Gianni Letta

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Inviato da gort 07/03/2009 @ 23:12

Tags : gianni letta, presidenza del consiglio, consiglio dei ministri, governo berlusconi iv, politica

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Gianni Letta

Gianni Letta viene insignito dal Presidente Ciampi del titolo di Cavaliere di Gran Croce

Gianni Letta (Avezzano, 15 aprile 1935) è un politico e giornalista italiano.

Laureato in giurisprudenza, dopo aver esercitato per alcuni anni la professione forense, si dedicò al giornalismo, come corrispondente dall'Aquila di alcuni quotidiani nazionali, della RAI e dell'Ansa.

Dal 1958 è stato redattore de Il Tempo, nel 1971 fu chiamato alla direzione amministrativa dello stesso quotidiano, e successivamente divenne amministratore delegato della "Società Editoriale Romana" e della "Tipografica Colonna", editrice e stampatrice del quotidiano romano.

Il 16 agosto 1973, alla morte del senatore Angiolillo, assunse anche la direzione de Il Tempo che ha tenuto per quasi 15 anni fino alla fine del 1987.

Dal 1973 al 1987 è stato così Amministratore e Direttore del giornale romano che ha poi lasciato per assumere responsabilità manageriali e giornalistiche nel Gruppo Fininvest guidato da Silvio Berlusconi.

Nel 1982 ha fatto una comparsa nel film di Alberto Sordi Io so che tu sai che io so nella parte di se stesso.

Ha curato e condotto rubriche televisive, in particolare su Canale 5, Italia domanda, un programma settimanale di dibattito politico-culturale.

È stato per molti anni capo dell'ufficio stampa della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e successivamente capo dell'ufficio studi e documentazione dell'Ente Palazzo della Civiltà del Lavoro.

L'8 aprile del 1993 il vicepresidente della Fininvest Comunicazioni, Gianni Letta, interrogato dal magistrato Antonio Di Pietro, ammette che nel 1988 l'allora segretario del PSDI Antonio Cariglia lo contattò alla vigilia delle elezioni europee per avere più spazio sulle reti della Fininvest e per avere dei contributi per il partito; Letta conferma di avere versato al PSDI una somma, forse di una settantina di milioni (ma il reato di violazione della legge sul finanziamento ai partiti era stato amnistiato fino al 1989).

Dopo la vittoria elettorale del Polo nel 1994, Silvio Berlusconi lo vuole come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel suo primo governo. Caduto il governo, Letta rimane al fianco del Cavaliere: determinante sarà il suo ruolo nel periodo della Bicamerale. Famosa la cena organizzata in casa di Gianni Letta nel giugno del 1997, conclusasi con il cosiddetto "patto della crostata", sulle riforme istituzionali che instaura un'alleanza elettorale destinata a diventare la Casa delle Libertà.

Ricopre nuovamente l'incarico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel quinquennio dei governi Berlusconi II e III (2001-2006).

Dopo la rinuncia di Carlo Azeglio Ciampi ad un nuovo mandato presidenziale, Berlusconi propose la candidatura di Gianni Letta alla Presidenza della Repubblica Italiana. L'8 maggio 2006 nella votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica, Letta ottenne al primo scrutinio 369 voti, non riuscendo a raggiungere il quorum di due terzi dell'assemblea (673 voti). Nei successivi scrutini ha raccolto 11 voti al secondo scrutinio, 10 voti al terzo scrutinio e 6 voti al quarto ed ultimo scrutinio che portò all'elezione di Giorgio Napolitano al Quirinale.

Nel 2008, con la caduta del Governo Prodi, alla vittoria del centro-destra alle elezioni anticipate Letta torna sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel Governo Berlusconi IV , dopo essere stato in un primo momento indicato come possibile vicepremier, carica che non compare nel governo.

Enrico Letta, esponente del Partito Democratico, è nipote di Gianni Letta e lo ha sostituito nel ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri fino ad allora da lui occupato nel passaggio dal Governo Berlusconi III al Governo Prodi II. L' 8 maggio 2008 ha poi ripreso l'incarico dalle mani del nipote.

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Enrico Letta

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Enrico Letta (Pisa, 20 agosto 1966) è un politico italiano.

Laureato in Scienze politiche (indirizzo politico-internazionale) all'Università di Pisa, ha conseguito il perfezionamento in Diritto delle comunità europee presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

È stato presidente dei Giovani democristiani europei (1991-1995), segretario generale del Comitato Euro del Ministero del Tesoro (1996-1997), vicesegretario nazionale del Partito Popolare Italiano (1997-1998), Ministro delle Politiche comunitarie (1998-1999), Ministro dell'Industria (1999-2001), responsabile nazionale per l'economia della Margherita dal 2001.

Alle elezioni europee del 2004 è stato eletto parlamentare europeo per la lista di Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione nord-est, ricevendo 176 mila preferenze. Iscritto al gruppo parlamentare dell'Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa, è stato membro della Commissione per i problemi economici e monetari; della Commissione temporanea sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013; Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia).

Nel 2006, viene nominato Segretario del Consiglio dei Ministri del Governo Prodi, succedendo allo zio Gianni Letta e abbandona l'incarico europeo per accettare quello di deputato nazionale.

L'8 maggio 2008 restituisce l'incarico di Segretario del Consiglio allo zio Gianni Letta a causa della caduta del Governo Prodi e della successiva elezione a Presidente del Consiglio di Silvio Berlusconi.

È sposato in seconde nozze con la giornalista Gianna Fregonara e ha due figli.

Ha espresso sostegno alla sua candidatura anche l'ex-presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

Dal 9 maggio 2008 è "ministro ombra" del Welfare per il Pd.

Esce nel 2007 la sua pubblicazione "In questo momento sta nascendo un bambino" (Rizzoli, rilegato, 159 pagine) nel quale l'autore decide di raccontare la politica italiana utilizzando la prospettiva di un bambino che nasce oggi, partendo da tre semplici parole-chiave: mobilità, libertà, natalità.

È nipote dell'attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (Governo Berlusconi IV) Gianni Letta.

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Abruzzo

Abruzzo - Bandiera

L'Abruzzo (o gli Abruzzi) è una regione politica dell'Italia centrale, con capoluogo L'Aquila. Il Consiglio e la Giunta regionali si riuniscono anche a Pescara (cfr. art. 1, comma 3°, dello Statuto della Regione Abruzzo).

Secondo la classificazione ufficiale NUTS, l'Abruzzo appartiene all'Italia meridionale. Questo è dovuto al fatto che prima dell'espansione del Regno di Sardegna, l'Abruzzo apparteneva al Regno delle Due Sicilie, corrispondente all'attuale Italia meridionale, mentre gran parte dell'attuale Lazio apparteneva allo Stato della Chiesa, tradizionalmente fatto coincidere con l'Italia centrale, ad eccezione del circondario di Sora e il circondario di Gaeta, che erano ricompresi nelle Due Sicilie (dipartimento di Terra di Lavoro). Infatti, la NUTS riprende i compartimenti statistici individuati dall'ISTAT, i quali corrispondono anche alle circoscrizioni elettorali per i rappresentanti dell'Italia al parlamento europeo.

Occupa una superficie di 10.798 km², ed ha una popolazione di 1.330.103 abitanti . È diviso in quattro province: L'Aquila, Chieti, Pescara e Teramo. Confina a nord con le Marche, ad est è bagnata dal Mare adriatico, ad ovest con il Lazio e a sud con il Molise.

La parola Abruzzo - secondo l'ipotesi più accreditata proposta per la prima volta dallo storico umanista Flavio Biondo nella sua pubblicazione L'Italia Illustrata - deriverebbe da Aprutium come corruzione di Praetutium, cioè la terra dei Praetutii, l'antica popolazione che abitava la colonia fenicia di "Petrut", in seguito chiamata dai Romani Petrutia o Praetutia, nei pressi dell'attuale Teramo.

Regione prevalentemente montuosa (65%) e per il restante costituita in massima parte da colline (34%).

La regione presenta le vette più alte dell'Appennino Continentale con il Gran Sasso d'Italia (Corno Grande) e il massiccio della Maiella (Monte Amaro), cui si aggiungono i rilievi dei Monti della Laga al confine con Lazio e Marche, del Gruppo Sirente-Velino, delle Montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo al confine con Lazio e Molise e dei Monti Simbruini in comune con il Lazio.

La pianura (1%) è costituita da una stretta fascia costiera che segue il litorale. I fiumi principali sono l'Aterno-Pescara, il Sangro e il Vomano che sfociano tutti nel Mar Adriatico.

La regione ha più volte modificato i suoi confini. Dal medioevo divisa in due territori, Abruzzo ulteriore, in massima parte corrispondente alla (Provincia di Teramo) e Abruzzo citeriore, già unita al Molise nella regione Abruzzi e Molise, perde parte del suo territorio con l'istituzione della provincia di Rieti a cui cederà il circondario di Cittaducale (17 comuni, 1362 km² e 70.000 abitanti) nel 1927; ulteriore restrizione venne effettuata nel 1963 quando la Provincia di Campobasso fu proclamata regione a sé stante, creando così un'ulteriore divisione di un territorio con caratteristiche secolari ben definite. Infatti il Molise non può che considerarsi che un'appendice dell'Abruzzo, per storia, cultura e dialetti. L'Abruzzo come regione storico-culturale inizia dal fiume Tronto e finisce nel Fortore, fiume che dà il nome alla parte meridionale di esso, cioè la Frentania. Anche i territori che vennero aggregati alla provincia di Rieti sono a tutti gli effetti abruzzesi: abruzzese (di tipo aquilano) è il dialetto, abruzzesi sono le tradizioni, abruzzese è l'architettura delle chiese e dei palazzi, abruzzesi si sentono tuttora molti anziani abitanti. L'Abruzzo odierno ricalca approssimativamente la regione augustea regio IV in cui si incorporavano anche i territori dei Sabini da Nursia a Tibur e il Samnium pentro-caraceno di Aesernia e Campobasso-Fagifulae, ma curiosamente prende il nome dal territorio dei Praetuttii, oggi provincia di Teramo, (Abruzzo, "ad Praetuzium", presso il Pretuzio) che invece era parte della augustea regio V detta Picenum.

Il Clima abruzzese è fortemente condizionato dalla presenza del Massiccio Montuoso Appenninico-Centrale con le sue varie dorsali, che divide nettamente il clima della fascia costiera e delle colline sub-appenniniche da quello delle fasce montane più elevate: le prime zone citate presentano dunque delle caratteristiche climatiche di tipo semi-mediterraneo, con temperature che decrescono progressivamente con l'altitudine e precipitazioni che aumentano invece con la quota (basta citare Pescara, che a circa 10 m s.l.m. ha temperature medie sui 15,5 °C e piogge annuali di poco superiori ai 700 mm, e Chieti, che posta su un colle di 330 m s.l.m., registra temperature medie superanti leggermente i 13 °C, ma precipitazioni più copiose con valori annui di circa 900-1000 mm). In inverno lungo le coste, nonostante la la presenza mitigatrice del mare, sono possibili ondate di freddo provenienti dai Balcani con neve anche lungo le coste. Gli inverni dunque, a differenza delle coste tirreniche poste alla stessa latitudine, sono generalmente più rigidi a causa dell'esposizione di tali luoghi alle correnti fredde provenienti dell'Est europeo.

Addentrandosi verso l'interno il clima si fa via via più continentale: la provincia più continentale è quella dell'Aquila, seguita da quelle di Teramo, Chieti e Pescara. In inverno nelle zone interne continentali, specialmente nella Conca Aquilana e nella Marsica, le gelate sono frequenti,diffuse e intense con il termometro che in determinate conche montane di origine glaciale o carsico-alluvionale come Campo Imperatore, Campo Felice e l'Altopiano delle Cinque Miglia può scendere anche a 25 °C sotto zero o più anche più volte l'anno. Anche la Piana del Fucino in condizioni di innevamento al suolo e ondate di freddo particolarmente intense può raggiungere minime ugualmente molto basse e quasi da record: nel 2002 ad Avezzano centro si sono raggiunti -19 °C e sono stati riportati valori fino a -33 °C nella Piana adiacente lontano da isole di calore, mentre nel famoso 1985 -26 °C ad Avezzano centro e -32 °C a Telespazio. All'inizio di Settembre 2007 vi sono state registrate molte gelate complicando la vita ai vari gruppi alpinistici in zona. D'estate la continentalità delle zone interne favorisce temperature elevate (massime sui 30 °C o superiori) ma con scarsa umidità, mitigate localmente solo dall'altitudine, mentre le zone costiere hanno temperature in linea con quelle delle coste tirreniche a pari latitudine.

Le precipitazioni risentono fortemente della presenza delle dorsali montuose appenniniche della regione: aumentano con la quota risultando più abbondanti nel settore e sui versanti occidentali, decrescendo invece verso est e sui versanti montuosi esposti ad oriente. Spesso le coste adriatiche rimangono in ombra pluviometrica da ovest per l'effetto di sbarramento dell'Appennino. I minimi pluviometrici annui si riscontrano però in alcune vallate interne, notevolmente riparate dalle perturbazioni per l'azione di blocco delle dorsali montuose, come la Valle Peligna, o la valle del fiume Tirino, che in alcuni punti (Ofena, Capestrano) registra a stento 500 mm, e non lungo le coste dove non scendono mai sotto i 600 mm. I massimi pluviometrici si riscontrano invece nei massicci montuosi posti al confine con il Lazio, maggiormente esposti alle perturbazioni atlantiche, e si aggirano sui 1500-2000 mm (nel 2008 Pescasseroli ha fatto registrare un valore record intorno ai 2200 mm). In inverno le precipitazioni sono per lo più nevose dalle quote medie in su e occasionalmente anche a quote più basse fin sulle coste in occasione di eventi freddo-umidi (episodi di 'burian' e 'rodanate'). Le precipitazioni sono mediamente distribuite nelle stagioni intermedie e in quella invernale con un'unica stagione secca, quella estiva.

Nel 2006 i nati sono stati 11.087 (8,5‰), i morti 13.223 (10,1‰) con un incremento naturale di -2.136 unità rispetto al 2005 (-1,6‰). Le famiglie contano in media 2,6 componenti. Il 31 dicembre 2006 su una popolazione di 1.309.797 abitanti si contavano 48.018 stranieri (3,7‰).

Di seguito vengono riportati i primi 15 comuni della regione per popolazione, al 31 dicembre 2007 (ISTAT).

Oltre a L'Aquila, Chieti e Teramo, che vantano centri storici ricchi di antiche chiese, pregevoli palazzi civici, musei e siti archeologici, tra le città d'arte abruzzesi vanno annoverate Sulmona, che diede i natali ad Ovidio, Atri (che diede il nome al Mare Adriatico), Giulianova, vero esperimento di città ideale del Rinascimento, Campli, Civitella del Tronto, con la sua poderosa fortezza borbonica, Scanno, Lanciano, Ortona, Guardiagrele, Vasto (anticamente chiamata l'Atene degli Abruzzi) e Penne. Tra i borghi più caratteristici, invece, vanno citati Santo Stefano di Sessanio,Castel del Monte, Calascio, Castelli (nota per la produzione artigianale di ceramiche), Pacentro, Pettorano sul Gizio, Pescocostanzo, Rivisondoli, Pescasseroli (che ha dato i natali al filosofo Benedetto Croce), Capestrano, Loreto Aprutino, Bisenti e Città Sant'Angelo.

L'economia abruzzese ha avuto un discreto sviluppo negli ultimi anni, dovuto soprattutto alla spinta ricevuta dal Settore terziario. Il settore primario ha invece subito una flessione e quello secondario non ha avuto incrementi significativi. L'occupazione è cresciuta con un discreto ritmo e anche nel 2006 si è rilevato un incremento del 1,2% con 498.000 impiegati (fonte ISTAT). Secondo i dati del 2006 l'economia di Teramo è la più dinamica seguita da quella pescarese. È presente però una certa disomogeneità nello sviluppo della regione che presenta aree fortemente avanzate e zone con percentuali d'occupazione e sviluppo poco significative, soprattutto nelle aree interne. Un settore florido è il turismo sia invernale nelle varie località sciistiche della regione sia estivo lungo i litorali adriatici dalle acque ancora pressoché pulite.

Tra i Popoli dell'Italia antica, abitanti in territorio abruzzese, ricordiamo gli Equi, i Frentani, i Marrucini, i Marsi, i Peligni, i Piceni, i Pretuzi, i Sanniti, ed i Vestini che furono tutti sottomessi dai Romani. Agli inizi del I secolo a.C. tali popoli, sentendosi discriminati, reclamarono parità di diritti con i loro dominatori, attraverso la concessione della cittadinanza. La coalizione che si formò (Lega italica), comprendente anche popoli stanziati al di fuori dall'attuale Abruzzo, riuscì nell'89 a.C. ad ottenere tale diritto. Questa fu la prima occasione storica in cui venne utilizzato, con finalità politiche, il termine di Italia.

Nel periodo storico antico databile in Italia fra l'VIII secolo a.C. circa e la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476), sono nate in Abruzzo molte personalità di rilievo, tra cui spiccano Gaio Sallustio Crispo e Publio Ovidio Nasone. Secondo una leggenda, sarebbe abruzzese anche Ponzio Pilato.

Nel Medio Evo, compreso tra il 476, ed il 1492, tra i personaggi storici nati in Abruzzo ricordiamo Berardo da Pagliara, il giurista Marino da Caramanico, Amico Agnifili (ordinato cardinale da Papa Paolo II), San Giovanni da Capestrano, Tommaso da Celano e Bartolomeo da Bisenti. Operò inoltre in Abruzzo Pietro da Morrone, che fu eletto papa col nome di Celestino V.

In Età moderna (1492-1815), sono nati in Abruzzo tra gli altri, San Francesco Caracciolo, San Camillo De Lellis, fondatore dell'Ordine dei Ministri degli infermi (Camilliani), il missionario Alessandro Valignani, il cardinale Giulio Mazzarino, il compositore Fedele Fenaroli.

Tra gli Abruzzesi celebri degli ultimi due secoli ricordiamo innanzitutto il Santo Patrono dell'Abruzzo San Gabriele dell'Addolorata. Inoltre Fedele Romani, Gabriele D'Annunzio, Ennio Flaiano e Ignazio Silone nel campo della letteratura. I filosofi Benedetto Croce, e Bertrando Spaventa. Il compositore Francesco Paolo Tosti, il musicista Bindi. Il giornalista Bruno Vespa. Corradino D'Ascanio inventore della Vespa e del moderno elicottero. I pittori Francesco Paolo Michetti, Pasquale Celommi e la famiglia Cascella tra cui soprattutto Michele. Gli scultori Nicola D'Antino, il giuliese Venanzo Crocetti famoso per la Porta dei Sacramenti della Basilica di San Pietro in Vaticano e Pietro De Laurentiis. Il magistrato martire del terrorismo Emilio Alessandrini. L'economista Federico Caffè, il manager Sergio Marchionne amministratore delegato di Fiat Auto. Per quanto riguarda la musica leggera, si ricorda Riccardo Cocciante (originario di Rocca di Mezzo), Ivan Graziani, Franz Di Cioccio, Mimmo Locasciulli, Grazia Di Michele (di origine abruzzese), Piero Mazzocchetti, Luca Dirisio e Giò Di Tonno. Anche la rockstar Madonna, il cantante swing Michael Bublè, il cantante e attore Dean Martin (Dino Crocetti) e lo scrittore John Fante hanno origini (nonni) abruzzesi. Nel mondo dello spettacolo e del cinema vanno menzionati Carlo Delle Piane, Gabriele Cirilli, Rocco Siffredi, Milly Carlucci, sua sorella Gabriella Carlucci e Alessia Fabiani. Nel campo della politica ricordiamo Silvio Spaventa prima deputato poi senatore e quindi ministro del Regno d’Italia, ed il senatore Raffaele Caporali. Inoltre i nomi di Giacomo Acerbo ed Adelchi Serena che si distinsero durante il ventennio fascista e furono membri del Gran Consiglio. Abruzzesi sono anche gli ex-sindacalisti ed ora uomini politici Franco Marini (dal 2006 al 2008 Presidente del Senato) e Ottaviano Del Turco, il sindacalista Raffaele Bonanni dal 2006 segretario nazionale della CISL, Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in tutti e 4 gli incarichi di Governo di Silvio Berlusconi, Remo Gaspari ben 16 volte Ministro della Repubblica, Marco Pannella e Teodoro Buontempo. Nello sport ricordiamo i ciclisti Vito Taccone e Danilo Di Luca; i piloti di Formula Uno Gabriele Tarquini, Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi; il motociclista Andrea Iannone; i calciatori Domenico Morfeo, Morgan De Sanctis, Giuseppe Rossi e i campioni del mondo Fabio Grosso e Massimo Oddo; la campionessa mondiale di ginnastica ritmica a squadre Fabrizia D'Ottavio, i pugili l' ex-campione del mondo Rocky Mattioli e il campione internazionale IBO pesi massimi Stefano De Angelis (di origini abruzzesi (padre) anche il leggendario Rocky Marciano), gli ori olimpici di pallanuoto alle XXV Olimpiade di Barcellona 1992 Marco D'Altrui e Amedeo Pomilio e l'oro olimpico nel bob alle Olimpiadi di Nagano 1998 Antonio Tartaglia.

Dal punto di vista naturalistico presenta specie rare di flora e fauna, come ad esempio l'orso bruno marsicano, la lontra europea il lupo appenninico e il camoscio d'Abruzzo.

L'Abruzzo è dal 1964 una regione italiana singola a statuto ordinario; precedentemente era insieme al Molise, nella regione Abruzzo-Molise.

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, vi è in Abruzzo una forte disparità tra quello sulla costa - moderno e all'avanguardia - e quello delle zone interne, molto carente in termini di modernità e qualità del servizio e in attesa da decenni di interventi di potenziamento e ammodernamento (vedi in particolare la linea Pescara-Roma). Per alcune tratte si è infatti arrivati alla situazione in cui i trasporti su gomma risultano molto più veloci di quelli su rotaia, i quali presentano a volte tempistiche analoghe a quelle di oltre un secolo addietro, e che inducono molto spesso la popolazione a utilizzare gli autobus anziché i treni.

Pescara ed altre località abruzzesi ospiteranno i XVI Giochi del Mediterraneo dal 26 giugno al 5 luglio 2009. Questi Giochi, tenuti sotto l'egida del Comitato Internazionale Giochi del Mediterraneo, sono organizzati ogni quattro anni e sono il più grande evento sportivo della regione mediterranea, suscitando l'interesse dei Paesi dell'Europa, dell'Africa ed dell'Asia che si affacciano su questo mare.

L'Abruzzo, con i suoi innumerevoli rilievi montuosi, vanta molte località sciistiche, sulle quali hanno sciato campioni del calibro di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, oltre che Papa Giovanni Paolo II. Sulle piste di Roccaraso, Pescocostanzo e Rivisondoli, inoltre, si sono disputate le finali di Coppa Europa di sci alpino degli anni 2005 e 2006 e si attende la disputa di una gara della Coppa del Mondo. Altre piste da sci sono a Ovindoli, Campo Felice, Prati di Tivo e a Prato Selva alle falde del Gran Sasso, a Monte Piselli, a Passolanciano e Campo di Giove sulla Majella, a Pescasseroli nel parco nazionale d'Abruzzo, e in molte altre località minori.

Grande tradizione anche nel Calcio a 5 dove l'Abruzzo vanta due squadre nella massima serie (Serie A1): il Montesilvano e il Ponzio Pescara.

L'Aquila Rugby ha vinto cinque scudetti (1967, 1969, 1981, 1982 e 1994). Nel 2007, dopo molti anni nella massima serie, è retrocessa. Ha partecipato a numerose coppe europee, e lo stadio Tommaso Fattori ha visto la presenza di numerose nazionali estere.

La Cus d'Annunzio, squadra di pallanuoto pescarese, è stata campione d'Italia negli anni 1987, 1997, 1998, nonché campione d'Europa nel 1987. Oggi è in una grave crisi sia economica che sportiva.

Altro sport diffuso nella regione è la pallacanestro, con la BancaTercas Teramo Basket che gioca nella massima serie ed è il massimo rappresentante sportivo della regione e con la storica Pallacanestro Roseto in Legadue. Si sono svolti a Chieti e provincia i campionati europei femminili di basket del 2007, che hanno visto come vincitrice la squadra della Russia, la quale ha battuto in finale la Spagna.

A Teramo si svolge la Coppa Interamnia, un torneo di pallamano al quale partecipano squadre giovanili provenienti da numerose nazioni in tutto il mondo. La Emmelle Naca Teramo milita nella serie A d'Elite di questo sport.

Ad Atri, in estate, si svolge ogni anno l'Atri Cup, torneo multisportivo internazionale al quale partecipano squadre giovanili provenienti da tutte le regioni italiane e da vari Paesi d'Europa e del mondo.

L'Aquila, così come Roseto, ha una grande tradizione nel Pattinaggio velocità, sport nel quale vanta numerosi campioni mondiali. Nel settembre del 2004 a L'Aquila si sono svolti i Campionati Mondiali di Pattinaggio Corsa a Rotelle, a cui hanno parte 46 nazionali provenienti da tutti i cinque continenti.

Antonio Tartaglia è stato campione Olimpico di Bob a due alle Olimpiadi di Nagano 1998.

Anche nel calcio due sportivi abruzzesi si sono distinti ai massimi livelli mondiali: il figlio d'arte pescarese Massimo Oddo e Fabio Grosso (nato a Roma, ma pescarese di famiglia) sono stati Campioni del Mondo di calcio a Germania 2006.

In ambito nazionale va ricordato il corridore di Spoltore Danilo Di Luca, che ha vinto l'edizione 2007 del Giro d'Italia di ciclismo.

La boxe è rappresentata dal pugile Stefano De Angelis, che con le sue vittorie in ambito nazionale e internazionale, si conferma come una delle realtà più belle della boxe italiana.

Giulianova: la mole del Duomo di San Flaviano, opera dell'umanesimo abruzzese, durante il palio del 21 aprile per la Festa della Madonna dello Splendore, una tra le più antiche della Regione.

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Teatro Flavio Vespasiano

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Il Teatro Flavio Vespasiano è il principale teatro di Rieti. La posa della prima pietra risale al 16 dicembre 1883, e fu inaugurato il 20 settembre 1893, dopo dieci anni di lavori e ritocchi sotto la direzione dell’architetto milanese Achille Sfondrini. E’ intitolato all’imperatore Tito Flavio Vespasiano originario di Vicus Phalacrinae (Cittareale). Annualmente vi si svolgono il Rieti Danza Festival, il Concorso Internazionale per le nuove Voci della Lirica Mattia Battistini, ed il Concorso Nazionale per Giovani Attori.

Il bisogno di realizzare questa struttura nacque quando nel 1882 una legge che dichiarava inagibili i teatri lignei determinò la chiusura del Teatro dei Condomini costruito fra il 1765 e il 1768 in via Terenzio Varrone (struttura preceduta dal Teatro dell’Accademia sito nello stesso luogo e demolito per far posto al successivo.) Tuttavia l’idea di una struttura più ampia era già stata valutata anni prima. Un primo progetto infatti, opera dell’architetto Luigi Poletti, prevedeva la costruzione di una struttura in piazza Oberdan, ma l’idea venne accantonata e le “redini” del progetto vennero affidate all’architetto Vincenzo Ghinelli il quale individuò un nuovo sito in un’area su via Garibaldi. L’opera si dimostrò molto costosa tanto che nel 1859 fu coinvolta nell’iniziativa anche la Cassa di Risparmio della città e 8 anni più tardi il Comune rilevò la completa gestione dei lavori affidandoli all’architetto Achille Sfondrini. Anche l’assegnazione del nome non fu facile. Da una parte c’era chi chiedeva che la nuova struttura venisse intitolata al compositore Reatino Giuseppe Ottavio Pitoni, dall’altra chi sosteneva il nome dell’imperatore romano Tito Flavio Vespasiano, rimproverando al Maestro un’appartenenza troppo clericale e furono poi proprio quest’ultimi a prevalere. Dopo le difficoltà iniziali quindi, il nuovo Teatro della città cominciò a prendere forma e venne finalmente inaugurato il 20 settembre 1893 con il Faust di Gounod e La Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni. Alla fine degli anni novanta del secolo scorso, il teatro è stato restaurato restituendo anche alle facciate, che ormai erano estremamente rovinate, un aspetto decisamente più dignitoso. Nel 2005 altri lavori per l’adeguamento alle norme di sicurezza relative ai locali destinati a manifestazioni pubbliche ne hanno determinato la chiusura, cessata poi il 10 gennaio 2009 con un concerto inaugurale sulle note di musiche eseguite dall'Opera studio dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia e di Roma, diretta dal maestro Marcello Rota. La serata ha visto esibirsi anche quattro solisti: i soprani Karina Grigoryan e Jessica Pratt, il mezzosoprano Anna Gorayacheva ed il baritono Roman Burdenko. Tra il pubblico erano presenti anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e il senatore Franco Marini. Gli interventi effettuati hanno permesso anche di riportare i colori della sala principale alle tonalità chiare originali e di restaurare ori e stucchi consumati dal tempo. I tre anni di lavori hanno impegnato un totale di 3,3 milioni di euro.

Con la riapertura del teatro si è costituita anche la Fondazione Flavio Vespasiano con lo scopo di promuovere iniziative artistiche e musicali di livello internazionale. La fondazione sarà sostenuta anche da privati che potranno contribuire attraverso donazioni, garantendosi come contropartita, il diritto di nomina all'interno del Consiglio di amministrazione. Durante la cerimonia inaugurale la presidenza è stata offerta al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta, il quale ha accettato l'incarico.

All’esterno il teatro appare stretto fra gli edifici circostanti e la facciata può essere osservata nella sua interezza solo da una posizione laterale a causa della vicinanza con l’edificio di rimpetto. La facciata posteriore rimane più scoperta ed è visibile, anche essa non perfettamente, dalle piazze Oberdan e Mazzini. Il lato ovest, Largo Cairoli, offre una visuale più ariosa della struttura e permette di osservare il tamburo che sostiene la cupola ricoperta da lastre di piombo.

La sala principale, che con il restauro del 2005 ha ritrovato le tonalità “crema” della sua prima apertura nel'800, appare con una platea di 230 poltroncine rosse divisa in due da un corridoio centrale. Sul perimetro si alzano tre ordini di palchi per un totale di 72 palchetti, 24 per piano, sormontati da un loggione, mentre frontalmente al palcoscenico, al livello del secondo ordine di palchi e immediatamente sopra all'ingresso si pone il palco reale, decorato sul soffitto da un ovale a tempera di Giuseppe Casa. I balconi del secondo e del terzo ordine di palchi, cosi come quello del loggione, sono decorati da putti e stucchi che rappresentano vari musicisti i cui nomi sono riportati immediatamente sotto. Il loggione in origine poteva accogliere più di cento persone, tuttavia oggi, per questioni di sicurezza è predisposto per ospitare solo trentatré spettatori. L'intero ambiente è sovrastato da una grande cupola affrescata.

L’originale dipinto della cupola era di Giuseppe Casa. Tale dipinto, lesionato dal terremoto del 1898 venne sostituito nel 1901 da un’opera di Giulio Rolland che celebra il trionfo di Tito e Flavio a Roma in seguito alla vittoria su Gerusalemme.

Il Teatro Flavio Vespasiano è noto per la sua ottima acustica, caratteristica questa che ha ricevuto un riconoscimento ufficiale nel 2002 quando Uto Ughi ha stabilito l'assegnazione della prima edizione del Premio Nazionale per l'acustica proprio al tatro di Rieti, mentre il professor Bruno Cagli, presidente dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia, ha definito il Teatro Flavio Vespasiano il migliore al mondo sotto tale punto di vista.

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Finanziamenti alla Chiesa cattolica in Italia

In Italia la stragrande maggioranza delle scuole private risulta gestita direttamente da ordini o istituti cattolici o si ispira all’educazione cattolica.

Per chi considera che l'educazione è un compito esclusivo o principale dello stato una legislazione che determina lo stanziamento di fondi pubblici in favore della scuola privata è considerato come un "favore" alla Chiesa cattolica.

Nella visione invece di chi ritiene che istituire scuole sia un diritto di tutti gli enti intermedi di una società lo stanziamento di fondi pubblici in favore della scuola privata è considerato il riconoscimento del diritto delle famiglie a scegliere l'istituto scolastico che desiderano per i loro figli.

Nonostante questi finanziamenti, molte famiglie non possono esercitare quello che considerano il loro diritto di scegliere la scuola per i loro figli, perché i costi delle scuole private rimangono di gran lunga proibitivi per la maggior parte delle famiglie italiane.

L'articolo 33 della Costituzione della Repubblica italiana dà il diritto "ad Enti e privati di istituire scuole ed istituti di educazione senza oneri per lo Stato".

Chi si orienta secondo la prima interpretazione ritiene che alcune leggi siano in contrasto con questo articolo; la Corte costituzionale non ha mai dichiarato incostituzionale alcun provvedimento, non essendo mai stata sollevata (da Stato o Regioni), alcuna questione di legittimità costituzionale.

Il DM 261/98 ed il DM 279/99 (Ministro della Pubblica istruzione Luigi Berlinguer, Democratici di Sinistra), ed il testo unico «concessione di contributi alle scuole secondarie legalmente riconosciute e pareggiate» che li ha convertiti in legge, hanno costituito il presupposto per la regolare concessione di finanziamenti alle scuole private.

Nel 2005 l'ammontare dei contributi alle scuole non statali è stato di circa 527 milioni di euro (si veda la circolare ministeriale 38/2005).

Nel 2006 a fronte dei tagli apportati dalla legge finanziaria, i finanziamenti diretti alla scuola non statale sono stati incrementati. Infatti, dalla comparazione delle somme stanziate dalla precedente c.m. 38/2005 con quelle della c.m. 31/2006 si evidenzia il passaggio dalla somma complessiva revisionale di circa 527,5 milioni a quella di circa 532,3 milioni di euro con un aumento di circa 4,8 milioni di euro, assegnati ai capitoli delle unità previsionali di base “scuole non statali” degli Uffici scolastici regionali, mentre sono rimaste invariate le somme relative ai capitoli 1291 e 1474 delle unità previsionali di base “scuole non statali” dell’Amministrazione centrale.

I buoni scuola vengono istituiti nel 2000 dal Governo di centro-sinistra con la Legge 62/2000 sulla parità scolastica con un piano straordinario di finanziamento, attuato poi dal governo di centro-destra con la Legge 289/2002 che prevede un tetto di 30 milioni di euro per il triennio 2003-2005.

La Legge finanziaria 2004 del governo Berlusconi (Ministro Moratti), aumenta il tetto per il 2005 a 50 milioni di euro con accesso indiscriminato ai buoni per tutte le famiglie, senza cioè limite di reddito alcuno. La legge sulla parità, inoltre, non prevede alcuna incompatibilità dei buoni statali con eventuali buoni regionali (previsti poi da Veneto, Emilia Romagna, Friuli, Lombardia, Liguria, Toscana, Sicilia, Piemonte), per cui di fatto buoni statali e regionali risultano cumulabili.

La Legge 186/2003 definisce lo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica di qualsiasi tipo di scuola.

L'idoneità all’insegnamento della religione cattolica è data dal Vescovo. In precedenza, stante l'attuale normativa che prevede l'obbligatorietà nell'organizzare l'ora di religione da parte dello stato ma la facoltatività di adesione da parte degli studenti, lo Stato assumeva gli insegnanti di religione con contratti annuali, in funzione dell'effettiva esigenza (in poche parole, in base al numero delle classi con studenti che richiedevano l’insegnamento della religione); con la Legge 186 gli insegnanti di religione cattolica diventano dipendenti statali a tutti gli effetti, con stato giuridico, trattamento economico e diritto alla mobilità equivalenti a tutti gli altri insegnanti, in precedenza il trattamento economico era già equiparato a quello degli insegnanti di ruolo.

Il diritto alla mobilità rende possibile per gli insegnanti di religione abilitati all’insegnamento di altre materie, in caso di revoca dell’abilitazione del vescovo o semplicemente per scelta personale, il passaggio ad altra cattedra scavalcando così tutti i precari in graduatoria per quella cattedra.

Inoltre, per tutti i 15.000 insegnanti di religione cattolica diventati dipendenti statali, l'eventuale revoca dell’abilitazione da parte del vescovo comporta per lo Stato l’obbligo di provvedere al loro impiego alternativo.

La Finanziaria del 2005 prevede un finanziamento di 15 milioni di euro per il Centro San Raffaele del Monte Tabor di don Luigi Verzè.

Nel 2004 il governo, tramite il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, istituisce diverse ulteriori università non statali, legalmente riconosciute tra cui l’Università Europea di Roma".

Il ministero dell’Istruzione (Letizia Moratti), sempre in contrasto col parere dei rettori, dà anche riconoscimento ufficiale all’Università europea degli studi Franco Ranieri, con sede in una palazzina di Messina di tal signor Ranieri, alla cui inaugurazione, nell'ottobre del 2004, partecipano il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ed il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio.

La legge 293/2003 conferisce riconoscimento legislativo all’Istituto di studi politici San Pio V finanziandolo per 1,5 milioni di euro annui. L’istituto, con sede in Roma, è promotore della creazione della Libera università degli studi San Pio V, sempre in Roma.

Dal 2000 al 2005 numerose regioni italiane (la Sicilia e la Lombardia, governate dal centro-destra; l’Umbria e la Toscana, governate dal centro-sinistra) firmano con i presidenti delle Conferenze Episcopali regionali schemi di intesa per l’assistenza religiosa negli ospedali pubblici. In particolare, quello tra la Regione Lombardia, firmato da Roberto Formigoni, Presidente della Regione, di Forza Italia, e il Cardinal Dionigi Tettamanzi, prevede che in tutte le strutture sanitarie pubbliche e private sia previsto almeno un “assistente religioso”, due in strutture con più di 300 posti letto, uno ogni 350 in strutture con più di 700 posti letto. Gli assistenti religiosi devono essere assunti dalla struttura ospedaliera ospitante a cui carico è pure la messa a disposizione di: spazi per le funzioni di culto e per l’attività religiosa, alloggi per gli assistenti, uffici, arredi, suppellettili, attrezzature, nonché tutte le spese necessarie al loro mantenimento; spese di illuminazione, e riscaldamento (artt. 1, 2, 4, 10 dell’Intesa).

Con la Legge finanziaria del 2005 viene stanziato 1 milione di euro per il potenziamento e l'aggiornamento tecnologico nel settore della radiofonia. I soggetti che possono usufruire del contributo sono quelli indicati al comma 190 della Finanziaria del 2004, cioè: le "emittenti radiofoniche nazionali a carattere comunitario". Le uniche due emittenti che rispondono al requisito sono Radio Padania Libera, la radio della Lega Nord, e Radio Maria.

La Sipra, società concessionaria della pubblicità della Rai, ha resa nota la cifra, pari a 9,2 milioni di euro, relativa al costo sostenuto dalla RAI per il mancato introito pubblicitaro dovuto alle variazioni di palinsesto in occasione della massiccia copertura televisiva data alla morte di Giovanni Paolo II (con lunghe dirette da piazza San Pietro, spesso a reti unificate) ed alla nomina di Benedetto XVI (con le numerose trasmissioni di "approfondimento").

Alcuni inoltre hanno sollevato delle critiche di merito su come è stato trattato l'evento dal punto di vista qualitativo e di contenuto giornalistico, giudicato troppo agiografico e con scarsa pluralità ed approfondimento.

La ripartizione della quota dell'otto per mille non direttamente assegnata (per mancata indicazione di preferenza da parte dei contribuenti) avviene proporzionalmente all'ammontare di quanto assegnato invece con esplicita espressione della preferenza. Ciò avvantaggia la Chiesa cattolica rispetto alle altre istituzioni aventi diritto in quanto, appunto, la Chiesa Cattolica è storicamente destinataria della maggior parte delle preferenze.

È oggetto di aspre ed annose polemiche l'utilizzo che la Chiesa Cattolica fa dei fondi assegnati, in particolare riguardo la percentuale destinata ad opere caritative: nel 2004, dei 984 milioni di euro assegnati alla Chiesa, solo 195 vengono destinati ad opere caritative: meno del 20%, mentre la quota destinata per le esigenze di culto (catechesi, tribunali ecclesiastici, manutenzione e rinnovo degli immobili, gestione del patrimonio) è del 46,5%; del 33,6% quella per il sostentamento del clero. La Chiesa Cattolica non comunica quale percentuale dei fondi ottenuti sia usata a scopo pubblicitario e gestionale.

A ciò si aggiunge la novità introdotta dal governo Berlusconi (DPC pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26/1/2005 ): una parte cospicua dei fondi assegnati dai cittadini allo Stato è destinata al finanziamento di opere di restauro di beni ed edifici a carattere religioso di valore storico ed artistico, ma di proprietà dello Stato (circa 10 milioni di euro, il 10% dei 100 milioni complessivi di quota statale).

Nonostante il testo unico delle imposte sui redditi (DPR 917/86) non contempli parrocchie ed altri enti ecclesiastici fra "i soggetti destinatari delle liberalità detraibili", l’Agenzia delle entrate, stabilisce (risoluzione del 5 aprile 2005) che le offerte destinate alle parrocchie da enti non commerciali e da persone fisiche (per la realizzazione di restauri, manutenzioni e opere di protezione di chiese, campanili, dipinti, sculture, arredi sacri, strumenti musicali, e in generale di beni mobili e immobili di interesse storico artistico) possono valere come detrazione di imposta.

Con il decreto legge del 17 agosto 2005 il governo cambia la vecchia normativa (il decreto legislativo 30 dicembre 1992), includendo gli immobili destinati ad attività commerciali tra quelli compresi nel diritto all’esenzione. Secondo alcuni ciò è avvenuto a fronte del rischio da parte degli enti ecclesiastici di dover corrispondere ai comuni gli importi dell'Ici sugli immobili destinati ad attività commerciali non pagati nel quinquennio 2000-2005 (quelli relativi agli anni dal 1993 in poi sono prescritti).

D'altronde, già nel marzo 2004 la Cassazione stabilisce, con due sentenze, che possono avere diritto all’esenzione Ici solo gli immobili religiosi "direttamente utilizzati per lo svolgimento delle attività istituzionali", in quanto equiparabili "a quelli aventi fini di istruzione o di beneficenza", mentre non ne hanno diritto "gli immobili destinati ad altro, cosicché un ente ecclesiastico può svolgere liberamente anche un’attività di carattere commerciale, ma non per questo si modifica la natura dell’attività stessa". In sintesi, ai fini tributari, "le norme applicabili rimangono quelle previste per le attività commerciali".

Il mancato gettito annuale per i comuni è stimato in 1000 milioni di euro.

Secondo alcuni pareri, il provvedimento presenta aspetti paradossali dal punto di vista del diritto canonico, dato che modifica di fatto il regime tributario definito dal Concordato, ma in una modalità non prevista dal Concordato stesso, che infatti non può costituzionalmente essere modificato se non tramite accordo tra le parti (Stato italiano e Chiesa Cattolica) oppure con procedimento di revisione costituzionale. Per approfondire, si confrontino l'art. 7 della Costituzione italiana ("...Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale") con l'art. 7 del Concordato ("...le attività diverse da quelle di religione o di culto, svolte dagli enti ecclesiastici, sono soggette, nel rispetto della struttura e della finalità di tali enti, alle leggi dello Stato concernenti tali attività e al regime tributario previsto per le medesime).

La "legge sugli oratori" (L. 203/2003) è presentata alla Camera dei Deputati nel 2001 da Luca Volonté, Rocco Buttiglione ed altri parlamentari dell’Udc; passa il 19 giugno 2003, e grazie all'intervento del Presidente del Senato Marcello Pera, che ne consente l’esame in Commissione Affari Costituzionali del Senato in sede deliberante, ovvero senza passaggio in aula, è approvata nell'agosto dello stesso anno.

La legge, definita da uno dei promotori, il senatore Maurizio Eufemi, come "punto qualificante del programma dell’Udc" riceve un consenso da parte di tutte le forze politiche parlamentari, ad esclusione di Comunisti italiani e Rifondazione Comunista.

Costruita sul modello di alcune leggi regionali di giunte di centro-destra (Lazio, Lombardia, Abruzzo, Piemonte e Calabria), sancisce il riconoscimento e l'incentivazione da parte dello Stato della funzione educativa e sociale svolta nelle comunità locali grazie alle attività di oratorio o similari, dalle parrocchie e dagli enti ecclesiastici delle Chiese (non solo quella Cattolica) con le quali lo Stato ha stipulato intese. Tale riconoscimento rende possibile la concessione in comodato d'uso alle Chiese dei beni mobili ed immobili di proprietà dello Stato, delle regioni e degli enti locali.

Il mancato introito da parte dei comuni derivante dall'esenzione dall'ICI sui locali degli oratori, sancito dalla stessa legge 203 e calcolato in 2,5 milioni di euro annui, viene coperto interamente dallo Stato.

L’art. 6 dei patti lateranensi rende la fornitura idrica al Vaticano completamente gratuita. Il consumo annuo, in gran parte utilizzato per innaffiare i giardini vaticani, è di circa 5 milioni di m3, corrispondente al fabbisogno di una città di medie dimensioni.

I pagamenti al Comune di Roma relativi all'espletamento del servizio di depurazione delle acque (al 1999 ammontavano a 44 miliardi di lire) non sono mai stati effettuati. In seguito alla quotazione in Borsa della Acea, lo Stato Italiano si è accollato l'onere di saldare il debito reclamato dagli azionisti, dietro l'impegno da parte della Santa Sede di fare fronte ai futuri costi del servizio (2 milioni di euro annui). Nel 2004, un emendamento alla legge finanziaria (presentato dal parlamentare di Forza Italia Mario Ferrara) di fatto cancella l'onere a carico della Santa Sede, prevedendo lo stanziamento di 25 milioni di euro per il 2004 e di 4 milioni di euro a decorrere dal 2005 per dotare il Vaticano di un sistema di depurazione proprio.

Nel febbraio del 2004, il Presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan (Forza Italia), storna 50 milioni di euro dal fondo speciale per il disinquinamento delle acque di Venezia versandoli nelle casse della curia patriarcale (fondi per il Palazzo Patriarcale di p.tta dei Leoncini, per la Basilica della Salute, per il Seminario Patriarcale alla Salute). La proposta era già stata avanzata dal segretario regionale all'ambiente Galan ed approvata all'unanimità nella riunione a Palazzo Chigi del Comitato per la gestione dei fondi per la salvaguardia di Venezia e della laguna, presieduto dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

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Source : Wikipedia