Funes

3.4701591511951 (1508)
Inviato da murphy 18/04/2009 @ 14:11

Tags : funes, trentino-alto adige, italia

ultime notizie
BATTIPAGLIESE: BRANICKI, FUNES E MONTALDI SONO FUORI ROSA - ilmediano.it
L'Asd Battipagliese comunica che i calciatori Piotr Branicki, Renzo Funes e Anibal Montaldi saltando senza autorizzazione né preavviso le ultime sedute di allenamento si sono di fatto autoesclusi dalla rosa. La società è estremamente delusa dalla...
Pellegrinaggio enogastronomico da 'malga a malga' - Estense.com
Nelle malghe sparse tra gli spettacolari alpeggi sopra la Val di Funes si potrà, per esempio, seguire il “sentiero del gusto” per scoprire in ogni baita una specialità diversa, apprezzando oltre a memorabili suggestioni panoramiche delle Dolomiti,...
Alla sbarra autista Amat - Taranto Sera
Approderà lunedì davanti al giudice per le indagini preliminari la drammatica storia di un incidente stradale mortale che ha funes-tato l'estate del 2007 nella provincia ionica. Dinanzi al gup è chiamato a comparire l'autista del pullman marchiato Amat...
Alpinista bolzanino precipita e muore - L'Espresso
Ma erano del gruppo anche Luca Gardin, Thomas Himmelmann (alpinista di Funes), Moritz Kofler, Lisa Unterkalmsteiner, Peter Ratschiller oltre al trentino Guido Trevisan, gestore del rifugio Pian dei Fiacconi sulla Marmolada. Tutti sono tornati a valle...
Route 99, per le biciclette una nuova pista in Valle Isarco - La Stampa
Per entrambi, in Valle Isarco ci sono i percorsi in quota che portano alle malghe di Valles-Jochtal, Rodengo, Luson o Val di Funes, che si stamperanno nella memoria dei biker, sia che vengano affrontati per il gusto della performance sia che vengano...
Architettura museale in Alto Adige, il 15 maggio seminario a ... - Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige
Si tratta del Parco Archeologico di Velturno, del Centro visite del Parco naturale di Funes, del Museo ladino, del Museo civico di Sluderno, del Museo delle api di Teodone, del Messner Mountain Museum di Brunico e Solda, dei Musei presso i giardini di...
Avventura nella miniera di Monteneve: minatori per un giorno tra ... - il Giornale
... agevolati senza l'uso dell'auto, si potrà andare alla scoperta delle meraviglie di Racines, in Val Ridanna, lasciandosi coinvolgere nella meravigliosa avventura di una giornata da minatore, oppure scoprire la cucina antica delle montagne di Funes....
FMLN to Form Government in El Salvador - Prensa Latina
24 de mayo de 2009, 09:21San Salvador, May 24 (Prensa Latina) El Salvador president-elect Mauricio Funes said the left-wing Farabundo Marti Liberation Front (FMLN) will have "a visible presence" in his government after his June 1 presidential...
Conferenza Internazionale sulla Rivoluzione cubana - Digitale Granma Internazionale
In accordo con quanto ha dichiarato la funzionaria, quando il nuovo governo di El Salvador stabilirà relazioni diplomatiche con Cuba, come ha promesso il presidente eletto Mauricio Funes, si potrà proclamare formalmente la sconfitta della politica...

Funes

Funes - Stemma

Funes (in tedesco Villnöß) è un comune di 2.379 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano. È situato nell'omonima valle, percorsa dal rio Funes.

Il toponimo è attestato dal 1070 come Volnescis, Volnesse, Valnez, Vulnez e probabilmente è di origine preromana, da un originario *folnés.

La valle di Funes si estende da Chiusa (523 m s.l.m.) fino all'ultimo centro abitato: Santa Maddalena (1.339 m s.l.m.). La valle è una delle poche rimasta quasi incontaminata. Tra verdi pascoli e chiesette medioevali gli abitanti offrono la loro ospitalità. Numerossisime anche le possibilità di escursioni nel Parco naturale Puez Odle. Le Odle sono le montagne che sovrastano la valle, i magnifici monti pallidi dolomitici, sono una lunga catena che raggiunge il punto più alto con il Sass Rigais 3.025 m s.l.m.. La neve, d'inverno, ricopre spesso e volentieri questa valle. Il turismo è fiorente, grazie alla tranquillità del luogo e alla possibilità di sciare o di fare ciaspolate.

Il capoluogo della Valle è San Pietro (1.125 m s.l.m.) con la splendida chiesa parrocchiale dedicata al omomimo santo.

Per la parte superiore



Prelatura territoriale di Deán Funes

La prelatura territoriale di Deán Funes (in latino: Territorialis Praelatura Funesiopolitana) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Córdoba. Nel 2004 contava 53.534 battezzati su 59.482 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Aurelio José Kühn Hergenreder, O.F.M.

La diocesi comprende quattro dipartimenti della provincia di Córdoba: Ischilín, Río Seco, Sobremonte e Tulumba.

La sede prelatizia è la città di Deán Funes, dove si trova la cattedrale di Nostra Signora del Carmine.

Il territorio è suddiviso in 8 parrocchie.

La prelatura territoriale è stata eretta il 25 gennaio 1980 con la bolla Cum episcopus Crucis Axeatae di papa Giovanni Paolo II, ricavandone il territorio dalla diocesi di Cruz del Eje.

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 59.482 persone contava 53.534 battezzati, corrispondenti al 90,0% del totale.

Per la parte superiore



Martin de Funes

Martin De Funes (Valladolid, 1560 – Colle di Val d'Elsa, 24 febbraio 1611) è stato un religioso spagnolo.

Martin de Funes fu un Gesuita, fondatore della “Scuola Gesuita” di Santa Fe di cui fu anche il primo Rettore.

Assieme a Giovanni Leonardi e Juan Bautista Vives y Marja il 25 marzo 1608 scrisse a papa Paolo V una lettera/memoriale allo scopo di riaccendere lo spirito missionario della Chiesa, con particolare riferimento alle terre del Sudamerica. Da queste idee nascerà, in seguito, il Collegio Missionario di Propaganda Fide che doveva accogliere ed educare i sacerdoti provenienti dalle nuove terre per poi farli tornare nei luoghi di origine per predicare e diffondere la fede di Cristo.

Fu un personaggio scomodo per le sue idee volte a difendere la causa delle “reduciones” (le “reduciones” erano villaggi in cui gli Indios erano avviati al lavoro dei campi, all’uso del denaro ed alla religione cattolica) del Paraguay e far cessare il genocidio e la schiavitù degli Indios.

Il memoriale che era stato inviato al Papa, che aveva dimostrato di gradirlo, andava a toccare i legami esistenti tra i religiosi regolari e la corona di Spagna, parlava delle gelosie tra i vari ordini religiosi che, timorosi di perdere i loro privilegi, erano ostili verso i religiosi secolari e la loro partecipazione alle missioni.

Con le tesi esposte nel documento si tendeva alla realizzazione di una congregazione missionaria di religiosi secolari che avrebbero dovuto fare voto di povertà e che, dopo un ‘accurata preparazione spirituale, avrebbero avuto, alle dirette dipendenze della Chiesa e del papa, lo scopo di convertire gli infedeli di tutto il mondo. Questo avrebbe avuto come risultato il ritorno alla centralità della Chiesa e del Papa nella propagazione della fede, relegando i laici al solo ruolo di collaboratori della Chiesa; e tra i laici erano compresi i re.

Il memoriale era però stato scritto senza il consenso dei suoi superiori e fu probabilmente portato a conoscenza del Padre generale della Compagnia, Claudio Acquaviva, proprio dal papa stesso in quanto firmatario risultava un gesuita.

Fu quindi invitato dal Padre generale della Compagnia, Padre Acquaviva, che non aveva gradito il contenuto del memoriale, a lasciare Roma ed a trasferirsi in una Casa della Compagnia in Spagna; ma, nonostante anche l’intervento diretto di Paolo V, che lo aveva invitato ad adeguarsi alle direttive del suo superiore, anziché tornare in Spagna, forte forse dell’incoraggiamento ricevuto dal Papa, trovò rifugio nello Stato di Milano, presso il Governatore Fuentes. Fu quindi espulso dall’ordine come ribelle.

Il Funes, proveniente e forse in fuga da Como e diretto a Roma dal Papa per perorare la sua causa, fece tappa a Colle Val d'Elsa. Qui fu ospitato, nel suo palazzo, da Usimbardo Usimbardi. La famiglia Usimbardi era molto potente: Usimbardo Usimbardi fu il primo vescovo di Colle Val d'Elsa; il fratello Pietro Usimbardi era vescovo di Arezzo, mentre un altro fratello, Lorenzo, già segretario del Granduca Francesco I de' Medici, ricopriva importanti cariche alla corte Granducale.

Sembra che l’Usimbardi sia stato invitato dai Medici a bloccare la partenza per Roma di Martin de Funes, che nella notte tra il 23 ed il 24 febbraio fu colto da malore. Morirà il 24 febbraio 1611.

I sospetti di un avvelenamento sono più che legittimi se si pensa agli intrecci politici esistenti all’epoca: il capo dei gesuiti era Claudio Acquaviva, imparentato con la Casa d’Aragona; Cosimo II, allora granduca di Toscana, aveva sposato Maria Maddalena d'Austria, sorella di Margherita d'Austria, regina di Spagna. Si aggiunga che il Papa era timoroso di compromettere i buoni rapporti esistenti tra lo Stato Pontificio e la Spagna qualora avesse preso posizione negli affari interni alla Compagnia di Gesù, il cui fondatore Sant'Ignazio di Loyola sarà beatificato nel 1609.

Martin De Funes fu sepolto il 25 febbraio nella Chiesa di Santa Maria in Via delle Romite a Colle Val d'Elsa.

Per la parte superiore



Mauricio Funes

Mauricio Funes (Brasilia, May 2008).jpg

Per favore, aggiungi il template e poi rimuovi questo avviso. Per le altre pagine a cui aggiungere questo template, vedi la relativa categoria.

Mauricio Funes (San Salvador, 18 ottobre 1959) è un politico e giornalista salvadoregno.

È l'attuale Presidente dell'El Salvador, in carica dal 16 marzo 2009. È esponente del FMLN.

Per la parte superiore



José Gabriel Funes

José Gabriel Funes (Córdoba, 31 gennaio 1963) è un gesuita e astronomo argentino, attuale direttore della Specola Vaticana.

Dopo essere entrato nella Compagnia di Gesù, nel 1995 è stato ordinato presbitero.

Dal 19 agosto 2006 è succeduto a padre George Coyne alla direzione della stessa istituzione.

Per la parte superiore



Funes (Spagna)

Funes è un comune spagnolo di 2.336 abitanti situato nella comunità autonoma della Navarra.

Per la parte superiore



Louis de Funès

Louis de funes 1978 ws 1-zoom-frameless.png

Louis de Funès - all'anagrafe Louis Germain de Funès de Galarza (Courbevoie, 31 luglio 1914 – Nantes, 27 gennaio 1983) è stato un attore francese.

La sua famiglia apparteneva alla nobiltà di Siviglia (con discendenza dai Marchesi di Galarza): il padre, Carlos Luis de Funès de Galarza (1871-1934) esercitava la professione di avvocato, diventando in seguito diamantaio, mentre la madre Léonor Soto Reguera (1871-1957) si occupava della famiglia. Il 27 aprile 1936 Louis sposò in prime nozze Germaine Louise Elodie Carroyer (nata il 7 marzo 1915) dalla quale ebbe un figlio, Daniel Charles Louis (nato il 12 luglio 1937).

Dopo il divorzio, avvenuto il 13 novembre 1942, il 20 aprile 1943 sposò in seconde nozze Jeanne Augustine Bathélèmy (nata il 1° febbraio 1914 e pronipote di Guy de Maupassant) nel nono arrondissement di Parigi. Da lei ebbe due figli: Patrick Charles (nato il 27 gennaio 1944), medico radiologo e Olivier Pierre (nato l'11 agosto 1949), comandante pilota dell'Air France.

La sua vita in società iniziò in modo poco lusinghiero: si faceva sempre licenziare dai piccoli posti di lavoro che riusciva a trovare. Ma divenne pianista, per sua fortuna era particolarmente intonato - e ne fece buon uso in alcuni dei suoi film quali Colpo grosso ma non troppo (Le Corniaud), Chi ha rubato il presidente? (Le Grand Restaurant), e Beato tra le donne (L'Homme Orchestre) - e aveva una buona conoscenza del cinema del suo tempo.

Cominciò a ritornare nel mondo del lavoro cimentandosi nel teatro, e, malgrado le sue brevi apparizioni, fu notato presto per la sua vena comica. Sacha Guitry lo ingaggiò parecchie volte dicendo di lui che "non vi sono ruoli minori da affidare a un così grande attore". Negli anni cinquanta cominciò a farsi conoscere grazie a film come Ah! Les belles Bacchantes e Il montone a cinque zampe, ove affianca i più grandi attori dell'epoca, ma anche La legge del più furbo del 1957, dove interpreta il ruolo del bracconiere che elude puntualmente l'occhio vigile di una guardia forestale, e che gli vale il titolo di migliore comico attuale.

Tuttavia dovette aspettare il 1964 per diventare davvero famoso con la prima parte della serie dei Gendarmi, Una ragazza a Saint-Tropez. "È il nuovo gigante del cinema francese", è la constatazione che fece alla radio Fernandel. Appena due mesi più tardi, trionfò ancora nel ruolo di un rappresentante delle forze dell'ordine, l'ispettore Juve, in Fantômas '70 (Fantômas), film nel quale eclissò anche i suoi due co-protagonisti Jean Marais e Mylène Demongeot . Mentre il successo tra il grande pubblico cresceva sempre più, alla fine del 1964 girò Colpo grosso ma non troppo di Gérard Oury, in cui apparve accanto a Bourvil. L'uscita del film nel marzo del 1965 lo portò nuovamente al trionfo e l'attore si sentì non poco lusingato del fatto che in Time Magazine un giornalista paragonasse il duo comico Bourvil-De Funès a quello Laurel-Hardy. Nel 1967 fu la volta di Tre uomini in fuga (La Grande vadrouille) sempre con Bourvil, il film francese che detenne il record del più gran numero di biglietti venduti al botteghino in Francia (17 milioni) fino all'arrivo del film Titanic di James Cameron del 1998. Nello stesso periodo, De Funès ritornò al teatro.

A fine novembre del 1971 iniziarono le rappresentazioni di Oscar al teatro del Palais-Royal, in cui De Funès recitò quasi tutte le sere fino al settembre del 1972, salvo un'interruzione estiva. A partire dal marzo 1973, tutte le sue energie furono concentrate nelle riprese di Le folli avventure di Rabbi Jacob (Les Aventures de Rabbi Jacob) che uscì il 18 ottobre dello stesso anno. Subito dopo, De Funès si trovò nuovamente sul palcoscenico alla commedia degli Champs Elysées: fu questa la sua ultima apparizione in teatro. Fino al 25 aprile 1974, recitò quasi duecento volte la pièce di Jean Anouilh, La Valse des Toréadors (Il Valzer dei toreador). Da quel momento, si concesse un periodo di riposo nel castello di famiglia della moglie, situato presso Le Cellier, nel dipartimento della Loira atlantica e si occupò molto di giardinaggio, rifiutando di intraprendere qualsiasi altro impegno in previsione delle riprese indubbiamente faticose del successivo film di Gérard Oury, Le Crocodile, il cui primo ciak era previsto per il maggio del 1975 e nel quale avrebbe dovuto interpretare la parte di un dittatore sudamericano.

Ma nel marzo del 1975, mentre la fase di pre-produzione de Le Crocodile era già a buon punto, fu vittima di un infarto, il che lo fece rinunciare definivamente, ma di malavoglia, alla sua carriera teatrale, che l'aveva consumato fisicamente.

Anche la sua carriera cinematografica ne risultò compromessa, dato che gli assicuratori non volevano più sostenere i rischi delle riprese di un altro film, finché il regista de L'ala o la coscia? (L'Aile ou la cuisse) non riuscì ad ottenere un'assicurazione per due settimane di riprese.

Louis de Funès riapparve dunque sullo schermo, ma il suo medico era sempe presente, e un'ambulanza sempre a disposizione. Continuò quindi a girare alcuni altri film, a un ritmo molto meno sostenuto dei tempi del suo debutto cinematografico, come La Zizanie con Annie Girardot nel 1978, o Il gendarme e gli extraterrestri nel 1979.

Nel 1980 realizzò un sogno accarezzato da tanti anni: creare la versione cinematografica di una commedia di Molière realizzandone una versione secondo la propria interpretazione personale. Fu così che L'avaro (L'Avare) raggiunse il grande schermo, anche se non ebbe che un modesto successo. Nello stesso anno Jerry Lewis gli consegnò di persona il César alla carriera.

Qualche tempo dopo, suo figlio gli consigliò la lettura di un romanzo dal titolo La Soupe aux Choux di René Fallet che, secondo lui, avrebbe potuto tradursi in un "un buon film". In seguito a ciò, venne girata una trasposizione cinematografica insieme a Jean Carmet e Jacques Villeret.

La sua carriera giunse al termine l'anno seguente, con Le Gendarme e les gendarmettes poiché il 27 gennaio 1983 fu vittima di un altro infarto che gli risultò fatale. Riposa attualmente al cimitero di Le Cellier; una rosa, creata apposta dal rosiere Meilland (Le Cannet-des-Maures, nel Var), porta il suo stesso nome. Gli venne dedicato anche il film Papy fait de la résistance (1983).

Louis de Funès è ritenuto da molti un gigante del cinema francese che non ha finora visto successore degno di lui.

Eccelle in particolare nell'esprimere la collera: grugniti, rumori della bocca, schiaffi a ripetizione dati agli altri personaggi, grande gesticolare, ecc.

I ruoli che impersonava si prestavano volentieri a questo gioco: i suoi personaggi sono non di rado degli ipocriti e un po' antipatici senza essere nella maggior parte dei casi cattivi o incapaci di correggere i propri errori.

Secondo Colette Brosset, Fufu aveva la musica e la danza nella pelle e la sua capità di fare propria una coreografia era strabiliante. Esemplare fu il caso di film quali Ah ! les belles bacchantes, Chi ha rubato il presidente?, Nemici... per la pelle, o Le folli avventure di Rabbi Jacob.

Louis de Funès è il campione incontrastato al botteghino francese degli anni sessanta e settanta, con più di centocinquanta milioni di spettatori nei cinema. Tra 1964 e 1979, l'attore risultò il n°1 per ben sette volte (1964, 1965, 1966, 1967, 1970, 1973 e 1979). Nel 1967, è ancora una volta il n°1 con Le grandi vacanze, il n°2 con Io, due figlie, tre valigie e il n°5 con Fantômas contro Scotland Yard.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia