Germania

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Inviato da maria 03/03/2009 @ 06:12

Tags : germania, europa, esteri, squadre nazionali europee, calcio, sport

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Germania

Germania - Bandiera

La Germania, ufficialmente Repubblica Federale di Germania (in tedesco: Bundesrepublik Deutschland), è uno stato dell’Europa occidentale.

Confina a nord con la Danimarca ed è bagnata dal mare del Nord e dal mar Baltico, ad est confina con la Polonia e la Repubblica Ceca, a sud con Austria e Svizzera, e ad ovest con Francia, Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi. Il territorio della Germania copre una superficie di 357.021 km² ed è influenzato da un clima temperato. Con oltre 82 milioni di abitanti, è il più popoloso tra gli stati membri dell'Unione europea, e per destinazione dell’immigrazione internazionale è il terzo paese al mondo.

La regione denominata oggi Germania fu abitata da diversi popoli germanici, conosciuti e documentati già dal 100 a.C. A partire dal X secolo questi territori tedeschi costituirono la parte centrale del Sacro Romano Impero che si protrasse sotto varie forme fino al 1806. Nel corso del XVI secolo, il nord della Germania divenne il centro della Riforma protestante. Come moderno stato nazionale il paese venne unificato nel 1871 dopo la Guerra franco-prussiana. Nel 1949, dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Germania venne divisa in due stati separati – Repubblica Democratica Tedesca (DDR - Germania Orientale) e Repubblica Federale di Germania (Germania Occidentale) - lungo le linee di occupazione alleate. I due stati si riunificarono solo nel 1990. La Germania Occidentale fu un membro fondatore della Comunità economica europea (CEE) nel 1957 (che divenne Unione europea nel 1993). Partecipa dal 1995 agli accordi di Schengen e ha adottato la moneta unica europea, l'euro, nel 2002 in sostituzione del marco tedesco (Deutsche Mark - DM).

La Germania è una repubblica federale parlamentare da sedici stati (Länder). Capitale e maggiore città per numero di abitanti è Berlino. La Germania è altresì un membro delle Nazioni Unite, della NATO, del G8, del G4, e firmatario del protocollo di Kyoto. E’ una delle più grandi potenze economiche del mondo, con la terza più grande economia in termini di PIL nominale e la quinta in termini di parità di potere d'acquisto. E' il più grande paese esportatore ((DE) "Exportweltmeister") e il secondo importatore di merci. In termini assoluti, la Germania assegna il secondo più grande bilancio annuale in aiuti allo sviluppo internazionale, mentre le sue spese militari la classificano come sesta. Il paese ha sviluppato un elevato standard di vita e detiene una posizione chiave negli affari europei oltre ad una moltitudine di strette partnership a livello globale. La Germania è riconosciuta come leader in vari settori scientifici e tecnologici.

Provenienti dalla Scandinavia meridionale e dalla Germania settentrionale, alcune tribù germaniche iniziarono l’espansione verso sud, est e ovest intorno al I secolo a.C., entrando in contatto con tribù celtiche della Gallia come pure popolazioni baltiche, e slave dell’Europa orientale. Poco si conosce delle fasi iniziali e più antiche della storia germanica, se non per mezzo degli interscambi e interazioni con l'Impero romano, ricerche etimologiche o ritrovamenti di reperti archeologici.

Sotto Augusto, il generale romano Publio Quintilio Varo iniziò l’invasione della Germania (un termine usato dai romani per definire un territorio compreso tra il Reno e l'Elba mentre più ad est era la Sarmazia), e fu in questo periodo che le tribù germaniche entrarono maggiormente in contatto con le tattiche militari romane, pur mantenendo la loro identità tribale. Nel 9 a.C. tre legioni romane guidate da Varo vennero respinte dai Cherusci di Arminio nella battaglia della foresta di Teutoburgo. Tutto il territorio oltre il corso del Reno e del Danubio, rimasero quindi al di fuori del mondo romano. Dal tempo di Tacito, dal 100 a.C., tribù germaniche abitarono costantemente lungo il Reno e il Danubio (il Limes Germanicus), occupando la maggior parte delle regioni dell’odierna Germania. Il III secolo vide l'emergere di un gran numero di tribù germaniche: Alemanni, Franchi, Chatti, Sassoni, Frisoni, Sigambri e Turingi. A partire dal 260, le popolazioni germaniche ruppero il Limes e attraversando ripetutamente e ad ondate successive la frontiera del Danubio diffondendosi nelle terre sotto il controllo romano.

Questa regione dell’Europa fu dominata da un impero medievale risultante dalla divisione dell’Impero carolingio nel 843 (precedentemente fondato da Carlo Magno il 25 dicembre 800), ed esistito sotto varie forme fino al 1806, con un territorio che si estendeva dal fiume Oder nel nord fino alla costa mediterranea a sud. Spesso denominato come Sacro Romano Impero (o l'Antico Impero), venne ufficialmente chiamato Sacro Romano Impero Germanico (Sacrum Imperium Romanum Nationis Germanicæ') a partire dal 1448, per adeguare il titolo ad un territorio più ridotto.

Sotto il regno della dinastia ottoniana di Sassonia (919-1024), i ducati di Lorena, Sassonia, Franconia, Svevia, Turingia e Baviera vennero consolidati, e i re germanici vennero incoronati come imperatori di queste regioni dal 962. Sotto il regno degli imperatori della dinastia salica (1024-1125), il Sacro Romano Impero assorbì il nord Italia e la Borgogna. Sotto gli imperatori Hohenstaufen (1138-1254), i principi tedeschi aumentarono la loro influenza più a sud e ad est in territori abitati da popolazioni slave. Le città del nord prosperarono sotto la Lega anseatica.

Con la Bolla d'oro del 1356 si gettarono le basi di una definitiva forma istituzionale che durò fino allo scioglimento dell’Impero. A partire dal XV secolo, gli imperatori vennero eletti quasi esclusivamente dalla dinastia degli Asburgo d'Austria.

Il monaco Martin Lutero pubblicò le sue 95 tesi nel 1517, sfidando le pratiche della Chiesa cattolica romana, e avviando la riforma protestante. Una distinta chiesa luterana divenne la religione ufficiale in numerosi stati dopo il 1530. Conflitti religiosi portarono alla Guerra dei trent'anni (1618-1648), che devastò le terre tedesche. La popolazione degli stati tedeschi si ridusse di circa il 30%. La Pace di Westfalia (1648) concluse la guerra religiosa, ma l'impero era de facto diviso in numerosi principati indipendenti (circa 350 stati sovrani). Dal 1740 in poi, il dualismo tra la monarchia asburgica austriaca e del Regno di Prussia dominarono la storia tedesca. Nel 1806 l'Imperium venne sciolto a seguito delle guerre napoleoniche.

Dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, il Congresso di Vienna convocato nel 1814 fondò la Confederazione tedesca (Deutscher Bund), formata da 39 stati sovrani. Disaccordi con la politica di restauro portarono all'aumento dei movimenti liberali. Questi, tuttavia, vennero seguite da nuove misure di repressione da parte dello statista austriaco Metternich. La Zollverein, un'unione tariffaria, promosse profondamente l'unità economica degli stati tedeschi con a capo la Prussia. Durante questo periodo molti tedeschi erano stati influenzati dagli ideali della Rivoluzione francese, e il nazionalismo prese maggior vigore, soprattutto tra i giovani intellettuali. Per la prima volta, i colori del nero, rosso e oro sono stati scelti per rappresentare il movimento, che più tardi divennero i colori nazionali.

Alla luce di una serie di movimenti rivoluzionari in Europa, che con successo avevano istituito una repubblica in Francia, iniziò la rivoluzione del 1848. Il re inizialmente assecondò le richieste liberali. Re Federico Guglielmo IV di Prussia al quale era stato offerto il titolo di imperatore, ma con una perdita di potere, respinse la corona e la proposta di costituzione, portando ad una temporanea battuta d'arresto per i movimenti liberali. Il conflitto tra re Guglielmo I di Germania e l’ala più liberale del parlamento scoppiò nel corso delle riforme militari nel 1862, e il re nominò Otto von Bismarck come nuovo Primo Ministro della Prussia. Bismarck condusse con successo la guerra in Danimarca nel 1864, e la vittoria prussiana nella guerra austro-prussiana del 1866 permise un’espansione territoriale e la creazione della Federazione tedesca del Nord (Norddeutscher Bund), escludendo di fatto l'Austria, l'ex leader del mondo tedesco, dagli affari dei restanti stati tedeschi.

La Germania venne unificata come moderno stato nazionale nel 1871. Dopo la sconfitta francese nella guerra franco-prussiana, venne proclamato a Versailles il 18 gennaio 1871 l'unione federale (Reich) degli Stati tedeschi, con capitale Berlino. Il Re di Prussia Guglielmo I di Hohenzollern venne proclamato imperatore tedesco da cui la notazione Impero tedesco. Esso rappresentava un’unificazione di tutte le regioni tedesche, ad eccezione dell’Austria (Kleindeutschland, o "Piccola Germania"). A partire dal 1884, la Germania iniziò a fondare colonie al di fuori dell'Europa.

Nel periodo Gründerzeit che seguì l'unificazione della Germania, la politica estera dell'imperatore Guglielmo I fu orientata a garantite una posizione centrale nel continente attraverso alleanze, isolando la Francia con mezzi diplomatici, ed evitando la guerra. Sotto Guglielmo II, tuttavia, la Germania, come altre potenze europee, attraverso un proprio corso imperialista entrò in attrito con i paesi limitrofi. La maggior parte delle alleanze in cui la Germania era stata precedentemente coinvolta non vennero rinnovate, e quelle nuove la esclusero. In particolare, la Francia istituì nuove relazioni con la firma dell’Entente Cordiale con il Regno Unito e garantendo legami con l'Impero russo. A parte i suoi contatti con l'Impero austro-ungarico, la Germania divenne sempre più isolata.

L’imperialismo tedesco, come altre potenze europee, rivendicò un proprio dominio coloniale. La Conferenza di Berlino divise l'Africa tra le potenze europee e alla Germania spettarono diversi possedimenti, tra cui Togo e Camerun. La spartizione dell'Africa causò tensioni tra le grandi potenze.

L'assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d'Austria il 28 giugno 1914 portò la Germania alla Prima Guerra Mondiale, dalla quale risultò come parte soccombente contro potenze alleate in uno dei più sanguinosi conflitti di tutti i tempi. La sconfitta portò ad una rivoluzione nel novembre 1918, e l'imperatore Guglielmo II fu costretto ad abdicare. Un armistizio che pose fine alla guerra venne firmato l’11 novembre e la Germania fu costretta a firmare il trattato di Versailles nel giugno 1919. Il trattato venne percepito in Germania come un’umiliante continuazione della guerra con altri mezzi e la sua durezza viene spesso citata come fattore che agevolò l’avvento del nazismo nel paese.

Dopo il successo della rivoluzione tedesca del novembre 1918, venne proclamata la repubblica in tutti gli stati e a livello federale. La nuova costituzione del Reich entrò in vigore con la firma da parte del presidente del Reich Friedrich Ebert l’11 agosto 1919. Il periodo che va dal 1919 al 1933 è conosciuto come Repubblica di Weimar. Il Partito comunista tedesco venne istituito da Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht nel 1918, e il Partito dei Lavoratori tedesco, conosciuto in seguito come il Partito nazionalsocialista (o Partito nazista), venne fondato nel gennaio 1919.

La Germania soffrì pesantemente degli effetti della Grande Depressione, delle dure condizioni dettate dal trattato di Versailles, e della lunga instabilità politica. Vennero istituite truppe paramilitari da parte di più partiti e vi furono migliaia di omicidi a sfondo politico. I paramilitari intimidivano gli elettori e seminavano violenza e rabbia tra gente che soffriva di un elevato tasso di disoccupazione e povertà. Questo terreno portò alla nomina, da parte del presidente del Reich Paul von Hindenburg, di Adolf Hitler come Cancelliere del Reich il 30 gennaio 1933.

Il 27 febbraio 1933, il Reichstag venne dato alle fiamme. Alcuni diritti democratici di base vennero rapidamente aboliti in virtù di un decreto di emergenza. L'attivazione di una legge diede ad Adolf Hitler pieno governo e potere legislativo. Solo il Partito socialdemocratico della Germania votò contro; i comunisti non erano in grado di presentare opposizione, in quanto i loro 81 seggi in parlamento era stati annullati sulla base del decreto conseguente all’incendio del Reichstag. Si creò uno stato centralizzata totalitario con un unico partito. L'industria venne strettamente regolamentata con quote ed esigenze, spostando l'economia verso una produzione di guerra. Nel 1936 le truppe tedesche entrato nella Renania smilitarizzata. Incoraggiato, Hitler perseguì dal 1938 una politica di espansionismo per fondare una Grande Germania. Per evitare l’apertura di due fronti di guerra, Hitler siglò il patto Molotov-Ribbentrop con l'Unione Sovietica. Patto che venne rotto in seguito.

Nel 1939 le crescenti tensioni provenienti da nazionalismo, militarismo ed esigente territoriali portarono alla guerra lampo del 1 settembre contro la Polonia, a cui seguì due giorni dopo la dichiarazione di guerra da parte di Regno Unito e Francia, che segnarono l'inizio della Seconda Guerra Mondiale. La Germania rapidamente acquisì il controllo diretto o indiretto della maggior parte d'Europa.

Il 22 giugno 1941, Adolf Hitler ruppe il patto con l'Unione Sovietica, aprendo il fronte orientale e dando avvio all’invasione della Russia. Poco dopo il Giappone attaccò la base americana a Pearl Harbor, e la Germania dichiarò guerra agli Stati Uniti. Anche se inizialmente l'esercito tedesco avanzò rapidamente in Unione Sovietica, la Battaglia di Stalingrado segnò un importante punto di svolta nella guerra. Successivamente l'esercito tedesco iniziò la ritirata dal fronte orientale. La battaglia di Normandia (D-Day) segnò un importante punto di svolta sul fronte occidentale, con lo sbarco delle forze alleate e i rapidi progressi compiuti in territorio tedesco. La sconfitta della Germania era imminente. L'8 maggio 1945, le forze armate tedesche si arresero dopo l’occupazione di Berlino da parte dell'Armata Rossa.

In quello che più tardi divenne noto come l'Olocausto, il regime del Terzo Reich sterminò innumerevoli vite umane, in primo luogo ebrei, ma anche comunisti, rom, omosessuali, massoni, dissidenti politici, sacerdoti, predicatori, religiosi, disabili. Durante l’Olocausto circa undici milioni di persone vennero assassinate, di cui sei milioni di ebrei e tre milioni di polacchi. La Seconda Guerra Mondiale e il genocidio nazista furono responsabili di circa 35 milioni di morti solo in Europa.

La guerra causò la morte di quasi dieci milioni di soldati e civili tedeschi, grandi perdite territoriali, l'espulsione di circa 15 milioni di tedeschi dalla ex territori orientali e dagli altri paesi, e la distruzione delle più grandi città. Il territorio rimasto e Berlino vennero spartiti tra gli alleati in quattro zone di occupazione militare.

I settori occidentali, controllati da Francia, Regno Unito e Stati Uniti vennero uniti il 23 maggio 1949, dando vita alla Repubblica Federale di Germania (Bundesrepublik Deutschland o BRD); il 7 ottobre 1949, la zona d'occupazione sovietica divenne la Repubblica Democratica Tedesca (Deutsche Demokratische Republik o DDR). Informalmente questi due stati divennero noti come Germania Ovest e Germania Orientale, e le due parti di Berlino come Berlino Ovest e Berlino Est. La parte orientale aveva come capitale Berlino Est, mentre la Germania Ovest scelse Bonn.

La Germania Ovest divenne un’economia di mercato con una stretta alleata con Stati Uniti e paesi dell’Europa occidentale, e godette di una prolungata crescita economica iniziata nei primi anni ‘50 (Wirtschaftswunder). La Germania Ovest aderì alla NATO nel 1955 e fu membro fondatore della Comunità economica europea nel 1958.

La Germania Est rientrò nel blocco orientale sotto il controllo politico e militare dell'URSS, e facente parte del trattato di Varsavia. Nonostante si fregiasse del termine di democrazia, il potere politico fu in mano esclusivamente dei principali membri (Politburo) del partito comunista (SED - Partito socialista della Germania). Il loro potere era assicurato dalla Stasi, un servizio segreto di immense dimensioni, e una serie di suborganizzazioni in grado di controllare ogni aspetto della società. A loro volta le esigenze fondamentali della popolazione erano soddisfatte a basso costo da parte dello Stato. La DDR divenne membro del Comecon. Mentre la propaganda si basava sui vantaggi dei programmi sociali della DDR e la presunta costante possibilità di un‘invasione, molti dei suoi cittadini guardavano verso l'Occidente per le libertà politiche e la prosperità economica. Il muro di Berlino, costruito nel 1961 per fermare la fuga dei tedeschi dell’est verso la Germania Ovest, divenne un simbolo della Guerra Fredda.

Le tensioni tra Germania Est ed Ovest vennero ridotte anni ‘70 dal cancelliere Willy Brandt e dalla della Ostpolitik. In una situazione di una crescente migrazione dei tedeschi dell’est verso la Germania Ovest attraverso l'Ungheria, di manifestazioni di massa durante l'estate del 1989, le autorità della Germania Est inaspettatamente facilitato le restrizioni di confine nel novembre 1989, consentendo ai propri cittadini di viaggiare verso l'Occidente. L'apertura delle frontiere portò ad un’accelerazione del processo di riforma nella Germania Est, che si concluse con la riunificazione tedesca del 3 ottobre 1990, quando i territori della Germania Est vennero annessi come nuovi Stati della Repubblica Federale. Berlino venne scelta per essere la capitale dello stato unificato, mentre Bonn conservò alcuni ministeri federali. La delocalizzazione del governo venne completata nel 1999.

Dopo la riunificazione, la Germania assunse un ruolo attivo nell’Unione Europea e nella NATO. La Germania inviò una forza di pace per garantire la stabilità nei Balcani e truppe in Afghanistan come parte dello sforzo della NATO per assicurare la sicurezza in questo paese.

Il territorio della Germania copre una superficie di 357.021 km², costituito di 349.223 km² di terre e di 7.798 km² di superfici d'acqua. E' il settimo più grande paese dell'Europa. Di forma simile ad un quadrilatero, si estende dalle alte montagne delle Alpi (punto più alto: lo Zugspitze a 2.962 m) a sud, fino alle coste del Mare del Nord e del Mar Baltico a nord, a est è delimitata dalla confluenza dei fiumi Oder e Neisse mentre a ovest la delimitano il bacino e la valle del Reno.

I fiumi principali sono il Reno, il Danubio,secondo fiume d'Europa per lunghezza con i suoi 2888 km di cui 647 km in territorio tedesco, l'Elba, l'Oder, il Weser e l'Ems.

Buona parte del territorio della Germania subisce l’influsso del clima temperato, con predominanti venti umidi da ovest. Il clima è moderato dalla corrente nord atlantica, estensione settentrionale della Corrente del Golfo. Le acque più calde mitigano parzialmente le regioni affacciate sul Mare del Nord, tra cui la penisola dello Jutland e le regioni situate lungo il Reno. Di conseguenza, nel nord-ovest e nel nord, il clima è oceanico; le precipitazioni si susseguono durante tutto l’arco dell'anno con un massimo durante l'estate. Gli inverni sono miti e le estati tendono ad essere fresche e ventilate, anche se a volte le temperature superano i 30° C per periodi di tempo prolungati. Nella parte orientale, il clima è più continentale; possono registrarsi inverni molto freddi e, per contro, estati anche molto calde, con lunghi periodi di siccità. La Germania centrale e meridionale è una regione di transizione che varia dal clima moderatamente oceanico al continentale. In queste regioni (soprattutto nelle pianure del Reno e del Danubio) è del tutto normale che le temperature massime superino i 30 °C durante l’estate.

All'inizio dell'epoca storica le popolazioni insediate sul territorio della Germania attuale erano di tre stirpi, i Celti relegati nella parte più occidentale del paese, le popolazioni germaniche, originarie della Scandinavia, che si erano espanse verso sud partendo dalle coste baltiche e giungendo nel tempo fino ai confini dell'Impero romano e gli slavi in lenta espansione dall'area baltica. Con l'espansione verso Nord dell'Impero romano buona parte del Paese venne inclusa in esso: le città più antiche della Germania sono proprio di origine romana. A partire dal V secolo iniziarono le invasioni germaniche nei territori dell'Impero Romano: Franchi e Alemanni si insediarono nella regione del Reno. Nell'Alto Medioevo iniziò l'espansione verso est, i territori slavi furono progressivamente invasi, conquistati e convertiti al cristianesimo. In alcune aree (Pomerania, Slesia) l'invasione fu pacifica e incentivata dai principi slavi. In alcuni territori slavi, come ad esempio in Polonia, rimasero popolazioni tedesche con privilegi particolari, coloni tedeschi si trasferirono anche in Slovacchia e Transilvania. Il movimento di espansione subì un arresto con la guerra dei trent'anni e successivamente si assistette un processo di riflusso nelle sedi occupate precedentemente da parte delle popolazioni slave, anche se tuttora nella parte orientale del Paese è rimasta un'importante minoranza slava, quella dei Sorbi.

Nel XIX secolo le migliorate condizioni economiche favorirono un progressivo aumento della popolazione, dal 1871 al 1939 di passò da 41 a 69 milioni di abitanti. In particolare l'incremento interessò la valle del Reno, l'area del medio corso dell'Elba, le grandi aree rurali non videro invece sostanziali cambiamenti della popolazione. Dopo la seconda guerra mondiale vi fu una ripresa demografica in parte provocata dal grande numero di profughi proveniente dall'est.

Con oltre 82 milioni di abitanti la Germania è il più popoloso paese dell'Unione europea. Tuttavia il suo tasso di fecondità di 1,39 figli per ogni madre è uno dei più bassi del mondo,< ref name="CIA"/> e l'ufficio federale di statistiche stime che la popolazione si ridurrà tra i 69 e i 74 milioni entro il 2050 (69 milioni con l’ipotesi di un saldo migratorio di 100.000 entrate all'anno; 74 milioni con un saldo migratorio di 200.000 entrate all'anno). La Germania possiede un discreto numero di grandi città, le più popolose sono Berlino, Amburgo, Monaco, Colonia, Francoforte e Stoccarda. Il maggior agglomerato urbano è la regione Reno-Ruhr, che comprende la città di Düsseldorf (la capitale della Nord Reno-Westfalia), Colonia, Essen, Dortmund, Duisburg e Bochum.

A dicembre 2004 si stimava in circa sette milioni il numero di cittadini stranieri registrati in Germania, e ben il 19% della popolazione del paese era formata da residenti era di discendenza straniera o parzialmente straniera. I giovani hanno maggiori probabilità di essere di discendenza straniera rispetto alla popolazione più anziana, 30% dei tedeschi con meno di 15 anni hanno almeno uno dei genitori nati all'estero. Nelle grandi città il 60% dei bambini di età compresa tra 0 e 5 anni hanno almeno uno dei genitori nati all'estero. .

La comunità straniera più numeroso (2,7 milioni di abitanti) è quella turca, seguono altre comunità straniere, come quelle provenienti da Italia, Serbia, Grecia, Polonia e Croazia. . Lo United Nations Population Fund rileva come la Germania ospiti il terzo più alto numero di migranti internazionali fra tutti i paesi del mondo, circa il 5% (10 milioni di abitanti) dei 191 milioni di migranti, che corrisponde a circa il 12% della popolazione della Germania. Come conseguenza alle restrizioni poste in Germania alle disposizioni in materia di asilo e immigrazione, il numero di immigrati è in calo costante dal 2000.

Il cristianesimo è la principale fede religiosa in Germania con 53 milioni di credenti (64%). Al secondo posto è l'Islam con 3,3 milioni di credenti (4%), seguita da buddismo ed ebraismo, con circa 200.000 aderenti (ca. lo 0,25%). L’induismo conta 90.000 credenti (0,1%). Tutte le altre comunità religiose in Germania hanno meno di 50.000 aderenti. Circa 24,4 milioni di tedeschi (29,6%) non si professano credenti in nessuna religione.

Il protestantesimo è concentrata nel nord e nell’est e la Chiesa cattolica è concentrato nel sud e nell’ovest. Entrambe le fedi comprendono circa il 31% della popolazione ciascuna. L'attuale Papa, Benedetto XVI, è nato in Baviera. I non-religiosi, compresi gli atei e gli agnostici ammontano al 29,6% della popolazione, e sono particolarmente numerosi nella ex Germania Est e nelle grandi aree metropolitane.

Dei 3,3 milioni di musulmani i sunniti sono la maggior parte, ma è presente una piccola comunità di sciiti. L’1,7% della popolazione si dichiara cristiana ortodossa, serbi e greci i più numerosi. La Germania ha nell’Europa occidentale la terza più grande popolazione ebraica Nel 2004, in seguito all’emigrazione di ebrei dalle ex repubbliche sovietiche, si contavano 200.000 ebrei, rispetto ai 30.000 prima di riunificazione tedesca. Grandi città con rilevanti minoranze ebraiche sono Berlino, Francoforte e Monaco di Baviera. Circa 250.000 buddisti vivono in Germania; il 50% di loro sono immigrati asiatici.

Secondo il sondaggio stilato dall’Eurobarometro del 2005, il 47% dei cittadini tedeschi concordava con l'affermazione "Credo che vi è un Dio", mentre il 25% concordava con "Credo che vi sia una sorta di spirito o forza vitale" e il 25% ha dichiarato: "Non credo vi sia alcun tipo di spirito, dio, o forza vitale".

Il tedesco è la lingua ufficiale e più parlata in Germania. E’ una delle 23 lingue ufficiali dell'Unione europea, e una delle tre lingue di lavoro della Commissione europea, insieme con l'inglese e il francese. Minoranze linguistiche riconosciute in Germania sono danese, sorbo, rom e frisone, ufficialmente protetti dalla Carta europea per le lingue regionali e minoritarie. La maggior parte degli immigrati utilizzano lingue quali turco, polacco, lingue dei Balcani e della Russia.

Il tedesco è una lingua germanica occidentale, strettamente legato a inglese, olandese e frisone. La maggior parte del vocabolario tedesco deriva dal ramo germanico del ramo della famiglia linguistica indo-europea. Alcune parole derivano dal latino, greco, e in maniera minore da francese, e recentemente dall’inglese (noto come Denglisch). Il tedesco è scritto usando l'alfabeto latino. In aggiunta alle 26 lettere standard, il tedesco ha tre vocali con l’umlaut, vale a dire, ö e ü, così come l’eszett o scharfes S (S forte), che è scritta "ß" o, in alternativa, "ss".

I dialetti tedeschi sono distinte varianti del tedesco standard. Molti di loro non sono facilmente comprensibili a chi conosce solo il tedesco standard, dal momento che spesso differiscono nel lessico, sintassi e fonologia.

In tutto il mondo, il tedesco è parlato da circa 100 milioni di persone come madre lingua e da circa 80 milioni non-madrelingua. Il tedesco è la lingua principale per circa 90 milioni di persone (18%) nell'Unione europea. Il 67% dei cittadini tedeschi affermano di essere in grado di comunicare in almeno una lingua straniera, il 27% in almeno due lingue diverse dalla propria.

Una minoranza di danesidi circa 50.000 persone vive nello Schleswig, la maggior parte vicino al confine con la Danimarca, a nord; un piccolo numero di genti slave, note come Sorbi, vive negli stati della Sassonia (circa 40.000) e del Brandeburgo (circa 20.000). La lingua frisona, considerata quella tra le lingue vive più vicina all'inglese, è lingua madre per circa 22.000 persone in Germania, le altre vivono nei Paesi Bassi. Nelle aree rurali della Germania settentrionale viene ampiamente usato il Basso Sassone.

L'immigrazione ha creato una considerevole minoranza turca (più di due milioni tra Curdi e Turchi), e altre comunità più piccole tra cui italiani (600.000), serbi (600.000), greci (400.000), polacchi (300.000) , albanesi (300.000) e croati (200.000) (dati del 2002).

Esistono anche un grosso numero di tedeschi immigrati dall'ex Unione Sovietica (1,7 milioni), dalla Polonia (700.000) e dalla Romania (300.000) (totale del periodo 1980–1999), cui viene automaticamente concessa la cittadinanza tedesca, e che quindi non compaiono nelle statistiche dei residenti stranieri; contrariamente agli stranieri questi sono stati insediati dal governo in modo uniforme su tutto il territorio tedesco. Molti di loro parlano la lingua della loro ex nazione di appartenenza.

Alcuni dei Länder sono suddivisi in distretti governativi.

I Länder sono amministrativamente suddivisi in Kreise (circondari), nel numero complessivo di 438.

A causa delle difficoltà economiche dei Länder orientali è attualmente in avanzata discussione la riunione di alcuni di essi in entità più grandi. Si prevede l'unificazione di Berlino con il Brandeburgo e quella di Amburgo con il Meclenburgo-Pomerania Occidentale e lo Schleswig-Holstein.

La Repubblica Federale di Germania non ha alcuna rivendicazione territoriale nei confronti degli Stati confinanti, memore degli esiti catastrofici, per l'Europa e per la Germania stessa, della politica imperialistica perseguita tra la seconda metà del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. D'altro canto, l'espulsione e deportazione verso la Germania dei residenti tedeschi praticata negli anni immediatamente successivi al termine della Seconda guerra mondiale, conseguenza della politica di genocidio perpetrata dalla Germania nazista nei confronti delle popolazioni dell'Est Europa, ha fatto sì che ad oggi nessuna significativa minoranza tedesca è presente ad oriente della Linea Oder-Neisse e del confine con la Repubblica Ceca. Solo minoranze di esigua consistenza numerica sono rimaste nella Mitteleuropa e precisamente in Repubblica Ceca (39.106 tedeschi), Slovacchia (5.405), Polonia (152.900), Ungheria (150.000), Nel resto d'Europa, solo Francia, Belgio (70.000 tedeschi), Danimarca, Slovenia ed Italia presentano minoranze di lingua ed etnia tedesca. Alcune di esse, come in Italia, hanno garantite particolari autonomie come rappresentano i casi dello statuto speciale per la provincia autonoma di Bolzano, dove i tedeschi detengono la predominanza delle leve politiche ed economiche. In Francia, dopo tentativi di assimilazione da parte dell'uno e dell'altra etnia, dagli anni '60 hanno forte vigore i movimenti politici autonomisti come il Mouvement Régionaliste d'Alsace-Lorraine e l'Union du Peuple Alsacien. Nel 1991 è stato inoltre varato un progetto di legge per introdurre forme concrete di bilinguismo. Altre sacche di popolazioni germaniche (597.212 tedeschi), tutt'oggi di lingua tedesca, permangono nei territori delle repubbliche centro-asiatiche dell'ex Unione Sovietica.

L'unica exclave della Germania è la località di Büsingen situata sull'Alto Reno e che appartiene al circondario rurale di Costanza nel Baden-Württemberg. La superficie è di 7,62 km² e confina con i cantoni svizzeri di Sciaffusa, Turgovia e Zurigo.

Esiste inoltre una cosiddetta enclave "funzionale", il Kleinwalsertal, una vallata dell'Austria raggiungibile, sia da terra sia per vie d'acqua, solo attraversando il territorio tedesco.

Il Parlamento (Bundestag in lingua tedesca) è composto da 598 deputati, eletti con un sistema misto: per metà in collegi uninominali con il sistema maggioritario plurality e per l'altra metà con il sistema proporzionale del quoziente.

Il periodo di legislatura del Bundestag dura quattro anni. Il Bundestag tedesco tiene le sue sedute dal 1999 nell'edificio del Reichstag. I deputati portano il titolo di membri del Bundestag (MdB).

Il presidente del Bundestag viene eletto di regola nella seduta costituente del parlamento, è espressione del gruppo parlamentare più numeroso. Il presidente del Bundestag attuale è Norbert Lammert (CDU).

Il sistema legislativo tedesco prevede la presenza, oltre al Bundestag, anche del Bundesrat, il consiglio federale: si tratta di un sistema che per quanto riguarda le leggi federali è quindi simile a quello bicamerale in uso in Italia.

Nel 1949, al momento della sua istituzione, la Repubblica Federale di Germania non aveva un esercito, questo venne istituito solo nel 1955 quando, in seguito alla Guerra di Corea e alla crescente influenza dell'Unione Sovietica nel blocco orientale il paese entrò a far parte della NATO. Dopo il 1991 parte dell'esercito della DDR (chiamato Nationale Volksarmee) è stato integrato nell'esercito tedesco.

L'organizzazione generale militare è chiamata Bundeswehr (che tradotto letteralmente significa "difesa federale") ed è costituita dalle forze armate e dall'apparato logistico-amministrativo. Le forze armate sono divise in esercito (chiamato Heer), aviazione (Luftwaffe) e marina, si occupano invece delle attività logistiche e di servizi la Streitkräftebasis e il servizio sanitario centrale (Zentraler Sanitätsdienst).

In tempo di pace, la Bundeswehr è comandata dal ministro della Difesa. In caso di guerra, che secondo la Costituzione è consentita solo per scopi difensivi, il Cancelliere diviene comandante in capo della Bundeswehr.

Nell’ottobre 2006, la Germania aveva quasi 9.000 truppe dislocate in paesi stranieri come parte di varie forze di pace internazionali, tra cui 1.180 soldati stazionati in Bosnia-Erzegovina; 2.844 soldati in Kosovo; 750 soldati come parte dell’EUFOR nella Repubblica Democratica del Congo; e 2800 come parte della missione ISAF in Afghanistan. Nel febbraio 2007, la Germania aveva circa 3000 soldati nella missione ISAF in Afghanistan, il terzo più grande contingente dopo quello degli Stati Uniti (14.000) e del Regno Unito (5200). La Germania dispone di armi nucleari in quanto membro della NATO, sotto forma di armi nucleari degli USA dislocati in territorio tedesco.

Le forze armate tedesche sono costituite da 257.000 militari e 125.000 civili (dati dell'aprile 2005), dal 2001 anche le donne hanno accesso alla carriera militare, nell'aprile del 2005 circa il 6,2% del personale militare era costituito da donne. Nel 2006 la spesa complessiva dedicata alle forze armate è stata di 27,9 miliardi di euro pari a circa l'1,5% del PIL, una percentuale nettamente inferiore rispetto alla media dei membri della NATO (2,3% del PIL).

Il servizio militare è obbligatorio per gli uomini e dura 9 mesi, in alternativa è possibile prestare il servizio civile (nove mesi), il servizio civile all'estero (durata minima 11 mesi) o una collaborazione di almeno 6 anni con la Protezione Civile o i Vigili del Fuoco.

La Germania riunificata è andata alle elezioni il 2 dicembre 1990, 16 ottobre 1994, 1 ottobre 1998, 22 settembre 2002, 18 settembre 2005 (anticipate). I risultati videro la vittoria del cristiano-democratico Helmut Kohl nel 1990 e 1994 (coalizione CDU-CSU-FDP), del socialdemocratico Gerhard Schröder nel 1998 e 2002 (coalizione SPD-G), e infine della cristiano-democratica Angela Merkel nel 2005 (coalizione CDU-CSU-SDP).

La Germania ha svolto un ruolo di primo piano nell'Unione europea sin dal suo inizio e ha mantenuto una forte alleanza con la Francia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. L'alleanza è stato particolarmente stretta alla fine degli anni ‘80 e all'inizio degli anni ‘90 sotto la guida del democristiano Helmut Kohl e socialista francese François Mitterrand. La Germania è in prima linea tra gli stati europei che cercano di far progredire la creazione di una politica comune più unita ed efficace.

Fin dalla sua istituzione, il 23 maggio 1949, la Repubblica federale di Germania ha mantenuto un profilo basso, in particolare nelle relazioni internazionali, sia a causa della storia recente, che a causa dell’occupazione da parte delle potenze straniere. Durante la Guerra Fredda, la Germania divisa dalla cortina di ferro è divenuta un simbolo delle tensioni Est-Ovest e un campo di battaglia politico in Europa. Tuttavia, la politica di Willy Brandt e della Ostpolitik è divenuta un fattore chiave per la distensione durante gli anni ‘70. Nel 1999, il governo del cancelliere Gerhard Schröder definì una nuova base per la politica estera tedesca, prendendo parte a pieno titolo alle decisioni riguardo l’internvento della NATO contro la ex Jugoslavia e l'invio di truppe tedesche per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

La Germania e gli Stati Uniti sono stretti alleati. Il Piano Marshall del 1948, con il sostegno degli Stati Uniti (JCS 1067) durante il processo di ricostruzione (Piani industriali per la Germania) dopo la Seconda Guerra Mondiale, come pure politiche volte alla fraternità, al sostegno alimentare, e i forti legami culturali hanno creato un saldo legame tra i due paesi, anche se la politica di Gerhard Schröder di opposizione alla guerra in Iraq ha suggerito la fine dell’atlantismo e un raffreddamento delle relazioni tedesco-americane. I due paesi sono anche economicamente interdipendenti: l’8,8% delle esportazioni tedesche sono verso gli USA e il 6,6% delle importazioni tedesche provengono dagli Stati Uniti. Altro segno dello stretto legame politico è la base americana di Ramstein (Ramstein Air Base, vicino a Kaiserslautern), che rappresenta la più grande comunità militare statunitense al di fuori dell’America.

La politica per lo sviluppo portata avanti della Repubblica federale di Germania è uno spazio indipendente della politica estera tedesca. E' formulata dal ministero federale per la cooperazione economica e lo sviluppo (BMZ). Il governo tedesco ritiene che la politica di sviluppo sia una responsabilità congiunta della comunità internazionale. Gli aiuti ufficiali allo sviluppo e gli aiuti umanitari tedeschi nel 2007 ammontavano a 8,96 miliardi di euro (12,26 miliardi di dollari americani), con un aumento del 5,9 per cento sul 2006, divenendo il secondo più grande paese donatore dopo gli Stati Uniti. Germania spende lo 0,37 per cento del proprio prodotto interno lordo (PIL) per favorire lo sviluppo internazionale, comunque al di sotto degli obiettivi del governo di aumentare gli aiuti al 0,51 per cento del PIL entro il 2010. L'obiettivo internazionale dello 0,7% del PIL non viene raggiunto da nessun paese.

La Germania ha la più grande economia nazionale in Europa, la terza più grande in termini di PIL nominale del mondo, e la quinto in termini di PIL a parità di potere d’acquisto (PPP). Il suo tasso di crescita nel 2007 è stata del 2,4%. Fin dalla rivoluzione industriale il paese è stato motore economico, innovatore e beneficiario della crescente globalizzazione. L'esportazione di prodotti Made in Germany è uno dei principali fattori della ricchezza del paese.

La Germania è fra i maggiori paesi in termini di esportazioni con 1.133 miliardi di dollari americani esportati nel 2006, generando un avanzo commerciale di 165 miliardi di euro. Il settore dei servizi contribuisce per circa il 70% al PIL totale, il 29,1% proviene dall'industria e l'agricoltura è allo 0,9%. La maggior parte dell’industria del paese è concentrata nel settore automobilistico, dei macchinari, dei metalli e dei prodotti chimici. La Germania è il principale produttore di turbine eoliche e impianti solari di potenza al tutto il mondo. Importanti fiere internazionali e congressi si svolgono in diverse città tedesche, come Hannover, Francoforte e Berlino.

All’interno delle 500 imprese con maggior reddito a livello globale, 37 sono imprese con sede in Germania. Le dieci più grandi sono Daimler, Volkswagen, Allianz, Siemens, Deutsche Bank, E.ON, Deutsche Post, Deutsche Telekom, Metro AG e BASF. Tra le imprse con più forza lavoro vi sono Deutsche Post, Robert Bosch e Edeka. Marchi noti a livello mondiale sono Mercedes-Benz, SAP AG, BMW, Adidas, Audi, Porsche, Volkswagen e Nivea.

La Germania è una forte sostenitrice di una più stretta integrazione economica e politica a livello europeo, e le sue politiche commerciali sono determinate da accordi tra Unione europea e stati membri, e dalla legislazione sul mercato unico. La Germania utilizza la moneta comune europea, l'euro, e la sua politica monetaria è fissato dalla Banca centrale europea con sede a Francoforte. Dopo la riunificazione tedesca nel 1990, lo standard di vita e il reddito annuo continuano a rimanere significativamente più elevati nella ex Germania occidentale. La modernizzazione e l'integrazione della parte orientale continua ad essere un processo a lungo termine, con trasferimenti annuali da ovest a est, pari a circa 80 miliardi di $. Il tasso di disoccupazione è costantemente diminuito dal 2005 e ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 15 anni nel giugno 2008 con il 7,5%. La percentuale varia dal 6,2% nella ex Germania occidentale al 12,7% nella ex Germania orientale.

L'agricoltura è molto progredita, con l'uso di macchine e di tecniche modernissime, ma clima e suolo non le sono favorevoli. Molte zone, specialmente le coste dell'Est, sono sabbiose o paludose. I terreni fertili sono ai piedi delle alture centrali e nelle valli dei fiumi, dove però molte aree sono occupate da strutture industriali, viarie e ferroviarie. La Germania ha il primato nella produzione di patate, prodotto tipico di terre "povere" e cibo nazionale tedesco. Sono alte anche le produzioni di barbabietole da zucchero, di luppolo (pianta usata per aromatizzare la ), di alcune piante da olio come la colza e il girasole che sono usate anche dalle industrie. Fra le altre colture si trovano i cereali (orzo e frumento alla pari, segale e avena), il lino e alcuni ortaggi resistenti al freddo: cavoli e cavolfiori, cipolle, carote. Più importanti sono gli allevamenti, con 26 milioni di suini e 14 milioni di bovini (specialmente nella regione alpina della Baviera), che forniscono 400 tipi diversi di insaccati, latte, burro e formaggi in quantità. Estese foreste collinari e montane alimentano le industrie della cellulosa e della carta, ma il patrimonio boschivo è molto danneggiato dalle piogge acide. Il consumo della carta è molto alto perché il Paese ha una forte editoria: pubblica 78.000 titoli l'anno e 10.500 quotidiani e riviste. Ogni tedesco spende 117 euro l'anno per acquistare libri (contro i 1505 dell'italiano).

La principale produzione mineraria è quella di carbone. Tuttavia la Germania, benché ne sia uno dei maggiori fornitori mondiali, tende di più ad importarlo per non esaurire le risorse interne. Insieme al ferro e in generale ai metalli grezzi, il carbone ha contribuito ai primi sviluppi dell'industria tedesca, specie nelle regioni metallurgiche della Ruhr (Nord Reno-Westfalia) e lungo i porti sul Baltico (Amburgo). Più recente è la scoperta di giacimenti di gas naturale ...

Già da due secoli la prosperità germanica si fonda sull'industria pesante. Nei bacini della Ruhr e della Saar, la presenza di ricchi giacimenti di carbone fece sorgere le acciaierie e le industrie chimiche accanto alle miniere, e le industrie meccaniche accanto alle acciaierie, creando i Konzerne. Si tratta di enormi complessi che curano ogni fase di lavorazione, dalla materia prima ai prodotti finiti. In tempi recenti si sono sviluppate anche industrie leggere, nei Lander meridionali (Baviera, Baden Wurttemberg) ed orientali (Sassonia, Turingia). L'industria tedesca, dominata sia da multinazionali che da piccole e medie imprese, ha saputo rinnovarsi ed è ancora ai primi posti nel mondo in numerosi settori.

La metallurgia tedesca è la più importante d'Europa (ferro, acciaio, alluminio), ma non meno rilevanti sono le produzioni di automobili (Volkswagen-Audi, BMW, Daimler AG-Mercedes), motociclette, materiale ferroviario ed aeronautico, elettrodomestici, elettronica di consumo (che però è di ridotte dimensioni), microelettronica, telematica (Siemens AG). In varie città si fabbricano strumenti musicali, specialmente pianoforti, e nell'Est orologi (Turingia) e materiale ottico. Norimberga è sede principale della produzione di giocattoli.

L'industria chimica tedesca ha grandi tradizioni. Per esigenze di guerra riuscì ad estrarre un carburante liquido dal carbone e a fabbricare gomma sintetica. Le miniere di sali potassici forniscono la materia prima per i concimi. La produzione degli acidi solforico, cloridrico e nitrico e della soda caustica è alla base di altri processi chimici ed industriali. Nel settore della chimica fine spiccano il materiale fotografico, i medicinali ed anche prodotti di largo consumo come cosmetici e detersivi (Bayer, Hoechst, BASF, Beiersdorf, Henkel): fu l'invenzione della semplice aspirina a fornire i capitali per impiantare grandi laboratori di ricerca farmaceutica e fabbricare altri ritrovati; in Germania ha avuto anche origine la produzione sintetica di ammoniaca. Molto sviluppata è l'industria alimentare, specie nella produzione di carne (wurstel), prodotti caseari, zucchero, birra, biscotti (Bahlsen), cioccolato (Ritter Sport), caffè (Hag). Sono presenti anche i settori tessile, dell'abbigliamento, del mobile e delle macchine utensili.

In Germania è molto forte la produzione idroelettrica, grazie ai molti fiumi, e si ricorre anche a quella nucleare. Inoltre il Paese produce energia da fonti rinnovabili, con centrali eoliche e solari soprattutto nel Nord-Ovest. La zona orientale ha usato finora le maggiori miniere di lignite d'Europa, ma è un materiale poco calorifico e molto inquinante. Con nuove perforazioni nel bassopiano settentrionale si estraggono petrolio e metano; il fabbisogno nazionale è coperto da importazioni, grazie a una rete di metanodotti e oleodotti che provengono soprattutto dall'Est Europa e dai paesi mediterranei.

Con la sua posizione centrale in seno all’Europa, la Germania è un importante nodo nel settore dei trasporti. Ciò si riflette nella sua densa e moderna rete di trasporto. Importante è l'ampia rete autostradale (Autobahn), classifica come la terzo più estesa nel mondo e caratterizzata dalla mancanza di limiti di velocità sulla maggior parte del tracciato.

La Germania ha istituito una rete policentrica di treni ad alta velocità. L'InterCityExpress o ICE serve prevalentemente le grandi città tedesche e le destinazioni nei paesi vicini. La velocità del treno varia dai 160 km/h ai 300 km/h ed è il più avanzato servizio nella Deutsche Bahn. I collegamenti sono offerti ad intervalli che possono variare dai 30 minuti, all’ore o ogni due ore.

La Germania il quinto più grande consumatore di energia, mentre i due terzi della propria energia primaria è stato importato nel 2002. Nello stesso anno il consumo di energia elettrica ammontava a 512,9 miliardi di chilowattora. La politica del governo sottolinea la conservazione e lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili, come solare, eolica, da biomassa, idroelettrica, geotermica. Come risultato delle misure volte al risparmio energetico, l'efficienza energetica è migliorata dall'inizio degli anni ‘70. Il governo ha fissato l'obiettivo di soddisfare la metà delle richiede energetiche del paese attraverso fonti rinnovabili entro il 2050.

Nel 2000 il governo tedesco ha convenuto una dismissione graduale dalle centrali nucleari entro il 2021. Tuttavia le energie rinnovabili stanno giocando un ruolo modesto della produzione di energia. Nel 2006 la produzione di energia è venuta dalle seguenti fonti: petrolio (35,7%), carbone e lignite (23,9%), gas naturale (22,8%), energia nucleare (12,6%), energia idroelettrica ed energia eolica (1,3%), e altre fonti (3,7%).

La Germania divenne, a partire dalla caduta dell'impero Romano d'Occidente, centrale nella scena storica, politica e culturale dell'Europa. Nell'Alto Medioevo città come Spira, Magonza e Bamberga videro la costruzione di superbe cattedrali romaniche mentre il gotico tardò ad affermarsi in Germania. Durante il Rinascimento artisti come Dürer e Grünewald si fecero notare nella scena europea anche se l'epicentro culturale in quel periodo rimaneva l'Italia.

Ma fu in particolar modo nei secoli XVIII e XIX che la Germania divenne un polo culturale senza eguali vedendo la nascita di diverse correnti artistiche e letterarie come il romanticismo e lo Sturm und Drang ma anche il periodo dell'attività di filosofi come Brandauzt beliziz.

Gli anni delle due guerre mondiali furono gli anni della perdita di capolavori artistici come la città di Dresda, Florenz an der Elbe cioè la Firenze sull'Elba, che venne completamente distrutta dalla RAF. Tuttavia dopo la fine della seconda guerra mondiale, la Germania si riprese con grande sforzo economico e sacrificio della popolazione, diventando nuovamente un polo di attrazione culturale di primo piano e all'avanguardia.

Gli autori più noti della letteratura medievale tedesca sono Walther von der Vogelweide e Wolfram von Eschenbach, apporto di rilievo della letteratura tedesca di quest'epoca è la Nibelungenlied (Canzone dei Nibelunghi).

In campo musicale la Germania ha dato i natali a molti famosi compositori classici, i più noti sono Johann Sebastian Bach, Ludwig van Beethoven e Richard Wagner ma tedeschi erano anche Georg Friedrich Händel, Clara e Robert Schumann, Johannes Brahms, Georg Philipp Telemann, Max Reger, Carl Orff, Paul Hindemith, Hans Werner Henze. Attualmente la Germania è il quarto mercato discografico del mondo, tra i più celebri artisti Pop e rock vi sono Tokio Hotel,Udo Lindenberg, Herbert Grönemeyer, Cinema Bizarre, Nena, Dieter Bohlen, Xavier Naidoo e Guano Apes; nel campo del jazz vi sono artisti noti internazionalmente come Albert Mangelsdorff, Peter Brötzmann, Theo Jörgensmann e Eberhard Weber.

Nell'evoluzione della musica elettronica hanno avuto un ruolo importante alcuni gruppi tedeschi come i Kraftwerk e Klaus Schulze. Tra i gruppi di maggiore notorietà internazionale vi sono i Blind Guardian, i Modern Talking e i Rammstein, questi ultimi sono, al momento, l'unica band con testi in lingua tedesca stabilmente presente nelle classifiche internazionali. Più recente è lo sviluppo dell'hip hop tedesco.

Durante gli anni settanta la Germania era teatro di numerose formazioni hard & heavy come gli Scorpions ma anche di artisti d'avanguardia elettronica e del cosiddetto kraut rock (fra i vari nomi Neu!, Kraan, Klaus Schulze). Durante gli anni ottanta sono venute a costituirsi molte realtà, come la techno tedesca, il power metal (molto famosi sono i Blind Guardian, Helloween e Gamma Ray) e l'industrial elettronico (dove il nome più famoso sono gli Einstürzende Neubauten). Questi generi ebbero notevoli sviluppi negli anni novanta, in cui fecero la loro comparsa altri gruppi più mainstream che seppero ottenere ampi consensi in tutto il mondo, anche più di molte altre band del decennio precedente. Sono assolutamente noti per esempio gli industrial rockers (o metallers, ma non tutti sono d'accordo) Rammstein. Sono presenti anche scene più ristrette di dark rock, folk acustico, elettronica sperimentale e hardcore (molto noti sono gli Atari Teenage Riot che riuscivano a combinare l'hardcore punk con l'hardcore elettronico, generi di cui spesso si dice che siano totalmente distanti nonostante il nome).

Un gruppo curioso sono gli Haggard, che uniscono un metal rude e potente ad ampie orchestrazioni di strumenti classici, con anche duetti fra voci maschili e femminili in rigorose tonalità liriche (ma anche ruggite, retaggio ereditato dal folk metal nordico). Da non dimenticare ovviamente gli Scorpions e da non sottovalutare i Die Apokalyptischen Reiter.

In Germania, esattamente a 70 km nord-ovest di Amburgo, nella ridente cittadina di Wacken, si svolge il più famoso festival Metal del pianeta, il Wacken Open Air, arrivato oramai alla 18° edizione.

L'inno nazionale è la terza strofa di Das Lied der Deutschen.

La pratica sportiva è ampiamente diffusa fra la popolazione tedesca, nel 2006 circa 27 milioni di persone facevano parte di associazioni sportive. L'ampia base trova riscontro nella classifica dei paesi con il maggior numero di medaglie olimpiche nella quale la Germania occupa la terza posizione.

Lo sport più diffuso è il calcio, la federazione calcistica tedesca (Deutscher Fußball-Bund) ha circa 6 milioni di tesserati e oltre 170.000 squadre iscritte. La Germania ha ospitato i campionati mondiali del 1974 e quelli del 2006. La nazionale tedesca è una delle più titolate al mondo; nel suo palmares figurano, fra gli altri, 3 titoli mondiali e 3 titoli europei.

Diffusi sono anche la pallamano il cui campionato nazionale è considerato uno dei migliori al mondo, nel 2007 la nazionale maschile è divenuta campione mondiale per la terza volta e l'hockey su prato di cui la nazionale maschile ha vinto i mondiali nel 2002 e quella femminile il titolo olimpico nel 2004.

Ampia diffusione ha il tiro a volo, la federazione nazionale ha circa 1,5 milioni di iscritti.

In anni recenti ha avuto una rapida diffusione, il baseball (il massimo campionato è chiamato Bundesliga), la pallacanestro mentre ha un pochino perso di popolarità il tennis che aveva avuto una sorta di boom negli anni ottanta e novanta in corrispondenza dei successi di alcuni giocatori tedeschi come Boris Becker e Steffi Graf.

Per quanto riguarda gli sport motoristici l'interesse è catalizzato dalla Formula 1, la Germania ospita il Gran Premio di Germania che attualmente si svolge sul circuito di Hockenheim.

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Nazionale di calcio della Germania

La Germania Ovest vincitrice del Campionato europeo 1980

La Nazionale di calcio tedesca (ted. Deutsche Fußballnationalmannschaft) è la rappresentativa calcistica della Germania ed è posta sotto l'egida della Deutscher Fussball-Bund.

È una delle Nazionali di calcio più forti e più titolate della storia. Si è aggiudicata per tre volte sia i campionati mondiali sia quelli europei. Nelle medesime competizioni è giunta a disputare la partita finale sette e sei volte. In entrambi i casi si tratta di un record. Inoltre è arrivata tra le prime quattro undici volte al Mondiale e sette volte all'Europeo.

SVIZZERA: Dreyfuss – Henneberg, Hug – Strauss, Megroz, Lehmann – Rubli, Pfeiffer, Kämpfer, Isenegger, Kobelt.

Tra il 1899 ed il 1901 ci furono ben cinque partite non ufficiali fra diverse selezioni tedesche e inglesi, tutte terminate in clamorose sconfitte per i teutonici. Otto anni dopo la fondazione della DFB, fu disputata la partita d'esordio della nazionale ufficiale tedesca, precisamente il 5 aprile 1908, contro la Svizzera a Basilea, che però fu vinta dagli elvetici 5-3.

Da notare che a quel tempo non c'era un CT e i giocatori vennero direttamente convocati dalla federazione.

La Germania partecipò al torneo olimpico di calcio 1912 venendo subito eliminata al turno preliminare dall'Austria per 5-1. Al torneo di consolazione per le squadre eliminate al turno preliminare e al primo turno arrivò fino in semifinale dove fu eliminata dall'Ungheria per 3-1.

Il primo commissario tecnico della squadra fu Otto Nerz, un insegnante scolastico di Mannheim, che guidò la squadra dal 1923 al 1936. La Germania arrivò terza nel Mondiale del 1934, che fu anche la sua prima apparizione ad un torneo iridato. Due anni dopo l'incarico fu affidato a Sepp Herberger.

Dopo che l'Austria (avente all'epoca una grande selezione nazionale) fu annessa alla Germania nel 1938 nell'Anschluss, i giocatori austriaci del Rapid Vienna (che fu tra l'altro l'unica austriaca a vincere la Bundesliga) furono obbligati ad aggiungersi alla selezione teutonica in breve tempo per motivi politici. Tuttavia, nei Mondiali del 1938, la Germania "unita" fu eliminata al primo turno (in un doppio confronto con la Svizzera), unica volta per la squadra in un campionato del mondo.

Al termine della Seconda guerra mondiale, con la Germania ormai divisa in due entità politiche differenti, Repubblica Democratica tedesca e la Repubblica Federale tedesca, e devastata dalla guerra, la situazione calcistica era alquanto problematica. Si formò un'altra federazione che si staccò dalla DFB per amministrare indipendentemente il calcio nella Germania dell'Est, formando una propria nazionale. Oltre a questo, la formazione tedesca, ormai nazionale della Germania Ovest, non era vista di buon occhio: per i primi anni solo le vicine Svizzera ed Austria, oltre che la Turchia giocarono con la Germania Ovest. Fu la Repubblica d'Irlanda ad interrompere questo tabù ed accordarsi con la DFB per un partita: in segno di rispetto, la divisa da trasferta tedesca sarebbe stata da quel momento fino all'unione tedesca ed oltre, di colore verde.

Oltre alla poca considerazione internazionale, i tedeschi non furono ammessi ai Mondiali del 1950 in Brasile, ma paradosso volle che vincessero il successivo nel 1954 in Svizzera, guidati da Fritz Walter e ancora allenati da Sepp Herberger. Giocarono la finale contro la favoritissima Ungheria, che li aveva battuti 8-3 in una partita del primo turno, conseguendo una rimonta incredibile dopo essere caduti in svantaggio di ben due reti: la terza marcatura fu messa a segno da Helmut Rahn a sei minuti dal termine. Questo successo incredibile fu chiamato Miracolo di Berna, che creò un senso di euforia nella Germania del dopoguerra ed è accreditato come uno degli episodi chiave della ripresa economica del Paese.

Conclusasi con un quarto posto l'avventura al Mondiale del 1958 e raggiunti i quarti di finale in quello del 1962, Helmut Schön divenne allenatore nel 1964. Il cambio in panchina portò i suoi frutti, dato che nei Mondiali del 1966, la Germania Ovest raggiunse la finale, trovandosi di fronte però l'Inghilterra padrona di casa a Wembley. Soltanto un gol all'ultimo minuto di Wolfgang Weber portò la situazione in pareggio e aprì lo scenario dei tempi supplementari, ma 2 gol di Geoff Hurst, che segnò una prestigiosa tripletta, coronarono campione l'Inghilterra per 4-2. Tuttavia il primo gol nei supplemantari di Hurst, soprannominato Wembley-Tor (Wembley gol) in Germania, è entrato nella storia come uno dei gol più contestati e controversi. Molti tedeschi credettero che il gol fosse stato regalato dall'arbitro per errore dei guardalinee, ed una ricerca della Oxford University portata a termine nel 1995 usando un'analisi video al computer, determinò che effettivamente la palla non avrebbe oltrepassato la linea di porta. Comunque, anche il pareggio di Weber non fu esente da polemiche, dato che il pallone prima dell'assist decisivo fu toccato con una mano dal suo compagno. Nelle qualificazioni al successivo Campionato Europeo del 1968 i tedeschi furono eliminati nel girone di qualficazione dopo un pareggio per 0-0 in Albania. E' stato questo fino ad oggi l'unico caso della mancata qualificazione alla fase finale di un Europeo da parte dei tedeschi, non avendo preso parte alle due edizioni precedenti.

Un'altra memorabile sconfitta tedesca ai supplementari avvenne nei Mondiali del 1970 in Messico, questa volta in semifinale contro l'Italia allo Estadio Azteca. Karl-Heinz Schnellinger pareggiò nei minuti di recupero portando il risultato sull'1-1 e durante i supplementari entrambe le squadre passarono in testa, prima la Germania con un gol di Gerd Müller; il capitano Franz Beckenbauer rimase in campo con una spalla slogata ed il braccio disgiunto dal resto del corpo. L'Italia poi si impose per quel che ormai è conosciuto come "4-3 messicano", aggiudicandosi la partita più combattuta e drammatica mai disputata in un mondiale, talmente epica ormai che viene chiamata Jahrhundertspiel ("Partita del secolo") anche in Germania. La formazione teutonica si dovette accontentare di un terzo posto ottenuto con un risultato di misura (1-0) sull'Uruguay, mentre Gerd Müller si aggiudicò la classifica marcatori della competizione con 10 reti.

Nel 1971, Franz Beckenbauer divenne capitano della Germania Ovest e la guidò alla conquista prima dell'Europeo successivo e poi del mondiale disputato in casa. La prima vittoria del torneo continentale, nel 1972 si concretizzò con una vittoria netta per 3-0 sull'Unione Sovietica. Due anni dopo, al Campionato mondiale di calcio 1974, fu il turno della mitica Olanda di Johan Cruyff, che perse nella finale disputata all'Olimpico di Monaco di Baviera per 2-1.

Una storica partita tra le due compagini tedesche si giocò ad Amburgo il 22 giugno del 1974 nella fase finale del mondiale di quell'anno: vinse la DDR 1-0 grazie ad un goal di Jürgen Sparwasser: secondo molti la partita in oggetto fu combinata per consentire alle due selezioni il passaggio di turno, con reciproco vantaggio (la Ovest, perdendo, evitò il girone di ferro con Olanda, Brasile e Argentina).

La Germania Ovest fallì nell'intento di difendere entrambi i titoli. Prima si arrese alla Cecoslovacchia nella finale degli Europei del '76, anche se soltanto ai calci di rigore (5-3 dopo che i supplementari si conclusero sul 2-2 ). Poi ai Mondiali del 1978, fu eliminata al secondo turno a gironi dopo una sconfitta per 3-2 con l'Austria. Schön si dimise da allenatore e fu sostituito da Jupp Derwall.

La guida di Derwall iniziò molto bene, dato che la Germania Ovest vinse gli Europei del 1980 battendo il Belgio 2-1 in finale ed ottenendo il secondo titolo continentale. Due anni dopo raggiunse anche la finale del Mondiale del 1982, ma non senza difficoltà. Battuta addirittura all'esordio 2-1 dall'Algeria, riuscì a passare oltre grazie ad un 1-0 sull'Austria, che condannò la stessa Algeria, premiò le due squadre europee e fece chiacchierare molto. Superò il secondo turno eliminando i padroni di casa della Spagna e la temibile Inghilterra e nella semifinale contro la Francia, rimontò da 3-1 a 3-3 nei supplementari, e vinse ai conseguenti rigori 5-4 (prima volta nella storia che una partita di un mondiale si conclude ai rigori). In finale, tuttavia, fu battuta abbastanza agevolmente dall'Italia nello storico 3-1 che portò il mondiale alla nazionale azzurra.

Dopo una deludente eliminazione al primo turno negli Europei del 1984, Franz Beckenbauer tornò in nazionale, stavolta da allenatore. Nei Mondiali del 1986, la Germania Ovest approdò di nuovo in finale per la seconda volta consecutiva, dopo aver eliminato di nuovo la Francia in semifinale, stavolta con un netto 2-0, ma non riuscì ad imporsi sull'Argentina di Diego Armando Maradona, che vinse 3-2. Nell'Europeo 88, le numerose speranze di vittoria tedesche, basate anche sul fattore campo visto che si giocava in Germania, furono infrante dall'Olanda, che batté i teutonici 2-1 in semifinale vendicandosi così in qualche modo della finale del mondiale del '74.

Nei Mondiali di calcio Italia 1990, la Germania Ovest raggiunse per la terza volta consecutiva la finale, questa volta vincendola. Capitanata da Lothar Matthäus, dopo aver battuto la Jugoslavia 4-1, gli Emirati Arabi Uniti 5-1 e pareggiato 1-1 con la Colombia nel girone eliminatorio, sconfisse negli ottavi l' Olanda 2-1, nei quarti la Cecoslovacchia 1-0 e in semifinale l' Inghilterra 4-3 ai rigori dopo un 1-1 approdando in finale. Qui ritrova l'Argentina del solito Maradona. Dopo un confronto molto duro (definito tra i più brutti della storia del calcio), la Germania Ovest vinse 1-0 grazie ad un rigore all'85' di Andreas Brehme (per questa partita ci furono delle vibranti polemiche che ebbero come protagonista l'arbitro dell'incontro, il messicano Edgardo Codesal, dato che il rigore si rivelò essere inesistente; egli verrà successivamente squalificato dalla federazione del suo paese per corruzione). Beckenbauer, che vinse il titolo anche come capitano nel 1974, divenne così la seconda persona (dopo Mário Zagallo) ad aver vinto il mondiale da giocatore, capitano e da allenatore, inoltre con questo risultato la Germania Ovest diventa la prima nazionale europea a battere una nazionale sudamericana in finale (impresa che sarà ripetuta 8 anni dopo dalla Francia contro il Brasile).

Dopo la vittoria nel 1990, Beckenbauer lasciò la panchina all'assistente Berti Vogts, mentre la caduta del Muro di Berlino e la Riunificazione della Germania portarono alla fusione delle due nazionali in una nuova definitiva Germania. Il periodo di separazione lasciò uno scenario di prestigio per la nazione occidentale, dato che le vittorie di campionati mondiali e tornei europei fino al campionato mondiale di calcio 1990 furono appannaggio della Germania Ovest. La medaglia d'oro alla XXI Olimpiade di Montreal 1976 fu vinta invece dalla Germania Est. Il grosso della nuova nazionale riunificata venne articolato sul gruppo di giocatori della ex-Germania Ovest, pur con l'apporto di molti giocatori della Germania Est, come ad esempio Matthias Sammer, Thomas Doll e Ulf Kirsten.

Tuttavia ad Euro 92, pur raggiungendo la finale, la Germania perse 2-0 contro la sorprendente Danimarca. Ancora peggio nei Mondiali del '94, dove fu eliminata ai quarti con un 2-1 dalla Bulgaria di Hristo Stoichkov dopo essere stati in vantaggio.

La Germania vinse il suo primo ed unico titolo dopo la riunificazione ad Euro 96, diventando campioni europei per la terza volta. Batté l'Inghilterra, paese ospitante, in semifinale ai rigori (6-5, dopo l'1-1 ai tempi regolamentari) e la Repubblica Ceca 2-1 in finale, in una partita decisa da un golden goal di Oliver Bierhoff.

Dopo la vittoria del 1996, la Germania iniziò un periodo di forte declino, manifestato ancor di più dai risultati molto deludenti in campo internazionale, soprattutto agli Europei, dove gli esiti furono davvero imbarazzanti, discrete invece le partecipazioni ai mondiali. A Francia '98, fu eliminata ai quarti dalla sorprendente Croazia (poi arrivata terza), da un 3-0 senza appello. Vogts lasciò poco dopo il posto ad Erich Ribbeck.

Nel XXI secolo, il calo invece di attenuarsi si è fatto sempre più pesante, rendendo la nazionale tedesca, da una delle più forti e prestigiose, ad una compagine che ha già molte difficoltà a qualificarsi nelle competizioni importanti, collezionando risultati molto deludenti e spesso imbarazzanti. Ad Euro 2000, la Germania non ha neanche vinto una partita, ed è stata subito eliminata nella fase a girone: emblematico l'impietoso 3-0 sofferto contro un Portogallo già qualificato e in campo con le riserve. Rudi Völler rimpiazza Ribbeck, prima come soluzione temporanea, e poi definitivamente dato che il suo successore predestinato, Christoph Daum, viene coinvolto in uno scandalo per droga.

Un'alzata di testa avviene, più per sorteggi e combinazioni fortunati (scarsezza tecnica generale, una serie discutibile di decisioni arbitrali che consentono alla Corea del Sud di arrivare in semifinale e di elimare squadre quotate e più forti delle Germania come la Spagna e l'Italia) e momento ispirato del regista Michael Ballack che reale forza della squadra, ai Mondiali del 2002: le aspettative tedesche erano bassissime, soprattutto in riflesso alle opache prestazioni nelle qualificazioni, inclusa una sconfitta casalinga per 5-1 contro l'Inghilterra. Invece, l'esordio contro l'Arabia Saudita finisce in un roboante 8-0 per la Germania, che pareggia poi 1-1 con l'Irlanda e si qualifica a danno del Camerun. Nei confronti diretti, con una trafila di 1-0 a danno di Paraguay, USA (molto contestato per un rigore non dato agli avversari per fallo di mano sulla linea di porta), Corea del Sud, i tedeschi raggiungono la finale contro il Brasile, che affrontano per la prima volta in un Mondiale. Ma senza Ballack, squalificato, la Germania è poca cosa e capitola per 2-0. Il portiere tedesco Oliver Kahn vince il premio come miglior giocatore del torneo, prima volta per un portiere.

Anche ad Euro 2004 la nazionale tedesca non vince una sola gara, in un girone in cui Olanda e Repubblica Ceca sembrano squadre di un altro pianeta e la esordiente ed umile Lettonia strappa un pareggio inutile per entrambe. Völler si dimette, la DFB deve cercare il terzo commissario tecnico in nemmeno sei anni, a dispetto dei sei dei 75 anni precedenti.

Dopo vari rifiuti, tra i quali di Ottmar Hitzfeld ed Otto Rehhagel, l'incarico è affidato a Jürgen Klinsmann, ex attaccante della nazionale, che ha giocato anche nel campionato italiano nelle file dell'Inter e della Sampdoria, ma che non aveva mai allenato prima nella sua carriera. La preparazione ai Mondiali del 2006 in Germania procede però tra molte critiche, specialmente dopo un'imbarazzante prestazione in amichevole contro l'Italia, che a Firenze ha travolto i tedeschi per 4-1 a marzo 2006.

Malgrado la nazionale giochi i Mondiali in casa, molti critici non inseriscono la Germania tra le favorite per la vittoria, sottolineando la carenza di giocatori di qualità nella formazione tedesca e criticando Klinsmann, accusato di lontananza dai calciatori per i suoi continui spostamenti in California, dove ha sede la sua abitazione. Tuttavia, alla fine del torneo il bilancio è assai soddisfacente: la squadra si piazza terza e in tutto il paese si registra un entusiasmo per il calcio riaffiorato con veemenza dopo le negative prestazioni della nazionale negli anni precedenti. Nel Girone A la Germania vince tutte e tre le partite, l'ultima delle quali il 20 giugno 2006 (3-0 contro l'Ecuador). Negli ottavi di finale la formazione di Klinsmann supera per 2-0 la Svezia e nei quarti di finale l'Argentina, con il risultato di 5-3 dopo i calci di rigore. In semifinale la Germania affronta a Dortmund l'Italia in una riedizione della storica semifinale dei Mondiali di Messico '70. La partita, molto combattuta, termina con la vittoria dell'Italia per 2-0 dopo i tempi supplementari, dove la Germania subisce due gol negli ultimi due minuti prima dei rigori. I tedeschi riescono poi a centrare il 3° posto nella manifestazione sconfiggendo il Portogallo per 3-1 nella finale per il 3° e 4° posto, giocata a Stoccarda l'8 luglio.

Il 12 luglio 2006 Klinsmann lasciò la guida della nazionale e fu sostituito dal suo vice, Joachim Löw. Il girone di qualificazione per il campionato d’Europa 2008 dei tedeschi fu assai abbordabile: l'unica rivale di peso fu la Repubblica Ceca, orfana delle sue stelle più rappresentative, che avevano scelto di lasciare la Nazionale. Il nuovo commissario tecnico esordì con tre vittorie consecutive in altrettante partite ufficiali valevoli per le qualificazioni a Euro 2008, contro Irlanda, San Marino e Slovacchia. Il successo contro i sammarinesi (13-0 il 6 settembre 2006) è la vittoria con maggior scarto ottenuta dalla Nazionale tedesca in trasferta. Si tratta anche della peggiore sconfitta di San Marino nella sua storia. Il precedente primato dei tedeschi apparteneva ad un 9-1 inflitto in trasferta al Lussemburgo nel 1934. Il successo contro i diretti avversari, i cechi, portò poi la Germania al primo posto. Alcuni pareggi concessi alla Germania dai rivali consentirono alla squadra di Löw di mantenere il primato. Il 13 ottobre 2007 la Nazionale tedesca si qualificò con largo anticipo per il campionato d’Europa 2008, ma nell'ultima partita fu scavalcata dalla Repubblica Ceca dopo la sconfitta nel secondo scontro diretto.

Alla fase finale di Euro 2008 la Germania si è confermata tra le migliori Nazionali al mondo. Si è classificata seconda nel gruppo B, battendo la Polonia (2-0), perdendo contro la Croazia (2-1) e battendo l'Austria padrona di casa per 1-0. Ai quarti di finale, contro il temibile Portogallo, tra le favorite per la vittoria finale, la Germania ha avuto buon gioco imponendosi per 3-2, dopo essere stata in vantaggio per 2-0 e 3-1. In semifinale ha superato la Turchia per 3-2 in una partita rivelatasi combattuta, malgrado gli infortuni e le squalifiche avessero decimato i turchi. Il gol di Philipp Lahm, realizzato a un minuto dalla fine, ha consentito alla Germania di accedere per la sesta volta ad una finale del Campionato europeo di calcio, dove però verrà battuta dalla Spagna per 1-0.

Sin dalla sua nascita la nazionale tedesca ha sempre indossato come prima tenuta un completo bianco, a volte con bordini neri, con calzoncini neri e calzettoni bianchi; si trattava dei colori della bandiera della Prussia. Dopo la scissione delle due Germanie, la Germania Ovest ha continuato ad usare questo look casalingo, mentre la DDR ha giocato in azzurro, colore che non verrà mai ripreso.

Nel 1990 appare un vistoso tricolore tedesco che parte dalla spalla destra e copre quasi tutto il petto. La scelta del fornitore tecnico è felice, perché ricollega la caduta del muro di Berlino, la successiva fusione delle due nazionali e la vittoria ai mondiali italiani del '90, pertanto i colori nazionali diventano un motivo frequente per almeno sei anni: ridotti alle spalle nel '92, tornano in maniera molto invasiva nel petto nel '94 ma come rombi tricolori. Nel '96 c'è un ritorno alla semplicità, con una tenuta completamente bianca e nera. Un piccolo tricolore, formato da tre righine orizzontali sul petto, torna nel '98, per poi figurare negli anni successivi in piccoli ornamenti. L'attuale divisa ripropone dei motivi che richiamano la bandiera.

Se la tenuta casalinga, ornamenti a parte, è rimasta quasi sempre invariata anche e nonostante le vicessitudini politiche, molto più tribolata è la storia della divisa da trasferta. La casacca tradizionale tedesca è di color verde, in onore e rispetto dell'Irlanda, unico paese non confinante che accettò un confronto calcistico con la Germania Ovest nell'immediato dopoguerra. La maglia verde, pur non indossata molto frequentemente, ha accompagnato la Germania fino al 1998. Dopodiché è cominciata una lenta evoluzione, dettata dalle leggi del merchandising, che ha visto l'introduzione di una grossa banda bianca verticale in una maglia verde azzurrato, per poi passare a una divisa completamente diversa prima grigia, poi nera e, negli ultimi tempi, rossa.

Il simbolo della nazionale tedesca non è quello della DFB, ma una tradizionale aquila nera stilizzata, che richiama lo stemma nazionale.

Il fornitore tecnico è, oramai da alcuni decenni, il gruppo tedesco Adidas.

NB:Come da regolamento FIFA le gare terminate ai rigori contro Cecoslovcchia (20 giugno 1976, persa), Francia (8 luglio 1982, vinta), Messico (21 giugno 1986, vinta), Svezia (31 marzo 1988, persa), Inghilterra (4 luglio 1990 e 26 giugno 1996, vinte) e Argentina (30 giugno 2006, vinta) sono considerate partite pareggiate.

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Federazione calcistica della Germania

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La Federazione calcistica tedesca (in tedesco Deutscher Fußball-Bund, acronimo DFB) è il massimo organo amministrativo del calcio in Germania.

Fondata nel 1900, pone sotto la propria egida il campionato di calcio tedesco, la Coppa di Germania e la Coppa di Lega tedesca, nonché le varie selezioni nazionali, tra cui la Nazionale maggiore. Ha sede a Francoforte sul Meno ed ha come colori ufficiali il bianco ed il nero.

La squadra nazionale tedesca è tra le più prestigiose a livello continentale, vantando tre vittorie al campionato europeo di calcio datati 1972 in Belgio, 1980 in Italia e 1996 in Inghilterra (i primi due titoli come Germania Occidentale), e tre vittorie nel campionato mondiale di calcio, nelle edizioni del 1954 in Svizzera, del 1974 in Germania Ovest e nel 1990 in Italia, tutte e tre come Germania Occidentale.

La Germania ha inoltre organizzato la fase finale del Campionato europeo di calcio nel 1988 e ha organizzato la fase finale del Campionato mondiale di calcio del 2006.

Le formazioni di club e la nazionale di calcio tedesche partecipano alle competizioni continentali della UEFA e la federazione è affiliata alla FIFA.

La stagione del campionato di calcio tedesco si svolge da agosto a giugno. La prima edizione della Bundesliga, la massima divisione, si è svolta nel 1903 ed ha visto trionfare il VfB Leipzig. La federazione tedesca dal 2006 organizza anche la DFB Futsal-Cup, coppa nazionale di calcio a 5.

La federcalcio tedesca ha conosciuto un periodo di crisi tra l'ottobre del 2004 e il giugno del 2005, quando venne fuori uno scandalo sportivo riguardante alcuni arbitri, che avevan truccato alcune partite di Coppa di Germania e di campionati minori (l'equivalente della Serie B e C italiana) in cambio di denaro.

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Gran Premio motociclistico di Germania

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Il Gran Premio motociclistico di Germania è una delle gare che compongono il motomondiale.

Questo Gran Premio si corre, dal 1998, al Sachsenring, che aveva già ospitato dal 1962 al 1971 il Gran Premio della Germania Est. In precedenza la corsa si era svolta sui circuiti del Nürburgring e dell'Hockenheimring.

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Germania nazista

Germania nazista - Bandiera

Con i termini Germania nazista e Terzo Reich ci si riferisce comunemente alla Germania degli anni tra il 1933 e il 1945, quando si trovò sotto il regime totalitario fondato sull'ideologia nazista e capitanato da Adolf Hitler. Inoltre furono perseguitati o uccisi antinazisti eseguendo condanne a morte con il Volksgerichtshof (Tribunale del Popolo), Testimoni di Geova, Rom e Sinti con il Porajmos, omosessuali tramite il Paragrafo 175 del codice penale tedesco e inoltre la soppressione o la sterilizzazione di persone con problemi genetici con l'Aktion T4.

Il termine Nazismo è un'abbreviazione di Nazionalsocialismo, l'ideologia che venne istituzionalizzata dall'NSDAP (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei), il Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi, o in breve, Partito Nazista.

Il regime nazista fu caratterizzato dal controllo politico di ogni aspetto della società (Gleichschaltung) nella ricerca della purezza razziale (ariana, nordica, bianca), sociale e culturale. Il partito nazista seguì i suoi scopi attraverso la persecuzione delle persone considerate impure, specialmente nei confronti di ben precise minoranze, quali quella ebraica, quella zingara e quella omosessuale, così come contro gli oppositori politici.

Queste persecuzioni raggiunsero il picco negli ultimi anni del regime, durante i quali circa 6 milioni di ebrei, 10 milioni di slavi e molti altri indesiderati vennero uccisi sistematicamente. Questo genocidio viene indicato come Olocausto (Shoah in ebraico). I nazisti usarono invece l'ambiguo termine di "soluzione finale" (Endlösung in tedesco).

Nel settembre del 1939 l'invasione tedesca della Polonia portò Regno Unito, Australia, Canada, Nuova Zelanda, Sudafrica e Francia a dichiarare guerra al Terzo Reich. Dopo la capitolazione della Polonia la guerra entrò in un periodo di relativa inattività conosciuto come la "Finta Guerra", che terminò quando la Germania invase Danimarca e Norvegia nell'aprile del 1940, e Paesi Bassi, Belgio e Francia nel maggio dello stesso anno. Tutte le nazioni invase capitolarono rapidamente e le forze britanniche e dei suoi alleati del Commonwealth subirono un'umiliante sconfitta in Norvegia (si veda Campagna Norvegese) e una quasi disastrosa ritirata dalla Francia (si veda Battaglia di Dunkerque). La Gran Bretagna era minacciata da un'invasione anfibia (operazione Leone Marino), ma durante la battaglia d'Inghilterra la Luftwaffe non riuscì a conseguire la supremazia aerea e l'invasione venne posticipata indefinitamente.

Dopo la dichiarazione di guerra dell'Italia a Francia e Gran Bretagna, nel giugno del 1940, le truppe italiane in Libia subirono un attacco punitivo da parte delle forze britanniche in Egitto. Le forze italiane presero subito l'iniziativa occupando la Somalia Britannica in agosto e invadendo l'Egitto in settembre. Le forze britanniche e del Commonwealth inizialmente persero terreno ma riuscirono a ribaltare la situazione quando dei rinforzi furono mandati nella regione in dicembre. Nel febbraio del 1941 gli Afrika Korps vennero inviati in Libia per rinforzare gli alleati italiani, a quel momento fece seguito una campagna combattuta duramente.

L'invasione italiana della Grecia nel dicembre 1940 fu un disastro e le forze italiane vennero respinte in Albania, che l'Italia aveva occupato nel 1939. La Germania attaccò la Jugoslavia e la Grecia nel maggio del 1941 per assistere i suoi alleati e prevenire la possibilità di interruzione della produzione di petrolio dei loro campi in Romania da parte di forze ostili.

L'Unione Sovietica aveva invaso la Polonia, in base ad un accordo segreto con la Germania, nel 1939 (si veda Patto Molotov-Ribbentrop) e occupò metà della nazione. L'URSS sembrava ignorare i preparativi di invasione tedeschi e approntò scarse difese. Le campagne tedesche in Grecia e Nordafrica ritardarono l'invasione di parecchie settimane, sprecando un ampio periodo di bel tempo al momento in cui l'invasione venne lanciata, il 22 giugno 1941. Per dettagli su questa campagna si veda operazione Barbarossa.

La Germania dichiarò guerra agli Stati Uniti immediatamente dopo l'attacco dell'Impero giapponese a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941. Gli USA avevano rifornito e offerto un crescente supporto non-bellico ai britannici fin dallo scoppio della guerra, ed ora la piena forza dell'esercito americano e la sua immensa capacità di produzione bellica scendevano in campo nel conflitto contro la Germania. La prima grossa sconfitta fu in Nordafrica, nella Seconda battaglia di El Alamein del 1942. Più o meno nello stesso periodo si rovesciarono anche le sorti tedesche in Russia. La sconfitta nella Battaglia di Stalingrado sconvolse molti componenti dell'Alto Comando Tedesco e la realizzazione che le truppe tedesche non erano più invincibili cominciò a permeare attraverso le menti della popolazione.

Le sconfitte italo-tedesche in Nordafrica permisero alle forze alleate di contemplare l'apertura di un nuovo teatro di guerra a sud.

La Sicilia venne invasa nel luglio 1943 portando al rovesciamento e all'imprigionamento di Benito Mussolini. In settembre l'Italia continentale veniva invasa, nel territorio occupato dai tedeschi Benito Mussolini formava la Repubblica Sociale Italiana con il proprio governo a Salò, sul lago di Garda, dato che Roma sarebbe stata presto conquistata dagli alleati.

Poco dopo la firma dell'armistizio le truppe italiane si trovarono arrestate e imprigionate dai tedeschi. I tedeschi continuarono a combattere in Italia e in ottobre il nuovo governo italiano dichiarò guerra alla Germania.

La campagna in Italia si impantanò mentre l'attenzione degli alleati occidentali si concentrava sull'apertura di un nuovo fronte.

Ad est i tedeschi avevano continuato ad indietreggiare, confrontati dalla crescente capacità offensiva dell'Armata Rossa. Mentre la Battaglia di Kursk del luglio 1943 non fu una soverchiante vittoria per i sovietici, questa privò seriamente l'arsenale tedesco della disponibilità di veicoli corazzati e i tedeschi non furono in grado di lanciare altre serie offensive sul Fronte Orientale. Al momento dello sbarco in Normandia, il 6 giugno 1944, le forze tedesche erano disperse su tre fronti. In agosto le forze sovietiche entrarono nella Germania orientale. Le forze alleate attraversarono il Reno un mese dopo. Nel dicembre 1944 un ultimo disperato sforzo di assestare un colpo decisivo alle forze alleate (l'Offensiva delle Ardenne) si interruppe bruscamente a causa della mancanza di carburante e rifornimenti. All'inizio del 1945 il regime iniziò a disintegrarsi. Alla fine di aprile, Hitler si suicidò e la Germania si arrese infine nella prima settimana di maggio.

Dopo la guerra, i capi nazisti sopravvissuti vennero processati da un tribunale militare alleato a Norimberga per crimini contro l'umanità. In tutte le nazioni europee non-fasciste vennero stabilite delle purghe legali per punire i membri dei partiti filo-fascisti e filo-nazisti.

Fedele al principio del divide et impera, Hitler creò numerose organizzazioni, spesso con compiti non ben definiti e conflittuali, e favorì sempre la sovrapposizione di competenze tra i suoi sottoposti al fine di impedire la nascita di centri di potere a lui contrapposti anche solo in potenza. Questa peculiare forma di governo, definita da alcuni storici anarchia autoritaria, fu replicata anche ai livelli inferiori delle gerarchie, ove proliferarono ogni sorta di amt (ufficio in tedesco). La maggior parte delle organizzazioni create dai gerarchi del Reich ebbero carattere militare, sia per la loro struttura interna sia per il fine della loro creazione.

Molti dei termini seguenti sono espressioni tedesche che sono entrate nell'uso comune della lingua italiana o per le quali non esiste un termine equivalente - ne viene data una breve descrizione in italiano oltre alla spiegazione che si può trovare negli articoli stessi.

Joachim C. Fest, Il volto del Terzo Reich, Milano, Mursia, 1963.

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Source : Wikipedia