GT

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Inviato da maria 26/03/2009 @ 02:08

Tags : gt, auto moto, tempo libero

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Ford GT

2005 Ford GT rear.jpg

La Ford GT è un'automobile ad alte prestazioni prodotta dalla casa automobilistica americana Ford. Ne venivano prodotte 1.500 esemplari l'anno; 101 di queste furono destinate al mercato europeo.

L'antenata della GT, a cui l'auto si ispira per la linea e per il nome, è la vincente GT40 da competizione degli anni 60. La GT40 è stata la prima vettura a vincere la 24 Ore di Le Mans mantenendo una media oraria superiore ai 200 km/h. In onore alla GT40 la GT è la prima vettura di serie della Ford a raggiungere 328 km/h.

La produzione, iniziata nel 2004, risulta cessata nell'ultimo trimestre del 2006 con una produzione totale di poco più di 4.000 esemplari.

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Opel GT

La struttura dell'avantreno di una Opel GT

L'Opel GT è un'automobile sportiva prodotta dalla casa Tedesca Opel presentata per la prima volta nel 1968 e prodotta sino al 1973.

Commercializzata a partire dal settembre 1968, la GT di casa Opel fu il primo esempio di auto sportiva coniato dalla General Motors. La genesi della GT risale a tre anni prima, quando al salone dell'automobile di Francoforte del 1965, fu presentato il prototipo Experimental GT, una vettura creata su base della Kadett B e con un propulsore 1900cc da 90 CV, derivato da quello montato sulle contemporanee Rekord B. Il prototipo suscitò clamore per via delle sue linee aerodinamiche, per gli allestimenti interni di stampo nettamente sportivo e per il corpo vettura dal baricentro basso che ricordava da vicino le Corvette C "Sting Ray" (da notare che la Chevrolet, così come la Opel erano entrambe sotto il gruppo General Motors).

Il modello definitivo uscirà solo tre anni più tardi, una gestazione piuttosto lenta, ma necessaria a convincere i vertici Opel, dal momento che la Casa tedesca non vantava una gran tradizione dal punto di vista delle coupé sportiveggianti, essendosi limitata fino a quel momento a tranquille versioni coupé delle paciose berline che avevano in listino. La carrozzeria della GT era firmata dalle carrozzerie Chausson e Brissoneau&Lotz, che curavano rispettivamente la realizzazione grezza e le finiture. L'assemblaggio definitivo e la meccanica erano invece opera dello stabilimento di Bochum, dove venivano assemblate anche le Kadett. La Opel GT fu proposta da subito in due motorizzazioni disponibili, 1100 da 60 CV e 1900 da 90 CV con velocità massima dichiarata rispettivamente di 155 e 185 km/h.

La GT 1100, mai importata in Italia, non riuscì ad incontrare il successo del pubblico e, nel 1971, fu tolta di produzione per essere rimpiazzata dalla GT/J 1900, ossia la versione semplificata ed economica della "GT 1900". Nello stesso anno, a causa delle leggi anti-inquinamento statunitensi, il propulsore da 1.9 litri, l'unico rimasto nella gamma, subì una revisione che portò ad una leggera diminuzione della potenza a 85 cv, ma solo negli esemplari destinati oltreoceano.

A questo proposito va ricordato che la quasi totalità delle vetture è stata destinata al mercato statunitense e solo in una percentuale molto più bassa sono state commercializzate in Europa.

Nell'arco dei suoi anni di produzione 1968-1973 ne sono stati prodotti più di 100.000 esemplari (103.463) di cui solo 3.573 nella cilindrata minore da 1.1 litri.

La linea della GT, come già accennato. era di chiaro stampo americano: in particolare, ricordava da vicino le contemporanee Corvette C3. Con esse condivideva infatti moltissime soluzioni stilistiche, a partire dal corpo vettura basso e profilato, sia pure in scala ridotta rispetto alla popolare vettura venduta oltreoceano. D'ispirazione "corvettiana" era pure il muso appuntito e dotato di fari a scomparsa, la fiancata resa dinamica dall'andamento ondulato dei parafanghi, necessariamente di tale forma per ospitare i cerchi in un corpo vettura così basso. Ed ancora simili a quelli della Corvette erano i fari posteriori tondi e sdoppiati, nonché l'intero complesso della coda tronca. Gli interni erano di chiara impostazione sportiva, già a partire dai sedili, per proseguire con il volante a tre razze e con la strumentazione assai ricca e dotata di contagiri, amperometro, manometro per l'olio, termometro dell'acqua, indicatore livello carburante ed addirittura l'orologio. Per quanto riguardava la dotazione, la pecca più imperdonabile stava però nell'assenza di un vero e proprio bagagliaio: posteriormente non vi era infatti alcun vano apribile, ma semplicemente il serbatoio carburante, e la ruota di scorta si trovava in fondo al piccolo spazio dietro ai due sedili , spazio che fungeva anche da piccolo bagagliaio.

La meccanica della Opel GT era in gran parte derivata dalla Rekord, ma anche dalla Kadett B. Di quest'ultima riprese specialmente il motore più piccolo, quello da 1.1 litri: si trattava di un 4 cilindri da 1078 cc, con distribuzione a valvole in testa mosse da un albero a camme laterale e con alimentazione a due carburatori monocorpo Solex. L'unità che equipaggiava la GT 1900 era invece di provenienza Rekord: si trattava di un monoalbero in testa, sempre frazionato in 4 cilindri, ma della cilindrata di 1897 cc. Differente dall'unità da 1.1 litri anche l'alimentazione, affidata ad un doppio corpo Solex. Di origine Rekord era anche il resto della meccanica su entrambe le versioni, a partire dalla trasmissione, dotata di cambio manuale a 4 marce e di coppia conica ipoide. A richiesta, sulla 1900 era possibile avere il differenziale autobloccante, non previsto invece sulla GT 1100. Inoltre, sempre a richiesta e sempre solo sulla GT 1900, era possibile avere un cambio automatico a 3 rapporti. Anche le sospensioni provenivano dalla berlina di fascia medio-alta di Casa Opel, e comprendevano un avantreno a ruote indipendenti ed un retrotreno ad assale rigido con barra Panhard. Posteriormente era montata anche una barra stabilizzatrice, che all'avantreno era ottenibile a richiesta. Sia davanti che dietro erano presenti ammortizzatori idraulici telescopici.

Grazie alla robustezza della meccanica, le Opel GT furono impiegate anche nel mondo delle competizioni. In particolare, fu la più potente GT 1900 a trovare spazio in tale campo e validi preparatori si ebbero anche in Italia, dove la Autotecnica Conrero realizzò alcuni esemplari di Gruppo 2 dotati di una potenza massima di 170 CV. Alcuni di questi esemplari ottennero nel 1969 dei buoni risultati in alcune gare in salita. Una delle prime vittorie si ebbe nel 1970, al termine della gara in salita Bressanone-Sant'Andrea: la Opel GT 1900, pilotata da Giampaolo Benedini, capace di 190 CV ed omologata in Gruppo 4, si piazzò davanti ad una dozzina di Porsche 911. Alla Targa Florio del 1971, la Opel GT 1900 pilotata da Salvatore Calascibetta ottenne il primo posto in Gruppo 4 nella sua classe ed il nono posto assoluto, sbaragliando nuovamente avversarie come le temutissime Porsche 911. Nel 1972, una Opel GT 1900 della potenza di ben 225 CV, e nuovamente preparata da Conrero, fu condotta alla vittoria da Alberto Rosselli, che si piazzò primo nella categoria fino a 2 litri ed ottavo assoluto in occasione della Coppa Intereuropa di Monza. Anche alcuni anni dopo la sua uscita dai listini, la Opel GT continuò ad essere utilizzata nelle competizioni, specialmente da piloti privati.

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Campionato FIA GT

Una Corvette 5CR in lotta con una Maserati MC12

Il Campionato FIA GT è una categoria automobilistica internazionale creata dalla FIA e gestita dalla Stéphane Ratel Organization (SRO), nella quale gareggiano automobili Gran Turismo derivate da modelli di serie. Il campionato era principalmente concentrato in Europa, ma col passare del tempo ha visitato altri continenti tra i quali ultimamente l'Asia.

Tutte le gare del Campionato FIA GT sono di tipo endurance, dal 2007 ad oggi una gara completa va da un minimo di 500 km ad un massimo di 2 ore, con le eccezioni della 24 Ore di Spa Franchorchamps, la Mil Milhas Brasileiras, che è una gara disputata su lla distanza di 1.000 miglia e gare su circuiti cittadini come la prova di Bucarest (che si disputa su 2 manche da un'ora ciascuna). Ogni vettura è pilotata da una coppia di piloti che si alternano alla guida, per regolamento nessuna casa automobilistica può essere impegnata personalmente nel campionato con una propria squadra ufficiale, le vetture sono gestite da team privati (Vitaphone, PK Carsport, Phoenix, All-Inkl.com, AF, Ecosse, Edil Cris).

Un'altra caratteristica è che alla vettura vincitrice viene assegnata della zavorra che va ad aumentare il suo peso minimo, rendendola in teoria meno competitiva sul giro in pista.

Prima del 2006, entrambe i campioanti (il World Touring Car Championship (WTCC) ed il FIA GT Championship furono trasmessi da Eurosport. Ma l'emittenterichiese ad SRO, l'organizzatore del Campionato FIA GT, di accorciare le loro gare da 3 a 2 ore. SRO rifiutò e da quel momento non appare più sul palinsesto di Eurosport. Ironicamente, dopo un anno SRO decise, dal 2007, di abbassare la durata delle gare del FIA GT a 2 ore.

Per informazioni più recenti, vedi anche BPR Global GT Series. Nel 1997, per incrementare l'interesse da parte di case automobilistiche come la Mercedes-Benz, Porsche e Panoz, la FIA prese il controllo dlla BPR Global GT Series, standardizzando la lunghezza della gara a 500 km invece delle usuali 4 ore, liberalizzando il regolamento tecnico e lasciando le iniziative commerciali nelle mani di uno dei fondatori della BPR, Stephane Ratel, che ottenne il supporto della paneuropea Eurosport.

Case automobilistiche come Mercedes-Benz, Porsche, Panoz e McLaren (in collaborazione con BMW) fecero nuove "omologazioni speciali, a tutto vantaggio delle nuove regole, creando delle fuoriserie con una "tiratura" di appena 25 autovetture. Chrysler, Lister e l'inglese Marcos, non considerando l'incremento di prezzo una cosa sostenibile , si spostarono vero la classe GT2.

Questo causò un predominio della Mercedes e le altre case automobilistiche rimaste si ritirarono alla fine della stagione 1998. Questo fece sì che la Chrysler con la Viper divenne l'auto da battere, comunque la Porsche 993 GT2 e la Lister Storm correvano ancora garantendo un certo livello nella competizione.

Tuttavia non esistevano classi dove potevano cimentarsi piloti amatoriali, proprio questo portò alla creazione della N-GT nel 2000. Mentre nel ,nella nuova categoria si imposero Porsche e Ferrari, ma i costi contenuti permisero ad entrambe le classi di bilanciare le entrate con le uscite. Per incrementare il prestigio del campionato, la SRO aggiunse la 24 Ore di Spa, che divenne la corsa più importante di tutto il Campionato FIA GT.

Alla fine della stagione 2004, la FIA rinominò la classe GT1 e GT2 , liberalizznado in parte il regolamento della GT1, includendo le "supercar". Appena emanate queste nuove regole, fatte per poter far gareggiare la Saleen S7, il più grande beneficiario di questa proposta fu la Maserati con la suaMC12. Si introdusse anche una sorta di penalità che implicava l'aggiunta di zavorra nella vettura prima classificata durante le qualifiche. Comunque, grazie a questo "sistema di penalità", la lotta per la vetta della classifica si fece più serrata ed il livello della competizione rimase elevato grazie anche a "gentleman drivers", alcuni dei quali provenienti dalla Formula 1.

Ogni anno di assegnano i premi come miglior guidatore, miglior team e miglior casa costruttrice in base ai punti conquistati nelle gare in pista. Fanno parte della categoria due classi di vetture: la GT1 e la GT2, entrambe basate su modelli di vetture in produzione nella quantità minima di 25 esemplari. Sono consentite notevoli modifiche sia estetiche (meno evidenti) che componentistiche e motoristiche, tuttavia le GT1 ammettono uso di materiali più leggeri, migliorie aerodinamiche, freni maggiorati, ruote più grandi e motori con cubatura maggiore, sempre entro certi limiti imposti.

Per la stagione 2006, la FIA ha crato una nuova classe, denominata GT3, spesso molto vicine alla loro controparte "da strada" con l'aggiunta dell'essenziale per poter correre in pista ( gabbie di acciaio, interni minimi, serbatoi specifici per il carburante...etc). Pretigiose marche come Aston Martin, Chevrolet, Dodge, Lamborghini, Ascari e Maserati prendono parte al Campionato FIA GT3.

Attualmente la serie si divide in due classi principali di autovetture: la GT1 e la GT2. In passato sono state usate per identificarle anche altre denominazioni come GT o N-GT.

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Alfa Romeo Giulia GT

La Giulia GT 1300 Junior del 1969 con "scalino"

Le Giulia GT (le primissime si chiamavano Giulia Sprint GT) erano la versione coupé della berlina Alfa Romeo Giulia.

La produzione iniziò nel 1963, fu il primo modello costruito nell'appena terminato stabilimento Alfa ad Arese, la produzione terminerà solo nel 1976.

La carrozzeria, opera di Giorgetto Giugiaro per conto della Bertone, andava a coprire il pianale, con passo accorciato da 251 a 235cm, della Giulia Berlina. Il curioso scalino anteriore che caratterizzava tutte le versioni prodotte fino al 1968 e parte di quelle prodotte fino al 1972 era dovuto ad un ripensamento tra l'approvazione del disegno e la messa in produzione dell'auto. Originariamente, infatti, doveva essere una presa d'aria poi abolita per contenere i costi. Furono prodotte varie serie, che si possono classificare in: Sprint GT, GT Junior e GT Veloce.

Nel 1963 venne presentata la Giulia Sprint GT, mossa dal quattro cilindri in alluminio con distribuzione bialbero di 1570cc della berlina, ma potenziato (grazie all'adozione di due carburatori) a 103cv. La meccanica era la stessa della berlina, ma i freni erano a disco su tutte le ruote (sulle contemporanee berline 1600 Ti erano a tamburo). Gli interni, invece, erano specifici (plancia, sedili, pannelli porta) e la leva del cambio (a 5 rapporti) era a cloche. Nel 1965 la carrozzeria Touring di Milano propose all'Alfa Romeo una (esteticamente riuscita) versione cabriolet a 4 posti, denominata Giulia Sprint GTC. I problemi di tenuta all'acqua, le difficoltà della Touring ed il lancio della spyder Duetto limitarono la diffusione della GTC a un migliaio di esemplari. Nel 1966 apparve la Giulia Sprint GT Veloce, mossa da un motore lievemente potenziato (106cv) e caratterizzata da finiture più curate (plancia rivestita in legno, rivestimenti più pregiati).

Nel 1966, accanto alle versioni Sprint GT con motore di 1,6 litri, entrò in listino una versione di cilindrata ridotta a 1290cc (89cv), denominata Giulia GT 1300 Junior. La Junior aveva un allestimento ridotto: pavimento in gomma, assenza di servofreno, plancia in plastica priva di consolle centrale, borchie copri ruota semplificate, sedili meno profilati. Nel 1969 le Junior (che persero il nome Giulia per chiamarsi semplicemente GT) vennero dotate di servofreno e di una nuova plancia. Nel 1971 le adottarono il frontale ristilizzato e privo di scalino, uniformandosi alle GT 2000 Veloce. L' uniformazione, tuttavia, non fu totale perché le Junior avevano fari singoli (anziché doppi) e una diversa mascherina. Col restyling, comunque, la gamma guadagnò un motore: accanto al 1300 da 89cv era infatti disponibile il 1600 da 109cv. Nel 1973 l'unificazione con la GT 2000 Veloce venne accentuata: adottarono la stessa mascherina (e i doppi fari) della versione di maggior cilindrata con la differenza che nella versione unificata non erano presenti i rostri sui paraurti e i poggiatesta sui sedili anteriori.

Nel 1967 le Giulia Sprint GT e Sprint GT Veloce lasciarono il posto alla GT 1750 Veloce (senza il nome Giulia). Rispetto ai modelli precedenti, oltre alla cilindrata maggiorata da 1570 a 1779cc (118cv), la nuova nata aveva la parte anteriore completamente ridisegnata: niente più scalino, ma frontale "liscio" con mascherina nera a baffi cromati e 4 fari circolari. Caratteristici i quadrifogli dorati sui montanti posteriori. Anche gli interni presentavano una nuova plancia, inediti sedili profilati (con poggiatesta anteriori estraibili) e pannelli porta rivisti. Nel 1971, dopo alcuni ritocchi marginali nel 1969, la GT 1750 Veloce lasciò il posto alla GT 2000 Veloce. Anche in questo caso l'aumento di cilindrata da 1779 a 1962cc (130cv), fu accompagnato da numerosi ritocchi estetici (nuova mascherina anteriore cromata, luci posteriori maggiorate, quadrifogli verdi anziché dorati) e agli interni (nuovi sedili anteriori, diversi rivestimenti, inedita consolle centrale). Tra gli optional erano disponibili l'aria condizionata ed il differenziale autobloccante.

L'eredita delle GT fu raccolta da due modelli. Le versioni Junior vennero rimpiazzate nel 1976 dalla Alfasud Sprint, mentre le versioni Veloce furono sostituite dalla Alfa Romeo Alfetta GT.

Con la definizione "scalino" si intende la fessurazione posta tra la parte anteriore del cofano motore e la calandra. Tale feritoia è dovuta al fatto che il progetto originale prevedeva una presa d'aria sul centro del cofano che, poco prima delle fasi di assemblaggio della produzione di serie del primo modello "Sprint GT", la direzione aziendale decise di eliminare. Nel frattempo, però erano già state stampate le calandre e si optò per lasciare la feritoia fino all'esaurimento delle calandre costruite. Il successivo gradimento del pubblico sconsigliò di porre rimedio al difetto che divenne la caratteristica fondamentale di quel modello e dei seguenti, fino al 1969.

Per le competizioni furono approntate, con svariate modalità, delle derivate: alcune prodotte direttamente dall'Autodelta, il reparto corse della casa milanese, altre allestite con kit forniti dalla casa a privati e scuderie. I modelli prodotti esclusivamente ad uso agonistico furono la GTA SA, con motore sovralimentato da due turbine mosse da olio e la GTAM versione da competizione della 1750 GT Veloce. Sia le versioni derivate dalla serie che quelle concepite all'origine per le competizioni conseguirono un numero enorme di vittorie nelle varie gare di velocità e durata. Ancora oggi molte di queste vetture partecipano alle competizioni per auto storiche.

Le versioni più esclusive, come la GTAM, hanno un valore elevatissimo sul mercato (intorno a 80.000 €, stima 2006).

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Source : Wikipedia