Europa

3.387743413485 (1746)
Inviato da nono 25/02/2009 @ 20:13

Tags : europa, esteri, unione europea, organizzazioni internazionali

ultime notizie
Italia al quinto posto in Europa per pressione fiscale - La Repubblica
L'Italia inoltre si attesta al quarto posto in Europa per la tassazione più elevata sulle imprese. Scendendo nel dettaglio, la tassazione sulle imprese italiane, secondo il rapporto dell'Ue, i cui dati sono aggiornati al 2009, è rimasto quest'anno...
Milano ancora più in rosso si accoda all'Europa - La Repubblica
(Teleborsa) - Roma, 22 giu - Scivola sempre più in territorio negativo Piazza Affari. Il Listino italiano dopo un'apertura che già l'aveva vista in coda alle principali borse europee, continua la sessione performando peggio delle borse del Vecchio...
BASEBALL: NETTUNO IN FESTA PER SQUADRA CAMPIONE D'EUROPA - La Repubblica
Si preparano grandi festeggiamenti a Nettuno per la sesta Coppa dei Campioni di baseball vinta dalla Danesi, che nella finale di Barcellona ha battuto per 1-0 la Fortitudo Bologna. Alla festa sono stati invitati anche due 'figli' illustri della...
L'indice IFO tedesco migliora ma l'Europa affonda - La Repubblica
(Teleborsa) - Roma, 22 giu - Migliora più del previsto l'indice IFO tedesco, salendo a 85,9 punti dagli 84,2 precedenti, oltre il consensus di 85 punti. I segnali confortanti arrivati dall'importante indicatore del sentiment in Germania non salvano...
L'Europa non riemerge dalle vendite al giro di boa - La Repubblica
(Teleborsa) - Roma, 22 giu - L'Europa resta in affanno a metà seduta, con i principali indici che confermano perdite consistenti, nonostante le buone indicazioni giunte dall'indice IFO tedesco in mattinata. L'indicatore del sentiment in Germania è...
BORSA: ancora vendite in Europa, in calo le banche - Borsa Italiana
MILANO (MF-DJ)--Avvio di seduta in calo per le principali Borse del Vecchio Continente nonostante la chiusura in nero di Tokyo. A livello macro, i riflettori sono puntati sull'indice Ifo tedesco di giugno e sul dato relativo agli ordini dell'industria...
L'Europa reagisce: "Basta repressione" - La Stampa
E' ferma la condanna dell'Unione Europea alle sempre più brutale repressioni con cui la teocrazia iraniana cerca di respingere, proprio nel trentennale della «democrazia islamica» khomeinista, la protesta popolare contro i brogli elettorali che...
Borsa: Europa scivola con WS - ANSA
(ANSA) - MILANO 22 GIU - Perdono quota le principali borse europee dopo l'avvio negativo degli scambi Usa, col Dow Jones in calo dell'1,21% e il Nasdaq dell'1,77%. Londra cede l'1,49%, Parigi l'1,95% e Francoforte l'1,69%. Sotto pressione Madrid (-2%),...
Borsa: avvio negativo in Europa - ANSA
(ANSA) - MILANO, 22 GIU - Avvio negativo per le principali Borse europee preoccupate dalla revisione al ribasso della Banca Mondiale sulle stime di crescita.Nonostante la chiusura in rialzo delle Borse asiatiche, Londra, Parigi e Francoforte cedono...
BORSA: -4, 17%, PEGGIORE IN EUROPA, TIMORI SU RIPRESA - AGI - Agenzia Giornalistica Italia
La Borsa chiude con un netto ribasso, il piu' marcato in Europa, una seduta caratterizzata su tutti i mercati dai timori riguardanti la ripresa: il nuovo taglio delle stime di crescita da parte della Banca mondiale ha infatti aumentato le incertezze...

Europa

Immagine satellitare dell'Europa

L'Europa è una regione geografica della Terra costituita principalmente da una penisola situata nella parte occidente del continente Eurasia. In conseguenza a fattori storico-culturali, è comunque considerata essa stessa un continente, benché fra i più piccoli, la sua superficie infatti si estende per soli 10.400.000 km² (estensione soltanto di poco superiore all'Oceania ed all'Antartide, i due continenti più piccoli della Terra) popolati tuttavia da 800.000.000 di abitanti che la portano ad essere il terzo continente più popolato (dopo l'Asia e l'Africa).

Il suo confine naturale è costituito per un lungo tratto dal mare: è delimitata a nord dal mare Glaciale Artico, ad ovest dall'oceano Atlantico, a sud dal mar Mediterraneo, a sud-est dal mar Nero e dal Caucaso, ad est dal mar Caspio, dalla catena montuosa degli Urali e dal fiume Ural.

La storia europea e la sua cultura hanno influenzato notevolmente tutto il mondo civilizzato. La posizione centrale dell'Europa, rispetto agli altri continenti, e la penetrazione del mare hanno sempre favorito le comunicazioni fra le popolazioni delle diverse regioni e le migrazioni verso le altre regioni del mondo. Il clima mite di buona parte del continente, inoltre, ha fatto sì che divenisse densamente abitata.

Il nome "Europa" viene dalla lingua greca (in greco: Ευρώπη) che significa "largo viso" (probabilmente un appellativo della luna) ed era una figura della mitologia greca. Europa era la figlia di Agenore re di Tiro, antica città cananea e colonia greca in area mediterraneo-mediorientale. Zeus, innamoratosi di questa, decise di rapirla e si trasformò in uno splendido toro bianco. Mentre coglieva i fiori in riva al mare Europa vide il toro che le si avvicinava. Era un po' spaventata ma il toro si sdraiò ai suoi piedi ed Europa si tranquillizzò. Vedendo che si lasciava accarezzare Europa salì sulla groppa del toro che si gettò in mare e la condusse fino a Creta. Zeus si ritrasformò in dio e le rivelò il suo amore. Ebbero tre figli: Minosse, Sarpedonte e Radamanto. Minosse divenne re di Creta e diede vita alla civiltà cretese, culla della civiltà europea. Il nome Europa, da quel momento, indicò le terre poste a nord del Mar Mediterraneo.

In epoca greca e romana l'Europa era un termine geografico indefinito, una terra a nord del Mediterraneo, della quale non si conoscevano i confini settentrionali. Nella ricostruzione del geografo greco Ecateo di Mileto (m. 480 a.C) la terra comprendeva due continenti divisi dal Mediterraneo, centro del mondo: da una parte l'Europa confinata a nord dalle sconosciute regioni iperboree; dall'altra l'Asia, nella quale erano compresi anche l'Egitto e la Libia.

Assai raramente gli autori latini citano i termini "Europa" ed "europei". Il primo che usa l'aggettivo "europeo" con un significato assai pertinente è nel VIII secolo il monaco Isidoro Pacensis, per indicare i soldati che sotto la guida di Carlo Martello, avevano combattuto a Poitiers (prospiciunt Europenses Arabum tentoria, nescientes cuncta esse pervacua). La battaglia aveva assunto infatti un grande valore simbolico: l'Occidente cristiano idealmente rappresentato dall'Europa, che aveva fermato l'espansione araba; e quindi Isidoro aveva usato l'aggettivo "europeo" per attribuire un'identità collettiva ai guerrieri che avevano fermato gli invasori musulmani.

L'Europa diviene per la prima volta una concreta e nuova realtà politica con l'impero di Carlo Magno. Tra la fine del VIII e l'inizio del IX secolo, alla fine di un trentennio di guerre contro Longobardi, Avari, Sassoni e Slavi, nasce una nuova entità nella quale convergono l'antica potenza di Roma, l'autorità spirituale del sommo pontefice e la forza dei giovani popoli germanici. Carlo, un giovane condottiero franco fonda l'Europa, che da generica espressione geografica diventa un grande Impero che usa la stessa moneta, che adotta il latino come lingua scritta ufficiale e che ha una sola religione.

L'Europa è caratterizzata da una lunga storia di grandi successi culturali ed economici che hanno inizio nell'età del bronzo. L'origine della cultura occidentale è generalmente attribuita agli antichi greci e all'impero romano, che dominò il continente per molti secoli, spingendosi fino oltre il Reno e il Danubio. Dopo l'avvento del Cristianesimo e la caduta dell'impero romano, l'Europa entrò in un lungo periodo di stasi, riportato dai pensatori rinascimentali come l'età buia, e indicato dagli storici moderni come Medioevo. In questo periodo molte comunità monastiche salvaguardarono le conoscenze accumulate precedentemente, trascrivendole. La fine del Medioevo si ha con l'inizio del Rinascimento che da Firenze si diffonde in tutta l'Europa e la nascita delle nuove monarchie che demarcarono l'inizio di un periodo di nuove scoperte, di esplorazioni e di sviluppo scientifico. Nel XV secolo il Portogallo aprì la strada delle scoperte, presto seguito dalla Spagna e da diverse altre nazioni europee, in particolare Francia e Gran Bretagna, che costruirono vasti imperi coloniali nei territori di Africa, America ed Asia.

Dopo l'età delle scoperte, l'idea della democrazia si fece strada in Europa. Ebbero inizio le lotte per l'indipendenza, in particolare in Francia, nel periodo noto come la Rivoluzione francese, alla quale fecero eco molte altre rivoluzioni che si propagarono nel continente insieme alle idee che propugnavano. La nascita della democrazia accrebbe le tensioni già preesistenti, dovute alla competizione per la conquista del Nuovo Mondo. In particolare Napoleone Bonaparte riuscì a formare un nuovo impero francese egemone in Europa, che tuttavia non resse alle guerre contro le coalizioni formate dai governi reazionari di Russia, Inghilterra ed Austria. Successivamente, l'Europa si stabilizzò, anche se così non sarebbe stato per sempre.

Negli anni seguenti gli stati Europei stabilirono un dominio tecnologico, culturale, politico ed economico sul resto del mondo, conquistando o riducendo in colonie enormi estensioni territoriali in America, Africa ed Asia ed Oceania. In questo periodo nacquero in Europa anche nuove ideologie quali il comunismo, il capitalismo, fascismo ed il nazionalsocialismo, che avrebbero segnato il corso di tutto il XX secolo. Le tensioni fra gli stati europei crebbero infine a tal punto da sfociare nelle due guerre mondiali, che prima incrinarono e poi spezzarono l'egemonia del continente sul resto del pianeta. Dal 1945 al 1991 l'Europa si ritrovò attraversata dalla linea di confine fra Il blocco occidentale-capitalista e quello orientale-comunista, situazione finita con la disgregazione dell'URSS e che al momento è ancora in fase di assestamento, con la creazione dell'Unione europea, il problema dei rapporti con il mondo arabo nel bacino del mediterraneo e del confronto con il ruolo egemonico assunto dagli U.S.A. nel nuovo scacchiere internazionale.

Geograficamente l'Europa è una parte del supercontinente eurasiatico.

Il confine ad est del continente parte dai monti Urali in Russia, continuando con il fiume Ural, il mar Caspio e la depressione del Kuma-Manych a sud, che lo separa dall'Asia. Questa linea di demarcazione fu così definita dallo zar di Russia fin dal 1730 sulla base dei lavori geografici del tedesco Philip Johan von Strahlenberg. Tuttavia non tutti accettano questa convenzione: così, al di là del fiume Ural, anche l'Emba può essere usato come confine, e le vette del Caucaso possono sostituirsi ai fiumi Kuma e Manych.

Il mar Nero, il Bosforo, il mar di Marmara e i Dardanelli concludono il confine con l'Asia. Il mar Mediterraneo a sud separa l'Europa dall'Africa, mentre ad ovest il confine è dato dall'Oceano Atlantico, includendo l'Islanda. Non è ancora stato concluso il dibattito su dove sia il centro geografico dell'Europa.

Queste frontiere ad est dell'Europa sono soltanto politiche, economiche e culturali, ma non geografiche. Ciò ha dato origine a diverse interpretazioni sui confini europei e quindi sul territorio di cui l'Europa è composta, includendo o escludendo interi paesi. Quasi tutti i paesi europei fanno parte del Consiglio d'Europa, eccetto la Bielorussia, la Città del Vaticano, il Kazakistan e Kosovo.

L'idea del continente Europeo, però, non è universalmente accettata. Alcune aree geografiche all'esterno dell'Europa tendono a riferirsi al continente Euroasiatico o vedono l'Europa come un sub-continente, non essendo completamente circondato dal mare, definibile più come un'area culturale che geografica. In passato questa suddivisione era ritenuta valida per il fatto che separava il territorio dei cristiani dai non cristiani.

La parola Europa è alle volte usata come abbreviazione per la Comunità Europea (CE) (in seguito diventata Unione Europea) e dei suoi stati membri, che dal 1º gennaio 2007 sono 27.

La distribuzione delle risorse idriche in Europa è irregolare. Il Vecchio Continente, dopo le Americhe e l'Oceania, è tuttavia il continente con maggiore disponibilità di risorse idriche in rapporto alla popolazione.

L'Europa è composta da un insieme di penisole connesse. Le più grandi tra queste sono la "terraferma" europea e la Scandinavia a nord, divise dal mar Baltico. Tre penisole minori, Iberia, Italia e Balcani, spuntano dal margine meridionale dell'entroterra nel mar Mediterraneo, che le separa dall'Africa. Ad est, la terraferma europea si allarga fino al confine con l'Asia sui monti Urali.

I rilievi in Europa mostrano grandi dislivelli in aree relativamente piccole. Le regioni meridionali, comunque, sono prevalentemente montuose, mentre, procedendo verso nord, il terreno scende da Alpi, Pirenei e Carpazi, verso altipiani collinosi e poi le ampie e basse pianure del nord, particolarmente vaste a oriente. La zona pianeggiante è conosciuta come la Grande Pianura Europea, e ha il suo centro nella Pianura Tedesca del Nord. Un arco montano esiste anche sulla costa nord-occidentale, comincia ad ovest con le Isole Britanniche e continua lungo l'asse montagnoso, tagliato dai fiordi, della Norvegia.

Questa è una descrizione semplificata. Sotto regioni come l'Iberia e l'Italia contengono le loro proprie complesse caratteristiche, come la terraferma europea stessa, dove i rilievi contengono molti altopiani, valli dei fiumi e bacini che complicano la struttura generale. L'Islanda e le Isole Britanniche sono casi speciali. Si credeva che fossero terre a sé nell'oceano settentrionale che viene considerato come una parte dell'Europa, mentre adesso si pensa che siano aree montagnose un tempo unite alla terraferma finché l'innalzamento del livello del mare non le ha tagliate fuori.

La popolazione dell'Europa è circa 705 796 000 abitanti, distribuiti su 10,5 milioni di km². La densità media è pari a 68 ab./km².

L'Europa, pur essendo uno dei continenti più piccoli, è il più densamente popolato. Le cause di tale concentrazione sono da ricercarsi in molteplici fattori, in primo luogo la posizione geografica: l'Europa è infatti quasi del tutto compresa nella fascia temperata, e l'80% del territorio è utilizzabile per l'agricoltura e le attività umane.

Nel corso dei secoli, il continente Europa ha subito forti incrementi e decrementi di popolazione, legati agli avvenimenti storici. I primi dati attendibili risalgono all'era cristiana, quando si ritiene che in Europa vivessero 40 milioni di persone, intorno alle rive del mar Mediterraneo. Con le invasioni barbariche ci fu un forte calo dovuto alle guerre continue, alle carestie ed epidemie. Intorno al mille grazie alla rinascita dell'agricoltura e alla conseguente ripresa economica, la popolazione si assestò nuovamente sulle cifre dei secoli precedenti. A partire dall'XI secolo e fino agli inizi del XIV secolo ci fu un costante aumento: dai circa 35 milioni di abitanti nell'anno 1000, si arrivò a 80 milioni nel 1330. La crescita perdurò fino ad un nuovo crollo nel XIV in seguito a diverse ondate di peste, la più terribile quella del 1347, che fecero venti milioni di vittime.

Nel Quattrocento la popolazione tornò ad aumentare ininterrotamente, con solo una fase di stagnazione nella prima metà del XVII secolo.

Soltanto agli inizi del 1700 la popolazione tornò ad assestarsi sui 120-125 milioni. La causa dell'incremento fu un forte calo della mortalità infantile, come conseguenza del miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie di gran parte della popolazione, e del progresso economico conseguente alla rivoluzione industriale e alla rivoluzione agricola.

Da quella data in poi l'incremento demografico fu continuo: 180 milioni nel 1800, 390 milioni nel 1900, 700 milioni nel 2000.

Dopo una fase di crescita zero, dal 2000 in poi la popolazione europea ha cominciato nuovamente un declino demografico a causa della diminuzione della natalità, fenomeno dovuto all'inurbamento, cioè alla tendenza delle famiglie a trasferirsi nelle aree urbane, dove le condizioni di vita inducevano a limitare il numero dei figli. Le donne lavoravano fuori casa e avevano quindi difficoltà ad accudire i figli che rappresentavano un costo perché obbligati a frequentare la scuola.

Il caso dell'Europa è unico al mondo perché tutti gli altri continenti registrano ritmi di crescita decisamente elevati.

Avendo vissuto fianco a fianco con la civiltà agricola e industriale per millenni, animali e piante europei sono profondamente segnati dalla presenza e attività dell'uomo. Con l'eccezione della Scandinavia e della Russia, si possono trovare poche aree incontaminate e selvatiche in Europa, eccetto i parchi naturali.

La principale vegetazione naturale che ricopre l'Europa è la foresta. Le condizioni per la sua crescita sono molto favorevoli. A nord, la Corrente del Golfo e la Corrente del Nord Atlantico riscaldano il continente, a sud il clima è mediterraneo, e ci sono frequenti siccità estive in questa regione. Le creste delle montagne hanno spesso molta influenza sulle condizioni climatiche, alcune (Alpi, Pirenei), sono orientate dall'est all'ovest e permettono al vento di portare grandi masse d'acqua dall'oceano verso l'interno. Altre sono orientate da sud a nord (Montagne Scandinave, Alpi Dinariche, Carpazi, Appennini) e siccome la pioggia cade prima dal lato delle montagne orientato verso il mare, le foreste crescono meglio da questa parte, mentre dall'altro lato, le condizioni sono molto meno favorevoli. Su pochi angoli dell'Europa non è pascolato il bestiame nei millenni, e la massiccia deforestazione ha causato danni incalcolabili all'ecosistema originario.

Un tempo l'Europa era coperta tra l'80% e il 90% dalle foreste, che si estendevano dal Mediterraneo all'Artico. Sebbene più della metà delle foreste originarie siano scomparse nei secoli di colonizzazione, l'Europa ha ancora più di un quarto delle foreste mondiali, abeti nelle foreste della Scandinavia, vaste foreste di pini in Russia, castagno nel Caucaso, e la quercia nel Mediterraneo. Recentemente, la deforestazione si è arrestata e molti alberi sono stati piantati. Comunque, spesso le conifere sono state preferiti agli origini alberi decidui, per via del veloce tempo di crescita. Le piantagioni e le monocolture adesso coprono vaste aree di terra, e questo offre pochi habitat per le specie animali originarie delle foreste europee. L'ammontare delle foreste originarie in Europa Occidentale è solo dal due al tre per cento, nella Russia europea dal cinque al dieci per cento. Il paese meno coperto da foreste è l'Irlanda (8%), quello più coperto è la Finlandia (72%).

Nella terraferma, prevalgono le foreste decidue. Le specie più importanti sono il faggio, la betulla e la quercia. Nel nord, dove cresce la taiga, la betulla è molto comune. Nel Mediterraneo, molti ulivi sono stati piantati, i quali si adattano molto bene al clima arido estivo. Un'altra specie comune nell'Europa Meridionale sono i cipressi. Le foreste di conifere prevalgono ad altitudini elevate, sopra il confine delle foreste, e nel nord di Russia e Scandinavia, all'avvicinarsi dell'Artico, predomina la tundra. Le regioni semi-aride del mediterraneo ospitano anche piante del sottobosco. Una stretta lingua della prateria euroasiatica, la steppa, si estende verso est dall'Ucraina e la Russia meridionale verso l'Ungheria, e attraversa la taiga nel nord.

Sono endemiche europee due Specie di palme, la Chamaerops humilis, detta anche palma nana o di San Pietro del Mediterraneo meridionale, e la Phoenix theophrasti o dattero di Creta, dell'isola omonima.

La più recente glaciazione e la presenza dell'uomo, hanno influenzato la distribuzione della fauna europea. In molte parti dell'Europa, predatori e grandi animali sono stati cacciati fino all'estinzione. Il mammut e l'uro si sono estinti, e oggi, lupi (carnivori) e orsi (onnivori), sono a rischio di estinzione, mentre un tempo si trovavano quasi ovunque nell'Europa. Comunque, la deforestazione ha costretto questi animali a ritirarsi sempre di più. Già nel medioevo l'habitat degli orsi era limitato a montagne più o meno inaccessibili con abbastanza copertura boschiva. Oggi, l'orso bruno vive principalmente nella penisola balcanica, nel nord e nella Russia; un minor numero di esemplari persiste ancora in Europa (Austria, Pirenei, ecc.) ma in queste aree sono frammentati ed emarginati per la distruzione del loro habitat. Nell'estremo nord dell'Europa si può trovare l'orso polare. Il lupo, il secondo più grande predatore in Europa dopo l'orso bruno, si può trovare principalmente nell'Europa Orientale e nei Balcani.

Altri carnivori importanti sono la lince eurasiatica, il gatto selvatico, le volpi (specialmente la volpe rossa), sciacalli, martore, ricci, serpenti (vipere, bisce...), diversi uccelli e mammiferi, come roditori, cervi, caprioli e cinghiali, nelle montagne marmotte, stambecchi e camosci tra gli altri.

Anche le creature marine sono importanti per la flora e la fauna europee. La flora marina è specialmente fitoplancton. Altri animali importanti che vivono nei mari europei sono zooplancton, molluschi, echinodermi, crostacei, calamari, polpi, pesci, delfini e balene.

Alcuni animali vivono in grotte, come i protei ed i pipistrelli.

Il turismo è uno dei settori più sviluppati dell'economia del continente. L'Europa è infatti il continente che concentra le più svariate e visitate attrazioni turistiche al mondo, potendo contare sui suoi millenni di storia che le hanno tramandato innumerevoli vestigia monumentali, città d'arte, ma vanta anche attrazioni paesaggistiche, naturalistiche, parchi divertimento.

L'Europa comprende 50 stati indipendenti, elencati di seguito (tra parentesi è riportata la capitale).

Le suddivisioni dell'Europa sono molto arbitrarie, in quanto esistono pochi consensi per le molte definizioni che sono state proposte. Non esiste alcuna precisa convenzione geografica; la seguente mappa rappresenta, comunque, l'idea più comune di quali nazioni costituiscono le varie regioni del continente.

L'Europa Occidentale (in rosso sulla mappa), include Gran Bretagna, Irlanda, Francia e il Benelux (Belgio, Olanda e Lussemburgo). In certi casi, include anche la Germania, anche se è più appropriato considerarla nell'Europa Centrale. In altri casi, il concetto di Europa Occidentale si riferisce all'intera metà occidentale dell'Europa, includendo la Penisola Iberica (Spagna, Portogallo, Andorra), la penisola italiana (Italia, San Marino, Città del Vaticano), i paesi nordici (Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda, Danimarca), e i paesi alpini (Germania, Svizzera, Liechtenstein, Austria, Slovenia) e Monaco. Usato in senso storico o politico (riferendosi alle divisioni della Guerra Fredda), il termine può includere anche la Grecia e la Turchia.

Europa Centrale (in azzurro sulla mappa) è un termine meno usato rispetto a Europa Occidentale e Orientale, spesso, le sue nazioni sono classificate nell'una o nell'altra categoria. Solitamente, riferendosi all'Europa Centrale, si intendono il Gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria), e i Paesi Alpini (Svizzera, Liechtenstein, Austria, Slovenia, Germania).

Europa Orientale (in arancione sulla mappa), non è un concetto bene definito, come per l'Europa Occidentale. Include molte della ex Unione delle Repubbliche Sovietiche Socialiste (Bielorussia, Kazakistan, Moldavia, Russia, Ucraina), spesso gli Stati baltici (Estonia, Lettonia, Lituania), più raramente la Polonia. Spesso include anche il Caucaso, o i paesi Transcaucasiani (Armenia, Azerbaijan, Georgia), sebbene questi possano anche essere considerati parte dell'Asia. In un più ampio contesto economico/politico, potrebbero anche essere compresi il Gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria), e i Balcani (Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Macedonia, Romania, Serbia, Montenegro). Durante la Guerra Fredda, i Paesi Comunisti del Blocco Sovietico (gli appartenenti al Patto di Varsavia), erano definiti come "Europa Orientale". Spesso il termine però include anche paesi non appartenenti al Blocco Sovietico come l'Albania e la Ex Jugoslavia.

L'Europa Settentrionale (in viola sulla mappa) è rappresentata come l'insieme dei paesi nordici ("Scandinavia" nel suo senso più ampio: Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda e Danimarca). A volte anche l'Estonia viene contata come un paese nordico, a causa dei forti legami culturali con la Finlandia. Il termine Europa Settentrionale, però, di solito ricopre un'area più ampia, come parte dell'Europa a nord delle Alpi. In questo caso, comprende le Isole Britanniche (Gran Bretagna e Irlanda), il Benelux (Belgio, Olanda e Lussemburgo), la Francia settentrionale, la Germania, i paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), a volte anche Polonia e Russia.

Europa Meridionale (in verde sulla mappa), è un termine usato in modo simile a quello di Europa Settentrionale. Include la Penisola Iberica (Spagna, Portogallo, Gibilterra e Andorra), la penisola Italiana (Italia, San Marino, Città del Vaticano), Monaco e la Penisola Balcanica (Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Macedonia, Romania, Serbia, Montenegro e Kosovo). Di solito i rimanenti Stati Mediterranei (Cipro e Malta) e la Tracia orientale (in Turchia) sono inclusi a loro volta. In senso culturale anche la Francia meridionale e la Corsica si potrebbero comprendere.

Alcuni stati, hanno dei territori compresi sia in Europa che in Asia (rosa), questi sono Russia, Kazakistan, Turchia, Azerbaijan, Grecia (alcune isole del Mar Egeo sotto il paese ellenico sono in Asia) e Georgia. I loro territori asiatici sono colorati in rosa chiaro. Altri stati sono completamente nel continente asiatico, ma sono considerati parte dell'Europa per ragioni storiche e culturali (Armenia, Cipro), sono colorati in rosa scuro. L'enclave dell'Azerbaijan di Nakhchivan, è anche colorata in rosa scuro perché non è un'estensione continua del territorio dell'Azerbaijan.

Per la parte superiore



Storia d'Europa

Europa, 814.

Voce principale: Europa.

Mentre le prime tracce umane in Europa risalgono al 35000 a.C., i primi insediamenti umani vengono datati attorno al 7000 a.C.

All'inizio l'Europa fu un'immensa colonia dell'oriente, colonizzata ad ondate successive. Le prime popolazioni di coloni arrivarono per via terrestre attraversando il bosforo e portando con sé frammenti di lingue e religioni dell'area compresa tra l'India e l'antica Persia. Questi primi coloni erano dediti alla pastorizia e ad un tipo rudimentale di coltivazione annua. Non vi erano possedimenti privati stabili nel tempo e non vi erano quasi neanche città. Erano per lo più nomadi sempre in guerra che con il passare del tempo si mescolavano con le tribù aborigene di selvaggi dell'Europa. Queste genti apparvero come barbare alle successive ondate di coloni di origine asiatica che giunsero per mare e si stanziarono inizialmente nelle isole greche, nell'attuale Grecia, Italia e nella penisola iberica.

Questa seconda ondata di coloni giungeva dalle città dell'Egitto, della Fenicia, della Lidia, della Frigia, della Colchide e per prima cosa esportarono il loro modo di vivere. Costruirono degli stabili domicili, le urbs: insediamenti circondate da mura; prima costruivano le mura e poi all'interno le case. Introdussero così il concetto stabile di proprietà privata. Erano popolazioni di agricoltori e traevano da essa il loro principale sostentamento. Queste colonie erano tra loro collegate dal commercio e si diffondevano creando altre città e lo stesso stile di vita.

In Italia le città diventano stabili mercati, officine e porti, alimentate dal commercio con paesi lontani. Con il termine città si intende sia il centro abitato che i territori circostanti fino al confine con l'area della città vicina; nasce così nei cittadini il primo concetto di patria che si limita a tale area, legando tra loro sia gli abitanti interni del centro cittadino che quelli all'esterno delle mura. Questo è un concetto tipico del territorio italiano e del tutto assente nel resto d'Europa, per esempio un agricoltore non si sentiva parigino nemmeno se abitava appena fuori dalle mura di Parigi. Questa adesione tra il contado e la città fa si che si crei una sorta di piccolo stato elementare, permanente ed indissolubile; se il centro cittadino viene distrutto o conquistato, allora prima o poi viene ricostruito. Questo genera un altro fenomeno tipico dell'area italiana: i municipi.

Non è possibile dedurre dai reperti archeologici il periodo in cui vennero fondate le prime città, però è possibile stabilire all'incirca i periodi in cui questi coloni giunsero sulle coste meridionali dell'Europa. Negli scritti egizi si trovano indicate tre importanti migrazioni che interessarono tutti i luoghi da cui poi vennero i successivi colonizzatori dell'Europa. Nel 2500 a.C. la spedizione d'Osimandia giunse fino alle frontiere dell'India; nel 2000 a.C. l'irruzione dei pastori provenienti dalle regioni del Caspio all'Egitto; nel 1800 a.C. la spedizione di Sesostri che giunse fino all'Europa. Alla fondazione di Roma (circa nel 750 a.C.), l'Italia era già punteggiata da città molto più antiche, ma esse appartenevano a più lingue e religioni differenti che si erano stabilite in modo sparso nella zona e che si contendevano il territorio combattendo tra loro.

Le prime manifestazioni di civiltà in Europa risalgono al 2000 a.C. circa e riguardano la civiltà minoica dell'isola di Creta, crocevia dei traffici mediterranei, e gli insediamenti dei Celti nell'Europa centrale; probabilmente altri insediamenti civili si avevano nell'area baltica, grazie alle condizioni climatiche favorevoli successivamente peggiorate per un drammatico periodo di tipo glaciale. Intorno al XV secolo a.C. si hanno i primi sviluppi della civiltà di Micene sviluppatasi nel Peloponneso con l'arrivo in Grecia degli Achei, popoli di provenienza nordica, forse i baltici spinti dalla glaciazione. Successivamente, mentre la civiltà cretese entra in crisi, forse a causa di un evento naturale distruttivo, prevale la civiltà micenea ed i Celti procedono in una espansione che arriverà al massimo intorno al IV secolo a.C. raggiungendo le parti centrali della Penisola Iberica, dell'Italia e dell'Anatolia.

Alla fine dell'età del bronzo dai regni precedentemente esistenti nasce la civiltà greca. La struttura è quella di un insieme di città-stato (tra le maggiori delle quali ricordiamo Atene, Corinto e Sparta), anche molto differenti in termini di cultura ed organizzazione politica ed economica. L'espansione territoriale verso le colonie greche diffonde la cultura ellenica su tutta l'Asia Minore e in buona parte del Mediterraneo, trovando un limite nella espansione dei Fenici. L'identità "europea" si sviluppa però a partire dalle guerre persiane, quando i dotti dell'epoca iniziano a differenziare la "popolazione europea", più bellicosa e maggiormente affezionata alla democrazia, dalla "popolazione non europea", che preferisce la quiete e la sudditanza, a patto che l'impero garantisca prosperità.

Nel IV secolo a.C., la debolezza conseguente alle lotte interne tra le varie città-stato rendono la penisola ellenica preda del re macedone Filippo II. Le campagne di suo figlio Alessandro il Grande diffonde la cultura ellenica a gran parte dell'area medio orientale e dell'Egitto.

L'eredità greca viene capitalizzata dalla nascente civiltà romana, che la estende inizialmente nella penisola italiana e poi nell'intera area mediterranea e nell'Europa occidentale e meridionale. Nella sua espansione, Roma trova la maggiore resistenza da parte della colonia fenicia di Cartagine, sconfitta alla fine del III secolo a.C.

Il governo di Roma, inizialmente a carico di una serie di re, passa poi ad istituzioni repubblicane ed infine all'impero con Augusto nel I secolo a.C. L'impero raggiunge la sua massima estensione nel II secolo d.C. con Traiano, estendendosi a tutte le coste del Mediterraneo a sud e a tutta l'Europa fino ai fiumi Reno e Danubio a nord.

La civiltà di Roma porta ad un elevato sviluppo economico e sociale fino al III secolo d.C., quando una serie di guerre civili segna l'inizio di un lento declino. Nel IV secolo gli imperatori Diocleziano e Costantino dividono l'Impero Romano d'Occidente dall'Impero Romano d'Oriente, nel tentativo di semplificarne il governo.

L'inizio del Medioevo viene convenzionalmente e tradizionalmente fatto coincidere con due date, rispettivamente o il sacco di Roma da parte dei Visigoti di Alarico nel 410, oppure altrimenti con la deposizione da parte di Odoacre di Romolo Augusto, ultimo Imperatore Romano d'Occidente, avvenuta nel 476.

A partire dal V secolo, l'Impero Romano d'Occidente è soggetto ad una serie di invasioni barbariche che ne segnano il progressivo disfacimento ed allontanamento dall'Impero Bizantino che sopravvive, pur con alterne vicende, per un altro millennio.

Il VII secolo conosce la rapida espansione degli Arabi nelle coste del Mediterraneo, fino a raggiungere l'Anatolia, tutte le coste dell'Africa settentrionale, la Sicilia e la Spagna.

Nel frattempo, l'Europa dell'ex Impero Romano d'Occidente continua la sua involuzione fino a suddividersi in piccole realtà locali con un'economia basata sull'agricoltura e sulla silvicultura. Si tratta di un cambiamento anche paesaggistico e funzionale dalla polarità ager(campo coltivato)-saltus (foresta) romana, alla inclusione del saltus nei coltivi, con differenziazione qualitativa della disponibilità di derrate. Tutto ciò porterà ad una forte contrazione dei commerci. Politicamente, la polverizzazione del potere centrale precipita l'Europa nelle mani di vari signori locali, laici o ecclesiastici (feudalesimo). L'unica autorità in grado di avere un'organizzazione centralizzata era la Chiesa, che inizia ad avere progressivamente anche un'influenza temporale e un ruolo di continuità con la cultura latina.

Una prima riunificazione si ha con il Sacro romano impero, che appare attorno all'800 quando Carlo Magno, re dei Franchi, riunisce sotto al suo regno (oltre alla Francia) la parte occidentale della Germania e la parte settentrionale dell'Italia: nella parte centrale dell'Italia prende corpo lo Stato della Chiesa.

Nel tardo Medioevo si iniziano ad avere segnali di rinascita agricola, commerciale e culturale dell'Europa occidentale, con l'affermarsi, a partire dall'XI secolo, di realtà comunali ricche di fermenti soprattutto nelle Fiandre e nell'Italia centro-settentrionale e con lo sviluppo delle Repubbliche marinare italiane. Mentre il Sacro Romano Impero continua la sua frammentazione in una serie di feudi italiani e tedeschi, sempre meno legati al potere dell'imperatore, alcuni comuni si trasformano in importanti città stato (come Milano, Venezia e Firenze) e contemporaneamente si iniziano a formare i primi stati nazionali (quali Francia, Inghilterra e Spagna).

Dopo un periodo di crescita economica e demografica, intorno al 1300, anche a causa di un raffreddamento del clima, inizia un periodo caratterizzato da carestie, guerre ed epidemie che si supportano a vicenda, in un circolo vizioso. Il peggioramento delle condizioni di vita e l'indebolimento fisiologico delle popolazioni europee (perciò la minore resistenza alle malattie) sfocierà in un drammatico calo demografico: la peggiore epidemia di peste, sarà la peste nera del 1348-1351, causa della morte di circa un terzo della popolazione europea, preparata e seguita da molte altre epidemie minori. Va detto che i paesi europei meno colpiti dalla peste, Inghilterra e Olanda, furono quelli meno interessati dalle carestie, perché tradizionalmente dediti al commercio delle eccedenze agricole, quindi dotati di cospicue riserve alimentari nei magazzini.

Intorno allo spartiacque del secolo XV, la popolazione rimasta conoscerà un nuovo ciclo di più diffuso benessere: manodopera più scarsa, quindi salari più alti o messa a pascolo delle terre agricole, attività meno vorace di manodopera. Ciò si tradurrà in una disponibilità carnea per tutti, o quasi, quindi in un rafforzamento della popolazione: migliore resistenza alle malattie, aumento della durata della vita media, miglioramento della qualità della vita.

La fine del Medioevo viene fatta convenzionalmente e tradizionalmente coincidere con due date, rispettivamente o con la caduta di Costantinopoli e dell'Impero Bizantino nel 1453 per mano dei Turchi Ottomani, i quali faranno della città (rinominata Istanbul soltanto nel 1930) la capitale dell'Impero Ottomano, durato fino al 1919, e che giunse a comprendere anche Siria, Egitto, Libia, Arabia e gran parte dei Balcani, oppure altrimenti con la data della scoperta dell'America da parte della spedizione guidata da Cristoforo Colombo nel 1492.

Gli stati che si sono formati alla fine del XV secolo continuano ad accrescere il proprio potere, mentre la Chiesa, a causa della corruzione e dei conflitti interni, continua a perdere progressivamente potere. In particolare, dopo la Riforma protestante avviata da Martin Lutero nel 1517, l'Europa viene attraversata da una serie di lotte nelle quali motivazioni religiose giustificavano mire politiche.

Contemporaneamente, le nazioni europee (con Spagna e Portogallo, seguite da Francia, Inghilterra ed Olanda) iniziano un'espansione coloniale, sia verso i territori dell'Asia e dell'Africa, sia verso le terre del Nord e Sud America a seguito della loro scoperta da parte di Cristoforo Colombo nel 1492.

L'Europa dell'Est è teatro di duri scontri tra Svezia, Polonia e Russia, con quest'ultima che ha il sopravvento, annettendo la Finlandia e la parte orientale della Polonia.

In questo contesto, la Repubblica di Venezia porta al massimo splendore lo stile neoclassica, e nonostante le scomuniche papali e le guerre contro l'impero Ottomano, difende la sua laicità, la libertà di fede nel suo territorio contro l'inquisizione, mantiene libera la ricerca scientifica.

Il XVIII secolo vede la crescita della borghesia mercantile, i progressi culturali e scientifici ed i primi segni della Rivoluzione industriale; contemporaneamente permangono i privilegi delle classi aristocratiche ed ecclesiastiche. Si crea quindi una situazione di tensione che sfocia in un conflitto aperto in Francia. Il rifiuto di Luigi XVI di condividere il proprio potere con il Terzo stato porta nel 1789 alla Rivoluzione francese, con la fine delle monarchia francese e l'instaurazione della Repubblica.

L'affermazione di principi di governo democratico e la reazione delle potenze europee portano a conflitti che conducono alla presa del potere da parte del generale Napoleone Bonaparte, che conduce una serie di brillanti campagne militari contro tutte le monarchie europee. Queste portano Napoleone a battere l'Austria (il cui imperatore perde il ruolo di titolare del Sacro Romano Impero) la Russia e la Prussia e a controllare gran parte d'Italia, Germania e Spagna. La resistenza dell'Inghilterra, che mantiene il controllo dei mari, e la disastrosa campagna di Russia, portano alla caduta di Napoleone, il cui impero termina nel 1815 con la sconfitta di Waterloo.

La restaurazione delle forme di potere antecedenti alla Rivoluzione francese negli anni dal 1815 al 1848 tenta invano di soffocare le aspirazioni liberali e nazionali delle popolazioni europee suscitate dalla Rivoluzione francese. A queste si aggiungono sia le trasformazioni sociali legate alla Rivoluzione industriale, sia la rinascita di spinte nazionalistiche che mal tolleravano forme di governo sempre più lontane dalle esigenze popolari. Come conseguenza, il periodo tra il 1815 ed il 1871 fu segnato da una serie di moti rivoluzionari e guerre d'indipendenza che ebbero, tra i maggiori risultati, la nascita di stati nazionali in Italia e Germania.

L'Europa dopo il 1870 si trovava in una nuova situazione geopolitica dove i rapporti di forza tradizionali erano sostanzialmente mutati. La pace fra le potenze europee, seppure conservata, rimase sostanzialmente instabile.

Sul continente Bismarck, uno dei principali protagonisti di questo periodo storico, si adoperò instancabilmente per costruire l'egemonia diplomatica e militare della Germania.

Nell'ultimo decennio del secolo la Germania era riuscita a spezzare il proprio isolamento.

Verso alla fine del secolo si profilava, ormai nettamente, quella rivalità fra Gran Bretagna e Germania che doveva essere una delle cause fondamentali della prima guerra mondiale.

Dopo il periodo relativamente pacifico che vede l'espansione della borghesia industriale, periodo noto anche come Belle époque, le tensioni tra le potenze europee, imputabili in particolare alle aristocrazie dominanti, portano nel 1914 alla Prima Guerra Mondiale. Da un lato si schierano la Germania, l'Impero Austro-Ungarico e l'Impero ottomano, mentre dall'altra la Francia, il Regno Unito, la Russia e la Serbia, ai quali si aggiungono nel 1915 l'Italia e nel 1917 gli Stati Uniti; nonostante il ritiro della Russia nel 1917 causato dal successo della Rivoluzione russa, quest'ultimi prevalgono nell'autunno del 1918.

Il Trattato di Versailles del 1919, per il prevalere degli interessi nazionali, impone severe condizioni alla Germania e il disfacimento degli imperi tedesco, austro-ungarico e russo con la creazione di nuovi stati come la Polonia, Cecoslovacchia e la Iugoslavia. Gli anni seguenti sono contraddistinti da gravi problemi economici e sociali (Crisi del 1929), che sfociarono nella grande depressione del 1929-33. Le tensioni che derivano da questa difficile situazione ed i tentativi di espandere la rivoluzione bolscevica, porta alla nascita di movimenti nazionalisti come il Fascismo in Italia (1922), il movimento di Horty in Ungheria, il Nazismo in Germania (1933), il Franchismo in Spagna (dopo la Guerra civile terminata nel 1939).

La Germania nazista, dopo l'annessione dell'Austria e dei Sudeti e dopo la definizione del Patto d'acciaio con l'Italia e la firma di un patto di non aggressione con l'Unione Sovietica, dà inizio nel settembre 1939 alla Seconda guerra mondiale con l'invasione della Polonia. Seguono le invasioni di Paesi Bassi, Belgio, Francia (Campagna di Francia), Danimarca, Norvegia (Operazione Weserübung) e Balcani (Campagna dei Balcani). Dopo questi iniziali successi, la Germania tenta di invadere il Regno Unito e nel 1941 attacca la Russia; questa invasione viene però fermata vicino Mosca nel dicembre del 1941. Nel frattempo l'Impero giapponese, alleatosi a Germania ed Italia nel settembre 1940, attacca gli Stati Uniti il 7 dicembre 1941. Le vittorie alleate in Nord Africa sono seguite dall'invasione dell'Italia nel 1943, dallo sbarco in Normandia nel giugno del 1944 e dall'invasione della Germania nel 1945 portando alla fine della guerra nell'agosto dello stesso anno.

La fine della guerra porta alla separazione delle nazioni europee in due blocchi, distinguendo tra quelle filo occidentali facenti parte della NATO e quelle di influenza sovietica del Patto di Varsavia. La contrapposizione dei due blocchi porta a quella che venne definita Guerra fredda, terminata nel 1991 con il disfacimento dell'Unione Sovietica. Contemporaneamente, un processo d'integrazione economica e politica porta allo sviluppo del Mercato Europeo Comune prima e dell'Unione Europea successivamente.

Per la parte superiore



Europa (quotidiano)

Europa è un quotidiano italiano, organo di stampa ufficiale del Partito democratico.

È stato fondato il 12 febbraio 2003 come quotidiano di Democrazia è Libertà - La Margherita, con direttore Nino Rizzo Nervo. La redazione ha sede a Roma. Attualmente il direttore responsabile è Stefano Menichini, mentre è condirettore Federico Orlando e sono vicedirettori Giovanni Cocconi e Chiara Geloni.

Ogni settimana (il venerdì) il giornale pubblica l'inserto "Europa Toscana", che si occupa nello specifico delle vicende politiche della regione Toscana. Europa è l'erede del quotidiano Il Popolo, del quale conserva parte della redazione e molti collaboratori.

Per la parte superiore



Europa (isola)

Una vista dell'isola

L'Isola Europa (in francese: Île Europa) è un'isola tropicale di 28 km², nel Canale del Mozambico, a circa metà strada tra il Madagascar meridionale e il Mozambico meridionale, a coordinate 22°20′S 40°22′E / -22.333, 40.367. Ha una linea costiera di 22.2 chilometri, ma nessun porto o baia, solo ancoraggi al largo. Coperta da foreste di mangrovie e boschi, ha un rifugio della vita selvatica, ma trascurabili risorse naturali.

L'isola è un possedimento francese fin dal 1897, ma è rivendicata dal Madagascar.

L'isola non ha abitanti indigeni né attività economiche, anche se è presente una guarnigione militare francese che opera una stazione meteorologica, e una pista per aerei non asfaltata lunga circa 1.000 metri.

Per la parte superiore



Europa (film)

Europa è un film drammatico di produzione internazionale del 1991, diretto da Lars von Trier, vincitore del Premio della giuria al Festival di Cannes 1991.

Leopold Kessler, un americano di origini tedesche, arriva in Germania alla fine della Seconda guerra mondiale per offrire il suo contributo alla ricostruzione del paese. Grazie all'aiuto di suo zio, trova un posto come cuccettista per la società ferroviaria Zentropa, di cui conoscerà i proprietari, una ricca famiglia legata al regime nazista e in cerca di riscatto. Nonostante la sua volontà di rimanere estraneo ai conflitti che ancora lacerano il paese, Leopold si troverà invischiato nell'attività della resistenza all'occupazione americana.

Nell'incipit di questo film l'inquadratura scorre sui binari di un treno mentre una voce fuori campo ipnotizza lo spettatore con un lento conto fino a dieci per portarlo in "Europa". Il film è il terzo capitolo della trilogia europea di Lars von Trier, cominciata con L'elemento del crimine ed Epidemic.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia