Giochi Olimpici

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Tags : giochi olimpici, sport

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Giochi olimpici estivi

Partita di polo nei Giochi olimpici (1900)

I Giochi olimpici estivi, o Olimpiadi estive sono una manifestazione sportiva multidisciplinare, internazionale, a cadenza quadriennale, organizzata dal Comitato Olimpico Internazionale. Le Olimpiadi sono il più prestigioso al mondo tra gli eventi di questo tipo, e presentano una varietà di sport superiore a quella di altri eventi simili. La vittoria olimpica viene generalmente considerata come il risultato più prestigioso conseguibile in qualsiasi sport, ad eccezione del calcio e forse di pochi altri sport prevalentemente di squadra, per i quali vengono disputati anche campionati mondiali che riscuotono grande successo. Generalmente i partecipanti rappresentano la loro nazione di origine, in ogni caso quella di cui possiedono la cittadinanza. I vincitori vengono premiati con una medaglia d'oro, ai secondi ne va una d'argento e ai terzi una di bronzo. Questa tradizione ebbe inizio nel 1904.

I Giochi olimpici moderni vengono istituiti nel 1894 quando Pierre de Frédy barone Pierre de Coubertin si adopera per promuovere la comprensione tra le nazioni attraverso la competizione sportiva.

I Giochi della I Olimpiade, tenuti ad Atene, furono dichiarati aperti il 6 aprile dal re di Grecia Giorgio nel 1896; attrassero solo 285 partecipanti, dei quali oltre 200 erano greci, in rappresentanza di 14 nazioni. L'unico italiano che tentò di parteciparvi fu il maratoneta Carlo Airoldi che, partito a piedi da Milano il 28 febbraio, era arrivato ad Atene il 31 marzo ma non venne iscritto in quanto presunto professionista.

Quattro anni dopo le seconde olimpiadi moderne, sono disputate a Parigi 1900. Si chiamano per la verità Concorso internazionale di esercizi fisici, cominciano il 14 maggio e si concludono il 28 ottobre. I giochi di Parigi attrassero 1.066 atleti, di 21 nazioni, tra cui 11 donne, cui venne permesso di partecipare per la prima volta, nel croquet e nel tennis.Gli italiani sono 11. La confusione e la disorganizzazione dominano gli eventi sportivi.

Anche se il numero di partecipanti diminuì nei Giochi del 1904 a St. Louis (USA), in parte a causa del lungo viaggio transatlantico per nave richiesto agli atleti europei e dell'integrazione con l'Esposizione mondiale (la Louisiana Purchase Exposition), che ancora una volta dilatò le gare su un lungo periodo di tempo. In contrasto con Parigi 1900, la parola Olimpico venne abusata in molti casi, utilizzata anche per gare tra studenti o eventi più simili a spettacoli circensi.

I Giochi del 1916, che si dovevano tenere a Berlino, vennero cancellati a causa dello scoppio della prima guerra mondiale.

I Giochi di Anversa 1920, nel Belgio ancora sconvolto dalla guerra, si svolsero in forma dimessa, ma ancora videro crescere il numero di partecipanti. Fu un record poiché furono coinvolti 3.000 atleti. Ad Anversa comparve per la prima volta la tradizionale bandiera olimpica a cinque cerchi.

Nel 1924 i giochi ritornano a Parigi, prima città ad accoglierli più di una volta, per volontà del barone de Coubertin, ultimi organizzati sotto la sua presidenza. Il massiccio sostegno finanziario del governo francese permette una buona riuscita della manifestazione che continua a crescere in notorietà e rilevanza internazionale.

Nel 1928, ad Amsterdam, i Giochi divennero celebri come i primi in cui alle donne venne permesso di competere nell'atletica leggera, e beneficiarono molto della prosperità generale dell'epoca. Ciò fu in netto contrasto con l'edizione del 1932, svoltasi a Los Angeles, che fu influenzata dalla Grande depressione, che contribuì al minor numero di partecipanti fin dai tempi dei Giochi di St. Louis.

Le Olimpiadi del 1936 a Berlino vennero viste dal governo tedesco come un'occasione d'oro per promuovere l'ideologia nazista.

I Giochi del 1940, che si dovevano tenere a Tokyo, vennero cancellati a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale. Le edizioni dei giochi del 1944 non vennero neppure assegnate a causa del protrarsi del conflitto.

I primi Giochi del dopoguerra si tennero nel 1948 a Londra, ne vennero esclusi Germania e Giappone. La velocista olandese Fanny Blankers-Koen vinse quattro medaglie d'oro nell'atletica leggera, emulando l'impresa di Owens a Berlino.

I Giochi del 1952 di Helsinki resero una leggenda l'affabile tenente dell'esercito cecoslovacco di nome Emil Zátopek, che giunse con l'intenzione di migliorare l'oro e l'argento conquistati nel 1948. Dopo aver vinto sia i 5.000 che i 10.000 metri, si iscrisse anche alla maratona, completando in questo modo un tris di medaglie d'oro e di record olimpici.

Anche i Giochi di Melbourne del 1956 ebbero un grosso successo, ad eccezione della gara di pallanuoto tra Ungheria ed Unione Sovietica, nella quale la tensione politica provocò il trasformarsi dell'incontro in un'aspra battaglia tra le due squadre.

I Giochi di Roma 1960 videro la prima apparizione sulla scena mondiale di un giovane pugile della categoria medio-massimi di nome Cassius Clay, meglio noto come Muhammad Ali, il quale avrebbe in seguito gettato via con disgusto la sua medaglia d'oro, quando tornato nella sua città natale si vide respinto da un ristorante per "soli bianchi". Altre performance degne di nota comprendono ad esempio la vittoria conquistata dalla nazionale italiana di pallanuoto, il mitico "Settebello".

A Tokyo nel 1964 si svolsero i primi Giochi ospitati da un paese asiatico. In questa edizione la ginnasta sovietica Larissa Latynina pose fine alla sua carriera olimpica, nella quale conquistò un record di 18 medaglie, di cui 9 d'oro. Abebe Bikila fu il primo atleta a vincere per la seconda volta consecutiva una maratona olimpica, bissando il successo di Roma.

I risultati dei Giochi di Città del Messico, nel 1968, vennero influenzati in maniera più o meno evidente, dall'altitudine a cui è posta la città ospitante. Nessun evento venne influenzato più del salto in lungo. In una gara fino a quel momento equilibrata, l'atleta statunitense Bob Beamon saltò 8,90m, distruggendo il record del mondo e, per usare le parole del compagno di squadra e campione uscente Lynn Davies, "facendo sembrare stupido il resto di noi". Il record del mondo di Beamon avrebbe resistito per 23 anni. L'immagine più significativa di questa edizione dei Giochi fu senz'altro la cerimonia di premiazione della finale dei 200 metri maschili, allorché il vincitore, l'americano di colore Tommie Smith ed il terzo classificato, il connazionale John Carlos, anch'egli afroamericano, durante l'esecuzione dell'inno nazionale statunitense, alzarono il pugno guantato di nero e chinarono il capo in segno di protesta contro la discriminazione razziale nel loro paese.

La politica intervenne nuovamente a Monaco nel 1972, ma con conseguenze molto più letali. Un gruppo di terroristi palestinesi chiamato Settembre Nero fece irruzione nel villaggio olimpico e prese in ostaggio diversi membri della squadra israeliana di sollevamento pesi, uccidendo due di loro. I terroristi richiesero ad Israele la liberazione di numerosi prigionieri arabi, e quando Israele di rifiutò di fare concessioni ne conseguì un teso braccio di ferro, mentre i negoziati continuavano. Alla fine, i sequestratori, ancora in possesso dei loro ostaggi, si videro concesso un passaggio verso l'aeroporto, dove erano attesi da un'imboscata delle forze di sicurezza tedesche. Nella sparatoria che seguì, vennero uccise 15 persone, compresi i 9 atleti israeliani mentre dei terroristi ne rimasero vivi tre. Dopo molte discussioni si decise che i Giochi sarebbero proseguiti. Nonostante tutto, Monaco fu anche il teatro di alcune memorabili imprese atletiche, principalmente le sette medaglie d'oro vinte dal nuotatore statunitense Mark Spitz.

Successivamente all'invasione sovietica dell'Afghanistan, molte nazioni occidentali, soprattutto gli Stati Uniti, decisero di boicottare i Giochi di Mosca nel 1980. Questo contribuì a far passare un po' in secondo piano questa edizione, che venne dominata dalla nazione ospitante.

Nel 1984 l'Unione Sovietica, e molte delle nazioni dell'Europa dell'Est, restituirono il favore boicottando i Giochi di Los Angeles. I giochi persero però inevitabilmente parte del loro fascino, a causa dell'assenza di una delle due superpotenze mondiali.

Purtroppo, i ricordi dei Giochi di Seul 1988 sono macchiati dai molti atleti che fallirono i test a causa dell'assunzione di sostanze illegali. L'apice si raggiunse quando Ben Johnson, il velocista canadese vincitore dei 100m, venne trovato positivo per uso di steroidi e squalificato.

I Giochi del 1992 a Barcellona furono più puliti, anche se non privi di tali episodi. In evidenza fu anche l'aumento della quota di professionisti tra gli atleti olimpici, esemplificato dal "Dream Team" l'imbattibile squadra di pallacanestro degli Stati Uniti, considerata da molti una delle più forti squadre sportive mai viste, forte della presenza di tre dei più grandi atleti di questo sport: Larry Bird, Magic Johnson e Michael Jordan. Il 1992 vide anche la reintroduzione nei Giochi di molti piccoli stati europei, che facevano parte dell'Unione Sovietica fin dalla fine della guerra, ma erano di nuovo indipendenti a seguito della caduta della cortina di ferro.

Inoltre si chiaccherò molto sul fatto che la Coca-Cola Company fu molto influente nella decisione di ospitare i Giochi del 1996 ad Atlanta, sede della compagnia. Nello stadio, l'evento di punta fu probabilmente la gara dei 200m maschili, dove il velocista statunitense Michael Johnson mandò in frantumi il record del mondo (che egli stesso deteneva, dopo aver battuto pochi mesi prima il precedente record di Pietro Mennea). Ci fu anche una scena commovente quando Muhammad Ali, visibilmente affetto dal Morbo di Parkinson, accese la fiaccola olimpica e ricevette una medaglia d'oro in sostituzione di quella che aveva gettato via per rabbia nel 1960. L'atmosfera dei Giochi venne però guastata, dopo che una bomba esplose al Centennial Olympic Park durante una delle manifestazioni collaterali. Nel giugno 2003, venne catturato il principale sospetto, Eric Robert Rudolph.

I Giochi del 2000, di Sydney, in Australia, sono considerati i migliori di sempre. Organizzati superbamente dalla città ospitante, nessuno li impersonificò meglio del britannico Steven Redgrave che vinse una medaglia d'oro nel canottaggio nella quinta olimpiade consecutiva e di Cathy Freeman, il cui trionfo nei 400 m femminili unì l'intero stadio e sembrò simboleggiare una nuova comprensione tra la popolazione bianca e gli aborigeni australiani.

Per la parte superiore



Giochi olimpici

Cerchi Olimpici

I Giochi olimpici sono un evento sportivo quadriennale che prevede la competizione tra i migliori atleti del mondo in quasi tutte le discipline sportive praticate nei cinque continenti.

Essi, pur essendo comunemente chiamati anche Olimpiadi, non sono da confondere con l'Olimpiade. Quest'ultima indica l'intervallo di tempo di quattro anni che intercorre tra un'edizione dei Giochi Olimpici e la successiva. Per questo, anche se i Giochi del 1916, del 1940 e 1944 non sono stati disputati, si è continuato a conteggiare le Olimpiadi, cosicché i Giochi di Pechino 2008 sono stati quelli della Ventinovesima Olimpiade.

Il nome Giochi Olimpici è stato scelto per ricordare i giochi che si svolgevano nell'antica Grecia presso la città di Olimpia, nei quali si confrontavano i migliori atleti greci.

Il barone Pierre De Coubertin alla fine XIX secolo ebbe l'idea di organizzare dei giochi simili a quelli dell'antica Grecia, e quindi preclusi al sesso femminile, ma su questo punto non venne ascoltato. La prima Olimpiade dell'era moderna si svolse ad Atene nel 1896. A partire dal 1924, vennero istituiti anche dei Giochi Olimpici invernali specifici per gli sport invernali. In più, esistono anche le Paralimpiadi, competizioni fra persone diversamente abili. A partire dal 1994 l'edizione invernale non si tiene più nello stesso anno dell'edizione estiva, ma sfasata di due anni.

La bandiera olimpica raffigura cinque anelli intrecciati in campo bianco. I colori scelti sono presenti nelle bandiere di tutte le nazioni, quindi la loro combinazione simboleggia tutti i Paesi, mentre l'intreccio degli anelli rappresenta l'universalità dello spirito olimpico.

Come afferma lo stesso CIO, è errato credere che il colore di ciascun cerchio stia a rappresentare un determinato continente.

Il motto dei Giochi olimpici è Citius, altius, fortius, ovvero "Più veloce, più alto, più forte".

La prima Olimpiade si svolse nel 776 a.C. ad Olimpia. All'inizio era essenzialmente una manifestazione locale e veniva disputato unicamente lo stadion, un'antica gara di corsa, parte dei Giochi Olimpici e dei Giochi Panellenici. Successivamente si aggiunsero altri sport e i Giochi arrivarono a comprendere corsa, pugilato, lotta e pentathlon.

Da quel momento in poi, i Giochi divennero lentamente sempre più importanti in tutta la Grecia antica, raggiungendo l'apice nel VI secolo a.C. e nel V secolo a.C.. Le Olimpiadi avevano anche un'importanza religiosa, in quanto si svolgevano in onore di Zeus, una statua del quale si trovava ad Olimpia. Il numero di gare crebbe a venti, e le celebrazioni si estendevano su più giorni. I vincitori delle gare erano ammirati e immortalati. I Giochi si tenevano ogni quattro anni e il periodo tra le due celebrazioni divenne noto come Olimpiade. Per tutta la durata dei giochi (tre giorni) venivano sospese le guerre in tutta la Grecia: questa tregua era chiamata Tregua Olimpica Ekecheiria. I greci usavano le Olimpiadi come uno dei loro metodi per contare gli anni.

La partecipazione era riservata a greci liberi che potessero vantare antenati greci. La necessità di dedicare molto tempo agli allenamenti comportava che solo i membri delle classi più facoltose potessero prendere in considerazione di partecipare. Venivano esclusi dalla partecipazione gli schiavi, i barbari, gli omicidi, i sacrileghi e le donne. Addirittura le donne non solo non potevano gareggiare ma non potevano neanche assistere alle gare. Si narra che una volta (nel 724 a.C.) la mamma di un atleta, tale Kallipateira di Rodi, si fosse travestita da allenatore per poter assistere alle gare del figlio. Ella venne però scoperta e da allora si decise di obbligare atleti e allenatori a presentarsi nudi alle gare in modo da non avere dubbi sul loro sesso.

I Giochi persero gradualmente importanza con l'aumentare del potere Romano in Grecia. Quando il cristianesimo divenne la religione ufficiale dell'Impero Romano, i Giochi Olimpici vennero visti come una festa "pagana", e quando nel 393 accadde la strage di Tessalonica nello stadio in cui si svolgevano le gare, l'imperatore Teodosio I (persuaso dal vescovo di Milano Ambrogio, inorridito per la strage) li vietò, ponendo fine a una storia durata 1000 anni.

Ad ogni modo, i Giochi Olimpici non morirono. Già nel XVII secolo un festival sportivo che prendeva il nome dalle Olimpiadi si teneva in Inghilterra. Nei secoli seguenti eventi simili vennero organizzati in Francia e in Grecia, ma si trattava di manifestazioni su piccola scala e sicuramente non internazionali. L'interesse nella rinascita dei Giochi Olimpici crebbe quando le rovine dell'antica Olimpia vennero scoperte da degli archeologi tedeschi alla metà del XIX secolo.

Contemporaneamente un barone francese, Pierre de Coubertin, cercava una spiegazione alla sconfitta francese nella guerra franco-prussiana (1870-1871). Giunse alla conclusione che i francesi non avevano ricevuto un'educazione fisica adeguata, e si impegnò per migliorarla. De Coubertin voleva anche trovare un modo di avvicinare le nazioni, di permettere ai giovani del mondo di confrontarsi in una competizione sportiva, piuttosto che in guerra. E la rinascita dei Giochi Olimpici avrebbe permesso di raggiungere entrambi gli obiettivi.

De Coubertin presentò in pubblico le sue idee nel giugno 1894 durante un congresso presso l'università della Sorbona a Parigi. Il 23 giugno, ultimo giorno del congresso, venne deciso che i primi Giochi Olimpici dell'era moderna si sarebbero svolti nel 1896 ad Atene, in Grecia, la terra dove erano nati in antichità. Fu fondato il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per organizzare l'evento, sotto la presidenza del greco Demetrius Vikelas.

Le prime Olimpiadi dell'era moderna furono un successo. Con quasi 250 partecipanti, fu per l'epoca il più grande evento sportivo internazionale mai organizzato. La Grecia chiese di diventare sede permanente di tutti i futuri Giochi Olimpici, ma il CIO decise che le Olimpiadi avrebbero dovuto essere organizzate di volta in volta in una nazione diversa. Le seconde Olimpiadi furono assegnate a Parigi, Francia.

Dopo il successo dell'edizione iniziale, le Olimpiadi attraversarono un periodo di crisi. Le due edizioni del 1900 a Parigi e del 1904 a Saint Louis furono organizzate come semplice corollario alle Esposizioni Universali che si tennero in quegli anni nelle due città. La concomitanza con una manifestazione così importante limitò notevolmente la risonanza dell'evento olimpico. Soprattutto nell'edizione del 1904, la partecipazione internazionale fu molto ridotta, al punto che circa l'80% degli atleti era americano.

Nel 1906, per celebrare il 10° anniversario della prima Olimpiade moderna, i greci organizzarono i Giochi Panellenici ad Atene, competizione in diretta concorrenza con quella di De Coubertin. Ci fu ampia partecipazione internazionale, e grande interesse di pubblico. Anche se non vengono tuttora riconosciuti nella cronologia ufficiale delle Olimpiadi, i Giochi del 1906 contribuirono ad accrescere la popolarità delle Olimpiadi.

De Coubertin replicò all'organizzazione da parte dei greci dei Giochi Panellenici scegliendo come sede della IV Olimpiade Roma, rinnovando così il dissidio tra Roma e Atene, le due grandi potenze del mondo antico. Ma l'Italia declinò per problemi economici e De Coubertin ripiegò su Londra.

Quando venne fondato il CIO, anche il pattinaggio su ghiaccio venne proposto come sport olimpico. Le prime gare di pattinaggio di figura si svolsero nelle Olimpiadi del 1908 a Londra. La proposta di un'Olimpiade invernale separata fu bocciata dai paesi scandinavi, che davano la preferenza ai loro Giochi Nordici. Gli sport invernali continuarono quindi ad essere inseriti nel programma delle Olimpiadi estive del 1916 (cancellate a causa della prima guerra mondiale) e del 1920.

Nel 1924 alle Olimpiadi estive di Parigi fu abbinata una Settimana degli sport invernali a Chamonix, Francia. Visto il grande successo della manifestazione, l'anno dopo il CIO istituì i Giochi olimpici invernali separate dai Giochi olimpici estivi. Secondo il regolamento del CIO, tutti gli sport inseriti nel programma olimpico invernale devono svolgersi sul ghiaccio o sulla neve.

Nel 1926, con effetto retroattivo, la Settimana di Chamonix fu riconosciuta come Prima Olimpiade invernale.

Fino al 1992, i Giochi Olimpici invernali ed estivi si svolgevano nello stesso anno. Per ottenere una maggiore esposizione dell'evento olimpico, e per consentire ai comitati olimpici dei vari paesi di ripartire meglio le spese, nel 1996 fu deciso di separare i due eventi, e di "sfasare" le Olimpiade Invernale di due anni rispetto a quelle estive. Nel 1994, a soli due anni dall'edizione precedente, le Olimpiadi invernali si tennero per la prima volta in un anno diverso da quelle estive.

Dai 245 partecipanti provenienti da 15 nazionali della prima edizione nel 1896, i Giochi sono cresciuti fino a superare i 10.500 atleti giunti da 200 paesi diversi alle Olimpiadi del 2000 a Sydney. I Giochi invernali hanno dimensioni più ridotte: l'ultima edizione, i XX Giochi olimpici invernali disputati a Torino nel 2006, ha visto la partecipazione di circa 2600 sportivi da 80 paesi impegnati in 84 gare. Assieme ai Mondiali di calcio, le Olimpiadi sono uno dei più rilevanti eventi mediatici. A Sydney erano presenti oltre 16.000 addetti della stampa e della televisione, e si stima che 3,8 miliardi di persone abbiano guardato le Olimpiadi in televisione. La crescita delle Olimpiadi è attualmente il problema più grande che il movimento olimpico si trova ad affrontare. Sebbene le difficoltà finanziarie degli anni Ottanta siano state risolte ammettendo gli atleti professionisti alle competizioni olimpiche e attirando le sponsorizzazioni delle multinazionali, l'enorme numero di atleti, addetti dei mezzi di comunicazione e spettatori rende difficile ed onerosa l'organizzazione delle Olimpiadi da parte della città ospitante.

Sono 203 i paesi che attualmente partecipano alle Olimpiadi. È importante notare che questo numero è più alto del numero dei paesi membri delle Nazioni Unite: 193. Il CIO infatti permette alle nazioni di partecipare ai Giochi, senza escludere nazioni con certi tipi di sovranità politica, come accade invece per altre organizzazioni politiche internazionali. Questo permette a molte colonie e dipartimenti di partecipare con le proprie squadre Olimpiche. Esempi possono essere paesi come Porto Rico, Bermuda e Hong Kong, che pur essendo nazioni separate, sono legalmente parte di altri paesi. Inoltre, dal 1980, Taiwan partecipa sotto il nome di Taipei Cinese, e sotto una bandiera speciale preparata dal CIO. Prima di questo anno, la Repubblica Popolare Cinese, si rifiutò di partecipare ai Giochi, poiché Taiwan decise di partecipare sotto il nome di Repubblica di Cina. La Repubblica delle Isole Marshall è stata riconosciuta come nazione dal CIO il 9 febbraio 2006, e sta partecipando alle Olimpiadi Estive di Pechino 2008. Da notare che nella sfilata delle nazioni la prima nazione a sfilare è sempre la Grecia, patria delle Olimpiadi moderne, mentre il paese ospitante sfila per ultimo.

Per quanto riguarda le Olimpiadi estive, queste si disputeranno a Londra nel 2012 (XXX° giochi olimpici), mentre per le olimpiadi del 2016 il CIO deve ancora nominare la città vincitrice nella 120° sessione del CIO che si terrà a Copenaghen nel settembre 2009 . Le città candidate sono: Tokyo (Giappone) , Madrid (Spagna), Rio de Janeiro (Brasile), Chicago (USA).Invece le prossime Olimpiadi invernali si terranno a Vancouver nel 2010 (XXI° giochi olimpici), e quelle successive nel 2014 a Sochi (XXII° giochi olimpici).

I Giochi olimpici giovanili (YOG) saranno una versione "junior" dei Giochi, e vi parteciperanno atleti dai 14 ai 18 anni di età. L'idea di creare questi Giochi venne concepita dal presidente del CIO Jacques Rogge, nel 2001. Alla 119° sessione CIO a Guatemala City nel luglio 2007, il CIO approvò i Giochi.

I Giochi Giovanili avranno durata più breve delle Olimpiadi per adulti: la versione estiva durerà più o meno dodici giorni; la versione invernale durerà al massimo nove giorni. Il CIO permetterà a un massimo di 3.500 atleti e 875 dirigenti di partecipare ai Giochi Estivi, e a 970 atleti e 580 dirigenti di partecipare ai Giochi Invernali. Ogni paese partecipante potrà mandare alle Olimpiadi almeno quattro atleti. Gli sport che si disputeranno a questi giochi saranno gli stessi dei giochi tradizionali, ma con un numero limitato di discipline e eventi.

Si stima che i Giochi olimpici giovanili costeranno $30 milioni per quelli estivi e $15–$20 milioni per quelli invernali. La prima nazione a ospitare le Olimpiadi Giovanili sarà Singapore nel 2010.

Contrariamente alle speranze del barone De Coubertin, le Olimpiadi non impedirono le guerre. I Giochi del 1916 furono cancellati a causa dello scoppio della prima guerra mondiale, e lo stesso avvenne per i giochi del 1940 e 1944, a causa della seconda guerra mondiale. Inoltre i vincitori della prima guerra mondiale impedirono alle nazioni sconfitte di partecipare alle Olimpiadi del 1920. Lo stesso accadde nel 1948; tutte le nazioni che persero la II Guerra Mondiale (tranne l'Italia, a cui venne riconosciuta l'attenuante di aver dichiarato guerra, dopo l'armistizio del 1943, all'invasore tedesco) vennero escluse dai Giochi di Londra. Dal 1992 il CIO in occasione di ogni Olimpiade chiede ufficialmente alla comunità internazionale (con il supporto dell'ONU) di osservare la tregua olimpica.

La politica interferì sullo svolgimento delle Olimpiadi anche in altre occasioni. Le Olimpiadi estive del 1936 a Berlino furono utilizzate come strumento di propaganda dal Partito nazista tedesco. In queste Olimpiadi, Luz Long aiutò Jesse Owens (un atleta di colore) a vincere il salto in lungo, nonostante fosse un suo avversario; questo gesto viene considerato da molti un esempio di "vero Spirito Olimpico".

L'URSS non prese parte ai Giochi Olimpici fino alle Olimpiadi di Helsinki del 1952 e dal 1928 in poi organizzò una competizione sportiva internazionale chiamate Spartachiadi. Molti atleti comunisti scelsero di non disputare le Olimpiadi e disputarono invece le Spartachiadi.

I Giochi Olimpici del 1956 furono le prime Olimpiadi a venire boicottate. Paesi Bassi, Spagna e Svizzera rifiutarono di parteciparvi in segno di protesta per la repressione da parte sovietica della rivolta ungherese del 1956; inoltre anche Cambogia, Egitto, Iraq e Libano boicottarono i Giochi a causa della Crisi di Suez.

Un incidente politico di scala minore avvenne durante le celebrazioni dei giochi di Città del Messico 1968. Due atleti afroamericani della squadra di atletica leggera, Tommie Smith e John Carlos, durante l'esecuzione dell'inno statunitense alla cerimonia di premiazione dei 200 metri, eseguirono il saluto delle Pantere Nere, per denunciare il razzismo contro gli afroamericani negli USA.

Negli anni Settanta e Ottanta furono invece i boicottaggi a segnare i Giochi. Prima furono i paesi africani a boicottare le Olimpiadi del 1976 per protestare contro la tournée in Sudafrica, in pieno regime di apartheid, della nazionale neozelandese di rugby. Ai Giochi di Mosca nel 1980 furono gli USA, assieme ad altri paesi del blocco occidentale, a rifiutarsi di partecipare a causa dell'invasione sovietica dell'Afghanistan. Per reazione, i sovietici e i loro partner del blocco orientale boicottarono i successivi Giochi di Los Angeles nel 1984.

Uno dei capitoli più neri della storia olimpica venne scritto nel 1972, in occasione dei Giochi Olimpici di Monaco, in quello che passerà alla storia come il massacro di Monaco. Un commando di terroristi palestinesi prese in ostaggio 11 membri della squadra olimpica israeliana. Il tentativo di liberazione da parte delle forze dell'ordine finì in un bagno di sangue: morirono tutti gli atleti, cinque terroristi ed un poliziotto.

Durante le Olimpiadi di Atlanta 1996, una bomba piazzata nel Centennial Olympic Park, uccise due persone e ne ferì più di cento. La bomba fu messa da Eric Robert Rudolph, che era un estremista cristiano.

Le Olimpiadi Invernali di Salt Lake City 2002 furono le prime dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. Da questa Olimpiade in poi i Giochi richiederanno uno standard di sicurezza altissimo.

Il Comitato Olimpico Internazionale (in inglese International Olympic Committee) fu fondato il 23 giugno 1894 dal barone francese Pierre de Coubertin, ed è la massima autorità del Movimento Olimpico. Il suo ruolo è quello di promuovere sport, anche di alti livelli, solamente come sport, per tutti, e senza distinzioni. Inoltre garantisce la regolare organizzazione dei Giochi Olimpici, e incoraggia fortemente la promozione dello sport femminile, dell'etica sportiva, e dello sport pulito, senza doping. Le regole e le linee guida in base alle quali il CIO opera, sono delineate nello Statuto Olimpico.

Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), è attualmente guidato dal belga Jacques Rogge.

Attualmente, 202 Comitati Olimpici Nazionali e 35 Federazioni Internazionali fanno parte del Movimento Olimpico. I Comitati Organizzatori dei Giochi Olimpici vengono disciolti dopo le celebrazioni dei Giochi, quando tutto il lavoro burocratico è stato svolto.

Più in generale, il termine Movimento Olimpico viene talvolta usato per comprendere chiunque e qualsiasi cosa sia coinvolta nelle Olimpiadi, come i corpi di governo sportivo nazionali, gli atleti, i media e gli sponsor dei Giochi Olimpici.

Il CIO ritiene tutti i diritti relativi alla organizzazione, marketing, trasmissione, e riproduzione attraverso qualunque mezzo, dei Giochi Olimpici. È titolare di tutti i diritti riguardanti i giochi olimpici estivi, ed invernali: simboli, bandiera, immagine, motto, inno, compreso il simbolo dei 5 cerchi.

Il Movimento Olimpico riceve la maggior parte dei suoi finanziamenti dai diritti dei Giochi Olimpici comprati dalle televisioni di tutto il mondo. Inoltre beneficia dei Partner Olimpici, attraverso un programma di sponsorizzazione, che comprende molte società multinazionali.

La sede del CIO è a Losanna, Svizzera.

Il CIO è stato più volte oggetto di contestazione da parte di associazionismi e società civile a causa di alcuni aspetti. Fra i tanti aspetti che vengono contestati il fatto che alcuni membri del CIO stesso fossero uomini politicamente legati a dittatori.

Emblematici i casi di Juan Antonio Samaranch, ex presidente del CIO e elemento di spicco della dittatura di Francisco Franco, e di Mohamad Bob Hasan, ex membro del CIO e ministro del dittatore Suharto. Particolare contestazione suscitò l'assegnazione dell'"Ordine Olimpico" a personalità dittatoriali e sanguinarie come Nicolae Ceauşescu e a personalità discusse come Henry Kissinger.

Un altro elemento di dubbi è legato alla riproposizione del "rito" della marcia della fiamma olimpica introdotto dal regime nazista di Adolf Hitler durante le olimpiadi di Berlino nel 1936.

Altro motivo di forti perplessità nasce dalle ragioni di assegnazione della sede di svolgimento dei giochi olimpici. Tale aspetto è balzato agli onori della cronaca durante i giochi invernali di Salt Lake City, dove la magistratura inquirente ha ipotizzato reati di corruzione nei confronti di alcuni membri per avvantaggiare alcune candidature piuttosto di altre . La procedura di assegnazione prevede che a circa 10 anni dalla data delle competizioni si presentino davanti al CIO le città candidate, rappresentate dai comitati promotori, sottoponendo il loro programma sportivo e infrastrutturale e ponendolo al vaglio e allo studio del CIO.

Dopo la votazione si passa alla firma di un contratto piuttosto complesso, in cui è previsto, tra l'altro, che i governi nazionali firmatari garantiscano che una percentuale degli incassi (per esempio i proventi del marketing) andranno al CIO e che questi non sarà coinvolto in eventuali passivi dell'organizzazione, che ovviamente saranno accollati al settore pubblico nazionale, visto che i comitati organizzatori sono de facto "casse vuote".

Anche l'ingresso nel CIO ha spesso destato dubbi, in quanto non avviene attraverso elezione dei membri o nomina da parte di qualche ente governativo, ma tramite un meccanismo di cooptazione del presidente, e i membri non hanno la facoltà di esprimere opinioni ufficiali discordi dalla versione CIO. L'amministrazione del CIO si svolge attraverso l'assemblea plenaria, ma il potere vero è in mano al comitato esecutivo, composto da 15 membri tra cui il presidente del CIO, quattro vicepresidenti e altri dieci che durano in carica quattro anni e sono scelti dall'assemblea con voto segreto.

Il movimento olimpico utilizza diversi simboli, principalmente ispirati alle idee e agli ideali espressi da De Coubertin.

Probabilmente il simbolo più noto sono i cinque cerchi della bandiera olimpica, che viene issata ad ogni edizione dei Giochi a partire dal 1920. Essa raffigura cinque anelli, di diverso colore, intrecciati in campo bianco. Gli anelli sono cinque come i continenti: Europa, Asia, Africa, America e Oceania. L'intreccio degli anelli rappresenta l'universalità dello spirito olimpico.

I colori scelti per i cinque cerchi sono (da sinistra a destra) blu, giallo, nero, verde e rosso. Insieme al bianco dello sfondo, questi colori erano presenti nelle bandiere di tutte le nazioni del mondo nel momento in cui furono scelti. La combinazione dei colori simboleggia quindi tutti i Paesi, mentre è da sfatare la credenza comune che il colore di ogni cerchio stia a rappresentare un determinato continente .

Il motto olimpico ufficiale è "Citius, Altius, Fortius", un'espressione latina che significa "più veloce, più alto, più forte". La frase fu usata per la prima volta in occasione delle Olimpiadi del 1924 a Parigi.Un altro motto usato solo da pochi anni,è "One world, one dream" (Un mondo,un sogno). Un altro motto, non ufficiale ma non meno importante fu la famosa frase di De Coubertin "L'importante non è vincere ma partecipare".

La fiamma olimpica viene accesa ad Olimpia e portata da una staffetta di tedofori, introdotta dall' edizione della manifestazione a Berlino nel 1936, fino alla città che ospita i Giochi, dove viene impiegata per accendere il braciere olimpico durante la cerimonia di apertura. La fiamma olimpica arde nel braciere per tutta la durata dell'Olimpiade, e viene spenta nel corso della cerimonia di chiusura.

La cerimonia di apertura di un'Olimpiade comprende diversi elementi. Dopo il Conto alla rovescia all'inizio dell'evento si comincia con le peripezie preparate dal Paese che ospita le Olimpiadi che prevede danze, canti e coreografie ispirate al folklore e alla storia del paese ospitante.

Si continua con la sfilata dei paesi partecipanti, con gli atleti che marciano nello stadio divisi per nazione. I paesi sfilano secondo l'ordine alfabetico della lingua del paese ospitante,(nel caso della Cina che sta ospitando i Giochi,le nazioni sono state disposte a seconda del numero dei tratti contenenti l'ideogramma del nome del Paese) con due sole eccezioni: la Grecia entra per prima (essendo la patria dei Giochi dell'antichità ed avendo ospitato la prima edizione di quelli moderni), mentre il paese ospitante entra per ultimo nello stadio. Ogni delegazione nazionale è preceduta da un alfiere con la bandiera del paese. Fare il portabandiera della propria nazione alle Olimpiadi è considerato un grande onore, e spesso questo ruolo viene assegnato ad uno degli atleti più rappresentativi. Al termine della sfilata, seguono i discorsi del presidente del Comitato Organizzatore dell'edizione dei giochi e del Presidente del Comitato Olimpico Internazionale. Quindi il capo di stato del paese organizzatore apre formalmente l'Olimpiade.

Poi viene suonato l'inno olimpico e viene issata la bandiera olimpica vicino a quella del Paese ospitante . Successivamente, tutti i portabandiera si riuniscono attorno ad un podio, dove un rappresentante degli atleti e uno dei giudici di gara (entrambi del paese ospitante) pronunciano il giuramento olimpico (reggendo il vessillo dei 5 cerchi), impegnandosi a nome di tutti a gareggiare e a giudicare secondo le regole che governano i Giochi Olimpici.

Infine arriva poi il momento in cui la torcia con la fiamma olimpica entra nello stadio, dopo la lunga staffetta che nei mesi precedenti l'ha portata da Olimpia alla sede dei Giochi. All'ultimo tedoforo (spesso un atleta famoso o una personalità del paese ospitante) spetta il compito di accendere il braciere, in cui il fuoco olimpico arderà per tutta la durata dei Giochi. Contemporaneamente vengono liberate delle colombe, simbolo di pace.

La cerimonia di chiusura è più semplice e meno formale di quella di apertura.

Gli atleti entrano nello stadio mescolati tra loro, senza distinzione per nazione. Viene spento il fuoco olimpico, e la bandiera olimpica viene calata e consegnata al sindaco della città che ospiterà la successiva edizione delle Olimpiadi.

Anche nella cerimonia di chiusura c'è spazio per la parte artistica, con richiami sia al paese che ha appena ospitato i Giochi, sia alla nazione che li ospiterà tra quattro anni, la quale viene presentata in un segmento di 8 minuti.

Dai Giochi Olimpici Estivi del 2004 la premiazione della Maratona maschile avviene durante la cerimonia di chiusura (nei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 è avvenuto con la 50 km di fondo maschile).

Alle Olimpiadi del 2000 erano presenti 28 discipline sportive, secondo la classificazione adottata dal CIO. Bisogna comunque tenere presente che a volte più sport vengono raggruppati sotto lo stesso nome (per esempio, nel nuoto sono compresi anche i tuffi). Soltanto 5 sport sono sempre stati presenti alle Olimpiadi sin dal 1896: atletica leggera, ciclismo, scherma, ginnastica e nuoto. All'elenco andrebbe aggiunto anche il canottaggio, che era in programma nel 1896, ma le gare furono annullate a causa del maltempo.

Nelle Olimpiadi invernali sono attualmente 7 le discipline sportive. Sci alpino, sci di fondo, pattinaggio di figura, hockey su ghiaccio, combinata nordica, salto con gli sci e pattinaggio di velocità sono sempre stati presenti nei programmi dei Giochi olimpici invernali. Gare di pattinaggio di figura e hockey su ghiaccio erano già presenti nei Giochi estivi, prima dell'introduzione di Giochi invernali separati.

Negli ultimi anni il CIO ha inserito nuovi sport nel programma olimpico, tra cui lo snowboard e il beach volley. Dagli anni Venti in poi, nessuna disciplina è mai stata tolta dal programma olimpico, ma, viste le dimensioni ormai raggiunte dall'evento olimpico, il CIO si è riservato la possibilità di escludere alcuni sport dopo il 2004. Sport con poco seguito di pubblico o molto costosi potrebbero quindi rischiare di sparire dalle Olimpiadi. baseball e softball, ad esempio, non saranno presenti a Londra 2012. Per le edizioni del 2016 il CIO prevede di avere 28 sport e vorrebbe quindi inserirne altri due oltre ai 26 previsti per il 2012. Gli sport in lizza sono 7: baseball, softball (che tenterebbero il rientro) golf (presente nel 1900 e 1904), karate, pattinaggio, rugby (presente nel 1900, 1908, 1920 e 1924) e squash. La scelta verrà fatta nella 121a sessione del CIO in programma dal 7 al 9 ottobre 2009, la stessa sessione deciderà la città ospitante i Giochi olimpici del 2016.

Fino al 1992 alle Olimpiadi trovavano posto anche i cosiddetti "sport dimostrativi". Le gare di queste discipline si svolgevano contestualmente agli altri eventi olimpici, ma le medaglie assegnate non facevano parte del medagliere ufficiale. Spesso si trattava di sport molto popolari nel paese ospitante, ma poco noti a livello mondiale (per esempio, la pelota basca alle Olimpiadi di Barcellona). In alcuni casi, come il baseball e il curling, gli sport dimostrativi sono stati successivamente inclusi a pieno titolo nel programma olimpico.

L'inserimento delle competizioni d’arte nei giochi olimpici, desiderio primario del barone De Coubertin, che voleva mantenere l’impostazione originale dei giochi panellenici della Grecia antica, impose al Comitato Olimpico Internazionale di dare enfasi anche all’aspetto culturale e intellettuale, oltre che a quello fisico e sportivo, nella organizzazione delle competizioni. Fu comunque necessario un certo periodo di tempo prima che gli artisti di tutto il mondo si convincessero a partecipare ai Giochi, trovando necessariamente la fonte di ispirazione per le loro creazioni nelle discipline sportive.

A partire dall'edizione di Stoccolma, del 1912, fino a quella di Berlino, nel 1936, i Giochi si svolsero regolarmente (con la sola eccezione del 1916, per la guerra in corso), comprendendo diverse discipline artistiche. Dalle arti figurative (scultura e pittura), alla musica (canto e orchestra), all'architettura (progettazione e urbanistica), alla letteratura (epica e poesia). La seconda guerra mondiale interruppe il ciclo olimpico (1940, 1944), che riprese, comprendendo l'Arte soltanto per una edizione, con le Olimpiadi di Londra del 1948. Nelle successive edizioni, senza apparenti giustificazioni, se non la maggiore difficoltà a dimostrare la condizione dilettantistica dei concorrenti, i Giochi Olimpici si svolsero senza il contributo culturale ed intellettuale delle discipline artistiche, proseguendo fino ai giorni nostri nella veste attuale, pur aggiornandosi con l’esclusione o l’inserimento di discipline sportive sorpassate, ovvero di nuovo interesse.

Secondo De Coubertin gli atleti non dovevano gareggiare per denaro, e quindi fu deciso di non ammettere i professionisti ai Giochi Olimpici. Nella storia delle Olimpiadi moderne questa regola ha generato diverse controversie.

Alle Olimpiadi del 1896 (I Olimpiade, ad Atene) l'iscrizione di Carlo Airoldi, maratoneta italiano che si era recato ad Atene a piedi impiegando 28 giorni, non venne accettata perché Airoldi fu ritenuto dalla giuria un atleta "professionista" in quanto aveva ricevuto una cifra aggiratesi fra le 2000 e le 2.500 pesetas come premio ad una competizione di qualche anno prima.

Alle Olimpiadi del 1912 Jim Thorpe vinse la medaglia d'oro nel pentathlon e nel decathlon, ma venne poi squalificato perché si scoprì che in precedenza aveva giocato a baseball a livello semi-professionistico. Le medaglie gli furono restituite dal CIO solo nel 1983.

In un'altra occasione, alle Olimpiadi invernali del 1936, gli sciatori svizzeri e austriaci boicottarono i Giochi per protesta contro l'esclusione dei maestri di sci dalle gare, ritenuti professionisti perché guadagnavano denaro dallo sci.

Con il tempo molti si resero conto che la distinzione tra dilettanti e professionisti non aveva più molto senso. Per esempio, molti atleti dei paesi dell'Europa orientale erano ufficialmente dipendenti statali (fenomeno dell'Atleta di stato), ma in realtà erano stipendiati per allenarsi quotidianamente, quindi erano dilettanti di nome, ma non di fatto. Ciò nonostante, il CIO continuò ancora per anni a sostenere nominalmente lo sport dilettantistico.

Negli anni Ottanta le regole sul dilettantismo vennero allentate, e praticamente eliminate negli anni Novanta. Questo permise, tra l'altro, agli USA di schierare per la prima volta alle Olimpiadi di Barcellona 1992 una squadra di pallacanestro costituita dai migliori giocatori del campionato professionistico americano, il cosiddetto "Dream Team" ("la squadra dei sogni").

Attualmente, l'unica disciplina olimpica in cui non sono ammessi professionisti è la boxe. Per quanto riguarda il calcio, altro sport dove il professionismo è molto diffuso, l'unico vincolo riguarda l'età: per ogni squadra sono ammessi al massimo 3 "fuoriquota" che abbiano superato i 23 anni e non c'è obbligo di convocarli.

Rimangono comunque in vigore norme molto restrittive sulla pubblicità, almeno sui campi di gara, anche se ci sono molti "sponsor ufficiali olimpici". Sulle divise degli atleti può comparire solo il marchio della ditta produttrice, e anche questo deve comunque non superare delle dimensioni stabilite.

Nel maggio 2000 il CIO ha annunciato di avere acquisito i diritti di oltre 20.000 ore di materiale video realizzate fra Londra 1908 e Nagano 1998 sui Giochi olimpici. Il Comitato ha altresì comunicato la notizia dell'attivazione di un sito internet ufficiale , nonché di aver comprato i diritti dei precedenti film ufficiali dei Giochi, da Olympia del 1936 ai film di Bud Greenspan .

I telesepettatori italiani possono vedere la maggior parte di questi film sulla rete televisiva satellitare ESPN Classic Sports che li ha nel proprio palinsesto e li ripropone periodicamente. Inoltre i dvd dei film sono disponibili sul mercato anglosassone in lingua originale e reperibili al pubblico italiano anche su siti tipo Amazon.

Uno dei principali problemi delle Olimpiadi (e dello sport in generale) è il doping. Agli inizi del XX secolo, si iniziarono a usare droghe al fine di ottenere prestazioni sportive migliori.

L'unica morte per doping, avvenuta durante le Olimpiadi, fu ai Giochi di Roma 1960, nella corsa di bici su strada. Il danese Knut Enemark Jensen, cadde dalla sua bici e più tardi morì. L'autopsia rivelò che l'atleta era sotto l'influenza di anfetamine.

A partire dai Giochi del 1968 i test anti-doping furono introdotti dal CIO.

Il primo atleta olimpico ad essere trovato positivo al doping fu lo svedese pentatleta Hans-Gunnar Liljenwall, durante le Olimpiadi di Città del Messico 1968. Liljenwall perse la medaglia di bronzo. Settantatré atleti seguirono Liljenwall nei successivi 38 anni, tra cui molti medagliati. La squalifica per doping più pubblicizzata resterà sempre quella del velocista canadese Ben Johnson, che vinse i 100 metri a Seul 1988. Fu trovato positivo agli steroidi anabolizzanti.

Nonostante i controlli, gli atleti hanno continuato ad utilizzare sostanze dopanti nel corso degli anni. Nel 1990, la rilevazione di alcuni documenti denunciò il fatto che molte atlete della Germania Est, erano costrette dai propri allenatori e preparatori ad assumere sostanze dopanti.

Ad oggi la battaglia del CIO si è fatta sempre più forte, ed è dimostrazione che alle recenti olimpiadi invernali di Torino 2006, solamente un atleta è stato trovato positivo al doping.

Ai Giochi Olimpici viene stilata una classifica per ogni gara.

Gli atleti, o le squadre, che si piazzano ai primi tre posti ricevono delle medaglie. Ai vincitori va la medaglia d'oro, che in realtà è di argento placcato, ai secondi classificati va la medaglia d'argento, ai terzi la medaglia di bronzo. È usuale sostenere che il quarto classificato sia titolato della "medaglia di legno", in realtà non rappresenta nessun titolo onorifico, ma indica un modo di sottolineare la particolarità di chi per un soffio ha sfiorato l'alloro del podio olimpico. Le medaglie contribuiscono a infoltire il medagliere complessivo dei Giochi olimpici delle varie nazioni.

Questa pratica risale a Londra 1908. Ad Atene 1896 le medaglie erano solo per i primi due classificati, mentre a Parigi 1900 e a St. Louis 1904 erano state date coppe ed altri premi, anziché medaglie.

Dato che le Olimpiadi si tengono solo una volta ogni quattro anni, il pubblico e gli atleti di quasi tutti gli sport ad esclusione di alcuni sport di squadra, come il calcio ad esempio, spesso le considerano molto più importanti dei campionati del mondo o di altri eventi internazionali, che si disputano più di frequente. Molti atleti sono diventati eroi nazionali o celebrità internazionali dopo aver vinto le Olimpiadi, in virtù dell'unicità dell'evento.

È molto difficile stabilire chi sia il più grande atleta olimpico di tutti i tempi, data la diversità degli sport e l'evoluzione delle Olimpiadi dal 1896 ad oggi.

Questa è la classifica degli atleti che hanno vinto più medaglie.

Questa classifica tiene conto dei risultati delle Olimpiadi estive del 1906, dove Ray Ewry vinse due medaglie d'oro. Quei Giochi non vengono però riconosciuti dalla cronologia ufficiale delle Olimpiadi; senza queste medaglie, Ray Ewry si ferma a quota 8.

Come si può vedere, i due atleti più medagliati di tutti i tempi sono Larissa Latynina (18 medaglie) e Michael Phelps (16 medaglie).

La tabella seguente riassume tutte le edizioni delle Olimpiadi estive ed invernali, incluse Vancouver, Londra e Soči, che non hanno ancora ospitato i Giochi.

Per la parte superiore



Giochi olimpici invernali

Immagine dei cerchi olimpici sulla neve del Pomagagnon

I Giochi olimpici invernali, anche detti Olimpiadi invernali sono la controparte invernale dei Giochi olimpici estivi. In essi si disputano gare di sport invernali, che si svolgono su ghiaccio o neve, come il pattinaggio su ghiaccio e lo sci.

Le Olimpiadi invernali si disputano ogni quattro anni. Dal 1994 non si tengono più lo stesso anno di quelle estive, ma si alternano a queste ogni due anni. A differenza dei Giochi olimpici estivi la numerazione delle edizioni è stata interrotta nel periodo bellico e l'edizione di Sankt Moritz 1948 è considerata la V e non la VII edizione, in virtù del fatto che non si sono tenute quelle del 1940 e 1944.

Il 26 febbraio 2006 si sono chiusi i XX Giochi olimpici invernali a Torino (Italia). La prossima edizione è in programma a Vancouver (Canada) nel 2010.

Quando il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) venne fondato nel 1894, uno degli sport proposti per il programma fu il pattinaggio su ghiaccio. Ad ogni modo, non ci fu nessuna gara in questo sport fino alle Olimpiadi estive del 1908 a Londra, dove si disputarono quattro gare di pattinaggio di figura. Ulrich Salchow (10 volte campione del mondo) e Madge Syers (la prima pattinatrice donna di rilievo) vinsero i titoli individuali con facilità.

Tre anni dopo, il conte italiano Eugenio Brunetta d'Usseaux propose al CIO di organizzare una settimana di sport invernali come parte del programma delle Olimpiadi estive del 1912 a Stoccolma. Gli organizzatori si opposero all'idea, poiché volevano promuovere i Giochi Nordici, una competizione di sport invernali a cadenza quadriennale tra concorrenti delle nazioni nordiche. Ad ogni modo, la stessa idea venne proposta nuovamente per i Giochi del 1916, che si dovevano tenere a Berlino. Venne programmata una settimana di sport invernali con pattinaggio di velocità, pattinaggio di figura, hockey su ghiaccio e sci nordico, ma le Olimpiadi del 1916 vennero cancellate a causa dello scoppio della prima guerra mondiale.

Nelle prime Olimpiadi del dopoguerra, i Giochi del 1920 di Anversa, ricomparve nel programma il pattinaggio di figura, mentre l'hockey su ghiaccio fece il suo debutto olimpico. Al congresso del CIO che si tenne l'anno dopo, si decise che la nazione organizzatrice dell'edizione successiva delle Olimpiadi (la Francia) avrebbe anche ospitato una distinta "Settimana internazionale degli sport invernali", sotto il patrocinio del CIO. Questa settimana si rivelò un grosso successo e nel 1925 il CIO decise di creare una manifestazione separata, i Giochi olimpici invernali, slegati dai Giochi olimpici estivi. Le gare del 1924 vennero retroattivamente designate come la prima Olimpiade invernale alla sessione del CIO del 1926.

La città francese di Chamonix, nell'Alta Savoia fu la sede della prima Olimpiade invernale. Più di 200 atleti da 16 nazioni si affrontarono in 16 eventi. Il primo evento del programma furono i 500m di pattinaggio di velocità, vinti dallo statunitense Charlie Jewtraw, che divenne quindi il primo campione olimpico invernale.

Finlandesi e norvegesi dominarono le gare. Il pattinatore finlandese Clas Thunberg vinse tre ori nella velocità, mentre il norvegese Thorleif Haug ne vinse altrettanti, due nello sci di fondo e il terzo nella combinata nordica. Inoltre si classificò terzo nel salto con gli sci, ma 50 anni dopo si scoprì che era stato commesso un errore di misurazione, e che il bronzo sarebbe dovuto andare allo statunitense Anders Haugen, che lo ricevette in una cerimonia speciale all'età di 83 anni.

La squadra canadese di hockey vinse facilmente il torneo. Rappresentati dai Toronto Granites, i canadesi segnarono 110 gol in 6 partite, concedendone solo 3.

Sankt Moritz venne designata dagli organizzatori svizzeri per ospitare la seconda edizione dei Giochi invernali. Curling e pattuglia militare non erano più gare da medaglia (anche se l'ultima era sport dimostrativo) mentre lo skeleton fece la sua prima apparizione olimpica. I fratelli Heaton, americani, occuparono le prime due posizioni del podio.

Clas Thunberg vinse altre due medaglie d'oro, portando il suo totale a cinque. Johan Grøttumsbråten vinse anch'egli due medaglie, nella 18 km di fondo e nella combinata nordica. Gillis Grafström vinse il suo terzo titolo consecutivo nel pattinaggio artistico. La sua controparte femminile fu la norvegese Sonja Henie, all'epoca solo quindicenne. Per lei quello del 1928 si sarebbe rivelato il primo di tre titoli olimpici.

Il clima troppo caldo piagò le Olimpiadi nel loro quarto giorno. I 10.000 m di pattinaggio di velocità vennero abbandonati alla quinta coppia, mentre la 50 km di fondo fini con una temperatura di 25 gradi sopra lo zero, costringendo un terzo dei concorrenti ad abbandonare la competizione.

Per la prima volta le Olimpiadi invernali sbarcano in Nord America. Il numero di atleti partecipanti fu inferiore a quello del 1928, poiché il viaggio verso Lake Placid era lungo e costoso per molti atleti, e c'erano pochi soldi a disposizione dello sport nel bel mezzo della Grande depressione.

La gara del bob a due venne disputata per la prima volta, mentre nel pattinaggio di velocità si impiegò la partenza in gruppo, come si usava in Nord America. Questo diede ai pattinatori canadesi e statunitensi un vantaggio di cui beneficiarono vincendo tutte le medaglie disponibili meno due. Jack Shea e Irving Jaffee vinsero entrambi due medaglie d'oro. Ci furono tre sport dimostrativi a Lake Placid: corsa su slitta, il curling e il pattinaggio di velocità femminile.

Il pattinatore artistico svedese Gillis Grafström non riuscì a vincere il suo quarto oro consecutivo, venendo sconfitto dall'austriaco Karl Schäfer. Sonja Henie (pattinaggio artistico) e Billy Fiske (bob) difesero con successo i loro titoli. Uno dei membri dell'equipaggio vincitore dell'oro di Fiske era Eddie Eagan, che era stato campione olimpico di pugilato nel 1920. Ad oggi è l'unico atleta ad aver vinto l'oro sia nei Giochi olimpici estivi che in quelle invernali.

Le città gemelle bavaresi di Garmisch e Partenkirchen si unirono per organizzare l'edizione del 1936 dei Giochi invernali. Lo sci alpino fece il suo debutto olimpico in Germania, ma i maestri di sci vennero esclusi dalla competizione, in quanto erano considerati professionisti. Questa decisione fece si che gli sciatori svizzeri e austriaci boicottassero le Olimpiadi. Anche la staffetta di fondo venne disputata per la prima volta, mentre la pattuglia militare e l'eisstock erano dimostrativi.

Il norvegese Ivar Ballangrud dominò le gare di pattinaggio di velocità, vincendone tre. La sua compatriota Sonja Henie vinse il terzo titolo consecutivo, passando al professionismo dopo i Giochi. Un altro norvegese, Birger Ruud, tentò una rara accoppiata, gareggiando nel salto con gli sci e nello sci alpino. Guidò la classifica della combinata dopo la gara di discesa libera, ma scese in quarta posizione dopo lo slalom. Egli vinse la gara di salto, disputata una settimana dopo.

Una sopresa si ebbe nel torneo di hockey, dove il Canada venne sconfitto per la prima volta e perse la medaglia d'oro che fu vinta dalla Gran Bretagna. C'è da dire che gran parte dei giocatori britannici era nata, o aveva vissuto, in Canada.

La seconda guerra mondiale interruppe la celebrazione delle Olimpiadi invernali. I Giochi invernali del 1940 erano stati originariamente assegnati al Giappone, e si sarebbero dovuti tenere a Sapporo, ma nel 1938 il CIO decise di toglierglieli a causa del coinvolgimento nella guerra in Cina. Come sede alternativa venne scelta Sankt Moritz, che già aveva ospitato i Giochi nel 1928, ma la Svizzera rinunciò a causa del persistere del divieto del CIO che impediva ai maestri di sci di competere ai Giochi, in quanto considerati professionisti. Nel 1939 Garmisch-Partenkirchen si fece avanti per organizzare nuovamente i Giochi, ma poco dopo l'invasione tedesca della Polonia, nel 1939, le Olimpiadi vennero cancellate. Lo stesso avvenne per i Giochi invernali del 1944, previsti per svolgersi a Cortina d'Ampezzo.

La cittadina svizzera di Sankt Moritz, non colpita dalla guerra perché la Svizzera rimase neutrale, divenne il primo luogo ad organizzare le Olimpiadi invernali per la seconda volta. Vi presero parte ventotto nazioni, anche se Germania e Giappone non vennero invitate.

Lo skeleton rientrò in programma dopo 20 anni di assenza. Lo statunitense John Heaton vinse l'argento, come aveva già fatto nel 1928. Vincitore fu l'italiano Nino Bibbia, che conquisto la prima medaglia in assoluto per l'Italia ai Giochi olimpici invernali. Questo sport scomparve nuovamente dopo Sankt Moritz, ricomparendo nel 2002. Vennero aggiunte anche altre quattro gare di sci alpino, che permisero al francese Henri Oreiller di vincere tre medaglie, compreso l'oro nella discesa libera e nella combinata. Il fondista svedese Martin Lundström vinse anch'egli due ori. La principale sorpresa si ebbe nella combinata nordica. Questa specialità era stata dominata dalla Norvegia, che aveva vinto tutte le medaglie dal 1924 al 1936. Ma nel 1948 il miglior norvegese si piazzò solo sesto, e il titolo andò a Heikki Hasu, dalla Finlandia.

Uno strano incidente avvenne nell'hockey su ghiaccio. A causa di una disputa, a Sankt Moritz giunsero due squadre statunitensi: una riconosciuta dal Comitato Olimpico Americano (AOC), e una dall'American Hockey Association (AHA). Il CIO scelse di non far partecipare nessuna delle due, ma la Svizzera permise alla squadra dell'AHA di competere ugualmente, mentre quella dell'AOC sfilò nella cerimonia di apertura. Dopo che il CIO minacciò di annullare l'intera competizione, la squadra dell'AHA venne rimossa dalla classifica e perse la sua quarta posizione.

Nel 1952, i Giochi invernali arrivano in Norvegia, considerata il luogo di nascita dello sci moderno. In segno di tributo, la Fiamma olimpica venne accesa nel caminetto della casa del pioniere dello sci Sondre Nordheim. Il programma di Oslo venne ampliato con la prima gara femminile di sci di fondo, mentre la combinata alpina venne sostituita con lo slalom gigante. Il Bandy, uno sport popolare nei paesi nordici, venne disputato come sport dimostrativo.

Il pattinatore di velocità Hjalmar Andersen eccitò la folla di casa vincendo la medaglia d'oro in tre delle quattro gare in programma. La Germania ritornò ai Giochi Olimpici dopo 16 anni, anche se rappresentata solo dagli atleti della Germania Ovest. Il bobbista tedesco Andreas Ostler guidò il suo equipaggio alla medaglia d'oro. I quattro dell'equipaggio raggiungevano un peso record di 472 kg, mentre la federazione internazionale del bob aveva deciso appena prima dei giochi che il peso limite per il futuro sarebbe stato di 400 kg. La diciannovenne Andrea Mead Lawrence vinse due ori nello sci alpino, aggiudicandosi slalom speciale e gigante.

Dopo non aver potuto ospitare i Giochi nel 1944 a causa della guerra, Cortina d'Ampezzo ottenne quelli del 1956. Ai primi Giochi invernali ad essere teletrasmessi, il programma venne esteso con l'aggiunta di due gare di fondo.

Lo sviluppo più importante di questa edizione fu il debutto dell'Unione Sovietica nelle Olimpiadi invernali. La nazione mostrò subito il suo potenziale vincendo più medaglie delle altre. Nel pattinaggio di velocità i pattinatori sovietici vinsero tre gare su quattro, con Yevgeni Grishin vincitore nei 500 e 1.500 m (la seconda a parimerito con il connazionale Yuri Sergeyev). I sovietici posero fine al dominio canadese nell'torneo olimpico di hockey, anche il primo medagliato non nordico nello sci di fondo fu un russo.

Stella dei giochi fu comunque un austriaco, lo sciatore Toni Sailer. Egli vinse tutte e tre le gare di sci alpino, evento che si verificava per la prima volta ai Giochi olimpici. Il fondista Sixten Jernberg ottenne quattro medaglie per la Svezia, ma solo una era d'oro.

All'epoca in cui questa edizione venne assegnata, Squaw Valley, nei pressi del Lago Tahoe in California, poteva difficilmente essere chiamata una città. Nel 1960 però le cose erano cambiate, anche se ancora mancava la pista di bob. Il comitato organizzatore trovò troppo costoso costruirla, poiché solo 9 nazioni vi avrebbero partecipato. Si temeva la mancanza di neve, ma una tarda nevicata evitò il disastro. Mentre il bob fu assente, il biathlon venne disputato per la prima volta in queste Olimpiadi, e le donne presero parte per la prima volta alle gare di pattinaggio di velocità.

Solo due atleti riuscirono a vincere più di una medaglia d'oro a Squaw Valley, entrambi erano pattinatori di velocità sovietici. Yevgeni Grishin bissò la prestazione del 1956 vincendo i 500 e i 1.500 m. Ancor più notevole il fatto che andò ancora a pari merito per l'oro nei 1.500, questa volta con il norvegese Roald Aas. La russa Lidia Skoblikova vinse sulle due distanze più lunghe nelle gare inaugurali delle donne. Avrebbe aggiunto a questi altri, quattro titoli nel 1964. I 10.000 m maschili videro Knut Johannesen prendersi l'oro con un tempo di 46 secondi inferiore al record del mondo.

Il 35enne Veikko Hakulinen (Finlandia) vinse oro argento e bronzo in questi Giochi, compresa una vittoria di misura nella staffetta 4 x 10 km di fondo. Sorpresa nel torneo di hockey dove gli USA, giocando in casa, sconfissero i favoriti sovietici, canadesi e cecoslovacchi.

La città tirolese di Innsbruck fu l'ospite del 1964. Nonostante fosse una tradizionale località per gli sport invernali, ci fu scarsità di neve e ghiaccio durante i Giochi, e l'esercito austriaco venne chiamato per portare neve e ghiaccio sui campi di gara. Il bob ritornò ai Giochi olimpici, mentre una nuova gara venne aggiunta al salto con gli sci e al fondo femminile. Si disputarono anche le prime gare olimpiche di slittino, anche se questo sport ricevette una cattiva pubblicità quando un atleta rimase ucciso durante un allenamento preolimpico.

Due atleti sovietici ebbero grande successo in questa edizione. La pattinatrice Lidia Skoblikova si portò a casa la vittoria in tutte le gare di pattinaggio di velocità, mentre la sua compatriota Klavdia Boyarskikh fece lo stesso nel fondo femminile, vincendo tre ori. Altri due fondisti, Eero Mäntyranta e Sixten Jernberg, ottennero due ori ciascuno.

Le sorelle francesi Marielle e Christine Goitschel occuparono le prime due posizioni sia nello slalom speciale che nel gigante, scambiandosi l'ordine d'arrivo. Da ricordare anche Eugenio Monti, che prestò un pezzo di ricambio del suo bob ai britannici Tony Nash e Robin Dixon, permettendogli di vincere l'oro nel bob a due.

Disputati nella città francese di Grenoble, i Giochi invernali del 1968 furono i primi in cui le due Germanie parteciparono come nazioni separate. Fino al 1964, avevano partecipato in una Squadra unificata tedesca. Un nuovo evento venne aggiunto ai Giochi di Grenoble: la staffetta 4 x 10 km del biathlon. Un altro debutto si ebbe per il doping e i controlli sul sesso.

Nello sci alpino Jean-Claude Killy guidò le buone prestazioni della squadra di casa. Vincendo tutte e tre le gare eguagliò il risultato ottenuto da Toni Sailer nel 1956. La terza medaglia d'oro di Killy fu comunque leggermente controversa, a causa della squalifica dell'austriaco Karl Schranz. A questi era stato concesso di ripetere la seconda manche dopo che era stata interrotta dagli spettatori. La giuria decise in seguito che Schranz aveva saltato una porta prima dell'interruzione, e lo squalificò come vincitore. Un altro caso controverso si ebbe nello slittino femminile. Le tedesche dell'est erano terminate al primo, secondo e quarto posto, ma vennero squalificate per aver riscaldato le lame dei loro slittini, il che non è consentito dal regolamento.

Altri atleti di successo furono il bobbista italiano Eugenio Monti, che vinse nel bob a due (con Luciano De Paolis) e nel bob a quattro (con De Paolis, Roberto Zandonella e Mario Armano) dopo una lunga carriera olimpica, e la svedese Toini Gustafsson, che vinse entrambe le gare individuali nello sci di fondo, e vi aggiunse un argento ottenuto con la squadra di staffetta. Nel fondo maschile i norvegesi Ole Ellefsæter e Harald Grønningen, vinsero anch'essi due medaglie.

I Giochi invernali del 1972 furono i primi disputati al di fuori di Europa o Nord America. Le Olimpiadi di Sapporo, in Giappone, vennero caratterizzate da diverse accuse di professionismo. Tre giorni prima dell'inizio dei Giochi il presidente del CIO Avery Brundage, minacciò di bandire dalle competizioni un buon numero dei migliori sciatori alpini perché non rispettavano la regola del dilettantismo. Alla fine, solo alla stella austriaca Karl Schranz, che guadagnava più di tutti gli altri, non venne permesso di gareggiare. Inoltre, la squadra canadese di hockey era assente, in segno di potesta nei confronti dei "dilettanti di stato" dei paesi est-europei, che, secondo i canadesi, erano a tutti gli effetti dei professionisti.

Le stelle principali dei Giochi furono, senza dubbio, il pattinatore di velocità olandese Ard Schenk e la fondista sovietica Galina Kulakova. Schenk vinse tre delle quattro gare di pattinaggio (fallendo nei 500 m), mentre la Kulakova vinse tutte e tre le gare a cui prese parte. La svizzera Marie Thérès Nadig e il sovietico Vyacheslav Vedenin fecero ritorno a casa con due medaglie d'oro ciascuno.

Sapporo portò anche diversi vincitori a sorpresa. Nel salto con gli sci, Wojciech Fortuna, dalla Polonia, vinse la prima medaglia d'oro per il suo paese, mentre la nazione ospitante si portò a casa le vittorie nelle altre gare di salto, anch'essa ottenendo il primo oro olimpico. Nello sci alpino, lo spagnolo Francisco Fernández Ochoa fu il vincitore a sorpresa dello slalom speciale.

Una curiosità storica, I Giochi del 1972 furono gli ultimi in cui uno sciatore avrebbe vinto l'oro usando sci esclusivamente in legno; fu il norvegese Magne Myrmo, che vinse la 50 km di fondo, così come avrebbe fatto nei seguenti Campionati del mondo. Dopo di lui, tutte le nazioni di vertice nello sci di fondo avrebbero schierato atleti che utilizzavano sci fabbricati principalmente in fibra di vetro e materiali sintetici.

In origine, le Olimpiadi invernali del 1976 erano state assegnate a Denver, ma in un plebiscito del 1972, gli abitanti della città votarono contro l'organizzazione dei Giochi. Innsbruck, che aveva già ospitato la manifestazione nel 1964, e i cui impianti erano ancora in buone condizioni, venne scelta nel 1973 per sostituire Denver. Siccome era la seconda volta che la città ospitava i Giochi, vennero accese due fiamme olimpiche. Nuovi eventi del programma furono la danza su ghiaccio e i 1.000 m maschili nel pattinaggio di velocità.

Nessun atleta riuscì a vincere tre medaglie d'oro, ma alcuni ci andarono vicini. La sciatrice tedesca occidentale Rosi Mittermaier vinse due ori, e arrivò a 12 centesimi di secondo dal vincere il terzo. La fondista sovietica Raisa Smetanina vinse anch'ella due ori e un argento, mentre la compatriota Tatyana Averina ottenne due ori e due bronzi nel pattinaggio di velocità.

I bobbisti della Germania Est, Nehmer and Germeshausen, collezionarono due medaglie d'oro, vincendo sia nel bob a due che in quello a quattro. Anche il biatleta russo Nikolay Kruglov vinse due ori.

Nel 1980 le Olimpiadi invernali ritornarono a Lake Placid, che aveva già ospitato l'edizione del 1932. La Repubblica Popolare Cinese fece il suo debutto ai Giochi olimpici invernali. Per questo motivo la Repubblica Cinese (Taiwan) fu costretta dal CIO a competere sotto il nome di Taipei. I Taiwanesi si rifiutarono, e divennero l'unica nazione a boicottare i Giochi Olimpici invernali. La minaccia del boicottaggio americano delle Olimpiadi estive del 1980 gettò un'ombra su questa edizione, poiché la decisione venne presa durante questi Giochi.

Fortunatamente vi furono anche tante imprese sportive. Il combinatista nordico Ulrich Wehling e la pattinatrice artistica Irina Rodnina, vinsero entrambi la loro terza medaglia consecutiva nella stessa specialità, mentre il biatleta Aleksander Tikhonov vinse la sua quarta con la staffetta. Il pattinatore Eric Heiden uguagliò il risultato ottenuto nel 1964 da Lidia Skoblikova, vincendo tutte le gare di velocità. Va però detto che Heiden vinse cinque ori; la Skoblikova quattro.

Nello sci alpino Hanni Wenzel, del Liechtenstein, vinse due medaglie d'oro, così come lo svedese Ingemar Stenmark. Per gli americani, comunque, il momento topico fu il torneo di hockey. In una partita in seguito battezzata come "Miracolo sul ghiaccio", la squadra di casa sconfisse la favorita Unione Sovietica e vinse il titolo.

Sarajevo fu una scelta sorprendente per i Giochi invernali, in quanto nessun atleta Jugoslavo aveva mai vinto una medaglia olimpica in tali Giochi. Questa mancanza venne colmata dallo sciatore Jure Franko, che vinse l'argento nello slalom gigante. L'unica nuova gara dei Giochi di Sarajevo fu la 20 km di fondo femminile.

La sciatrice finlandese Marja-Liisa Hämäläinen approfittò di questa nuova gara, che le permise di vincere tre medaglie d'oro, primeggiando in tutte le gare individuali. Altri atleti di successo furono i pattinatori Gaétan Boucher (Canada) e Karin Enke (Germania Est), che conquistarono due ori a testa. La Enke vinse anche due medaglie d'argento nelle restanti gare femminili di pattinaggio di velocità, che vennero dominate completamente dalla Germania Est, vincitrice di tutti gli ori e tutti gli argenti.

Nel pattinaggio di figura i danzatori britannici Jayne Torvill e Christopher Dean si rivelarono popolari al pubblico e alla giuria, che gli attribuì un punteggio perfetto per il loro programma libero. La pattinatrice tedesca orientale Katarina Witt vinse molti cuori assieme al suo oro olimpico.

La città canadese di Calgary ospitò le prime Olimpiadi invernali con un programma esteso a 16 giorni. Vennero aggiunte nuove gare nello sci alpino, nel salto con gli sci e nel pattinaggio di velocità, mentre il curling, lo short track e il freestyle, futuri sport olimpici, fecero la loro prima apparizione come sport dimostrativi.

Per la prima volta, le gare di pattinaggio di velocità si svolsero al coperto, nel Calgary Olympic Oval. La pattinatrice olandese Yvonne van Gennip sconfisse le favorite della Germania Est, vincendo tre medaglie d'oro e stabilendo due nuovi record del mondo. Il suo medagliere venne uguagliato dal saltatore finlandese Matti Nykänen, che vinse tutte le gare della sua disciplina.

Altre stelle di questi giochi furono il vulcanico sciatore italiano Alberto Tomba, la pattinatrice artistica della Germania Est Katarina Witt e il fondista svedese Gunde Svan. Non tutti gli atleti ottennero la prima pagina vincendo medaglie: il saltatore britannico Eddy "Eagle" Edwards, che si classificò ultimo, e la prima squadra Giamaicana di bob della storia, ricevettero un sacco di attenzioni.

I Giochi del 1992 si svolsero nella regione francese della Savoia; Albertville, cui erano assegnati nominalmente i Giochi, ospitò solo 18 gare. Due nuovi sport, lo short track e lo sci freestyle vennero aggiunti al programma. Anche il biathlon femminile fece la sua prima comparsa. Curling, sci di velocità e due delle gare di freestyle vennero solo dimostrati.

I cambiamenti politici dell'epoca vennero riflessi nelle squadre olimpiche presenti in Francia. La Germania gareggiò con una squadra unica per la prima volta dagli anni '60, e le ex-repubbliche jugoslave di Croazia e Slovenia fecero la loro prima apparizione. L'Unione Sovietica gareggiò ancora come un'unica squadra, sotto il nome di Squadra Unificata, ma gli Stati baltici parteciparono in maniera indipendente per la prima volta dalla seconda guerra mondiale.

La Norvegia vinse tutte le gare del fondo maschile, con Bjørn Dæhlie e Vegard Ulvang vincitori di tre ori ciascuno. Diversi atleti vinsero due medaglie d'oro, come Petra Kronberger (sci alpino), Bonnie Blair, Gunda Niemann (pattinaggio di velocità) e Kim Ki-Hoon (short track). Il saltatore finlandese Toni Nieminen passò alla storia diventando il più giovane campione olimpico dei Giochi invernali tra gli uomini.

Nel 1986, il CIO decise di smettere di disputare nello stesso anno i Giochi estivi e quelli invernali. I Giochi di Lillehammer furono i primi a non rispettare la vecchia cadenza quadriennale. I Norvegesi, appassionati di sport invernali, organizzarono queste Olimpiadi in maniera ottima, e molti ancora considerano questa edizione come la migliore. Indimenticabile la fiabesca cerimonia di apertura . Il programma delle gare venne nuovamente ampliato, con due nuovi eventi nel freestyle e nello short track. Dopo la divisione della Cecoslovacchia nel 1993, Repubblica Ceca e Slovacchia fecero il loro debutto olimpico a Lillehammer, assieme a diverse repubbliche dell'ex Unione Sovietica.

Johann Olav Koss emulò i risultati di Hjalmar Andersen nel 1952, vincendo sulle tre distanze più lunghe del pattinaggio di velocità, davanti al pubblico di casa - Koss stabilì il nuovo record del mondo in tutte e tre le gare. La fondista italiana Manuela di Centa vinse cinque medaglie in cinque gare, tra cui due ori; Lyubov Yegorova vinse tre ori, sempre nel fondo. Nello sci di fondo maschile invece, la sorpresa più grossa venne dalla squadra italiana di staffetta, che strappò il titolo ai favoriti norvegesi, con uno sprint finale in cui Silvio Fauner sopravanzò il norvegese Dæhlie. La pattinatrice Bonnie Blair vinse la quarta e la quinta medaglia della sua carriera, tra cui il terzo oro consecutivo nei 500 m, mentre la canadese Myriam Bédard vinse entrambe le gare individuali del biathlon.

Molta attenzione venne data dai media, specialmente negli Stati Uniti, alla gara femminile di pattinaggio artistico. La statunitense Nancy Kerrigan era stata aggredita alcuni mesi prima dei Giochi dall'ex marito della rivale Tonya Harding. Entrambe gareggiarono a Lillehammer, ma nessuna delle due vinse la medaglia d'oro, che andò a Oksana Baiul, portando così all'Ucraina il primo titolo Olimpico.

Per la prima volta gli atleti che parteciparono a un'edizione delle Olimpiadi invernali superarono le 2.000 unità, nella seconda edizione disputata in Giappone, a Nagano. Vennero introdotti due nuovi sport: snowboard e curling, oltre al torneo femminile di hockey su ghiaccio.

Il torneo maschile di hockey venne aperto per la prima volta a tutti i giocatori, rendendo le squadre di Canada e USA, zeppe di professionisti della NHL, le due favorite per l'oro. Ad ogni modo nessuna delle due ottenne una medaglia, e il titolo andò alla squadra della Repubblica Ceca. Il pattinaggio di velocità vide un'ondata di nuovi record del mondo, grazie all'uso dei rivoluzionari pattini a lama mobile; i pattinatori olandesi Gianni Romme e Marianne Timmer vinsero entrambi due ori. Bjørn Dæhlie conquistò tre medaglie d'oro, portando il suo totale in carriera a 12 (8 d'oro). Le donne russe fecero piazza pulita nel fondo, con Larissa Lazutina vincitrice di tre ori. Lo slittinista tedesco Georg Hackl vinse la sua quarta medaglia consecutiva (terza d'oro), mentre l'austriaco Hermann Maier si prese due medaglie d'oro nello sci alpino, dopo una spettacolare caduta nella discesa libera.

L'introduzione dello snowboard ai Giochi olimpici non arrivò senza scandalo, il vincitore della medaglia d'oro Ross Rebagliati (Canada) venne inizialmente squalificato per uso di cannabis, squalifica che venne in seguito annullata.

I XIX Giochi Olimpici invernali si disputarono a Salt Lake City. Si scoprì in seguito che gli organizzatori locali avevano corrotto diversi membri del CIO allo scopo di influenzare la scelta della sede. Questo provocò una modifica della procedura di scelta della città ospitante e diversi membri del CIO si dimisero o vennero puniti. Ancora una volta il programma venne ampliato. Lo skeleton ritornò ai Giochi olimpici dopo 54 anni, mentre nuove gare vennero aggiunte nel biathlon, nel bob, nello sci di fondo, nella combinata nordica e nello short track.

Le Olimpiadi di Salt Lake ebbero molte stelle. Ole Einar Bjørndalen vinse tutte e quattro le gare del biathlon, mentre Samppa Lajunen prese tutte le medaglie della combinata nordica. La croata Janica Kostelic vinse quattro medaglie nello sci alpino, di cui tre d'oro. Simon Ammann vinse entrambe le gare individuali di salto, mentre Georg Hackl vinse la quinta medaglia consecutiva nella stessa specialità (slittino singolo), un'impresa mai riuscita a nessun altro alteta. Nel pattinaggio di velocità, l'elevata altitudine della pista garantì diversi record del mondo. Jochem Uytdehaage ne infranse tre, vincendo due ori e un argento; Claudia Pechstein vinse i 5.000 m per la terza volta di fila, e vinse anche sui 3.000 m. A 10 anni da Albertville Stefania Belmondo riconquistò una medaglia d'oro nella prima gara del fondo (e dell'Olimpiade), poi conquisterà un bronzo.

Un grosso scandalo si sviluppò attorno alla gara di pattinaggio artistico a coppie. I canadesi Jamie Salé e David Pelletier si piazzarono inizialmente al secondo posto. Comunque, venne mostrato che il giurato francese aveva favorito la vittoria della coppia russa, e il CIO assieme all'Unione Internazionale Pattinaggio decise, dopo molte discussioni, di assegnare l'oro a pari merito. Questa, assieme a diverse altre decisioni arbitrali a loro sfavorevoli, causarono una minaccia da parte dei russi di ritirarsi dai Giochi.

Un secondo scandalo colpì lo sci di fondo, quando Johann Muehlegg (Spagna) e Olga Danilova e Larissa Lazutina (entrambe russe), che avevano già vinto medaglie nelle prime gare, risultarono positivi al doping. Attualmente sono stati ufficialmente privati di tutte le medaglie vinte ai Giochi del 2002.

Un australiano, Steven Bradbury, ha vinto nello short track, 1000 metri, pur essendo partito come rincalzo dopo una serie incredibile di disavventure dei suoi avversari, molto più titolati e favoriti di lui.

Nel 2006 i Giochi Olimpiaci invernali fecero tappa per la seconda volta in Italia, che li aveva già ospitati cinquant'anni prima a Cortina d'Ampezzo. L'evento olimpico aumentò ulteriormente di dimensione rispetto all'edizione precedente: 80 comitati olimpici nazionali, oltre 2600 atleti, 84 eventi in 15 discipline sportive diverse. Per la prima volta l'Albania, l'Algeria e la Costa Rica parteciparono ai Giochi olimpici invernali. Vennero aggiunte due gare con partenza in linea nel biathlon, l'inseguimento a squadre maschile e femminile nel pattinaggio di velocità, e le due prove di snowboardcross nello snowboard.

L'atleta più medagliata di Torino 2006 fu la canadese Cindy Klassen, con 5 medaglie (1 oro, 2 argenti, 2 bronzi) nel pattinaggio di velocità. La Corea del Sud dominò nello short track, con i plurimedagliati Ahn Hyun-Soo (3 ori e 1 bronzo) in campo maschile e Jin Sun-Yu (3 ori) in campo femminile. Tre ori anche per il biatleta tedesco Michael Greis. Per l'Italia, nazione ospitante, l'atleta più medagliato fu Enrico Fabris, 2 ori e 1 bronzo nel pattinaggio di velocità, le prime medaglie olimpiche italiane nella storia di questo sport.

Nel corso dei Giochi fu rilevato un unico caso di doping: al controllo dopo la 15 km femminile di biathlon, la russa Olga Pyleva fu trovata positiva al Carphedon, venendo quindi squalificata dai giochi e privata della medaglia d'argento. Destarono molto scalpore i controlli a sorpresa e le perquisizioni dei Carabinieri presso gli alloggi delle squadre austriache di sci di fondo e biathlon, dopo la segnalazione della presenza di un ex-allenatore, già bandito dai Giochi dopo un caso di manipolazione del sangue a Salt Lake City; i dieci atleti testati risultarono tutti negativi, ma nelle stanze venne trovato materiale vietato.

Con una decisione del CIO presa nel 2003, la XXI Olimpiade Invernale è stata assegnata a Vancouver, permettendo anche al Canada di ospitare l'evento per la seconda volta.

Fino alla XXI Olimpiade Invernale del 2010 compresa, solo tre città hanno ospitato per due volte i Giochi invernali: Lake Placid negli Stati Uniti d'America, St. Moritz in Svizzera e Innsbruck in Austria.

Nel corso degli anni, il numero di sport e gare disputati ai Giochi olimpici invernali è aumentato. In questa sezione si da una panoramica di tutti gli sport e le gare che sono attualmente in programma, o che lo sono stati in passato. I cosiddetti "sport dimostrativi", di cui sono state disputate gare senza assegnare medaglie, sono anch'essi elencati.

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Source : Wikipedia