Ferrari

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Inviato da david 15/03/2009 @ 18:12

Tags : ferrari, scuderie, formula 1, motori, sport

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Ferrari

Ingresso della fabbrica della Ferrari

La Ferrari SpA è una casa automobilistica italiana. È stata fondata da Enzo Ferrari e produce autovetture sportive d'alta fascia e da gara. Gestisce, inoltre, la Scuderia Ferrari, una delle più celebri e titolate squadre sportive impegnate nelle competizioni automobilistiche. La sede dell'azienda è a Maranello, in provincia di Modena. Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente di Confindustria e presidente del Gruppo Fiat, ne è il presidente. Il simbolo, il "cavallino rampante", è quello dell'aviatore romagnolo della prima guerra mondiale Francesco Baracca (1888-1918) ceduto personalmente dalla madre nel 1923 come portafortuna a un Enzo Ferrari pilota automobilistico e presente sia nel marchio della Ferrari sia in quello della Scuderia Ferrari. Nell'anno fiscale 2008 Ferrari SpA ha venduto 5026 vetture per un fatturato di 1,419 miliardi di euro.

La nascita della Ferrari è spesso fatta coincidere con la fondazione nel 1929 a Modena della S.A. Scuderia Ferrari anche se a rigore sarebbe errato. L'imprecisione risiede nel fatto che tale società non produceva automobili ma preparava e portava in gara quelle dell'Alfa Romeo. Per essere più rigorosi l'azienda nasce ufficialmente il 1 settembre 1939 a Modena, con la fondazione da parte di Enzo Ferrari della Auto Avio Costruzioni. I suoi primi incarichi sono la costruzione di rettificatrici e parti di velivoli e solo a partire dal 1947 la costruzione di autovetture diventa l'attività principale. La prima autovettura costruita, in soli due esemplari, è la Auto Avio Costruzioni 815, nel 1940. La seconda, sempre in soli due esemplari, è la Ferrari 125 S, a causa della seconda guerra mondiale solo nel 1947. Quest'ultima vettura è la prima a portare il nome Ferrari, non però per volontà di Enzo Ferrari ma per clausole contrattuali che lo legavano all'Alfa Romeo dove precedentemente era stato direttore del reparto Alfa Corse: clausole che gli impedivano fino al 1942 di utilizzare il proprio nome sulle autovetture da lui allestite. Nel 1957 la Auto Avio Costruzioni cambia denominazione in Auto Costruzioni Ferrari per diventare SEFAC (Società Esercizio Fabbriche Automobili e Corse) SpA il 26 maggio 1960 e Ferrari SpA nel 1965. Nel 1975 la Ferrari SpA entra a far parte del gruppo FIAT. Nel 1988, alla scomparsa di Enzo Ferrari, il pacchetto azionario diventa per il 90% della FIAT mentre la parte restante diventa del figlio Piero Lardi Ferrari che rimane anche all'interno del team aziendale come vice presidente. Nel 2006 il 5% delle azioni è stato acquisito da una società finanziaria degli Emirati Arabi Uniti, società che sta promuovendo anche la costruzione in tale Paese del primo parco a tema del Cavallino rampante.

La vera passione di Enzo Ferrari, nonostante gli ottimi affari derivanti dalla vendita di autovetture, è stata sempre la corsa. La sua Scuderia era iniziata come uno sponsor indipendente per piloti di varie macchine, ma divenne presto parte del team corse dell'Alfa Romeo. Dopo l'uscita di Enzo Ferrari dall'Alfa, egli iniziò a progettare e produrre vetture per proprio conto; il team Ferrari apparve per la prima volta sulla scena di gran premi europei dopo la fine della seconda guerra mondiale. La prima monoposto costruita dalla Ferrari, la "125", debutta al Gran Premio d'Italia il 5 settembre 1948 a Torino, pilotata dal francese Raymond Sommer che si qualifica terzo alle spalle di Wimille (Alfa Romeo) e Villoresi (Maserati).

La Scuderia aderì al Campionato del mondo di Formula 1 nel primo anno della sua esistenza, il 1950. Fece il suo debutto al Gran Premio di Monaco. José Froilan González diede al team la sua prima vittoria nel Gran Premio di Gran Bretagna del 1951. Alberto Ascari ottenne per la Ferrari il primo titolo di Campione del mondo l'anno successivo. La Ferrari è, ad oggi, l'unico team ad aver partecipato a tutte le edizioni del Campionato del Mondo di Formula 1 e, soprattutto, quello con il maggior numero di successi: vanta il record di 15 titoli di Campione del mondo piloti (conseguiti nel 1952, 1953, 1956, 1958, 1961, 1964, 1975, 1977, 1979, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, e nel 2007), il record di 16 titoli di Campione del mondo costruttori (1961, 1964, 1975, 1976, 1977, 1979, 1982, 1983, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2007, e nel 2008) ed il record di 204 vittorie in un Gran Premio (aggiornato al 2 novembre 2008). Tra i piloti famosi che hanno corso per la "Rossa": Tazio Nuvolari, Juan Manuel Fangio, Alberto Ascari, Phil Hill, Mike Hawthorn, John Surtees, Clay Regazzoni, Niki Lauda, Jody Scheckter, Gilles Villeneuve, Didier Pironi, Alain Prost, Nigel Mansell, Michael Schumacher, Jean Alesi, Felipe Massa e Kimi Raikkonen. Il 14 gennaio 2007 la Ferrari ha presentato la F2007, la sua 53° monoposto, la prima dopo l'era Schumacher. Il 18 marzo a Melbourne, con Kimi Raikkonen, la Ferrari ha iniziato nel migliore dei modi la stagione 2007 con una vittoria. Il 21 ottobre a San Paolo la Ferrari si è aggiudicata il suo 15° titolo mondiale piloti con Kimi Raikkonen. Particolare significato ha assunto la vittoria, arrivata in una stagione caratterizzata dallo scandalo Spystory, poiché alla vigilia la situazione in classifica vedeva i 2 piloti McLaren, Hamilton ed Alonso, precedere il finlandese rispettivamente di 7 e 3 punti. Ma grazie a una doppietta Raikkonen-Massa, e ai problemi accusati da Hamilton durante la corsa, che lo relegarono nelle retrovie, Raikkonen scavalcò i rivali della scuderia anglo-tedesca in classifica, vincendo il titolo con un punto di vantaggio su Hamilton e Alonso. La Ferrari aveva già vinto anche il titolo costruttori, arrivato in Belgio dopo la cancellazione dei punti della McLaren nel campionato marche per la vicenda di spionaggio ai danni della scuderia di Maranello. Nel 1986 Enzo Ferrari ordinò anche la costruzione di un'autovettura per la partecipazione al campionato di Formula Indy e alla 500 miglia di Indianapolis, in risposta alla FOM, che non accettava alcune richieste di Ferrari per il nuovo Patto della Concordia. Di fronte alla minaccia di vedere la scuderia abbandonare la Formula 1, palesatasi quando apparirono le prime foto della monoposto realizzata per le gare americane, Bernie Ecclestone accettò le richieste di Ferrari, così la vettura non venne mai utilizzata in gara.

Il marchio Ferrari, famoso in tutto il mondo, è il cavallino rampante su fondo giallo, con in basso le lettere S F per Scuderia Ferrari, con tre strisce, una verde, una bianca e una rossa, colori nazionali italiani, in alto. Questo è il logo che viene applicato su tutte le auto da competizione direttamente supportate dalla scuderia.

Il cavallino rampante era originariamente l'emblema personale del Maggiore Francesco Baracca, che l'asso della prima guerra mondiale faceva dipingere sulle fiancate dei suoi velivoli. Sul colore esatto del cavallino di Baracca esiste un piccolo mistero. Sembra infatti accertato che il colore originario del cavallino fosse il rosso, tratto per inversione dallo stemma del 2° Reggimento "Piemonte Reale Cavalleria" di cui l'asso romagnolo faceva parte, e che il più famoso colore nero fu invece adottato in segno di lutto dai suoi compagni di squadriglia solo dopo la morte di Baracca. Il 17 giugno 1923 Enzo Ferrari vinse una corsa all'autodromo di Savio, vicino a Ravenna, e in quell'occasione incontrò la contessa Paolina, madre di Baracca. La contessa propose a Ferrari di utilizzare il cavallino sulle sue macchine, sostenendo che avrebbe portato fortuna; tuttavia la prima corsa nella quale l'Alfa permise di utilizzare il cavallino sulle macchine della Scuderia fu la 24 ore di Spa del 1932. La Ferrari vinse. Non ha mai trovato fondamento, invece, la teoria secondo cui il simbolo fosse stato ispirato da un aereo tedesco che Francesco Baracca aveva abbattuto durante la Prima Guerra Mondiale. Su questo aereo era dipinto, infatti, il simbolo della città di Stoccarda: una cavalla rampante, che è anche lo stemma della famosa Porsche che ha sede nella città tedesca. L'aviatore italiano, recatosi sul luogo dove era precipitato il velivolo nemico, avrebbe visto tale simbolo e gli piacque tanto da decidere di disegnarlo sulla carlinga del proprio aereo. Se questa speculazione fosse corretta, lo stemma della Ferrari sarebbe lo stesso della Porsche. Ferrari utilizzò un cavallino rampante ampiamente modificato rispetto al disegno originario (soprattutto nella coda, che nel cavallino di Baracca puntava verso il basso), aggiungendo un fondo giallo canarino, che era il colore della sua città natale, Modena. Il cavallino rampante non è stato utilizzato unicamente dal marchio Ferrari: Fabio Taglioni lo usò sulle sue motociclette Ducati. Il cavallino rampante è un marchio registrato della Ferrari.

Fin dagli anni venti, le automobili da corsa italiane erano verniciate di rosso. Questo è il colore consueto per le vetture italiane che gareggiano in campionati automobilistici, in base ad un provvedimento, preso durante le due guerre mondiali, dall'associazione che in seguito verrà chiamata FIA. La tonalità del rosso è gradualmente passata dal rosso scuro (famoso come rosso Alfa) ad una tinta notevolmente più accesa, nota come rosso corsa. Nello schema FIA, le auto francesi come la Bugatti sono blu, le tedesche come la BMW e la Porsche bianche, le inglesi Lotus Cars e Jaguar verdi, eccetera. Tale colorazione è rimasta immutata per le Ferrari di serie, mentre per quelle di formula uno, dopo l'acquisizione Fiat, ci sono state variazioni di tonalità: di anno in anno, più chiare o più scure, assecondando gli interessi degli sponsor.

Le autovetture Ferrari, notevoli per lo stile raffinato, opera di illustri progettisti e designer quali Pininfarina e Giugiaro, sono da molto tempo oggetto del desiderio per ricchi e giovani di tutto il mondo, particolarmente negli Stati Uniti dove il marchio ha riscosso molto successo, ma anche nei nuovi mercati dell'Est e dell'Oriente. Altri designer e case che hanno lavorato per Ferrari durante gli anni comprendono Scaglietti, Bertone e Vignale. I motori impiegati nelle autovetture Ferrari sono prevalentemente dei V8 e V12 che, fino all'introduzione negli anni ottanta dell'iniezione elettronica, erano abbastanza capricciosi e instabili. Una certa reputazione di inaffidabilità tecnica veniva comunque descritta come "carattere" dagli appassionati e dagli entusiasti.

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Scuderia Ferrari

Phil Hill alla guida della Ferrari 156 nel Gra Premio del Nürburgring del 1962

La Scuderia Ferrari è la sezione sportiva della Casa automobilistica Ferrari. Esistente fin dal 1930 ma costituitasi in ragione sociale dal 1947, è la più nota squadra del mondo automobilistico sportivo. Attiva nel campionato del mondo di Formula 1 fin dalla sua istituzione nel 1950, ne ha vinto 15 volte il titolo piloti e 16 quello costruttori, e ha riportato vittorie anche in altre categorie, come il Campionato mondiale per vetture sport, in corse di durata come la 24 Ore di Le Mans, la 24 Ore di Daytona e la 12 Ore di Sebring, corse per vetture Gran Turismo come la Targa Florio e competizioni sulla lunga distanza come la Mille Miglia.

Le prime competizioni risalgono al 1930, ma solo dal 1947 con autovetture Ferrari, precedentemente ha corso con vetture Alfa Romeo. Precisamente la squadra è stata attiva dal 1930 al 1937 e dal 1947 ad oggi. Dal 1930 al 1937 è stata allestita dalla S.A. Scuderia Ferrari, dal 1947 al 1957 dalla Auto Avio Costruzioni, dal 1957 al 1960 dalla Auto Costruzioni Ferrari, dal 1960 al 1965 dalla SEFAC SpA e dal 1965 ad oggi dalla Ferrari SpA, tutte aziende nate dalla volontà e dalla passione del medesimo uomo, Enzo Ferrari, anch'esso entrato nella leggenda dopo la sua morte avvenuta nel 1988.

In conseguenza a contratti di sponsorizzazione o di collaborazione tecnica nella denominazione della squadra possono essere presenti anche altri nomi. Attualmente infatti la Scuderia Ferrari è iscritta al Campionato del mondo di Formula 1 2008, unica competizione sportiva in cui attualmente è impegnata, con la denominazione Scuderia Ferrari Marlboro.

La divisione della Ferrari SpA a cui è delegato l'allestimento della Scuderia Ferrari è la Gestione Sportiva (il supporto dei clienti/team che competono con autovetture Ferrari proprie è delegato invece alla divisione Corse Clienti).

Il 16 novembre 1929 Enzo Ferrari fonda a Modena la S.A. Scuderia Ferrari.

Per circa otto anni tale società si occupa di elaborare e portare in gara vetture dell'Alfa Romeo, casa automobilistica che nel 1933 si ritirerà dalle competizioni.

Visti gli ottimi risultati conseguiti dalla S.A. Scuderia Ferrari, l'Alfa Romeo comincia a pianificare il ritorno ufficiale alle competizioni. Dopo avere raggiunto un accordo con l'Alfa Romeo, il 30 dicembre 1937, la S.A. Scuderia Ferrari viene liquidata ed Enzo Ferrari viene assunto come direttore sportivo della neonata Alfa Corse. A causa però di numerosi contrasti e divergenze d'opinione con i vertici dell'azienda, l'avventura dura molto poco e già nel 1939 Enzo Ferrari rompe i rapporti con l'Alfa Romeo e fonda a Modena nuovamente una propria impresa, la Auto Avio Costruzioni, che quasi subito si dedicherà alla costruzione di vetture sportive. Quattro anni più tardi gli stabilimenti della Auto Avio Costruzioni vengono trasferiti a Maranello.

Nel 1950 la Auto Avio Costruzioni gareggia nel primo campionato mondiale di Formula 1 con una vettura appositamente costruita, la Tipo 125 F1. Nel 1951 conquista il suo primo successo in un campionato mondiale di Formula 1 nel Gran Premio di Gran Bretagna con Josè Froilàn Gonzàles.

Siccome i clienti privati che gareggivano con vetture Ferrari erano sempre più numerosi, nel 1952 viene deciso di utilizzare nuovamente, per le competizioni in cui l'azienda si impegna direttamente con proprie autovetture, lo stemma e la denominazione Scuderia Ferrari già utilizzati negli anni '30.

Nel 1957 viene cambiato nome all'impresa. La nuova denominazione è Auto Costruzioni Ferrari che verrà cambiata di nuovo nel 1960 in SEFAC (acronimo di Società Esercizio Fabbriche Automobili e Corse) e nel 1965 nell'attuale Ferrari. L'impresa fondata da Enzo Ferrari continuerà comunque ad utilizzare la denominazione Scuderia Ferrari per le competizioni in cui è impegnata direttamente con proprie autovetture.

In tempi recenti la Scuderia Ferrari ha gareggiato quasi esclusivamente in Formula 1.

La Scuderia Ferrari è stata impegnata in vari tipi di competizioni automobilistiche ma negli ultimi decenni quasi esclusivamente in Formula 1, la più nota a livello mondiale categoria di vetture da competizione. Pochi sono poi quelli, anche tra i più appassionati, a conoscenza del fatto che la Scuderia Ferrari nei suoi primi anni di vita è stata impegnata anche in competizioni motociclistiche.

La Scuderia Ferrari è il team di Formula 1 che vanta la maggiore anzianità, la sua prima partecipazione ad un campionato mondiale di Formula 1 risale infatti al 1950, anno in cui si è disputato il primo campionato. La Scuderia Ferrari è anche la scuderia con più successi nell'Albo d'Oro della Formula 1.

Attualmente la Ferrari in Formula 1 sottostà al regolamento che impone di utilizzare pneumatici Bridgestone. I piloti titolari sono attualmente Kimi Räikkönen e Felipe Massa, i collaudatori sono Luca Badoer e Marc Gené.

La Scuderia Ferrari dominò il Campionato mondiale per vetture sport sin dalla sua istituzione nel 1953, continuò a gareggire in questo campionato fino al 1972, successivamente per volere di Enzo Ferrari si ritirò per concentrarsi esclusivamente sul campionato di F1. Innumerevoli le vittorie sia con vetture sport, sia nella classe Gran Turismo, in totale sono stati conquistati 16 titoli costruttori, inoltre si è aggiudicata 13 volte la vittoria alla 24 Ore di Le Mans.

La Scuderia Ferrari è stata impegnata anche in competizioni motociclistiche dal 1932 al 1934 con moto di marca Rudge e Norton conquistando 3 titoli nazionali e 44 vittorie.

Tra parentesi sono indicati i campionati mondiali a cui ha partecipato la vettura. "P" indica che la vettura ha vinto il campionato mondiale piloti, "M" che ha vinto quello costruttori.

La tifoseria Ferrari, contraddistinta dal rosso fuoco che è il colore della squadra, è tra le tifoserie più diffuse al mondo.

I puristi sono contrari alla presenza del nome "Marlboro" nella denominazione ufficiale del team Ferrari (denominazione presente anche nei truck della scuderia) e lo sono ancor di più per il fatto che la Marlboro ha imposto di cambiare il colore della monoposto dal tradizionale rosso Ferrari al meno storico rosso Marlboro. In occasione dei sessant'anni di attività, a partire dal Gran Premio di Monaco 2007, la scuderia ha infatti adottato un colore rosso metallizzato dalla tonalità più scura, colore che rimane, pur leggermente modificato, sulla vettura 2008.

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Enzo Ferrari

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Cav. Enzo Anselmo Ferrari OMRI (Modena, 18 febbraio 1898 – Maranello, 14 agosto 1988) fu un pilota automobilistico e imprenditore italiano, fondatore della Casa automobilistica che porta il suo nome, la cui sezione sportiva, la Scuderia Ferrari, conquistò, lui vivente, 9 campionati del mondo piloti di Formula 1 e 15 totali.

Enzo Ferrari nacque a Modena il 18 febbraio 1898 ma, a seguito di un'intensa bufera di neve che bloccò tutte le strade, la sua nascita fu registrata dal padre Alfredo con due giorni di ritardo. La famiglia Ferrari sperava in una figlia femmina, visto che l'erede designato era il primogenito Alfredo Junior detto Dino. La madre Adalgisa Bisbini era originaria di Forlì, mentre il padre Alfredo era di Carpi in provincia di Modena.

Dopo la prima guerra mondiale Enzo Ferrari cercò un lavoro presso la FIAT, ottenendo un rifiuto; trovò però un'opportunità in una piccola impresa meccanica, la CMN. Cominciò anche a correre nel 1919, con scarso successo.

Nel 1920 iniziò a correre con l'Alfa Romeo, che all'epoca era un club per gentlemen driver. Correndo a Ravenna, nel 1923, la madre di Francesco Baracca, contessa Paolina Biancoli, gli consegnò il simbolo che il leggendario aviatore portava sulla carlinga: un cavallino rampante e gli disse: «Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna». Solo nel 1932 questo simbolo apparirà sulla carrozzeria delle sue vetture.

Nel 1924 Enzo Ferrari vinse la coppa Acerbo a Pescara. Non corse molte altre gare, divenne essenzialmente ciò che oggi si direbbe un team manager con l'Alfa Romeo e la collaborazione si protrasse fino al 1929, anno in cui nacque la Scuderia Ferrari come squadra corse dell'Alfa stessa.

Ferrari gestiva lo sviluppo delle vetture Alfa, e costruì un team di oltre 40 piloti, tra cui Alberto Ascari, Giuseppe Campari e Tazio Nuvolari. Ferrari stesso continuò a correre fino alla nascita, nel 1932, del figlio Alfredo, detto Dino, che morì nel 1956 di distrofia muscolare. In seguito ebbe un altro figlio, Piero, nato nel 1944 da Lina Lardi.

La crisi economica nel 1933 portò l'Alfa Romeo a ritirarsi fino al 1937; poco dopo Ferrari si ritirò e creò l'Auto Avio Costruzioni (AAC) con sede a Modena. A causa della guerra, per paura dei bombardamenti, nel 1943 Enzo Ferrari trasferì l' AAC nel suo nuovo stabilimento di Maranello. Dopo la guerra Ferrari creò la "La Scuderia Ferrari", la sezione sportiva della Casa automobilistica Ferrari, che era esistente fin dal 1930 ma che fu costituita in ragione sociale dal 1947, e che è attualmente la più nota squadra del mondo automobilistico sportivo.

La prima gara disputata fu il Gran Premio di Monaco nel 1947 (non esisteva ancora la Formula 1 che nacque nel 1950). La prima vittoria in F1 fu il Gran Premio di Gran Bretagna del 1951 con Froilan Gonzales. Il primo titolo mondiale di F1 giunse nel 1952 con Alberto Ascari. La "Scuderia Ferrari" è attiva nel campionato del mondo di Formula 1 fin dalla sua istituzione, e ne ha vinto 15 volte il titolo piloti e 16 volte quello costruttori.

La conversione di Ferrari pilota e direttore di scuderia sportiva in industriale dell'automobile fu stimolata dall'amicizia-competizione con Adolfo Orsi, proprietario della Maserati, e soprattutto con Vittorio Stanguellini, il modenese che alla fine degli anni quaranta dominava i circuiti del mondo con le auto Fiat abilmente modificate. Testimonianze modenesi attestano che Ferrari si sarebbe avvalso dell'esperienza delle officine di Stanguellini usufruendo anche di tecnici dell'amico-avversario..

Ferrari fu insignito di molti titoli, ma quello di cui più si vantava era quello di "ingegnere meccanico", datogli ad honorem nel 1960 dall' Università di Bologna. Inoltre, nel 1988 gli fu conferita anche la laurea honoris causa in "Fisica" dall' Università di Modena e Reggio Emilia.

Nel giugno del 1988 Papa Giovanni Paolo II si recò in visita agli stabilimenti di Maranello per incontrarlo. Ferrari però era già troppo malato, i due così ebbero solo una conversazione telefonica, con grande dispiacere di Ferrari che desiderava quell'incontro da tempo. Enzo Ferrari morì il 14 agosto 1988. La notizia della sua morte, seguendo le sue volontà, fu divulgata solo ad esequie avvenute. Il funerale si svolse in forma strettamente privata, senza corteo e alla presenza dei soli amici e parenti più intimi.

Poco meno di un mese dopo, al Gran Premio d'Italia di Formula 1 a Monza, Gerhard Berger e Michele Alboreto con le due Ferrari si piazzarono al primo e secondo posto. La vittoria fu dedicata alla memoria del Drake.

Nel frattempo la Ferrari vendeva vetture sportive per finanziare la partecipazione alla Formula 1 e a eventi come la Mille Miglia e la 24 Ore di Le Mans (che la Scuderia vinse 9 volte, di cui sei di seguito dal 1960 al 1965).

Negli anni sessanta l'azienda fu trasformata in società per azioni. Nel 1969, a fronte di difficoltà finanziarie, Ferrari fu costretto a cedere una quota della sua impresa alla FIAT che, inizialmente presente come socio paritario, ne assunse in seguito il controllo (attualmente la Fiat detiene il 90% della Ferrari, il restante 10% è in mano a Piero Ferrari).

Nel 1919, all'età di 21 anni, Enzo Ferrari intraprende una carriera agonistica come pilota automobilistico ufficiale della neonata casa automobilistica CMN-Costruzioni Meccaniche Nazionali che lo vedrà in seguito legato all'Alfa Romeo, per un totale di 41 gare in cui avrà alterna fortuna.

Nel 1924 vince la Coppa Acerbo di cui dirà in seguito: "Tra tutte le gare alle quali ho partecipato, ricordo con particolare soddisfazione la mia vittoria a Pescara nel 1924 con una Alfa Romeo RL. Con questa vettura avevo già vinto a Ravenna sulla pista di Savio ed a Rovigo sulla pista del Polesine, ma è stato alla Coppa Acerbo che è iniziata la mia fama come pilota. Fui infatti in grado di battere le Mercedes che arrivavano dal successo alla Targa Florio".

Resterà per sempre un mistero, in quanto Ferrari negli anni seguenti non volle mai sollevare il velo su tale episodio, la sua rinuncia al Gran Premio d'Europa del 1924 a Lione, ufficialmente per motivi di salute, in cui avrebbe dovuto confrontarsi con Antonio Ascari, Giuseppe Campari e Louis Wagner, gli altri tre piloti che portavano in gara vetture Alfa Romeo ufficiali. Competizione di rilievo internazionale che gli offriva la possibilità di affermarsi definitivamente come pilota automobilistico e certamente la più importante tra quelle a cui ebbe modo di partecipare. Il 18 luglio 1924 partecipa al primo giorno di prove del Gran Premio d'Europa poi rientra in Italia senza disputare la corsa. Al suo rientro alle competizioni, nel 1927, prese parte solo a gare di rilievo locale.

La sua carriera si concluse nel 1931 con l'arrivo del suo primo figlio Dino Ferrari di cui ebbe a dire: "Quando la vita mi mise di fronte al fatto compiuto, a mio figlio, fui indotto alla meditazione. Mio figlio poteva contare su un modesto benessere, frutto della mia complessa attività. Ma mio figlio aveva il diritto di aspettarsi da me anche altro".

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Ferrari 312 T2

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La Ferrari 312 T2, è stata la vettura che partecipò al campionati di Formula 1 1976, 1977 e in parte 1978 per la Scuderia Ferrari.

Fu guidata da Niki Lauda, Clay Regazzoni, Carlos Reutemann e Gilles Villeneuve.

La 312 T2 si presenta come l'evoluzione della 312 T, con molte migliorie aerodinamiche, a partire dall'alettone anteriore, il quale era posizionato più in alto.Inoltre la T2 era anche più bassa della sua progenitrice, .

Dopo la vittoria di ambedue i campionati nel 1975, per il 1976 si volevano ripetere i risultati ottenuti.

L'inizio stagione fu molto buono, con 5 vittorie nelle prime 6 gare, ma al Gran Premio di Germania, sul tracciato del Nurburgring, Niki Lauda, allora in testa al mondiale, subì un terribile incidente. A causa di una residua zona umida la vettura di Lauda sbandò, fu urtata e prese fuoco con il pilota svenuto dentro l'abitacolo che, senza il coraggioso intervento dei colleghi Arturo Merzario e Brett Lunger, sarebbe probabilmente morto. L'austriaco riportò ustioni gravissime e fu costretto a saltare due gare. Ritornato a correre non riuscì a vincere alcuna gara, ma ottenne sette punti in tre Gran Premi, tanto che si arrivò all'ultima gara, con Lauda in vantaggio di tre punti su James Hunt. L'austriaco si ritirò volontariamente, causando polemiche nel team, e Hunt arrivò terzo conquistando il mondiale piloti, mentre quello costruttori andò alla Scuderia di Maranello. Nel gran premio di rientro Lauda incrociò Merzario nel paddock e lo ringraziò di avergli salvato la vita donandogli l'orologio che in quel momento portava al polso. Un giornalista chiese a Lauda se egli ritenesse che la sua vita valesse quanto un orologio, sia pure di marca.

Per la stagione 1977 la vettura subì importanti modifiche: fu allargata la carreggiata e modificata la carrozzeria, con le prese d'aria davanti l'abitacolo ora rimpicciolite (sempre bianche) e la zona che copriva il rol-bar, ora molto più rastremata. Durante la stagione verranno modificati anche gli sfoghi dei piccoli radiatori sulle pance laterali. Compare anche per la prima volta il logo della FIAT, da molti anni ormai patner tecnico. Per quanto riguarda i piloti Regazzoni lasciò la squadra, sostituito dall'argentino Carlos Reutemann.

A differenza dell'anno precedente, Lauda fu molto più costante, ma meno vincente. Ciò non gli impedì, tuttavia, di conquistare il suo secondo titolo, vincendo appena tre gare. Il suo compagno di squadra, Reutemann, si dovette invece accontentare di una sola vittoria in Brasile.

A Monza, però, il pilota austriaco, i cui rapporti con Enzo Ferrari si erano incrinati a causa del titolo perso l'anno precedente, decise di lasciare la squadra per l'anno successivo, e non disputò le ultime due gare.

Al suo posto venne schierato Gilles Villeneuve, un giovane canadese che aveva impressionato il drake durante il Gran Premio di Gran Bretagna, con la conquista di un settimo posto in qualifica. Le due gare, però, si conclusero entrambe anzitempo.

La T2 gareggiò anche le prime due gare del 1978, vincendo addirittura il GP del Brasile con Reuteman. La modifica più importante riguardava i pneumatici, per la prima volta i francesi Michelin.

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Source : Wikipedia