il canto, la recitazione.

Giovanissimo, inizia a travestirsi e ad esibirsi in piccoli locali romani, assumendo, come sfida verso i tanti denigratori («Sei uno zero», è la frase che si sente ripetere più spesso), proprio il nome di Renato Zero. Veramente il nome Zero deriva dal fatto che quando io frequentavo il Piper, eravamo tutti con i capelli lunghi, mentre lui se li tagliò a zero, proprio per andare controcorrente. A 14 anni, ottiene il suo primo contratto, al Ciak di Roma, per 500 lire al giorno. Viene notato da Don Lurio, in una delle tante serate trascorse al Piper, noto locale notturno di Roma. Da qui, la scrittura per il gruppo di ballo I Collettoni, che fa da supporto a una giovanissima Rita Pavone nel suo show serale.

Registra anche alcuni fortunati caroselli per una nota marca di gelato. È proprio in quegli anni che nasce l'amicizia di Renato con Loredana Bertè e Mia Martini, trio che spesso girava la penisola in cerca di scritture. Proprio con Loredana fece parte de I Collettoni. Nel 1965, incide i suoi primi brani - "Tu", "Sì", "Il deserto", "La solitudine" - che non verranno mai pubblicati. Per il primo (doppio) singolo, bisogna aspettare il 1967: "Non basta sai"/"In mezzo ai guai", prodotto da Gianni Boncompagni, anche autore del testo (le musiche sono invece di Jimmy Fontana), che vende soltanto 20 copie (verrà poi inserito come omaggio nel VHS La notte di Icaro, circa 20 anni dopo)!

Interpreta la parte del venditore di felicità nel musical Orfeo 9 di Tito Schipa Jr. Lavora come comparsa in alcuni film di Federico Fellini (Satyricon e Casanova) e fa parte del cast della versione italiana del musical Hair, insieme, tra gli altri, a Loredana Bertè e Teo Teocoli.

Ma nell'atmosfera dei tardi anni sessanta, che si sta impercettibilmente spostando dalla ingenua fase del beat (1964-1967) all'impegno politico post-'68, Renato stenta a trovarsi un'identità. Sarà nei primi anni settanta, con l'avvento del glam-rock, tutto cipria, lustrini e paillettes, che potrà proporre senza problemi il suo personaggio, che poteva sembrare una scopiazzatura dei modelli d'oltremanica e invece esisteva già da parecchi anni, senza potersi tradurre in proposte artistiche, per la diffidenza che circondava gli artisti cosiddetti «alternativi».

Questo personaggio provocatorio ed alternativo, che Zero racconterà in pezzi autenticamente all'avanguardia, come "Mi vendo" (serio e volutamente sfrontato grido di un «prostituto felice») e, in genere, l'intero album Zerofobia (significativamente, «paura di Zero», un modo per esorcizzare la censura benpensante, che fino a quel momento l'aveva ostracizzato). Nessuno di questi pezzi andrebbe dimenticato: da "Morire qui" a "La trappola", da "L'ambulanza" al brano-emblema della filosofia zeriana, "Il cielo". Nel disco, è presente anche una piacevole cover, in lingua italiana, di "Dreamer" dei Supertramp, qui divenuta "Sgualdrina". Al periodo successivo (Zerolandia, la terra promessa dell'amore e dell'amicizia, senza distinzioni sessuali) si ascrivono pezzi come "Triangolo", "Fermo posta" e la fin troppo esplicita "Sbattiamoci", che si fondono e si completano con accorati messaggi anti-aborto, già presenti nei primi album ("Sogni nel buio"), in verità più etico-pasoliniani che moralistici, nonché anti-droga ("La tua idea", interamente scritta da Renato, parole e musica, "Non passerà", "Uomo no" e "L'altra bianca", titoli quasi da Esercito della Salvezza) e contro il sesso troppo facile ("Sesso o esse").

Questo sarà ancora più palese nelle composizioni più recenti dell'artista: l'esempio più lampante è l'album Il dono, nel quale si alternano temi sociali ("Stai bene lì", "Radio o non radio", "Dal mare") e spirituali-esistenziali ("Immi ruah", "La vita è un dono"). Secondo alcuni osservatori, anzi, con l'ultima produzione, Zero ha indugiato eccessivamente su una certa retorica e commercialità, che non ha giovato alla sua immagine e che ha provocato disorientamento e, in qualche caso, acrimonia verso quel pubblico di «emarginati» che, fin dall'inizio, l'aveva sempre sostenuto.

D'altro canto, al di là di polemiche, spesso prive di reale fondamento, anche se a volte alimentate da Zero stesso, la «diversità» dell'artista è ben altro che una pura inclinazione sessuale: si tratta infatti di una diversità più sottile e non facilmente leggibile, della quale Renato ha fatto sempre coming out. La forza di Renato Zero è stata quella di aver dimostrato la «normalità del diverso»: anch'egli, come e più degli altri - questo il messaggio - è capace di sentimenti d'amore, di rispetto, di solidarietà e di fede.

E proprio questo lato cattura negli anni un pubblico sempre più numeroso, unico per assiduità ed adesione fideistica, al limite dell'idolatria: i cosiddetti «sorcini», termine che alla lunga ha sostituito quello originario di «zerofolli», coniato a metà degli anni settanta (il termine «sorcini» deriva da un'immagine avuta da Renato dei suoi fans che, all'epoca, si spostavano numerosi in motorino, e questo gli suggerì la similitudine con dei topolini guizzanti, vedi sotto). Tra Renato e il suo pubblico il rapporto è di amore totale e incondizionato, come può testimoniare chiunque abbia assistito ad almeno un suo spettacolo.

La leggenda vuole che, nel 1980, trovandosi a Viareggio, mentre si recava in auto al ristorante Da Beppino, assediato dai fans che con i motorini sfrecciavano da tutti i lati, disse: «Sembrano tanti sorci». Nel 1981, ai suoi fans l'artista dedicò il brano "I figli della topa", inserito all'interno del capolavoro assoluto Artide Antartide, un doppio album, che lo stesso Renato considera uno dei più riusciti della sua intera lunga carriera. Da quel momento, i suoi ammiratori sono diventati ufficialmente «sorcini» e il cantante, per analogia, «il re dei sorcini». Indimenticabili gli emozionantissimi anni dei tanti concerti di Renato sotto il Tendone di "Bussoladomani" del compianto Sergio Bernardini in Versilia. Renato era un graditissimo ed affezionato ospite della Versilia. Lui, ormai famosissimo, ma umile e consapevole di essere amato, girava alla guida della sua auto per le strade di Viareggio e della Versilia, non risparmiandosi di invitare chiunque trovasse sulla sua strada, a "bere una cosa" seduto fuori ad un bar. Ai suoi concerti a "Bussoladomani", in Fans venivano da tutta Italia e, con i sacchi a pelo, passavano le notti fuori dai cancelli, anche solo per vederlo da lontano ed ascoltare le prove del concerto. Impossibile dimenticare una sera che, causa l'inamovibilità dei Fans, Renato, terminato il concerto, fu nascosto su di una ambulanza consentendogli di abbandonare il teatro tenda. Fu un trucco che funzionò una volta sola; i Sorcini, nonostante qualcuno la pensasse diversamente, erano molto attenti a prendere al volo le occasioni per vedere il "nostro mitico Renato".

Zero pubblica il suo primo album, No! Mamma, no!, nel 1973, senza raccogliere molto successo. Viene infatti associato dalla critica ad un sosia di David Bowie e questo causa attriti con la casa discografica RCA, che ritira i fondi già pattuiti con il cantante per la promozione del disco attraverso spettacoli in tutta Italia.

Il secondo tentativo di affermazione è l'album Invenzioni, del 1974, promosso con la partecipazione alla manifestazione Un disco per l'estate: l'accoglienza del pubblico resta comunque tiepida.

Il primo singolo di successo è "Madame", del 1976, firmato da Renato insieme a due collaboratori che lo accompagneranno per parecchi anni: l'autrice Franca Evangelisti e il compositore Piero Pintucci. Altri collaboratori importanti di quel periodo sono Ruggero Cini e Roberto Conrado. "Madame", suo primo vero successo, è inclusa nell'album Trapezio, con cui Zero inizia a creare un proprio séguito di fans. Ma è con il singolo "Mi vendo", del 1977, trasmesso prepotentemente dalle radio libere, e con l'album Zerofobia, che Renato Zero si afferma in maniera definitiva. L'album include anche la sua canzone-simbolo, "Il cielo", che Renato racconta di aver composto sull'isola di Ventotene, alla fine degli anni sessanta.

L'affermazione artistica di Zero continua con gli album successivi: Zerolandia, del 1978 (primo disco dell'omonima etichetta discografica proprietà della "Zeromania Music Srl"), trainato dal 45 giri "Triangolo", ed EroZero, del 1979, al Numero Uno della classifica, che consacrano Renato Zero come uno degli artisti più amati dal pubblico. Per il 45 giri "Il carrozzone" (contenente sul lato B l'esilarante "Baratto", gettonatissima nei juke-box, dove Renato è ormai una presenza fissa, a partire dai brani più ballabili di Zerofobia, "Mi vendo" in cima a tutti), Zero conquista anche la prestigiosa Gondola d'oro.

Nel frattempo, Zerolandia è diventato anche un tendone circense itinerante, della capienza di cinquemila posti, nel quale Renato si esibisce, facendo tappa in varie città italiane e scatenando nel pubblico incredibili scene di isteria e tentativi di emulazione: sono tantissimi gli spettatori che si presentano ai concerti truccati o addirittura vestiti come Renato.

Sempre nel 1979, Renato Zero gira, nel ruolo di protagonista, interpretando se stesso, il film Ciao nì!, per la regia di Paolo Poeti, che al botteghino batte niente di meno che il gettonatissimo Superman. Il film è ricco di esibizioni musicali e raccoglie consensi principalmente tra i fans dell'artista.

Zero entra negli anni ottanta incominciando ad abbandonare trucchi e cerone, ma non per questo rinunciando a stupire. I suoi testi diventano sempre più maturi e riflessivi; i concerti però continuano ad essere caratterizzati da un'irreferenabile voglia di grandeur, con cambi d'abito e sorprese a ripetizione: addirittura, nel tour Senza tregua, del 1980, entra in scena su un carro, trainato da un cavallo bianco.

Da segnalare, nel 1982, l'inizio della collaborazione con il maestro Renato Serio, che, da quel momento e fino ad oggi (tranne sporadiche eccezioni), scriverà e arrangerà gli archi di tutti gli album di Renato. Fino al 1984, la carriera di Zero procede a gonfie vele: "Amico", "Più su", "Marciapiedi", "Spiagge", "Viva la Rai" e "Soldi" (queste ultime due sono altrettante sigle, all'interno di Fantastico 3, condotto da Corrado, in cui Renato ha uno spazio tutto suo, intitolato Fantastico Zero) sono solo alcuni dei successi ottenuti nei primi anni ottanta, tratti da capolavori indiscussi, quali i doppi album di studio Tregua, Artide Antartide e Via Tagliamento 1965/1970, il doppio album live Icaro e il Q disc Calore. Poi, improvviso, arriverà il calo dei consensi.

Prima di allora, però, sono in molti a gridare al miracolo. Renato sforna quattro doppi consecutivi: tre di studio e un live epocale, Icaro, contenente l'inno "Più su", che esce anche in formato singolo, abbinato all'inedito di studio "Galeotto fu il canotto". L'album esce nel 1980, lo stesso anno di Tregua (il primo nella serie dei doppi, disponibile sia come doppio che come due LP singoli, Tregua I e Tregua II), da molti definito come il disco più politico di Renato Zero, sia per i temi trattati ("Onda gay" su tutte, tema all'epoca piuttosto scottante) sia per il titolo (vari i riferimenti e le interpretazioni: la guerra fredda tra USA e URSS, la contrapposizione tra sinistra e destra o quella tra Oriente e Occidente). Tregua contiene, tra l'altro, il singolo "Amico", uno dei classici di Renato. Ma il vero capolavoro è il doppio di studio del 1981, Artide Antartide, che, pur privo di singoli promozionali, contiene numerosi brani poi diventati classici irrinunciabili, come "Il jolly", "Ed io ti seguirò", "Notte balorda" e "Marciapiedi", solo per citarne alcuni tra i più noti, ma nessuno dei venti pezzi di questa doppia fatica andrebbe dimenticato, come il pezzo di apertura "Lungara" o il pezzo di chiusura "Stranieri", e tanti altri, tra cui "Gente", "L'ammucchiata", "La stazione" e così via.

Dopo Artide Antartide, Renato Zero è senza dubbio il cantautore italiano più popolare e seguìto. Via Tagliamento 1965/1970, terzo doppio di studio consecutivo e quarto in generale, pubblicato nel 1982, tratta la storia del Piper, mitico locale romano, della cui epoca cruciale Zero ha fatto parte, assieme a tanti altri, tra cui Patty Pravo, Loredana Bertè e Mia Martini. Come accennato, il disco viene promosso in televisione, grazie alle sigle "Soldi" e "Viva la Rai", nel corso del popolarissimo Fantastico. Tra gli altri brani, "Resisti" (lato B di "Soldi"), il pezzo di apertura "Piper Club", il brano di chiusura costituito dall'inedito "Ancora fuoco", la cover di "Land of 1.000 Dances" e l'autobiografica "Ragazzo senza fortuna". La lunga e fortunata stagione dei doppi (1980-1982) si conclude nel 1983, quando esce il Q disc Calore, trainato da "Spiagge". La scelta di pubblicare solo 4 nuovi brani dopo quasi 80 pezzi in 4 album doppi consecutivi, con circa 60 inediti, viene vista da alcuni come il primo campanello d'allarme di un'inevitabile impasse nella creatività di Renato Zero - purtroppo, il sospetto si rivelerà fondato.

Nel 1984, al giardino zoologico di Roma, vestito da leone e scortato da quattro aborigeni, Renato presenta il nuovo lavoro, Leoni si nasce: sembra di dover assistere all'ennesimo trionfo, e invece la caduta è rovinosa. L'album (uscito lo stesso anno della sua prima raccolta, Identikit Zero, contenente brani riarrangiati e ricantati, più due inediti, "La gente come noi" - uno di vari brani che si occupano della sua amata «gente», come la stessa "Gente" o "Ancora gente" - e "Io qui", il cui testo è composto invece da un medley di titoli di alcuni dei suoi brani più rappresentativi, il tutto incorniciato da un'"Introduzione" e un "Finale", entrambi parlati, nello stile dei suoi concerti dal vivo) vende poco, pur raggiungendo rapidamente il Numero Uno nella classifica delle vendite (da cui uscirà però altrettanto rapidamente), trainato dal singolo "Da uomo a uomo" e dalla splendida ballad, poi divenuta un classico di Renato, "Per non essere così", in cui affronta il tema della diversità ancora una volta, in modo diametralmente opposto a "Mi vendo". Ma soprattutto è la sua immagine, un tempo «cool» e trasgressiva, che appare vecchia e kitsch.

Non va meglio col successivo Soggetti smarriti, del 1986, nonostante i brani più riusciti, quali "Strade su strade", "Fantasmi" (recentemente riproposta all'interno del tour Zero Movimento, un intero concerto trasmesso, in prima serata, dalla RAI, il che ha permesso al brano di riemergere prepotentemente su scala nazionale, trascinando con sé l'intero lavoro, per lo più dimenticato dallo stesso Renato), "Infiniti treni" e l'apprezzatissima "Donna donna donna", né con gli spettacoli dal vivo, che si svolgono non più in stadi e palasport, ma nelle piazze e addirittura nelle discoteche di provincia, spesso persino gratis.

I consensi toccano il fondo con Zero, del 1987, doppio album, che si rivela un flop clamoroso, raggiungendo a malapena la Top 20 (è la prima volta, dall'epoca di Trapezio, che un album di Renato non entra nella Top 10), pur contenendo qualche brano degno di nota, come l'autobiografica "Artisti", il pezzo si apertura "Lei" e alcune ballate in puro stile Zero, quali "Vagabondo cuore", "Ho dato" e "Siamo eroi", accanto ai quali sono evidenti brani di scarsa ispirazione, soprattutto sul secondo disco. Non è un caso, tra l'altro, se in tutti i lavori di questo periodo buio, viene a mancare quella che è ormai diventata una tradizione irrinunciabile, tanto per Renato quanto per i suoi fans: la cosiddetta «dedica» interna al disco, una specie di prosa poetica, solitamente riprodotta prima o dopo i testi delle canzoni, che introduce ai temi principali del disco di turno e che, pur se a tratti ampollosa e ridondante, assurge talvolta a vero e proprio manifesto di un particolare periodo o umore (cfr. sotto, a titolo di esempio, gli stralci riportati dalle dediche inserite su Amore dopo amore e su Cattura). La consuetudine, iniziata con Zerolandia, nel 1978, e interrotta con Leoni si nasce, nel 1984 (in cui figurano però l'"Introduzione" e il "Finale" parlati, che ne fanno un po' le veci, oltre al fatto che la raccolta Identikit Zero, di quello stesso anno, contiene sia la dedica - l'ultima, prima della momentanea interruzione - che, come accennato sopra, una "Introduzione" e un "Finale"), verrà ripresa soltanto con il doppio album live del ritorno, Prometeo, del 1991, successivo al primo trionfale Festival di Sanremo; da allora, non verrà mai più abbandonata.

La parabola artistica del cantautore romano sembra ormai giunta al capolinea (intanto, il tendone Zerolandia è stato costretto a chiudere, a quanto pare per la mancanza di appropriate norme di sicurezza, anche se molti vedono in questo un ennesimo tentativo di boicottaggio di un personaggio alquanto scomodo; la vicenda viene descritta da Renato nel brano "Giorni", dall'album Leoni si nasce, uno dei pezzi più richiesti dal vivo). Renato si prende due anni di pausa. E intanto medita il riscatto: nel 1989, vola a Londra, dove realizza, con l'ausilio di Geoff Westley, l'album Voyeur, ricco di nuove suggestioni musicali. Le vendite sono incoraggianti: è l'inizio di una rinascita, lenta e costante, confermata da un tour nei palasport e sotto un nuovo tendone, che ottiene un discreto successo.

Tra i pezzi di spicco, molti dei quali lunghissimi, fino a superare i 7 minuti abbondanti, sono da segnalare: "Accade", "Il canto di Esmeralda", "Il grande mare", "I nuovi santi", "Ha tanti cieli la luna" (poi ripresa da Mina nel suo tributo a Renato, N° 0) e, naturalmente, la title-track, la dissacrante "Voyeur" (che, per certi aspetti, riprende un po' i temi di "Fermo posta", anche questa, non a caso, inserita da Mina nel suo tributo), accompagnata da un divertente quanto inquietante videoclip, molto curato nei dettagli e dal respiro internazionale, così come gli arrangiamenti dell'intero album. Il disco esce, in realtà, in due differenti versioni: una più breve, quella del vinile, contenente soltanto 8 brani (tra cui non figurano pezzi, quali "Ricreazione" e "Talento"), e quella, per così dire, «canonica» del CD e dell'MC, che presentano entrambi la tracklisting completa, con 11 tracce (un dodicesimo brano avrebbe dovuto essere "Due", finito poi sulla raccolta di inediti del 1991, La coscienza di Zero, al cui interno risalta per l'inconfondibile arrangiamento di Westley).

Nel 1991, Renato partecipa, per la prima volta, al Festival di Sanremo, con il brano "Spalle al muro", scritto per lui da Mariella Nava: un successo, confermato dalle buone vendite del doppio album live Prometeo, seguìto, a fine anno, dalla raccolta di inediti intitolata La coscienza di Zero. Grande scalpore suscita la sua seconda esibizione sanremese, nel 1993: Renato presenta il brano di ispirazione religiosa "Ave Maria", accompagnato da un numerosissimo coro, che occupa gran parte del palco; il pezzo scatena nel pubblico in sala una standing ovation di dieci minuti. Il singolo (in realtà un EP o mini CD dal titolo Passaporto per Fonopoli) raggiunge il primo posto in classifica, al pari dell'album Quando non sei più di nessuno. Nella primavera-estate successiva, Renato se ne va in tour, con un'orchestra sinfonica di 50 elementi, per lo spettacolo ZerOpera. Nel 1994, torna con l'album L'imperfetto, che contiene l'intensa "Nei giardini che nessuno sa" e "Felici e perdenti", che ricorda le sonorità internazionali di Voyeur. L'album è co-prodotto da Phil Palmer, già presente come chitarrista dai tempi di Voyuer, fondamentale per la creazione di quel nuovo sound che caratterizzerà i lavori successivi.

Ormai Renato non si ferma più: nel 1995, esce il CD Sulle tracce dell'imperfetto, accompagnato da un altro tour, con cui festeggia i 30 anni di carriera. Il lavoro contiene I migliori anni della nostra vita, uno dei suoi più grandi successi. Lo stesso anno, scompare improvvisamente la sua amica del cuore, Mia Martini; tre anni dopo, alla grande e indimenticabile Mimì, renato dedicherà il pezzo "La grande assente". Nel 1996, è la volta dello spettacolo teatrale TuttoZero", uno show di 40 canzoni, con 25 cambi d'abito. Nel 1998, l'album Amore dopo amore, realizzato in collaborazione con Palmer, Senesi e Serio e trainato, tra gli altri, dallo strepitoso singolo "Cercami", vende un milione di copie, diventando il suo più grande successo di sempre (curiosamente, senza raggiungere il Numero Uno in classifica: si fermerà infatti al Numero 2).

L'ispirazione è ben delineata nell'introduzione al disco: «...D'amore ho vissuto, ascoltando e imparando, cantando ed aspettando. Disordinatamente forse, eppure è così che ho capito che non esiste una logica precisa che stabilisca il tipo di erogazione e le modalità per far sì che questo impulso arrivi e altrettanto impegnativo riuscire ad essere equo, non tralasciando di accontentare un amante tanto difficile ed esigente come il 'Pubblico'. Nei miei dischi l'attesa, il rifiuto, la riappacificazione. Un corteggiamento che sa di vinile ed interminabili autostrade. È sempre l'amore a condurre almeno nel mio caso. Perché un amore specifico con nome e cognome, capace di farmi assistere a questa folle ricerca non si è effettivamente mai palesato. Ma l'artista, secondo la mia personale esperienza, più è celibe e più soffre; più soffre e più è innamorato, più è innamorato e più rende. Amore dopo amore un viaggio lungo ed intenso mi ha portato qui, adesso. E guardandomi dentro trovo che fuori è tutto diverso; diverso dalle mie aspettative, e ciò che vedo non è il riflesso delle passioni, delle energie e delle ambizioni per le quali mi sono battuto e che, ahimé, in questo tempo non trovano appagamento. Quindi io come altri della mia scuola rischio di sentirmi respinto pur avendo studiato tanto. Intollerabile è credere che la furbizia, l'ignoranza e l'approssimazione vengano così largamente premiate. Il mio amore claudicante, un po' sordo, un po' cieco, ma non disabile...». Un disco molto ben confezionato e, tuttavia, più vicino alla perfezione formale che all'afflato emotivo.

Nel 1999, Renato pubblica un nuovo doppio disco live (il terzo, dopo Icaro del 1980 e Prometeo del 1991), intitolato Amore dopo amore, tour dopo tour, che contiene anche dei nuovi brani (ben 6), registrati in studio, tra cui "Si sta facendo notte". In più, torna ad esibirsi dal vivo, con Carla Fracci e i Momix, nello spettacolo kolossal Cantiere Fonopoli, in 7 città italiane: Firenze (Stadio Artemio Franchi), Milano (Ippodromo San Siro), Ancona (Stadio del Conero), Torino (Stadio delle Alpi), Roma (Stadio Olimpico), Udine (Stadio Friuli), Napoli (Stadio San Paolo).

Nel corso di questi due anni (1998-1999), vengono estratti 6 singoli, che raggiungono tutti la Top 10 delle vendite. In estate, duetta con Luciano Pavarotti sulle note de "Il cielo". A novembre, Mina lo omaggia, dedicandogli un intero album, N° 0, nel quale reinterpreta, con la consueta classe, alcuni brani del repertorio di Zero, dagli anni settanta agli anni novanta, oltre all'inedito duetto con Renato in "Neri".

Nel 2000, Renato Zero conduce un programma tutto suo, in prima serata, su Rai Uno, Tutti gli Zeri del mondo, un mezzo passo falso, alla pari del CD dal titolo omonimo, nel quale ricorda alcuni grandi cantautori scomparsi, tra i quali Fabrizio De André e Lucio Battisti, interpretando alcuni dei loro grandi successi. Una breve attesa e, nel 2001,oltre al'uscita dell' album La curva dell'angelo che lo riporta primo in classifica (e al Numero 10 nella chart annuale degli album più venduti) viene affiancato dal suo assistente non che collaboratore Mariani Mariano, mentre il tour Prove di volo, del 2002, raccoglie mezzo milione di spettatori (conquistando anche un tutto esaurito allo Stadio Olimpico di Roma, con oltre 70.000 biglietti venduti). L'album Cattura, presentato in diretta radiofonica, al Teatro Eliseo, esce alla fine del 2003 e, nel giro di poche settimane, diventa uno degli album più venduti dell'anno (si piazza al quinto posto nella chart annuale). Contiene una delle canzoni più amate dalla nuova generazione di sorcini, l'iper-romantica "Magari", ma anche altri pezzi memorabili o comunque importanti: "Come mi vorresti", "Figlio" (dedicata a Robertino, il giovane da lui adottato legalmente proprio quell'anno), "L'altra sponda" (in cui si invitano i gay e, in genere, gli esclusi a non vergognarsi di se stessi) e il brano forse più autobiografico, "Naturalmente strano". Notevole l'introduzione al disco, vero e proprio concept album: «Cattura è piacere, stimolo all'interesse degli altri o per gli altri... Non alterando né ignorando le regole, con gentilezza, tolleranza, rispetto... Promuovendo i propri colori, difendendo la coscienza dagli inchiostri facili, dai messaggi subliminali, dai comizi ruffiani, dalla discriminazione sessuale, ideologica, epidermica e dall'isolamento di classe». Anche a causa della ripresa di temi e sonorità degli anni settanta, per taluni, Cattura è una sorta di Zerofobia del Nuovo Millennio.

Nel 2004, il giro di concerti Cattura il sogno/Il sogno continua entra nella classifica Pollstar dei tour di maggior successo a livello mondiale: sold-out le date di San Siro a Milano, del Bentegodi a Verona, del Franchi a Firenze e dell'Olimpico a Roma. Il doppio tutto esaurito allo Stadio Olimpico gli fa meritare l'ironico titolo di «nuovo imperatore di Roma». Il DVD Figli del sogno, cronaca fedele di quello spettacolo, risulta il più venduto dell'anno. Il 2 luglio 2005 partecipa al Live8 romano al Circo Massimo, eseguendo "Cercami" e "Nei giardini che nessuno sa", e duettando con Claudio Baglioni e Laura Pausini sulle note de I migliori anni della nostra vita. Il 2005 è anche l'anno in cui Renato diventa nonno di Virginia, primogenita del figlio adottivo Roberto (a distanza di due anni, nascerà anche la seconda figlia di Roberto, che sarà chiamata Ada, in ricordo dell'amata madre dell'artista, scomparsa nel 2001).

Il 18 novembre, anticipato dal singolo "Mentre aspetto che ritorni", esce l'ennesimo album, Il dono, pubblicato in tre diverse versioni tra cui il Dual Disc (un supporto ibrido tra CD e DVD), in cui l'artista si concede in un'intervista di circa 30 minuti. L'album si insedia stabilmente al primo posto della hit parade e vi rimane fino alla fine del 2005: in sole sei settimane, conquista il quarto posto nella chart annuale. Da notare che tutti i successi discografici di Renato degli ultimi anni sono ottenuti senza godere sostanzialmente di passaggi radiofonici: i grandi network, a cui dedica il polemico brano "Radio o non radio", non trasmettono infatti i suoi brani.

A dicembre, per la prima volta, Zero viene ricevuto in Vaticano, dove si esibisce nell'aula Paolo VI, eseguendo "La vita è un dono", canzone dedicata a Giovanni Paolo II nonché alla neonata nipotina. Dal 26 dicembre 2005 al 6 gennaio 2006, conduce per 10 serate una trasmissione radiofonica su Radio2, in cui ripercorre le tappe più significative della sua carriera, insieme a molti amici dello spettacolo. Nel febbraio 2006 parte da Montichiari il nuovo tour, Zero movimento, che fa registrare ovunque il tutto esaurito, già in prevendita, con molte date aggiunte, per venire incontro alle richieste del pubblico, per un totale di 25 serate. Sempre a febbraio, rifiuta il premio alla carriera, che vorrebbero consegnargli sul palco del Festival di Sanremo. Questo il laconico commento di Renato: «Se ne riparla quando avrò ottant'anni».

È il 17 novembre dello stesso anno, quando la Sony Music (da anni casa discografica dell'artista, dopo il primo lungo periodo alla RCA, poi diventata BMG) pubblica il primo (triplo) best-of nella carriera del cantante della Montagnola. Il titolo è Renatissimo! e con questa tripla compilation il «Signor Zero» festeggia i suoi (primi) 40 anni di carriera. A chi considera i best-of solo una buona scusa per far soldi, lo stesso Renato Zero risponde: «Dissento dalle spremute. C'è la paura che dopodomani i CD diventino chewing-gum. È un sospetto che viene al discografico, ma così fai un frullato di tutto. Se dopo 40 anni timidamente mi permetto di fare una raccolta, e devo pure chiedere scusa, allora non ci sto!». L'uscita del cofanetto è anticipata dalla diffusione in radio (in una discutibile versione tronca di alcune strofe) di un singolo inedito: "Sono innocente". Renatissimo! contiene anche la prima ed unica versione studio di "Più su" (fino ad allora disponibile soltanto nell'esecuzione dal vivo, inserita nel doppio album live Icaro, di cui rappresentò anche il singolo trainante, un doppio lato A con il brano di studio "Galeotto fu il canotto", ripreso anche da Mina in N° 0) e la nuova "Fammi sognare almeno tu". Come da copione, per le ultime apparizioni nel mercato discografico dell'istrionico artista, il 16 novembre (1 giorno prima dell'uscita effettiva nei negozi di musica), grazie alle oltre 240mila prenotazioni, il cofanetto conta già tre dischi di platino. Renatissimo! esce in tre versioni diverse: con copertina color oro, con copertina color argento e in un'edizione limitata, che in più, rispetto alle precedenti, conta nel primo dei tre dischi le versioni mix, ad uso dei DJ (mai pubblicate su CD), di "Mi vendo" e "Morire qui". In sole sei settimane, la raccolta diventa il quinto CD più venduto in Italia nel 2006.

A gennaio 2007, Zero Movimento riceve il Telegatto come miglior tour del 2006: Renato Zero è l'unico vincitore a non presentarsi sul palco per ritirarlo, inviando al suo posto il suo manager Claudio Trotta. Sempre a gennaio, inizia la prevendita dei biglietti per il nuovo tour estivo, che, a partire da maggio, lo riporterà negli stadi: Padova, Roma, Milano, Firenze, Bari e Palermo. Venerdì 16 febbraio, viene annunciata una nuova data a Roma e il nome definitivo della tourneé, che sarà MpZero Tour 2007.

A fine febbraio, due pezzi che lo vedono autore del testo, "Nel perdono" e "La vita subito", vengono presentati al Festival di Sanremo, rispettivamente da Al Bano, nella sezione «Campioni», e da Jasmine, nella categoria «Giovani». "Nel perdono" conquisterà il secondo posto. Venerdì 2 marzo, lo stesso Renato sale sul palco dell'Ariston come super ospite: si esibisce, a notte inoltrata, tenendo incollati al video quasi sei milioni di spettatori, con uno share di oltre il 60%, il più alto di tutto il festival, escluse le premiazioni dei vincitori. Propone due medley: il primo è dedicato a Luigi Tenco ("Ciao amore"), Bruno Lauzi ("Ritornerai") e Sergio Endrigo ("Era d'estate"); il secondo è invece composto da pezzi del suo repertorio: "Il carrozzone", "L'impossibile vivere", "Ave Maria", "Nei giardini che nessuno sa" e "Il cielo". Dimostrando uno stile che manca agli altri ospiti, si limita ad omaggiare Sanremo senza fare un solo accenno al suo ultimo disco o al suo imminente tour.

Nonostante la scarsa pubblicità e il fatto che il tour arrivi a un solo anno dal precedente, MpZero si rivela un successo. L'esordio di Padova non è dei più fortunati: sulla città si abbatte un diluvio di pioggia e grandine, che tuttavia non scoraggia 20.000 spettatori dal recarsi allo stadio. Nelle due serate allo Stadio Olimpico di Roma, l'MpZero raduna 120.000 spettatori, oltre 50.000 allo stadio San Siro di Milano, 40.000 allo stadio Artemio Franchi di Firenze, 30.000 all'Arena della Vittoria di Bari, per chiudersi al Velodromo Borsellino di Palermo, con oltre 15.000 presenze. Il tour chiude i battenti con circa 270.000 presenze in 7 date. Particolarmente apprezzato dai fans il fatto che, dopo otto anni, Renato sia tornato a chiudere il concerto con "Il cielo".

A gennaio 2008, la Universal ripubblica su DVD la VHS (uscita nel 1990) Zero 40. Nonostante si tratti di un vecchio filmato, peraltro messo in vendita senza alcuna pubblicità, a una settimana dall'uscita, il DVD raggiunge clamorosamente la prima posizione in classifica. Nell'aprile 2008, lancia la sua prima linea di occhiali, dal titolo Nero d'Autore. A settembre partecipa a Carràmba che fortuna annunciando la prossima uscita di un nuovo album nel segno dell'amore..

Voci sempre più insistenti trovano conferma il 29 gennaio quando viene ufficializzata la notizia: il nuovo album di Renato Zero uscirà il 20 di Marzo e conterrà 17 brani inediti. A metà febbraio viene rivelato il titolo del nuovo album, che sarà Presente. Il 9 marzo il singolo "Ancora qui" viene trasmesso in esclusiva sul sito web del Corriere della Sera, per essere poi trasmesso dalle radio a partire dal 13 marzo. Negli stessi giorni viene girato il videoclip del brano, che vede la partecipazione di grandi stelle del cinema e della tv come Sabrina Ferilli, Manuela Arcuri, Massimo Ghini, Asia Argento, Giorgio Panariello e molti altri. Ma la novità assoluta di Presente è che Renato Zero lancia il "self made disco" : per il nuovo lavoro ha scelto, dopo il divorzio con la Sony, di non affidarsi ad alcuna casa musicale. È la prima volta nella storia della discografia italiana che un artista importante non si avvale di una major o di un'etichetta indipendente affermata per la produzione, il marketing e soprattutto, la distribuzione del proprio album.

In autunno partirà una lunga serie di concerti, dal titolo "Zeronovetour".

Si tratta di raccolte pubblicate dalla RCA Italiana (gruppo BMG), sia quando Renato era sotto contratto con questa casa discografica, sia dopo il suo passaggio alla Sony Music Entertainment. Per motivi legati alla proprietà dei diritti d'autore, nessuna di queste raccolte (tranne Zerofavola (seconda parte), subito ritirata dal mercato dopo la sua uscita), contiene brani successivi al 1979.

Nel 2000, la Sony pubblica I miei numeri, un CD antologico, che comprende 12 canzoni, incise tra il 1994, anno che segnò il passaggio di Renato dalla BMG alla Sony, al 1999. Nel 2006, la Sony/BMG, fuse in un'unica etichetta discografica, dà alle stampe il triplo CD Renatissimo!, che abbraccia la carriera di Zero dal 1973 al 2006.

Ad oggi, Renato Zero ha venduto circa 18 milioni di dischi in Italia (fra i quali, quasi 2 milioni di singoli) e altri 2 milioni nel mondo (principali paesi: Svizzera, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Venezuela, Argentina, Brasile, Stati Uniti d'America e Canada) per un totale di circa 20 milioni di dischi.

Insieme a Mina, Adriano Celentano, Claudio Baglioni, Antonello Venditti e i Pink Floyd, Renato Zero è l'unico riuscito ad avere album al Numero Uno della classifica italiana in quattro decenni diversi (anni '70, '80, '90 e 2000).

Amore dopo amore, che curiosamente non raggiunse mai il primo posto in classifica, è il suo album più venduto di sempre, con oltre un milione e duecentomila copie. Icaro, Artide Antartide, EroZero e Tregua sono accreditati vicini al milione di copie, comprensivo di tutte le vendite fino ad oggi. In totale, Renato Zero ha piazzato 26 dei suoi album nella Top 10.

Renato Zero resta l'unico artista italiano ad essere riuscito a piazzare cinque album doppi (Tregua; Icaro; Artide Antartide; Via Tagliamento 1965/1970; Amore dopo amore, tour dopo tour) al primo posto della classifica. Più volte, fra il 1978 e il 1982, si trovano due suoi album contemporaneamente nella Top 50.

Da notare che "Calore", nonostante nella discografia figuri come album, nella classifica ufficiale, divulgata dalla Rai, fu inserito tra i singoli, nonostante le proteste di Renato che lo riteneva a tutti gli effetti un long playing a 33 giri (come di fatto era). Renato invece non protestò, dieci anni dopo, quando la storia si ripeté con l'EP o mini CD "Passaporto per Fonopoli".

È ad oggi il solo cantante italiano ad aver ottenuto il Numero Uno dei singoli in 4 decenni distinti (anni '70, '80, '90 e 2000).

Figli del sogno è stato il DVD musicale più venduto del 2004.

Zero 40 è stato il 6° DVD musicale più venduto del 2008.

Il 17 settembre 2008 è stato ospite della prima puntata di "Carramba che Fortuna" dove ha duettato con Raffaella Carrà sulle note del Medley composto da sei canzoni: Io ti amo (R.Carrà), Ed io ti seguirò (R.Zero), Forte, Forte, Forte (R.Carrà), Magari (R.Zero), Io non vivo senza te (R.Carrà), Cercami (R.Zero). Nella stessa occasione Renato Zero ha annunciato la produzione di un nuovo disco definito "pregno d'amore".

Nel 2006 Laura Pausini ha realizzato una cover di Nei giardini che nessuno sa nel suo album Io canto. La canzone è stata prodotta anche in versione spagnola (En los jardines donde nadie va).

Nota: il doppio disco dal vivo Prometeo venne registato da un mix di serate tratte da Stellarium e Zero40 Live, nel 1990, e fu pubblicato nel 1991.

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Source : Wikipedia