Elvis Presley

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Inviato da amalia 31/03/2009 @ 16:16

Tags : elvis presley, rock and roll, musica, cultura

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Elvis Presley

Elvis Presley ritratto da Bottelho

La sua presenza scenica ha avuto un impatto senza precedenti sulla cultura statunitense e mondiale. Stimato da fans e critici, come da molte altre personalità dello star system del suo tempo - da Marilyn Monroe ai Beatles - ha saputo andare oltre l'arte musicale finendo per diventare una vera e propria icona della cultura pop del XX secolo.

Eccetto cinque concerti tenuti in Canada, non si esibì mai fuori dagli Stati Uniti.

Nel corso della sua carriera Elvis Presley ha visto le sue canzoni approdare più volte ai vertici della Top Chart della rivista Billboard, punto di riferimento per le vendite nel mercato discografico statunitense.

Sul mercato britannico, il cantante di Tupelo piazzò ventuno singoli in vetta alle classifiche di vendita, con ottanta settimane di permanenza al primo posto. I suoi dischi a 45 giri rimasero in classifica 1.277 settimane, mentre i long playing con le sue canzoni stazionarono nella Top 10 dal novembre 1958 al luglio del 1964.

Fra il 1972 ed il 1977, anno della sua morte, furono venduti nel mondo oltre un miliardo di suoi dischi: il 60% nei soli Stati uniti, ed il restante quaranta per cento sul mercato discografico mondiale.

Elvis nacque l'8 gennaio 1935 a Tupelo, Mississippi, sopravvissuto al gemello, che morì appena nato.

Il padre,di origini scozzesi , non aveva un lavoro fisso e la madre aggiustava come poteva i conti domestici, facendo piccoli lavori occasionali. Abitavano in una modestissima casa appena fuori Tupelo, vicino al quartiere della gente di colore, in un'unica grande stanza senza nemmeno il bagno.

Assidui frequentatori della Chiesa Evangelica delle Assembly of God, fu propriò lì che Elvis ebbe il primo contatto con la musica. Per il suo ottavo compleanno, Elvis scelse una chitarra e imparò i primi accordi osservando uno zio di sua madre che suonava durante le riunioni di famiglia.

Dal momento che Vernon non riusciva a trovare un lavoro a Tupelo, i Presley decisero di partire alla volta di Memphis, Tennessee, che in quegli anni era in pieno sviluppo. Elvis ormai era adolescente, ma nella nuova città non riusciva a farsi troppe amicizie. Il suo carattere era schivo e timido ed era terribilmente attaccato ai genitori, soprattutto alla madre. Il suo look, oltretutto, non lo rendeva affatto popolare tra i compagni di scuola: mentre gli altri ragazzi avevano pettinature in stile militare e t-shirt, Elvis portava i capelli con un ciuffo lungo e con le basette e vestiva con colori sgargianti acquistando i suoi capi d'abbigliamento a Beale Street, nel cuore di Memphis, dove la gente di colore aveva il suo centro e dove, proprio per questo, poteva trovare ciò che cercava a buon mercato.

Elvis, contrariamente alla maggioranza della popolazione del sud degli Stati Uniti d'America non faceva distinzioni di razza e, indifferentemente, frequentava ambienti sia della comunità bianca che di colore. Da qui il suo approccio disinvolto anche con la musica.

Negli anni 1950 le stazioni radio statunitensi erano nettamente divise tra quelle che trasmettevano esclusivamente musica bianca e quelle di musica nera; Elvis ascoltava indistintamente canzoni di B.B. King o Howlin' Wolf.

Per aiutare economicamente la famiglia, Elvis decise di fare il camionista per la Crown Electric di Memphis. Un giorno passando sulla Union Street, vide che alla Sun Records di Sam Phillips, pagando un dollaro, chiunque poteva registrare un disco da portarsi a casa.

Elvis decise di fare un regalo alla madre per il compleanno e decise di registrarle un disco, una vecchia ballata che aveva sentito per radio fin dai tempi di Tupelo, My Happiness. Sam Phillips, ascoltato il ragazzo, convocò immediatamente due session men che già avevano lavorato nel suo studio in passato, il contrabbassista Bill Black e il chitarrista Scotty Moore. In una notte di luglio del 1954, dopo aver provato per ore senza aver trovato niente di buono o di originale, Elvis vinse la sua timidezza e disse agli altri due: "La conoscete questa?", ed iniziò a suonare un vecchio pezzo country di Arthur Crudup, intitolato That's All Right Mama con un ritmo frenetico; Sam Phillips uscì dalla regia e li fermò dicendo ad Elvis: "io di questo ne faccio un disco!".

I primi dischi che Elvis fece per la Sun entrarono nella storia del rock: That's All Right (Mama), Blue Moon Of Kentucky, Good Rockin' Tonight, Baby Let's Play House, titoli che catapultarono il giovane Elvis tra le stelle della musica del sud degli Stati Uniti.

La musica proposta da Elvis era così nuova che gli ascoltatori telefonavano ai DJ delle radio per chiedere chi fosse quel nero che cantava canzoni country, oppure chi fosse quel bianco che cantava pezzi blues. Inoltre Elvis era l'unico artista che appariva sia nelle classifiche di vendita di rhythm and blues, che in quelle di country.

Nel 1955 il contratto di Elvis venne venduto da Sam Phillips, che con la sua piccola etichetta non poteva far fronte all'incredibile ascesa della sua giovane scoperta, alla RCA per l'allora cifra record di 35.000 dollari. Il manager di Elvis era il colonnello Tom Parker e lo sarebbe rimasto fino alla morte del cantante.

Parker, intuite le potenzialità del suo assistito, fece esibire Elvis alla televisione nazionale, facendolo entrare in tutte le case d'America. L'opinione pubblica si scandalizzò sia della musica che delle movenze selvagge che Presley portò in TV, ma le canzoni Heartbreak Hotel, Jailhouse Rock, Hound Dog, Love Me Tender divennero successi discografici che valsero l'appellativo "Re del Rock and Roll".

Il famoso produttore Hal Wallis firmò con il colonnello Parker un contratto in esclusiva per avere Elvis nei suoi film e, negli anni tra il 1956 e il 1958, Presley interpretò 4 pellicole diretto da registi del calibro di Robert Wise e Michael Curtiz.

Nel 1958 Elvis fu chiamato per il servizio militare e dovette partire alla volta della Germania e rimase lontano dalle scene per ben due anni. Il colonnello seppe però mantenere vivo l'interesse del pubblico e la popolarità di Elvis rimase intatta.

Durante la sua permanenza in Germania, conobbe quella che sarebbe diventata sua moglie: Priscilla Beaulieu, la figlia di un colonnello americano anche lui di stanza in territorio tedesco, ma gli inizi del nuovo decennio furono piuttosto duri. La madre Gladys morì il 14 agosto 1958 all'età di 46 anni e la cosa ebbe su Elvis effetti devastanti e dai quali, forse, non si è più ripreso.

Le nuove rock band avevano ormai invaso il mercato dei primi anni sessanta, e i ragazzi avevano nuovi idoli musicali come i Beatles, i Beach Boys o i Rolling Stones.

Nonostante Presley continuasse a incidere dischi interessanti, non vendeva più come un tempo e il colonnello decise di sfruttare il remunerativo filone cinematografico. In otto anni Elvis interpretò ben 29 film, dei quali solo tre o quattro erano artisticamente validi. Gli altri erano tutti film B-movie, girati, a volte, in due settimane con trame leggere, ma incassavano bene. Elvis aveva una certa propensione alla recitazione anche se gli furono sempre affidati ruoli poco favorevoli a mostrare le sue doti. Fu scelto da Barbra Streisand per recitare nel film "È nata una stella" ma le richieste esose del col. Parker lo impedirono, come accadde anche per le sue candidature ad altri due film di notevole spessore: "La gatta sul tetto che scotta", nel ruolo che fu di Paul Newman e "Un uomo da marciapiede", nel ruolo che fu di Jon Voight.

Nel 1960 fu ospite nello show televisivo di Frank Sinatra, che gli volle dare la possibilità di riacquistare la visibilità di un paio di anni prima. Elvis andò allo show pochi giorni dopo essere rientrato dal servizio militare.

Nel 1968 Elvis, a 33 anni, sposato e padre di una bambina, Lisa Marie Presley, stanco di fare film di poco conto, volle ritornare a fare ciò che sapeva meglio e che gli piaceva di più: musica.

Il colonnello organizzò uno special televisivo natalizio per la NBC, la regia venne affidata al giovane Steve Binder, che aveva già diretto un paio di documentari sul mondo del Rock & Roll e che aveva intenzione di fare uno special su quello che, secondo lui, era il solo Re del Rock & Roll. Quello che fu poi chiamato "68 Comeback Special" non prese però le sembianze di una celebrazione del Natale, ma bensì la celebrazione del ritorno di Elvis Presley.

Elvis si presentò nella migliore forma di sempre, vestito di pelle nera e dando sfogo alla grinta che aveva dovuto reprimere negli anni dei film, regalando al pubblico americano uno spettacolo entrato nella storia della televisione.

L'incredibile successo dello show rinnovò in Elvis il desiderio di fare musica di qualità. Decise così di ritornare a Memphis e di chiudersi in studio per una session di registrazione. Il frutto di questo lavoro furono due album acclamatissimi da critica e pubblico, Back In Memphis e From Elvis In Memphis, con canzoni In The Ghetto e Suspicious Minds.

Tornò anche la voglia di esibirsi dal vivo e, mentre Elvis sceglieva personalmente i membri di quella che sarebbe diventata la TCB Band, che lo avrebbe accompagnato in tour, e che annoverava tra le sue fila il chitarrista James Burton, il bassista Jerry Scheff e il batterista Ronnie Tutt, il colonnello firmava un contratto di esclusiva con l'International Hotel di Las Vegas per una serie di concerti che avrebbero avuto un grandissimo successo di pubblico e critica.

Elvis iniziò il nuovo decennio con una seconda serie di spettacoli, fra il 26 gennaio ed il 23 febbraio 1970, sempre all'International Hotel di Las Vegas. Da quel momento sembrò deciso a voler recuperare tutti gli anni perduti lontano dal pubblico e nell'arco di sette anni, fra il 1970 ed il 1976, si esibì in quasi un migliaio di concerti, ad una media di uno ogni due giorni e mezzo circa, anche due o tre nello stesso giorno.

Malgrado insistenti voci di possibili tour esteri, Presley non si esibì mai al di fuori dei confini degli Stati Uniti. Di conseguenza furono migliaia gli appassionati che da tutto il mondo si recarono negli USA per poter assistere ad una sua esibizione.

Il 14 gennaio 1973 venne trasmesso in TV il primo show via satellite da Honolulu, Elvis: Aloha From Hawaii seguito da un pubblico stimato in oltre un miliardo di telespettatori in quaranta paesi. Dal concerto emerge Aloha From Hawaii Via Satellite (1973), primo disco quadrifonico a diventare un million seller.

La produzione discografica complessiva fu comunque enorme per tutto il decennio: a fianco di una serie di album pubblicati sull'etichetta economica Camden, sottomarca della RCA, che raccoglievano brani provenienti dalle colonne sonore dei film degli anni sessanta, furono pubblicati numerosi album con materiale inciso in studio.

Fra questi si possono ricordare Elvis Country (I'm 10,000 Years Old) (1971), un concept album di country, The Wonderful World Of Christmas (1971) e He Touched Me (1972), con materiale natalizio e gospel, e più tardi Promised Land e Today (entrambi del 1975).

Numerose furono anche le antologie con materiale dei decenni precedenti. I maggiori successi da classifica come singoli, nel periodo furono: Kentucky Rain (1970), The Wonder Of You (1970), There Goes My Everything (1971), Burning Love (1972), Steamroller Blues (1973), Promised Land (1974), My Boy (1975), T-R-O-U-B-L-E (1975) e Moody Blue (1977).

Presley troncò, invece, ogni rapporto con Hollywood, e le uniche testimonianze della sua attività concertistica per immagini furono i due documentari Elvis, That's The Way It Is (1970) ed Elvis On Tour (1972).

Fin dal ritorno dal servizio militare, nel 1960, Presley si era mostrato sempre più guardingo nei rapporti con la gente, e così attorno a lui si era andata formando una impenetrabile barriera di parenti, amici e guardie del corpo, denominata Memphis Mafia, che lo proteggeva, ma gli impediva, tuttavia, di avere contatti con l'esterno.

Tipico esempio di questa situazione, il fatto di affittare un teatro o un intero parco di divertimenti per passare una serata con gli amici, senza estranei. Verso la fine degli anni sessanta la situazione del cantante era già quella di un quasi recluso e ciò può in parte motivare l'entusiasmo che negli anni settanta lo portò a cercare, con incredibile frequenza, il contatto con il pubblico.

I lunghi periodi di lontananza e i difficili rapporti con la Memphis Mafia spinsero poi la moglie Priscilla a dividersi da lui, nel febbraio del 1972. Il 9 ottobre del 1973 venne sancito il divorzio a Santa Monica, e, sebbene l'amicizia tra Elvis Presley e la ex moglie Priscilla sia durata per tutta la vita del cantante, ciò gli provocò un lungo periodo di acuta depressione.

Il suo fisico ben presto iniziò a non rispondere adeguatamente alle sollecitazioni e, conseguentemente, Presley dovette aumentare il consumo di medicinali. Barbiturici, tranquillanti e anfetamine diventarono suoi compagni di tutte le ore del giorno e della notte. La cosa non fu senza conseguenze, e frequenti furono i ricoveri in ospedale.

A quella che sembrava la crescita di uno stato ipocondriaco, si aggiungevano i risultati di una alimentazione disordinata, che portarono Presley ad ingrassare vistosamente e a sottoporsi a diete dimagranti a base di medicinali.

L'ultima esibizione di Presley fu a Indianapolis al "Market Square Arena" il 26 giugno 1977.

Un'altra era prevista per il 17 agosto ma il giorno prima, il 16 agosto del 1977 Elvis fu trovato esanime nella stanza da bagno dalla compagna Ginger Alden nella sua dimora a Graceland, a Memphis. Trasportato al Baptist Memorial Hospital, ne fu dichiarata la morte alle 3.30 del pomeriggio per una forte aritmia cardiaca. Meno di un'ora dopo l'annuncio della morte di Elvis,un migliaio di persone si erano riunite davanti al cancello di Graceland. Un'ora più tardi erano 3.000. Il pomeriggio diventarono 20.000. In tarda serata erano 80.000. Da tutto il mondo piovvero ordini ai fioristi di Memphis perché confezionassero dei cuscinetti floreali a forma di chitarre, cani, orsacchiotti, cuori spezzati e corone.Furono organizzati due voli speciali che trasportarono 5 tonnellate di fiori dalla California e dal Colorado.

Graceland, la maestosa tenuta di Elvis Presley, è oggi un museo. Aperta al pubblico nel 1982, essa è divenuta una sorta di santuario del rock, meta del pellegrinaggio continuo dei suoi fan.

Immediatamente dopo la scomparsa del cantante, si diffusero voci, in stile leggenda metropolitana, che sostenevano e sostengono tuttora, elencando possibili avvistamenti di Elvis, come egli fosse in realtà vivo, e che la sua morte fosse stata una sorta di messa in scena.

Ad oggi, esistono associazioni e ricercatori specialmente statunitensi, impegnati nel sostenere tali affermazioni.

Tra le teorie più gettonate, spiccano la possibile origine aliena del cantante, il suo inserimento in un programma dell'Fbi per la protezione dei testimoni, e il volontario esilio del cantante stanco della vita condotta fino ad allora.

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In The Ghetto (Elvis Presley)

In The Ghetto è una famosa canzone di Elvis Presley composta nel 1969 da Mac Davis, pubblicata come singolo nello stesso anno affiancata da Any Day Now. La canzone fu registrata originariamente nel 1968 a Menphis in Tenesse assieme ad altri capolavori i quali Suspicious Minds, Kentucky Rain e Don't Cry Daddy. Alla sua pubblicazione il singolo raggiunse la il 3° posto in USA ed entro nella top 10 del Regno Unito. Il brano verrà eseguito in tutti i concerti futuri di Presley.

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Elvis Presley (album)

Elvis Presley è il primo album di Elvis Presley. Il 33 giri fu pubblicato in Italia dalla RCA Italiana il 13 marzo 1956 con numero di catalogo A12P 0031; venne ristampato l'anno seguente cin un nuovo numero di catalogo (LPM 1254).

Delle dodici canzoni che lo compongono, cinque vennero registrate alla Sun Records e le restanti 7 nella seduta di registrazione del gennaio 1956 a New York per la RCA.

La foto di copertina venne accreditata a Popsie, lo pseudonimo del fotografo William S. Randolph, mentre altre quattro immagini di Elvis erano riportate sul retro del disco. Le prime copie di questa pubblicazione avevano la scritta Elvis di color rosa chiaro mentre nelle successive il rosa era più scuro.

Elvis Presley fu il primo album nella storia della discografia a vendere oltre un milione di copie, anche se la certificazione del disco d'oro della RIAA avvenne solo l'1 novembre 1966. L'LP entrò nella classifica Best-Selling Pop Albums di Billboard all'11° posto. Nel giro di 6 settimane raggiunse la vetta ove rimase per 10 week end consecutivi. La permanenza totale nella classifica americana fu di 49 settimane.

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Sam Phillips

Samuel Cornelius Phillips (Florence, 5 gennaio 1923 – Memphis, 30 luglio 2003) è stato un produttore discografico statunitense noto per aver creato la casa discografica Sun Records.

Phillips iniziò la sua carriera prima come tecnico del suono e poi come DJ alla WLAY, radio di Muscle Shoals, Alabama.

Il 3 gennaio 1950 aprì l'ormai celebre Sun Studio al 706 della Union Avenue di Memphis, nello stesso stabile in cui già aveva fondato l'etichetta discografica Sun Records con lo scopo di pubblicare sia il country bianco che l'R&B nero. Profeticamente in quest'occasione pronunciò la frase: "If I could find a white man who sings with the Negro feel, I'd make a million dollars" ("Se trovassi un bianco capace di cantare con l'anima di un nero, potrei diventare milionario"). Fu in questi studi che venne registrato quello che fu definito il primo brano rock and roll: "Rocket 88" di Jackie Brenston and his Delta Cats (scritto da Ike Turner).

Il suo sogno divenne realtà quando scoprì e lanciò Elvis Presley che pubblicò nel 1954, proprio per la Sun Records, il suo primo singolo "That's All Right (Mama)"/"Blue Moon Of Kentucky". A questo seguirono altri nove singoli fino al 1956, anno in cui Phillips vendette il contratto di Presley alla RCA per 35000 dollari.

Oltre a Presley incisero alla Sun Records artisti che diventarono delle leggende musicali come Johnny Cash, Jerry Lee Lewis, Roy Orbison, B.B. King e Carl Perkins.

Dopo essersi ritirato dalla carriera discografica nel 1962, vendette la Sun nel 1969 al produttore di Nashville Shelby Singleton. La sua carriera proseguì nel settore radiofonico e ricevette il prestigioso riconoscimento nel 1986 di entrare a far parte della "Rock and Roll Hall of Fame" per il suo contributo pionieristico nel genere rockabilly.

Phillps è morto all'ospedale St. Francis di Memphis all'età di 80 anni per una crisi respiratoria il 30 luglio 2003, solo un giorno prima che gli originali Sun Studio fossero inseriti nella National Historic Landmarks, la lista dei luoghi statunitensi tutelati per il loro rilievo storico.

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Source : Wikipedia