Feltrinelli

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Inviato da amalia 01/03/2009 @ 13:40

Tags : feltrinelli, editoria, economia

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Giangiacomo Feltrinelli

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Giangiacomo Feltrinelli , soprannominato Osvaldo (Milano, 19 giugno 1926 – Segrate, 14 marzo 1972) è stato un editore e politico italiano.

Fu fondatore nel 1970 e comandante dei GAP Gruppi d'Azione Partigiana, la seconda in ordine di tempo delle organizzazioni terroristiche degli Anni di piombo.

Giangiacomo Feltrinelli nasce da una delle più ricche famiglie italiane, originaria di Feltre e il cui progenitore della dinastia sarebbe un certo Pietro da Feltre. Il titolo nobiliare di cui si può fregiare è quello di Marchese di Gargnano. Il padre Carlo Feltrinelli è presidente di numerose società tra cui il Credito Italiano e l'Edison, e proprietario di aziende come la Bastogi, la società di costruzioni Ferrobeton Spa e la Feltrinelli Legnami, società leader nel settore del commercio di legname con l'Unione Sovietica. Alla morte del padre, avvenuta nel 1935, la madre, Gianna Elisa Gianzana Feltrinelli, nel 1940 si sposa in seconde nozze con il famoso inviato del Corriere della Sera Luigi Barzini. Durante il periodo della guerra la famiglia lascia Villa Feltrinelli di Gargnano a nord di Salò, che diventerà la residenza di Benito Mussolini, e si ritira nella villa "La Cacciarella" dell'Argentario, realizzata su progetto degli archittetti Ponzi e Lancia, trascorrendo nella residenza il periodo che va dall'estate del 1942 alla primavera del 1944. Nel 1944 Giangiacomo decide di arruolarsi nel Comitato di Liberazione Nazionale, partecipando così attivamente alla lotta antifascista.

Nel 1945 Feltrinelli aderì al Partito comunista, che sostenne anche con ingenti contributi finanziari. Nel 1948, nell'Europa devastata dalla guerra, iniziò a raccogliere documenti sulla storia del movimento operaio e sulla storia delle idee dall'illuminismo ai giorni nostri, gettando così le basi per la biblioteca di uno dei più importanti istituti di ricerca sulla storia sociale. Nasce così a Milano la Biblioteca Feltrinelli, che in seguito diverrà Fondazione.

Alla fine del 1954 fu fondatore della casa editrice Giangiacomo Feltrinelli Editore che già negli anni cinquanta pubblicò bestseller di rilievo internazionale come Il dottor Živago che Borís Pasternàk terminò nel 1955 e Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Il primo libro edito dalla casa editrice milanese fu l'autobiografia dell'allora primo ministro indiano Nehru.

L'editore milanese entrò in possesso del romanzo di Pasternàk nel 1956 a Berlino e affidò la traduzione in italiano a Pietro Zveteremich. Il libro fu pubblicato il 23 novembre 1957 e tre anni dopo, nell'aprile del 1960 raggiunse le 150.000 copie vendute. Per il 50° compleanno della casa editrice ne è uscita in libreria una ristampa della prima edizione. Il dottor Zivago porterà Pasternàk al Premio Nobel nel 1958. In Italia il Partito Comunista, appoggiato dal governo dell'Unione Sovietica, conduce una forte campagna diffamatoria nei confronti del libro. Il partito decide poi di ritirare la tessera di Feltrinelli.

Il 14 luglio del 1958 conosce la tedesca Inge Schoenthal, sua futura moglie.

Nel 1964 si reca a Cuba ed incontra il leader della rivoluzione Fidel Castro, sostenitore dei principali movimenti di liberazione sudamericani e internazionali, con cui stabilirà una lunga amicizia. Nel 1967 Feltrinelli arriva in Bolivia ed incontra Régis Debray, che nel paese latino vive in clandestinità. L'editore è arrestato a seguito dell' intervento dei servizi segreti americani. Insieme a lui viene fermato anche il colonnello Roberto Quintanilla, che, anni dopo, presenziò all’amputazione delle mani del Che. Intanto Castro affida all'editore italiano l'opera di Che Guevara, "Diario in Bolivia", che diventerà uno dei principali best-seller della casa milanese. Feltrinelli entra in possesso anche della famosa foto del Che scattata da Alberto Korda il 5 marzo 1960, in occasione delle esequie delle vittime dell'esplosione della fregata La Coubre.

Il 12 dicembre 1969, ascoltata alla radio la notizia della strage di Piazza Fontana, Feltrinelli, che si trovava in una baita di montagna, decise di tornare a Milano. Apprese però che forze dell'ordine in borghese presidiavano l'esterno della casa editrice ed immaginando che potessero essere costruite prove contro di lui (nel successivo procedere della magistratura si trovarono effettivamente indizi in tal senso), Feltrinelli, che da tempo temeva un colpo di Stato delle destre e che aveva preso a finanziare i primi gruppuscoli di estrema sinistra e che tenterà di finanziare anche quello di Curcio e Franceschini - i fondatori delle Br (Il caso Feltrinelli), decise di passare alla clandestinità. In una lettera inviata allo staff della casa editrice, all'Istituto e alle librerie e in un'intervista rilasciata alla rivista Compagni spiegò la sua decisione, tirando per primo fuori l'idea che dietro le bombe - ve n'erano state più d'una in diversi punti d'Italia - non vi fosse, come tutti sospettavano, compreso il PCI dell'epoca, gli anarchici ma lo Stato, ed utilizzando per primo il termine "Strategia della tensione" (La notte della Repubblica) . La sua riflessione politica successiva lo portò a scelte estreme, fondando nel 1970 i GAP. I GAP (Gruppi d'Azione Partigiana) erano un gruppo brigatista che come gli altri riteneva che Togliatti avesse ingannato i partigiani, prima promettendo e lasciando sperare nella Rivoluzione, e poi all'ultimo il 22 giugno 1946 bloccando la rivoluzione comunista in Italia. Ma, a differenza di quelli successivi e della moda imperante, non prendeva le distanze dall'Urss in nome di "una rivoluzione più rivoluzionaria", ma anzi riteneva che nonostante tutto l'Urss fosse l'unica speranza per il successo della rivoluzione nel mondo (Il caso Feltrinelli) .

Giangiacomo Feltrinelli morì il 14 marzo 1972. Il suo corpo fu rinvenuto, dilaniato da un'esplosione mentre stava preparando un'azione di sabotaggio, ai piedi di un traliccio dell'alta tensione a Segrate, nelle vicinanze di Milano. Feltrinelli (nome di battaglia Osvaldo), era giunto a Segrate, con due compagni, C.F. e Gunter (pseudonimo), su un furgone attrezzato come un camper sul quale dormiva e si spostava quando era in Italia. Secondo una testimonianza di primissima mano , su quel furgone ci sarebbero dovuti essere trecento milioni che l'editore avrebbe poi donato personalmente al giornale Il manifesto una volta giunto a Roma, dove avrebbe dovuto dirigersi dopo l'attentato. Quei soldi non furono mai trovati.

Sulla sua morte le Brigate Rosse fecero una loro inchiesta, Inchieste delle BR, trovata nel loro covo di Robbiano di Mediglia, (MI). Personaggio chiave per capire la vicenda - perché vi partecipò, per sua stessa ammissione mentre veniva interrogato dalle Br, che registrarono su nastro, - è un certo Gunter, nome di battaglia di un membro dei Gap di Feltrinelli di cui però non si è mai saputo il vero nome. Il personaggio era un esperto di armi ed esplosivi (sembra che avesse preparato lui stesso la bomba che poi uccise Feltrinelli) e chiese di entrare nelle Brigate Rosse dopo la morte dell'editore. Secondo una recente pubblicazione, Gunter sarebbe scomparso nel 1985. Da quanto dichiarato dal capo storico delle Br Alberto Franceschini, il timer trovato sulla bomba che uccise Feltrinelli, era un orologio Lucerne. Soltanto in un altro attentato venne usato un orologio di quel tipo, cioè in quello all'ambasciata americana di Atene il 2 settembre '70 ad opera della giovane milanese Maria Elena Angeloni e di uno studente di nazionalità greco-cipriota. Quella bomba, come nel caso di Feltrinelli, funzionò male, tanto che a rimanere uccisi furono gli stessi attentatori. I due erano partiti da Milano, così come l'esplosivo. Quell'attentato, era stato organizzato da Corrado Simioni, deus ex machina del Superclan e membro della struttura Hyperion di Parigi. , a cui si sospetta facessero riferimento organizzazioni terroristiche come OLP, IRA, ETA e ovviamente, ma solo dopo una certa fase, le Br.

Secondo Alfredo Mantica, senatore di AN nella Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Feltrinelli collaborò direttamente alla progettazione dell'attentato contro il console boliviano ed ex capo della polizia dello stesso Paese, Roberto Quintanilla. Sempre secondo Mantica, Feltrinelli fornì anche l'arma utilizzata a Monica Hertl, esecutrice materiale dell'omicidio e giovane militante dell'ELN. L'attentato avvenne il mese successivo la morte di Feltrinelli, il 2 aprile 1972, ad Amburgo, in Germania. Nella rivendicazione, Quintanilla venne indicato come responsabile della cattura e dell'uccisione di Ernesto "Che" Guevara. Quintanilla, aveva avuto parte anche nell'arresto, in Bolivia, di Giangiacomo Feltrinelli quando, nel 1967, egli s'era recato nel Paese sudamericano per richiedere e sostenere la liberazione di Regis Debray; inoltre lo stesso console aveva partecipato, nel 1969 a La Paz, alla cattura, alla tortura e alla barbara uccisione di Inti Peredo, nuovo comandante dell'ELN. Questi, uno dei pochi superstiti della disfatta di Vallegrande del 1967, stava riorganizzando la guerriglia.

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Feltrinelli (famiglia)

La famiglia Feltrinelli è una famiglia imprenditoriale italiana. Originaria di Gargnano, paese dell’alto Lago di Garda, si arricchì con il commercio di legnami per le costruzioni. Trasferitisi a Milano, i Feltrinelli furono protagonisti dell’espansione edilizia del capoluogo lombardo e della costruzione della rete ferroviaria nazionale. Estesero i loro interessi nella finanza e fondarono un istituto di credito (Banca Feltrinelli). Nel secondo dopoguerra concentrarono i loro interessi nella casa editrice omonima, fondata da Giangiacomo Feltrinelli nel 1954.

Secondo Giannalisa Gianzana, moglie di Carlo Feltrinelli (classe 1881, omonimo del nipote), i Feltrinelli erano originari di Feltre (feltrinèi, nel dialetto locale) e discendenti di tal Guido da Feltre; in realtà, si tratta probabilmente solo di un’ ipotesi derivante dal loro cognome e dal fatto che si occupassero di legname, abbondante nel Bellunese. Si trattava di una famiglia agiata, anche se Giacomo Feltrinelli, iniziatore della loro fortuna, non potè dedicarsi agli studi, al contrario dei suoi dodici fratelli, avviati alle libere professioni.

Il primo deposito di legno della famiglia Feltrinelli fu costruito a Desenzano del Garda nel 1846; l’attività era quella di commercio di legno ricavato dalle foreste dell’alto Garda, della Val Vestino e del Trentino.

Giacomo Feltrinelli si trasferì a Milano, dove nel 1857 fu fondata la Ditta F.lli Feltrinelli Legnami, che nel giro di una decina di anni diventò protagonista della vita economica della città. L’ascesa economica dei Feltrinelli fu molto rapida e fu favorita dal forte sviluppo edilizio del capoluogo lombardo e dalla costruzione della rete ferroviaria italiana: specializzati nel legno d’abete, i Feltrinelli fronteggiarono una fortissima domanda di legname da costruzione (per impalcature, traversine ferroviarie…). Per soddisfare tale domanda furono acquisiti boschi e foreste in Carinzia ed in Transilvania, ed i Feltrinelli estesero le loro attività anche all’estero, con sedi e rappresentanze commerciali in molti paesi.

Nel 1889 Giacomo Feltrinelli, assieme al nipote Giovanni (1855-1896), fondò a Milano una banca privata, la banca Feltrinelli. Nel 1896 la banca intervenne con dei capitali in sostegno dell’azienda elettrica Edison, sventando l’entrata nella compagine azionaria di soci tedeschi: i Feltrinelli diventarono così tra i maggiori azionisti della Edison, entrando in rapporto con esponenti dell’alta borghesia milanese come i Pirelli ed i Falck. Dal 1907 la banca Feltrinelli partecipò alla progettazione ed alla realizzazione del Quartiere Industriale Nord Milano, cioè dell’ampia area industriale, con relative residenze per gli operai, situata tra la zona della Bicocca e Sesto San Giovanni. Nel paese natale di Gargnano i Feltrinelli stabilirono la loro residenza estiva (la Villa Feltrinelli sulle sponde del lago di Garda) ed avviarono un cotonificio. Quando Giacomo Feltrinelli morì, nel 1913, fu ricordato dai giornali come “l’uomo più ricco di Milano”. Senza figli, le attività di famiglia furono suddivise tra i pronipoti Carlo, Pietro (1885-1913), Giuseppe (1883-1918) ed Antonio (1887-1942).

Carlo Feltrinelli (1881-1935) fu personaggio di spicco nella finanza italiana tra gli anni ’20 e ’30; si occupò prevalentemente della Banca Feltrinelli (nel 1919 ribattezzata Banca Unione) e delle relative partecipazioni. Fu presidente e consigliere d’amministrazione di decine di società; tra gli altri incarichi, presidente della Edison (1930-1935) e del Credito Italiano (1928-1935), del quale la Banca Unione era il maggiore azionista; nel 1924, per la sua riconosciuta esperienza internazionale, fu nominato rappresentante italiano nel consiglio d’amministrazione della Reichsbank. Nel 1935 morì improvvisamente mentre si trovava negli uffici della Bastogi a Milano; secondo le ricostruzioni dell’epoca, Feltrinelli si sarebbe suicidato dopo un violento litigio con Alberto Beneduce, che gli aveva imposto di dimettersi dalla presidenza del Credito Italiano, entrato a far parte dell’IRI; se si sia trattato effettivamente di suicidio, resta controverso. Carlo Feltrinelli ebbe due figli, Antonella e Giangiacomo, che ereditarono gli immobili e la parte finanziaria (Banca Unione) del patrimonio di famiglia.

Dei fratelli di Carlo, Pietro e Giuseppe morirono ancora giovani; il fratello Antonio, che deteneva il pacchetto di maggioranza della Feltrinelli Legnami, visse per lo più sul lago di Garda, dedicandosi alla pittura. Sopravvisse di qualche anno al fratello Carlo, ed essendo senza figli, lasciò in eredità la Feltrinelli Legnami e la sua parte di patrimonio all’Accademia dei Lincei, che impiegò il “Fondo Antonio Feltrinelli” per istituire il Premio Feltrinelli, da assegnare a chi sia distinto nelle arti o nelle scienze, sul modello del Premio Nobel.

Giangiacomo Feltrinelli nacque nel 1925 e la sorella Antonella nel 1927: erano quindi ancora bambini quando il padre Carlo morì. Nel suo testamento Carlo Feltrinelli aveva nominato il figlio Giangiacomo erede dei tre quarti del suo patrimonio, e con il compimento della maggiore età, nel 1947, maturò il pieno diritto di disporre di tali beni. Nel 1949 fondò l’Istituto per la storia del Movimento Operaio, in cui raccolse cimeli ed opere letterarie di argomento socialista e comunista, e nel 1954 la Casa editrice Feltrinelli, che diventerà la Giangiacomo Feltrinelli Editore. La Banca Unione fu controllata dai Feltrinelli fino al 1968, quando fu rilevata da Michele Sindona; secondo alcune interpretazioni a spingere Sindona all’acquisto fu lo IOR, azionista di minoranza di Banca Unione e “imbarazzato” dalla coabitazione con un socio comunista. Nel 1969, quando Giangiacomo Feltrinelli entrò in clandestinità, la sua terza moglie Inge Schoental ne prese il posto alla guida della casa editrice. Il figlio di Giangiacomo, Carlo Feltrinelli, ha ereditato la proprietà della casa editrice; nel 1999 ha scritto una biografia del padre intitolata Senior Service (la marca di sigarette preferita da Giangiacomo Feltrinelli), che contiene anche accenni sulla storia della famiglia Feltrinelli.

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Gialli Feltrinelli K 350

Gialli Feltrinelli K 350 è una collana di romanzi della Feltrinelli incentrati su tematiche thriller. I 10 numeri della collana sono usciti tra il 1966 e il 1967.

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Premio Feltrinelli

Il premio Feltrinelli è uno dei più prestigiosi premi italiani.

Il premio fu istituito dall'imprenditore e artista Antonio Feltrinelli che lasciò alla sua morte, avvenuta nel 1942, un fondo destinato a "premiare il lavoro, lo studio, l'intelligenza".

Venne in questo modo costituita una fondazione che aveva lo scopo di conferire a coloro che, in Italia e nel mondo, avessero saputo illustrare le scienze e le arti.

Vennero distinti cinque ambiti disciplinari, Scienze morali e Scienze storiche, Scienze fisiche, matematiche e naturali, Lettere, Arti, Medicina, che avrebbero avuto, a rotazione annuale, il premio di riconoscimento, inoltre, ogni cinque anni, sarebbe stato possibile conferire un premio speciale per una impresa di valore morale e umanitario eccezionale.

La fondazione Feltrinelli viene retta da un Consiglio di amministrazione presieduto dal presidente dell'Accademia dei Lincei presso cui la fondazione si è stabilita.

Antonio Feltrinelli aveva eletto ad erede universale l'Accademia d'Italia perché costituisse un fondo perenne il cui reddito venisse destinato al conferimento dei premi, ma 1944 venne ricostituita l'Accademia dei Lincei e ad essa furono lasciati tutti i beni dell'Accademia d'Italia che da quel momento ebbe l'autorevole compito di tutelare il premio.

Il regolamento è molto rigido a garanzia di serietà e onestà. Tutti i soci, che sono esclusi dall'attribuzione dei premi, contribuiscono a formulare il giudizio con apposite commissioni e assemblee. Si può concorrere solamente per segnalazione dei membri e i premi vengono attribuiti ad personam tenendo conto dell'intero curriculum degli studiosi. La giuria è formata dai membri dell'Accademia e da esperti esterni, e i nomi dei candidati vengono proposti dai soci nazionali dell'Accademia e dai presidenti delle maggiori accademie italiane per poi essere affidati a varie commissioni che redigono una relazione che viene sottoposta in assemblea plenaria, a "Classi riunite".

I primi premi letterari furono assegnati nel 1952 e tra i vincitori risultano grandi nomi della cultura umanistica italiana e internazionale.

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Ragnar Frisch

Ragnar Anton Kittil Frisch (Oslo, 3 marzo 1895 – Oslo, 31 gennaio 1974) è stato un economista norvegese, vincitore, insieme a Jan Tinbergen, del primo premio Nobel per l'economia nel 1969, «per aver sviluppato e applicato modelli dinamici per l'analisi dei processi economici».

È stato inoltre insignito del Premio Feltrinelli, assegnato dall'Accademia Nazionale dei Lincei, nel 1961.

Suo padre, Anton Frisch, era orafo e argentiere, e desiderava che il figlio seguisse le sue orme. Anche per questo Frisch intraprese un periodo di apprendistato presso le officine David Andersen, terminato nel 1920. Sotto la spinta di sua madre, Ragna Fredrikke Kittilsen, Frisch capì che il lavoro prospettatogli sin dalla nascita non lo avrebbe soddisfatto, cosicché, insieme a lei, consultò l'elenco dei corsi di laura dell'Università di Oslo, decidendo per gli studi economici in quanto considerati facili e brevi.

Si laureò nel 1919, per poi intraprendere viaggi di studi all'estero in alcuni paesi europei. Nel 1926 ottenne il PhD, in seguito a studi incentrati sull'applicazione della matematica e della statistica all'economia. Divenne professore assistente nel 1925, professore associato nel 1928 e professore ordinario nel 1931. Lo studio dell'applicazione di modelli matematici dinamici all'economia divenne il suo principale campo di studio, al punto che proprio per gli studi in questo campo ottenne il Nobel.

Nel 1961 gli fu assegnato il Premio Feltrinelli nella categoria Scienze politiche ed economiche. Nel 1969, invece, ottenne il primo Premio Nobel per l'economia della storia, insieme a Jan Tinbergen, che non poté ritirare fisicamente, poiché malato. La sua Nobel lecture si intitolò From Utopian Theory to Practical Applications: The Case of Econometrics (Dalla teoria utopistica alle applicazioni pratiche: il caso dell'econometria).

Frisch è stato sposato due volte. Dal suo primo matrimonio con Marie Smedal, celebrato nel 1920, nacque la sua unica figlia, Ragna. Dopo la morte di Marie, avvenuta nel 1952, contrasse di nuovo matrimonio con Astrid Johannessen (1953).

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Source : Wikipedia