Felipe Massa

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Tags : felipe massa, piloti, formula 1, motori, sport

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Felipe Massa

Felipe Massa 2008 Algarve.jpg

Felipe Massa (San Paolo, 25 aprile 1981) è un pilota automobilistico brasiliano. Come suggerisce il cognome, è di origine italiana, essendo il nonno emigrato da Cerignola, in Puglia.

Massa iniziò a correre con i kart all'età di 9 anni, continuando fino al suo esordio nel 1998 nel campionato brasiliano di Formula Chevrolet dove arrivò quinto per poi vincerlo la stagione successiva. Nel 2000 si trasferì in Europa per gareggiare nella Formula Renault italiana ed europea, vincendo entrambi i campionati. Invece di proseguire con la Formula 3 preferì gareggiare nel campionato Formula 3000 Euro-Series dominando il campionato con 6 vittorie in 8 gare.

Con questo curriculum già nel 2001 gli era stato offerto un test con la squadra Sauber di Formula 1, test andato così bene da aprirgli le porte della massima formula nella stagione 2002 proprio con la Sauber. Pur se la velocità era evidente, Massa nella prima stagione mostrò inesperienza e il suo miglior risultato fu un 5° posto al Gran Premio di Spagna.

L'anno successivo fu quindi speso come collaudatore della Ferrari (con cui la Sauber aveva rapporti di collaborazione tecnica) per poi ritornare alla squadra svizzera nel 2004 a fianco di Giancarlo Fisichella, cogliendo come miglior risultato un 4° posto al Gran Premio del Belgio. Confermato per il 2005, Massa bissò il miglior risultato della carriera con un 4° posto al Gran Premio del Canada in una annata avara di risultati per la Sauber che si appresta a trasformarsi nella squadra BMW.

Dato il suo passato di collaudatore Massa venne scelto come pilota Ferrari per la stagione 2006 per sostituire il connazionale Rubens Barrichello. Con la Ferrari colse il primo podio con un 3° posto al Nürburgring. Successivamente conquistò il secondo posto al Gran Premio degli Stati Uniti ed ancora il terzo nel Gran Premio di Francia, per poi arrivare alla prima vittoria della carriera, accompagnata dalla prima pole position, al Gran Premio di Turchia. Vinse l'ultima gara della stagione 2006 a Interlagos in Brasile dopo aver ottenuto la pole position e aver condotto solitario la gara. L'ultimo brasiliano ad essere riuscito a fare lo stesso in patria fu Ayrton Senna.

Il 2007 vide il brasiliano affiancato dal finlandese Kimi Räikkönen alla guida della Ferrari. Dopo aver avuto problemi al cambio nella gara inaugurale in Australia, che lo videro concludere al sesto posto riuscì a conquistare la pole position in Malesia, ma a causa di un errore concluse quinto. Dopo le prime due gare riuscì poi a portare la scuderia al successo nei Gran Premi di Bahrain, Spagna e a concludere i successivi quattro (ad eccezione del Canada) sul podio. Nella seconda parte di stagione, però, i suoi risultati non furono ai livelli del primo, a parte un successo in Turchia, causa alcuni problemi con la vettura ed alcuni errori. Prima dell'ultimo gran premio della stagione è stato annunciato il suo rinnovo con la Scuderia Ferrari sino al 2010. Il pilota ha ricevuto la cittadinanza onoraria della città di Cerignola. A fine anno, il 1 dicembre 2007, nella chiesa di Nossa Senhora do Brasil in San Paolo, è convolato a nozze con Raffaella Bassi, storica fidanzata sin dai tempi della Formula 3000.

Il 2008 per il pilota brasiliano non inizia benissimo con due ritiri nelle prime gare in Australia e Malesia. Ma in Bahrain Massa conquista il secondo posto in griglia alle spalle di Kubica, sorpassa il polacco al via e centra la prima vittoria della stagione. Nella gara successiva in Spagna arriva secondo alle spalle del campione in carica Kimi Raikkonen e due settimane dopo, in Turchia, realizza nuovamente la Pole Position e ottiene la seconda vittoria del 2008, portandosi a 7 punti dalla vetta del Mondiale che vede sempre Kimi Raikkonen in testa, con 35 punti. Al Gran Premio di Monaco conquista la sua terza pole position del 2008, la prima della carriera sul tracciato monegasco. Ma alla fine come nel 2007 arriva 3° dietro Hamilton e Kubica.

Al GP di Montreal, gara condizionata da numerosi ritiri tra cui quelli di Hamilton e Raikkonen, Massa è vittima di un problema tecnico durante il primo pit-stop che lo costringe a ripetere la sosta, perdendo posizioni. Tuttavia il brasiliano riesce a mettere a segno una faticosa rimonta ottenendo la quinta posizione, e raggiungendo la seconda posizione nella classifica mondiale piloti, dietro il polacco Robert Kubica.

Nel GP di Francia, Massa parte secondo dietro Raikkonen, ma a metà gara il finlandese rompe uno scarico, perdendo velocità finendo per essere superato dal compagno di squadra, che centra il terzo successo stagionale, e la vetta della classifica.

Al successivo appuntamento sul tracciato di Silverstone, si vede un gran premio tutt' altro che noioso. Pioggia e schiarite si alternano creando uno scenario incredibile. Comunque il brasiliano, purtroppo incappa in 5 o 6 testacoda, per le condizioni di bagnato in pista e mestamente, arriva solo 13°, l'ultima posizione dei piloti non ritirati. Riesce comunque a mantenere il primato in classifica, anche se in coabitazione con Kimi Raikkonen e Lewis Hamilton.

Nel successivo Gran Premio di Germania, Massa arriva terzo, e perde la leadership del Mondiale, ad appannaggio di Hamilton, che vince la gara con la sua McLaren. Due settimane dopo in Ungheria, dopo aver dominato tutta la gara, la monoposto di Felipe si ferma per un problema al motore a tre giri dalla fine, dopo aver fatto una partenza stupenda superando alla prima curva le McLaren di Hamilton e Kovalainen. Scende quindi dal 2° al 3° posto nel mondiale ma riesce subito a rialzare la china dopo un weekend strepitoso sul circuito urbano di Valencia, in occasione del Gran Premio d'Europa, dove ottiene Pole, Vittoria e Giro veloce, compiendo così un Hat Trick, e riprendendosi con gli interessi non solo quello che era successo tre settimane prima in Ungheria, ma anche la seconda posizione in campionato a sole sei lunghezze da Hamilton.

Trionfo del tutto inaspettato in Belgio sul Circuito di Spa-Francorchamps. La gara viene dominata dal suo compagno di squadra, Kimi Raikkonen, fino a 4 giri dal termine quando inizia a piovere e tutto il suo vantaggio nei confronti del pupillo di Ron Dennis svanisce. Ne scaturirà un serrato testa a testa fino a che il finlandese urterà un muretto, terminando la sua gara. Tagliano il traguardo, nell'ordine, Lewis Hamilton, il brasiliano e Nick Heidfeld. A premiazione eseguita, la FIA si riunisce per valutare la condotta di gara del britannico delle frecce d'argento e di Timo Glock. La sentenza toglierà la vittoria ad Hamilton (penalizzato di 25 secondi rispetto all'arrivo effettivo) e l'ottavo posto al pilota della Toyota. Questo significa che Felipe Massa può festeggiare la sua prima vittoria sul circuito delle Ardenne e vedere sensibilmente ridotto il suo svantaggio in classifica rispetto agli altri contendenti al titolo iridato.

Nel nuovo circuito cittadino di Singapore, Massa ottiene una importantissima pole distanziando in griglia Hamilton più di 6/10. Anche durante la gara il pilota brasiliano impone un ritmo elevatissimo tenendo dietro il pilota inglese e Kimi Raikkonen. Al 15° giro però avviene l'inaspettato: Nelson Angelo Piquet, che navigava nelle parti basse della classifica, va a muro costringendo la Safety Car a intervenire. Durante questi minuti diverse scuderie decidono di effettuare il Pit Stop in modo da ottenere un possibile vantaggio.

Purtroppo un meccanico Ferrari sbaglierà ad azionare il semaforo del Pit causando una partenza anticipata di Massa che si porterà dietro tutta la pompa della benzina e rischierà nella foga di andare a sbattere su una Force India. Da lì in poi la gara è tutta in salita e Felipe, che rientra in pista ultimo, commette tanti altri errori causati dal nervosismo. Gli verrà comminato anche un Drive Through per via della manovra sulla monoposto Indiana. Alla fine Massa arriverà solo 13°. La vittoria arride invece a Fernando Alonso seguito da Nico Rosberg e Hamilton. Ora il paulista insegue con 77 Punti contro gli 84 di Hamilton McLaren a tre gare dal termine del campionato.

Nel Gran premio del Giappone le qualifiche si rivelano amare per Massa, solo quinto, mentre il rivale Hamilton è in pole. Al via però il compagno Raikkonen riesce a passare proprio Hamilton, lasciandogli però l'occasione di recuperare la testa. I due nella foga vanno lunghi lungo la prima e la seconda curva, perdendo così posizioni. Hamilton si ritrova proprio dietro Massa e riesce a passarlo poco dopo, ma il brasiliano non demorde e finisce per urtare il pilota della McLaren nel passaggio in una chicane, costringendolo ad accodarsi al gruppo dei piloti prima di tornare in pista. Giudicata la manovra troppo pericolosa, i commissari avrebbero in seguito sanzionato Massa con un Drive Through, sorte toccata però anche ad Hamilton per via del duello alla partenza con Raikkonen nel quale avrebbe forzato il finlandese ad andare lungo. La vittoria sarebbe così arrisa nuovamente ad Alonso, mentre Massa si sarebbe dovuto accontentare di un 8° posto - divenuto poi 7° in seguito alla penalizzazione di Sebastien Bourdais, a causa di un sorpasso pericoloso in uscita dai box proprio ai danni di Massa che, urtato, dovette far fronte ad un testacoda.

Avendo perso 2 punti nel Gran Premio di Cina, Massa si presenta al Gp del Brasile con 7 punti di ritardo da Hamilton: il titolo è possibile vincendo con Hamilton sesto o peggio, oppure arrivando secondo con l'inglese ottavo o peggio (Massa ha dei migliori piazzamenti, quindi è avvantaggiato in caso di parità). Dopo aver dominato un Gran Premio rocambolesco la conquista dell'iride sembra fatta. Hamilton, sesto, appena superato da Vettel, sorpassa però all' ultima curva del tracciato brasiliano Glock, il quale è nelle prime posizioni non avendo effettuato il pit-stop cambio gomme nonostante fosse prevista pioggia per le ultime tornate. Il pilota Toyota infatti ha sì risparmiato il tempo necessario per il pit, ma si trova con gomme da asciutto in situazione di pista bagnata.

Per Hamilton, dotato a sua volta di gomme da bagnato, è fin troppo facile quindi sopravanzare Glock, fortemente rallentato dalle condizioni climatiche, e piazzarsi quinto nelle ultime curve di un Gp che passerà alla storia come uno dei più beffardi di sempre. Hamilton supera infatti Massa nella classifica mondiale di un solo punto e si laurea campione (il più giovane della storia della Formula 1 a 23 anni, 9 mesi e 26 giorni).

N.B. Le gare in grassetto indicano una pole position mentre quelle in corsivo indicano il giro più veloce in gara.

Per la parte superiore



Formula 1 stagione 2006

Fernando Alonso guida la sua Renault R26 in una sessione di test tenuta nel febbraio 2006 sul Circuito di Valencia, possibile futuro circuito per il Gran Premio di Spagna a rotazione con quello di Catalogna.

La stagione 2006 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 57° ad assegnare il Campionato Piloti e la 48° ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 12 marzo e terminata il 22 ottobre, dopo 18 gare, una in meno rispetto alla stagione precedente. Per il secondo anno i due titoli sono andati rispettivamente a Fernando Alonso e alla Renault.

Per Spagna e Francia si tratta della prima conquista di due titoli consecutivi in questa categoria: prima dell'avvento del pilota asturiano, infatti, nessuno spagnolo si era aggiudicato il titolo piloti, nonostante una grandissima tradizione (i primi spagnoli a gareggiare in F1 furono, nei primi anni '50, Juan Jover e Paco Godia). Prima dell'avvento della Renault di Flavio Briatore le scuderie transalpine non si aggiudicavano il titolo a loro riservato da ben 36 anni, sin dai tempi della Matra nel 1969.

Il calendario inizialmente prevedeva le stesse 19 gare come nel 2005, con il Gran Premio del Belgio da disputarsi per il 17 settembre. La FIA l’8 febbraio annunciò che la Royal Automobile Club Belgique (RACB) era stata costretta a cancellare la gara per lavori di rifacimento sul tracciato di Spa-Francorchamps. Il sindaco di Rio de Janeiro in Brasile, ha dapprima offerto il suo circuito cittadino come possibile sostituzione, ma la FIA rispose che il Gran Premio del Belgio non poteva essere rimpiazzato. La gara ha continuato a ricevere un grande supporto da piloti e dal presidente della FIA Max Mosley e il Gran Premio ha fatto il suo rientro in calendario nel 2007.

Il 2006 è stata anche l’ultima stagione ad avere due fornitori degli pneumatici: la giapponese Bridgestone e la francese Michelin. Nel Dicembre 2005, la FIA annunciò l’entrata in scena a partire dalla stagione 2007 del fornitore unico degli pneumatici. Cinque giorni dopo, la Michelin annunciò l’abbandono della Formula 1 alla fine della stagione 2006, poiché non voleva essere l’unica fornitrice.

Alla fine del 2005, quattro scuderie chiudono i battenti: la Minardi, la Sauber, la BAR e la Jordan. La prima venne acquisita dalla Red Bull Racing diventando un team di giovani talenti. Nonostante una mobilitazione dei vecchi fans, il team prese il nome Scuderia Toro Rosso – Toro Rosso è la traduzione letterale in italiano di Red Bull – mentre la Sauber venne acquisita dalla BMW attraverso la suddivisione della compagine tedesca con la squadra della Williams. Le azioni della BAR sono state acquistate dalla Honda, già fornitrice di motori nel corso degli anni, e cambia il proprio nome all’inizio della stagione in Honda Racing F1 Team.

La BMW, che ha acquistato l’80% delle azioni lasciando a Peter Sauber il 20%, ha optato per far rimanere almeno il nome della Sauber rinominando la squadra BMW Sauber. La Jordan invece venne acquisita dal gruppo della Midland e nel 2004 cambiò il nome in MF1 Racing per un 2005 che fu anno di transizione.

Il 2006 vede anche l’ingresso di un nuovo team giapponese, la Super Aguri F1, fondata da un ex-pilota di F1, Aguri Suzuki, entrata soltanto all’ultimo momento. La Super Aguri notificò alla FIA il 1 novembre 2005 (prima del termine ultimo da regolamento fissato dall’organismo sportivo per il 15 novembre) la sua intenzione di iscriversi, ma la lista ufficiale degli iscritti della FIA stabilì di non approvare l’entrata della nuova squadra . Naturalmente, il team ricevette il consenso per competere da parte delle altre squadre e pagò i 48 milioni di dollari richiesti. La partecipazione della squadra venne confermata dalla FIA il 26 gennaio 2006.

Tra le stagioni 2005 e 2006 la proprietà della Formula 1 ha significativi cambiamenti. Prima del Novembre 2005 la SLEC Holdings, detentrice della Formula One Group viene venduta da Ecclestone a un gruppo d’affari, con la mediazione della Speed Investments, composto tra gli altri dalla Bayerische Landesbank, il JP Morgan Chase e la Lehman Brothers. Il 25 novembre, la CVC Capital Partners annuncia il controllo acquisito sulle azioni detenute da Ecclestone (il 25% della SLEC) e porta al 48% il possesso delle azioni della Bayerische Landesbank, prese tramite la Speed Investments. Il 30 marzo, la CVC acquista le rimanenti azioni e più avanti la Commissione Europea di Controllo annuncia la sua approvazione per questa operazione finanziaria, a condizione ulteriore che la CVC prenda il controllo della spagnola Dorna Sports, promotrice della MotoGP. Già due giorni prima, il 28 marzo, la CVC annuncia con un comunicato stampa il completamento della transazione, diventando di fatto il gestore dei diritti finanziari e commerciali della Formula 1. . Ecclestone reinvestirà il capitale rimasto dentro una sua nuova compagnia, la Alpha Prema. Di fatto passerà come socio di minoranza, ma continuerà ancora ad occuparsi dell’aspetto organizzativo della massima serie, oltre naturalmente a rimanere il proprietario della Formula One Management, il gestore e diffusore dei diritti televisivi.

Un’altra vittoria di Ecclestone riguarda la controversia con l’associazione di squadre interne alla stessa F1, la Grand Prix Manufacturers Association e la sua minaccia, avvenuta nei primi mesi del 2005, di creare un campionato alternativo alla serie (la Grand Prix World Championship). Il 27 marzo 2006 le cinque squadre accettano le modifiche per la stagione 2008, riducendo fortemente le pretese per la disputa del nuovo campionato di “opposizione”. Il 14 maggio, i membri della GPMA confermano la sottoscrizione di un “Memorandum of Understanding” (Memorandum di Intesa), il primo passo per la firma del nuovo Patto della Concordia scadente alla fine del 2007. Cinque giorni dopo, la Alpha Prema di Bernie Ecclestone e la CVC Capital Partners siglano il Memorandum con la Grand Prix Manufacturers Association dove si stabilisce che i cinque team "ribelli" continueranno a partecipare in Formula 1 almeno fino al termine della stagione 2012.

Nel calendario ufficiale della Formula 1 del 2006 il Gran Premio d’Australia viene spostato di qualche settimana a causa della coincidenza con un altro grande evento sportivo, i Giochi del Commonwealth. Per la prima volta, il Bahrein ospita il primo Gran Premio, il Brasile l’ultimo, Giappone e Cina si scambiano le loro date originali.

La Renault e Fernando Alonso consolidano ancora i precedenti titoli vinti del campionato costruttori e piloti. Il campione del mondo spagnolo conquista sei gare (incluse quattro vittorie consecutive) nella gara inaugurale in Bahrein, e quindi in Australia, Spagna, Monaco, Gran Bretagna e Canada. Il compagno di squadra, Giancarlo Fisichella vince la terza gara della sua carriera in Malesia. Si fa notare Nico Rosberg – figlio del Campione del Mondo 1982 Keke Rosberg e vincitore del primo campionato di GP2 nel 2005 – che nel Gran Premio del Bahrein diventa il pilota più giovane (20 anni, 258 giorni) a far segnare il giro più veloce, oltretutto nella gara di esordio.

Dopo la disastrosa stagione 2005 e il lento avvio in quella 2006 Michael Schumacher vince due gare consecutive a Imola e al Nürburgring. Durante il giro finale della sessione di qualifiche al Gran Premio di Montecarlo, la Ferrari di Schumacher si fermò nel punto di curva a 180° detta La Rascasse, con conseguente esposizione della bandiera gialla, significante che gli altri piloti non potevano girare alla massima velocità. Dopo la fine delle qualifiche ci furono reclami immediati delle altre squadre sostenendo che tale fermata era stata decisa deliberatamente dallo stesso Schumacher per avere la sicurezza di partire in gara dalla pole position. L’ultimo giro veloce di Alonso era probabilmente più rapido e in grado di battere il tempo più veloce di Schumacher già al secondo settore, quando aveva registrato un distacco di oltre due decimi più veloce. Il suo tempo finale fu più lento soltanto di 0.024 millesimi di secondo rispetto al pilota tedesco. Nonostante le insistenze di Schumacher nel dichiarare un semplice blocco meccanico nell’angolo della curva, l’inchiesta ufficiale dei commissari stabiliva: "Siamo stati lasciati senza alternative ma possiamo concludere che il pilota ha deliberatamente fermato la macchina lungo il circuito." La penalità arrivò istantanea, i tempi di qualifica ottenuti da Schumacher furono cancellati e la sua partenza fu dalla 22° e ultima posizione in griglia. Ha infine optato di partire dalla pit lane e terminò la gara in 5° posizione.

Nel Gran Premio di Gran Bretagna, Alonso diventa il primo pilota spagnolo e quello più giovane (24 anni, 10 mesi, 13 giorni) a conquistare l’Hat Trick, perdendo per un solo giro il Grand Chelem. Schumacher vince il Gran Premio degli Stati Uniti (la sua quarta vittoria consecutiva a Indianapolis e la quinta in carriera) e il Gran Premio di Francia. Ha vinto inoltre quello di Germania a Hockenheim, con Alonso terminato in quinta posizione.

Jenson Button dopo sei anni di carriera e 113 gare disputate conquista la prima vittoria in Formula 1 nel Gran Premio di Ungheria. Alonso ha problemi meccanici che lo costringono al ritiro quando era in testa alla gara, mentre Michael Schumacher si ritira anch’esso dopo una collisione con Nick Heidfeld, e alla fine viene classificato in 8° posizione (dapprima era classificato alla 9° susseguente al ritiro avvenuto a tre giri dal termine e dunque avendo percorso oltre il 90% della distanza totale di gara) a causa della squalifica di Robert Kubica, alla sua prima corsa. Il pilota polacco era terminato in 7° posizione con la BMW Sauber.

Felipe Massa vince il Gran Premio successivo, quello della Turchia, così per la seconda gara consecutiva, la F1 vede due piloti alla loro prima vittoria. Fernando Alonso estende il suo vantaggio su Michael Schumacher di due punti dopo essere arrivato dietro al pilota tedesco, classificato in seconda posizione, solo per un decimo di secondo.

Il distacco di Schumacher sul leader Alonso si riduce soltanto a due punti dopo la vittoria ottenuta nel Gran Premio d’Italia, quando Alonso è costretto ancora al ritiro per rottura del motore negli ultimi istanti della gara. Malgrado un quarto posto per il compagno di squadra di Alonso, Giancarlo Fisichella, e lo scoppio di uno pneumatico che causerà a Massa la mancata conquista di punti validi, la gara vede sopravanzare la Ferrari sulla Renault in classifica costruttori per la prima volta nel 2006. Il pilota polacco Robert Kubica porta la BMW Sauber al suo primo podio e soltanto alla terza corsa disputata in carriera, ma i risultati della gara sono stati largamente oscurati dall’annuncio fatto da Schumacher durante la conferenza stampa ufficiale del dopo gara, del suo ritiro al termine della stagione. In seguito ha dichiarato che avrebbe intenzione di occupare una posizione strategica nella squadra Ferrari per il 2007, non specificando quale. Più avanti sarà nominato consulente di Jean Todt.

Tre settimane più tardi, con la vittoria in Cina, davanti ad Alonso, Schumacher arriva a pari punti con lo spagnolo in testa al campionato e, secondo regolamento, il pilota tedesco passa in testa per le 7 gare vinte contro le 6 di Alonso. Massa non termina la gara, e la Renault passa di nuovo in testa alla classifica dei costruttori grazie al terzo posto di Fisichella.

La settimana seguente, nel Gran Premio del Giappone, Felipe Massa guadagna la pole position dietro a Michael Schumacher in seconda and Fernando Alonso in quinta. Schumacher si porta facilmente in testa e distanzia almeno di cinque secondi gli avversari, e continua anche dopo la seconda tornata dei pit stop. Il motore di Schumacher si rompe a 17 giri dal termine, costringendolo al ritiro e lasciando ad Alonso la vittoria dietro Massa.

Nella gara finale, il Gran Premio del Brasile, ancora Massa parte dalla pole position. Un dramma sportivo durante la fase di qualifiche tocca a Michael Schumacher, causato da una rottura misteriosa, che lo obbliga a non correre la terza sessione decisiva e a partire dalla decima posizione, mentre Alonso – al quale basta un piazzamento a punti – parte dalla quinta. Durante la gara, Schumacher è inoltre perseguitato dalla cattiva sorte, soffrendo di una foratura dopo pochi giri avuta attraverso un contatto estermporaneo con Fisichella. Dopo un’estenuante rimonta finisce in quarta posizione, mentre il compagno di squadra Massa diventa il primo brasiliano a vincere il Gran Premio casalingo dai tempi di Ayrton Senna, che lo vinse nel 1993. Con la seconda posizione, Alonso si assicura la vittoria del suo secondo campionato e diventa il pilota più giovane a vincere due titoli mondiali consecutivi, incrementando la sua personale lista dei record. La sesta posizione di Fisichella su Renault, assicura alla marca francese il secondo titolo costruttori. Kimi Räikkönen termina in quinta posizione sulla McLaren: la casa britannica non riesce a vincere nessun Gran Premio durante una stagione e tale evento non accadeva da dieci anni (e precisamente dal 1996). Per la prima volta dopo 50 anni (dal 1956) tutte le scuderie britanniche falliscono la vittoria in almeno una gara.

Cambiamenti significativi al Regolamento di Formula 1 sono stati introdotti per il 2006. Nel tentativo di porre un freno ai livelli del motore aumentati in anni recenti, la potenza massima di spinta del motore è stata ridotta da 3.0 a 2.4 litri e i numeri dei cilindri da 10 a 8. Con simili velocità del motore, il cambiamento pone l’aspettativa di tagliare il picco di potenza attorno ai 200 cavalli, che identificherebbe la perdita dai tre ai cinque secondi di media su molti circuiti. (La Scuderia Toro Rosso continuò ad usare un motore a 10 cilindri e a 3 litri con un limitatore di giro per evitare maggiori spese ingegneristiche alle vetture nel breve periodo). La prova iniziale ha indicato che i nuovi motori erano almeno di sei secondi più lenti rispetto alla controparte V10, ma durante la prima parte della stagione è diventato evidente che, malgrado la diminuzione dell’alimentazione, i tempi sul giro non erano molto lontani da quelli registrati nel 2005; su alcuni circuiti, i giri veloci fatti registrare quest’anno erano realmente più veloci di quelli segnati l’anno scorso, con i motori V10.

Alcuni fornitori di motore hanno indicato che presto i loro piccoli V8 potrebbero raggiungere oltre i 19.000 giri al minuto, che era normale amministrazione per i V10. La Cosworth, famoso costruttore di motori con sede a Northampton, ha avuto un record invidiabile di successi con i motori V8. Ha sostenuto inoltre di avere scritto la storia trasformandosi nella prima casa manufatturiera ad avere battuto il record di 20.000 giri al minuto nel dicembre 2005.

A lungo termine, la FIA intende introdurre grandi restrizioni sui test e l’elettronica standard, gomme e freni per ridurre i costi e consentire di nuovo l’entrata in gioco di nuovi team privati nella Formula. Una nuova regola per il 2008 proposta è stata quella di innalzare a 22 il numero di squadre entranti, ma siccome per quella stagione gareggeranno soltanto 12 scuderie, 10 di questi pretendenti dovranno giocoforza rimanere fuori.

La regola del cambio degli pneumatici ritorna nella Formula 1 per il 2006. Ogni pilota ha un set limitato di 14 set di gomme per l’intero weekend di gara. Questo consiste di sette set di pneumatici da asciutto, quattro set di pneumatici intermedi e tre set di pneumatici da pioggia. Il pensiero comune a molti osservatori è quello che riducendo la potenza del motore si sfalsi tutto il guadagno nelle prestazioni.

Per la stagione 2006 è stato introdotto un nuovo sistema di qualifiche consistente in tre sessioni di lunghezza variabile. In una prima sessione di 15 minuti, le sei vetture più lente vengono eliminate subito e posizionate sulla griglia di partenza nelle posizioni 17–22. Dopo cinque minuti di pausa, un'altra sessione di 15 minuti si svolge tra le vetture rimaste, e ancora le sei più lente vengono eliminate e posizionate in griglia come 11–16. Queste 12 vetture eliminate vengono piazzate nel parco chiuso, ma possono vedere la quantità del carburante rimasto e decidere di fare rifornimento del carburante utilizzato nelle qualifiche.

Durante l’ultima pausa di cinque minuti, le restanti 10 vetture sono obbligate a dichiarare alla FIA la quantità del carburante rimasta. Una sessione finale di 15 minuti decide le prime dieci posizioni in griglia. Alle scuderie è permesso fare diversi giri nel tempo loro concesso, per far scendere di livello il combustibile e migliorare i loro tempi mentre il peso della vettura scende. Nelle intenzioni rappresenta un miglioramento dello spettacolo per l’audience televisiva perché i team devono studiare diverse strategie per far andare a pieni giri la vettura facendo scendere il più possibile il livello del serbatoio. Al termine della terza sessione, le 10 vetture vengono piazzate nel parco chiuso e chiamate dai commissari per le consuete operazioni di peso e in più per essere rifornite della quantità di carburante utilizzato nell’ultima sessione. La durata della terza sessione in principio era di 20 minuti: a partire dal Gran Premio di Francia la durata venne ridotta a 15 minuti rendendo le durate delle tre sessioni alla medesima lunghezza e premiando inoltre l’abilità del pilota facendolo completare un giro valido una volta oltrepassata la bandiera a scacchi, sia nella terza sia naturalmente nelle prime due tranche di qualifiche.

Una scappatoia è stata rilevata dalla FIA, in quanto le squadre potrebbero dichiarare inizialmente un grande carico di benzina ma compiere poi uno o diversi giri a velocità lenta usando una grande quantità di carburante tale da alleggerire il peso della vettura e permettergli di percorrere un solo giro secco facendo magari segnare il tempo più veloce. La FIA decise di contare soltanto i tempi che rientrino entro il 110% del miglior tempo realizzato in qualifica – nel caso di giri iniziati dalla pitlane che prevedono un rientro immediato alla stessa è consentito non più del 120% del tempo migliore – per permettere il rifornimento alle squadre con la stessa quantità di carburante utilizzata in quei giri.

Solo una sessione di prove libere si tiene al sabato, per un'ora, e si conclude non prima di due ore dallo svolgimento delle qualifiche ufficiali – solitamente si svolge tra le 11.00 e le 12.00 – rimpiazzando il vecchio sistema di due sessioni separate di 45 minuti ciascuno. Il Venerdì rimane invariato, con due sessioni di un'ora ciascuno, iniziati a tre ore di distanza l’uno dall’altro, la prima alle 11.00 e la seconda alle 14.00. I piloti titolari sono sempre obbligati a partecipare ad almeno una delle sessioni libere, pena l’esclusione dalle prove ufficiali del sabato. I cinque team con il piazzamento peggiore nella classifica hanno la facoltà di far entrare in pista un terzo pilota, come negli anni precedenti.

Il sistema del “Tuned Mass Damper” è stato usato da molte squadre, in particolar modo dalla Renault, durante l’ultima parte della stagione 2005 e in quella del 2006. Tali dispositivi, composti da un peso oscillante tra i 9 e i 15 kg, sono fissati a una molla e posizionati all’interno del musetto, e risultano particolarmente efficaci sulle curve e in tutte quelle situazioni necessarie a preservare un consumo eccessivo degli pneumatici a stretto contatto con il tipo di asfalto, che in sua assenza naturalmente si degraderebbero assai velocemente. Dopo il Gran Premio di Francia del 2006 la FIA annunciò che il sistema sarebbe stato dichiarato fuorilegge. Questa decisione ha avuto un effetto particolarmente significativo sulla Renault, poiché la squadra aveva costruito efficacemente le sue vetture sfruttando al meglio tali dispositivi da lungo tempo e, dal Gran Premio del Brasile del 2005, con la configurazione mantenuta per la prima parte della stagione successiva.

A seguito della decisione presa dalla Corte d’Appello e della minaccia della FIA di squalificare quei team che hanno utilizzato sino a quel momento il Mass Damper, tale sistema viene ufficialmente vietato prima del Gran Premio di Turchia del 2006. Flavio Briatore, che aveva per precauzione fatto smontare tali dispositivi prima dello svolgimento del Gran Premio tedesco, non rinuncia a battersi perché esso venga considerato legale, chiamando inoltre in causa la McLaren sostenendo che essa aveva sporto di nascosto reclamo alla FIA contro quel dispositivo. La McLaren, immediatamente e con decisione, ha negato tale circostanza.

Per la parte superiore



Formula 1 stagione 2007

Felipe Massa cerca di superare Nick Heidfeld nel Gran Premio della Malesia 2007.

La stagione 2007 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 58ª ad assegnare il Campionato Piloti, vinto da Kimi Räikkönen, e la 50ª ad assegnare il Campionato Costruttori, vinto dalla Scuderia Ferrari. È iniziata il 18 marzo ed è terminata il 21 ottobre, dopo 17 gare, una in meno rispetto alla stagione precedente. Questa stagione ha segnato la fine del vecchio Patto della Concordia e l'inizio della fornitura monogomma della Bridgestone (per il momento fino al 2010), a causa degli eventi successi nel 2005 ad Indianapolis. È stata soprattutto segnata dalla Spy-story tra Ferrari e McLaren e dalle numerose polemiche nate da alcune situazioni ambigue durante i Gran Premi.

A livello agonistico, quello del 2007 ha visto il ritiro, dopo 15 anni, di Michael Schumacher, sostituito alla Ferrari da Kimi Räikkönen, mentre il campione del mondo in carica, Fernando Alonso, è stato ingaggiato dalla McLaren. Con l’uscita di scena di Jacques Villeneuve e Juan Pablo Montoya, si sono registrati alcuni ritorni, tra i quali quelli di Alexander Wurz e Anthony Davidson, ed hanno esordito il britannico Lewis Hamilton, trionfatore della seconda edizione del campionato GP2, il finlandese Heikki Kovalainen e il tedesco Adrian Sutil. La presenza italiana è stata confermata con i tre piloti Giancarlo Fisichella, Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi.

Il calendario del campionato si ridusse di una gara e, dalle 18 prove del 2006, si passò a 17. Per la prima volta dalla stagione 1975, tutte le gare si disputarono in nazioni diverse. Il 29 agosto 2006 la FIA aveva pubblicato un calendario provvisorio dove il Gran Premio di San Marino e il Gran Premio d'Europa erano stati esclusi, mentre il Gran Premio del Belgio era stato riammesso.

Il 14 marzo 2006 venne annunciato ufficialmente lo spostamento del Gran Premio del Giappone dal Circuito di Suzuka al ricostruito Circuito del Fuji, rispettivamente di proprietà della Honda e della Toyota; un circuito dove la F1 non gareggiava dalla stagione 1977.

Il governo italiano, visto l'obbligo di ristrutturazione dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, aveva inizialmente siglato un contratto per la disputa del Gran Premio di San Marino, e il 7 settembre 2006 la gara era stata provvisoriamente inclusa per il 29 aprile come diciottesima prova mondiale. Tuttavia i termini del contratto dipendevano in larga misura dall'abilità dei tecnici nel completare entro il mese di marzo 2007 le modifiche richieste, ma i lavori non terminarono abbastanza velocemente. Così, con la pubblicazione del calendario ufficiale, avvenuta il 18 ottobre 2006 la FIA annunciò ufficialmente che il Gran Premio di San Marino per il 2007 non si sarebbe disputato.

A livello politico e organizzativo, questa stagione segnò la conclusione del Patto della Concordia – siglato originariamente nel 1997 e giunto al terzo rinnovo – fra gli attuali costruttori di Formula 1 e Bernie Ecclestone. In particolare, Mercedes-Benz, BMW, Renault e Honda – da maggio 2005 riuniti collettivamente sotto l’egida del GPMA, Grand Prix Manufacturers Association – si trovarono spesso in disaccordo con la FIA e lo stesso Ecclestone, per motivi finanziari e tecnici. Nel febbraio del 2005 avevano minacciato di boicottare la Formula 1 dalla stagione 2008 in avanti proclamando un nuovo campionato mondiale, il GPWC o Grand Prix World Championship, prima di ritornare sui loro passi e firmare un "Memorandum of Understanding" durante il Gran Premio di Spagna 2006.

L'8 gennaio 2007 la FIA annunciò la creazione di un comitato per garantire gli interessi dei costruttori denominato "Formula One Manufacturers' Advisory Commission" (FOMAC), con presidente Burkhard Göschel e composto da BMW, DaimlerChrysler (Mercedes), Ferrari, Honda, Renault e Toyota. La vecchia GPMA si dissolse con l'abbandono della Renault, avvenuto nel febbraio del 2007.

Poco prima dell'inizio del campionato, il 29 gennaio 2007, scoppiarono alcune polemiche riguardanti la Toro Rosso, in quanto Frank Williams minacciava azioni legali qualora la scuderia con sede a Faenza si fosse presentata alla prima gara mondiale con un clone della Red Bull RB3, monoposto realizzata da Adrian Newey. Secondo Williams, tale decisione avrebbe violato il Patto della Concordia, il quale vietava ad una squadra la vendita di telai ad altri team concorrenti. La Spyker preannunciò immediato ricorso, esteso alla vigilia di inizio stagione anche alla Super Aguri in quanto tale vettura risultava essere molto somigliante a quella della Honda nella passata stagione. Il reclamo presentato fu, però, respinto dalla FIA. La Red Bull Racing valutò seriamente se intentare un'azione legale alla scuderia olandese, ma alla fine la vicenda si concluse con un nulla di fatto, perché era inutile, secondo Red Bull, creare scompensi giudiziari tre giorni prima del Gran Premio inaugurale.

I test pre-stagionali iniziarono nel novembre 2006 sul Circuito di Catalogna, con dieci squadre su undici che parteciparono alle prove. Le assenze più rimarchevoli vennero da Fernando Alonso e Kimi Räikkönen, che erano ancora sotto contratto rispettivamente con Renault e McLaren. Jenson Button era anch’egli assente per i postumi di una frattura al collo dopo un incidente sul kart in preparazione ai test di novembre. Lewis Hamilton fece la sua prima apparizione su una McLaren.

Il ritorno all’unica fornitura di pneumatici, per alcuni osservatori, fu la ragione per cui la Ferrari si presentò più in fretta ai test più recenti ottenendo tempi lusinghieri, anche se la casa nipponica sostenne che lo pneumatico del 2007 si presentava con una costruzione completamente nuova minimizzando qualsiasi beneficio per le scuderie che nel 2006 erano gommate Bridgestone (Ferrari, Toyota, Williams, Midland/Spyker e Super Aguri).

Nei primi tre giorni di test i tempi più veloci furono di Massa e Badoer, ma l’interesse era sul fatto che il due volte campione del mondo Mika Häkkinen prendesse parte ai test con una McLaren, anche se fece registrare parziali elevati. I tempi sul giro vennero poi migliorati da Ralf Schumacher e Jarno Trulli nel quarto giorno.

Le sessioni di test ripresero il 6 dicembre sul Circuito di Jerez de la Frontera, alle quali presero parte quasi tutte le scuderie. Inizialmente, le due Ferrari di Massa e Badoer ottennero i parziali più veloci, con la McLaren di Lewis Hamilton a segnare il terzo tempo. Successivamente l'inglese migliorò la sua posizione il giorno seguente facendo lui stesso segnare il tempo più veloce, staccando di un secondo la Renault di Giancarlo Fisichella.

Le due scuderie giapponesi Honda e Toyota fecero segnare i tempi più rapidi nei due giorni successivi dei test. Heikki Kovalainen e Pedro de la Rosa furono i più veloci nel quarto e quinto giorno dei test. Soltanto nell’ultimo giorno dei test Fernando Alonso fece il suo debutto ufficiale con la McLaren, dopo un accordo raggiunto con il manager Flavio Briatore; con questo però, lo spagnolo non chiuse il suo contratto con la Renault (che terminava al 31 dicembre).

Nel gennaio del 2007 si ritornò ancora sul Circuito di Catalogna per una nuova sessione di test, e nella metà di febbraio si passò sul Circuito del Bahrein.

Le seguenti scuderie e piloti hanno preso parte al campionato; i numeri ufficiali dei piloti sono stati assegnati dalla lista di iscrizione FIA del 4 dicembre 2006. Tutti i dettagli sulle squadre sono ripresi dal sito ufficiale della Formula 1 ad eccezione di quelli segnati in nota. Tutti i motori di Formula 1 erano conformi alle specifiche introdotte nel 2006: V8 di 2.4 litri.

Dopo cinque anni passati in Renault, Fernando Alonso, campione del Mondo nel 2005 e nel 2006, passò alla McLaren, affiancato dal campione di GP2 Lewis Hamilton, mentre Pedro de la Rosa tornò nel ruolo di terzo pilota insieme a Gary Paffett, collaudatore di riserva, che nel 2007 corse nel DTM con la Mercedes della scuderia Persson.

Perso l'asturiano, la Renault promosse Giancarlo Fisichella a prima guida e al suo fianco chiamò il finlandese Heikki Kovalainen, vice campione di GP2. I collaudatori erano, invece, i brasiliani Nelson Piquet jr., figlio di Nelson, che ben aveva figurato nella stagione 2006 della GP2, e Ricardo Zonta, che gareggiava contemporaneamente nel campionato brasiliano delle Stock Cars.

Lo spostamento di Alonso alla McLaren era stato reso possibile anche dal passaggio di Kimi Räikkönen alla Ferrari, dopo il ritiro del sette volte campione del mondo Michael Schumacher. La scuderia italiana confermò anche Felipe Massa e, come collaudatori, Luca Badoer e Marc Gené, così come la Honda che mantenne la coppia Jenson Button-Rubens Barrichello come prime guide e ingaggiò l'austriaco Christian Klien e i britannici James Rossiter (per le prime tre gare) e Mike Conway nel ruolo di collaudatori. Quest'ultimo gareggiò contemporaneamente nella GP2 per la Super Nova Racing.

Anche la BMW Sauber confermò il tedesco Nick Heidfeld e il polacco Robert Kubica come prime guide. Nel ruolo di collaudatori rimase il tedesco Sebastian Vettel e venne ingaggiato Timo Glock, che continuò comunque a gareggiare nella GP2 nel team iSport International.

La Toyota optò anch'essa per il mantenimento di Ralf Schumacher e Jarno Trulli come prime guide, ma decise di assumere come collaudatori il francese Franck Montagny, proveniente dalla Super Aguri, e due piloti giapponesi, Kohei Hirate e Kamui Kobayashi.

Alcuni movimenti nel mercato piloti si ebbero in Williams, che rimpiazzò l'australiano Mark Webber con l'austriaco Alexander Wurz, già collaudatore e riserva nel 2007. Wurz non gareggiava in Formula 1 dalla stagione 2000, salvo un Gran Premio corso nel 2005 in sostituzione di Montoya. Per il resto la scuderia confermò Nico Rosberg e il terzo pilota indiano Narain Karthikeyan, ingaggiando come secondo collaudatore il giapponese Kazuki Nakajima.

Mark Webber, sostituito nella scuderia inglese, passò alla Red Bull Racing, incontrando come prima guida David Coulthard, nella scuderia dal 2005, e sostituendo Christian Klien. Il collaudatore olandese Robert Doornbos, dapprima confermato per i test di febbraio 2007 sul Circuito di Manama nel Bahrein, annunciò il passaggio alla serie americana Champ Car nel Minardi Team USA. Venne ingaggiato come collaudatore il tedesco Michael Ammermuller, che gareggiava contemporaneamente nella GP2 per il team ART Grand Prix.

La Super Aguri confermò Takuma Sato e ingaggiò Anthony Davidson in rimpiazzo di Sakon Yamamoto che, retrocesso nel ruolo di collaudatore, prese parte al campionato GP2 per il team BCN Competicion. Altri acquisti si registrarono nella scuderia olandese Spyker, motorizzata Ferrari, che oltre a confermare il connazionale Christijan Albers, assunse il tedesco Adrian Sutil come secondo pilota al posto del portoghese Tiago Monteiro, passato a al campionato World Touring Car Championship (WTCC). Come collaudatori vennero ingaggiati il malese Mohamed Fairuz Fauzy, che gareggiava anche nella World Series by Renault per il team Cram Competition, lo spagnolo Adrian Valles e il tedesco Markus Winkelhock. In un primo momento era stato messo sotto contratto anche l'olandese Giedo van der Garde, ma poco dopo l'accordo venne annullato a causa di un contenzioso sulla firma del contratto da parte della Super Aguri. Van Der Garde corse in seguito nella World Series by Renault nella squadra Victory Engineering.

Infine la scuderia satellite della Red Bull, la Toro Rosso, confermò poco prima dell'inizio della stagione l'italiano Vitantonio Liuzzi e lo statunitense Scott Speed. Per il ruolo di terzi pilota, invece, non vi furono ingaggi.

Il 9 settembre 2006 la MF1 Racing venne venduta ufficialmente a un consorzio arabo-olandese capeggiato dal magnate di internet e costruttore di vetture sportive Michiel Mol, con il telaio fornito dalla Spyker Cars. Il team venne ribattezzato ufficialmente Spyker. La scuderia Midland terminò comunque la stagione in accordo alle regole del Patto della Concordia, con il nome provvisorio di Spiker MF1 Team. Il 24 ottobre, la casa olandese annunciò il cambio di nome da Spyker MF1 Team a Spyker F1 dalla stagione 2007 in avanti, soggetta come tutti i team agli accordi sottoscritti nel Patto. Il 30 settembre 2006 ci fu l'annuncio ufficiale che il fornitore di motori della neonata scuderia sarebbe stata la Ferrari, e nel marzo dell'anno successivo si ebbe l'ingresso del nuovo sponsor, la compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti Etihad Airways.

Altri cambiamenti nella fornitura dei motori toccarono il team Williams, che passò dai Cosworth ai Toyota con un contratto di tre anni, e la Scuderia Toro Rosso, che usufruì, invece, dei motori Ferrari. I nuovi propulsori causarono, comunque, alcune difficoltà di adattamento alla vettura del team di Faenza, facendo slittare la presentazione della STR2 di alcuni giorni.

Per quanto riguarda i cambiamenti interni ai team, alla Ferrari, Jean Todt diventò amministratore delegato e fu sostituito da Luca Baldisseri, mentre il direttore tecnico Ross Brawn si prese un anno di pausa dopo 10 stagioni nel team italiano. In seguito rese ufficiale il suo definitivo addio alla scuderia, nonostante avesse espresso il desiderio di lavorare ancora nella squadra per il futuro. Al contempo la casa di Maranello cambiò anche il proprio sponsor, passando da Vodafone, divenuta sponsor primario della McLaren-Mercedes, ad Alice, siglando quindi un contratto con Telecom Italia.

Riguardo agli altri sponsor, la Mild Seven non rinnovò il suo contratto con la Renault alla conclusione del 2006, a causa delle leggi europee vigenti in materia di tabacco. Il 16 ottobre, la scuderia francese confermò il nuovo accordo di sponsorizzazione con la compagnia bancaria olandese ING, che divenne il suo sponsor principale. Pochi giorni dopo, anche la Williams F1 annunciò il suo nuovo sponsor primario: la AT&T.

Intanto la Lucky Strike, di proprietà della British American Tobacco, e le sue 555 filiali cessarono ogni sponsorizzazione con la squadra Honda che lasciò anche altri sponsor primari. Con l'annuncio, avvenuto il 26 febbraio a Londra, che la Honda avrebbe corso la stagione con la nuova carrozzeria chiamata "Earth Livery" sulla nuova vettura era la prima volta dalla stagione 1968 che una squadra scegliesse la libertà dagli sponsor per un'intera annata. In precedenza, il 25 gennaio, la Honda aveva presentato una vettura con livrea interna provvisoria in Spagna, al circuito di Catalogna. Questa scelta era in parte dovuta all'insuccesso avuto dalla Honda nell'ingaggiare uno sponsor fisso.

Nel Circuito di Catalogna, sede del Gran Premio di Spagna, fu inserita una nuova chicane nel rettilineo antistante l'Europcar e la New Holland. Queste modifiche vennero fatte per rallentare le vetture prima del rettilineo principale, nella speranza di fornire più occasioni di sorpasso.

Altre modifiche interessarono il Circuito di Spa-Francorchamps, sede del Gran Premio del Belgio, che subì cambiamenti sostanziali nella chicane del Bus Stop e con la nuova zona dei box e del parco chiuso, totalmente riprogettata.

Per ciò che riguarda i Gran Premi, a stagione già iniziata, il 14 aprile 2007, venne annunciata l'assenza in calendario del Gran Premio di Germania, dopo più di mezzo secolo di svolgimento ininterrotto dal 1955, anno della tragedia della 24 Ore di Le Mans, con l'eccezione del 1960, quando si corse una prova di Formula 2 sulla pista "Sudschleife" del Nürburgring, a causa di un mancato accordo tra le proprietà dei due circuiti tedeschi sui diritti del nome della corsa. In questo caso, il Nürburgring controllava i diritti del nome "Gran Premio d'Europa" e Hockenheim controllava i diritti del nome "Gran Premio di Germania". L'evento che si disputò al Nürburgring come decima prova del campionato mondiale ebbe la dizione di "Grosser Preis von Europa" confermata anche dal sito ufficiale del circuito del Nürburgring.

Per la prima volta, la Formula One Management diffuse prove e gare in widescreen anamorfico e ad alta definizione per i televisori 16:9. Ma solo l'emittente televisiva britannica ITV, le tedesche RTL e Premiere, la TF1 francese e le spagnole Telecinco e TV3 vennero considerate idonee a trasmettere tale servizio in questa stagione. Anche la Rai, il 13 marzo, annunciò che avrebbe trasmesso, come negli anni passati, sia le qualifiche del sabato che la gara.

Intanto, l'interesse di Sky Italia (già detentrice dei diritti per l'A1 Grand Prix) sulla massima categoria, divenuto sempre più pressante dopo l'annuncio del ritorno delle riprese in alta definizione su schermo anamorfico si concretizzò il 21 maggio 2007 l'emittente di Rupert Murdoch annunciò l'acquisizione dei diritti televisivi dal Gran Premio di Monaco e per le stagioni 2008 e 2009.

La novità più importante del 2007 era rappresentata dal congelamento dei motori nei progetti e nelle caratteristiche, avvenuto al termine del 2006. Originariamente il modello sarebbe dovuto rimanere quello del propulsore presentato da ciascuna squadra al Gran Premio del Giappone 2006, e su di esso vennero consentite solo modifiche di rifinitura allo scopo di portare il regime massimo di rotazione del V8 a 19.000 giri (la Cosworth sosteneva di poter raggiungere con i suoi propulsori un regime di 20.000 giri). Ciò significava che se qualcuno avesse commesso qualche errore nel progetto, avrebbe dovuto portarselo dietro per due anni.

Dopo la firma del “Memorandum of Understanding” e il tacito rinnovo del “Patto della Concordia”, che stabiliva i criteri della gestione finanziaria fino a tutto il 2012, nacque un nuovo organismo decisionale, la “Formula One Commission” che in stretta sinergia con la FIA, il World Motor Sporting Council e l’Assemblea Generale come primo atto ufficiale aveva espresso l’intenzione di allungare almeno di altri due anni tale blocco degli sviluppi al progetto sui motori, e quindi nelle previsioni fino al 2010 quando sarà previsto un ritorno al turbo, alimentato stavolta a diesel.

Nella versione definitiva le norme erano state rese piuttosto elastiche. Al 15 dicembre 2006 le squadre avevano presentato alla FIA una lista di componenti da sostituire rispetto alla versione omologata alla fine dell’anno, in maniera da garantire l’affidabilità. Dopodiché la realizzazione materiale del motore poteva avvenire soltanto entro marzo del 2007, due mesi dopo la presentazione ufficiale delle nuove vetture. Da quel momento furono consentite, previa approvazione della FIA, altre modifiche per cause di forza maggiore, quali il fallimento di un fornitore o l’uscita di produzione di un componente, oppure per diminuire i costi di produzione. Per il 2007 rimase confermata la regola del motore che deve durare due gare, con l’unica differenza che nelle tre sessioni libere del venerdì e del sabato mattina venne consentito il cambio dei propulsori.

Con questa decisione la Federazione cercò di compensare l’introduzione automatica di un tetto (circa 30.000 km) ai test privati, svolti sotto la supervisione diretta della Federazione e in periodi prestabiliti, nonché la sparizione della presenza di un terzo pilota collaudatore nelle prove libere del venerdì, rimanendo naturalmente a disposizione soltanto per le sessioni di test. Perciò, quei team piazzati dalla quinta all’undicesima posizione non furono più tenuti a schierare le terze guide, così come facevano già le prime quattro classificate.

La seconda novità importante del 2007 riguardò la fornitura unica degli pneumatici ad opera della Bridgestone, che rifornirà le scuderie di Formula 1 in esclusiva fino al 2010. Rispetto al 2006 gli pneumatici mantennero le consuete quattro scanalature, ma divennero più dure e scivolose. Ciascun pilota poteva scegliere durante la gara due tipi di pneumatici da asciutto, ma veniva obbligato a utilizzare almeno in una sezione della gara (ad esempio tra il primo e il secondo pit stop, e così via) anche un set del tipo di pneumatici scartato in precedenza.

Per visualizzare le differenze tra i due diversi set degli pneumatici, nella prima gara stagionale si utilizzò il sistema di un pallino rosso posto sulla fiancata della gomma, però tale sistema risultava pressoché invisibile a spettatori e commissari con la vettura in movimento: a partire dalla seconda gara, il Gran Premio della Malesia, si utilizzò il sistema della striscia bianca che percorreva una scanalatura del pneumatico.

In ogni caso gli pneumatici vennero forniti in ragione della revisione del Regolamento Sportivo, che assegnò un totale di 14 set di pneumatici tra asciutto, intermedio e bagnato; potevano essere utilizzati quattro set soltanto al venerdì, e 10 set per il resto del weekend.

Una terza novità per il 2007 arrivò nelle procedure di gara: infatti, oltre alle consuete segnalazioni con le bandiere da parte dei commissari di pista, le vetture furono dotate di segnali interni nella cabina di guida, di colore rosso, blu e giallo. Lo scopo era quello di fornire maggiori e tempestive informazioni a quei piloti che non avevano avuto il tempo – o non avevano voluto vedere – i segnali delle condizioni sulla pista. Le luci dovevano essere a Led ciascuna con un diametro minimo di 5mm e posizionate nella visuale ottimale per il pilota.

Per dare alle squadre di soccorso una indicazione immediata della severità dell’incidente ogni vettura venne munita di una luce di emergenza direttamente connessa con un registratore di dati della FIA. La luce doveva accendersi verso l’alto e mettersi nella parte superiore della cella di sopravvivenza a non più di 150mm tra la linea centrale della vettura e la parte anteriore di apertura della cabina di guida e vicino all’interruttore neutro che era azionato praticamente dal commissario della pista.

Il rollbar dei piloti con numero di gara inferiore di una stessa squadra venne colorato di arancione/rosso, anziché di nero, mentre il rollbar delle vetture dei piloti con numero di gara maggiore divenne di colore giallo; tutto questo per agevolare sia commissari che spettatori che poterono distinguere i diversi piloti di uno stesso team con maggiore facilità.

Le due sessioni di prove libere del venerdì furono aumentate nella durata, e passarono da 60 minuti a 90 minuti. Ogni scuderia poteva utilizzare due vetture, che venivano utilizzate dai due piloti titolari o, in sostituzione, del terzo pilota che, a differenza del 2006, era autorizzato a partecipare liberamente soltanto alla prima sessione di prove libere del venerdì. Se fosse stato schierato dalla seconda sessione del venerdì avrebbe dovuto partecipare anche a qualifiche ufficiali e gara.

Nessuna vettura fu autorizzata ad entrare nella pit lane, che venne chiusa durante il periodo di uscita della Safety car. Ciò impedì ai piloti di entrare pressoché tutti insieme per rifornire e cambiare gli pneumatici immediatamente prima dell’entrata in pista della vettura di sicurezza. In più, tutte le vetture doppiate che si trovavano dietro al pilota in testa alla gara, subito dopo l'uscita in pista della vettura di sicurezza furono autorizzate, in accordo con i commissari di gara a sorpassarla con velocità ridotta per riposizionarsi alla fine dello schieramento – naturalmente mantenendo le posizioni originarie tra di loro – in funzione di evitare qualsiasi confusione o malinteso.

La stagione iniziò con il Gran Premio d'Australia il 16 marzo; fu la prima gara, dal Gran Premio di Spagna 1986, in cui i motori non vennero forniti dalla Cosworth, e fu anche la prima ad essere ripresa dalla Formula One Management in widescreen anamorfico e in alta definizione per i televisori 16:9. Le qualifiche videro il confronto tra Kimi Räikkönen e Fernando Alonso, ma fu il finlandese della Ferrari a conquistare la pole position; si confermò anche in gara, dominandola dal primo all'ultimo giro, mentre il rivale spagnolo venne costretto a subire gli attacchi dell'esordiente compagno di squadra, che dopo un sorpasso alla prima curva rimase davanti al compagno di squadra per parecchi giri.

Alla fine, grazie ad un'azzardata strategia di rifornimento, Alonso sorpassò nuovamente Hamilton e i due conclusero la gara rispettivamente al secondo e al terzo posto. A punti andarono inoltre Nick Heidfeld (4°), Giancarlo Fisichella (5°), Felipe Massa (6°), Nico Rosberg (7°) e Ralf Schumacher (8°). La gara fu inoltre caratterizzata dalla rimonta di Massa che, partito dalla 16° posizione per la rottura del cambio, alla fine giunse al traguardo 6°. Il polacco Robert Kubica, dopo aver condotto la sua gara davanti al compagno di squadra Heidfeld, venne costretto al ritiro per la rottura del cambio. Si ritirarono anche i due debuttanti Heikki Kovalainen e Adrian Sutil, così come Christijan Albers e Scott Speed. David Coulthard e Alexander Wurz furono protagonisti di un pericoloso incidente a nove giri dalla conclusione. Un altro fatto rimarchevole riguardò la Super Aguri, che nonostante le polemiche della vigilia provocate dalla casa madre Honda e dalla Spyker (che sostenevano la notevole somiglianza della vettura del 2007 con quella Honda del 2006) disputò, per i mezzi a disposizione, discrete qualifiche e una gara di medio livello con Sato e Davidson che conclusero rispettivamente al 12° e 16° posto.

Il secondo appuntamento mondiale era rappresentato dal Gran Premio della Malesia. Nelle qualifiche i protagonisti furono di nuovo i piloti della Ferrari e della McLaren: le vetture della casa di Maranello si piazzarono in prima e terza posizione rispettivamente con Felipe Massa e Kimi Räikkönen, mentre Alonso ed Hamilton giunsero nell'ordine secondo e quarto.

La gara venne caratterizzata dalla solitaria fuga di Alonso, che staccò pesantemente sia il compagno di squadra che Massa; quest'ultimo, dopo qualche tentativo di sorpasso, uscì fuori pista e rientrò solo quinto, lasciando strada a Räikkönen. La gara si concluse quindi con la vittoria del pilota spagnolo seguito da Hamilton e Räikkönen. Seguirono Heidfeld, Massa, Fisichella, Trulli e Kovalainen. La sorpresa di inizio stagione fu Hamilton, che in due gare conquistò due podi. Durante la gara si ritirarono quattro piloti: Nico Rosberg, Adrian Sutil, David Coulthard e Christijan Albers; da rimarcare l'inizio stentato della Renault, non competitiva come l'anno precedente. Dopo la difficile stagione precedente, fu ottimo invece il rendimento della BMW Sauber, apparente terza forza del campionato.

Nel terzo evento stagionale la Ferrari si dimostrò molto competitiva sin dalle qualifiche: Felipe Massa riscattò il fine settimana malese ottenendo la pole position nel Gran Premio del Bahrein. Oltre a vincere la gara, il brasiliano percorse anche il giro veloce, completando un hat trick (pole, vittoria e giro veloce). In seconda posizione si piazzò Lewis Hamilton, che diventò il miglior debuttante di sempre nella categoria, terminando sul podio nelle prime tre gare della carriera. Terzo arrivò Kimi Räikkönen, quarto Nick Heidfeld davanti ad Alonso. Kubica ottenne i primi punti della stagione arrivando 6° al traguardo, mentre gli italiani Jarno Trulli e Giancarlo Fisichella chiusero la zona punti rispettivamente in 7° e 8° posizione. I ritiri furono sei; spiccò il nome di David Coulthard, autore di una prima parte di stagione avara di risultati con tre ritiri di seguito. Per quanto riguarda la classifica piloti, si verificò una situazione che non succedeva dalla stagione inaugurale: dopo la terza prova in testa si trovavano tre piloti, tutti con 22 punti: Fernando Alonso, Kimi Räikkönen e Lewis Hamilton. Nel 1950 c'erano Nino Farina, Juan Manuel Fangio e Johnnie Parsons con 9 punti. Nella classifica costruttori la McLaren sopravanzò la Ferrari di cinque lunghezze, portandosi a 44. Dopo questa gara il campionato si prese una pausa di un mese, all'interno del quale si sarebbe dovuto svolgere il Gran Premio di San Marino, compensato da una sezione di test ufficiali in Spagna. Dopodiché, iniziò la cosiddetta stagione europea (definita così perché tutti i Gran Premi si svolgono in Europa, e anche perché costituiscono la maggior parte della stagione stessa).

Dopo l'inizio della stagione favorevole alla McLaren, il Gran Premio di Spagna vide il successo di Felipe Massa, pilota Ferrari. In qualifica guadagnò la pole position, mentre dietro di lui ci sono Alonso, Räikkönen ed Hamilton. La gara fu combattuta: Hamilton, portatosi subito in seconda posizione, riuscì a mantenere un distacco minimo da Massa se non negli ultimi giri. Alonso, alla prima curva, uscì di pista andando sull'erba e cedendo il passo al compagno di squadra, mentre Räikkönen, finito in fondo al gruppo, si ritirò al nono giro per problemi di elettronica. La gara si concluse quindi con la vittoria di Felipe Massa, davanti ad Hamilton e Alonso. Dietro a loro ci sono Kubica, Coulthard, Rosberg, Kovalainen e un inatteso Takuma Sato, che con il suo ottavo posto regalò il primo punto iridato alla scuderia Super Aguri. Dopo questa gara, costellata da ben otto ritiri, Hamilton andò in testa alla classifica piloti con 30 punti, cosa che mai nessun esordiente alla prima stagione era riuscito da fare.

Al termine di questo Gran Premio, la Super Aguri annunciò di aver assunto come collaudatore James Rossiter.

Il quinto appuntamento stagionale si svolse a Montecarlo. L'inizio del weekend fu sfavorevole alla Ferrari: Räikkönen, a causa della rottura di una sospensione durante la prima sessione causata da un urto contro un muretto, non partecipò alla seconda parte delle qualifiche del sabato, e ciò gli costò la 16° posizione in griglia, un fattore altamente penalizzante in un circuito cittadino stretto come Montecarlo. Massa invece fece segnare il terzo tempo. Dall'altra parte, la McLaren occupò la prima fila, con Alonso davanti ad Hamilton. Durante la gara, a causa della conformazione della pista, non ci furono sorpassi, ma dopo questa si parlò di un presunto ordine dato da Ron Dennis di congelare le posizioni delle due McLaren dominatrici della gara, violando un articolo del regolamento sugli "ordini di scuderia" vietati dopo il contestatissimo Gran Premio d'Austria del 2002, nel quale Barrichello ricevette l'ordine di far passare Michael Schumacher per fargli vincere la gara. La Federazione aprì un'inchiesta, Bernie Ecclestone addirittura minaccia l'esclusione della McLaren dal mondiale, ma il 30 maggio questa si concluse con un nulla di fatto: l'azione della McLaren fu ritenuta regolare. Nell'ordine di arrivo, dopo i due piloti della scuderia inglese, vi erano Massa, Fisichella (4°), Kubica (5°), Heidfeld (6°), Wurz (7°) e Räikkönen, penalizzato dalla posizione in griglia. La lotta per il titolo vedeva Alonso ed Hamilton appaiati in testa a 38 punti, con Massa che seguiva a 33; Räikkönen era invece attestato a quota 23 punti.

Dopo cinque gare in cui l'ordine d'arrivo della gara era stato spesso uguale all'ordine di partenza, senza tanti sorpassi, la gara in Canada vide molti sorpassi e duelli, causati anche della inadeguatezza delle vie di fuga del circuito di Montreal che obbligarono la Safety Car a effettuare ben quattro uscite.

Lewis Hamilton ottenne la sua prima affermazione aggiunta alla prima pole position in carriera, iniziando una fuga solitaria in testa alla classifica. Secondo fu Nick Heidfeld su BMW, terzo Alexander Wurz sulla Williams: per la prima volta una vettura che non fosse una Ferrari o una McLaren riuscì a conquistare il podio. Heikki Kovalainen si piazzò in quarta posizione dopo essersi schiantato contro un muretto, cambiato motore durante le qualifiche e retrocesso di dieci posizioni in griglia, mentre Takuma Sato nel finale passò sia Ralf Schumacher che un Fernando Alonso in difficoltà portando altri tre punti alla Super Aguri. La gara venne inoltre segnata dalla squalifica di Giancarlo Fisichella e Felipe Massa, usciti dalla pitlane quando il semaforo era ancora rosso e in regime di Safety Car, ma soprattutto da una serie di incidenti tra i quali quello più grave toccò a Robert Kubica. Per fortuna il pilota polacco non riportò serie conseguenze: in un primo momento si temette la frattura alla gamba e diverse contusioni, ma in seguito fu appurato che Kubica aveva riportato un leggero trauma cranico, unito alla distorsione di una caviglia. Jarno Trulli ebbe problemi alle sospensioni e colpì anche lui un muretto mentre Jenson Button si ritirò subito per il mancato inserimento durante la partenza della prima marcia. Dopo questo GP cambiò radicalmente la situazione di classifica con Hamilton che salì a quota 48 punti, ritrovandosi solo in testa e staccando il compagno di squadra Alonso di ben 8 lunghezze. Più lontani i ferraristi con Massa sempre bloccato a 33 e Räikkönen a 27.

La settimana dopo fu la volta del Gran Premio degli Stati Uniti, nello storico circuito di Indianapolis, dove Hamilton non aveva mai corso; sorprese tutti ottenendo per la seconda volta consecutiva pole e vittoria. Questa volta, però, non fu facile come in Canada poiché dovette contenere un ritrovato Alonso che per tutta la durata del Gran Premio lo incalzò e tentò per due volte il sorpasso, ma senza risultato. Le Ferrari arrivarono subito dietro con Massa che precedette Räikkönen. A punti anche Kovalainen, Jarno Trulli e Mark Webber, seguiti dall'esordiente Sebastian Vettel, ottavo, che sostituì l'infortunato Kubica. Con questo risultato Vettel diventò il più giovane pilota ad ottenere punti in un mondiale di Formula 1. Dopo questo Gran Premio la McLaren dominava entrambe le classifiche (Piloti e Costruttori), con Hamilton davanti a Massa di ben 19 punti.

Passate due settimane si arrivò a disputare il Gran Premio di Francia.

Per questo appuntamento mondiale la Ferrari aveva portato nuove innovazioni tecniche, in particolare a carattere aerodinamico, con l'installazione di due pinne ai lati dell'abitacolo e un allargamento della parte interna dell'air scoop allo scopo di aumentare la potenza del motore. Altra importante novità era rappresentata da cerchioni totalmente nuovi negli pneumatici posteriori, i quali sembravano fornire vantaggi di alcuni decimi sul giro nei confronti dei rivali McLaren; così la Ferrari riuscì a tornare in pole position con Felipe Massa, seguito da Hamilton e da Kimi Räikkönen. Al via del GP, il finlandese della Ferrari passò l'inglese della McLaren e si portò secondo, superando poi Massa durante la seconda sosta ai box. Hamilton limitò i danni arrivando terzo mentre il suo compagno Alonso chiuse la gara solo settimo a causa di un problema in prova e di una strategia non adatta alla sua posizione di partenza. Dietro ai primi tre giunsero Kubica, Heidfeld, Fisichella, Alonso e Button con la poco competitiva Honda. Da segnalare, inoltre, che per la prima volta nella stagione vinse un pilota partito dalla seconda fila.

La classifica piloti non venne però rivoluzionata, con Hamilton sempre in testa con 14 punti di vantaggio su Alonso e 17 su Massa, con Räikkönen che accorciò le distanze a 22.

Al GP di Gran Bretagna la Ferrari si riconfermò più veloce, ma la pole position venne conquistata da Lewis Hamilton, beniamino dei tifosi di casa. La sua McLaren era però più leggera delle altre a causa del minor carico di carburante. La domenica, alla partenza Massa rimase fermo e fu costretto a partire dall'ultimo posto. Alla seconda partenza Hamilton scattò in testa, seguito da Räikkönen e Alonso. Intanto nelle retrovie Massa iniziò una lunga rimonta, che lo portò al quinto posto al traguardo. Dopo il primo pit stop Alonso passò in testa, seguito da Räikkönen, mentre Hamilton era terzo, più staccato. Fu dopo la secondo sosta che il finlandese prese il comando per non lasciarlo più fino alla fine, seguito dalla due McLaren. In quarta posizione il team crescente del campionato: Kubica su BMW, che riuscì ad arginare negli ultimi giri gli attacchi del ferrarista Massa. Poi Heidfeld e i piloti Renault Fisichella e Kovalainen.

Anche dopo questo Gran Premio non ci furono variazioni:Hamilton perse altri due punti nei confronti di Alonso, ora a 12 punti e quattro nei confronti di Räikkönen, che però aveva ben 18 punti di distacco, con Massa in ritardo di 21 lunghezze.

In queste settimane scoppiò anche lo scandalo Spy-story che vide protagonisti il meccanico Ferrari Nigel Stepney e il capo progettista McLaren Mike Coughlan. La FIA decise, quindi, di convocare un consiglio speciale il 26 luglio per indagare sulle responsabilità del team inglese e sulle eventuali penalizzazioni. Lo stesso giorno arrivò la sentenza: McLaren Mercedes assolta poiché non esistevano prove del fatto che la scuderia tedesca avesse utilizzato le oltre 780 pagine sottratte alla Ferrari per trarne vantaggi durante il mondiale di Formula 1.

Nel mezzo di questo scandalo si arrivò al Gran Premio d'Europa, nel Nürburgring. Al sabato, durante le qualifiche, Hamilton, a causa della rottura di una sospensione, ebbe un terribile incidente alla curva "S Schumacher" dal quale uscì fortunatamente incolume. Le prove continuarono e la pole position fu conquistata da Räikkönen, seguito da Alonso e Massa. La gara iniziò sotto un cielo minaccioso e già nel corso del primo giro si scatenò un diluvio che costrinse tutti i piloti al cambio gomme. A beneficiare di questa situazione fu il debuttante della Spyker Markus Winkelhock che, essendo partito con pneumatici da bagnato, si ritrovò in testa. Pochi giri dopo venne esposta la bandiera rossa a causa della pista impraticabile. Prima della sospensione però sette vetture una dietro l'altra rimasero vittime dell'aquaplaning ed uscirono di pista alla curva "Castrol" finendo tutte nello stesso punto. Pure il leader del mondiale Hamilton incappò nell'errore, ma con l'aiuto di una gru riuscì a ripartire, anche se con un giro di ritardo. Dopo mezz'ora avvenne la ripartenza dietro la Safety Car. Alonso provò subito a superare Massa, ma dovette desistere poiché la sua traiettoria era intralciata dall'ancora leader di gara Winckelhock. La leadership del pilota Spyker terminò qui:la scarsa competitività della sua vettura non gli permise di tenere il passo e venne superato da molti piloti, finendo nelle retrovie. Anche Räikkönen fu costretto al ritiro da un guasto tecnico, mentre occupava la terza posizione. A dieci giri dal termine, poi, ricominciò a piovere. Negli ultimi giri avvenne il duello tra Alonso e Massa; il brasiliano venne toccato dallo spagnolo, che infine riuscì a sorpassarlo tagliando per primo il traguardo. Dopo la gara, gli stessi Alonso e Massa furono protagonisti di un diverbio piuttosto acceso sull'accaduto in pista. Da segnalare anche la gara di Mark Webber su Red Bull che terminò al terzo posto, nonostante negli ultimi giri venisse pressato da Wurz, e la rimonta di Hamilton sino al 9° posto con continui sorpassi. In quinta posizione arrivò David Coulthard, a seguire Kubica, Heidfeld e Kovalainen. Dopo questo GP Hamilton rimase in testa al mondiale, ma il suo vantaggio nei confronti di Alonso si ridusse a solo 2 punti, mentre Massa recuperò otto punti e si portò a -13. Restò invece invariato il distacco di Räikkönen.

Anche in questo Gran Premio avvennero degli episodi poco corretti: durante le qualifiche, in McLaren, accadde un fatto che influì sul risultato finale della gara: Hamilton, infatti, non lasciò passare Alonso come precedentemente stabilito e lo spagnolo si vendicò bloccandolo ai box e non lasciandogli effettuare il suo ultimo giro, anche se alla fine la pole position rimase sua. La scuderia tentò di far passare inosservato l'accaduto, ma a mezzanotte arrivò la sentenza: Alonso fu retrocesso in sesta posizione sulla griglia e al Team di Woking non vennero assegnati punti costruttori. Da segnalare anche l'uscita di scena di Massa eliminato nella seconda sessione a causa di un errore del team, e il quarto posto di Nico Rosberg. Il giorno dopo Hamilton vinse la gara precedendo Räikkönen, che lo aveva tallonato per tutta la durata della corsa. Alonso rimontò sino al quarto posto, fermato da Heidfeld, mentre Massa, partito 14º, terminò solamente in 13ª posizione. I punti restanti vennero conquistati da Kubica, Ralf Schumacher, Rosberg e Kovalainen. In classifica piloti tornò ad aumentare il margine di Hamilton nei confronti di tutti i piloti. Alonso si ritrovò a 8 punti di distacco, Räikkönen a 22 e Massa a 23.

Dopo la pausa estiva di tre settimane fu il momento del GP di Turchia. Durante le qualifiche Felipe Massa conquistò la pole seguito da Hamilton, Räikkönen ed Alonso. Al via le Ferrari passarono a condurre la gara, mentre Alonso arretrò dietro alle due BMW, che superò nuovamente grazie ai pit stop dopo essere stato 23 giri dietro Heidfeld. La gara proseguì regolare con il tempo record di Räikkönen, che riuscì a marcare un giro più rapido della pole di Massa, sino al 42° giro, quando la gomma sinistra di Hamilton si afflosciò e si srotolò alla curva prima dell'entrata ai box. L'anglo-caraibico riuscì comunque a rientrare ed a limitare i danni con un 5° posto. La vittoria andò a Massa davanti a Räikkönen, Alonso ed Heidfeld. Dietro Hamilton in zona punti c'erano Kovalainen, Rosberg e Kubica.

Vi era quindi grande equilibrio tra i piloti Ferrari e McLaren, capaci di ottenere fin qui 3 vittorie a testa. Nonostante ciò i distacchi nel mondiale si mantenevano ancora ben definiti, con Hamilton che aveva 6 punti di vantaggio su Alonso, 17 su Massa e 18 su Räikkönen.

Per la successiva tappa del "circus", ci si spostò a Monza, in Italia, tempio della velocità ma soprattutto della Ferrari e dei suoi tifosi. Le McLaren, veloci fin dal venerdì, occuparono la prima fila dello schieramento, seguite poi da Massa, Heidfeld e Räikkönen, autore di uno brutto incidente. Ma dopo le qualifiche Ron Dennis e altri tecnici McLaren ricevettero un avviso di garanzia dalla Procura della Repubblica di Modena. I capi d'accusa erano: spionaggio industriale e rivelazione di segreti industriali..

In gara, al via, Alonso indovinò una buona partenza, mentre Hamilton venne passato da Massa (salvo poi recuperare la posizione tagliando la prima chicane a ruote bloccate, anche se per regolamento il britannico avrebbe dovuto restituire la posizione a Massa), mentre Räikkönen passò Heidfeld. Al terzo giro l'alettone anteriore della Red Bull di David Coulthard si sfaldò sotto la pressione esercitata dall'aria nella prima curva lunga dopo il traguardo, la vettura perse il controllo e finì contro le file di gomme sfasciando pure un cartello pubblicitario. Sequenza che ricordò molti tragici incidenti, ma il pilota scozzese uscì illeso senza problemi. Entrò la Safety car però che cancellò il vantaggio che avevano ottenuto in quattro giri le McLaren sulle rosse. Alla ripartenza Alonso si dovette guardare ancora una volta dal suo compagno di squadra Hamilton che lo insidiò per un intero giro. Al nono giro, poi, Massa, che occupava terza piazza, si ritirò per un guasto al motore. Le due McLaren avevano prestabilito due stop, ma Räikkönen solo uno, perciò dopo la seconda sosta dell'inglese il finlandese riuscì a superare Hamilton.

Quattro giri dopo, però, Hamilton sfruttò l'accelerazione del rettilineo di partenza, si accodò al finlandese e pareva ancora troppo distante per tentare di sorpassarlo, invece lo passò a ruote bloccate alla chicane, sbandando leggermente e facendo frenare bruscamente la Ferrari di Räikkönen. Vinse infine Alonso, seguito dal compagno di squadra. La McLaren centrò quindi una doppietta, risultato mai visto prima a Monza e prima vittoria del pilota spagnolo sul circuito italiano. Terzo Räikkönen. Ma l'attenzione della F1, dopo la vittoria argentata in casa Ferrari, si spostò, il giovedì seguente, nei tribunali. Infatti era in corso l'ultimo capitolo della Spy story. La Mclaren, dopo un processo lungo ed estenuante, venne ritenuta colpevole e multata di 100 milioni di dollari. Inoltre alla casa anglo-tedesca furono azzerati i punti nel campionato costruttori, ma preservarono quelli ottenuti nel campionato piloti. Con questo Gran Premio Alonso recuperò altri due punti portandosi a -4, mentre Räikkönen aveva un distacco di 18 punti. Massa era ancor più lontano, infatti il suo svantaggio ammontava a 23 lunghezze.

La lotta per il titolo mondiale riprese in Belgio. La Ferrari, già dalle prove libere del venerdì, si dimostrò nettamente più veloce della McLaren. Durante le qualifiche del sabato Räikkönen dominò già dal primo turno, ottenendo alla fine la pole position, seguito dal compagno di squadra Massa. Dietro di loro c'erano le McLaren di Alonso ed Hamilton. Alla partenza Räikkönen riuscì a fare la prima curva senza problemi, mentre Hamilton attaccò con veemenza il suo compagno di squadra, facendo anche una piccola escursione fuori pista. Räikkönen, velocissimo ad ogni giro, non venne insidiato nemmeno da Massa che, seppur facendo qualche tentativo, non riuscì a tenere l'andatura del finlandese. E la vittoria fu sua, seguito dal brasiliano e da Alonso, che rosicchiò altri punti preziosi a Lewis Hamilton, soltanto quarto al traguardo. Dietro di loro giunsero Heidfeld, Rosberg, Webber e Trulli. Con questo risultato Alonso ridusse a 2 punti il suo svantaggio nei confronti del compagno di squadra, mentre Räikkönen era staccato di 13 lunghezze. Più lontano Massa a -20. Disputò un buon GP anche Adrian Sutil, che con una Spyker finalmente più competitiva raggiunse la 14° posizione al traguardo, dopo aver tenuto per oltre 20 giri una posizione a punti durante la gara, rendendosi anche protagonista di un sorpasso a danno di Heikki Kovalainen.

Dopo due settimane di sosta era previsto in calendario il Gran Premio del Giappone. Il weekend si caratterizzò per le difficili condizioni climatiche, in particolar modo per la pioggia battente. La pole position venne conquistata da Lewis Hamilton, che strappò per pochissimi centesimi la prima posizione ad Alonso. Per garantire ai piloti una maggiore sicurezza la FIA decise di far scattare le vetture dietro la Safety Car e di far montare a tutti i team le gomme da bagnato estremo. La Ferrari, però, fu l'unica scuderia ad aver montato gli pneumatici intermedi, violando così un'imposizione della Federazione, poco precedente all'inizio del Gran premio. La casa di Maranello ricevette solo durante la gara questa comunicazione, e dovette correre ai ripari, facendo pit-stop per il cambio pneumatici e rabbocco di carburante. La safety car lasciò il via libera dopo circa 19 giri, e la gara vera ebbe inizio. Le Ferrari risero nel fondo del gruppo fra la quindicesima e la diciassettesima posizione. Massa fu coinvolto in un incidente con Wurz: il pilota della Williams finì fuori gioco mentre il ferrarista poté riprendere.

La pioggia incessante aumentò d'intensità rendendo le condizioni di guida davvero proibitive. Grazie alle soste ai box le Ferrari guadagnarono quattro posizioni mentre le McLaren di Alonso (quarto) ed Hamilton (primo) le persero. Beneficiarono quindi della situazione la Toro Rosso con Vettel secondo, che andò poi a guidare la gara, e Mark Webber, su Red Bull, terzo. Proprio in questi frangenti la pioggia battente diede inizio ad una serie di testacoda in pista anche gravi: dapprima Sutil su Spyker, poi scivolò Alonso alla prima curva; Hamilton, tornato primo grazie alle soste ai box, ebbe un incidente senza conseguenze con Kubica. Simile incidente subì Alonso un giro dopo, toccandosi con Vettel: testacoda e qualche danno vicino alla posteriore destra. Le Ferrari intanto erano tornate in zona punti grazie alle altrui soste ai box e grazie a due sorpassi di Räikkönen, che si posizionò sesto, e Massa, ottavo dietro Alonso. Ma lo spagnolo, dopo il terzo testacoda, perse il controllo della vettura e sbatté violentemente contro il muro distruggendo la parte posteriore della sua monoposto e fermandosi proprio in mezzo alla traiettoria delle vetture: per il pilota solo un grande spavento.

Entrò quindi nuovamente in pista la Safety Car. Proprio con la vettura di sicurezza sul circuito si consumò l'ennesimo giallo della stagione riguardante Hamilton: Webber e Vettel, rispettivamente secondo e terzo, si tamponarono per motivi che le telecamere del circuito non riuscirono a chiarire con precisione. Fu solo in seguito alla gara che si poté capire la causa del tamponamento, grazie ad un video amatoriale messo su YouTube per mano d'uno spettatore che godeva di un'ottima vista sull'accaduto. Il risultato fu che l'inglese, forzando ad accelerare e rallentare in regime di Safety Car, aveva provocato il tamponamento fra la RedBull e la ToroRosso. Alla ripartenza sempre con pista bagnata Hamilton guidò la gara seguito dalla Renault di Heikki Kovalainen e dall'altra RedBull rimasta di Coulthard. Dietro di loro seguirono Massa e Räikkönen. Proprio i ferraristi nel finale di gara riuscirono a guadagnare posizioni con il sorpasso di Räikkönen ai danni di Coulthard, mentre Massa dovette tornare ai box per la terza volta a rifornire. Nel frattempo il finlandese avviò un'aspra e difficile lotta col connazionale Kovalainen per la seconda piazza del podio, ma non riuscì all'ultimo giro a restargli davanti pur avendolo superato. Massa, scivolato in settima posizione, allo stesso tempo ingaggiò una lotta con la BMW di Robert Kubica per la sesta posizione spuntandola dopo una serie di sorpassi e controsorpassi con contatti ed uscite.

Hamilton poté così ipotecare seriamente il mondiale avendo ben 10 punti di vantaggio sul compagno di squadra e 17 sul finlandese della Ferrari. In settimana, poi, venne affrontata la questione del contatto fra Webber e Vettel durante la Safety Car, risolta poi col richiamo a giudizio della FIA del britannico e con la sua assoluzione.

Sette giorni dopo segue il Gran Premio di Cina. Hamilton conquistò la pole position precedendo Kimi Räikkönen e Felipe Massa, solo quarto Fernando Alonso, seguito da David Coulthard. Per la gara era nuovamente prevista pioggia ed infatti tutti partirono con gli pneumatici intermedi, ad eccezione delle Spyker costrette poi a fermarsi. Al via Hamilton scattò in testa, seguito dalle rosse e da Alonso. La pioggia andava e veniva e per questo motivo tutte le scuderie decisero di non effettuare il cambio pneumatici lasciando che le intermedie si consumassero. A metà gara le cose iniziarono a cambiare: Hamilton, fin da quel momento leader, cominciò a risentire pesantemente dell'usura dei suoi pneumatici, venne raggiunto da Räikkönen e dopo aver resistito ai suoi attacchi fu costretto a cedere la prima posizione. Dietro anche Massa tentò d'insidiare Alonso che era appena uscito dai box, ma dopo qualche curva lo spagnolo acquisì un buon vantaggio. Poco dopo la ruota posteriore destra dell'inglese, a causa dell'eccessivo degrado, iniziò a sfaldarsi facendo sbandare la vettura. Hamilton fu così costretto a rientrare ai box, ma proprio imboccando la corsia d'entrata commise un errore finendo sulla ghiaia; stavolta non c'era nessuna gru in grado di rimetterlo in corsa come al Nürburgring e i commissari, inoltre, non riuscirono a liberare la vettura insabbiata. L'inglese fu costretto così al ritiro. Le attenzioni si spostarono poi sul duello tra Nick Heidfeld su BMW e la Toro Rosso di Liuzzi, sesto. Il compagno tedesco di Vitantonio, Sebastian Vettel sull'altra ToroRosso giunse inaspettatamente quarto: la scuderia andò in visibilio. Alla BMW ennesima delusione per il polacco Kubica che dovette ritirarsi per un problema al motore mentre era in testa. Jenson Button, con la sua Honda, ottenne la quinta posizione dopo un intero campionato molto deludente. La gara terminò con la vittoria di Kimi Räikkönen con un vantaggio di otto secondi su Alonso, terzo Massa.

Il finlandese si portò così a cinque vittorie contro le quattro dei due piloti McLaren e si rimise in gioco per il mondiale, portandosi a -7 da Hamilton quando mancava una sola gara, così come Alonso, portatosi ad appena quattro punti di distanza dall'inglese.

Il titolo di campione del mondo quindi rimase incerto fino all'ultima gara del campionato, a San Paolo. Era la prima volta dal 1986 che tre piloti si contendevano il mondiale all'ultimo Gran Premio: Hamilton, con 4 e 7 punti di vantaggio su Alonso e Räikkönen, poteva laurearsi campione con una gara regolare. Alla partenza le Ferrari presero subito il largo, con Räikkönen che passò Hamilton e si portò alle spalle del compagno di squadra. Lo stesso Hamilton, nel tentativo di chiudere Alonso, durante il primo giro sbagliò una curva e perse posizioni. Tornato in pista al sesto posto il britannico cominciò a guadagnare posizioni, ma, dopo qualche giro, l'inglese ebbe un problema al cambio, che lo fece arretrare in fondo al gruppo, concludendo infine al settimo posto. Intanto, durante il secondo pit-stop, Räikkönen riuscì a sorpassare Massa e a conquistò la vittoria davanti al compagno di scuderia e ad Alonso terzo. In questo modo, Räikkönen poté vincere il campionato con 110 punti contro i 109 punti di Hamilton ed Alonso.

Dopo la gara, l'ordine di arrivo finale venne ufficializzato con diverse ore di ritardo a causa di irregolarità rilevate nella temperatura della benzina delle vetture BMW e Williams (la benzina non può avere una temperatura inferiore di più di 10 gradi rispetto alla temperatura atmosferica "ufficiale", in quanto il carburante più freddo ha un rendimento migliore). Se i piloti di tali vetture fossero stati penalizzati dai giudici, Hamilton avrebbe vinto il campionato "a tavolino". La McLaren decise di presentare ricorso contro la decisione dei giudici. Lo stesso team inglese, nel 1997 era stato escluso dal Gran Premio del Belgio per un fatto analogo (benzina regolamentare ma differente dal campione depositato alla FIA).

Il 16 e il 17 novembre il ricorso McLaren venne discusso dal Consiglio Mondiale: dopo due giorni consecutivi di dibattimento fu dichiarato non valido confermando il titolo a Räikkönen e chiudendo definitivamente la stagione. Seguiranno polemiche, poiché in molti ritengono che il presidente della FIA Max Mosley abbia deliberatamente scelto di non applicare il regolamento (che avrebbe imposto la squalifica di Bmw e Williams) per non consegnare il titolo piloti alla McLaren, pesantemente penalizzata e multata. In realtà, le due macchine non vennero squalificate per via di un errore di comunicazione sulle temperature tra direzione gara ed i box dei team coinvolti. Il campionato costruttori si chiuse con la vittoria della Ferrari con 204 punti davanti alla BMW con 101 punti. La McLaren, virtualmente seconda con 203 punti (se non ci fosse stata la penalità al Gran Premio d'Ungheria sarebbero stati 218), rimase invece a zero a causa della squalifica per spionaggio ai danni della Ferrari.

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Gran Premio di Germania 2006

Hockenheim

Voce principale: Formula 1 stagione 2006.

Il Gran Premio di Germania 2006 si è svolto il 30 luglio ed ha visto la vittoria di Michael Schumacher, davanti al compagno Felipe Massa e ad un ottimo Kimi Raikkonen, che nel circuito della Mercedes, conquista un podio inaspettato. Dietro al terzetto un ottimo Jenson Button e le due Renault di Fernando Alonso e Giancarlo Fisichella, seguite da Jarno Trulli e Christian Klien. I piloti di casa non fanno scintille, se si esclude Michael Schumacher. dato che non riescono a prendere neanche un punto, così come il team tedesco, il Bmw Sauber F1 Team, che conclude con due ritiri.

Nella Q1, l'americano della Scuderia Toro Rosso, Scott Speed, non riesce a segnare un tempo, e si schiera in ultima posizione. Vengono eliminati i tre team minori, mentre il primo tempo è di Felipe Massa, che stacca di mezzo secondo il compagno di squadra, secondo. Nella Q2,i due piloti del team di casa, vengono eliminati, in una sessione che vede il distacco tra il decimo e il sedicesimi di soli 3 decimi. Oltre alle Bmw, fuori le Williams, Christian Klien e Jarno Trulli, mentre Michael Schumacher diventa l'unico a scendere sotto l'1:14, ottenendo così il primo tempo, con 3 decimi di vantaggio su Felipe Massa. Nella Q3 si sveglia l'"iceman", e con lui il motore Mercedes, che strappa una pole inaspettata, 3 decimi sotto Michael Schumacher. In secondo fila Felipe Massa e Jenson Button, mentre il leader del mondiale Fernando Alonso è solo settimo, distaccato da Kimi Raikkonen di 1.200 e da Michael Schumacher di 1.000.

La gara vede protagonista un ottimo Kimi Raikkonen, che però a causa di una strategia sbagliata, non riesce a far fruttare la pole position. Infatti, la prima sosta del finlandese di ghiaccio arriva al giro 10 e subito passano in testa le due Ferrari, che si fermeranno dieci giri più tardi, con un vantaggio sufficiente per mantenere la leadership della gara. Le due rosse si manterranno in testa, con due soste ciascuno, mentre dietro, Kimi Raikkonen, avrà qualche difficoltà, con una strategia di 3 soste. In difficoltà anche le Renault, con solo 7 punti conquistati.

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Source : Wikipedia