Giappone

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Inviato da amalia 03/03/2009 @ 09:07

Tags : giappone, asia, esteri

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Giappone

Giappone - Bandiera

Il Giappone (日本/日本国, Nihon o Nippon?, ufficialmente Nihon-koku o Nippon-koku) è uno stato insulare dell'Asia Orientale. Situato nell'oceano Pacifico, giace ad est di Cina, Corea e Russia, allungandosi dal mare di Okhotsk a nord fino al Mar Cinese Meridionale a sud. I caratteri che compongono il nome del Giappone significano letteralmente "Origine del sole", perciò il Giappone è a volte conosciuto come «Paese del Sol Levante», un nome che deriva dalla posizione orientale del paese rispetto alla Cina. La sua capitale e principale città è Tōkyō.

Con una superficie di 377.872 km², il Giappone è la sessantaduesima nazione per dimensioni. Comprende oltre 3.000 isole, le più grandi delle quali sono Honshū, Hokkaidō, Kyūshū e Shikoku. La maggior parte delle isole del Giappone sono montagnose e molte sono vulcaniche, incluso il picco più alto, il Fuji. È al decimo posto per numero di abitanti, con circa 128 milioni di persone. La Grande Area di Tōkyō, con oltre 35 milioni di residenti, è la più grande area metropolitana del mondo.

Le ricerche archeologiche indicano che era abitato già nel Paleolitico superiore. I primi riferimenti scritti al Giappone compaiono in brevi note in testi di storia cinese del I secolo. La storia giapponese è stata marcata da periodi alternati di isolamento e di influenze radicali dal mondo esterno. La sua cultura odierna è una miscela di influenze esterne e di sviluppi interni. Da quando è stata adottata la costituzione, il 3 maggio 1947, il Giappone è rimasto una monarchia costituzionale con un imperatore e un parlamento eletto; la Dieta è uno dei corpi legislativi più vecchi dell'Asia.

Il Giappone è la seconda potenza economica mondiale per prodotto interno lordo, il più grande creditore internazionale, e il sesto principale esportatore ed importatore. È membro delle Nazioni Unite, del G8, del G4, dell'OCSE e dell'APEC.

I primi segni di civiltà risalgono al X millennio a.C. circa con la cultura Jōmon, caratterizzata dal mesolitico al neolitico da uno stile di vita semi sedentario cacciatore-raccoglitore e da una forma rudimentale di agricoltura. Il popolo Jomon produceva vasi di argilla decorati, spesso con motivi realizzati premendo corde contro l'argilla umida. Alcuni dei più antichi esemplari di vasellame esistenti al mondo si trovano in Giappone.

Il Periodo Yayoi, iniziato intorno al 300 a.C. segnò l'introduzione di nuove pratiche come la coltivazione del riso e la produzione di oggetti in bronzo e ferro, portate da immigrati dell'Asia continentale orientale. Il Giappone compare per la prima volta in registrazioni scritte nell'Hou Hanshu cinese del 57 d.C., come «il popolo di Wa, formato da più di un centinaio di tribù». Secondo il Libro di Wei cinese, il più potente regno giapponese nel III secolo era chiamato Yamataikoku ed era governato dalla leggendaria regina Himiko.

Durante il periodo Kofun, dal III secolo al VII secolo, si stabilì un centro dominante politico basato nell'area di Yamato, da dove sorse la linea dinastica degli imperatori giapponesi.

Il Buddhismo fu importato in Giappone dal regno coreano di Baekje, a cui il Giappone fornì aiuto militare, ricevendo il supporto della classe governante. Il principe Shōtoku si impegnò a diffondere il Buddhismo e la cultura cinese in Giappone. Gli viene attribuito l'aver portato una pace relativa al Giappone mediante la proclamazione della Costituzione di 17 articoli.

Cominciando con gli Editti di riforma di Taika del 645 la corte Yamato intensificò l'adozione di pratiche culturali cinesi e riorganizzò il governo e il codice penale basandosi sulla struttura amministrativa cinese dell'epoca. Ciò preparò la strada al dominio della filosofia confuciana in Giappone fino al XIX secolo. In questo periodo venne utilizzata per la prima volta la parola Nihon (日本, Nihon?) come nome per lo stato emergente.

Il periodo Nara dell'VIII secolo segnò il primo emergere di un forte stato giapponese, centrato intorno alla corte imperiale nella città di Heijō (odierna Nara). La corte imperiale si trasferì brevemente a Nagaoka, e quindi a Heian Kyō (ora Kyōto).

Gli scritti storici del Giappone culminarono all'inizio dell'VIII secolo con le cronache epiche del Kojiki e del Nihon Shoki. Queste due cronache danno un resoconto leggendario delle origini del Giappone. Secondo esse il Giappone venne fondato nel 660 a.C. dall'imperatore Jinmu, un discendente della divinità shintoista Amaterasu (la dea del sole). Si dice che Jimmu sia l'antenato della dinastia imperiale, rimasta ininterrotta fino ai nostri giorni. Comunque secondo gli storici il primo imperatore realmente esistito fu l'imperatore Ōjin, sebbene la data del suo regno sia incerta.

Durante il periodo Heian (794-1185) fiorirono arte, poesia e letteratura autoctone, immortalate all'inizio dell'XI secolo dalla dama di corte Murasaki Shikibu nel Genji monogatari (Il racconto di Genji), il più antico racconto ancora esistente. I reggenti del clan Fujiwara controllarono la politica dell'epoca.

L'era medievale giapponese fu caratterizzata dell'emergere di una classe governante di guerrieri, i samurai. Nel 1185 in seguito alla sconfitta dei nemici del clan Taira, Minamoto no Yoritomo venne nominato Shōgun e stabilì la sua base di potere a Kamakura nel 1192. Dopo la morte di Yoritomo un altro clan guerriero, il clan Hōjō, divennero reggenti per gli shōgun. Lo shogunato Kamakura riuscì a respingere le invasioni mongole nel 1274 e nel 1281 con l'aiuto di una tempesta che venne interpretata dai giapponesi come un kamikaze, o "Vento Divino". Lo shogunato Kamakura durò altri cinquant'anni e venne infine spodestato da Ashikaga Takauji nel 1333. Il successivo shogunato Ashikaga non riuscì a controllare i signori della guerra feudali (daimyō) e scoppiò una guerra civile. La guerra Ōnin (1467-1477) viene generalmente considerata come l'anticamera degli "Stati in guerra" o periodo Sengoku.

Nel XVI secolo commercianti e missionari portoghesi raggiunsero per la prima volta il Giappone, iniziando il periodo Nanban ("barbari meridionali") di attivi scambi commerciali e culturali tra il Giappone e l'Occidente, introducendo anche la religione Cattolica. Oda Nobunaga conquistò numerosi altri daimyo utilizzando tecnologie e armi da fuoco europee ed era sul punto di unificare la nazione quando venne assassinato ("Incidente di Honnōji") nel 1582. Toyotomi Hideyoshi succedette a Nobunaga e unificò la nazione nel 1590. Hideyoshi tentò due volte di invadere la Corea ma venne ogni volta arrestato dalle forze coreane e della dinastia Ming cinese. In seguito a numerose sconfitte e alla morte di Hideyoshi le truppe giapponesi vennero ritirate nel 1597.

Dopo la morte di Hideyoshi, Tokugawa Ieyasu sfruttò la sua posizione di reggente del figlio di Hideyoshi, Toyotomi Hideyori, e i conflitti sorti tra i lealisti del clan Toyotomi, per ottenere il supporto di diversi signori della guerra da tutto il Giappone. Quando scoppiò la guerra aperta sconfisse i clan rivali nella battaglia di Sekigahara nel 1600. Ieyasu venne nominato shōgun nel 1603 e stabilì lo shogunato Tokugawa a Edo (la moderna Tōkyō).

Dopo aver sconfitto il clan Toyotomi all'assedio di Osaka nel 1614 e nel 1615 i Tokugawa divennero i governanti del Giappone, imponendo un sistema feudale centralizzato con lo shogunato Tokugawa a capo dei domini feudali. Dopo la morte di Ieyasu, lo shogunato Tokugawa instaurò diverse misure per controllare i daimyo, tra cui la politica sankin-kōtai di rotazione forzata della residenza tra i feudi e Edo. Nel 1639, lo shogunato iniziò la politica isolazionista del sakoku («paese chiuso») che diede due secoli e mezzo di tenue unità politica conosciuto come periodo Edo. Questo viene spesso considerato come l'apice della cultura medievale giapponese. Lo studio delle scienze occidentali, conosciuto come rangaku, continuò in questo periodo mediante contatti con l'enclave olandese di Dejima a Nagasaki. Il periodo Edo vide la nascita del kokugaku, letteralmente «studi giapponesi», sebbene più correttamente rappresenti lo studio delle origini del Giappone da parte dei giapponesi stessi. Yamaga Soko è uno stratega che sostenne i princìpi del Bushido. Le sue idee ebbero una forte influenza sui Quarantasette Ronin e il Sonnō jōi.

Il 31 marzo 1854, il commodoro Matthew Perry e le "Navi Nere" della marina degli Stati Uniti forzarono l'apertura del Giappone all'Occidente con la Convenzione di Kanagawa. La guerra Boshin del 1867-1868 condusse all'abdicazione dello shogunato e alla restaurazione Meiji instaurando un governo centrato intorno all'imperatore. Il Giappone adottò numerose istituzioni occidentali, inclusi un sistema legale, un esercito moderno e un sistema parlamentare, quest'ultimo modellato su quello britannico, con Ito Hirobumi come Primo Ministro nel 1882.

L'era Meiji di riforme trasformò l'Impero del Giappone in una potenza mondiale, che si imbarcò in diversi conflitti militari per aumentare il suo accesso alle risorse naturali e la sua influenza su Corea e Cina, come la prima guerra sino-giapponese (1894-1895) e la guerra russo-giapponese (1904-1905). Con quest'ultima per la prima volta una nazione asiatica sconfisse una potenza nazionale europea. Nel 1910 il Giappone controllava la Corea e la metà meridionale di Sakhalin. L'anno successivo i trattati ineguali firmati dal Giappone con le potenze occidentali vennero cancellati.

L'inizio del XX secolo vide un breve periodo di "democrazia Taisho", messa in ombra dalla crescita dell'espansionismo giapponese e della militarizzazione. La prima guerra mondiale permise al Giappone, che combatté al fianco degli Alleati vittoriosi, di espandere la sua sfera di influenza in Asia e i suoi possedimenti coloniali nel Pacifico. Nel 1920 il Giappone si unì alla Lega delle Nazioni divenendone un membro del consiglio di sicurezza, ma nel 1933 ne uscì in seguito alle critiche per l'occupazione della Manciuria del 1931. Nel 1936 firmò il patto anti-Comintern con la Germania nazista, unendosi all'Asse nel 1941.

Il Giappone attaccò il resto della Cina, così come molte altre nazioni e isole dell'Asia orientale, iniziando la seconda guerra sino-giapponese (1937-1945). In risposta alle sue azioni, alcuni Stati occidentali, tra cui principalmente gli Stati Uniti, il Regno Unito e i Paesi Bassi, imposero un embargo delle forniture di petrolio e altre sanzioni. Il 7 dicembre 1941 il Giappone attaccò la base navale statunitense di Pearl Harbor dichiarando guerra a Stati Uniti, Regno Unito e Paesi Bassi. Quest'azione fece entrare nella seconda guerra mondiale gli Stati Uniti, che quattro giorni dopo dichiararono guerra alla Germania nazista.

Con progressione costante le forze giapponesi furono respinte o distrutte. Man mano che gli Stati Uniti si portavano sempre più vicini al Giappone furono in grado di usare efficacemente i bombardamenti. I bombardamenti strategici di città come Tōkyō e Osaka culminarono con il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki. Questi attacchi uccisero diverse centinaia di migliaia di giapponesi e portarono al termine della guerra. A seguito di ciò, il 2 settembre 1945 il Giappone accettò una resa incondizionata. Venne organizzato un tribunale militare per perseguire i leader giapponesi per crimini di guerra. Altri criminali di guerra vennero giudicati in tribunali locali dell'Asia e del Pacifico. L'imperatore Showa ricevette l'immunità e mantenne la posizione di imperatore.

Molti storici criticano il lavoro fatto dal generale Douglas MacArthur e dai suoi collaboratori per esonerare l'imperatore Showa e tutti i membri della famiglia imperiale coinvolti nella guerra come i principi Yasuhito Chichibu, Tsuneyoshi Takeda, Yasuhiko Asaka, Naruhiko Higashikuni, Kotohito Kan'in e Hiroyasu Fushimi.

Herbert Bix sostiene inoltre che "le misure straordinarie adottate da MacArthur per salvare Hirohito dall'essere processato come criminale di guerra ebbero un duraturo e profondo impatto distorsivo sulla comprensione della guerra da parte dei giapponesi", e che "nei mesi dopo che il processo di Tōkyō iniziò, i più elevati sottoposti di MacArthur stavano lavorando per attribuire la sostanziale responsibilità per Pearl Harbor a Hideki Tojo". Shuichi Mizota, l'interprete dell'ammiraglio Mitsumasa Yonai, ha dichiarato che Bonner Fellers incontrò l'ammiraglio il 6 marzo 1946 e gli disse: "sarebbe più conveniente se da parte giapponese ci arrivasse la prova che l'Imperatore è completamente innocente. Credo che l'incombente processo offra la migliore opportunità di farlo. Su Tojo, in particolare, dovrebbe gravare il peso di tutta la responsabilità in questo processo".

La guerra costò al Giappone milioni di vite e distrusse la maggior parte della struttura industriale e infrastrutturale. Nel 1947 il Giappone adottò una nuova costituzione pacifista, cercando la cooperazione internazionale, enfatizzando i diritti umani e le pratiche democratiche. L'occupazione statunitense durò ufficialmente fino al 1952; nel 1956 il Giappone divenne membro delle Nazioni Unite. Grazie a un programma di sviluppo industriale aggressivo e con l'assistenza degli Stati Uniti, l'economia giapponese crebbe rapidamente fino a diventare la seconda più grande economia del mondo, con un tasso di crescita medio del 10% per quattro decadi. Questa crescita si arrestò negli anni novanta, quando soffrì una grave recessione. A partire dal 2001 il Giappone ha ripreso a crescere, grazie alle riforme dell'ex premier Junichiro Koizumi, ed ha anche riacquistato prestigio militare, affiancando gli USA nella guerra al terrorismo.

Il Giappone, essendo popolato da quasi 128 milioni di persone e con una superficie di 377.835 km² ha di conseguenza un'alta densità demografica pari a 335 abitanti/km². Questo ha portato alla creazione di enormi megalopoli, a partire dalla capitale Tōkyō, che ospita 12 milioni di abitanti nella prefettura, ma che negli anni ha formato un'enorme megalopoli con le città circostanti di 27 milioni di abitanti.

Dopo la fine dell'isolamento feudale, avvenuta ad opera dell'imperatore Meiji, nella seconda metà del XIX secolo l'economia giapponese conobbe già i suoi primi sviluppi. Ma solo a partire degli anni cinquanta decollò completamente, e da allora ha continuato a crescere a livelli elevati.

Oggi il Giappone è la prima potenza economica dell'Asia e la seconda a livello mondiale dopo gli Stati Uniti, con un prodotto interno lordo di 4 380 miliardi di dollari nel 2007. Inoltre è uno dei pochi paesi asiatici con livelli di vita paragonabili a quelli occidentali, con un reddito pro capite di 34 300 dollari annui.

L'economia giapponese è basata in gran parte sulle esportazioni. Malgrado la scarsità di materie prime, il Paese dispone di un sistema industriale tra i più avanzati al mondo, soprattutto nei settori dell'automobile e dell'elettronica di consumo.

Aziende come Sony, Denon, Canon, Epson, Olympus, Sharp, Matsushita, Hitachi, Pioneer, Casio, Nikon, Toshiba, Fujifilm, Sanyo e Kenwood sono tra le maggiori produttrici mondiali di apparecchi elettronici, come radio, televisori, macchine fotografiche, videocamere e computer. Imprese come Sony BMG Music Entertainment, Kawai, Pearl, Korg, Ibanez, Zoom, Tama, Roland e Yamaha (che costruisce anche moto) sono molto rinomate nel mercato musicale mentre Sony Computer Entertainment, Nintendo, SEGA, Capcom, Tecmo, Mistwalker, Konami, Namco, Treasure, Square Enix e SNK Playmore sono tra i leader del campo videoludico. Giapponesi sono anche alcuni dei maggiori produttori di pneumatici come Bridgestone (fornitore ufficiale del campionato di Formula 1), Yokohama , Sumitomo e Toyo.

L'industria nipponica dell'auto è la seconda al mondo per importanza, dopo quella statunitense, ma è molto sviluppata anche la produzione di motociclette. Tra le principali costruttrici di mezzi di trasporto vi sono Honda, Suzuki, Kawasaki, Toyota, Yamaha, Mitsubishi Motors, Nissan, Mazda, Subaru e Daihatsu. La Toyota è la prima produttrice mondiale di autovetture per numero, e la seconda per fatturato dopo la General Motors. Importanti sono anche le industrie navali, chimiche (petrolio, gomma, materie plastiche, fibre sintetiche), metallurgiche, tessili, alimentari e dei laterizi.

Agricoltura (riso, patate, ortaggi) ed allevamento (bovini) hanno un ruolo marginale, benché entrambi siano molto modernizzati. Il Giappone è il primo paese al mondo nella pesca, esercitata soprattutto nelle acque del Pacifico. Nel settore terziario, un posto di rilievo spetta alle attività bancarie. Di ottimo livello sono anche i settori delle assicurazioni, della comunicazione e dei trasporti.

La capitale Tōkyō è un importante centro finanziario di livello mondiale, ed ospita l'importante borsa valori del Kabutocho. Inoltre la città ha un enorme flusso di persone provenienti da tutto il mondo, per affari e per studio ma anche per turismo. La sua area metropolitana conta più di 35 milioni di abitanti, ed ha un PIL di oltre 2 mila miliardi di dollari, paragonabile a quello dell'intera Francia; nel quartiere finanziario risiede meno di mezzo milione di persone, ma di giorno il loro flusso è di 11 milioni, dati che fanno capire l'importanza mondiale di Tōkyō.

I punti di forza sono la grande capacità produttiva, dovuta ad un forte interesse sulla ricerca e lo sviluppo, e i buoni rapporti che il Paese ha con gli Stati Uniti, l'Unione Europea e il resto dell'Asia orientale. Il mercato giapponese è dominato da grandi aziende, sia locali (keiretsu) che straniere. Purtroppo il Giappone ha anche dei punti deboli, specie sul piano finanziario, che sono stati alla base della crisi economica negli anni novanta.

Ecco qui di seguito una tabella che indica le temperature e le precipitazioni di Tōkyō.

La cultura giapponese ha subito forti modifiche nel corso dei secoli, cambiando da quella originaria (risalente al periodo Jōmon), fino a quella contemporanea, che combina influenze asiatiche, europee e statunitensi. L'arte tradizionale giapponese include le arti dell'ikebana, dell'origami, dell'ukiyō-e, delle bambole, delle lacche, e delle ceramiche; il teatro (bunraku, danza, kabuki, nō e rakugo); le tradizioni (i giochi, la cerimonia del tè, il budo, l'architettura, i giardini, e le spade); e la cucina. La fusione della pittura tradizionale giapponese e di quella occidentale ha dato vita ai manga, il fumetto tradizionale del Giappone, diventato famoso anche nel resto del mondo. I cartoni animati influenzati dallo stile dei manga vengono chiamati anime. I videogiochi giapponesi hanno iniziato ad avere grande successo a partire dagli anni ottanta, grazie soprattutto all'opera di Nintendo, che si è lanciata con successo in questo mercato, seguita poi da Sony, SEGA e altre aziende negli anni novanta.

Avendo preso in prestito dalle vicine culture strumenti, scale e stili, la musica giapponese è particolarmente eclettica. Molti strumenti musicali come il koto, vennero introdotti nel IX e X secolo. L'accompagnamento del teatro nō nasce nel XIV secolo, e la musica popolare folcloristica, con lo shamisen nel XVI secolo. La musica occidentale venne introdotta nel secolo XIX, ed è ormai diventata parte integrante della cultura. Il Giappone del dopoguerra venne fortemente influenzato dalle musiche americane ed europee, dando vita alla cosiddetta J-Pop.

Tra i primi manoscritti della letteratura giapponese i più importanti sono il Kojiki, il Nihon Shoki, e il Man'yōshū, raccolta di poesie del secolo VIII. Tutti vennero scritti in caratteri cinesi. All'inizio del periodo Heian venne creato il sistema di trascrizione fonetica detto kana (formato da hiragana e katakana). La Taketori monogatari (竹取物語, Taketori monogatari? "Storia di un tagliabambù") è considerato il primo racconto della letteratura giapponese. Una descrizione della vita di corte dell'epoca Heian viene data da Sei Shonagōn nel Makura no sōshi (枕草子, Makura no sōshi? "Note del Guanciale"), mentre il Genji monogatari (源氏物語, Genji monogatari? "Storia di Genji") di Murasaki Shikibu è considerato il primo romanzo nel mondo.

Durante il periodo Edo la letteratura divenne l'arte dei chōnin (lett. gente di città), la gente ordinaria. Non era più, quindi, prerogativa degli aristocratici. Il cosiddetto Yomihon, ad esempio, divenne famoso, dando prova di questo cambiamento. Il periodo Meiji segnò il declino delle forme tradizionali della letteratura; infatti è proprio in questo periodo che la letteratura giapponese integrò le influenze occidentali. Natsume Soseki e Mori Ōgai furono i primi scrittori della letteratura giapponese moderna. Vennero seguiti da Akutagawa Ryunosuke, Tanizaki Jun'ichirō, Kawabata Yasunari, Mishima Yukio fino ad arrivare a Murakami Haruki e Banana Yoshimoto. Il Giappone vanta due scrittori vincitori di un Premio Nobel: Kawabata Yasunari (1968) e Ōe Kenzaburō (1994).

Nella maggior parte delle scuole giapponesi si indossa una divisa scolastica. Hanno un obbligo scolastico di 9 anni, il 22% della popolazione è laureata e non vi sono praticamente analfabeti.

In Giappone è presente una grande varietà di tipi di vegetazione che passa dalla sub artica a quella tropicale. La foresta copre circa il 70% del territorio; il Giappone, infatti, è al secondo posto come percentuale di verde dopo la Finlandia. Nelle zone di media montagna (RACHY C.) e in quelle costiere (AGA C.) si trovano foreste temperate, mentre nelle zone montuose sono situate le foreste boreali di conifere. Tra i 400 e i 1500 metri si trova spesso la brughiera giapponese (Hara): un insieme di conifere.

All'inizio del XX secolo il Giappone ha dato vita ad una serie di arti marziali denominate Budō, molto in voga tra i guerrieri. Queste includono il Jūdō, il Karate, il Jūjutsu, il Ninjutsu, l'Aikido e il Kendō. Il Sumo viene inoltre considerato il più caratteristico sport nazionale giapponese, con i suoi enormi lottatori che si sfidano in piccole arene circolari.

Solo dopo l'era Meiji molti sport occidentali entrarono a far parte della cultura giapponese, alcuni di questi inseriti dapprima come materia di studio nelle scuole e successivamente metabolizzati come discipline ludiche.

Il baseball (chiamato 野球 yakyū) ad esempio è uno dei giochi più popolari in Giappone, dove la prima squadra professionale fu istituita nel 1937. Il massimo campionato è denominato Lega Professionale Giapponese ed è suddiviso in due leghe. La nazionale giapponese, rappresenta il Giappone nelle competizioni internazionali organizzate dalla IBAF.

Invece per quanto riguarda il calcio, la J-League professionistica è nata soltanto nel 1992. Molto popolare anche la pallavolo, che ha visto la squadra femminile vincitrice del torneo olimpico nel 1964. Abbastanza diffusa è anche la pallacanestro.

Il Giappone festeggia il Taiiku no hi (体育の日), ovvero la giornata dello sport e della salute, il 10 ottobre in commemorazione della XVIII Olimpiade (1964). Altri eventi degni di nota sono stati gli XI Giochi olimpici invernali del 1972 a Sapporo, i XVIII Giochi olimpici invernali di Nagano e i Mondiali di calcio del 2002 organizzati in collaborazione con la Corea del Sud.

Il 13 maggio 1939 fu effettuato il primo esperimento di trasmissione via radio, mentre le trasmissioni regolari iniziarono il 1º febbraio 1953.

Ad essi fanno capo diverse tv locali legate alle varie prefetture.

Con l'arrivo della civiltà occidentale non si può più parlare di un'arte autonoma, ma l'arte giapponese si inserisce vigorosamente nelle più moderne correnti artistiche, specie architettoniche.

Per quanto riguarda le arti tradizionali giapponesi, che sono tutte permeate dalla filosofia zen, esse hanno costituito per secoli un unicum che non ha corrispondenza in occidente. Sono giunte fino a noi pressoché intatte e sono tuttora vive e vitali. Sono praticate in tutto il mondo da decine di migliaia di persone ed hanno costituito un vettore essenziale della conoscenza all'estero della cultura giapponese. Tutte sono fondate sul principio della "via" (dō) cioè su un cammino interiore da percorrere per giungere all'illuminazione. Ma al di là della loro valenza filosofica, hanno comunque un contenuto estetico che può essere percepito autonomamente. Queste forme espressive costituiscono il nucleo più autentico della cultura giapponese e ad esse i giapponesi sono stati e sono molto legati. Elemento costante e centrale di esse è la rappresentazione istantanea della bellezza, espressa, il più sinteticamente possibile, con il segno, la forma o il gesto. Le più note sono: il cha no yu (o sadō) la via del tè, l'ikebana (o kadō) la via dei fiori, lo shodō la via della calligrafia, il ko-do la via dell'Incenso.

Una menzione a parte per la corrente artistica del Mono-Ha, originatasi sul finire degli anni sessanta, per mano di un gruppo di artisti concentratisi sull'aspetto effimero e impermanente di oggetti ed eventi, messi in relazione allo spazio, all'uomo ed alla realtà.

Durante l'era Meiji si ebbe il declino della letteratura classica e poco per volta gli scrittori adottarono temi e stili prettamente occidentali. I primi scrittori "moderni" che si possono citare sono Mori Ōgai e Natsume Sōseki, seguiti da Akutagawa Ryunosuke, Tanizaki Jun'ichirō e Mishima Yukio.

Tra gli scrittori contemporanei conosciuti e pubblicati in Italia spiccano fra gli altri Yoshimoto Banana (Kitchen, Honeymoon, H/H, Tsugumi, Arcobaleno, Amrita), e Murakami Haruki (Norwegian Wood, Underground, La ragazza dello Sputnik).

Accanto all'arte aulica e sacra esisteva però un'espressione popolare basata su una scala di 12 suoni cromatici, la cui costruzione risale al 1500 a.C.

Dal sistema dei 12 toni si sviluppa però la possibilità teorica di estendere il numero delle disposizioni variamente trasportate e alternate fino a 84 scale diverse in seguito dal XIV al XVI secolo, la musica strumentale, corale e la danza danno luogo a primitive e popolari rappresentazioni sceniche eseguite ancora oggi con gli strumenti originali: il koto (simile al salterio), la biwa ( specie di liuto), la shamisen (chitarra a 3 corde a plettro) oltre agli strumenti a fiato e a percussione.

Per molto tempo i musicisti giapponesi si sono nutriti di elementi prevalentemente germanici; dopo la prima guerra mondiale i favori si sono, invece, volti sempre più verso la musica francese e italiana. Successivamente con l'avvento della globalizzazione anche i giapponesi si sono scoperti anglofili, imitando la musica pop e rock d'oltre oceano e cantando in inglese.

Fuori dall'Asia la musica contemporanea giapponese è conosciuta quasi esclusivamente grazie alle colonne sonore e musiche di sottofondo di videogiochi e anime, i cartoni animati giapponesi.

Formalmente il Giappone è una monarchia costituzionale ereditaria, ma il ruolo dell'imperatore è esclusivamente simbolico, come stabilito dalla costituzione del 3 novembre 1946. L'ordinamento istituzionale giapponese è quindi identificabile con le moderne democrazie parlamentari; in confronto, vi è una più marcata differenziazione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) dovuta all'influenza degli Stati Uniti durante la stesura della costituzione.

Il potere legislativo è affidato alle due camere della Dieta: la Camera dei Rappresentanti (Shugi-in), composta da 480 membri eletti a suffragio universale per 4 anni, e la Camera dei Consiglieri (Sangi-in), composta da 252 membri eletti per 6 anni, rinnovabili per metà ogni tre anni. Il potere esecutivo è esercitato dal Primo Ministro e dal Gabinetto, da costui nominato. Il Primo Ministro è scelto dalla Dieta e i Ministri del Gabinetto devono essere in maggioranza membri della Dieta. Il potere giudiziario è amministrato da una Corte Suprema e da corti inferiori, i cui giudici sono nominati dal Gabinetto per dieci anni. I giudici della Corte Suprema sono confermati o sfiduciati dagli elettori in occasione della prima elezione della Camera dei Rappresentanti successiva alla nomina. I principali partiti giapponesi sono il Partito Liberal Democratico, il Partito Socialista e il Partito Comunista; in particolare il primo ha governato quasi ininterrottamente dal 1946 ad oggi riscuotendo sempre un grande consenso dal popolo.

L'attuale imperatore è Akihito. Il Primo Ministro Yasuo Fukuda è stato travolto dalla crisi economica l'1 settembre del 2008: la sua carica è durata solo 11 mesi. Il candidato premier del partito di maggioranza, il Liberal-democratico, è Taro Aso: le nuove elezioni si svolgeranno il 26 ottobre.

Il sovrano del Giappone è l'unico imperatore oggi esistente al mondo.

Nel febbraio 2007, per la prima volta dal 1947, il governo giapponese guidato dall'ex premier Shinzo Abe si è dotato di un ministero della Difesa. Il primo ministro si è impegnato esplicitamente a sostenere una revisione costituzionale per rivedere l'articolo 9 che proibisce l'uso di forze armate. Le truppe giapponesi hanno attualmente compiti esclusivamente di autodifesa, e con questa formula sono state inviate truppe terrestri in Iraq.

Tra i 47 paesi che praticano la pena di morte (dato 2008 di Nessuno tocchi Caino), il Giappone si può contare tra i 9 che si possono definire di democrazia liberale (considerando il sistema politico, i diritti umani, i diritti civili e politici, le libertà economiche e la pratica delle regole dello stato di diritto).

Con le 15 esecuzioni effettuate nel 2008, il Giappone ha superato il numero record del 1975, anno in cui le esecuzioni furono 17; nel 2007 erano state giustiziate 9 persone, 4 nel 2006. Ciò mostra elementi di escalation, dato anche che dal 1998 al 2005 si è registrato un totale di 16 esecuzioni, ovvero una media di due all’anno.

Fino al 2006, per 15 mesi, si era verificata una moratoria di fatto delle esecuzioni; il Ministro della Giustizia dell’epoca, Seiken Sugiura (di confessione buddista), era contrario alla pena capitale.

In seguito alla sconfitta e all'occupazione statunitense del secondo dopoguerra, il Giappone intrattiene solide relazioni economiche e militari con gli Stati Uniti. Nella Guerra in Iraq iniziata nel 2003 il Giappone ha contribuito inviando truppe non combattenti. Fa inoltre parte della coalizione denominata G4 (India, Germania, Giappone e Brasile).

Il Giappone è un membro dell'APEC, del G4 e del G8, che gli permette di intrattenere relazioni con diverse nazioni occidentali divenendo col tempo particolarmente importante nei rapporti diplomatici e commerciali, specialmente come intermediario con la regione asiatica.

Ci sono attualmente svariate dispute aperte con le nazioni vicine relative al controllo di determinate isole, solitamente concernenti interessi di tipo economico (estrazione di petrolio o gas naturale). Ultimamente poi i rapporti con la Corea del Nord sono nuovamente degenerati in seguito agli esperimenti nucleari di quest'ultima. A metà febbraio 2007 il governo giapponese ha messo in orbita due satelliti-spia militari per la sorveglianza dallo spazio della regione, con particolare attenzione alla penisola coreana.

Il Giappone è membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU dal 2005 e uno dei candidati più probabili ad un seggio permanente.

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Nazionale di calcio a 5 del Giappone

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La Nazionale di calcio a 5 del Giappone è, in senso generale, una qualsiasi delle selezioni nazionali di Calcio a 5 della Japan Football Association che rappresentano il Giappone nelle varie competizioni ufficiali o amichevoli riservate a squadre nazionali.

Questa squadra nazionale è considerata sicuramente tra le migliori formazioni d'Asia e quella con una storia internazionale più lunga: il Giappone ha infatti disputato tutte e tre le prime edizioni del campionato mondiale sotto l'egida della FIFUSA, peraltro vincendo proprio all'esordio per 2-0 ai danni dell'Italia. Le tre spedizioni iridate non hanno comunque portato molto successo alla nazionale del sol levante, che in tutti e tre i casi è stata eliminata al primo turno.

Con l'avvento della FIFA, la squadra giapponese ha partecipato al mondiale del 1989 in Olanda, venendo però esclusa al primo turno per mano di Belgio e Argentina. Tre anni più tardi per la prima volta la squadra giapponese rimane non qualificata, a beneficio di Cina e Iran. L'esclusione si ripete quattro anni dopo alla vigilia del mondiale spagnolo, quando Cina, Malesia e Iran sopravanzano i giapponesi lasciandoli fuori dalla fase finale.

Nel 1999 intanto la Asian Football Confederation indice la prima rassegna continentale per squadre nazionali, con cadenza annuale. Nella prima edizione in Malesia il Giappone giunge quarto battuto la Kazakistan ai calci di rigore. L'anno successivo il Giappone non migliora la sua posizione, questa volta è la Thailandia padrona di casa che vince la finale per il 3° e 4° posto per 8-6, questa sconfitta brucia e molto perché questa edizione assegna i posti per il mondiale guatemalteco, il Giappone quarto non si qualifica.

Nel 2001 in Iran, la musica non cambia molto: una nuova sconfitta nella finale per il terzo posto a favore della Corea del Sud relega i giapponesi di nuovo al quarto posto. Toccati questi minimi storici, la selezione nipponica si rivaluta notevolmente e nelle successive quattro edizioni si dimostra la più fiera rivale dell'Iran a cui contende la coppa con sempre minore scarto. L'edizione 2004 nelle filippine segna anche una nuova qualificazione al mondiale previsto a Taiwan dove i giapponesi però usciranno al primo turno dopo aver raccolto solo un punto per il pareggio con gli Stati Uniti.

Nel 2006 infine, dopo quattro finali perse, il giappone finalmente vince la sua prima e per ora unica rassegna continentale: in Uzbekistan i nipponici battono i padroni di casa per 5-1 laureandosi campioni d'Asia. L'anno successivo tra le mura amiche però è di nuovo l'Iran a battere i giapponesi in finale per 4-1 riprendendosi l'alloro continentale.

Cinque partecipazioni mondiali fanno del Giappone la nazionale asiatica più presente in assoluto, precedendo l'Iran, nonostante questa buona presenza il Giappone non è mai andato oltre il primo turno.

Una vittoria nel 2006 in Uzbekistan e cinque secondi posti fanno del Giappone la seconda nazionale asiatica per titoli continentali dietro all'Iran, assieme a quest'ultimo è anche stata presente a tutte e nove le fasi finali sinora disputate.

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Nazionale di rugby XV del Giappone

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La Nazionale giapponese di rugby fu fondata nel 1932.

È tradizionalmente la maggiore rappresentativa nazionale dell'Asia. In Giappone il rugby è gestito dalla Nihon Ragubi- Futtobo-ru Kyo-kai. La nazionale di rugby giapponese partecipa annualmente alla Pacific Nations Cup e fino ad adesso ha preso parte a tutte la coppe del mondo disputatesi.

Dal 2007 l'allenatore è il neozelandese John Kirwan.

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Gran Premio del Giappone

Il circuito di Suzuka, utilizzato in Formula 1 fino al 2006 e che in futuro si alternerà col Fuji

Il Gran Premio del Giappone è una gara automobilistica di Formula 1 che si è svolta per due edizioni nel 1976 e 1977 sul circuito del Fuji nelle vicinanze di Yokohama, per poi ritornare stabilmente nel calendario mondiale a partire dal 1987 ospitato sul circuito di Suzuka. Nella stagione 2007 il Gran Premio torna al Fuji, radicalmente rinnovato, ma è stato annunciato che a partire dal 2009 i due circuiti (di proprietà di due case automobilistiche nipponiche rivali tra loro, Toyota e Honda) organizzeranno la gara ad anni alterni.

Per un breve periodo il Giappone ha anche avuto una seconda gara in calendario, il Gran Premio del Pacifico disputato sul circuito di Aida nel 1994 e 1995.

Data la sua tradizionale posizione verso la fine del campionato mondiale, o addirittura come ultima gara, il Gran Premio del Giappone ha avuto più di un risultato clamoroso o controverso che ha assegnato il titolo.

Nella prima edizione del 1976, corso sotto una pioggia torrenziale, Niki Lauda che solo pochi mesi prima era sopravvissuto all'incidente del Nürburgring rinunciò a correre lasciando che James Hunt conquistasse i pochi punti necessari per vincere il titolo mondiale. L'anno successivo, che vide proprio la vittoria di Hunt, un incidente tra Ronnie Peterson e Gilles Villeneuve vide la vettura di quest'ultimo decollare ed atterrare in un'area interdetta al pubblico, uccidendo però un commissario di gara.

Quando la corsa riapparve sul calendario a Suzuka, divenne sinonimo della lotta tra Alain Prost e Ayrton Senna: compagni di squadra nel 1989 sulla McLaren, Senna doveva assolutamente vincere la corsa per mantenere aperto il campionato ma al tentativo di sorpasso Prost rispose chiudendo bruscamente la traiettoria e mettendo fuori gara entrambe le vetture; in realtà, Senna riuscì a ripartire con l'aiuto dei commissari e a vincere la gara, ma fu squalificato successivamente per avere tagliato la chicane dov'era avvenuto l'incidente, si dice su pressione del presidente della Federazione, il francese Jean-Marie Balestre. La vittoria fu quindi assegnata ad Alessandro Nannini, l'unica nella sua carriera.

L'anno successivo, con Prost alla Ferrari, era il francese a dover vincere assolutamente per poter conquistare il campionato ma i due rivali, partiti affiancati in prima fila, si scontrarono alla prima curva terminando la loro corsa e assegnando il titolo a Senna. Nel seguito, Senna avrebbe ammesso di avere agito deliberatamente per "pareggiare i conti" dell'anno precedente.

Il Gran Premio è uno dei pochi ad aver mantenuto un carattere "nazionale" negli anni, con piloti, squadre e fornitori giapponesi che hanno un grande interesse nel ben figurare. Vi è sempre stata una presenza speciale di piloti e fornitori giapponesi, in particolare nelle due edizioni degli anni '70 quando vi fu anche l'apparizione della vettura Kojima che conquistò il giro più veloce in gara nell'edizione 1976.

Dal 1987, è stabilmente sponsorizzato da Fuji Television, che ha i diritti per trasmettere in Giappone la Formula 1.

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Source : Wikipedia