Emergenze

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Tags : emergenze, medicina, salute

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Medicina delle catastrofi

Per Grande Emergenza si intendono due scenari complessi. · Disastro o Catastrofe: in cui i sistemi di soccorso sono danneggiati · Maxiemergenza: in cui i sistemi di soccorso inclusi gli Ospedali sono intatti. Nel corso della relazione ci riferiremo soprattutto a questo secondo scenario, per una semplificazione degli aspetti organizzativi.

Strumenti della Medicina delle Catastrofi La medicina delle catastrofi rappresenta in realtà l’insieme di vari tipi di discipline rivolte al raggiungimento di obiettivi comuni cioè alla limitazione delle sequele e della perdita di vite umane. L’ambiente ostile dove si svolgono le operazioni necessita di una capacità di adattamento tipica della medicina da campo, l’identificazione delle priorità caratterizza la medicina d’urgenza, la presa in carico sanitaria di un gran numero di vittime deve tenere conto della medicina di massa ed il concetto di vittima inteso nella sua globalità è peculiare della medicina globale. Occorre partire da una pianificazione preventiva applicabile sul campo tipica della medicina di dottrina mantenendo una gerarchia dei compiti ed una essenzialità dei trattamenti caratteristici della medicina di guerra. L’aspetto peculiare di ogni disciplina scientifica è l’utilizzo di strumenti operativi; quelli che caratterizzano la medicina delle catastrofi sono tre: 1. la strategia, ossia l’arte di ideare i piani di emergenza 2. la logistica, con cui s'intende l’insieme di personale, mezzi e materiali finalizzato alla realizzazione dei piani. 3. la tattica, in altre parole l’applicazione dei piani con lo svolgimento della catena dei soccorsi.

3. Tattica La tattica è l’applicazione dei piani di soccorso attraverso procedure operative consequenziali finalizzate alla creazione della catena dei soccorsi. Questa sequenza è applicabile in ogni evento, indipendentemente dal tipo di catastrofe e deve essere considerata il modello operativo a cui riferirsi. Gli aspetti peculiari della catena dei soccorsi devono rispondere a determinati requisiti: a) Un unico ente di ricezione dell’allarme che dimensioni l’evento e fornisca prontamente una risposta b) La medicalizzazione costituisce il fulcro della medicina delle catastrofi, benché i problemi riscontrabili nelle emergenze ordinarie risultino amplificati, l’errore più comune è il pensiero di affrontarli aumentando disordinatamente lo spiegamento di forze in campo. L’approccio più corretto sarà stabilire la priorità di evacuazione verso i luoghi di cura definitivi per le vittime. La medicalizzazione sarà condotta a diversi livelli e nello specifico all’interno del Posto Medico Avanzato ossia una struttura interposta tra il sito dell’evento e gli ospedali dove le vittime potranno essere messe in condizioni di affrontare la successiva evacuazione. c) L’evacuazione è il circuito ininterrotto dei mezzi dal posto medico avanzato ai luoghi di cura definitivi. L’evacuazione può svolgersi con l’ausilio di mezzi usati nella quotidianità o di mezzi speciali. d) L’ospedalizzazione è l’ultimo anello della catena dei soccorsi; i nosocomi dovranno predisporre piani di emergenza per un gran numero di vittime.

Aspetti e compiti della zona dei soccorsi: · L’improvvisazione: è la prima fase osservabile sull’area colpita; è caratterizzata da tensioni emotive e risposte psichiche di vario tipo. La soluzione proponibile rimane l’educazione sanitaria che attraverso l’informazione, il coinvolgimento e la partecipazione attiva ad esercitazioni e momenti formativi simulati deve identificare il suo primo bersaglio nella popolazione. · La ricognizione preliminare: fornisce gli elementi per modulare una risposta adeguata all’evento, è effettuata dall’alto tramite mezzo aereo oppure dal primo mezzo terrestre che giunge sul luogo. Si tratta di un insieme di operazioni importanti che devono essere svolte da personale addestrato poiché l’obiettivo non è il soccorso immediato alle vittime bensì la trasmissione di una descrizione della scena ed in particolare la tipologia del sinistro, il numero presunto delle vittime e la patologia prevalente. La ricognizione è finalizzata a rilevare inoltre a valutare l’estensione del sinistro rilevandone i limiti topografici, la persistenza di zone a rischio e la presenza di pericoli, le conseguenze sull’ambiente con valutazione di danni a strutture, identificazione di aree di atterraggio, valutazione del sito ove impiantare il PMA e le aree di parcheggio per i mezzi in arrivo. · La settorializzazione: si intende la ripartizione in aree funzionali di lavoro allo scopo di razionalizzare le risorse disponibili. Questa fase obbligatoriamente condotta con le forze di polizia e con i vigili del fuoco presuppone un approccio tecnico che raramente è in possesso delle squadre sanitarie. È necessaria la conoscenza dei perimetri di sicurezza e la corretta distribuzione delle equipes. Ciascuna area deve essere frazionata localmente allo scopo di convogliare equamente le risorse di soccorso, e si avranno rispettivamente zone a loro volta suddivise in cantieri di lavoro. · L’integrazione: è la condizione finalizzata all’esecuzione dei compiti istituzionali delle componenti dei soccorsi. Questo concetto assolutamente semplice a livello teorico risulta anche nelle emergenze ordinarie assai difficile da realizzare. In mancanza di un linguaggio comune e di procedure condivise le Squadre sanitarie, i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine e personale volontario si troveranno ad operare in condizioni estreme perseguendo ciascuno il suo obiettivo. · Il Recupero e la Raccolta delle vittime: Suddiviso in: 1. il salvataggio ossia l’insieme delle operazioni finalizzate allo spostamento della vittima in luogo sicuro; può essere svolto da personale tecnico. 2. il soccorso, in alcuni casi, il recupero di una vittima deve essere preceduto dall’esecuzione di rapide manovre salvavita. La lunga durata delle operazioni di recupero, la potenzialità evolutiva delle lesioni e la necessità di manovre cruente per una disincarcerazione complicata (amputazione di arti) sono situazioni che frequentemente richiedono l’intervento sanitario sul punto di ritrovamento. La soluzione migliore è a nostro giudizio la creazione di equipes tecnico sanitarie specializzate nella ricerca e nel soccorso in aree urbane ed extraurbane.

· intervento di prima linea, cioè nel “cantiere”, dove verranno compiuti pochi gesti terapeutici essenziali, con la finalità unica di far sopravvivere i feriti fino all’accesso del Posto Medico Avanzato. · intervento al Posto Medico Avanzato (P.M.A.), in questa struttura verranno convogliate TUTTE le vittime recuperate dai cantieri e sottoposte al Triage. Il posto medico avanzato è una struttura sanitaria dove le vittime verranno stabilizzate ed evacuate verso luoghi di cura definitivi secondo ordini di priorità stabiliti dal triage.

Il triage Il triage è un processo decisionale finalizzato alla selezione delle vittime e nel contesto extraospedaliero verrà applicato in due momenti: 1. direttamente sullo scenario con l’obiettivo di stabilire una priorità d’accesso al Posto Medico avanzato. 2. al PMA con l’obiettivo di stabilire un ordine di evacuazione verso gli ospedali o strutture alternative.

Team di gestione della Maxiemergenza: la filosofia proposta nel sistema MDM è sicuramente innovativa perché scardina la figura di comando che accentra su di sé gli oneri che il ruolo comporta. Una gestione di questo tipo è destinata a fallire per l’enorme carico di lavoro e richieste che in breve tempo giungeranno. La soluzione proposta è affidare il coordinamento ad un team di figure esperte schierate nelle aree decisionali della catena dei soccorsi. Ciascun leader è legato al coordinatore da una gerarchia funzionale, mantiene cioè un’autonomia quasi assoluta all’interno della propria area di competenza.

Esperienze a confronto In Italia l’organizzazione dei soccorsi in caso di Grande Emergenza non ha ancora una connotazione uniforme. Molti Sistemi 118 hanno adottato una politica gestionale che si basa sull’adozione di procedure importate da Paesi stranieri, con la convinzione che ciò che funziona all’Estero, possa funzionare da noi; in fondo perché no! Ma la cultura di Paesi diversi dal nostro si basa su sistemi operativi sperimentati, che si avvalgono di criteri categorici di formazione e rispetto dei ruoli , inseriti in una Catena di Comando tipicamente militare, dove non è concepibile l’iniziativa personale tanto cara nelle nostre latitudini. Non è ragionevole pensare che un sistema “copiato ed importato” equivalga ad un sistema efficace.

Altri Sistemi utilizzano come strumento operativo la Formazione degli Operatori, senza farla seguire da procedure conosciute, e per conosciute intendo che l’operatore le apprende e gestisce veramente. Questa modalità spesso applica sistemi di apprendimento teorici: mi riferisco al fatto che negli ultimi anni molti Atenei o Enti privati hanno attivato Master in Medicina delle Catastrofi, i cui programmi di studio comprendono ore dedicate al BLS, alla suture chirurgiche nei campi profughi cambogiani o alle malattie infettive, che per quanto interessanti non rientrano tra le competenze dei medici che devono affrontare i soccorsi in caso di incidente ferroviario.

Molti operatori dei Sistemi di Emergenza si sono ammantati di un’aura di autoreferenzialità nel campo della Medicina dei Disastri. Mi riferisco a nomine a sfondo “politico” che nulla hanno da spartire con chi si è costruito un’esperienza operativa o culturale, maturata negli anni, condivisa con Colleghi stranieri e convalidata da confronti in campo manageriale e organizzativo, che raramente è possibile ottenere in Italia.

Per ciò che attiene alle problematiche della gestione della Grande Emergenza intraospedaliera, il discorso non muta di molto. Da almeno 8 anni il metodo esiste, è stato proposto dall’Associazione Italiana di Medicina delle Catastrofi, analizzato e trasformato in Linee Guida dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, e confermato dal Ministero della Salute in un recente lavoro di Pianificazione attuato in favore della Regione Calabria, ma i cui contenuti sono estrapolabili ed utilizzabili da ciascuno dei circa 2.000 ospedali italiani. La pianificazione della risposta ospedaliera si basa su una “piramide” procedurale e dottrinale che analizza i punti che devono essere attivati per ottenere un Piano di Emergenza efficace ed attuabile nella nostra realtà: I gradini di questa piramide sono: · Formazione e Progetto · Analisi del rischio · Verifica delle risorse · Scenari possibili · Management · Piani · Verifica del Sistema · Operatività Rispettando e attivando questi steps si otterrà un Piano efficace e gestibile, simile nei criteri di dottrina al sistema dei soccorsi sul campo.

In conclusione credo occorra considerare con attenzione la situazione attuale e ricordare che si migliora attraverso la valutazione degli errori ed il coraggio di attuare dei cambiamenti necessari.

1) Auf der Heide E. (1989) - Disaster response. Principles of preparation and coordination.

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Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze

AGIRE – Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze è un'organizzazione, nata nel maggio 2007, che raggruppa alcune organizzazioni non governative già presenti in Italia.

Il principale obiettivo di Agire è la raccolta dei fondi necessari a portare soccorso alle popolazioni colpite da emergenze internazionali.

Il modello di azione di Agire rispecchia il funzionamento dei "comitati emergenze" operanti in altri paesi europei (Belgio, Germania, Regno Unito, Olanda, etc): allo scoppio di una crisi internazionale, Agire lancia un appello nazionale per la raccolta di fondi; una rete di partner – network televisivi, quotidiani nazionali, gruppi bancari, compagnie telefoniche, enti locali – aiuta a informare l'opinione pubblica ed a moltiplicare i canali per la raccolta dei fondi. Le risorse raccolte vengono utilizzate dalle organizzazioni non governative già presenti nell'area della crisi o con maggiori capacità di intervento. Le organizzazioni aderenti si attivano per avviare interventi di emergenza e soccorso alle popolazioni civili.

Il "Comitato Etico" ha lo scopo di farsi garante della trasparenza della raccolta e dell'utilizzo dei fondi. Al termine della realizzazione dei programmi, una valutazione indipendente verifica il reale impatto sulle popolazioni beneficiarie. I risultati sono pubblicati sul sito web e diffusi attraverso i mezzi di comunicazione.

Agire riunisce organizzazioni non governative italiane già presenti in più di 110 paesi e in molte aree di crisi del mondo, con centinaia di programmi e oltre 400 mila sostenitori privati in Italia.

Le organizzazioni associate ad Agire sono legalmente costituite in Italia. Aderiscono al Codice di Condotta del Movimento Internazionale della Croce Rossa, della Mezza Luna Rossa e delle Ong di aiuto umanitario.

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Simulatore di volo

Il Wright Flyer controllabile in FlightGear

Un simulatore di volo è un sistema che tenta di replicare, o simulare, l'esperienza di pilotare un aereo nel modo più vicino possibile alla realtà. I differenti tipi di simulatori di volo spaziano dai videogiochi fino alle repliche in scala reale dei cockpit dei veri aerei montati su attuatori idraulici (o elettromeccanici), controllati da computer potenti e moderni.

I simulatori di volo sono ampiamente usati dall'industria aeronautica e militare per l'addestramento dei piloti, la simulazione di emergenze e disastri e per lo sviluppo aeronautico.

I simulatori di volo furono fra i primi tipi di programmi sviluppati per personal computer.

Un popolare tipo di simulazione di volo è il simulatore militare, che simula un combattimento aereo dal punto di vista del pilota e della sua squadra. I simulatori di combattimento aereo sono più numerosi dei simulatori di volo civili a causa della materia più attraente, delle domande del mercato e anche perché sono utilizzati per scopi militari.

L'avvento dei simulatori di volo nel mondo dei videogame ha ispirato molti utenti a divenire “progettisti d'aerei” per questi sistemi. Così, spesso, vi sono degli appassionati che progettano modelli militari o civili che non ricavano alcun guadagno dalle proprie creazioni. Molti altri utenti di simulatori di volo creano la propria compagnia aerea virtuale come la Virtual Delta, Mexicana Virtual, Virtual Aeroflot, Viasa Virtual; ve ne sono molte altre anche italiane, compresa la controparte virtuale dell'Alitalia e altre come Mediterranea Virtual, Meridiana Virtual, Air Dolomiti Virtual, Aerosarda, Air Brixia, Flight Free Airlines e la Napulevola che possono essere trovate su Internet. Tali modifiche (chiamate “mods”) aumentano la qualità della simulazione e spesso garantiscono un'esperienza di gioco significativa aggiungendo nuove situazioni e contenuti. In certi casi un simulatore viene sviluppato dagli appassionati molto più di quanto gli stessi sviluppatori avessero programmato. Falcon 4.0 ne è un esempio lampante; sono state aggiunte nuove zone di guerra e la possibilità di volare su centinaia di modelli d'aerei differenti, al contrario del singolo modello originale utlizzabile.

Oltre che a "volare", alcuni giocatori si divertono a gestire il traffico aereo online. Questo succede quando molti piloti virtuali e controllori di volo virtuali giocano insieme in tempo reale e simulano un vero traffico aereo. Ci sono numerose reti; le più popolari sono VATSIM e IVAO.

Anche i simulatori civili, raggiungendo elevati gradi di accuratezza stanno avendo successo, e consentono di scegliere qualunque aeroporto del mondo, di personalizzare le condizioni meteorologiche, l'ora e stagione, e di scegliere tra molti tipi diversi di aeroplani.

Più raramente i simulatori di volo sono disponibili per console. I più importanti sono Pilotwings, per Super Nintendo, il suo successore Pilotwings 64 per Nintendo 64 e la serie Ace Combat per Playstation 1 e 2. Inoltre su Playstation 2 la migliore simulazione è offerta dalla serie Energy Airforce, meno conosciuta di quella di Ace Combat ma sicuramente più riuscita. A causa della natura dei giochi da console essi tendono ad essere più semplicistici e ad avere una struttura arcade anche a causa della mancanza di comandi collocabili sul joypad: per questo l'uso della definizione di 'simulatori' riguardo questi titoli è messo in discussione dagli intenditori.

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Pubblica sicurezza

Con riferimento alle attività di governo, anche degli enti locali, la locuzione pubblica sicurezza indica il complesso di quelle attività, interessi, apparati, autorità e strutture (anche in senso giuridico) di cui l'ordinamento giuridico oppure l'apparato legislativo o esecutivo dispongano per garantire un'accettabile grado di sicurezza per i cittadini di uno stato, per fronteggiare emergenze e gravi necessità collettive, nell'obiettivo dell'incolumità pubblica.

La pubblica sicurezza riguarda perciò tanto le attività di polizia, volte ad assicurare la "sicurezza" attraverso il rispetto delle norme di legge, quanto quelle comunque finalizzate a prevenire che la collettività possa patire danni da eventi fortuiti e accidentali, infortuni e disastri naturali, climatici, o di qualunque altro genere, o comunque a prevenirne l'aggravio del danno attraverso l'organizzazione di forme di prevenzione e di soccorso. La definizione che riunisce nella pubblica sicurezza le funzioni di polizia e quelle di protezione civile, appare adatta a tempi di pace, ma da taluni si eccepisce che in presenza di contingenze legate alla difesa militare, anche queste funzioni propriamente vi pertengano.

La pubblica sicurezza e in generale il grado di sicurezza percepito dalla popolazione fornisce un decisivo contributo all’attrattività di un paese, alla produttività dei cittadini ed in conclusione al successo economico di una nazione. In questo senso esteso, la politica, le organizzazioni statali ed il mondo dell’economia cooperano strettamente per mantenere la pubblica sicurezza e garantire un ambiente stabile per la crescita economica.

Nella situazione odierna, per la criminalità organizzata ed il terrorismo internazionale le barriere geografiche, linguistiche e finanziarie hanno poca importanza; ostacoli amministrativi e conflitti di competenze rendono i loro progetti più facili. Il tipo e la dimensione delle minacce sono cambiati e, di conseguenza, anche il compito e le condizioni generali in cui operano le forze d’ordine e le autorità doganali. Per questo motivo il coordinamento della attività di pubblica sicurezza è diventato un tema rilevante nel mondo politico a livello nazionale ed internazionale.

In Italia, la presenza della locuzione nel nome dell'istituzione (e di molti dei suoi uffici e delle sue funzioni) ha portato talvolta ad identificare per essa, quantunque impropriamente, il Corpo oggi denominato Polizia di Stato. Il costante espresso riferimento normativo, che si traduce in una frequente citazione della locuzione a fini amministrativi e burocratici, ha inoltre segnalato il pesante sbilanciamento ordinamentale verso una preminenza delle funzioni di polizia nelle attività di preservazione dell'incolumità pubblica.

In particolare, gli interventi legislativi straordinari atti a potenziare le attività di pubblica sicurezza in materia di contrasto al terrorismo internazionale hanno posto l'accento sullo sviluppo delle capacità di indagine e prevenzione e sull'aumento e la diversificazione delle forze in campo, ma sono riuscite solo marginalmente nel compito di migliorare il coordinamento degli organi di pubblica sicurezza nazionali.

È invece migliorato il coordinamento internazionale, sia in ambito comunitario con il cosiddetto mandato d'arresto europeo e la partecipazione ad Eurojust, sia in ambito internazionale con la ratifica della convenzione e dei protocolli ONU contro il crimine organizzato transnazionale e gli attentati terroristici mediante utilizzo di esplosivo.

Stanti le dette facoltà discrezionali, molte delle quali tuttora in vigore, le attribuzioni di P.S. costituiscono elemento di necessariamente elevata attenzione giuridica per l'individuazione, anche a posteriori, della corretta legittimazione dei funzionari statali.

Se il TULPS, al Capo I, stabilisce il punto di partenza della catena gerarchica di tali attribuzioni, nella pratica occorre notare che la differenziazione delle attribuzioni di P.S. da quelle di polizia giudiziaria, costituisce uno dei punti più importanti nella definizione delle competenze di particolari dipendenti dello stato, a partire dagli appartenenti alle Forze dell'Ordine.

I due tipi di attribuzioni, infatti, pur entrambe distribuite in categorie di ufficiali ed agenti (di P.S. e/o di P.G.), divergono nell'oggetto e nei possibili interventi.

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118 - Emergenza sanitaria

Il 118 (Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza - SSUEm 118 o più semplicemente Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica - SUEM 118) è il numero telefonico attivo in Italia per la richiesta di soccorso medico per emergenza sanitaria. È un numero unico nazionale, attivo 24 ore su 24 e sette giorni su sette, gratuito su tutto il territorio, sia da telefoni fissi che mobili.

È stato istituito con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 467600 del 27 marzo 1992 (Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza).

Il numero svolge il compito di unico referente nazionale per le emergenze sanitarie di ogni tipo. La gestione e l'organizzazione del servizio possono essere di competenza regionale (in forma di agenzia regionale autonoma), provinciale oppure deputati alle singole Aziende Sanitarie Locali.

Il primo nucleo 118 è nato a Bologna, il 1 giugno 1990 in occasione dei mondiali di calcio. Il nucleo fu costituito intorno ad uno dei gruppi di pubblica utilità che più si erano distinti per efficienza e organizzazione, Bologna Soccorso.

Bologna Soccorso era nata nel 1980, all'indomani della Strage della Stazione di Bologna, come Centrale Operativa Unica per il Soccorso ed il Trasporto. Il gruppo portava con sé la decennale esperienza del CePIS, un nucleo di ambulanze organizzato negli anni sessanta per coordinare il trasporto interospedaliero e poi emerso agli onori della cronaca per gli efficienti interventi mostrati nell'incidente ferroviario di Murazze di Vado (1978) e nella già citata Strage di Bologna.

Il gruppo di Bologna Soccorso mostrò grande professionalità in diverse occasioni, tra cui la Strage del Rapido 904 (1984) e la Strage dell'Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno del 6 dicembre 1990. La coordinazione degli interventi permise in entrambe queste occasioni un rapido ed efficiente soccorso, rendendo manifesta la necessità di adottare piani di intervento simili anche in altre città.

Nel 1990 Bologna Soccorso era ancora un nucleo indipendente, ma già rispondeva al numero 118. A partire dal 27 marzo 1992, con il già citato decreto a firma di Francesco Cossiga, furono costituite le centrali operative 118 anche in altre città, sulla base delle innovazioni introdotte a Bologna.

Questi punti di forza riguardavano principalmente la coordinazione delle varie associazioni di volontariato sanitario, i cui interventi venivano gestiti da un centro unico che impediva sovrapposizioni di interventi e incomprensioni; la gestione delle emergenze fu affidata a personale infermieristico appositamente preparato (con competenze di telecomunicazioni e informatica), mentre la parte medica venne affidata ad un medico responsabile.

A partire dal 1992 la centrale bolognese fu la prima totalmente informatizzata, che aumentò del 6% l'efficienza media a parità di personale.

La chiamata viene smistata automaticamente alla centrale operativa 118 più vicina al chiamante. In genere si tratta della centrale territorialmente competente, ma può accadere che ve ne sia un'altra più vicina. In questo caso, la centrale che risponde trasmetterà la richiesta di soccorso alla centrale 118 di competenza.

All'atto della chiamata il chiamante deve attenersi esclusivamente alle richieste dell'operatore, evitando di scendere in dettagli non richiesti.

È molto importante che la comunicazione sia chiusa solo dall'operatore, mai dal chiamante, per accertarsi che siano stati comunicati tutti i dati. Dopo la chiamata, è dovere del chiamante tenere il telefono libero.

Ogni richiesta è trattata secondo uno schema di codici di priorità, con la tecnica del Triage. L'evasione delle richieste non segue l'ordine cronologico delle telefonate, ma dà maggiore urgenza alle chiamate dove il rischio per l'interessato è maggiore.

Tutti questi codici sono sia di uscita che di rientro, ovvero possono essere dati dalla centrale all'ambulanza che deve effettuare l'intervento, sia dall'ambulanza alla centrale una volta visitato il paziente.

Vi è anche il cosiddetto Codice Bianco, che indica l'assenza di urgenza, o viene usato nei casi in cui il paziente presenta lievi patologie che dovrebbero essere viste dal medico curante. È detto anche priorità 1 o taxi sanitario, e può essere soggetto a ticket. Nei codici bianchi rientrano anche i trasporti senza emergenza per consentire al malato di effettuare terapie ospedaliere. Solo molto raramente viene effettuato dalle ambulanze del 118, e viene più frequentemente girato alle "croci" volontarie. Alcune organizzazioni usano il codice bianco anche per i trasporti rifiutati dal paziente. L'applicazione del codice bianco non è uniforme all'interno dei vari gruppi di assistenza, ed in alcuni può essere assente.

Esiste infine un ultimo codice, il Codice Nero. Viene dato solo a constatato decesso da parte di un medico (anche se per ovvi motivi chiunque può essere in grado di stabilire che una persona è morta o viva quando è in avanzato stato di decomposizione, gravemente mutilata, carbonizzata o altro il medico è l'unica figura sanitaria abilitata a constatare legalmente un decesso) ed è un codice di solo rientro. Il defunto non può essere trasportato in ambulanza e si deve attendere l'autorizzazione dell'autorità alla rimozione dopo l'arrivo del medico legale. La rimozione di cadavere è infatti punibile a norma di legge. Una salma piò essere trasportata in ambulanza solo quando il decesso avviene a bordo del mezzo stesso.

Una volta accolta la chiamata, l'infermiere della Centrale Operativa passa la comunicazione ad un operatore radio, che sceglie l'ambulanza della zona di competenza (o la più vicina al luogo dell'incidente) alla quale passare il servizio.

L'equipaggio dell'ambulanza riceve l'indirizzo, il nominativo del paziente ed un codice (che può riunire il codice di priorità ed altri dati come il tipo di intervento e la zona geografica), l'orario ed un numero identificativo del servizio. Solo nei casi più gravi vengono anche date informazioni personali sullo stato del paziente, poiché le comunicazioni via radio sono soggette a rischi riguardanti la privacy per quanto possibile.

In alcuni casi un Mezzo di Soccorso di Base può essere inviato su un codice giallo o rosso, se l'MSA è occupato su un altro servizio o impiegherebbe troppo tempo ad arrivare.

In caso di incidenti stradali, la Centrale Operativa provvede ad allertare la Polizia Stradale o la Polizia Municipale per i rilievi e la gestione del traffico veicolare nel luogo del sinistro, e se necessario i Vigili del Fuoco per il soccorso tecnico. All'occorrenza il 118 può anche richiedere l'intervento delle squadre di soccorso alpino.

Arrivati sul posto, il personale sanitario procede alla valutazione dell'infortunato, e, dopo le manovre di stabilizzazione/primo soccorso ed il caricamento (se ritenuto necessario), decide un codice di rientro e chiede la competenza dell'ospedale. Non sempre si viene inviati all'ospedale più vicino, in quanto la patologia del paziente può richiedere un ospedale con reparti più qualificati, come un centro traumatologico, pediatrico, oftalmologico e così via. All'arrivo in Pronto Soccorso, l'infermiere del triage rivaluta il paziente, e stabilisce il codice colore con cui sarà trattato nel reparto.

Oltre all'ambulanza, è possibile che venga inviata un'automedica (MSA). L'automedica trasporta un medico e un infermiere, che sono autorizzati a intervenire sul paziente con le terapie necessarie. Il mezzo che trasporta medico ed infermiere ("Mike" e "India", nel codice radio) può raggiungere separatamente sul luogo dell'intervento l'equipaggio di un MSB/MSAB.

Nel caso sia necessario un trasporto rapido a grande distanza, o se la località dell'evento è difficilmente accessibile può essere inviato l'elisoccorso, che trasporta un medico e del personale qualificato, e può intervenire caricando alcune barelle o agevolando il recupero dei feriti.

Le associazioni che operano nel settore invitano i cittadini non esperti in materia di pronto soccorso ad assolvere l'obbligo di soccorrere gli infortunati tramite la chiamata al 118 anziché intervenendo direttamente. Interventi maldestri effettuati da persone non competenti possono infatti risultare assai pregiudizievoli sia per l'infortunato (aggravando le lesioni da questi subite e provocando danni ulteriori) sia per il soccorritore improvvisato, che resta pienamente responsabile - sotto il profilo civile e penale - di eventuali danni causati all'infortunato stesso.

Le telefonate ricevute dal servizio sono registrate, e nella maggior parte delle Centrali Operative 118 è attivo il servizio di visualizzazione del numero telefonico del chiamante. L'abuso del servizio è sanzionato secondo l'articolo 658 del Codice Penale, per il reato di procurato allarme presso l'Autorità: chi disturba l'operato del servizio può incorrere in una pesante sanzione amministrativa, oppure fino a sei mesi di reclusione.

Gli abusi includono le chiamate per richiesta di informazioni sanitarie o di consigli medici, e le chiamate fasulle.

L'uso di segnalatori acustici e luminosi per i mezzi di soccorso è stabilito dall'art. 177 del Codice della strada, che al comma 1 dà la facoltà ai mezzi di soccorso di usare la sirena e i lampeggianti, e ai comma 2 e 3 obbliga l'automobilista a lasciare il passo a questi veicoli.

Impedire o intralciare l'intervento di un mezzo di soccorso, ad esempio con il proprio veicolo parcheggiato in modo illecito, potrebbe comportare gravi conseguenze.

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Polizia Civile

Ducato Polizia Civile 1.jpg

Voce principale: Forze di polizia sammarinesi.

La Polizia Civile, talvolta chiamato anche Corpo dei vigili urbani dipende dalla Segreteria di Stato per gli Affari Interni della Repubblica di San Marino essa svolge compiti di controllo, tutela e prevenzione in materia commerciale, turistica, annonaria e di circolazione stradale.

In caso di necessità, calamità naturali o emergenze svolge inoltre compiti di Protezione Civile.

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Source : Wikipedia