Firefox 3

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Inviato da murphy 12/03/2009 @ 16:09

Tags : firefox 3, firefox, browser, internet, high tech

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Safari (browser)

Safari 3.0.4.png

Safari è un browser web sviluppato da Apple Inc. per il sistema operativo Mac OS X. È il browser fornito di default con Mac OS X dalla versione 10.3 (Panther). Per renderizzare le pagine HTML, Safari utilizza il framework WebKit, fornito con il sistema operativo. Anche l'iPhone utilizza il browser Safari.

Safari utilizza il tema Apple metallizzato per la sua interfaccia utente su Mac OS X 10.4, mentre in Mac OS X 10.5 e Windows usa la nuova interfaccia utente grigia. I bookmark vengono organizzati seguendo una logica simile a quella usata in iTunes. Il browser supporta anche la navigazione a tab come Opera, Firefox o Internet Explorer 7. Nella barra è integrata una funzione di ricerca che si poggia su Google (su Windows si può scegliere anche Yahoo!) per effettuare le ricerche.

Il codice del motore di rendering è basato sul motore KHTML utilizzato dal browser open source Konqueror, il che implica che il codice del motore di rendering HTML è rilasciato sotto licenza GNU Lesser General Public License. I miglioramenti nel codice di KHTML introdotti dagli ingegneri di Apple vengono restituiti alla comunità di KDE di modo che possano essere integrati nel progetto originario. In pratica il processo di collaborazione in entrambe le direzioni è più difficoltoso di quanto idealmente potrebbe essere (vedi KHTML per un approfondimento). Apple ha rilasciato dell'altro codice (conosciuto come WebCore) sotto una licenza open source simile a quella BSD. Il codice sorgente del resto del browser, incluso quello della GUI, non è stato rilasciato.

Nel 1997, Netscape Navigator ha abbandonato il supporto del suo browser per i computer Apple Macintosh, stranamente non sostituito dalla versione di Mozilla. Microsoft Internet Explorer era incluso nel sistema operativo come browser predefinito fino a Mac OS X 10.3, ma non era aggiornato come la versione per Windows. Nel giugno 2003, la Microsoft abbandona lo sviluppo di Internet Explorer per Macintosh.

La versione 2 di Safari, inclusa in Mac OS X 10.4, comprende un lettore RSS e Atom. Supporta anche una modalità di navigazione "privata" (non vengono salvate informazioni sui siti visitati), è in grado di archiviare le pagine web, di inviare via e-mail usando programmi esterni e può effettuare ricerche nei bookmark e molto altro.

Il nome probabilmente deriva da un gioco di parole tratto dall'album Surfin' Safari dei Beach Boys pubblicato nel 1962.

Stando a quanto affermato da fonti interne alla Apple, la versione 3 di Safari risulta, da test eseguiti con iBench, il browser più veloce nel rendering delle pagine HTML, nell'esecuzione di codice JavaScript e nell'avvio, avendo una velocità doppia rispetto a Internet Explorer nei primi due test e avendo un buon margine su Firefox 2.0.x Con l'uscita del veloce Firefox 3 con nuovo motore di rendering Gecko 1.9, questo primato sarebbe stato perso soprattutto nell'esecuzione di codice Javascript grazie al nuovo motore javascript SpiderMonkey di Firefox 3 che surclasserebbe ad oggi tutti i browser ufficiali (questo secondo il test Sunspider). La diffusione di Safari ha avuto nel 2007 un netto incremento dovuto alla disponibilità della versione per Windows, all'integrazione del programma nell'iPhone e nell'iPod Touch e all'andamento favorevole delle vendite dei sistemi Apple anche se Safari per piattaforma Windows è stato talvolta criticato per falle e imperfezioni. A dicembre 2007 Safari rappresenta circa il 6% del mercato, diventando perciò il terzo browser per diffusione dietro ai più diffusi Internet Explorer e Firefox.

Steve Jobs ha reso noto, durante il WWDC 07, che sarebbe stato rilasciato Safari 3 Beta anche per sistemi Windows XP e Windows Vista. L'accoglienza del programma sui sistemi Windows ha prodotto molte discussioni. Specialmente nei paesi al di fuori degli USA il software rilasciato sembrava non essere all'altezza di una fase beta di sviluppo in quanto Apple non ha rilasciato nessun supporto internazionale per il browser, dunque installandolo in sistemi Windows localizzati in lingua non inglese il programma si è dimostrato molto instabile e affetto da molti problemi. Nella versione inglese invece risultava molto più stabile seppur avesse numerosi bug di sicurezza i quali però sono stati risolti nel giro di pochi giorni dal suo rilascio con la versione 3.0.1. La versione Mac OS X invece sembra non essere affetta da questi problemi e quindi si imputano i difetti al processo di conversione. Apple comunque ha iniziato a rilasciare degli aggiornamenti per risolvere i problemi riscontrati. Con la versione 3.0.2 rilasciata il 23 giugno Safari acquista il supporto alle lingue straniere, migliora la visualizzazione dei testi, aumenta la sicurezza e la stabilità e diminuisce il tempo di avvio. La versione 3.0.3 (rilasciata ad agosto) risulta la prima versione che può dirsi a un buon punto di sviluppo. Il 15 novembre 2007 Apple ha rilasciato la versione 3.0.4. che presenta maggiore stabilità della precedente. Il 12 giugno 2008 è stata rilasciata la versione 3.1.2 che risolve diverse problematiche. Il 6 giugno 2008 è stata rilasciata solo agli sviluppatori la versione beta di Safari 4 sia per Mac che per Windows Il 12 novembre 2008 è stata rilasciata la versione 3.2.0 di Safari, introdotto il supporto per la protezione dal phishing, è corretti alcuni problemi di stabilità. Nel febbraio 2009 è stata rilasciata la versione beta 4.0.

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Acid2

Immagine:Acid2 reference.png

Acid2 è un test progettato dal Web Standards Project per identificare problemi di rendering in un browser. È una versione aggiornata del test Acid1 del 1997.

Acid2 utilizza alcune caratteristiche di HTML e soprattutto fa largo uso di CSS. Lo scopo di tutto ciò è di evidenziare i problemi dei vari browser che non visualizzano il test correttamente. Il test Acid2 dovrebbe essere visualizzato correttamente su tutti i browser che seguono correttamente le specifiche W3C HTML e CSS 2.0. Ogni browser che non supporta correttamente o completamente tutte le caratteristiche di cui fa uso Acid2, non visualizzerà correttamente la pagina.

Se elaborato correttamente, Acid2 appare come uno smiley nel browser dell'utente, con il naso che si colora di blu al passaggio del mouse. Al momento del rilascio del test, nessun browser era in grado di visualizzarlo correttamente, ma ora un certo numero di browser sono in grado di farlo elaborando correttamente la pagina.

I browser, non in fase di testing, che al momento superano il test sono Safari 2.0.2 (rilasciato il 31/10/2005), Opera 9.0 (20/06/2006), Firefox 3 (17/06/2008) e Google Chrome.

Il 19 dicembre 2007 gli sviluppatori di Microsoft hanno annunciato che la versione di sviluppo di Internet Explorer 8, non pubblica al momento dell'annuncio, supporta il test. L'attuale versione pubblica è in grado di superare il test.

Inizialmente, anche se il sito di Web Standards Project certificava che iCab era in grado di superare il test Acid2, questi visualizzava la pagina con una piccola imperfezione: inseriva una barra di scorrimento nell'immagine (e il test per essere superato con successo non doveva visualizzarne). Questo bug è stato corretto a partire dalla versione 3.0.3.

Anche Konqueror soffriva dello stesso problema in origine, ma il bug è stato corretto a partire dalla versione 3.5.2.

Il nuovo browser di Google, attualmente in versione beta, Google Chrome (che è basato sul framework WebKit) è in grado di superare il test.

Anche se Internet Explorer presenta dei miglioramenti riguardo la conformità di CSS, la sua casa madre, la Microsoft, ha proclamato pubblicamente che la conformità al test Acid2 non è uno dei loro obiettivi primari, pertanto Internet Explorer 7 non è in grado di superarlo.

Il test è stato progettato in modo da essere valido solo con le impostazioni di default del browser. Il cambiamento della grandezza dei font, lo zoom, l'applicazione di fogli di stile utente possono rovinare la visualizzazione dei test. Questo è un caso atteso e non è rilevante per la conformità del browser.

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Il Libro di Mozilla

Il Libro di Mozilla visualizzato con Firefox 1.0.8

Il Libro di Mozilla è un easter egg, ossia un contenuto nascosto, presente nei browser Netscape e del progetto Mozilla che parla, in maniera goliardica e scherzosa, della guerra dei browser sostenuta da Netscape prima e da Firefox poi.

Digitando about:mozilla nella barra degli indirizzi di Mozilla Firefox o Netscape Navigator, viene visualizzato un breve testo in caratteri bianchi su sfondo bordeaux, scritto con uno stile simile a quello dell'Apocalisse di Giovanni, che varia a seconda della versione del browser.

Il libro ha preso il nome "Mozilla" dalla lucertola verde mascotte di Netscape, che diede in seguito il suo nome al progetto Mozilla (la cui mascotte è, invece, un panda rosso).

Prima di Netscape 1.1, digitando "about:mozilla" si otteneva il testo Mozilla rules! ("Mozilla domina!"). In Internet Explorer (fino alla versione 6) e in Aol Explorer viene visualizzata una pagina completamente blu. Alcuni sostengono che si tratti di una parodia della schermata blu della morte, la "Blue Screen of Death" di Windows.

La "bestia" di cui si parla è Netscape. Le minacce di punizione verso i "miscredenti" (utenti che non utilizzano Netscape) sono tradizionalmente bibliche, ma con la strana minaccia che "i loro tag continueranno ad accendersi ad intermittenza fino alla fine dei giorni". Il riferimento ai tag lampeggianti deriva dal fatto che nel visualizzatore di codice interno di Netscape i tag errati lampeggiavano, per cui vedere i propri tag in questo modo era un evento indesiderabile. Alcuni invece sostengono che il passaggio si riferisca al controverso tag HTML <blink> introdotto in una precedente versione di Netscape (in questo caso sarebbe stato però più logico riferirsi a del "testo" lampeggiante piuttosto che a dei "tag"). Questa estensione proprietaria del linguaggio HTML, che provoca la visualizzazione a intermittenza ("blink" in inglese) del testo, fu ampiamente derisa per essere irritante, fastidiosa, fonte di distrazione, e brutta - facendo di essa una punizione non desiderabile. I numeri che indicano capitolo e verso, 12:10, si riferiscono alla data di rilascio di Netscape 1.0, 10 dicembre 1994.

Come in precedenza, la "bestia" è Netscape. Il testo probabilmente si riferisce alla speranza di Netscape, la quale auspicava che rendendo disponibile il suo codice sorgente, avrebbe attratto una "legione" di sviluppatori da tutto il mondo che avrebbero potuto aiutare a migliorare il programma (con il "rintocco di un milione di tastiere"). Taluni suggeriscono che "Mammona" si riferisca indirettamente a Microsoft, il che sembra plausibile poiché Microsoft, con il suo browser Internet Explorer era il principale rivale di Netscape (e la parola "mammona" o "ממון" che significa "denaro" in Ebraico, si riferisce all'enorme potenza monetaria di Microsoft). I numeri 3:31 si riferiscono al 31 marzo 1998, giorno in cui Netscape rilasciò il suo codice sorgente. Tale giorno è considerato così importante da essere un giorno da "lettera rossa" (come i giorni festivi nei calendari).

La "bestia" cadente si riferisce a Netscape chiusa dalla sua stessa casa madre AOL (sebbene da quando sono stati scritti questi versi, AOL abbia reiniziato lo sviluppo del browser Netscape). Il "mitico uccello" che risorge dalle ceneri è la Fondazione Mozilla, il cui obiettivo è continuare lo sviluppo di Mozilla. La frase precedente potrebbe anche riferirsi a "Phoenix" (fenice, il mitologico uccello risorto dal fuoco), nome dato al progetto grazie al quale è stato sviluppato il nuovo browser di Mozilla: Firefox. L'uccello che invoca il "fuoco" si riferisce a Mozilla Firebird (ora Mozilla Firefox) e il "tuono" a Mozilla Thunderbird (programma di posta elettronica). Entrambi i prodotti divennero l'obiettivo primario dello sviluppo di Mozilla pochi mesi prima della morte di Netscape. Il fatto che la bestia sia "risorta" indica che lo spirito di Netscape sopravviverà attraverso la Fondazione (composta interamente da ex impiegati Netscape) e la sua forza è "rinnovata" grazie alla minor dipendenza della Fondazione da AOL (che è rea di aver trascurato troppo Netscape). Il fatto che la bestia sia risorta come la fenice (dalle ceneri della propria azienda) potrebbe riferirsi al precedente nome di Mozilla Firefox, Phoenix. In questo caso i numeri 7:15 si riferiscono al 15 luglio 2003, giorno in cui la Fondazione Mozilla fu istituita.

La parola inglese Mammon (riportata con la lettera maiuscola nel testo che compare nella versione inglese del browser) ha un duplice significato: la si può interpretare come "forza che spinge un uomo ad arricchirsi" oppure in senso esoterico. Mammon infatti può indicare un demone in generale, o più in particolare il figlio di Satana.

Il versetto 8:20 venne scritto da Christopher Finke ed è incluso nella versione 9.0b1 di Netscape.

Vi sono due interpretazioni del verso: il rinascere della bestia si potrebbe riferire alla Mozilla Foundation e "era cosa buona" potrebbe essere un tributo a tutti coloro che hanno collaborato al progetto Mozilla. Ma questa rinascita potrebbe anche essere riferita alla decisione di Netscape di riaprire la divisione browser invece di far sviluppare il browser da terzi: Netscape 8 fu prodotto dalla Mercurial Communications.

Il versetto 11:1 è incluso in tutte le versioni di Flock Browser a partire dalla versione 1.0.

Il versetto 11:9 venne aggiunto a partire dalla trunk build (versione di test) del 11 gennaio 2008 di Firefox 3.

Firefox, inizialmente sottovalutato da Microsoft, ha preso piede molto più velocemente del suo predecessore Netscape, complice anche la sua leggerezza ed agilità nella navigazione. Gli utenti hanno sacrificato l'abituale Internet Explorer presente su tutti i computer, in onore del panda rosso, il logo di Firefox... Mammona si svegliò, lavorando velocemente e con rinata energia ad un Internet Explorer 8 che potesse contrastare l'atteso Firefox 3 (La frase sopra riportata compare appunto nella versione beta del nuovo Firefox), ma il browser di casa Mozilla ha già ormai larga diffusione... 10ma edizione perché rilasciato dopo dieci anni dal 1998, anno in cui Netscape rilasciò il suo codice sorgente.

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Ultimatum alla Terra

Ultimatum alla terra.JPG

Ultimatum alla Terra è un film di fantascienza del 1951 diretto da Robert Wise, tratto dal romanzo Addio al padrone (Farewell to the Master, 1940) di Harry Bates.

Nel 1995 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Ne è stato tratto un remake del 2008.

Washington. Un disco volante atterra in un parco di Washington e la popolazione, anche se spaventata, si accalca intorno ai militari per vedere l'avvenimento. Dal disco volante esce Klaatu, un extraterrestre, che si avvicina ai militari portando un piccolo dono; un soldato, tratto in inganno dal panico, spara senza pensarci. Subito dal disco volante esce un gigantesco robot, Gort, in soccorso del compagno ferito, facendo sparire con il suo raggio laser tutte le armi nelle vicinanze. Klaatu, dopo essere stato portato in un ospedale, elude la sorveglianza e, fingendosi un comune cittadino di nome Carpenter, si rifugia in una casa dove una signora di mezza età affitta camere, lì fa la conoscenza di Helen e di suo figlio Bobby. Helen è una giovane vedova il cui marito è caduto durante la Seconda guerra mondiale.

Il giorno dopo, Klaatu si offre di fare da baby sitter per Bobby e quest'ultimo lo conduce a casa dell'anziano professor Barnhardt; l'extraterrestre riesce a confidare al luminare che la Terra verrà distrutta dalla Confederazione Galattica (un ente che mantiene la pace grazie ad un esercito di automi che pattugliano i pianeti) se le potenze del mondo tentassero di estendere la "guerra" (ancora frequente sulla Terra) agli altri pianeti. Barnhardt, grazie alle sue conoscenze, fa in modo che Klaatu venga ascoltato da una rappresentanza delle persone più importanti del pianeta: per riuscire a convincerli della gravità della situazione e quindi essere finalmente ascoltato, l'extraterrestre dà una dimostrazione preventiva dei suoi poteri interrompendo, per un breve periodo, l'energia elettrica in tutto il mondo.

Il fidanzato di Helen, insospettito dallo strano inquilino e da un diamante di provenienza sconosciuta trovato nella sua camera, lo denuncia alla polizia: segue una fuga, al termine della quale Klaatu viene ucciso. Gort, il robot, percepita la morte del compagno, entra in modalità "distruzione" ma Helen, avvisata da Klaatu, riesce appena in tempo a pronunciare la storica frase ("Klaatu, Barada, Nikto!") per bloccare l'ira del robot.

Dopo aver recuperato il corpo del padrone, Gort riesce a ridargli la vita grazie a dei meccanismi presenti sul disco volante. Dopo essersi ripreso, Klaatu congeda Helen e rivolge il suo ultimatum alla Terra alle autorità prima di salire sul suo disco volante e sparire per sempre nello spazio infinito.

La famosa frase di una ipotetica lingua aliena è entrata nell'immaginario collettivo, tant'è che molti altri artisti l'hanno citata in svariate opere. Ne L'armata delle tenebre viene usata dal protagonista come formula magica. George Lucas padre di Guerre Stellari, ne Il ritorno dello Jedi del 1983, utilizza le singole parole per dare il nome a tre alieni della corte del signore del crimine Jabba the Hutt. Ma vi sono anche citazioni in svariati film (Tron), telefilm ( X-Files, Genitori in blue jeans, I Simpson, Farscape, Johnny Bravo), in alcuni romanzi (The Armageddon Rag di George R. R. Martin e Mucho Mojo di Joe R. Lansdale) e anche nel mondo dei videogiochi (SimCity 2000, Grand Prix 2, Sam & Max Hit the Road, Sacrifice, World of Warcraft) nonché del software: digitando "about:robots" nella barra degli indirizzi di Firefox 3 la linguetta della "pagina nascosta" risultante ha questo titolo come citazione.

Le conseguenze dell’ultimatum portato dal Klaatu a tutti i popoli della Terra sono narrate nel romanzo Luna Nera, la vigilia della distruzione .

La Twentieth Century Fox ha girato il film Ultimatum alla Terra, remake del film con Keanu Reeves nella parte di Klaatu.

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Camellia (cifrario)

Il Camellia è un cifrario a blocchi che ha ricevuto favorevoli consensi da diverse organizzazioni internazionali, compreso il progetto NESSIE dell'Unione Europea, che lo ha incluso nel portafoglio di algoritmi crittografici selezionati, ed il progetto giapponese CRYPTREC, che lo ha segnalato come primitiva crittografica raccomandata.

L'algoritmo è stato sviluppato congiuntamente da Mitsubishi Electric e da NTT nel 2000 riprendendo alcuni principi strutturarali di precedenti cifrari a blocchi quali l'E2 ed il MISTY1, sempre sviluppati da queste società.

Il Camellia lavora con blocchi dati lunghi 128 bit e può utilizzare chiavi lunghe 128, 192 o 256 bit (la stessa interfaccia dell'AES). Strutturalmente è un cifrario di Feistel con 18 passaggi se la chiave è lunga 128 bit oppure 24 passaggi se la chiave è lunga 192 o 256 bit. Ogni 6 passaggi viene applicata una funzione di trasformazione logica (o il suo inverso) denominata "funzione FL".

Camellia utilizza delle S-box di 8x8 bit con un trasformazioni affini ed operazioni logiche sia in ingresso che in uscita. Il cifrario usa anche il mascheramento della chiave in ingresso ed in uscita.

La diffusione crittografica è ottenuta mediante una trasformazione lineare basata su una matrice MDS.

Il Camellia è uno dei cifrari che possono essere definiti completamente con sistemi di polinomi multivariati: può essere infatti descritto (così come le S-box dell'AES) con un sistema di 23 equazioni quadratiche con 80 termini.

Il gestore della chiave può essere descritto con 1120 equazioni con 768 variabili utilizzando 3328 termini lineari e quadratici.

In totale sono necessarie 6224 equazioni con 3584 variabili e 17920 termini quadratici e lineari.

Il numero dei termini liberi è di 11696, che è approssimativamente lo stesso numero di quelli dell'AES. Teoricamente queste proprietà potrebbero consentire di violare il Camellia (e l'AES) utilizzando un attacco algebrico, come l'attacco XLS (Extended Sparse Linearisation), ammesso che in un futuro prossimo tale tipologia di attacco divenga attuabile.

Il 18 giugno 2008 è stato introdotto nel nuovo Mozilla Firefox 3 il supporto al cifrario Camellia.

Yoshisato Yanagisawa ha aggiunto il supporto all'algoritmo nel software per la cifratura dei dischi rigidi GELI del sistema operativo FreeBSD 7.0.

Nonostante il cifrario sia brevettato è disponibile con una licenza libera da royalty: questo ha permesso al Camellia di entrare a far parte del progetto OpenSSL con una licenza di tipo open source l'8 novembre 2006.

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Source : Wikipedia