Festa del Cinema di Roma

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Inviato da david 03/04/2009 @ 00:15

Tags : festa del cinema di roma, festival del cinema, cinema, cultura

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Castelli Romani

Una vettura delle Tramvie dei Castelli Romani presso Rocca di Papa.

Con la denominazione di Castelli Romani si indica un insieme di paesi o cittadine dei Colli Albani posti a breve distanza da Roma, città alla cui storia sono da sempre legati, nel territorio corrispondente all'antico Latium Vetus. Come ha ricostruito lo storico Giuseppe Tomassetti (1848-1911), la denominazione risale al XIV secolo quando molti abitanti di Roma, per sfuggire alle difficoltà economiche e politiche derivanti dalla Cattività avignonese, si rifugiarono nei castelli delle famiglie feudali romane dei Savelli (Albano e Castel Savello, Ariccia, Castel Gandolfo, Rocca Priora), degli Annibaldi (Molara, Monte Compatri, Rocca di Papa), degli Orsini (Marino) e dei Colonna (Monte Porzio Catone, Nemi, Genzano e Civita Lavinia).

Il territorio dei Castelli Romani è un'area di natura vulcanica, originata dal crollo del Vulcano Laziale alcune centinaia di migliaia di anni fa. La bocca principale del Vulcano Laziale occupava l'intera aerea della cintura interna dei Castelli: in seguito collassò dando origine a varie bocche secondarie, di cui la più importante era l'attuale Monte Cavo (949 m s.l.m.). Le altre bocche minori del Vulcano sono divenute dei bacini lacustri tra i 100.000 ed i 20.000 anni or sono, e in gran parte sono stati prosciugati nel corso dei secoli.

Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'Italia la maggior parte del territorio dei Castelli Romani è composta da terreni classificati come v2, cioè materiale eruttivo finale che ha dato origine al famoso peperino. Le zone di estrazione più note del peperino sono a Marino, ad Albano Laziale, ad Ariccia e in alcune aree della Valle Latina.

I Castelli possono essere suddivisi in diverse sottozone: l' area Tuscolana (Colonna, Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Rocca di Papa, Rocca Priora facente perno su Frascati, l' area Appia o Albana (Albano Laziale, Ariccia e Castel Gandolfo) facente perno su Albano Laziale e l' area Lanuvina (Lanuvio, Genzano di Roma, Nemi) facente perno nominalmente su Lanuvio ma effettivamente su Genzano di Roma. Velletri e Lariano, che potremmo chiamare area Artemisia, sono un'area a se stante, così come Marino, che rappresenta l'anello di raccordo tra area Tuscolana e Albana.

È ancora in corso un dibattito accesso sull'esatta determinazione dei confini dei Castelli Romani. Elio Migliorini elenca quattordici comuni includendo anche le due località di Colonna e Lanuvio, indicandole come estremità periferiche che presentano già elementi di separazione; anche Lidia Piccioni elenca quattordici comuni. Entrambi gli autori escludono Velletri che tuttavia condivide alcune prerogative dei Castelli, pur avendo una storia sostanziosamente differente. Armando Ravaglioli invece elenca tredici comuni menzionando anche Velletri e Lanuvio per la tendenza contemporanea ad includerli.

Per quanto riguarda Velletri, ciò che rende problematico includerla a pieno titolo tra i Castelli, nonostante la sua collocazione geografica, è il fatto che dal Medioevo fino al XVI secolo la città mantenne sempre lo status di libero comune, distinguendosi dunque dalla totalità della località della zona e non essendo mai infeudata a nessun signore, dunque non essendo mai un "castello".

Lariano invece, pur essendo stata un importante castello infeudato alla famiglia Savelli, dal 1436, anno della sua distruzione, fino al 1969 rimase una frazione di Velletri. Tuttavia convenzionalmente le due località, geograficamente parte dei Colli Albani, sono considerate Castelli a tutti gli effetti.

Altri considerano anche la città di Ciampino, che nel 1974 si distaccò dal comune di Marino, nonostante Ciampino sia nata, anche come toponimo, solo nel XVII secolo da una tenuta di monsignor Giovanni Giustino Ciampini (1633-1698), chiamata appunto vigna Ciampini e ubicata nel territorio di Marino.

La superficie totale dei Castelli Romani, considerando i sedici comuni sopra elencati, è di 435,86 km2, con una popolazione di 291.056 abitanti. Il comune dei Castelli con la maggiore estensione territoriale è Lanuvio (se non si considera Velletri), seguito da Rocca di Papa, mentre il comune più piccolo è Colonna; il comune con il maggior numero di abitanti è ancora Velletri, seguita da Albano Laziale e da Marino, invece il comune con il minor numero di abitanti è Nemi. Velletri è il settimo comune della provincia di Roma per numero di abitanti, mentre Albano Laziale è il decimo e Marino il dodicesimo.

La principale risorsa idrica dei Castelli è rappresentata dai due laghi vulcanici Albano e di Nemi. Entrambi i laghi, insieme ad altri bacini in seguito prosciugati, sono nati durante la fase idromagmatica del Vulcano Laziale, dall'incontro del magma e dell'acqua nel sottosuolo, tra i 100.000 ed i 20.000 anni fa.

Oltre al Lago Albano ed al Lago di Nemi vanno menzionati i laghi prosciugati di Campovecchio a Grottaferrata, del Laghetto di Turno o di Pavona a Castel Gandolfo e del Laghetto di Giuturna oggi Valle Pozzo ad Albano Laziale, di Vallericcia ad Ariccia, del Pantano della Doganella a Rocca di Papa, di Pantano Secco e di Prata Porci a Monte Porzio Catone, e del leggendario Lago Regillo a Frascati.

Tuttavia, sotto i 600 m s.l.m. si elevano un po' dovunque altre alture importanti, come Colle Tondo (596 m s.l.m.) e Colle Caldaro (467 m s.l.m.) in comune di Genzano di Roma, Monte Gentile (568 m s.l.m.) in comune di Ariccia, l'altura del centro storico di Nemi (521 m s.l.m.), le alture del centro storico di Castel Gandolfo (392 m s.l.m.) e di Villa Vaselli (381 m s.l.m.) in comune di Castel Gandolfo, Monte Crescenzio (379 m s.l.m.) e Belpoggio (376 m s.l.m.) in comune di Marino, il Colle dei Cappuccini (380 m s.l.m.) e Colle degli Olmi (405 m s.l.m.) in comune di Velletri e Monte Savello (280 m s.l.m.) in comune di Albano Laziale. Sono da menzionare anche le altitudini dei centri storici di Monte Compatri (576 m s.l.m.), Monte Porzio Catone (451 m s.l.m.) e Lanuvio (327 m s.l.m.).

La storia dei Castelli Romani intesi come area particolare incomincia solo dopo la caduta dell'Impero Romano, con la disgregazione del potere centrale e il progressivo fenomeno dell'incastellamento che si verificò in questa area in maniera molto intensa.

Dopo la caduta dell'Impero Romano, nell'area dei Colli Albani, iniziarono ad essere costruiti punti fortificati di proprietà di varie famiglie baronali romane, che si evolsero in seguito anche in veri e propri castelli durante l'età medioevale. Il toponimo di "Castelli Romani" per indicare i quattordici -o sedici- comuni dei Colli Albani si iniziò a diffondere a partire dal XIX secolo, divenendo d'uso comune durante il XX secolo.

L'area dei Castelli Romani nel corso del medioevo è stata territorio di confronto in quasi tutte le guerre scatenate dal particolarismo del baroni romani. Nel 1118 probabilmente Albano Laziale venne assediata dai Pierleoni che stavano combattendo contro papa Pasquale II, rifugiatosi in città; Albano venne alla fine distrutta dal popolo romano alla fine del 1167, a causa dell'appoggio dato dagli albanensi all'imperatore Federico Barbarossa nella sua lotta contro papa Alessandro III culminata nella battaglia di Prata Porci, combattuta il 29 maggio 1167 presso Monte Porzio Catone. Nel 1347 Cola di Rienzo assediò gli Orsini a Marinoe nel 1379 sotto lo stesso castello si combatteva la battaglia di Marino, tra le milizie francesi fedeli all'antipapa Clemente VII e le milizie italiane fedeli a papa Urbano VI, nel quadro del devastante Scisma d'Occidente. Nel marzo 1436 -o 1435- Albano Laziale, assieme a Castel Gandolfo, Castel Savello ed il Borghetto di Grottaferrata -tutti feudi della famiglia Savelli- fu rasa al suolo dalle milizie pontificie comandate dal cardinale Giovanni Maria Vitelleschi, durante una delle guerre tra papa Eugenio IV e le famiglie baronali romane; nel 1501 venne rasa al suolo Marino, per ordine di papa Alessandro VI in odio ai Colonna; tra il 1526 ed il 1527, in concomitanza con il sacco di Roma ed il transito dei lanzichenecchi, nelle alterne vicende di quel conflitto vennero saccheggiate Marino e Velletri, e Frascati si salvò dal saccheggio lanzichenecco solo grazie alla miracolosa e leggendaria intercessione della Madonna.

A partire dalla seconda metà del Cinquecento fino alla seconda metà del Settecento, non si combatterono conflitti armati nell'area castellana: ciò portò i feudatari ad investire nell'abbellimento dei loro feudi e nel miglioramento delle condizioni di vita dei loro vassalli. I Colonna a Marino e Rocca di Papa, i Chigi magistralmente ad Ariccia, gli Sforza -poi Sforza-Cesarini- a Genzano di Roma e Lanuvio, i Borghese e gli Altemps a Monte Porzio Catone e Monte Compatri fecero opere in questo senso, mentre la Camera Apostolica acquisì nuovi feudi -oltre a Frascati e Velletri- grazie all'impoverimento dei Savelli, che furono costretti a vendere Castel Gandolfo, Albano Laziale e Rocca Priora. I Colonna nel corso del Seicento si disfecero dei loro beni nell'area prenestina -inclusa Colonna- vendendoli ai Rospigliosi -poi Rospigliosi-Pallavini-, mentre i Frangipane e poi i Braschi ressero le sorti del feudo di Nemi. Nei beni camerari, e soprattutto tra Frascati, Grottaferrata -possesso dell'abbazia di Santa Maria- e Castel Gandolfo -dunque nell'area più prossima a Roma- sorsero grandi residenza patrizie e cardinalizie come le celebrate ville tuscolane -villa Aldobrandini, villa Torlonia, villa Sora- oltre alla residenza pontificia di Castel Gandolfo. Alla fine del Settecento, i Castelli Romani furono nuovamente sconvolti dalle vicende della guerra di successione napoletana combattuta da austriaci e spagnoli, che si affrontarono nel 1744 nella battaglia di Velletri: un'altra storica battaglia venne combattuta a Velletri circa un secolo dopo, durante la sfortunata vicenda della Repubblica Romana del 1849. Tra 1798 e 1799 i centri castellani furono sconvolti dall'invasione francese e dalla Repubblica Romana (1798-1799), e poi dall'occupazione napoleonica. Dopo la parentesi della restaurazione pontificia durata fino al 1870, i Castelli furono annessi dal Regno d'Italia ed iniziò un proficuo periodo di sviluppo grazie al potenziamento delle linee ferroviarie -la ferrovia Roma-Frascati e la ferrovia Roma-Velletri erano già state inaugurate da papa Pio IX, mentre la ferrovia Roma-Albano venne completata nel 1889- e ad inizio Novecento con la fondazione della Tramvie dei Castelli Romani. L'area si qualificò come meta turistica per le scampagnate dei romani, oltre che come zona residenziale alle porte della Capitale. Durante la seconda guerra mondiale, i centri castellani si trovarono sulla linea di fronte e furono duramente colpiti -soprattutto Velletri e Lanuvio soffrirono i bombardamenti anglo-americani, ma anche Genzano di Roma, Ariccia, Albano Laziale, Marino, Frascati e persino la residenza pontificia di Castel Gandolfo patirono bombardamenti massicci-. Nel secondo dopoguerra, l'economia ha ripreso a girare e non solo sul settore primario e sulla rinomata viticoltura: in alcune zone lo sviluppo industriale è stato esteso e ad oggi l'area castellana può dirsi una delle più felici nel contesto provinciale.

I Castelli Romani devono il loro toponimo alle fortificazioni edificate sulle alture di questi luoghi da varie famiglie baronali romane. La maggior parte di quelle fortificazioni oggi sono state tuttavia distrutte o "ingentilite" e tramutate in residenze estive.

Ad oggi, l'unica vera fortificazione completamente conservata della zona è rappresentata dalla cerchia muraria dell'Abbazia di San Nilo a Grottaferrata, realizzata nel XVI secolo dall'abate commendatario Giuliano Della Rovere.

Rimangono visibili parti più o meno consistenti delle antiche fortificazioni anche nei centri storici di: Marino, con le torri della Rocca Frangipane in piazza Giacomo Matteotti, scampate sia agli sventramenti seicenteschi che ai bombardamenti del 1944; Genzano di Roma, con la torre "saracinesca" del Corso Vecchio, salvatasi dall'estetizzazione ottocentesca; Lanuvio, con la cinta muraria del centro storico e le torri del XVI secolo ancora presenti; e Nemi, con la torre di Palazzo Ruspoli, inglobata in quest'ultima struttura.

Tra le fontane più note dei Castelli c'è sicuramente la seicentesca fontana dei Quattro Mori di piazza Giacomo Matteotti a Marino, risalente al 1632 e nota per il "miracolo del vino", che si ripete ogni anno per la Sagra dell'Uva. Ancora, a Marino è presente la fontana del Tritone, opera dello scultore Michele Tripisciano risalente al 1889.

Un'altra nota fontana del Vino è situata a Genzano di Roma, in piazza Tommaso Frasconi, e risale al XIX secolo.

La fontana degli Scogli a Lanuvio è una celebre opera dell'architetto Carlo Fontana risalente al 1675, situata in piazza Giuseppe Mazzini.

È monumentale anche la fontana di piazza San Pietro a Frascati, risalente al XVII secolo e costruita in abbinamento alla vicina Cattedrale di San Pietro.

Gian Lorenzo Bernini forse realizzò il progetto della Barcaccia di piazza Giuseppe Garibaldi a Rocca di Papa, realizzata in un unico blocco tufaceo. Sempre a Rocca di Papa, sono notevoli la fontana di piazza della Repubblica, risalente al XIX secolo, e il fontanile di piazza XX Settembre, già piazza Vecchia, risalente all'epoca di edificazione del castello.

A Velletri, molte fontane monumentali furono realizzate nel XVII secolo dopo che l'ingegnere Giovanni Fontana porto a termine la costruzione dell'acquedotto: tra le altre, ricordiamo la fontana monumentale di piazza Cairoli, edificata nel 1622, originariamente accoppiata sulla stessa piazza ad una fontana gemella rimasta incompiuta e quindi distrutta, e la fontana monumentale di piazza Mazzini, realizzata nel 1612 con la raffigurazione di alcune scene mitologiche.

Altri siti di interesse archeologico sono quello di Bovillae, in comune di Marino, in cui sono venuti alla luce resti del circo romano, e di Aricia, in comune di Ariccia, dove sono visibili i resti del monumentale viadotto della via Appia.

Si pensa che una villa romana sorgesse anche in prossimità dell'attuale cimitero di Genzano di Roma. Invece l'ubicazione di una villa di Marco Tullio Cicerone è poco chiara, forse perché possedeva due tenute, una villa vera e propria a Grottaferrata, nel sito dell'Abbazia di San Nilo, e un fondo sul Tuscolo.

Un terza catacomba venne scoperta nel XVIII secolo sulla via Appia in comune di Marino, ma se ne è persa attualmente l'ubicazione.

Alcuni resti risalgono anche all'età preistorica: interessanti reperti sono conservati presso il Museo Civico di Albano Laziale e presso il Museo Civico Oreste Nardini di Velletri, mentre a Villa Cavalletti, tra Frascati e Grottaferrata, è stata rinvenuta una necropoli neolitica che con una cinquantina di tombe è la necropoli neolitica più grande del Lazio; altri resti preistorici sono stati trovati a Marino, località San Rocco, a Castel Gandolfo, località Pascolari, ad Albano Laziale, località Castel Savello e Colle dei Cappuccini, ad Ariccia, località Ginestreto, a Rocca Priora, presso il Monte Algido, a Monte Porzio Catone, sul Tuscolo, e a Velletri.

Recentemente è stata scoperta nel territorio comunale di Albano Laziale, località Cecchina, l'ubicazione dell'antico Lucus Ferentinus, cioè il luogo sacro dove si riuniva la federazione delle città appartenenti alla Lega Latina. Secondo altre ipotesi, il Lucus potrebbe essere ubicato in località Prato della Corte, tra i comuni di Marino e Rocca di Papa, dove già è stato identificato comunemente il Caput Aquae Ferentinum.

Il Parco Regionale dei Castelli Romani è un ente di tutela ambientale regionale istituito nel 1984 dalla Regione Lazio nell'area dei Colli Albani. In origine, i territori dei comuni facenti parte del parco erano integralmente inclsui nel perimetro dell'area protetta (legge regionale n° 2 del 13 gennaio 1984), ma già il 28 settembre 1984 le aree assegnate al parco furono drasticamente ridotte, per ovvi motivi legati all'espansione edilizia futura dei centri abitati inclusi. Gli attuali confini del parco, stabiliti nel 1998, sono più vasti dei confini precedenti, per un totale di 15.014 ettari.

Tra le aree naturali più interessanti, ci sono quelle che non sono state colpite dall'espansione del castagno, pianta introdotta a scopie conomici tra Seicento e Settecento: il bosco misto -chiamato Q.T.A., quercie, tigli ed aceri- sopravvive soprattutto al bosco del Cerquone (Rocca Priora), al bosco dei Cappuccini (Albano Laziale), al Parco Chigi di Ariccia, al bosco Ferentano e al Barco Colonna (Marino), sulle coste del Lago Albano e del Lago di Nemi, sulle sommità di Monte Cavo e del Maschio dell'Ariano, presso la Macchia dello Sterparo (Frascati) e la Selva Rustica (Grottaferrata).

Attualmente, tutta la zona verso nord-ovest dei Castelli, tra Frascati ed Ariccia, è caratterizzata dalla penetrazione del dialetto romanesco, che è in effetti l'idioma dialettale più diffuso nelle zone di recente urbanizzazione, da Finocchio a Pavona, passando per Santa Maria delle Mole, Vermicino, Frattocchie, ed in maniera appena percettibile a Cecchina.

La religione più professata nell'area dei Castelli Romani è il Cristianesimo nella confessione cattolica.

Dal 1998 ad Ariccia è presente una comunità evangelica ecumenica, frutto della fusione tra il gruppo della Chiesa evangelica battista locale con il Gruppo ecumenico di Albano. La Chiesa evangelica battista di Albano è sorta con un Patto costitutivo nel 1993, mentre il Gruppo ecumenico ha avuto origine nel 1995. La Comunità evangelica ecumenica albanense aderisce alla Rete ecumenica dei Castelli Romani e all'UCEBI (Unione cristiana evangelica battista d'Italia).

Dal periodo medioevale al Seicento è attestata la presenza ad Ariccia di una comunità ebraica. Nell'archivio della Basilica di Santa Maria in Via Lata a Roma il canonico e storico ariccino Emanuele Lucidi vide un atto di donazione del 1235, da parte di una "Ebrea vidua religiosa" alla Chiesa di San Nicola in Ariccia. Nonostante la bolla Hebraeorum gens, promulgata da papa Pio V nel 1569, ordinasse l'allontanamento delle comunità ebraiche da tutte le città dello Stato della Chiesa -eccetto Roma, Ancona ed Avignone-, sembra che ad Ariccia la comunità ebraica continuò a risiedere fino all'inizio del Seicento. Infine, ancora alla fine del Settecento presso il ghetto di Roma alcuni ebrei venivano chiamati "dell'Ariccia".

I Castelli Romani sono forse l'area del Lazio più ricca di eventi, specialmente nei mesi estivi e durante l'Ottobrata Romana. Fra le festività più importanti, vanno menzionate l'Infiorata più antica del mondo a Genzano di Roma, festeggiata fin dal 1778; e una delle sagre profane più antiche d'Italia, la Sagra dell'Uva di Marino, festeggiata fin dal 1925.

La festa della Madonna del Santissimo Rosario è festeggiata solennemente il 7 ottobre ad Albano Laziale e Marino: a Marino la festa viene spostata alla prima domenica di ottobre per farla coincidere con la Sagra dell'Uva.

In tutti i centri dei Colli Albani nei mesi estivi si svolgono eventi legati alla manifestazione Giochi d'acqua e di verde.

A Velletri è ospitata la sede della Facoltà di Agraria dell'Università della Tuscia, che oltre ad essere l'unica facoltà universitaria di questo tipo nel Lazio è stata per diversi anni anche la miglior facoltà italiana secondo la classifica de La Repubblica-Censis.

A Marino invece, in località Due Santi, è ospitata dal 1996 la sede italiana della University of Texas at Dallas.

A Frascati è ospitata l'Università Popolare dei Castelli Romani, (UPCAR) di cui il Presidente è Massimo Marciano.

Nei Castelli Romani sono storicamente attivi tre seminari diocesani per la formazione dei nuovi sacerdoti cattolici, a Frascati, Albano Laziale e Velletri, ovvero nelle tre sedi vescovili suburbicarie.

Il seminario vescovile di Albano Laziale venne creato nel 1628 dal cardinale vescovo Carlo Emanuele Pio di Savoia e rimase aperto tra alterne vicende fino al 1921. Fu riaperto nel 1949 nel vasto complesso situato presso la Chiesa di San Paolo, come Pontificio Seminario Interdiocesano Pio XII.

A Frascati è rimasto un Istituto di Scienze Religiose, ospitato nei locali attigui al Santuario di Santa Maria del Capocroce. Un altro istituto simile è presente anche a Velletri.

A Frascati è collocato l'ESRIN (European Space Research Institute), uno dei più importanti centri di ricerca spaziale dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea): i compiti della base di Frascati includono la raccolta, l'archiviazione e la distribuzione di dati satellitari agli altri partner dell'ESA; oltre a ciò, la struttura agisce come centro di informazione tecnologica per l'intera agenzia.

Il centro ESA di Frascati non è l'unico centro di osservazione satellitare presente ai Castelli: a Monte Porzio Catone è situato un famoso Osservatorio Astronomico, la cui costruzione iniziò nel 1939 e venne portata a termine nel 1965: l'edificio era una sede distaccata dell' Osservatorio Astronomico Nazionale di Roma, e venne concepito come struttura divulgativa e da destinare ad usi didattici, tanto che ospita il Museo dell'Osservatorio di Monte Porzio.

A Rocca di Papa nel 1889 lo scienziato Michele Stefano De Rossi fondò l' Osservatorio Geodinamico Reale, ospitato nei locali dell'antica fortezza pontificia, che ospitò tra l'altro alcuni esperimenti di Guglielmo Marconi tra il 1922 ed il 1935. Oggi nella struttura dell'ex-Osservatorio ha sede il Museo di Geofisica di Rocca di Papa.

Presso il Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo, in territorio vaticano, ha sede dal 1935 la Specola Vaticana, l'osservatorio astronomico della Santa Sede. Nel 1955 i religiosi gesuiti che si occupano della Specola parteciparono alla realizzazione della Carta del Cielo assieme ai maggiori osservatori del mondo; a partire dal 1995 tuttavia il peggioramento della visibilità nel cielo fortemente inquinato dei Castelli ha spinto i religiosi a trasferirsi in Arizona, negli Stati Uniti d'America.

Per quanto riguarda il controllo dei cambiamenti climatici, nei Castelli Romani sono installate molte stazioni meteorologiche: la stazione meteorologica di Colonna, quella di Grottaferrata, la quella di Ciampino, la stazione di Rocca di Papa, la stazione di Ariccia, la stazione di Genzano di Roma e la stazione meteorologica di Velletri.

Nel 1991 è nato il Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani (SBCR), primo consorzio bibliotecario della Regione Lazio ai sensi dell'articolo 24 della legge n° 142 del 1990. Il 31 luglio 1995 undici comuni dei Castelli danno vita ufficialmente al Consorzio SBCR, che nel 1998 arriva a quota sedici comuni membri.

Le notizie provenienti dai Castelli Romani trovano a volte spazio in testate giornalistiche nazionali. Il Messaggero ad esempio dedica ogni giorno la seconda pagina dell'edizione locale di Roma all'area dei Castelli Romani; anche La Repubblica menziona spesso notizie castellane nelle pagine riservate alla cronaca di Roma.

I Castelli Romani vantano un'antica tradizione di stampa locale. Il primo giornale locale stabilmente pubblicato fu Il Bullettino di Velletri e del Lazio, risalente al 1870. In seguito, sono stati pubblicati Il Censore (a Velletri, 1878-1879), La Falce, quindicinale pubblicato a Velletri e Frosinone tra il 1881 ed il 1886, L'Avvenire del Lazio, quotidiano di Albano Laziale, Frascati e Velletri uscito tra il 1881 ed il 1888, Il Nuovo Censore, settimanale edito tra il 1882 ed il 1915 a Velletri, La Gazzetta di Velletri (1884), Camicia Rossa, giornale repubblicano a frequenza irregolare tra il 1884 ed il 1887 nel velletrano, La Sfinge Volsca, mensile di enigmistica pubblicato nel decennio 1890-1900, La Favilla (1897-1913), L'incubo (1905-1907), In Alto! (1908), Abbattiamo per riedificare, quindicinale socialista del Lazio edito tra il 1908 ed il 1909, il settimanale La Democrazia (1910-1911), Il Fargo (1912), Lo studente (1913), Il lavoratore (1913-1914), Velester (1929-1930), L'Araldo (1961) ed infine La Torre, edito ancora oggi a Velletri e Lariano, assieme a Il Cittadino, Velletri Oggi e L'Artemisio.

Il giornale locale più rappresentativo dei Castelli Romani è sicuramente Nuovo Oggi Castelli, con sede operativa a Marino e diffusione in tutti i comuni castellani.

I giornali free-press, ovvero gratuiti, sono molto diffusi ai Castelli Romani. Il più importante è sicuramente Cinque Giorni, quotidiano gratuito con sede operativa a Colleferro, diffuso in tutti comuni del quadrante meridionale della provincia di Roma.

Un altro importante giornale gratuito è Controluce, mensile d'attualità e cultura con sede a Frascati.

A Velletri vi è Free News, Lo Specchio Civico, Il Corriere del Cittadino. Tutti i giornali free press veliterni si occupano anche di argomenti inerenti i paesi limitrofi.

A Rocca di Papa viene diffuso La Spiga, un bimestrale free-press con tiratura di 6500 copie ad uscita, operativo fin dal 1992.

A Marino, Ciampino, Albano Laziale, Castel Gandolfo, Frascati e Grottaferrata è pubblicato il mensile Giorno per giorno, che ha sede operativa a Marino.

Le Amministrazioni Comunali di Marino, Rocca di Papa e Ciampino garantiscono un servizio di informazione al cittadino chiamato Comune Informa. Ad Albano Laziale un sistema di informazione simile è on-line sul sito del Comune, Inform@albano.

Esistono varie riviste d'area dei Castelli Romani. Una delle più importanti è Vivavoce, con uscita mensile e sede operativa a Frascati.

Nel 1956 Vincenzo Misserville fondò la rivista mensile Castelli Romani, il cui sottotitolo è "vicende - uomini - folclore", che tra alterne vicende è stampata ancor oggi ad Ariccia.

Era attiva nella zona l'emittente televisiva TeleTuscolo. Questa emittente inizia le trasmissioni nel 1976 da Frascati, servendo anche la zona sud-est della città di Roma. Nel 1988 l'emittente si affilia al circuito nazionale Supersix, e nei primi anni novanta trasferisce la sua sede a Morena. Nel 2006 l'emittente cessa le trasmissioni.

Attualmente, l'emittente televisiva dell'area pontino-ciociara Lazio TV ha attivato una redazione dedicata ai Castelli Romani con sede a Velletri che trasmette notiziari quotidiani nel telegiornale delle 13.00, in quello delle 20.00 e in quello delle 23.30.

Il Comune di Marino in collaborazione con l'associazione Archivi del '900 ha deciso di creare entro la fine del 2008 un Polo Museale Cinematografico sul '900 a Marino, con sede in Palazzo Colonna.

Durante la Festa del Cinema di Roma 2007, alcuni eventi sono stati ospitati presso gli spazi espositivi delle Scuderie Aldobrandini di Frascati.

A Velletri agli inizi del XX secolo sorsero gli stabilimenti cinematografici Helios Film. Il primo film uscito da questi stabilimenti è stato del 1911, col titolo L'Inferno, basato sull'inferno dantesco: film muto, in bianco e nero, della durata di 15', è stato girato interamente nelle campagne di Velletri e presso il lago di Giulianello, sotto Cori. Recentemente è stato rinvenuto nella Filmoteca Vaticana e presentato restaurato nel I festival del cinema dei Castelli Romani a Ciampino. La Helios perse per questo film una causa con la Milano Films, autrice di un altro Inferno praticamente coevo di questo, che viene considerato il primo lungometraggio della storia del cinema italiano.

Altri cinema erano operativi a Marino (Cinema Colizza) fino agli anni '80 e ad Albano Laziale (Florida) fino agli anni '90 del XX secolo.

L'attività teatrale ai Castelli Romani è sempre stata molto vitale, soprattutto nei centri più grandi come Velletri, Albano Laziale, Frascati e Marino.

A Velletri già a partire dal Medioevo era stato costruito il Teatro della Passione, che consisteva in un grande palco situato nell'attuale piazza Metabo, sul quale durante la Settimana Santa venivano rappresentate appunto le vicende della Passione di Gesù. Il Teatro della Passione, di proprietà della Confraternita del Gonfalone di San Giovanni in Plagis, venne raso al suolo da quest'ultima nel 1765 per erigere al suo posto un granaio. Le rappresentazioni teatrali pubbliche tuttavia vennero spostate al piano terra del Palazzo Comunale. Sempre a Velletri, già nel 1850 era stata fondata una Società Accademica Filodrammatica ospitata presso Palazzo Graziosi.

Tra le curiosità che riguardano il comprensorio è da segnalare la celebre canzone popolare "'Na gita a li Castelli", scritta da Franco Silvestri nel 1926 e cantata tra gli altri da Lando Fiorini. La zona dei Castelli romani rivestiva evidentemente già nei primi anni del XX secolo un grande interesse, soprattutto per la bellezza del paesaggio e per la qualità dei suoi vini, oltre che per la buona tavola.

La gastronomia dei Castelli Romani è sempre stata rinomata nel panorama regionale e nazionale: basti pensare alle tradizionali scampagnate fuori porta che portavano abianti e visitatori di Roma sulle tavole delle fraschette castellane. Ancora negli anni '50 Renato Rascel in Arrivederci Roma decantava il celebre ristorante "La Tranquillità" di Squarciarelli, in comune di Grottaferrata. Grottaferrata ed Ariccia sono conosciute per il turismo gastronomico, la prima località per i numerosi ristoranti dove si può mangiare cucina caratteristica romana, la seconda grazie alle fraschette, fenomeno di costume che ormai caratterizza il paese. Frascati invece è rinomata per la cucina d' elitè, data la presenza di diversi ristoranti prestigiosi a livello regionale; tuttavia locali prestigiosi sono diffusi in tutti i Castelli Romani: a Velletri il ristorante Benito al bosco è il cuoco ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Grande importanza ha senz'altro il celebre Pane Casareccio di Genzano, unico prodotto con Indicazione Geografica Protetta della zona e unico prodotto di panetteria certificato IGP d'Italia insieme alla Coppia Ferrarese e al Pane di Matera.

Il settore primario è stato per lungo tempo la principale risorsa economica dei Castelli Romani, vista la grande fertilità del terreno vulcanico dei Colli Albani.

La pastorizia è stata praticata soprattutto nell'area della Valle Latina, mentre le attuali vie Pedemontana e Nettunense hanno rappresentato per lungo tempo la via di transumanza dai pascoli invernali appenninici ai pascoli estivi.

L'agricoltura è incentrata fin dall'età antica sulla produzione vitivinicola, che è universalmente riconosciuta. Il Frascati ed il Marino DOC sono considerati due dei cinque migliori vini del Lazio, ed entrambi sono conosciuti ed apprezzati fin dall'età romana in tutte le loro varianti (Frascati superiore, Frascati novello, Marino superiore, Marino spumante). Tuttavia, altri vini di qualità sono i vini di Velletri (Velletri rosso riserva, Velletri bianco) e di Lanuvio (Colli Lanuvini, Colli Lanuvini superiore), assieme a quelli di Monte Porzio Catone, Monte Compatri e Colonna (Montecompatri Colonna). Inoltre, sono a Denominazione di Origine Controllata anche il Castelli Romani bianco, il Castelli Romani rosso e il Colli Albani spumante.

L'industrializzazione in senso moderno dell'area dei Casteli Romani è stato un fenomeno abbastanza recente, risalente in gran parte al secondo dopoguerra.

Oltre a queste cantine sociali, in tutta l'area dei Castelli sono diffuse aziende vitivinicole in gran numero. Tuttavia, negli ultimi anni si è registrata una notevole diminuzione delle piccole aziende di produzione vinicola come fenomeno generalizzato in tutta l'area castellana.

L'attività estrattiva nei Castelli Romani fu un tempo fiorente, perché legata all'estrazione di materiali da costruzione diffusi nella vicina città di Roma: selce, tufo, peperino, basalto, pietra sperone. Il peperino di Marino era chiamato dai Romani lapis Albanus, ed oggi è di rarissima disponibilità a causa della chiusura delle grandi Cave di Marino nel 1960; il basalto era chiamato lapis Tusculanus, mentre la pietra sperone del Tuscolo era denominata lapis Gabinum o lapis Tusculanus. Questo testimonia la rilevanza dei materiali costruttivi presenti nell'area castellana. Attualmente le uniche cave attive a pieno regime sono quelle di basalto presso Colonna, lungo la Strada Statale 6 Via Casilina.

I Castelli Romani sono una delle zone turistiche più frequentate della provincia di Roma. Fin dal Duecento, i monaci cistercensi dell'abbazia di Sant'Anastasio alle Tre Fontane in Roma, a causa dell'insalubre ambiente malarico presente presso il loro convento, avevano come luogo di villeggiatura il convento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo, in comune di Rocca di Papa, e papa Alessandro IV concesse loro la residenza estiva presso il castello di Nemi. Le celebri Ville Tuscolane che sorgono nei comuni di Frascati, Grottaferrata e Monte Porzio Catone, e la villa pontificia di Castel Gandolfo, sono la prova più conosciuta e lampante della predilezione che Papi e facoltosi nobili romani avevano per il clima castellano. Tuttavia, tutti i Colli Albani sono disseminati di ville e tenute, dalle molte residenze che la famiglia Colonna si fece erigere tra Cinquecento e Seicento nei propri feudi di Marino e Rocca di Papa -Villa Colonna di Belpoggio, Villa Colonna di Bevilacqua, Giardini Colonna, Barco Colonna, Villa della Sirena, Villa del Cardinale- ai monumentali Palazzo Chigi di Ariccia e Palazzo Sforza-Cesarini di Genzano di Roma. Ad Albano Laziale, presso Palazzo Savelli, nel corso del Settecento villeggiarono Giacomo Francesco Edoardo Stuart, pretendente al regno d'Inghilterra e di Scozia con la consorte Maria Clementina Sobieska, Enrico Benedetto Stuart, cardinale vescovo della sede suburbicaria di Frascati, Giulia Santacroce Falconieri e l'abate e storico Giovanni Antonio Ricci. Nell'Ottocento e nel Novecento, si moltiplicarono i villini di villeggiatura per molti borghesi facoltosi, soprattutto nel'area tra Albano, Ariccia e Genzano lungo la via Appia Nuova, e tra Marino, Grottaferrata, Rocca di Papa e Frascati.

Il turismo moderno, più che alla bontà dell'aria, è orientato alla bellezza dei luoghi e all'offerta di intrattenimento: ad Ariccia, ad esempio, riscuotono grande successo le fraschette, divenute un simbolo del paese e motivo di notorietà nazionale. La Sagra dell'Uva di Marino e l'Infiorata di Genzano, o altri eventi più recenti come la Sagra dell'Uva Italia di Colonna e la Festa dell'Uva di Velletri, le Notti bianche di Albano Laziale, Grottaferrata e Frascati, i tanti eventi dei centri più periferici come Monte Porzio Catone -Orchidee in centrO-, Monte Compatri -Sfida dei Borghi-, Rocca Priora -Sagra della Polenta-, Lariano -Sagra del Pane-, Nemi -Sagra delle Fragole- e Lanuvio -Festa della Musica-, attirano sempre più visitatori da Roma ai Castelli Romani.

L'intero territorio dei Castelli è incluso nella ASL RMH, che comprende tutta la parte meridionale della provincia di Roma. L'ASL è stata divisa in vari distretti sanitari, quattro dei quali coprono l'area castellana. Sette ospedali dei nove ospedali pubblici dell'intera ASL sono situati ai Castelli.

Inoltre, tra le strutture sanitarie private più notevoli vanno menzionate l' Ospedale "Regina Apostolorum" di Albano Laziale, l' Istituto Neurotraumatologico Italiano a Grottaferrata, la Casa di Cura "San Raffaele" a Velletri.

L'Autostrada del Sole è raccordata al Grande Raccordo Anulare dalla A1 Diramazione Sud, lunga venti chilometri. La Diramazione parte a San Cesareo e attraversa il territorio dei comuni di Rocca Priora, Monte Compatri e Monte Porzio Catone, in cui al chilometro 10 si trova uno svincolo. Al chilometro 14, in comune di Frascati, c'è un'area di servizio che porta il nome del comune, prima di entrare nel territorio di Roma.

La strada statale più importante che attraversa il territorio castellano è la Strada Statale 7 Via Appia, che solca i comuni di Marino, Castel Gandolfo, Albano Laziale, Ariccia, Genzano di Roma, Velletri. Sono state realizzate, in corrispondenza dei centri abitati di Albano Laziale, Genzano di Roma e Velletri, delle vie tangenziali all'abitato che garantiscono maggiore scorrevolezza al traffico. Una tangenziale è anche in progettazione ad Ariccia.

Un'altra strada statale è la Strada Statale 140 del Lago di Albano, o del Lago Olimpico, estesa circa due chilometri tra i comuni di Marino e Castel Gandolfo.

L'unica ex-strada statale regionalizzata presente sul territorio dei Castelli Romani è la Strada Regionale 207 Nettunense, che attraversa i comuni di Marino, Castel Gandolfo, Albano Laziale, Ariccia e Genzano di Roma. Per un breve tratto lambisce inoltre una porzione di territorio del comune di Lanuvio.

La Regione Lazio tuttavia, in collaborazione con ANAS, sta progettando la realizzazione di una tangenziale ai Castelli, e il potenziamento di altre vie di collegamento interno come il "Nodo Squarciarelli" tra Marino, Grottaferrata e Rocca di Papa.

Le Tramvie dei Castelli Romani, costruite tra il 1906 ed il 1916 dalla Società delle Tramvie e Ferrovie Elettriche di Roma (STFER), sono state la prima linea tranviaria del Lazio e una delle più efficienti reti regionali. Nel 1906 venne inaugurata la tratta Roma-Grottaferrata-Frascati, integrata nel mese di aprile dalla Grottaferrata-Marino-Castel Gandolfo-Albano Laziale-Ariccia-Genzano di Roma e nell'ottobre dalla tratta Grottaferrata-Valle Oscura con la funicolare per Rocca di Papa. Nel 1912 venne aperta la tratta Roma-Albano Laziale e nel 1913 la Genzano di Roma-Velletri, e infine nel 1916 la Genzano di Roma-Lanuvio. A partire dal 1944 iniziò la chiusura delle varie tratte, fino a che il 3 gennaio 1965 non venne chiusa anche la Roma-Albano Laziale-Genzano di Roma.

La costruzione di una metropolitana, anche leggera, nell'area dei Castelli Romani è un progetto su cui molte proposte sono state fatte e sul quale si discute molto: si era anche ipotizzato un tracciato che congiungesse Genzano di Roma a Tor Vergata, via Ariccia, Albano Laziale, Marino e Frascati. Sarebbero già iniziati alcuni sondaggi archeologici sul tratto tra Tor Vergata e Frascati.

Essendo i Castelli Romani una zona dell'entroterra collinare non vi sono località che si affacciano sul mare.

L'aeroporto attivo più vicino al territorio dei Castelli Romani è l'Aeroporto Internazionale "Giovan Battista Pastine" di Roma-Ciampino, situato in buona parte nel comune di Roma e in parte nel comune di Ciampino, fino al 1974 frazione di Marino.

Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi costruirono un aeroporto militare di fortuna nella Valle Latina ai piedi del Tuscolo, in località Molara, tra i comuni di Rocca di Papa e Grottaferrata.

Inoltre, sono numerose anche le corse circolari inter-comunali assicurate da ditte private, come la Schiaffini nei comuni di Marino, Frascati, Grottaferrata, Castel Gandolfo, Rocca di Papa ed Albano Laziale; la AGO nei comuni di Albano Laziale, Ariccia, Lanuvio e Genzano di Roma; e la Bussoletti nei comuni di Velletri e Lariano.

Amministrativamente, i comuni dei Castelli Romani sono parte integrante della provincia di Roma, dal 1870 erede della più antica Comarca di Roma, istituita da papa Pio VII nel motu proprio del 6 luglio 1816. In precedenza, i Castelli Romani erano inclusi nel territorio, puramente teorico e a cui non corrispondeva alcuna forma di governo, della provincia di Campagna e Marittima.

Nella proposta dell'onorevole Pepe, i comuni che sarebbero dovuti entrare nella provincia dei Castelli Romani erano Albano Laziale, Anzio, Ardea, Ariccia, Artena, Carpineto Romano, Castel Gandolfo, Cave, Colleferro, Colonna, Gavignano, Genazzano, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Monte Compatri, Montelanico, Monte Porzio Catone, Nemi, Nettuno, Olevano Romano, Palestrina, Pomezia, Rocca di Papa, Rocca Priora, San Cesareo, San Vito Romano, Segni, Valmontone, Velletri e Zagarolo. Il capoluogo della provincia istituenda sarebbe stato Velletri, sia a ragione della posizione baricentrica che "del ruolo e dell'importanza strategica di Velletri". Le risorse finanziarie assegnate alla provincia, una volta costituita, erano state preventivate in 4600 milioni di lire.

I Castelli Romani sono calcisticamente rappresentati da diverse squadre che hanno raggiunto un'importanza anche notevole nel panorama calcistico nazionale.

La squadra probabilmente più conosciuta dei Castelli è il Lupa Frascati, fondato nel 1925 appunto a Frascati, e che alla metà degli anni '70 ha disputato due campionati in Serie C2. Retrocessa in Eccellenza Lazio, nel 2006/2007 la Lupa è sbarcata nuovamente in Serie D, campionato nel quale attualmente milita.

Altre due squadre castellane hanno militato o militano in Serie D: il Cynthia 1920 di Genzano di Roma e l'Albalonga di Albano Laziale. La prima squadra venne fondata a Genzano di Roma nel 1920, ed è tornata in Serie D nel 2006/2007 dopo quindici anni di Eccellenza Lazio; la seconda squadra invece è andata in Serie D nel 2006/2007 ma tornerà in Eccellenza Lazio nella stagione 2008/2009.

Una fra le squadre calcistiche più importanti è sicuramente il VJS Velletri, fondato nel 1955, che tra il 1968/1969 ed il 1990/1991 ha disputato ben diciotto campionati in Serie D sfiorando la promozione in Serie C2. Attualmente la squadra veliterna milita in Eccellenza Lazio, e vanta nel suo palmàres una Coppa Italia regionale nel 1992/1993.

Anche il calcio a 5 castellano ha avuto le sue glorie: nella stagione 1986/1987 il Marino Calcio a 5 di Marino vinse il campionato di Serie A di calcio a 5.

Nel 1974/1975 l'Ariccia Volley Club vinse uno scudetto in serie A1: tra i grandi campioni che militavano in questa squadra, come Mario Mattioli, c'era il nazionale statunitense Kirk Kilgour, che dopo un terribile incidente subì la paralisi degli arti. Dal 1976/1977 l'Ariccia Volley Club venne trasferita a Roma, e diventò Accademia dello Sport Roma.

Per la XVII Olimpiade di Roma nel 1960, il CONI fece costruire lo Stadio Olimpico ed il Centro Federale di Canoa/Kayak sul Lago Albano, incluso nel territorio di Castel Gandolfo. Presso questo stadio si tennero le gare di questa disciplina, ed ancora oggi la Federazione Italiana Canoa/Kayak lo considera uno dei suoi stabilimenti più importanti.

Attualmente, è attiva dal 2005 la Associazione Sportiva Master Line Canoa Kayak, che oltre ad aver totalizzato risultati importanti fino ad ora ed avere un vivaio valido, svolge anche attività di avviamento alla disciplina sportiva. Un'altra scuola di kayak è tenuta dalla A.S.D. Polisportiva Giovanile Salesiana Castel Gandolfo.

Negli anni '70 del XX secolo è stato inaugurato il Country Club Castelgandolfo nel Laghetto di Turno a Pavona, noto centro sportivo della zona. Il complesso, situato nel cratere dell'antico lago prosciugato e nell'area dell'antica villa del cardinal Flavio Chigi, è dotato di vasti campi da golf.

Inoltre su tutto il territorio castellano sono presenti molti campi adatti per giocare a tennis a livello dilettantistico.

Ai Pratoni del Vivaro, località di Rocca di Papa, fin dal 1959 sorge il centro equestre federale del CONI, utilizzato la prima volta in occasione delle Olimpiadi di Roma 1960. Il centro oggi è la più importante scuola di equitazione del Lazio e uno dei più importanti centro sportivi del suo genere d'Italia. A Velletri sono presenti numerosi centri equestri.

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Mario Sesti

Mario Sesti (Messina, 11 5 1958) è un regista, giornalista e critico cinematografico italiano.

È laureato in filosofia ed è anche stato professore al liceo Mameli di Roma.

È stato uno degli organizzatori del primo festival del cinema di Roma, tenutosi nella capitale dal 13 al 21 ottobre 2006, in qualità di coordinatore del Comitato scientifico e responsabile della sezione Il lavoro dell'attore.

Tra i suoi lavori principali si ricordano il film L'ultima sequenza (sul "finale alternativo" del film di Federico Fellini 8½ ) e i suoi saggi cinematografici su Pietro Germi, Nanni Moretti, Mimmo Calopresti, Jane Campion.

Critico e giornalista cinematografico, autore di film documentari, è collaboratore di "La Repubblica" e "Ciak". È tra i direttori artistici della Festa del Cinema di Roma (responsabile delle sezioni “Extra”, “Incontri” e “Il lavoro dell’attore”). Per 13 anni ha lavorato all' "Espresso" come giornalista e cronista cinematografico. Ha scritto libri e monografie su Nanni Moretti, il Nuovo Cinema Italiano, il cinema poliziesco e su Pietro Germi (Tutto il cinema di Pietro Germi, pubblicato da Baldini e Castoldi, con il quale ha vinto in Italia il premio di “miglior libro di cinema dell’anno” nel 1987). Nel 2006 ha vinto con un altro libro, pubblicato da Feltrinelli, In quel film c’è un segreto, il premio Diego Fabbri, per il miglior libro di cinema. Suoi film documentari sono stati proiettati al Festival di Cannes, al MoMA di New York, all'Università di Princeton, al Festival di Locarno, al Torinofilmfestival, al Museo Guggenheim di New York. Molte di queste opere sono state programmate da Rai Tre, Raisat Cinema, Tele +, Mediaset, la Sette: nel 2003 un suo film-inchiesta sul finale perduto di 8 1/2 di Fellini (L'ultima sequenza) è stato selezionato dal Festival di Cannes, proiettato a New York, Seattle, San Paolo, Londra, Monaco, Budapest, San Francisco, Los Angeles e in tutta Italia. Dal 1998 fino al 2000 è stato responsabile del progetto CINEMA FOREVER, per il quale ha curato il restauro di Un maledetto imbroglio, La dolce vita, 8 ½, Umberto D., I vitelloni, Lo sceicco bianco, Francesco giullare di Dio (fra gli altri). Nel 2005 un suo film documentario su Pasolini (La voce di Pasolini , realizzato insieme a Matteo Cerami con voce narrante di Toni Servillo) è stato scelto dalla collana Real Cinema e distribuito nelle librerie Feltrinelli. E’ stato direttore artistico del Festival Cinema &/è Lavoro di Terni e dal 2004, Carlo Verdone, lo ha chiamato a curare le retrospettive del Terra di Siena Film Festival.

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A casa nostra

A casa nostra è un film del 2006 per la regia di Francesca Comencini. Presentato in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2006, è uscito nelle sale italiane il 3 novembre 2006.

Questo film è riconosciuto come d'interesse culturale nazionale dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano, in base alla delibera ministeriale del 28 novembre 2005.

Ugo (Luca Zingaretti),banchiere,organizza un'operazione illecita,con l'aiuto di un politico senza scrupoli (Bebo Storti). Rita (Valeria Golino),capitano della Guardia di Finanza, indaga sugli affari sporchi di Ugo. Rita ha un giovane fidanzato (Fabio Ghidoni) che rifugge dalle responsabilità: "Io ho la mia vita, tu la tua". Elodie (Laura Chiatti),aspirante modella ed amante di Ugo,lo tradisce con un commesso di un supermercato.Ugo va ad un congresso con elodie e lì mettendo su un tavolo la ragazza la violenta e lascia la ragazza , costringe il quadro, Gerry (Luca Argentero), a fargli da prestanome in operazioni sporche e da scagnozzo. Gerry resta affascinato dal denaro, che pare cambiargli la vita, nonostante la moglie lo metta in guardia. Frattanto Bianca, prostituta rumena incinta, si innamora di Otello, cliente benzinaio con obbligo di firma, (Giuseppe Battiston), che ha un passato di reati e quindici anni prima strangolò una donna. Quando la donna verrà trovata in coma irreversibile ai bordi di una strada, Otello non avrà alibi. Rita lo arresta. La moglie del potente Ugo non può avere figli, e ne soffre al punto di acquistare di nascosto tutine da neonato. Tramite Gerry, Ugo acquista dal protettore rumeno di Bianca il diritto di reclamare come proprio il figlio di Bianca, tenuta in vita da un respiratore: lei non può certo smentire. Si scopre l'assassino di Bianca, un diciassettenne, per una rapina finita male. Il bambino nasce: a Bianca viene staccata la spina. La sua vicina di stanza è la madre del fidanzato di Rita, in rianimazione per un infarto. Otello, scagionato, solo, propone alla sorella di Bianca di andare a vivere con lui, il di lei figlio Nicolas e il nuovo arrivato. Informato dal finanziere Rita, l'ospedale costringe Ugo a sottoporsi a un esame genetico. All'uscita da Niguarda tutto si risolve coralmente. Ugo rientra mesto in auto, Gerry, arrivato a prelevare la moglie infermiera a fine turno, viene arrestato da una squadra della finanza. La madre del fidanzato di Rita esce dal ricovero accompagnata da figlio e marito. Elodie si fornisce di psicofarmaci da un infermiere compiacente. Una Milano dalla fotografia cupa, vite frammentarie, solitudini parallele che non si incroceranno mai, il denaro come mezzo per acquistare oggetti, sentimenti, vite, favori, potere. Ma, nel finale provvisorio, Otello e Rita, l'amore e la giustizia, ottengono un parziale riscatto.

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La vera leggenda di Tony Vilar

La vera leggenda di Tony Vilar è un film del 2006, diretto dal regista Giuseppe Gagliardi. Presentato fra gli Eventi speciali della Festa del Cinema di Roma 2006, è uscito nelle sale italiane il 24 novembre 2006.

Il film racconta la storia dell'emigrante calabrese Antonio Ragusa, il quale partì nel 1952 alla volta dell'Argentina. Assunto il nome di Tony Vilar, diventò in breve uno tra i più famosi cantanti dell’America Latina, ed assurse a notorietà internazionale grazie al brano "Quando calienta el sol". Improvvisamente, tuttavia, Vilar sparì e di lui non si seppe più nulla: Gagliardi ha messo in scena proprio la ricerca del cantante. Alla fine viene altresì rivelato un incredibile risvolto legato alla sparizione dell’artista.

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CINEMA. Festa Internazionale di Roma 2006

La 1ª edizione di CINEMA. Festa Internazionale di Roma si è tenuta a Roma dal 13 al 21 ottobre 2006.

Un premio speciale è stato assegnato alla memoria di Gillo Pontecorvo, scomparso proprio alla vigilia della Festa del Cinema.

La prima edizione della Festa del Cinema di Roma è stata preceduta da polemiche (più o meno reali), da un battage pubblicitario senza precedenti per un festival cinematografico italiano (giustificabile dalla necessità di creare un nuovo “Evento”, mentre Venezia può giovare di una gloriosa, per quanto appannata, tradizione), ed ha goduto di una copertura mediata massiccia. In particolare, è stata discussa la collocazione in calendario della Festa, a ridosso delle maggiori manifestazioni cinematografiche italiane, Venezia e Torino.

Il bilancio ufficiale in termini numerici parla di 169 film di 32 nazionalità diverse, 650 proiezioni su 23 schermi, 56.000 biglietti venduti, un totale degli spettatori stimati (pubblico, accreditati, sale Anec) di oltre 150.000, 480.000 visitatori del Villaggio e delle Mostre (Bertolucci, Visconti, Digital Party, Rossellini), 6.837 accreditati.

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Adolfo Celi

Adolfo Celi in uno screenshot del telefilm Sandokan

Adolfo Celi (Messina, 27 luglio 1922 – Siena, 19 febbraio 1986) è stato un attore, regista e sceneggiatore italiano.

Nel 1942 si iscrisse all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica “Silvio D'Amico” di Roma. Qui conobbe tra i tanti, Vittorio Gassman, Mario Landi, Vittorio Caprioli, che gli trasmisero la passione per il teatro e per il cinema. E' stato grande amico di Renato Baldini.

Nel 1946 venne scritturato per il film Un americano in vacanza di Luigi Zampa, cui seguirono due anni dopo Proibito rubare di Luigi Comencini e Natale al campo 119 di Pietro Francisci; nello stesso anno Aldo Fabrizi gli fece una proposta che gli cambiò la vita: la partecipazione al film Emigrantes.

Partì per il Brasile con il cast e si appassionò di questa terra decidendo di rimanerci per quindici anni. In Brasile, fu considerato il top per le arti cinematografiche: fondò nuovi canoni di sperimentazione teatrale e cinematografica, diresse un teatro, fece il regista sia di teatro che di cinema.

Fondò il teatro stabile Teatro Brasileiro di Comédia, la compagnia di prosa Carrero-Celi-Autran e la produzione cinematografica Vera Cruz, dove Celi fece le proprie esperienze come regista (Caiçara, 1950; Tico-Tico no Fubà, 1952).

Nel 1963 recitò ne L'uomo di Rio e, due anni dopo, venne scritturato per interpretare Emilio Largo in Agente 007 Operazione Tuono.

In Italia invece l'unico film da lui diretto fu firmato con i suoi compagni d'accademia Vittorio Gassman e Luciano Lucignani: l'autobiografico L'alibi (1969).

A 45 anni era tra i pochi attori italiani che sapessero recitare anche in inglese e grazie alla bravura e alla preparazione professionale fu chiamato come protagonista o comprimario a numerosi film internazionali: Il tormento e l'estasi di Carol Reed (1965); Il colonnello Von Ryan di Mark Robson (1965); Gran Prix di John Frankenheimer (1967); Il fantasma della libertà di Luis Buñuel (1974). Nel 1972 veste i panni del poliziotto italo-americano Joe Petrosino e entrò nel piccolo schermo: tre anni dopo fu la volta de L'amaro caso della baronessa di Carini, ma il suo volto viene fissato nella memoria del pubblico italiano però con la partecipazione nella serie televisiva Sandokan (1976), di Sergio Sollima, in cui interpreta il ruolo di lord James Brooke, acerrimo nemico della "Tigre di Mompracem".

Il suo successo di attore culmina quando entra a far parte del cast della fortunata trilogia di Amici miei (1975, 1982, 1985) nei panni del professor Sassaroli, un primario brillante, ma annoiato dal lavoro che si unisce alle "zingarate" di un gruppo di amici.

Adolfo Celi fu ricoverato la sera della rappresentazione teatrale de I misteri di Pietroburgo di Dostoevskij, Vittorio Gassman prese il suo posto sul palcoscenico.

Morì il 19 febbraio 1986 per un arresto cardiocircolatorio.

Dal 1951 al 1963 è stato sposato con Tônia Carrero.

Poi si è sposato con Marília Branco.

Nel 1966 si è sposato con l'attrice Veronica Lazar, dalla quale ha avuto due figli: Leonardo - autore del documentario Adolfo Celi: un uomo per due culture, realizzato nel 2006 per ricordare il padre a vent'anni dalla scomparsa e presentato nel 2008 alla Festa del Cinema di Roma nell'ambito della rassegna organizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo Adolfo Celi e i ragazzi tornati dal Brasile - e Alessandra, attrice teatrale, televisiva e cinematografica.

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Source : Wikipedia